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eFootball PES 2020, Recensione – Il calcio secondo Konami

Ricostruire una serie di successo dopo anni di declino non è mai tropo facile, specie se nel frattempo la concorrenza non se n’è stata con le mani in mano e ha saputo migliorarsi fino al punto di superare l’avversario. È quello che è successo a Konami con la sua serie Pro Evolution Soccer: l’azienda giapponese non ha però demorso, e dopo aver intrapreso negli ultimi tempi la strada giusta per tornare a proporre una serie calcistica di livello, quest’anno con eFootball PES 2020 si prefigge di riaffermarsi con un’edizione che si porta dietro uno smodato numero di aspettative anche per la volontà del team di sviluppo di farne una sorta di apripista “in una nuova decade dove le simulazioni calcistiche avranno un ruolo sempre più importante, con la ferma intenzione di rivoluzionare il mondo dell’eFootball e portare questo sport a un’audience mondiale sempre più ampia”. Ci saranno riusciti? Leggetelo nella nostra recensione di eFootball PES 2020 su PS4. Buona lettura.

PIÙ LICENZE, PIÙ REALISMO?

Che eFootball PES 2020 punti decisamente a questo obiettivo lo dimostra non solo il nuovo nome che fa riferimento agli sport digitali, ma pure la nuova modalità chiamata Matchday, che permette ai tifosi di partecipare settimanalmente alla riproduzione di partite reali e tentare di contribuire quindi alla vittoria della propria squadra.

In pratica quando si presenta un determinato evento, per esempio una serie di partite per le qualificazioni europee delle nazionali come questa settimana, oppure dei match clou di campionato, il videogiocatore viene invitato da Konami a scegliere in quale squadra vuole giocare. A quel punto, assieme ad altri utenti, entra a far parte di un gruppo che partecipa a una serie di partite contro delle fazioni avversarie.

Lo scopo è ottenere Punti Evento, visto che lo schieramento con il punteggio più alto arriverà avvantaggiato a una successiva finale che chiuderà l’evento generale e verrà poi trasmessa in diretta streaming in modalità Matchday, con tanti premi, soprattutto ai vincitori.

A gareggiarvi saranno però solo gli utenti più meritevoli, che Konami selezionerà dopo aver analizzato i risultati di tutte le Partite, per trovare all’interno dei gruppi quegli appassionati che hanno garantito le migliori prestazioni. Perché in questa modalità, ogni passaggio e ogni gol spettacolare messo a segno dal singolo videogiocatore contribuisce sì alla vittoria della sua fazione, ma anche a metterne in evidenza o meno le capacità.

Tornando alle modalità di gioco di eFootball PES 2020 che analizzeremo nella recensione, l’offerta non è molto ampia come quella di FIFA, ma tutto sommato si difende discretamente, grazie soprattutto all’opera di svecchiamento operata da Konami su quella che da sempre è il cuore pulsante della serie, ovverosia la Master League. Richiesta a gran voce da tutti i fan, il lavoro del team di sviluppo ha dato i suoi frutti e adesso, a parte alcuni crash risolvibili con qualche prossimo fix, la modalità è tornata a essere bella da giocare. Potenziato il sistema di gestione dei dialoghi e dei trasferimenti, con un nuovo algoritmo basato su un ricco database di informazioni del mondo reale, sono stati introdotti personaggi leggendari come Zico, Cruyff, Bebeto e Maradona da utilizzare come allenatori, nuove opzioni e scenette.  Ed altri che conoscerete (e riconoscerete) giocando.

Infine trasferimenti, costi, ingaggi e tanti altri elementi, durante la nostra prova, ci sono sembrati abbastanza allineati con la realtà. Insomma, non siamo ancora di fronte a una modalità completa come la Carriera di Fifa, ma quest’anno gli appassionati di PES non possono lamentarsi.

Diverso il discorso per le altre sezioni, che non hanno ricevuto uguale trattamento o al massimo solo qualche sensibile ritocco: per questo motivo liquidiamo velocemente Diventa un Mito, ancora troppo acerba per poter risultare appetibile, le classiche opzioni per le partite amichevoli veloci in singolo o in co-op, i vari tornei, veri o inventati, ciascuno dei quali caratterizzato da diverse opzioni per tutti i gusti e per tutte le esigenze, e il MyClub, una sorta di Ultimate Team in salsa Konami, che oltre alle tradizionali co-op, alle Divisioni e alle partite veloci,  propone delle gare settimanali e, dal punto di vista gestionale, semplifica alcune sue funzioni, in particolare per l’ingaggio e il potenziamento di nuovi calciatori, aggiornando spesso le liste degli allenatori così da avere maggiori possibilità di trovare quello più adatto alle proprie esigenze tecnico-tattiche.

MyClub è ovviamente aperto alla rete, ed è proprio la parte dedicata al gioco online l’altro piatto forte dell’offerta di eFootball PES 2020 che ribadiamo in questa recensione. Disponibile nella sezione eFootball con le solite amichevoli, le sfide personalizzabili, il già citato Matchday, la co-op da 3vs3 con cui organizzarsi in clan, e la possibilità di poter disputare Divisioni e Tornei, la sezione funziona piuttosto bene, almeno fino al momento in cui scriviamo questo articolo. Durante i nostri test tutto è filato abbastanza liscio, senza lag e con un matchmaking piuttosto preciso e veloce, tranne in una circostanza, quando il gioco si è bloccato durante un match. Un buon biglietto da visita in attesa delle varie iniziative legate agli eSports che l’azienda giapponese conta di lanciare nei prossimi mesi.

CALCIO DI INIZIO

Ad ogni modo è, come scritto prima, scendendo in campo che si può rivivere realisticamente una partita e si possono apprezzare le principali novità introdotte da questo eFootball PES 2020 in termini di gameplay: con i comandi settati di default e il livello di difficoltà inizialmente impostato su Professionista per riprendere l’abitudine col gioco, abbiamo ritrovato il solito feeling con i controlli e una giocabilità simile a quella del capitolo precedente, ma più rifinita.

Il ritmo di gioco è lento e ragionato, con le squadre che tendono a costruire le azioni svariando anche con aperture da una parte all’altra del campo, piuttosto che a cercare la giocata del singolo, cosa tra l’altro difficile da tentare vista l’attenzione riposta dai difensori sul portatore di palla e la loro abilità nell’affondare il tackle quando serve, o contenere l’avversario col fisico.

Questo ovviamente non vuol dire che i fuoriclasse non possano fare la differenza: lo stile di gioco dei vari Ronaldo, Messi o Hazard non solo influenza le interazioni con il pallone, ma anche il comportamento dei giocatori intorno a loro. Ecco quindi un Higuain allargarsi per portarsi dietro un difensore e far spazio centralmente a CR7, oppure un Benzema accentrasi e un Modric inserirsi in area, pronti a ricevere un cross pennellato dal belga. Liberarsi o saltare palla in movimento l’avversario resta comunque difficile, e la riuscita di certe giocate dipende ancora di più dalle abilità dell’utente con il controller in combinazione con la tecnica di base dell’atleta e in relazione ai parametri difensivi e fisici di chi difende.

Da questo punto di vista l’operato è piuttosto buono, e la sensazione, fin dalle prime partite, è che il titolo tenga conto di tutta una serie di parametri più sofisticati nella “gestione” delle varie situazioni di gioco, compresa la nuova caratteristica ribattezzata Dribbling di precisione.

Vale la pena ricordare in questa recensione di eFootball PES 2020 che questa caratteristica, nata dalla collaborazione col campione Andrés Iniesta, esalta i giocatori più tecnici permettendogli, alla leggera pressione dell’analogico destro, di spostare repentinamente la palla per mandare fuori tempo l’avversario. In quest’ottica sono state riviste anche le finte e gli stop al volo, con l’integrazione di nuove tecniche come per esempio il Controllo senza tocco, che permette di seguire il pallone correndo senza contatto.

A proposito di pallone, gli interventi sul motore fisico del gioco da parte di Konami hanno riguardato anche esso, a tutto vantaggio di passaggi e tiri. Questi ultimi, specie quelli dalla distanza e tesi, tengono conto maggiormente della postura e della pressione a cui è sottoposto l’autore della conclusione, e restituiscono la sensazione di una certa potenza e pesantezza della stessa sfera.

In tal senso si registrano miglioramenti nei rimbalzi durante i passaggi e negli altri tipi di conclusione a rete, con gli impatti anche fortuiti con la palla decisamente credibili. Allo stesso modo i portieri sono più guardinghi e reattivi, e reagiscono piuttosto bene alle situazioni di pericolo. Rispetto al passato coprono meglio il primo palo, e anche se tendono ancora a commettere qualche ingenuità, almeno nelle uscite, in linea di massima danno maggiori garanzie fra i pali.

A rendere realistico ogni contatto, movimento della palla, mossa o tocco contribuiscono poi in combinazione una serie di nuove animazioni di raccordo e completamento, soprattutto quelle legate ai movimenti repentini, che risultano davvero molto fluidi e naturali. Il massimo, ovviamente, lo abbiamo ottenuto settando i comandi in manuale e alzando il livello di difficoltà impostandolo a Superstar.

L’ULTIMA PERLA DEL FOX ENGINE 

A questo punto della nostra recensione su eFootball PES 2020 parliamo del’intelligenza artificiale e della fisicità che sono d’altronde due degli elementi cardine su cui Konami ha puntato moltissimo per donare più credibilità a quella che si prefigge di essere una simulazione calcistica degna di questo nome.

Per il resto, bella davvero la grafica, già superiore a quella di PES 2019, con una cura per ogni minimo dettaglio quasi maniacale, texture parecchio rifinite perfino per gli elementi di contorno, un’erbetta che ti sembra quasi di poterla toccare con mano e volti ai limiti del fotorealismo. Particolarmente azzeccato il sistema di illuminazione naturale dinamica, che simula ottimamente la posizione del sole in cielo o dei fari nelle notturne, per creare ombre realistiche e colori naturali in ogni contesto di gara. Perfino le divise di gara, specie quelle coperte da licenze ufficiali, perfettamente ricreate, guadagnano credibilità proprio dal nuovo sistema di luci e ombre.

A proposito, Konami ha rinnovato le partnership con il Barcellona e con l’Arsenal e ha acquisito le licenze ufficiali di Manchester UnitedBayern MonacoJuventus e di altre squadre non europee. Ma il vero colpo, quest’anno, è stato proprio l’aver preso in esclusiva i diritti relativi alla squadra otto volte consecutive Campione d’Italia e due volte vice-campione d’Europa negli ultimi anni. eFootball PES 2020 è infatti l’unico videogioco di calcio in cui è possibile giocare con la Juventus, ed è innegabile che l’acquisizione di licenze come queste rappresentino un colpo importante per l’azienda giapponese, non solo da un punto di vista dell’immagine e dell’appeal nei confronti di una certa fetta di pubblico ma, da un punto di vista più pratico, anche per una questione di bellezza e realismo visivo.

Fermo restando che il fulcro di una simulazione sportiva resta la giocabilità, è innegabile che anche il contorno recita un ruolo importante, contribuendo a rendere più credibile tutto il contesto e dunque il senso di immedesimazione dell’utente. Insomma, un conto, al netto delle patch amatoriali, è giocare Man Red-PM Black White, un altro Manchester United – Juventus.

Per questo è auspicabile che in futuro alla Serie A TIM, alla Ligue 1 e 2 francese o alla Eredivisie olandese, si aggiungano La Liga spagnola, la Premier inglese e la Bundesliga tedesca, purtroppo non ancora coperte da licenze ufficiali.

Tornando all’analisi tecnica della produzione e andando a chiudere, a corroborare quanto appena descritto c’è una regia degna di una trasmissione televisiva, pronta a valorizzare gli stadi come l’Allianz Arena del Bayern Monaco o l’Allianz Stadium della sopra citata Juventus, con inquadrature dal taglio televisivo. Per non parlare di un comparto sonoro capace di restituire tutta l’atmosfera che si respira all’interno di un vero stadio durante una partita di calcio. Buona anche la telecronaca del duo Fabio Caressa-Luca Marchegiani, abbastanza ritmata, divertente e con parecchie linee di dialogo. In definitiva, il FOX Engine, che con la next generation di console andrà in pensione, ci regala forse l’ultima perla, almeno in PES.

COMMENTO FINALE

Alla fine di questa lunga recensione di eFootball PES 2020 e di tantissime partite, disputate con la patch che aggiorna le rose delle squadre allo stato attuale, possiamo tranquillamente affermare che questo è un titolo bello e ricco di sfaccettature, con un gameplay ben definito, dove la differenziazione del gioco di ogni singola squadra acquista valore in base alle strategie e alle caratteristiche dei suoi atleti, che riescono a replicare le giocate delle rispettive controparti reali grazie a una serie di parametri.

Se però a livello di giocabilità il titolo può rassicurare i fan, l’infrastruttura necessita ancora di qualche intervento per ampliare un’offerta, a livello di contenuti e di profondità, buona ma non ancora pienamente soddisfacente. Inoltre c’è bisogno di una patch che stabilizzi il gioco eliminando un paio di fastidiosi bug presenti nella Master League e nel Matchday. Nulla però, a giudizio di chi scrive, di così compromettente da scalfire troppo la qualità generale della produzione targata Konami.

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PES 2018, Recensione Pc

Metà settembre è praticamente dietro le porte e come da tradizione Konami pubblica la sua visione calcistica. Ecco quindi che da qualche giorno PES 2018 è presente sul mercato, disponibile per gli appassionati sportivi di Pc, PS4, Xbox One, PS3 ed Xbox 360.

Ed in tanti si fanno la solita domanda, diventata ormai di rito: PES o Fifa? Due versioni differenti di vedere il calcio che hanno, da ormai tre lustri, iniziato un dualismo in questo campo capace di dividere la critica e, soprattutto, il pubblico in due.

Domandandoci intimamente anche noi questo, abbiamo giocato la versione Pc di PES 2018 che Konami ha finalmente reso uguale sotto ogni punto di vista alle controparti PS4 ed Xbox One. Ne saranno felici gli utenti Windows che finalmente possono godere di una versione a livello tecnico di spessore. Non a caso nelle scorse settimane, lo stesso Adam Bhatti, uomo chiave del team di sviluppo, aveva commentato il fatto di una spinta verso l’alto (e di una conseguente differenza marcata rispetto all’edizione dello scorso anno) dei requisiti minimi per Pc.

Bando alle ciance, allacciamo gli scarpini e scendiamo in campo. Ecco la nostra esperienza.

LICENZE COSI’ COSI’, TANTISSIMI CONTENUTI

Partiamo subito parlando dei contenuti e delle licenze. PES 2018 può vantare tantissime modalità e competizioni. Vi assicuriamo che non vi annoierete. Ed è sicuramente uno dei punti forti del gioco. Come da tradizione, sarà possibile cimentarsi nel Campionato Master che ci permette di creare il nostro alter ego allenatore e fargli gestire una squadra.

Starà a noi decidere se iniziare con le rose reali o con il gruppo degli undici dell’Ave Maria così scarso, ma così scarso che una squadra da oratorio farebbe meglio. Scegliendo la seconda opzione naturalmente faticheremo di più anche perché ci saranno tantissime cose da migliorare in tempi relativamente brevi. Per intenderci la modalità era famosa grazie a giocatori fittizi entrati nell’immaginario collettivo e nel cuore di tanti appassionati: Minanda, Ivarov, Castolo, Epsimas e così via. Il tempo è passato anche per loro e questi sono stati sostituiti con altri giocatori meno carismatici e, se possibile, ancora meno dotati di tutto lo scindibile calcistico. Ritroveremo, perché probabilmente in Konami hanno pensato ad una sorta di – giusta – continuità, alcuni di questi brutti ceffi nelle vesti agenti nella modalità MyClub che andremo a descrivere dopo.

Il Campionato Master è sostanzialmente simile a quella amata Master League che ci ricordavamo anche negli anni passati e che i giocatori hanno amato. Una bella modalità, a nostro avviso, che permette una bella sfida e la possibilità di far crescere un club fino a farlo diventare un team di livello mondiale grazie non solo ai miglioramenti ma anche al calcio mercato. Gli osservatori aiuteranno molto per andare a scovare quei talenti necessari, magari a basso costo, che permettono poi di cominciare ad avere una squadra di calciatori anziché di bidoni con gli scarpini e maglietta. E lo fanno secondo diverse loro competenze per “area” (ad esempio sceglieranno i Europa piuttosto che in Sud America) o per posizione o seguendo alcuni nostri dettami come ad esempio l’attenzione nel trovare calciatori in grado di poter limare i punti deboli della rosa. O cercando in base all’età ed altri parametri da scegliere. Il tutto comincia ad essere familiare ma al tempo stesso esaltante.

Parliamo rapidamente della modalità MyClub che permette di gestire una squadra in una maniera che ricorda parecchio la FUT di Fifa. Qui non ci sono carte ma si basa tutto sull’affrontare tornei, guadagnare punti o monete virtuali da spendere per acquistare agenti sempre più talentuosi in grado di “aprirci” fette di mercato di livello ed arricchire la nostra squadra. Non servirà soltanto avere giocatori di alta valutazione ma questi devono anche essere a loro agio col modulo proposto dall’allenatore e devono amalgamarsi tra di loro. Giocando si trovano le alchimie giuste. Ad aiutarci un’ottima interfaccia sulla gestione del nostro team che ci permette anche di evitare eventuali errori di formazione: evidenziando un nostro calciatore, infatti, vedremo subito diversi dati come ad esempio un immediato confronto con i panchinari e se lo spostassimo di posizione anche la variazione (in positivo o in negativo) che avrebbe. Si evince subito l’opportunità o meno di cambiare formazione.

Ad ogni modo il dettaglio che maggiormente lo differisce rispetto alla Ultimate Football Team sta nel fatto che i giocatori non solo miglioreranno gli ingranaggi ma miglioreranno anche le loro caratteristiche. Vincendo le prime partite, i primi tornei, leghe e competizioni sarà possibile ottenere premi utili da investire nel mercato sia lato giocatori, sia lato allenatori e così via.

E’ possibile anche aggiungere la presenza di calciatori storici (leggende) e speciali. Di che parliamo? Beh, Maradona è presente e dopo aver trovato finalmente un accordo soddisfacente per entrambe le parti (Konami-Pibe de Oro) lo si può acquistare e schierarlo con enorme ed incommensurabile piacere assieme ad altre stelle del passato nella vostra formazione Master. Troviamo tantissime leggende del calcio: Ian Rush, David Beckham e tantissime altre. Mentre è possibile ingaggiare, e giocarci contro anche, Usain Bolt. Si, non avete letto male, l’ormai ex velocista primatista del mondo nei 100 e 200 metri nonché nella staffetta 4X100 ed universalmente riconosciuto come l’uomo più veloce del mondo è un calciatore di PES 2018. Ovviamente il più veloce e con una valutazione generale di 75… forse un po’ troppo visto che, si, sarà l’uomo più veloce della Terra e del Sistema Solare… ma oggettivamente dubitiamo fortemente delle sue doti calcistiche per quanto sia un “Ambassador” del gioco.

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Anche in PES 2018 non manca la modalità Diventa un Mito, equiparabile per intenderci alla Carriera (non tanto a The Journey che è più una modalità “Storia”) della serie Fifa. Qui creeremo il nostro calciatore facendolo iniziare da zero nel tentativo di imporci per conquistare prima la panchina, poi qualche scorcio di partita e diventare via via un calciatore sempre più forte, costante e decisivo.

Basterebbero queste tre modalità per essere contenti ma a queste si aggiungono la possibilità di giocare campionati nonché di partecipare a competizioni su licenza. La Uefa Champion’s League è senza dubbio la più prestigiosa ma c’è anche il corrispettivo asiatico (L’AFC) nonché la Europa League ed alcuni campionati nazionali (le prime due serie inglesi, italiane, francesi, spagnole ed alcuni campionati esotici quali quello brasiliano, cileno e di altre nazioni sudamericane).

Parliamo, adesso, del fronte licenze, un fronte quasi deficitario per PES 2018 con la mancanza, nonostante tutto, di licenze importanti. Se da un lato, Konami, ha tenuto la titolarità di competizioni importanti quali quelle sopracitate, sul fronte campionati e squadre il discorso cambia diametralmente.
Per chi vi scrive non è un grandissimo difetto perché il gameplay rimane identico ovviamente anche comprendiamo che per molti potrebbe essere un problema. Si può ovviamente editare tutto e mettere a posto la situazione. Sono presenti partnership particolari con Barcellona, Liverpool, Fulham, Borussia Dortmund, Atletico Madrid, Valencia ed anche Inter, nonché accordi con le federazioni di Argentina, Cile ed altre federazioni ma questo potrebbe non bastare a chi fa delle licenze un punto importante. In Italia diciannove squadre su 20 della nostra Serie A sono con licenza, manca la Juvenuts. La Premier League, ad esempio, ha tutto il contrario: l’Arsenal ed il Liverpool ci sono, ma le altre 18 formazioni (compreso il Chelsea campione d’Inghilterra in carica, qui London FC) hanno nomi fittizi.

Troviamo, infine, per concludere il discorso modalità e contenuti, varie coppe internazionali dedicate alle Nazionali (i vari campionati continentali, nonché la Konami Cup), e tante altre modalità online, per la cooperativa e la PES League.

Un piatto davvero ricco che se non altro a livello contenutistico si fa tutto sommato rispettare. Campionato Master, MyClub e Diventa un Mito sono, a nostro avviso, le parti contenutistiche più di peso e divertenti del gioco in singleplayer.

GAMEPLAY INTERESSANTE CHE SA’ DI RITORNO AL PASSATO

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Pad alla mano, PES 2018 può contare tante frecce nella sua faretra. Il gameplay è piuttosto fluido con una buona intelligenza artificiale sfoggiata dalla CPU e livelli di difficoltà ben strutturati.

Tra le caratteristiche del nuovo Pro Evolution Soccer svetta il Real Touch + che potenzia quanto fatto lo scorso anno. Ne nasce un buon mix tra veridicità nel controllo di palla che è completamente diverso a seconda del giocatore. E non solo per quanto riguarda le doti tecniche dell’atleta ma anche per quanto concerne la struttura del fisico. In sostanza un giocatore alto avrà più difficoltà a muoversi nello stretto ed in velocità piuttosto di uno brevilineo alla Iniesta, per intenderci.
In compenso lotterà bene di gomito permettendo magari una maggiore efficacia nei contrasti aerei e favorendo le azioni di sponda per i compagni di squadra. Anche Ibrahimovic, per esempio, può avere difficoltà nel controllo che si traducono non tanto nel trattare la sfera a livello tecnico quanto una maggiore propensione da parte dei difensori a contrastarlo con successo. Se, però, lo svedese dovesse addomesticare la palla sarebbe comunque difficile togliergliela. Stesso dicasi per i tiri. Se il buon Zlatan o un campione del suo calibro dovessero essere leggermente liberi da marcature o trovare spazio davanti a se, il tiro a rete potrebbe essere una stoccata vincente in diverse occasioni. Ed il discorso si può applicare all’inverso per chi punta su giocatori dalla fisicità eccelsa ma che in compenso abbiano un tasso tecnico eccellente. Iniesta, Messi e Verratti, ad esempio, con spazio davanti possono trovare la via della rete in tutti modi possibili ed immaginabili più uno come nemmeno Harry Potter.

Questo rende il gameplay interessante con contrasti veritieri e verosimili e battaglie per il possesso del pallone interessanti e combattute. Bene anche sul fronte passaggi con la possibilità di creare trame di gioco spettacolari ed al tempo stesso efficaci… a patto di avere gli atleti adeguati.
Il pressing, come nel calcio moderno, sarà molto importante perché rende il tutto più difficile: anche i passaggi più semplici possono essere un incubo ed in fase di tiro, le bordate possono essere strozzate con risultati disastrosi da farci tornare in mente gli archivi di Mai dire gol.

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Se si hanno gli squadroni, leggasi Barcellona, PSG,  e se si affrontano squadre di seconda fascia, tutto diventa estremamente semplice anche con tiri con azioni ai limiti dell’impossibile nonostante la fisica rimanga credibile. Ma col pressing precedentemente spiegato, anche queste squadre fenomenali possono essere messe alle corde a patto di essere costanti per tutti i novanta minuti di gioco.

Generalmente, comunque, si possono costruire azioni belle e credibili con tutte le squadre ed a tutti livelli di difficoltà ma grazie alla fisica implementata ai giocatori ed a ritmi lenti (la velocità della partita si può comunque cambiare tramite apposita opzione, ndr) tutto ci sembra ancora più verosimile. Stesso discorso vale per il pallone con tiri, passaggi e deviazioni che offrono un comportamento che può ritenersi veritiero soprattutto sull’asciutto. Sul bagnato, invece, il discorso peggiora perché non sempre tali comportamenti sono adeguati. I rimbalzi che dovrebbero essere irregolari a volte non differenziano troppo da quelli su campo asciutto. Peccato perché il più delle volte sembra che la pioggia sia solo estetica e nient’altro.

Ad ogni modo sembra di essere tornati indietro a qualche anno fa anche per una velocità di gioco compassata che permette ragionamenti tattici ed uno svolgimento di partite divertenti. Ricorda a tratti PES 5 che per quanto ci riguarda è uno dei titoli calcistici migliori di sempre in quanto a credibilità della fisica e del gameplay. In sostanza, i vecchi “binari” che affliggevano gli ultimi capitoli della serie stanno scomparendo lasciando spazio ad una libertà d’azione sempre più ampia.

Insomma, PES 2018 fa un interessante passo in avanti offrendoci grande soddisfazione nella costruzione delle azioni di gioco ed anche delle finalizzazioni in senso lato. I tiri, infatti, spesso e volentieri sono ribattuti dagli avversari (abili anche ad intercettare i passaggi) ma anche dai portieri. Gli estremi difensori ci sono sembrati davvero bravi e con movenze spettacolari. Mai come nel recente passato, infatti, PES 2018 propone portieri così attenti. Certo, anche loro ogni tanto subiscono degli abbagli. Ma se agli inizi della Master League, ad esempio, riuscite ad avere un portiere di medio livello come nel nostro esempio lo è stato Fiorillo, vedrete netti miglioramenti rispetto a prima e sicuramente parate importanti e generalmente una migliore sicurezza tra i pali. Non miracoli come ad esempio li compiono i portieri di levatura internazionale, ma un dignitoso numero uno capace di evitare figuracce nella maggior parte dei casi e di portare a casa l’imbattibilità in partite di categorie minori. In sostanza i portieri ci sono piaciuti davvero tanto soprattutto anche a livello di animazioni, per la varietà e qualità di interventi in grado di fare. Segnare sarà una soddisfazione, subire un gol, di contro, può essere attribuito il più delle volte a nostre sbavature difensive piuttosto che alle doti statuarie dei nostri guardia pali.

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Sembra che Konami abbia, finalmente, ritrovato la luce e proposto un gameplay profondo, vario, facile da imparare ma difficile da padroneggiare come nella migliore delle tradizioni videoludiche. Non ci troviamo di fronte ad un titolo perfetto (alcuni fraseggi, ad esempio, ci sono sembrati inverosimili così come alcune conclusioni al volo benché il Barcellona sia una squadra di marziani) ma sicuramente la profondità del gameplay ci rinfranca ed offre una bella sfida anche a livello tattico. Le variazioni, infatti, saranno utili a migliorare i nostri automatismi ed a contrastare in modo utile la squadra avversaria. Questo aiuterà a migliorare la qualità del nostro gioco limando ulteriormente i punti di forza che ci permettono di rendere al meglio. Di contro, se si dovessimo fare degli errori di valutazione, esporremmo il fianco agli attacchi degli avversari con conseguenze potenzialmente disastrose.

GRAFICA DETTAGLIATA E PULITA, BUONA SOUNDTRACK, TELECRONACA DA RIVEDERE

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Ma la versione Pc di PES 2018 come è graficamente? Anche questa è una domanda che in molti si sono fatti. Finalmente, dopo anni di incomprensibile dualismo nell’uscita del gioco, quest’anno gli utenti Windows possono esultare.

Il Fox Engine, il motore che muove tutto il gioco, è sfruttato molto bene con una fluidità ed un dettaglio da applausi. I giocatori famosi sono veramente ben riprodotti. Non è una novità perché questo engine in passato ha fatto faville anche su PS3 ed Xbox 360 quindi non è difficile intuire come anno dopo anno la riproposizione in game di calciatori famosi sia ormai una sfida sempre meno impossibile da portare avanti con successo.

Belli anche gli stadi con tantissimi particolari ben realizzati. Non ci sono molti impianti su licenza ma anche quelli fittizi sono davvero belli. I dettagli del campo sono tanti anche se probabilmente si sarebbe potuto fare meglio su alcune cose. A volte, infatti, si ha la sensazione che tutto sia troppo, troppo, pulito.

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Per il resto nulla di grave di negativo da segnalare. Luci ed ombre ben riprodotte, l’effetto pioggia è ben reso e sono presenti alcune chicche (come in passato) leggasi il fiato dei calciatori. Ottime, invece, le animazioni al punto da rendere riconoscibili alcuni particolari giocatori. Splendide quelle dei portieri e gradevoli le animazioni pre partita di taglio “televisivo”. Ottimi anche i replay.

I calciatori meno famosi, però, sono meno dettagliati ed alcune loro movenze sarebbero potute essere più rifinite.

Ci è molto piaciuta la lista delle canzoni presenti. Non tantissime ma tutte azzeccate. Brani di artisti come Bruno Mars, Linkin Park ed altri artisti molto esplosivi e piacevoli da ascoltare durante le nostre attività all’interno del gioco o tra la visione di un gol e l’altro.

Solo sufficiente, ma nulla più, la telecronaca affidata alla coppia Caressa-Marchegiani. Dopo non più di cinque partite, infatti, le frasi cominceranno a riecheggiare con ripetitività preoccupante. Ma questo potrebbe anche essere superato. Manca, a tratti, anche la precisione: in sostanza qualche volta quello che dicono non c’entra molto con quanto succede in campo. Diciamo che nel 2017 questo aspetto del gioco si dovrebbe cominciare a curare con maggior cura. Per fortuna, l’atmosfera stadio è ben ricostruita in tutto e per tutto.

Ah, ultimo dettaglio: le attese nei caricamenti. Sono tante e frequenti. A volte spezzano il ritmo di quello che stiamo facendo.

COMMENTO FINALE

PES 2018 è senza dubbio un gioco di calcio da provare ed in grado di offrire divertimento. Apprezzabilissimo dal punto di vista dei contenuti con tantissime modalità sia per giocatore singolo che per il multiplayer davvero interessante. Campionato Master, MyClub su tutte ci fanno divertire per la loro profondità. Bene anche Diventa un Mito per chi vuole crescere il proprio giocatore dal nulla e farlo diventare una stella paragonabile ai vari Ronaldo, Messi e compagnia bella. I perfezionisti si lamenteranno molto per la mancanza di licenze ufficiali di squadre e contenuti cruciali. Appaiono limitate e mal distribuite quelle presenti. Si ha la Champions ma non la Juventus ad esempio e quasi tutta la Premier League è fittizia (non i suoi giocatori ovviamente).

Dal punto di vista del gameplay, PES 2018 ci è sembrato piuttosto maturo con una riproposizione delle partite assolutamente credibile. Controllo di palla fisico molto interessante ed una buona fluidità e credibilità per quanto concerne passaggi, tiri e contrasti. Peccato che sotto l’acqua la situazione non cambi troppo facendo apparire la pioggia come un elemento meramente estetico e nulla più. I portieri sono una nota positiva: davvero bravi.

Dal punto di vista tecnico, salvo qualche sbavatura e quella sensazione, a volte, di “troppa pulizia”, il gioco si comporta bene. Grafica interessante ed a tratti anche spettacolare grazie ad un Fox Engine sempre efficace e di impatto. Insomma, rallentando i ritmi, agendo sulla fisica e sul fisico nonché sul gameplay, rendendo i portieri attenti ed offrendo buoni contenuti, PES 2018 si propone come ad essere uno dei titoli sportivi di questo 2017 da tenere d’occhio. Anche, finalmente, dagli utenti Pc.

 

Pregi

Gameplay, finalmente, di buonissimo livello. Divertente e profondo. Tante modalità tra vecchie e nuove. Tecnicamente finalmente all’altezza della controparte su console. Graficamente a tratti notevole. Fluido. Buona colonna sonora.

Difetti

C’è qualche lieve pecca nel gameplay. Caricamenti frequenti e lunghetti. Bello da vedere ma a tratti “troppo pulito”. Licenze, queste sconosciute (non influisce sul voto). Telecronaca migliorabile.

Voto

8,5

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Calcio di inizio per Pro Evolution Soccer 2017 disponibile oggi su Pc e console, immagini e dettagli

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