King Arthur: Knight’s Tale, la nostra anteprima – IlVideogioco.com

King Arthur: Knight’s Tale è l’ultima fatica di NeocoreGames, studio ungherese che ha consegnato alla storia Warhammer 40.000: Inquisitor – Martyr, The Incredible Adventures of Van Helsing, King Arthur: The Role-Playing Wargame e sequel. Proprio da quest’ultimo sembrano voler ripartire i programmatori di Budapest, che tornano a sondare la leggenda dei Read more…

The Ballad Singer approda su Android

La versione mobile di The Ballad Singer è su Google Play Store per dispositivi Android a questo indirizzo. Lo rende noto Curtel Games, publisher e sviluppatore italiano dell’imponente libro game fantasy già conosciuto ed ammirato su Pc.

La versione mobile presenta un’interfaccia completamente rivisitata e pensata per l’utilizzo su cellulari e tablet. Inoltre, sarà possibile scaricare gratuitamente l’app e giocare il prologo, delle brevi avventure di Leon e Ancoran che andranno ad influenzare le parti successive della storia.

Per continuare l’avventura dopo il prologo sarà necessario acquistare almeno uno dei personaggi. L’app provvederà a scaricare nella memoria del cellulare solo il materiale necessario per giocare lo specifico personaggio. Acquistando tutti e quattro i personaggi sarà possibile scaricare l’avventura completa.

Come nella versione per computer, anche quella mobile presenta la completa localizzazione in italiano per tutti i testi e le tracce audio.  Presto sarà disponibile anche la versione iOS e una versione console non ancora annunciata.

Ricordiamo che l’edizione Windows è stata molto apprezzata: l’abbiamo premiata con un bel 9. Qui un estratto del commento finale.

Giocabile e rigiocabile ma sempre bello da vedere ed ascoltare con una grafica ancora più rifinita rispetto alle prove precedenti ed un sonoro alla massima potenza. Bene anche il doppiaggio seppur in qualche frangente altalenante.



CARATTERISTICHE THE BALLAD SINGER

Identiche a quelle su Pc, ma eccole riproposte:

  • Quattro eroi con differenti sviluppi narrativi;
  • Storie asimmetriche che si intrecciano l’una con l’altra;
  • Durante una singola run con un personaggio non affronterai mai due combattimenti allo stesso modo;
  • Le scelte contano davvero, potete cambiare completamente il destino degli eroi attraverso le vostre decisioni;
  • Tre gradi di sfida: inganna la morte e ripetete le scelte dall’esito mortale;
  • Rigiocabilità: solo rigiocando TBS sarete in grado di scoprire i diversi percorsi decisionali di ciascun eroe;
  • Domino System: una scelta nei primi minuti di gioco potrebbe avere forti ripercussioni nel corso di tutta l’avventura;
  • La storia è completamente narrata attraverso oltre 400.000 parole e 40 ore di narrazione
  • Più di 700 illustrazioni in HD;
  • Oltre 40 brani musicali;
  • 400 diverse morti descritte nel dettaglio;
  • Morire è parte della storia, quindi non c’è un vero e proprio “Game Over”. Quando un personaggio che state giocando termina la partita, vestirete i panni di un nuovo eroe, all’interno della stessa storia, in un diverso percorso narrativo.

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Tainted Grail: The Fall of Avalon la demo alfa debutta a breve

Lo scorso anno avevamo parlato dell’arrivo di Tainted Grail: The Fall of Avalon, un gioco di ruolo mastodontico frutto di una campagna Kickstarter eccezionale, la più grande a livello videoludico del 2018 grazie agli oltre 42.000 sostenitori e quasi 5 milioni di sterline. Bene, questo gioco a breve sarà in alfa e sarà disponibile per i backers del progetto.

Il titolo sviluppato dal team polacco indie Awaken Realms, infatti, sarà fruibile per chi ha donato il proprio contributo nel corso della campagna Kickstarter. Non sarà un semplice adattamento del gioco da tavolo ma un’avventura digitale a tutti gli effetti che mira ad essere una grande esperienza di gioco di ruolo.

Gli appassionati prenderanno parte ad una storia avvincente e non lineare basata sulla cupa reimmaginazione dei miti arturiani. Re Artù è morto e i Menhir che proteggono gli umani per secoli stanno diventando oscuri perdendo la loro vitalità e iniziando a morire. Usate la vostra saggezza e abilità tattiche per sopravvivere ogni giorno. Personalizzate i vostri personaggi e create combinazioni uniche mentre combattete per la vostr vita. Cercate di rimanere in vita o finirete per diventare un altro eroe dimenticato che è morto senza senso.

Guardate il nuovo trailer di Tainted Grail e preparatevi a versare il vostro sangue per amore di Avalon.

 

Tainted Grail si svolge sull’isola morente di Avalon. Le antiche pietre del guardiano che un tempo aiutavano le persone a conquistare questo luogo mitico ora stanno svanendo. Mentre la loro luce si affievolisce, un potere maligno riprende la terra centimetro per centimetro. La tua città disperata ha inviato una squadra di campioni per chiedere aiuto alla lontana Camelot.

NON ERAVATE UNO DI LORO

Ora, i veri eroi hanno fallito, il re è morto e la Tavola Rotonda è in disordine. Le persone comuni dell’isola, come voi, si affrettano a cercare sicurezza. Partite per il vostro viaggio alla scoperta dei segreti dietro le leggende.

SALVATE AVALON… O CARCATE DI SALVARVI

Tainted Grail è un oscuro gioco di ruolo fantasy open world con esplorazioni e combattimenti a turni freschi. È basato su una storia profonda e coinvolgente dell’omonimo gioco da tavolo (il più grande progetto Kickstarter del 2018) Ma introduce un’esperienza completamente nuova creata appositamente per Pc.

Pieno di arte e contenuti narrativi e non lineari, il gioco offrirà un mix unico di scoperta, sfida ed eccitante progressione di personaggi cRPG, nonché sistemi di combattimento e diplomazia coinvolti.

THE TAINTED GRAIL, CARATTERISTICHE PRINCIPALI

OGNI DECISIONE È IMPORTANTE



Scritta da Krzysztof Piskorski, uno dei migliori scrittori polacchi fantasy, la storia attirerà immediatamente l’attenzione e coinvolgerà, con tante sorprese, nei segreti dietro ad Avalon ed agli antichi Menhir.

Grazie alla sua complessità, i giocatori saranno in grado di influenzare direttamente la narrazione attraverso numerose decisioni. Un ambiente fantasy maturo, oscuro e spietato renderà l’intera esperienza ancora più coinvolgente. Tuttavia, in questo mondo morente, nessuna decisione è facile o moralmente ovvia. Molto spesso ci si potrà trovare di fronte a scelte impossibili. Altre volte, le conseguenze di decisioni apparentemente facili torneranno a perseguitarti quando meno te lo aspetti.

SVILUPPATE IL VOSTRO TEAM ED IL VILLAGGIO

Durante il gioco, gli appassionati continueranno svilupperanno i propri eroi. Dall’aggiornamento di nuovi oggetti, al livellamento e alla scelta di nuove abilità e attacchi speciali asimmetrici, fino alla decisione su archetipi in evoluzione, ridefinirete e guiderete questi personaggi.

Inoltre, ci si dovrà occupare anche del villaggio. Creare ulteriori edifici extra non sarà facile: spesso si dovranno risolvere incontri di storia e sbloccare nuove possibilità attraverso l’esplorazione.

ESPLORATE LO SCONOSCIUTO

Una parte enorme del gioco avviene durante le spedizioni attraverso la terra coperta dal Wyrdness – un’antica forza che torce persone, creature e persino lo spazio stesso in tutti i modi in modo orribile.

Dovrete gestire attentamente le risorse e utilizzare oggetti speciali per proteggerti dal Wyrdness. Scegliete i i vostri percorsi con attenzione, poiché ci saranno molti nemici in agguato e in attesa di colpire immediatamente. L’esplorazione è l’unico modo per raccogliere risorse preziose e alla fine capire cosa sta succedendo ad Avalon e se il decadimento delle sue terre può essere fermato.

COMBATTIMENTO STRATEGICO



Durante il combattimento, dovete decidere quali abilità usare e provare a capire la migliore combinazione possibile. Usate rune speciali per potenziare il vostro personaggio.

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Fantasy General II – Invasion, Recensione

Il 14 agosto scorso abbiamo avuto l’occasione di provare in anteprima il titolo d’esordio di Owned by Gravity, neonata software house che grazie all’aiuto di Slitherine si è messa all’opera nello sviluppo di Fantasy General II – Invasion.

Un titolo che per gli appassionati vuol dire tanto, una pesante eredità di quel Fantasy General che nel lontanissimo 1996 ridefinì il genere degli strategici-fantasy. Un compito non certamente facile anche per una software che è si al suo primo titolo ma che è composta da veterani dell’industria. Una bella sfida. Ma il tempo degli indugi è passato in fretta, e giovedì scorso (5 settembre) il gioco ha fatto il suo esordio su Pc, sia via Steam che su GOG, la piattaforma di CD Project.

L’invasione avrà successo? Scopritelo insieme a noi.

DALLE CENERI

Ne avevamo parlato in sede di anteprima e lo ripetiamo qui: gli anni ’90 sono stati un’epoca… no, un’epopea quasi irripetibile.

Il flusso di nuovi titoli durante l’anno non era così impetuoso come oggi, eppure anche all’ora c’era sempre qualcosa di nuovo. Era un periodo di grandi innovazioni, e il personal computer godeva di un’esperienza di gioco tutta sua, forte di un hardware praticamente ineguagliabile dalle home console.

Certo, la prima Playstation ha cambiato molte delle carte comodamente adagiate in tavola, ma nel complesso le esperienze console e Pc erano perfettamente complementari, almeno all’inizio. Il primo Fantasy General venne sviluppato da Strategic Simulations, meglio conosciuta come SSI.

Famosa per la produzione di videogiochi strategici, a lei dobbiamo capolavori quali Silent Hunter, i primi giochi su licenza D&D, Eye of the Beholder, la serie Steel Panthers, e soprattutto Panzer General.

Ci sono così tanti titoli importanti che elencarli tutti sarebbe impossibile, parlarne ancor di più, richiederebbe uno speciale diviso in così tante parte da farne un piccolo libro. Soffermiamoci però su Steel Panthers e Panzer General.

Entrambi titoli a sfondo bellico, condividevano una forte propensione alla tattica su base esagonale, con opzioni e features totalmente inedite per l’epoca. Fu Panzer General a godere di una ribalta più ampia, forse anche per una cura artistica leggermente superiore, mentre Steel Panther si focalizzava più su dati e una mole di mezzi ed unità tale da non sfigurare di fronte persino a Field of Glory II, pur con tutte le differenze storiche del caso.

Come dicevamo, Panzer General ebbe così tanto successo da guadagnarsi ben 3 seguiti, tutti dal buon successo. A cavallo tra il 1994 e il 1997, periodo intercorso tra l’uscita del primo Panzer General e di Panzer General 2, uscì Fantasy General. Sfruttare l’eclettico engine del noto gioco strategico fu una mossa furba, perché il lavoro si sarebbe concentrato su background, unità, e migliorie da applicare alla già solida base. Come potrete immaginare, il gioco fu un buon successo, nonostante i dubbi dello zoccolo d’uro della fanbase, non troppo interessato a spade e magie. Da lì in poi, la storia ha fatto il suo corso, e Fantasy General cadde in un limbo che tutto divora, nel silenzio. Dobbiamo a Slitherine quindi, il ritorno in auge di questo progetto.

UNA BELLA STORIA

Quando si riprende un titolo lasciato in sospeso per anni, la prima scelta è spesso quella di ripartire, perché un remake è più semplice visto che background e storia sono già lì. Un seguito diretto invece, richiede inventiva e coerenza, e ottimo spirito d’osservazione.

Per unire queste qualità, è letteralmente fondamentale aver chiaro il concept su cui si basa la storia di cui vogliamo parlare. Per nostra fortuna, Owned By Gravity ha speso una valanga di ore a giocare al primo capitolo, raccogliendo informazioni su tutto il background alla base di Fantasy General, un impegno non da poco, ma che come vedremo, ha dato i suoi frutti.

La Guerra delle Ombre (Shadow Wars, e no…non parliamo di Babylon 5, anche se un gioco su questa serie di fantascienza non guasterebbe) portata in scena nel primo capitolo è terminata secoli or sono, e ora viene ricordata solo nelle leggende, persa in quell’alone di mistero che solo il tempo è capace di celare.

Le terre della nostra amata Keldonia, il mondo di Fantasy General II – Invasion, sono rigogliose e vivono di pace e prosperità, e la vita dei clan Barbari prosegue senza in tutta tranquillità ed in armonia con la natura che li circonda, e qualche schermaglia che non guasta.

Purtroppo per i nostri amici, le cose belle non durano per sempre, e così i nostri eroi guidati da Falir One-Eye e suo figlio Falirson, dovranno vedersela con l’Impero, in una storia che segue un corso lineare ma interessante e con qualche piccolo colpo di scena.

Lo sviluppo dei personaggi durante le missioni che seguono la campagna non conta particolari picchi di scrittura o regia, ma nel complesso il lavoro svolto è di tutto rispetto, con scelte anche importanti sul gameplay, che vanno ad innestarsi in un comparto “wargame oriented” solitamente abituato a destreggiarsi tra scenari separati e scelte basate sulla pura esigenza strategica.

Qui, le risposte in un determinato dialogo, o la scelta di salvare un’unità durante una missione, potranno avere impatti davvero seri sul prosieguo di uno scenario. Ci è particolarmente piaciuta questa meccanica, perché unisce la profondità di uno strategico a turni le cui meccaniche vedremo più avanti, ad una sorta di piccolo gioco di ruolo.

Il tutto, intriso marcatamente di mitologia nordica, quindi praticamente un must per gli appassionati di questo tipo d’ambientazione. È piacevole constatare come il folklore slavo di Thea 2, e la mitologia nordica di Fantasy General II – Invasion siano complementari. Tra l’altro, il titolo targato Owned by Gravity porta in seno anche un piccolo messaggio (forse voluto, forse no), ossia quello di vivere a contatto con il mondo che ci circonda, piuttosto che sfruttare ciò che la natura generosamente ci offre.

INDOSSA L’ARMATURA

La campagna conta un numero importante di scenari, più di 30, assicurando un’ottima longevità. All’inizio di ogni missione sarà nostra cura preparare l’esercito, acquistando nuove unità o migliorando quelle di cui già disponiamo.

Per farlo, dovremo spendere oro e risorse che raccoglieremo durante le varie missioni. Lo svolgimento di questa fase avviene sulla mappa del mondo di gioco, splendidamente realizzata e arricchita di particolari.

Il menu che permette di acquistare nuove unità è tanto semplice quanto immediato, mentre per l’upgrade sfrutteremo uno schema ad albero tanto caro agli amanti degli strategici, ricorda da vicino l’albero delle ricerche. Permettere ad un’unità di guerrieri armati di semplici spade di allenarsi e diventare dei formidabili vichinghi dalle asce assetate di sangue nemico non sarà solo un’opera estetica, ma avrà effetti importanti sul gameplay, perché molte unità possiedono abilità speciali che sfrutteremo alla prima possibilità. Il passaggio successivo, è la discesa sul campo di battaglia. Dopo la classica fase di “deploy” delle nostre truppe, inizieremo a muovere l’esercito in base agli obbiettivi e al nostro acume strategico.

Ogni sarà caratterizzato da una visuale a volo d’uccello fortunatamente ingrandibile, affiancata dai nostri adorati esagoni. Ogni casella possiederà bonus o malus a seconda della posizione e del tipo di terreno. Ad esempio, le foreste garantiranno un bonus alla difesa e la possibilità di sfondare un’unità nemica con una bella imboscata. Possiamo dirvi da subito che nulla in questo gioco va lasciato al caso, a partire dal movimento.

È sempre utile proporre una truppa di scout in avanscoperta, arcieri ai lati o nelle retrovie, mentre le forze da corpo a corpo pronte a colpire frontalmente. Abbiamo detto che lo zoom è presente, purtroppo non proprio al terreno, e questo in alcuni casi può rendere difficile il riconoscimento di un gruppo di arcieri da un gruppo di lancieri. Fortunatamente, icone poste sopra le unità semplificheranno il compito, anche se forse una differenziazione più netta non avrebbe guastato. Dato che in questo tipo di giochi la grafica riveste un ruolo spesso inferiore anche alla storia, il risultato è di tutto rispetto.

IN BATTAGLIA

Prima o poi, ma spesso prima, dovremo fronteggiare unità nemiche. Oltre ai nemici dell’impero, mostruose creature e animali selvaggi non vedranno l’ora di farci la festa per preparare un bel banchetto serale.

Lo svolgimento dei turni di combattimento in Fantasy General II – Invasion segue i canoni del genere, ma ci sono due novità introdotte dallo sviluppatore che meritano particolare attenzione. Partiamo con il concetto dei punti ferita. Ogni unità è dotata di punti vita che scesi a zero, ne decreteranno la rimozione dal piano di gioco. La barra che segnerà il punteggio è segnata da tre colori:

Il verde, rappresenta l’effettiva salute dell’unità, e in caso di combattimento i punti verranno decurtati da questo valore. Il rosso, rappresenta la quantità di punti ferita che l’unità può recuperare riposandosi per un turno. Supponiamo che la nostra unità di arcieri dotata di 20 punti vita, perda 10 punti in uno scontro ma sia in grado di recuperarne una parte.

La barra rossa ci indica che non venendo attaccata per un turno potrà recuperare ben 4 punti, permettendo di contare sui nostri arcieri per ulteriori attacchi.

Importante, è che l’unità venga ritirata dalle schermaglie vicine, e si riposi senza subir danni per almeno un turno. La barra in nero indica i punti vita che non possono essere recuperati.

Questa meccanica è capace di portare a nostro favore, una scontata disfatta, soprattutto se gli eroi a nostra disposizione disporranno di abilità curative o magie per potenziare la difesa della truppa bersaglio. Inoltre, ragionando sul lungo termine, potremo decidere di sacrificare l’energia vitale dei nostri arcieri per attaccare i nemici dai fianchi, regalando loro il meritato riposo in seguito. Anche il fattore punti esperienza è da non sottovalutare.

All’eliminazione di truppe nemiche le nostre unità potranno aumentare di livello, garantendo statistiche offensive e difensive migliori. Gli aspetti da tenere a mente sono parecchi, e il gioco propone ampia libertà di scelta in fatto di strategie, ma è necessario fare attenzione all’AI nemica, perchè non solo è sveglia ma dannatamente furba. Spesso ci attaccherà con unità che battono in ritirata dopo una fugace scaramuccia, ponendoci nella sfortunata condizione di subire piccole perdite continue nel tentativo di rincorrerla ed abbatterla, un po’ come essere punti da tante piccole zanzare in pochi minuti.

È anche in grado di “pensare” in modo decisamente umano, facendo ritirare le truppe oramai allo sbando per farle riposare, rimpiazzandole con unità fresche. Il secondo fattore che rende Fantasy General II – Invasion una manna per gli appassionati degli strategici è la meccanica che gestisce il valore economico della regione. Posto in alto a destra, un indicatore ci mostrerà il valore in oro e risorse dello scenario relativo alla missione in corso.

I barbari, a differenze delle truppe imperiali, non si insedieranno nelle città nemiche, ma sfrutteranno il raid e i saccheggi. Queste azioni, rimpolperanno la nostra tesoreria di soldi, materie prime e artefatti che useremo per migliorare le unità a nostra disposizione, o reclutarne altre dallo stesso menu che abbiamo trovato in precedenza sulla mappa del mondo.

La trovata davvero interessante dello sviluppatore però, è che con il passare dei turni e dei raid, il valore della regione calerà portando l’occupazione di un insediamento a non darci nulla se aspetteremo troppo tempo. Il tutto, ci suggerisce uno svolgimento piuttosto rapido nella manovra d’espansione del nostro esercito, ed è qui che la meccanica arriva al fulcro.

Rischiare un’avanzata senza far riposare i nostri uomini per reclutarne altri e migliorare le forze a nostra disposizione o puntare agli obbiettivi dello scenario mettendo oro e risorse in secondo piano?

Nel nostro caso abbiamo cercato una via di mezzo, ma non è stato sempre facile. La curva d’apprendimento non è ripida, ma i fattori da tenere presente sono diverti, quindi ogni scontro e ogni missione va pianificata anche a lungo termine. Quanto a numero d’unità, c’è davvero l’imbarazzo della scelta, perché andiamo oltre le 70 in totale, purtroppo con solo due fazioni presenti al momento del lancio. Confidiamo nell’uscita di corpose espansioni che introducano nuove fazioni, ma conoscendo Slitherine possiamo stare tranquilli sul fatto che NON si tratteranno di semplici dlc con qualche unità vendute a caro prezzo.

Oltre alla modalità, la classica modalità Skirmish ci permetterà di usare i barbari o l’impero su scenari preimpostati, purtroppo non sono molti e la mancanza di un editor in stile Warcraft 2 rende questa funzione solamente laterale, ma siamo convinti che questi “spazi” siano stati pianificati proprio per ampliare l’offerta nel corso del tempo. La possibilità di creare uno scenario custom fatto da noi con questa grafica stuzzica e non poco la nostra immaginazione. Ottimo il comparto sonoro, grazie ad un buon numero di tracce alcune anche molto evocative, che ci hanno lasciato di tanto in tanto a goderci lo scenario solo per sentire questa o quella traccia.

LATO TECNICO DI FANTASY GENERAL II – INVASION



Graficamente, il gioco fa la sua figura e, pur con qualche sbavatura circa il riconoscimento delle unità, il lavoro svolto dagli sviluppatori è di assoluto pregio. C’è anche la possibilità di far scomparire l’hud di gioco per godersi una visuale prettamente artistica.

Le performance sul nostro Asus Rog G752 si attestano sui 75 fps fissi, e non abbiamo riscontrato particolari bug, a parte qualche dialogo che sporadicamente ha piantato la schermata, costringendoci ad uscire e ricaricare la partita. Nulla, quindi, di grave o non risolvibile con la proverbiale patch.

COMMENTO FINALE

Pescare un titolo in un limbo dove sono finiti brand molto famosi è un’operazione assai rischiosa. Farlo per affidare lo sviluppo di un sequel degno di questo nome ad un nuovo sviluppatore può risultare un clamoroso autogol, ma non quando parliamo di Slitherine.

Owned By Gravity ha sviluppato il degno erede di Fantasy General, proponendo un gioco all’apparenza semplice, ma profondamente complesso e sfaccettato, con una buona storia e diverse scelte con impatti reali sul gameplay.

L’introduzione del sistema dei punti ferita e del valore regionale sono meccaniche che ci auguriamo vengano riproposte anche su altri prodotti, perché faranno la felicità degli amanti del genere. Moltissime unità, che a parte qualche piccola sbavatura sono riccamente sviluppate e non banali. Non è un gioco semplice – e spesso andrà compreso attraverso reload e restart dello scenario – ma è anche questo che rende Fantasy General II – Invasion un titolo che ogni wargamer dovrebbe provare. Assolutamente consigliato.

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Trine 4, video con gameplay alla Pax West 2019

In attesa del debutto fissato per il prossimo 8 ottobre, Trine 4: The Nightmare Prince si mostra in un video con gameplay in occasione del Pax West 2019 di Seattle. Lo apprendiamo da AllGamesDelta.

Modus Games e Frozenbyte ci fanno vedere l’atteso quarto capitolo della apprezzata serie action adventure in salsa fantasy caratterizzata da uno stile artistico e grafico veramente di altissimo livello e da una realizzazione in 2,5d. Soprattutto i primi due Trine che ridefinirono il genere.

Ovviamente ci saranno nuovi nemici da combattere, nuovi ambienti da esplorare e nuovi puzzle basati sulla fisica da risolvere. Insomma, tutto quello che abbiamo imparato ad amare.

Ecco la clip di Trine 4: The Nightmare Prince, lunga otto minuti di cui 7 dedicati al gameplay. Buona visione.

SINOSSI

A distanza di anni, l’Accademia Astrale ha chiesto aiuto ai tre eroi per trovare il Principe Selius, i cui incubi intensamente oscuri hanno iniziato a scivolare nella realtà e devastare il mondo della veglia.

Gli appassionati incontreranno i combattimenti con i boss più epici che mai, risolveranno enigmi affascinanti, sbloccheranno nuove abilità, esploreranno paesaggi lussureggianti e vibranti e sperimentato una nuova colonna sonora del compositore di Trine 1-3.
Inoltre, e per la prima volta in assoluto, Trine aggiunge una cooperativa per quattro giocatori al suo elenco di caratteristiche.

TRINE 4

  • Paesaggi 2.5d Esplorate livelli dal design unico in una fantastica dimensione 2.5d, passando da rovine mozzafiato, a tombe infestate fino a boschi di betulle e foreste di mirtilli.
  • Modalità multiplayer locale e online. Giocate con un massimo di 4 utenti in modalità co-op locale o online.
  • Una storia affascinante. Seguite la storia di un principe perseguitato mentre attraversate magici paesaggi fiabeschi abitati da creature amichevoli, ma anche da una lunga serie di terribili nemici.
  • Rompicapi dinamici. Risolvete rompicapi – da soli o con gli amici – che hanno come protagonisti il fuoco, l’aria, la luce, i magneti, l’elettricità e molto altro, in sfide adeguate al numero di giocatori.
  • Ricchi alberi delle abilità. Sbloccate nuove e varie fantastiche abilità.
  • Sistema di combattimento totalmente migliorato. Vivete i raccapriccianti incubi dell’eroe durante i combattimenti con i boss, con un sistema di combattimento arricchito da nuove sfide e tanta azione.
  • Una colonna sonora incredibile. Godetevi la bellezza di una colonna sonora che porta in vita ogni nuovo ambiente.

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Trine 3 si dirige su Switch a fine luglio

Trine 3: The Artifacts of Power, già disponibile su Pc, PS4 ed Xbox One, si dirige su Switch a fine mese. Frozenbyte ha confermato che l’action adventure in salsa fantasy, sarà disponibile sul Nintendo eShop dal 29 luglio, ossia da lunedì prossimo.

Inoltre, l’edizione retail (in cartuccia in questo caso) della raccolta “Trine Series 1-3” con i primi tre capitoli sarà disponibile in Nord America dal 20 settembre.

Ecco il trailer di lancio.

Trine 3: The Artifacts of Power sposta l’azione dal classico 2,5d dei primi due (fortunatissimi episodi), ad un 3d. Ovviamente si tratta sempre di un action platform con enigmi ambientali da risolvere e combattimenti da vincere.

I tre eroi cercano di restituire i loro straordinari doni all’Artefatto chiamato Trine, e così si immischiano con poteri oltre la loro comprensione: Trine si frantuma e un antico stregone senza cuore fugge. Con solo un artefatto rotto a guidarli, gli eroi devono cercare di riparare il danno che hanno causato … o il danno che potrebbe ancora essere fatto.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI



  • Vivete in un mondo da favola fatto di scenari mozzafiato e affrontate una miriade di enigmi basati sulla fisica, meravigliosi aggeggi, nemici pericolosi e creature incantevoli.
  • Tre personaggi giocabili, e come sempre troviamo Pontius il Cavaliere, Zoya la Ladra e Amadeus il Mago, ognuno con le proprie abilità e abilità uniche.
  • Esplorate 7 capitoli guidati dalla trama e 11 pagine perdute incentrate sulla risoluzione di enigmi e abilità.
  • Multigiocatore cooperativo online e locale per un massimo di tre giocatori.

Tra le altre caratteristiche, troviamo anche due annotazioni tecniche.

La prima è che il gioco girerà a 900p a 30 fotogrammi al secondo in modalità TV. Mentre in modalità portatile Trine 3 girerà a 720p a 30 fps.

Modalità cooperativa locale fino a tre giocatori ed online.

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Blood Bowl: Death Zone esce dall’early access

Dopo una fase di accesso anticipato, Cyanide e Bigben annunciano la versione “finale” di Blood Bowl: Death Zone su Steam.

Si tratta di gioco di football mixato a violenza, basato sul gioco da tavolo di Games Workshop diventato cult. Due avversari prenderanno il controllo di un team di 4 giocatori e si affronteranno in match in tempo reale della durata di cinque minuti.

Tutte le razze del Vecchio Mondo possono giocare: Orchi, Nani, Alti Elfi, Nani del Chaos, Non-morti, Uomini Lucertola e persino gli Umani. Contrariamente agli altri titoli “sportivi” di genere, Blood Bowl: Death Zone è molto più che correre e passarsi una palla: ma significa assestare pesanti pugni in faccia agli avversari e soggiogarli grazie ad una grande varietà di incantesimi.

Durante gli undici mesi di Early Access, Cyanide è stata capace di migliorare notevolmente il gioco grazie al feedback della community: nuovi team, nuove abilità, una campagna single player e tanti altri importanti cambiamenti al gameplay sono stati aggiunti.

Per celebrare l’uscita ufficiale, il titolo sarà al 50% di sconto per un periodo limitato. Ecco il nuovo trailer. Buona visione.

BLOOD BOWL: DEATH ZONE OFFRE

  • 14 team composti dalle razze più famose dell’universo di Blood Bowl.
  • 14 Star, ognuna con il suo stile unico, con i suoi punti di forza e di debolezza.
  • 20+ skill per giocatore.
  • Modalità Single player con 6 leghe da sbloccare e completare.
  • Lega Multiplayer e match singoli.















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Elden Ring è il nuovo gioco di From Software e George R.R. Martin

Si chiama Elden Ring ed è il nuovo gioco in via di sviluppo da From Software in collaborazione con lo scrittore George R.R. Martin (Le Cronache del Giaccio e del Fuoco, Trono di Spade).

Lo apprendiamo da un leak su tutta la line-up di Bandai Namco per l’E3 2019 apparso nella notte italiana. PCGamer mostra anche il logo del gioco che vi proponiamo a conclusione di questo articolo.

Da quello che è emerso, dovremmo avere conferma molto presto, si tratta di un action RPG a sfondo Fantasy in arrivo “presto” per Pc, PS4 ed Xbox One. L’ambientazione sarebbe creata da Hidetaka Miyazaki (serie Dark Souls, Armored Core, Sekiro: Shadows Die Twice) e da George R.R. Martin.

Secondo quanto appreso dal web nelle scorse ore, Elden Ring è “il gioco di From Software più ampio di sempre”. Domani sera, alle 22, dovremmo avere delle notizie ufficiali in occasione della conferenza Xbox per l’E3 2019.

Questa, infine, un estratto della descrizione postata da 4Chan e riportata da PCGamer.

ELDEN RING, sviluppato da FromSoftware, Inc. e Bandai Namco Entertainment Inc., è un’avventura fantasy-RPG ambientata in un mondo creato da Hidetaka Miyazaki – creatore della serie di videogiochi DARK SOULS; e George R.R. Martin – autore della serie fantasy più venduta del New York Times, A Song of Ice and Fire.
Il pericolo e la scoperta si nascondono dietro ogni angolo nel più grande gioco di FromSoftware fino ad oggi.

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Trine Ultimate Collection, panoramica video

Modus Games ha pubblicato una video anteprima di Trine: Ultimate Collection. Si tratta di un bundle completo della serie action adventure in arrivo su Pc, PS4 ed Xbox One.

La raccolta includerà anche Trine 4: The Nightmare Prince oltre, naturalmente a Trine, Trine 2 e Trine: 3: The Artifact’s of Power.

Gli avventurieri che recuperano la compilation nei negozi riceveranno un sacco di bonus, inclusa una mappa del mondo e un libro artistico digitale con i dettagli delle scene fantastiche tratte da Trine 4: The Nightmare Prince, così come la colonna sonora digitale dell’intera serie Trine. Per chi ha poco spazio sugli scaffali, è possibile trovare Trine: Ultimate Collection nel negozio della propria piattaforma digitale. Chi effettua il pre-ordine otterrà anche un contenuto bonus all’interno del gioco.

Ecco la clip, lunga un minuto e 19 secondi. Buona visione.

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Warhammer: Vermintide 2, a giugno la versione fisica per console

La deluxe edition in formato fisico di Warhammer: Vermintide 2 sarà disponibile dal 14 giugno. Il prezzo consigliato è di 49,99 euro. Lo rendono noto il publisher internazionale 505 Games e lo studio di sviluppo indipendente  Fatshark.

Questa deluxe edition di Warhammer: Vermintide 2 includerà i due dlc “Ombre su Bögenhafen” e “Di Nuovo a Ubersreik” nonché ulteriori contenuti premium tra cui: Imprese Eroiche, skin esclusive tema araldica di Helmgart, una cornice ritratto e la statua di Sigmar nella Fortezza.

Warhammer: Vermintide 2 è un videogioco di azione cooperativa a quattro giocatori ambientato nel mondo di Warhammer Fantasy Battles. In questo sequel di Warhammer: End Times – Vermintide, i cinque eroi di Ubersreik sono tornati per affrontare l’armata degli Skaven e l’esercito del Chaos. Vermintide 2 mette alla prova i giocatori incrementando l’intensità dei combattimenti in prima persona, introducendo una nuova fazione di nemici, 15 diversi percorsi di specializzazione, nuovi alberi delle abilità, nuove armi, un loot system più sofisticato e molto altro ancora.

Ecco il trailer di annuncio. Buona visione. Qui, invece, la recensione della versione Pc.

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The Ballad Singer, Recensione

Leggere una delle attività fondamentali dell’uomo. Così come ascoltare. Fanno parte integrante anche del gioco, oltre che dell’apprendimento. Azioni naturali che fin dalle prime avventure testuali di inizio anni ’80 sono state protagoniste nei videogiochi.

Il mondo delle avventure testuali, giochi in cui logica e decisioni (nonché la fantasia del giocatore) erano fondamentali, si è chiaramente evoluto. E senza fare troppi viaggi storici arriviamo al nocciolo della questione: i libri game che offrono grafica e sonoro a iosa rispetto al passato.

Tra questi spicca un progetto tutto italiano firmato dalla software house indipendente Curtel Games che nei mesi scorsi si è fatto strada prima su Kickstarter, raccogliendo più di 33.000 euro nel dicembre del 2017, e poi su Steam in early access. Avrete già capito che si tratta di The Ballad Singer che è uscito dalla fase di accesso anticipato nelle scorse ore ed è disponibile per gli utenti Pc e Mac.

Torniamo, quindi, sull’argomento per approfondirlo nella nostra recensione che segue di qualche mese le nostre Prime Impressioni. Da allora (era fine settembre), il titolo si è naturalmente evoluto ed avendolo giocato lungamente siamo in grado di dire la nostra su quello che è un interessantissimo libro game fantasy.

Ecco cosa ne pensiamo. Buona lettura.

QUALCHE NUMERO, PRIMA DI INIZIARE

Prima di tornare a parlare della storia di The Ballad Singer, naturalmente saltando i punti salienti visto che non ci perdoneremmo mai delle inutili anticipazioni (o spoiler) sui punti salienti. Ci occuperemo solo di alcuni dettagli di “pubblico dominio”. Ma è giusto elencare qualche numero di questo gioco.

Essendo una produzione che si basa essenzialmente sul testo e sulle decisioni, oltre naturalmente che sulla grafica, il testo ed il doppiaggio, The Ballad Singer offre una trama estremamente ramificata fatta di oltre 40 finali, articolata con oltre 400.000 parole, centinaia di snodi narrativi (1.700 storie) ed oltre 400 morti diverse. Su quest’ultimo numero già in passato abbiamo speso un paragone con Games of Thrones che ci va di ripetere vista anche la splendida ambientazione fantasy che ci ritroviamo di fronte. Ci arriveremo a breve. Gli snodi narrativi, inoltre, sono molti visto che ognuno dei quattro eroi ha tantissimi finali a disposizione e la morte, come viene citato dagli stessi sviluppatori, fa parte del gioco e non è un game over. Questo grazie anche al Sistema Destino.

Questo permette al giocatore di sapere cosa sarebbe successo se fosse morto e nel caso accetti il suo “destino” (quindi la morte in questo caso) di selezionare un secondo personaggio per continuare l’avventura in un mondo influenzato dall’eroe precedente.  In pratica, quando un eroe termina il proprio cammino, in qualsiasi modo, si può passare la “palla” ad un altro ma le azioni precedenti rimangono “attive” nel mondo di gioco così come le conseguenze che modificano ulteriormente il nostro cammino e la partita in corso.

UNA TRAMA, TANTE STORIE, QUATTRO EROI

Visti i grandi numeri appena nominati, va da sé che la trama abbia tante storie. Ma è giusto anche parlare dei personaggi che guideremo nel vasto mondo fantasy di Hesperia, il grande continente dove si svolge il tutto. Il tutto è incentrato sulla guerra per il controllo del continente. I due principali contendenti sono il mago Leon e la Resistenza.  E ci fermiamo qui.

Quattro gli eroi con cui poter girovagare nelle tante storie che The Ballad Singer offre. Conoscerli sarà fondamentale per giocare “di ruolo” e quindi essere coerenti con questo o quel personaggio. Ognuno chiaramente ha i suoi pregi ed i suoi difetti. Il lato gdr (o RPG) si concretizzerà in questo modo ma non ci saranno avanzamento di livello o statistiche da aggiornare ma i nostri eroi hanno delle caratteristiche preconfezionate: Grado di sfida; Abilità in combattimento; Fama nel mondo di Hesperia ed Allineamento iniziale. Su questi quattro cardini si basa la nostra giocata di ruolo.

Conosciamo, quindi, Leon, un mago temuto, gran maestro di elementi ed arti magiche; Ancoran, una ragazza silfide brava nella caccia e con arco e frecce (il tipico ranger “elfico di D&D” se vogliamo fare un paragone); Ancalimo, un elfo oscuro assassino dal passato oscuro e Dagarast il bardo guerriero di mezza età abile con la spada che in passato è stato il mentore di Leon.

Questi eroi sono nati dall’idea di Alberto De Stefano, autore della Saga dei Kalesin che fa da prequel alle vicende del gioco. A dare corpo a tutto sono le illustrazioni di Federico Mussetti.

MILLE DECISIONI, IN BILICO TRA LA VITE E LA MORTE

Il gameplay di The Ballad Singer si materializza nelle scelte che faremo. Si tratta di un libro game, quindi chi si aspetta azione può senz’altro andare oltre e cambiare gioco. In questo titolo dovremo leggere e prendere le proprie decisioni, giuste o sbagliate che siano.

Il gioco invita molto alla riflessione ed è interessante notare come alcune deduzioni logiche siano molto efficaci in determinati frangenti. Si va spesso e volentieri in bilico nella risoluzione di enigmi ma anche in altri tipi di scelte come alleanze o risposte o ancora si può optare per una deviazione per aiutare un amico o per cercare altre notizie, piuttosto che andare dritti al sodo.

I finali sono molteplici e stimolano a rigiocare The Ballad Singer più volte. In questa versione finale abbiamo anche apprezzato l’aggiunta dei vari Achievements di Steam che danno ulteriore stimolo a continuare ancora a girovagare per Hesperia.
La morte è, come più volte detto, dietro l’angolo e la sua descrizione è molto importante perché può fornire indicazioni sul come evitarla la volta successiva.

Si può decidere di essere coerenti o meno e quindi anche di rischiare. In questo senso il gioco apre tantissime diramazioni in grado di offrire tante sfide soddisfacenti per le proprie meningi.

Chi ama immergersi in un mondo fantasy, non può non pensare a questo titolo che regala tante storie diverse e moltissime ore di gameplay. Nondimeno, le sfide, possono essere adattate a tutti i gusti grazie ai quattro livelli di difficoltà presenti che vanno dal facile al più estremo. Il tutto dipende dai punti destino a disposizione. Un modo per evitare la frustrazione e di permettere di andare avanti anche se qualche cosa va storto.
In Cittadino di Hesperia (livello più semplice), si ha il maggior numero di punti destino. Si va avanti con Soldato di Hesperia (normale), Campione di Hesperia (difficile) e Leggenda di Hesperia.

Inoltre, tali livelli di difficoltà si differenziano per il numero di salvataggi manuali presenti. Inoltre, nella modalità Esploratore (che si sblocca dopo aver concluso per la prima volta la campagna) non ci saranno limiti al Destino.

Sia i neofiti che vogliono godersi il racconto, sia i più smaliziati che vogliono la sfida estrema, sono accontentati. In entrambi i casi, i giocatori hanno piena padronanza nel proprio destino e non solo per decisioni difficili ma anche per quelle (apparentemente) più leggere.

UN GIOCO DA LEGGERE MA ANCHE DA GUARDARE ED ASCOLTARE






Ma come è The Ballad Singer dal punto di vista tecnico? Il grosso è dato dalla storia da leggere e dalle decisioni che daranno un senso ai nostri tanti cammini… ma se la scrittura risulta gradevolissima, questa deve essere accompagnata a dovere. Il lavoro fatto da The Curtel Games è di una superba fattura artistica. Sotto tutti i punti di vista.

L’aspetto grafico è probabilmente il punto forte. Se nelle Prime Impressioni avevamo dato per certo questo dato, in sede di recensione diciamo che questo è accompagnano degnamente dalle musiche. Ma andiamo con ordine.

Il lavoro visivo si basa su tantissimi artwork animati che fanno da sfondo ed illustrano le diverse situazioni. Nel gioco ne conteremo oltre 700, una più bella dell’altra. Un lavoro enciclopedico, mastodontico, di altissimo pregio. I disegni, infatti, riescono a creare quell’atmosfera che tipicamente si accosta e si accompagna alla lettura. Si apprezza davvero l’area fantasy in ogni angolo di Hesperia: che si tratti di una foresta abitata da silfidi o che si esplori una grotta ghiacciata o ancora che si combatta per i viali di una città fortificata o che si vaghi lungo i sentieri naturali del Continente.

Ottima anche l’interfaccia: chiara, semplice, efficace: a sinistra le pagine del libro col testo della storia, sotto i vari pulsanti con i quali potremo velocizzare la lettura del narratore (fino a raddoppiarla) ed ovviamente la possibilità di girare le pagine. A destre le opzioni da scegliere. Un applauso a Federico Musetti, autore di queste scene che ci immergono letteralmente in un contesto che ricorda quello tolkeniano.






Le varie voci narranti aiutano tantissimo ad immergersi nella storia e le musiche fanno il loro dovere appieno. Abbiamo apprezzato più le voci femminili mentre in qualche passaggio, le voci maschili sono sembrate quasi un po’ frettolose. Generalmente, però, il doppiaggio è da promuovere a pieni voti.

Ma non possiamo non menzionare anche le musiche. Il gioco ne conta più di 40. Alcune hanno toni epici, altri più solenni, altri accompagnano la lettura e fissano al meglio la determinata scena che ci si propone davanti.

Insomma, manca soltanto un bel bicchiere di buon vino da sorseggiare, tanta serenità, e tuffarsi in questo mondo fantasy fatto di parole, storie, decisioni ed acume. Chiudere gli occhi per concentrarsi e riaprirli per ammirare ancora una volta il lavoro artistico di Musetti riflettendo sulle nostre scelte e sui nostri passi.












COMMENTO FINALE

The Ballad Singer conferma appieno, oltre alle più nostre rosee aspettative, quanto di buono e bello abbiamo visto e giocato nelle Prime Impressioni. Il lavoro di The Curtel Games è davvero mastodontico ed offre tante avventure da leggere, guardare, ascoltare e giocare a seconda della nostra inclinazione del momento.

Giocabile e rigiocabile ma sempre bello da vedere ed ascoltare con una grafica ancora più rifinita rispetto alle prove precedenti ed un sonoro alla massima potenza. Bene anche il doppiaggio seppur in qualche frangente altalenante.

The Ballad Singer non è un gioco per chi ama l’azione. È giusto ribadire il concetto. Ma chi adora leggere, ascoltare e far girare gli ingranaggi della propria testa nelle decisioni trova pane per i propri denti ed una superba atmosfera fantasy appagante. È vero: si può anche concludere il gioco in qualche ora e riprovare con le diverse decisioni con tutti e quattro personaggi; è altrettanto vero che il gameplay nudo e crudo si può ridurre ad un meccanico sistema di trial and error ma questo equivarrebbe a violentare un’opera che ha bisogno del suo tempo per essere giocato. Ed esige quel tempo per essere apprezzato ulteriormente.

The Ballad Singer non è un semplice libro game. È il libro game, adatto, peraltro, tanto ai neofiti (grazie al Sistema Destino) quanto agli esperti. Consigliatissimo agli amanti delle storie fantasy.

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The Ballad Singer si aggiorna con tanti contenuti

Mancano ancora due mesetti all’uscita dall’early access di Steam di The Ballad Singer ma Curtel Games ha aggiornato il suo gioco con tanti contenuti.

L’aggiornamento 5.0.0 fa si che tutti e quattro i personaggi siano giocabili dall’inizio alla fine. Nella nuova build di gioco sono disponibili più di 800 illustrazioni, 10.600 file audio narrativi e musicali, 40 achievement e il 3d Tune-In.

The Ballad Singer è il primo videogioco ad implementare il 3d Tune-In su Steam. Attraverso questa peculiarità, anche i giocatori con deficit uditivi saranno in grado di migliorare l’impatto audio e quindi usufruire al meglio del titolo.

L’uscita dalla versione early access è prevista per febbraio. In questo lasso di tempo saranno introdotte diverse nuove feature come una nuova modalità di gioco e il tutorial interattivo. The Ballad Singer è disponibile su Steam per Windows e Mac OS. Qui potrete leggere le nostre prime impressioni.

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La serie Trine si dirige su Switch

La serie Trine sta arrivando su Switch. O meglio, i primi tre episodi. Frozenbyte ha annunciato con un trailer che le origini dell’apprezzata serie action platform in salsa fantasy arriverà anche sulla console ibrida di Nintendo. Questi si vanno ad aggiungere al quarto capitolo annunciato poche settimane fa anche per Pc, PS4 ed Xbox One.

Già da oggi è disponibile Trine Enchanted Edition, una versione migliorata del primissimo capitolo uscito nel lontano 2009, al prezzo di 14,99 euro su eShop.

Anche gli utenti della nuova console Nintendo, quindi, potranno cimentarsi in questa serie caratterizzata da azione e risoluzione di enigmi ambientali basati sulla fisica. Il team finlandese ha lavorato con GameTrust e con lo studio BlitWorks per la realizzazione dei suoi titoli su Switch.

Arriveranno presto novità anche su Trine 2: Complete Story e  Trine 3: The Artifacts of Power.

DETTAGLI SU TRINE ENCHANTED EDITION



  • È la storia che ci fa conoscere le origini di Trine. Conosciamo Amadeus il Mago, Pontius, il Cavaliere e Zoya la Maga.
  • I nostri tre improbabili eroi devono unire le loro forze per superare gli ostacoli, risolvere i puzzle e compiere il loro destino e quello del regno.
  • Azione e piattaforme in un mondo fatato fantasy che caratterizza 15 livelli pieni di letali nemici, pericoli ed enigmi basati sulla fisica.
  • Storia originale dei tre eroi: Amadeus, Pontius e Zoya ognuno con proprie abilità uniche.
  • Risolvete le sfide ed i puzzle in molti modi differenti combinando le abilità di tutti i personaggi per trovare soluzioni creative.
  • Multiplayer locale e cooperativo per tre giocatori.
  • Risoluzione a 1080p in modalità TV, a 720p in modalità portatile.

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The Ballad Singer, Prime impressioni

I progetti indipendenti hanno sempre una storia interessante da raccontare. Aneddoti più o meno comuni, per carità, che però rendono questo mondo, quello degli sviluppatori di videogiochi, umano ed a portata di tutti offrendo anche spunti di riflessione.

The Ballad Singer è un titolo spiccatamente fantasy firmato da Curtel Games che sta realizzando il gioco grazie ad un’ottima campagna Kickstarter (da record per quanto riguarda i progetti italiani ma probabilmente non assoluto, ndr) culminata con oltre 33.000 euro raccolti nel dicembre dello scorso anno. I quasi 1.200 sostenitori della campagna crowdfunding, e nel frattempo tanti altri appassionati, hanno atteso con molta curiosità la versione early access su Steam che ha fatto il suo esordio ieri sera (27 settembre) su Pc Windows e Mac.

In verità anche noi eravamo curiosi di provare questo titolo che fin dall’inizio si è fatto notare per l’indubbio fascino e per la qualità del poco materiale mostrato.

Per dovere di cronaca ricordiamo anche che la settimana scorsa, il gioco è stato presentato a Bergamo, all’Esport Palace Level One. In quella occasione abbiamo ricevuto una Beta che poi, nelle scorse ore, si è aggiornata alla prima versione dell’eaarly access. Abbiamo giocato alcune ore a The Ballad Singer ed ecco cosa ne pensiamo vista la differenza esigua tra le due edizioni.

UN FANTASY DA LEGGERE ED ASCOLTARE TRA SCELTE E BIVI NARRATIVI

Definire The Ballad Singer è un po’ complicato. Avventura? Si. Gdr? Non proprio anche se… ma è soprattutto un libro game ideato da Riccardo Bandera. Un’evoluzione delle avventure testuali anni ’80.  Anche qui abbiamo un testo da leggere ma, grazie all’evoluzione dei tempi, questo testo è anche ed ascoltare e sullo schermo ci sono disegni di grande pregio. Dobbiamo prendere decisioni perché è questo il fulcro del gameplay.  Queste decisioni possono effettivamente avere conseguenze più o meno gravi nel proseguimento della storia. E fin dalle fasi iniziali del prologo ne avremo la riprova.

L’ambientazione fantasy porta gli appassionati nell’universo di uno dei libri dell’autore Alberto De Stefano  (Saga dei Kalesin) ed editi da A.Car Editore.

Il giocatore ha pieno potere sul suo destino ascoltando il testo e scegliendo cosa fare. Troveremo scelte multiple ma per ogni singola risposta sarà fondamentale leggere e capire bene cosa il testo voglia dire. Sovente ci troveremo di fronte ad enigmi o indovinelli logici. Per fortuna avremo tutto il tempo per riflettere, ma potremo anche riascoltare il tutto nel tentativo di trovare la giusta soluzione e risolvere un combattimento a nostro favore, evitare imboscate o trappole o ancora risolvere interessanti indovinelli.

Manca del tutto l’azione. Ma gli appassionati dei libri fantasy non faranno caso a questo ed anche chi cerca una storia estremamente ramificata che permette oltre 40 finali e di leggere un testo di oltre 400.000 parole con centinaia di snodi narrativi e scelte da compiere troverà sicuramente pane per i propri denti.  I numeri sono alti. Per non parlare delle oltre 400 morti diverse. Si, avete letto bene. Ed il numero così alto suggerisce che la morte del personaggio è dietro l’angolo quasi sempre. In caso di dipartita (e ne esistono anche per errori stupidi, nemmeno fossimo in Game of Thrones) si potrà comunque ripartire. Sarà, infatti, possibile in un numero limitato di volte, “riavvolgere” il nastro e ritentare la decisione. Questo grazie al Sistema Destino.

Questi consente al giocatore di sapere cosa sarebbe successo se fosse morto e nel caso accetti il suo “destino” (quindi la morte in questo caso) di selezionare un secondo personaggio per continuare l’avventura in un mondo influenzato dall’eroe precedente.  In pratica, quando un eroe termina il proprio cammino, in qualsiasi modo, si può passare la “palla” ad un altro ma le azioni precedenti rimangono “attive” nel mondo di gioco così come le conseguenze.





Vagare per Hesperia, il grande continente sul quale ci troveremo catapultati, sarà un piacere ed una sfida intellettiva interessante. Conoscere i quattro personaggi inoltre sarà fondamentale perché si dovrà affrontare la storia a seconda del loro background. Se un personaggio è abile con l’arco è rischioso scegliere di andare allo sbaraglio nel corpo a corpo. E quindi, se vogliamo, troviamo il materializzarsi della spruzzatina ruolistica visto che interpreteremo un personaggio con tutti suoi pregi e difetti.

Conosciamo quindi Leon, un mago temuto, gran maestro di elementi ed arti magiche, Ancoran, una ragazza silfide brava nella caccia e con arco e frecce, Ancalimo, un elfo oscuro assassino, Dagarast il bardo guerriero di mezza età abile con la spada che in passato è stato il mentore di Leon.

DISEGNI DA AMMIRARE PER UN’ATMOSFERA STUPENDA

Il punto forte di The Ballad Singer è senza dubbio il lato artistico. Il gioco si basa su tantissimi artwork animati che fanno da sfondo ed illustrano le diverse situazioni. L’interfaccia è semplice: a sinistra le pagine del libro, sotto i vari pulsanti con i quali potremo velocizzare la lettura del narratore (fino a raddoppiarla) ed ovviamente la possibilità di girare le pagine. A destre le opzioni da scegliere.

In questo frangente, apprezziamo dal punto di vista tecnico le immagini e le animazioni. Dal punto di vista artistico possiamo applaudire Federico Musetti, autore di queste scene che ci immergono letteralmente in un contesto che ricorda quello tolkeniano.



Le varie voci narranti aiutano tantissimo ad immergersi nella storia e le musiche fanno il loro dovere appieno. Insomma, manca soltanto un bel bicchiere di buon vino da sorseggiare, tanta serenità, e tuffarsi in questo mondo fantasy fatto di parole, storie, decisioni ed acume. Chiudere gli occhi per concentrarsi e riaprirli per ammirare ancora una volta il lavoro artistico di Musetti riflettendo sulle nostre scelte e sui nostri passi.

COMMENTO FINALE

L’impatto iniziale con The Ballad Singer è sicuramente positivo. Ci aspettavamo, lo ammettiamo senza vergogna, un titolo con un po’ più d’azione ma siamo stati rapiti dalla storia e dalle sue innumerevoli sfumature.

Giocare a The Ballad Singer è come leggere un libro ma essere i veri protagonisti del proprio destino. Nel bene e nel male. Chi non ama l’azione ma piuttosto predilige i ritmi più pacati sarà felice di provarlo. Inoltre, vista la particolare struttura narrativa, sarà possibile rigiocare più volte il titolo perché ogni partita è diversa. Riflettere logicamente per risolvere i problemi senza problemi di tempo farà certamente piacere a chi ama questo genere. E dà comunque soddisfazione ludica azzeccare un enigma arzigogolato. Un gioco che fa funzionare i neuroni.
Un libro game mastodontico nei contenuti (scritti, doppiati e disegnati) da tenere d’occhio con attenzione e che fin da ora, grazie ad una realizzazione artistica di notevole livello che imprime il marchio fantasy ad un racconto colossale, risulta davvero appetibile ed affascinante.

Chi vuole l’azione pura stia alla larga. Chi preferisce altro come la risoluzione di enigmi e l’avanzare attraverso una storia importante grazie alle proprie decisioni che avranno un peso, allora pensi seriamente a The Ballad Singer. Non vediamo l’ora che arrivino i prossimi aggiornamenti per continuare questo cammino. Ne siamo rimasti incantati.

 

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Hand of Fate 2, Recensione Switch

Immaginate di stare davanti ad un misterioso individuo in grado di leggervi le carte e che il suo racconto influenzi il vostro destino come se fosse un dungeon master… chiudete gli occhi e riapriteli. Il mondo di Hand of Fate si materializza anche su Switch grazie al suo sequel.

Hand of Fate 2 era già arrivato su Steam il 7 novembre dello scorso anno raccogliendo buoni responsi della critica (tra cui il nostro) e un buon seguito dal pubblico.

Dal 17 luglio scorso, invece, gli utenti Switch possono acquistarlo in via digitale tramite il Nintendo E-Shop. Stiamo parlando di un videogioco di ruolo, roguelike con elementi da gioco da tavolo e deck-building, sviluppato da Defiant Development.

La versione Switch quindi si propone agli utenti della ibrida di Nintendo con tante caratteristiche peculiari. Ma andiamo con ordine e dritti al punto

DI TUTTO UN PO’

Il primo Hand of Fate risale al 17 febbraio 2015, è arrivato su sistemi Windows, Linux, PS4 e Xbox One ed intavolava (quasi letteralmente) un videogioco di ruolo che si svolgeva intorno ad un tavolo di legno, per l’appunto. Da lì prendeva forma la narrazione di un commerciante che, rivolgendosi al giocatore, intavolava una discussione a base di segreti, intrighi e avventure.

Quando la narrazione non riusciva a rendere l’idea, quando occorreva menar le mani perché la situazione si era fatta incandescente, al giocatore spettava il compito di superare delle fasi – brevi ma intense – di combattimento in terza persona dove schivare, bloccare e attaccare, uccidendo le minacce prima che queste uccidessero lui.

Le avventure si sviluppano lungo un cammino formato da un mazzo carte, come dei novelli tarocchi, dove sono raffigurati personaggi, oggetti, armi, luoghi e nemici da affrontare. Alla fine del sentiero formato dalle carte, immancabilmente, c’è un boss di fine livello. Questi deve essere eliminato per permettere alla storia di proseguire. Hand of Fate 2, in buona sostanza, fa le stesse cose del suo “papà” ma lo fa con un’attenzione ai particolari che ci sembra prodigiosa.

Il mazzo di carte, in gran parte, possiamo deciderlo noi ma è del tutto casuale l’ordine di ritrovo delle carte che decidiamo di portare con noi.

UNA VERA GIOIA DA SENTIRE E VEDERE

L’aspetto grafico di Hand of Fate 2 è quello che salta subito all’occhio. E’ talmente pieno di attenzione per i dettagli, animazioni certosine ed effetti di luce da rendere, il risultato finale, una vera gioia per gli occhi. Non ne risulta sminuita l’ambientazione medievale, gotica e oscura, piena com’è di magia, mistero e fascino, tutta condita da quella voce del commerciante che, da bravo “Dungeon Master” di cartacea memoria, aiuta ad immergersi nella narrazione. L’atmosfera è davvero notevole ed interessante e le avventure man mano che si va avanti sono molteplici. Questo favorisce molto la varietà ed aumenta il piacere a ri-giocare il titolo.

Effetti sonori e musiche sono ottimamente selezionate e orchestrate, restituiscono l’atmosfera giusta e sono avvalorate da un doppiaggio, tutto sommato, convincente.

Quello che lascia un po’ l’amaro in bocca è il dover ammettere che Hand of Fate 2, come il suo predecessore, sono ottimi giochi ma apprezzato da una stretta cerchia di appassionati, che non fuggono di fronte a lunghi dialoghi narrati (e tradotti anche in italiano, in maniera decisamente funzionale) e non si lamentano delle brevi ed intense sessioni di combattimento.

La versione Nintendo Switch si lascia apprezzare ancora di più data la sua natura di ibrida e, quindi, portatile, che non soffre il passaggio dal grande al piccolo schermo e si presta egregiamente per questo tipo di giochi ragionati, facilmente da interrompere e da riprendere appena possibile.

COMMENTO FINALE

Hand of Fate 2 è il seguito di un videogioco di ruolo con elementi da libro-game e giochi da tavolo ottimamente implementati. Le fasi narrative si alternano a quelle di combattimento e queste ultime sono in terza persona, con molta azione e ben orchestrate, breve ed intense.

Le fasi narrative fanno ampio uso di testi e voce narrante, scelte da compiere e conseguenze da accettare. Non manca nemmeno il bottino da raccogliere, da scegliere e da utilizzare nel migliore dei modi. Ci sono spade a una mano che permettono di difendersi con uno scudo, ci sono armi ad una mano che rendono più forti in offesa ma più deboli in difesa e così via. Buona la personalizzazione del personaggio e avvincente risulta la trama, canonica, classica, aderente agli stilemi della tradizione fantasy e, per questo, molto godibile.

La giocabilità è sorprendentemente abbordabile, di facile intuizione, chiarissima e mai banale. Le fasi action spingono a dare il meglio di sé tramite blocchi, contro-mosse, schivate, fendenti e affondi. Il tutto è accompagnato da una presentazione visiva che non ha nulla da invidiare a produzioni più blasonate: animazioni, suoni, colonna sonora compongono un quadro d’insieme davvero gradevole e discretamente longevo.

 

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