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Shenmue III rinviato al 19 novembre

Chi attende Shenmue III dovrà attendere un altro po’. YS Net e Deep Silver hanno appena annunciato che il terzo capitolo della serie action adventure è stato spostato al 19 novembre prossimo. L’anno scorso era stato comunicato che il titolo sarebbe arrivato a fine agosto di quest’anno. Ci vorranno, dunque, altri tre mesi di attesa.

Il messaggio di Yu Suzuki, autore della serie Shenmue, e del publisher recita così:

Nonostante sia quasi pronto, il titolo ha semplicemente bisogno di qualche piccolo ritocco per poterlo considerare completamente finito. Siamo convinti che il tempo in più che avremo a disposizione, ci aiuterà ad offrire una vera esperienza Shenmue, quella che i giocatori in tutto il mondo meritano!Vi ringraziamo per la vostra pazienza e la vostra comprensione

Yu Suzuki & Deep Silveer.

Ricordiamo che in Shenmue III il giocatore vestirà i panni del teenager, artista di arti marziali, Ryo Hazuki mentre indaga sull’omicidio di suo padre.

Si dovrà esplorare l’open world del gioco, cercare indizi, esaminare oggetti e parlare con diversi personaggi per procurarsi informazioni, portandoli nel territorio nemico, scavando più in profondità nel mistero e ancora più vicino al loro destino.

Inoltre, saranno presenti la modalità Easy (Facile), Reccomended (Normale), Master (Difficile) e “Don’t play this” (hardcore, quindi “non giocarla”).

 

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Super Cane Magic Zero, Recensione

Audacia, pazienza, olio di gomito e tanta follia. Occorrono queste qualità per poter portare avanti un progetto indipendente come quello di Super Cane Magic Zero.

L’audacia perché ci vuole coraggio unita all’intuizione per realizzare un action RPG con un’ambientazione nonsense spiccata. Pazienza perché dall’annuncio (ottobre 2014) ci sono voluti quasi cinque anni per arrivare alla fatidica versione 1.0 e quasi quattro anni per uscire dall’early access. Olio di gomito perché il lavoro è stato senza dubbio certosino e dalla prima versione possiamo dire di aver trovato (giustamente) un prodotto stravolto. Follia perché unire un team indie di talento come Studio Evil (conosciuto grazie allo shoot’em up vecchia scuola Syder Arcade ed al titolo gratuito Relive) e Simone Albrigi, in arte SIO, ha sicuramente una componente che ha poco di ordinario.

Ne nasce, e lo avrete capito fin da subito, Super Cane Magic Zero, un action RPG che si rifà ai classici ma che trasporta e fonda una formula ben consolidata nel folle mondo di Scottecs.

Il titolo in questione è frutto di una collaborazione tra le due parti nata nell’ormai – videoludicamente parlando – lontano 2014. E possiamo dire che oltre all’apparenza c’è molto di più:  si vede la solidità del lungo e duro lavoro.

Dopo diversi anni di gestazione, quasi quattro di accesso anticipato ed una campagna di raccolta fondi su Eppela capace di totalizzare quasi 40.000 euro, Super Cane Magic Zero ha fatto il suo debutto questa settimana per Pc, PS4 e Switch. Ed in molti avranno detto, sicuramente, “era ora”. Così come quando il publisher Intragrames svelò la data di lancio ad inizio maggio. A chi aspettava questa produzione made in Italy sono spuntati i cuoricini negli occhi.

La domanda più ovvia è la seguente: è valsa la pena attendere tutto questo tempo per poter giocare a quest’opera?

La risposta la trovate leggendo la nostra recensione. Eccoci, quindi, parlare della versione Pc. Buona lettura.

CANE AAAAH! DIVENTA POTENTISSIMO: TUTTO È IN PERICOLO

C’è una terra lontana e sconosciuta. Anche mitologica. No, non è l’Australia. È “Il Molise” che tutti sanno (non ce ne vogliano gli amici di Cambopasso ed Isernia, si scherza ovviamente) essere una leggenda metropolitana assieme, appunto, all’Australia.

E quindi, tanto tempo fa, ne “Il Molise” viveva un commercialista di Bergamo. Il racconto iniziale ci porta però a parlare del cane AHHHH!, che vive nel mondo di WOFT e che purtroppo perde il suo padrone, il potentissimo e gettonatissimo… Mago Torta. Il caso volle che nei momenti immediatamente successivi alla dipartita del suo fedele padrone (forse sarebbe il contrario…) il quadrupede – in un momento di tristezza – acquistò improvvisamente fenomenali poteri cosmici. In un minuscolo spazio di materia grigia diventando, suo malgrado, un pericoloso mago.  O stregone. Insomma, uno potente con i poteri incontrollati. Ma qui si concretizzano i problemi. Ogni volta che il simpatico cane abbaia si scatenano cataclismi. Il cammino inizia sapendo che la Luna è stata ricoperta da uno strato di cioccolato, è stato congelato un vulcano e sono precipitati dei meteoriti. E ci sono anche gli alieni che ci hanno invaso in modo garbato.








Sarà nostro compito, quindi, guidare Coso, Giancoso e soci, nel tentativo di salvare capra e cavoli. E possibilmente il mondo di WOFT. Andando nelle pericolose colline di Minestronya, ad esempio, con Coso, il Fornaio col potere del bacon. Ma bisognerà affrontare la rabbia degli uomini-fiamma come Cosa, inarrestabile Idraulico o scongelare il vulcano laser come Giancoso, il Mago Guaritore a Dolcetti. Ma possono scegliere i panni di Annacosa, l’influencer. Inoltre si possono sbloccare 15 personaggi giocabili e 7 alberi delle abilità.

Ci fermiamo qui per quanto riguarda la trama e contenuti che, come avrete certamente intuito, sono quanto meno folli. Come è fuori di testa tutto il resto della narrativa. Molto divertente ad onor del vero e che riprende in toto lo stile di SIO che vediamo nel suo Scottecs.

Anche il gameplay, ci cui parleremo a breve, ne è influenzato.

GAMEPLAY CLASSICO, SOLIDO, FOLLE E CON QUALCHE NOVITA’

La direzione artistica voluta da Studio Evil e da Simone Albrigi (sempre SIO) si ripercuote (positivamente) sul gameplay. Alcuni puzzle ambientali sono totalmente nonsense ma anche gli oggetti che troveremo e la gestione del personaggio. Oltre alle caratteristiche ed alle classi, che tutto sommato sono (quasi) standard, troveremo un sistema di abilità passive chiamato Credenze.

Si, perché Coso e tutti gli altri eroi che decideremo di utilizzare, sono dei creduloni. Basterà credere di essere una cometa o una stella per avere i relativi bonus. Dovessimo optare per una cometa saremo immuni al ghiaccio; diversamente lo saremo alla lava. Che ci vuole? Basta crederci. O che qualcuno di “importante” ed esimio lo dica, come un vecchio albero parlante, ad esempio…

Potremo superare distese di lava solo perché Coso credere di non avere conseguenze. A tal proposito, chi vi scrive questa recensione crede di esser ricco nella speranza che funzioni. Sbloccheremo nel nostro periglioso viaggio sette Credenze e relative abilità passive da sbloccare. Questa è probabilmente la novità più interessante e profonda. Uno sforzo per offrire qualche cosa di fresco. Apprezzabile.

Il sistema di progressione del personaggio per il resto è abbastanza classico: si trae esperienza dall’eliminazione dei nemici, dalla risoluzione delle quest. Saliti di livello si avrà un punto da spendere nell’abilità passiva che aggiungere qualità alle nostre caratteristiche: Attacco, Ego, Lancio. Poi abbiamo le classiche vitalità e mana (i punti vita e quelli energetici per attivare gli attacchi speciali). Nondimeno ci sono le varie resistenze: fisica ed agli elementi oltre che all’acido ed alla magia.

Ovviamente anche l’equipaggiamento raccolto sarà importante ed avrà le sue influenze. E man mano si andrà avanti si avranno equipaggiamenti di pregio, armi migliori e così via.

Le classi sono più o meno quelle che si possono incontrare in altri titoli simili anche se hanno nomi inconsueti come la classe Fornaio di Coso o la influencer di Anna Cosa.

Il gioco è abbastanza classico, anche se ha qualche novità. È un action RPG a tutti gli effetti: si esplora, si risolvono enigmi ambientali (folli ma non impossibili, basterà pensare in modo poco logico e non avrete problemi), e combattimenti.

Tutto (salvo i dialoghi) si svolge in tempo reale. Importante è il loot, ossia gli oggetti raccolti ottenuti sia esplorando l’ambiente che eliminando i cattivi. Beh, è sempre importante negli RPG ma in Super Cane Magic Zero ha contorni ancora più marcati ed inaspettatamente profondi.

Coso e company, infatti, possono raccogliere e tirare tutto quello che non sia equipaggiamento o arma che va dritto nell’inventario (a patto che questo non sia pieno). Il resto lo possiamo prendere e fare sostanzialmente tre cose: tirarlo anche addosso ai nemici, poggiarlo o mangiarlo. In quest’ultimo caso dovremo fare attenzione a cosa ingurgitiamo. Caramelle? Va benissimo per l’energia e per recuperare qualche punto vita. Frutta? Beh, i dottori sono sempre d’accordo nel mangiarla a volontà. Polli? Carne? Si, ma se può capitare anche di ingurgitare oggetti contundenti che ci tolgono, ovviamente, punti vita. Basta anche un intruglio sconosciuto.
Può capitare nell’enfasi di sbagliare ed anziché tirare una roccia, potrà succedere di mangiarla. Non è una scelta saggia come facile intuire.

Ma finché si tratti solo di punti vita con danni (stupidamente) autoinflitti, c’è sempre il tempo di recuperare. Nei casi più assurdi, però, può capitare di mandare giù risorse rare anche nel tentativo di capire come si attiva un oggetto o un’arma.

Il problema, se così dire, è che interagiremo con un quantitativo enorme di oggetti e non sempre si potrà intuire quale sia utile o meno. Chi comunque è abituato a Scottecs non dovrebbe avere sorprese. Gli altri, invece, potrebbero avere problemi a gestire i vari effetti collaterali ma, aggiungiamo noi che tutto sommato va bene così: aggiunge sfida alla sfida ed una certa profondità nel gameplay dando davvero tantissima libertà d’azione.

La visuale ricorda i primi Zelda. È a volo di uccello ed è utile soprattutto per orientarsi e studiare al meglio l’ambiente circostanze e chi lo popola. Ad aiutarci anche una comoda mappa.

In Super Cane Magic Zero sarà molto importante anche l’esplorazione. Il motivo è presto detto: le mappe sono grandi e ricche di elementi con i quali interagire. La loro varietà è sorprendente.

Possiamo certamente dire che, nonostante qualche difficoltà iniziale, il titolo si lascia giocare ed è divertente. Parlare con i PNG e leggere alcuni testi regala spesso e volentieri una risata. I combattimenti in tempo reale sono la vera sfida anche se a volte il tutto è confusionario sia nel corpo a corpo sia a distanza. È però possibile fare molte cose come, ad esempio, utilizzare il nemico che ha perso i sensi e scagliarlo contro l’ambiente o contro altri nemici per infliggere più danni. A tal proposito, se spingeremo i nemici in ambienti a loro ostili li elimineremo istantaneamente. Contrariamente potremmo avere problemi con tali nemici e potrebbero addirittura essere curati seconda l’ambiente circostante.

Ottimo il sistema di mira e di movimento anche con mouse e tastiera ma col joypad è probabilmente più comodo. Queste però sono sensazioni personali. Ci siamo trovati bene con entrambi, forse più immediato l’utilizzo dal joypad Xbox 360. Inoltre, ogni tanto, le collisioni non sono sembrate precise ed abbiamo continuato a menare a vuoto pur essendo convinti di avere sotto tiro il nostro nemico di turno che, però, puntualmente si è fatto sentire. Piccole ingenuità che non mirano di certo l’esperienza.

Insomma, il gameplay ci è sembrato piuttosto equilibrato e molto articolato anche in termini di enigmi. Sicuramente divertente e raramente complicato. Giusto menzionare anche i quattro livelli di difficoltà che potremo scegliere ad inizio delle nostre avventure. Dal più semplice al più complicato ma con una maggiore sfida avremo anche ricompense e bottini migliori.

C’è da aggiungere che però il titolo ha forse un effetto grinding eccessivo assieme al bisogno di farming per tentare di ottenere quanti più croccantini per cani che, non lo abbiamo detto ancora, rappresentano le monete d’oro. Questi sono la moneta di gioco. Grazie a questi potremo utilizzare i negozi per comprare l’equipaggiamento utile ma anche per sbloccare delle sorte di teletrasporti. Queste strutture saranno utili per tornare senza troppa fatica in zone già esplorate per trovare le strade utili al salvataggio dei maghi da liberare. Il tutto dà un lieve effetto metroidvania.

Giusto menzionare il fatto che esista, oltre alla insospettabilmente lunga e longeva modalità Storia (che può occupare anche più delle 20 ore indicative per portare al termine l’avventura), anche una modalità Rissa fino a quattro giocatori. Gli appassionati se le daranno di santa ragione in diverse arene. La rigiocabilità del titolo può essere giustificata dalla volontà di scoprire ulteriori segreti ed aree nascoste (spruzzo di metroidvania, appunto) in una nuova run.

GRAFICA E SONORO…












Super Cane Magic Zero ha avuto fin dai primi vagiti una chiara direzione artistica. Disegni sono ad opera di SIO che non ha certo bisogno di presentazione in questa sede. Il tutto è animato molto bene ed offre un mondo sorprendentemente vasto e molto colorato.

Non mancano, nonostante le linee nette del design, dei colpi di classe ed un ottimo utilizzo di colori e delle luci oltre che delle ombre. Nei dungeon sarà importante vedere dove si mettono i piedi e saremo noi a portare la lampada. Questa sarà fondamentale per scovare dettagli utili. Le ambientazioni ci piacciono anche per la loro varietà: fiumi di lava, distese di ghiaccio o spiagge e foreste rigogliose. Anche i nemici sono stravaganti. Creature e creaturine. Notevoli anche le reazioni fisiche negli ambienti diversi. La camminata varia di intensità a secondo la superficie o alle sostanze che sono a terra. Se pestiamo delle sostanza viscose rallenteremo il nostro incedere ad esempio.

Ad ogni modo, questa veste grafica non ci dispiace ed anche i relativi dettagli ed animazioni sono di buon livello. Non finisce qui: anche il sonoro è molto vispo ed accompagna con musiche davvero interessanti ed orecchiabili le nostre peripezie nel mondo di WOFT.

COMMENTO FINALE

Non è mai facile parlare di un gioco come Super Cane Magic Zero. Soprattutto perché è uscito molto dopo il suo annuncio e nel corso del tempo è stato (giustamente) rivoluzionato e raffinato. Si nota fin da subito la direzione artistica di Simone “SIO” Albrigi che è unita alla solidità del lavoro di Studio Evil. Ne nasce un action RPG (o gioco di ruolo d’azione se preferite), che non ti aspetti. Ricco, vario, divertente (se amate la demenzialità ed il nonsense), in grado comunque di non prendersi mai sul serio e di provare ad offrire qualche cosa di nuovo. Forse è questa la vera forza intrinseca della produzione. Comprendiamo anche il lunghissimo periodo di early access per portare avanti un gioco di questo genere e soprattutto di farlo imporre come un prodotto serio e concreto sarà stato complicato. Gli sforzi ci sono e si vedono.

Super Cane Magic Zero offre una buonissima modalità Storia e le Arene da giocare con gli amici in locale. I contenuti ci sono e siamo certi che aumenteranno ulteriormente. Il grado di sfida è equilibrato ed accontenta tutti: dal casual al giocatore più smaliziato e non solo per i quattro livelli di difficoltà. La natura molto libera del gameplay può creare anche problemi in alcune scelte non oculate. Nondimeno il sistema di movimento e l’interazione degli ambienti costringe gli appassionati a riflettere bene sul come agire, sul quale arma utilizzare, su quale equipaggiamento indossare e molto altro.

La grafica è molto colorata ed è gradevole anche se i gusti sono gusti e mai come in questo gioco l’impatto può entusiasmare o lasciare indifferenti. Stesso discorso per il comparto sonoro, che abbiamo apprezzato in toto.

Consigliato agli amanti degli action RPG. Da quelli più smaliziati a chi vuole affacciarsi al genere.

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E3 2019, ecco date ed orari delle conferenze

Manca sempre meno all’E3 2019 che si terrà a Los Angeles dall’11 giugno. Orfana di Sony – che per la prima volta, clamorosamente, non sarà presente all’evento – i riflettori sono puntati sulle altre case.

Si guarda con curiosità a Microsoft ma ovviamente anche ad altri appuntamenti con software house molto grandi quali Nintendo, Electronic Arts, Bethesda, Ubisoft, Square Enix ed anche al mercato indipendente (vedi Devolver Digital) ed al PC Gaming Show.

Facciamo così un breve riassunto su date ed orari dei principali appuntamenti dell’E3 2019 che, di fatto, anticiperanno ed accompagneranno l’apertura della fiera al grande pubblico che affollerà il Convention Center.

8 GIUGNO, ELETCTRONIC ARTS

Un assaggio dell’E3 2019 sarà senza dubbio la conferenza di Electronic Arts. EA Play sarà di scena sabato 8 giugno. Un pre E3 a tutti gli effetti. Lo show inizierà alle 18,15 in Italia, durerà circa tre ore. In programma: Star Wars Jedi: Fallen Order, la Stagione 2 di Apex Legends, le novità di Battlefield V. Inoltre sono stati preannunciate le presentazioni di FIFA 20 e Madden NFL 20. Non è stato nominato NBA Live. Vedremo.

9 GIUGNO, MICROSOFT

 

La diretta per l’E3 2019 avrà inizio domenica 9 giugno alle 22 ora italiana. Microsoft dovrebbe presentare Gears 5 ed il nuovo gameplay dell’attesissimo Cyberpunk 2077. Non dovrebbe mancare Halo: Infinite così come The Outer Worlds ed Ori and the Will of the Wips così come The Wasteland 3 di Inxile, team recentemente acquisito dal colosso americano. Che siano maturi i tempi per l’annuncio di un nuovo Fable?

10 GIUGNO, BETHESTA

La diretta dello show di Bethesda si terrà il 10 giugno alle 2,30 italiane. Saranno mostrati DOOM eternal e Wolfenstein: Youngblood (quest’ultimo esordirà il 27 luglio). Dovrebbero esserci novità su Fallout 76 e The Elder Scrolls Online ma, speriamo, si parli anche di The Elder Scrolls VI annunciato ufficialmente proprio a Los Angeles nel corso dell’E3 2018.

10 GIUGNO, DEVOLVER DIGITAL

Devolver Digital è un publisher indipendente in forte ascesa. Da qualche anno è presente a Los Angeles con conferenze più o meno folli ma di sicuro impatto. Quest’anno, l’editore, presenterà le sue novità quando in Italia saranno le 4 del mattino.

10 GIUGNO, PC GAMING SHOW

Da qualche anno anche il panorama del gaming Pc cerca di affacciarsi anche dal palcoscenico E3. Il PC Gaming Show si terrà alle 19 ore italiana del 10 giugno. L’evento sarà organizzato da Epic Games Store. Focus sulle innovazioni hardware e le novità in ambito realtà virtuale ed aumentata. Tanti i publisher attesi.

10 GIUGNO, UBISOFT

Il colosso francese mostrerà le sue novità alle 22 (ora italiana) di lunedì 10 giugno. Certamente dovremmo vedere Ghost Recon Breakpoint e presenterà nuovi contenuti riguardanti The Division 2, For Honor e Rainbow Six: Siege. Aspettiamo novità su Watch Dogs 3 e probabilmente Skull & Bones. Assente, inoltre, il nuovo Assassin’s Creed visto che Ubisoft ha annunciato tempo addietro di darsi una pausa di un anno. Potrebbero comunque esserci novità per il campitolo attuale: Odyssey. Chissà, vedremo.

11 GIUGNO SQUARE ENIX

Il turno di Square Enix all’E3 2019 è fissata all’11 giugno per le 3 del mattino ora italiana. Dalla casa giapponese si attendono dettagli importanti su Final Fantasy VII Remake. Dovremmo avere novità su altre produzioni.

11 GIUGNO, NINTENDO

Il Nintendo Direct per l’evento di Los Angeles si terrà l’11 giugno alle 18 italiane. I giochi avranno i riflettori puntati così come i tornei.

RICAPITOLANDO GLI ORARI

  • Sabato 8 giugno – ore 18,15 – EA Play 2019.
  • Domenica 9 giugno – ore 22,00 – Conferenza Microsoft Xbox E3 2019.
  • Lunedì 10 giugno – ore 02,30 – Bethesda E3 2019.
  • Lunedì 10 giugno – ore 19,00 – PC Gaming Show E3 2019.
  • Lunedì 10 giugno – ore 22,00 – Conferenza Ubisoft E3 2019.
  • Martedì 11 giugno – mezzanotte – AMD Next Horizon Gaming at E3.
  • Martedì 11 giugno – ore 03:00 – Conferenza Square Enix E3 2019.
  • Martedì 11 giugno – ore 18:00 – Nintendo Direct E3 2019.

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Spellforce 3: Soul Harvest, Recensione

Pubblicato a dicembre 2017, Spellforce 3 ha soddisfatto critica e pubblico grazie ad un gameplay ibrido tutto sommato ben riuscito. Tra gioco di ruolo, e strategico in tempo reale, il prodotto sviluppato da Grimlore Games in collaborazione con THQ Nordic, proponeva una porzione RPG sfaccettata pur se non troppo approfondita, ed un’anima da RTS dinamica ed avvincente, anche se non priva di alcune sbavature. Spellforce 3: Soul Harvest, prima espansione totalmente stand alone, ma strettamente collegata al primo capitolo, ci porterà a vivere un’avventura dai toni più “dark”, e con diverse novità, introdotte proprio in questo capitolo. Il nostro DannyDSC ci racconta la sua esperienza in questa recensione.

DI RPG FERISCI, DI RTS PERISCI

Dobbiamo fare un passo indietro di ben sedici anni, per darvi un’infarinatura sulla saga di Spellforce. Tutto inizia nel 2003, quando Phenomic e JoWooD portano sui nostri schermi un gioco tanto particolare quanto bello da vedere. All’epoca, la distinzione tra gioco di ruolo e strategico era ancora piuttosto netta, ma qualche sviluppatore che voleva percorrere questa difficile strada c’era.

Stiamo parlando di Nival Interactive, che con il suo Evil Islands, arrivato nel febbraio del 2001, propose un titolo che mescolava meccaniche da gioco di ruolo, stealth, e strategia in tempo reale. Il gioco, riscontrò una buona critica, ed è un peccato che Nival (passata poi a progetti quali Etherlords, Blitzkrieg e persino Heroes of Might and Magic V) non abbia continuato su questo cammino.

Con Spellforce, Phenomic propose un’avventura decisamente interessante, ancorata ad un gameplay strategico di stampo classico. Il primo capitolo venne ampliato con ben due espansioni, prima di passare alla sua seconda iterazione.

In Spellforce 2, le meccaniche vennero in parte riviste, anche se la componente ruolistica subì alcuni tagli decisamente poco apprezzati dal pubblico. Uno su tutti fu la gestione dell’inventario, condivisa dai vari eroi del party ma che non aveva più un limite di peso come nel capitolo precedente. La bella storia, un gameplay fresco e ben congeniato, zittirono in poco tempo le critiche, portando nuovamente la serie al successo. Il secondo capitolo di Spellforce fu protagonista di ben tre espansioni, l’ultima uscita nel 2014, a distanza di ben otto anni.








E poi c’è Spellforce 3 (qui recensito). Con una grafica all’avanguardia, un level design ispirato, e alcune scelte azzeccate, l’ultimo esponente di questa serie si è guadagnato ancora una volta il plauso della critica, fatta eccezione per l’alto numero di bug, alcune problematiche sulle inquadrature e il pathfinding, croce e delizia di una gran quantità di produzioni.

La doppia anima da rpg/rts era ben marcata, ma ibridi di questo genere, sono i classici buoni in tutto che però non eccellono. In realtà, secondo noi Spellforce 3 dice la sua ancora oggi, perché sono molti i titoli che propongono roboanti avventure, meccaniche incredibili, ma che cadono inesorabilmente su velleità quantomeno discutibili. Di questa schiera, potremmo citare l’ottimo Torment: Tides of Numenera, che ad un’ambientazione praticamente fantastica (Numenera è una delle ambientazioni migliori mai create degli ultimi anni, tanto per uno strategico, quanto per un gioco di ruolo, praticamente perfetta per un open world. È inammissibile che nessuno sviluppatore voglia sfruttarla, e poi ci si chiede perché manca la varietà) associò una trama interessante ma una scrittura eccessivamente prolissa. Ma adesso, parliamo di Spellforce 3: Soul Harvest

FALL & RISE








Sono passati solo 3 anni dalla fine delle Guerre della Purezza. Queste battaglie, che hanno portato distruzione in tutto il continente, sono finite, e dinanzi a noi si staglia una nuova età dell’oro, o forse no? Soul Harvest ci propone un interessante antefatto di quello che sta per accadere con un bel filmato introduttivo.

Il nostro protagonista, è un generale caduto in disgrazia dopo aver annientato un villaggio per motivi all’inizio non chiari. Richiamato a Palazzo dalla Regina in persona, suo compito sarà quello di guidare una compagnia per pacificare una disputa con i Nani. E da lì, partirà un’avventura che lo vedrà protagonista di una storia fatta di intrighi, incredibili minacce, e fantasy come se piovesse.

Non vogliamo spoilerare nulla della storia che fa da base a questa espansione, vi basti sapere che è decisamente più profonda ed interessante di quella base, e si armonizza ancor più con il gameplay. Non è necessario aver giocato a Spellforce 3 per comprendere le vicende di Soul Harvest, in quanto il sequel non è direttamente collegato alla campagna iniziale. Chi ha giocato il capitolo precedente però, troverà diversi rimandi, quindi se avete la possibilità di recuperarlo, magari in sconto, vi suggeriamo di tenerlo seriamente in considerazione.

DECIDI IL TUO DESTINO

La prima scelta che dovremo compiere, sarà quella relativa al tipo di partita. La campagna, permette di essere giocata in singolo, o in co-op insieme ad un amico, e una modalità definita “Mercenari”, dove potremo creare eroi da importare nelle partite multiplayer o nelle schermaglie in singolo. Il multiplayer non cooperativo è supportato grazie alle classiche mappe in skirmish. Optato per la campagna, verrà poi la scelta relativa alla difficoltà.

Ce ne sono quattro, e vanno da una modalità storia, con una difficoltà decisamente semplificata, alla “Mago del Cerchio”, dove la sopravvivenza sarà messa a dura prova. Si passa poi al momento che tutti gli appassionati di gioco di ruolo aspettano, la creazione del proprio personaggio. L’editor proposto non è molto approfondito, ma offre una discreta varietà di personalizzazioni per sbizzarrirsi nella scelta estetica del nostro personaggio.

Oltre alla razza, tra Umani, Nani ed Elfi Oscuri, verrà poi il momento di scegliere la propria classe. Le razze non hanno limitazioni per quel che concerne la professione del nostro eroe, mentre per quel che riguarda le abilità, Grimlore Games ha optato per una scelta dinamica. Ogni personaggio porrà le basi della sua classe su due delle nove abilità principali:

  • Maestria del combattimento
  • Arti difensive
  • Caccia
  • Evocazione
  • Negromanzia
  • Magia della luce
  • Demonologia
  • Druidismo
  • Inganno

Potremo optare per una serie di archetipi già impostati, ad esempio il Cavaliere Sanguigno, il Ranger, il Mago. Se fossimo già pratici di giochi di ruolo, o volessimo semplicemente optare per una scelta più radicale, potremo creare una classe di partenza personalizzata, in base ai nostri gusti.

UN LUNGO CAMMINO








L’inizio della nostra avventura, seguirà una robusta fase di tutorial. Le meccaniche che fanno da base al gioco sono in realtà piuttosto semplici. L’interfaccia pone in alto a sinistra i ritratti dei vari personaggi che comporranno il nostro party, mentre la barra delle abilità sarà ben distinguibile in alto. Tramite i tasti F1-F12 potremo sfruttare le varie abilità, mentre in basso a destra avremo i comandi relativi ai movimenti e alla modalità “in combattimento”. In basso a sinistra, una pratica mini mappa ci informerà sul territorio da noi esplorato, e in basso, l’HUD dove sono riepilogate le statistiche sui danni e le varie resistenze del personaggio che è attualmente selezionato.

La scheda di ogni membro del party, va più in profondità, offrendoci anche i dati relativi ai valori di Forza, Destrezza, Intelletto, Costituzione, Volontà. Questi punti potranno essere migliorati al passaggio di livello, dopo aver guadagnato un determinato quantitativo di esperienza grazie alle varie quest che il gioco offrirà. Sempre rimanendo nella scheda del personaggio, oltre ad un riepilogo approfondito dei danni e delle resistenze, troveremo l’albero delle abilità, che ci permetterà di sbloccare skill attive o passive nel corso della nostra avventura.

COSTRUIRE LA PROPRIA FORTUNA




Per quel che riguarda la componente rts del gioco, è ancorata ai dettami classici del genere. Arrivati ad un determinato punto dell’avventura, potremo conquistare un avamposto, che fungerà da punto di partenza per la costruzione di un impero in miniatura. Per citare un titolo come esempio, potremo optare per Warcraft 2.

Preso il primo l’avamposto, non recluteremo i lavoratori tramite la struttura di base ma acquisiremo nuovi aiutanti grazie alla conquista di altri punti d’interesse sparsi nella mappa. La raccolta delle varie risorse è totalmente automatica, basterà costruire l’edificio preposto (capanna del tagliaboschi per la legna per capirci), mentre le altre costruzioni verteranno sul reclutamento delle varie unità per il nostro esercito. La componente strategica non raggiunge i livelli di un Settler 4, ma tutto sommato è in linea con l’anima ibrida del prodotto.

In combattimento, le unità verranno guidate tramite il tasto sinistro del mouse, e attaccheranno il nemico non appena rientrerà nel raggio d’azione. Nelle fasi più concitate ed impegnative degli scontri però, il gioco mostra il fianco. Mentre gli eserciti vengono comandati in modo semplice e piuttosto intuitivo, se nello scontro saranno presenti anche gli eroi, dovremo sfruttare una barra delle abilità dove trovano posto TUTTE le skill dei vari personaggi. Oltre alla barra principale, tramite la pressione del tasto apposito, avremo accesso ad una seconda barra, che ci permetterà di sfruttare le skill che non trovavano posto nella principale. A parole sembra semplice, e in effetti lo è, il problema sono i fatti. Mentre la battaglia incombe, switchare e selezionare uno o più nemici per colpirli con una magia ad esempio, può rivelarsi una piccola sfida.

INFINE, PARLATE

Il gioco è doppiato in inglese, ma porta con se un’intera traduzione della nostra lingua per quel che concerne i sottotitoli, i menu, e tutti i dialoghi presenti nel gioco. Considerando l’alta mole di testo, è un vero toccasana per chi non è avvezzo alla lingua della Regina.
In alcuni frangenti abbiamo notato alcune piccole porzioni non ancora localizzate, principalmente piccole descrizioni. Si tratta di una sbavatura che verrà certamente risolta con una delle future patch, ma che in alcun caso impedirà di godersi appieno questa avventura.

GRAFICA E SONORO CON STILE




Graficamente,  Spellforce 3: Soul Harvest fa un bel passo avanti rispetto alla prima iterazione di questa nuova serie. Il level design è nettamente più ispirato, e quello nanico è davvero fantastico. Le texture sono di ottimo livello e gli effetti di acqua e luce ben dosati. Anche i modelli dei personaggi hanno subito un importante miglioramento, e ora sono ben distinguibili anche quando lo zoom è al massimo. Le costruzioni sono tutte molto diverse e ben caratterizzate.

L’interfaccia, nonostante il problema delle abilità durante le battaglie, è ben costruita, fornendo tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno senza dover passare attraverso vari menu. I requisiti minimi parlano di un Intel Core i5 3570/AMD FX-6350, 6 GB di RAM e una scheda video Gtx 660 o AMD Radeon 7850 2GB. Con il nostro fedele Asus Rog G752VS e tutte le impostazioni al massimo, il framerate si è rivelato stabile.

Ci ha sorpreso in positivo la colonna sonora, ispirata e ricca di tracce molto diverse che accompagneranno le nostre avventure senza mai stancare. Soprattutto il tema principale, davvero stimolante.

COMMENTO FINALE

E siamo giunti alla fine. Spellforce 3: Soul Harvest è il degno erede del primo capitolo, capace di ampliare la formula e migliorarla, grazie ad una storia profonda, marcata e matura. La modalità ibrida del gioco si rifà a quella del capostipite, ma con una serie di migliorie e rivisitazioni che migliorano non poco l’esperienza.

La controparte rts è sempre la stessa, pur con qualche novità, e si armonizza perfettamente con il gameplay ibrido della serie. Peccato per la gestione delle abilità nel mezzo della battaglia, che nei casi più concitati creerà un po’ di confusione. Consigliamo vivamente l’acquisto a tutti i fan della serie, ma anche a chi si avvicina per la prima volta al genere, che accontenterà sia i fan di giochi di ruolo un poco più “leggeri” in statistiche e modificatori, che gli affezionati degli rts vecchio stampo.

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La FIGC sbarca negli eSports e nasce l’eEURO U21

La Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) entra nel mondo degli eSports con la Nazionale di e-Foot. La maglia Azzurra varca nuovi confini e abbraccia un settore sempre più in espansione, soprattutto tra i giovani, che sarà presente sia all’Europeo che al Mondiale.

In autunno inizieranno le selezioni che consentiranno agli “Aspiranti Azzurri” di conquistarsi sul campo (quindi con la console) la convocazione in Nazionale, ma fin da oggi inizia un percorso di selezione, attraverso numerose iniziative legate all’Europeo Under 21 ospitato in Italia.

La scelta scaturisce da una serie di valutazioni strategiche su una realtà in forte crescita, ritenuta un veicolo importante per raggiungere la generazione dei “millenials”, aumentando le opportunità di interazione, condivisione di esperienze e fan-engagement anche sotto un profilo educativo e formativo.

CALENDARIO DI EVENTI ITINERANTI

In vista del debutto Azzurro, l’e-Foot fa dunque il suo esordio da oggi nelle attività promozionali dell’Europeo UEFA Under 21 che si disputerà in Italia dal 16 al 30 giugno.

Gli eventi itineranti sono partiti lo scorso weekend da Reggio Emilia il calendario di “boot camp” itineranti, 5 boot camp per una durata complessiva di 10 giorni organizzati nelle città che ospitano la kermesse Under 21.

Possono partecipare tutti e la formula della competizione è ad eliminazione diretta: i partecipanti si sfideranno per aggiudicarsi un premio consistente in una maglia ufficiale della Nazionale italiana che verrà consegnato in loco e candidarsi alle future selezioni della Nazionale di e-Foot.

Oltre ai boot camp, è previsto anche un torneo dedicato ai giocatori professionisti online tramite una piattaforma dedicata che accompagnerà la fase finale dell’Europeo Under 21: la competizione, giocata sul titolo Pro Evolution Soccer (Konami), prenderà il nome di eEURO U21.

Per la prima volta dunque il torneo calcistico sarà affiancato da una sua versione virtuale e le due competizioni saranno praticamente sovrapposte, tanto che semifinali e finale di eEuro U21 saranno disputate all’interno degli stadi che ospiteranno l’Europeo Under 21, al termine degli incontri ufficiali.

Il vincitore di questa competizione, così come il vincitore della finale dei Boot Camp alla quale prenderanno parte i vincitori delle singole tappe, potrà partecipare alle selezioni per entrare a far parte del Team e-Fot Azzurro che la FIGC selezionerà a partire dai prossimi mesi, così da essere pronti in vista di UEFA EURO 2020, l’Europeo itinerante del prossimo anno che partirà proprio dallo Stadio Olimpico a Roma.

Inoltre, eEURO U21 sarà protagonista dal vivo in tutte le partite dell’Europeo Under 21. Per la prima volta in Italia i maxischermi degli stadi mostreranno live a tutto il pubblico, nel prepartita e durante l’intervallo, un’attività e-sport: basterà essere presenti allo stadio per provare a diventarne i protagonisti.

Queste le date ufficiali dei prossimi boot camp:

  • 1/2 giugno Trieste
  • 8/9 giugno Udine
  • 15/16 giugno Cesena
  • Bologna (data da confermare).

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Tennis World Tour Roland-Garros Edition è disponibile

Il periodo non poteva essere più indicato: Tennis World Tour Roland-Garros fa il suo debutto odierno su Pc, PS4, Xbox One e Switch. Il gioco è disponibile sia in versione digitale e fisica.

Quest’anno torna la simulazione tennistica di Bigben con tantissimi nuovi contenuti e tutti gli aggiornamenti degli ultimi mesi: ora è possibile prender parte ai match più importanti con i migliori giocatori del mondo nei leggendari campi ristrutturati del Roland-Garros, i famosi internazionali di Francia.

Rafael Nadal, plurivincitore del Roland-Garros, Kristina Mladenovic, una delle giocatrici più forti a livello mondiale, e Caroline Garcia, No.1 di Francia nel 2016, sono stati aggiunti alla già nutrita lista di giocatori disponibili nel gioco.

Ecco il trailer di lancio di Tennis World Tour Roland-Garros. Buona visione.

TENNIS WORLD CUP TOUR ROLAND-GARROS EDITION INCLUDE

  • 33 dei migliori giocatori del mondo, inclusi Roger Federer, Rafael Nadal, Stan Wawrinka, Kristina Mladenovic e le leggende Andre Agassi e John McEnroe.
  • Oltre 21 campi su ogni superficie, inclusi i nuovi campi principali del Roland-Garros: Philippe-Chatrier, Suzanne-Lenglen e Simonne-Mathieu. Il titolo dà ai giocatori l’opportunità di essere i primi a cimentarsi su questi campi nel loro stato finale, dopo cioè le ultime ristrutturazioni.
  • Il campo centrale del Mutua Madrid Open: “La Caja Magica”.
  • Modalità carriera che simula realisticamente la carriera dei giocatori, con allenamenti, partite, qualificazioni e altro ancora.
  • Un nuovo tool di personalizzazione per creare il proprio giocatore partendo da zero.
  • Modalità online con classifiche e match privati.

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Warhammer: Chaosbane, trailer sulla storia

L’esordio di Warhammer: Chaosbane è dietro l’angolo. Bigben ci mostra il trailer sulla storia oscura dell’action RPG in arrivo il 4 giugno su Pc, PS4 ed Xbox One. Chi, però, ha la Magnus Edition potrà giocarlo dal 31 maggio.

Conosciamo la storia del mondo di gioco. Il mese scorso, ricordiamo, è stato protagonista di una nuova closed beta.

In partnership con Ankama, compagnia di animazione del Nord della Francia conosciuta specialmente per Dofus e Wakfu, Bigben ed Eko Software hanno creato questo story-trailer per Warhammer: Chaosbane. È arrivato il momento di unirsi alle forze dell’Impero e respingere le avanzate del Chaos in un mondo sull’orlo del baratro.

Ecco la clip, lunga quasi due minuti.

LA STORIA

In un’era senza legge e piena di disperazione l’Impero dell’Uomo giace in rovina, fatto a pezzi dalla guerra civile e dilaniato da carestie e pestilenze. E fu così che, nell’anno 2301, un signore della guerra Kurgan di nome Asavar Kul unì le tribù del Chaos per partire in guerra contro i regni degli uomini. Gli invasori entrarono nelle lontane terre di Koslev saccheggiando la più grande città della zona, Praag. Ma nell’ora più buia dell’Impero, un nobiluomo del sud chiamato Magnus spinse i popoli dell’Impero a resistere agli invasori.

L’armata Imperiale marciò alla volta della capitale di Kislev per salvare il suo popolo in una furiosa battaglia contro l’esercito di Kul fuori dalle mura della città. Aiutato da potenti eroi accorsi da ogni latitudine, Magnus sconfisse Kul in combattimento, e le orde del Chaos si dispersero nel vento. Benedetto dagli dei e proclamato come vero Imperatore, Magnus torno a Nuln in trionfo. Ma mentre il Vecchio Mondo celebrava la vittoria di Magnus, gli Dei Oscuri pianificavano la loro vendetta.

Primo action RPG a svolgersi nel mondo di Warhammer, Warhammer: Chaosbane invita i giocatori ad immergersi nel Vecchio Mondo, ancora segnato dalla Grande Guerra contro il Chaos – sanguinoso conflitto svoltosi parecchi anni prima. I giocatori vestiranno i panni di umani, alti elfi, elfi silvani oppure dei nani, e scopriranno diverse iconiche località come la città di Praag, oppure ancora Nuln, capitale dell’Impero al tempo in cui Chaosbane è ambientato.

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They came from the Sky, (mini) Recensione

La fantascienza è sempre stato un argomento molto interessante. Fin da tempi remoti. Un esempio storico fu la trasmissione radiofonica del 1938 intitolata “War of the Worlds” interpretata così bene da Orson Welles che molte persone che ascoltarono la radio credettero effettivamente ad una invasione aliena. Non mancano esempi anche negli anni successivi. Ma non è questa la sede per andare avanti. Abbiamo voluto iniziare così la (mini) recensione di They came from the Sky, nuovo titolo di Fobti Interactive che dopo averci portato nel West con Gunman Tales e fatto esplorare dungeon con eroi nell’interessante RPG “numerico” Numgeon, ci fa vestire i panni degli alieni invasori.

Proprio così. E lo fa facendoci tornare indietro, in un’atmosfera anni ’50. Il gioco è uscito su Steam pochi giorni fa e propone una grafica in pixel art ed un design interessante. Oltre a dinamiche estremamente semplici ed immediate che lo rendono adatto a chi vuole divertirsi per qualche minuto.

Ecco la nostra recensione.

GAMEPLAY SNELLISSIMO MA DIVERTENTE

Diciamocelo subito: They came from the Sky è un passatempo semplice. Potremmo definirlo una sorta di “Space Invaders al contrario”. In questo caso, infatti, saremo noi a guidare l’invasione aliena a bordo di un classico disco volante del tutto simile a quello che si ritiene sia caduto a Roswel, negli Usa, avvenuto nel 1947.

Il nostro compito? Semplicissimo: rapire (o come simpaticamente viene descritto su Steam: “salvare”) il maggior numero di esseri umani e/o animali evitando anche le rappresaglie della polizia o altri tipi di controffensiva terrestre. Al tempo stesso sarà importante evitare di rimanere senza energia (del resto è sempre un ufo degli anni ’40-’50) e conquistare bonus che aumentino il tempo a nostra disposizione che è limitato. La missione è nobile: assicurare un numero di esseri umani per poter preparare un delizioso frullato rinfrescante…

Grazie al raggio traente quindi potremo attirare nel nostro disco volante persone ed animali. Raccoglieremo anche dei bonus che serviranno a renderci invisibili per un breve periodo di tempo, a fermare le persone e renderci più facile il nostro compito o, ancora, a trasformare le persone in polli, o attivare scudi o il warp che serve per la ricarica.

Potremo anche raccogliere, sempre col nostro raggio, alcune monete che accumulate saranno utili a sbloccare altri tipi di ufo. Ve ne sono in tutto sei. Questi si differiscono non solo per l’aspetto (sempre retro) ma anche per tre caratteristiche: velocità di movimento, energia e resistenza ai colpi.





Non possiamo, inoltre, il nostro movimento laterale sarà automatico ma grazie all’utilizzo del nostro raggio potremo cambiare direzione.

Nel gioco sono presenti le statistiche. Ad esempio leggeremo quante volte siamo stati abbattuti, quanti round abbiamo fatto, quanti umani abbiamo rapito, quanti animali sono stati prelevati e così via. Nonché il nostro rango mentre il numero di monete raccolte tra ogni partita è cumulativo e, come detto, serve a sbloccare le navette con le quali effettuare le nostre scorribande.

Ah, ovviamente bisogna fare il maggior numero di punti e se centreremo tanti obiettivi rapidamente attiveremo un sistema di combo che aumenterà a il punteggio.

PIXEL, BUONA MUSICA E QUALCHE EFFETTO









Dal punto di vista tecnico, They came from the Sky è il classico lavoro in pixel art da parte di Fobti Interactive. Tutto molto semplice ma ben fatto ed in grado di offrire la giusta atmosfera. Buoni anche alcuni piccoli effetti ed un omaggio a Godzilla che ogni tanto fa capolino sulla scena.

Ed a questo punto, facendo un passo indietro, ci viene un dubbio: ma noi li rapiamo o li salviamo questi esseri umani, gatti, gabbiani, poliziotti, polli e così via?… In effetti se gli umani potessero scegliere, cosa farebbero: essere spiaccicati da Godzilla o essere l’ingrediente principale di un succo rinfrescante per alieni?

Ci sono alcune opzioni grafiche per gli effetti (togliere lo “sporco” ad esempio) o per giocare in bianco e nero o a colori. Buoni gli effetti sonori e buonissime anche le due musiche. Entrambe evocative e di atmosfera che fanno perfettamente il loro dovere. Offrono, infatti, quel po’ di suspense che ci aspetteremmo anche da un tipo di film del genere. Ci accompagnano molto bene nella nostra missione di terrore… o di salvataggio… beh, nel nostro compito.

COMMENTO FINALE

They came from the Sky è un bel passatempo. Nulla di impegnativo ma è molto simpatico. E siamo convinti che effettivamente nove alieni su dieci (come ironicamente appare nella pagina Steam del gioco) abbiano ragione consigliando questo giochino firmato da Fobti (al secolo Tibor Fobel). Divertente, scanzonato, immediato e per piccino che sia, funzionale.

Ottimo prezzo (non supera i tre euro, ndr), peccato per la poca varietà complessiva. Capiamo, tuttavia, che vada bene così visto il tipo di produzione strettamente individuale ed indipendente.

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Armored Brigade, Recensione

Con Armored Brigade, Matrix Games e Veittikka Studios, ci riportano in Europa, durante il controverso periodo della Guerra Fredda.

Con uno stile che riprende da lontano la serie Close Combat, comanderemo battaglioni e mezzi pesanti su terreni più moderni rispetto alla Seconda Guerra Mondiale, ma su scala in un certo senso diversa da quella “operazionale” in senso stretto. Come sarà andata? Mettetevi comodi: DannyDSC ha curato questa recensione dello strategico per Pc e del nuovo dlc, Nation Pack Italy-Yugoslavia.

SI TORNA IN MATRIX

La Guerra fredda inizia subito dopo la WWII (Seconda Guerra Mondiale, ndr). Dato che la nostra razza proprio non vuol fare a meno dei conflitti, Stati Uniti e Russia pensarono bene di iniziare a giocare a mahjong con i destini e le paure delle persone, compresa la minaccia atomica sfruttata poi anni dopo da diverse software house (il post apocalittico è un genere che va molto di moda oggi).

Le varie “schermaglie”, il più delle volte verbali, portarono alla creazione di due blocchi. Quello Occidentale e quello Orientale, detto anche “blocco comunista”. Nell’Occidente, trovavano posto i Paesi della NATO, varie nazioni amiche.

L’Oriente, comprendeva l’allora Unione Sovietica, i suoi alleati del Patto di Varsavia, e altri Paesi che non si erano allineati. Tanti scenari, molte notizie, paura, mezzi in movimento pur senza sparare un colpo. Qualche sparuta schermaglia sulla decima pagina di un quotidiano, azioni di guerriglia che probabilmente non verranno mai rese pubbliche, e scenari ipotetici a far felici i teorici del complotto. In questa sede, ci soffermeremo su scenari ipotetici, ma senza complottisti. Matrix Games, ha affidato lo sviluppo di questo prodotto ad un team interno, Veittika Studios, con il compito di creare un gioco operazionale in tempo reale che rendesse la simulazione snella, realistica, profonda, immediata. Sedetevi sulla scrivania, preparate le mappe, perché è il momento di entrare in guerra…

QUANTO È BELLA LA SIMULAZIONE

Piccola divagazione prima di entrare nel vivo di questa recensione. La guerra, non è mai bella, soprattutto perché in guerra, non ci finiscono mai i veri artefici, e perché è sempre una questione di soldi e risorse. Chi ci finisce in mezzo, sono sempre quelli che contano zero, e che spesso perdono tutto.

La guerra, NON È MAI BELLA, MAI. La strategia militare, la simulazione, si. Possiamo simulare tutte le guerre che vogliamo, combattere con le armi più avanzate di cui possiamo disporre, senza far male a nessuno. Un altro motivo per cui strategia militare e simulazione sono interessanti, è che ci permettono di NON DIMENTICARE.

Dimenticare ciò che è accaduto, gli errori commessi, ci impedirà di imparare ad abbracciare un futuro migliore. Se qualcuno ai piani alti leggesse questa recensione, pensi quanto può essere redditizia una simulazione che non prevede esodi di massa, carestie, e molto altro. E, per inciso, si possono far soldi anche con le simulazioni.

AI SUOI ORDINI SIGNORE!

Installato il gioco, siamo pronti a prendere le redini e il comando delle nostre truppe. Potremo optare per una serie di scenari, oppure una campagna che si articolerà su più missioni. Il nostro suggerimento, è di iniziare con alcuni tra gli scenari. Vengono spiegati i concetti base utili a familiarizzare con il gioco e allenarci per la campagna.

Termini come Line of Sight (cosa un’unità può vedere in base agli ostacoli, al terreno che percorre, ad abilità ad essa associata), e tipi di terreno, saranno comuni per tutti gli appassionati, soprattutto il secondo. Chi si avvicina per la prima volta ad un titolo di questa portata però, avrà bisogno di una bella infarinatura, e di una lettura del manuale, tra l’altro davvero ben fatto, su cui torneremo più avanti.

Deciso il teatro della nostra prima incursione, e scelto il fronte da comandare (non in tutti i scenari sarò possibile scegliere da che parte muovere le unità), verremo catapultati sulla mappa di gioco. Armored Brigade, ha dalla sua un fattore decisamente non da poco, la grandezza delle mappe.  Ogni mappa è davvero imponente, e se lo zoom iniziale può trarci in inganno, basterà usare lo scroll per capire di cosa stiamo parlando. Si va da uno zoom minimo che copre un’intera regione, ad uno zoom massimo dove vedremo le nostre “piccole” unità che aspettano i nostri ordini, e tutto questo su mappe realistiche.








Attenzione, non stiamo parlando di realismo a livello grafico, o della conformazione dei terreni, ma proprio di mappe riferite ad aree del globo realmente esistenti. Quale che sia il fronte selezionato, le nostre unità saranno lì, ad attendere i nostri ordini, ognuna con il suo bel simbolo NATO, questa volta sotto forma di icone “digitalizzate”, anziché le classiche icone da boardgame che possiamo trovare in titoli come War in the East o The Operational Art of War (III o IV).

Veittika Studios, ha deciso per un’interfaccia minimalista, ma efficace. In alto, troveremo il classico menu opzioni e un utilissimo tasto che ci mostrerà le varie scorciatoie da tastiera (lo useremo spesso). Al centro, due piccoli grafici che mostreranno la “forza” delle varie unità rimaste sul campo, mentre sulla destra una serie di informazioni che andremo ad analizzare più del dettaglio.

BRIEFING

Il briefing della missione conterrà importanti informazioni sullo scenario in questione e sui nostri obbiettivi.

OOB

Order of Battle, ossia una panoramica delle unità a nostra disposizione. Negli scenari preparati dagli sviluppatori, questo menu conterrà un numero di unità predeterminate, mentre durante la campagna e negli scenari personalizzati, avremo la possibilità di comporre a piacimento le nostre forze.

TEMPO DI GIOCO/PAUSA TATTICA

Armored Brigade è un operazionale in tempo reale con pausa tattica che potremo usare a piacimento.  Potremo anche decidere per una velocità di gioco normale, o far scorrere il tempo più velocemente. In quest’ultimo caso, l’uso del fast forward è fortemente consigliato solo dopo aver impostato al meglio tutte le unità.

TEMPO ATMOSFERICO

Avrà un ruolo molto importante, tanto quanto il tipo di terreno e gli ostacoli. Di notte, o in condizioni di meteo avverse, per esempio, la visibilità sarà ridotta. La line of sight delle unità sarà quindi inferiore, impedendo ai nostri uomini di “intercettare” truppe nemiche. Ora del giorno, condizioni di visibilità, e tempo atmosferico, giocheranno un ruolo molto importante durante ogni azione. Tanto per noi, quanto per il nemico

La parte inferiore dell’interfaccia è affidata ad una mini mappa con 3 filtri, di cui uno per la Line Of Sight, ed un altro (fighissimo) che mostrerà una visuale 3d della mappa, dove verificheremo le altezze ed eventuali ostacoli meno visibili nella visuale classica in 2d.  Per selezionare un’unità basterà un click con il tasto sinistro, con in basso a sinistra una rappresentazione grafica e 2 riquadri con i dati a corredo. Questa panoramica, va a confermare una gestione dinamica della battaglia, senza dover scorrere tra una serie di menu o una micro gestione esasperata. Condividiamo questa scelta, anche se è bene precisare che sarà necessario prendere confidenza con le varie scorciatoie da tastiera.

MOVIMENTO E COMBATTIMENTO








Finita la fase di deploy (posizionamento), è ora di passare all’azione. Trattandosi di un wargame operazionale, potremo muovere interi battaglioni, o singole unità. Nel nostro caso, scegliamo sempre la seconda opzione che pur essendo lenta, risulta ben più precisa, soprattutto quando vogliamo un movimento delle truppe su determinati punti strategici.

Cliccando con il tasto destro su una delle nostre unità, avremo accesso ad un’immediata e comprensibile serie di azioni, alcune a disposizione solo dell’unità selezionata. Gli scout ad esempio, potranno essere inviati con compiti di infiltrazione, che forniranno importanti dettagli circa il posizionamento delle truppe nemiche. Selezionando l’artiglieria, potremo ordinare il lancio di alcune salve per creare cortine fumogene su una determinata area, o ancora, il classico “bombardamento”. In quest’ultimo caso, precisiamo che contraerea e artiglieria, avranno come bersagli aree, e non punti precisi. È una precisazione forse inutile, ma doverosa. Per il resto, il movimento delle unità e l’assegnazione di determinati compiti è quanto di più semplice visto di recente, ma questa semplicità è riferita solamente alla metodologia con cui vengono inviati gli ordini, non certo per la battaglia.

Urge un esempio: durante una fase di gameplay, abbiamo scelto uno scenario disponibile con il nuovo dlc uscito di recente, di cui parleremo tra poco. Muovendo i nostri uomini (in questo caso appartenenti alla Jugoslavia), abbiamo mosso la fanteria nel tentativo di creare una manovra di accerchiamento larga, visto che gli ordini erano di prendere possesso di due posizioni strategiche.

I nostri scout, avevano l’ordine di lavorare sulla distanza, e contrassegnare le unità nemiche lungo le strade e i campi. Nel mentre, le nostre truppe avevano l’ordine di avanzare in verticale, con due gruppi rinominati “Expendables” che avrebbero fatto da apripista all’avanzata. Tutto molto semplice all’apparenza, la fase di assegnazione dei compiti ci ha preso una ventina di minuti, ma l’avanzata si è dimostrata ben più difficile. Le nostre truppe, in movimento di notte, hanno incontrato da subito una certa resistenza, e a causa di una limitata visibilità (line of sight + condizioni meteo+condizioni giornaliere) hanno sofferto diverse perdite. Due salve di cortine fumogene, partite troppo in ritardo, hanno solamente tamponato una situazione che poteva essere in realtà ben peggiore.

La line of sight, ciò che le nostre unità sono in grado di vedere, le rende tutto fuorché onniscienti. Ci informeranno di eventuale resistenza, ma finché unità nemiche con i loro occhi o la strumentazione in loro possesso, saranno in grado di informarci solo sulla presenza, ma non la posizione esatta.

Questo breve esempio ci fa capire due cose. Armored Brigade non è solo un progetto ambizioso, ma è un operazionale in tempo reale realistico e ben strutturato, che riesce a far immedesimare il giocatore e far percepire il vero senso di una manovra militare. Questi fattori, sono determinanti, se vogliamo qualcosa più di un semplice operazionale in cui muovere le icone NATO. War in the East, è profondo come pochi, difficile e lungo da padroneggiare, e rende bene lo scenario bellico che ci farà vivere (pur se in un contesto storico differente), ma il titolo proposto da Veittikka Studios, ci farà immedesimare anche nelle singole unità, e questo è un punto a suo favore. Solo altre due serie possono fregiarsi di queste “features”; una è Close Combat, sempre di Matrix Games. L’altra è Combat Mission di Battlefront (da non confondere con Battlefield…). Dalla sua, Armored Brigade non solo ha mappe decisamente più ampie, ma soprattutto sono reali

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale di Armored Brigade, siamo di fronte ad un lavoro di fino, migliorato ulteriormente grazie alla patch 1,024. Il comportamento della fazione avversa tenderà a metterci alle corde nei casi in cui dovessimo difendere la nostra posizione. Nel caso fossimo noi ad attaccare, cercherà in ogni modo di posizionarsi nell’area più vantaggiosa possibile, e non andrà all’attacco a tutti i costi di un’unità inviata con il solo scopo di fare da “civetta”, mentre tentiamo di usare le altre per un accerchiamento.

Di tanto in tanto ci è parsa forse troppo “propositiva”, ma parliamo di casi sporadici, e perfettamente in linea con una simulazione tattica. Studio del terreno, condizioni climatiche, line of sight, topografia, sono armi a nostra disposizione, che verranno usate anche dal nostro interlocutore digitale, non dimenticatelo mai.

IL PRIMO DLC: NATION PACK ITALY – YUGOSLAVIA








Uscito lo scorso 9 maggio, questo dlc porta con sé ben due eserciti. Il nostro tricolore, e quello jugoslavo, entrambi con tutte le unità dell’epoca perfettamente riprodotte in quanto a dati e statistiche. Giusto per precisazione, non parliamo di un dlc con due unità, stiamo parlando di una nuova mappa che copre un’area di ben 61×61 km, e 250 unità che si vanno ad aggiungere alle 500 del gioco base. 750 unità, ricercate, riprodotte, portate in Armored Brigade.

Un lavoro immane, di certosina passione, cui pochi altri titoli possono aspirare. In concomitanza del dlc è uscita anche una corposa patch, che ha portato numerose migliore, tra cui un tool che permette di generare campagne dinamiche. Oltre ad essere semplice da usare, questo tool permetterà di creare campagne con diverse missioni, che a seconda di vittoria o sconfitta, vedranno uno dei due eserciti ritirarsi, e migliorare le proprie difese in previsione di un’offensiva. A seconda dell’andamento delle varie schermaglie, sarà possibile combattere più volte in una stessa mappa, ma con una “piccola” (enorme) differenza. I danni ad edifici, postazioni difensive, strade, che la mappa ha riportato nella battaglia precedente, saranno tutti li ad attenderci. Con quel che comporta in termini di logistica e gestione dei movimenti. Esattamente come nella realtà…

Un dlc con 250 (Duecentocinquanta) unità ed una grossa mappa, con poi le aggiunte al gioco base (completamente gratuite), valgono poco meno di 15 euro? Secondo noi si, ed è così che dovrebbero essere tutti i contenuti digitali. Non 9.99 euro per un’unità o per un singolo scenario.

COMPLETO, VASTO… È BELLO?

Tecnicamente parlando, il gioco porta mappe ricche di dettagli dal punto di vista topografico, con un dettaglio in linea con il clima della guerra fredda. Una mappa dettagliata con un motore grafico in 3d avrebbe fatto gridare al plagio certi irriducibili dei Combat Mission, portando ad una Seconda Guerra Fredda nei vari forum.

Già ci immaginiamo i ban, le accuse, le prove sottobanco, i sentito dire, ma non continuiamo oltre per non rischiare di fare i “qualunquisti”.

No, Armored Brigade ha una sua anima tanto sul fronte AI, interfaccia e gameplay, quanto sul fronte grafico. Le immense mappe, non godono di tantissimo dettaglio, ma sono perfette per l’economia di gioco. Strade, foreste, casolari, colline, pianure, c’è tutto quello che serve al proprio posto, ed è realistico. Per quanto riguarda le unità, il dettaglio informativo è immane, a livello grafico dobbiamo fare una distinzione. Sebbene dalle opzioni venga permesso di usare sia i simboli NATO che la rappresentazione grafica di ciascuna unità, il nostro consiglio è di rimanere sulle icone.

Se siete già conoscitori di questo tipo di giochi, annuirete annoiati (un po’ come se parlassimo della scoperta dell’acqua calda per capirci) e lo capiamo, ma è importante specificarlo per chi non è avvezzo a questo genere.

Imparare a memorizzare i simboli, garantirà di giocare anche ad altri prodotti dello stesso tipo senza impazzire, e se ne aveste bisogno, con una piccola ricerca nel web troverete diversi schemi da stampare sia su A4 che su A3, che faciliteranno di molto il compito.

In secondo luogo, per quanto il lavoro di Veittikka Studios sul fronte grafico sia discreto, durante le nostre prove è emerso che spesso è facile confondersi tra unità “simili”, cosa che con i simboli nato non accadrà. Animazioni e grafica quindi, passano in secondo piano, anche se il lavoro è di buon livello. L’audio ci è sembrato poco vario, ma anch’esso utile nell’economia del gioco. Anzi, considerata la dimensione delle mappe, il rumore di spari ci avvertirà di una schermaglia in corso.

MANUALISTICA E LOCALIZZAZIONE

Le 68 pagine del manuale di Armored Brigade in pdf, saranno un’utile guida che ci accompagnerà nelle prime ore di gioco. All’interno, non ci si perderà in divagazioni o parole sull’ambientazione, quanto su ciò che il gioco offre, i vari comandi, e molte spiegazioni circa i menu e le varie funzionalità. Un buon manuale, sintetico e chiaro.

La lingua italiana, non è supportata, ma questa volta siamo a favore di questa scelta per due motivi. Molti acronimi d’uso comune in questo tipo di giochi, sono tutti in inglese, e più in generale, quasi tutti gli acronimi militari. Inoltre, allenandoci con un titolo di tale portata, nel caso passassimo ad altri prodotti anche in contesti storici differenti (War in the East, ma soprattutto Command: Modern Air/Naval Operations), ci sentiremo meno spaesati.

 

COMMENTO FINALE

Armored Brigade è un progetto ambizioso, profondo, sfaccettato, e sviluppato con passione. Si incentra su un periodo storico che può non piacere a tutti, ma è indubbio che la software house sia riuscita a renderlo affascinante, invece di aggiungersi all’esorbitante moltitudine di titoli ambientati nella WWII. Per carità, una mappa ambientata in Market Garden farebbe la felicità di molti (compreso il sottoscritto. Market Garden sarebbe davvero fantastica, degna di un bel dlc. Armored Brigade Market Garden, la finestra d’uscita decidetela voi, purché sia dopo settembre), ma mai come in questo caso la Guerra Fredda ci è piaciuta.

L’intelligenza artificiale di ottimo livello, l’accurata precisione dei dati riferiti alle unità, la grande quantità di variabili e di studi da effettuare, anziché mandare le truppe allo sbaraglio, sono solo alcune delle molte caratteristiche che il titolo porta con sé. Non ultima, la possibilità di impersonare un’unità, ponendoci al centro di un conflitto, in prima persona. È un gioco adatto ai palati più esigenti, ma che con un po’ di impegno e dedizione, darà molte soddisfazioni anche ai meno esperti.

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Baldo mostra per la prima volta il suo gameplay

Dalla Sicilia con furore. Naps Team mostra per la prima volta il gameplay di Baldo. Gioco annunciato tempo addietro di cui si sapeva pochissimo ma che, al tempo stesso, aveva incuriosito non pochi fan grazie al suo spiccato stile artistico.

La clip, pubblicata dal colosso IGN, ci offre alcune sequenze di gioco dal quale si evince la pregevole fattura artistica accompagnata dalla tecnica Cel Shading. Continuiamo a conoscere poco di questo titolo che però si preannuncia molto interessante soprattutto per i fan di Zelda. Vedremo nelle prossime settimane. Dalla clip, lunga quasi un minuto e mezzo, si evince però un dettaglio interessante: Baldo sarà un titolo multipiattaforma essendo in lavorazione per Pc, PS4, Xbox One e Switch.

Cliccate sull’immagine per vedere il gameplay di Baldo dal sito di IGN. Qui, invece, la nostra intervista a Naps Team dello scorso anno in cui il team indie messinese accennava a questo titolo che finalmente vediamo oggi in azione.

Buona visione.


 

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Parasol Stars sta arrivando su C64

Il Commodore 64 non muore mai. Probabilmente non è l’attacco più originale della storia del giornalismo ma è senza dubbio uno dei più appropriati. Soprattutto in casi come questo. Parasol Stars, infatti, sta arrivando sull’amato 8 bit di casa Commodore. O meglio, visti i recenti precedenti, salvo intervento di Taito (storica software house che realizzò il gioco originale, ndr), si sta dirigendo sul C64.

Commodoreformat e IndieRetroGames, infatti, danno questa notizia, gradita agli irriducibili amanti retrogamer. Non si tratta di una conversione impossibile visto che ai suoi tempi, parliamo del 1991, il gioco era effettivamente in previsione per il Commodore 64 edito da Ocean. Purtroppo, un vero e proprio atto di ripicca della moglie del programmatore che si occupava del porting (Colin Porch) spinse il publisher a cancellare quella versione a causa del grave ritardo (vennero persi in un solo momento tre mesi di lavoro) che si sarebbe accumulato.

I mentioned yesterday about a port I started of Parasol Stars for the #C64. Here’s the latest WIP build before I put it on hold. Definitely going to look into getting some sound and graphics help to complete this when I’m done with Doc #retrogames #EverythingC64 pic.twitter.com/v6va23Qmk9

— Simon Jameson (@EvoluteGames) May 10, 2019

Ventotto anni fa, inoltre, è bene ricordarlo, il periodo storico, inoltre, era favorevole al C64. L’era ad 8 bit stava tramontando in favore dei consolidati Amiga, Atari ST e console a 16 bit. Inutile dire che quei mesi furono fatali per questa edizione che probabilmente avrebbe fatto molto bene come i capitoli precedenti, ossia Bubble Bobble e Rainbow Island del quale era il sequel diretto (Il sottotitolo è inequivocabile “The Story of Rainbow Island II”).

Parasol Stars arriverà, quindi, sul biscottone, probabilmente a titolo gratuito a firma di Simon Jameson. L’autore ha anche recentemente detto su Twitter di aver “bisogno di un aiuto per completare la grafica ed il sonoro. Ma la più grande necessità è quella di elaborare il sistema di oggetti bonus follemente profondo ed i mondi segreti. Bubble Bobble, Rainbow Islands e questo sono molto profondi”.

Siamo molto curiosi. C’è anche un video molto interessante che mostra il gameplay della versione C64 ancora in sviluppo (è un work in progress). Siete pronti a vagare nello spazio? Buona visione.

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Field of Glory Empires, Anteprima

Si può dire tutto, ma non Slitherine non sia una software house con sfumature eclettiche. Il publisher inglese propone titoli a ripetizione e, ultimamente, non ne sbaglia una. Immaginiamo una riunione di lavoro del team per decidere su qualche nuovo progetto puntare. Qualcuno avrà parlato di quanto fosse bello il sistema di combattimento e la parte tattico/strategica di Field of Glory II, un altro avrà proposto di cambiare genere, puntando su un grand strategy game. Poi, un terzo (sicuramente il più folle), avrà esordito con un’idea pazzesca: “perché non applichiamo ad un buon grand strategy game il sistema di Field of Glory II? “.

Sicuramente il silenzio è calato nella stanza, e qualcuno avrà anche detto che era impossibile. Eppure tutti, erano colpiti da questa idea. Prima uno schizzo, poi qualche parola, fino ad un’idea di fondo. Ma c’era un problema: a chi affidare un compito così difficile? Realizzare un buon grand strategy game è già difficile, ma qui si parla di armonizzarlo con il combattimento tattico e profondo di Field of Glory II. E chi poteva essere meglio attrezzata ed esperta di Ageod?

La software house francese, vanta una lunga serie di titoli strategici a carattere storico, e lavorare su un progetto così ambizioso dev’essere stato decisamente affascinante. Siamo così arrivati all’annuncio di quello che probabilmente è uno dei progetti più ambiziosi del publisher britannico, Field of Glory Empires. Un 4X (avete capito bene, non solo un grand strategy game, ma anche 4X) ambientato nel periodo di Roma antica. Il fascino di un periodo storico con tanti appassionati, unito ad un sistema di gioco profondo, attraente, moderno e complesso.

E il sistema di combattimento di Field of Glory II (qui da noi recensito), vengono i brividi solo a pensarci. Slitherine però, conscia della portata del progetto, ha deciso di sfruttare il periodo di sviluppo anche come fase di testing (e far schizzare l’hype alle stelle), creando una serie di sfide che i giocatori devono completare entro un certo limite temporale, con tanto di invio di screenshots per “validare” la propria partecipazione. Il titolo non ha ancora una data d’uscita, e nel futuro sono attese altre sfide. DannyDSC, non si è tirato indietro, e indossata una comoda toga e recuperata una corona d’alloro, ha curato questa anteprima.

MISCHIAMO ALCUNI INGREDIENTI…

Se avete letto la recensione di Field of Glory II, saprete che il titolo non solo ci ha convinto, ci è proprio piaciuto. Uno strategico tanto profondo quanto immediato, eppure non semplice, ma davvero appagante. Però, aveva un punto debole, la campagna. Questa, infatti, era un po’ dispersiva ed impersonale anche se non cambiava di una virgola la qualità del prodotto. Ageod è ben conosciuta tra gli appassionati di strategici, soprattutto quelli di livello “advanced/expert/grognard”.

Impossibile dimenticare Alea Jacta Est, un prodotto non perfetto, ma che garantiva ore ed ore grazie ad un numero di scenari elevato, e una profondità tattica degna di un boardgame. Per chi fosse interessato, è possibile recuperarlo anche in italiano, cosa rarissima per questo tipo di prodotti. Eppure, sia Field of Glory II che Alea Jacta Est, avevano nella campagna il loro punto debole. Ma se unissimo la mappa del secondo, con il gameplay del primo, modernizzando l’interfaccia, e con un sistema di produzione/reclutamento più immediato, cosa avremmo davanti?

Abbiamo volutamente “sintetizzato”, ma quello di qui parliamo, è Field of Glory Empires. È bene precisare una cosa: sebbene il prodotto sia un grand strategy game di stampo “moderno”, è richiesta dedizione, pazienza, voglia di sbagliare ed imparare. Siamo in serie A signore e signori. E ad ottimi livelli.

INTERFACCIA CHIARA



















Trattandosi di un’anteprima, ci focalizzeremo su ciò che il gioco offre, considerando che il prodotto è una beta. C’è, quindi, tutto il tempo di migliorare, cambiare, reinserire in corsa. Parlando dell’interfaccia, la mano di Ageod si vede tutta, anche se in questo caso il passo avanti è netto.

L’interfaccia è snella, pulita e chiara. In alto a sinistra, i pulsanti uscita, opzioni, salvataggi. Al centro, i valori di tesoreria, forza lavoro, diplomazia, lo stendardo della fazione controllata che dà accesso ad ulteriori menu. Sulla parte più a destra, il menu che fornirà un riassunto delle varie regioni, il quantitativo di metallo a nostra disposizione, e i punti legacy, di cui discuteremo più avanti. Ancora a lato, il tasto che ci permetterà di finire il turno. Ogni messaggio relativo all’impero, verrà ridotto ad icona sul lato destro dello schermo, mentre in basso troviamo la mini mappa, con tutti i filtri relativi a rotte commerciali, fazioni, e molto altro. In basso a sinistra, abbiamo l’icona “console”, dove verranno riepilogate tutte le mosse e le informazioni importanti che sono accadute nel turno precedente, specialmente quelle nemiche.

Questo menu, di default ridotto ad icona, e va aperto solo quando serve, lasciando quindi come protagonista, ma bella mappa di gioco. Questo, permette al giocatore un ampio controllo sulla plancia, non invasa da una valanga di menu o popup. Più semplice di così è impossibile, eppure con pochi click si ha a portata un impero fatto anche di decine e decine di regioni. È così difficile fare un’interfaccia chiara e immediata nel 2019? Per Slitherine e Ageod no, e ne siamo felici.

GESTIONE DELL’IMPERO









Passiamo ora in rassegna, il controllo delle provincie e la produzione. Ogni provincia può avere una roccaforte e può essere migliorata per mezzo di una lunga serie di costruzioni. Un acquedotto, aumenterà la salute della popolazione, aumentando la nostra forza lavoro.
Un mercato, produrrà entrate aggiuntive ad ogni turno, mentre un allevamento di bestiame, garantirà il cibo necessario al mantenimento dei nostri cittadini.

Ogni costruzione però, graverà sulle nostre infrastrutture, quindi è importante decidere con molta attenzione cosa costruire e cosa evitare. Nella schermata di riepilogo della città, troveremo icone con vari indicatori attribuiti alla difesa della provincia, alla lealtà e alla composizione della popolazione, al livello di decadenza di cui parleremo più avanti, ai livelli di cibo, infrastrutture, e molto altro.

La schermata è talmente chiara, che in pochi minuti avrete una panoramica sulle necessità più importanti, e su cosa investire in futuro. Precisiamo che è possibile costruire un edificio per volta, quindi ogni azione va pianificata con attenzione. Il reclutamento delle unità, varierà anche in base alle materie prime e alle strutture a disposizione della provincia di appartenenza. Non potremo reclutare unità di cavalleria senza un maneggio, e le caserme sono un requisito base delle unità avanzate. In questo gioco, tutto è interconnesso, e questo aumenta molto sia la profondità, che l’immedesimazione.

DIPLOMATIA






Come in tutti i grandi giochi di strategia, la parte diplomatica ha un ruolo molto importante. E anche qui, la beta di Field of Glory Empires, non delude.

E fin da ora abbiamo tutte le classiche opzioni che accompagnano questo tipo di giochi: dall’alleanza alla guerra, del “regalino” per aumentare la propria reputazione alla richiesta di collaborazione. La relativa schermata, ci mostra, oltre al tipo di relazione, anche il tipo di governo e i trattati che quella fazione ha firmato.

LEGACY & DECADENCE






I concetti di Legacy e Decadence, sono due facce della stessa medaglia. I punti Legacy, determineranno il nostro successo alla fine del gioco, e si basano sugli obbiettivi raggiunti, il numero di regioni controllate, eventuali meraviglie costruite.

Il concetto è tanto semplice quanto interessante. Anche se la nostra fazione dovesse ad un certo punto cadere per mano nemica, il raggiungimento di vari obbiettivi e la costruzione di determinati edifici, potrebbero comunque vederci vincitori alla fine dello scenario. Al contrario, possedere tre quarti di mappa ma senza alcun tipo di politica “sociale”, potrebbe portarci alla sconfitta.

La Decadenza, che a sua volta è la contrapposizione del progresso, è dettata dalla mancanza di scuole, e di luoghi di culto in cui la popolazione possa professare il proprio credo. Un’espansione troppo veloce e priva di attenzione alla salute e ai desideri della popolazione, aumenterà questo valore. Un livello di decadenza troppo alto, potrà portare la popolazione alla guerra civile. Questi due concetti, spesso vengono proposti sotto altre forme in diversi 4X. Ageod ha fatto sue queste esperienze, per portare un concetto storicamente attendibile e realistico, superbo.

IMPERI IN GUERRA












Il lato “battagliero” del titolo, vive di due anime e non vedevamo l’ora di parlarvene. Reclutato e preparato il nostro esercito, andremo ad affrontare il nemico passando dalla visuale principale ad una a volo d’uccello. I valori che determineranno la disfatta o la vittoria, varieranno in base ai rifornimenti. Ma anche alle statistiche delle unità, e in caso di assedio, al morale e alla stanchezza di entrambe le parti. Le nostre truppe verranno posizionate in falangi orizzontali in automatico, e fronteggeranno la fazione opposta in una serie di schermaglie a turni.

Non avremo alcun controllo diretto in questa fase. Sarà il nostro acume logistico/strategico a predisporre un’armata superiore a quella avversa. Leggendo queste parole, penserete che quello di cui abbiamo all’inizio dell’articolo, sia fumo negli occhi. E invece no. Nel caso fossimo alle prese con una battaglia davvero importante, e volessimo intervenire direttamente sul campo di battaglia, non dovremo far altro che esportare il relativo file su Field of Glory II, combatterla, e poi caricare il risultato su Field of Glory Empires.

Questa funzione non è solo comoda, è davvero unica. La maggior parte dei grand strategy games vede due unità corrispondenti agli eserciti fronteggiarsi per poi passare ad altro, ma qui potremo intervenire in prima persona. È chiaramente una chicca indirizzata agli appassionati, ma data la grandissima profondità di Field of Glory II, una feature del genere è tanto bella quanto utile. Ricordate che le falangi sono orizzontali? Cosa accadrebbe se caricassimo il file su Field of Glory II e usassimo la cavalleria per attaccare alle spalle la fanteria? Purtroppo non abbiamo ancora avuto occasione di provare quest’opzione, ma non vediamo l’ora di metterci le mani sopra.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE, QUELLA FURBA



L’AI del gioco è furba, dannatamente furba. Nello scenario di Cartagine, siamo andati in contro a quella che sembrava una sparuta compagnia di pirati, salvo poi venire completamente annientati dai loro amici che ci aspettavano in una provincia adiacente.

Abbiamo fatto anche altre prove. Ad esempio, abbiamo lasciato la provincia di Septa incustodita, per vedere se il nemico ne avrebbe approfittato. Non ci ha pensato nemmeno un turno, e l’ha conquistata in un batter d’occhio. Anche il comportamento durante la fase diplomatica è coerente, segno che lo sviluppatore ha portato una beta già ben rodata sotto questo punto di vista.

FUNZIONALE, È BELLO

Tecnicamente, il titolo è bello da vedere, anche se non eccelle: la mappa di gioco è ampia, con tante regioni, ed è possibile anche ruotarla. Ma le province sono graficamente simili ed un po’ di varietà in più non guasterebbe.

Plauso, invece, per le unità. Tutte diverse, graficamente ben caratterizzate, e con animazioni semplici, ma tutto sommato gradevoli, ed in piena linea con Field of Glory II, da cui Empires eredita una porzione della grafica di gioco durante la battaglia. Prova che non servono dlc a pagamento per fare unità diverse. Per quanto riguarda il sonoro, il tema principale è orecchiabile e ispirato, mentre le quattro tracce riservate a questo scenario, seguiranno le nostre avventure senza annoiarci, pur rimanendo nella media. Certamente il titolo ha molto più da offrire che non siano grafica e sonoro, ma le unità sono un valore aggiunto inestimabile, soprattutto di questi tempi…

COMMENTO

Field of Glory Empires, è un progetto ambizioso, interessante, coraggioso. L’idea di portare le battaglie sui campi di Field of Glory II è una delle feature che attendiamo con più impazienza. Ma possiamo dire senza ombra di dubbio che questo prodotto ha un’anima molto marcata.

L’immedesimazione e la gestione dell’impero sono tanto immediati quanto profondi ad ogni schermata, comprese quelle lunghe e dettagliate d’aiuto, traspira di passione e attenzione per i dettagli. È un prodotto per gli appassionati di storia, di strategia, e anche di tattica (appena sarà possibile esportare i file). Inoltre, è un 4X, non un semplice grand strategy game.

E casomai non lo avessimo già scritto, parliamo di una beta. Confidiamo in una futura versione finale anche boxata, magari come la splendida edizione proprio di Field of Glory II. E ora, quali saranno le sfide da affrontare in futuro? Purtroppo non ci è dato saperlo, ma non vediamo l’ora.

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Rage 2, Recensione

A distanza di circa un anno da Mad Max, Avalanche Studios torna con un nuovo gioco a tema post-apocalittico col seguito di uno dei suoi vecchi cavalli di battaglia, ovverosia l’ottimo Rage. Un gioco sul quale c’erano molte aspettative, non solo per il “nome”, ma anche per la presenza durante il suo sviluppo addirittura di id Software in qualità di supervisore. Ebbene, lo diciamo subito, nonostante le premesse Rage 2 non è purtroppo quel grande sparatutto in soggettiva che molti si aspettavano, come avremo modo di spiegarvi tra poco.

Ecco, infatti, la nostra recensione sulla versione Pc del gioco che ha fatto il suo debutto lo scorso 14 maggio anche su PS4 ed Xbox One distribuito da Bethesda. Buona lettura.

DOPO L’APOCALISSE

Rage 2 riparte trent’anni dopo il primo episodio, in un mondo distopico devastato dall’impatto con un asteroide in cui società, legge e ordine non esistono. Come se non bastasse c’è perfino un gruppo di invasati chiamato Autorità che vuole eliminare tutto quello che è rimasto della società passata, quindi anche molte comunità. Non a caso anche il quartier generale della resistenza, di cui fa parte il protagonista del gioco, il ranger Walker (nessun legame con Chuck Norris!), viene attaccato e distrutto.
Rimasto solo e senza equipaggiamento, il giocatore, nei panni del ranger, deve trovare le risorse utili per sopravvivere e vendicarsi, affrontando nemici senza scrupoli, dai mutanti ad altri superstiti folli e sadici, a loro volta membri di diverse fazioni. Oltre a quella dell’Autorità, infatti, esiste per esempio quella dei Sudari Immortali, che si vedono come i salvatori della Zona devastata, o i Bulli, nomadi dall’indole brutale, assetati di sangue disposti a tutto pur di ottenere bottino e potere. Le fazioni in gioco sono in totale sei, e ciascuna è caratterizzata da un proprio codice comportamentale, armi, equipaggiamenti, modi di combattere e caratteristiche generali.





Da questo punto di vista il team di sviluppo ha fatto un buon lavoro caratterizzando bene i vari gruppi non solo dal punto di vista estetico ma anche nel modo di agire e combattere.

Peccato solo che non abbiamo “forzato” un po’ di più sulle loro routine comportamentali, che distinguono si una fazione dall’altra, ma che poi sul campo si traducono spesso in azioni similari tra loro. La struttura di gioco è quindi quella tipica di Rage, ma un po’ più aperta rispetto al precedente titolo della serie, con un territorio più grande da esplorare anche con l’ausilio di veicoli, pieno zeppo di cattivi da eliminare e gare da affrontare, ma poco interessante nel suo insieme.

Dopo un paio di ore di gioco, ci si rende infatti conto che il mondo di Rage 2 è povero di contenuti tali da invogliare a scoprirlo per intero, di eventi, anche casuali, che una volta attivati portino ad “aprire” nuovi scenari e inattesi sviluppi. In tal senso ci sono poche missioni secondarie, spesso slegate dal contesto narrativo principale, che non portano tra l’altro a ricompense particolarmente appetibili e che nello svolgersi tendono dopo un po’ a ripetersi, come nel caso di quelle utili a incrementare il livello delle tre fazioni alleate durante fasi di grinding selvaggio.

In quest’ottica non aiuta nemmeno la disposizione sulla mappa delle Arche all’interno delle quali si trovano gli elementi utili per sviluppare le abilità di Walker, visto che è casuale, cosa che costringe l’utente a girovagare inutilmente per ore per trovarle o a perdersene qualcuna, stufo. Se poi consideriamo che la campagna in sé non dura molto, meno di una decina di ore, ecco che nasce un doppio problema, ovverosia rischio noia e scarsa longevità. Invece che popolare la mappa con nuove missioni e attività tramite DLC a pagamento già annunciati per il futuro, e pensare quindi al mero guadagno, non avrebbe avuto più senso e non sarebbe stato più corretto integrare questi aspetti nel gioco base per migliorarne da subito la struttura e l’offerta?

LA SOLITA MINESTRA?

 

A tenere a galla la produzione sono quindi il sistema di progressione del personaggio insieme al gunplay e alle parti dedicate alla guida dei veicoli. Il sistema di gestione delle sparatorie è fortunatamente ottimo, col videogiocatore chiamato a sfruttare al meglio il variegato armamentario messo a disposizione dagli sviluppatori per venire a capo degli scontri, che risultano pertanto frenetici e avvincenti, nonostante richiedano poco impegno.
Il crafting legato alle armi e il loro diverso feedback sul campo, anche in termini di utilità, sono una delle cose meglio riuscite del gioco, così come lo sviluppo delle abilità di Walker, legate alla funzionalità della sua tuta. Diverse in tal senso le competenze del personaggio su cui intervenire: esse sono correlate principalmente alle funzioni nanotritiche e spaziano da abilità cinetiche con le quali respingere letteralmente via un nemico, al sistema Vortice, col quale risucchiare un gruppo di avversari, fino a Scatto, che consente di attraversare velocemente l’area dello scontro per colpire rapidamente gli avversari o evitare i loro colpi anche attraverso salti estesi. E questo solo per fare alcuni esempi.

Al giocatore viene insomma offerta l’opportunità di divertirsi a “giocare”, sperimentare nuove e devastanti combinazioni di armi e tecniche, grazie a un sistema articolato e ricco di opportunità. In quest’ottica va vista anche la possibilità, come accennato prima, di poter guidare dei veicoli. Ce ne sono, modificati, di ogni tipo, utili e differenziati sia per attraversare aree specifiche della Zona devastata, sia per combattere le varie tipologie di nemici.
Motori come lo splendido Raptor, l’Idroscivolante per solcare i fiumi e le paludi, e poi auto da corsa, corazzati come la Phoenix e grossi Monster Truck con i quali schiacciare ogni cosa, fino a insoliti velivoli coi quali sorvolare le foreste. Tutti tra l’altro customizzabili. Usare uno di questi mezzi è un vero e proprio spettacolo, e giocando non può non venire in mente quanto accadeva in pellicole come Mad Max. Specie quando poi si ha a che fare con i convogli, vere e proprie fortezze mobili gigantesche, scortate da decine di altre vetture più piccole.






Assaltarne uno significa rivivere le emozioni della sopra citata pellicola, a ulteriore conferma che Rage 2 non propone nulla di particolarmente originale, nulla che non si sia già visto e che per larghi tratti ricordi il recente Far Cry New Dawn di Ubisoft che già di per sé non era molto originale visto che si rifaceva idealmente al primo Rage. Passando ad altro, dal punto di vista tecnico Rage 2, che utilizza il motore di gioco Apex di Avalanche Studios, sfrutta solo discretamente le capacità hardware delle nuove schede grafiche, non riuscendo da questo punto di vista a rivaleggiare alla pari con gli altri esponenti del genere più recenti su Pc. La grafica in generale è buona. E l’impatto visivo non delude nell’insieme, complici un buon sistema di luci e ombre, il sapiente uso degli effetti particellari e la scelta di una palette cromatica colorata e in alcuni punti satura.



Ma i modelli poligonali, alcune texture e in generale le animazioni dei personaggi, che non brillano troppo per scaltrezza a causa di una intelligenza artificiale non troppo “sveglia” e routine comportamentali a volte insensate, non sono all’altezza delle aspettative. Va meglio col level design degli ambienti, abbastanza variegati e con qualche scorcio azzeccato, specie nelle aree delle Piane Lacerate o del mare di Dune, e con la fluidità generale, garantita su personal computer a 60fps.

Per quanto riguarda il comparto sonoro, ottimi gli effetti principali e secondari, compresi quelli di sottofondo, e la colonna sonora, in linea con le ambientazioni. Così così invece il doppiaggio in italiano, che alterna qualche voce bene interpretata ad altre decisamente sottotono e fuori contesto, incapaci cioè di evidenziare con la tonalità della recitazione e con la loro partecipazione emotiva, il carattere del protagonista e degli antagonisti, oltre a quella folle ironia di fondo che permea il gioco.

COMMENTO FINALE

Rage 2 riparte esattamente dal suo predecessore, non solo dal punto di vista narrativo, ma anche tecnico, non riuscendo quindi a far evolvere più di tanto la serie.

Di fatto è un “more of the same” che mutua gran parte del gameplay e della struttura di gioco dal primo capitolo. Il gioco si rivela uno sparatutto folle, colorato e caratterizzato in positivo da una buona grafica, ottimi elementi GDR e un bel sistema di gestione delle sparatorie. In negativo da una poco interessante struttura della progressione, da una mappa che offre pochi contenuti e da un’intelligenza artificiale non sempre all’altezza delle situazioni. Insomma, uno strano ibrido bello a metà, consigliato pertanto principalmente ai fan di Rage.

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SEGA Mega Drive Mini, presentati altri titoli

Sì, è proprio così. Capcom porterà alcuni suoi titoli sul SEGA Mega Drive Mini. Mega Man: The Wily Wars, in passato un’esclusiva di SEGA Channel nel Nord America, è una raccolta dei primi tre episodi di Mega Man, e troverà una nuova casa sul SEGA Mega Drive Mini. Ricordiamo che la console rievocativa sarà disponibile dal prossimo 19 settembre con 40 giochi.
Il Blue Bomber tuttavia, non sarà solo. Anche Street Fighter II: Special Champion Edition, uno dei più grandi giochi di combattimento di tutti i tempi, sarà incluso.
Inoltre, SEGA ha annunciato che il controller a 6 tasti sarà disponibile a fine agosto a 19,99 euro. Il controller sarà utilissimo.
A completare la lista, c’è anche Ghouls ‘n Ghosts. Per salvare le anime rubate dal diabolico Lucifero, il coraggioso cavaliere Arthur deve combattere contro orde di demoni; tutto ciò che si frappone tra lui e una morte certa sarà utile come armatura.

GALLERY





































Gli ultimi dieci giochi saranno svelati prossimamente.

I prossimi 10 titoli

1.        Mega Man: The Wily Wars
2.        STREET FIGHTER II’: SPECIAL CHAMPION EDITION
3.        Ghouls ‘n Ghosts
4.        Alex Kidd in the Enchanted Castle
5.        Beyond Oasis
6.        Golden Axe
7.        Phantasy Star IV: The End of the Millennium
8.        Sonic the Hedgehog Spinball
9.        Vectorman
10.      Wonder Boy in Monster World

Ecco i primi 20 titoli inclusi nel sistema, i restanti verranno annunciati nei prossimi mesi:

1.        Sonic the Hedgehog
2.        Ecco the Dolphin
3.        Castlevania: Bloodlines
4.        Space Harrier 2
5.        Shining Force
6.        Dr. Robotnik’s Mean Bean Machine
7.        ToeJam & Earl
8.        Comix Zone
9.        Altered Beast
10.      Gunstar Heroes
11.        Castle of Illusion
12.        World of Illusion
13.        Thunder Force III
14.        Super Fantasy Zone
15.        Shinobi III
16.        Streets of Rage 2
17.        Earthworm Jim
18.        Sonic the Hedgehog 2
19.        Contra: Hard Corps
20.        Landstalker
21.        Mega Man: The Wily Wars
22.        STREET FIGHTER II’: SPECIAL CHAMPION EDITION
23.        Ghouls ‘n Ghosts
24.        Alex Kidd in the Enchanted Castle
25.        Beyond Oasis
26.        Golden Axe
27.        Phantasy Star IV: The End of the Millennium
28.        Sonic the Hedgehog Spinball
29.        Vectorman
30.        Wonder Boy in Monster World.

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Stellaris si arricchirà con Ancient Relics

Conclusi i festeggiamenti per i tre anni di Stellaris, Paradox ha presentato un nuovo story pack. Si chiama Ancient Relics e sarà disponibile prossimamente per Pc, Mac e Linux.

Questo offrirà due nuovi Precursori, i Relic Worlds da esplorare ed altri tesori archeologici da scoprire.

I giocatori scopriranno le rovine di civiltà a lungo morte in Relic Worlds per ricostruire la storia della loro ascesa e dell’eventuale caduta. Si potranno scrutare le loro città e navi abbandonate per portare alla luce la verità, scoprire potenti reliquie e sfruttarle per le ambizioni del proprio impero.

Vediamo il trailer d’annuncio.

STELLARIS: ANCIENT RELICS INCLUDE

  • Reliquie antiche: Raccogliete ed acquisite preziose reliquie nelle vostre avventure come ricompensa per superare le crisi più gravi o dopo aver completato uno scavo in un sito archeologico e risolto i capitoli. Ogni reliquia offre vantaggi significativi al vostro impero per aiutare nella galoppata interstellare.
  • Antenati: Si incontreranno indizi su due civiltà precursori estinte, il Baol e lo Zroni, la prima viveva in una vasta distesa di plantoidi, quest’ultima era una delle più potenti razze psioniche che siano mai esistite. I giocatori potranno investigare su questi sistemi domestici per capire chi fossero e, cosa più importante, cosa si può imparare dalla loro fine.
  • Mondi passati: una volta pieni di vita brulicante, questi Mondi ora giacciono morti, pieni di rovine desolate e misteri dormienti. I giocatori possono scavare siti archeologici garantiti su questi mondi per esplorare questi resti e portare alla luce potenti cimeli e artefatti.
  • Dig In: Colpite la superficie di una varietà di mondi enigmatici ed alieni con più siti archeologici disponibili per il vostro impero per studiare … o saccheggiare. Ogni sito inizia una storia da uno a sei capitoli da scoprire. Ripercorrete la storia per scoprire artefatti e reliquie che possono diventare dei doni per il vostro impero.
  • Questione di artefatti: Imparare dalla storia è importante, può spesso essere la chiave per comprendere il proprio posto nella galassia. Utilizzando la ricerca archeologica, si possono scoprire artefatti minori, un nuovo tipo di risorsa che può aiutare a rafforzare il proprio impero.

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