Speciale E3 2017, l’evento Electronic Arts in sintesi

Due vere grandi novità all’evento Electronic Arts, di cui una, ovvero A Way Out, annunciata pienamente. e l’altra, Anthem, che sarà conosciuta stasera; enfasi per Star Wars Battlefront II con tanto di mega partita multiplayer in diretta, ma anche per la nuova espansione di Battlefield 1, Need for Speed: Payback ed i giochi sportivi.

Il publisher nordamericano ha concentrato la sua conferenza pre-E3 2017 nell’evento EAPlay presentando queste novità in uno show che però è stato troppo lento anche per l’enorme coinvolgimento di youtubers e community.

Che sia un bene? Forse no perché ad onor del vero il ritmo è stato più volte spezzettato quasi al limite rendendo la trasmissione a tratti quasi noiosa.

Tuttavia i contenuti sono stati degni nota. Ecco un breve resoconto.

LE NOVITA’: ANTHEM E A WAY OUT

Come dicevamo le bombe sono state due. La prima è Anthem di cui si sa davvero poco. Il motivo è presto detto, a parte il teaser, la nuova proprietà intellettuale di BioWare sarà presentata più diffusamente questa sera nel corso della conferenza E3 di Microsoft. Per cui, dopo le 23 dovremmo saperne qualche cosa in più. Si sa, però, ed è notizia di qualche minuto fa, che il gioco è previsto per la primavera 2018 su Pc, PS4 ed Xbox One.

Interessante, invece, seppur ancora acerbo, A Way Out, un titolo action cooperativo nato dalle menti dietro Brothers. Ed il concetto riprende proprio quello dell’indie, seppur in un contesto decisamente diverso dove il Fantasy ed i buoni sentimenti lasciano spazio alla dura realtà ed alla fuga.

La storia di A Way Out inizia in prigione con due detenuti separati, Leo e Vincent, i quali non si conoscono a vicenda. Mentre le loro storie individuali vanno avanti, i giocatori potranno creare una relazione basata sulla fiducia mentre aiutano i due uomini a scappare dalla prigione in cui sono rinchiusi. Questa esperienza esclusivamente co-op è pensata per essere giocata con un amico di fianco a voi sul divano oppure online. Qui il nostro articolo con i primi dettagli.

IL GRANDE SHOW DI STAR WARS BATTLEFRONT II

Il gran finale della conferenza di Electronic Arts, che però è uno dei dati più importanti nell’economia di questo nostro “speciale” è il grande show dedicato a Star Wars Battlefront II. Sarà decisamente enorme rispetto al suo predecessore. Le novità ed i contenuti saranno tali da essere tre volte tante a quanto visto nel prequel.

Gli amanti di Guerre Stellari hanno certamente esultato per quanto visto con una enorme partita online multiplayer.

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Le novità più interessanti sul gioco in arrivo il prossimo 17 novembre riguardano l’introduzione delle Stagioni gratuite con nuovi contenuti ed eventi. La prima si terrà a dicembre e prenderà spunto dal nuovo film della serie Star Wars: Gli Ultimi Jedi. 

Chi sarà all’evento EA potrà provare demo di Assalto a Theed, la quale ha al suo interno la modalità aggiornata, Assalto Galattico, ambientata nella mappa Naboo: Theed, durante l’Era della trilogia prequel. Tre studi, a parte DICE, al lavoro sul gioco di cui ancora non si sa se avrà o meno una modalità single player. Vedremo a breve. Più dettagli sul conosciuto, intanto, su questo nostro articolo.

IN THE NAME OF THE TSAR E’ LA PIU’ GRANDE ESPANSIONE DI BATTLEFIELD 1

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Interessante anche la presentazione di In the Name of the Tsar, ovvero la nuova espansione di Battlefield 1, acclamatissimo fps di DICE ambientato nella Prima Guerra Mondiale.

L’azione questa volta si sposta in Russia, con sei nuove mappe e l’introduzione, per la prima volta dei personaggi femminili. Già, perché questo dlc dove entrerà in azione l’Armata Russa, includerà il Battaglione Femminile della Morte. Per non dimenticare le 11 armi in dotazione del dlc.

Ci saranno inoltre 11 nuove armi, più Operazioni, più veicoli, incluso l’enorme Ilya-Muromets Heavy Bomber, una nuova modalità di gioco chiamata Supply Drop e nuovi modi di personalizzare il proprio stile di gioco e molto altro.

Ma non finisce qui: oltre alle sei mappe dell’espansione saranno lanciate altre 2 nuove mappe, oltre al proseguo dell’iniziativa Amici Premium, che permette ai possessori del Pass di portare con loro i propri amici sulle mappe Premium fino al Gamescom di agosto. Alla kermesse tedesca, DICE svelerà anche una esperienza competitiva di Battlefield 1, basata sul feedback degli appassionati.

La prima mappa di Battlefield 1 per i possessori del Premium pass dell’estate sarà Le Notti di Nivelle per questo, seguita da Prise de Tahure il mese prossimo. Qui tutti i dettagli.

L’AZIONE DI NEED FOR SPEED PAYBACK CI RICORDA ANCHE BURNOUT

Un video di oltre tre minuti ci ha fatto prendere più confidenza con Need for Speed: Payback. L’azione adrenalinica di questo nuovo racing ci ha fatto respirare anche un po’ l’aria di Burnout: abbiamo visto le tipiche azioni di speronamento delle vetture nemiche tratto distintivo dell’altra celebre serie racing che però al momento è in ghiaccio.

THE JOURNEY, LONG SHOT, THE ONE, GLI SPORTIVI AVRANNO UNA MODALITA’ STORIA

Non potevano mancare i giochi sportivi all’evento Electronic Arts. Avranno certamente tutti delle novità ma quella più grande ha una sorta di filo conduttore: Fifa 18, NBA Live 18 ed NFL 18 avranno tutti una modalità storia.

Se per Fifa 18 non sarà una novità visto che The Journey ed Alex Hunter ritorno dopo i fasti di Fifa 17 con una nuova ramificazione della storia e nuovi protagonisti con i quali interagire, compreso Cristiano Ronaldo, uomo copertina del gioco calcistico, per le serie di basket e per quella di football è una novità.

Sono stati anche svelati i dettagli della versione Switch che includerà quasi tutte le modalità proposte nelle controparti Pc, PS4 ed Xbox One incluso il calcio femminile ma non The Journey. Tecnicamente il gioco supporterà la risoluzione a 1080p in modalità TV e 720p in modalità portatile. Un conforto, aggiungiamo noi, sulla bontà tecnica della console Nintendo.

NBA Live 18, che tra le altre cose avrà il duro compito di dare filo da torcere alla proposta cestistica di 2K, debutta così The One; in NFL 18, invece, vestiremo i panni di Devin Wade.

Tra le novità di Fifa 18 ricordiamo anche una fisica riscritta con movimenti completamente rivisti per i top player che però influenzeranno anche gli altri giocatori e così anche l’impostazione offensiva e difensiva.

Fifa 18 debutterà il prossimo 29 settembre. NBA Live 18 avrà una demo ad agosto mentre ancora non conosciamo la data del tip-off (la palla a due). NFL 18 debutterà il 25 agosto.

IMMAGINI PER FIFA 18

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Mass Effect: Andromeda, Recensione Pc

Annunciato nel 2015 in occasione dell’E3 di Los Angeles, Mass Effect: Andromeda era già in cantiere da almeno tre anni. Ci sarebbero voluti poco meno di altri due anni per arrivare sui monitor e sugli schermi degli appassionati ma, alla fine, l’ultima fatica di BioWare ha raggiunto Pc (su client Origin, di proprietà di Electronic Arts), PlayStation 4 e Xbox One.

Dopo i fasti – e i nefasti – delle avventure del capitano Shepard, rieccoci alle prese con Turian, Asari, Salarian, Krogan ed esseri umani, più una manciata di nuove creature. Il tutto, questa volta, è mosso dal motore grafico Frostbite, lo stesso che muove Battlefield 1 e le ultime pubblicazioni di Electronic Arts.

ALLA RICERCA DI UNA NUOVA CASA PER L’UMANITA’

In un periodo a cavallo tra il secondo ed il terzo Mass Effect, quando la paura per la perdita della Via Lattea diventava sempre più concreta a causa delle testimonianze del capitano Shepard, si realizzò la cosiddetta “iniziativa Andromeda”, un’ambiziosa missione di colonizzazione di una nuova galassia – Andromeda, per l’appunto – individuandone i pianeti più simili a quelli conosciuti e vivibili e mandando ventimila pionieri verso di essi, ibernandoli per 600 anni.

La premessa per scrivere una nuova epopea è molto grande, ma subito dopo questa ecco che gli stilemi narrativi di BioWare, sempre uguali a se stessi da oltre un decennio, tornano a bussare sulle meningi del giocatore: l’alter-ego di chi gioca diventa “l’eletto”, l’unica speranza per l’umanità e per tutte le razze che gravitano intorno ad essa. L’unico essere che è capace di portare la luce dove regna l’oscurità, l’unica persona che è in grado di abbattere nemici che nessuno, altrimenti, potrebbe, l’unica entità mossa da “quel qualcosa in più” che evitiamo di rilevare per non rovinare tutta la sorpresa.

Insomma, pur cambiando la premessa, davvero intrigante in partenza, il punto di arrivo è sempre quello a cui siamo abituati almeno dal 1998, da quel Baldur’s Gate che rese BioWare il colosso che è adesso, dopo aver bissato un successo dietro l’altro, almeno fino a Dragon Age: Origins, che di anni sulle spalle, ormai, ne porta quasi dieci.

UNO STRANO PICASSO

Mass Effect Andromeda dialoghi

Mass Effect: Andromeda, esaminato in ogni sua parte, offre tante diverse sfaccettature che – purtroppo – faticano ad amalgamarsi tutte insieme perché rispondono ad uno schema di gioco che è fermo, come minimo, al 2012, anno in cui Mass Effect 3 fu pubblicato. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando di un videogioco di ruolo d’azione che si gioca da una prospettiva in terza persona, nei panni di un ragazzo o di una ragazza.

Da un lato troviamo sessioni di dialogo più o meno lunghe, pressoché mutuate dal lontano predecessore e cesellate per meglio indicarci che tipo di risposta stiamo per dare al nostro interlocutore: un’icona ci suggerisce comodamente se stiamo rispondendo in maniera emotiva, professionale, confusionaria o logica. Completare i dialoghi determina che genere di personalità matura il nostro alter-ego e quali reazioni provoca ai comprimari tale attitudine. Tutta la fase di raccolta informazioni, dialoghi con personaggi secondari e terziari, si limita quasi sempre al Nexus (l’enorme stazione spaziale costruita ad immagine e somiglianza della cittadella) e alla Tempest, la nave degli esploratori, che cerca di prendere il posto della SR-Normandy nel cuore degli appassionati.

Le fasi esplorative e di combattimento di svolgono sui pianeti che andiamo ad esplorare nella galassia. In questi frangenti le chiacchiere stanno a zero o quasi e quel che più importa è guardarsi intorno, raccogliere informazioni su flora, fauna e materie prime, uccidere i soliti alieni che si oppongono al nostro ramingare per motivi che – almeno agli inizi – non ci appartengono e che – molte ore più avanti – non ci hanno lasciato del tutto convinti.

La scelta stilistica che ci ha fatto arricciare il naso più di ogni altra, è stata quella di mutuare il flagello (lo chiamano così anche qui) di Dragon Age: Inquisition, quel nuvolone verde che evocava mostruosità a colpi di fulmini e saette, anche in Mass Effect: Andromeda. Ma, attenzione, adesso il flagello è blu, non è verde, quindi dovrebbe farci dimenticare la somiglianza. Dovrebbe, senza riuscirci. Ad onor del vero, bisogna ammettere che i pianeti da esplorare sono realmente ben fatti e concepiti. Tutti diversi tra loro e ben caratterizzati, svolgono perfettamente la loro funzione di sfondo per eventi ed azioni, sono una vera gioia per gli occhi ma, al di là del bellissimo effetto visivo, ci sono sembrati poco pulsanti di vita e dinamici.

La fase di creazione del personaggio è semplice è veloce, le nostre scelte si riflettono sull’aspetto esteriore del padre dei protagonisti (due gemelli) e quel che abbiamo gradito di più, quando si sblocca la possibilità di andare a scegliere le abilità da sbloccare o potenziare, è l’assoluta libertà di poter spaziare dalle classi di combattimento a quelle “magiche” – che qui si definiscono “biotiche” – senza soluzione di continuità permettendo di sperimentare strani ibridi che dovrebbero accontentare praticamente ogni stile di gioco e giocatore.

DA FARE INVIDIA A GEARS OF WAR

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Che si giochi con il joypad o con il binomio mouse e tastiera, Mass Effect: Andromeda, quando si tratta di imbracciare fucili o evocare spinte telecinetiche, mostra il meglio di sé. Già dalle prime battute abbiamo apprezzato la libertà movimento, azione ed esecuzione offerta, sebbene – lo ammettiamo – avremmo preferito la possibilità di correre al riparo, in copertura, con la pressione di un tasto, come ai vecchi tempi. Il cosiddetto “gunplay”, la sensazione di “fisicità” delle armi e dei loro effetti, ci è sembrata convincente fin da subito. La possibilità di usare il jetpack in dotazione per rapide schivate o alti e lenti salti è quel tocco in più, quella novità, che approfondisce ancora di più le gradite sparatorie affrontate fino a Mass Effect 3.

Anche la modalità multigiocatore online ci è sembrata convincente e ci ha ricordato moltissimo i fasti di Gears of War. Sarà stata la prospettiva in terza persona, la cooperazione per respingere ondate di nemici sempre più agguerriti e potenti, ma a tratti abbiamo avvertito un piacevole salto nel passato con la spettacolarità offerta dal presente e un dinamismo che a Gears of War è sempre mancato (almeno per chi vi scrive). Mass Effect non è mai stato famoso per la sua componente multiplayer, che sembra messa lì più per accontentare proprio tutti che altro, ma bisogna ammettere che non ci è sembrata totalmente campata per aria e il fatto di averla, in qualche modo, coinvolta nella modalità campagna solitaria non ci è sembrata un’idea malvagia. Ci chiediamo solo chi spenderebbe più tempo a sparare che a godersi un videogioco di ruolo fantascientifico tutto da scoprire.

UN CANTIERE TRISTEMENTE ANCORA APERTO

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Non sono bastati cinque anni di intenso sviluppo e duecento persone a lavorarci sopra, per consegnare al pubblico il Mass Effect più ambizioso della storia di BioWare. Volendo mettere sul fuoco tanta di quella carne da poter rivaleggiare – come minimo – con i nuovi “campioni del genere” come The Witcher 3: Wild Hunt e le belle fatiche di Obsidian, la mancanza di un progetto organizzato si nota. Le parti che compongono Mass Effect: Andromeda sono troppo distaccate tra loro spezzando sempre il ritmo narrativo, di gioco e perdendo, impietosamente, il confronto con i grandi del genere.

Intendiamoci, Mass Effect Andromeda non è un brutto gioco ma ha tante di quelle lacune e mancanze di attenzioni che non ci permettono di gridare al nuovo miracolo del genere. Nel campo fantascientifico resta, di fatto, l’unica scelta valida e potrebbe non dispiacere a chi è abituato alla vecchia impostazione, tipicamente BioWare, del gioco in cui prima si parla, poi si mena, rigorosamente vietato farlo nello stesso posto. Impersonando, immancabilmente, l’ennesimo “Messia” che salva tutto e tutti solo perché “è lui e basta così”.

A tutto questo si aggiunge la palese incompletezza degli aspetti tecnici, su cui già si stanno prodigando gli sviluppatori. Nel momento in cui questa recensione viene pubblicata, moltissimi hanno già ultimato la storia di Mass Effect Andromeda, eppure solo nelle prossime settimane tantissimi aspetti tecnici saranno risolti e tanti elementi del gameplay cesellati e raffinati ulteriormente. Da qui nasce la difficoltà di dare un voto unitario alla fatica finale, perché al momento di essere stata pubblicata era, sostanzialmente appena sufficiente, ma pian piano tante toppe saranno messe, a migliorare l’esperienza complessiva.

Mass Effect: Andromeda, in definitiva, viene promosso, ma con moltissime riserve e tanto rammarico per quello che sarebbe potuto essere.

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COMMENTO FINALE

Mass Effect: Andromeda è un videogioco di ruolo d’azione, in terza persona e di ambientazione fantascientifica, del tutto slegato dalla trilogia di Mass Effect ultimata nel 2012 dallo stesso studio di sviluppo: BioWare. Ricalcando fedelmente il tipo di impostazione di Dragon Age: Inquisition – che molti hanno apprezzato ma altrettanti non hanno gradito pienamente – alterna fasi di dialogo, gestione delle forze e gestione dell’equipaggio a fasi puramente d’azione e poco esplorative. In queste ultime, Mass Effect: Andromeda da il meglio di sé mostrando ambientazioni molto ispirate (sebbene fin troppo “figlie” di quell’Inquisition da cui si prende fin troppo spunto), statiche, ben disegnate ma poco pulsanti di vita. Le fasi di dialogo e narrazione, invece, sono costellate o flagellate da difetti nelle animazioni, buchi nella trama e toppe maldestre che non convincono più di tanto.

Le fasi di combattimento sono la parte più riuscita di tutta l’offerta. La gestione della squadra è pressoché assente – se non si tiene conto delle relazioni interpersonali da mandare avanti lontano dai pianeti – e questo da modo di dedicarsi parecchio al proprio alter-ego, che dispone di un discreto armamentario e tante abilità che, di certo, non annoiano mai e rendono il gameplay del combattimento vario, profondo, a tratti avvincente.

Per la sua natura palesemente incompleta oppure frettolosa, Mass Effect: Andromeda arriva sugli scaffali con un valore complessivo inferiore al prezzo richiesto per portarselo a casa. Gli sviluppatori si stanno prodigando per perfezionare, aggiustare e completare l’offerta e niente ci fa dubitare del fatto che tra qualche tempo, Andromeda, sarà un gioco diverso da quello che qualcuno ha già completato. La domanda che ci domandiamo è: “ha senso comprarlo, a prezzo pieno, adesso? Ne vale la pena?”. La risposta, su due piedi, è “certamente no”, tuttavia bisogna anche considerare che sono pochi i videogiochi a sfondo puramente fantascientifico con cui potersi divertire senza tornare a spolverare il terzo Mass Effect, che ormai ha cinque anni sulle spalle.

Mass Effect: Andromeda, così come è arrivato al grande pubblico, resta uno dei peggiori lavori di BioWare se non il peggiore sebbene gli sviluppatori siano già alla patch 1.05 che migliora qualche cosa come le tanto criticate espressioni facciali.

 

Pregi

Ambientazioni spettacolari ed evocative. Fasi di sparatutto da fare invidia alle vecchie glorie. Tante cose da fare e tanto tempo da dovergli dedicare. Supporto post produzione attivo…

Difetti

Ma gioco palesemente incompleto. Narrativamente debole e dimenticabile. Al di sotto degli standard di eccellenza imposti da altri e da gli stessi sviluppatori.

Voto

7,5

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Battlefield 1, video in italiano sulla modalità Prima Linea

DICE ed Electronic Arts hanno diffuso un nuovo video in italiano che spiega la modalità Prima Linea di Battlefield 1. Questa arriverà con l’espansione They Shell Not Pass che arriverà a marzo.

E’ una via di mezzo tra le modalità Conquista e Corsa che porta al gioco le dinamiche delle battaglie di trincea e logoramento che hanno tristemente caratterizzato la Prima Guerra Mondiale.

Gli obiettivi da conquistare si trovano infatti su un’unica linea e andranno conquistati uno alla volta. Entrambe le fazioni sono contemporaneamente in attacco e in difesa e l’obiettivo comune sarà quello di arrivare fino ai telegrafi avversari per catturarli tagliando così le comunicazioni al nemico. Il tutto è spiegato nel trailer in italiano che alleghiamo. Buona visione.

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I migliori Sparatutto del 2016

Il nostro terzo GOTY 2016, dopo quelli dedicati ai migliori giochi italiani ed agli strategici/gestionali, è dedicato agli sparatutto. Questo genere, negli ultimi tre lustri, è andato così evolvendosi e sfaccettandosi prendendo in prestito da altri generi – come giochi di ruolo o avventure – al punto che, all’alba del 2017, viene pure ostico includere esponenti troppo ibridi. Un chiaro esempio è Dishnorored 2 che, con il classico schema degli sparatutto in prima persona, condivide praticamente solo il punto di vista della telecamera.

Ma non solo di Fps si parla in questa sede. Infatti ilVideogioco.com ha preferito includere in questo calderone praticamente tutti gli esponenti dello “spara a tutto ciò che si muove” o quasi, che alla fine è la traduzione di “sparatutto”, se ci pensiamo. Che siano in prima o in terza persona, se c’è da dar fuoco alle polveri sopra ad ogni altra cosa, se hanno fatto breccia nei cuori dei nostri redattori, certamente quei titoli finiranno in questa spinosa classifica.

Teniamo a precisare che, per certi versi, tutti i titoli qui proposti meriterebbero la prima posizione, per un motivo o per un altro. Ma per esigenze redazionali bisogna fare una scala.

Ecco le nostre scelte (nei titoli abbiamo linkato le rispettive recensioni):

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5) TOM CLANCY’S: THE DIVISION

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Di Tom Clancy’s: The Division non abbiamo pronta una recensione e ripareremo con uno speciale, magari in tempo per l’anniversario del gioco più ambizioso di Ubisoft dai tempi del primo Assassin’s Creed.

Sparatutto in terza persona ambientato in un presente alternativo, a New York, messa in quarantena da un attacco terroristico a base di armi chimiche, il giocatore è chiamato a farsi – prima – strada fra missioni ed incarichi utili a prendere confidenza con il gioco e la trama. Dopo, dai titoli di coda in poi, inizia il bello perché si raggiunge il livello massimo (come in un gioco di ruolo e similmente a quanto visto in Destiny) e si va alla reiterazione di combattimenti e battaglie alla ricerca di equipaggiamenti ed armamenti sempre più potenti.

The Division prevede la connessione permanente ai server di gioco, una modalità cooperativa ben fatta ed una competitiva non ancora eccelsa, ma sicuramente adrenalinica. Seguito e supportato ancora oggi, avvalorato da un corposo season pass e interessanti espansioni come Underground, The Division veleggia a testa alta verso il suo primo anno di vita. Un’ambientazione affascinante tenuta insieme da dinamiche di gioco da sparatutto tattico in terzapersona, con tendenze al genere Mmorpg, uno strano ibrido che potrebbe aver dato il via ad un genere a sé.

4) BATTLEFIELD 1

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Il kolossal di Electronic Arts e DICE, dopo i fasti di Battlefield 3 e 4 e i nefasti di Hardline – e la parentesi Battlefront – porta la community in trincea, letteralmente. Battlefield 1 è l’ultimo ad essere stato realizzato ma porta un sonoro 1 nel titolo, come la “World War One”, cioè la prima Guerra Mondiale (riveduta, corretta e spettacolarizzata per esigenze di copione e di medium).

A Battlefield 1 non manca proprio niente: una campagna solitaria da togliere il respiro, momenti epici e di riflessione, un comparto tecnico d’avanguardia ed un gameplay ormai rodato, buono come un vino invecchiato bene. Perché non entra nel podio, nemmeno per una medaglia di bronzo? Perché al di sotto di una sontuosa presentazione e di un’offerta che manda in brodo di giuggiole tutti gli appassionati fedeli alla serie, è “solo” un Battlefield in più nelle nostre collezioni.

3) OVERWATCH

Overwatch in game B

L’espressione “Blizzard non sbaglia un colpo” sembra essere la più sdoganata, utilizzata, a parole oppure per iscritto, di tutto il 2016, almeno dalle parti di chi scrive. Overwatch è uno sparatutto competitivo a squadre sviluppato da Blizzard, talmente ben fatto ed equilibrato che ha messo d’accordo milioni di giocatori in tutto il mondo in tempo relativamente molto breve.

Tecnicamente molto solido, animazioni allo stato dell’arte, modalità di gioco estremamente classiche, tuttavia agli utenti sono consegnati personaggi dal carisma difficilmente surclassabile e da abilità speciali – spesso da poter sfruttare in combinazione tra loro – che rendono il concetto “gioco di squadra” nuovo, vero, in un contesto – quello dei videogiochi – che prima di Overwatch premiava più il valore del singolo che dell’azione corale.

Cosa impedisce ad Overwatch di prendere più di una medaglia di bronzo? “Solo” il fatto di essere l’evoluzione di un genere che è in auge da almeno tre lustri e capitanato sempre e comunque da Team Fortress e CounterStrike. Aggiungiamo il fatto che – a meno di non andarsi a documentare nei canali più o meno ufficiali – qualcuno potrebbe trovare la storia, sia globale che di ciascun personaggio, poco ispirata o debole.

2) TITANFALL 2

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Riguardo a Titanfall 2 di Respawn Entertainment, studio nato da un’importante costola della gloriosa Infinity Ward di Modern Warfare 2, potremmo fare un discorso del tutto analogo a quello fatto per Overwatch, sostituendo Call of Duty e Battlefield ai già citati CounterStrike e Team Fortress. Tuttavia c’è qualche valore aggiunto che ci spinge a premiare la seconda fatica del “piccolo” studio di sviluppo con la medaglia d’argento.

Il primo valore aggiunto si chiama “Campagna per giocatore singolo”. Una perla rara tanto nel 2016 quanto nell’ormai arrivato 2017. Breve, come i migliori Call of Duty e Modern Warfare ci hanno abituato già un decennio fa, ma carica di adrenalina e momenti memorabili. A tratti sembra di tornare davvero indietro nel tempo, a giocare qualcosa che somiglia ad Half-Life 2, a Singularity o al secondo Modern Warfare.

Il secondo valore aggiunto è un comparto multiplayer che, pur non inventando nulla di nuovo in senso stretto, gode della presenza di quei giganteschi titani che sembrano sdoppiare ogni partita in due giochi diversi eppure fusi insieme, per scatenare sui campi di battaglia la cieca furia dei giganti di ferro o la calcolata tattica dei piloti potenziati da jet-pack e rampini.

Il 2016 annovera decine di videogiochi passati in sordina o sottovalutati e Titanfall 2 non fa eccezione (colpa anche di una finestra di pubblicazione discutibile). Ma qui, nei lidi de ilVideogioco.com, non è passato inosservato.

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1) And the Winner is…  DOOM

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DOOM di id Software e pubblicato da Bethesda è arrivato sui monitor redazionali fuori tempo massimo, siamo comunque riusciti a giocarci durante le festività natalizie ed il verdetto è decisamente univoco: DOOM spacca.

Sarà che abbiamo abbondantemente superato gli “enta” all’anagrafe, sarà che la casa, vecchia, mai dimenticata “scuola” che sfornava i videogiochi a metà degli anni ‘90 l’abbiamo vissuta con l’entusiasmo di chi, allora, ne aveva viste poche, ma DOOM ci ha lasciato sgomenti dal primo all’ultimo minuto di gioco.

Graficamente ci risulta grandioso, fluidità da capogiro (per chi vi scrive è un complimento), grado di sfida tarato perfettamente anche a livello predefinito, level design tanto bello quanto raro. Le armi, le musiche, il doppiaggio: tutto, di DOOM, ci ha fatto dire “questo non è solo un gioco”.

DOOM è una lettera d’amore di id Software a tutti gli over trenta che erano stanchi di dover masticare solo cose troppo simili tra loro o troppo simili a illustri predecessori. DOOM è simile solo a sé stesso, non teme paragoni o confronti. E’ il migliore sparatutto del 2016 e, forse per questo, uno dei più sottovalutati dell’anno insieme a Titanfall 2.

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Battlefield 1, la patch 1.05 fissa il framerate a 60 fotogrammi al secondo su console

Dice ha pubblicato l’aggiornamento 1.05 per Battlefield 1, il suo sparatutto ambientato nella Prima Guerra Mondiale. La patch permette di fissare a 60 fotogrammi al secondo il framerate del gioco su PlayStation 4 ed Xbox One.

La conferma arriva anceh dall’analisi di Digital Foundry che in questo video afferma come la patch elimini i cali di framerate su console. Ecco il video della durata di tre minuti. Buona visione.

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Battlefield 1, i testimonial sono i giocatori, svelati i vincitori del casting di DMAX

Quale migliore testimonial per un videogioco dei propri appassionati giocatori? Elia Sforza, 34 anni di Milano, Gianluca Vitale, 27 anni di Cesena e Stefano Pinna, 25 anni di Tortolì, da oggi appariranno in TV su DMAX per raccontare la propria passione per Battlefield 1.

I tre ragazzi, fan della celebre saga di Electronic Arts sono i vincitori del casting “Solo in Battlefield 1, solo su DMAX” lanciato il mese scorso, che invitava gli utenti a creare un video in cui raccontare, in prima persona, la propria passione per il gioco ambientato nella Prima Guerra Mondiale.

Elia, Gianluca e Stefano sono stati selezionati dalla giuria per comparire come protagonisti del video di 50’’ creato da DMAX, il canale dedicato alle passioni maschili, in cui descrivono le emozioni e le sensazioni provate scendendo in battaglia con Battlefield 1. Le testimonianze si alternano alle sequenze di gameplay, fornendo un’immagine viva e reale dell’esperienza di gioco. Su Facebook il video con i protagonisti.

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Trailer di lancio per Battlefield 1

Con l’esordio di Battlefield 1, nelle scorse ore, il pbulisher Electronic Arts ha diffuso il trailer di lancio dell’fps sviluppato da DICE che fa fare un tuffo nell’inferno della Prima Guerra Mondiale. Vediamo la clip di un minuto e mezzo sull’attesissimo gioco uscito ieri per Pc, PlayStation 4 ed Xbox One.

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Battlefield 1, il ritorno alla Prima Guerra Mondiale è ora

L’attesa è finita. Battlefield 1 è disponibile in tutto il mondo. L’fps di DICE ed Electronic Arts è uno dei giochi più attesi di questo 2016.

Il titolo porta i giocatori nell’inferno di quello che è stata la Prima Guerra Mondiale per vivere l’alba della Guerra Totale su vasta scala con una grande varietà dal punto di vista dell’esperienza.

DICE si è data l’obiettivo di creare il più coinvolgente e dinamico Battlefield di sempre, continuando a migliorare l’esperienza multigiocatore tramite ambientazioni sempre in cambiamento, un sistema di distruzione degli ambienti e meteo dinamico che fanno da sfondo a battaglie fino a 64 giocatori.

In “Operazioni”, una nuova modalità multigiocatore, i giocatori potranno immergersi in una serie di battaglie interconnesse, difendendo o attaccando il fronte attraverso diverse mappe di gioco. E se la battaglia sembra persa, possono venirti in aiuto i Behemoth, i più imponenti veicoli controllati dai giocatori mai visti in un Battlefield oppure potrai entrare in battaglia nei panni di una delle tre Classi Elite disponibili.

Nella originale campagna a giocatore singolo, i giocatori potranno immergersi all’interno delle Storie di Guerra, storie che mostreranno la prospettiva di differenti protagonisti, passando dal deserto del Medio Oriente ai cieli del Fronte Occidentale.

“Battlefield 1 è stato un progetto davvero appassionante per noi di DICE e dopo anni di lavoro legati all’era della Prima Guerra Mondiale, abbiamo capito che era l’ambientazione perfetta per lo stile di gioco di guerra globale di Battlefield – rivela Aleksander Grøndal, senior producer di DICE – è stato un periodo storico davvero affascinante che ha dato i natali alla Guerra moderna con molte nuove armi, veicoli e gadget introdotti per la prima volta e volevamo riproporre queste caratteristiche in una chiave più moderna così da farle vivere e giocare dai nostri utenti”.

Qui i dettagli della campagna single player. Qui, invece, le varie mappe fin qui presentate e le varie modalità. Spazio alle immagini che ci offrono un breve scorcio della potenza del Frostbite Engine 3, il “motore” che muove Battlefield 1 e non solo (vedi Fifa 17).

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La Beta di Battlefield 1 è stata da record con 13,2 milioni di giocatori

Grande successo (e grandi numeri) per la Beta di Battlefield 1. Accolti con grande entusiasmo dal pubblico, i test hanno catturato l’attenzione di ben 13,2 milioni di giocatori…. Vai all’articolo

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Battlefield 1 avrà sei classi di armi, teaser che rimanda a presentazione per il 12 giugno

Arriva qualche piccolo dettaglio per Battlefield 1 in vista dell’E3 2016 di Los Angeles che sicuramente darà ulteriori informazioni sull’fps a sfondo bellico di DICE ed Electronic Arts ambientato nella Prima Guerra Mondiale. Il profilo Twitter del gioco ha pubblicato un teaser che ci mostra brevissimi scorci di gameplay ed annuncia ad un trailer completo […]

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Battlefield 1, primissimi dettagli sulla campagna: ci saranno diversi personaggi giocabili

DICE, sviluppatore di Battlefield 1, ha parlato velocemente sulla campagna single-player svelando i primi dettagli sul nuovo capitolo della serie fps in arrivo il prossimo 21 ottobre su Pc, PlayStation 4 ed Xbox One ed ambientata nella Prima Guerra Mondiale. Daniel Berlin, game designer della nota software house ha detto: “Nella nostra campagna single-player ci […]

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Il nuovo Battlefield ambientato in un’alternativa Prima Guerra Mondiale?

Arrivano i leak, inevitabili da internet, sul nuovo Battlefield. Dovrebbe intitolarsi semplicemente Battlefield 1 e pare che sia ambientato (in modo alternativo) nella Prima Guerra Mondiale. Kotaku ha riportato questa indiscrezione e c’è anche questa immagine che è stata pubblicata che raffigura un soldato che impugna una rivoltella effettivamente dal design obsoleto nonché un dirigibile di […]

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