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Street Power Football annunciato per l’estate

SFL Interactive e Maximum Games hanno unito le forze per annunciare un gioco di sport action-arcade: Street Power Football. Questi arriverà in estate per PlayStation 4, Xbox One, Switch e Steam.

Il titolo chiamerà gli appassionati a dettare legge in strada e scatenare il proprio stile in Street Power Football. Tutto ciò che serve è una palla per esibirvi in folli trick, imparare abilità e vivere l’esperienza delle leggende del calcio di strada mentre giochi in tutto il mondo, attraverso sei modalità di gioco uniche.

Street Power Football vanta un roster di ambasciatori globali di prim’ordine in ambito di freestyle, panna e street soccer:

Direttamente da Parigi, Francia:

Incontrate il miglior giocatore di calcio da strada del mondo, nonché primo campione mondiale di calcio freestyle, Sean Garnier. Diventate il re della strada in modalità “storia” con il vero Re dello street football mentre padroneggiate tutte le discipline di Street Football: Freestyle, Panna e Trickshot.

Dalla crew S3, la cinque volte campionessa mondiale Melody Donchet.

A unirsi dalla Spagna:

JaviFreestyle, 4 volte campione spagnolo di calcio freestyle.

Provenienti dal Regno Unito:

Liv Cooke, 4 volte detentrice del record mondiale ed ex campionessa del mondo.

Da Londra, il cinque volte campione del mondo Andrew Henderson.

Scendendo a sud fino al bellissimo Brasile:

Lasciatiatev conquistare da Raquel “Freestyle” Benetti, la musa del freestyle che vi stupirà palleggiando in scarpe col tacco.

Facendo tappa in Venezuela:

Origini italiane, nata in Venezuela, cresciuta negli Stati Uniti – ecco a voi la cosmopolita Laura Biondo. Più volte campionessa del mondo nonché detentrice di svariati record, vanta anche un passato nel Cirque du Soleil.

E infine, dagli USA:

Cantante, cantautore e calciatore freestyle Daniel Got Hits. Puoi ascoltare la traccia “SPF Anthem” di Daniel Got Hits nel trailer sottostante.

Street Power Football presenta mosse freestyle firmate da ogni ambasciatore e ambientazioni da tutto il mondo, con tanto altro ancora in attesa di essere annunciato.

Il titolo combina uno stile creativo con un’azione ad alta energia per un’esperienza di calcio e videogioco arcade davvero esagerata. Street Power Football dispone di sei modalità di gioco distinte, tonnellate di opzioni per personalizzare la tua squadra a tuo piacimento, ambientazioni e ambasciatori da tutto il mondo, una musica perfettamente a tema, e molto altro ancora!

CARATTERISTICHE DEL GAMEPLAY DI STREET POWER FOOTBALL






  • Diventate il re della strada: Create il vostro personaggio e diventate il protetto della leggenda della strada Sean Garnier, spazzate via la concorrenza mentre dettate legge per le strade a suon di palleggi.
  • Create la vostra crew: Riunite i vostri amici e scatenate il vostro street style, con un massimo di 4 giocatori
  • Modalità di gioco: Esplorate e padroneggiate tutte e sei le modalità di gioco uniche. Freestyle a ritmo di musica, partite Street Power 3v3, Trick Shot, Panna Cage Battles, a Eliminazione e infine la modalità Diventa Re.
  • Trucchi e superpoteri d’autore: giocate con stile e colpite i vostri avversari con trucchi pazzeschi come il backflip di Boyka, il giro del mondo di Liv o le mosse speciali di Melody. Scatenate incredibili superpoteri e spazza via la concorrenza.
  • Punti stile: personalizzate la vostra squadra con uno stile di strada, emote personalizzate, tatuaggi e altro ancora.
  • Autenticate cultura Streetstyle: Giocate con i migliori giocatori di Street e Freestyle del mondo tra cui Sean Garnier, Melody Donchet, Liv Cooke, Andrew Henderson, Raquel “Freestyle” Benetti, Daniel GotHits, JaviFreestyle e molti altri ancora!
  • Aumentate l’hype: alzate il volume e godetevi la colonna sonora firmata dai vari Black-Eyed Peas, DJ Snake, Snap e Daniel Got Hits mentre vi spostate da un set internazionale all’altro, tra cui la tappa ufficiale della Red Bull Street Style World Championship.

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Sega Ages Thunder Force AC piomba su Switch a fine mese

La collana SEGA Ages per Switch si arricchisce ancora: Thunder Force AC arriverà sulla console ibrida Nintendo il prossimo 28 maggio. Il prezzo è di 6,99 euro.

Allacciate le cinture di sicurezza e dirigetevi subito alla stazione spaziale, la Federazione Galattica ha bisogno di voi. Aspettatevi una scarica adrenalinica di divertimento grazie a una miriade di funzioni aggiuntive, sia di gameplay, sia dal punto di vista visivo in questo remake che segna il debutto della popolare serie di sparatutto in sala giochi nel lontano 1990.

L’eterna battaglia tra la Federazione Galattica e l’Impero ORN ha raggiunto il punto di non ritorno. Come ultimo tentativo disperato in una guerra che sembra oramai persa, la Federazione ha creato il FIRE LEO-03 STYX, un velocissimo caccia che ha a disposizione la stessa potenza di fuoco di una corazzata. Nei panni del pilota dello STYX, sta a voi capovolgere le sorti della battaglia, vincere la guerra per la Federazione e far tornare la pace in tutta la galassia.

LE NOVITÀ DI THUNDER FORCE AC

  • Modalità Arcade, un adattamento fedele della versione originale per sala giochi, che può contare su tre nuove navicelle da sbloccare che arrivano direttamente dai successivi Thunder Force (FIRE LEO-04 RYNEX, FIRE LEO-04 RYNEX con la nuova arma Thunder Clawe e FIRE LEO-3 STYX MP Mass Production Mode)
  • Una modalità semplificata (Kids Mode) per rendere più facile la missione attraverso una serie di aiuti, come un potere offensivo aumentato, crediti aggiuntivi (9 invece di 6) e l’abilità di conservare le armi sbloccate anche dopo essere stati distrutti.
  • Due set di classifiche: categoria “Esperti” per coloro che affrontano il gioco in modalità originale, senza impostazioni personalizzate, e “Freestyle” per coloro che, invece, hanno cambiato alcune impostazioni.
  • La possibilità di salvare e rivedere i replay, anche dalle classifiche.

Infine, il gioco può anche contare sull’ampia serie di consueti miglioramenti del trattamento SEGA AGES, come l’audio stereo per rendere vividi musiche e suoni, supporto all’HD Rumble, una modalità di visualizzazione “Vintage” che ricorda i pannelli CRT, o una modalità “Cabinato” che ricrea l’atmosfera dalla sala giochi, senza dimenticare la possibilità di salvare la partita, in maniera da poter cancellare istantaneamente ogni errore di pilotaggio.

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G-Loc atterra su Switch

G-Loc, l’erede di Afterburner, atterra – letteralmente e puntualmente – su Switch grazie alla collana SEGA AGES che porta periodicamente i classici dell’era arcade sulla console ibrida di Nintendo.

Come già preannunciato, questo adrenalinico titolo incentrato sui combattimenti aerei, avrà anche nuove funzioni introdotte in questa versione migliorata. Volate più in alto degli avversari raggiungendo la vetta nelle classifiche online, ritrovate quella sensazione pazzesca del cabinato originale a pompa idraulica grazie alla funzione di vibrazione dello schermo (una delle tante opzioni di visualizzazione), o aumentate l’impatto al massimo della forza G nella modalità AGES, che aggiunge più nemici, missili e un sistema di ingaggio dei bersagli migliorato.

Infine, i cadetti più inesperti e i veterani più indefessi potranno solcare i cieli in maniera più amichevole o spaventosa grazie a diversi livelli di difficoltà.

Ecco quanto detto nel dettaglio.

  • Classifiche online
  • Un effetto di movimento dello schermo che ricrea quello del mitico cabinato da sala giochi
  • Una modalità AGES che aggiunge nemici, missili e un migliore sistema di puntamento
  • Diverse impostazioni per il livello di difficoltà che ti permettono di regolare la sfida in base al tuo stile di gioco

Preparatevi a compiere virate strette e avvitamenti mozzafiato in cielo mentre provate a portare a termine una pericolosa missione contro interi squadroni di piloti nemici. Creato dal celeberrimo designer Yu Suzuki, G-LOC: Air Battle fa prendere il controllo di un aereo sperimentale mentre affronti una serie di missioni al cardiopalmo a tempo limitato nei cieli azzurri in una crescente scarica di adrenalina che ti farà pompare il sangue nelle vene.

LA RACCOLTA SEGA AGES

La collana Sega Ages include diversi classici arcade convertiti per la console di Nintendo. Troviamo tra i tanti, Sonic, Out Run, Phantasy Stars, Alex Kidd, Virtua RacingWonder Boy in Monster Land, Columns II, Puyo Puyo I e II e Shinobi.

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La versione Sega Ages di G-Loc atterra su Switch a fine mese

Ricordate G-Loc: Air Battle? L’arcade del 1990 di SEGA sui combattimenti aerei in stile Afterburner? Bene, grazie alla collana SEGA Ages, il titolo atterrerà su Switch il prossimo 30 aprile.

Questo adrenalinico titolo arcade avrà anche nuove funzioni introdotte in questa versione migliorata. Volate più in alto degli avversari raggiungendo la vetta nelle classifiche online, ritrovate quella sensazione pazzesca del cabinato originale a pompa idraulica grazie alla funzione di vibrazione dello schermo (una delle tante opzioni di visualizzazione), o aumentate l’impatto al massimo della forza G nella modalità AGES, che aggiunge più nemici, missili e un sistema di ingaggio dei bersagli migliorato.

Infine, i cadetti più inesperti e i veterani più indefessi potranno solcare i cieli in maniera più amichevole o spaventosa grazie a diversi livelli di difficoltà.

Ecco il trailer d’annuncio del gioco. Buona visione.

G-LOC: Air Battle

Preparatevi a compiere virate strette e avvitamenti mozzafiato in cielo mentre provate a portare a termine una pericolosa missione contro interi squadroni di piloti nemici. Creato dal celeberrimo designer Yu Suzuki, G-LOC: Air Battle fa prendere il controllo di un aereo sperimentale mentre affronti una serie di missioni al cardiopalmo a tempo limitato nei cieli azzurri in una crescente scarica di adrenalina che ti farà pompare il sangue nelle vene.


G-Loc-B

G-Loc

LA RACCOLTA SEGA AGES

La collana Sega Ages include diversi classici arcade convertiti per la console di Nintendo. Troviamo tra i tanti, Sonic, Out Run, Phantasy Stars, Alex Kidd, Virtua Racing, Wonder Boy in Monster Land, Columns II, Puyo Puyo I e II e Shinobi.

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Hotshot Racing arriverà in estate

Si scrive Hotshot Racing si potrebbe leggere divertimento puro. Curve Digital assieme agli sviluppatori Lucky Mountain Game e Sumo Digital annuncia che il gioco di corse automobilistiche che si ispira ai classici degli anni ’90, debutterà in estate su Pc, PS4, Xbox One e Switch.

Lo stile del gampelay è dichiaratamente arcade con uno smodato utilizzo del drifting, una enfasi per la velocità ed una nitida grafica retrò.

Hotshot Racing includerà 16 circuiti di gara che offriranno le svolte, le curve e i rettilinei del racing più adrenalinico. Gli appassionati affronteranno coste, giungle e il deserto di Las Vegas: ogni pista è creata con i colori più vividi e sterminati cieli blu.

Le modalità Sfida a Tempo e Grand Prix sono dedicate a chi vuole competere nei formati classici, mentre le modalità Guardie e Ladri e Corri o Esplodi offrono nuovi esilaranti modi di giocare. Ogni modalità di gioco disponibile sarà fruibile per single play, 4 giocatori a schermo condiviso e 8 giocatori online, mentre la Sfida a Tempo è solo per singoli. Le modalità per giocatore singolo schizzano a 60FPS, per offrire l’esperienza di corsa più veloce possibile.

Polverizzate tutti i record e scalate le classifiche globali online, o scaricate giri fantasma per competere contro i migliori tra tutti.

TRAILER D’ANNUNCIO E CARATTERISTICHE

Curve Digital ha diffuso il primo video dal quale si evince fin da ora il feeling con l’atmosfera retrò. Vediamolo. A seguire tutte le caratteristiche di questo titolo. Buona lettura.

INCONTRATE I PEZZI GROSSI

Keiko, Xing, Mike, Alexa, Aston, Toshiro, Marcus e Viktor sono otto fanatici della velocità che hanno dedicato le proprie vite a inseguire il titolo di pilota migliore al mondo.

UNA SPINTA NECESSARIA

Guadagnate boost facendo drifting e inserendoti nelle scie degli avversari, e scatena una scarica di velocità per lasciarli a mangiare la polvere.



PRENDETE IL DRIFT

Il drifting (la derapata se preferite) è essenziale in Hotshot Racing. Il boost si carica col drifting, perciò fatelo durare il più possibile è essenziale per garantirvi il massimo della velocità in gara.

CORRETE O ESPLODETE

In questa modalità c’è una bomba in ogni auto. Se scendete sotto una certa velocità BOOM! La velocità di innesco si alza sempre di più, costringendo tutti a sostenere velocità folli.

GUARDIE E LADRI

I ladri scappano dalle guardie. Le guardie acchiappano i ladri, e così facendo li fanno passare dalla loro parte, creando un’esaltante sfida di abilità per i criminali che restano.

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La storia dei porcellini che tutti credevano orsetti: Pooyan

Qual è l’elemento che unisce un branco di lupi affamati, una famiglia di maialini, il favoloso mondo dei giochi arcade, le zoppicanti conversioni casalinghe e… Gli Orsetti? Iniziamo dal principio. Nella prima parte degli anni ’80, i sistemi da gioco casalinghi non disponevano di un hardware in grado di competere con le schede arcade del periodo. Questa condizione costringeva gli sviluppatori a scendere a compromessi più o meno drastici per replicare, nei sistemi casalinghi, giochi spesso impossibili da convertire a causa di tali disparità tecniche. Ciò produsse spesso conversioni atroci, alcune delle quali annoverate fra i peggiori incubi videoludici di sempre. Le conversioni di qualità si contavano sulle dita della mano: una di queste è Pooyan, uno sparatutto a schermo fisso commercializzato dalla Konami per il circuito arcade nel 1982, l’anno dei Mondiali di calcio di Spagna. Si trattava del primo lavoro di Tokuro Fujiwara, il geniale autore di Ghosts ‘n Goblins, Ghouls and Ghosts, Commando, Tiger Road, Mega Man e Strider e tanti altri titoli. In Pooyan dovremo controllare la maialina Mama Pig e salvare la sua prole dalle bramosie alimentari di un branco di lupi.

La feroce battaglia avrà luogo con mezzi a dir poco eccentrici: un ascensore a carrucola azionato dai piccoli porcellini, probabilmente in contatto telepatico con la madre, e un arco dotato di frecce infinite. I lupi, tradendo la leggenda che li dipinge come esseri dotati di notevole arguzia, decidono di attaccare la povera famigliola di suini lanciandosi da un dirupo agganciati a una serie di… palloncini. Nel secondo livello del gioco, i lupacchiotti cercheranno di scagliare un improbabile masso gigante sulla povera Mama Pig, risalendo un crepaccio agganciati agli immancabili palloncini.

Lo scopo del gioco consiste nell’usare l’arco per colpire i palloncini e causare la caduta e lo spappolamento dei lupi al suolo. I poveri canidi cercheranno di difendersi lanciando sassi contro la povera maialina, che potrà anche avvalersi di un’arma speciale: un cosciotto di carne (!) che, per motivi arcani, consente di eliminare i lupi al solo contatto.

Cosa c’entrano gli orsetti? Abbiate pazienza, ci siamo quasi. I due livelli del gioco vengono ripetuti ciclicamente, intervallati da un bonus stage utile per rifiatare e accumulare punti.
Durante i livelli è possibile anche colpire i palloncini vaganti e i frutti insensatamente lanciati da alcuni lupi, ottenendo punti extra. Il sonoro del gioco è allegro e piacevole: all’inizio viene riprodotta la musica “The Other Day I Met a Bear”, una canzone da campo americana del 1919, mentre il tema del primo livello è parte del “Desecration Rag (An operatic Nightmare)” di Felix Arndt, la sezione della composizione che ricorda l’introduzione dell’Humoresque Opus 101 numero 7 di Antonín Dvořák.
Dopo aver completato per la seconda volta il quadro numero due, verrà eseguita la celebre canzone del vecchio West “Oh! Susanna” di Stephen Foster. Come avveniva per gran parte delle schede arcade dell’epoca, anche Pooyan fu oggetto di una pirateria spietata.

La scheda utilizzava componenti piuttosto comuni e facili da reperire, vale a dire una CPU Zilog Z80 a 3,072 Mhz, un secondo Z80 a 1,789772 Mhz per l’audio, 2 chip sonori AY8910 a 1,789772 Mhz e 6 filtri RC (resistenza-condensatore) a 1,789772 Mhz. La scelta di questi componenti agevolò il bieco lavoro dei creatori di bootleg, vale a dire le schede pirata realizzate da produttori senza scrupoli. Uno dei bootleg più diffusi del gioco Konami era denominato “Pootan”, un termine dall’assonanza tristemente greve per noi italiani. E gli orsetti? Ecco svelato il mistero. Pooyan è stato convertito su diversi sistemi casalinghi dell’epoca (Atari 2600, Atari a 8 bit, Tandy Color Computer, Commodore 64, Sord M5, MSX, Apple II, Tandy TRS-80, Tomy Tutor, PV-1000 e Nintendo Famicom), ma una delle versioni più note al pubblico italiano è l’eccellente versione per Commodore 64, che offriva un buon adattamento nonostante la presenza di uno schermo orizzontale (Pooyan in versione arcade utilizza uno schermo verticale).

Il gioco originale ottenne un buon successo di vendite e fu distribuito nel circuito delle cassettine pirata con il nome “Orsacchiotti” o “Orsetti”, errore dovuto probabilmente alle approssimazioni grafiche della conversione, che presentava i maialini con un aspetto simile a quello di famigliola di orsetti dal capo tondeggiante. Per dovere di cronaca, anche la versione arcade presentava una rappresentazione confusa dei maialini a causa dell’utilizzo di un assurdo colore bianco per dipingere la pelle dei coraggiosi suini. Questo banale equivoco ha impresso nella mente di un’intera generazione di utenti l’equivalenza “Pooyan=Orsetti”, con buona pace dell’idea originale di Tokuro Fujiwara, che forse si sarà vendicato inserendo una difficoltà atroce nel suo capolavoro Ghosts ’n Goblins (ovviamente scherziamo).

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SEGA Ages, Shinobi e Fantasy Zone a breve su Switch

Durante il boom delle sale giochi degli anni ’80, c’erano due titoli che si distinguevano dagli altri: Shinobi e Fantasy Zone. Sono proprio questi due grandi classici le prossime aggiunte alla raccolta SEGA Ages, in arrivo su Switch il 23 gennaio. Il prezzo è di 6,99 euro cadauno.

SHINOBI






L’action game a scorrimento laterale Shinobi presenta una modalità AGES che dona a Musashi un costume bianco in grado di assorbire e infliggere più danni e un sistema di controllo che prevede un pulsante dedicato a un attacco in mischia che consente ai giocatori di sbarazzarsi dei nemici a corto raggio. Se tutto ciò non bastasse e le orde dei criminali ZEED continuassero a essere una sfida troppo impervia, è stata introdotta la possibilità di selezionare il livello di gioco e la difficoltà, oltre a una funzione che permette di riavvolgere il tempo.

Il maestro ninja Joe Musashi, dunque, fa il suo ritorno in questo classico platform a scorrimento orizzontale. È stato inviato in una pericolosa missione solitaria per trovare e liberare tutti i bambini del clan Oboro che sono stati rapiti da un’organizzazione criminale conosciuta come ZEED. Sfruttate tutte le armi a disposizione, come una spada affilatissima, gli shuriken, i pugnali da lancio e persino la magia per portare a termine l’impresa, sconfiggere i nemici e liberare gli ostaggi.

FANTASY ZONE






C’era una volta, ben prima di Sonic, un’adorabile nave senziente chiamata Opa-Opa, la prima vera mascotte di SEGA e protagonista indiscussa di Fantasy Zone. La versione per SEGA Ages di questo coloratissimo titolo per sala giochi include una funzione per accumulare gettoni per tutti i giocatori che non sono formidabili negli shoot ‘em up, una modalità Time Attack perfetta per gli speed runner, boss aggiuntivi, e persino la possibilità di giocare nei panni del fratello di Opa-Opa, ovvero Upa-Upa.

Pioniere del genere “cute ‘em up”, Fantasy Zone in realtà racconta la storia abbastanza malinconica del grande guerriero spaziale Opa-Opa e della sua ricerca di vendetta in un mondo dai toni pastello.

Entrambi i giochi, ovviamente, hanno ricevuto il classico trattamento SEGA Ages, e possono contare su funzioni come il replay, classifiche online e tante altre accortezze che rendono queste versioni le migliori da giocare in mobilità.

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Cabinati brutalizzati, schermi a clessidra e tanta classe: l’epopea di Galaxian

Per quanto sembri incredibile con gli occhi di oggi, i devastati cabinati prontoscheda presenti nei sordidi baretti degli anni ’80 consentivano di utilizzare alcuni fra i videogiochi più celebrati di quel decennio, vale a dire le schede arcade che oggi collezioniamo a cifre da capogiro.

Spesso questi giochi venivano brutalizzati da una fauna di personaggi improponibili, restando relegati per anni negli angoli più remoti di questi locali, vicino ai servizi igienici, in nicchie polverose o dietro i dispenser delle patatine (rigorosamente scadute).

Questi cabinati, spesso privi di qualsiasi manutenzione, offrivano un’interazione nel migliore dei casi pessima, vale a dire leve devastate e pulsanti vandalizzati da monetine e altri arnesi impropri, e venivano spesso vilipesi in ogni modo possibile, evidenziando fiancate devastate dagli urti, dai mozziconi e dagli “attacchi d’arte” eseguiti con chiavi e temperini. Il tutto era condito da raffinatezze come ad esempio buchi realizzati con mozziconi di sigaretta, schermi deformati “a clessidra” e incisioni di messaggi e pittogrammi dal profondissimo valore culturale.

In questo contesto si inseriva Galaxian, un classico della Namco uscito nel lontanissimo 1979 e ancora presente nelle sale più sperdute degli anni ‘80, ormai spodestato dai più recenti cabinati dalla grafica fantasmagorica. Galaxian è il capostipite di una lunga serie di sparatutto prodotti dalla Namco, fra cui il celeberrimo Galaga, entrato nell’immaginario collettivo anche grazie a una celebre scena del film “Wargames”, la pellicola in cui Ally Sheedy, il sogno di ogni teenager di genere maschile degli anni ‘80, si recava a casa del nerd Matthew Broderick per giocare alla guerra termonucleare (fuori dalle lenzuola, sia ben chiaro).

Galaxian è un gioco di grande importanza storica: oltre a essere una delle prime schede arcade a colori dotate di segnale RGB, offriva una delle variazioni di maggior spessore sul tema di Space Invaders. Gli alieni di Galaxian, invece di restare fissi nella propria formazione di attacco, potevano lanciarsi in pericolose sortite atte a devastare il “Galaxip”, ovvero l’astronave del giocatore.

Inoltre, a differenza di quanto avveniva in Space Invaders, Galaxian non offriva alcuna protezione dal fuoco nemico e vantava alieni dotati di personalità spiccate, un elemento innovativo per l’epoca. Il gioco era celebre anche per i criptici messaggi che ne descrivevano la trama: “We are the Galaxians / Mission: Destroy Aliens”, ovvero “Siamo i Galaxian. Missione: distruggere gli alieni”. In altre parole, “Terrestri, crepate”.

Dal punto di vista tecnico, Galaxian era uno dei primi giochi dotati di sprite animati in modo minuzioso, caratteri multicolore per il punteggio, scorrimento dello sfondo e una serie di curate icone che indicavano il numero delle navi rimaste e dei livelli completati, dettagli non comuni per l’epoca. Per fare un confronto, Space Invaders utilizzava uno schermo in bianco e nero su cui venivano apposte semplici gelatine colorate per fornire un minimo di colore. Gli elementi introdotti da Galaxian diventarono la base del comparto tecnico dei videogiochi arcade della prima metà degli anni ’80.
L’hardware del gioco era di tutto rispetto per l’epoca: CPU Z80 a 3,072 Mhz, sottosistema audio dotato di generatore di toni a circuiti discreti, risoluzione di 224 x 256 pixel (molto elevata per il 1979), aggiornamento video di 60,61 Hz e ben 16 colori su schermo. I livelli disponibili sono 255 e il gioco ricominciava daccapo una volta raggiunto l’ultimo quadro.

L’influenza di Galaxian nel mondo dei videogiochi e degli shooter è stata determinante. I progettisti del gioco non riuscivano a smettere di giocare durante la lavorazione, mentre nelle sale giapponesi era possibile incontrare persone che accumulavano torrette di monetine per allungare il turno di gioco, mandando su tutte le furie i poveretti in attesa.

Come per Space Invaders, il segreto di Galaxian risiede in una giocabilità intuitiva inserita in un contesto più articolato. In Giappone, così come fu per Space Invaders, Galaxian causò una crisi produttiva del settore monetario: il consumo incessante dei nichelini necessari per giocare al capolavoro Namco mandò in crisi le capacità produttive della Zecca dello Stato. Galaxian è un titolo da riscoprire anche mediante un emulatore o una conversione per rivivere una delle esperienze arcade più autentiche degli anni ’80.

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Super Arcade Racing sarà presentato all’EGX 2019

Super Arcade Racing si prepara per l’esordio su Steam che arriverà a breve ma al tempo stesso anche per la presentazione all’EGX 2019 di Londra che si terrà dal 17 al 20 ottobre.

OutOfTheBit, infatti (il team del divertente ma ancora non completo Super Arcade Football) è pronto per questo evento e per far conoscere la sua nuova fatica che si ispira ai classici anni ’80 e ’90. Super Arcade Racing ci porta all’età d’oro dei videogames arcade: semplici, appassionanti e all’insegna del divertimento puro.

Con la sua grafica in pixel che ricorda le console a 16-bit e l’iconica visuale dall’alto in 2d, il titolo vuole riportare il vero gioco arcade sui dispositivi moderni. Non potevano mancare una colonna sonora unica e coinvolgente e una storia accattivante e misteriosa che guiderà il giocatore livello dopo livello.

CARATTERISTICHE DI SUPER ARCADE RACING




Nella modalità single player, il giocatore impersona Mick, che dovrà salvare il fratellino da misteriosi rapitori. Correre le corse clandestine sarà l’unica speranza di rivederlo e scoprire qualcosa in più sul proprio passato. I livelli hanno le ambientazioni più varie, con corse nel deserto, in città, sulla neve. Ci sono circuiti, inseguimenti e, come ogni gioco arcade vecchio stile che si rispetti, livelli segreti da scoprire, non tracciati sulla mappa.

Infinite combinazioni per la personalizzazione dell’auto e più di 80 livelli tutti disegnati a mano in pixel-art, creati con strumenti sviluppati da OutOfTheBit apposta per l’occasione.
Oltre 60 i livelli della modalità single player (story mode) con alcuni extra e 10 disegnati specificatamente per il multiplayer. Il giocatore potrà personalizzare la sua auto nei minimi dettagli, sia con cambiamenti che ne miglioreranno le prestazioni che cosmetici, da sfoggiare nella modalità multiplayer online.

Super Arcade Racing sarà a brevissimo disponibile gratuitamente su Pc (Steam), e su iPhone/iPad e dispositivi Android. Prossimamente anche su console e Mac. Per rimanere aggiornato sulle novità di Super Arcade Racing.

COSA DICONO GLI SVILUPPATORI




Ali Motisi, direttore di OutOfTheBit e capo sviluppatore, ha detto:

“Nel creare Super Arcade Racing ci siamo ispirati ai classici delle consolles anni 80, con la loro fantastica pixel art e una colonna sonora memorabile. E poi volevamo un’esperienza Londra arcade pura che consentisse al giocatore di divertirsi con due soli bottoni: acceleratore e freno. I progressi, livello dopo livelli, ci portano attraverso una storia intrigante e con qualche sorpresa. E naturalmente non potevano mancare i boss da battere e i livelli nascosti”.

Gaspare Trupiano, game designer, ha continuato:

Abbiamo lavorato con un’attenzione particolare alla curva di apprendimento. Super Arcade Racing può essere giocato da tutti. E giocandolo si diventa più bravi, più veloci e ci si diverte di più. Iniziando a conoscere la propria macchina, personalizzandone i componenti, si imparerà a guidarla, a capire come tagliare le curve, dove poter dar giù di gas eccetera. Abbiamo incluso anche la modalità “allenamento” per i più competitivi e una serie di ostacoli da evitare (o da distruggere di proposito!).

Simon Haynes, designer del suono ha sottolineato:

Una buona soundtrack e’ quella che ti viene in mente quando pensi a quelle serie TV e film classici degli anni 80 e 90. Per Super Arcade Racing volevamo che fosse iconica e unica, ispirandoci a quei classici. Uno di quei ritmi che ti resta in testa e ti ritrovi a canticchiarlo senza pensarci.

Ali Motisi ha concluso:

I disegni e le illustrazioni in pixel di Dave Swan che vedete nel gioco riflettono la sensazione “retro” che il gioco vuole trasmettere. Come per altri dei nostri giochi, abbiamo sviluppato gli strumenti che ci servivano sia per la grafica che per il suono ed è già in programma di mettere a frutto questi strumenti anche per i prossimi giochi, con lo stesso stile e caratteristiche.

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SEGA Ages, Space Harrier e Puyo Puyo su Switch

Continuano gli arrivi targati SEGA Ages su Switch. Come preannunciato qualche giorno fa, infatti, arrivano Space Harrier e Puyo Puyo, da oggi disponibili sulla console ibrida di Nintendo. Questi arcade costano 6,99 euro l’uno.

Preparatevi per un viaggio nel mondo fantasy di Space Harrier, in una versione che ripropone tutti gli aspetti più amati dai fan e li trasforma in un’intensa esperienza per Switch.

Ma non è finita qui, perché anche la celebre versione arcade di Puyo Puyo arriva su console Nintendo con una valanga di opzioni che migliorano ulteriormente questo fantastico rompicapo. Che preferiate giocare contro un avversario in modalità Arcade o sfidare altri giocatori online, la versione SEGA Ages può essere goduta sia a casa, sia in mobilità.

Vi lasciamo al trailer per scoprire ulteriori dettagli.

I DUE NUOVI TITOLI SEGA AGES SU SWITCH

SPACE HARRIER

In questo sparatutto a scorrimento in terza persona con grafica pseudo-3d, interpretate il giovane guerriero Space Harrier e avete il compito di salvare la pacifica Terra dei Draghi dall’invasione di creature malvagie. Con l’aiuto dei draghi e dei vostri superpoteri, dovrete farvi strada tra luoghi pericolosi pieni di terribili e minacciosi nemici per compiere la vostra impresa.

PUYO PUYO

Basato sulla versione originale da sala giochi, dovrete dare prova di riflessi fulminei in questo semplice, ma coinvolgente, puzzle game ricco di azione. L’obiettivo è creare combinazioni di “Puyo” dello stesso colore, il tutto mentre provi a evitare che il vostro schermo si riempia di queste graziose gelatine. È tutta una questione di abilità e resistenza in questo gioco entusiasmante ricco di personaggi indimenticabili.

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Space Harrier e Puyo Puyo arrivano su Switch

Space Harrier e Puyo Puyo entreranno a far parte della raccolta SEGA Ages per Switch, e saranno resi disponibili il 22 agosto al prezzo di 6,99 euro ciascuno sul Nintendo eShop.

Si tratta di due classici arcade che per la prima volta saranno appannaggio degli utenti della console ibrida che vanno ad arricchire la collezione SEGA Ages.

SPACE HARRIER







In questo sparatutto a scorrimento in terza persona con grafica pseudo-3d si andrà a interpretare il giovane guerriero Space Harrier con il compito di salvare la pacifica Terra dei Draghi dall’invasione di creature malvagie. Con l’aiuto dei dragi e di vari superpoteri, bisognerà farsi strada tra luoghi pericolosi pieni di terribili e minacciosi nemici al fine di compiere la propria impresa.

Space Harrier è un concentrato di spirito arcade classico, ma può contare sull’aggiunta di una nuova funzione chiamata Komainu Barrier Attack. Per rendere il viaggio più scorrevole, il Komainu proteggerà il giocatore con uno scudo speciale in maniera da consentirgli di resistere più efficacemente alle minacce. Tuttavia, dopo aver ricevuto il primo colpo la protezione andrà perduta.

PUYO PUYO






Basato sulla versione originale da sala giochi, gli appassionati dovranno dar prova di avere riflessi fulminei in questo semplice ma coinvolgente puzzle game ricco di azione. L’obiettivo è creare combinazioni di Puyo dello stesso colore; il tutto mentre si dovrà scongiurare il rischio di ritrovarsi lo schermo riempito da queste graziose gelatine. In questo gioco ricco di personaggi indimenticabili, è tutta una questione di abilità e di resistenza.

La versione SEGA Ages di Puyo Puyo è infatti il modo perfetto per provare per la prima volta questa incredibile serie di rompicapi. Il giocatore potrà confrontarsi con il computer, con un amico nell’Arcade Mode originale, oppure contro altri giocatori in tutto il mondo nella modalità online. Il nuovo sistema di ranking permetterà di provare a strappare una posizione di prestigio all’interno della classifica. Si ricorda che per giocare online è necessario sottoscrivere il piano Nintendo Switch Online.

Davide Viarengo

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Wonder Boy: Monster Land (mini) Recensione Switch

Era il lontanissimo 1987 quando Wonder Boy in Mosterland debuttò in sala giochi e sui computer e console casalinghe dell’epoca. Grazie a SEGA AGES è possibile giocare ad una versione “potenziata” di questo classico chiamata più sinteticamente Wonder Boy: Monster Land.

Non è altri che il secondo capitolo della celebre serie ed uno dei più amati in generale. Un action platform con elementi RPG che ci fa vestire i panni dell’eroico Tom Tom (Wonder Boy) nuovamente in viaggio per salvare la sua terra, il suo regno.

Il gioco è disponibile sul Nintendo eShop per Switch a 6,99 euro. Ed arriva con alcune novità. Ecco la nostra mini-recensione.

UN CLASSICO DI 32 ANNI FA “POTENZIATO” PER SWITCH

Non è mai facile parlare di un gioco appartenente ad un’era geologica diversa. Si perché 32 anni sono tanti nella concezione normale, figuriamoci per un videogioco. All’epoca della sua uscita il titolo godette di estrema popolarità, sia in Giappone che nel resto del mondo. Convertito un po’ ovunque, Wonder Boy in Moster Land si fece apprezzare anche su C64. Un’edizione che ricordiamo molto bene.

Adesso, la collana SEGA AGES, ci permette di rigiocare questo classico. Dicevamo con qualche potenziamento. Ma come è invecchiato? Vi diciamo che i segni del tempo ci sono tutti, soprattutto se giochiamo in modalità TV. Fatto del tutto normale. Il gioco offre diverse opzioni. Da quelle grafiche che ci permettono di scegliere il formato dello schermo (optare per i 4:3 originali con presenza di sfondo o per i più attuali 16:9) o se attivare i filtri per simulare l’effetto tubo catodico.

Ma sono presenti alcuni miglioramenti come la presenza della modalità Power Up New Game (New Game Plus). Questa è una funzione che può essere attivata in ogni momento, anche senza finire il gioco e permette di ricominciare la partita dopo un game over conservando l’equipaggiamento ottenuto.

Troviamo anche tre nuove modalità sfida.  Due prove a tempo Sphinx e Monster Castle, più la prova a punteggio Fire Ball.

Ma non finisce qui. Troviamo anche le classifiche online, una funzione di replay e la Money Hungry Mode. Quest’ultima riguarda un bug che esisteva nell’originale versione arcade per cui i giocatori potevano aumentare il valore di qualsiasi pezzo d’oro nascosto scuotendo rapidamente avanti e indietro il joystick. Il bug, di default, in questa versione non è stato corretto; per farlo e vivere un’esperienza davvero hardcore bisogna dunque attivare la Money Hungry Mode.

In ultimo, è possibile selezionare la versione del gioco (giapponese o internazionale), il livello di difficoltà (normale e difficile), il numero di vite (i cuori) tra 1 e 5 ed il punteggio che dà diritto alla vita extra ogni 30.000, 50.000 o 100.000 punti.

LA SINOSSI DI WONDER BOY: MONSTER LAND

 

Dopo aver sconfitto il re del male, il regno di Wonder Land era un paradiso… almeno per un po’ di tempo. La pace, però, fu spezzata quando un feroce drago sputafuoco che colpì senza preavviso e conquistò Wonder Land con una masnada di malvagi, mostruosi scagnozzi, trasformando una terra un tempo pacifica in una caotica landa infestata dai mostri.

Rendendosi conto di essere l’ultima speranza, Wonder Boy parte per un nuovo e pericoloso viaggio per liberare la sua terra dai mostri e sconfiggere il drago “invincibile”.

IL GAMEPLAY È SEMPRE IL FIORE ALL’OCCHIELLO

Inutile dire che il nocciolo del gioco sia il gameplay e che questi sia stato lasciato sostanzialmente identico all’originale. Wonder Boy: Monster Land è un action platform con elementi ruolistici. Il nostro protagonista dovrà saltare tra piattaforme ed usare diverse armi ed oggetti per migliorare le sue prestazioni e poter sconfiggere nemici sempre più forti ed ostici.

Gli 11 livelli (non lineari) che compongono il regno sono troppo lunghi ma offrono una sfida interessante a meno che non conosciate i pattern dei vari mostri. Monster Land è popolata chiaramente da mostri di ogni genere (che Monster Land sarebbe diversamente?) ed ognuno ha i propri movimenti ed attacchi. Basta chiaramente memorizzare il tutto così come le difficoltà ambientali (piattaforme moventi, lava, fiumi e così via) e si va avanti senza grossi intoppi alla caccia del miglior punteggio.

Nel nostro periglioso viaggio raccoglieremo monete d’oro, utili per acquistare l’equipaggiamento fondamentale visto che partiremo letteralmente in mutande, clessidre per il tempo (altro nemico tremendo visto che corre troppo), ma anche oggetti che offrono punti extra e vite extra come il cuore piccolo ed il cuore grande. Quest’ultimo azzera l’energia e la ricarica offrendo punti supplementari. La chiave, invece, viene rilasciata dai boss ed è fondamentale per poter andare al livello successivo. I vari stage sono comunque disseminati di negozi dove andremo a comprare tonici, armi, scudi ed equipaggiamenti. La spada di partenza (la Gradius) sarà presto da sostituire. Stesso dicasi per le calzature e per le armature che ovviamente daranno più resistenza al nostro biondo eroe.

Sempre nei negozi possiamo acquistare Bombe, palle di fuoco, tornado, lampi. Utilissimi per far pulizia nei momenti di difficoltà. Il gameplay è rimasto quello ed il feeling – per chi ha amato questo gioco – risulta sostanzialmente immutato grazie anche ad una discreta profondità se si pensa che si tratta di un titolo di 32 anni fa e che, soprattutto, è un arcade. Sono rimasti anche alcuni difetti originali: a volte la tempistica deve essere precisa al 101% visto che le collisioni non sempre sono precise.

I PIXEL E LE STORICHE MUSICHE DEL 1987

Wonder Boy: Monster Land mostra tantissimo i “pixel del tempo”. Le rughe digitali di un volto che ovviamente sente il passare del tempo. È naturale, anche in ambito videoludico. Non ci sono filtri per il miglioramento e sotto questo aspetto il titolo è rimasto fedele a quello di 32 anni or sono. Gli unici filtri presenti, lo ripetiamo, sono quelli per simulare l’effetto monitor a tubo catodico.

Ad ogni modo, gli estimatori apprezzeranno anche perché la grafica molto colorata e ben disegnata risulta carina nonostante il tempo trascorso. Gli sprites non sono particolarmente grandi ma il gioco è molto fluido ed anche vario visti i diversi ambienti proposti che ci immergono in una favola fantasy da giocare.

È un piacere, almeno per chi vi scrive, riascoltare le musiche originali. Ogni livello ha il suo tema così come ogni venditore. Sono motivetti brevi ed orecchiabili che difficilmente si tolgono dalla testa.

COMMENTO FINALE

Rigiocare a Wonder Boy: Monsterland (o in Moster Land) è una bella emozione. La collana SEGA AGES ci riconsegna un classico senza tempo… che mostra i segni del tempo. È giusto essere onesti.

Sono state aggiunte varie opzioni che migliorano sicuramente la longevità e la rigiocabilità grazie alla presenza anche di classifiche online, delle modalità alternative a quella arcade. Il piacere di rigiocare a questo action platform però è immenso. Rivisitare i vari stage ed ambientazione, affrontare ancora una volta i mostri che tanto ci fecero sudare quando eravamo piccoli e riascoltare le musiche originali è senza dubbio un pregio.

Certo, mostra i segni del tempo. Ma la raccolta SEGA AGES fa questo: ci ripropone i suoi classici modificandoli senza snaturarli. Chi vuole rigiocare a Wonder Boy può senza dubbio valutarne l’acquisto con tutti i pro ed i contro dell’originale e con i tanti pro di questa versione che aggiunge un po’ di “ciccia”.

Astenersi non estimatori.

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Crash Team Racing Nitro Fueled, Recensione

Mettete insieme il marsupiale più famoso del mondo dei videogiochi, diventato una vera e propria mascotte per Sony e la sua prima console PlayStation verso la metà degli anni ’90, e tutto il divertimento e la frenesia di un gioco arcade di corse alla Super Mario Kart. Il risultato fu un divertente quanto folle titolo con svariate modalità entro le quali cimentarsi da soli o in compagnia di alcuni amici in avvincenti gare di go-kart all’ultimo respiro. Crash Team Racing è stato l’ultimo gioco della serie e l’ultimo titolo in assoluto sviluppato da Naughty Dog per il publisher Universal Interactive Studios, e per molte ragioni è entrato a far parte dell’elenco dei titoli più amati dai possessori della prima PlayStation.

Per questo motivo, per anni, il pubblico ne ha letteralmente bramato un nuovo episodio, dopo le mezze delusioni di pseudo-sequel spirituali e indiretti. Un sogno che oggi è realtà grazie al lavoro di Beenox, team che si è occupato dell’ottima remastered di Call of Duty Modern Warfare, e al “suo” Crash Team Racing Nitro Fueled. Non si tratta di un episodio originale, è vero, visto che parliamo di un remake, ma alla fine ci si potrebbe lo stesso accontentare. Perché il punto semmai è un altro: questo rifacimento è riuscito a restituire ai giocatori tutto il divertimento e il feeling dell’originale? Scopriamolo insieme in questa nostra recensione della versione PS4.

UN MARSUPIALE ALLA GUIDA

Il pretesto per far correre Crash e i suoi amici lungo tutta una serie di circuiti a tema legati alla serie, spiegato in una delle modalità disponibili, ovverosia Avventura, disponibile sia in versione classica che Nitro-Fueled con la possibilità di scegliere il livello di difficoltà e le personalizzazioni dei kart (solo estetiche), è quello di dover salvare il mondo e i loro abitanti dalla minaccia costituita da un malvagio alieno di nome Nitros Oxide.

E l’unico modo per bloccare questa creatura alta, dalla pelle verde e dotato di quattro gambe, è proprio sfidarlo dopo aver guadagnato lo scontro sulle piste di diverse arene, sconfiggendo gara dopo gara una serie di avversari e i relativi boss di ogni zona. Il simpatico invasore extraterrestre, infatti, si crede il più grande pilota della galassia ed è quindi disposto a giocarsela: se vince lui, si impossessa del mondo, in caso contrario va via. Ovviamente il compito del nostro marsupiale preferito non è così semplice come può sembrare: pur di raggiungere per primo il  traguardo, ogni avversario, compreso poi lo stesso Nitros Oxide nelle sfide finali, è disposto a sfruttare ogni mezzo a disposizione, lecito e illecito.










Questo significa che può cercare di sbattere fuori pista gli altri concorrenti, e di sfruttare a proprio vantaggio i power-up e gli altri oggetti che incrocia lungo tutto il percorso. Parliamo di bombe rotolanti, missili a ricerca, boost per la velocità e pozioni in grado di far sbandare e rallentare i kart colpiti per pochi secondi. Immancabili anche le tradizionali Maschere Aku Aku, utili per proteggersi dagli attacchi nemici, aumentare la velocità e immobilizzare ogni veicolo che tocca quello del pilota che le ha attivate, anche se per un lasso di tempo limitato.

Lo schema funziona ed è estremamente divertente, anche se pecca un po’ nella distribuzione casuale dei power-up: questi, infatti, a volte risultano inappropriati se relazionati alla posizione occupata in quel momento dal giocatore. Laddove magari necessiterebbero delle casse di TNT o delle Becher da sganciare alle proprie spalle per rallentare gli avversari quando si è primi o “disinnescare” la minaccia costituita da un missile di ricerca puntato sul nostro personaggio, può capitare di raccogliere una bomba lanciabile solo in avanti, e così via.

MOLTO PIÙ CHE UNA REPLICA PERFETTA





Dal punto di vista della giocabilità, il titolo riprende praticamente ogni elemento dell’originale dei tempi di PlayStation, replicandolo quasi perfettamente col nuovo engine, e aggiungendo qua e là qualche sensibile ritocco utile principalmente a adattarne alcuni aspetti ai controller attuali. Il resto invece c’è tutto: i tracciati originali a difficoltà crescente pieni di curve, dossi, scorciatoie, acceleratori e casse di frutta Wumpa o bonus, le sfide contro i boss e tutto il sano divertimento tipico del vecchio Crash Team Racing. Un divertimento che a nostro parere raggiunge l’apice quando si gioca in compagnia di amici in multiplayer locale a schermo diviso (fino a quattro giocatori), tra una risata di scherno e l’altra, oppure online, contro altri otto giocatori. Purtroppo non abbiamo avuto modo di testare questa modalità in quanto al momento delle nostre prove i server di gioco non erano del tutto attivi.



Ad ogni modo, tornando al gioco, di diverso c’è la presenza di un numero maggiore di contenuti sottoforma di modalità e opzioni. Oltre alla già citata avventura, c’è per esempio Arcade Locale, che contiene a sua volta tante modalità di gioco come per esempio Gara Singola,  Battaglia, Prove a Tempo, Sfida dei Cristalli e così via, attraverso le quali si può gareggiare all’interno delle trentadue piste disponibili, ovverosia tutti i vecchi percorsi originali del primo Crash Team Racing più tredici provenienti da Nitro Kart. Dallo stesso gioco, così come da Tag Team Racing, arrivano poi molti personaggi sbloccabili (per un totale di venticinque!), personalizzazioni e situazioni presenti in questa produzione.
Per la cronaca, piloti e gadget si sbloccano in gioco o comprano nel negozio virtuale ma con i semplici punti raccolti nelle gare. Insomma, Crash Team Racing Nitro Fueled cerca di mettere in scena un pacchetto variegato per offrire ai videogiocatori un’esperienza quanto più interessante e meno noiosa possibile, e cercare probabilmente con la quantità di sopperire a un livello di sfida generale tarato verso il basso, almeno inizialmente.

Giudizio positivo anche per quanto riguarda il profilo tecnico. Il gioco gira a 30 frame per secondo su PlayStation 4 liscia (idem su Xbox One e Nintendo Switch, mentre su Pro e Xbox One X raggiunge i 60fps) in ogni circostanza, e propone un ottimo livello di dettaglio grafico per i personaggi, i kart, i circuiti e i modelli poligonali generali. Da questo punto di vista va dunque fatto un plauso agli sviluppatori, capaci col loro lavoro di “imitare” quello di Vicarious Vision un paio di anni fa per il rifacimento dei vecchi Crash Bandicoot.

A proposito, per i più nostalgici è perfino possibile giocare selezionando i modelli poligonali dei kart e dei personaggi principali dell’edizione del 1999. Bello anche il comparto audio, che vanta perfino il doppiaggio in italiano per i personaggi, tutte le musiche originali, sia in versione classica che aggiornata, e tantissimi effetti sempre in linea con quanto di divertente e fuori di testa avviene sullo schermo.

COMMENTO FINALE

Crash Team Racing Nitro Fueled è un ottimo remake, fedele all’originale al punto da replicarne praticamente ogni elemento, dai tracciati al gameplay.

Il risultato è un prodotto quindi non certo originale ma lo stesso bello e divertente da giocare, complice delle meccaniche che al netto di qualche piccolo difetto sono invecchiate bene,  un comparto estetico di tutto rispetto e una mole di contenuti davvero notevole. Insomma, dopo l’ottimo lavoro di Activision sul rifacimento dei vecchi platform di Crash Bandicoot, l’azienda fa il bis con questa ottima riproposizione del vecchio Crash Team Racing, puntando su un concetto di gioco estremamente semplice quanto efficace: scegliere uno tra i tanti personaggi disponibili e cercare di raggiungere per primo il traguardo sfruttando ogni astuzia, arma e oggetto a propria disposizione.

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Locomalito ha pubblicato Darkula

Il team spagnolo indie Locomalito, conosciuto per Maltida Castilla e Super Hydorah, assieme a Gryzor87 hanno annunciato la pubblicazione di Darkula. Si tratta di un platform game per Pc Windows che si ispira ai famoso coin-op del 1983 traendo idee da Mappy, Mouser, Arabian (che poi venne portato su home computer col titolo di Arabian Nights) e molti altri grandi classici. Il gioco è disponibile per il download gratuito sul sito degli sviluppatori. Ne ha parlato IndieRetroNews.

Squadra che vince non si cambia: progettato, dunque, da Locomalito con musica e sonoro dell’esperto Gryzor87, il titolo è stato realizzato in 5 mesi su licenza Creative Commons come si legge sul sito ufficiale. Darkula è l’ultimo gioco arcade scaricabile. Presentato ufficialmente con il suo primo gioco, imita le specifiche tecniche dei cabinati di 35 e passa anni fa. Al gameplay si aggiunge un sistema di punteggio attentamente progettato per i tornei locali.

SINOSSI

Molti e molti anni fa, mostri leggendari si riunirono per creare il Deviland Park, il parco dei divertimenti più incredibile di sempre. Ma dopo decenni lavorando e vivendo sotto le luci appariscenti, questi mostri hanno dimenticato come ci si sente a correre sotto la luce della luna.

Stasera, Darkula ha preso la decisione di rimuovere le luci artificiali di Deviland per mostrare ai suoi compagni la naturale bellezza di un buon cielo nero.

CARATTERISTICHE

  • Aspetto di un gioco arcade del 1983.
  • Facile da imparare, difficile da padroneggiare.
  • Sistema di punteggio progettato per competizioni e tornei.
  • 6 livelli unici + livelli bonus.
  • Pannello di controllo ed immagini artistiche per cabinati.

INFLUENZE

Classici giochi di piattaforme arcade fissi come Mappy, Bomb Jack, Mouser, Arabian, Pac-Man, Donkey Kong, Monster Bash, Mr. Do’s Castle, Ponpoko e Fantasy tra gli altri.

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They came from the Sky, (mini) Recensione

La fantascienza è sempre stato un argomento molto interessante. Fin da tempi remoti. Un esempio storico fu la trasmissione radiofonica del 1938 intitolata “War of the Worlds” interpretata così bene da Orson Welles che molte persone che ascoltarono la radio credettero effettivamente ad una invasione aliena. Non mancano esempi anche negli anni successivi. Ma non è questa la sede per andare avanti. Abbiamo voluto iniziare così la (mini) recensione di They came from the Sky, nuovo titolo di Fobti Interactive che dopo averci portato nel West con Gunman Tales e fatto esplorare dungeon con eroi nell’interessante RPG “numerico” Numgeon, ci fa vestire i panni degli alieni invasori.

Proprio così. E lo fa facendoci tornare indietro, in un’atmosfera anni ’50. Il gioco è uscito su Steam pochi giorni fa e propone una grafica in pixel art ed un design interessante. Oltre a dinamiche estremamente semplici ed immediate che lo rendono adatto a chi vuole divertirsi per qualche minuto.

Ecco la nostra recensione.

GAMEPLAY SNELLISSIMO MA DIVERTENTE

Diciamocelo subito: They came from the Sky è un passatempo semplice. Potremmo definirlo una sorta di “Space Invaders al contrario”. In questo caso, infatti, saremo noi a guidare l’invasione aliena a bordo di un classico disco volante del tutto simile a quello che si ritiene sia caduto a Roswel, negli Usa, avvenuto nel 1947.

Il nostro compito? Semplicissimo: rapire (o come simpaticamente viene descritto su Steam: “salvare”) il maggior numero di esseri umani e/o animali evitando anche le rappresaglie della polizia o altri tipi di controffensiva terrestre. Al tempo stesso sarà importante evitare di rimanere senza energia (del resto è sempre un ufo degli anni ’40-’50) e conquistare bonus che aumentino il tempo a nostra disposizione che è limitato. La missione è nobile: assicurare un numero di esseri umani per poter preparare un delizioso frullato rinfrescante…

Grazie al raggio traente quindi potremo attirare nel nostro disco volante persone ed animali. Raccoglieremo anche dei bonus che serviranno a renderci invisibili per un breve periodo di tempo, a fermare le persone e renderci più facile il nostro compito o, ancora, a trasformare le persone in polli, o attivare scudi o il warp che serve per la ricarica.

Potremo anche raccogliere, sempre col nostro raggio, alcune monete che accumulate saranno utili a sbloccare altri tipi di ufo. Ve ne sono in tutto sei. Questi si differiscono non solo per l’aspetto (sempre retro) ma anche per tre caratteristiche: velocità di movimento, energia e resistenza ai colpi.





Non possiamo, inoltre, il nostro movimento laterale sarà automatico ma grazie all’utilizzo del nostro raggio potremo cambiare direzione.

Nel gioco sono presenti le statistiche. Ad esempio leggeremo quante volte siamo stati abbattuti, quanti round abbiamo fatto, quanti umani abbiamo rapito, quanti animali sono stati prelevati e così via. Nonché il nostro rango mentre il numero di monete raccolte tra ogni partita è cumulativo e, come detto, serve a sbloccare le navette con le quali effettuare le nostre scorribande.

Ah, ovviamente bisogna fare il maggior numero di punti e se centreremo tanti obiettivi rapidamente attiveremo un sistema di combo che aumenterà a il punteggio.

PIXEL, BUONA MUSICA E QUALCHE EFFETTO









Dal punto di vista tecnico, They came from the Sky è il classico lavoro in pixel art da parte di Fobti Interactive. Tutto molto semplice ma ben fatto ed in grado di offrire la giusta atmosfera. Buoni anche alcuni piccoli effetti ed un omaggio a Godzilla che ogni tanto fa capolino sulla scena.

Ed a questo punto, facendo un passo indietro, ci viene un dubbio: ma noi li rapiamo o li salviamo questi esseri umani, gatti, gabbiani, poliziotti, polli e così via?… In effetti se gli umani potessero scegliere, cosa farebbero: essere spiaccicati da Godzilla o essere l’ingrediente principale di un succo rinfrescante per alieni?

Ci sono alcune opzioni grafiche per gli effetti (togliere lo “sporco” ad esempio) o per giocare in bianco e nero o a colori. Buoni gli effetti sonori e buonissime anche le due musiche. Entrambe evocative e di atmosfera che fanno perfettamente il loro dovere. Offrono, infatti, quel po’ di suspense che ci aspetteremmo anche da un tipo di film del genere. Ci accompagnano molto bene nella nostra missione di terrore… o di salvataggio… beh, nel nostro compito.

COMMENTO FINALE

They came from the Sky è un bel passatempo. Nulla di impegnativo ma è molto simpatico. E siamo convinti che effettivamente nove alieni su dieci (come ironicamente appare nella pagina Steam del gioco) abbiano ragione consigliando questo giochino firmato da Fobti (al secolo Tibor Fobel). Divertente, scanzonato, immediato e per piccino che sia, funzionale.

Ottimo prezzo (non supera i tre euro, ndr), peccato per la poca varietà complessiva. Capiamo, tuttavia, che vada bene così visto il tipo di produzione strettamente individuale ed indipendente.

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