Crash Bandicoot 4: It’s About time è stato annunciato

I fan di Bandicoot si preparino e segnino il 2 ottobre: il nuovo Crash arriva nel corso dell’anno con un gioco completamente nuovo. Activision Blizzard e lo sviluppatore Toys for Bob, regalano ai fan il degno seguito della trilogia originale grazie a Crash Bandicoot 4: It’s About Time. Gli amati Read more…

Tony Hawk’s Pro Skater 1 e 2 remaster a settembre

Gli amanti dello skateboard saranno felici di sapere che Tony Hawk’s Pro Skater sta per tornare. Sviluppate da Vicarious Vision, team che ha già realizzato Crash Bandicoot N. Sane Trilogy, le versioni rimasterizzate di Tony Hawk’s Pro Skater 1 e 2 arriveranno il 4 settembre su Pc (via Epic), PS4 ed Xbox One.

I due titoli conterranno tutti i livelli originali, gli skater professionisti, i trick della vecchia scuola e molto altro che i giocatori ricorderanno dagli anni ’90 e 2000 con nuovi livelli ricreati. Questa fedele rimasterizzazione includerà anche i brani di successo del franchise originale, tra cui Superman dei Goldfinger.

Trailer d’annuncio.

Lo stesso Tony Hawk, leggenda vivente dallo skateboard, ha detto:

La serie originale di Tony Hawk’s Pro Skater è stata un pilastro nell’evoluzione dei moderni trick per lo skateboard e ha ispirato molti degli skater professionisti che oggi conoscete e amate. Sono entusiasta di poter ispirare una nuova generazione di skateboarder, giocatori e fan della serie nel far crescere ulteriormente questo sport.

I CONTENUTI TONY HAWK’S PRO SKATER 1 E 2

Tony-Hawk-s-Pro-Skater-B

Tony Hawk’s Pro Skater 1 e 2 includeranno anche le funzionalità più amate di tutto il franchise originale, tra cui Revert, lip tricks, wall plant e le modalità in multigiocatore originali, sia online sia in locale. E sì, ci saranno anche le modalità Create-A-Park e Create-A-Skater.

In Create-A-Park ci saranno nuove modalità di personalizzazione grazie ad un robusto editor che le supporta. I giocatori possono condividere online i parchi con gli amici e personalizzare i look degli skater.

Inoltre, i fan possono selezionare i loro skater preferiti dalla lista completa dei professionisti originari, tra cui Tony Hawk, Bucky Lasek, Steve Caballero, Geoff Rowley, Andrew Reynolds, Elissa Steamer, Chad Muska, Eric Koston, Rodney Mullen, Rune Glifberg, Kareem Campbell, Jamie Thomas e Bob Burnquist.

Le nuove funzionalità della versione rimasterizzata includono ancora più obiettivi di prima, nuove sfide per potenziare l’esperienza di gioco e altro ancora.

Jen Oneal, capo di Vicarious Visions, ha detto la sua:

Avere la possibilità di rilanciare i due giochi originali che hanno avuto un impatto così significativo non solo nel mondo dei videogame, ma su un intero sport, è stata un’esperienza straordinaria per i membri del nostro team, molti dei quali hanno lavorato alla serie originale. Abbiamo preso ciò che conoscevate e amavate dai giochi originali e lo abbiamo unito a strumenti creativi innovativi che consentiranno ai giocatori di inventarsi modi completamente nuovi di giocare al gioco che hanno amato. Siamo certi che sarà l’esperienza definitiva di Tony Hawk’s Pro Skater che i fan vogliono.

Più dettagli sui pre-order, sui costi ed altro sul blog di Activision, publisher del gioco.

 

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Call of Duty: Warzone, ecco la modalità Solitario

Come sappiamo, Call of Duty: Warzone è disponibile da pochi giorni e già arriva una nuova modalità, adatta a chi vuole giocare solo contro tutti e raggiungere Verdansk da solo: Solitario.

SOLITARIO, I DETTAGLI 

Le basi: In modalità Solitario, i giocatori vengono catapultati a Verdansk da soli seguendo le regole del Battle Royale. Questo significa niente compagni di squadra, nessun amico, ma soli con una pistola. Man mano che sopravviveranno contro un massimo di altri 149 giocatori, la nube di gas si espanderà restringendo l’area di gioco, proprio come avviene in una normale Battle Royale. Il Gulag accoglie ancora gli eliminati della Warzone, ma se si muore nello scontro 1v1, si è definitivamente fuori dalla partita.

La strategia in modalità Solitario: poiché in modalità Solitario non si hanno compagni di squadra su cui fare affidamento o che potranno guardarsi le spalle a vicenda, ogni decisione può determinare la vita o la morte.
Bisogna guardare l’angolo in alto a destra per vedere quanti giocatori sono entrati e tenere gli occhi aperti su dove si trovano quelle scie rosse. Se si è alla ricerca di uno scontro, bisogna seguire quelle piste. Altrimenti, si può atterrare in luoghi più remoti per costruire il proprio loadout prima di affrontare gli altri giocatori.

Una volta che si atterra, la raccolta di informazioni diventa l’arma più potente per la sopravvivenza. Oltre a prestare attenzione alla mappa tattica e alla mini mappa, bisogna essere particolarmente attenti a trovare ed equipaggiarsi con strumenti di ricognizione come il Drone di ricognizione, il Monitor del battito cardiaco e UAV. L’ultimo di questi può essere acquistato tramite le stazioni di acquisto, attive durante questa modalità.

A proposito delle stazioni di acquisto, si possono  ancora acquistare i kit per tornare in vita o trovarli in Verdansk. Inoltre, solitamente gli operatori muoiono all’istante quando la loro salute scende a zero, ma se hanno un kit, possono ritornare in gioco e vendicarsi.

Inoltre, la modalità Solitario è un ottimo modo per allenare fondamentali di Warzone. Le modalità da giocatore singolo sono una buona opzione per chi vuole allenarsi con le armi, con l’equipaggiamento, con i benefici e sulla conoscenza della mappa. Potendo contare solo sui propri sensi e sull’HUD, un match in modalità Solitario può offrire l’occasione per apprendere dall’esperienza per le prossime partite. Ulteriori dettagli a questo link.

CONSIGLI PER QUESTA VARIANTE

  • Giocate in modalità Solitario? La raccolta di informazioni è il miglior alleato: oltre a prestare attenzione alla mappa tattica e alla mini mappa, bisogna essere particolarmente attenti a trovare ed equipaggiarsi con strumenti di ricognizione come il Drone di ricognizione, il Monitor del battito cardiaco e UAV.
  • I contratti: questo vale per i contratti di esplorazione della mappa. Siccome si è da soli, il tempo per conquistare le posizioni è dimezzato rispetto ad altre modalità. Bisogna portare a termine i contratti e ottenere denaro per accumulare successivamente i loadout presso le stazioni di acquisto.
  • Imparare dalle partite in modalità Solitario: anche se possono avere meno possibilità di vincere, è necessario imparare da questa modalità per le prossime partite in squadra. Alcune partite in Solitario potrebbero fare la differenza tra perdere la prossima partita in Battle Royale e una meritata vittoria.

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Grande successo per Call Of Duty Mobile

Ad appena tre giorni dall’uscita ufficiale, Call Of Duty Mobile ha raggiunto oltre 35 milioni di download, battendo il record di qualsiasi altro gioco in prima o terza persona su App Store e Google Play. Pubblicato da Activision e sviluppato dal Timi studio di Tencent, il nuovo titolo del celebre franchise ha ottenuto il primo posto tra le app più scaricate su App Store in oltre cento paesi.

IL GIOCO

Call of Duty Mobile offre l’esperienza definitiva in prima persona per la prima volta su mobile, offrendo le mappe, le modalità, le armi e i personaggi preferiti di tutta la serie, inclusi gli universi di Modern Warfare e Black Ops, agglomerati in un’unica soluzione.

Il titolo include le modalità testa a testa del Multiplayer, come una esperienza del tutto nuova di Battle Royale, insieme ai tradizionali luoghi di Call of Duty come i terreni, il mare e i veicoli aerei.

Per maggiori informazioni invitiamo a consultare il sito ufficiale.

A PROPOSITO DEL SUCCESSO

Rob Kostich, presidente di Activision, ha dichiarato:

La risposta dei fan su Android e iOS è stata fantastica. Call of Duty: Mobile ha già oltrepassato i 35 milioni di download diventando l’app più scaricata su iOS in più di cento paesi non solo tra le app di gioco, ma nella classifica generale. E’ un’esperienza incredibilmente divertente, e siamo solo all’inizio. I miei complimenti al team di Activision e al nostro partner Timi studio di Tencent per aver creato un gioco così fantastico per i giocatori. Un grazie speciale anche ai nostri fan per il loro continuo supporto. C’è ancora molto da aspettarsi per quando rilasceremo nuovi contenuti e aggiornamenti.

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Spyro Reignited Trilogy a breve su Steam e Switch

Dopo aver fatto divertire gli utenti PS4 lo scorso anno, la Spyro Reignited Trilogy sta planando su Switch e Steam. Activision – publisher della versione rimasterizzata dei giochi che vedono il simpatico draghetto  protagonista – ha confermato che martedì prossimo, 3 settembre, la raccolta sarà disponibile sulla console ibrida di Nintendo e su Steam per gli utenti Pc.

Questo segnerà il debutto di tutti e tre i giochi originali Spyro the Dragon, Spyro 2: Ripto’s Rage! e Spyro: Year of the Dragon su queste nuove piattaforme.

I giocatori che cercano un’esperienza in modalità portatile possono divertirsi su Switch. La trilogia rimasterizzata offre inoltre ai giocatori su Pc la possibilità di ammirare un comparto grafico con supporto fino alla risoluzione 4K. Sempre su computer sarà possibile giocare con un framerate illimitato su sistemi supportati.

Per festeggiare e dare un tocco nuovo ai 21 anni di Spyro, il principale sviluppatore Toys for Bob invita tutti i fan a sintonizzarsi per una speciale live stream sul canale Twich di Games Done Quick alle 19 del 3 settembre. Durante lo stream, i fan avranno una visione generale di come lo studio stia celebrando il lancio del gioco su queste due piattaforme e su come i giocatori potranno unirsi al divertimento.

Ecco il trailer di lancio della versione Switch.

Spyro Reignited Trilogy offre quell’emozionante e nostalgico gameplay che i fan hanno tanto apprezzato negli anni ’90, con grafiche in HD. La trilogia comprende complessivamente oltre 100 livelli, sequenze di ricompense migliorate, l’eccentrico gruppo di amici di Spyro (tra cui Sparx the Dragonfly, Hunter, Sheila, Agent 9 e Sgt. Byrd) e molto altro! La trilogia inoltre offre ai giocatori un’esperienza migliorata con ambientazioni splendidamente renderizzate, controlli migliorati e filmati mozzafiato per vivere queste epiche avventure ancora più intensamente.

FESTEGGIAMENTI IN CRASH TEAM RACING NITRO-FUELED

Come se tutto ciò non bastasse, Activision Publishing, Inc., divisione di Activision Blizzard, Inc., mette insieme due icone dei videogiochi unendo Spyro alla gara di Crash Team Racing Nitro-Fueled nel Spyro & Friends Grand Prix che sarà disponibile dal 30 agosto. Disponibile gratuitamente per chi acquista il gioco, Spyro & Friends Grand Prix dà all’iconico drago viola l’opportunità di unirsi ai personaggi di CTR per la prima volta.

In Spyro & Friends Grand Prix, i giocatori possono consumare le gomme e navigare attraverso lo “Spyro Circuit”, la nuovissima pista a tema Spyro, mentre raccolgono gemme, schivando le fiamme e (ovviamente) volando sulle pecore. Spyro non sarà da solo, lo speedster viola sarà raggiunto da Hunter e Gnasty Gnorc come personaggi giocabili. Sparx, inoltre, si unirà come maschera di protezione simile ad Aku Aku per la pista di Spyro Circuit.

Spyro & Friends Grand Prix offrirà inoltre anche altri contenuti emozionanti che i giocatori potranno acquisire solo se connessi ad internet, come la Spyromobile, Gnasty Ride e Dragonfly, oltre a nuovi elementi disponibili nel Pit Stop tra cui la nuova meravigliosa Gem Paint Jobs e ruote con elementi a tema, le skin Viking Polar, Orc Big Norm e altro ancora.

Spyro Reignited Trilogy sarà disponibile su: Nintendo Switch (Toys for Bob) e Pc (Iron Galaxy) via Steam a partire dal 3 settembre. Crash Team Racing Nitro-Fueled di Beenox e Crash Team Racing Nitro-Fueled – Nitros Oxide Edition (digital deluxe) sono disponibili in tutto il mondo su PlayStation 4, Xbox One, e Nintendo Switch. La quantità di sfide epiche di Spyro e le avventure di entrambi i giochi garantiranno ai fan ore ed ore di divertimento.

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Crash Team Racing Nitro-Fueled e la seconda stagione GP

Il 2 agosto, Crash Team Racing Nitro-Fueled torna alla preistoria con l’uscita della seconda stagione gratuita di Grand Prix: Back N. Time. Lo ha annunciato Activision, publisher del remake del titolo originale che tanto si sta facendo amare ed ammirare anche dalla critica.

Sembra che Cortex abbia tenuto premuto il pulsante riavvolgi un po’ troppo a lungo. Così ha creato le versioni baby di Crash e Coco, due nuovi personaggi apparsi questa stagione. Ma non lasciatevi ingannare dai ciucci, Back-N. Time di Grand Prix dà anche la possibilità di sbloccare nel Pit Stop il kart trasformato in una macchina del tempo Probulot 2000, l’amato kart di Crash Tag Team Racing.



I giocatori avranno 18 nuovi oggetti da ottenere completando le sfide e riempiendo il loro Nitro Gauge. Tra questi premi ci sarà un nuovo racer, Baby T., l’amato personaggio di Crash Bandicoot 3: Warped

Nuove skin, come Mad Scientist Crash, Sabertooth Pura e Stone Age N. Tropy (per nominarne alcune), saranno disponibili al Pit Stop. Ci saranno modi per intimorire gli avversari su tutto il tracciato grazie ai nuovi elementi di personalizzazione dei kart come le divampanti fiamme Lave Rock Wheels. Potete quasi sentire il calore arrivare da questi primitivi bad boys.

Ultimo ma non meno importante, Beenox ha superato sé stesso con il nuovo tracciato Prehistoric Playground. Questo calerà i racer in un mondo epico con piante di dimensioni giurassiche, violenti geyser che esplodono dal terreno, grotte con misteriosi disegni alle pareti, e ovviamente, dinosauri giganti che vagano per la mappa.

Con l’introduzione del Grand Prix, Crash Team Racing Nitro-Fueled ha creato un nuovo canale per la consegna di contenuti e la cornice per i nuovi kart racer che arriveranno.

Infine pubblichiamo anche la roadmap diffusa dal publisher Activision dove vengono elencati tutti i contenuti di questo nuovo Grand Prix che scatterà, come detto, il 2 agosto per chiudersi il 25 dello stesso mese.

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Crash Team Racing Nitro Fueled, Recensione

Mettete insieme il marsupiale più famoso del mondo dei videogiochi, diventato una vera e propria mascotte per Sony e la sua prima console PlayStation verso la metà degli anni ’90, e tutto il divertimento e la frenesia di un gioco arcade di corse alla Super Mario Kart. Il risultato fu un divertente quanto folle titolo con svariate modalità entro le quali cimentarsi da soli o in compagnia di alcuni amici in avvincenti gare di go-kart all’ultimo respiro. Crash Team Racing è stato l’ultimo gioco della serie e l’ultimo titolo in assoluto sviluppato da Naughty Dog per il publisher Universal Interactive Studios, e per molte ragioni è entrato a far parte dell’elenco dei titoli più amati dai possessori della prima PlayStation.

Per questo motivo, per anni, il pubblico ne ha letteralmente bramato un nuovo episodio, dopo le mezze delusioni di pseudo-sequel spirituali e indiretti. Un sogno che oggi è realtà grazie al lavoro di Beenox, team che si è occupato dell’ottima remastered di Call of Duty Modern Warfare, e al “suo” Crash Team Racing Nitro Fueled. Non si tratta di un episodio originale, è vero, visto che parliamo di un remake, ma alla fine ci si potrebbe lo stesso accontentare. Perché il punto semmai è un altro: questo rifacimento è riuscito a restituire ai giocatori tutto il divertimento e il feeling dell’originale? Scopriamolo insieme in questa nostra recensione della versione PS4.

UN MARSUPIALE ALLA GUIDA

Il pretesto per far correre Crash e i suoi amici lungo tutta una serie di circuiti a tema legati alla serie, spiegato in una delle modalità disponibili, ovverosia Avventura, disponibile sia in versione classica che Nitro-Fueled con la possibilità di scegliere il livello di difficoltà e le personalizzazioni dei kart (solo estetiche), è quello di dover salvare il mondo e i loro abitanti dalla minaccia costituita da un malvagio alieno di nome Nitros Oxide.

E l’unico modo per bloccare questa creatura alta, dalla pelle verde e dotato di quattro gambe, è proprio sfidarlo dopo aver guadagnato lo scontro sulle piste di diverse arene, sconfiggendo gara dopo gara una serie di avversari e i relativi boss di ogni zona. Il simpatico invasore extraterrestre, infatti, si crede il più grande pilota della galassia ed è quindi disposto a giocarsela: se vince lui, si impossessa del mondo, in caso contrario va via. Ovviamente il compito del nostro marsupiale preferito non è così semplice come può sembrare: pur di raggiungere per primo il  traguardo, ogni avversario, compreso poi lo stesso Nitros Oxide nelle sfide finali, è disposto a sfruttare ogni mezzo a disposizione, lecito e illecito.










Questo significa che può cercare di sbattere fuori pista gli altri concorrenti, e di sfruttare a proprio vantaggio i power-up e gli altri oggetti che incrocia lungo tutto il percorso. Parliamo di bombe rotolanti, missili a ricerca, boost per la velocità e pozioni in grado di far sbandare e rallentare i kart colpiti per pochi secondi. Immancabili anche le tradizionali Maschere Aku Aku, utili per proteggersi dagli attacchi nemici, aumentare la velocità e immobilizzare ogni veicolo che tocca quello del pilota che le ha attivate, anche se per un lasso di tempo limitato.

Lo schema funziona ed è estremamente divertente, anche se pecca un po’ nella distribuzione casuale dei power-up: questi, infatti, a volte risultano inappropriati se relazionati alla posizione occupata in quel momento dal giocatore. Laddove magari necessiterebbero delle casse di TNT o delle Becher da sganciare alle proprie spalle per rallentare gli avversari quando si è primi o “disinnescare” la minaccia costituita da un missile di ricerca puntato sul nostro personaggio, può capitare di raccogliere una bomba lanciabile solo in avanti, e così via.

MOLTO PIÙ CHE UNA REPLICA PERFETTA





Dal punto di vista della giocabilità, il titolo riprende praticamente ogni elemento dell’originale dei tempi di PlayStation, replicandolo quasi perfettamente col nuovo engine, e aggiungendo qua e là qualche sensibile ritocco utile principalmente a adattarne alcuni aspetti ai controller attuali. Il resto invece c’è tutto: i tracciati originali a difficoltà crescente pieni di curve, dossi, scorciatoie, acceleratori e casse di frutta Wumpa o bonus, le sfide contro i boss e tutto il sano divertimento tipico del vecchio Crash Team Racing. Un divertimento che a nostro parere raggiunge l’apice quando si gioca in compagnia di amici in multiplayer locale a schermo diviso (fino a quattro giocatori), tra una risata di scherno e l’altra, oppure online, contro altri otto giocatori. Purtroppo non abbiamo avuto modo di testare questa modalità in quanto al momento delle nostre prove i server di gioco non erano del tutto attivi.



Ad ogni modo, tornando al gioco, di diverso c’è la presenza di un numero maggiore di contenuti sottoforma di modalità e opzioni. Oltre alla già citata avventura, c’è per esempio Arcade Locale, che contiene a sua volta tante modalità di gioco come per esempio Gara Singola,  Battaglia, Prove a Tempo, Sfida dei Cristalli e così via, attraverso le quali si può gareggiare all’interno delle trentadue piste disponibili, ovverosia tutti i vecchi percorsi originali del primo Crash Team Racing più tredici provenienti da Nitro Kart. Dallo stesso gioco, così come da Tag Team Racing, arrivano poi molti personaggi sbloccabili (per un totale di venticinque!), personalizzazioni e situazioni presenti in questa produzione.
Per la cronaca, piloti e gadget si sbloccano in gioco o comprano nel negozio virtuale ma con i semplici punti raccolti nelle gare. Insomma, Crash Team Racing Nitro Fueled cerca di mettere in scena un pacchetto variegato per offrire ai videogiocatori un’esperienza quanto più interessante e meno noiosa possibile, e cercare probabilmente con la quantità di sopperire a un livello di sfida generale tarato verso il basso, almeno inizialmente.

Giudizio positivo anche per quanto riguarda il profilo tecnico. Il gioco gira a 30 frame per secondo su PlayStation 4 liscia (idem su Xbox One e Nintendo Switch, mentre su Pro e Xbox One X raggiunge i 60fps) in ogni circostanza, e propone un ottimo livello di dettaglio grafico per i personaggi, i kart, i circuiti e i modelli poligonali generali. Da questo punto di vista va dunque fatto un plauso agli sviluppatori, capaci col loro lavoro di “imitare” quello di Vicarious Vision un paio di anni fa per il rifacimento dei vecchi Crash Bandicoot.

A proposito, per i più nostalgici è perfino possibile giocare selezionando i modelli poligonali dei kart e dei personaggi principali dell’edizione del 1999. Bello anche il comparto audio, che vanta perfino il doppiaggio in italiano per i personaggi, tutte le musiche originali, sia in versione classica che aggiornata, e tantissimi effetti sempre in linea con quanto di divertente e fuori di testa avviene sullo schermo.

COMMENTO FINALE

Crash Team Racing Nitro Fueled è un ottimo remake, fedele all’originale al punto da replicarne praticamente ogni elemento, dai tracciati al gameplay.

Il risultato è un prodotto quindi non certo originale ma lo stesso bello e divertente da giocare, complice delle meccaniche che al netto di qualche piccolo difetto sono invecchiate bene,  un comparto estetico di tutto rispetto e una mole di contenuti davvero notevole. Insomma, dopo l’ottimo lavoro di Activision sul rifacimento dei vecchi platform di Crash Bandicoot, l’azienda fa il bis con questa ottima riproposizione del vecchio Crash Team Racing, puntando su un concetto di gioco estremamente semplice quanto efficace: scegliere uno tra i tanti personaggi disponibili e cercare di raggiungere per primo il traguardo sfruttando ogni astuzia, arma e oggetto a propria disposizione.

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Disponibile Crash Team Racing Nitro-Fueled

Ci siamo. Crash è pronto per essere guidato dai fan in gare entusiasmanti. Crash Team Racing Nitro-Fueled è disponibile per PS4, Xbox One e Switch. Poi, si farà sul serio il 3 luglio quando il Grand Prix avrà inizio con contenuti stagionali scaricabili gratuitamente. Per chiunque abbia acquistato il titolo. Incluso un nuovo tracciato tematico ogni stagione, oltre a personaggi a tema, kart e altri oggetti di personalizzazione che i giocatori possono guadagnare quando sono connessi a Internet.

Sviluppato da Beenox e pubblicato da Activision, Crash Team Racing Nitro-Fueled è costruito dalle fondamenta e rimasterizza l’originale Crash Team Racing portando i personaggi, i kart, le piste e le arene nella moderna grafica HD per console.

Vediamo il trailer di lancio del titolo. Buona visione.

La posta in gioco è alta e la concorrenza è feroce tra i giocatori in gara con una varietà di personaggi della serie Crash Bandicoot, tra cui oltre al protagonista, Coco, Dr. Neo Cortex ed altri contro l’egomaniacale Nitros Oxide per salvare il nostro pianeta dalla distruzione. Nel gioco, i fan saranno in grado di vedere le espressioni e le azioni di Crash e soci in 4K mentre si sfidano l’un l’altro a tutta velocità e sfrecciano dietro gli angoli sia su tutte le piste del gioco originale CTR, sia sulle piste e i kart ridisegnati di Crash Nitro Kart. Inoltre, il leggendario gioco di kart debutta nel gameplay competitivo online giusto in tempo per celebrare il suo 20° anniversario.

Thomas Wilson, uno dei capi di Beenox, ha detto:

L’attesa è finalmente finita, e non potremmo essere più entusiasti che Crash Team Racing Nitro-Fueled sia pronto per la sua gara inaugurale. Moltissima cura e attenzione ai dettagli è stata dedicata allo sviluppo di questo gioco per gli appassionati del Crash Team Racing originale di 20 anni fa, e per i nuovi fan che si aspettano un’esperienza di kart moderna. Rimanere fedeli ai giochi originali CTR, aggiungendo allo stesso tempo tanti altri contenuti e creando un mondo vivo e pulsante che non era possibile sulle piattaforme di prima generazione è stata un vero e proprio atto d’amore!

Per la prima volta in 20 anni, gli appassionati di Crash Team Racing avranno l’opportunità di personalizzare i loro kart e personaggi in Crash Team Racing Nitro-Fueled. Il gioco rimasterizzato offrirà ai giocatori una varietà di opzioni per mixare e abbinare kart, ruote, verniciature, adesivi e persino aggiungere decalcomanie ai kart.  Ora i fan – sia i nuovi che quelli che per primi si sono innamorati del classico degli Anni ’90 – possono creare una fantastica vettura personalizzata.

Michelle Fonseca, vicepresidente product management e marketing di Activision, ha spiegato:

Quando si tratta di rimasterizzare i titoli più amati tra i giochi di Activision, la qualità, l’autenticità e la community sono i pilastri fondamentali che guidano tutto ciò che facciamo.

PERSONALIZZAZIONI ED ALTRO

Oltre alla possibilità di personalizzare i kart, Crash Team Racing Nitro-Fueled permetterà ai giocatori di personalizzare i loro corridori con alcune skin “N. Sane”. Questo permetterà ai giocatori di dare ai propri personaggi personalità e spessore.

Un’altra novità dell’esperienza CTR sono le animazioni uniche sul podio disponibili per alcune skin, rendendo ancora più divertente celebrare le vittorie. I giocatori possono guadagnare oggetti di personalizzazione nella Modalità Avventura ed oggetti aggiuntivi raccogliendo. Inoltre, utilizzando le Wumpa Coin quando sono connessi a Internet per rendere più accattivanti i propri kart e personaggi nell’area Pit Stop del gioco. Inoltre, proprio come le ricordate, stanno tornando anche le statistiche dei personaggi, e includeranno classi Principiante, Intermedio e Avanzato.

Alcune offerte di prodotti nuovissimi stanno arrivando in tempo per l’uscita di Crash Team Racing Nitro-Fueled.

I fan di CTR possono dare il via libera al loro fandom e tagliare il traguardo con stile con le divertenti offerte dell’Activision Blizzard Consumer Products Group (ABCPG). Questo include una linea completa di prodotti che celebra Crash Team Racing Nitro-Fueled – in collaborazione con i partner globali Rubber Road, Trends International e altri ancora – dove i fan possono accedere ad abbigliamento, oggetti da collezione, figurine e altro ancora presso i rivenditori di tutto il mondo

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Call of Duty, nel 2020 potrebbe cambiare sviluppatore

La serie Call of Duty potrebbe avere alcune novità. Activision, publisher della saga fps, potrebbe cambiare sviluppatore. La saga vanta diversi episodi annuali che vengono sviluppati da tre studi: Treyarch, Infinity Ward e Sledgehammer Games.

L’anno scorso, Black Ops 4 di Treyarch ha fatto il suo debutto mentre per questo 2019 non si hanno ancora notizie ufficiali (potrebbe essere Modern Warfare 4 di Infinity Ward).

Secondo questo andazzo, nel 2020 dovrebbe continuare Sledgehammer Games ma a quanto sembra, Activision avrebbe deciso di cambiare questa turnazione.
Ne parla Jason Scrier di (e su) Kotaku, uno che ha sempre scritto in modo affidabile quando si parla di rumors. Secondo il sito, infatti, la compagna avrebbe deciso di non affidare i lavori a Sledgehammer Games ed a Raven dando mandato a Treyarch.

Il 2020, quindi, potrebbe essere l’anno di Black Ops 5 che – vista la turnazione – sarebbe dovuto uscire nel 2021. A motivare questa scelta, secondo quanto riferito da ben due fonti interne, sarebbe stato il progetto (definito addirittura “disastroso”). Questo avrebbe creato tensioni tra i due team.

Ad ogni modo il lavoro fatto finora non sarebbe buttato del tutto. A quanto pare, la base della campagna single player andrà in Black Ops 5 (IIIII?). A tal proposito, sembra che il titolo possa essere ambientato nella Guerra Fredda. Sledghehammer e Raven non sarebbe escluse del tutto e farebbero da supporto a Treyarch.

Qui la lista pubblicati da Activision dal 2012 dalla quale si evince la rotazione degli sviluppatori.

2012 – Treyarch – Call of Duty: Black Ops II

2013 – Infinity Ward – Call of Duty: Ghosts

2014 – Sledgehammer – Call of Duty: Advanced Warfare

2015 – Treyarch – Call of Duty: Black Ops III

2016 – Infinity Ward – Call of Duty: Infinite Warfare

2017 – Sledgehammer – Call of Duty: WWII

2018 – Treyarch – Call of Duty: Black Ops IIII

2019 – Infinity Ward – Non ancora annunciato (ma a questo punto dovrebbe essere un nuovo Modern Warfare).

2020 – Treyarch – Call of Duty: Black Ops IIIII?

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Sekiro, domani arriva una patch

Activision e From Software hanno appena annunciato che la patch 1.03 di Sekiro Shadows Die Twice, sarà disponibile da domani (23 aprile) dalle 3, su tutte le piattaforme.

L’aggiornamento, oltre ad intervenire su alcune problematiche relative a performance e stabilità generale, introdurrà alcune sostanziali modifiche al gameplay come l’efficienza di alcune abilità e i danni generati da alcuni boss. Per gli interessati, a questo indirizzo sarà possibile consultare il log completo.

Per chi non conoscesse l’ultima fatica targata From Software, è disponibile la nostra recensione. Ricordiamo che Sekiro Shadows Die Twice è disponibile per Pc, Playstation 4 e Xbox One.

Donato Marchisiello

『SEKIRO: SHADOWS DIE TWICE』に関しまして、攻略の多様性の向上および、不具合などの修正のためのアップデートファイルの配信を予定しております。詳しくはリンクよりご確認ください。どうぞよろしくお願いします。https://t.co/hk9tvO65R7 pic.twitter.com/AsOlsu1fqE

— FROMSOFTWARE (@fromsoftware_pr) April 22, 2019

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Sekiro: Shadows Die Twice e lo story preview trailer

Si torna a parlare di Shadow: Shadows Die Twice, prossima fatica di FromSoftware, gli autori di Bloodborn, Demon Souls e della serie Dark Souls.

È stata pubblicata, infatti, una nuova clip sulla storia. Il titolo ci invita ad esplorare il Giappone alla fine del 1500, in pieno periodo Sengoku e affrontare straordinari nemici in un mondo oscuro e perverso. Gli appassionati scateneranno protesi letali e potenti abilità ninja unendo azione furtiva movimento verticale e combattimenti viscerali in un’avventura sanguinolenta.

Ricordiamo che il titolo del publisher Activision debutterà il prossimo  22 marzo su Pc, PS4 ed Xbox One. Detto questo, spazio al nuovo trailer sulla storia.

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Bungie si separa da Activision e mantiene diritti su Destiny

La notizia, giunta nelle scorse ore, è destinata a fare rumore. La separazione ufficiale tra lo sviluppatore Bungie e l’editore Activision sta scuotendo l’industria videoludica e vedrà la serie di Destiny entrare pienamente nel controllo di Bungie. Lo apprendiamo da Kotaku.

Questo esito non è altro che il capolinea di un rapporto di tensione durato tre anni. Condizione che persisteva da prima che persino il primo Destiny fosse pubblicato. Bungie, lo studio che ha creato e guidato lo sviluppo del franchise, lo ha comunicato ai dipendenti, inquadrandola come una notizia “fantastica” per uno studio che da tempo si era stancato di trattare con il suo editore.

Bungie ha detto la sua con un post sul proprio blog.

Abbiamo goduto di una corsa di otto anni piena di successi e vorremmo ringraziare Activision per la loro partnership su Destiny. I diritti di pubblicazione di Destiny verranno trasferiti a Bungie. Con la nostra straordinaria community di Destiny, siamo pronti a pubblicare da soli, mentre Activision aumenterà il focus su progetti IP di proprietà.

Una delle tensioni più significative tra le parti era stata per lungo tempo il programma annuale, che imponeva il rilascio di un nuovo gioco o espansione di Destiny ogni autunno. Ora, separato da Activision, Bungie non sarà più vincolata a quel programma.

Continueremo a rispettare l’attuale roadmap di Destiny e non vediamo l’ora di rilasciare altre esperienze stagionali nei prossimi mesi, oltre a sorprendere la nostra community con alcuni annunci entusiasmanti.

Cosi, ha continuato la società.

La notizia arriva durante un periodo difficile per Activision, che recentemente ha subito un risanamento esecutivo e ha ridotto i costi presso la sua più grande filiale, la Blizzard. La scuderia del publisher si è ridimensionata in maniera significativa, avendo abbandonato Skylander e ora, avendo perso Destiny. Resta ancora il dubbio in merito a due degli altri studi della casa editrice, High Moon e Vicarious Visions, che hanno lavorato ad espansioni e contenuti per Destiny 2.

Quindi questa separazione si è rivelata essere una liberazione per Bungie che ricordiamo, ha anche un nuovo gioco in sviluppo grazie a un investimento di 100 milioni di dollari da NetEase.

Ci si chiede, però, quale sia il futuro per Destiny, al di là delle dichiarazioni ufficiali e quale publisher voglia accogliere nella propria famiglia il team di Bungie.

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Nel 2019 potrebbe arrivare Call of Duty: Ghosts 2

Il Call of Duty del 2019 potrebbe essere Call of Duty: Ghosts 2 sebbene in molti tendano a preferire l’ipotesi di Modern Warfare 4.

A mettere il dubbio, un post su Twitter di Ashton Williams, la community manager di Infinity Ward. Lei ha infatti postato una gif animata di un teschio che secondo molti è un richiamo a Call of Duty: Ghosts.

Il 2019, quindi, potrebbe portare Ghosts 2 nonostante il primo capitolo della mini-serie all’interno della grande famiglia Call of Duty uscito nel lontano 2013, non sia stato all’altezza degli altri giochi.

Ad ogni modo non ci sono poi state risposte ufficiali anche a chi ha ipotizzato che il teschio fosse un riferimento al ghost di Modern Warfare 2 e quindi rinforzando l’ipotesi di Call of Duty: Modern Warfare 4. Insomma, è bastato poco per accendere il dibattito. Vedremo nelle prossime settimane chi avrà ragione.

pic.twitter.com/zsImJQULPt

— Ashton Williams (@ashtonisVULCAN) January 2, 2019

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Spyro: Reignited Trilogy, Recensione

La prima PlayStation è stata certamente una delle console più importanti della storia dei videogiochi, e tra i mille motivi per cui fu tale c’è senz’altro quello di aver visto nascere personaggi che si sarebbero poi affermati definitivamente nel panorama videoludico mondiale, diventando talvolta perfino il simbolo di una generazione di console o di una piattaforma specifica.

E’ il caso di Spyro, il simpatico draghetto inventato da Insomniac Games ai tempi della prima PlayStation, diventato una vera e propria icona dei videogiochi degli anni ’90. Un personaggio amatissimo dal pubblico, che da anni sognava un suo ritorno da protagonista in qualche nuovo videogioco, e che adesso vede in un certo senso soddisfatto questo desiderio grazie a una raccolta, Spyro: Reignited Trilogy a firma di Activision e Toys For Bob.

Questa è vero che contiene i primi tre episodi della saga originale, ma in versioni così ben rifatte per la nuova generazione di console (e in futuro per Pc), da sembrare nuovi. Ma facciamo prima un passo indietro per rinfrescare la memoria dei nostri lettori.

C’ERA UNA VOLTA UN DRAGHETTO VIOLA… 

A circa la metà degli anni ’90,  negli studi di Insomniac Games, Ted Price e i suoi colleghi stavano discutendo su un nuovo progetto per la prima PlayStation, precisamente un platform 3d, visto che il genere sembrava andare forte su quella piattaforma. Il problema era però inventarsi un personaggio che poteva rivaleggiare coi mostri sacri del periodo, risultando subito simpatico al pubblico: Crash Bandicoot di Naughty Dog era uscito appena un anno prima ed era per esempio amatissimo dal pubblico.
Dopo varie bozze, il disegnatore Craig Stitt creò un draghetto verde dall’aspetto carino ma dall’espressione “furba”, carismatico a suo modo. Il soggetto  piacque subito al resto del team di sviluppo, compreso il direttore artistico del progetto, Charles Zembillas, ex Naughty Dog a cui alcuni storici attribuiscono invece il merito dell’idea.

Insomniac Games decise però di modificarne il colore in viola per evitare che il modello poligonale di quello che venne poi ribattezzato Spyro si confondesse con l’erba che ricopriva il terreno di varie aree del gioco, che il tecnico Alex Hasting immaginava grandi e con un ampio campo visivo.  Non a caso realizzò una nuova tecnologia per il rendering dei livelli di dettaglio che consentì al suo gruppo di ridurre il problema del “fogging” che limitava la visione dell’orizzonte nei giochi 3d dell’epoca.

Quando nel 1998 Spyro the Dragon raggiunse gli scaffali fu un vero e proprio trionfo, con 5 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Il pubblico era rimasto ben impressionato da un comparto tecnico di primo livello, da mondi costituiti da zone ampie e spettacolari pieni di segreti da scoprire e vari potenziamenti che rendevano la progressione un po’ meno lineare rispetto ad altri titoli analoghi, e l’ottima giocabilità.

Il piccolo draghetto viola, insomma, aveva conquistato tutti, ragazzini e adulti: si, perché a dispetto delle apparenze, Spyro non era un gioco indirizzato soltanto ai più piccoli e per questo fu un enorme successo, diventando per molti giocatori una specie di mascotte della console Sony. Il franchise si sviluppò così a gran velocità e Insomniac di sequel ne realizzò due, uno all’anno: Spyro 2: Ripto’s Revenge nel 1999 e Spyro 3: Year of the Dragon nel 2000. Entrambi vennero accolti nuovamente bene da critica e pubblico: ma mentre il secondo episodio in linea di massima manteneva un forte legame col predecessore, il terzo Spyro, segnò anche l’addio degli Insomniac Games, seppe andare oltre, con una trama ancora più curata e una serie di personaggi secondari giocabili.

NON UN SEMPLICE RESTYLING 

In Spyro: Reignited Trilogy ritroviamo proprio questi tre episodi, “rifatti” per l’occasione da Toys for Bob: il primo gioco si trova già sul disco, gli altri due devono invece essere scaricati dallo store di PlayStation. La loro edizione non è dissimile da quanto visto in un altro progetto analogo, ovverosia Crash N. Sane Trilogy, con un totale restyling che ha riguardato soprattutto il comparto tecnologico (e non solo quello, come vedremo più avanti). Grazie all’utilizzo dell’Unreal Engine 4, infatti, i tre titoli godono di una grafica ricchissima di elementi, capace di restituire dei mondi da cartone animato tridimensionale fantasy, esaltati da una palette cromatica vivace e da un sistema di illuminazione che ne evidenzia ogni sfumatura.
Il tutto completato da una serie di riusciti effetti ambientali. Ma è soprattutto nei personaggi, anche in quelli secondari, che il team di sviluppo si è superato: Spyro è animato in maniera straordinaria, le sue movenze sono fluide in ogni momento, quando rotola, salta, incorna un nemico o plana lievemente dopo un volo. Allo stesso modo la figura del simpatico draghetto viola è stata ricostruita su un modello che riporta alla mente l’originale, ma che al contempo evidenzia dei tratti somatici più marcati e espressivi.

Lo stesso si può dire per le “spalle” di Spyro e per i nemici, particolarmente curati in ogni dettaglio, al punto che alcuni sembrano un po’ “diversi”  rispetto agli originali.

Attenzione però: il lavoro del team di sviluppo non si è limitato solo a migliorare gli elementi tecnologici dei tre titoli, ma ha riguardato anche altri aspetti come quelli relativi alla narrazione e alla giocabilità, nel tentativo riuscito di colmare quelle lacune che la tecnologia dell’epoca non era in grado di soddisfare.

Ecco quindi che alcuni personaggi, specie gli antagonisti principali, appaiono più definiti anche nella loro personalità, che le storie dei vari episodi risultano più “complete” e logiche nel loro sviluppo, pur mantenendosi ovviamente sul solco di quelle originali, e così via. Perfino gli scenari, al di là della migliore qualità estetica, hanno subito alcuni piccoli ritocchi tali da renderli un tantino meglio strutturati e di certo più vivi, così da garantire una maggiore interazione (emettendo fuoco l’erba si brucia lasciando il terreno spoglio e bruciacchiato, per esempio) e una  progressione nei livelli più fluida e naturale a 30fps. Insomma, Toys for Bob ha davvero svolto un ottimo lavoro rendendo la trilogia quasi un prodotto “nuovo” sotto diversi punti di vista, piuttosto che una mera “operazione nostalgia”.

Prova ne è che perfino i comandi sono stati rivisti, con una nuova mappatura dei controlli che se da un lato tiene conto del passato nella combinazione dei tasti per compiere delle mosse specifiche, dall’altro rende comunque più “maneggevole” Spyro grazie alla disposizione dei comandi.

Adesso, per esempio, si può richiamare tramite touchpad un menu con tutte le statistiche relative all’avventura che il giocatore sta vivendo, compresi i progressi e le sfide completate. C’è poi una mini mappa selezionabile, visibile in basso a sinistra dello schermo, utilissima per potersi orientare, ed è stato implementato il fast travel, per evitare di dover ripercorrere intere aree per tornare in certi livelli, che diventano invece raggiungibili in un attimo. Il risultato finale è una giocabilità ottima, che  nelle tre diverse avventure, simili ma allo stesso tempo diverse tra loro visto che con ogni capitolo evolve come gli originali, mantiene quindi lo stile di un tempo ma presenta quelle piccole quanto utilissime migliorie atte a renderla più fluida e “adatta” ai giorni nostri.

COMMENTO FINALE

Che siate dei “vecchi” e nostalgici videogiocatori desiderosi di rivivere certe emozioni passate o degli appassionati di platform avventurosi in terza persona dove esplorare enormi aree per accumulare gemme, “semplicemente” desiderosi di vivere un’esperienza estremamente divertente, allora non potete lasciarvi scappare Spyro: Reignited Trilogy.

Una trilogia godibile sotto tutti i punti di vista, ottimamente realizzata e dunque immancabile nella raccolta di ogni amante del genere

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Call of Duty: Black Ops IV, Recensione

Call of Duty è una di quelle serie ludiche destinate sempre e comunque a far discutere e a dividere l’opinione pubblica: di fatto, ogni gioco di questa saga o lo si ama, o lo si odia, quasi mai senza vie di mezzo. La conferma la si è avuta anche quest’anno, con l’uscita sul mercato di Black Ops IV, l’ultimo capitolo della serie, il primo nel quale manca totalmente una campagna single player.

Una scelta che, appunto, ha fatto molto discutere i fan, divisi tra quelli che amavano la modalità e coloro che invece la giocavano solo come contorno, prima di tuffarsi “anima e core” nelle varie modalità multigiocatore. Proprio verso questi ultimi Treyarch e Activision, evidentemente attenti al mercato e alle mode, hanno deciso di indirizzare la loro ultima fatica, che come scritto prima elimina la campagna in favore di un’offerta multiplayer più ricca che mai, all’interno della quale è disponibile pure un’interessante modalità Battle Royale.

Ecco quindi la nostra recensione Di Call of Duty: Black Ops IV su PS4. Buona lettura.

LO SPECIALISTA

Call of Duty: Black Ops IV “parte” proponendo una serie di tutorial narrativi legati al passato dei dieci specialisti del gioco.

Già visti in numero minore e caratteristiche differenti in Call of Duty: Black Ops III, questa categoria di personaggi come vedremo meglio più avanti aggiunge ulteriore pepe al sistema di combattimento del gioco.

Ad ogni modo, sono disponibili in una modalità offline chiamata Quartier Generale Specialisti, dove ciascuno di loro viene impegnato in una breve sezione d’addestramento. Questo è seguito da un filmato introduttivo e da un vero e proprio combattimento contro dei bot. La sezione è utile per prendere confidenza col gioco e con le sue meccaniche prima di tuffarsi a capofitto nelle partite online, anche se in linea di massima il feeling con i comandi per chi ha giocato ai vecchi Call of Duty rimane intatto. Molti dei contenuti disponibili in questa area, infatti, replicano a grandi linee quelli del multiplayer: ritmo incalzante, tanta varietà e le giuste trovate create ad hoc per ravvivare situazioni usuali.

Ma questo è solo un assaggio. Call of Duty: Black Ops 4 offre infatti tre diverse modalità principali di gioco: Multiplayer, Zombi e Blackout. Cuore pulsante della produzione è il comparto multigiocatore, che propone otto modalità e un sistema di gioco estremamente “semplice”, ma al contempo ricco di possibilità e combinazioni.

Eliminati super-salti, jetpack e camminate sui muri si ritorna al combattimento classico, quello duro e “piedi a terra” dei capitoli passati. I combattimenti si svolgono sulla falsariga dei precedenti capitoli della saga, anche se gli sviluppatori si sono impegnati per rendere gli ambienti più ricchi in termini di verticalità e ancora più variegati gli scontri.

In tal senso un ruolo importante lo recitano i sopracitati Specialisti, soldati dotati di un’abilità e una mossa speciale a tempo specifici, più un gadget personale. Tale qualità è però legata al sistema “Pick 10”, la possibilità cioè di scegliere dieci tra perk, potenziamenti e modificatori ed equipaggiarli per definire una Classe. Armi, ottiche, granate e addirittura le “Killstreak” possono essere tutte equipaggiate in modo libero, a patto di avere i relativi punti necessari per il loro sblocco.
Ebbene, fino a quando l’equipaggiamento speciale che caratterizza l’abilità dello Specialista è equipaggiato, la sua adozione è gratuita, ma nel momento in cui si decide di sostituirlo con un accessorio “normale”, viene consumato uno dei dieci punti a disposizione per creare una classe.

Sul campo, la presenza degli Specialisti aggiunge maggiore strategia all’impianto costruito da Treyarch, come accennato prima, soprattutto nel gioco di squadra, visto che alcuni “poteri” sono molto utili in qualsiasi circostanza, altri solo in alcune modalità e il giocatore è spinto quindi a trovare, a seconda degli scenari, la giusta combinazione di elementi nel gruppo per superare al meglio ciascuna sfida. Proprio per adeguarle alla loro presenza, il team di sviluppo ha lavorato molto sulle mappe. In Black Ops IV ce ne sono quattordici, in un pacchetto adatto per tutti gli stili e le modalità di gioco.

Ci sono scenari ideali per imboscate, e più in generale per frenetiche partite di Deathmatch, altre piene di punti di accesso, defilamenti e zone “calde” da dove godere di un buon punto di cecchinaggio o da affrontare correndo impazziti tra strette viuzze. Altri campi da gioco sono progettati su più livelli, e dotati di una spiccata verticalità capace di garantire un approccio per tutte le tipologie di giocatori. Altre novità in ambito gameplay sono la nebbia di guerra, un effetto che oscura porzioni della mappa sul piccolo radar di riferimento, mostrando solo zone circoscritte intorno ai giocatori costretti a quel punto a sfruttare la comunicazione di squadra e il piazzamento degli uomini, un miglior rinculo dell’arma e l’eliminazione della rigenerazione automatica della salute, sostituita da un sistema di recupero vita manuale delegata a un’abilità.

MODALITÀ ZOMBI

Anche la modalità Zombi mantiene una struttura simile a quella delle passate edizioni, ma viene proposta in ben tre modalità e con qualche piccola ma interessante novità, a cominciare dalla presenza della modalità Rush, che offre un’alternativa arcade alle meccaniche principali, incentrando tutto sul punteggio, sulla velocità d’azione e su quel pizzico di competizione nel rubare potenziamenti e moltiplicatori ai compagni per vincere.

Quella classica, invece, rimane la stessa, con una sorta di avventura condita da dialoghi piuttosto fuori di testa dove i personaggi lottano per sopravvivere e progredire, attivando trappole improvvisate o utilizzando postazioni fisse per eliminare i morti viventi e accumulare quindi punti, coi quali ottenere nuovi accessori, elisir e talismani. Ogni personaggio è dotato di un ruolo e di tratti offensivi e difensivi specifici che coinvolgono tutto il team, per cui si agisce insieme nel più classico gioco di squadra.

Dulcis in fundo, attraverso le opzioni si può intervenire sul livello di difficoltà e su alcuni modificatori che vanno a incidere sull’esperienza, personalizzandola al massimo. Il tutto è tenuto insieme da una trama come sempre un po’ fuori di testa: Scarlett Rhodes sta indagando sulla misteriosa scomparsa del suo eccentrico padre, e con l’aiuto di tre fedeli reietti dovrà viaggiare nel tempo per affrontare ondate di non morti e scoprire una preziosa reliquia dotata di uno straordinario potere capace di minacciare tutta l’umanità.

Questa sessione di gioco funziona e diverte, soprattutto in co-op, e a noi è piaciuta particolarmente la modalità zombi intitolata “Viaggio disperato”. Per la cronaca, una quarta mappa chiamata Classified è disponibile come bonus all’interno del Season Pass del gioco: si tratta del remake dell’originale Five di Call of Duty: Black Ops ambientata al Pentagono.

LA BATTLE ROYALE

Blackout è invece la modalità battle royale del gioco, e riunisce personaggi, ambientazioni, armi ed equipaggiamenti di tutta la serie, all’interno della più grande mappa mai realizzata in Call of Duty. Essa è in grado di ospitare fino a un centinaio di giocatori: come ambientazioni gli sviluppatori si sono ispirati ai luoghi iconici dei precedenti capitoli come Nuketown, Firing Range e Raid, mentre in termini strutturali, a prodotti come Playerunknown’s Battlegrounds, personalizzando il tutto con lo stile di CoD per realizzare una modalità divertente e immediata, ma al contempo capace di regalare soddisfazioni agli utenti più abili e preparati a livello di tattica, strategia e scambio di colpi.

Si può giocare in singolo, con un amico (coppie) o con un’intera squadra (quartetti) poi, una volta lanciatisi da un aereo con una tuta alare e scelto il luogo ideale della mappa dove atterrare, iniziare il combattimento.
Non prima ovviamente di essersi procurati armi ed equipaggiamento negli edifici incrociati.

La modalità funziona piuttosto bene, offre diversi spunti per partite divertenti e imprevedibili (ci sono delle missioni alternative che si attivano a partita in corso, utili magari per sbloccare altri personaggi o ottenere particolari bottini), ma manca ancora di qualcosina a livello di contenuti per essere davvero completa. E qui subentra l’unica perplessità al riguardo del gioco in generale: data la sua natura puramente online, quanto durerà il supporto? E questi sarà quasi esclusivamente a pagamento, pesando ulteriormente sulle tasche dei giocatori, o i contenuti saranno in buona parte a titolo gratuito?

Ad ogni modo, controlli alla mano le sparatorie risultano piacevoli grazie anche a un arsenale che propone le tantissime armi della saga. La loro distribuzione casuale sulla mappa è abbastanza oculata, così come quella di kit medici, armature, power-up, munizioni e accessori. Sono tutti elementi che al momento giusto possono spesso fare la differenza in battaglia.
Come del resto gli zombi, presenti in alcune aree, variabile impazzita pronta a divorare chiunque osi avventurarsi dalle loro parti. Ma non possiamo chiudere questa nostra recensione senza gettare prima uno sguardo  all’aspetto tecnico del prodotto.

Da questo punto di vista il gioco è caratterizzato da una grafica pulita e da una buona fluidità generale a 60Fps, con solo qualche lieve calo di frame rate in Blackout. Ma questo va a discapito di un abbassamento tangibile del dettaglio e della pulizia, con texture non sempre all’altezza e aliasing spalmato a schermo che gravano molto sulla qualità totale delle immagini. Per non parlare dei modelli dei protagonisti non di altissimo livello, così come le loro animazioni che risultano un tantino legnosette a vedersi.

Eppure nonostante tutto ciò,  Call of Duty: Black Ops IV resta abbastanza valido dal punto di vista estetico generale. Questo grazie al buon utilizzo degli effetti di luce e di quelli particellari. Al pari della colonna sonora, delle voci e degli effetti audio, decisamente buoni seppur nella media.

COMMENTO FINALE

Call of Duty: Black Ops IV si conferma sui livelli di eccellenza del passato per il multiplayer grazie a un comparto come al solito ricco di contenuti, ben ingegnato e molto divertente.

Eliminata la campagna per singolo giocatore, il team di sviluppo ha incrementato l’offerta online con una mole più che abbondante di modalità multigiocatore.
La giocabilità, poi, è quella classica della serie, con in più qualche aggiunta che non stravolge l’impianto strutturale di certe meccaniche, ma dona comunque una maggiore profondità tattica e strategica alle sfide, complice la figura dei cosiddetti specialisti, senza per questo mettere da parte l’azione personale. In più ci sono gli zombi con tre modalità molto divertenti e impegnative e una inedita Battle Royale ben concepita, seppur bisognosa ancora di qualche intervento per limarne alcune piccole imperfezioni.

Gli unici dubbi riguardano invece il costo a nostro modo eccessivo del prodotto, considerandone la natura. Ed il timore che il supporto da parte di Activision non sia poi costante e lungo come promesso, e necessiti di ulteriori spese da parte dell’utenza.

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