Assembla che ti Passa #269


Assembla che ti Passa è una rubrica settimanale che raccoglie le principali novità legate all’hardware da gioco PC e propone tre configurazioni, divise per fasce di prezzo, pensate per chi desidera assemblare o aggiornare la propria macchina. Come al solito i suggerimenti sono graditi e le correzioni ben accette, a patto che i toni siano adeguati. Un ulteriore consiglio è quello di leggere i paragrafi che presentano le configurazioni prima di dare battaglia nei commenti.

La presentazione dei Ryzen 5000 ha aggiunto qualcos’altro da attendere assieme alla disponibilità delle GeForce RTX 3080 siano disponibili, alle recensioni delle RTX 3070 e all’annuncio delle RTX 3060, molto attese da chi spera in una soluzione abbordabile capace di garantire il 1440p senza compromessi, ray tracing incluso. Inoltre a fine mese ci saranno le attesissime Radeon RX 6000, possibile riscatto di AMD anche nell’ambito delle GPU di fascia alta e come tutte le tecnologie grafiche in grado di monopolizzare l’attenzione dei videogiocatori.

Ma la promessa di AMD di CPU in grado di svincolare la GPU dalla CPU, anche in 1080p laddove il processore ha ancora un peso rilevante nelle prestazioni, ha senza dubbio attirato la nostra attenzione anche se i rincari, seppur contenuti, hanno parzialmente smorzato il nostro entusiasmo. Come previsto, però, si parla già del Ryzen 5 5600 che dovrebbe arrivare per circa 220 dollari a inizio 2021, confermando la decisione di AMD di spezzare in due la prima serie di processori Zen 3 partendo con modelli più spinti e pensati per confrontarsi direttamente con i pezzi forti della scuderia Intel. Un attacco frontale che chiama una risposta diretta visto il rischio concreto di un sorpasso a tutto tondo da parte di una AMD ben diversa da quella di qualche anno fa.

Gigabyte Z490 Vision G 4

Dovremo aspettare, però, per vedere all’opera la serie Rocket Lake-S, presumibilmente l’ultima con litografia a 14 nanometri, anche se i primi rumor hanno già iniziato a delineare la presunta lineup di undicesima generazione, menzionando anche qualche possibile cambiamento architetturale nonostante il processo produttivo ormai vetusto. Pare infatti che Intel abbia rivisto la cache, come ha fatto AMD con i Ryzen 5000, portando a 48KB quella di livello uno e raddoppiando quella di livello 2 che arriverebbe a 512KB. Non si parla di nessun cambiamento, invece, con i 16MB di cache L3, ma di istruzioni AVX512 introdotte da Intel con la serie Xeon Phi x200 e usate anche nei processori Core X che dovrebbero garantire, assieme a frequenze più spinte, un buon incremento prestazionale. Ci aspettiamo però temperature e consumi rilevanti, cosa che ci porta a credere anche alla parte del rumor pubblicato da ITCooker che menziona un massimo di 8 core e 16 thread, anche per i Core i9 di punta. Così facendo Intel si concentrerebbe sul dare battaglia al Ryzen 7 5800X e ai modelli inferiori, lasciando campo libero ai 5900X e 5950X, ma potrebbe essere una scelta obbligata per poter tenere a bada AMD laddove il dei 14 nanometri si fa sentire meno, consentendo alle CPU della compagnia di guadagnare ancora terreno in attesa dei 10 nanometri desktop e di un’architettura completamente nuova. Non a caso si parla di 5 GHz su tutti i core e di un picco di 5.5 GHz per il presunto Core i9-11900K, con 200 MHz di guadagno sul picco della serie Comet Lake-S. Ovviamente ci riferiamo a Thermal Velocity Boost e in condizioni particolari, difficili da mantenere stabilmente, ma il traguardo è notevole e fa il paio con novità che invece sono già ufficiali come il passaggio anche di Intel al PCIe 4.0, fondamentale viste le nuove tecnologie di decompressione dati che con una SSD Gen 4 promettono caricamenti istantanei nei giochi, in modo simile a quanto avverrà sulle console di nuova generazione.

Purtroppo ci vorrà del tempo prima che le nuove unità a stato solido diventino uno standard delle configurazioni da gioco, rimandando a un indefinito futuro il momento in cui il PC potrà sfruttare tempi di caricamento fulminei non solo per generare istantaneamente le texture in streaming ma anche per meccaniche di gioco in stile Ratchet & Clank: Rift Apart. Nel frattempo però gli utenti PC godono di svariati vantaggi tra cui schermi che arrivano a 360Hz e una scena ben più ampia in termini di realtà virtuale.

Fino ad ora i visori hanno faticato a diffondersi, complici prezzi poco abbordabili e una certa difficoltà nel fruire dell’ecosistema delle varie compagnie, ma le librerie di giochi sono sempre più ricche, la visione di film 3D si è fatta ben più interessante con la condivisione social dell’ottimo programma Bigscreen e l’Oculus Quest 2, pur risparmiando su alcuni materiali, garantisce una realtà virtuale in alta risoluzione, e con la prospettiva del futuro supporto dei 90Hz, per 350 euro. Certo, al prezzo vanno aggiunti 99 euro per il cavo ufficiale, o circa 30 per un cavo analogo e che abbia sempre entrambi i connettori USB Type-C in modo da garantire una velocità di ricarica adeguata, ma per il resto funziona tutto a dovere, complice l’ottimo tracking delle mani e dei movimenti. Restano però da risolvere i problemi di chi tra nausea e mal di testa preferisce evitare i caschetti. Ma non dovrà necessariamente rinunciare a vedere immagini tridimensionali.

Amd Ryzen 5000 1

Sono infatti rispuntati gli ologrammi, un argomento di cui abbiamo parlato a lungo per una tecnologia che si è purtroppo fermata a schermi minuscoli e tecnologie costosissime. Questo fino a quando Sony non ha creato lo Spatial Reality Display che renderizza oggetti tridimensionali, crea due immagini in risoluzione 1440p e le orienta seguendo il movimento degli occhi dello spettatore. Ovviamente si tratta di un dispositivo pensato per una persona sola, ma il risultato sembra davvero magico e consente di muovere la testa guardando una scena da prospettive differenti nonostante ci si trovi di fronte a uno schermo apparentemente classico. Il tutto per 5000 dollari che sono tanti, ma non così tanti considerando che si tratta di un prodotto inedito e di nicchia. Il problema è che bastano solo per lo schermo da 15,6 pollici di diagonale che tra l’altro pretende come minimo un Core i7 e una GeForce RTX 2070 Super per funzionare adeguatamente.

Configurazione Budget

La configurazione budget è quella orientata al risparmio ma non è detto che non ci sia spazio per l’upgrade laddove si presentino prospettive interessanti. Le proposte di questa fascia includono soluzioni pensate per i giochi a basso profilo tecnico e build orientate al 1080p.

Questa settimana torniamo al uon vecchio Intel Core i3-9100F che resta in campo come opzione economica non avendo da temere la concorrenza dell’inesistente Core i3-10100F. In alcuni si trova nettamente svantaggiato rispetto Ryzen 3 3100, ma il margine si fa ampio solo con una scheda di fascia alta. Con una scheda di fascia bassa le differenze si assottigliano valorizzando il risparmio.

Cambiata la CPU non cambiamo la GPU, costretti dal fatto che i prezzi dei modelli di fascia bassa sono cresciuti nettamente mentre quello di alcune GeForce GTX 1650 Super non è cambiato, rendendo questa scheda una scelta preferibile anche in forza dei consumi e di tecnologie come il Variable Rate Shading.

Configurazione Gaming

Nella fascia gaming di solito si trovano quelle componenti che consentono di affrontare il gioco su PC senza paura e di tenere duro per qualche tempo. La resa dei conti con il frame rate è dietro l’angolo ma, con una buona base, è sempre possibile vendere la GPU vecchia prima che si svaluti troppo in modo da acquistarne una nuova giusto in tempo per affrontare il prossimo kolossal videoludico spacca hardware.

Il primo processore davvero conveniente dei Ryzen 5000, su carta impressionanti ma destinati ad arrivare con prezzi di lancio decisamente alti, non arriverà con tutta probabilità prima del 2021. Ma il Ryzen 5 3600 resta un buon investimento, magari da accoppiare con una scheda di fascia media e con una scheda madre della serie 400 compatibile con i processori di nuova generazione.

Pensando alla longevità passiamo però a una scheda madre B550 che gode dell’interfaccia PCIe 4.0, fondamentale per sfruttare la tecnologia RTX IO delle nuove schede NVIDIA. D’altronde restiamo vincolati alla GeForce RTX 3070, non ancora disponibile e più costosa dei prodotti di fascia media, ma comunque più conveniente di soluzioni destinate a essere rimpiazzate sia per potenza che per tecnologie nelle prossime settimane.

Configurazione Extra

La configurazione spinta ha un senso compiuto solo per chi punta a risoluzioni elevate, consapevole che il lusso spesso non va a braccetto con la razionalità. D’altronde, diciamocelo, a chi non piace avere un bel motore sotto il cofano anche se c’è da rispettare il limite di velocità?

La stella dei nuovi Ryzen è comparsa alta nel cielo, promettendo di ridurre se non eliminare il peso della CPU nelle configurazioni di fascia alta ed estrema orientate al 1080p a framerate estremo. Nel frattempo però la soluzione preferibile in tal senso è il Core i7-10700K che con i suoi 5.1 GHz, garantisce vantaggi in alcuni videogiochi proprio in 1080p, comportandosi comunque perfettamente in 1440p e 4K dove il processore ha un peso relativo.

Anche per la GPU di fascia alta siamo bloccati dall’avvicendamento generazionale che per ora ci ha messo di fronte solo a due RTX 3000 di cui una dal piglio professionale. Il nostro consiglio, soprattutto con una configurazione dal prezzo elevatissimo, è quello di aspettare che tutte le novità siano in campo, in modo da avere un quadro chiaro di pregi e difetti di ogni prodotto, ma nel puntare sulla GeForce RTX 3080 ci sentiamo di andare abbastanza sul sicuro per una configurazione versatile e potente. Il problema è trovarla e trovarla a un prezzo giusto considerando che la Founders Edition è sparita dal sito e probabilmente seguirà l’iter delle custom finendo nelle grandi catene di distribuzione.





Vedi Post Originale: http://multiplayer.it/articoli/assembla-che-ti-passa-269.html


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