Agent Intercept, recensione Switch - IlVideogioco.com


Agent Intercept è un progetto, come altri targati PikPok, nato originariamente su piattaforme mobile. Più di un anno fa infatti venne rilasciato su Apple Arcade, proprio per mano dello studio indipendente neozelandese. Il quale poco dopo pubblicò il titolo anche su Steam. Un gioco semplice e immediato, nato dalle abili mani di un team che negli anni si è specializzato nella realizzazione di produzioni per smarthphone e tablet, ma non solo.

Alla guida di un veicolo multi-funzione abbondantemente equipaggiato, dovremo lottare contro un’organizzazione terroristica di nome Artiglio per salvare il mondo. Il tutto attraverso una serie di missioni al cardiopalma. Recentissimamente Agent Intercept ha debuttato anche su console, e perciò andremo a scoprirlo in questa recensione della versione Switch, curata dal nostro Simone Rovere.

Vi ricordiamo che il prodotto è disponibile anche su PS4, PS5, Xbox One e Xbox Series X/S. Buona lettura.

UNA STRUTTURA CONVINCENTE

In Agent Intercept non c’è tanto da capire. La campagna principale, raggruppata in tre atti principali, è strutturata in missioni via via più complesse. Le quali ci porteranno a scontrarci con gli scagnozzi di un’organizzazione di nome Artiglio. Per accedere alla missione finale di ciascun atto però bisognerà completare una certa quantità di obiettivi secondari in ciascun livello.

Per esempio eliminare tot veicoli in un certo modo, adoperare delle armi specifiche, ottenere una determinata soglia di punteggio o terminare la missione entro un tempo limite. La struttura scelta da PikPok è perfetta per sessioni di gioco brevi e intense. L’ideale per chi necessita di giocare in mobilità, con la versione Switch di cui ci siamo voluti occupare.

Agent Intercept

Pur essendo abbastanza veloci da completare, i livelli non saranno mai però tanto semplici da poter essere affrontati senza un minimo di impegno o concentrazione, specie nelle fasi finali del gioco. Per arrivare ai titoli di coda della campagna ci vorranno circa 4 ore. Quantitativo che potrà aumentare qualora il giocatore decida di dedicarsi al completamento di tutti i vari incarichi secondari.

Questi ultimi replicano la struttura di quelli principali, con la sola differenza che richiederanno il superamento di un numero prefissato di obiettivi. Così facendo si potranno sbloccare gli incarichi secondari successivi, e così via. Incarichi che divertono molto, ma che in termini di varietà lasciano un pochino a desiderare.

SPARA CHE TI PASSA

Agent Intercept

Sul piano ludico Agent Intercept compie un lavoro, per quelli che sono i suoi propositi, più che dignitoso. Dovremo pilotare il nostro veicolo, armato di tutto punto, con un intuitivo sistema di controllo (con turbo annesso). Scontrandoci con i veicoli dell’organizzazione nemica lungo il percorso che ci condurrà alla fine della missione di turno. Lungo il suddetto percorso bisognerà sfruttare a dovere le armi a nostra disposizione come missili a ricerca, zapper e blaster.

La varietà delle bocche da fuoco non è il massimo. Complessivamente non sono molte, né eccellono particolarmente in inventiva. Tuttavia vengono di volta in volta messe a disposizione del giocatore con una buona frequenza. Discorso simile per il punto di forza e allo stesso tempo di debolezza del titolo di PikPok: l’automobile. In qualità di agenti segreti, verremo equipaggiati con un’auto “modulare”.

Agent Intercept

Capace di trasformarsi in motoscafo o in aereo a seconda delle necessità. Questa peculiarità contribuisce a rendere variegato un gameplay che altrimenti si sarebbe rivelato presto monotono. Va però detto che a eccezione dell’aereo (che andrà controllato su tre “dimensioni”), non vi sono differenze significative tra modalità auto e modalità barca.

I controlli sono gli stessi, così come la velocità e la manovrabilità complessiva. Anche i nemici tenderanno a ripetersi in termini di tipologia tranne, naturalmente, i boss. Insomma riteniamo che c’erano potenzialità per realizzare un titolo ancor migliore di così. Tuttavia il risultato è comunque buono, con le pecche che vengono mitigate dalla natura portatile.

IL MIO NOME E’ BOND, JAMES BOND

Agent Intercept

L’aspetto in assoluto più riuscito di Agent Intercept è quello estetico. Lo studio neozelandese è riuscito a tirar fuori un titolo visivamente squisito nella sua semplicità. Migliorando al punto giusto quanto di buono già fatto nella versione mobile.

I modelli sono davvero buoni, così come gli effetti visivi e la scelta cromatica tendente a un azzurro e a un arancione tanto vibranti quanto puliti. Non deludono nemmeno le poche sequenze cinematiche, che ricalcano molto le scene di inseguimento tipiche dei film d’azione.

Agent Intercept

Il risultato sugli stage è veramente spettacolare. A stupire sono inoltre le splendide illustrazioni che aprono e chiudono le varie missioni, e che raffigurano gli agenti delle varie fazioni. Illustrazioni espressive, dettagliate e colorate. In generale un lavoro veramente di buona fattura, ulteriormente impreziosito da una colonna sonora di qualità che richiama fortemente le atmosfere da spy movie.

Buone anche le performance su Switch, nonostante vadano segnalati dei rallentamenti consistenti nelle fasi finali di gioco. Quando la quantità di effetti a schermo aumenta in maniera vertiginosa. In generale però l’ottimizzazione è di tutto rispetto, specie se si tiene conto della provenienza di PikPok. Uno studio capace da sempre specializzato, invero, in titoli mobile.

Agent Intercept

CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI

Agent Intercept è un prodotto semplice e divertente, che riesce a dare il meglio di sé in mobilità. Originariamente su mobile mentre oggi, tra le altre cose, anche su Switch. Per quanto l’impressione generale sia quella di un’idea non pienamente sfruttata, la creatura di PikPok si rivela l’ideale per sessioni di gioco brevi e spensierate. Nelle quali potremo vivere le fasi più emozionanti e movimentate dei film spy movie. All’opera, agente.



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