A Total War Saga: Troy, Recensione Pc - IlVideogioco.com


Nel mondo dei videogiochi, da cinque anni a questa parte, gli appassionati di questo medium possono contare su almeno due certezze assolute: l’arrivo di FIFA e PES a settembre e la pubblicazione di un nuovo titolo della serie Total War di Creative Assembly per SEGA. A Total War Saga: Troy è l’ultimo arrivato di una saga che, proprio quest’anno, compie vent’anni dal suo esordio (Shogun: Total War).

Dopo tre anni, cioè dopo Total War: Warhammer II, gli appassionati di strategia e battaglie campali tornano a conquistare territori e a muovere personaggi di fantasia dopo le parentesi più storicamente attendibili A Total War Saga: Thrones of Britannia (nel 2018) e Total War: Three Kingdoms lo scorso anno.

Per chi non lo sapesse, stiamo parlando di un videogioco di strategia a turni (come se fosse un gioco da tavolo tipo Risiko). Un gioco che offre la possibilità di affrontare le battaglie campali in tempo reale, ma con una pausa tattica. Caratteristica, quest’ultima, che serva a dare con calma gli ordini ai capitani dei battaglioni per coordinarne le manovre senza fretta né pressioni.

A Total War Saga: Troy è disponibile su Epic Games Store in esclusiva temporale, in questo negozio digitale sarà acquistabile a titolo gratuito, fino alle 15 (ora italiana) di oggi ( 14 agosto 2020). La versione Steam del gioco sarà disponibile nel 2021, ma la data è ancora da ufficializzare.

LA STORIA DIVENNE LEGGENDA, LA LEGGENDA DIVENNE MITO

Dieci anni di guerra, a cavallo del il 1250 a.C. oppure tra il 1194 e il 1184 a.C: la Guerra di Troia ha visto contrapposti Ilio (conosciuta anche come Troia) e un’alleanza “panellenica” guidata dai sovrani Achei, Agamennone e Menelao. Il mito racconta che quest’ultimo, privato della promessa sposa da Paride – principe troiano – abbia scatenato l’adunanza di tutte le forze greche per conquistare i possedimenti di re Priamo e dei principi Ettore e Paride, oltre che per riportare a Sparta la regina Elena.

In forza agli schieramenti greci si affiancarono Odisseo di Itaca (Ulisse per i romani) e Achille figlio di Peleo, re di Ftia e signore dei Mirmidoni.
In forza agli schieramenti troiani, invece, troviamo Sarpedonte (che si diceva essere figlio diretto di Zeus in persona) e Enea dalla cui stirpe sarebbe discesa (così narra la leggenda dell’Eneide) la famiglia Giulia dell’Impero Romano di Cesare Ottaviano Augusto.

A Total War Saga: Troy non narra soltanto i cinquanta giorni di guerra che sono scritti nell’Iliade. Né, tanto meno, ci costringe a riviverli per come li ha tramandati a noi Omero. Il gioco di Creative Assembly ci permette di formare gli eserciti dal momento in cui Agamennone e Menelao hanno chiamato i vessilli alla guerra contro Troia rivivendo e riscrivendo, in questo modo, tutto il decennio del conflitto tra greci e troiani.

LA GRECIA DI OMERO

La mappa del mondo di gioco gode di centinaia di territori, ispirati all’antica Grecia delle leggende. Prepariamoci a trovare le province di Ftia, i territori dei Dardani, Itaca e le altre isole più importanti dell’Egeo, giusto per citare qualcosa. Nel mondo di gioco si ha la possibilità di trovare, reclutare e usare a proprio vantaggio creature mitologiche come le gorgoni e i minotauri.

La gestione dei territori non si discosta troppo da quella già vista e presentata ai tempi di Total War: Shogun 2. Ogni provincia è formata da due o più territori. E solo il controllo della provincia nella sua interezza permette di sfruttarne a pieno regime le potenzialità politiche ed economiche, per mezzo degli editti provinciali.

La gestione delle nostre conquiste e degli eserciti è affidata a risorse quali cibo (fondamentale per foraggiare i soldati), pietra e legno (per costruire le strutture) e bronzo (per armare i battaglioni più corazzati).

UN NUOVO MONDO DI FARE GUERRA TOTALE

Le novità introdotte da A Total War Saga: Troy riguardano, prima di tutto, la fase diplomatica che appare più curata e ispirata rispetto al passato. Chi vi scrive ha giocato tutti i Total War con l’unica eccezione di Three Kingdoms, e mai prima d’ora ha speso tanto tempo sul versante diplomatico. In questa arte della diplomazia ha cercato – come un metaforico alchimista – di far quadrare offerte e richieste per trarre il tutto a proprio vantaggio.

L’intelligenza artificiale, tanto nella mappa tattica quanto durante le battaglie, risulta molto più convincente e coerente che in passato. Soprattutto spietata e pronta ad approfittare di ogni minimo passo falso. Ci sono fazioni difensive e non belligeranti, altre votate all’espansione territoriale ed è affascinante vedere anche l’evolversi dello scacchiere politico durante lo scorrere dei turni.

La varietà di agenti speciali vede l’arrivo di Sacerdotesse e agenti speciali epici (come le già citate gorgoni) affiancare i classici emissari e le immancabili spie che diventano anche assassini all’occorrenza.

Altra novità introdotta da A Total War Saga: Troy è la gestione della volontà divina: dobbiamo ingraziarci gli dei con preghiere, ecatombe e templi. Questa diventa oltremodo determinante e incisiva, più che in passato. Nei precedenti capitoli di Total War, infatti, i luoghi religiosi influenzavano in parte la felicità dei territori, la crescita demografica o l’efficienza militare. Adesso i bonus sono molti di più e più estesi.

Durante le battaglie emerge la differenza tattica fra fanteria leggera (capace di occultarsi nell’erba alta, anch’essa una novità), fanteria media e fanteria pesante (capace di cambiare assetto di combattimento impugnando le armi grandi a due mani a discapito della difesa). In battaglia possiamo schierare anche i già citati minotauri e i carri da guerra, oltre ad altre novità che vi lasciamo il piacere di scoprire.

Oltre all’erba alta, si aggiunge il terreno fangoso: infame perché smorza le cariche di fanteria e cavalleria (chiedere ai francesi di Azincourt per ulteriori dettagli). Condizioni che costringono al passo d’uomo e vanificano tattiche di battaglia. Non manca la solita boscaglia ad occultare la maggior parte della fanteria e sorprende in positivo il disegno delle mappe cittadine e di fortezze, decisamente più ispirato che in passato.

COMMENTO FINALE

A Total War Saga: Troy è l’ultimo esponente di una serie di videogiochi di gestione a turni e battaglie in tempo reale che accompagna gli appassionati dal 2000. La saga di Total War si è sempre distinta per ammiccare a contesti storici realmente accaduti. Ma la parentesi Warhammer del biennio 2016/2017 sembra aver dato fiducia agli sviluppatori che, dopo il buonissimo (e anche lì sospeso tra storia e mito) Total War: Three Kingdoms, hanno concepito e poi realizzato l’oggetto di questa recensione.

Tecnicamente impressionante, longevo come pochi al mondo, appagante e assuefacente. A Total War Saga: Troy è il nuovo compagno di giornate (e di nottate) degli strateghi più instancabili.

Ben pochi difetti possiamo imputargli: quello che dispiace di più è la consapevolezza di dover espandere le possibilità di gioco tramite fazioni disponibili a pagamento. La prima (le Amazzoni della regina Ippolita) è gratis se, una volta acquistato A Total War Saga: Troy su Epic Games Store, si collega al sito Total War Access il proprio account Epic Games.

Quel che è certo è che A Total War Saga: Troy riesce a catalizzare l’attenzione a tal punto che, se l’ambientazione fosse gradita, sarebbe capace di eclissare tutti i predecessori senza alcuna esitazione. Un’altra pagina della storia di questo brillante studio di sviluppo è stata scritta e promette centinaia (quando non migliaia) di ore di divertimento.



Vedi Post Originale: https://www.ilvideogioco.com/2020/08/14/a-total-war-saga-troy-recensione-pc/


0 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *