80’s Overdrive, la nostra recensione - IlVideogioco.com


Il filone dei racing nostalgici è senza dubbio alimentato da parecchio tempo grazie agli sviluppatori indie che riescono a ravvivare questo genere. Nel corso di questi ultimi anni, abbiamo giocato a perle come Horizon Chase Turbo, il difficilotto Slipstream ed altri come ad esempio il progetto Classic Sport Driving che è attualmente su Kickstrater. Qualche giorno fa è arrivato senza troppo clamore su Steam, un nuovo titolo chiamato 80’s Overdrive.

Già dal nome, il videogioco firmato da Insane Code fa trapelare la volontà di portare gli appassionati dei titoli di corse automobilistiche al dolce periodo degli arcade e della pixel art. Senza ovviamente voler tralasciare – dietro questa apparente semplicità – la profondità del gameplay e della sfida che molti capolavori che hanno superato (o lo stanno per fare) i 30 anni dalla loro pubblicazione hanno in sé. E stiamo parlando di Lotus III, OutRun, Jaguar XJ 220 e così via dicendo.

Bene, l’obiettivo degli autori è sempre lo stesso: mixare e riportare un po’ del loro spirito nelle loro creature portando, al contempo, un qualche cosa di loro e delle novità. Un modo come un altro per amalgamare il classico al nuovo nella speranza di farci tornare sognare correndo felici in un mondo di pixel e colori con i quali siamo cresciuti ed abbiamo fantasticato da piccoli.

La domanda comune è la stessa: ci saranno riusciti? Scopritelo nella nostra recensione di 80’s Overdrive. Buona lettura.

UN BEL TUFFO NEGLI ANNI ’80 E ‘90

Se l’obiettivo del team polacco di Insane Code era quello di far fare un tuffo nel passato di chi ha vissuto i ruggenti anni ’80 e ’90, possiamo fin da ora dire che la missione è compiuta.

Fin dalla schermata iniziale verremo introdotti in un gioco vecchio stile ma con quelle piccole aggiunte “moderne” che danno ulteriore profondità al prodotto. 80’s Overdrive fa il suo compito a dovere perché è in grado di far riaffiorare i ricordi di quando giocavamo ai titoli che abbiamo già nominato e che nel corso della storia videoludica in tanti hanno provato a raggiungere.

Dopo aver creato il proprio profilo potremo scegliere la vettura di partenza su sei disponibili. Ma attenzione, sarà possibile anche nel corso della modalità campagna che si dirama in oltre 30 gare, migliorare la propria auto con i premi in denaro accumulati durante le corse.

Ognuna delle 6 vetture ha tre parametri basi differenti. L’auto di default ha quelli più bassi: stiamo parlando di potenza del motore, capacità di sterzata e resistenza agli urti.

Queste peculiarità non sono soltanto fittizie ma sono concrete ed offrono un gameplay dai toni antichi, arcade ma con quel pizzico di profondità che fa aumentare il grado di sfida. È possibile personalizzare la propria auto applicando anche le turbine che daranno diritto a due accelerazioni importanti per gara, le sirene della polizia ed ovviamente si potrà personalizzare il mezzo cambiandone il colore della livrea.

80's Overdrive

La Campagna è la modalità principale e ci fa fare un viaggio attraverso il mondo di gioco attraverso più di 30 corse dove si affrontano in tracciati più o meno complicati e trafficati altri 9 avversari. I primi tre al traguardo portano a casa stelle (che servono a sbloccare altre piste), ma anche soldi virtuali che servono non solo a migliorare la propria auto ma anche a cambiarla e o a ripararla oltre a pagare le “tasse di iscrizione” alla corsa.

Si ha così un modo di gestire le proprie finanze ed il mezzo che ricorda non troppo alla lontana quella presente in Jaguar XJ 220, immortale capolavoro di Core Design uscito nel lontano 1992 quando nel corso di una stagione del mondiale turismo si dovevano fare i conti non solo con i punti in classifica ma anche con i guadagni e la necessità di riparare parti della vettura che se danneggiati compromettevano le prestazioni.

In 80’s dovremo stare attenti ai danneggiamenti della vettura. Questi però non causeranno dei problemi alle prestazioni ma si rischia di non concludere la gara se non si dovessero avere i soldi per riparare “al volo” il nostro bolide.

Sarà fondamentale anche tenere d’occhio il serbatoio di benzina per evitare di rimanere senza carburante. Ma no finisce qui. Capiterà spesso e volentieri di dover riparare la vettura anche parzialmente perché come nella vita reale, i soldi non basteranno mai. E l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Impatti, uscite di strada, tamponamenti leniranno più o meno velocemente l’integrità della nostra auto. Ovviamente, migliori saranno i parametri sulla resistenza minore saranno le conseguenze di tali impatti. Al 90% di danno la macchina comincia a fumare. Questo ricorda Continental Circuits, arcade sulla F1 della seconda metà degli anni ’80.

Potrà capitare di trovarsi senza soldi per gareggiare o per riparare la vettura. Niente paura. Potremo fare il lavavetri. Nel verso senso della parola. Gli avversari – non con un velo di sarcasmo – ci offriranno l’opportunità di lavare le loro bellezze a quattro ruote in cambio di una mancia. Raggiunta la somma minima potremo o riparare (anche parzialmente) la nostra auto o iscriversi alla corsa più “facile” per conquistare ulteriori soldi virtuali e ripartire senza il Game Over.

MODALITÀ OUTRUN

80's Overdrive

L’altra variante di gioco è quella chiamata Outrun. Ogni riferimento a fatti casi e persone è, come si dice in ambito cinematografico (e non solo ormai), puramente casuale. E celebra il classico SEGA. In questa appendice non dovremo guadagnare soldi arrivando tra i primi tre ma la corsa sarà esclusivamente contro il tempo, proprio come in Outrun.

Saremo ostacolati dal traffico cittadino e, chiaramente, dalle varie difficoltà ambientali che incontreremo. Qui ci sarà un enorme percorso ad albero e verso la fine di ogni stage dovremo scegliere quale svincolo prendere per continuare il nostro percorso. Ma c’è una piccola variante in tutto questo rispetto all’arcade immortale di 34 anni fa. In 80’s Overdrive si può guadagnare del tempo. Secondi preziosi grazie a dei sorpassi un po’ azzardati che ci faranno acquisire – in base alla pericolosità e precisione della manovra – dall’uno ai tre secondi per sorpasso. Non male. Qui i bivi sono tantissimi ed arrivare fino alla fine non sarà per niente facile, fermo restando che le diramazioni diverse permetteranno tanti traguardi finali alternativi.

UN GAMEPLAY DIVERTENTE

Se dovessimo descrivere il gameplay di 80’s Overdrive in una sola parola potremmo scrivere vivace. Già perché fin dalla prima gara, che notoriamente dovrebbe (il condizionale è d’obbligo), far prendere confidenza con l’ambiente e con le meccaniche, troviamo la possibilità di avere degli avversari fin da subito competitivi ed in grado di metterci in difficoltà.

Generalmente le prime corse non sono troppo difficili ma non è detto che la vittoria sia scontata. Tutt’altro. Ed ogni gara è storia a sé come si dice sempre in ambito sportivo. La partenza solitamente è il momento più complicato ed andare ad impattare contro un avversario che ha un’accelerazione più lenta. La tempistica della sterzata è fondamentale e sbattere rallentando o, peggio, fermandosi, avendo anche dei danni all’auto, può poi rendere difficoltosa qualunque rimonta.

A mettere il pepe oltre alla sinuosità di alcune strade troviamo il traffico. Sicuramente imprecherete tantissimo contro i camion che invadono le strade. Il resto lo abbiamo raccontato prima, danni, gestione dei soldi che possono aumentare anche prendendo parte a delle missioni. Di tanto in tanto, infatti, una persona sconosciuta (e dall’aspetto poco rassicurante) ci chiederà di svolgere un incarico per lui e guadagnare una lauta ricompensa. Raccogliere dei dischetti, o cercare di danneggiare un avversario, o ancora puntare ad una posizione finale. Questo permette di guadagnare soldi extra se il compito verrà svolto.

E poi c’è la polizia che ci inseguirà senza apparenti motivi, o forse si… superare in autostrada una vettura delle forze dell’ordine non è forse raccomandabile.

Possiamo dire che il feeling con i giochi degli anni ’80 e ’90 è senza dubbio alto e molto rievocativo.

PIXEL ART COLORATA, GRAN BELLA COLONNA SONORA

80’s Overdrive è una piccola gioia per gli occhi. A patto che si ami la pixel art. Quanto svolto dagli autori è un bel lavoro che sicuramente omaggia i titoli che più volte abbiamo citato in questa recensione. Troviamo alcuni paesaggi evocativi e sicuramente gradevoli alla vista. Troviamo otto ambientazioni completamente diverse. Apprezziamo le località marittime che ricordano il primo livello di OutRun, le rovine che evocano la civiltà dell’antica Grecia e così via.

Il tutto contornato da tanti colori ed un bel design. Peccato la scarsa varietà delle vetture presenti. E se vogliamo anche dei paesaggi. Non sono mai abbastanza ed avere più ambientazioni principali avrebbe sicuramente giovato. Stiamo però parlando di un prodotto indie che si ispira a giochi antichi e quindi va benissimo così. Buona anche l’interfaccia con i dati che danno le informazioni importanti: velocità, posizione, timer, livello carburante e danni, nonché disponibilità turbine.

Buonissimo il senso di velocità che dona un gameplay molto fluido e non soffre di minimi tentennamenti. E per fortuna diremmo visto che si tratta pur sempre di 2d in pixel art.

Ottima la colonna sonora. Gli oltre 15 brani presenti in chiptune sono molto belli, orecchiabili e c’è una piccola finezza: durante la gara è possibile cambiare – tramite i dorsali inferiori del joypad – le musiche che si ascoltano. Un po’ come cambiare traccia audio dal proprio lettore cd.

Possiamo sicuramente promuovere il lato artistico, grafico e sonoro del gioco.

COMMENTO FINALE

Cosa aggiungere di più ad 80’s Overdrive? Le operazioni nostalgia e simpatia sono senza dubbio riuscite molto bene. Gli sviluppatori volevano mixare quanto di meglio offrivano alcuni classici ed hanno tentato di realizzare un prodotto con la propria anima. E non era facile vista l’ombra lunga dei titoloni che lo precedevano.

La missione è riuscita. Forse non in tutto ma chi è sicuramente appassionato di quel periodo troverà questo titolo interessante e con un buonissimo feeling. Non manca praticamente niente. Forse più varietà avrebbe giovato ulteriormente ma significherebbe guardare il proverbiale pelo nell’uovo e sarebbe anche irriverente nei confronti di un team che ha sicuramente lavorato bene rispettando i dettami e canoni di classici del passato. E non è detto che possano arrivare ulteriori novità.

Tecnicamente è molto gradevole. La grafica è piacevole, il sonoro incalza e – a tratti – esalta. Il gameplay è arcade ma un minimo ragionato. 80’s Overdrive ha una sua anima. Ed è divertente. Se siete degli amanti di quei giochi che negli anni ’80 e ’90 tenevano inchiodati milioni di giocatori davanti ai monitori di casa o nelle sale da bar, dategli un’occasione. Anche perché aggiungerà piccole finezze interessanti (lavare le auto per racimolare soldi e gareggiare ancora evitando il Game Over), un buonissimo editor simil-Recs e così via. Senza dimenticare il grado di sfida.

Se, invece, volete simulazione estrema andate oltre… e senza passare dal via.



Vedi Post Originale: https://www.ilvideogioco.com/2020/12/02/80s-overdrive-la-nostra-recensione/


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