Parole in libertà, ogni tanto

È una domenica particolare. Come tante altre, ma al tempo stesso particolare. Un ossimoro? Probabilmente ma spesso e volentieri gli ossimori hanno più coerenza di mille parole.

È un editoriale strano e complesso quello che sto scrivendo. Non sono abituato a scriverli anche perché, come sempre sostenuto, penso che siano cose per giornalisti seri, bravi, preparati e, soprattutto maturi. Non che io non lo sia (serio, per il preparato e bravo spero di arrivarci, per la maturità, almeno all’anagrafe dovrei già esserlo da un pezzo), ma spesso e volentieri dimentico di aver superato i 40 e che almeno nel settore dei videogiochi sono già fuori quota. E probabilmente qualche simpaticone mi considera già vecchio ma questa è un’altra storia.

La settimana che si sta concludendo mi ha ricordato come Pac-Man – e più tardi scriverò un pezzettino a tal proposito (uno mio, si intende) – ha compiuto 40 anni. E che è sicuramente una delle prime icone dei videogiochi. Un ambasciatore di questo settore che ancora oggi non è compreso da tutti pur essendo semplice. Forse al punto tale che da chi non vive questo mondo è valutato malissimo. Sottostimato quando non gli si riconoscono meriti, sovrastimato quanto gli si attribuiscono colpe non sue.

Pac-Man ha fatto senza dubbio il botto grazie alla sua immediatezza: un labirinto, quattro fantasmini che ci inseguono ed una creatura rotonda gialla che si ispira ad una pizza senza una fetta che mangia pillolette bianche e frutta. E così via per tanti livelli, fino al 256emo che è affetto da un bug così celebre che ha ispirato qualche anno fa la stessa Bandai Namco a realizzare un gioco dedicato.

La serie poi è cresciuta ma è inutile parlarne qui. Questo è un articolo per cazzeggiare, un editoriale in libertà. Canzoni un po’ stonate con parole un po’ sbagliate (cit.) anche per omaggiare un fatto che non c’entra niente con il nostro mondo dei videogiochi.

Una lezione di giornalismo, professione che ho sposato da 20 anni e con la quale chiuderò questo pezzo, arriva dal New York Times. Più che di giornalismo su come mi piace intendere questa professione che purtroppo viene sempre spesso martoriata ed umiliata in favore dei click.

Ordunque, il New York Times ha dedicato la sua prima pagina alle quasi 100.000 vittime causate dal maledetto Covid-19 negli Usa. Come? Semplice, nel modo più “signorile” possibile, scrivendo nome e cognome, età, stato di provenienza, di ogni sfortunato ed un pensiero per ricordarlo. Anche il titolo dice tutto: “U.S. Death near 100,000, an incalculable loss” (Vittime americane vicino a 100.000, una perdita incalcolabile). Un semplice gesto, una carezza, un omaggio a chi non c’è più infischiandosene il fatto che, appunto, siano quasi 100.000 nomi da ricordare. Una lezione perché la ritengo tale.

Mi ha fatto ricordare perché mi piace questa missione. Perché fare il giornalista, soprattutto in Italia dove si deve essere sempre maltrattati e paragonati a chi scambia fischi per fiaschi o a chi spaccia bufale, non è solo un lavoro (malpagato e non rispettato, quando va bene) ma è una vera e propria missione.

E già che ci siamo, ieri, 23 maggio, c’è stato il 28° anniversario della strage di Capaci dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie – magistrato – Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Non vado oltre perché tutte le parole sarebbero inutili. Ieri, nonostante il periodo particolare dovuta a questa emergenza sanitaria, spontaneamente le persone si sono fermate davanti all’abitazione palermitana di Falcone, nella centralissima via Notarbartolo. Un simbolo forte, nonostante tutto fatto di sobrietà. E forse questa ritrovata e forzata sobrietà fa molto effetto, più di mille navi che approdano al porto di Palermo. Perché si, educare è fondamentale, ricordare pure, ma tutte le manifestazioni pubbliche a volte mi sembrano stucchevoli perché spesso e volentieri c’è troppa retorica. E spesso e volentieri ci ricordano come alcune cose proprio non cambiano anche nella nostra bella Sicilia… e la notizia sugli arresti domiciliari per il manager anti-covid della Sanità siciliana accusato di aver preso tangenti – proprio lui che avrebbe dovuto combatterle ed estirparle – lo conferma.

Ed oggi, sono 18 anni dalla mia iscrizione all’Albo. Tutto qui. Rispetto ad allora sono cambiate troppe cose. Ma l’amore per questa professione, anche se colpito più volte da delusioni lavorative, umane e soprattutto economiche, seppur sopito ogni tanto, è rimasto sostanzialmente identico. Ed ora? Niente, penso al prossimo articolo ed a voi auguro una buona lettura.

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Monster Hunter World: Iceborne, croci e delizie della vita da cacciatori

Monster Hunter World: Iceborne (qui la nostra recensione) è il punto d’arrivo di un franchise costellato di titoli, con annessi successi. Principalmente nel paese del Sol Levante, ma che con il passare degli anni è riuscito a costruirsi una nicchia di appassionati in Occidente, che si sono poi moltiplicati in maniera esponenziale. A partire dal primo Monster Hunter, pubblicato su PS2 nel 2004 in Giappone, e nell’anno successivo in Europa. Da lì Capcom ha prodotto numerosi videogiochi, distribuiti tra le console (principalmente portatili) di Sony e Nintendo, con alcune timide comparsate su Pc.

Questo fino alla svolta segnata da Monster Hunter World, il cui arrivo agli inizi del 2018 su Pc, PS4 e Xbox One ha segnato la consacrazione del franchise a un livello di popolarità (e accessibilità) mai raggiunto prima. Tutorial più approfonditi, meccaniche volte ad alleggerire il tradizionale farming e altri elementi che sono stati in grado di far breccia anche tra i completi neofiti. Questo senza nulla togliere ai veterani, che con l’espansione Iceborne hanno potuto riassaporare i fasti del glorioso passato del brand. Soprattutto in termini di sfida.

Sono ormai trascorsi circa quattro mesi dall’arrivo di Monster Hunter World: Iceborne su Pc, e otto da quello su console. Periodo nel quale Capcom non ha mai cessato di implementare nuovi contenuti, sia gratuitamente che a pagamento. Anche se in quest’ultimo caso si tratta solamente di accessori ininfluenti sul gameplay. Con il più recente update, risalente allo scorso 23 aprile, la versione Pc si è inoltre allineata a quella console, storicamente “più avanti” con i vari aggiornamenti.

E per onorare il ritorno della nostra rubrica Giochi in 10 scatti, adesso vi proponiamo una rassegna di dieci immagini salienti, tratte dal nostro gameplay su Pc, dell’acclamato titolo di Capcom. Buona visione e buona lettura.

1) LE ISTANTANEE DI FINE MISSIONE

Monster Hunter World: Iceborne
A volte vengono fuori scatti assurdi e/o divertenti, che possono costituire un piacevole ricordo della caccia

Monster Hunter World: Iceborne, come svariati giochi moderni, prevede una modalità foto di serie, qui denominata kit d’osservazione. Attivabile sia in missione che nell’hub di gioco (Seliana, Astera, ecc), essa comprende diverse opzioni in grado di creare le condizioni per la realizzazione dello scatto desiderato. Pose per il proprio cacciatore e il suo compagno felyne, inquadratura e altro ancora. Certo non è consigliabile farne uso durante uno scontro, poichè si finirebbe con l’essere enormemente vulnerabili. Parlando della versione Steam del gioco, è inoltre possibile effettuare uno screenshot in qualunque momento con la semplice pressione di un tasto.

Una chicca del titolo Capcom è però costituita dalle “istantanee di fine missione”. Una volta portata a termine una caccia, si susseguono alcune schermate predefinite. Aumento del grado Cacciatore/Maestro, tempo di completamento e naturalmente la riscossione delle ricompense. Sullo sfondo di esse compare uno screen “effettuato dal gioco” in maniera randomica, durante la caccia. Non di rado appare un’immagine sfocata o confusa, ma può capitare anche uno scatto ben realizzato, oppure uno buffo e divertente. Per salvarlo basta semplicemente fare uno screenshot, tenendo presente con la pressione di un tasto è possibile far scomparire l’intera interfaccia. Così da non avere elementi superflui di sorta.

2) ARMI E ARMATURE DI VARIO ASPETTO E FATTURA

Monster Hunter World: Iceborne
No, non è un trofeo di pesca, bensì un’arma. Nello specifico un potente spadone elementale (con danno ghiaccio). Sullo sfondo un bel panorama delle Guglie Selvagge

Chi conosce il franchise di Monster Hunter sa bene del ciclo imperituro alla base della serie. Uccidi mostro – crafta armi e armature più potenti – affronta mostro più forte – ripeti. Va da sé che armi e armature riprendono l’aspetto (oltre che le caratteristiche) dei mostri da cui vengono craftate. Aspetto, tra parentesi, ora modificabile grazie al recente aggiornamento che ha introdotto gli “stili”. Ciò non esclude tuttavia l’esistenza di equipaggiamenti “separati”, realizzabili con materiali particolari o più spesso con buoni ottenibili tramite missioni evento.

Tra tali armi e armature non ne mancano di buffi o singolari, ma non per questo meno efficaci in battaglia.  In foto appare infatti il Gladius Xiphias, un’arma della categoria spadoni che è a tutti gli effetti un tonno ghiacciato gigante. Tra gli equipaggiamenti si annoverarno anche doppie lame-pesce, martelli con l’aspetto di una succulenta coscia di mostro arroventata e naturalmente tanti stili di armatura. Anche per il proprio compagno felyne, che a seconda dei casi potrà somigliare, fra i tanti, a una bambola. O a un nekker, grazie alla collaborazione del titolo con The Witcher 3: una delle tante.

3) ANIMALI DA COLLEZIONE

Ortica Brumiluna
L’Ortica Brumiluna è tra la fauna endemica più rara e difficile da trovare e catturare. E’ richiesta pazienza e una copiosa razione di fortuna

Monster Hunter World ha introdotto diverse attività e obiettivi secondari oltre alla mera caccia. Dalla ricerca dello “scatto perfetto” tra le tribù di felyne alla personalizzazione del proprio alloggio. Il quale è personalizzabile nello stile, nell’arredamento e anche negli “animali da compagnia”. La propria dimora infatti può essere decorata non tanto (come uno potrebbe pensare) con trofei di caccia standard quali teste di mostro alle pareti, bensì con fauna endemica catturata in giro per i biomi. Animaletti di tante forme e dimensioni, lasciati liberi di scorazzare nei punti dell’alloggio loro assegnati. La cattura è effettuabile durante una qualunque missione con l’utilizzo del retino da caccia, equipaggiabile in qualunque momento.

Alcune sfide interne al gioco e alcuni trofei prevedono inoltre il ritrovamento e la cattura di fauna endemica speciale. Creature molto rare in grado di apparire, oltretutto con una probabilità alquanto minima, solamente con condizioni specifiche. Di giorno o di notte, con condizioni meteorologiche favorevoli, ecc. Si va da versioni speciali di animali comuni (come il macaco dorato, invece di quello argentato), a vere e proprie leggende, come l’Ortica Brumiluna in foto. Ad esempio essa può comparire solamente di notte e col cielo terso in un punto specifico delle Distese Brinose. Per aumentare le possibilità di spawn di tali creature è consigliabile reperire tutti gli ingredienti rari della mensa, così da poter contare sull’abilità culinaria Zoologo Felyne.

4) FORGIA DOLCE FORGIA

Monster Hunter World: Iceborne
Uno dei luoghi che i cacciatori visitano più spesso. Culla creatrice di armi e armature, e dei relativi miglioramenti

Nell’hub centrale di Monster Hunter World, che si tratti del villaggio di Astera o di quello di Seliana (accessibile solo con l’espansione Iceborne), abbondano i punti d’interesse. Il mercato, dove si può far scorta di oggetti utili alla caccia. L’alchimista, in grado di compiere processi avanzati relativi ai Gioielli e a equipaggiamenti end-game (principalmente Safijiva e Kulve Taroth). Il laboratorio biologico, dove poter consegnare i risultati delle ricerche relative ai mostri, così da poter ampliare le informazioni su di loro, e via discorrendo.

Uno dei luoghi più più ricorrenti per un cacciatore è certamente la forgia, dove ci si attrezza in vista delle proprie battute di caccia. Da una parte c’è l’inserviente che vende, al costo dei soli Zenny (la moneta di gioco ndr), alcuni equipaggiamenti di base. Dall’altra il vero e proprio fabbro, che in cambio di Zenny e materiali di mostro darà vita alle armi e alle armature che possono occorrere a noi e al nostro compagno Felyne. Per una caccia di successo occorre essere preparati.

5) L’UNIONE FA LA FORZA

Multigiocatore
Per i cacciatori il pasto pre-missione è un autentico rito. Meglio cacciare a pancia piena (e con qualche abilità extra attiva)

Scelta dell’arma e del set d’armatura proprio e del compagno Felyne (se presente), oggetti da portare e, come ogni cacciatore sa, non può mancare un lauto pasto prima di partire per la caccia designata. Un incarico avente un obiettivo preciso, come l’uccisione o la cattura di uno o più mostri, o la raccolta e la consegna di materiali come erbe o minerali. Il tutto fattibile da soli o in compagnia di altri cacciatori. Da sempre la caccia in Monster Hunter è stata effettuabile fino a un numero massimo di 4 elementi. Due cacciatori con i rispettivi compagni Felyne, oppure tre o quattro giocatori umani.

Prima solo multigiocatore in locale, poi l’online con il progresso della tecnologia, che ha aperto le porte a tante iniziative da parte di Capcom, come i raid. Battute di caccia pensate proprio per incoraggiare la collaborazione tra giocatori nei confronti di mostri aventi meccaniche speciali. Un esempio è il Behemoth, frutto della collaborazione tra Monster Hunter World e Final Fantasy. Altri mostri, come la Kulve Taroth e il Safijiva, hanno le ricompense subordinate al server (che può contenere fino a 16 giocatori). A seconda dei risultati di ciascun ed eventuale team da quattro, il livello di ricompense sale. Ma anche nelle missioni meno complesse, non c’è dubbio che farsi accompagnare da cacciatori fidati sia il non plus ultra per il divertimento.

6) L’ABBRACCIO DELLA MORTE

Namielle AT
Un incontro ravvicinato con la Namielle, versione Arci-Temprata, in tutto il suo letale splendore

Già con Monster Hunter World pre-Iceborne Capcom aveva inserito delle missioni evento extra, destinate ai cacciatori più audaci. Obiettivi di tali missioni di Alto Grado sono ed erano versioni AT (Arci-Temprate ndr) di alcuni draghi anziani, come Nergigante, Kushala Daora e Teostra. Se già un mostro Temprato si rivela un avversario ben più ostico del normale, avendo più vita e facendo più danni, una versione Arci-Temprata può diventare un incubo ancora peggiore. Tali varianti sono state poi introdotte anche in Iceborne, arrivando a costituire il top della sfida end-game per un giocatore avanzato. Come ricompensa di queste missioni si ottengono solamente dei buoni, da spendere con altri materiali per permettere la forgiatura di armature ed equipaggiamenti speciali.

Così è stato anche con la Namielle AT, introdotta con l’aggiornamento dello scorso mese. Un mostro che ha messo a dura prova tantissimi cacciatori, ansiosi di mettere le mani sull’armatura Y (gamma ndr) del mostro, e su alcuni stili armature speciali. Oltre a vita e danni aumentati, i mostri Arci-Temprati presentano nuovi attacchi, e/o versioni potenziate di quelli in dotazione alla loro versione “normale”. Nel caso dell’affascinante ma letale drago anziano colorato, vi sono dei potentissimi attacchi acquatici ed elettrici, in grado di annientare con pochissimi colpi anche i set maggiormenti improntati alla difesa.

7) L’IMPORTANZA DEL FATTORE C..

Monster Hunter World: Iceborne
Finalmente un Gioiello ultra-raro dopo decine di battute di caccia piuttosto infruttuose

Dove c’è farming c’è l’RNG (Random Number Generator), l’algoritmo responsabile, all’interno dei videogiochi, di tutto ciò che riguarda la fortuna. Generazione di oggetti con determinate statistiche da drop di mostri, apparizione di eventi, comparsa di creature e tanto altro ancora. In Monster Hunter World: Iceborne esercita inevitabilmente la sua influenza anche nella caccia al Gioiello perfetto. Ogni pezzo di armatura possiede delle abilità, i cui effetti possono essere accumulati entro una soglia predefinita. Molti pezzo possiedono però degli slot liberi, che lasciano al giocatore la libertà di costruirsi la propria combinazione ideale di abilità.

Slot che possono essere di quattro dimensioni diverse, pari ai quattro livelli di Gioielli reperibili in gioco, solitamente come ricompensa casuale di fine missione. Per agevolare il ritrovamento delle fatapietre (ognuna delle quali genera in maniera casuale un Gioiello) più rare, Capcom nel corso del tempo ha introdotto per periodi limitati delle missioni evento speciali. Decisamente più agevoli delle normali taglie di mostri Temprati, il cui livello di Minaccia (da uno a tre) decreta la rarità dei Gioielli droppabili a fine missione. In una delle più recenti missioni evento è possibile ottenere fino a 7-8 Gioielli per volta, cacciando uno Zinogre di grado Maestro.

8) IL SUPPORTO DI MAMMA CAPCOM

Kulve Taroth
Per respingere il respiro infuocato di una Kulve Taroth risvegliata, un fendente può servire a ben poco. Meglio schivare

Un fattore comune in molti giochi di grande successo è il supporto post-lancio. Con oltre 15 milioni di unità vendute (a cui si aggiungono i cinque e passa dell’espansione Iceborne) Monster Hunter World è attualmente il titolo più venduto da parte di Capcom. Che in oltre due anni non ha fatto mancare numerosi aggiornamenti, con tanto di nuovi contenuti gratuiti. Nuove missioni, nuove elementi di gioco e naturalmente nuovi mostri, tra varianti di quelli già presenti e creature ex novo. Come l’Alatreon, vecchia gloria dei Monster Hunter passati in procinto di tornare tramite un aggiornamento, inizialmente previsto questo mese ma poi rimandato a causa del COVID-19.

Con una buona frequenza si succedono inoltre dei festival all’interno del gioco. Periodi che segnano il ritorno a tempo limitato di tante missioni evento agognate dai fan, ma che spesso servono anche a introdurre le novità fresche di sviluppo. Come quello che c’è stato tra la fine di aprile e la metà di maggio, il festival della fioritura, che ha portato sul gioco la Namielle Arci-Temprata e soprattutto la Kulve Taroth di grado Maestro. I cui materiali consentono, oltre che di craftare una nuova armatura, di potenziare le armi ottenure dalla Kulve Taroth di Alto Grado, già presente dai tempi del gioco base.

9) CACCIA MA NON SOLO

Monster Hunter World: Iceborne
Un fiero gran sgombro-coltello, obiettivo di una missione evento che consente di ottenere le doppie lame pesce, aventi un ottimo attributo elementale acquatico

Missioni di caccia, alcune delle quali con l’obbligo di cattura del mostro (e non l’uccisione). Raccolta di piante, funghi e minerali. Cattura di fauna endemica, ma anche pesca. Monster Hunter World: Iceborne comprende una delle tante tradizioni della serie, che riguarda proprio la pesca di un gran moltitudine di pesci. Quasi sempre in maniera libera e opzionale, utilizzando la canna da pesca presso uno specchio d’acqua in una qualunque missione. Ma a volte con l’obiettivo specifico di catturare uno o più pesci precisi. Come una delle missioni evento recentemente introdotte, che ha come obiettivo la cattura di due gran sgombri-coltelli.

Varianti più grandi del normale sgombro-coltello, le cui scaglie possono essere utilizzate come una cote, per affilare le armi. In questo caso invece si possono ottenere, in aggiunta ai buoni per craftare doppie lame acquatiche, delle scaglie+. Esse consentono di affilare la propria arma a una velocità pari a quella ottenibile solamente avendo attiva alla massima potenza (LV.3) l’abilità Affilatura Veloce. Non c’è da stupirsi che tanti si siano dedicati (e continuano a farlo) a questa missione, ripetendola più volte per accumulare le suddette scaglie. Su Internet non mancano video che mostrano come, con un po’ di allenamento, sia possibile portare a termine la pesca dei due esemplari in meno di un minuto.

10) LA BELLEZZA DEL E NEL COMBATTIMENTO

Doppie Lame
Sembra proprio un bel colpo critico ai danni delle zampe di un possente Nergigante Razziatore Temprato

Per i veri appassionati un qualunque titolo di Monster Hunter è stato, è e sarà sempre una fonte di divertimento costante, da centinaia e centinaia di ore. Chi vi scrive ha da poco superato le 450 in Monster Hunter World: Iceborne, ma abbondano i giocatori con oltre 1.000 ore all’attivo. Quantità spropositate di tempo passate a passeggiare per Astera e Seliana, a fare spedizioni nei biomi e nelle Terre Guida per raccogliere materiali, a provare set di armi e armature nell’area di addestramento.

Ma anche e soprattutto a combattere contro le creature più forti dell’intero ecosistema con una delle 14 tipologie di arma a disposizione. C’è chi preferisce essere spadaccino, e chi artigliere: una divisione (soprattutto a livello di armature) fortunatamente accantonata nell’attuale titolo di punta di Capcom. C’è chi preferisce sfidarsi a sconfiggere un mostro nel minor tempo possibile, e chi invece vuole godere con calma e pazienza di ogni singolo fendente e schivata. Le vie della caccia sono infinite. E’ sufficiente trovare quella più congeniale a se stessi.

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Jack Redrum, la nostra anteprima

Il panorama italico è sempre più interessante a livello videoludico, specialmente nella sua controparte indie. Rough Cyber Humans è un duo formato da Maraia e Rsaienz. Quest’ultimo è conosciuto per aver sviluppato due giochi per Nintendo DS, XGBlast! e Double Sequence. E grazie all’esperienza maturata con il frenetico shooter e il psichedelico puzzle game, i ragazzi si sono dati da fare per proporre al pubblico qualcosa di nuovo: un frenetico puzzle game “action”. Stiamo parlando di Jack Redrum, che ancora non ha una data d’uscita ma di cui eravamo ansiosi di parlare. All’uscita, il gioco sarà disponibile su Pc Windows e Linux e su dispositivi mobile Android e iOS.

Lo sviluppatore sta anche cercando un publisher per una versione Nintendo Switch, chissà che la nostra anteprima non sia di buon auspicio.

PERDERSI IN UNA CASA

Jack Redrum B

Il protagonista della nostra storia è Jack, un omino tozzo e simpatico che si perde in una casa davvero strana. Sembra uscita da una fiaba dei fratelli Grimm ed è colma di quadri pieni di piccoli incubi. Risucchiato all’interno di uno di questi dipinti, scopre di essere sotto tiro da fantasmi di varie forme e colori. Ma invece di farsi prendere dal panico, decide di usare un bel lazo magico per catturarli e mandarli dentro due ampolle che, se riempite nel giusto ordine, ci permetteranno di uscire!

L’antefatto che fa da apripista ad un simpatico ma impegnativo puzzle è divertente e scanzonato. E la casa offrirà molte stanze, tutte da esplorare liberamente. I livelli della demo sono 11, ma nella versione finale saranno ben centocinquanta. Una cifra altissima, che la dice lunga sulla longevità e le potenzialità di un titolo davvero particolare.

Avremo quindi due fasi distinte e legate. Una fase impegnativa in cui dovremo affrontare i livelli con un gameplay di cui discuteremo tra poco. Poi ci sarà una fase più rilassante nella quale vedremo Jack andare a scoprire i vari ambienti di questa villa davvero grande.

JACK REDRUM OVVERO, QUADRI E CARTA DA PARATI

Jack Redrum C

Lo stile grafico prende tantissimo da Tim Burton, con alcune reminiscenze grafiche dello studio Ghibli. Ma quello che eccelle oltre al gameplay è una grafica interamente disegnata a mano. Sapete già che colui che scrive questa anteprima è un fan della grafica disegnata a mano, che dona ad ogni produzione un tocco personale e profondo non raggiungibile anche dal foto realismo odierno.

Ogni singolo particolare dei livelli e delle stanze che visiteremo è realizzato con cura e passione. Dal sentiero di una foresta scura e tenebrosa ad una carta da parati molto anni cinquanta. Da anguste nicchie a vetri impreziositi da splendide immagini di sottofondo. Lo stile artistico di questo gioco è davvero un fiore all’occhiello e visto che parliamo poco più di una demo, chissà cosa potranno proporci gli sviluppatori in futuro.

GAMEPLAY

 

E dopo aver visto il cuore, veniamo all’anima del prodotto targato Rough Cyber Humans. Ogni livello vede Jack al centro della schermata con il suo lazo pronto a catturare i fantasmini. Per far sì che il nostro eroe riesca a superare il livello, dovremo catturare fantasmi dello stesso colore e posizionarli in sequenza in una delle due grandi fiale poste ai lati dello schermo.

Ogni fiala ha due posizioni, una bassa e una alta. Questa distinzione ci permetterà di “ordinare” i fantasmi catturati e facilitare il nostro compito. Preso il fantasma useremo i tasti “I”e “K” per la fiala di sinistra, mentre i tasti “O” e “L” andranno a riempire la fiala di destra. Fin qui sembra tutto facile ed in realtà le spiegazioni sul funzionamento del gioco potrebbero finire lì, se non ci stessimo dimenticando del fattore più importante: la velocità.

Creando Super Mario, Shigeru Miyamoto raccontò che secondo lui un grande gioco è quello in cui si capisce subito cos’è necessario fare, ma la difficoltà sta nel superare livelli colmi di insidie. Queste poche parole si adattano perfettamente a Jack Redrum, perché il funzionamento è tanto semplice quanto intuitivo.

I primi livelli di Jack Redrum si lasciano giocare e sono perfetti per introdurre le meccaniche, ma basta andare poco più avanti per trovarsi a fronteggiare uno sciame di fantasmi da far impallidire. Ed è lì che il gioco dà il massimo, perché il giocatore sarà costretto a pianificare le sue mosse anche mentre sta recuperando un fantasma semplicemente dando uno sguardo a quelli che sono in arrivo. È un po’ Tetris e un po’ Puzzle Bubble, con un livello di sfida nettamente più impegnativo ed è un bene.

Terminate le ondate di fantasmi, il conto dei “tris” fatti ci permetterà di capire se abbiamo superato il requisito minimo per il passaggio di livello. Se è andata bene, un nuovo quadro si sbloccherà nella casa. Se la fortuna ci ha voltato le spalle, una bella saetta ci informerà del nostro fallimento.

COMMENTO FINALE

Jack Redrum ci ha divertito, entusiasmato, frustrato, tenuti incollati allo schermo. Si capisce che un gioco funziona quando si è tentato di provare e riprovare nonostante i fallimenti. Lo stile artistico è ispirato e le tavole disegnate a mano conferiscono a questo puzzle game una profondità difficilmente riscontrabile in altri prodotti anche dello stesso genere.

Il gameplay è a tratti punitivo ma funziona ed è dannatamente divertente anche se impegnativo. Su Switch, sarebbe una potenziale killer app da giocare soli ma soprattutto con gli amici. Considerato che ci troviamo davanti a poco più di una demo, non possiamo che essere ottimisti sul futuro di questa produzione che siamo sicuri saprà ritagliarsi una nicchia tutta sua.

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Citra: disponibile la release ufficiale dell’emulatore Nintendo 3DS per Android

Citra è uno degli emulatori più conosciuti per Nintendo 3DS, rilasciato inizialmente per PC, Mac e Linux, che da oggi è disponibile gratuitamente anche per Android. Sono presenti diverse caratteristiche che permettono di avere una buona esperienza di emulazione del Nintendo 3DS, infatti include il supporto ad amiibo, motion control, microfono, fotocamera e gamepad. Ho testato alcuni giochi come New Super Mario Bros 2 e Animal Crossing: New Leaf, che girano molto bene sul mio Xiaomi Pocophone F1 con Qualcomm Snapdragon 845. Ho provato a far girare anche Mario Golf World Tour, ma ha alcuni artefizi grafici e non appena si deve premere lo StartRead More →

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PlayStation – Arrivano gli sconti Days of Play

Puntuali come sempre arrivano gli sconti “Days of Play” dedicati alla console PlayStation 4 Slim e Pro, il visore, videogiochi, accessori e abbonamenti. Ufficialmente gli sconti partono da lunedì 25 maggio ma, Amazon ha voluto anticipare di qualche giorno, diamo dunque uno sguardo ad alcuni titoli messi in promozione: Marvel’s Spider-Man 19,99Link: https://amzn.to/3d9vrCB MediEvil 20,99Link: […]

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Provare per credere: ecco alcune incredibili frasi alternative a “OK Google”

Ecco una serie di frasi alternative da utilizzare al posto di “OK Google” per attivare l’assistente digitale del colosso di Mountain View

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