Siamo sicuri che PES sia morto? Le licenze fanno davvero la differenza?

È notizia di qualche giorno fa quella relativa alla separazione tra Konami e la Uefa al termine della finale di Champions League di Kiev del mese prossimo. In pratica cesserà la presenza della massima competizione continentale per club in Pro Evolution Soccer.

La serie calcistica, dunque, dopo dieci anni perde questa licenza di indubbio peso. E molti sul web danno per spacciato PES. Abbiamo già letto da parte di qualcuno addirittura dei messaggi di condoglianze. Ma siamo sicuri che sia effettivamente così?

Intendiamoci, è bellissimo avere un videogioco con tanto di licenze ufficiali per divertirsi con la competizione più importante d’Europa sotto l’egida dell’Uefa. Ma è davvero un fattore chiave? Visto e considerato che ormai tra editor e strumenti per le mod si può fare di tutto e di più?

Riteniamo che questo, anzi, possa essere un nuovo inizio per la serie calcistica di Konami che fino a Pro Evolution Soccer 5, che a nostro modestissimo avviso rimane uno dei migliori giochi calcistici di sempre benché sia vecchio di oltre 12 anni, era un signor titolo e non aveva neppure queste licenze.

Si sa, altri tempi con il pubblico che è diventato esigente al punto che se trova difficoltà a superare un punto lo rende noto ed è pronto a sbugiardare il lavoro altrui. Per fortuna la stragrande maggioranza del pubblico ama le sfide.

Per molti le licenze ufficiali devono essere presenti. Ma è così che deve essere? È un po’ come il discorso della risoluzione a 1080p o in 4K e non meno di 60 fps. Sono davvero così necessari? Per giocare in comodità si, magari, ma non è detto che sia essenziale per divertirsi. 

Riteniamo di no perché negli ultimi due anni, Pro Evolution Soccer ha fatto dei netti miglioramenti. Non tanto a livello tecnico perché il Fox Engine è a tratti spettacolare, ma quanto a livello di gameplay visto che i famosi “binari” sono un ricordo e si possono trovare giocate interessanti e divertenti.

Ecco, Konami deve ripartire da questo ed il team Pes, libero dal discorso licenze può ricompattarsi ulteriormente e dare il colpo finale per raggiungere gli standard di Fifa che, anno dopo anno, è comunque migliorato tantissimo ed è diventato praticamente il re indiscusso a livello calcistico con numeri di vendita spaventosi soprattutto in Italia dove nella top 50 include non solo Fifa 18 ma anche il suo predecessore tanto ha fatto breccia nel pubblico.

E Fifa non ha (fino ad ora) le licenze Uefa Champion’s League. Quindi alla fine, per quanto prestigiosa, sicuramente non ha fatto la differenza. Poi, chissà. Ma riteniamo che sia una questione di moda. Chi vi scrive ha superato i 40 anni e ricorda titoli calcistici degli anni ’80 e ’90. All’epoca non c’erano questi problemi. Si giocava a Kick Off 2 con squadre fittizie ma ci si divertiva come matti. Prima della questione diritti, Sensible World of Soccer aveva le rose aggiornate di centinaia di campionati ma colpiva soprattutto la possibilità di giocare in tutto il mondo, anche la serie A maltese o di San Marino.

In sala giochi passavamo le ore a Football Champ e ad altri titoli similari ma chi ricorda i calciatori con i veri nomi? Ci si divertiva lo stesso. Si, d’accordo, tempi diversi, ma possibile che si sia persa la concezione di divertimento?

La sicurezza, per ovvi motivi, non possiamo averla. La certezza sulle cose future è sostanzialmente un dogma, ma la sensazione e la speranza che anche senza la licenza Uefa, PES possa migliorare ulteriormente c’è. E ce lo auguriamo di tutto cuore perché avere un’alternativa è sempre positivo e spinge la concorrenza a migliorare ulteriormente gli standard.

Nessune condoglianze, nessun rammarico, ma l’augurio a Konami di riportare PES ai fasti di un tempo. E pazienza se non ci sia la Champions League. Ce ne faremo una ragione ed anzi potrebbe essere una ulteriore motivazione a migliorare… a patto che Konami voglia ancora puntare sul suo gioco calcistico.

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