Rainbow Skies, Recensione PlayStation 4

SideQuest Studios è un piccolo ma promettente studio che si è fatto notare in particolare qualche anno fa con l’interessante Rainbow Moon, un gdr di strategia vecchio stile per PlayStation Network. Il gioco ebbe un discreto successo su PlayStation 3 e PlayStation Vita, così da convincere a distanza di tempo il team di sviluppo a riprovarci con un titolo che sembra la sua naturale evoluzione.

Anche Rainbow Skies, infatti, appartiene idealmente alla vecchia scuola, trattandosi di un gioco di ruolo strategico con combattimenti a turni e visuale isometrica, che strizza palesemente l’occhio a titoli quali Final Fantasy Tactics e, in forma minore, a quelli di NIS. La storia del gioco racconta di Damion alle prese con un esame per diventare domatore di mostri, una professione importante nella sua città natale, costantemente minacciata dagli attacchi di misteriose creature.

Purtroppo per lui, le cose non vanno per il verso giusto, così a causa di una bevuta di troppo il test finisce male e la scuola dove sostiene la prova, addirittura distrutta. L’episodio però è solo l’inizio di una serie di eventi che lo porteranno a vivere una delle avventure più intense e imprevedibili della sua vita, all’interno di un conflitto che vede fronteggiarsi due superpotenze rivali!

CLASSICO A TURNI

Il gioco sviluppato da SideQuest Studios per PlayStation 4, PlayStation 3 e PlayStation Vita, punta decisamente molto su una trama dai toni leggeri ma discretamente coinvolgente, e sul gameplay, che come scritto prima si mantiene su quello stile classico che gli appassionati di genere hanno imparato a conoscere nel corso degli anni in decine di prodotti di genere. C’è una mappa che invita all’esplorazione di scenari ampi e colorati, ricchi di particolari e coi soliti villaggi abitati in cui interagire con la gente, nemici visibili sullo schermo e i combattimenti. Questi si basano sui canoni tipici dei gdr strategici e si svolgono quindi sulla  tradizionale mappa a scacchiera.

Lì, rispettando turni e parametri propri e degli avversari, si possono eseguire tutta una serie di azioni tramite i tre membri che compongono il party di eroi guidati dal giocatore. Attacchi normali, fisici o magici, i cui danni inflitti variano a seconda del tipo di arma e di sensibilità elementale di coloro che li subiscono, ma anche uso di tecniche speciali e artefatti in grado di curare o donare temporaneamente una maggiore resistenza ai colpi potenziando la difese del gruppo sono solo alcune delle cose fattibili durante la battaglia. Sta all’utente sfruttare a dovere le caratteristiche di ciascun membro del party (Layne è abile nell’uso dell’arco per colpire dalla distanza, Ashly nelle magie, etc), la conformità del terreno e le debolezze dei nemici.

ESPLORARE CHE PASSIONE!




Dopo ogni combattimento vinto, i personaggi ottengono punti utili per salire di livello, sbloccare nuove caratteristiche, oltre a degli oggetti per potenziare i rispettivi equipaggiamenti grazie anche al contributo di qualche fabbro. Molti di questi upgrade sono disponibili anche portando a termine apposite quest secondarie, o semplicemente esplorando le aree di gioco.
Rainbow Skies, infatti, offre ai giocatori la possibilità di girare in lungo e in largo all’interno delle mappe alla ricerca di personaggi con cui interagire, magari per scambiare due semplici chiacchiere o per scovare qualche interessante missione secondaria, appunto. Oppure, ancora, per cercare nuovi percorsi e oggetti rari, e svolgere diversi mini giochi che spaziano dalla pesca a degli scontri all’interno di apposite arene, fino alla possibilità di allevare e far evolvere dei mostri, da aggregare poi in battaglia al fianco dei componenti della propria squadra, giusto per fare degli esempi.

Insomma, tanta carne al fuoco per un titolo che non sarà originalissimo, ma che è comunque in grado di offrire un buon livello di sfida ai giocatori e tanto divertimento, e dove se vogliamo trovare qualche difetto dobbiamo cercare tra alcuni glitch e freeze a cui però il team pare stia già lavorando per risolverli, e a una certa ripetitività di fondo in alcune sessioni tipiche però del genere.
Per il resto, Rainbow Skies si rivela una produzione estremamente gradevole anche per quanto riguarda l’aspetto tecnico, grazie a una grafica molto carina, dal classico stile fantasy ma alla giapponese, con ambienti variegati e colorati che ben rappresentano il mondo in cui è ambientata l’avventura.

Dalle aree innevate a quelle marine, spaziando per le zone ricche di vegetazione o per quelle rocciose, il titolo regala alla vista un bel quadretto d’insieme e una certa varietà di locazioni. Bella in particolare la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quelli principali, e dei boss. Completano il quadro un comparto sonoro caratterizzato da una colonna sonora che non fa gridare al miracolo, ma lo stesso gradevole da ascoltare e perfetta per accompagnare i giocatori durante ogni fase dell’avventura, e i testi completamente tradotti in italiano. Una bella aggiunta che a nostro parere gioverà alla diffusione del gioco ma anche alla comprensione di ogni più piccola sfaccettatura della storia.

COMMENTO FINALE

Rainbow Skies non è a livello di mostri sacri come Disgaea e Final Fantasy Tactics, ma resta ugualmente un ottimo esponente del genere, capace di tenere impegnati gli utenti e divertirli per ore e ore, grazie alla sua giocabilità, all’ottimo sistema di upgrade per i personaggi e a una longevità piuttosto elevata, che rendono sopportabili alcune fasi tendenzialmente un tantino ripetitive nello svolgersi. Se poi consideriamo il prezzo estremamente competitivo, allora non possiamo che consigliarlo vivamente a tutti gli appassionati di giochi di ruolo strategici vecchio stampo.

 

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Fonte: Rainbow Skies, Recensione PlayStation 4