Milanoir, Recensione Pc

Milano Calibro 9, Milano trema: la polizia vuole giustizia, Milano odia: la polizia non può sparare e potremmo andare avanti con titoli di film appartenenti al genere poliziottesco che ebbe maggior risalto negli anni ’70.

Un’epopea quella dei poliziotteschi che ha visto il capoluogo meneghino come set di un genere che è rimasto incastonato nel cuore di molti appassionati di cinema evolvendo in cult moltissime pellicole “secondarie”.

Ed ecco che Milanoir, primo gioco di Italo Games, ha fatto il suo esordio a fine maggio scorso su Pc e console sotto il marchio di Good Shepherd Entertainment. Annunciato l’anno scorso, questo titolo indie è un action sparatutto in pixel art che richiama proprio i fasti del cinema nostrano e che si ispira ad un taglio registico alla Quentin Tarantino mischiando storie, tradimenti ed intrighi nella malavita che serpeggia all’ombra del Duomo.

Si tratta, dunque, di un mix potenzialmente esplosivo (in tutti i sensi) ma sarà andata veramente così?

PIERO SACCHI, L’ANTIEROE DI GIAMBELLINO

Protagonista di Milanoir è Piero Sacchi, un killer professionista, uomo di spicco del boss siciliano Lanzetta. Piero è la pistola più veloce di Giambellino (uno dei quartieri del capoluogo meneghino) ed è il prototipo del sicario: abile, rapido, preciso ed in grado di portare a termine qualunque (sporco) lavoro. Ma il Sacchi verrà tradito con una soffiata (anonima naturalmente) e verrà tradotto al grand hotel San Vittore, il carcere della città.

Come ogni soggiorno che si rispetti in questi luoghi di culto tra pasti scadenti, ottima compagnia di galeotti in rivolta e secondini che non sono proprio delle persone tenere, il nostro cerca vendetta. E l’occasione si materializza quando qualcuno paga per la sua liberazione…

Lo vediamo quindi in azione in diversi luoghi di una Milano a dir poco tentacolare dove tra un massacro e l’altro fa piazza pulita dei suoi nemici e scopre via via vari dettagli.

L’AZIONE E’ PROTAGONISTA

Milanoir è sostanzialmente uno sparatutto in varie varianti molto action ma che non disdegna il lato tattico con coperture necessarie (fornite da auto, casse, e vari oggetti di fortuna che troveremo lungo il nostro cammino) per andare avanti o anche blandi fasi stealth nelle quali si possono eliminare i nemici strangolandoli.  Anzi, per parlare in modi tecnici, si tratta di un twin-stick shooter con inquadrature dall’alto (quasi a volo d’uccello per intenderci) ed a vario scorrimento dove comunque l’azione è l’anima di un gameplay crudo che non perdona nulla.

Il tutto alternato ad inseguimenti a bordo di veicoli iconici come l’alfetta o la Vespa con tanto di sparatorie e molto altro. La difficoltà del gioco è molto elevata e superare i vari capitoli della storia per arrivare al finale non è per niente facile anche perché Milanoir non perdona il minimo errore a difficoltà normale, figuriamoci a livello difficile, al punto da diventare frustrante in alcuni passaggi.

Piero ha le sue abilità, è anche un ottimo acrobata e questa sua dote può essere utile per evitare i proiettili ma i nemici sono tanti e non sarà facile avere la meglio anche usando accortezza. E non è detto che questa dote sia sempre risolutiva, anzi; tentennare troppo non porta troppo lontano, soprattutto se i nemici ci individuano. Tuttavia, un approccio diretto è quasi sempre sconsigliato: si muore inevitabilmente in pochi secondi.
Interessanti sono le boss fight soprattutto per il grado di sfida che è una summa di tutto quello che incontriamo nello stage ma una volta imparati i vari movimenti sarà possibile procedere senza grossi intoppi.

Insomma, la varietà nel gameplay non mancano sempre considerando che Milanoir è un’opera indie ed è la prima esperienza del team Italo Games. Anche se non è tutto oro ciò che luccica. Paradossalmente è un action che si gioca quasi meglio con un mouse visto che i comandi col pad sono piuttosto imprecisi. C’è, per fortuna, la mira assistita che centra molto bene il mirino sui nemici ed aiuta molto ma non risolve definitivamente i problemi.

A parte questo, il titolo rimane molto divertente. Uno sparatutto discretamente “ragionato” dove l’azione alternata nel giusto modo alle coperture fa la differenza tra un uomo morto ed uno vivo ed il livello di difficoltà è davvero ostico in certi frangenti. Per fortuna, e questo è davvero un pregio, il sistema di salvataggi e di checkpoint è dosato in modo intelligente ed una volta morti riprenderemo dal segmento più vicino a noi senza costringerci a rifare grosse fette di stage.

A livello contenutistico, inoltre, c’è da segnalare la modalità Arena che ci permetterà di affrontare ondate di nemici sempre più forti e numerose nelle location principali di questa ambientazione. Non mancano le classifiche. E bisogna ricordare la possibilità di giocare in co-op locale ma le difficoltà permangono: se muore uno solo dei giocatori bisognerà ricominciare dall’ultimo checkpoint.

ATMOSFERA DA ANNI ’70 CON GRAFICA IN PIXEL ART ED OTTIME MUSICHE

Se c’è una caratteristica peculiare di Milanoir dove gli autori hanno centrato l’obiettivo in pieno è senza dubbio l’atmosfera. Questo grazie anche ad una pregevole realizzazione tecnica. Nessun miracolo, nessuna rivoluzione, per carità, ma un compito svolto molto bene.

Il tutto sembra portarci indietro negli anni ’70 e da questo punto di vista, ambientazione, grafica e musiche sono ben contestualizzate ed omaggiano molto bene i film poliziotteschi che abbiamo citato in avvio di recensione.

L’aspetto visivo è ben curato con dovizia di particolari e tante finezze a partire dall’abbigliamento. Nonostante il tenore grafico anche le scene di intermezzo ed i vari dialoghi reggono bene l’impatto a conferma che la pixel art è d’autore. Ombreggiature, piccole sequenze, qualche effetto speciale (leggasi quando Piero subisce ferite o muore che viene evidenziato un effetto pellicola bruciato), giochi di luci ed ombre e delle buone animazioni. Per non parlare dei poster vintage in alcune location e della buona ricostruzione di alcuni luoghi di Milano. Da Porta Venezia a Lambrate, dalle Colonne di San Lorenzo ai Navigli e così via.

Ad alzare ancora di più il livello della produzione è senza dubbio il comparto audio con un’ottima colonna sonora che immerge molto bene nell’atmosfera “pulp” e “cult” anni ’70 di cui tanto abbiamo parlato.

COMMENTO FINALE

Milanoir è senza dubbio un buon gioco che con qualche piccolo ritocco soprattutto nella difficoltà delle sfide e nella gestione dei comandi avrebbe potuto sbancare definitivamente.

Bisogna dire come si tratti dell’opera prima di Italo Games che ha senza dubbio dimostrato di avere stoffa ed un discreto numero di buone idee da proporre a cominciare dall’ottima ricostruzione delle atmosfere dei film poliziotteschi fatti in pixel art ed accompagnate da bei brani.

Non manca il grado di sfida, anzi. Il gameplay è votato all’azione ma al tempo stesso impone una certa accortezza come è giusto che sia. Non è il semplice “arcade ignorante” ma Milanoir impone una certa oculatezza nell’agire in modo rapido ma al tempo stesso coerente dove l’improvvisazione al momento giusto può essere risolutiva ma dove un piccolo errore può essere fatale. Il grado di sfida è molto arduo e giocare col joypad non aiuta troppo visto le piccole imprecisioni nel sistema di comandi. Le boss fight sono interessanti ma al tempo stesso “tremende” e spesso e volentieri si dovranno affrontare anche decine di volte per avere la meglio dei nemici.

Insomma, Milanoir è un titolo artisticamente ispirato che premia i più volenterosi e gli amanti delle sfide e dice chiaramente “astenersi perditempo” a chi non ha approccio meno aggressivo. Senza dubbio un buon esordio per Italo Games che è giusto ricordarlo, sta comunque supportando il suo titolo con aggiornamenti per aggiustare il tiro su alcune pecche. Infine, un’altra considerazione sul made in Italy che avanza e che riesce a farsi trovare preparato alla sfida con i grandi ed anche con i “colleghi” indie.

 

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Fonte: Milanoir, Recensione Pc