I pilastri della Terra, serie completa, Recensione Pc

Era la fine di novembre del 2014 quando Daedalic Entertainment annunciò l’accordo con Ken Follett per la realizzazione di un videogioco su The Pillars of the Earth, o se preferite I pilastri della Terra.

Il percorso, lo diciamo subito, ha portato la software tedesca a realizzare un’avventura grafica di pregio, suddivisa in tre grandi libri suddivisi a loro volta in 7 capitoli per un totale di 21 segmenti interconnessi che raccontano le vicende dei vari protagonisti.

Il primo “tomo”, intitolato Dalle Ceneri, è stato pubblicato a metà agosto; il secondo,Chi sparge tempesta è arrivato a dicembre; l’ultimo, infine,L’occhio del ciclone a fine marzo.

Noi vi raccontiamo della versione Steam, ovvero quella per Pc, mentre ricordiamo che il titolo è uscito anche per PS4 ed Xbox One.

UN GIOCO DA LEGGERE

I Pilastri della Terra è un’avventura grafica narrativa dove si ripercorrono le vicende dei protagonisti del libro firmato da Ken Follett capace di vendere oltre 26 milioni di copie in tutto il mondo e di avere anche una trasposizione televisiva grazie ad una mini-serie di otto puntate uscita nel 2010.

Nei 21 capitoli faremo la conoscenza di vari personaggi e di tante sfaccettature di una trama profonda. Il gameplay è piuttosto elementare. Oltre ai normali dialoghi dovremo fare delle scelte che peseranno sulla prosecuzione della storia e degli eventi.

È chiaro che, essendo un canovaccio tratto dal libro, la chiave rimanga quella. Non ci sono stravolgimenti tali in quanto il lavoro di Daedalic è stato molto fedele. Ciononostante, il team è riuscito a ritagliarsi un margine creativo per dare al giocatore alcune libertà. Non sono troppe ma neppure trascurabili, anzi. Il tutto ci è sembrato piuttosto soddisfacente. Le scelte possono davvero avere delle conseguenze anche postume e spingono l’appassionato a rigiocare in maniera alternativa l’avventura.

Il gameplay, come detto, si basa essenzialmente sulla lettura e sulle nostre azioni e parole. Il tutto è intervallato da alcuni enigmi piuttosto semplici (o comunque intuibili) e da alcune scene in quick time event nelle quali il tempismo sarà fondamentale per portare a buon fine l’azione. Pena, nel peggiore dei casi, il game over… con l’invito a riprovare la scena. Già, perché il sistema di salvataggi permette di ripetere l’ultimo tratto ed evitare la fine prematura dell’avventura.

Conosceremo così le vicende di Kingsbridge (vero centro del mondo ne I Pilastri della Terra) con Fratello Philip, che ben presto – suo malgrado – diventa priore della comunità, impegnato a far crescere il priorato ma al tempo stesso attento alle vicende dei più deboli nonché poco abituato a parlare con nobili ed alti componenti del clero. Impareremo a conoscere la sua onestà e preparazione, ma anche le sue titubanze.

Nei vari capitoli prenderemo anche il controllo della contessa decaduta Aliena, di suo fratello Richard di Tom il Costruttore, di Jack Jackson e di altri personaggi. Saremo noi a scegliere la linea di condotta in discreta libertà. Al termine di ogni capitolo ci sarà un mini riassunto di quello che è stato fatto nonché di quello che probabilmente si sarebbe potuto fare. Nella nostra partita rimane il rammarico di non aver curato i piedi di un anziano frate. Ma ci possono essere scelte decisamente più determinanti che stimolano, come detto, a rigiocare l’avventura.

I tre libri hanno una durata variabile: noi abbiamo concluso il nostro cammino in circa 16 ore ma abbiamo raggiunto poco più della metà degli Achievement: 23 su 41.

Quello che ci è piaciuto molto è stata la totale immersione nel racconto e nella vita medievale raccontata da i Pilastri della Terra, ambientato come i più sapranno, nel XII secolo, in tempi davvero bui dove bastava un non nulla per cambiare o distruggere la vita altrui. Dove il più forte dettava nettamente legge con la prepotenza (non che oggi non succeda, ma magari ai nostri giorni si usano le carte legali sfruttando vari cavilli, mentre all’epoca, sapere usare una spada era piuttosto utile…).

UN BEL GUAZZABUGLIO MEDIEVALE… MA ATTENZIONE AI RITMI

Ciò che colpisce de I Pilastri della Terra è l’ottima riproposizione del periodo storico. Ne avevamo parlato poco prima. La vita raccolta del priorato, ma anche gli oscuri giochi di potere di nobili e chiesa, la prepotenza di qualcuno che rovina la vita altrui, litigi, riconciliazioni, antefatti e quant’altro.

Non diciamo molto e ci scusiamo per il nostro essere vaghi ma siamo contrari alle anticipazioni (o spoiler se preferite) per cui salteremo sostanzialmente la descrizione della trama. Chi ha letto il romanzo sicuramente conoscerà a menadito personaggi e situazioni che anche nel gioco hanno mantenuto la loro forte caratterizzazione. Anche gli antagonisti hanno carattere ed in alcuni casi riescono ad offrire delle sorprese positive (c’è del buono in ognuno di noi, giusto?).

C’è, comunque, un problema da non sottovalutare: il ritmo estremamente altalenante. Ci sono alcuni passaggi davvero lenti (quasi noiosi), altri un po’ troppo veloci e magari proprio su quelli avremmo voluto una maggiore attenzione.



I Pilastri della Terra è un gioco essenzialmente da leggere ed in alcuni casi, i dialoghi sono davvero lunghi. Serve, però, tutto, per poter prendere le decisioni. Magari non appropriate ma sicuramente volute. Quindi chi ama l’azione è meglio che passi avanti e scelga altro.

A chi piace il genere, deve farsi piacere anche il ritmo di alcuni dialoghi. Al limite della noia, ma necessari. Altre fasi, invece, sono più concitate ed alcune parti sono davvero interessanti. Nel complesso, i tre libri narrano una storia soddisfacente, interessante benché dai ritmi altalenanti, con enigmi semplici, alcuni quick time event e scelte multiple che possono comunque variare un po’ il corso degli eventi. A noi ha appassionato parecchio e ci ha permesso di assaporare varie sfumature della vita medievale.

Nel gioco è, inoltre, possibile usufruire degli aiuti: premendo sulla rotellina del mouse si attiveranno gli hot-spot dando quindi ai più insicuri dei punti di riferimento lungo la scena con i quali interagire. L’interfaccia, semplice, aiuta ulteriormente al compito. A sinistra c’è l’inventario, a destra alcuni “ricordi” o “frammenti di dialogo” importanti che possono essere utilizzati come degli oggetti per andare dritti al punto o risolvere una questione attivando azioni o linee di dialoghi fondamentali in grado di dare una svolta decisiva verso la risoluzione di quel caso.

Una cosa che si potrebbe contestare, però, potrebbe essere quella probabilmente il grado di sfida non è eccezionale. È più, come detto, un bellissimo gioco da leggere con il quale interagire e risolvere qualche piccolo enigma. Nulla di realmente duro. Contano più le scelte perché la risoluzione dei problemi è davvero elementare in otto casi su dieci.

ARTISTICAMENTE ISPIRATO CON UNA COLONNA SONORA CURATISSIMA

Il lavoro di Daedalic dal punto di vista artistico ci è piaciuto molto. Il fatto che ci fosse la compagine tedesca dietro al gioco era, diciamola tutta, una sicurezza. Il team ha sfornato molte avventure grafiche davvero notevoli nel corso degli anni. E non solo la trilogia Deponia che pur avendo un suo stile è, comunque, completamente diverso da quello de i Pilastri della Terra.
Altre avventure ad ambientazione più vicina a quella medievale hanno avuto ottimi riscontri come The Night of the Rabbit o Memoria.

Ad ogni modo, I Pilastri della Terra si mostra in un tutto il suo splendore grazie ad una grafica ben disegnata, ricca di dettagli ed in grado di trasmettere emozioni. Le oltre 200 schermate di gameplay trasudano Medio Evo da tutti i pori e sono intensa sia dal punto di vista delle prospettive che delle forme.

Tra foreste, cattedrali, castelli, monasteri, villaggi, città, mercati, cantieri, viaggi itineranti, fughe, o palazzi nobiliari o ricche ville e così via, si nota il lavoro certosino del team di artisti. Belle anche le prospettive con linee audaci ed i giochi di luci ed ombre, ma c’è spazio anche per alcuni effetti meteo come neve e pioggia ma troviamo anche le fiamme ed altri effetti particolari.
Uno splendore che abbiamo voluto celebrare inaugurando anche la rubrica “Giochi in 10 scatti”. Almeno a nostro avviso, s’intende. Un po’ meno belle sono le animazioni. Alcune sono altalenanti, altre “troppo fluide” dal risultare del tutto innaturali ma nulla di particolarmente grave.



Di grande livello, invece, la colonna sonora. Diversi pezzi, alcuni davvero ispiratissimi, altri memorabili, accompagnano l’azione e le varie peripezie dei nostri personaggi. Il lavoro svolto in studio dalla FILMharmonic Orchestra di Praga è davvero notevole. Sicuramente uno dei punti forti del gioco.

Bene anche il doppiaggio in inglese e tedesco (ovviamente il gioco è sottotitolato completamente in un buonissimo italiano), Glen McCready nei panni di Fratello Philip, Naomi Sheldon in quelli di Aliena e la coppia Cody Molko-Alex Jordan ad interpretare il giovane e l’adulto Jack Jackson. Più un “cameo”: la voce di Ken Follett che presta le sue corde vocali al Cantore.

COMMENTO FINALE

I Pilastri della Terra è un gioco da leggere. Un’avventura punta e clicca che ripercorre l’opera letteraria di Ken Follett ma che tuttavia lascia ai giocatori un buon margine di movimento per le scelte. Alcune di esse dovranno anche essere prese in fretta condizionando anche un po’ l’arco narrativo. Questo, assieme ai quick time event, ravviva il gameplay che è fatto, comunque, di ritmi altalenanti. Daedalic è riuscita a ricavare comunque qualche cosa di interessante e non scontato, un’operazione per niente facile visto il peso del romanzo.

Alcuni passaggi sono veramente intensi, altri un po’ più scanzonati, altri ancora drammatici. La trama, comunque, non è lineare ed in tutto questo la longevità è più che discreta ed è avvalorata dal fatto che è possibile rigiocare i Pilastri della Terra più volte. Forse, un difetto è quello che oggettivamente il grado di sfida non sia poi così alto ma evidentemente, i Pilastri della Terra si basa su altro ed è quello che vi abbiamo raccontato.

Più che dal punto di vista tecnico, è il lato artistico che ci è piaciuto parecchio, sia a livello visivo, sia per quanto riguarda il comparto audio sotto tutti i suoi aspetti.

L’impatto grafico in 2d è disegnato a mano con maestria e ricchissimo di particolari nonché di varietà di ambienti ed ambientazioni. Anche la caratterizzazione dei vari personaggi oltre che degli ambienti è allo stato dell’arte. Sia che si tratti di quelli principali che di quelli secondari. Anzi, alcuni di essi, sono veramente ben fatti. Insomma, l’ennesima conferma che con un buon comparto artistico si può sopperire alla mancanza del 3d a livello tecnico. Non per forza il 3d deve essere utilizzato sempre e comunque.

A chi piace l’ambientazione medievale, leggere, ascoltare, e soprattutto prendere decisioni e risolvere qualche enigma, i Pilastri della Terra può sicuramente fare al caso vostro. Chi vuole azione o sfide un po’ più dure, deve necessariamente rivolgere l’attenzione altrove. Ha comunque un grandissimo pregio: ci ha fatto venir voglia di leggere il romanzo.

 

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Fonte: I pilastri della Terra, serie completa, Recensione Pc