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Mega Man 11, pubblicati i requisiti di sistema

Capcom ha ufficializzato i requisiti di sistema della versione Pc di Mega Man 11. Le specifiche le troverete anche sulla pagina del gioco, ovviamente, che debutterà il prossimo 2 ottobre anche su console.

Vi lasciamo alle richieste hardware piuttosto “popolari”. Buona lettura

MINIMI 

  • Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
  • Sistema operativo: Windows 7, 8, 8.1, 10 a 64 bit
  • Processore: Intel Core i5-3470 3.20GHz o AMD equivalente o migliore
  • Memoria: 4 GB di RAM
  • Scheda video: GeForce GTX 650
  • DirectX: Versione 11
  • Rete: Connessione Internet a banda larga
  • Scheda audio: DirectSound (DirectX 9.0c o superiore).

CONSIGLIATI 

  • Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
  • Sistema operativo: Windows 7, 8, 8.1, 10 a 64 bit
  • Processore: Intel Core i5-4460 3.20GHz o AMD equivalente o migliore
  • Memoria: 4 GB di RAM
  • Scheda video: GeForce GTX 760
  • DirectX: Versione 11
  • Rete: Connessione Internet a banda larga
  • Scheda audio: DirectSound (DirectX 9.0c o superiore).

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Return of the Tentacle è disponibile per Pc, Mac e Linux

Today is the day. Almeno per gli amanti delle avventure punta e clicca che saranno certamente interessati alla notizia. Return of the Tentacle – Prologue, progetto di alcuni amatori tedeschi, è disponibile (puntuale come d’annuncio) per il download gratuito a questo indirizzo per gli utenti Pc Windows, Mac e Linux. Il “peso” del download è di circa un giga.

Per chi non lo sapesse si tratta del sequel non ufficiale dell’iconico Day of the Tentacle, uscito ormai 25 anni fa.

Il titolo vanta una grafica in 2d con uno stile che richiama fortemente il gioco di Lucas Arts. E quindi ha la medesima atmosfera deformed e cartoonistica, nonché puzzle folli da risolvere e dialoghi da fare con vari personaggi. Il tentacolo viola, dunque, è tornato per tentare di conquistare il mondo.

I tre amici Bernard, Laverne e Hoagie fanno, così, il loro ritorno nella villa dello scienziato pazzo Dr. Fred: il viaggio nel tempo dovrebbe aiutare a salvare il mondo. I tre stravaganti personaggi, nonché improbabili eroi, vagheranno in luoghi disegnati a mano pieni di personaggi elaborati animati con musica e suoni d’atmosfera.

Si controlleranno i personaggi come nel buon vecchio gioco di avventura in 2d con il proprio mouse. Un’interfaccia moderna aspetta gli appassionati. Oltre ai volti noti del gioco originale, si incontreranno anche le apparizioni degli ospiti da personaggi che appartengono ad altri giochi.

Gli sviluppatori di Return of the Tentacle – Prologue hanno scritto:

“Abbiamo fatto tutto il possibile per catturare l’atmosfera e l’umorismo del vecchio classico e portarlo nel 21° secolo”.

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This is the Police 2 arriverà ad inizio agosto

THQ Nordic e Weappy Studio annunciano che This Is the Police 2 sarà disponibile esattamente tra un mese. Ovvero il prossimo 2 agosto per Pc, Mac e Linux. Il gioco arriverà in autunno anche su PS4, Xbox One e Switch.

Così come il primo capitolo, This Is the Police 2 mescola il genera avventura e gestionale e questa volta gode di ulteriori meccanismi che rafforzeranno sia le parti strategiche che quelle tattiche del gioco. Non sarà sufficiente gestire l’attrezzatura dei poliziotti e tenere a mente le loro capacità individuali. Ogni sfida richiede la partecipazione diretta del giocatore in una scena di combattimento tattico e i risultati dipenderanno da ogni decisione che prenderà.

Adesso i vostri subordinati non sono solo risorse da utilizzare; sono essere umani con propri punti di forza, di debolezza, paure e pregiudizi e dovrai fare i conti con tutte queste cose per sopravvivere.

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Ash of Gods: Redemption, Recensione Pc

Forse non tutti ricordano che lo sviluppo di Ash of Gods: Redemption è iniziato nel lontano 2007. A quell’epoca gli sviluppatori (che probabilmente non avevano neppure fondato lo studio attuale), avevano realizzato però alcune componenti rudimentali.
Benché il tutto ripartì in forze nel 2016, si cominciò a parlare del gioco effettivamente dal maggio dello scorso anno quando AurumDust Studio, un team indie russo, aprì una campana Kickstarter chiedendo al grande pubblico del web almeno 75.000 dollari per la realizzazione di un gdr-tattico che – inutile girarci intorno ed in tondo – ha parecchie caratteristiche che ricordano il blasonatissimo ed osannato The Banner Saga.

Il progetto venne finanziato discretamente bene su Kickstater con quasi 1.800 supporters che hanno donato poco più di 87.000 dollari. Cifra sufficiente anche per realizzare i contenuti di un paio di obiettivi secondari (stretch goal) interessanti come 50 quest secondarie aggiuntive e brani aggiuntivi alla colonna sonora. Probabilmente le aspettative erano anche un po’ diverse ma andò così.

Ash of Gods: Redemption ha trovato la luce dopo circa 9 mesi dalla fine della campagna Kickstarter e quindi in tempi relativamente brevi. E noi vi parliamo di questo titolo che è ancora ampiamente in fase di aggiornamento (anche contenutistico).

I russi di AurumDust Studio avranno fatto centro? Ecco la nostra recensione della versione Pc ricordandovi anche che sono previste le edizioni per PS4 ed Xbox One che arriveranno più in là.

TERMINIUM, UN VASTO REGNO SULL’ORLO DEL BARATRO

La storia di Ash of Gods: Redemption è piuttosto lunga ed articolata. Chiaramente non diremo nulla che possa rappresentare una vera e propria anticipazione (o spoiler, se preferite).

Il tutto si svolge nel vasto mondo di Terminium in un’ambientazione fantasy che attinge a piene mani dal mondo medievale ed asiatico nonché dalle infinite credenze e culture di questo territorio. Tre i personaggi principali con altrettante linee narrative che suddividono i dieci capitoli della storia principale in diverse sessioni prima di poter andare avanti.

Terminium (che non è proprio Termini Imerese), non se la passa per niente bene. Questo mondo è già in tumulto per screzi tra le varie popolazioni locali, perché il mondo – anche quello fantasy – non è mai in pace. Ben presto, però, i nostri protagonisti che andremo a descrivere a breve, riescono a cogliere alcuni segnali inquietanti. Il continente sta per essere invaso dagli Enses e dai Mietitori bramosi di annegare tutto e tutti nel sangue e fin da subito si capisce che i problemi politici e razziali ben presto potrebbero essere che un ricordo quasi gioioso visto che tutti gli indizi portano ad un imminente inizio della Mietitura in grado di ridurre quello che un tempo poteva essere un possente e ricco continente in un cumulo di cenere. Letteralmente.

L’escalation di eventi viene vissuta attraverso le storie di tre personaggi: Hopper Rouley, un ex guerriero e scriba di lungo, lunghissimo corso. Egli è anche un guaritore ed un mago ed è una persona estremamente colta ed esperta. Adesso è in viaggio per incontrare una veggente misteriosa.

Ad Albius, poi, faremo la conoscenza di Thorn Brenin, ex capo delle guardie reali di Odalah, e della sua adorata figlia Gleda. A Woden, infine, conosceremo e guideremo Lo Pheng, un assassino professionista di altissimo livello del Clan delle Ombre ingaggiato per fare la guardia del corpo al nobile Pelko Soturi.

La storia è scritta dall’autore contemporaneo fantasy russo, di origine polacca, Sergey Malitsky, conosciuto per la sua serie Arban Saesh,The Code of Semideath, Nothing Personal, Stones of Mitutu, Shelter of the Cursed ed altre.

Inutile dire che sono presenti parecchi tocchi di classe e colpi di scena che fanno restare i giocatori attaccati allo schermo. Inoltre, ci è piaciuto moltissimo la dovizia di particolari per la biografia di ogni personaggio. In Ash of Gods: Redemption non faremo soltanto la conoscenza di questi tre personaggi ma dialogheremo (prendendo spesso decisioni anche decisive), con tanti altri personaggi ben caratterizzati. Che si tratti di comparse, di figure minori o di altri coprotagonisti o antagonisti.

Man manco che incontreremo i diversi personaggi ne impareremo a conoscere la biografia e ad apprezzarne le diverse sfumature.

Così come la storia che viene raccontata attraverso tantissimi dialoghi che per fortuna sono stati tradotti in un italiano buono, pur con qualche piccola imperfezione (nulla di particolare), che permette di godere di un racconto oggettivamente valido anche se in certi punti tendente al prolisso e che in alcuni casi, rallenta il ritmo che potrebbe essere più palpitante.






Sicuramente le tematiche sono molto varie e comunque delicate. Il mondo che ci viene dipinto è piuttosto crudo e violento. Anche nei dialoghi secondari c’è un senso di malinconia con il quale si dovrà ben presto fraternizzare.

Propri i dialoghi sono in quantità industriale ma bisognerà stare attenti a quanto si legge per far si di rispondere o risolvere secondo coscienza i vari dialoghi che, come detto, potranno essere determinanti o addirittura decisivi.

UN VIAGGIO PERICOLOSO CHE PUO’ RIVELARSI MORTALE

Inutile dire che le figure appena nominate inizieranno un lungo e pericoloso pellegrinare alla ricerca delle rispettive verità per risolvere determinati quesiti e portare la pace nei loro regni. Storie raccontate attraverso un viaggio come in The Banner Saga.

Ed è anche interessante aggiungere come nel gioco siano presenti alcune ester-egg dedicate proprio al mastodontico lavoro di Stoic Studio. Una la abbiamo trovata verso la metà della storia.

E proprio come in The Banner Saga (che il mese prossimo chiuderà la trilogia), le dinamiche del viaggio sono simili. Solo che in Ash of Gods controlleremo direttamente il nostro manipolo di eroi (mentre li una carovana), anzi, i nostri manipoli di eroi visto che le storie principali sono tre ed ognuna di esse avrà un tipo di gestione leggermente diversa.





In uno dovremo fare attenzione al livello di maledizione che colpisce il personaggio ed i suoi compagni di ventura; in un’altra, invece, dovremo fare attenzione alle Strix, delle pietre magiche fungono, in questo caso, ad una sorte di moneta necessaria per potersi spostare da una località all’altra della enorme Terminium. Inoltre serviranno anche a curare le ferite in battaglia dei nostri eroi raffigurate dalla presenza di un teschio rosso accanto ai vari ritratti.
Queste ferite si concretizzano quando un nostro personaggio cade durante una battaglia. Sarà inutilizzabile per quella schermaglia ma sarà in grado di combattere successivamente anche se ferito. A seconda del grado di menomazione, ci saranno anche dei malus alle statistiche. Con ferite lievi non ci sono troppi problemi ma con medie e gravi le cose cominciano a farsi pericolose anche perché con un evento sfavorevole o con un’altra caduta in battaglia, potrebbe sopraggiungere la morte di quel personaggio con relative ripercussioni sulla storia e sui rapporti con i vari componenti del party.

Durante il nostro viaggio, e tra una battaglia e l’altra, sarà possibile curare i nostri eroi spendendo un determinato numero di Strix. Queste pietre possono essere frutto di una battaglia, di un ritrovamento o possono trovarsi negli oggetti dei mercanti che si incontreranno via via lungo il nostro peregrinare.

Sarà fondamentale avere sempre un altro numero di Strix perché il viaggio richiede un enorme tributo di queste pietre. In mancanza, le potremo ricavare dai personaggi ma con un duro dazio da pagare in ferite che fiaccano in battaglia e possono essere pericolose a lungo andare.

Con l’immancabile oro (sarà sempre uno scenario fantasy ma non ci sono orchi, elfi, gnomi o altro, solo esseri umani, umani di etnie diverse che, ahinoi, si odiano e dove il vil denaro serve per ogni cosa ndr), invece, potremo acquistare altri oggetti come frammenti di carte da utilizzare per avare dei vantaggi tattici (ne parleremo a breve), o equipaggiamenti utili al miglioramento delle statistiche. Ogni personaggio può indossare fino ad un massimo di due oggetti… dove abbiamo già visto questa caratteristica?


Inoltre, prima della schermaglia, dovremo scegliere fino ad un massimo di sei persone da mandare in combattimento. Ed in alcuni frangenti dettati dalla trama, alcuni combattenti saranno bloccati e non potranno essere utilizzare per cui dovremo fare delle scelte opportune per mandare sulla scacchiera la squadra più equilibrata ed in salute possibile.

L’equilibrio narrativo-gestionale è molto interessante anche se non è sempre facile reperire Strix che, come abbiamo visto hanno la duplice funzione curativa e permettono gli spostamenti nella mappa. E c’è anche da tenere conto il morale che influisce sui dialoghi tra compagni di ventura facendoli diventare più leali o meno avvezzi alla collaborazione e questo può pesare lungo il cammino. Ma certamente non finisce qui.

COMBATTIMENTI A TURNI ARRICCHITI DAL PEPE DELLE CARTE

Parliamo adesso di un altro aspetto fondamentale del gameplay di Ash of Gods: Redemption: le battaglie tattiche. E queste, per sintetizzare, sono molto ben realizzate ed anche qui ricordano tantissimo The Banner Saga anche se hanno un particolare che aggiunge pepe e rischio alla contesa: la possibilità di usare delle carte in grado di offrire bonus o malus “calcolati”.

Queste, come detto, si accumulano grazie all’acquisto di frammenti dai tanti mercati e possono, se utilizzate al momento giusto, sovvertire l’esito delle battaglie. È possibile utilizzarne una a turnazione del party e dei nemici. Ve ne sono di diversi tipi e valore: le più devastanti possono essere giocate solo dopo tre o quattro turni. I loro effetti sono tra i più svariati: possono offrire un lieve vantaggio tattico aumentando per quel turno la forza o il danno o togliendo punti alle difese avversarie in modo da rendere i nostri attacchi più efficaci. O dare più energia. Una particolarmente utile permette di invertire i punti vita con quelli energia di tutti i presenti sulla scacchiera con rischi e pericoli che sono rischiosi. Se però la carta viene giocata nel momento giusto può diventare risolutiva.

Andando nella meccanica del combattimento, ogni personaggio può muoversi una sola volta a turno in una scacchiera con visuale isometrica dove è possibile effettuare zoom. Ogni campo di battaglia è diverso ed ha le proprie caratteristiche delle quali bisognerà tenere conto come le possibili coperture tattiche. I quadrati blu attorno al nostro eroe rappresentano il raggio di movimento, quelli rossi i punti che possono essere raggiunti spendendo però un determinato numero di punti energia che servono per eseguire attacchi speciali.

Il personaggio poi può decidere se fare un’azione passiva come ad esempio ampliare la propria difesa o altro. Ci sono azioni che non concludono il turno per cui è possibile anche attaccare. Ogni componente del gruppo ha le proprie caratteristiche non solo in statistiche ma anche nel tipo di attacco e di colpi speciali. Ci sono alcune classi che sono in grado di fare danni multipli, altri di concentrare le forze in un attacco unico e letale, altre ancora mobili nei movimenti ed in grado di attaccare a distanza, o ancora c’è chi può guarire i personaggi e così via.

Come in qualsiasi gdr che si rispetti c’è questa varietà nel party. Ogni personaggio che effettuerà un’uccisione guadagnerà punti esperienza che serviranno poi a salire di livello. Sarà possibile con i punti abilità andare a sbloccare varie mosse e capacità. L’albore abilità è suddiviso su tre linee fondamentali che si sbloccano al primo, al quarto ed all’ottavo livello. Ogni singola abilità ha diversi gradi di efficacia che possono essere sbloccati applicando i punti abilità con mosse via via sempre più letali.

È vero che ogni personaggio abbia le sue abilità ma queste tendono sostanzialmente ad assomigliarsi mentre abbiamo notato una varietà di nemici piuttosto limitata così come la varietà dei nemici ma riteniamo che questa sia una scelta per rimanere coerenti con la trama.

ARTISTICAMENTE E MUSICALMENTE SONTUOSO






Il lato artistico ancor prima di quello tecnico di Ash of Gods: Redemption è forse uno dei fiori all’occhiello del team di Aurum Dust Studio.

Graficamente il gioco vanta uno stile stupendo. I disegni realizzati a mano e le relative animazioni sono una gioia per gli occhi. Le linee sono decisamente raffinate e lo stile è senza dubbio notevole e degno di un lungometraggio d’animazione di alta scuola. L’impianto visivo si ispira all’opera di Ralph Bakshi, dei cartoni animati della vecchia scuola e dello studio di animazione sovietico “Soyuzmultfilm” degli anni ’60. L’animazione dei personaggi nelle scene di combattimento si basa sulla cattura di motion degli attori dal vivo. Per non parlare dell’aspetto dei personaggi nei vari dialoghi.

Di pregio anche le diverse ambientazioni che oltre ad avere diversi dettagli notevoli e tante raffinatezze sono molto varie tra loro. Luoghi oscuri, o città più o meno grandi brulicanti, comunque, di vita ed attività o natura selvaggia. Nota di merito anche per la mappa che segna i nostri movimenti: una pergamena così dettagliata anche nell’esporre punti geografici di villaggi o posti “secondari” rare volte l’abbiamo vista. Per non parlare dei vari orpelli e ghirigori presenti. Anche la mappa di gioco diventa “preziosa”.

Insomma, rende benissimo l’aspetto fantasy medievale. Ottimi anche i filmati di intermezzo benché alcuni non abbiano trovato i favori del nostro gusto ma per una questione personale non da addurre alla qualità.

L’intelligenza artificiale che si manifesta durante le battaglie si comporta bene anche se alcune volte tende a risparmiare il giocatore soprattutto a livelli di difficoltà meno alti. Tuttavia è sufficientemente in grado di offrire un’ardua sfida.

La colonna sonora firmata da Adam Skorupa (che ha realizzato le musiche anche di The Witcher) Krzysztof Wierzynkiewicz e Michał Cielecki sono altrettanto belle ed esaltano le diverse fasi di gioco creando anche pathos oltre che ad essere in alcuni frangenti maestose e sicuramente solide. Convincente anche la voce narrante assieme ad alcuni effetti sonori.

COMMENTO FINALE

Ash of Gods: Redemption ci ha lasciati piacevolmente sorpresi. Il fatto di trovarsi di fronte ad un titolo che apparentemente sembrava un clone di The Banner of Saga poteva essere l’unico freno. Le riserve si sono sciolte subito perché se è vero che comunque il titolo abbia preso molti spunti sulle meccaniche del capolavoro di Stoic, è altrettanto vero che ci troviamo di fronte ad un titolo con una propria anima, con una storia molto profonda e con un’atmosfera ancora più tetra, se possibile, rispetto al titolo sopracitato.

Nondimeno ci sono alcune varianti del gameplay che permettono di differirlo. Anche in questo caso la trama mette di fronte a diversi bivi sia di tipo narrativo sia di tipo pratico come il girovagare attraverso la mappa lungo un enorme continente quale è il mondo di Terminium. È ampiamente rigiocabile, longevo ed offre una sfida niente male che farà felici gli estimatori di questo particolare genere misto tra gdr-strategia ed avventura grafica interattiva. Inoltre c’è anche la componente multiplayer che ne aumenta il peso, se non altro a livello contenutistico.

A dare maggiore identità all’opera di Aurum Dust Games è l’aspetto artistico che è una gioia per gli occhi e per le orecchie.

Poche cose da segnalare. Anzi, quasi nulle, se non il peso di un testo enorme che a volte spezza il ritmo pur sfoggiando una trama interessantissima, nonché l’eccessiva somiglianza, ed è evidente, al concetto di The Banner Saga.

 

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Return of the Tentacle, il prologo ha una data

Sono passati 25 anni da quando Day of the Tentacle fece il suo debutto. L’avventura punta e clicca di LucasArt fece molto scalpore al punto di essere ancora annoverata tra i giochi di punta di questo genere tanto amato e mai sopito.

Bene, da qualche tempo in Germania, qualcuno ha deciso che la storia del Tentacolo Viola non poteva finire li. E così è nato il progetto Return of the Tentacle. Si tratta, come semplice intuire, di un nuovo gioco amatoriale punta e clicca in 2d con grafica in stile cartoon realizzata a mano che punta ad essere il seguito (non ufficiale) del grande classico che il prossimo 25 giugno festeggerà le “le nozze d’argento” essendo stato pubblicato nel lontanissimo 1993.
Il 21 luglio sarà pubblicato il prologo di questa nuova avventura per Pc Windows, Mac e Linux. La data è apparsa sulla pagina ufficiale su Facebook ma, come giustamente fa notare il sito greco adventureadvocate.gr., non si sa ancora come i detentori del copyright di Day of the Tentacle intendano reagire. Probabilmente per vie legali. Tuttavia, potrebbero, comunque permettergli di pubblicarlo visto che gli sviluppatori vogliono rendere questa pubblicazione gratuita.

 

L’obiettivo del team di sviluppo è quello di offrire l’atmosfera divertente del vecchio classico titolo e portarla in una nuova avventura dove tutto, però, è familiare, ma allo stesso tempo è nuovo.

Siamo curiosi di conoscere l’esito, in effetti. Ecco anche il trailer d’annuncio con tanto di data.

 

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Hyper Sentinel, Recensione Pc

Si scrive Uridium, si legge storia. Ed ai più grandicelli probabilmente spunterà una lacrima. Lo shoot’em up spaziale firmato da Hewson Consultants sbarcò su Commodore 64 e su altre piattaforme dell’epoca nel lontano, videoludicamente parlando, 1986 scrivendo una pagina di storia indelebile.

L’idea di gioco era una interessante variante di uno dei generi più gettonati dell’epoca che grazie al ritorno di fiamma di molti appassionati indie sta tornando in auge anche ora. Al comando di una navetta si dovevano bombardare a tappeto diverse corazzate spaziali a loro volta difese dalla classica artiglieria e dalle innumerevoli navicelle di supporto.

Ed è proprio per questo che oggi in questa nostra recensione parleremo di Hyper Sentinel, titolo uscito lo poco più di due settimane fa, lo scorso 11 maggio, su Steam per Pc Windows, Mac e Linux (12,49 euro), ma anche sui canali digitali di PS4, Xbox One e Switch, che è stato annunciato come una vera e propria lettera d’amore ai classici del tempo e specialmente ad Uridium ricalandone le dinamiche ed ampliandole ovviamente con nuove esperienze di gameplay.

C’è da dire che dietro a questo gioco indie sviluppato da Four5Six Pixel e da Huey Games troviamo Andrew e Rob Hewson che negli anni ’80 fondarono la Hewson Consultants, la software house che pubblicò, tra i tanti titoli memorabili proprio Uridium. Inoltre, vogliamo ricordare, già che ci siamo, che proprio quest’ultimo gioco fa parte della line-up dei 63 giochi presenti di default sul THEC64 Mini, uscito poche settimane or sono.

Riuscirà, quindi, Hyper Sentinel a seguire la scia del grande Uridium? Leggetelo nella nostra recensione della versione Pc.

SI SCRIVE HYPER SENTINEL, SI LEGGE A CHIARE LETTERE “URIDIUM” 

Una volta avviato il gioco, ci si rende concretamente conto dei richiami al classico nominato più volte già in precedenza. Lo stile retro della grafica è inequivocabile e l’effetto nostalgia viene ulteriormente ampliato dalle opzioni grafiche che Hyper Sentinel offre. Se la grafica di partenza è già un inno di pixel e colori (senza però dimenticare i dettagli), i filtri grafici ne accentuano il tutto facendoci fare un tuffo ancora più intenso nello spazio pixelloso in stile anni ’80.

Possiamo applicare l’effetto C64, o quello Spectrum o i filtri CRT (per emulare, si fa per dire, la visuale su TV con tubo catodico).

Ma non finisce qui: anche lo stile di gameplay può essere modificato. I tre livelli di difficoltà chiamati Default, Tosta e “Retrò”. Quest’ultima rende ancora più difficile la contesa perché se in Default non sono previste collisioni tra le navette, in “Retrò” sono presenti proprio come in Uridium. Questo ne modifica anche i canoni dell’interpretazione del gameplay. Non solo una lotta per distruggere ed evitare i colpi sparati dalla contraerea di queste enormi corazzate spaziali ma anche riflessi pronti per evitare gli impatti con le strutture.

Il gioco offre 12 livelli nei quali si devono abbattere tutti gli obiettivi (che per fortuna, vista la frenesia dell’azione, sono segnalati opportunamente da delle frecce che ne indicano la posizione evitando di farci andare avanti ed indietro a vuoto) e, una volta fatto, sconfiggere i boss che man mano diventeranno sempre più ostici da superare. Il grado di sfida è senza dubbio interessante con alcuni passaggi davvero complicati ma la longevità non è ai massimi livelli.
Tuttavia, ci sono altre modalità che offrono varietà ed incentivi per rigiocare Hyper Sentinel. Troviamo infatti la modalità Resisti, che in sostanza è una Survival nella quale bisognerà fronteggiare ondate di nemici sempre più massicce ed agguerrite, e la modalità Boss che ci farà duellare con i guardiani dei vari livelli. Un vero e proprio riscaldamento per affrontarli meglio nella modalità normale.

Sono presenti anche le classifiche online riferite ad ogni livello ed ogni modalità e difficoltà. Inoltre ogni livello ha dei mini obiettivi bonus che offrono, se raggiunti, il conseguimento di una stella. Ogni stage ne ha 5, quindi troviamo complessivamente 60 sfide da superare, cosa che per i “puristi” è un impegno improrogabile.

Tale sfide consistono ad esempio nel soddisfare dei requisiti: rimanere illesi, ad esempio, per un tot di secondi, o distruggere in un determinato lasso di tempo alcuni obiettivi e così via. Gli sviluppatori hanno provato ad offrire quante più varianti possibili oltre alla sfida classica. Considerando che si tratta di un gioco che si rifà a quanto era presente nella seconda metà degli anni ’80. Breve, quindi, ma decisamente intenso e comunque, con l’aggiunta di questi orpelli e modalità, rigiocabile più volte anche per sfidare a suon di high score gli altri utenti.

OPZIONI PER LO STREAMING SU MIXER

Bisogna sottolineare la presenza di una piccola chicca: il gioco supporta lo streaming su Mixer. Sarà possibile quindi trasmettere video delle proprie partite attraverso questa piattaforma. Per farlo, basterà selezionare l’apposita opzione dal menu iniziale (che si chiama proprio Mixer) ed inserire il codice che viene fornito sul sito ufficiale di Mixer.

FRENETICO E CAOTICO

Ma come è il gameplay di Hyper Sentinel? Lo abbiamo appena descritto nel titolo di questo paragrafo. Frenetico al punto di diventare caotico ma molto divertente ed appagante. La sfida lungo i 12 livelli si inasprisce veramente verso la seconda metà con i primi sei stage piuttosto abbordabili ed i restanti decisamente più complicati.

Giusto ricordare come ogni livello sia delimitato dall’estensione della corazzata che dovremo disintegrare. Ma da soli, con la nostra unica navetta, sarà difficile fare tutto. In nostro soccorso gli immancabili bonus che vengono sparsi quando distruggiamo i vari obiettivi.

Questi possono attivare armi risolutive come raggi laser, spari multipli o anche, e perfino una mazza astrale, o provvidenziali scudi che proteggono la nostra navicella dai colpi nemici. C’è da dire, inoltre, che l’azione è molto veloce per cui dovremo fare ripetutamente avanti ed indietro lungo lo stage.

Questa manovra può essere utile anche per evitare i contatti con le navette o con le strutture. È bene ricordare inoltre che la nostra energia si ricaricherà automaticamente se non verremo colpiti. Evitare il fuoco nemico, come sempre, ha i suoi vantaggi.

Un’azione rapida e veloce, inoltre, ci permette di conquistare moltiplicatori di punteggio alti.

PIXELLOSO AL PUNTO GIUSTO

Dal punto di vista tecnico non c’è molto da dire. Hyper Sentinel propone, come già accennato in precedenza, uno stile grafico volutamente datato che rievoca a gran voce lo stile degli anni ’80 ed inizi anni ’90.

Troviamo un aspetto colorato e pixelloso al punto giusto. I vari filtri che possono essere applicati fanno il resto. L’azione è fluidissima a 60 fps e non ha alcun tentennamento o indecisione anche nelle fasi più caotiche nelle quali lo schermo diventa un inferno di pixel colorati.

Nota di merito per le musiche che offrono sonorità tipiche del Sid (il chip sonoro del C64) e comunque ci consegnano brani in chip tune orecchiabili che ben si sposano con l’atmosfera retro-sci-fi del contesto. Bene, a chiudere un quadro lusinghiero, anche gli effetti sonori.

COMMENTO FINALE

Hyper Sentinel scrive una lettera di amore ad Uridium. E lo fa bene. Con sentimento, tatto, e rispetto senza esagerare nei cambiamenti ma applicandoli solo dove è necessario.

Ne nasce un gioco alla Uridium molto gradevole, vivace, frenetico ed a tratti caotico nel gameplay, inappuntabile – sebbene il compito non fosse impossibile – a livello tecnico e di gusto per quanto riguarda i contenuti che i più giovani, sicuramente, riterranno troppo riduttivi.

Forse, un maggior numero di livelli rispetto a quelli presenti (12) non avrebbe fatto male. E forse ampliare l’offerta delle modalità sarebbe potuta essere una mossa giusta ma con quest’ultima probabilmente si sarebbe incorsi nel rischio di svilire il cuore di questa lettera d’amore scritta dagli sviluppatori che ben conoscono il classico del 1986 avendolo prodotto loro.

Breve ma intenso e comunque rigiocabile più volte per le modalità Boss e “Sopravvivi” che danno più costrutto a questa è che (e non bisogna dimenticarlo) una produzione indipendente per non parlare delle classifiche online in grado di spingere i più competitivi per dare il meglio ed apparire negli high score.

Cosa aggiungere di più? Ah, si, se siete nostalgici e volete rituffarvi in un videogioco dal vecchio stile rivisitato in chiave moderna ma senza, come già detto, sminuire le origini, allora Hyper Sentinel fa al caso vostro.

 

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Super Arcade Football si aggiorna con lo sprint…

L’interessante Super Arcade Football si aggiorna con un paio di novità interessanti. Il gioco calcistico in early access su Steam firmato da OutOftheBit continua il suo percorso verso la versione “definitiva” che però non ha ancora una data.

Nel frattempo, gli sviluppatori hanno aggiunto lo sprint che modifica di parecchio il vivace gameplay. Con i grilletti, destro e sinistro, sarà possibile fare sprintare il portatore di palla, ovviamente, per un brevissimo periodo che però può essere decisivo.

Lo scatto, tuttavia, non avrà soltanto pregi ma allungando il pallone sarà anche possibile per i difensori provare ad anticipare il nostro atleta ma può anche essere usato per serpentine improvvise.

Nondimeno qualche giorno fa è stata aggiunta anche la modalità Wembley. Questa è molto particolare ed assomiglia alla classica partita tra amici a porta romana ma ad eliminazione. Si sceglie questa modalità attraverso il menu di selezione del tipo di partita.

Si presentano dunque due giocatori di cinque squadre diverse che si sfideranno all’ultimo gol. Chi segna per primo va avanti e viene eliminato chi non segna. In sostanza al primo turno con cinque team sul campo, i primi 4 ad andare in rete passeranno il turno; delle quattro del secondo turno passano le prime tre ad aver fatto goal e così via, fino a quando rimangono due team finalisti (sempre rappresentati da due calciatori a testa). Nell’epilogo ci dovranno essere due reti di scarto per vincere questo torneo. Il portiere è neutrale e non ci sono i falli laterali, almeno in questa prima versione.
L’aggiornamento ha anche portato qualche fix ai bug e miglioramenti generali.

Ad ogni modo, gli sviluppatori stanno lavorando sull’intelligenza artificiale e soprattutto su quella dei portieri. Gli autori concordano col pubblico sul fatto che si debba ancora lavorare molto per migliorarla per arrivare ad un buono standard.

Inoltre, i programmatori stanno lavorando su un nuovo sistema e le recenti versioni da loro testate sembrano promettenti quindi l’intelligenza artificiale nuova di zecca e migliorata dovrebbe arrivare in tempi non troppo lontani nel frattempo stanno lavorando ad aggiungere le funzionalità ed i contenuti rimanenti. A quel punto consolideranno i loro sforzi per consolidare tutto il gameplay, l’interfaccia utente e l’intelligenza artificiale.

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The Elder Scrolls Online, Summerset da oggi in accesso anticipato

È tempo di nuove avventure a Tamriel. Oggi, ZeniMax Online Studios ha pubblicato il nuovo capitolo della saga The Elder Scrolls Online. Summerset, infatti, è disponibile per Pc e Mac in fase di accesso anticipato.

I giocatori possono esplorare una nuova zona, l’isola di Summerset, per la prima volta da The Elder Scrolls: Arena del 1994. Ci sono, inoltre, una nuova missione della storia, una nuova serie di abilità dell’Ordine Psijic, una nuova abilità di creazione (Jewelry Crafting) e tanto altro, inclusi tutti i miglioramenti dell’aggiornamento 18. Elder Scrolls Online: Summerset sarà pubblicato nella versione completa anche su Xbox One e PlayStation 4 il prossimo 5 giugno.

Ecco il lungo trailer cinematografico della durata di 4 minuti per la presentazione di Summerset. Buona visione.

 

 

UN PO’ DI STORIA E DETTAGLI SU THE ELDER SCROLLS ONLINE: SUMMERSET

Per decreto della Regina Ayrenn, l’isola di Summerset è aperta agli stranieri per la prima volta. Esplorate foreste lussureggianti, lagune tropicali e antiche grotte coralline in una zona ancora più vasta del territorio in cui era ambientato il capitolo dello scorso anno, Morrowind.

Cercate il misterioso Ordine Psijic (qui più dettagli), una società segreta di maghi sull’isola di Artaeum, e apprendete nuove e potenti abilità capaci di piegare il tempo. Scalate la cima più alta di Summerset e raggiungete Cloudrest per affrontare temibili nemici in una sfida per 12 giocatori.

The Elder Scrolls Online: Summerset è disponibile sul sito ufficiale in versione Standard e Digital Collector’s Edition e tramite Steam.

La Collector’s Edition fisica è disponibile presso i maggiori rivenditori e include una statuetta di Mephala, il diario di Razum-Dar, una mappa esclusiva e tantissimi bonus in gioco.

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Creepy Road debutta oggi su Steam

Groovy Milk annuncia l’esordio odierno di Creepy Road. Il beat’em up debutta su Steam per Windows e Mac al prezzo di 9,99 euro ed in sconto del 10% nel corso della prima settimana.

“Abbiamo sempre amato i giochi a scorrimento orizzontale in 2D come Metal Slug, Contra e Comix Zone –  afferma Ilia Polutis, art director di Groovy Milk – così, quando abbiamo iniziato a pensare a come sarebbe stato il nostro primo gioco, già sapevamo a quale genere sarebbe appartenuto. Abbiamo voluto riportare in vita le atmosfere old-school rinnovandole con uno stile moderno, una cura maniacale per l’aspetto artistico e tanti personaggi divertenti e memorabili”.

Più dettagli a questo nostro indirizzo.

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Disponibile Hyper Sentinel approda su Steam

Hyper Sentinel è disponibile su Steam per Pc Windows, Mac e Linux. È una vera e propria lettera d’amore verso gli shoot’em up anni ’80 e ’90 che arriverà presto anche su console.

Apprendiamo anche da RetroIndieNews una chicca interessante. Il gioco è sviluppato da Four5Six Pixel e da Huey Games di Andrew e Rob Hewson. I più attenti e soprattutto gli over 35 avranno intuito: sono le persone dietro ad Hewson Consultants, storica software house del passato che tra gli anni ’80 e ’90 realizzò e pubblicò su piattaforme ad 8 e 16 bit diversi capolavori quali Uridium, Paradroid, Cybernoid 1 & 2, Exolon, Nebulus, Stormlord e Deliverance. Solo per citarne alcuni.

Tornando ad Hyper Sentinel, troviamo un titolo in stile arcade con battaglie frenetiche ed effetti a 60 fps. I giocatori sono invitati combattere contro i cacciatorpedinieri spaziali giganti in modalità Arcade o ad affrontare infinite orde di nemici in modalità sopravvivenza, o contro i boss nella modalità Boss Run.

Vediamo ora un trailer con gameplay che ricorda molto da vicino Uridium. Buona visione.

CARATTERISTICHE

  • Incredibili miglioramenti ed armi devastanti come la mazza astrale ed il fucile al plasma.
  • Arcade con le classifiche online e 3 diverse modalità di difficoltà
  • Diventate un pilota Hyper Sentinel decorato completando le 60 ed impegnative medaglie
  • 12 livelli elettrizzanti con scontri epici e boss multi livello
  • Multiple opzioni grafiche con effetto nostalgia che comprendono Spectrum, C64 e filtro CRT
  • Una lettera d’amore ai classici arcade.

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Annunciata la Aragami: Shadow Edition

Lince Works, il team che ha lavorato allo stealth in terza persona Aragami ha annunciato una nuova versione del suo gioco.

Si chiama Aragami: Shadow Edition ed è in arrivo per Pc (Windows, Mac e Linux), PS4 ed anche per Xbox One.

Questa nuova edizione include il gioco originale di base e l’espansione Aragami Nightfall oltre a tutti i dlc usciti in precedenza. Il gioco e l’espansione supporta pienamente la cooperazione a due giocatori online in cross platform tra Pc e console. Aragami Shadow Edition sarà lanciato simultaneamente nei prossimi mesi al prezzo di 24,99 euro. Prima dell’uscita, tutte le edizioni Pc e PS4 riceveranno una patch che migliorerà sostanzialmente le performance e l’ottimizzazione.

Detto questo, ecco il trailer di presentazione. Buona visione.

 

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Slaps and Beans esce dall’Early Access

Dopo qualche mese dall’arrivo su Steam in Early Access, Bud Spencer & Terence Hill: Slaps and Beans arriva alla versione 1.0. Trinity Team ha ufficializzato il nuovo aggiornamento che di fatto fa uscire il titolo dall’accesso anticipato per la versione “definitiva” per Pc Windows, Mac e Linux.

Per chi non lo sapesse, o ricordasse, Slaps and Beans è un mix tra un beat’em up ed action condito da tanti mini-games che rievocano diverse scene e situazioni dei film con protagonisti Bud Spencer e Terence Hill. Ne abbiamo parlato molto nelle nostre Prime Impressioni realizzate a fine anno scorso Nato da una ottima campagna Kickstarter, il titolo si è subito fatto apprezzare per la sua qualità grafica in eccellente pixel art con alcuni brani tratti dai film.

Bud Spencer e Terence Hill si ritrovano nella loro prima avventura virtuale. Una storia completamente nuova: dal vecchio Western a Miami passando per un’isola tropicale tra conversazioni divertenti, gare di dunebuggy, e naturalmente, tantissime scazzottate.

Ricordiamo, infine, gli ingredienti base di Slaps and Beans:

  • grafica pixel art anni ‘80
  • sistema di combattimento alla Bud e Terence
  • modalità cooperativa
  • mini-games
  • una Dune Buggy rossa con cappottina gialla
  • tanti schiaffi e tanti fagioli (ovviamente!).

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For the King esce dall’accesso anticipato la settimana prossima

For the King, un’avventura gdr roguelike, uscirà dall’accesso anticipato di Steam il prossimo 19 aprile. Il gioco firmato da Curve Digital e sviluppato da IronOak Games, prevede che gli appassionati viaggino attraverso dei livelli generati proceduralmente per vendicare il recente assassinio del proprio re.

Con la sua combinazione di strategia, caratteristiche degli gdr da tavolo ed elementi roguelike, For The King offre la possibilità di un’esperienza da giocatore singolo ma anche quella di misurare, per tre eroi, la propria capacità di collaborare, sia online che in locale. Nella ambientazione del regno esagonale di Fahrul, i giocatori devono sviluppare delle strategie di esplorazione e combattere per farsi strada attraverso un paesaggio fatato e stilizzato, in nome della scoperta e della sopravvivenza, altrimenti soccomberanno alla morte.

Ecco il trailer di presentazione con la data di lancio.

Il breve periodo di accesso anticipato ha permesso agli sviluppatori di testare, regolare e mettere a punto nuove funzionalità seguendo i suggerimenti della comunità degli appassionati. Il risultato è stato che IronOak Games ha potuto aggiungere molte nuove funzionalità, come la modalità Avanzata nel sotterraneo, l’integrazione Discord, un intero host per la modalità multigiocatore e, naturalmente, nemici fondamentali e bilanciamento economico. La lista completa degli aggiornamenti è consultabile nella pagina del gioco di Steam.

L’uscita dall’accesso anticipato sarà accompagnata da un ampio aggiornamento gratuito che consiste in una nuovissima avventura nella spaventosa Distesa Congelata. Sono compresi tre regni completamente inediti: The Shivering Woods (la Foresta da brivido), Frozen Expanse (la Distesa Congelata) e The Frigid Sea (il Mare Gelido).
Oltre ai tre regni, ci saranno due grandi nuovi sotterranei, un nuovo personaggio giocabile da sbloccare e numerose trappole ingegnose. E ancora, 20 nuovi nemici e incontri, due nuovi Scourges, e nuove armi, armature e bottini in abbondanza. Per chi ama completare gli obiettivi, saranno disponibili 10 nuovi Steam Achievements.

For the King sarà disponibile dal 19 aprile al prezzo di 19,99 euro, con uno sconto lancio del 20% per una settimana. L’uscita delle versioni per PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch è, invece, prevista per l’inizio del 2019.



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Neverwinter Nights: Enhanced Edition, Recensione Pc

Parlare di Neverwinter Nights non è mai una cosa semplicissima. È senza dubbio uno dei classici dei giochi di ruolo che nel 2002 arrivò su Pc dopo due mostri sacri del genere: Baldur’s Gate I e II.

Per molti, quello realizzato da BioWare, fu un grandissimo titolo ritenuto, però, inferiore, ai due Baldur’s Gate ma rimane pur sempre uno dei giochi di ruolo che ha fatto epoca.
Fu anche uno dei primi titoli ambientati nei Forgotten Realms di D&D ad utilizzare il 3d grazie al motore Aurora. Sul finire del 2017, ed a distanza di 15 anni, Beamdog – software house specializzata in questo tipo di lavori – annunciò Neverwinter Nights: Enhanced Edition, una versione migliorata in ogni suo aspetto e comprensiva di tre espansioni ed i moduli premium più importanti usciti fino ad allora.
Un’edizione praticamente identica per quanto riguarda i contenuti alla Diamond ma ammodernata dal punto di vista tecnico ed in grado di girare sui computer attuali e col supporto a Steam Workshop. Uno strumento supplementare per poter condividere e godere dei contenuti realizzati con l’editor del gioco.

Questa Enhanced Edition è stata pubblicata pochi giorni fa, lo scorso 27 marzo, ovvero venerdì della settimana passata. Noi vi parliamo rapidamente del gioco che, anticipiamo già, è sempre una lettera d’amore rivolta agli amanti dei classici giochi di ruolo. Siamo sicuri che in molti apprezzeranno.

NEVERWINTER E’ SEMPRE NEVERWINTER ANCHE A 1080P O IN 4K

Parliamo, innanzitutto, delle novità tecniche che questa edizione offre in quanto essere le vere novità. Tra quelle più in vista l’incremento della risoluzione con possibilità di giocare a 1080p ed a 4K avendone ovviamente i requisiti tecnici. Di conseguenza, l’inventario ed altre parti dell’interfaccia si regolano ed è possibile anche optare per raddoppiare la dimensione dei testi che ad alte risoluzioni sarebbero minuscoli. Proprio l’interfaccia rimane di facile lettura.

Sono presenti anche i pixel shader ed effetti post-elaborazione. Ci sono anche il contrasto, la brillantezza e la profondità di campo nonché l’erba ed il vento completi che abbelliscono ulteriormente Neverwinter Nights: Enhanced Edition. Alcuni sviluppatori del team originale hanno anche collaborato con la community (sempre molto attiva) e questo si è notato. Altra cosa interessante è la possibilità di continuare le proprie partite o di proseguire col proprio personaggio originale. C’è, infatti, la compatibilità con i file originali ma anche con le mod ed i moduli di Neverwinter Nights.

Tra i contenuti sono presenti tutti quelli della già accennata Diamond Edition. Due le espansioni (Shadows of Undrentide ed Hordes of the Underdark) più tre moduli premium (Kingamker; ShadowGuard e Witch’s Wake) per oltre 40 ore di storie supplementari.

Ed in più c’è l’Aurora Toolset, ovvero l’editor per scrivere le proprie avventure e giocarle. Quello che rende, sostanzialmente, Neverwinter un titolo infinito o comunque con centinaia e centinaia di ore di gameplay supplementare oltre alla già longeva trama.

A questi bisogna aggiungere la possibilità di acquistare tutti i dlc. Sono sei, due relativi alle colonne sonore (del gioco “liscio” e delle Premium Adventure), gli altri sono Wyvem Crown of Comyr; Infinite Dungeons; Pirates of the Sword Coast ed Heroes of Neverwinters.

NESSUN MIRACOLO MA UN BUON LAVORO DI RESTAURO

Giocare a Neverwinter nel 2018 equivale sempre ad un atto d’amore verso i videogiochi di ruolo. Ambientato nei Forgotten Realms una delle regioni più amate e più prese in considerazione in ambito videoludico, basti pensare ad altri titoli anche storici quali Eye of Beholder, o Icewind Dale o, ancora, il già citato Baldur’s Gate, che hanno tenuto inchiodati i giocatori di tutto il mondo, Neverwinter già all’epoca venne notato per l’audace balzo dal 2d al 3d simbolo anche di un intera evoluzione tecnica vista in altri generi di videogiochi.

Va da sé che dal 2002 ad oggi sia passata un’era geologica a livello tecnico e questa edizione ne porta comunque il marchio. I tanti interventi visti nelle nostre ore di gioco mostrano un buon lavoro da parte di Beamdog che ha voluto riconsegnare al grande pubblico dei più giovani un titolo godibile. Un compito non facile abituati ai ritmi veloci ed ai prodigi grafici della generazione attuale.

Inoltre, diciamocelo pure: non si tratta di alcun miracolo tecnico. Gli spigoli dei modelli poligonali originali sono stati smussati molto bene ma sono sempre presenti. È normale che sia così e nessuno si sarebbe aspettato altro.

Si tratta comunque di alcuni interventi che migliorano un buon lavoro fatto anni addietro. Un restauro “discreto” che ha migliorato il possibile lasciando intatto tutto il resto. Un lavoro oscuro sotto molti aspetti ma apprezzabile almeno a nostro avviso, ovviamente.
Le texture sono state migliorate (soprattutto potenziate) ed anche a livello di zoom massimo, pur con ovvie limitazioni, si presentano piuttosto bene. Buon lavoro anche per le ombre e le luci dinamiche mentre abbiamo anche notato alcuni effetti interessanti come il vento che sposta le foglie. Piccolezze che però danno la misura delle migliorie fatte. Non si può pretendere di più ma il lavoro di maquillage, lo ribadiamo, è soddisfacente come da costume di Beamdog.

Ad ogni modo caricare ancora una volta Neverwinter Nights e giocarlo nel 2018 è motivo di riflessione e di tanti ricordi. Splendide ed intatte le musiche che accompagnano le nostre avventure. Buono il doppiaggio originale ed ottimi gli effetti sonori ambientali.

Tutto è rimasto come allora, trama, avventure, atmosfera e tutte le regole del gioco tratte dalla terza edizione del gioco cartaceo Dungeons & Dragons (uscita nel 2000). Il restauro non ha infranto quella atmosfera di oltre tre lustri fa né tantomeno inficiato il gameplay.

Questa è la parte migliore del gioco con una vastissima scelta tra classi, gestione personaggio e scelte da fare attraverso i dialoghi. Tutto avvalorato dalle regole di D&D, e quindi con il sistema di progressione tipico ed il sistema di combattimento gestito dai dadi inclusi i famosissimi fallimento, critico, attacco d’opportunità e quant’altro.
Un gdr bello da giocare, ostico da gestire ma non impossibile ed anzi ricco e profondo anche nella trama e nei dialoghi che, non sempre sono stati trascritti al meglio nella nostra lingua. Forse per questo Neverwinter Nights riuscì a colpire nel segno nel 2002 ed ha spinto Beamdog a riproporlo in questa Enhanced Edition.



Il mistero della Morte Gemente che ha colpito e sconvolto la splendida città di Neverwinter nel suo momento di maggior prosperità ed i suoi distretti, è solo una delle mille sfaccettature della storia (principale) del gioco. Incastonata tra le montagne innevate, questa città incastonata tra le montagne innevate e la Costa della Spada nella regione del continente Faerun. Della trama non diremo nulla ma chi non ha giocato il titolo quando uscì dovrebbe farlo ora soprattutto se amanti dei giochi di ruolo e nella fattispecie fan di Dungeons & Dragons. È inoltre possibile giocare in altre modalità, in multiplayer ed anche in game master ossia divertendosi dalla parte del master, decidendo la posizione dei mostri, delle trappole, dei dungeon, dei punti chiave delle mappe e così via. La scelta tra queste tre modalità (la classica single player, in multiplayer o dungeon master) la si all’avvio del gioco.

COMMENTO FINALE

Non c’è molto da aggiungere a Neverwinter Nights: Enhanced Edition. Si tratta di una riproposizione che fa piacere agli appassionati di vecchia data ma che sicuramente fa riflettere perché ci sono pochissimi titoli attuali ad impiegare D&D.

Tralasciando i contenuti, la trama ed il vecchio comparto tecnico che fanno da base a questa produzione, le migliorie introdotte da Beamdog restituiscono un classico che gira a 1080p ed a 4K con diversi effetti grafici supplementari sui computer moderni. Nessun miracolo visto che le ovvie spigolosità poligonali dell’epoca sono state in parte coperte ed attenuate ma chiaramente non eliminate. Viene però confermata la bontà di un lavoro di restauro ben fatta ed anche allo zoom più dettagliato si può apprezzare la qualità del lavoro fatto. Ci sono ancora alcuni piccoli difettucci ereditati dall’originale ma nulla di veramente problematico ed è ovvio che la struttura, per quanto modificata, emerga. Si tratta pur sempre di un gioco del 2002.

Consigliato agli amanti dei giochi di ruolo che amano i classici, ma anche a chi vuole farsi una cultura perché in quanto a trama, gameplay ed atmosfera ha ancora il suo fascino e soddisfazione soprattutto dopo aver risolto situazioni complicate e quest interessanti.

 

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Neverwinter Nights: Enhanced Edition è su Steam

Un nuovo esordio per Neverwinter Nights. Dopo il primo, avvenuto nel lontano 2002, il classico gdr ambientato nel mondo fantasy di Dungeons & Dragons dei Forgotten Realms torna in una versione ammodernata grazie a Beamdog che propone Neverwinter Nights: Enhanced Edition disponibile su Steam per Pc Wndows, Mac e Linux.

Tale edizione, innanzitutto, aggiunge nuove caratteristiche e miglioramenti ai contenuti della Diamond Edition che si può definire, a ben vedere, l’edizione più completa, capace di offrire decine (se non centinaia) di ore di gameplay grazie anche al pieno supporto dei moduli realizzati dagli utenti in grado di offrire avventure supplementari. Ecco tutte le novità:

FUNZIONALITA’ MIGLIORATE:

  • Visualizzazione migliorata: il vostro ritratto, la barra di combattimento, l’inventario ed altri elementi dell’interfaccia si regolano alle diverse risoluzioni, tra cui quella a 1080p ed a 4k.
  • Opzioni grafiche avanzate: pixel shader ed effetti post-elaborazione rendono i contrasti più decisi e gli elementi visivi più nitidi. Attivate il contrasto, brillantezza e profondità di campo secondo le vostre preferenze.
  • Approvato dalla comunità: gli sviluppatori originali hanno fatto squadra con i componenti chiave della comunità di Neverwinter Nights per concentrarsi sui miglioramenti richiesti dai fan per il supporto a giocatori, scrittori e modder.
  • Retro-compatibilità: funziona con i dati salvati, i moduli e le mod del Neverwinter Nights originale; gli appassionati avranno a disposizione una galassia di contenuti creati dalla comunità.

TUTTI I CONTENUTI DELLA DIAMOND EDITION:

La campagna Neverwinter Nights originale: nella quale i giocatori si troveranno al centro di inganni, intrighi e magia oscura. Si visiteranno pericolose città, segrete brulicanti di mostri e lande selvagge mai esplorate prima alla ricerca della cura per un’epidemia maledetta che sta piegando la città di Neverwinter.

Pacchetto con due espansioni:

  • Shadows of Undrentide: un’altra avventura inizia con Shadows of Undrentide. Incaricati dal vostro maestro nel tentativo di recuperare quattro antichi manufatti, vi metterete in viaggio da Silver Marches per svelare i misteri di una civiltà magica da tempo estinta.
  • Hordes of the Underdark: continuate l’avventura iniziata in Shadows of Undrentide e viaggiate verso le sempre più insolite e ostili profondità di Undermountain per sfidare il male che vi si sta radunando.

Tre moduli premium:

Ci saranno oltre 40 ore di nuove storie da scoprire, e si possono provare centinaia di moduli creati dagli appassionati della comunità.

  • Kingmaker
  • ShadowGuard
  • Witch’s Wake

Aurora Toolset: permette di realizzare il proprio mondo pieno di mostri, trappole, impostazioni, oggetti e incontri unici e condividere la propria creazione con il resto della comunità di Neverwinter Nights. Caratteristica presente solo su Windows.

Dungeon Master Client: diventate scrittori ed autori delle vostre avventure. Controllate i mostri, le creature ed i personaggi che i vostri giocatori incontreranno nel corso delle loro missioni.

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