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Thimbleweed Park, un’avventura retro dai creatori di Monkey Island e Maniac Mansion

Thimbleweed Park è un’avventura grafica punta e clicca in 2D in stile pixel art, ispirata ai grandi classici degli anni 80 e 90.

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Thimbleweed Park è disponibile per Nintendo Switch

Gli utenti Nintendo Switch possono finalmente giocare a Thimbleweed Park. L’avventura grafica punta e clicca di Ron Gilbert e Gary Winnick è disponibile per la console ibrida della casa della grande N dopo aver fatto il suo approdo trionfale su Pc, a fine marzo e successivamente su altre console. Il prezzo è di 19,99 euro ed il gioco può essere scaricato su eShop di Nintendo.

Thimbleweed Park porta gli appassionati, come saprete, nel lontano 1987 in una cittadina americana sperduta balzata agli onori delle cronache per uno strano omicidio. Inizia così un lungo, strano e divertente turbinio di situazioni. Cinque protagonisti, cinque storie che si intersecano in un quadro più vasto che porta l’atmosfera tipica delle avventure punta e clicca LucasArts. Qui la nostra recensione PS4.

CARATTERISTICHE VERSIONE NINTENDO SWITCH

  • Mistero neo-noir ambientato nel 1987
  • 5 Personaggi giocabili che possono lavorare assieme
  • Non è un walking simulator
  • Sistema di puzzle sofisticato che si interseca nelle storie
  • Un vasto e bizzarro mondo da esplorare
  • Modalità Casuale e Difficile
  • Aiuti telefonici (in stile anni ’80) per ricevere aiuti – se si vuole
  • Battute ogni due minuti… non garantito
  • Doppiaggio in inglese con sottotitoli in varie lingue, italiano incluso.

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Thimbleweed Park ha una data di lancio per Nintendo Switch

Gli utenti Nintendo Switch che vogliono Thimbleweed Park possono cominciare a fare il conto alla rovescia. L’avventura grafica punta e clicca firmata da Ron Gilbert, Gary Winnick, David Fox e soci, arriverà sulla console ibrida di casa Nintendo il 21 settembre. Da giovedì della prossima settimana, quindi, sarà possibile acquistare al prezzo di 19,99 euro su eShop questo titolo di cui abbiamo più volte parlato nelle nostre pagine con due recensioni (una Pc e l’altra PS4) ultra lusinghiere.

La versione Nintendo Switch supporterà sia i Joy-Con che i comandi touch e può essere giocato tranquillamente sia in modalità TV che in modalità portatile. Vi lasciamo al trailer sulla versione Switch. Buona visione.

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Thimbleweed Park, Recensione PS4

Sono passati circa cinque mesi dall’arrivo trionfale di Thimbleweed Park su Pc ed Xbox One. Uscito, infatti, lo scorso 30 marzo l’attesissimo titolo di Terrible Toybox, team indie guidato da due volpi quali Ron Gilbert e Gary Winnick, approda anche su PlayStation 4 ed a settembre toccherà anche alla versione Nintendo Switch.

Le surreali indagini noir dai toni surreali e scanzonati si spostano sulla ammiraglia di casa Sony grazie anche, ed è giusto ricordarlo, alla grandissima raccolta fondi su Kickstarter del 2014 che permise agli esperti e talentuosi sviluppatori di raccogliere oltre 625.000 dollari. Cifra che valse anche la promessa della realizzazione anche di una edizione per PlayStation 4. Tale edizione è arrivata il 22 agosto, martedì scorso. Riuscirà questa versione a non far rimpiangere quella Pc?

Ecco la nostra recensione. Buona lettura.

PUNTA E CLICCA… IN PUNTA DI JOYPAD

Per chi non conoscesse Thimbleweed Park, vi diciamo subito che si tratta di un’avventura grafica punta e clicca. Un genere quasi desueto, ahinoi, che trova “terreno naturale” su Pc e che grazie ad un mercato sempre in espansione trova un seguito anche su console.

Solitamente la sfida più grande è quella di sostituire mouse e tastiera, comandi che vestono come un guanto per questo genere di giochi. La versione PS4 può contare su un buonissimo utilizzo del DualShock 4. Il joypad, infatti, si comporta piuttosto bene nella gestione dei comandi di Thimbleweed Park che è un’avventura grafica molto articolata perché bisogna destreggiarsi tra cinque protagonisti, tanti dialoghi e moltissime cose da fare come la combinazione di più oggetti.

L’interfaccia riprende in toto la celeberrima interfaccia SCUMM già conosciuta nei grandi classici quali Maniac Mansion, Zak McKracken o ancora The Secret of Monkey Island, ed offre le nove azioni da selezionare (Esamina, Dai, Usa, Apri, Chiudi, Spingi, Parla, Raccogli, Premi), accanto, al classico inventario per gli oggetti raccolti.

Con la levetta sinistra del joypad possiamo guidare la crocetta che permette di muovere i personaggi ed interagire con l’ambiente.

Con il tasto X si convalidano le azioni e quindi si concretizzano anche le interazioni come la combinazione di più oggetti o il parlare con altre persone, col quadrato si esegue l’azione suggerita (generalmente esamina se è un posto, o apri se è una porta o una finestra, ndr), con i grilletti alti si selezionano i particolari degli ambienti con i quali si può interagire mentre con i grilletti bassi si cambiano i personaggi. Anche in questa versione è possibile far correre i personaggi tenendo premuto il tasto X o il quadrato con la parte touch è possibile anche simulare il mouse ma bisogna avere la mano davvero sensibile.

Tutto sommato, come già scritto in precedenza, l’utilizzo di joypad piuttosto che di mouse e tastiera non è stato così terribile. Anzi, è stata quasi una piacevole sorpresa soprattutto per la facilità nello “switchare” tra i protagonisti.

Ricordiamo, inoltre, che è possibile anche far correre i personaggi lungo le varie location (che sono tante ed anche grandi, vedasi il cimitero, ndr). Basterà tenere premuto X. Mentre il cursore a forma di croce, come già su Pc, è più “intelligente” indicando le possibili direzioni percorribili. Un’evoluzione naturale dello Scumm.

UN’AVVENTURA IN EVOLUZIONE

La sala giochi è aperta... adesso si dovranno cercare i gettoni per cimentarsi negli arcade presenti
La sala giochi è aperta… adesso si dovranno cercare i gettoni per cimentarsi negli arcade presenti

Tra le altre differenze tra questa versione e quella recensita (con uno stratosferico 9,5 lo scorso 30 marzo) ci sono alcune differenze. Il titolo ha ricevuto alcune patch che hanno aggiunto contenuti supplementari quali il sistema di aiuti piuttosto complesso e coerente col gioco (si potrà chiamare il numero d’emergenza per ricevere suggerimenti), nonché più dialoghi, anche tra i personaggi giocabili.

Mentre è di recentissima introduzione la nuova location: la sala giochi. Questa permetterà di cimentarsi in alcuni titoli arcade, a patto di trovare i gettoni. Una nuova attrazione, quindi, è aperta e con essa nuovi enigmi legati ad essa.

Tale caratteristica è stata una prerogativa PS4 per un paio di giorni. Poi è arrivato l’aggiornamento Pc che ha rimesso in pari la situazione. E non è detto che altre aggiunte non vengano fatte in futuro.

UN RITORNO ALLE ATMOSFERE DEL 1987

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Parliamo adesso dell’ambientazione del gioco. Thimbleweed Park ci fa tornare indietro di 30 anni, in una cittadina fittizia americana dove si è consumato un efferato delitto. E’ il 1987 e questa cittadina che fino a qualche giorno prima era tranquilla era ancora in lutto per la scomparsa di Chuck Edmund (Chuck… dove lo abbiamo già sentito questo nome?) del suo magnate.

Sembra di aver fatto un viaggio a ritroso nel tempo con ogni ambientazione che ci fa respirare aria vintage anni ’80. E non soltanto grazie alla grafica in pixel art molto curata ma anche per tantissime chicche che troveremo lungo il nostro cammino. Chicche come tante citazioni ma anche la presenza di tantissimi riferimenti dell’epoca. Troveremo, tra le tante cose, un Commodore 64 con doppio floppy disk 1541 ed un modem velocissimo a 1200 boud che appartiene a Dolores, una dei protagonisti. Lei sogna di diventare una sviluppatrice di videogiochi e le piacciono, tra le altre cose, le avventure grafiche testuali. Certamente i richiami non finiscono qui: le citazioni variano e richiamano altri capolavori del genere punta e clicca ai quali il maestro Gilber, Winnick e David Fox hanno lavorato in passato.

Anche su PS4 non è una eresia dire che il gioco ci ha riportato ai fasti di The Secret of Monkey Island e la sensazione di rivivere quel periodo è stata forte. E i molti riferimenti ad altri titoli accentua le note poetiche e nostalgiche.

DIALOGHI MAGNIFICI, STORIA STUZZICANTE

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Quello che ci colpì, assieme a tutto il resto, su Pc è stato riportato su PS4. Non poteva essere diversamente. E così tornare a parlare degli eccellenti dialoghi (sia doppiati che scritti e riportati anche nell’ottimo adattamento italiano a cura di Fabio “Kenobit” Bortolotti, qui da noi intervistato) ci fa ricordare molti passaggi epici. E ci fa tornare alla mente punte inarrivabili nei classici.

La scrittura è molto potente e la resa in italiano è all’altezza. Thimbleweed Park è una gradevole cittadina americana immersa nel verde con 81 abitant… 80 abitanti. L’omicidio porta in città i due agenti federali Angela Ray ed il novellino (ma non per questo troppo sprovveduto) Antonio Reyes.

Ma faremo ben presto la conoscenza di Ransome, un clown maledetto che ama le parolacce ed il politicamente scorretto; Dolores Edmund, la sviluppatrice di videogiochi nonché nipote dello zio ricco Chuck Edmund, il magnate recentemente scomparso; e l’introverso papà di Dolores.

La magnificenza del gioco sta nell’aver realizzato cinque storie uniche ed estremamente diverse tra loro molto interessanti, profonde ed in grado di intrecciarsi molto bene grazie a situazioni e gag esilaranti, surreali, taglienti che danno vita ad una trama principale originale con tante sorprese e molti enigmi interessanti. E chi ha giocato alle vecchie avventure punta e clicca troverà un ambiente naturale per le sue abitudini. Una piacevole riunione di famiglia tanti sono i richiami.

Ma questo oltre a far contenti i giocatori non deve far temere: Thimbleweed Park ha la sua identità data dalla eccentricità originale dei suoi personaggi, delle situazioni e dei dialoghi mai troppo osannati. A volte capiterà anche di andare fuori tema solo per sapere cosa risponde quel determinato personaggio o solo per sentirlo parlare tanto è divertente e profondo il suo essere.

La longevità è molto alta e supera le 12 ore (anche di più) mentre la rigiocabilità è giustificata dal fatto di conquistare i vari Trofei. Tra l’altro è possibile scegliere all’inizio se giocare in modalità facile o difficile. Cambieranno determinate cose nonché anche i Trofei. Il gioco offre tantissime chicche da trovare qua e là che spingeranno i puristi a iniziare nuovamente le indagini.

PIXEL ART RAFFINATA, DOPPIAGGIO E MUSICHE DA PREMIO

thimbleweedpark

Sarebbe facile fare copia ed incolla di quanto scritto su Pc, così come per il resto praticamente tutti gli aspetti della recensione passata. Ma è giusto descrivere un’altra volta, magari a mente più fredda le nostre sensazioni. Tecnicamente ci troviamo di fronte ad un lavoro impeccabile.

Apparentemente semplice ma complicato anche se non impossibile. L’aspetto visivo è davvero gradevole. Thimbleweed Park offre una splendida grafica in pixel art, una veste perfetta per farci tornare al 1987. Si tratta di una pixel art che però non lesina tantissime finezze e che pur se vuol imitare quanto proposto in passato dalle avventure grafiche, lo offre potenziato. Non solo per i dettagli ma anche per la fluidità eccellente anche su PS4 e per i tanti livelli di parallasse che alcune location hanno.

Le numerose animazioni di contorno fanno il resto. Un esempio di chicca? Nel flashback di Ransome. Fate attenzione alla roulotte del clown ed ai suoi movimenti. Ci è piaciuta moltissimo la varietà delle location. Sia per numero effettivo che per la loro realizzazione con posti veramente evocativi ed ispirati.

A questo bisogna ricordare l’eccellente doppiaggio che caratterizza praticamente in modo perfetto ogni personaggio presente, giocabile o meno, secondario o primario che sia. Memorabili il clown (un vero e proprio tormentone quel figlio di bip), lo sceriffo di Thimbleweed Park (a rino), il coroner (o medico legale) e… beh, non andiamo oltre perché in effetti meriterebbero tutti una menzione e capaci di regalare momenti esilaranti. Giusto ricordare anche l’omaggio degli sviluppatori ai tanti finanziatori: è possibile ascoltare la voce di molti di loro componendo i numeri telefonici presenti nell’elenco. Un diversivo che può occupare simpaticamente molto tempo.

E non sono da meno anche le musiche con brani che caricano ulteriormente di atmosfera le nostre vicissitudini. I toni sono cupi (con qualche variante più allegra) e fanno tanto. Non siamo al reggae di The Secret of Monkey Island, ma stiamo parlando di una signora colonna sonora.

In Thimbleweed Park, anche su PS4, non esitiamo a dire che tutto funziona alla grande.

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COMMENTO FINALE

A differenza della versione Pc che aveva alla vigilia l’unica incognita del peso di un passato glorioso vissuto dai suoi sviluppatori (molti hanno contribuito a realizzare vere e proprie pietre miliari come i già citati Maniacs Manison, e The Secret of Monkey Island), l’edizione PS4 poteva essere una incognita per i controlli.

Il problema della sostituzione mouse-tastiera col joypad è stato risolto in scioltezza. Certo, si è un po’ più lenti rispetto alla classica combinazione che gli utenti Pc conoscono a memoria ma considerando le difficoltà per riportare e distribuire i comandi al DualShock 4 in modo intelligente, la sfida è stata vinta.

Per il resto, tolta anche la paura visto che Thimblweed Park ha una sua fortissima identità, stiamo parlando di una pietra miliare da avere su console. Il motivo è presto detto: oltre che essere un gioco davvero ben fatto e decisamente gradevole in ogni suo aspetto, possiamo trovare ben poche avventure grafiche punta e clicca su PS4 a parte qualche remastered LucasArts. Se siete appassionati di avventure grafiche e non avete un Pc o semplicemente volete vedere l’effetto che fa anche su console potete tranquillamente spendere i 19,99 euro del costo. Il gioco è comunque in continua evoluzione e lo dimostra il fatto che l’edizione per la console di casa Sony ha fatto il suo debutto con la sala giochi arcade aperta. Le versioni precedentemente uscite si sono adeguate un paio di giorni dopo. Possibile che in futuro ci siano altre novità sempre gradite.

Thimbleweed Park anche su PS4 conserva il suo fascino ed il suo divertimento. Pochissimi i passaggi a vuoto (fisiologici) con enigmi ben studiati e congegnati, dialoghi superbi e ben adattati nella nostra lingua. Perché ripetiamo quest’ultima cosa? Perché bisognerà leggere tantissimo in questo gioco e l’italiano espresso è di livello. Pixel art, doppiaggio e musiche di eccelso livello fanno tutto il resto. Se abbiamo dimenticato qualche cosa, potete rifarvi tranquillamente alla recensione Pc.

 

Pregi

Versione eccellente anche su PS4. Avventura grafica punta e clicca di sostanza. Storia molto bella. Pixel art ricca, varia ed a tratti sontuosa. Doppiaggio davvero convincente. Colonna sonora di livello. Gameplay di fattura eccelsa. Modalità facile per i neofiti. Citazioni a profusione. Atmosfera anni ’80 resa magnificamente. Carismatico. Longevo. Ancora in evoluzione. Non ci sono tante avventure punta e clicca su PS4. Buonissimo sistema di controlli col DualShock 4…

Difetti

… Ma la combinazione mouse-tastiera rimane al top. Beh, non si spara, non ancora.

Voto

9,5

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Thimbleweed Park debutta su PS4 il 22 agosto, su Switch a settembre

Quattro mesi dopo l’esordio trionfale di Thimbleweed Park su Pc, il titolo ha una data di lancio su PlayStation 4.

L’avventura firmata da Ron Gilbert, Gary Winnick, David Fox e soci – frutto di una raccolta fondi su Kickstarter di successo – sarà disponibile sulla console di Sony a partire dal 22 agosto ed il mese successivo arriverà anche su Nintendo Switch confermando ulteriormente quanto fatto vedere da Gilbert qualche settimana fa.

L’edizione PS4 sarà scaricabile dal PlayStation Store con i controlli ridisegnati per il DualShock 4 che offrirà caratteristiche uniche. Sulla console ibrida di Nintendo, invece, Thimbleweed Park supporterà entrambi i Joy-Con ed i comandi via touch screeen in modo da permettere agli appassionati di alternarsi senza problemi tra la modalità televisione e quella portatile.

Gli sviluppatori ricordano anche che il gioco, già disponibile su Pc Windows, Mac, Linux ed Xbox One è in sviluppo anche per iOS ed Android dove arriverà più avanti nel corso dell’anno.

Thimbleweed Park è un’eccellente avventura grafica punta e clicca che ci porta indietro di 30 anni anche per l’ambientazione. Una grafica in pixel-art ricca di dettagli, una trama molto bella con dialoghi articolati e ricchi di humor nonché puzzle interessanti ci hanno fatto esultare non poco. Qui la nostra recensione. Tanti, infatti, i riferimenti ai grandi classici del passato di cui Gilbert e Fox hanno scritto capitoli indelebili avendo contribuito alla realizzazione di capolavori. Di recente, ricordiamo, è stato pubblicato un importante aggiornamento che ha potenziato i dialoghi e messo un sistema di aiuti.

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Thimbleweed Park, trailer di lancio

Oggi è il grande giorno di Thimbleweed Park. L’avventura grafica di Ron Gilbert e soci è finalmente disponibile. E c’è il trailer di lancio che vi proponiamo dopo il testo della notizia.

Vi ricordiamo che il gioco, finanziato su Kickstarter tra novembre e dicembre del 2014, è disponibile per Pc Windows, Mac e Linux su Steam e GOG; per Xbox One e su Mac App Store al prezzo di 19,99 euro.

Detto questo ecco il trailer di lancio. Per tutti i dettagli, invece, dell’avventura, vi rimandiamo alla nostra recensione. Buona lettura e buona visione.

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Thimbleweed Park, Recensione Pc

Fin da quando venne annunciato il progetto, nel novembre del 2014, Thimbleweed Park è stato capace di attirare a sé moltissima attenzione dei videogiocatori di tutto il mondo.

In particolare quella degli amanti delle avventure grafiche punta e clicca che hanno aspettato questo titolo firmato da Ron Gilbert, Gary Winnick, già autori di due pietre miliari quali Maniac Mansion e The Secret of Monkey Island, e sviluppato dal team chiamato Terrible Toybox.

Il progetto su Kickstarter chiedeva 375.000 dollari ma, con molta facilità, venne finanziato in pochi giorni concludendo la sua corsa a quota 626.250 dollari grazie al contributo di 15.623 sostenitori. Un ottimo budget ed un pubblico decisamente superiore ai backers sulla nota piattaforma crowdfunding, hanno così dato il giusto propellente ai agli autori per lo sviluppo del gioco di cui – grazie a quanto pubblicato durante la campagna – se ne è subito intuito l’enorme potenziale.

Tutti questi fattori, assieme al dettaglio – non indifferente – che la coppia al timone del progetto aveva parte del team che ha partorito grandi capolavori come quelli sopracitati, nonché i dettagli che man mano sono emersi, non hanno fatto che aumentare l’attesa che si è conclusa oggi, 30 marzo 2017. Almeno per gli utenti Pc Windows, Mac e Linux. Il titolo arriverà anche su console e dispositivi mobile quanto prima.

Thimbleweed Park sarà in grado di rinverdire i fasti dei grandi classici? Sarà soltanto effetto nostalgia? Noi lo abbiamo provato. Leggete la nostra recensione. Buona lettura.

UN RITORNO AL 1987 E QUEL BUON VECCHIO SAPORE DI CLASSICO

Il gioco ci fa tornare al 1987 in una immaginaria cittadina americana quasi sospesa nel tempo ma ancorata a quello che era il periodo dei “mitici” anni ’80. Il team ha saputo ricreare ad arte l’atmosfera dell’epoca dando un piccolo ed intenso ecosistema in cui sembra che il tempo si sia fermato a trent’anni fa.

La grafica in Pixel Art molto curata e tutto quello che andremo a descrivere ci offrono un sapore di classico davvero esaltante. Fin dalle prime scene del gioco, infatti, si ha davvero la sensazione di trovarsi di fronte ad un’avventura grafica dell’epoca con tanti riferimenti temporali ad hoc. Dolores, una delle protagoniste, ad esempio, è una ragazza dotata di intelligenza e voglia di fare alla quale piacciono i videogiochi come le avventure grafiche e quelle testuali ed è votata alla programmazione ed allo sviluppo: nella sua stanza troveremo, e lei stessa ce lo descriverà per filo e per segno, un potentissimo Commodore 64 con due lettori floppy disk 1541 ed un velocissimo modem a 1200 boud.

O, ad esempio, uno dei personaggi con i quali interagiremo, il medico legale parlerà con enfasi dei computer a parete (con grosse valvole) utili alla risoluzione di molte indagini. “Sembrerà – dice – di essere nel futuro al 2017”.

E tanto, tanto, altro, ci fa tornare indietro anche ai costumi di 30 anni fa. Non è un’eresia affermare che la sensazione di avere tra le mani The Secret of Monkey Island è stata (ed è) davvero molto ma molto forte.

STORIA INTRIGANTE, DIALOGHI SPLENDIDI: IL MAESTRO GILBERT NON HA PERSO IL TOCCO

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La storia nei giochi è un elemento importante, anche se marginale in alcuni generi, ma ancor di più lo è nelle avventure grafiche punta e clicca. Thimbleweed Park si può definire un giallo sui generis che ci fa tornare nel 1987 in una sperduta cittadina americana immersa nella natura. Una piccola comunità di 81 abitant… 80 abitanti che sale alla ribalta delle cronache per un omicidio. Vengono così chiamati a condurre le indagini due agenti federali: l’esperta e supponente Angela Ray ed il novellino Antonio Reyes.

Il gioco però conta altri tre protagonisti giocabili: Dolores Edmund, sviluppatrice e nipote dello ricco zio Chuck Edmund possessore della fabbrica di cuscini ed inventore geniale, il boccaccesco e collerico (a dir poco), nonché maledetto (poverino) clown Ransome e Franklin Edmund, l’introverso papà di Dolores.

La magnificenza del gioco sta nell’aver realizzato cinque storie uniche ed estremamente diverse tra loro molto interessanti, profonde ed in grado di intrecciarsi molto bene grazie a situazioni e gag esilaranti, surreali, taglienti che danno vita ad una trama principale originale con tante sorprese e molti enigmi di un certo livello.

La mano di Ron Gilbert, Gary Winnick e di David Fox (altra vecchia volpe – anche di nome – del settore, nonché compagno di ventura dei due in molte occasioni, ndr) si vede, si sente ed è tangibile. Senza volere anticipare nulla vi diremo che troverete tantissime citazioni tratte dai lavori precedenti. E’ chiaro che siano presenti molti spunti da i già citati Zak McKracken and the Alien Mindbenders, Maniac Mansion e The Secret of Monkey Island 1 & 2 a The Day of the Tentacle. Chi ha giocato a queste vecchie avventure grafica punta e clicca di LucasFilm (poi LucasArts) coglierà sicuramente non solo le citazioni ma anche situazioni tipiche.

Vi facciamo un paio di esempi: è presente una libreria dell’occulto mentre proprietaria e location ricordano parecchio quelle di Lady Vodoo in Monkey Island e sempre per ricordare il celebre ed immortale capolavoro è presente nella mappa una piccola località labirintica, un bosco che riporta alla mente quello notturno di Melee Island.

Potremmo menzionare altre citazioni (la motosega della delusione… ad esempio) ma non vogliamo rovinarvi troppo il gusto di scoprire queste e le numerose chicche indirizzate anche al mondo nerd ed agli appassionati di Star Trek.

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Thimbleweed Park ha un altro grande merito: avere la propria identità, tanto carisma e saper regalare quell’atmosfera che solo i grandi titoli del passato sono stati in grado di offrire grazie ad un’ambientazione ed una trama nuove di zecca in cui queste citazioni che abbiamo appena descritto sono piccole perle che impreziosiscono un copione geniale.

I dialoghi sono molto interessanti ed anche se a volte avulsi dalla trama principale è sempre gradevole e divertente ascoltarli. Il tutto è avvalorato dall’ottima traduzione in italiano di Fabio “Kenobit” Bortolotti che ha curato molto bene i testi dei dialoghi dandoci non solo una buona traduzione ma anche un gioco da godersi pienamente nella nostra amata lingua. La differenza tra un buon gioco ed un capolavoro la fanno i dettagli. Il lavoro di Terrible Toybox è senza dubbio mirabile e gronda di finezze tutte da gustare.

GAMEPLAY OLD SCHOOL PLUS

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Thimbleweed Park è un’avventura grafica punta e clicca vecchio stile con l’interfaccia che riprende in pieno quelle realizzate con lo Scumm. Per chi non lo conoscesse, lo descriviamo. In basso ci saranno i verbi per le azioni da far fare ai nostri protagonisti: Esamina, Dai, Usa, Apri, Spingi, Parla, Raccogli e così via.
Accanto, ossia a destra in basso, troveremo l’inventario degli oggetti raccolti. Il movimento sullo schermo è intuitivo con una crocetta che al passaggio sopra determinati oggetti si illuminerà segnalandone la presenza. Starà a noi poi capire come interagire, o combinarli. In alto a destra troveremo i vari ritratti dei personaggi su un menu a tendina e potremo alternarci alla guida di ognuno. Nondimeno sarà possibile cliccando sulla rotellina dell’ingranaggio andare sulle opzioni per il salvataggio, il caricamento ed altro.
Meccaniche, dunque, vecchia scuola ma con il segno più. Il motivo è semplice: ci sono alcune piccole migliorie, frutto dei tempi e dell’esperienza. In primis è possibile accelerare tutte le azioni “morte” tenendo premuto il pulsante sinistro del mouse. Anziché camminare lungo le location sarà possibile correre per accelerare i tempi. Inoltre il cursore a croce indicherà con una freccia le possibili direzioni da prendere. Sono solo piccolezze, ma sono estremamente comode.

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Andando a parlare del gameplay vero e proprio e non solo delle meccaniche, possiamo dire che il titolo offre un eccellente mix tra dialoghi, esplorazione e risoluzione di enigmi. Alcuni puzzle sono davvero gradevoli e danno soddisfazione nella loro risoluzione. Altri saranno più problematici da risolvere ma se avete in mente i canoni LucasArt (del resto mezzo team di sviluppo si è attivato nella realizzazione del gioco), non sarà impossibile arrivarci. Anzi, sarà stimolante testare la propria logica calandosi nelle situazioni gradevolmente grottesche del contesto. Basterà comunque fare molta attenzione perché in alcune occasioni avremo sotto mano il bandolo della matassa. E poi il gioco va incontro anche ai neofiti permettendo di selezionare all’inizio della partita quante a che livello di difficoltà giocare facilitando magari le cose per chi si avvicina al magico mondo delle avventure grafiche.

La longevità è alta, la rigiocabilità anche in virtù degli Achievement su Steam che richiederanno diverse cose da fare non sempre realizzabili nel corso della run completa soprattutto se si gioca a livello facile.

Si può anche arrivare ad una ventina di ore per vedere i titoli di coda ma, a seconda di approccio, volontà di cercare le tante chicche nascoste, o di provare e riprovare la combinazione di alcuni oggetti, potrebbe anche volerci di più.

PIXEL ART SUBLIME E DETTAGLIATA, GRAN DOPPIAGGIO ED OTTIME MUSICHE

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Cosa offre dal punto di vista tecnico, Thimbleweed Park? Tanto. Molto. L’aspetto è sontuoso e gode di un abito in Pixel Art con le iniziali maiuscole. Davvero ben fatte e ricchissime di dettagli. Anche qui le finezze si sprecano, ombre, giochi di luce e, ribadiamo, tonnellate di dettagli che fanno il solco tra un buon gioco ed un capolavoro.

Siamo su livelli molto alti perché tutto ci pare assolutamente al proprio posto. La varietà delle ambientazioni, la loro grandezza, i colori utilizzati (splendida l’entrata del Circo), nonché le animazioni fanno il loro dovere in modo eccelso. Tutto si muove fluidamente e le location esterne presenti offrono anche diversi livelli di parallesse cosa che in passato, unitamente alla fluidità e velocità del tutto, non sarebbe mai potuto essere possibile. Anche l’interfaccia, come abbiamo già spiegato nel paragrafo precedente, è stata migliorata con piccolezze essenziali ma utili.

Quanto offerto graficamente ci fa ulteriormente fare un viaggio nel tempo, lo stesso che abbiamo descritto quando abbiamo parlato dell’atmosfera. Ed un altro dettaglio interessante è che non ci sono alti e bassi. Ogni schermata, ogni ambientazione vanta un design splendido e molte finezze (notate la carrozza del clown o quando… beh, giocatelo, non vi diremo dei fantasmi…).

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Dal punto di vista sonoro partiamo la nostra analisi dal doppiaggio. Convincente. Benché abbiamo descritto l’agente Angela Ray come un po’ stucchevole, non possiamo non apprezzare la sua voce matura ed affascinante, nonché risoluta. Ma anche Reyes, più giovane ed inesperto è stato ben interpretato. Caratterizzazione pressoché perfetta per Ransome con dialoghi pieni zeppi di parolacce puntualmente censurate, anzi “bippate” ad arte. Anche Dolores è perfetta mentre ci ha fatto tenerezza Franklin, il suo papà. Ve ne accorgerete con le ore di gioco.

Menzione a parte va per il tuttofare di Thimbleweed. Sceriffo, Medico Legale ed addetto alla reception dell’albergo. In Italia quest’uomo avrebbe i suoi problemi. Non lo dirà apertamente, ovviamente, ma si tratta (o no?) della stessa persona. Doppiaggio esilarante per personaggi strampalati che, lo vedrete, difficilmente ci aiuteranno nel corso delle indagini. O meglio: con i federali Ray e Reyes non sarà troppo tenero.

Anche il resto degli altri personaggi, come gli strampalati fratelli (fratelli?) Piccione, sono ben fatti. Splendide, ed orecchiabili, anche le musiche firmate da Steve Kirk (non pensiamo sia parente del capitano dell’Enterprise) con motivi intrisi di atmosfera ed estremamente orecchiabili. Quasi ad essere un tormentone. Non siamo al reggae di The Monkey Island, ma poco ci manca grazie ai toni cupi ed in grado di dare mistero.

Insomma, abbiamo un quadro artistico e tecnico di enorme spessore.

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COMMENTO FINALE

Anche noi avevamo molte aspettative su Thimbleweed Park. Le speranze erano tante sia perché il duo, anzi trio formato da Gilbert-Winnick-Fox fosse ben rodato e ricco di talento, sia perché quanto visto nel corso di questi lunghissimi mesi (quasi 30, ovvero quasi 2 anni e mezzo), ci ha fatto rincuorare ed al tempo stesso dato speranza.

La paura era una sola: l’ombra pesante del passato. Un passato glorioso al punto da poter privare di identità questo titolo. Tuttavia, il team di sviluppo è stato esemplare nel realizzare un’avventura vecchio stile molto bella, strampalata, sui generis, ironica e piena di finezze.

A Thimbleweed Park non manca nulla per essere annoverata tra le migliori avventure punta e clicca di questi ultimi anni. I motivi sono tanti: una storia intrigatissima ma ben raccontata, ricca di dettagli, sfaccettature, background personali, chicche, citazioni, stramberie, senso dell’umorismo e demenzialità raffinata che abbiamo visto in pochi casi.
Il gioco è molto divertente: leggere ed ascoltare i dialoghi ci ha strappato in diverse occasioni tanti sorrisi. Una summa di leggerezza scanzonata, tipica di un gioco che non vuol prendersi tanto sul serio ma che effettivamente lo è per tanti motivi unita ad una solidità mirabile. Ma non finisce qui: anche andare avanti nel racconto da vivere dall’inizio alla fine tutta d’un fiato, scoprire location nuove, risolvere enigmi ed ascoltare qualche brano ci ha dato soddisfazione videoludica ed artistica.

Tecnicamente, infatti, ci troviamo di fronte ad un signor lavoro con un’ambientazione coerente e forte, una Pixel Art d’autore, un design eccellente, ed un comparto sonoro ben realizzato in tutte le sue sfumature: dagli effetti sonori ai brani di sottofondo delle radio, al doppiaggio. Ci fa piacere citare l’ottima realizzazione dei testi in italiano: una volta tanto la nostra lingua viene trattata bene. Ad impreziosire il tutto anche un gameplay decisamente equilibrato con enigmi mai troppo difficili (si ma non impossibili), una varietà di situazioni, luoghi da visitare e cose da fare molto ampia anche in virtù di tante location. Abbiamo parlato di tante chicche, vale la pena citarne altre (che non c’entrano con la trama): sarà molto divertente interagire col telefono visto che nell’elenco telefonico troviamo oltre ai nomi dei personaggi di gioco anche quelli dei sostenitori e degli sviluppatori. Qui si vede la natura indie del progetto con gli sviluppatori che hanno voluto omaggiare così chi ha sostenuto attivamente lo sviluppo del gioco. Chiamando la stragrande maggioranza dei backers ascolteremo il loro messaggio in segreteria personalizzato. Vi consigliamo anche di dare un’occhiata alle librerie ed alla sede del giornale locale per leggere libri e titoli di vecchie edizioni del quotidiano di Thimbleweed.

Insomma, non un’operazione nostalgia ma una vera e propria perla incastonata nel firmamento delle avventure grafiche punta e clicca. Se ne siete appassionati dovete assolutamente puntare su Thimbleweed Park. Vi divertirete e riassaporerete quel bel sapore di avventura grafica punta e clicca che mancava da tempo.

 

Pregi

Avventura grafica punta e clicca di alto livello. Storia splendida. Personaggi dettagliati. Tecnicamente pulito. Pixel Art ricca e varia. Doppiaggio convincente. Colonna sonora di atmosfera. Gameplay estremamente equilibrato. Modalità facile per i neofiti. Tante citazioni ai grandi classici del passato e non solo. Atmosfera anni ’80 resa perfettamente. Ha carisma. Estremamente longeva. Testi in italiano (non influisce sul voto finale) d’autore.

Difetti

Non si spara?

Voto

9,5

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