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Jagged Alliance: Rage arriva in autunno

THQ Nordic ed HandyGames hanno svelato il periodo di lancio di Jagged Alliance: Rage. Il nuovo capitolo della serie strategica a turni sarà disponibile in autunno su Pc, PS4 ed Xbox One. Ed arriva a circa quattro anni di distanza dal suo predecessore: Jagged Alliance: Flashback.

Nel gioco, gli appassionati guideranno un gruppo di mercenari. E ora Ivan Dolvich, Helmut “Grunty” Grunther, Kyle “Shadow” Simmons e gli altri infami combattenti hanno di nuovo una missione da quando sono bloccati dietro le linee nemiche: sopravvivere.

In Jagged Alliance: Rage si è costantemente sull’orlo di una crisi di nervi. Mal equipaggiati ed in inferiorità numerica, spetta al giocatore guidare i suoi mercenari esperti in missioni tattiche a turni ed accendere la scintilla di una rivoluzione.

Jagged Alliance: Rage! è il primo gioco ad essere pubblicato da HandyGames, l’ultimo arrivato nella famiglia del network di THQ Nordic. HandyGames agirà come un publisher indipendente concentrandosi su progetti di piccole e medie dimensioni o giochi indie di terze parti.

Jagged Alliance è tornato – Con nuove tattiche a turni, nuovi elementi di avventura ed i ben noti, eccentrici mercenari! Ambientato 20 anni dopo il primo Jagged Alliance, questo spin-off consente di vivere un viaggio all’inferno per mettere a dura prova mente e corpo.

Questa volta siete solo voi ed alcuni alleati contro un’intera isola governata da un signore della droga e dal suo esercito impazzito.









CARATTERISTICHE

• Modalità Co-op online con 2 giocatori
• Combattimento tattico a turni ed elementi di gameplay d’avventura
• Scegliete tra una varietà di tattiche che vanno dallo stealth alla forza bruta
• Personaggi con forti personalità e con diverse abilità, desideri e conflitti personali
• Abilità Rage: capacità uniche di un personaggio che diventano più potenti nel corso della battaglia
• Potenti comandanti coordinano le truppe nemiche sui campi di battaglia
• Affrontate terapie sperimentali terrificanti e usatele per manipolare i vostri nemici.

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Ancestor’s Legacy, un nuovo aggiornamento aggiunge gli eroi al multiplayer

Destructive Creations1C Company hanno pubblicato un nuovo aggiornamento per lo strategico storico Ancestor’s Legacy, focalizzato in particolare sull’arricchimento del comparto multiplayer. Come si può leggere dalle note della patch pubblicate qui, infatti, ora sarà possibile utilizzare gli eroi della campagna in singolo anche contro avversari in carne ed ossa, tra le decine di altre novità e bugfix.

Gli eroi sono gestiti dal gioco come squadre contenenti una singola unità, senza alcuna forma di morale in quanto uomini dall’elevata tempra caratteriale. Essi non possono essere reclutati di nuovo una volta morti, ma forniscono rilevanti bonus per la propria fazione:

  • Vidar per i vichinghi è capace di abbassare le difese delle truppe avversarie sostenendo le proprie, nonché di eliminare qualunque debuff.
  • Mieszko per gli slavi possiede grandi valori di attacco e al tempo stesso può dare alle proprie squadre l’ordine di alzare gli scudi in posizione difensiva per meglio sostenere le frecce nemiche.
  • Dunstan per gli anglosassoni può aumentare temporaneamente la velocità di movimento in cambio di minori valori di attacco e difesa, e può inoltre entrare in una modalità “cecchino” con danni e precisione migliorati momentaneamente.
  • Rudolf I per i germani è capace di abbassare le difese degli avversari e potenziare il morale delle proprie unità.

Gli eroi saranno, in effetti, protagonisti assoluti anche di un torneo speciale organizzato dagli sviluppatori, che sarà possibile seguire, ovviamente, tramite Twitch.







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Total War: Three Kingdoms, la mappa rivelata nel trailer

L’antica Cina ed i suoi territori sono protagonisti dell’ultimo trailer di Total War: Three Kingdoms in cui è possibile dare uno sguardo alla mappa della campagna di gioco.

La clip risalta una terra ricca di colori vibranti e di dettagli ma tormentata dalla tirannia e dai tumulti.

In questo periodo di caos, i cieli brillano sul Signore della guerra Sun Jian, La Tigre di Jiangdong, nel momento in cui trova il leggendario sigillo imperiale: un manufatto che si dice sia riuscito a raggiungere il vero imperatore. Pensando che il destino l’abbia scelto per governare, egli raduna i suoi figli dalla sua parte. È giunto il momento di porre fine al conflitto e di unificare una terra divisa.

Storicamente, la famiglia Sun ha avuto un ruolo vitale nel periodo dei Tre Regni stabilendo il regno di Sun Wu; ed è qui che ha inizio il loro viaggio dinastico.

Il prossimo titolo storico della serie strategica di Total War sarà disponibile nella primavera del 2019.

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La serie strategica 8-Bit arriva anche su PS4 e One

L’editore SOEDESCO ha comunicato oggi, a sorpresa, la propria intenzione di rilasciare 8-Bit Hordes, 8-Bit Invaders e 8-Bit Armies anche su console, nello specifico PlayStation 4Xbox One. I titoli supporteranno il multiplayer cross-play e saranno disponibili non solo in formato digitale ma anche – esclusivamente per PS4, però – in formato fisico retail.

Si tratta di giochi di strategia in tempo reale già apprezzatissimi, a loro tempo, dal pubblico Pc, grazie ad un’estetica distintiva, alla colonna sonora firmata Frank Klepacki e alla facilità di apprendimento del gameplay. Trovate qui sotto il trailer inedito dedicato all’annuncio.

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Annunciate le nuove espansioni di Endless Space 2 e Endless Legend

A sorpresa, lo studio Amplitude Studios ha annunciato le nuove espansioni di Endless Space 2Endless Legend, intitolate rispettivamente SupremacyInferno.  È già possibile effettuare il pre-ordine direttamente su Steam. Ecco come:

  • Supremacy per Endless Space 2 a prezzo scontato è disponibile QUI per il pre-ordine a 11,69 euro (-10%).
  • Inferno per Endless Legend a prezzo scontato è disponibile QUI per il pre-ordine a 11,69 euro (-10%).
  • Un bundle con entrambe le espansioni a prezzo scontato è disponibile per il pre-ordine a 17,58 euro (-20%).

Di seguito trovate invece maggiori informazioni sui nuovi contenuti previsti, che si preannunciano veramente corposi. Leggere per credere:

SUPREMACY

Hissho – Nuova fazione maggiore
Gli Hissho sono una vecchia conoscenza dal primo capitolo di Endless Space, una fazione guerrafondaia, estremamente dedita all’espansione territoriale e alla distruzione dei nemici. Sono tornati in Endless Space 2 per continuare a spaccare tutto senza pietà. La loro principale caratteristica è il Keii, anche detto onore, che si ricarica grazie al combattimento e ai poteri, abilità speciali che possono potenziare i sistemi o le flotte. Gli Hissho hanno anche tra le loro fila quattro nuovi eroi specializzati nella guerra e nelle battaglie spaziali. Insomma, lo spazio sta per diventare un posto decisamente meno tranquillo!

Gli Hissho portano con sé anche una fazione minore, chiamata Illo, delle macchine decise ad eliminare dallo spazio specie comunque non adatte alla sopravvivenza.

Behemoth – Nuovo tipologia di nave spaziale (per tutte le fazioni)
Questi gargantueschi vascelli sono un lascito della misteriosa era Endless e forniscono una bella spinta all’economia o al progresso scientifico. Inoltre, possono essere personalizzati con le specializzazioni “Obliterator”, “Battleship” e “Citadel”. Gli Hissho cominciano la partita con la nave in cui si sono appena risvegliati, mentre il resto dei giocatori dovrà guadagnarsela attraverso una quest cooperativa. Per maggiori informazioni, visitate la pagina Steam di Supremacy.

INFERNO

Kapaku
Queste piccole creature possono essere adorabili a prima vista, ma in realtà sono una nuova fazione di lavoratori indefessi, artigiani e brillanti inventori che sfruttano i golem per tutti i lavori pesanti. Costretti ad abbandonare il loro pianeta d’origine vulcanico, sono atterrati su Auriga con l’intenzione di creare un vero e proprio paradiso di fuoco e cenere…

Bioma lavico
Il terreno lavico non è esattamente il posto migliore per far crescere le piante, ma quello che non restituisce in fertilità lo offre in termini di industria, scienza, Dust e strane anomalie vulcaniche. I Kapuku sono abituati a questa nuova tipologia di terreno, e guadagnano forti bonus se si stabiliscono lì.

Eclissi di Dust
In questi eventi, si potrà notare che il cielo si farà più oscuro, e l’atmosfera sarà sempre più densa di Dust. In condizioni normali sarebbe un problema, ma Auriga è un pianeta speciale, e queste ondate di Dust porteranno alla creazione di “Dust Confluxes” di breve durata in tutta la mappa, in grado di conferire un bonus temporaneo a chiunque li trovi per primi.























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Total War: Rome II, Rise of Republic arriva il 9 agosto

SEGA ha ufficializzato la data di lancio di Rise of Republic, nuova campagna prequel per Total War: Rome II, strategico firmato da Creative Assembly. Tale campagna debutterà il prossimo 9 agosto. Ecco i dettagli.

SINOSSI

Correva l’anno 399 a.C. e Roma sembrava già destinata alla gloria. Tuttavia, la sua stessa esistenza era in bilico sul filo di un rasoio. Rise of the Republic è un’espansione che introduce una nuova campagna per ROME II, che racconta gli eventi che portarono alla Seconda Fondazione di Roma e oltre, dove la nascente repubblica deve ritagliarsi un posto nella storia… o crollare provandoci.

DETTAGLI

La campagna può vantare una mappa della campagna che rappresenta in maniera iper dettagliata l’Italia e i suoi confini più vicini. L’espansione introduce nove fazioni giocabili, che includono Roma, la grande città stato di Siracusa e l’ambiziosa tribù gallica dei Senoni. La nuova funzionalità delle azioni governative permette ai giocatori di attivare bonus specifici per le proprie fazioni, e di compiere scelte cruciali, relative alle singole zone del territorio, ispirate agli eventi storici dell’epoca.



ANCESTRAL UPDATE

Disponibile in contemporanea con Rise of the Republic, Ancestral Update introduce l’albero genealogico in tutte le campagne di Rome II. La rappresentazione visiva della famiglia e della nobiltà permette ai giocatori di interagire con i personaggi, creare legami e alleanze con le altre fazioni e tessere intrighi per raggiungere i propri obiettivi. L’aggiornamento sarà lanciato inizialmente come beta opzionale ed è disponibile adesso.

Per i dettagli completi sulla beta di Ancestral Update ecco il blog ufficiale: https://www.totalwar.com/blog/total-war-rome-ii-ancestral-update

Si può acquistare Rise of the Republic con uno sconto del 10% fino alla sua uscita il 9 agosto a questo indirizzo: https://store.steampowered.com/app/850010

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Reigns: Her Majesty, rilasciato il Trasformation Update

Lo sviluppatore Nerial e il publisher Devolver Digital hanno pubblicato un nuovo aggiornamento per lo strategico Reigns: Her Majesty su tutte le piattaforme del gioco, ovvero PcAndroidiOS.

Nello specifico, il Transformation Update (questo il nome della patch) include 200 carte inedite e nuovi modi per incontrare la famigerata schermata di game over. Per l’occasione il titolo è al momento in sconto della metà su tutte le piattaforme.

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Mars or Die è disponibile su Steam

Mars or Die, il nuovo gioco di 34Bigthings, è disponibile su Steam. Lo rende noto lo stesso sviluppatore indipendente italiano. Il titolo è un mix tra tower defense e roguelike che vuole mettere alla prova gli appassionati di tattica, strategia e riflessi.

Due intrepidi esploratori sono stati inviati su Marte del loro leader supremo che ha ordinato loro di espandere il loro regime verso le stelle. Il titolo è progettato per consentire l’esplorazione e la costruzione di basi simili a bolle, resistendo ad orde di marziani rossi. Tutto in onore (e per l’onore) del leader.

Ecco il trailer di lancio.

CARATTERISTICHE

  • Azione – Passate tra i due personaggi per una azione veloce dual stick.
  • Sfide: raccogliere -> costruire -> esplorare -> combattere -> eseguire l’aggiornamento. Nessuno di questi passaggi è facile.
  • Modalità missione di lunga durata: Excel con obiettivi primari e secondari in 9 missioni.
  • Modalità Endless – Solitamente solo un espediente per aggiungere contenuti “economici”, la modalità Endless è dove Marte o Die brilla davvero.
  • Umorismo – Seguite religiosamente l’incoerente balbettio del vostro capo glorioso.
  • Aggiornamenti – Migliorate ogni struttura, personaggio o funzione di supporto per durare ancora di più.

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Ash of Gods: Redemption, Recensione Pc

Forse non tutti ricordano che lo sviluppo di Ash of Gods: Redemption è iniziato nel lontano 2007. A quell’epoca gli sviluppatori (che probabilmente non avevano neppure fondato lo studio attuale), avevano realizzato però alcune componenti rudimentali.
Benché il tutto ripartì in forze nel 2016, si cominciò a parlare del gioco effettivamente dal maggio dello scorso anno quando AurumDust Studio, un team indie russo, aprì una campana Kickstarter chiedendo al grande pubblico del web almeno 75.000 dollari per la realizzazione di un gdr-tattico che – inutile girarci intorno ed in tondo – ha parecchie caratteristiche che ricordano il blasonatissimo ed osannato The Banner Saga.

Il progetto venne finanziato discretamente bene su Kickstater con quasi 1.800 supporters che hanno donato poco più di 87.000 dollari. Cifra sufficiente anche per realizzare i contenuti di un paio di obiettivi secondari (stretch goal) interessanti come 50 quest secondarie aggiuntive e brani aggiuntivi alla colonna sonora. Probabilmente le aspettative erano anche un po’ diverse ma andò così.

Ash of Gods: Redemption ha trovato la luce dopo circa 9 mesi dalla fine della campagna Kickstarter e quindi in tempi relativamente brevi. E noi vi parliamo di questo titolo che è ancora ampiamente in fase di aggiornamento (anche contenutistico).

I russi di AurumDust Studio avranno fatto centro? Ecco la nostra recensione della versione Pc ricordandovi anche che sono previste le edizioni per PS4 ed Xbox One che arriveranno più in là.

TERMINIUM, UN VASTO REGNO SULL’ORLO DEL BARATRO

La storia di Ash of Gods: Redemption è piuttosto lunga ed articolata. Chiaramente non diremo nulla che possa rappresentare una vera e propria anticipazione (o spoiler, se preferite).

Il tutto si svolge nel vasto mondo di Terminium in un’ambientazione fantasy che attinge a piene mani dal mondo medievale ed asiatico nonché dalle infinite credenze e culture di questo territorio. Tre i personaggi principali con altrettante linee narrative che suddividono i dieci capitoli della storia principale in diverse sessioni prima di poter andare avanti.

Terminium (che non è proprio Termini Imerese), non se la passa per niente bene. Questo mondo è già in tumulto per screzi tra le varie popolazioni locali, perché il mondo – anche quello fantasy – non è mai in pace. Ben presto, però, i nostri protagonisti che andremo a descrivere a breve, riescono a cogliere alcuni segnali inquietanti. Il continente sta per essere invaso dagli Enses e dai Mietitori bramosi di annegare tutto e tutti nel sangue e fin da subito si capisce che i problemi politici e razziali ben presto potrebbero essere che un ricordo quasi gioioso visto che tutti gli indizi portano ad un imminente inizio della Mietitura in grado di ridurre quello che un tempo poteva essere un possente e ricco continente in un cumulo di cenere. Letteralmente.

L’escalation di eventi viene vissuta attraverso le storie di tre personaggi: Hopper Rouley, un ex guerriero e scriba di lungo, lunghissimo corso. Egli è anche un guaritore ed un mago ed è una persona estremamente colta ed esperta. Adesso è in viaggio per incontrare una veggente misteriosa.

Ad Albius, poi, faremo la conoscenza di Thorn Brenin, ex capo delle guardie reali di Odalah, e della sua adorata figlia Gleda. A Woden, infine, conosceremo e guideremo Lo Pheng, un assassino professionista di altissimo livello del Clan delle Ombre ingaggiato per fare la guardia del corpo al nobile Pelko Soturi.

La storia è scritta dall’autore contemporaneo fantasy russo, di origine polacca, Sergey Malitsky, conosciuto per la sua serie Arban Saesh,The Code of Semideath, Nothing Personal, Stones of Mitutu, Shelter of the Cursed ed altre.

Inutile dire che sono presenti parecchi tocchi di classe e colpi di scena che fanno restare i giocatori attaccati allo schermo. Inoltre, ci è piaciuto moltissimo la dovizia di particolari per la biografia di ogni personaggio. In Ash of Gods: Redemption non faremo soltanto la conoscenza di questi tre personaggi ma dialogheremo (prendendo spesso decisioni anche decisive), con tanti altri personaggi ben caratterizzati. Che si tratti di comparse, di figure minori o di altri coprotagonisti o antagonisti.

Man manco che incontreremo i diversi personaggi ne impareremo a conoscere la biografia e ad apprezzarne le diverse sfumature.

Così come la storia che viene raccontata attraverso tantissimi dialoghi che per fortuna sono stati tradotti in un italiano buono, pur con qualche piccola imperfezione (nulla di particolare), che permette di godere di un racconto oggettivamente valido anche se in certi punti tendente al prolisso e che in alcuni casi, rallenta il ritmo che potrebbe essere più palpitante.






Sicuramente le tematiche sono molto varie e comunque delicate. Il mondo che ci viene dipinto è piuttosto crudo e violento. Anche nei dialoghi secondari c’è un senso di malinconia con il quale si dovrà ben presto fraternizzare.

Propri i dialoghi sono in quantità industriale ma bisognerà stare attenti a quanto si legge per far si di rispondere o risolvere secondo coscienza i vari dialoghi che, come detto, potranno essere determinanti o addirittura decisivi.

UN VIAGGIO PERICOLOSO CHE PUO’ RIVELARSI MORTALE

Inutile dire che le figure appena nominate inizieranno un lungo e pericoloso pellegrinare alla ricerca delle rispettive verità per risolvere determinati quesiti e portare la pace nei loro regni. Storie raccontate attraverso un viaggio come in The Banner Saga.

Ed è anche interessante aggiungere come nel gioco siano presenti alcune ester-egg dedicate proprio al mastodontico lavoro di Stoic Studio. Una la abbiamo trovata verso la metà della storia.

E proprio come in The Banner Saga (che il mese prossimo chiuderà la trilogia), le dinamiche del viaggio sono simili. Solo che in Ash of Gods controlleremo direttamente il nostro manipolo di eroi (mentre li una carovana), anzi, i nostri manipoli di eroi visto che le storie principali sono tre ed ognuna di esse avrà un tipo di gestione leggermente diversa.





In uno dovremo fare attenzione al livello di maledizione che colpisce il personaggio ed i suoi compagni di ventura; in un’altra, invece, dovremo fare attenzione alle Strix, delle pietre magiche fungono, in questo caso, ad una sorte di moneta necessaria per potersi spostare da una località all’altra della enorme Terminium. Inoltre serviranno anche a curare le ferite in battaglia dei nostri eroi raffigurate dalla presenza di un teschio rosso accanto ai vari ritratti.
Queste ferite si concretizzano quando un nostro personaggio cade durante una battaglia. Sarà inutilizzabile per quella schermaglia ma sarà in grado di combattere successivamente anche se ferito. A seconda del grado di menomazione, ci saranno anche dei malus alle statistiche. Con ferite lievi non ci sono troppi problemi ma con medie e gravi le cose cominciano a farsi pericolose anche perché con un evento sfavorevole o con un’altra caduta in battaglia, potrebbe sopraggiungere la morte di quel personaggio con relative ripercussioni sulla storia e sui rapporti con i vari componenti del party.

Durante il nostro viaggio, e tra una battaglia e l’altra, sarà possibile curare i nostri eroi spendendo un determinato numero di Strix. Queste pietre possono essere frutto di una battaglia, di un ritrovamento o possono trovarsi negli oggetti dei mercanti che si incontreranno via via lungo il nostro peregrinare.

Sarà fondamentale avere sempre un altro numero di Strix perché il viaggio richiede un enorme tributo di queste pietre. In mancanza, le potremo ricavare dai personaggi ma con un duro dazio da pagare in ferite che fiaccano in battaglia e possono essere pericolose a lungo andare.

Con l’immancabile oro (sarà sempre uno scenario fantasy ma non ci sono orchi, elfi, gnomi o altro, solo esseri umani, umani di etnie diverse che, ahinoi, si odiano e dove il vil denaro serve per ogni cosa ndr), invece, potremo acquistare altri oggetti come frammenti di carte da utilizzare per avare dei vantaggi tattici (ne parleremo a breve), o equipaggiamenti utili al miglioramento delle statistiche. Ogni personaggio può indossare fino ad un massimo di due oggetti… dove abbiamo già visto questa caratteristica?


Inoltre, prima della schermaglia, dovremo scegliere fino ad un massimo di sei persone da mandare in combattimento. Ed in alcuni frangenti dettati dalla trama, alcuni combattenti saranno bloccati e non potranno essere utilizzare per cui dovremo fare delle scelte opportune per mandare sulla scacchiera la squadra più equilibrata ed in salute possibile.

L’equilibrio narrativo-gestionale è molto interessante anche se non è sempre facile reperire Strix che, come abbiamo visto hanno la duplice funzione curativa e permettono gli spostamenti nella mappa. E c’è anche da tenere conto il morale che influisce sui dialoghi tra compagni di ventura facendoli diventare più leali o meno avvezzi alla collaborazione e questo può pesare lungo il cammino. Ma certamente non finisce qui.

COMBATTIMENTI A TURNI ARRICCHITI DAL PEPE DELLE CARTE

Parliamo adesso di un altro aspetto fondamentale del gameplay di Ash of Gods: Redemption: le battaglie tattiche. E queste, per sintetizzare, sono molto ben realizzate ed anche qui ricordano tantissimo The Banner Saga anche se hanno un particolare che aggiunge pepe e rischio alla contesa: la possibilità di usare delle carte in grado di offrire bonus o malus “calcolati”.

Queste, come detto, si accumulano grazie all’acquisto di frammenti dai tanti mercati e possono, se utilizzate al momento giusto, sovvertire l’esito delle battaglie. È possibile utilizzarne una a turnazione del party e dei nemici. Ve ne sono di diversi tipi e valore: le più devastanti possono essere giocate solo dopo tre o quattro turni. I loro effetti sono tra i più svariati: possono offrire un lieve vantaggio tattico aumentando per quel turno la forza o il danno o togliendo punti alle difese avversarie in modo da rendere i nostri attacchi più efficaci. O dare più energia. Una particolarmente utile permette di invertire i punti vita con quelli energia di tutti i presenti sulla scacchiera con rischi e pericoli che sono rischiosi. Se però la carta viene giocata nel momento giusto può diventare risolutiva.

Andando nella meccanica del combattimento, ogni personaggio può muoversi una sola volta a turno in una scacchiera con visuale isometrica dove è possibile effettuare zoom. Ogni campo di battaglia è diverso ed ha le proprie caratteristiche delle quali bisognerà tenere conto come le possibili coperture tattiche. I quadrati blu attorno al nostro eroe rappresentano il raggio di movimento, quelli rossi i punti che possono essere raggiunti spendendo però un determinato numero di punti energia che servono per eseguire attacchi speciali.

Il personaggio poi può decidere se fare un’azione passiva come ad esempio ampliare la propria difesa o altro. Ci sono azioni che non concludono il turno per cui è possibile anche attaccare. Ogni componente del gruppo ha le proprie caratteristiche non solo in statistiche ma anche nel tipo di attacco e di colpi speciali. Ci sono alcune classi che sono in grado di fare danni multipli, altri di concentrare le forze in un attacco unico e letale, altre ancora mobili nei movimenti ed in grado di attaccare a distanza, o ancora c’è chi può guarire i personaggi e così via.

Come in qualsiasi gdr che si rispetti c’è questa varietà nel party. Ogni personaggio che effettuerà un’uccisione guadagnerà punti esperienza che serviranno poi a salire di livello. Sarà possibile con i punti abilità andare a sbloccare varie mosse e capacità. L’albore abilità è suddiviso su tre linee fondamentali che si sbloccano al primo, al quarto ed all’ottavo livello. Ogni singola abilità ha diversi gradi di efficacia che possono essere sbloccati applicando i punti abilità con mosse via via sempre più letali.

È vero che ogni personaggio abbia le sue abilità ma queste tendono sostanzialmente ad assomigliarsi mentre abbiamo notato una varietà di nemici piuttosto limitata così come la varietà dei nemici ma riteniamo che questa sia una scelta per rimanere coerenti con la trama.

ARTISTICAMENTE E MUSICALMENTE SONTUOSO






Il lato artistico ancor prima di quello tecnico di Ash of Gods: Redemption è forse uno dei fiori all’occhiello del team di Aurum Dust Studio.

Graficamente il gioco vanta uno stile stupendo. I disegni realizzati a mano e le relative animazioni sono una gioia per gli occhi. Le linee sono decisamente raffinate e lo stile è senza dubbio notevole e degno di un lungometraggio d’animazione di alta scuola. L’impianto visivo si ispira all’opera di Ralph Bakshi, dei cartoni animati della vecchia scuola e dello studio di animazione sovietico “Soyuzmultfilm” degli anni ’60. L’animazione dei personaggi nelle scene di combattimento si basa sulla cattura di motion degli attori dal vivo. Per non parlare dell’aspetto dei personaggi nei vari dialoghi.

Di pregio anche le diverse ambientazioni che oltre ad avere diversi dettagli notevoli e tante raffinatezze sono molto varie tra loro. Luoghi oscuri, o città più o meno grandi brulicanti, comunque, di vita ed attività o natura selvaggia. Nota di merito anche per la mappa che segna i nostri movimenti: una pergamena così dettagliata anche nell’esporre punti geografici di villaggi o posti “secondari” rare volte l’abbiamo vista. Per non parlare dei vari orpelli e ghirigori presenti. Anche la mappa di gioco diventa “preziosa”.

Insomma, rende benissimo l’aspetto fantasy medievale. Ottimi anche i filmati di intermezzo benché alcuni non abbiano trovato i favori del nostro gusto ma per una questione personale non da addurre alla qualità.

L’intelligenza artificiale che si manifesta durante le battaglie si comporta bene anche se alcune volte tende a risparmiare il giocatore soprattutto a livelli di difficoltà meno alti. Tuttavia è sufficientemente in grado di offrire un’ardua sfida.

La colonna sonora firmata da Adam Skorupa (che ha realizzato le musiche anche di The Witcher) Krzysztof Wierzynkiewicz e Michał Cielecki sono altrettanto belle ed esaltano le diverse fasi di gioco creando anche pathos oltre che ad essere in alcuni frangenti maestose e sicuramente solide. Convincente anche la voce narrante assieme ad alcuni effetti sonori.

COMMENTO FINALE

Ash of Gods: Redemption ci ha lasciati piacevolmente sorpresi. Il fatto di trovarsi di fronte ad un titolo che apparentemente sembrava un clone di The Banner of Saga poteva essere l’unico freno. Le riserve si sono sciolte subito perché se è vero che comunque il titolo abbia preso molti spunti sulle meccaniche del capolavoro di Stoic, è altrettanto vero che ci troviamo di fronte ad un titolo con una propria anima, con una storia molto profonda e con un’atmosfera ancora più tetra, se possibile, rispetto al titolo sopracitato.

Nondimeno ci sono alcune varianti del gameplay che permettono di differirlo. Anche in questo caso la trama mette di fronte a diversi bivi sia di tipo narrativo sia di tipo pratico come il girovagare attraverso la mappa lungo un enorme continente quale è il mondo di Terminium. È ampiamente rigiocabile, longevo ed offre una sfida niente male che farà felici gli estimatori di questo particolare genere misto tra gdr-strategia ed avventura grafica interattiva. Inoltre c’è anche la componente multiplayer che ne aumenta il peso, se non altro a livello contenutistico.

A dare maggiore identità all’opera di Aurum Dust Games è l’aspetto artistico che è una gioia per gli occhi e per le orecchie.

Poche cose da segnalare. Anzi, quasi nulle, se non il peso di un testo enorme che a volte spezza il ritmo pur sfoggiando una trama interessantissima, nonché l’eccessiva somiglianza, ed è evidente, al concetto di The Banner Saga.

 

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Aperta la campagna Kickstarter per Burning Alliance

Un nuovo gioco di carte strategico si vede all’orizzonte. Irealy Games ha annunciato l’avvio della campagna Kickstarter per il suo Burning Alliance. L’obiettivo è quello di raccogliere 15mila euro nel giro di un mese.

Sarà un titolo free-to-play incentrato su carte da collezione in sviluppo per Android ma che uscirà anche su iOS e su Steam per Pc laddove sia raggiunto l’obiettivo secondario posto a quota 18.000 euro, il primo dopo la soglia minima.

A 21.000 ed a 24.000 euro ci sono gli obiettivi per due espansioni (Bright ed Obscure), a quota 30.000 la modalità Clan in multiplayer. La raccolta si chiuderà il 19 luglio prossimo. Qui la pagina del progetto su Kickstarter.

Ecco il primo teaser trailer.

Pietro Ghidini, direttore artistico del gioco, ha così commentato:

“Da appassionato di giochi di carte da collezione, ho sentito la necessità di creare un videogioco molto diverso da quelli attualmente presenti sul mercato. In questo titolo ho messo tutta la mia passione sviluppando un gameplay ispirato alla tradizione ma con l’aggiunta di elementi nuovi quali il livello delle carte, gli equipaggiamenti, la gestione della quintessenza e la meccanica della fusione. Credo moltissimo nel progetto, il cui 70 percento è già stato autofinanziato e abbiamo solo bisogno di un aiuto da parte dei futuri giocatori per completare le ultime features. Puntiamo molto sul coinvolgimento immediato della community in modo da ricevere feedback e consigli durante lo sviluppo”.

Il titolo si basa su un universo incentrato sui quattro elementi naturali e mira a rinnovare il genere tramite numerose innovazioni, a partire dalla meccanica di gioco Burning Alliance che permette la fusione di determinate carte durante la partita per crearne di nuove e più potenti e offrendo in tal modo un ampio ventaglio di possibili scelte strategiche.

A questo si aggiunge un sistema di costruzione del deck che mira a premiare la skill e l’impegno profuso dal giocatore piuttosto che l’investimento economico o il possesso di carte “forti” eliminando alla radice il concetto di “rarità” a vantaggio di un sistema in cui tutte le carte del set possono rivestire un’importanza decisiva a seconda del deck in cui vengono inserite.

La creatività e la visione strategica del giocatore vengono infine incentivate tramite un sistema di crafting variegato e profondo che permette la creazione degli equipaggiamenti indossabili dall’eroe scelto dal giocatore. Qui più informazioni sul sito ufficiale.

CARATTERISTICHE

  • Modalità single-player e multiplayer
  • Sistema di progressione basato sui livelli di esperienza e sull’ottenimento di valuta virtuale sia in single-player che in multi-player. Possibilità di acquistare nuovi pacchetti di carte nello store digitale.
  • Carte differenziate in base al livello di quintessenza necessario per usarle e non in base alla rarità. Tutte le carte del set sono importanti in modo da premiare la abilità e non l’investimento economico da parte del giocatore.
  • Aiutate il vostro eroe con quattro tipi diversi di equipaggiamento scegliendo tra quelli ottenuti vincendo le partite o costruendone nuovi.
  • Partite amichevoli, ladder, sfide e tornei settimanali ti aspettano. Partecipate per vincere nuovi pacchetti di carte ed equipaggiamenti.

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The Banner Saga 2, Recensione Switch

The Banner Saga 2 è arrivato su Nintendo Switch lo scorso 7 giugno ad un mese di distacco dal prequel già recensito su queste pagine.

La seconda di Stoic Studio, un team indipendente di stanza in Texas, Stati Uniti d’America, raggiunge l’ammiraglia di Nintendo a quasi esattamente due anni di distanza dal suo esordio Pc. Eredita, tuttavia, la configurazione delle versioni console PS4 e Xbox One, come è logico attendersi ma con la solita marcia in più che può vantare solo Nintendo: quella di poterci giocare praticamente ovunque, senza soluzione di continuità.

Per chi non lo sapesse, parliamo di un videogioco di ruolo con battaglie tattiche degne di XCOM, ambientazione fantasy di tutto rispetto e una trama di stampo classico accompagnata da disegni che ricordano le più belle produzioni di Don Bluth.

LA GUERRA PER LA SOPRAVVIVENZA CONTINUA

The Banner Saga 2 prosegue la narrazione interrotta nel primo The Banner Saga e ne ripresenta molti personaggi fondamentali. Se foste, inoltre, di quei videogiocatori che apprezzano conoscere la storia dall’inizio, portando a termine i capitoli in ordine cronologico troverete, ad attendervi, una lieta caratteristica: tutte le scelte prese nel primo capitolo sono ereditate dal secondo tramite l’importazione del salvataggio originale. Il peso e la responsabilità di quanto accaduto prima, dunque, vi accompagna anche adesso.

Umani e Varl (giganti dalle corna lunghe e dal temperamento tipico di certi, leggendari, vichinghi) continuano sotterrare l’ascia di guerra e a far fronte comune: devono contrastare una minaccia al mondo per come lo conoscono, i Dredge. Alle fila di coloro che lottano per il futuro del mondo si aggiungono gli Horseborn, affascinanti Centauri che hanno un bel caratterino. Il giocatore avrà il suo bel da fare per mandare avanti l’ormai famosa carovana di popoli e farli andare, magari non d’amore e d’accordo, ma almeno di tolleranza e rispetto.

UNA SECONDA GIOVINEZZA

The Banner Saga 2, per merito della sua splendida direzione artistica e l’assoluta capacità di adattarsi tanto al sistema di controllo del mouse misto a tastiera quanto ai joypad, arriva su Nintendo Switch ereditando quanto di buono è stato osservato già due anni fa in sede di recensione della versione PlayStation 4 e quello che di assolutamente gradevole propone Nintendo Switch: giocare fuori di casa.

Soprattutto nel caso dei videogiochi di Stoic, che prediligono un seguire la trama e offrono molti punti in cui interrompere il gioco per prendersi una pausa, non ci è mai sembrato di essere così vicini ad una serie di videogiochi che possa essere una validissima alternativa ad un libro, un audiolibro o un kindle. Su Pc e console da salotto, insomma, si potevano lodare la direzione artistica, le scelte narrative e la cura per le fasi tattiche. In The Banner Saga 2, oltre tutto, si espande molto il versante delle battaglie offrendo nuove unità, una nuova razza, varietà e situazioni più dinamiche, meno tediose (qualcuno è riuscito a lamentarsi pure di questo e Stoic è riuscito a smussare questi spigoli).


I punti dolenti restano sempre i soliti: se foste cresciuti a pane e Bayonetta evitatelo come la peste, perché qui non c’è azione al cardiopalma e sparare a tutto quello che riempie lo schermo. Si va avanti piano, si legge molto (grazie a Stoic anche in italiano) e si “sfoglia un libro”. Come per il primo capitolo, quando lo si gioca in portabilità le bellissime tavole disegnate devono cedere un po’ di spazio (fino a metà schermo) per i sottotitoli più sostanziosi. A parte questo, ci sono ben pochi motivi per non proseguire la saga degli umani e dei Varl, soprattutto se aveste gradito il primo capitolo quanto lo abbiamo gradito noi.

COMMENTO FINALE

The Banner Saga 2 per Nintendo Switch è un videogioco di ruolo e tattico che prende spunti da giochi tipo XCOM. Prosegue le avventure di buona parte dei protagonisti del capitolo originale e porta con sé nuovi personaggi, nuove unità da schierare nella lotta, nuove abilità. Insomma: The Banner Saga 2 riprende ed espande il concetto di videogioco di ruolo tattico del capostipite consegnando al pubblico un degno seguito.

La fatica di Stoic, lo studio di sviluppo che ai tempi vantava solo tre addetti ai lavori, ha raggiunto Nintendo Switch lo scorso 7 giugno di quest’anno, portando con sé anche il bel lavoro di “cause ed effetti” tanto caro agli estimatori della serie e del genere. Le scelte da noi effettuate nel primo The Banner Saga vengono ereditate nella nuova avventura portandoci a sostenere il peso delle nostre azioni.

Adesso Stoic Studio vanta quattordici sviluppatori e in attesa di poter provare il terzo capitolo della saga, atteso per luglio, possiamo prepararci godendoci non solo il primo, ma anche il fantastico secondo capitolo di questo studio indipendente. Se aveste apprezzato il primo, non avete molte scuse per evitare The Banner Saga 2 e farvi rapire dal fascino e dalla magia di questa importante produzione indipendente.

 

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The Banner Saga, Recensione Nintendo Switch

Quattro anni sulle spalle, una eccellente campagna su Kickstarter agli esordi ed un vittorioso contenzioso con contro King.com per la parola “Saga” (con i querelanti che rinunciarono ad andare avanti) sul titolo della loro prima fatica.

Stoic Studio, sviluppatore indipendente di stanza in Texas, Usa, fa approdare il primo capitolo della trilogia The Banner Saga su Switch. Già disponibile dal 2014 su Pc e dal 2016 per PlayStation 4 e Xbox One, ora anche la console ibrida di Nintendo gode dell’opera di questi sviluppatori. Ed eccoci parlare della versione Switch, uscita pochi giorni fa, lo scorso 17 maggio, sull’eShop dedicato.

AMBIENTAZIONE VICHINGA…

Una delle peculiarità di questo gioco è la sua ambientazione fantasy vichinga. Gli umani ed i giganti (i Varl) vivono in una coabitazione quasi “forzata” in un mondo letteralmente in decadimento. Le due razze che si sono comunque sopportate, adesso devono fronteggiare un nemico comune: i distruttori. E ci fermiamo qui con i dettagli.

Da questo nasce la trama ricca e sfaccettata di The Banner Saga che, ricordiamo, sarà una trilogia che si concluderà con il debutto del terzo capitolo a luglio. Tanti personaggi, principali e non, si alterneranno nei dialoghi, nelle scelte e sul campo di battaglia.

Il gioco, un gdr dai tratti strategici con sfumature d’avventura, o viceversa, offre un importante equilibrio tra le componenti menzionate. Le nostre scelte, peseranno molto sullo svolgimento del gioco, così come l’acume in battaglia nella griglia di combattimento. Ogni personaggio ha le proprie caratteristiche che possono essere migliorate grazie all’esperienza accumulata in battaglia. Si possono migliorare la resistenza fisica, la forza, la volontà (che ci permette di muoverci più lontano o di colpire più forte), e così via.

Ogni personaggio ha la propria classe ed il proprio massimale che se raggiunto sbloccherà una sorta specializzazione che aumenterà ancora di più l’efficacia delle proprie azioni. Ogni protagonista ha anche le abilità speciali, colpi particolarmente potenti o efficaci che possono fare la differenza.

Il turno si svolge in modo semplice, si sceglie se muoversi o riposare per guadagnare punti volontà e poi, se possibile (soprattutto se a portata), di attaccare il nemico selezionato con la mossa standard o quella speciale. I protagonisti sul campo di battaglia hanno due caratteristiche che possono essere evidenziate durante l’azione: i punti difesa segnalati dal sottofondo azzurro ed i punti forza/attacco contraddistinti dallo sfondo rosso.
Entrambi hanno importanza strategica. I primi tolgono difesa e preparano ad un attacco decisamente poderoso e risolutivo; i secondi determinano la forza con la quale verremo attaccati o con la quale attaccheremo. Più bassi sono, più lievi sono i danni. Inoltre, se questi vanno a zero, il nemico muore mentre i nostri eroi possono rimanere feriti e quindi aver bisogno di riposo per guarire, o addirittura perire. La battaglia si vince quando l’ultimo nemico cade… e si perde, ovviamente, se l’ultimo nostro eroe cade.

È possibile anche equipaggiare i nostri eroi con i vari oggetti che compreremo o troveremo. Questi miglioreranno uno o più caratteristiche. Prima della schermaglia sarà importante scegliere il nostro party e la posizione sulla griglia. Poi si potrà agire a turni.  Le mappe delle schermaglie saranno influenzate anche dalle ambientazioni e potranno esserci delle coperture da sfruttare.

I dialoghi saranno altrettanto importanti e da questi potranno determinarsi alleanze o malumori ma si possono prendere decisioni di altro genere.

C’è anche una parte gestionale perché i nostri personaggi guideranno una carovana in cerca di un luogo sicuro. Durante questo peregrinare lungo il mondo di gioco ci saranno degli eventi ed incontri che dovranno essere (appunto) gestiti. Si potranno anche effettuare delle soste per accamparsi o andare in qualche città dove sarà possibile riposare, gestire gli eroi ed allenarsi.

La difficoltà può essere cambiata in qualunque momento: facile, medio e difficile. Il grado di sfida è già buono in medio dove gli eroi potranno anche perire in battaglia se non riposati adeguatamente e se feriti mortalmente.

… IN UNA GRANDE DIMENSIONE ARTISTICA

Ma fin da subito, la peculiarità maggiore di The Banner Saga è senza dubbio il suo aspetto. Graficamente superbo nelle sue scene, troviamo a tratti un dipinto in movimento. L’atmosfera fantasy-vichinga è sensazionale. Varia e ricca di dettagli, la grafica offre sempre un vero e proprio affresco degno dei film d’animazione.

E proprio a proposito di animazioni, possiamo segnalarle come piuttosto fluide e ben realizzate. Anche il comparto audio è di altissimo livello. I brani della colonna sonora sono scritti da Austin Wintory, un nome una garanzia.

Le musiche sono di atmosfera e di ottimo livello. Convincente anche il doppiaggio in inglese (con chiaro accento nordico).

PERFETTO PORTING DA MANUALE

L’operazione di porting di The Banner Saga, sull’ormai famosissima ibrida di Nintendo, è stata effettuata a regola d’arte. La grafica disegnata a mano sembra incastonarsi nella cornice del piccolo schermo di Switch come un preciso pezzo di un puzzle.

Apprendere delle gesta dei personaggi, combattere le battaglie a turni come il più blasonato XCOM o il famosissimo Heroes of Might & Magic non risulta mai frustrante o di pessimo gusto. Interfaccia grafica, testi e sottotitoli sono tradotti anche nella nostra lingua e godono della giusta grandezza per scongiurare difficoltà di lettura, soprattutto quando si tiene la Nintendo Switch tra le mani o sul tavolo. L’unico appunto da fare è che, in fase di portabilità, quando ci sono descrizioni o dialoghi, i sottotitoli arrivano ad occupare fino alla metà della schermata, andando a coprire in parte le splendide “tavole” disegnate e animate dai personaggi e dai fondali di gioco.

CON UNA MARCIA SUPERIORE

Il dettaglio che ci fa considerare la versione di The Banner Saga come una delle migliori (se non la migliore) che possiamo avere a disposizione è la possibilità di giocarlo interamente via touchscreen. Nulla che non si potesse fare già nelle versioni Android o iOs, verissimo, ma qui stiamo parlando dell’unica versione “casalinga” che, potendo essere portata anche in tasca, gode sia delle possibilità offerte dalle console da salotto che da quelle dei dispositivi portatili.

Va da sé che questo basta per rendere The Banner Saga per Nintendo Switch qualitativamente e quantitativamente superiore alle controparti PlayStation 4 e Xbox One. Impossibile fare confronti tecnico/grafici sulle prestazioni e la fluidità, essendo questo un gioco disegnato a mano e affidato a sequenze di narrazione, lettura e combattimenti a turni.

COMMENTO FINALE

The Banner Saga per Nintendo Switch è solo l’ultima versione dello stesso identico gioco che ha raggiunto Windows, Linux, Android e iOs nel lontano 2014 mentre è arrivato sulle console di attuale generazione, PS4 e Xbox One, dal 2016. È un videogioco tattico con elementi tipici del gioco di ruolo, che si può innestare nel genere dei titoli tattici quali XCOM ma di stampo di Fantasy, come Heroes of Might & Magic e Disciples.

The Banner Saga, dopo quattro anni, non ha bisogno di molte presentazioni e quello che possiamo dire in questa sede riguarda la qualità del porting su Nintendo Switch: semplicemente perfetto.

I valori aggiunti a questa versione, oltre alla portabilità sempre comodissima, arrivano da una gestione pressoché perfetta del sistema di controllo che può andare dalla gestione tramite tasti e levette a quella pienamente touchscreen. In ogni caso, The Banner Saga, si gioca che è un piacere e l’unico peccato diventa quello di lasciarsi fuggire un videogioco indipendente ben fatto e narrativamente migliore di tantissimi altri.

 

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Space Hulk: Tactics si mostra in un nuovo video

Space Hulk: Tactics propone di essere un fedele adattamento del classico gioco da tavolo Space Hulk, ambientato nell’universo di Warhammer 40.000. Questo però aggiungerà diverse novità alla classica formula cult.

Il nuovo “Overview Trailer” pubblicato poco fa dal publisher Focus Home Interactive, mette in mostra il sistema di combattimento, la gestione della squadra, la personalizzazione e il peculiare sistema di carte, in modo da prepararti ai gloriosi combattimenti che avverranno all’uscita di Space Hulk: Tactics, su Pc, PlayStation 4 ed Xbox One nel corso dell’anno grazie al lavoro di Cyanide Studio.

La prima novità è il nuovo sistema di carte, che dà ai giocatori un maggiore controllo sul campo da gioco. Sia i veterani che i neofiti noteranno che le carte aggiungono al gioco un maggiore livello di profondità, rigiocablità e personalizzazione, come spiegato nel trailer che dura tre minuti.

 

Un’altra caratteristica importante è la presenza di due campagne di gioco, caratterizzate da un ricco comparto narrativo non lineare, che offrono ore di divertimento in modalità Giocatore Singolo. Una campagna vedrà i giocatori al comando dei valorosi “Blood Angels Space Marine Terminators”, mentre l’altra, per la prima volta in un gioco “Space Hulk”, permetterà di guidare le temibili forze degli alieni Genestealer.

Il titolo inoltre fornirà agli utenti della community uno strumento semplice da usare ma molto potente: il creatore di mappe. Questo permetterà di creare mappe di gioco con una combinazione infinita di obiettivi, oggetti e layout diversi, che una volta completate, potranno essere condivise con il resto della community che le potrà provare e recensire.

Infine, Space Hulk: Tactics offre un sistema di personalizzazione profondo e articolato che influenzerà sia l’aspetto esteriore della tua squadra, sia il gameplay. Crea la tua squadra, scegliendo tra uno dei quattro “Capitoli” di Space Marine o una delle quattro flotte di Genestealer a disposizione. Personalizzane ogni parte del corpo e arma, grazie a una moltitudine di opzioni, permettendoti di scegliere nei minimi dettagli il look delle tue unità. Tutte le opzioni di personalizzazione estetica multiplayer e le carte multiplayer, saranno sbloccate per tutti fin dall’inizio.





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The Banner Saga 2, su Switch ad inizio giugno

Stoic e Versus Evil hanno colmato una strana lacuna legata alla trilogia di The Banner Saga su Switch. Il primo capitolo è uscito pochi giorni fa sulla console ibrida di Nintendo, sappiamo, da qualche settimana inoltre, la data di The Banner Saga 3, in arrivo il 26 luglio chiudendo la serie anche su Pc, PS4 ed Xbox One, ma mancava all’appello, stranamente, la data di uscita del secondo.

Ebbene, The Banner Saga 2 debutterà il prossimo 7 giugno su Switch. Il sequel continua l’epico viaggio per la salvezza di umani e varl in una storia ricca, variegata, supportata da combattimenti strategici ed elementi gdr e gestionali che rendono ogni decisione realmente pesante sia nei dialoghi che nelle azioni e negli esiti delle battaglie. Un mix, unito all’ambientazione vichinga ed alla profondità della trama e delle sue sfumature, che è stato molto gradito da moltissimi giocatori di tutto il mondo su Pc e console che hanno potuto anche ascoltato l’ottima colonna sonora di Austin Wintory, autore delle musiche della serie.



Steve Escalante, general manager di Versus Evil, ha detto:

“Siamo fieri di lanciare Banner Saga 2 su Nintendo Switch con ancora fresca la pubblicazione del primo capitolo. Gli appassionati di strategia e gdr avranno l’opportunità di assaporare l’intera saga dall’inizio alle fine in un’estate che culminerà con l’uscita di Banner Saga 3”.

 

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Battletech, lo strategico di Harebrained Schemes in immagini

In modo silenzioso ma costante, Battletech si sta ritagliando, a poco a poco, un posto nel cuore di quegli appassionati della strategia su Pc che da tempo auspicavano il ritorno sui nostri schermi di un titolo strategico completamente incentrato su giganteschi mech da battaglia, tanto lenti quanto poderosamente armati.

Se poi il titolo in questione si fonda sulla “lore” e sull’ambientazione dell’omonimo e storico gioco da tavolo firmato FASA Corporation (oggi nelle mani di Catalyst Game Labs), il risultato finale non può che essere senza dubbio interessante: il titolo firmato Harebrained Schemes (serie ShadowrunNecropolis) e pubblicato da Paradox Interactive si è dimostrato alla prova dei fatti di assoluta qualità, e persino sorprendentemente ricco di contenuti narrativi, non mancando però al tempo stesso qualche inevitabile magagna tecnica.

Abbiamo dunque deciso di pubblicare 10 immagini scattate da noi, cercando di sottolineare a dovere alcuni momenti più simbolici del gameplay del titolo. Naturalmente, non saranno presenti spoiler di alcun genere, dato che i nostri scatti si riferiscono principalmente alle primissime ore di gioco.

Questa sarà una delle schermate che vedremo più spesso nel gioco: la nostra compagnia mercenaria dovrà spostarsi in lungo e in largo nella galassia alla ricerca di contratti interessanti e remunerativi, mentre nel frattempo i tecnici riparano freneticamente i mech danneggiati in battaglia e le bollette da pagare si accumulano senza sosta. La vita da freelancer indipendente non è certo affascinante come la dipingono.

E a proposito di tecnici, Yang, qui presente, sarà uno dei personaggi principali della nostra organizzazione con i quali potremo interagire. In Battletech, infatti, diversi componenti della squadra avranno una storia e una personalità da approfondire. Questa attenzione verso la narrazione non è certo un caso, perché gli sviluppatori di Harebrained Schemes – com’è noto – si sono fatti le ossa nel mercato videoludico con i tre, splendidi giochi di ruolo dedicati a Shadowrun.

Ecco qui, infatti, una panoramica generale delle personalità più importanti con le quali potremo interagire. Si noti, tra l’altro, la varietà tonale e comportamentale delle risposte che è possibile dare, sottolineando ancora una volta, dunque, le ibridazioni con il genere dei giochi di ruolo presenti in Battletech. Ricordiamo, in ogni caso, che il titolo non dispone di una traduzione in italiano.

Qui potremo scegliere dove dirigerci, attraverso una comoda mappa che mostra non solo il tipo la difficoltà di ogni sistema stellare, ma anche la sua tipologia, il tipo di insediamenti stanziativi e l’attuale regnante di quel luogo specifico. Ancora una volta, quindi, si nota l’esteso lavoro portato avanti da Harebrained Schemes per fornire al giocatore un ambientazione nella quale sia possibile immergersi facilmente.

Una volta sbarcati, si dovrà fare i conti con l’inevitabile fase di perlustrazione e avanzamento prima del confronto faccia a faccia vero e proprio con i mech o i veicoli nemici. Si tratta di una fase della partita che vale tanto per il giocatore quanto per l’avversario, ed infatti nell’immagine in alto un nemico ha appena rilevato il nostro mech Centurion in avanguardia grazie ai suoi sensori, rendendolo quindi vulnerabile agli attacchi dei suoi commilitoni.

Le ambientazioni di Battletech sono quantomai variegate e distinte, spaziando tra biomi di natura profondamente diversa, quali foreste (nelle quali è possibile trovare copertura e riparo), laghi, deserti e terre innevate. Ogni tipologia di terreno sarà latrice di determinati bonus e malus, che andranno a influire sulla mobilità dei mech e sulla loro capacità di raffreddamento. I mech avversari del nostro Shadow Hawk si trovano, per esempio, sull’acqua, il che aumenta a dismisura la quantità di calore dissipato ad ogni turno, dando loro quindi un vantaggio sostanziale in battaglia. Occorrerà farli fuori il prima possibile.

Una volta stabilito il contatto, è il momento di decidere come ripartire gli attacchi. Ogni mech è così pesantemente armato, infatti, che una tattica spesso consigliata è quella di dividere i propri attacchi fra i nemici, in modo da far calare le loro difese in vista del colpo di grazia.

Colpo di grazia che qui infatti arriva puntuale, grazie ad un potente attacco in mischia sferrato dal nostro Centurion (un tipo di mech naturalmente portato per gli scontri ravvicinati). Ogni pilota è dotato di caratteristiche particolari che influiscono sulle loro prestazioni, ed è quindi consigliato dare ad ogni pilota la giusta tipologia di mech, a seconda delle sue capacità.

Naturalmente, è possibile bersagliare specifiche parti del corpo dei nemici grazie ad un particolare (ma limitato nel numero di utilizzi) attacco. In questo caso, la gamba destra del pericolosissimo mech avversario – un Hunchback armato di laser fino ai denti – sta per cedere, essendo stata colpita in precedenza più volte. Un singolo attacco mirato da parte del nostro Dekker potrebbe far pendere l’ago della bilancia dalla nostra parte, facendo cadere il nemico e rendendolo particolarmente vulnerabile.

Ma non di sola guerra vive la nostra lancia mercenaria: durante i viaggi interstellari che giocoforza costelleranno le nostre avventure, dovremo fare i conti con dilemmi morali, situazioni estemporanee e ribellioni più o meno giustificate, che porteranno determinati bonus o malus a seconda di come ci approcceremo a queste situazioni. Qui siamo stati fortunati, perché le nostre capacità diplomatiche sono riuscite a risolvere una situazione che rischiava di diventare piuttosto problematica, a causa di una partita a poker tra i membri dell’equipaggio decisamente più tesa di quanto ci aspettassimo. La ricompensa è un +1 al morale, che ci renderà ancora più letali nelle prossime battaglie, un deciso passo avanti nel sempre guerrafondaio universo di Battletech.

 

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