Archivi categoria: Strategia a turni

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Skulls of the Shogun: Bone-A-Fide Edition si dirige su Switch

Gli editori 612 Games e Golem Entertainment hanno annunciato che lo strategico a turni di 17-Bit ispirato ai samurai, Skulls of the Shogun: Bone-A-Fide Edition, arriverà su Switch questa primavera.

Dopo l’approdo su Pc (via Steam) PS4, Xbox 360 e Windows Phone, Skulls of the Shogun: Bone-A-Fide Edition si sta facendo strada verso il Nintendo eShop. Il gioco di strategia a turni, estremamente tattico e ad alta velocità, invita gli appassionati ad entrare nell’Aldilà dei Samurai ed unire le forze con i vivaci guerrieri fantasmi Samurai, i monaci-animali magici e i baffuti Samurai generali sulla strada per catturare i Teschi dello Shogun.

Ambientato, come facilmente intuibile, nel Giappone feudale, Skulls of the Shogun: Bone-A-Fide Edition vede i giocatori assumere il ruolo del generale Akamoto, il più potente samurai generale giapponese che viene pugnalato alle spalle da un assalitore sconosciuto alla vigilia della sua più grande battaglia. I giocatori devono combattere i generali dello Shogun attraverso le quattro regioni dell’Aldilà, così come incontrare gli dei di ciascuna regione.

Spetta ai giocatori controllare il generale Akamoto e il suo esercito di soldati. Ad ogni turno possono essere eseguiti cinque ordini. Il gioco offre agli appassionati un sacco di approcci tattici tra cui scegliere, come uccidere unità, potenziare i minion mangiando teschi e inquinando campi di riso ed edifici. Per non dimenticare l’importante considerazione su come utilizzare e distribuire al meglio il loro generale, che deve essere protetto a tutti i costi.

CARATTERISTICHE



  • Una frenetica miscela arcade d’azione e strategia a turni.
  • Sposatevi con i coloriti abitanti dell’Aldilà e potenziate il vostro esercito verso demoni mortali.
  • Rampage attraverso 24 livelli in un’epica campagna per giocatore singolo.
  • Confondete gli avversari con la nuova unità Tanuki Monk.
  • Ottenete esperienza e fondi emblemi con un nuovissimo sistema di progressione dei giocatori.
  • Affrontate fino a 4 giocatori contemporaneamente su mappe multiplayer, sia a livello locale che online.
  • Fatevi strada attraverso un episodio completamente nuovo, che include truppe persistenti e il nuovo monaco Tanuki dispettoso.
  • Presenti nuovi commenti degli sviluppatori.

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Mansa Musa guiderà Mali in Civilization VI: Gathering Storm

2K e Firaxis Games annunciano oggi che Mansa Musa guiderà Mali in Sid Meier’s Civilization VI: Gathering Storm, la seconda espansione dello strategico a turni in arrivo per Pc dal 14 febbraio.

Il Mali è l’ultima civiltà ad aggiungersi al roster di Civilization VI: Gathering Storm. Guidata da Mansa Musa, l’uomo più ricco mai vissuto, Mali è una civiltà facilmente adattabile ad ogni situazione e pronta alla vittoria. Con una forte economia e basata su una profonda fede, il Mali può facilmente compensare e superare le limitazioni che ostacolano la maggior parte degli imperi del deserto.


Ecco il nuovo trailer con un po’ di gameplay e la presentazione di questa civiltà. Buona visione.

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Eons of War, Prime Impressioni sulla Beta

Il genere degli strategici ha radici profonde nell’ambito del gaming. Partendo da giochi come Civilization, Command & Conquer, Age of Empire, Stacraft, Master of Orion 2 e molti altri, si arriva ai giorni nostri dove il genere continua a produrre buoni titoli con diversi spunti interessanti.

Per chi non è avvezzo al genere, i giochi strategici possono essere a turni ed in tempo reale. Questi due sono i due sottoinsiemi principali, dai quali partono poi ramificazioni di vario tipo che andranno ad identificare questo o quel titolo.

Eons of War, fa parte della famiglia dei videogiochi strategici a turni. Lo sviluppatore indie Vasinov Games, ci ha concesso la prova sulla versione preliminare (attualmente in beta chiusa). Ed ecco che il nostro Danny DSC ha giocato il titolo e ci racconta le sue sensazioni. Ricordiamo che il gioco è uscito lo scorso maggio su Steam in early access per Pc Windows, Mac e Linux.

UN PO’ DI GAMEPLAY



Lo sviluppatore americano è partito subito con un’idea molto chiara su quello che vuole proporre al pubblico. Uno strategico a sfondo spaziale veloce ed immediato che fa del pragmatismo e dell’arguzia nel dispiegamento delle proprie forze, il cardine del gameplay.

Superato il menu iniziale (al momento è disponibile solo la modalità skirmish, ma in seguito verrà implementata una campagna ed il multiplayer) avvieremo la nostra mappa libera dove potremo decidere diversi parametri. Si va dall’estensione della galassia, alla quantità di pianeti disponibile per ogni giocatore, al numero di avversari, alla quantità di risorse ed eventuali punti d’interesse e altri piccoli bilanciamenti. Avviata la mappa ci troveremo nella schermata principale che sarà anche la plancia dalla quale sferreremo gli attacchi e partiremo per la conquista dello spazio.

Quale che sia la quantità di pianeti di partenza, il numero di avversari, e l’estensione della galassia, i valori che dovremo tenere a mente sono: Energia, Popolazione, Minerale.

Questi tre parametri determineranno la possibilità di aprire tunnel spaziali verso altri mondi o punti d’interesse, la “forza” dei nostri attacchi e la possibilità di accedere a potenziamenti per le strutture che andremo a costruire. Già all’inizio della partita sarà fondamentale scegliere oculatamente cosa costruire e potenziare prima. Soprattutto nelle mappe di media e piccola dimensione. Il perché è presto detto: gli avversari si dimostreranno subito decisamente aggressivi. Scegliere di potenziare la nostra produzione di energia senza provvedere ad una giusta acquisizione di minerali ci impedirà di aggiornare le nostre strutture, che a loro volta, producendo meno risorse ci impediranno di progredire, facendoci trovare scoperti ad eventuali attacchi.

Il gameplay è piuttosto veloce, soprattutto perché in questa build preliminare il numero di costruzioni è limitato, l’unico attacco disponibile è quello deciso dalla “forza bruta” della popolazione a disposizione in un sistema, e anche il comparto ricerche si completa dopo una ventina di minuti. Però l’idea di base è di avere uno strategico con un buon grado di sfida (soprattutto nel multiplayer) senza rinunciare all’imediatezza di un gioco come Risiko (titolo dal quale Eons of War prende spunto in larga parte).

Gli spunti che rendono Eons of War davvero interessante, partono dalla possibilità di costruire dei tunnel spaziali tra sistemi distanti, dandoci quindi la possibilità di pianificare strategie e attacchi anche a sorpresa che possono risultare micidiali. Ovviamente anche i nemici possono fare la stessa cosa. Bisognerà, quindi, stare attenti e valutare i pro ed i contro. I tunnel ci permetteranno anche di spostare la popolazione (le truppe) tra pianeti vicini già collegati, e qui la pianificazione sarà davvero importante.

Altra peculiarità di Eons of War è la quantità di turni che portano un sistema a diventare una supernova o un buco nero. In pratica, andando a guardare la schermata delle informazioni di uno dei nostri sistemi, troveremo una voce che ci indicherà entro quanti turni il sistema si trasformerà in una nova o in un buco nero. Questo avrà effetti molto importanti sia nel sistema stesso che in quelli adiacenti. Il motivo è semplice: nel momento in cui la stella collasserà, il sistema rimarrà sempre di nostra proprietà ma potrà risultare vuoto, o con solo uno o due potenziamenti rimasti. I sistemi adiacenti invece, perderanno popolazione, e quindi forza (sia in attacco che in difesa, questo valore vale per entrambi).

La caratteristica sopracitata è davvero una bella trovata (e sempre veloce) perché nel momento in cui mancherà un turno alla trasformazione di una delle vostre stelle, farete di tutto per spostare la popolazione altrove, e se uno dei sistemi adiacenti è in mano nemica, potreste usare la cosa a vostro vantaggio attendendo che l’esplosione danneggi quel sistema così da poterlo attaccare senza sforzi. Per la serie, non tutti i mali vengono per nuocere. Oltre a questo, la trasformazione garantirà un nuovo afflusso di minerali che ci permetteranno di ricostruire le difese. E così si potranno anche seguire i miglioramenti necessari alla sopravvivenza della nostra gente.

TECNICAMENTE PARLANDO

Il comparto tecnico ci sembra adeguato al contesto. La grafica non fa gridare al miracolo ma è efficace e fa il suo dovere senza troppe complicazioni. Il sonoro che accompagna le nostre azioni ci pare abbastanza buono. C’è davvero poco da aggiungere sotto questo aspetto. Il titolo si basa sostanzialmente sul gameplay e non punta a stupire per la sua beltà. In sostanza Eons of War punta molto al sodo ed al gameply.




COMMENTO FINALE

Ovviamente stiamo parlando di una beta, quindi molto verrà migliorato, implementato e modificato. Ma già da queste battute iniziali si capisce come il titolo abbia una sua identità molto marcata. Caratteristica che affiora grazie anche al gran lavoro di Vasily Vasinov, lo sviluppatore del titolo. Eons of War ha davvero buone potenzialità.

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Ash of Gods: Redemption, dettagli sulla patch 1.4

Aurum Dust ha pubblicato recentemente un nuovo aggiornamento per Ash of Gods: Redemption, titolo strategico uscito questa estate e da noi recensito con ottimi voti. L’ultima patch, come visibile dal post dedicato su Steam, porta il gioco alla versione 1.4, e introduce il supporto a diverse lingue aggiuntive e nuove funzionalità per il multiplayer.

Queste ultime, in particolare, consistono dei clan. Si tratta di fazioni personalizzate composte da giocatori che combattono per ottenere la vittoria finale.

Incluse vi sono anche alcune correzioni di bilanciamento, in particolare per quanto riguard classi, arene e drop. Infine, le nuove lingue aggiunte sono il francese e il portoghese.

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Exorder, Recensione

Exorder di Fat Dog Games è approdato su Steam lo scorso 19 marzo, andando a riempire quel piccolo buco lasciato da strategici a turni del calibro di XCOM e Shadowrun, che puntano molto in alto le proprie ambizioni lasciando alla porta neofiti ed esordienti totali, più intimoriti che affascinati dal gameplay degli storici titoli Firaxis e Paradox. Exorder, a nostro avviso, giunge ad introdurre i giocatori della domenica al fascino delle sfide “tipo scacchi”, senza dimenticare di intrattenere anche i veterani.

Noi vi parliamo dell’edizione Switch uscita ieri (16 ottobre) sull’ammiraglia Nintendo. Edizione che permette oltre a giocare anche in portabilità ovunque si voglia, anche il cross play per l’online multiplayer con gli utenti Steam.

FRATELLI COLTELLI

Exorder ci pone alla guida delle gesta di Beyla, la principessa che si contende il trono con l’arrogante fratello Tristano. Questi, geloso del valore della sorella, trama contro di lei e mette in pericolo i confini del regno dei Cerulei. L’escalation di battaglie raggiunge il culmine e Beyla non può far altro che radunare i vessilli contro il fratello e non solo, per evitare che il regno cada nelle crudeli mani degli invasori.

Le premesse narrative di Exorder sono fedeli ai canoni classici, non si preoccupano di scrivere qualcosa di totalmente originale ma fanno il loro dovere, cercando di rendere Beyla un personaggio da difendere e sostenere, mentre tutti, intorno a lei, congiurano e si rendono antipatici.

SEMPLICE ALL’INIZIO E PROFONDO IN SEGUITO

Exorder si presenta come un gioco strategico e tattico a turni. La visuale è dall’alto, come se guardassimo una scacchiera, e proprio una scacchiera sembra stagliarsi sul terreno, indicando chiaramente dove e come possiamo muoverci e agire con ogni singolo personaggio.

Le parti in campo attivano, una dietro l’altra, tutte le proprie unità. Una volta che tutte siano state mosse ed attivate, parte il turno avversario. Si procede così fino alla risoluzione della missione oppure fino all’annientamento delle truppe nemiche.

A rendere meno piatta l’esperienza accorrono dei punti nevralgici: case, fattorie e baliste, che costellano le mappe (mai gigantesche). Le case vanno occupate per impedire ai nemici di ricevere unità di rinforzo ad ogni turno; le fattorie garantiscono il gettito fiscale per pagare l’addestramento delle nostre truppe mentre le baliste sono dei potenti strumenti d’assedio che sia il giocatore che il suo avversario possono usare per abbattere i nemici da distanza di sicurezza e senza troppi affanni.

Più si va avanti nel gioco e più unità dalle capacità speciali troviamo a disposizione. Queste possono essere sfruttate per compiere delle sinergie o vere e proprie combinazioni di attacco, per rendere più semplice la vita ai nostri soldati e più spettacolare la risoluzione delle battaglie.

GIOCO PER TANTI MA NON PER TUTTI

Exorder, per la sua natura di gioco indipendente e a basso budget, si propone come ottima scelta di partenza per il neofito che vuole cimentarsi nel novero dei videogiochi strategici a turni. Riesce ad intrattenere anche i veterani, pur senza offrire scosse o emozioni di levatura tale da rendersi irrinunciabile. Lo stile grafico non passa inosservato e l’attenzione tanto all’aspetto esteriore quanto al bilanciamento delle unità, si nota. Il rapporto qualità/prezzo, insomma, è tutto a suo favore.

La versione Switch, da noi provata, si distingue da tutte le altre per l’ottima resa sullo schermo piccolo della modalità portatile, l’assenza di input lag o rallentamenti ed una trasposizione pressoché perfetta di tutta l’esperienza che possiamo godere su Steam. Giocarlo ovunque si voglia e si possa, come sempre, resta un preziosissimo valore aggiunto.

COMMENTO FINALE

Exorder, del piccolo studio di sviluppo Fat Dog Games, è uno strategico a turni fatto e finito, che pone il giocatore alla guida di un manipolo di soldati, tutti diversamente equipaggiati, alla guerra contro altre due fazioni.

La storia affonda le proprie radici ai più classici canoni fantasy, intavolando battaglie fratricide, contro mostruosità assortite e ottusi invasori. Il tutto è accompagnato da un doppiaggio di tutto rispetto, da una presentazione grafica coloratissima che ricorda, in parte, i primi WarCraft e da un’impostazione che odora di XCOM fin dal primo scontro. Le sfide scacchistiche non mancano, a rendere il tutto più speziato concorrono punti nevralgici quali case, fattorie e armi da assedio che spingono il giocatore (o entrambi, nel caso di multigiocatore) a rivedere le proprie tattiche di turno in turno.

Titolo indipendente, a costo relativamente basso, promettente una manciata d’ore di divertimento solitario e non quantificabili partite multigiocatore online. Tutto questo è Exorder, un gradevolissimo passatempo che potrebbe essere l’isola felice di un neofita che vuole affacciarsi agli strategici a turni senza battezzarsi nel fuoco magmatico di XCOM et simila.

 

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Achtung! Cthulhu Tactics, Recensione

Il contesto storico della Seconda Guerra Mondiale è sempre molto gettonato. Tante opere di varia natura continuano ancora oggi a catturare l’attenzione. Stesso discorso per i lavori di Howard Phillips Lovecraft che rimangono sempre molto amati e fonte di ispirazione per giochi, film, libri e quant’altro.

Unendo queste premesse si possono creare diversi ingredienti. E dalla loro unione nasce Achtung! Cthulhu Tactics, un videogioco firmato da Auroch Digital (piccola software house di stanza a Bristol, in Inghilterra, nrd) e da Ripstone che è uscito pochi giorni fa su Steam per Pc ed è in procinto di esordire, entro fine anno, anche su PS4 ed Xbox One.

Il titolo è uno strategico a turni con una ampia spruzzata di gdr che prende spunto dal famoso board game (gioco da tavolo) Achtung! Cthulhu Skirmish uscito qualche anno fa.

Andiamo quindi a parlare della versione Pc di questo gioco, nato – giusto ricordarlo – grazie anche ad una campagna su Kicksterter che vide la raccolta di quasi 22.000 sterline grazie al supporto di poco più di 750 fan.

Vi auguriamo buona lettura.

UNA SECONDA GUERRA MONDIALE DAL SAPORE OCCULTO

Cosa sarebbe successo se l’esercito della Germania del Terzo Reich nella Seconda Guerra Mondiale avesse trovato il modo di utilizzare i poteri occulti ed invocare mostri? A questa domanda (chiaramente ipotetica) risponde Achtung! Cthulhu Tactics che ci catapulta nell’oscurità del secondo conflitto mondiale e in una versione immersa nelle atmosfere lovecraftiane. Se già un conflitto non fosse abbastanza oscuro, infatti, il titolo ci porta in una rivisitazione che prende spunto dalle opere del noto scrittore americano.

Ne nasce uno scenario che vede alcune divisioni occulte della Germania nazista provare il tutto per tutto per fermare l’avanzata degli alleati (guidata dagli USA) verso Berlino. L’aiuto di forti poteri, infatti, permette loro di evocare abomini e creature mostruose che creano scompiglio ed un evidente vantaggio pratico in conflitto. Questo richiamo è piuttosto affascinante dal punto di vista storico: effettivamente il Terzo Reich ebbe rapporti molto stretti con l’occulto e con l’esoterismo ma questa è, il caso di rimarcarlo, un’altra storia ed i risultati, ovviamente, furono ben diversi da quelli narrate nelle diverse opere di fantasia.

Nel gioco guideremo un manipolo di eroi in diverse missioni contro gli uomini (e le creature) della Nachtwolfe e della Black Sun. Il nostro quartetto dovrà affrontare soldati fanatici e decisi a sfruttare il fortissimo (ed altrettanto pericoloso) potere dei miti per bloccare la nostra avanzata.

GAMEPLAY DAVVERO SOLIDO ED INTERESSANTE ANCHE SE CANONICO

È senza dubbio il gameplay il punto forte di questa produzione low budget. Le meccaniche di Achtung! Cthulhu Tactics prendono spunto da X-Com ed anche un neofito se ne accorgerebbe.

Il movimento durante le fasi di esplorazione è libero. Se incontreremo dettagli degni di nota, questi saranno evidenziati attraverso un pulsante che se premuto ci fornirà dei testi sensibili e degli indizi utili allo svolgimento della missione.

Il combattimento, però, è la parte focale del gameplay ed è a turni. Quando scoveremo, o verremo scoperti, dai soldati tedeschi (o dalle loro creature ed abomini), si attiverà la schermaglia che sarà a turni.

Dapprima toccherà a noi fare le nostre mosse. Ogni personaggio ha un determinato numero di punti azione da spendere per il posizionamento ma anche per le abilità da utilizzare. Il numero dei punti azione dipenderà anche dallo sviluppo dei personaggi ma ne parleremo a brevissimo.

In queste fasi sarà fondamentale, ovviamente, muoversi con cautela e scegliere accuratamente dove piazzarsi. Ottenere le coperture (indicate in fase di scelta del piazzamento) necessarie per proteggersi ma anche per individuare il nemico e poi avere una percentuale alta di colpire sarà fondamentale per sperare di vincere.

Le varie percentuali di successo dei nostri attacchi saranno influenzate anche dall’equipaggiamento oltre che dalla posizione, dall’angolo di visuale e dalla copertura difensiva del nemico. Stesso discorso vale a parti invertite. Quando pronti potremo puntare i soldati nemici. A quel punto, potremo scegliere come agire anche a seconda dei punti azioni rimasti.
Potremo decidere di attaccare con l’arma a lungo raggio, solitamente la più potente che se equipaggiata con mirino e maneggiata con abilità, può essere una soluzione letale. Si può optare per colpire con la pistola (arma secondaria) o, se fosse più conveniente, buttarsi in un attacco corpo a corpo con tutti i pro ed i contro del caso. Ci sono anche attacchi occulti che possono essere sviluppati. Uno fra tutti: il prosciugamento di un tot di punti vita che l’unica donna del gruppo può effettuare fin dall’inizio.

L’arte della copertura, dell’avvistamento e della guerriglia si incarna molto bene in Achtung! Cthulhu Tactics che presenta anche un buon grado di sfida e diversi gradi di difficoltà adatti anche ai neofiti che possono essere agevolati anche da un valido tutorial.

Le percentuali di successo degli attacchi sono anche dovute alla distanza e ad un fattore ugualmente importante: l’individuazione effettiva del nemico. Ecco perché ogni qualvolta che ci sposteremo dovremo poi decidere, prima di poter passare all’azione successiva, l’angolo di visuale che indicherà anche il raggio in cui potremo sparare e, soprattutto, l’identità dei nemici della Nachtwolfe e della Black Sun.

Durante il combattimento, se qualcuno dei nostri dovesse soccombere, si potrà rianimare portando un altro personaggio al suo cospetto per effettuare l’operazione. Ma bisognerà farlo in fretta perché questi potrebbero essere catturati e bisognerà poi affrontare una missione per liberare i compagni di ventura.

Si può anche sfruttare il sistema Momentum (o Slancio) che sfrutta una risorsa secondaria condivisa tra i componenti del nostro team d’assalto e può essere accumulata grazie ai colpi critici ed uccisioni.

Ma i nemici non staranno a guardare e se saranno bravi da colpirci potrebbero, se non ucciderci, dare molto fastidio. Possono infliggere, infatti, danni psicologici da stress e questo diminuisce i punti azione o rende i nostri movimenti ed attacchi meno precisi. C’è però da aggiungere che l’intelligenza artificiale non ci è sembrata al top, almeno in alcuni frangenti. Inoltre il combattimento inizierà sempre nello stesso modo: veniamo individuati dai nemici e dopo il loro piazzamento toccherà a noi fare le nostre scelte.

Se il combattimento in nostro favore dovesse andare bene si continuerà con la missione. Chiuso l’incarico si otterranno punti esperienza che serviranno a sopravanzare di livello i personaggi ed a far crescere le abilità dei nostri eroi. Ognuno di loro ha infatti il proprio albero della abilità  anche se i perk sono molto limitati.
Potremo, comunque, scegliere di spendere i punti abilità per migliorare il tiro dalla distanza, o aumentare la precisione con le pistole o nel corpo a corpo, o aumentare i punti vita o ancora quelli azione e così via.  Null’altro.

Tuttavia, questo dà ulteriore profondità al gameplay di Achtung! Cthulhu Tactics anche perché i miglioramenti sono effettivi e man mano che andremo avanti nella nostra campagna vedremo crescere la bravura e l’efficienza del nostro manipolo di eroi. I perk sono pochini e, appunto, le armi sono molto ristrette.





I personaggi non possono essere modificabili nell’aspetto e nell’armamento base ma le ricompense delle varie missioni permettono di migliorare l’equipaggiamento sfruttando anche giubbetti antiproiettile, impugnature migliori e mirini per le armi per combattere al meglio anche le mostruose creature al soldo del Terzo Reich come gli shoggoth, dei blob violacei che sono letali nel corpo a corpo, o abomini o ancora soldati con armi sperimentali. In tutto questo, la spruzzata lovecraftiana è ben presente.

Le diverse missioni si susseguono e si possono affrontare (caldamente consigliato) degli incarichi secondari che daranno, oltre a punti esperienza anche ricompense utili. Buona la longevità anche se non altissima e comunque forse anche superiore a quanto effettivamente proposto narrativamente.

Sostanzialmente il gameplay è buono, a tratti divertente, ma non c’è nulla di sostanzialmente nuovo o che non sia già stato trattato da altri. La trama, inoltre, in generale è interessante – quanto meno affascinante visto i vari contesti – ma il suo sviluppo non offre troppi spunti narrativi. A parte i briefing pre-missione e qualche interazione con l’ambientazione non c’è molto altro ed è questo probabilmente il vero punto debole della produzione perché la trama non lega molto con l’azione. Più ancora della scarsa varietà.

GRAFICA SUFFICIENTE, BUONISSIMO IL SONORO

Andando al nocciolo tecnico. Il lavoro di Auroch Digital su Achtung! Cthulhu Tactics è onesto. La visuale estremamente zoomabile durante le missioni è classica, ma sono le ambientazioni che purtroppo non sono troppo varie. Rocce, alberi, qualche accampamento ed installazione nemica e qualche dettaglio degno di nota. Non c’è molto altro.

Ristretta anche la varietà delle unità nemiche. Insomma, non c’è tantissimo da dire sull’aspetto grafico che non ha spunti tali da essere ricordato ma che comunque svolge sufficientemente il suo lavoro. Il fatto che si ispiri al gioco da tavolo può essere un’attenuante ma forse in questo caso ci si sarebbe potuti spingere oltre anche se potrebbe essere frutto di una produzione non ricchissima economicamente.








Apprezzabili gli artwork, i menu e le schermate statiche. In azione inoltre ci sono anche alcuni glitch e bug. Ne abbiamo trovato uno fastidioso che ci ha bloccato ma che per fortuna si è risolto ricaricando la partita da dove si era fermata.

Ci sono alcuni effetti interessanti come l’effetto nebbia-oscurità durante l’esplorazione così l’ombra delle unità nemiche che vengono individuate ma non avvistate definitivamente. Un effetto che serve a creare ulteriore tensione.

Buoni gli effetti sonori in game così come il doppiaggio dei nostri eroi e la voce narrante che ci introduce alle missioni così come gli effetti sonori ambientali (esplosioni, bossoli dei proiettili che cadono a terra, ricarica delle armi) nonché le musiche tra una missione e l’altra. Nulla di miracoloso ma ben fatto.

COMMENTO FINALE

Achtung! Cthulhu Tactics è un titolo tutto sommato interessante. Se amate l’ambientazione, il contesto ed il connubio tra strategia a turni e gdr, il gioco fa per voi.
Il progetto di Auroch Digital è comunque un titolo da prendere in considerazione. E questo nonostante alcuni evidenti limiti su moltissimi fronti. Da quello narrativo che non lega le missioni ma è solo un pretesto per il loro proseguimento, alla poca varietà delle unità dei nemici.

La realizzazione tecnica è discreta mentre quella artistica, per quanto ristretta, è apprezzabile. Ci è piaciuto parecchio il sonoro. In generale, comunque, questa piccola produzione avallata dal publisher Ripstone, può comunque essere interessante e ci sentiamo di consigliarlo ai neofiti perché offre un buon grado di sfida e la possibilità di affrontare in diverse difficoltà le varie quest.

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Prodigy Tactics è disponibile su Steam

Lo studio francese Hanakai Studio ha annunciato oggi l’uscita ufficiale del suo nuovo titolo, Prodigy Tactics, su Steam – piattaforma dove il gioco ha già passato un certo periodo di accesso anticipato, da novembre 2017. Il prezzo finale è di circa 20 euro.

Questo strategico a turni può offrire agli appassionati diverse caratteristiche di rilievo: una varietà di modalità di gioco (fra cui una corposa campagna per giocatore singolo di circa 15 ore), 13 personaggi giocabili, un complesso sistema di crescita dei personaggi e una grande varietà di arene.

Trovate qui la pagina Steam del prodotto in questione.

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Phantom Doctrine, un nuovo trailer presenta il gameplay

Good Shepherd Entertainment ha rilasciato un nuovo trailer per il gioco di spionaggio tattico Phantom Doctrine, sviluppato da CreativeForge Games e previsto su PcPlayStation 4Xbox One per il prossimo 14 agosto.

Il trailer, che potete vedere in basso, mostra in tre minuti circa di durata il gameplay in generale del gioco, che si configura come uno strategico tattico in stile XCOM nel quale dovremo comandare gli agenti di una organizzazione segreta e combattere una cospirazione globale proprio nel periodo più buio della Guerra Fredda. Il giocatore potrà così addestrare agenti – che disporranno di una varietà di abilità – accettare casi specifici, ricercare nuove tecnologie e affrontare le missioni utilizzando tattiche stealth o approcci più brutali.

Buona visione!

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Banner Saga, l’intera trilogia è disponibile su Pc e console

Il grande viaggio volge al termine. Lo sviluppatore indie Stoic ed il publisher Versus Evil hanno annunciato che The Banner Saga 3, terzo ed ultimo atto del gioco di ruolo e di strategia fantasy è disponibile adesso su Pc, PS4, Xbox One e Switch.

Tre le edizioni disponibili. Il gioco singolo costa 24,99 euro mentre la deluxe edition che include la colonna sonora ufficiale del gioco composta da Austin Wintory oltre a uno sfondo e la mappa del mondo digitali, e l’oggetto di gioco “Gold Wasp” è proposta al prezzo di 29,99 euro. La legendary edition, inoltre, costa 39,99 euro ed include gli stessi contenuti della deluxe edition oltre al titolo eroico esclusivo “Shadow Walker”, l’esclusivo oggetto leggendario “Petrie Clan Ring” e dil romanzo digitale “Gift of Hadrborg”.

Dal 27 luglio sarà anche disponibile una versione pacchettizzata prodotta da 505 Games, The Banner Saga Trilogy: Bonus Edition, sia per Xbox One che PlayStation 4, al costo di 39,99 euro. La Bonus Edition include The Banner Saga 1, 2 e 3 oltre a un mini artbook, un poster, una selezione della colonna sonora e un oggetto di gioco digitale.

Il lancio del terzo capitolo porta la serie in salsa “vichinga” ad un epico finale in cui sarà possibile provare la saga completa anche grazie alla speciale edizione Banner Saga Trilogy, disponibile online da oggi in digitale. Le versioni pacchettizzate per PS4 e Xbox One saranno disponibili da domani 27 luglio, mentre la trilogia per Nintendo Switch arriverà il 21 settembre.

Ecco il trailer di lancio.

The Banner Saga 3 è il finale definitivo di una serie che è iniziata nel 2014, contribuendo a incantare i suoi innumerevoli fan con un’avventura profonda e provocante, caratterizzata da una trama coinvolgente, una splendida grafica con elementi dipinti a mano e un’esperienza di combattimento strategica a turni davvero impegnativa. La colonna sonora conclude il lavoro di Austin Wintory nel franchise con un altro accompagnamento musicale splendidamente orchestrato e registrato nel corso di quest’anno nel Regno Unito.

Il viaggio finale oltre la barriera dell’oscurità continuerà a sorprendere i fan, mentre la trama si snoderà trasformandosi in base alle loro scelte. I fan che hanno giocato ai due episodi precedenti di The Banner Saga vedranno le proprie scelte influenzare anche The Banner Saga 3, mentre i nuovi giocatori avranno una serie di opzioni predefinite con cui iniziare.

John Watson, direttore tecnico di Stoic, ha commentato:

“TheBanner Saga 3 rappresenta il capitolo finale nella nostra avventura vichinga che abbiamo voluto condividere con tutti gli appassionati di questa incredibile serie. Siamo davvero grati a tutti i fan e supporter per averci aiutato a creare il gioco che abbiamo sempre voluto realizzare, concludendo la trilogia in maniera perfetta”.

Steve Escalante, fondatore di Versus Evil ha detto:

“La conclusione è dunque arrivata… ma è difficile accettare che questa serie pluripremiata debba terminare. Questa trilogia è dedicata a chi ha atteso l’uscita di tutti i giochi e ora è finalmente arrivato il momento di giocarli. Abbiamo iniziato questa avventura con Stoic circa cinque anni fa e non potevamo essere più orgogliosi della stupenda collaborazione che abbiamo siglato con questa serie straordinaria. Congratulazioni al team di Stoic e a tutti i loro supporter. Insieme abbiamo creato uno dei più incredibili giochi indipendenti dei nostri tempi”.

Nel corso di quest’anno, The Banner Saga 3 sarà disponibile anche su App Store per iPad e iPhone, su Google Play e Amazon per i dispositivi Android, e sui tablet Windows.

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Ecco Achtung! Cthulhu Tactics, un gdr a turni che unisce nazisti e Lovecraft

Ripstone Games ha annunciato una collaborazione con lo sviluppatore Auroch Digital per portare l’occulto gioco di strategia a turni Achtung! Cthulhu Tactics su PlayStation 4, Xbox One, e PC nell’ultimo trimestre del 2018. Entro la fine dell’anno, il gioco sarà disponibile anche per Nintendo Switch.

Basato sul celebre gioco di ruolo da tavolo di Modiphius Entertainment, Achtung! Cthulhu Tactics è ambientato in uno scenario alternativo della Seconda guerra mondiale, in cui i nazisti hanno ottenuto un considerevole vantaggio evocando alcuni mostri lovecraftiani, che gli hanno consentito di distruggere le forze alleate. I giocatori assumeranno il comando della Compagnia Charlie, un gruppo di soldati scelti tra gli Alleati, inviati a compiere una missione impossibile: sventare i piani nazisti e cambiare il corso della guerra.





Nina Adams, produttrice di Auroch Digital, ha dichiarato:

Abbiamo adorato la versione pulp di Modiphius dei nazisti della Seconda guerra mondiale e dei miti di Cthulhu. È una storia alternativa davvero evocativa e avvincente, che ha dato vita a un gioco da tavolo assolutamente unico. Stiamo trasferendo questa base pressoché impeccabile in un videogioco, tramite il genere che preferiamo, ovvero un gioco di strategia a turni. Considerando il sempre maggiore interesse per questo genere degli ultimi anni, crediamo che Achtung! Cthulhu Tactics non solo saprà offrire un mondo e una tematica coinvolgenti in cui giocare, ma anche molte possibilità di gioco davvero innovative.

Achtung! Cthulhu Tactics utilizza una combinazione di meccaniche gdr e strategia a turni, mentre i giocatori intraprenderanno una campagna globale contro le forze del male. Ogni personaggio ha un proprio passato, oltre a una specifica specializzazione con le armi e determinate abilità di combattimento, che daranno un certo vantaggio ai giocatori durante le battaglie. Il capitano Eric “Badger” Harris è un agente dei servizi segreti britannici, specializzato in armi sperimentali e guerriglia; Ariane Dubois fa parte della Resistenza francese ed è legata a uno spirito demoniaco che può comandare sul campo di battaglia; il caporale Akhee “The Eye” Singh indossa un amuleto senziente che può trasformarlo in una nube di spade rotanti; mentre il sergente Brandon Carter è un classico soldato americano con un medaglione in grado di infondere nel suo fucile mitragliatore Thompson alcuni proiettili alimentati da miti capaci di distruggere le terrificanti creature dei nazisti.

Oltre a questi quattro eroi principali, la Compagnia Charlie verrà supportata dalle operazioni segrete dell’Unità speciale di Badger e dalla tribù di nativi americani Kejin, o “Pathfinder Demon Hunters”, come vengono spesso chiamati. Nel mondo di Achtung! Cthulhu Tactics, tutte le forze alleate combattono meglio alla luce, perciò quando sarai nel buio, le forze del male saranno ancora più potenti.

Di seguito trovate il primo trailer disponibile del gioco. Buona visione!

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Football, Tactics & Glory fa goal su Steam

Tre anni di early access su Steam ed è finalmente tempo per il vero e proprio fischio di inizio. Football, Tactics & Glory è così disponibile in versione “definitiva” per gli utenti Pc.

Lo rende noto Creoteam. Andrey Kotsyushko, direttore del managing della software house indie, ha detto:

“Football, Tactics & Glory un titolo che unisce il calcio manageriale alla strategia e dopo questi tre anni di accesso anticipati siamo incredibilmente eccitati dal lancio commerciale su Steam. Pesantemente influenzato degli strategici a turni come XCOM. Football, Tactics & Glory reinventa questo concetto”.

In questo gioco si partirà dai campionati amatoriali per tentare di fare una lunga cavalcata verso il successo. Solo le nostre capacità e conoscenze permetteranno di migliorare. L’azione in campo si svolge a turni con i giocatori che hanno tre azioni per turno che può essere migliorato grazie a delle combo, per portare i giocatori al successo. Ogni calciatore ha abilità uniche che influiscono sulla qualità delle azioni.

C’è una profonda e robusta campagna che permette di acquistare ed allenare i propri giocatori attraverso numerose stagioni così come modalità online.

Il titolo, infine, offre l’integrazione con Twitch per offrire streaming agli utenti.

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Battletech, Recensione Pc

Jordan Weismar è un prolifico game designer che, attorno alla metà degli anni ’80, firmò due franchise destinati a fare la storia dei giochi da tavolo. Parliamo ovviamente di Shadowrun e Battletech, entrambi adattati nel corso degli anni in diversi videogiochi. Ma mentre le fortune del primo in ambito videoludico sono sempre state altalenanti, il secondo franchise ha invece goduto di un discreto successo, soprattutto negli anni ’90, declinandosi in due serie – Mechwarrior e Mechcommander – assai amate, rispettivamente, dai fan delle simulazioni e della strategia.

Avanti veloce fino ai nostri giorni: le sorti delle due serie si sono pressoché ribaltate, con Shadowrun tornato prepotentemente alla ribalta – prima grazie all’imperfetto Returns e poi ai due splendidi Dragonfall e Hong Kong – mentre Battletech è ormai sparito dai radar da almeno una decade. Entra dunque in scena Harebrained Schemes, software house non a caso capitanata dallo stesso Weismar, che dopo essersi occupata del revival di Shadowrun sugli schermi dei nostri Pc, si appresta ora ad effettuare la stessa operazione per il franchise di FASA Corporation (casa editrice dei giochi da tavolo originali) sui robottoni dell’anno 3000 d.C.

GUERRA. LA GUERRA NON CAMBIA MAI

Tale è infatti il periodo storico di partenza di Battletech nella sua incarnazione videoludica: data l’incredibile mole di materiale che compone la ricca “lore” del marchio – che nel corso degli anni si è estesa fino a comprendere oltre 100 tra romanzi, fumetti e persino serie animate per la televisione – gli sviluppatori hanno dovuto porre particolare attenzione alla collocazione temporale e spaziale del proprio lavoro: già nelle primissime fasi di gioco scopriamo dunque di trovarci precisamente nell’anno 3025, immediatamente prima degli eventi che poi porteranno alla cosiddetta Terza Guerra di Successione.

Grazie ad una introduzione egregiamente animata e particolarmente evocativa, veniamo a sapere inoltre che nel corso dell’ultimo millennio l’umanità è riuscita finalmente a lasciare la Terra e ad espandersi all’interno di vaste sezioni dello spazio circostante; a seguito della caduta della potente federazione di pianeti conosciuta come Lega Stellare, i territori dell’uomo sono stati divisi in vari potentati e regni minori, dominati da re e case nobiliari proprio come i feudi medioevali. E proprio come gli antichi cavalieri e baroni, la cui misura del potere era data dal possesso di massicci cavalli da guerra e costosissime armature corazzate, in Battletech le case nobiliari si arrogano tali diritti non certo per un aleatorio diritto divino, ma piuttosto perché sono loro a possedere i BattleMech (o, più semplicemente, i Mech), giganteschi veicoli da guerra bipedi che per potenza di fuoco, versatilità e anche solo mero tonnellaggio rappresentano, a tutti gli effetti, le armi più poderose mai costruite dall’uomo.

E di certo non è un caso che nel corso della campagna di marketing che ha preceduto il lancio Battletech sia stato definito, in effetti, come un “Game of Thrones nello spazio”, perché il gioco inizia proprio con un tradimento nel pieno stile della serie firmata da George R. R. Martin: ci troviamo al servizio, in qualità di mercenari, di Lady Kamea Arano, sovrana regnante dell’Aurigan Reach, piccola regione parzialmente colonizzata di spazio circondata da altre case nobiliari di gran lunga più potenti. Proprio all’inizio del gioco, Lady Arano verrà tradita da alcuni dei suoi consiglieri più fidati, e spetterà a noi e alla nostra compagnia mercenaria rimettere in sesto le cose e riportare la nobile sul suo legittimo trono.

COMPAGNI D’ARME E DI VITA



Ciò che più sorprende di Battletech è, in realtà, proprio una decisa attenzione verso la narrazione, cosa che d’altronde non era facile aspettarsi, essendo il gioco improntato, per il resto, sugli stilemi tipici dei classici titoli strategici a turni: pur non essendo la trama particolarmente ricca di sussulti spettacolari o imprevedibili colpi di scena, Harebrained Schemes dimostra le potenzialità narrative del proprio team di scrittori – che già, d’altronde, si sono fatti le ossa con i vari Shadowrunconfezionando dei personaggi sufficientemente approfondititi e caratterialmente abbastanza accattivanti da riuscire a destare l’attenzione del giocatore, e il riferimento è in particolare ai membri della propria lancia mercenaria. Ognuno di loro ha una storia personale e delle motivazioni che lo hanno portato nella sua attuale posizione, e non mancheranno di dare continuamente opinioni e consigli riguardanti gli eventi che si susseguiranno, momenti in cui Battletech si permette addirittura di ibridarsi con il gioco di ruolo, offrendo un ventaglio di risposte da parte del nostro protagonista (completamente personalizzabile) e alberi di dialogo veri e propri che non sfigurerebbero in un qualsiasi gdr indipendente.

Tale attenzione verso la caratterizzazione si sposa alla perfezione con la quasi maniacale cura riposta verso il rispetto del materiale originale di partenza, al quale abbiamo già fatto riferimento: navigando nella mappa della galassia, parlando con i nostri commilitoni, interagendo con le tecnologie con quali ci troveremo ad aver a che fare, potremo udire e leggere continuamente riferimenti a questo o quell’evento, a regioni di spazio lontane dalla trama principale, a dettagli grandi e piccoli di quello che costituisce un vasto e stratificato universo narrativo, del quale purtroppo si può scorgere nel gioco solo una minima parte. È chiaro che lo studio di sviluppo ha fatto di tutto per costruire un titolo che potesse inserirsi senza colpo ferire all’interno della continuità narrativa preesistente, e per i fan più accaniti sarà senza dubbio interessante vedere se, in futuro, gli eventi scatenati dall’intreccio principale del gioco avranno ulteriori conseguenze da esplorare, magari all’interno di nuovi romanzi o fumetti.

Non abbia paura, in ogni caso, chi tema di non riuscire a capire nulla dell’universo narrativo di Battletech: in aiuto del giocatore vengono infatti dei comodi ipertesti presenti nel testo scritto, comodamente evidenziati in arancio e recanti ulteriori informazioni di approfondimento su fatti storici, personaggi, luoghi e fazioni. Inoltre, i writer sono stati indubbiamente bravi nel costruire un intreccio e dei testi che potessero venire compresi pienamente anche da chi non ha mai conosciuto in minima parte l’universo di Battletech, e il gioco riesce comodamente ad essere fruibile sia dagli appassionati più accaniti del gioco da tavolo che dai semplici videogiocatori dell’ultima ora interessati solo a questa incarnazione strategica.

È bene, tuttavia, sottolineare che in Battletech non ci troveremo quasi mai davanti a momenti narrativi o caratteriali particolarmente sconvolgenti: la trama procede senza particolari scossoni, lineare e, ad onor del vero, nemmeno particolarmente originale o accattivante, fatta eccezione per alcune fasi finali; anche i compagni, sebbene sia senza dubbio gradevole l’idea di distinguerli psicologicamente e di dare loro un background corposo e sfaccettato, non saranno mai in grado di raggiungere le vette di un vero gioco di ruolo, e pure il sistema di dialogo, a volte, appare un po’ raffazzonato e inconcludente. Ma d’altronde va anche bene così, perché di certo l’ultimo parto di Harebrained Schemes non è nato con lo scopo di focalizzarsi sull’aspetto narrativo, limitandosi più che altro a togliersi diverse soddisfazioni in questo senso.

IL GLAMOUR DELLA CONTABILITÀ

Battletech, infatti, si configura – come già detto – principalmente come un mix tra strategico a turni e gestionale non dissimile dagli ultimi XCOM targati Firaxis Games. Una metà abbondante del tempo di gioco la si trascorrerà, con tutta probabilità, all’interno dei vari pannelli e menù di gestione della propria compagnia mercenaria, il cui mantenimento è ricco di questioni e problematiche: ci sono bollette da pagare ogni mese (ed è game over se non si riesce a tener fede ai propri debiti), mech da stivare, costruire, riparare ed equipaggiare, piloti da stipendiare, modifiche alla propria nave da effettuare e viaggi spaziali da percorrere all’interno di determinate navi iperspaziali che fungono da “taxi”, e il cui utilizzo richiede ovviamente una certa somma di denaro.

Insomma, le primissime battute della campagna principale verranno spese letteralmente sommersi dai debiti e dagli impegni, nel tentativo di destreggiarsi tra incarichi principali e secondari più o meno remunerativi. Ognuno di questi porta con sé in dote ricompense in denaro, armi e componenti recuperate sul campo di battaglia e un certo numero di punti reputazione con una delle infinite fazioni che popolano i territori devastati dalla guerra di Battletech. Tali punti, se accumulati a sufficienza, offriranno al giocatore maggiori ricompense al termine delle missioni e sconti nei negozi per l’acquisto dell’equipaggiamento.

Il ritmo di questa fase di stampo marcatamente macrostrategico è scandito dai giorni, dato che per il completamento di quasi ogni operazione che effettueremo sarà necessario un certo numero di giornate, dalla riparazione dei mech al viaggio verso un nuovo sistema stellare; esse scorreranno via via lente, inesorabilmente, mentre nel frattempo si avvicinerà il giorno del rapporto finanziario mensile, entro il quale dovremo necessariamente avere il denaro necessario per pagare tutte le spese. Una tale impostazione di gioco, quindi, si presta naturalmente a delle dinamiche prettamente “sandbox”, intervallando le missioni principali della trama, realizzate a mano e scriptate a dovere, con altre, secondarie, generate proceduralmente e continuamente dal gioco, tramite le quali potremo accumulare soldi, parti con le quali costruire nuovi mech (a conti fatti, è l’unico modo per “trovare” nuovi mech nel gioco) e punti esperienza con i quali potenziare i nostri piloti, che a seconda della propria specializzazione potranno acquisire determinate abilità che li renderanno più forti, per esempio, nel corpo a corpo, oppure nell’utilizzo delle armi, oppure ancora nell’utilizzo dei sensori e di tattiche di guerriglia.

Per quanto riguarda i robottoni in sé, essi possono essere personalizzati sia nell’aspetto estetico (tra pitture, motivi e diverse configurazioni delle placche esterne dell’armatura), ma soprattutto nel proprio armamentario. Battletech presenta un ricco e profondo sistema di configurazioni degli armamenti disponibili, suddivisi in varie tipologie e classi di peso e inseribili sui mech a seconda delle loro compatibilità, in un sistema basato su due punti fondamentali: da un lato gli slot, che a seconda del mech scelto possono permettere solo l’utilizzo di un certo numero di un determinato tipo di arma, e dall’altro il peso dell’arma in sé, che va ad influire poi sulla percentuale di armatura di un mech in maniera inversamente proporzionale.

Ogni mech, in sostanza, può accumulare fino ad un certo peso in tonnellate tra armi, equipaggiamento (come jet per il salto e ulteriori sfiatatoi per il raffreddamento) e corazza, e “giostrarsi” tra questi tre parametri rappresenta, spesso e volentieri, la vera chiave di volta per la vittoria. Va da sé che ogni mech, a seconda del proprio ruolo in battaglia, può prestarsi a più di una configurazione, oppure al contrario essere adatto solo per determinati compiti come la mischia o il cecchinaggio dalla distanza. È pero assai piacevole notare come, nonostante tutte le limitazioni inerenti al sistema – come il già citato sistema di slot – il giocatore può comunque destreggiarsi tra tantissime combinazioni, grazie anche ad un arsenale che, fra laser più o meno grandi, mitragliatrici di diversi tipi e missili di tutti i tipi, non lascia davvero nulla al caso. Per i neofiti, o per chi magari non ha proprio tempo da perdere con una tale mole di personalizzazione, il gioco può sempre consigliare, per ogni mech, l’armamentario più adatto e bilanciato.

Gli incarichi disponibili si suddividono in varie tipologie, dal mantenere una posizione al distruggere tutti i nemici (che spesso supereranno di numero il giocatore, dato che quest’ultimo può portare con sé solo 4 mech), passando per la scorta di un bersaglio VIP e altro. Va da sé che, data la natura procedurale del gioco e la sua enfasi sul proprio universo aperto in ogni direzione, dopo poche ore di gioco si saranno già viste pressoché tutte le possibilità offerte in materia di varietà delle missioni e dei biomi. A conti fatti, anzi, l’unica differenza veramente esistente fra i vari sistemi stellari nei quali potremo fare sosta consiste più che altro nella difficoltà delle quest in sé più che in fondamentali differenze strutturali tra queste.

SANGUE E SABBIA

Battletech entra nel vivo, dunque, soprattutto nelle battaglie vere e proprie, scontri nei quali la potenza di fuoco risulta tanto determinante quanto la mobilità, la capacità di anticipare le mosse dell’avversario e la lettura della mappa. I mech sono suddivisi non solo per tipologia, capacità e tonnellaggio, ma soprattutto per classe, spaziando fra leggeri, medi e pesanti. In maniera assai intuitiva, nell’ordine dei turni i mech più leggeri partiranno per primi, mentre gli ultimi saranno quelli più pesantemente armati. Si tratta di un sistema senza dubbio interessante, perché permette ai robot più deboli di svolgere comunque un importante ruolo in battaglia, sia esso ricognizione in anticipo sul nemico, fuoco di supporto (magari dai fianchi o dal retro, più deboli) oppure occupandosi dei “pesci piccoli” come carri armati e veicoli leggeri, di gran lunga più facili da distruggere rispetto ad un mech.

Il combattimento a turni in sé si presenta piuttosto ricco di interessanti possibilità tattiche, anche se non difetta di alcune mancanze e ingenuità – manca per esempio un sistema di “overwatch” alla XCOM che avrebbe reso molto possibili delle imboscate maggiormente elaborate. Tutto dipende, principalmente, dalle abilità del singolo pilota, che a come già detto può sbloccare diverse abilità sia attive che passive a seconda del suo grado di esperienza e della sua specializzazione. Per fare un esempio, i piloti più portati verso l’utilizzo delle armi a distanza possono utilizzare una comoda abilità che permette di far fuoco su può nemici contemporaneamente, abbassandone le difese in preparazione del colpo finale da parte di un commilitone. Queste si suddividono in due, principalmente, ovvero evasione e copertura, con la prima che è assai aleatoria, si ottiene spostando il mech in questione e diminuisce la probabilità di colpire da parte dell’avversario – simulando così il mech che “schiva” i colpi nemici – mentre la seconda dimezza i danni subiti e può essere ottenuta o mettendo il mech in guardia e preparandosi all’impatto oppure trovando copertura in boschi o simili elementi naturali.

Sì, perché il territorio di lotta svolge, nel gioco, un ruolo assai importante: alcuni tipi di terreni saranno dissestati e costituiranno un deciso svantaggio per chi si fermerà lì, mentre altri saranno latori di corposi bonus; una sosta in un lago o un fiume, per esempio, aumenteranno a dismisura la capacità del mech di raffreddare le proprie armi (i danni da riscaldamento eccessivo, infatti, sono un rischio sempre costante). E tutto questo senza contare anche il bioma in sé, con pianeti freddi e nevosi che faranno riscaldare di meno le armi, e viceversa nel caso di stelle desertiche.

Considerando dunque tutte le interessanti possibilità tattiche offerte, tra bonus offerti dalle posizioni sopraelevate, la capacità di bersagliare con precisi attacchi specifiche parti dei mech avversari, l’ingaggio corpo a corpo sempre possibile e insospettabilmente utile e le diverse capacità dei singoli armamenti, le battaglie di Battletech costituiscono senza dubbio il punto forte del gioco, al netto di una certa grossolanità generale, potendo contare su un ottimo equilibrio di fattori in campo, su una verve tattica non comune e persino su una certa spettacolarità grafica, con inquadrature plastiche che riescono a riprendere piuttosto bene le salve di missili e gli scontri diretti.

UN DIAMANTE GREZZO




Il problema del gioco, più che negli scontri in sé, sta nell’incredibile ripetitività della campagna principale: se da un lato, infatti, le missioni principali sono sufficientemente variegate e sapientemente costruite da non risultare noiose o banali, dall’altro la progressione passa necessariamente per una corposa quantità di “grinding” alla ricerca di denaro, mech o esperienza, da eseguirsi necessariamente completando incarichi secondari che, in quanto generati proceduralmente, assai raramente sono stimolanti o particolarmente ricchi di spunti.

Non sarà raro dover fermare per un po’ la catena di eventi principali alla ricerca di una maggiore potenza di fuoco o capacità belliche, anche perché la difficoltà di Battletech è inesorabilmente tarata verso l’alto, tanto da risultare addirittura ingiusta a volte: spesso ci è capitato, infatti, di essere letteralmente circondati da rinforzi avversari spuntati dal nulla (e anch’essi generati casualmente) composti non solo da un discreto numero di veicoli ma anche da mech di elevato tonnellaggio. L’impressione è che non sempre il livello delle missioni, indicato con un numero di teschi che va da 1 a 5, corrisponda alla loro difficoltà effettiva.

Tecnicamente parlando, il lavoro di Harebrained Schemes è buono ma non eccezionale. A fronte di un discreto utilizzo del motore Unity, che si ravvisa in un utilizzo decente di texture ed effetti particellari, troviamo anche un’ottimizzazione assai carente e un basso livello di pulizia tecnica: bug e glitch (fortunatamente, quasi mai davvero gravi) si sprecano, e si comprende subito, giocando, come sarebbero stati necessari al team almeno altri tre o quattro mesi di lavoro per restituire una maggiore compattezza strutturale. Non mancano, fortunatamente, alcuni tocchi di classe audiovisivi davvero da leccarsi i baffi, come l’eccellente utilizzo di illustrazioni disegnate invece di cutscenes che, magari, sarebbero state macchinose e deludenti, e soprattutto l’eccellente colonna sonora che, fra sintetizzatori mixati con strumenti più classici, segna senza dubbio la definitiva consacrazione di un Jon Everist in stato di grazia.

Per gli appassionati dei titoli di strategia in tempo reale incentrati su giganteschi robot bipedi da battaglia (nell’accezione prettamente occidentale, beninteso. Quindi, niente Gundam), Battletech rappresenta una vera e propria miniera d’oro, che si distingue particolarmente nelle possibilità di personalizzazione della propria lancia mercenaria e nei sapori tattici offerti dal sistema di combattimento.

Un peccato, dunque, che ad impedire al titolo di Harebrained Schemes di raggiungere la vera grandezza siano una grande ripetitività di fondo e alcune ingenuità francamente evitabili, perché il titolo in sé rappresenta, in generale, un graditissimo ritorno di un franchise da troppo tempo assente sugli schermi dei nostri Pc.

 

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This is the Police 2, nuovo trailer per il combattimento

THQ NordicWeappy Studio hanno svelato grazie ad un nuovo trailer il sistema di combattimento di This is the Police 2. Nella grande città dove lavorava prima, Jack Boyd era tropo impegnato con le scartoffie burocratiche per dare una mano sul campo; ma nella città di frontiera di Sharpwood, dove una giovane donna di nome Lilly Reed è diventata di recente sceriffo, il giocatore dovrà assumersi le proprie responsabilità e comandare direttamente sul campo i propri agenti durante le missioni.

È questa, forse, la novità principale del gioco rispetto al predecessore. Come mostrato dal filmato in basso (che rappresenta anche il primo materiale di gameplay in assoluto), This is the Police 2 offrirà una nuova modalità a turni tramite la quale gestire un team di poliziotti scelti fra il personale a disposizione (non sempre particolarmente adeguato al compito), ognuno con abilità specifiche. La cosa importante da ricordare è che la polizia arresta i sospetti, non li uccide se non come ultima risorsa: quindi, ciò vorrà dire che bisognerà stare particolarmente attenti al proprio approccio, privilegiando la silenziosità e le armi non letali. E c’è di più: nel gioco, i poliziotti avranno un solo punto vita. Ogni errore, dunque, costerà decisamente caro.

Ricordiamo, infine, che This is the Police 2 è previsto su PcPlayStation 4, Nintendo SwitchXbox One entro la fine dell’anno.

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Battletech, un nuovo video presenta la narrazione

Paradox InteractiveHarebrained Schemes hanno rilasciato oggi un nuovo filmato per il simulatore strategico di mech Battletech, ormai in dirittura d’arrivo il 24 aprile, al momento solo in esclusiva su Pc.

Il trailer, qui in basso, si focalizza in particolare sulla narrazione e sulla storia, con interviste agli autori e agli sviluppatori; questi definiscono l’universo di gioco (nato dal gioco da tavolo Battletech, per l’appunto) come un misto fra Game of ThronesPacific Rim, con delle case nobiliari che si contendono il controllo di interi sistemi stellari grazie all’utilizzo di potenti mech da battaglia.

Il giocatore, come già sappiamo dai nostri precedenti articoli, assumerà il controllo di un’unità di mercenari, e verrà incaricato di gestirne i contratti, l’equipaggiamento e il personale, mentre la trama principale lo vedrà aiutare la nobile decaduta Kamea Arano nel tentativo di riprendere possesso del legittimo trono della propria casata. Non rimane, quindi, che augurarvi buona visione!

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Battletech arriva il 24 aprile, nuovo trailer cinematico

Paradox Interactive e Harebrained Schemes hanno dato conferma ufficiale della data di lancio di Battletech, strategico a turni a base di mech e combattimento tattico in esclusiva per Pc in arrivo il prossimo 24 aprile tramite i soliti canali di distribuzione digitale come Steam, GOG e Humble Store. I preordini, come segnalato in precedenza, sono già aperti.

Insieme all’annuncio arriva anche un trailer sulla storia, che potete trovare proprio qui in basso: esso spiega come l’universo di Battletech si focalizzi sui cosiddetti MechWarriors, mercenari interessati solo al vil denaro, detentori però di antichi e possenti mech da battaglia. Compito del giocatore sarà aiutare Kamea Arano, leader di una casa nobiliare usurpata e decaduta, a riprendere possesso del proprio regno, destreggiandosi fra combattimento simulativo a turni e gestione approfondita del proprio team di cavalieri fantascientifici e dell’equipaggiamento della squadra. Buona visione!

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