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FotMob permette di seguire il mondo del calcio con risultati in diretta, notizie, pronostici, avvisi e molto altro

FotMob è un’applicazione che permette di seguire il mondo del calcio con risultati in diretta, notizie, classifiche che riguardano vari campionati. L’app permette di seguire le partite con punteggi in diretta e avvisi istantanei, statistiche su formazioni, gol, cartellini e sostituzioni, classifiche, calendari degli incontri, notizie sui campionati e sulle squadre, classifiche cannonieri, pronostici e informazioni sulle squadre preferite.

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L’app ufficiale di Michael Schumacher celebra i trionfi del 7 volte campione del mondo di Formula 1

Schumacher The Official App permette di rivivere la leggendaria carriera del pilota tedesco che ha da poco compiuto 50 anni di età e che dal 2013 lotta contro le conseguenze del grave incidente con gli sci. Il museo digitale del sette volte campione del mondo di Formula 1 è un’esperienza intensa e ricca di contenuti per ogni suo fan e per gli amanti degli sport motoristici.

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DiRT Rally 2.0, il nuovo trailer ci mostra le auto classiche

DiRT Rally 2.0 torna a mostrarsi in video. Il nuovo capitolo della serie racing griffata Codemasters è protagonista di una clip inedita intitolata Rally Through the Ages. Questa mostra alcune delle vetture che hanno fatto la storia di questo sport.

L’Alpine Renault A110 1600 S che gareggia in Nuova Zelanda rappresenta il meglio del 1960, mentre la Ford Escort Mk II è al centro dell’attenzione in Australia per mostrare tutto ciò che il 1970 ha da offrire. La Audi Sport quattro S1 E2 che gareggia attraverso le strade asfaltate della Spagna incarna la potenza del Gruppo B degli anni ’80 e il New England è il perfetto sfondo autunnale per la Subaru Impreza del 1995 di Colin McRae, indimenticato e compianto campione britannico che, tra l’altro, ispirò gli sviluppatori a realizzare i primi capitoli della saga. Proprio in quell’anno, McRae si laureò campione del Mondo. Ecco il video della durata di un minuto abbondante. Buona visione.

Il trailer mostra anche la funzione di degradation del tracciato di DiRT Rally 2.0. Il degrado della pista riproduce il modo in cui le superfici si evolvono nel corso di un evento di rally.

Jon Armstrong, consulente rally a Codemasters, ha spiegato:

Se parti per primo sul tracciato, troverai un mucchio di ghiaia , il che significa che dovrai lottare per la trazione, questo rende il tutto più difficile. Il tempo di esecuzione ottimale è probabilmente intorno al 5°-10° posto dove trovi la superficie libera, ma non troppo ruvida per rovinare la macchina o il tuo ritmo.  Più in basso sei in ordine di marcia, più la superficie sta per solcare, quindi devi adeguare il tuo stile di guida e persino la configurazione del tuo veicolo per affrontare la pista che è in continua evoluzione. Anche se puoi percorrere lo stesso tracciato migliaia di volte, queste fasi presenteranno una sfida diversa ogni volta.

DiRT Rally 2.0, lo ricordiamo, è il gioco ufficiale della FIA World Rallycross Championship presentato da Monster Energy. Il titolo sarà disponibile dal prossimo 26 febbraio su Pc, PS4 ed Xbox One. I giocatori che effettuano il pre-order dell’edizione Deluxe riceveranno l’early access al gioco il 22 febbraio insieme ai primi due season pass, post uscita, quando saranno disponibili.










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Spike Volleyball debutta a febbraio 2019

La pallavolo arriva su Pc, PS4 ed Xbox One. Bigben presenta Spike Volleyball, nuova simulazione sportiva di una delle discipline più popolari al mondo. I fan potranno finalmente vivere le sensazioni e le emozioni del loro sport preferito su console e Pc.

Il gioco arriverà il 5 febbraio 2019 su Windows, PS4 ed Xbox One. Spike Volleyball è la prima simulazione pallavolistica indoor. Includerà 50 squadre nazionali, maschili e femminili che faranno parte di un gioco capace di ricreare fedelmente tutti gli elementi cardine di questo sport. Velocità, riflessi e collaborazione: tutti elementi ben miscelati insieme per creare un’esperienza sportiva spettacolare.

Gestite il vostro team e reclutate giocatori per crescere e migliorare nella modalità Carriera. Prendete parte a numerosi tornei internazionali in 13 differenti arene, adattate la vostra strategia per sorprendere i vostri avversari in partite multiplayer locali e online, e diventare campione del mondo.

Schiacciate, murate, battete… Imparate tutte le tecniche fondamentali della pallavolo e apprendete i segreti di uno degli sport di squadra più complessi e impegnativi, tutto riprodotto grazie all’utilizzo delle tecnologie Unreal Engine 4 e Motion Capture.

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Gli X Games di Steep inizieranno a fine ottobre

Gli X Games stanno per arrivare su Steep. Ubisoft ha annunciato che il gioco sportivo open world si arricchirà con l’X Games Pass dal 30 ottobre su Pc, PS4 ed Xbox One.

L’X Games Pass porta i giocatori a competere per l’oro nell’Alaska X Games Village, lo snowpark più spettacolare del gioco. Lì, aspiranti leggende degli sport invernali potranno imparare a padroneggiare i segreti di vere discipline X Games, come Big Air, SuperPipe e Slopestyle. Dopo aver completato gli eventi speciali X Games, i giocatori sbloccheranno una serie di sfide freestyle aggiuntive, in cui potranno gareggiare per raggiungere il vertice della classifica.

I giocatori potranno inoltre vivere l’esperienza del gigantesco parco montano in due nuovi modi: con un filtro in stile anni 90 e le nuovissime sfide Rocket Wings. Il dlc ‘90s sarà disponibile dal 4 dicembre, mentre il dlc Rocket Wings dal 10 gennaio. I possessori di X Games Pass potranno accedere a entrambi i dlc con una setimana di anticipo.

X Games Pass costa 15 euro e include:

  • DLC X Games.
  • DLC ‘90s: dai un tocco un po’ vecchia scuola alle tue partite con un filtro speciale che fa sembrare Steep un gioco di sport invernali a tema anni 90.
  • DLC Rocket Wings: vola a rotta di collo tra i cieli nevosi e completa nuove sfide con le Rocket Wings.

La X Games Gold Edition di Steep costa invece 40 euro e include:

  • Steep (gioco base).
  • X Games Pass.
  • Il season pass Anno Uno, che contiene:
    • Extreme Pack: tre sport aggiuntivi (Rocket Wings, Speed Riding e Base Jump), nuove sfide e oggetti per la personalizzazione.
    • Winterfest Pack: uno sport aggiuntivo (Sled), nuove sfide, costumi a tema invernale e oggetti per la personalizzazione.
    • Adrenaline Pack: nuovi costumi, snowboard, tute alari e il Moonlight Pack, che offre costumi luminescenti e sfide in notturna.
    • Biglietti bonus per l’elicottero.
    • 10,000 crediti Steep per personalizzare l’equipaggiamento nello store di gioco.

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NHL 19, la corsa al titolo dell’hockey su ghiaccio parte oggi

Amici sportivi, questa notizia è per voi. NHL 19 è disponibile. Il gioco sull’hockey ghiaccio fa il suo esordio odierno su PS4 ed Xbox One.

Caratteristica fondamentale di questa edizione del titolo griffato EA Sports è la tecnologia RPM (Real Player Moto) che vuole conferire una nuova fisica nel pattinaggio e nel sistema di collisioni per rendere il gameplay più reale e migliore.
Saranno presenti, inoltre, più di 200 leggende dell’hockey per competere con e contro i più grandi giocatori di questo sport. Si potrà giocare con e contro stelle del calibro di Wayne Gretzky, Mario Lemieux, Patrick Roy, Teemu Selanne, Peter Forsberg, Jean Beliveau.

Sean Ramjagsingh, produttore senior del gioco, ha detto:

È la prima volta che siamo stati in grado di realizzare ed offrire un’esperienza che va oltre i professionisti e permette ai fan di godere di tutte le forme dell’hockey: dagli stagni ghiacciati, ai grandi festival all’aperto, fino alle arene dei professionisti. Siamo entusiasti del livello di innovazione che la tecnologia RPM aggiunge al gameplay. Siamo stati in grado di raccogliere feedback incredibile durante la nostra open beta per assicurare che NHL 19 sia il miglior titolo della serie realizzato.

In NHL 19, i giocatori possono gareggiare su stagni all’aperto sotto un hub di progressione unificato chiamato World of Chel che unisce la EA Sports Hockey League, la NHL Threes Drop-In e due nuove modalità di gioco: NHL Ones e Pro-Am.

Vediamo il trailer di lancio.

In Ones sarà possibile divertirsi in partite tre contro tre in un torneo in stile festival che prevede un gioco veloce, 1v1v1, senza regole e senza interruzioni. Si vincono le partite per migliorare la propria classifica giornaliera. La progressione e i premi guadagnati in World of CHEL possono essere applicate al personaggio di ciascun giocatore consentendo, inoltre, di personalizzare il proprio gameplay con nuovi tratti e abilità, oltre a esprimere la propria individualità con più di 900 nuovi elementi per la realizzazione del proprio atleta.

Come già detto, la novità ed il cuore di NHL 19, sono racchiuse nel Real Player Motion ossia nell’RPM che ridefinisce il gameplay. Questo influenza la velocità e la creatività.
L’RPM permette di pattinare in modo esplosivo offrendo agli appassionati un maggiore controllo, un’accelerazione migliore ed una maggiore reattività. A questo è stato abbinato un nuovo sistema di fisica delle collisioni che introduce più controllo contestuale del corpo, portando colpi più grandi, più cattivi e sbalorditivi dinamici basati su velocità, dimensioni e punto d’impatto.

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PES 2019, Recensione PS4

La stagione del calcio è partita da qualche giorno su Pc e console. Dal 31 agosto scorso, per l’esattezza, da quando Konami ha pubblicato ufficialmente PES 2019, nuovo capitolo della amata ed affermata serie calcistica che – assieme al duellante Fifa – la fa da padrona da diversi anni a questa parte in questo settore.

Negli ultimi anni il pubblico si è ulteriormente diviso su quale fosse il titolo più bello e più completo tra i due ma questa è un’altra storia. Noi parleremo di PES 2019 che come ogni anno la serie punti ad essere il gioco di calcio migliore di sempre. Ma al di là dei proclami e della concorrenza, dopo qualche anno non esattamente favorevole, Konami ha usato parecchio olio di gomito e la serie ha ricominciato a risalire la china con piccoli ma significativi passi.

Riuscirà il nuovo capitolo ad essere all’altezza? Leggetelo nella nostra recensione.

MANCA LA CHAMPIONS LEAGUE… E CHISSENE

Pro Evolution Soccer 2019 (usiamo una volta tanto il titolo per esteso), arriva in un momento storico particolare: dopo un decennio abbondante, la saga non ha più i diritti sulla Champions League ed il grande pubblico nonché qualche addetto ai lavori tra i più scettici, ha avanzato dei dubbi sul nuovo appuntamento con la serie targata Konami.

Questo perché senz’altro si tratta di una licenza estremamente appetibile: poter giocare la competizione europea per club più importante è sempre allettante. Ma come più spesso abbiamo evidenziato anche in altri speciali dedicati ai giochi di calcio, questa mancanza non può essere decisiva dal punto di vista globale.

Del resto gli appassionati di campionati un po’ esotici o comunque potenzialmente affascinanti non possono lamentarsi: sono arrivate le serie A di Argentina, Belgio, Cile, Colombia, Danimarca, Portogallo, (esclusiva) Russia, Turchia, Scozia e Svizzera che si aggiungono alle massime divisioni argentina, brasiliana, olandese e francese (con quest’ultima che ha pure la seconda serie). Per le altre rimangono le licenze dei club singoli come per la nostra serie A che ha tutte le formazioni tranne la Juve (che si chiama PM Black White) o diverse nazionali (sono un’ottantina quelle presenti in gioco).  In Inghilterra, invece, ritroviamo le solite London FC, Man Blue e Man Red per indicare Chelsea, Manchester United e Manchester City. La Liga spagnola, invece, di ufficiale ci propone soltanto il Barcellona da lungo tempo partner di Konami. Real Madrid ed Atletico Madrid sono chiamate molto informalmente MD White e KD Red White.

E, visto che stiamo elencando le cose che mancano, segnaliamo con rammarico  la mancanza della serie B. Dopo anni nella nostra Master League non potremo selezionare il Palermo. Si… ci manca il rosanero, siamo sentimentali, che ci possiamo fare?

PES 2019 vanterà un buon numero di stadi presenti. Alcuni riprodotti fedelmente come alcuni impianti storici quali San Siro, Anfield Road, il Maracana ed altri. Eccoli in lista.

  1. Camp Nou
  2. VELTINS-Arena
  3. Anfield
  4. Emirates Stadium
  5. Giuseppe Meazza
  6. San Siro
  7. Stadio Olimpico
  8. St. Jakob-Park
  9. Ülker Stadyumu Fenerbahçe Şükrü Saracoğlu Spor Kompleksi
  10. Estádio José Alvalade
  11. Johan Cruijff ArenA
  12. Estádio do Maracanã
  13. Estádio São Januário
  14. Allianz Parque
  15. Toca da Raposa III
  16. Arena Corinthians
  17. Estádio Beira-Rio
  18. Estádio do Morumbi
  19. Estadio Urbano Caldeira
  20. El Monumental
  21. Estádio Alberto J. Armando
  22. Estadio Monumental
  23. Estadio Nacional de Chile
  24. Estadio Alejandro Villanueva
  25. Saitama Stadium 2002

PES Original Stadiums

  1. KONAMI Stadium
  2. Neu Sonne Arena
  3. Metropole Arena
  4. Hoofdstad Stadion
  5. Estadio Campeones
  6. Estadio de Escorpião
  7. Estadio del Nuevo Triunfo
  8. Stade de Sagittaire
  9. Stadio Orione
  10. Burg Stadion
  11. Estadio del Martingal
  12. Rose Park Stadium
  13. Coliseo de los Deportes
  14. Sports Park
  15. Villege Road
  16. Stadio Nazionale
  17. Estadio del Tauro
  18. PES LEAGUE Stadium

SI APRONO I GIOCHI: IL GAMEPLAY E’ PADRONE

Detto questo, Konami ha puntato forte su ben altro: sul gameplay ovvero sulla base di qualunque videogioco, che sia un fps, o un gdr, che sia un punta e clicca o un puzzle game.

Più che ai contenuti che sostanzialmente sono rimasti integri rispetto allo scorso anno pur con qualche variazione, ovviamente, al loro interno, gli sviluppatori hanno voluto rinforzare il feeling con il campo e farci prendere confidenza col pallone nel tentativo di farcelo diventare il nostro migliore amico. E siamo sicuri di aver già sentito da qualche altra parte questa frase (il pallone è nostro migliore amico…) in qualche cartone animato giapponese… magari Holly e Benji.

L’obiettivo era quello di migliorare l’ottima base precedente: quel tanto apprezzato PES 2018 che lo scorso anno ha convinto tantissimo sia sul fatto del divertimento che sul profilo tecnico.

Ma cosa ne ha guadagnato PES 2019? Davvero tanto e decisamente di più rispetto a quanto provato nella demo qualche giorno prima. Scesi in campo, troviamo subito ritmi lenti e compassati. Molto più che nel recente passato. Questo favorisce i tatticismi, ma può permettere anche la ricerca di giocate ad effetto e ricercate. Va da se che giocando a livelli di difficoltà Campione o Superstar tutte le qualità migliori emergano perché l’intelligenza artificiale, salvo qualche sbavatura – ma esistono anche nel calcio reale visto che pure Cristiano Ronaldo sbaglia gol facili, o portieri di levatura internazionale facciano papere clamorose – è comunque convincente costringendoci sempre a cambiare gioco.

Le accelerazioni se fatte con il tempismo giusto vengono premiate, i tagli degli attaccanti ed i movimenti dei difensori sono adeguati e segnare una rete in contropiede proprio come se stessimo vedendo una partita in televisione dona soddisfazione.

PES 2019 premia la tattica e l’intelligenza  nonché la gestione delle proprie forze fisiche.  Lo dimostra con l’implementazione della stanchezza reale che influisce pesantemente sulle prestazioni e sulle giocate, anche quelle elementari.
A livelli di difficoltà medio il tutto è attenuato, però, facendo risultare un po’ troppo facili molte azioni e facendo saltare il banco difensivo più volte in modo elementare. Per questo consigliamo agli appassionati di giocare a difficoltà più alte e, magari anche gradualmente, riuscire a togliere le assistenze su tiri e passaggi. È vero che all’inizio sarà difficile anche imbroccare l’appoggio più facile, ma con un po’ di pratica si possono trovare giocate eccellenti e fuori dagli standard a cui molti sono abituati.

Le tattiche funzionano a dovere e sono sempre più affinate. Raramente, salvo errori nostri o cali della intelligenza artificiale, vedremo errori clamorosi dei centrali. Spesso e volentieri sarà la bravura nel dribbling o nel passaggio illuminante di chi è in campo ha trovare il colpo di genio. Sarà molto interessante da parte del difensore portare all’esasperazione gli attaccanti avversari giocando molto sul tempismo e sui contrasti. Spada e fioretto, quindi, per un ruolo, quello del difensore, che se sfruttato può anche essere divertente. Inoltre, col rallentamento del ritmo, l’impatto fisico è più notevole e questo consente di giocare la sporcata sia in ambito offensivo che difensivo. A volte l’utilizzo – razionale – dei “gomiti” può essere redditizio per mandare a vuoto un attaccante o per liberarsi da una marcatura ed andare a rete. Se favoriti dal fisico e da piedi decenti, ci si può divertire ulteriormente. Lo abbiamo notato soprattutto nei cross alti dove però è più difficile segnare di testa anche se i portieri qualche volta tendono a guardarli questi cross, o più generalmente nei duelli con palle alte o rimbalzanti. Tutto questo grazie al lavoro sulla fisica che dà “peso” al gameplay.

La fisica rivista, inoltre, ci fa fare azioni sempre più coerenti. Girarsi al volo e trovare la porta, soprattutto se stanchi, sarà un’impresa anche per i top player o per atleti dalle statistiche migliori. Chiaro che avendo un Cristiano Ronaldo, un Coutinho, o un Maradona (sono sempre presenti le leggende, ndr) la giocata difficile avrà maggiore possibilità di riuscita ma gli altri non staranno a guardare e sovente – se si gioca con superficialità – anche questi grandi campioni rischiano di fare ben poco e di incidere ancora meno. Ed il fattore stanchezza, ben implementato, fa il resto.

Insomma, c’è tanto lavoro oscuro in PES 2019 che permette di godere di un titolo sempre più simulativo senza disdegnare la facilità dei controlli. Nondimeno, chi non ama troppo tutti questi tatticismi ed accorgimenti, può sempre rilassarsi giocando a livelli più semplici (noi consigliamo di non scendere sotto il livello medio perché gli altri inferiori sono davvero per bambini).

Ed i portieri? Abbiamo visto buone cose. Ma anche qui il discorso è atavico: alternano momenti di eccellenza a momenti di minore reattività ed insicurezza. Tuttavia sono più le punte di splendore che i momenti bui. Anche nelle conclusioni ravvicinate ed a botta sicura, gli estremi difensori riescono a compiere miracoli facendo partire i più grandi improperi della storia in lingue ricercatissime ed a volte sconosciute ai più. Il difetto, però, che abbiamo notato, è qualche imprecisione nelle uscite, soprattutto sui cross alti mentre sono altalenanti nell’andare al duello col calciatore lanciato a rete.

Insomma, PES 2019 ci ha convinto e ci ha divertito non poco e rappresenta un ulteriore passo in avanti rispetto al capitolo passato.

MASTER LEAGUE, DIVENTA UN MITO, CAMPIONATI E MODALITA’

Dopo aver spulciato e promosso a pieni voti il gameplay, parliamo adesso dei contenuti. Iniziamo subito col dire che avremo sempre tante cose da fare ma che non troveremo novità sostanziali andandoci a confrontare con le solite modalità online ed offline conosciute.

Cosa sarebbe PES senza la Master League e la possibilità di prendere un club con giocatori sconosciuti e più scarsi probabilmente di quelli della Longobarda? Le differenze col passato sono minimali ma esiste il livello Sfida che rende più difficile alcuni dettagli nella gestione del nostro club. Troviamo così più opzioni nelle trattative del calcio mercato. È possibile scegliere tra i diversi campionati presenti ma manca la serie B italiana.

Sostanzialmente identica la modalità Diventa un Mito che da diversi anni permette agli appassionati di crearsi un proprio atleta grazie ad un editor piuttosto profondo (ma questo non è una novità) sempre più ricco di personalizzazioni e scegliere il ruolo (anche portiere dalle caratteristiche offensive o difensive) nel tentativo di diventare una stella di fama mondiale con prestazioni convincenti.

Ovviamente è possibile disputare i vari campionati su licenza che abbiamo elencato ad inizio recensione.

Manca, come ormai arcinoto, la Champions. Troviamo di contro la International Champions Cup, un appuntamento estivo diventato da qualche stagione fisso nel calendario reale e che è molto utile a far guadagnare soldi ai club blasonati di tutto il mondo e che è comunque un appuntamento internazionale che fa da rodaggio prima dell’apertura della stagione vera e propria.

Tra le modalità Online, c’è sempre la myClub, l’alternativa di Konami al FUT di Fifa. Gli sviluppatori hanno semplificato le cose e comunque non varia troppo rispetto alla scorsa stagione. Si gestisce un club con moneta di gioco (o con soldi reali anche se adesso le transazioni sono meno invasive) dove si possono comprare osservatori, allenatori e soprattutto giocatori per migliorare la rosa e giocare partire col “materiale umano” che si dispone.

La vera novità è la presenza della modalità tre contro tre cooperativa che offre un po’ di varietà. Infine, parlando di licenze, quelle che mancano possono essere facilmente sostituite importando le varie rose e cambiamenti che gli utenti fanno online superando così il problema.

GRAFICA A TRATTI IMPRESSIONATE. TELECRONACA ALTALENANTE

Dal punto di vista tecnico, possiamo parlare di un lavoro mirabile. Praticamente è quasi tutto con i controfiocchi con animazioni sempre più complesse e complete, ed una riproduzione dei volti, soprattutto quelli su dei calciatori su licenza e famosi davvero incredibile.

I giocatori di Barcellona, Liverpool, Milan, Inter ma anche quelli delle altre squadre su licenza quali Monaco, Glasgow Rangers, Celtic, e qualche altro prestigioso club, sono riprodotti alla grande. La differenza tra questo tipo di giocatori e gli altri è piuttosto netta anche se gli altri club avranno diversi giocatori con fattezze sempre più simili alla controparte. Ma pensiamo a tal proposito che il consueto supporto dei vari aggiornamenti sui dati non tarderà ad arrivare.

Si chiama Enlighten la novità tecnica più grossa. I nuovi effetti luce sono, a tratti, impressionanti. I dettagli sono valorizzati. Anche quelli più piccoli come i fili d’erba (che possono essere regolati tramite opzione nel menu partita). Se si ha la possibilità di godere di uno schermo grande in risoluzione 4K con HDR potrà ulteriormente godere di questo ritrovato che esalta davvero parecchi aspetti. Ci sono, tuttavia, alcune sporadiche spigolosità (pochissima roba e parliamo di dettagli di contorno come nel pubblico, per cui qui lo diciamo solo per dovere di cronaca ma per lo stesso dovere intellettuale affermiamo che non incidono minimamente sul gioco).

Pochissimi i passi falsi del framerate mentre i vari effetti ambientali, meteo, esultanze e tutto quello che concerne il lato visivo è di grande impatto. Un applauso agli sviluppatori. Non mancano anche i dettagli visivi sulla fatica: vedremo i calciatori stanchi avere movimenti meno armoniosi mentre concretamente abbiamo già parlato degli effetti prestazionali e, aggiungiamo a che ci siamo, il pericolo più concreto di farsi male per infortuni. Questo, mettiamo un ultimo inciso qui, deve ulteriormente far riflettere sul come gestire la rosa costringendo le sostituzioni.

Le varie inquadrature rendono giustizia al campo, ai dettagli, ai giocatori, agli oltre 40 stadi presenti in gioco di cui sopra, e ci è piaciuto moltissimo giocare sotto la neve. I replay sono sempre allo stato dell’arte. Del resto PES negli ultimi anni ha brillato.

Per quanto riguarda il sonoro, spicca la cronaca del duo di lunga data Caressa-Marchegiani. Qui il risultato è sempre altalenante anche se in alcuni casi abbiamo notato delle frasi più congrue con l’azione. Peccato, però, che di contro, ci siano gli stessi difetti di sempre: in molti episodi abbiamo ascoltato frasi a casaccio e comunque fuori luogo. Probabilmente il paragrafo telecronaca, pur con qualche aggiunta, deve però essere rivisto a livello di implementazione.

Il resto lo fa la colonna sonora adeguata con una buona scelta di brani di vari artisti ed il pubblico che in fatto di cori e reazioni alle varie fasi di gioco fa del suo meglio.

Facili, ultimo dettaglio, le letture dei vari menu ma questa è sempre stata una cosa che in PES non è mai mancata: la facilità di navigazione tra una opzione e l’altra.

COMMENTO FINALE

Facciamo un breve riassunto di quanto scritto. PES 2019 continua sostanzialmente il viaggio di Konami verso un perfezionamento che vuole essere graduale. Persa la licenza Champions League in favore del diretto rivale, quest’anno gli sviluppatori hanno puntato fortissimo sul gameplay ed hanno vinto in larga maggioranza la loro scommessa apportando tanto lavoro “oscuro” che offre un maggior realismo, soprattutto se giocato a livelli di difficoltà alto. Il lavoro di gomiti e di fisico è più redditizio e veritiero ed aggiorna quanto fatto vedere nel già ottimo PES 2018. Il gameplay, in parole povere, è molto gratificante ed al netto di alcune sbavature che a questo punto definiremmo fisiologiche. Del resto lo svarione capita a tutti.

A livello tecnico abbiamo notato altri ritocchi soprattutto su illuminazione ed ombre ma anche le animazioni hanno chicche niente male e poi nella stragrande maggioranza dei fatti sono molto fluide anche su PS4 normale che è la piattaforma sulla quale abbiamo effettuato le nostre partite. Buono il sonoro, buone le musiche, così così la telecronaca che però diventa marginale a questo punto.

Le pecche sono sui contenuti. Non ci sono rivoluzioni su di esse ma solo dei ritocchi. C’è la coop 3 contro 3 online ma sono rimaste invariate le altre varie modalità con qualche semplificazione nella gestione delle rose e del calcio mercato. Presenti i giocatori del passato ed avere il piacere di giocare con un Maradona è sempre molto gratificante.

Se non avete problemi con le licenze (ma il supporto anche dei fan è costante ed il problema si elude facilmente, ndr), se non siete fan accaniti della Champions League (grande assente oggettivamente) e se vi piace il gameplay che varia nelle sue varie difficoltà (ed aiuti), inteso come sfida allora potete acquistare PES 2019 senza remore. A livello di gameplay la serie è tornata quasi ai livelli che la contraddistinguevano in PES 5. che non è mai andato giù nei ricordi e che riteniamo uno dei migliori giochi di calcio di sempre a distanza di tantissimi anni. Quindi, ben tornato PES e pazienza, aggiungiamo noi, per le licenze ufficiali più blasonate andate via. La ripartenza, quest’anno, ci sembra eccellente.

 

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NBA 2K19, disponibile il Preludio

Amanti del basket, fatevi sotto. 2K ha rilasciato il Preludio di NBA 2K19, il primo capitolo della modalità La Mia Carriera.

Questo è caratterizzato dalla presenza di diversi attori tra cui Anthony Mackie (Avengers, Altered Carbon), Haley Joel Osment (The Sixth Sense, Silicon Valley), Michael Rapaport (Atypical, White Famous), Aldis Hodge (Straight Outta Compton, Hidden Figures), Rob Huebel (Transparent, Bob’s Burgers) e tanti altri.

Il Preludio mette gli appassionati al centro dell’esperienza di un giocatore speranzoso con il sogno di approdare in NBA, la massima serie americana nonché il campionato più importante del mondo, cercando di ottenere successo nella Lega Basket cinese.

Vediamo il trailer dedicato.

Sviluppando le proprie abilità e ottenendo fama in Cina, arriverà anche l’opportunità di ritornare negli States quando finalmente riceveremo un invito per giocare nella G League. Con il duro lavoro e la perseveranza, la chance di giocare in NBA arriverà durante la stagione, quando si renderà disponibile un posto nel roster.

I giocatori che effettueranno oggi il download de Il Preludio , avranno la possibilità di giocare gratuitamente e in anticipo all’uscita di NBA 2K19 il primo capitolo “The Way Back”.

Ricordiamo che versione Standard di NBA 2K19 sarà disponibile dal 11 settembre. La 20th Anniversary Edition sarà disponibile dal 7 settembre . Entrambe le versioni sono già disponibili per la prenotazione.

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Windjammers arriva quest’anno anche su Nintendo Switch

Dotemu ha annunciato la propria intenzione di pubblicare il titolo sportivo Windjammers anche su Nintendo Switch entro la fine dell’anno, dopo aver ottenuto un grande successo l’anno scorso su PlayStation 4 e PlayStation Vita. Per l’occasione, il titolo verrà presentato nella sua versione dedicata all’ammiraglia Nintendo alla prossima Gamescom 2018.

Windjammers è un gioco sportivo improntato alla cooperazione e al multiplayer incentrato sul lancio di dischi, con cinque modalità di gioco, sei personaggi diversi e tantissime abilità differenti da padroneggiare. Se siete rimasti incuriositi dal titolo – e non avete avuto ancora occasione di provarlo sulle console Sony – potete dare un’occhiata al trailer nuovo fiammante pubblicato qui in basso.

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Ultimate Racing 2D, Recensione Pc

Non è facile trovare un racing sportivo 2d nel 2018. Il genere andava di moda soprattutto negli anni ’80 e fino ai primi anni ’90. Poi titoli sempre più complessi e votati alla simulazione hanno avuto il sopravvento.

Ricordiamo tra questi Hot Rod, di SEGA, titolo arcade uscito nel 1988 e convertito anche per i computer e console ad 8 e 16 bit dell’epoca, e l’italianissimo Warm Up firmato da Genias e pubblicato nel 1991

In tempi più recenti, il mercato indie ricorda New Star GP.  Ecco quindi che arriviamo rapidissimamente ai nostri giorni per parlarvi di un nuovo titolo che va a rinfoltire i ranghi di questo genere dedicato soprattutto ai nostalgici o a chi ama il 2d.

Ultimate Racing 2D, pubblicato lo scorso 24 maggio su Steam per Pc, è la nuova fatica di Applimazing, un team indie olandese che ha maturato esperienza in campo mobile pubblicando anche Formula Racing 2D che in sostanza ha fatto da base per questo nuovo gioco di cui vi parleremo.

Buona lettura.

TANTI CONTENUTI

Ultimate Racing 2D si presenta subito per la mole di contenuti presenti. L’offerta per il giocatore è veramente ampia. Sembra quasi di trovarsi di fronte ad una sorta di Gran Turismo, che come si sa offre una quantità invidiabile di contenuti. Soltanto che anziché trovarsi di fronte ad un titolo che ha le velleità di simulare in modo approfondito, qui il tono è piuttosto arcade e votato all’action ma ne parleremo a breve.

Nel gioco troviamo una lista di tracciati interessante con quasi 50 circuiti internazionali di tutti i continenti e di tutte le tipologie. Troviamo location prestigiose e conosciute come Montecarlo o Monza, o anche kartodromi, o ovali con manto diverso tra i quali asfalto, fango e ghiaccio.

Diversi campionati e discipline disponibili con monoposto, kart, ma anche vetture a ruote coperte (turismo ad esempio). Non mancano le gare stravaganti come quelle su limousine o sui trattori e segnaliamo ancora la presenza delle auto storiche, quad e motorbike. Ci sono oltre 300 vetture diverse.

Le modalità variano dalla gara veloce che consente di manipolare diversi dettagli dalle opzioni come ad esempio il numero di concorrenti in pista (fino ad un massimo di 20), il numero di giri o l’usura delle gomme che se attivata obbliga alla sosta ai box. Opzioni un po’ più limitate, ma è giusto che sia così, per le modalità Campionato e per la modalità Carriera che permette di fare una panoramica interessante di tutti i contenuti. È presente anche l’editor per editare i nomi dei team e dei piloti.

Si parte dalla base, ossia dai kart, se si termina il campionato almeno al sesto posto di questa kermesse si sblocca la categoria successiva e così via. Ogni campionato ha regole, tracciati e numero di “tappe” differenti. Si arriva alle formule più prestigiose come la Formula A ed andare oltre. Ogni piazzamento offre sia punti per il campionato che premi in denaro che variano a seconda della difficoltà scelta per l’intelligenza artificiale (facile, media, difficile) e per il campionato (Amatore, Professionista ed Esperto). Con questi proventi è possibile acquistare mezzi sempre più potenti tra quelli messi a disposizione (10 per ogni campionato). Ogni veicolo ha infatti le sue caratteristiche (che non possono essere modificate, però) riguardanti la velocità, il grip, accelerazione e turbo.

Si può scegliere in questa modalità anche, ed è interessantissimo, se effettuare dei giri di prove cronometrate per determinare la posizione in griglia di partenza nella gara: diversamente si parte sempre dal fondo dello schieramento e non è sempre facile trovare la rimonta.

Va da sé che ogni campionato ha il suo iter per numero di gare o meno. Alcune competizioni prevedono anche l’uso del turbo (nei kart ad esempio è precluso).

Insomma, dal punto di vista contenutistico è senza dubbio un’offerta interessante anche per varietà e longevità: c’è anche la possibilità di giocare online con altri 19 avversari.

Manca, però, se vogliamo essere puntigliosi, un editor reale per le vetture e la possibilità di personalizzarle modificandone le caratteristiche che rimangono fisse e non possono essere aggiornate. L’unico “aggiornamento” che si può fare è quello di cambiare i nomi a squadra e piloti ed acquistare un veicolo più potente. Manca così una vera e propria sensazione di progressione che si avverte solo nell’accumulo di soldi e nella possibilità di acquistare veicoli più potenti che permettono per forza di cose, prestazioni migliori anche se è possibile fare un buon lavoro anche con mezzi meno performanti. Per il resto, c’è massima libertà di giocare quante volte si voglia qualsiasi campionato e con qualsiasi vettura a patto di aver sbloccato quel determinato campionato ed avere la moneta per acquistare quell’auto.

Mentre mancano alcune opzioni per la personalizzazione delle stagioni e dei campionati a nostro avviso. Sarebbe utile, infatti, poter modificare il sistema di punteggio che non ci piace un granché. Inoltre sarebbe stato bello offrire punti per la pole position o per il giro veloce come in alcuni campionati GT o di Formula viene fatto.

GAMEPLAY IMMEDIATO E DISCRETAMENTE PROFONDO VOTATO ALL’ACTION

Il gameplay di Ultimate Racing 2D è immediato. Tantissima azione ovviamente ma c’è anche un po’ spazio per un pizzico di tatticismo e per l’attenzione perché ogni uscita di strada ed ogni contatto può essere decisivo. Inoltre le prestazioni tra un veicolo all’altro sono effettivamente differenti per cui anche lo stile di gioco ne risente.

È positivo che anche con un mezzo più scarso si possa competere con gli altri ma a patto, giustamente, di dosare bene la velocità e di trovare traiettorie pulite. Le uscite di pista rallentano parecchio e rendono arduo il recupero a meno che il proprio veicolo non sia nettamente superiore e quindi permetta un poderoso recupero. La “guidabilità” di ogni macchina, kart, monoposto e così via è diversa e troviamo alcune differenze. Ma queste, paradossalmente, sono più evidenti tra i mezzi della stessa categoria che non tra auto di diverse categorie. Guidare un kart sarà certamente diverso dal condurre la motrice di un camion (truck) o un trattore ma, paradossalmente la differenza non si avverte troppo tra camion o limousine o tra una formula o un kart ma tra mezzi della stessa categoria. Tra il kart base e quello più potente c’è un enorme divario, così come tra un trattore ed un altro trattore.

La sfida, comunque, rimane interessante anche perché l’intelligenza artificiale si comporta discretamente bene: aggressiva quanto basta ma anche in grado di fare una buona opposizione e di sfruttare gli errori ed in alcuni casi è brava anche a fare ostruzionismo o a indurre all’errore. Certo, fa poco per evitare gli impatti che però non hanno conseguenze sulle prestazioni della vettura che non subisce danno, ma sono molto influenti dal punto di vista prestazionale perché comunque rallentano parecchio.
Un giusto equilibrio per una coperta un po’ corta dovuta sicuramente a questioni di budget. E qui la capacità degli sviluppatori di saper ovviare ad alcune mancanze è evidente. Inoltre, a dare ulteriore pepe, è la possibilità di usufruire del boost. Una sorta di turbo da dosare giro per giro.
Come detto, inoltre, le uscite di pista e le escursioni in superfici diverse dall’asfalto sono rese molto bene e penalizzano, giustamente, le prestazioni. Andare sull’erba o sulla sabbia equivale a compromettere il giro se non la gara stessa soprattutto se condensata in poche tornate. Difficile, ma non impossibile, recuperare. Gioco votato all’azione pura ma senza disdegnare un po’ la sensibilità: non basterà solo pigiare sull’acceleratore.

Inoltre, non c’è una gara monotona in Ultimate Racing 2D e l’azione è molto condensata e divertente. Un pizzico di profondità in più è dato dalla possibilità di entrare ai box per l’usura delle gomme. E questa è tangibile: i tempi con pneumatici non al top si alzano vertiginosamente. Una pecca, però, da segnalare: esiste solo una mescola e tutte le gomme si consumano alla stessa velocità. Se questo in futuro cambiasse e se ci fosse anche la possibilità di scegliere con un altro tipo di mescola (morbida o dura ad esempio ed utilizzare pneumatici da qualifica nei giri di qualificazione) darebbe più profondità e tatticismo ad un titolo votato tantissimo sull’azione.

Tuttavia, una volta trovata la quadra che si concretizza con una discreta sensibilità nei comandi e con la conoscenza delle vetture e dei circuiti i compiti vengono facilitati ed i risultati positivi diventano sempre più costanti.

VISTA DALL’ALTO CON QUALCHE DETTAGLIO GRAZIOSO

L’occhio vuole la sua parte ed anche in un titolo come Ultimate Racing 2D pur presentando un comparto grafico datato ed all’apparenza modesto offre qualche spunto interessante.

La visuale dall’alto, pratica per questo tipo di giochi, in rigoroso 2d (come da titolo, ovviamente) offre delle piste ben riprodotte e con dovizia di particolari nonché di finezze. Montecarlo, Monza ma anche tanti tracciati e kartodromi sono ben riportati. Ve ne sono quasi una cinquantina, un numero interessante per un tipo di giochi del genere, tutti diversi e con proprie caratteristiche. Le tribunette, le protezioni con muretti o con gomme, vie di fuga e quant’altro con contorni abitativi o la presenza di alberi di vario genere. Monza ad esempio è caratterizzato da un’enorme macchia verde, in Bahrein troveremo la sabbia mentre nelle gare con le moto troveremo lo sterrato e così via. Quantità e varietà grafica per le location che fanno certamente bene.

Le vetture, dal canto loro, non differiscono troppo se non per il colore della livrea e per qualche piccolo dettaglio quasi impercettibile. I modelli sono praticamente quelli ed ovviamente differiscono di categoria in categoria. Ci sono anche inquadrature che permettono una sorta di zoom dal quale si evincono di più i singoli particolari ma che non favoriscono il gameplay almeno nelle fasi iniziali perché riducono la visuale d’insieme utile soprattutto per imparare a memorizzare il circuito e vedere il comportamento degli avversari.

Buone, invece, alcune animazioni quando si esce fuori pista: il contatto degli pneumatici con il terriccio o con l’erba fa sollevare materiale per un effetto simil particellare interessante. Ovviamente se pensiamo che si tratta sempre di un titolo che si rifà alla scuola retro.

Il sonoro svolge il suo compito senza particolari estri sia per quanto riguarda la colonna sonora che per gli effetti. Quest’ultimi hanno lasciato più il segno rispetto alle musiche.

COMMENTO FINALE

Ultimate Racing 2D è un titolo da tenere sott’occhio. Gli appassionati dei titoli di corse sportive in stile retro possono esultare perché si tratta di un piccolo gioiello. Allo stato grezzo, tuttavia. Se da un lato i contenuti non mancano (sono anche generosi) e la giocabilità è comunque buona, dall’altro mancano alcune piccolezze che se fossero state presenti (e non è detto che non vengano aggiunte in futuro), avrebbero consegnato Ultimate Racing 2D alla storia.

Ci ha convinto sotto quasi tutti i punti di vista ma in alcuni dettagli un po’ meno. È vero: il gioco offre numeri importanti ma le vetture, anche se sono oltre 300, hanno differenze sostanziali sono minime. Esistono, e ne avevamo parlato, ma le particolarità prestazionali hanno sfumature molto ridotte e sono più evidenti tra i mezzi della stessa categoria.

Inoltre, benché l’intelligenza artificiale sia discreta, avremmo preferito un filino più di tatticismo. Poteva essere il cambio gomme che esiste ma che è sostanzialmente uguale per tutti.

È comunque altrettanto vero che si tratta di un titolo arcade vecchio stile e come tale va preso. Ai tempi in cui giocavamo ad Hot Rod o a Warm Up, tutto questo sarebbe stato un sogno quindi è giusto ricordare questo dettaglio che non è secondario. Il comparto tecnico è semplice (e qui la natura del progetto indie e destinato inizialmente al mercato mobile si fa sentire), ma non per questo poco gradevole. Anzi, colpisce la varietà e la ricerca del dettaglio a qualunque livello di zoom della telecamera. Ma la cosa più importante da dire è che si tratta di un gioco molto divertente. Questo grazie alla sua immediatezza che esalta fin da subito un feeling retro da non sottovalutare. Non si può pretendere oltre, visto anche il prezzo offerto.

Insomma, Ultimate Racing 2D è dedicato ai fan retro ma anche a chi si diverte con questo tipo di titoli che vanno direttamente al sodo puntando sull’azione. Assolutamente consigliato in tal senso e con qualche limatura sarebbe perfetto.

 

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Tennis World Tour scende in campo oggi

L’attesa è finita. Gli amanti della racchetta e giocatori PS4 ed Xbox One accolgono, infatti, Tennis World Tour disponibile da oggi su console ed in arrivo il 12 giugno anche su Pc e Switch.

Ecco il trailer di lancio, buona visione.

 

Tennis World Tour vuole essere il nuovo standard. Se lo augura il team di sviluppo, veterano del settore. All’interno del gioco è possibile selezionare 31 tennisti professionisti, imparare ogni tipo di tiro, dominare tutte le superfici e intraprendere una modalità carriera estremamente realistica. E tentare la scalata con il proprio stile alla prima posizione mondiale.

CARATTERISTICHE

  • 31 dei migliori tennisti al mondo: Roger Federer, Fabio Fognini, Angelique Kerber, Stan Wawrinka e molte altre leggende dello sport.
  • 18 tipi di campo: sintetico, terra rossa, erba e persino parquet. Ogni superficie influirà molto sulle condizioni di gioco.
  • Create il vostro giocatore e intraprendete una carriera ispirata alla sua vita professionale: allenatevi, partecipate a tornei, ingaggiate lo staff adatto, acquistate l’equipaggiamento giusto e molto altro ancora.
  • Decidete quale strategia adottare in ogni match e usate le carte abilità per sconfiggere gli avversari.
  • I match online saranno disponibili pochi giorni dopo il lancio, mentre la classifiche e i match privati multiplayer dal 12 giugno.

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Tennis World Tour, video con due leggende in campo

Andre Agassi e John McEnroe sono protagonisti di un nuovo video con gameplay di Tennis World Tour, nuovo titolo sportivo firmato da Breakpoint e Bigben in arrivo il 22 maggio su PS4 ed Xbox One e poco dopo, il 12 giugno su Pc e Nintendo Switch.

Gli appassionati della racchetta potranno così rivivere uno scontro leggendario. Ecco la clip, lunga due minuti abbondanti, molto interessante.

Andre Agassi e John McEnroe insieme a numerosi contenuti aggiuntivi saranno disponibili all’interno della Legends Edition di Tennis World Tour.

LA LEGENDS EDITION INCLUDERA’:

  • André Agassi come tennista selezionabile, con il suo outfit del 1995
  • John McEnroe come tennista selezionabile, con il suo outfit del 1990
  • La speciale racchetta Wilson Pro Staff 97RF di Roger Federer disponibile all’interno della modalità Carriera
  • La racchetta Wilson Pro Staff 97 standard disponibile in modalità Carriera
  • Un esclusivo allenatore che fornirà ulteriori punti esperienza
  • L’icona “Legend” visibile in modalità multiplayer
  • 5 carte abilità
  •  L’outift Nike “Primavera 2018” di Roger Federer disponibile in modalità Carriera

Chi effettuerà il pre-ordine della Standard Edition riceverà i seguenti contenuti aggiuntivi:

  •  André Agassi come tennista selezionabile, con il suo outfit del 1995
  •  La speciale racchetta Wilson Pro Staff 97RF di Roger Federer disponibile all’interno della modalità Carriera.

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Tennis World Tour, nuovo poker di atleti

Sempre più vicino l’esordio di Tennis World Tour che uscirà tra dieci giorni esatti, ossia il 22 maggio prossimo su Pc, PS4, Xbox One e Switch.

Dall’account ufficiale del gioco sviluppato da Breakpoint per il publisher BigBen Interactive, facciamo la conoscenza di altri quattro giocatori. I più recenti sono stati annunciati poco fa.

Conosciamo quindi gli emergenti il 19enne greco Stefanos Tsitsipas, numero 40 delle classifiche ATP e Michael Mmoh, 20 anni e numero 133 del ranking.

In our last regular player showcase we introduce American youngster Michael Mmoh and Stefanos Tsitsipas from sunny Greece! pic.twitter.com/yunDNTCD90

— TennisWorldTour (@TennisTheGame) May 12, 2018

Ieri era toccato al belga David Goffin, 27 anni ed attualmente numero 10 del mondo ed al francese Gael Monfils, 31 anni e 41 ATP.

It’s player showcase #11 – featuring David Goffin from Belgium and Gaël Monfils from neighbouring France. pic.twitter.com/DvRKU0Ijr6

— TennisWorldTour (@TennisTheGame) May 11, 2018

Ricordiamo, infine, che il gioco includerà più di 30 stelle, maschili e femminili ma anche del passato (vedi John McEnroe) ed una modalità carriera che promette di essere profonda. Cresce, quindi la curiosità per Tennis World TOur.

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Tennis World Tour, annunciati quattro nuovi atleti

Il conto alla rovescia per l’esordio di Tennis World Tour sta entrando nella fase caldissima visto che il titolo di Breakpoint debutterà il 22 maggio su Pc, PS4, Xbox One e Switch.

Da Twitter arrivano due cinguetti del profilo ufficiale del gioco che ci presentano quattro atleti che faranno parte del roster del nuovo gioco sportivo.

Nel cinguettio più recente, pubblicato nelle scorse ore, sono annunciate la danese Caroline Wozniacki e la spagnola Garbine Muguruza, rispettivamente numero 2 e 3 delle classifiche WTA (quella femminile per intenderci).

In today’s all women player showcase we present the current number two and three Caroline Wozniacki from Denmark and Garbiñe Muguruza from Spain! pic.twitter.com/ROfiu1IDjJ

— TennisWorldTour (@TennisTheGame) May 10, 2018

Nell’altro troviamo lo svedese Elias Ymer (138 delle classifiche mondiali maschili) ed il russo Karen Khachanov (38 del mondo).

Player showcase number 10 features Elias Ymer from Sweden and Karen Khachanov from Russia. pic.twitter.com/Dm40eW6J41

— TennisWorldTour (@TennisTheGame) May 9, 2018

Tennis World Tour includerà 31 tennisti professionisti tra cui Roger Federer, Gaël Monfils, Angélique Kerber, Garbiñe Muguruza, Caroline Wozniacki, Nick Kyrgios e Alexander Zverev e John Isner.

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Tennis World Tour… McEnroe torna mancino

Nelle scorse ore un nuovo video con gameplay di Tennis World Tour ha fatto il giro del web. Questo vedeva protagonista John McEnroe. I più attenti hanno notato che una delle leggende viventi di questo sport giocava con la mano destra.

Errare, dunque, è umano. Bigben e Breakpoint hanno riconosciuto l’errore e lo hanno corretto facendo tornare l’estroso McEnroe mancino, come nella realtà. Publisher e sviluppatore, rammaricati per quanto successo, hanno tenuto a tranquillizzare gli appassionati garantendo che “all’interno della versione finale, tutti i contenuti rispecchieranno fedelmente la realtà”.

Detto questo, ricordiamo che il gioco debutterà il prossimo 22 maggio su Pc, PS4, Xbox One e Switch con oltre 30 giocatori tra stelle attuali e passate. A seguire, il video “incriminato”. Buona visione.

 

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