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I migliori Action/Adventure del 2018

Continuano i nostri speciali sui Goty dell’anno appena trascorso. Questa volta parleremo dei migliori action/adventure del 2018.
La qualità è stata stratosferica con tantissimi giochi meritevoli di entrare in nomination. Molto probabile che diversi titoli ce li ritroveremo anche nella graduatoria finale per il Goty complessivo.

Nel frattempo, godetevi questa splendida cinquina. Prima di dimenticarlo: vi sorprenderà la mancanza di un titolo decisamente importante, ambientato nell’antica Grecia con sfumature gdr e che potenzialmente è entusiasmante. Non lo abbiamo potuto recensire e quindi – pur riconoscendone la bellezza – non ci sentiamo di inserirlo in questa cinquina. Lo troverete nell’editoriale realizzato dal nostro amico Massimo Reina sui suoi migliori 10 giochi del 2018. Basta ed avanza a nostro avviso. Ci spiace per questo “inconveniente” ma il publisher in questione non ha ci ha fatto pervenire la copia e neppure il codice. Ancora aspettiamo in stile Godot.

Vi lasciamo allo speciale. Buona lettura.

5) DETROIT: BECOME HUMAN

Quantic Dream ha sempre realizzato titoli destinati a far discutere. Da Heavy Rain a Beyond: Two Souls che hanno spaccato pubblico e critica. Non ha fatto accezione il più recente Detroit: Become Human. Anche questa esclusiva PS4, infatti, uscita a maggio, ha fatto parlare di sé.

Da un lato si è acclamato il lato tecnico con un aspetto grafico e sonoro a livello altissimo e dai toni cinematografici. Stesso dicasi per la trama in grado di appassionare grazie alla sua profondità ed alle sue innumerevoli sfumature.

Lo si è premiato soprattutto per questo. Massimo Reina ha scritto nella sua recensione per noi:

La difficile convivenza tra macchina e uomo, lo sviluppo di una coscienza artificiale, la “diversità” e le differenze sociali sono i punti cardine della storia raccontata nel nuovo progetto di Quantic Dream in un prodotto che strizza l’occhio a Asimov, Clarke e Dick, ma che al contempo presenta qualche spunto originale tale da non farlo scadere nel “già visto”.

In molti, però, additano il gioco per i troppi QTE (Quick Time Event) che infarciscono il gameplay. Ma è nello stile di Quantic. Prendere o lasciare. E noi abbiamo, comunque, apprezzato.

4) SHADOW OF THE TOMB RAIDER

L’anno passato agli archivi è stato importante anche per il ritorno di una serie storica: Tomb Raider. Il nuovo capitolo della saga, Shadow of the Tomb Raider ha chiuso, infatti, la nuova trilogia di Lara Croft (composta da Tomb Raider,, uscito nel 2013 e da Rise of the Tomb Raider, pubblicato nel 2016) consegnandoci un personaggio – già iconico – ancora più maturo.

Il titolo ha tutto quello che serve per entusiasmare i fan della serie e non solo. Ha un’ottima grafica, una buona giocabilità generale ed un’ambientazione affascinante. L’unica pecca è, probabilmente, la longevità visto che la modalità Storia può essere conclusa anche in meno di quindici ore.

Tuttavia stiamo parlando di un ottimo titolo, molto appetibile sotto tutti i punti di vista e che si sta arricchendo anche con i vari dlc. Ah, inoltre è anche divertente, quindi, fa appieno il suo dovere. Niente male per il gioco di una serie che va per i 22 anni.

3) SPIDER-MAN

Era uno dei giochi più attesi del 2018. E Spider-Man, esclusiva PS4, non ha mancato l’appuntamento. Anzi, ha fatto centro sotto tutti i punti di vista. Anche commerciale viste le numerose prime posizioni anche in Italia.

Il lavoro di Insomniac Games è ammirevole per qualità e quantità. Certo, alla lunga, magari, potrebbe il gameplay essere ripetitivo ma complessivamente, stiamo parlando di un capolavoro che ha mantenuto sostanzialmente le attese.

È un’avventura story-driven ma a mondo apertoche strizza l’occhio a Batman Arkham di Rocksteady Studios.

Il gameplay si sviluppa anche in verticale ed è vincente grazie a tantissime cose da fare. Non ci si annoia (quasi) mai in questa New York riprodotta. Il punto debole è l’intelligenza artificiale di alcuni nemici che non è propriamente il massimo. Ed a questo si aggiunge anche una scarsa originalità. Rimane un titolo ben realizzato e parecchio divertente nonché molto bello da vedere e da interpretare grazie ad una storia raccontata molto bene ed a un personaggio fantastico ed affascinante. Sicuramente uno dei giochi più importanti del 2018.

2) GOD OF WAR

Il ritorno di Kratos era molto atteso e non solo dagli utenti PS4 che in effetti sono stati i soli a poter godere del gioco, esclusiva Sony. Il nuovo God of War è la maturazione, in tutti i sensi, della serie con un nuovo capitolo ricco di novità. In primis l’invecchiamento (o stagionatura) di uno dei personaggi più amati dell’Olimpo videoludico: Kratos, già Dio della Guerra. Bene, il nostro ora è diventato padre e crescere da soli un figlio non è per niente facile.

Oltre a questo, il setting è spostato dall’antica Grecia al freddo del Nord Europa. “Vittime” dell’ira funesta dell’iconico personaggio sono le divinità norrene.

C’è anche qualche sfumatura gdr che esalta non poco e che rende un po’ più profondo il gameplay che, ovviamente, è incentrato sull’azione ma lo è anche una trama di livello superiore.

Le parole in sede di commento del nostro Antonio Patti che ha recensito il titolo chiudono questo nostro intervento sul gioco:

“God of War non inventa o rinnova assolutamente niente sul fronte giocoso: tutto quello che troviamo qui, si giocava già in Darksiders o nei primi Legend of Zelda. Ma quello che offre, lo offre in una maniera più unica che rara. Un bellissimo titolo da giocare tutto d’un fiato cercando di esplorarne ogni contenuto, ma è presto per decretarlo il migliore dell’anno e fazioso etichettarlo come il migliore fino ad oggi: quando c’è un solo candidato c’è una sola scelta e vincere così è fin troppo facile”.

Titolo che è poi migliorato ulteriormente con la Photo Mode ed altre caratteristiche aggiunte con puntuali aggiornamenti.

1) And the winner is… RED DEAD REDEMPTION 2

Il vecchio West è sempre stato foriero di grandi storie. L’ambientazione sconfinata in una natura selvaggia, le avventure in terre contese dove la legge del più forte è ancora lampante in un periodo di grandi innovazioni tecniche e la grande spaccatura tra la voglia di innovazione con il tradizionale hanno creato sempre contrasti molto affascinanti.

Red Dead Redemption 2 incarna i sogni degli amanti delle ambientazioni Western grazie ad un vero e proprio kolossal. Rockstar Games si è fatta aspettare prima di portare Red Dead Redempton 2 in pubblico. Ma al netto di difetti umani come alcuni glitch (anche assurdi), è un gioco che racconta non una grande storia ma tantissime grandi storie. E lo fa con dovizia di particolari, con sfumature narrative davvero interessanti.

Inoltre, al di là dei difetti (anche evidenti), presenta un mondo aperto (o open world se preferite) di eccezionale impatto, in grado di portare il giocatore in un’atmosfera molto bella e profonda. A tratti vivida vista la presenza di tantissimi dettagli (quelli che fanno la differenza tra il normale e l’eccelso). Red Dead Redemption 2 è un affresco di un’era che fu di altissimo livello. Da giocare e rigiocare grazie alle innumerevoli cose da fare, anche secondarie, e perché no, anche ricreative. Una battuta di caccia o una pesca, girovagando per location influenzate dagli effetti del Meteo che non sono meramente visivi ma effettivi.

Ed in più si è pure aggiunta la modalità online che rende il titolo rigiocabile all’infinito viste le sempre diverse attività in rete che affiancano un titolo mastodontico di per se per storia, ambientazione ed “estensione”.

Red Dead Redemption 2 è uno dei titoli più importanti degli ultimi anni, non solo del 2018, degno erede del suo predecessore uscito ormai 9 anni fa.

Menzioni: a confermare la grandissima qualità di action/adventure, non possiamo non ricordare alcuni titoli che per qualche sfumatura non sono entrati in nomination ma che ugualmente – a seconda anche dei gusti personali – possono essere (e lo meritano) ricordati. Il 2018 è stato anche l’anno di State of Decay 2, del contestato Sea of Thieves, di Just Cause 4 e di Darksiders 3. Titoli di un certo peso specifico così come Fist of the North Star: Lost Paradise, il gioco su Ken il Guerriero realizzato dagli autori di Yakuza e che ha anche una inflessione gdr.

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I migliori strategici/gestionali del 2018

Continuano i nostri speciali sui Goty dello scorso anno. Questa volta ci occupiamo dei migliori strategici/gestionali del 2018. Due generi  che hanno da sempre appassionato schiere di fan e che nel 2018 hanno avuto una buona rappresentanza.

Non possiamo non citare The Banner Saga 3 (presente peraltro in questa nostra cinquina) che ha chiuso l’arco narrativo di una trilogia in grado di scaldare i cuori di moltissimi giocatori in tutto il mondo. Alcuni titoli sono stati ulteriormente aggiornati con dlc ed espansioni, ma anche grossi aggiornamenti (vedi Total War: Warhammer 2, Civlization VI: Rise and Fall, Stellaris, Europa Universalis IV e Cities Kylines solo per fare qualche esempio) ma non mancano le sorprese. In tutti i sensi. Ed a noi piacciono le sorprese.

Ecco la nostra top five. Buona lettura

5) A TOTAL WAR SAGA: THRONES OF BRITANNIA

Forse un po’ a sorpresa ma A Total War Saga: Thrones of Britannia fa parte della top five. I motivi sono spiegati nel commento finale della recensione scritta dal nostro buon Antonio Patti.

Thrones of Britannia è un graditissimo ritorno alle battaglie storiche, alla scoperta delle civiltà realmente esistite, allo stuzzicare la ricerca storica per saperne di più su un periodo, quello tra Roma e i Normanni, che non ci è mai stato del tutto chiaro a causa delle scarse testimonianze storiche.

Il tutto condito da un buon gameplay ed un comparto tecnico che, pur non facendo gridare al miracolo, fa la sua parte. Gli appassionati di storia apprezzeranno sicuramente. E poi il binomio Creative Assembly-SEGA è sinonimo di garanzia. Forse non il top ma sufficiente a farlo apparire nella nostra lista dedicata agli strategici/gestionali usciti nel 2018.

4) ASH OF GODS

Una delle sorprese più interessanti del 2018 per questo genere è senza dubbio Ash of Gods. A primo acchito, e lo abbiamo riportato ampiamente in sede di recensione, sembra un vero e proprio clone di The Banner Saga. Le dinamiche sono molto simili in effetti ma lo sviluppo iniziò, almeno a livello embrionale, 12 anni fa.

La sfumatura gdr (o rpg se vi piace la dizione inglese), si concretizza nel gameplay e dopo le battaglie a turni. La storia ci porta in un mondo vasto, flagellato da un male oscuro che si va facendo sempre più strada e prende le varie sfumature di decine di personaggi molto interessanti.
Una narrativa molto interessante e dettagliata con “tonnellate di testi” discretamente tradotti in italiano. Anzi, più che discretamente. Un lato artistico sublime sia a livello visivo che per quanto riguarda il commento sonoro. Tutto molto bello, anche il gameplay in grado di diversificarsi in diversi segmenti: dal gestionale a quello narrativo o anche le semplici scelte che possono portare alla morte personaggi importanti. Si può arrivare alla fine del gioco ma bisogna vedere come si ci arriva. Da eroi vittoriosi o da sopravvissuti. Ash of Gods ha molto da dire, “peccato” che davvero per lunghi tratti e, ad uno sguardo non molto attento, possa sembrare troppo (e per molti versi lo è) simile a Banner Saga.

3) WARTILE

La genesi di Wartile è stata molto travagliata. Nel 2016 Playwood Project, sviluppatore indie danese, iniziò una campagna Kickstarter che però non ebbe successo. Il progetto, però, continuò ugualmente. Il titolo arrivò nel 2017 su Steam in early access per poi uscire dalla fase di accesso anticipato lo scorso anno.

A sviluppo concluso, tutto il potenziale del progetto Wartile emerse assieme ad alcune caratteristiche che sarebbero potute emergere ulteriormente. Il gioco ci porta in un mondo fatto da diorami ambientato nella mitologia norrena al tempo dei vichinghi. Mitologia Norrena protagonista, dunque.

I giocatori guidano delle miniature che possono essere usate per esplorare e combattere secondo i propri parametri prestabiliti ma che possono anche essere migliorate con equipaggiamento adeguato (e punti esperienza). Al termine delle varie missioni si possono acquisire oro e punti esperienza da utilizzare per migliorare o comprare equipaggiamento ed ulteriori classi di miniature da schierare nella quest successiva. Inoltre le carte da raccogliere possono dare dei bonus/malus che possono variare le sorti in battaglia.

Tecnicamente Wartile è molto ben fatto sotto tutti i punti di vista ma anche artisticamente si difende. Le mappe compongono un mondo di diorami che sono capolavori. Alcuni dettagli sono impressionanti. Peccato per i contenuti: la campagna non dura troppo e non è troppo rigiocabile. Ma per gli amanti delle miniature, il titolo firmato da Playwood Project, è un toccasana. Con qualche espansione potrebbe avere ulteriore seguito.

And the winners are…:

Si, avete letto bene: abbiamo un ex aequo nonostante i voti diversi. Il motivo è anche il peso storico. The Banner Saga merita questo riconoscimento per la summa di tanti motivi. Railway Empire perché è stata la vera sorpresa. Una volta tanto, concedeteci il piacere di nominare due vincitori.

1) THE BANNER SAGA 3

Il 2018 è andato agli archivi registrando il gran finale di The Banner Saga. La trilogia di Stoic ha sicuramente fatto storia. Dalla raccolta Kickstarter di 7 anni fa archiviata con quasi 725.000 dollari a quella di due anni fa che si rese necessaria per la realizzazione del terzo episodio in grado di totalizzare quasi mezzo milione di dollari. Dalla pubblicazione del primo episodio, uscito 5 anni fa, agli ultimi mesi e con un terzo capitolo supportato con nuovi aggiornamenti che hanno aggiunto ulteriori funzionalità.

In mezzo un secondo capitolo minacciato dalle assurde richieste, poi ritirate per fortuna, degli sviluppatori di Candy Crush Saga che intimarono azione legale per far cambiare nome alla serie. Colpa della parola “Saga” dicevano…

Il gran finale di The Banner Saga, quindi, era molto atteso per tanti motivi. E come sempre a trionfare è stato il lato artistico. Quello con la A maiuscola. Dall’aspetto grafico, sempre delizioso ed in grado di incarnare le aspettative di chi ama questo genere di ambientazioni dove l’ambientazione vichinga appare pittoresca ma al tempo stesso elegante come un’opera d’arte in movimento, a quello sonoro.  Comparto audio guidato da Austin Wintory.  The Banner Saga 3 ne è la summa. E nobilita la trilogia intera con gli altri due capitoli che si congiungono al terzo episodio.

Il nostro Antonio Patti ha descritto così il gioco:

Al giocatore è lasciato l’epilogo di una delle più belle storie di fantasy vichingo mai concepite, dense di temi importanti quali la fiducia, la giustizia, il viaggio, l’accoglienza, il bene e il male in forme confuse e sfaccettate. Graficamente parlando si allinea con i precedenti due ma offre, ovviamente, scorci visivi inediti e una presentazione generalmente ottima, disegnata a mano e animata benissimo. Le musiche che accompagnano gli eventi sono semplicemente indimenticabili, ben orchestrate, coinvolgenti.

Per continuare così:

Graficamente parlando si allinea con i precedenti due ma offre, ovviamente, scorci visivi inediti e una presentazione generalmente ottima, disegnata a mano e animata benissimo. Le musiche che accompagnano gli eventi sono semplicemente indimenticabili, ben orchestrate, coinvolgenti.

Crediamo sia più che sufficiente per dare al titolo di Stoic questo premio.

1) RAILWAY EMPIRE

Il 2018 è stato ricco di sorprese e Railway Empire è stata una delle più grandi e gradite. Un gestionale (più che strategico) che come è facile intuire, si incentra sulla costruzione di imperi ferroviari. Il gameplay è immediato ma al tempo stesso in grado di dare soddisfazioni perché l’ottimo livello di sfida permette sessioni non impossibili. Complicate al limite, ma nulla di irrisolvibile. E laddove si scelgono gli aiuti, gli stimoli a far sempre bene non mancano.

Il tutto è accompagnato da un buon comparto grafico con un 3d interessante ed un buon sonoro. Ma il punto di forza è senza dubbio il gameplay che permette di realizzare in pochi click ferrovie, stazioni e di creare una linea ferrata dei sogni.

Le diverse modalità offrono ulteriori stimoli. E ci sono anche i dlc che hanno ulteriormente arricchito i contenuti. Per non dimenticare anche i contenuti della community. Gaming Minds Studios ha fatto sicuramente centro.

È sempre esaltante partire da locomotive piccole e poco potenti e migliorare sempre più con treni superveloci e sempre migliorabili dal punto di vista tecnologico. È uno dei nuovi eredi di Railroad Tycoon. Basterebbe questo a farlo già amare dagli appassionati del genere. Forse meno cattivo dell’illustre “capostipite” ma con tutte le caratteristiche di un gioco moderno con caratteristiche interessanti come la possibilità di assumere spie per lo spionaggio industriale… e molto altro. Ah, è parecchio divertente e nel corso dei mesi sono arrivati anche alcune espansioni. Proprio quelle che chiedevamo. Meglio di così…

Menzioni:  Achtung! Cthulhu Tactics in grado comunque di offrire un’ottima atmosfera che immerge i giocatori nella Seconda Guerra Mondiale dai toni esoterici, l’italiano Mars or Die, anche qui ricordato; il futuristico Battletech per gli amanti dei Mech.

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Speciale retro, i giochi di Natale

Il Natale si avvicina. Ormai è dietro l’angolo. È sempre un periodo dell’anno molto atteso. Per molti giunge il momento del meritato riposo. Per chi fa il mio lavoro no. Perché è presto detto, dare notizie o raccontare storie (vere, si intende) è una missione e non lo si fa certo per quei pochi spicci che ci si guadagna (chi li guadagna).

È quindi giunto il momento di uno speciale a tema sui giochi con i quali mi divertivo nel periodo natalizio. Erano quindici giorni di vacanza spensierata e poi si tornava a scuola. Inutile dire che internet non esisteva. O era ancora una cosa pionieristica, da telefilm anni ’80 (vedi i 4 Ragazzi per un Computer).

Uno dei Natali più belli, ricordo, è stato quello del 1990 ma parlerò anche di quelli in altri anni. Ero in terza media ma fui costretto a casa da una bronchite serissima. A metà dicembre, per la prima volta, il mio medico curante (buon’anima) guardò seriamente i miei genitori e gli disse che non c’era nulla da scherzare e che la situazione era seria. Riposo a casa al calduccio assoluto. E fu così che le mie settimane di riposo divennero tre. In quel periodo avevo il Commodore 64 ed ancora l’Olivetti Prodest PC 128 che, dopo l’arrivo del biscottone della grande C, riposi bellamente in uno scaffale a far la muffa. Col senno di poi mi pento un po’ di questa scelta perché è giusto, ad onor del vero, ricordare quanto divertimento mi portò. Non posso dimenticare solo l’anno precedente le partite a La Miniera di Diamanti, ottimo clone di Boulder Dash, o a Blue War II, che era un simulatore di sommergibile paragonabile al famoso Silent Service o ancora ai Giochi Olimpici 1 e 2 ed a quelli Invernali. Per non parlare di un’avventura suddivisa in tre parti che consisteva nell’arrivare a Las Vegas e vincere un milione di dollari entro un determinato orario. Appunto, Las Vegas mi tenne molto e da più grande, quando lo rigiocai, scoprii che bene o male, i risultati, soprattutto nella roulette si ripetevano dopo un certo numero di giocate.

Ma il C64 aveva più varietà, più scelta. E, per chi come me, amante della musica, anche il sonoro che – rispetto a quello del computer della Olivetti (un Thomson MO6 sotto mentite spoglie) – era qualcosa di spettacolare.

Il tutto fu confermato quando conobbi Turbo OutRun che giocai assiduamente in questo periodo. Comprato in estate lo rigiocai in inverno per finirlo durante il periodo natalizio. Non potrò mai scordare la sorpresa della colonna sonora digitalizzata ed originale firmata dai Maniacs of Noise. Anche le musiche in game erano esaltanti. In quei giorni piazzai la partita perfetta e conclusi i sedici stage, e quindi il gioco.

Non sono mai stato un granché e probabilmente la versione C64 era molto più facile rispetto a quella Arcade, non me ne vergogno, ma fu un ricordo molto bello ascoltare quelle canzoni fantastiche.

Ma non mancarono le partite a The Last Ninja 1 e 2. Anche qui molto lunghe e condizionate soprattutto dall’ascolto delle canzoni. Scritte da Anthony Lees e dal compianto Ben Daglish, scomparso lo scorso 1 ottobre, e (The Last Ninja 2) da Matt Gray. Anche qui, una colonna sonora assurda che accompagnava un ottimo gameplay. Soprattutto il secondo capitolo. Erano molto belle le confezioni dei giochi System 3. Solitamente scatoloni profondi che includevano il gioco (dischi o cassette) e dei bellissimi manuali. Se solo avessi avuto più attenzione… ma andiamo avanti.
La serie The Last Ninja era contraddistinta anche da un’ottima grafica isometrica ricca di dettagli. Particolarità: tra ogni location e l’altra, l’ambientazione si caricava molto velocemente ma in quegli attimi si vedeva la “costruzione” della location. Era una sorta di effetto pop up odierno. Spettacolare anche l’interfaccia che offriva tutte le informazioni necessarie. Il gioco era immediato e fluido, dove si alternavano combattimenti, la raccolta di oggetti per superare degli enigmi ambientali o di armi per affrontare al meglio nemici più forti. E chi se le scorda le api di Central Park, primo livello di The Last Ninja 2? Le dovevo evitare mentre le prime volte mi ostinavo a combatterle… fesso io.

In quel Natale non posso dimenticarmi di The Ninja Warriors. Forse era il periodo in cui mi piacevano i Ninja (anche Ninja Turtles di Konami, infatti feci comprare il gioco ai miei). La conversione dell’arcade che vidi l’anno precedenza in sala giochi in uno stranissimo formato (lo schermo era super orizzontale con un rapporto che il 16:9 sembrava sostanzialmente un quadrato) che lo rese anche memorabile. Anche qui probabilmente complice la facilità della versione C64 (quella Amiga era nettamente più complicata, ricordo, soprattutto dal secondo livello quando entravano in gioco i carri armati), riuscì a terminarlo senza grossi sforzi. La musica di Tony Williams riprendeva il tema originale ma a mio avviso rendeva paradossalmente di più sul Sid. Sono proprio innamorato di questo chip.

Atomic Robokid, Rainbow Island, Arkanoid, ma anche X-Out (colonna sonora ed intro da film anche su C64), per non dimenticare il primo Turrican. Tutti ottimi giochi ma Turrican mi sorprese anche per la grafica assurda – per il C64 – di allora. Per alcuni – e probabilmente avranno ragione – questo gioco griffato Rainbow Arts – è stato sopravvalutato ma per me era qualcosa di unico che fu superato l’anno dopo dal sequel. Ah, si, c’era pure Batman The Movie che mi piacque molto. Anche la versione C64 non era male mentre quella Amiga si distaccava per le eccezionali, all’epoca, sessioni di guida sulla batmobile e sul Batwing.

Nel 1991 arrivò l’Amiga. Era settembre. Tuto cambiò ed anche in questo caso, abbandonai – ma meno repentinamente – il C64 che fu protagonista di una delle mie prime “nottate” estive: quell’anno feci gli esami di terza media (se ci penso ora mi viene da ridere, come sicuramente capiterà a molti di voi), i loader di The Last Ninja 1 mi tennero compagnia mentre ripassavo alla meno peggio l’inglese.

Dicevamo del 1991 e con l’Amiga il primo natale me lo passai con The Secret of Monkey Island. Non credo ci sia da aggiungere altro solo il fatto che lo ritengo uno dei migliori giochi di sempre e tra i più adatti al periodo natalizio. Humor, atmosfera, trovate, enigmi e musica sono memorabili e – a mio avviso – si sposano perfettamente con l’atmosfera natalizia. Vagare – mentre li fuori fa freddo e fa buio presto – per le vie di Melee Island fatte di luci e lucette, in una notte infinita, fa senza dubbio la sua figura. Ricordo ancora che quando lo comprai dovevo scegliere tra lui e The Adventures of Robin Hood… non che fosse male Robin Hood, ma The Secret of Monkey Island mi ispirò di più.

Non sottovaluterei neppure un grande classico di Cinemaware, “tale” Defender of The Crown. Uscito nel lontano 1986, fu uno dei primi titoli che acquistai per il nuovo arrivato Amiga. Era da sempre il mio sogno poter giocare a questo titolo che mi fece conoscere l’Amiga e probabilmente ebbe il merito di farlo conoscere a tutto il mondo. Un sogno che si realizzò anni dopo.

Defender of The Crown aveva una grafica paurosa anche nel 1991 e l’atmosfera da film, che tra l’altro è ripresa da uno dei miei film preferiti (Ivanhoe), bastavano a fare esaltare me ed una intera generazione. Indimenticabili anche i pezzi musicali di Jim Cuomo rimangono scritti nella storia benché brevi ma molto di impatto.

I natali successivi in compagnia di Amiga me li ricordo con altre avventure grafiche come Simon the Sorcerer, davvero molto bella e piuttosto lunghetta, ma anche con l’incredibile conversione di Mortal Kombat II. Già il primo Mortal Kombat era gradevole, ma il secondo capitolo sfruttò l’hardware Amiga a dovere. Non posso dimenticarmi anche di Lotus II e Lotus III.  Quest’ultimo aveva il famigerato RECS. Cosa era il RECS? Acronimo di Racing Environment Construction Set, era un editor che permetteva un numero spropositato di circuiti secondo diversi parametri che includevano la lunghezza, se fosse un circuito chiuso o un tracciato aperto suddiviso da checkpoint, la percentuale di curve, ostacoli e le varie ambientazioni. Questo generava un codice che si doveva scrivere a mano per poter rigiocarlo.

Nel ’94 arrivò un titolo calcistico molto amato: Sensible World of Soccer, un grande capolavoro su due dischetti. Ancora oggi non mi capacito come cotanta bellezza potesse essere contenuta in appena due dischetti da 740kbyte. Misteri. Il fatto che si potesse iniziare un torneo e personalizzarlo come si volesse, era uno stimolo in più nel creare competizioni fantasiose dove non mancavano i tornei di Natale ‘9X. Una bella alternativa alla Carriera che era sicuramente la parte in solitaria più giocata.

Il pezzo Super Stars Hero è rimasto tra gli annali ma in quel periodo Sensible Software, che sviluppò questo ed altri capolavori, era sinonimo di colonne sonore cantate. Cannon Fodder 1 & 2 nonché Sensible Golf ne alimentarono il mito.

E poi? Ah, si, c’era anche Viking, uno strategico semplice ma profondo ambientato nella Gran Bretagna ed in alcune regioni del Nord Europa e, già che ci sono, ricordo che qualche Natale lo passai in compagnia di Castles, capolavoro di Interplay e progenitore di Stronghold. Se non lo è sinceramente non so cosa pensare.

Bellissimo costruire il castello, gestirlo, ricevere gli emissari di questa o quella famiglia o del popolo o ancora del clero o di criminali, scegliere e poi difendersi da attacchi ed assedi. La libertà d’azione era considerevole. Notevole anche il manuale. Qualche ora di Natale la passai anche con Centiurion Defender of Rome, mitico strategico-gestionale. Mi piaceva molto il lato diplomatico. C’era la possibilità, ma lo appresi in là leggendo varie riviste, di fare la propria scalata al mondo evitando di sprecare gocce di sangue e facendo fare tutto alla diplomazia. Ho ancora la confezione originale con gli appunti scritti a mano. Non era facile e comunque c’erano alcune varianti interessanti: le battaglie navali, quelle terrestri, ma anche la costruzione di anfiteatri e l’allestimento di giochi come gli scontri di gladiatori e la corsa delle bighe che potevano aumentare anche i propri guadagni. Capolavoro. Il video si riferisce alla versione Pc.

E sostanzialmente si chiude qui questo speciale fatto di ricordi di pixel, di atmosfere e di canzoni. Ho parlato poco del gameplay e probabilmente avrò anche fatto confusione con alcune date ma il periodo natalizio fino a fine ’99 lo passai sostanzialmente così. Poi arrivò il Pc, schede grafiche, processori, configurazione e così via. Tutto il romanticismo che poteva esserci in un The Monkey Island o in una partita a Sensible World of Soccer, si perse. Arrivarono tempi difficili (non che quelli di ora siano facili, tutt’altro) e tutto si perse.

Ma i ricordi, fatti di pixel, musica in chiptune (rigorosamente), gameplay geniali ma anche scapestrati (non tutte le ciambelle riescono col buco), rimangono. Chiudo con un ricordo più recente: Natale 2009, tutta la famiglia o quasi (escluso mio padre che non c’era più) riuniti da me. Una delle rare volte che giocai con i miei cugini. Giocammo a Fifa 10, poi, quando fui solo, qualche giorno lo spesi su The Elder Scrolls IV: Oblivion. Andare a Bruma, una delle città più a Nord di Cyrodill la, regione centrale del continente di Tamriel, e passeggiare sotto la neve in quell’atmosfera fantasy, aveva ed ha un non so ché di romantico. Emozioni che non ho più riprovato neppure in Skyrim.

Ed ora? Beh, ora ho una vasta scelta tra Pc, PS4 e Switch per non parlare di PS3, PS2, PS1 e prima Xbox. Adesso i tempi sono cambiati ma quando voglio sognare mi rifugio in qualche emulatore o ricordo sognante quando vidi per la prima volta il Nintendo funzionante in una vetrina del centro della mia città dove giravano le demo di alcuni giochi dell’epoca.

Ricordo ancora il jingle promo di questa demo. In pratica era il modello M82 che non era altri che una unità destinata ai negozianti per far provare i giochi ai propri clienti. Chi l’ha avuta se la tiene stretta, chi la vuol comprare deve sborsare cifre alte. Su E Bay siamo sull’ordine dei 5.000 (cinquemila!) euro. Intanto ecco la musica in questo video che ha un titolo sbagliato (viene spiegato nei commenti a seguire).

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Tutte (o quasi) le uscite del 2019

Il 2019 si prospetta ricco di nuovi giochi. Ecco quindi una lista di tutte le uscite confermate e previste. Le date indicate si riferiscono alla pubblicazione in occidente o comunque contemporanee in tutto il mondo.

Ecco il listone pubblicato da VG247. Giusto, ovviamente ricordare che si tratta sempre di dati da prendere con le molle perché soggetti a variazioni improvvise. L’elenco è lunghissimo ed ovviamente possono anche aggiungersi ulteriori giochi che ad oggi, 22 dicembre, non sono stati ancora annunciati (come ad esempio Fifa 20, PES 2020 ed altri sportivi che salvo catastrofi naturali dovrebbero comunque essere ufficializzati nei prossimi mesi, come prassi da anni). Ma eccoci a questo elenco.  Buona lettura.

Giuseppe Stecchi

GENNAIO

L’anno nuovo comincia bene con alcune uscite importanti come Kingdom Hearts 3, Onimusha: Warlords, Resident Evil 2, Ace Combat 7. Ci sarà la possibilità di giocare la demo di Anthem, in uscita a febbraio.

  • Pikuniku (PC, Switch) – 07/01
  • Bury me, my Love (PC, Switch) – 10/01
  • Double Cross (PC, Switch) – 10/01
  • Aftercharge (PC, Xbox One) – 10/01
  • Tales of Vesperia: Definitive Edition (PC, PS4, Xbox One, Switch) – 11/01
  • Mario & Luigi: Bowser’s Inside Story + Bowser Jr’s Journey (3DS) – 11/01
  • New Super Mario Bros. U Deluxe (Switch) – 11/01
  • Onimusha: Warlords (PC, PS4, Xbox One, Switch) –15/01
  • Smash Hit Plunder (PS VR) – 15/01
  • Vane (PS4) – 15/01
  • Smoke and Sacrifice (PS4, Xbox One) – 15/01
  • Hell Warders (PC, PS4, Xbox One, Switch) – 17/01
  • Octahedron (Switch) – 17/01
  • YIIK: A Post-Modern RPG (PC, PS4, Switch) – 17/01

  • Ace Combat 7: Skies Unknown (PS4, PSVR, Xbox One) – 18/01
  • Travis Strikes Again: No More Heroes (Switch) – 18/01
  • Senran Kagura Burst Re:Newal (PS4, PC) – 18/01 PC 22/01
  • A Fisherman’s Tale (Rift, Vive, PS VR) – 22/01
  • At the Gates (PC) – 23/01
  • Slay the Spire – full release (PC) – 23/01
  • Battlefleet Gothic: Armada 2 (PC) – 24/01
  • Life is Strange 2 – Episode 2: Rules (PC, PS4, Xbox One) – 24/01

  • Resident Evil 2 Remake (PC, PS4, Xbox One) – 25/01
  • Anthem demo with pre-order (PC, PS4, Xbox One) – 25/01
  • Genesis: Alpha One (PC, PS4, Xbox One) – 29/01
  • Kingdom Hearts 3 (PS4, Xbox One) – 29/01
  • Planetside Arena (PC) – 29/01
  • Fission Superstar X (PC, Xbox One) – 31/01
  • Sunless Skies – Official launch (PC) – 31/01
  • Tropico 6 (PC) – gennaio
  • Lightseekers (PC) – gennaio
  • Breach – Steam Early Access (PC) – gennaio
  • Warhammer Quest 2: The End Times (PC) – gennaio
  • PUBG’s Vikendi map (PS4, Xbox One) – gennaio

FEBBRAIO

Questo mese potremo godere di Anthem, Metro: Exodus, Far Cry New Dawn, Crackdown 3, Dead or Alive 6 e molti altri. Salvo, ovviamente, rinvii dell’ultimo momento.

  • Animal Super Squad (Xbox One) – 1/02
  • 8-Bit Hordes (PS4, Xbox One) – 1/02
  • Anthem free demo (PC, PS4, Xbox One) – 1/02
  • The Occupation (PC, PS4, Xbox One) – 5/02
  • Etrian Odyssey Nexus (3DS) – 5/02
  • Away: Journey to the Unexpected (PS4, Switch, Xbox One, PC) – 5-7-8/02
  • Astroneer official launch (PC, Xbox One) – 6/02
  • Overkill’s The Walking Dead (PS4, Xbox One) – 6-8/02
  • Ape Out (PC, Swtich) – 7/02

  • God Eater 3 (PC, PS4) – 8/02
  • BlazBlue: Central Fiction Special Edition (Switch) – 8/02
  • Arcade Spirits (PC) – 12/02
  • Trials Rising (PC, PS4, Xbox One, Switch) –12/02
  • Degrees of Separation (PC, PS4, Xbox One, Switch) – 14/02
  • Civilization 6: Gathering Storm (PC) – 14/02
  • Tokyo School Life (Switch) – 14/02
  • Resort Boss: Golf – Steam Early Access (PC) – 14/02

  • Metro: Exodus (PC, PS4, Xbox One) – 15/02
  • Crackdown 3 (PC, Xbox One) – 15/02
  • Far Cry New Dawn (PC, PS4, Xbox One) – 15/02

  • Jump Force (PC, PS4, Xbox One) – 15/02
  • Dead or Alive 6 (PC, PS4, Xbox One) – 15/02
  • Anthem EA/Origin Access trial (PC, Xbox One) – 15/02
  • Anthem (PC, PS4, Xbox One) – 22/02
  • Aragami: Shadow Edition (Switch) – 22/02
  • Anno 1800 (PC) – 26/02
  • Dirt Rally 2.0 (PC, PS4, Xbox One) – 26/02
  • Nier: Automata – Game of the Yorha Edition (PC, PS4) – 26/02
  • PlanTechtor (Rift, Vive) – 27/02
  • DreamWorks Dragons Dawn of New Riders (PC, PS4, Xbox One, Switch) – febrraio
  • Ghost of a Tale (PS4, Xbox One) – febbraio
  • Dangerous Driving (PC, PS4, Xbox One) – febbraio
  • Path of Exile (PS4) – febbraio
  • Sigil (PC) – febbraio

MARZO

Devil May Cry 5

Un altro mese pieno di titoli interessanti tra cui The Division 2, Devil May Cry 5 e Sekiro: Shadows Die Twice. Un inizio anno con il botto quindi… ovviamente se tutto dovesse rimanere così.

  • ToeJam & Earl: Back in the Groove (PC, PS4, Xbox One, Switch) – 1/03
  • Left Alive (PC, PS4) – 5/03
  • Total War: Three Kingdoms (PC) – 7/03
  • Devil May Cry 5 (PC, PS4, Xbox One) – 8/03
  • The Division 2 Phoenix Shield, Dark Zone, Ultimate and Gold Editions (PC, PS4, Xbox One)- 12/03
  • Willowbrooke Post – Steam Early Access (PC) – 14/03

  • The Division 2 (PC, PS4, Xbox One) – 15/03
  • One Piece World Seeker (PC, PS4, Xbox One) – 15/03
  • The Sinking City (PC, PS4, Xbox One) – 21/03
  • The Revolution (PC) – 21/03
  • Sekiro: Shadows Die Twice (PC, PS4, Xbox One) – 22/03
  • Nelke & the Legendary Alchemists: Ateliers of the New World (PC, PS4, Switch) – 26/03
  • Outward (PC, PS4, Xbox One) – 26/03
  • Ancient Enemy (PC) – marzo
  • Assassin’s Creed 3 Remastered (PC, PS4, Xbox One) – marzo
  • Assassin’s Creed Liberation Remastered (PC, PS4, Xbox One) – marzo

PRIMA META’ 2019

  • Mortal Kombat 11 (PC, PS4, Xbox One, Switch) – 23 aprile
  • Days Gone (PS4) – 26 aprile
  • Dauntless (PS4, Xbox One) – 26 aprile
  • Rage 2 (PC, PS4, Xbox One) – 14 maggio
  • Team Sonic Racing (PC, PS4, Xbox One, Switch) – 21 maggio
  • Crash Team Racing Nitro-Fueled (PS4, Xbox One, Switch) – 21 giugno
  • Above (PC, PS4, Xbox One, Switch) – prima metà 2019

  • The Elder Scrolls: Blades (Android, iOS) – prima metà 2019
  • Carried Away (Switch) – primo 2019
  • This Is Pool (PC, PS4, Xbox One, Switch) – prima metà 2019
  • Children of Morta (Switch) – prima metà 2019
  • Beyond Blue (PC, consoles) – prima metà 2019

  • Assetto Corsa Competizione (PC)
  • Destiny 2: Forsaken – Joker’s Wild DLC (PC, PS4, Xbox One) – primavera
  • Fire Emblem Three Houses (Switch) – primavera
  • Songbird Symphony (PC, PS4, Switch) – primavera
  • Concrete Genie (PS4) – primavera
  • Killer Queen Black (PC, Switch) – Q1
  • Rebel Galaxy Outlaw (PC, PS4, Switch) – Q1
  • Close to the Sun (PC, PS4, Xbox One) – Q1

SECONDA META’ 2019

  • Insurgency: Sandstorm (PS4, Xbox One) – prima metà 2019
  • Destiny 2: Forsaken – Penumbra DLC (PC, PS4, Xbox One) – estate
  • Judgement (Project Judge) (PS4) – estate
  • World of Warcraft: Classic (PC) – estate
  • Untitled Pokemon RPG (Switch) – seconda metà
  • Monster Hunter World: Iceborne expansion (PS4, Xbox One) – autunno
  • Shenmue 3 (PC, PS4) – 27 agosto
  • The Settlers (PC) – autunno
  • Mechwarrior 5: Mercenaries (PC) – 10 settembre
  • Star Wars: Jedi Fallen Order – fine 2019
  • Sable (PC, Xbox One) – fine 2019

ALTRI TITOLI ATTESI PER 2019

  • In the Valley of Gods (PC)
  • Gears 5 (PC, Xbox One)
  • RICO (PC, PS4, Xbox One)
  • Fantasy Strike (PS4, Switch)
  • Bee Simulator (PC)
  • A Fold Apart (PC, Switch)
  • Eternity: The Last Unicorn (PC, PS4, Xbox One)
  • Space Junkies (Rift, Vive)
  • Weedcraft Inc. (PC)
  • The Church in the Darkness (PC, PS4, Xbox One)
  • What the Golf? (PC)
  • Fate/Extella Link (PC, PS4, Vita, Switch)
  • Relicta (PC, Xbox One)
  • Vader Immortal (Rift)
  • Skyworld (PS VR)
  • Rad Rodgers: Radical Edition (Switch)
  • Mini-Mech Mayhem (PS VR)
  • The Last Campfire (PC)
  • The Stanley Parable: Ultra Deluxe (PC, consoles)
  • Ancestors: The Humankind Odyssey (PC, PS4, Xbox One)
  • The Lego Movie 2 Videogame (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Trine 4 (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Slay the Spire (Switch)
  • Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order (Switch)
  • Stranger Things: The Game (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Steel Division 2 (PC)
  • The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel (PS4)
  • The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel 2 (PS4)
  • RAM Pressure – Steam Early Access (PC)
  • Luigi’s Mansion 3 (Switch)
  • Terraria (Switch)
  • Children of Morta (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • 39 Days to Mars (Xbox One, Switch)
  • Infected Shelter (PC)
  • Re-Legion (PC)
  • El Hijo (PC)
  • Batalj (PC)
  • Macrotis: A Mother’s Journey (PC)
  • Unheard (PC)
  • Operencia: The Stolen Sun (PC)
  • Moving Out (PC, console)
  • Record of Agarest War: Marriage (PC)
  • Void Bastards (PC, Xbox One)
  • Hell Let Loose – Steam Early Access (PC)

  • Warcraft 3: Reforged (PC)
  • Alchemic Cutie (PC, Switch)
  • MediEvil remaster (PS4)
  • Sparklite (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Summer in Mara (PC, PS4, Switch)
  • La Mulana 2 (PS4, Xbox One, Switch)
  • Animal Crossing (Switch) – 2019
  • Tick Tock: A Tale for Two (PC, Switch, Mobile)
  • Stormdivers (PC)
  • 4Sight (PC)
  • Vanguard: Fight for Rudiarius (PC, Mobile, VR)
  • Biomutant (PC, PS4, Xbox One)
  • Night Call (PC, Switch)
  • Nioh 2 (PS4)
  • Constructer Plus (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Jenny LeClue (PC, PS4, Switch)
  • Marz Rising – full release (PC)
  • Bear With Me (PS4, Xbox One, Switch)
  • HyperBrawl Tournament – Steam Early Access (PC)
  • Mythgard (PC, Android, iOS)
  • Body of Evidence (PC, Xbox One, Switch)
  • Warlocks 2: God Slayers (PC, Switch)
  • Dark Devotion (PC)
  • Cloudpunk (PC)
  • Forager (PC, PS4, Switch)
  • Gears Pop (Android, iOS)
  • Super Crome: Bullet Purgatory – Steam Early Access (PC)
  • Prodeus (PC)
  • Grid Autosport the (Switch)
  • The Textorcist (PC)
  • Railroad Corporation (PC)
  • Observation (PC, PS4)
  • Narcos: Rise of the Cartels (PC)
  • Blazing Chrome (PC, PS4, Switch)
  • The Book of Unwritten Tales 2 (Switch)
  • The Raven Remastered (Switch)
  • Sphinx and the Cursed Mummy (Switch)

  • Diablo Immortal (Android, iOS)
  • Wreckfest (PS4, Xbox One)
  • Brief Battles (PC, PS4, Xbox One)
  • Minecraft: Dungeons (PC)
  • Little Misfortune (PC)
  • Jupiter & Mars (PS4, PS VR)
  • Espire 1: VR Operative (VR)
  • Kirby’s Extra Epic Yarn (3DS)
  • Those Who Remain (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • The End of the Sun (PC)
  • Atlas – Xbox Game Preview (Xbox One)
  • Metal Wolf Chaos XD (PC, PS4, Xbox One)
  • Windjammers 2 (PC, Switch)
  • The Bluecoats: North vs South (Switch)
  • 9 Monkeys of Shaolin (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Sniper Ghost Warrior Contracts (PC, PS4, Xbox One)
  • Warhammer: Chaosbane (PC, consoles)
  • Tunche (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • The Liar Princess and the Blind Prince (PS4, Switch)
  • Bloodroots (PC)
  • Fae Tactics (PC)
  • Riverbond (PC, PS4, Xbox One)
  • Subdivision Infinity (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Samurai Shodown (PS4)
  • Soundfall (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Code Vein (PC, PS4, Xbox One)
  • Blacksad: Under the Skin (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Afterparty (PC, Xbox One)
  • The Forgotten City (PC)
  • Ary and the Secret of Seasons (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Daemon X Machina (Switch)
  • Cat Quest 2: The Lupus Empire (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Wolfenstein: Youngblood (PC, PS4, Xbox One)
  • Raji: An Ancient Epic (PC, Xbox One)
  • A Plague Tale: Innocence (PC, PS4, Xbox One)
  • Psychonauts 2 (PC, PS4, Xbox One)
  • Skull and Bones (PC, PS4, Xbox One)
  • The Dark Pictures – Man Of Medan (PC, PS4, Xbox One)
  • Felix The Reaper (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Lunacy: Saint Rhodes (PC)
  • Remnant: From the Ashes (PC, PS4, Xbox One)
  • Hellbound (PC)
  • Creaks (PC)
  • Unruly Heroes (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Journey to the Savage Planet (PC, PS4, Xbox One)
  • Later Alligator (PC)
  • Session – Steam Early Access/Xbox Game Preview (PC, Xbox One)
  • Through the Darkest of Times (PC)
  • Maid of Sker (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Ion Maiden (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Valfaris (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Inmost (PC)
  • Draugen (PC, PS4, Xbox One)
  • Our World is Ended (PC, PS4, Switch)
  • Lost Words: Beyond the Page (PC, PS4, Xbox One)
  • One Finger Death Punch 2 (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Gato Roboto (PC, Switch)
  • Saints Row: The Third (Switch)
  • Lost Ember (PC, PS4, Xbox One)
  • The Sojourn (PC, PS4, Xbox One)
  • Yoshi’s Crafted World (Switch)
  • Bloodstained: Ritual of the Night (PC, PS4, Switch, Xbox One)
  • GreedFall (PC, PS4, Xbox One)
  • Harold Halibut – (PC, PS4, Xbox One)
  • Trover Saves the Universe (PS4, PSVR)
  • My Friend Pedro (PC, Switch)
  • Tunic (PC, Xbox One)
  • Desperados 3 (PC, PS4, Xbox One)
  • Flotsam (PC)
  • Atelier Lulua: The Scion of Arland (PC, PS4, Switch)
  • Mount and Blade 2: Bannerlord (PC)
  • World War Z (PC, PS4, Xbox One)
  • Cuphead: The Delicious Last Course (PC, Xbox One)
  • Battletoads (PC, Xbox One)
  • Necrobarista (PC, PS4, Switch)
  • Wolfenstein: Cyberpilot (VR)
  • Ori and the Will of the Wisps (PC, Xbox One)
  • Sea of Solitude (PC, PS4, Xbox One)
  • Twin Mirror (PC, PS4, Xbox One)
  • Stormland (Rift)
  • Mayonez (PC)
  • Pilot Sports (PC)
  • Among Trees – Steam Early Access(PC)
  • The Pathless (PC, PS4, Xbox One)
  • Town (Switch)
  • Final Fantasy Crystal Chronicles: Remastered Edition (PS4, Switch)
  • Backworlds (PC)
  • Godhood (PC)
  • Mineko’s Night Market (PC, Switch)
  • Conan Unconquered (PC)
  • Pagan Online (PC)
  • Bubsy: Paws on Fire (PC, PS4, Switch)
  • Project Hardcore (PS4, Vita)
  • Decay of Logos (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Fury Unleashed (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Digimon Survive (PC, PS4, Xbox One, Switch)

  • Redout: Space Assault (PC)
  • Final Fantasy 7 (Xbox One, Switch)
  • Final Fantasy 9 (Xbox One, Switch)
  • Final Fantasy 12: The Zodiac Age (Xbox One, Switch)
  • Final Fantasy 10 & 10-2 HD Remaster (Xbox One, Switch)
  • Devil’s Hunt (PC, PS4, Xbox One)
  • Stygian: Reign of the Old Ones (PC)
  • Necromunda: Underhive Wars (PC, PS4, Xbox One)
  • World of Warships: Legends (PS4, Xbox One)
  • Babylon’s Fall (PC, PS4)
  • Unto the End (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Control (PC, PS4, Xbox One)
  • Generation Zero (PC, PS4, Xbox One)
  • Age of Wonders: Planetfall (PC, PS4, Xbox One)
  • Phoenix Point (PC)
  • Speaking Simulator (PC)
  • Stellaris: Console Edition (PS4, Xbox One)
  • Irony Curtain (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Atone (PC, PS4, Xbox One) – 2019
  • Xenon Racer (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • The Surge 2 (PC, PS4, Xbox One)
  • Layers of Fear 2
  • Notmycar (PC)
  • The Outer Worlds (PC, PS4, Xbox One).

Titoli attesi per il 2020 e oltre

Per quanto ci piacerebbe giocare a molti di questi giochi, lo sviluppo del gioco richiede tempo. Alcuni hanno già deciso di saltare del tutto il 2019.

  • The Waylanders (PC) – 2020
  • N1RV ANN-A (PC, PS4, Switch) – 2020
  • Halo Infinite (PC, Xbox One)
  • The Wind Road (PC, Xbox One)
  • Redeemer: Enhanced Edition (PS4, Xbox One, Switch)
  • Cyberpunk 2077 (PC, Xbox One, PS4)
  • Ghost of Tsushima (PS4)
  • Under a Porcelain Sun (PC)
  • Doom Eternal (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • The Last of Us Part 2 (PS4)
  • Star Child (PS VR)
  • Deadstick (PC)
  • The Endless Mission – Steam Early Access (PC)
  • Scarf (PC)
  • Triwave – Steam Early Access (PC)
  • Outer Wilds (PC, Xbox One)
  • Ghost Giant (PSVR)
  • Due Process (PC)
  • Super Meat Boy Forever (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • Spelunky 2 (PC, PS4)
  • Dreams (PS4)
  • The Elder Scrolls: Legends (PS4, Xbox One, Switch)
  • Blood (PC)
  • Streets of Rogue (Switch)
  • The Hong Kong Massacre (PC, PS4)
  • Sayonara Wild Hearts (Switch)
  • Death Stranding (PS4)
  • Racing Apex (PC, PS4, Xbox One)
  • The Stillness of the Wind (PC)
  • Blood and Truth (PSVR)
  • Disco Elysium (PC)
  • Shin Megami Tensei 5 (Switch)
  • Witchfire (PC)
  • Catherine: Full Body (PS4)
  • Patapon 2 Remastered (PS4)
  • Maneater (PC)
  • Journey (PC)
  • Silent Night (PC)
  • Baba Is You (PC, Switch)
  • GUTS (PS4, Xbox One)
  • Hunt: Showdown – Xbox Game Preview (Xbox One)
  • Katana Zero (PC)
  • Beat Cop (Switch)
  • Routine (PC)
  • Gears Tactics (PC)
  • God’s Trigger (PC, PS4, Xbox One)
  • Tales of the Neon Sea (PC)
  • Neopolis (PC, PS4)
  • Pixel Noir (PC, PS4, Xbox One, Switch)
  • A Long Way Down (PC, Switch)
  • Sea of Solitude (PC, PS4, Xbox One)
  • Black Future ‘88 (PC)
  • GTFO (PC)
  • Polybius (PC)
  • Yakuza Kiwami (PC)
  • Fringe Wars (PC, Xbox One)
  • Scavengers (PC)
  • Hyper Sports R (Switch)
  • Chocobo’s Mystery Dungeon: Every Buddy (PS4, Switch)
  • Bayonetta 3 (Switch)
  • Lost Soul Aside (PC, PS4)
  • MudRunner 2 (PC)
  • Skin Deep (PC)
  • Metroid Prime 4 (Switch)
  • Age of Empires 4 (PC)

  • Torchlight Frontiers (PC, PS4, Xbox One)
  • Dying Light 2 (PC, PS4, Xbox One)
  • The Last Night (PC, Xbox One)
  • Phantom Brigade (PC)
  • Project Awakening (PS4)
  • Young Souls
  • How Do You Know Mr. Blue?
  • Streets of Rage 4
  • Beyond Good and Evil 2
  • The Avengers Project
  • Untitled Avatar game
  • Starfield
  • The Elder Scrolls 6.

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Tutte le novità Microsoft dalla X018

La community Xbox si è riunita in occasione di X018, un evento speciale globale realizzato per celebrare il mondo Xbox con novità, anteprime e tante sorprese. Oltre 10.000 fan hanno assistito di persona alla quarta edizione annuale di Xbox FanFest di Mexico City. Gli appassionati hanno partecipato ad eventi hands-on e panel che hanno visto la partecipazione di componenti del Team Xbox con streaming dal vivo su Inside Xbox.

La notizia del giorno, chiaramente, è stata l’annuncio dell’intenzione, da parte di Microsoft, dell’acquisizione due studi di sviluppo con un’esperienza consolidata nella creazione di giochi di ruolo quai InXile ed Obisidian di cui abbiamo già parlato in questo articolo. Grazie al sodalizio con i nuovi cinque studi annunciati in occasione di E3, il futuro delle esclusive Xbox appare, per ovvi motivi, ancora più promettente.

X018 ha visto la presentazione di molti titoli in uscita per tutti i palati. Ad esempio l’anteprima della modalità multiplayer di Crackdown 3 e nuovi contenuti di Just Cause 4, Sea of Thieves, State of Decay 2 e molti altri. Ma non finisce qui. Ci sono infatti oltre 320 titoli potenziati per Xbox One X.

Xbox, inoltre, ha rivelato che saranno applicati forti sconti su console e giochi in occasione delle festività, oltre ad offrire l’accesso a oltre 100 titoli a un prezzo ribassato per un mese con Xbox Game Pass. Il team ha annunciato una serie di fantastici nuovi titoli che saranno a breve disponibili per Xbox Game Pass, tra cui giochi di successo quali PlayerUnknown’s Battlegrounds (PUBG). Altra attesa novità: il supporto a mouse e tastiera che arriverà la settimana prossima. Ma andiamo con ordine. Ecco tutte le novità:

OBSIDIAN E INXILE ENTRANO NEI MICROSOFT STUDIOS

Nell’ambito dell’impegno assunto per fornire ai fan una pubblicazione costante di giochi nuovi ed esclusivi, Matt Booty ha annunciato l’intenzione di Microsoft di procedere all’acquisizione di due studi di sviluppo: inXile Entertainment e Obsidian Entertainment.

I team si sono guadagnati una fama eccezionale per la propria capacità di creare giochi di ruolo profondi e coinvolgenti. Entrando nella famiglia dei Microsoft Studios, Obsidian e inXile potranno godere del sostegno e della libertà necessari per realizzare appieno le proprie ambizioni creative, sia rispetto ai franchising esistenti che a nuovi progetti.
Gli studi proseguiranno la propria attività in autonomia, conferendo a Microsoft Studios i propri talenti unici, la competenza e le proprietà intellettuali, creando nuove esperienze gdr per i giocatori e i fan. Per ulteriori informazioni si rimanda al post completo dell’annuncio sul sito xbox.com.

CRACKDOWN 3 ANNUNCIA IL LANCIO SU XBOX GAME PASS IL 15 FEBBRAIO

Durante l’evento i visitatori hanno avuto l’occasione di vedere in anteprima i momenti iconici e il gameplay esplosivo di Wrecking Zone di Crackdown 3, una modalità multiplayer completamente nuova in cui la distruzione ambientale è l’arma segreta del giocatore per sconfiggere i nemici.

Sviluppato da Microsoft Studios in collaborazione con Sumo Digital ed Elbow Rocket, Crackdown 3 vede l’arrivo di alcuni Agenti dotati di superpoteri a New Providence, un open-world ricco di azione, per sconfiggere un’organizzazione criminale grazie all’ausilio di un kit esplosivo di armi e abilità. Al grido di “Step up your boom”, i giocatori sono invitati ad unirsi all’azione, sia individualmente che con un amico, per scatenare l’inferno non appena sarà lanciato Crackdown 3 il 15 febbraio 2019. Crackdown 3 sarà disponibile per Xbox One e Windows 10 e in fase di lancio su Xbox Game Pass.

Per ringraziare i fan e per celebrare quanto annunciato in occasione di X018, fino al 30 novembre Microsoft offrirà la versione originale di Crackdown a tutti i fan a titolo gratuito. Provate l’originale con i potenziamenti per Xbox One X. Andate sul Microsoft Store per ottenere la vostra copia.

I GIOCHI CONTINUANO AD ARRIVARE SU XBOX GAME PASS

Microsoft ha annunciato oggi la general availability dell’App Xbox Game Pass per iOS e Android, che consente agli utenti di navigare senza interruzioni e di scaricare nuovi giochi sulla console di casa tramite dispositivo mobile, in modo da potersi immergere velocemente nel gameplay alla successiva accensione di Xbox One. Viene amplificato e diversificato il catalogo Xbox Game Pass, mettendo a disposizione di tutti gli iscritti il titolo blockbuster PlayerUnknown’s Battlegrounds (PUBG) a partire da domani, 12 novembre. Inoltre, Thief of Thieves sarà ufficialmente disponibile per Xbox One e su Xbox Game Pass a partire da oggi, mentre Agents of Mayhem, MXGP3 e Thomas Was Alone lo saranno a partire dal 22 novembre.

Arrivano anche Ori and the Blind Forest, Kingdom Two Crowns e Hellblade: Senua’s Sacrifice a partire dal prossimo dicembre e nuovi titoli realizzati da sviluppatori indipendenti grazie al programma ID@Xbox, che arriveranno su Xbox Game Pass il giorno del rispettivo debutto su Xbox One. A partire dalle prossime festività, l’elenco comprende Aftercharge, Supermarket Shriek, Mutant Year Zero, Pathologic 2, The Good Life, Void Bastards e Secret Neighbor. In aggiunta a tutto ciò è stato confermato che Ori and the Will of the Wisps sarà disponibile per Xbox Game Pass contemporaneamente alla sua uscita mondiale nel 2019 su Xbox One e sui Pc con sistema operativo Windows 10.

A partire da oggi e fino al 3 gennaio potete a Xbox Game Pass e pagare il primo mese solamente 1 dollaro. Grazie al catalogo sempre più ricco con oltre 100 giochi e all’inserimento di nuovi titoli con cadenza mensile, oggi è indubbiamente il giorno giusto per iscriversi a Xbox Game Pass. Maggiori informazioni nel blog post dedicato alle novità di Xbox Game Pass. 

XBOX E LE OFFERTE DA BLACK FRIDAY PIÙ VANTAGGIOSE DI SEMPRE

Le festività si stanno avvicinando e quest’anno il pubblico di tutto il mondo potrà godere delle offerte pazzesche proposte da Xbox nel più grande Black Friday di tutti i tempi. Xbox offre sconti fino a 100 dollari su console Xbox One selezionate e ridurrà il prezzo di Xbox One X a livelli mai visti prima, ovvero a partire da 399,99 dollari. Ma il risparmio non finisce qui. Non sapete proprio cosa regalare al vostro giocatore per le prossime feste. Sarà possibile regalategli oltre 100 titoli e l’accesso alle esclusive il giorno stesso del lancio, a un canone mensile ancora più vantaggioso grazie alle offerte di Xbox Game Pass.

Per ulteriori dettagli potete consultare il post completo relativo al Black Friday.

I TITOLI GIRANO MEGLIO SU XBOX ONE

L’evento odierno ha consentito di dare una prima occhiata a una serie di nuovi giochi in uscita per Xbox One e alle novità in arrivo per alcuni dei titoli preferiti dai fan.

FORTUNE ISLAND ALL’INTERNO DI FORZA HORIZON 4

Ben Thaker-Fell, chief designer della serie Forza Horizon, ha annunciato il rilascio di Fortune Island, la prima espansione di Forza Horizon 4. Il debutto è fissato per il 13 dicembre per Xbox e per i Pc Windows 10. Fortune Island accompagna i giocatori in un’avventura nuovissima nelle remote lande settentrionali delle isole britanniche, dove gli stessi saranno esposti a condizioni estreme, tra cui violente tempeste di fulmini, strade impervie lungo i pendii delle scogliere e ampi tornanti lastricati di montagna, sotto il bagliore mistico dell’aurora boreale, alla ricerca di un tesoro nascosto.

I giocatori di Forza Horizon 4 avranno inoltre la possibilità di guidare tutte e cinque le vetture Ford estremamente potenti e personalizzate di Ken Block, che compariranno in GymkhanaTEN, la 10a puntata, di prossima uscita, del pluripremiato video franchise virale Gymkhana. In realtà, gli iscritti a Car Pass hanno già potuto provare, sin dall’inizio del mese, l’esperienza di questi bolidi in Forza Horizon 4 grazie all’inserimento della Ford GymkhanaTEN del 1977, dell’Hoonitruck F-150 e della Ford Escort Cosworth Gruppo A del 1993. A partire da novembre tutti i giocatori avranno a disposizione la Ford Hoonicorn Mustang V2 del 1965 e la Ford Fiesta RS del 2017, mentre a dicembre uscirà la Ford GymkhanaTEN Focus RS RX del 2016.

Fortune Island sarà disponibile come parte dell’Forza Horizon 4 Expansions Bundle, che offrirà ai giocatori due espansioni del gioco al costo ridotto di 34,99 dollari. I possessori di Forza Horizon 4 Ultimate Edition e Forza Horizon 4 Ultimate Add-Ons Bundle riceveranno Fortune Island senza alcun costo aggiuntivo. Gli iscritti a Xbox Game Pass che ancora non possiedono uno dei bundle, potranno usufruire di uno sconto del 10% su un bundle o del 10% sull’acquisto singolo di Fortune Island.

MINECRAFT MARKETPLACE: AMPLIAMENTI E MIGLIORAMENTI 

Helen Chiang, di Minecraft, si è fermata a parlare dell’anno da record di Minecraft: l’annuncio di un nuovo gioco, l’uscita di importanti aggiornamenti del gioco e oltre 91 milioni di giocatori mensili. Inoltre Chang ha condiviso la propria visione sul Minecraft Marketplace in continua espansione coinvolgendo PixelHeads, partner del Marketplace.

PixelHeads, uno dei più noti team partner ufficiali di Minecraft, ci ha raccontato delle proprie creazioni e dei propri esordi nel mondo dello sviluppo di giochi e nel Marketplace. Durante l’evento, il team di Minecraft ha annunciato con grande orgoglio che il Marketplace conta oggi 77 partner, con un totale di oltre 13 milioni di acquisti delle proprie creazioni dal lancio avvenuto lo scorso giugno. I visitatori hanno inoltre avuto la possibilità di scoprire i retroscena dei nuovi gatti e dei panda che arriveranno in Minecraft il prossimo mese.

IL NUOVO AGGIORNAMENTO THE ARENA DI SEA OF THIEVES

Sea of Thieves si trasforma radicalmente con The Arena, il quinto aggiornamento gratuito del contenuto rilasciato dal lancio del titolo. The Arena, il cui rilascio è previsto per l’inizio del 2019, è una nuovissima modalità di gioco competitiva che consente ai giocatori di mettere alla prova le loro abilità piratesche in scontri dai ritmi serrati contro le ciurme rivali. Ogni scontro è una gara divertente, frenetica e ricca di azione alla ricerca del tesoro che riunisce tutti gli elementi più entusiasmanti di Sea of Thieves on demand. L’aggiornamento include inoltre una nuova Area Taverna e una nuova Trading Company – the Sea Dogs – con nuovi obiettivi, ricompense ed opportunità di progredire per raggiungere la Legend Pirate.  Sea of Thieves è disponibile per Xbox One, Windows 10 e Xbox Game Pass come titolo Xbox Play Anywhere.

ECCO SVELATO IL ZEDHUNTER PACK PER STATE OF DECAY 2

Oggi abbiamo avuto un’anteprima di Zedhunter Pack, il prossimo pacchetto di contenuti per State of Decay 2, in uscita il 16 novembre.

Questo nuovo pacchetto aggiunge la potente e silenziosa balestra come nuova arma per colpire gli zombie, insieme ad un mix aggiuntivo di armi, funzioni, antidoti contro la piaga del sangue e aggiornamenti di gioco, come la capacità di rispettare le tue abilità in tutto il gioco principale. In linea con il nostro costante impegno a servizio dei 4 milioni di giocatori della community di State of Decay 2, Zedhunter sarà gratuito per tutti i giocatori in possesso sia della Standard Edition sia della Ultimate e per gli utenti abbonati a Xbox Game Pass.

METTITEVI AL SICURO CON LO SPARATUTTO VOID BASTARDS

Presentato in anteprima durante Inside Xbox e ispirato a BioShock e System Shock 2, Void Bastards è un nuovo e rivoluzionario sparatutto strategico per mettere alla prova i tuoi riflessi e allenare la vostra mira, un nuovo lancio esclusivo in uscita per Xbox.

BATTLEFIELD V

È stato presentato un trailer dell’attesissimo titolo Battlefield V, sviluppato da DICE e distribuito da Electronic Arts, che ha messo in evidenza i potenziamenti garantiti da Xbox One X. Il supporto 4K Ultra HD e HDR su Xbox One X offrirà una potenza grafica che consentirà di portare la vostra squadra alla vittoria nel gioco della saga Battlefield con la migliore fedeltà di immagine di sempre.

Battlefield V è in uscita in tutto il mondo il 20 novembre, ma gli utenti EA Access possono approfittare di “Battlefield V Play First Trial” già a partire dal 9 novembre.

PRIMA OCCHIATA ALLA MODALITÀ VOID MODE DI DEVIL MAY CRY 5

Matt Walker, produttore di Devil May Cry 5, ha raggiunto il game director Hideaki Itsuno della sede di Capcom nella vivace Osaka per ammirare la ricca cultura della città e condividere il modo in cui il team trae ispirazione dall’ambiente circostante. Prima di mostrare durante Inside Xbox una panoramica della modalità training completa che ha creato per Devil May Cry 5 – battezzata The Void – Itsuno ha illustrato come i giochi d’azione di Capcom siano influenzati dall’area di Osaka. Come anteprima riservata ai fan di Xbox, Itsuno ha offerto un tour personale alla scoperta dei Devil Breakers di Nero, presentando anche il bonus Devil Breakers disponibile nei contenuti dell’Edizione Deluxe di “Devil May Cry 5”.

DUE COMBATTENTI ARRICCHISCONO LA SQUADRA DI JUMP FORCE

Bandai Namco offre durante Inside Xbox un’anteprima esclusiva di alcune mosse speciali mai viste prima dei due attesissimi personaggi che faranno la loro comparsa in “Jump Force”. Diego Paramio, community manager della di Bandai Namco Entertainment America, farà una cronaca minuto per minuto per accompagnare il debutto mondiale delle Awakening Transformations di due personaggi leggendari di Dragon Ball, con i quali si potrà giocare in Jump Force: SSGSS Vegeta e Golden Frieza. Per la prima volta i fan potranno vedere questi personaggi tanto attesi entrare nelle rispettive modalità con superpoteri, sfoggiando le loro potentissime mosse speciali.

Come ulteriore sorpresa, Bandai Namco ha mostrato in anteprima il primo video di SSGSS Goku in azione in Jump Force.

IL FRAGOROSO RITORNO DI “JUST CAUSE 4”

Il nuovo trailer riassume l’azione blockbuster che caratterizza Just Cause 4. Rico Rodriguez affronta la sfida più difficile che gli sia mai capitata a Solís, guidando l’Army of Chaos contro la spietata Gabriela Morales. Just Cause 4 è il più grande, vario e creativo titolo della serie. Ritroviamo tutti gli aspetti più amati della serie ancora più potenziati: livelli impareggiabili di distruzione, tuta alare e paracadute caratteristici del giocatore. Just Cause 4 porterà tutta la sua forza per Xbox One e Xbox One X.

UN VOLTO NOTO IN ARRIVO A KINGDOM HEARTS III

In un nuovissimo trailer presentato alla Microsoft FanFest a Città del Messico, Kingdom Hearts III ha svelato il ritorno di Winnie the Pooh. Il trailer ha rivelato anche tracce minacciose del Maestro Xehanort e delle attività nefaste dell’Organizzazione XIII. Sora, Paperino, Pippo e tanti altri eroi Disney e Pixar (tra cui personaggi di Big Hero 6, Rapunzel – L’intreccio della torre, Pirati dei Caraibi e altri ancora) dovranno restare saldamente uniti e lottare per salvare la luce dall’oscurità incombente. I partecipanti hanno anche avuto la possibilità di cimentarsi con una demo in cui figuravano frammenti tratti dai mondi di Hercules e Toy Story. Il gioco uscirà il 29 gennaio 2019. 

UNO SGUARDO A THE FORGE DI SHADOW OF THE TOMB RAIDER

Anche se pensiamo di aver già visto il meglio di Lara Croft, Shadow of the Tomb Raider continua con The Forge, la prima di sette avventure dlc mensili. Il direttore narrativo Jason Dozois e il senior associate producer, Jo Dahan, ci portano con Lara e il suo nuovo amico, Abi, in un’avventura cooperativa attraverso la torre di fuoco di The Forge durante la puntata di Inside Xbox.

LA LISTA DI GIOCHI RETROCOMPATIBILI PER XBOX ONE SI ESPANDE

Microsoft ha annunciato che il 13 novembre saranno disponibili quattro nuovi titoli retrocompatibili per Xbox One X. Final Fantasy XIII, Final Fantasy XIII-2 e Lightning Returns: Final Fantasy XIII faranno per la prima volta il loro ingresso nel catalogo di titoli retrocompatibili mentre per Civilization Revolution ci sarà un aggiornamento (Xbox One X Enhanced) per sfruttare la console più potente al mondo. Ad oggi i gamer hanno potuto usufruire di ben oltre 1 miliardo di ore di giochi con retrocompatibilità e Microsoft continua ad ampliare la collezione che conta oltre 500 giochi Xbox 360, 25 titoli Xbox 360 potenziati per Xbox One X e 32 classici della prima Xbox.

GIOCATE COME PREFERITE CON IL SUPPORTO PER MOUSE E TASTIERA

Il supporto a mouse e tastiera per Xbox One è senza dubbio una delle news più attese. Arriverà per la prossima settimana con alcuni titoli abilitati al momento del lancio per Insider e altri ancora che seguiranno. Durante l’episodio Inside Xbox di oggi, Epic ha annunciato che Fortnite sarà uno dei primi titoli a presentare il supporto per mouse e tastiera insieme al già annunciato Warframe nell’aggiornamento di oggi, mentre Bomber Crew, Deep Rock Galactic, Strange Brigade, Vermintide 2, War Thunder e X-Morph Defense prevedono il supporto da novembre e Children of Morta, DayZ, Minion Master, Moonlighter, Vigor, Warfacee Wargroove lo inseriranno in futuro. La settimana prossima, con il lancio dell’aggiornamento, tutti gli sviluppatori avranno gli strumenti necessari per creare le esperienze per mouse e tastiera su misura per i propri giochi per garantire ai fan un’esperienza di gioco divertente e stimolante.

Microsoft ha inoltre comunicato la realizzazione di periferiche “Designed for Xbox”. Perfetti sia per il salotto sia per le postazioni Pc da gaming, sono dotate di una Xbox Key dedicata e supportano la nuova funzione Xbox Dynamic Lighting, che crea giochi di luce coinvolgenti durante il gioco. Razer sarà il partner esclusivo autorizzato a vendere mouse e tastiere “Designed for Xbox” e presenterà ufficialmente il prodotto a gennaio in occasione del CES.

LANCIO MONDIALE DI XBOX ADAPTIVE CONTROLLER

Microsoft ha annunciato anche che Xbox Adaptive Controller verrà lanciato su 17 nuovi mercati nel 2019, tra cui il Messico, che ha ospitato l’evento. Il tanto atteso controller sarà disponibile in nuovi Paesi tra cui Argentina, Brasile, Cile, Cina, Colombia, Hong Kong, Ungheria, Israele, Giappone, Slovacchia, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sudafrica, Taiwan, Turchia e EAU. Presto nuovi dettagli sul lancio mondiale del dispositivo.

#GIVEWITHXBOX

È stato presentato anche #givewithXbox, una campagna di Xbox per il periodo delle vacanze, il cui scopo è quello di condividere l’entusiasmo del gaming con tutte le persone. A partire da oggi fino al 9 dicembre, Xbox donerà 5 dollari di prodotti Xbox, fino a un massimo di un milione di dollari, per ogni foto condivisa sui social media con l’hashtag #givewithXbox che trasmetti l’idea dell’esperienza di gioco condivisa. Le donazioni saranno distribuite tra quattro note associazioni di beneficenza che contribuiscono a portare il gaming a tutti: Child’s Play, Gamers Outreach, SpecialEffect e Operation Supply Drop. Oggi più che mai Xbox persegue l’obiettivo di rendere il gaming accessibile a tutti, facendo di Xbox un luogo dove tutti possono divertirsi.

WINTER OF ARCADE RITORNA A DICEMBRE

Last but not least, annunciato, infine, “Winter of Arcade”: dal 6 al 21 dicembre Microsoft darà incentivi speciali su titoli ID@Xbox selezionati per aiutare gli appassionati ad arricchire la loro libreria. Per maggiori informazioni seguite The Game Awards il 6 dicembre, in diretta su Mixer.

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La musica in Red Dead Redemption 2

Una delle parti più importanti di un videogioco è senza dubbio la colonna sonora. E lo stesso dicasi anche per Red dead Redemption 2.

Rockstar Games presenta il comparto audio diretto da Woody Jackson che offre una colonna sonora “dinamica” che riprende l’accompagnamento del primo Red Dead Redempton e che vuole essere un viaggio negli ultimi giorni dell’era americana dei fuorilegge.

I fan di Rockstar conoscono già il lavoro di Jackson sul primo Red Dead Redemption, L.A. Noire e Grand Theft Auto V con Tangerine Dream, The Alchemist e Oh No.

Ma ci sono tanti altri artisti che hanno dato il loro contributo. Produzione aggiuntiva e arrangiamenti sono a cura di Jeff Silverman (Truth and Soul, Aloe Black), con brani extra e orchestrazione di Colin Stetson (Bon Iver, Hereditary), David Ferguson (fonico di Johnny Cash), David Ralicke (Beck, Sons of Anarchy), Gabe Witcher (Punch Brothers, True Detective), Luke O’Malley, Mario Batkovic (di Invada, Geoff Barrow), Matt Sweeney (Chavez, Superwolf, Iggy Pop, Bonnie Prince Billy), Rabih Beaini e Senyawa.

E c’è anche il contributo di oltre 110 altri artisti tra cui Arca (frequente collaboratore di Bjork, Kanye West, Frank Ocean e Kelela), Duane Eddy (pupillo di Lee Hazlewood), Jon Theodore (ex batterista dei Mars Volta, attualmente con i Queens of the Stone Age), Michael Shuman alias Mikey Shoes (Queens of the Stone Age, Mini Mansions) e altri.

Tutti i momenti vocali di Red Dead Redemption 2 sono stati interamente prodotti da Daniel Lanois, vincitore di vari Grammy, produttore di album per Bob Dylan, Neil Young e Willie Nelson e collaboratore dell’eclettico Brian Eno nella produzione di diversi album degli U2, incluso The Joshua Tree, più volte disco di platino.
Oltre alla produzione di Lanois, la colonna sonora comprende diverse prestazioni canore aggiuntive di vari acclamati artisti, tra cui D’Angelo, Willie Nelson, Nas, Rhiannon Giddens, Josh Homme, più un ulteriore brano scritto, prodotto ed eseguito da David Ferguson. Tutti i brani della colonna sonora sono stati creati esclusivamente per il gioco.

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The Elder Scrolls Online, 10 motivi per giocare a Summerset

Torniamo a parlare di Summerset, la nuova espansione del mmorpg The Elder Scrolls Online. Bethesda, infatti, ci illustra dieci buoni motivi per esplorare i territori dell’isola ed approfondirne la conoscenza.

Ecco il “decalogo” con i consigli del publisher.

Viaggiatori di Tamriel, la regina Ayrenn tra pochi giorni aprirà i cancelli di Summerset, permettendovi di avere così accesso alla terra degli Altmer. Molti di voi si staranno chiedendo quali meraviglie mai celeranno queste verdi lande e cosa è rimasto confinato al resto del mondo per tutto questo tempo. Se cercavate risposte alle vostre domande prima di partire per questo nuovo viaggio, siete capitati nel posto giusto.










1 UNA BELLISSIMA REGIONE DA SCOPRIRE ED ESPLORARE

Quello che si aprirà dinanzi ai viaggiatori che oltrepasseranno i cancelli di Summerset sarà una delle più belle terre mai esplorate in The Elder Scrolls. Immersa nel verde e costellata da edifici imponenti sotto il punto di vista architettonico, la regione degli Elfi Alti è capace di regalare scorci mozzafiato in cui vale la pena perdersi. Per tutto il territorio, inoltre, sono disseminate tante sorprese, premiando così gli esploratori dallo spirito più caparbio.
Alcuni illustri critici di Tamriel hanno valutato questa location con un bel dieci, ma spetterà a voi confermare o ribaltare il risultato.

2 LE POTENTI MAGIE DELL’ORDINE PSIJIC

Nelle Isole Summerset è possibile fare il piacevole incontro dei membri dell’ordine Psijic, i maghi più antichi e potenti dell’intera storia di Tamriel. Ai più valorosi tra i viaggiatori sarà garantito l’accesso a questa esclusiva gilda, ottenendo così la possibilità di apprendere abilità mistiche che vanno oltre ogni immaginazione, come il potere del controllo del tempo (…e senza dover ricorrere ad alcuna strana pietra!). Le minacce che si stanno muovendo verso l’intero continente sono sempre più forti e incombenti…perché non fermarle con la stessa semplicità con cui si schioccano le dita?

3 TANTE NUOVE MISSIONI E COSE DA FARE

Se pensavate di venire a visitare le Isole Summerset per poi stare con le mani in mano…beh, vi sbagliavate di grosso. Alwinarwe, cugina della regina Ayrenn, e Razum-Dar son molto ben disposti ad accogliere i viaggiatori a braccia aperte e il minimo che questi ultimi possono fare è ricambiare loro il favore risolvendo alcuni problemi che minacciano il benestare della regione. Summerset è inoltre popolata da individui (più o meno raccomandabili…) con qualche lavoretto ben remunerativo tra le mani da affidare a intraprendenti volontari: pecunia non olet, dunque datevi da fare!

4 UN OTTIMO PUNTO DI INIZIO PER I NOVELLINI

Non avete ancora messo piede in tutta Tamriel fino ad oggi? Le Isole Summerset sono il posto giusto da cui iniziare questo incredibile viaggio! La terra degli Elfi Alti svezzerà i novellini con una serie di missioni di apprendimento che faciliteranno i primi passi all’interno di The Elder Scrolls Online. Il livello di difficoltà adattivo, inoltre, permetterà a neofiti e veterani di godere entrambi di un’esperienza ugualmente godibile, cucita su misura in base all’esperienza ed equipaggiamento di cui si dispone man mano che si prosegue col gioco.

5 UNA TERRA RICCA DI STORIA

Le Isole Summerset non sono solo una regione bellissima da esplorare, ma anche una delle più ricche sotto il punto di vista storico di tutta Tamriel. Parliamo di una delle terre più importanti e celebri in tutto il continente, legata fortemente ai poteri magici e all’Antico Ordine dei Psijic, ma anche teatro di numerosi avvicendamenti tra tante civiltà elfiche, tra cui gli Aldmeri. Per i più appassionati di storie antiche, le rovine sotterranee di Alinor, capitale delle Isole Summerset, rappresentano una destinazione obbligatoria, ricca di reperti appartenenti ai precedenti imperi che hanno troneggiato sulla maestosa regione.

6 UNA TRAMA RICCA DI EVENTI

Come da tradizione The Elder Scrolls, Summerset offre trame e sottotrame ricche di eventi da seguire e vivere da assoluti protagonisti. Sarete accolti sin da subito da un’atmosfera particolarmente tesa, dovuta all’impopolare decisione della regina Ayrenn di aprire le porte delle isole ai visitatori esterni. Tali cambiamenti recenti non sono stati particolarmente apprezzati da gran parte degli Altmer, da sempre ostili agli stranieri e a coloro con cui non condividono la razza d’origine. Come se ciò non bastasse, un’oscura e potente minaccia incombe su tutta Tamriel e chi potrebbe mai sventarla se non te, amico lettore?

 7 ANELLI E GIOIELLI FAI DA TE

Che apparteniate ad una compagnia chiamata a combattere un antico male o degli eroi vestiti in verde che agiscono mossi da una grande forza di volontà, le isole Summerset sono il posto giusto per voi. Qui potrete imparare l’arte degli orafi, permettendovi così di creare collane e anelli personalizzati. Non parliamo di semplice bigiotteria, ma di gioielli di ambito valore e dal grande potere: non sarete soltanto i viaggiatori più cool di tutta Tamriel, ma anche i più temuti! Insomma, la domanda è semplice: Un ferro da stiro, una tunica, una freccia nel ginocchio o un bracciale fai-da-te. Secondo te, cosa ti farebbe felice?

 8 UNA PROVA PER I GUERRIER PIU’ FORTI

Una nuova prova attende i gruppi di combattenti più organizzati e valorosi. Per le compagnie formate da 12 avventurieri, Cloudrest riserva una delle sfide più ambite e temute da parte dei viaggiatori di Summerset. Preziose ricompense attendono i coraggiosi che decideranno di cimentarsi nell’impresa. Vi sentite particolarmente forti e niente vi spaventa? Allora la versione Veterano della Prova di Cloudrest è decisamente la scelta più indicata per voi…noi vi abbiamo avvisato.

9 AFFRONTARE LE ORDE DEGLI ABYSSAL GEYERS

Tra le nuove attività che è possibile svolgere in Summerset una delle più eccitanti è sicuramente quella degli Abyssal Geysers. Queste prove consistono nell’affrontare delle lunghissime ondate di nemici insieme a un gruppo di amici, al fine di combattere un temibile boss finale e di ottenere ricche e interessanti ricompense, utili senza alcun dubbio per poter proseguire il vostro viaggio nella regione degli Altmer.

10 LE NUOVE MISSIONI DELVE

Non tutte le località di Summerset sono particolarmente amichevoli. Alcune di queste nascondono delle potenti minacce e spetta ai guerrieri più coraggiosi il compito di combatterle. Stiamo parlando delle missioni Delve, che gli avventurieri storici di Tamriel conoscono molto bene e avranno il piacere di ritrovare nuovamente anche qui. Per i neofiti, queste sono zone di accesso pubblico che nascono temibili boss che è possibile affrontare anche più volte. Chi si definisce un vero esploratore è chiamato obbligatoriamente a visitare queste pericolose aree.

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Death Stranding – I timori, le speranze e le certezze

Il game designer nipponico Hideo Kojima ha da sempre nel corso della sua carriera videoludica cercato di rivoluzionare il medium, con la Metal Gear saga che inopinabilmente pur detenendo una fetta abbastanza corposa di detrattori rimarrà per sempre una pietra miliare indelebile del videogioco. Purtroppo a seguito della diatriba con Konami, che naturalmente non sviscereremo […]

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Dragon Age, Speciale sulla serie

Agli occhi di un veterano dei giochi di ruolo digitali occidentali, che magari ha un’esperienza più che decennale con i titoli del genere, è forse la saga di Dragon Age quella che, più di qualunque altra (compresa la serie “sorella” Mass Effect), può mettere in primo piano i profondissimi cambiamenti intercorsi nelle filosofie di game design di questo particolare sotto-genere negli ultimi 10 anni.

Cambiamenti fatti di evoluzioni, perfino di qualche rivoluzione ma anche di una certa regressione per quanto concerne alcune peculiarità o meccaniche strutturali.
E d’altronde questo tipo di percorso, fatto di avvicendamenti nel team di sviluppo, di voltafaccia spesso all’ultimo secondo e di immancabili interferenze da parte del publisher, può essere considerabile quasi fisiologico in una serie che impiega così tanto tempo per la realizzazione e lo sviluppo di ogni suo singolo capitolo.

Ogni iterazione di questo franchise, infatti, nasce, cresce e viene data in pasto al pubblico in un ben determinato momento “storico” del genere, sottolineandone quasi programmaticamente le caratteristiche di rilievo o in corso di modifica in quel dato frangente cronologico, come una sorta di organigramma evolutivo. È davvero molto interessante studiare tutti e tre i tre capitoli della saga tenendo a mente quest’ottica e contestualizzando il tutto, di volta in volta, con lo stato precipuo del mercato videoludico nell’istante della pubblicazione, perché se ne possono ricavare in maniera naturale e assai intuitiva diversi indizi “storici” sull’evoluzione del game design di uno dei generi oggi più amati dai videogiocatori di tutto il mondo.

Pur non avendo avuto lo stesso successo, o la fama, della suddetta trilogia di Mass Effect, l’universo di Dragon Age è tuttavia riuscito a raccogliere attorno a sé una vasta schiera di estimatori, che vanno dagli appassionati della narrativa fantasy più spicciola a chi apprezza il gioco di ruolo in forma leggermente più complessa rispetto alla media del genere – quantomeno nell’ambito delle produzioni tripla A.

Ma non sono nemmeno mancate le critiche, a volte feroci, altre vote ingiustificate, ma comunque sintomatiche dell’attenzione questo franchise è riuscito ad ottenere presso il grande pubblico, capitalizzando su alcuni tratti somatici che sono ormai diventati un vero e proprio marchio di fabbrica della Bioware degli ultimi 10-15 anni: l’attenzione verso la narrazione, declinata in particolar modo nella caratterizzazione delle relazioni fra i personaggi; un universo di gioco costruito ad-hoc attorno ad una “lore” ricchissima di contenuti e materiale (sfruttando non solo la comodità del Codex, un “archivio” nozionistico interno al gioco e liberamente consultabile, ma anche le possibilità offerte da altri media come libri e fumetti); l’occhio di riguardo posto verso le tematiche LGBT, la cui proposizione all’interno delle proprie opere è da tempo (dal personaggio di Juhani in Knights of the Old Republic, in effetti) un vero e proprio vanto della casa canadese.

IN PEACE, VIGILANCE. IN WAR, VICTORY. IN DEATH, SACRIFICE

Dragon Age: Origins (3 novembre 2009) rimane, ad ogni modo, una vera e propria anomalia per i giochi di ruolo dagli elevati valori produttivi. Il suo sviluppo iniziò, addirittura, a novembre 2002, mentre il gioco vero e proprio venne annunciato solamente nel 2004. L’intervista rilasciata dal lead designer Mark Laidlaw al sito RPGFan è assai rivelatoria di un progetto cui la casa di sviluppo canadese teneva evidentemente tantissimo, tanto da prolungarne lo sviluppo per diversi anni e cambiarne in corsa svariate caratteristiche (come le eponimi “origini”, veri e propri background per i propri personaggi giocabili, passate dalle originali 12 a sole 6).

Sullo sviluppo travagliato influì anche la decisione, maturata in particolar modo dai nuovi capoccia di Electronic Arts in seguito all’acquisizione della compagnia da parte del colosso del publishing videoludico americano, di portare il gioco anche su console di settima generazione, ovvero PlayStation 3 e Xbox 360; ciò generò nuovi grattacapi per un team di sviluppo già alacremente al lavoro (nei periodi di crunch time più duri gli effettivi ammontavano a più di 180), e lo stesso Laidlaw affermò come l’elemento più insidioso risiedesse nella necessità di far uscire tutte e tre le versioni contemporaneamente, privando così il team di quel feedback che era stato necessario per realizzare a dovere il porting Pc del primo Mass Effect, nel 2008.

Indipendentemente dalle difficoltà del mastodontico lavoro, in ogni caso, la base fondante e la visione dei designer è sempre stata una sola: quella di un titolo assai vasto e multiforme, il cui compito – se non principale, sicuramente prioritario – era dare compiutamente vita e forma alla nuova IP di Bioware, con la quale la software house sperava finalmente di districarsi dalle proprie radici legate a D&D e ai Forgotten Realms per dedicarsi a progetti maggiormente personali, e probabilmente anche più gratificanti sul piano strettamente creativo.

Laidlaw, prendendo di nuovo spunto dalle sue dichiarazioni, cita più volte come autorevoli “fonti” creative e ispiratrici non solo il moderno high fantasy, sulla scia di Tolkien ed epigoni, ma anche le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin, autore che non era allora conosciuto e osannato come adesso, eppure costituiva già un punto di riferimento imprescindibile per gli scrittori e gli artisti del team, i quali proprio sul suo stile crudo e realistico si sono basati per costruire un epos fantasy diverso e originale – quantomeno, rispetto alle ambientazioni fino a quel momento affrontate dallo studio.

Il risultato? Ebbene, in Dragon Age: Origins è presente il consueto campionario stereotipico tipico del fantasy classico, come elfi, nani, incantesimi di ogni sorta e, ovviamente, maestosi draghi (d’altronde, stanno anche nel titolo); tuttavia, il lavoro effettuato dai writers si concretizza non solo nella quasi completa rielaborazione e nel ribaltamento di alcuni stilemi del genere, ma in generale in una compiuta presentazione di un universo fantasy che, seppur magari non sufficientemente ispirato in alcune sue componenti, riesce comunque con somma facilità ad accattivarsi le simpatie del giocatore, che si ritrova presto immerso in un affascinante universo digitale costruito con una cura e un’attenzione che sfiorano il maniacale.

L’intreccio di base, e in generale la trama nel suo complesso, si presentano piuttosto derivativi, avendo come ruolo centrale la lotta di un antico ordine di guerrieri (i Custodi Grigi) contro una piaga inesorabile conosciuta col nome di Prole Oscura, la quale si è manifestata con un vero e proprio Flagello nella nazione medioevaleggiante del Ferelden. È, tuttavia, proprio in Origins, forse più che in ogni altro titolo della saga, che vengono esplorate in tutte le loro sfaccettature tutte quelle tematiche che Bioware ritiene essere le colonne portanti del suo nuovo franchise, e che ne fanno un complesso di tropi fantasy diversi dai soliti: gli elfi sono segregati in ghetti all’ombra di un dominio quasi assoluto del genere umano, ed ad essi fanno da contraltare dei volenterosi ma inefficaci ribelli chiamati Dalish; la lotta perenne dei nani contro la Prole Oscura, ma soprattutto contro le ataviche pulsioni della propria razza; l’elemento religioso e quello politico, densi di contraddizioni e magagne ricche di spunti per la narrazione; il dramma dei maghi, costretti alla prigionia dai propri stessi poteri.

Grazie all’abile mescolanza fra ambientazione e narrazione, tra solido retroterra culturale di ogni scena e senso di presenza fisico nel mondo, a tutt’oggi, Origins è quasi certamente l’opera più ruolisticamente completa di Bioware, un risultato che si deve in particolare alle multiple origini possibili per i nostri personaggi, ovvero a dei veri e propri antefatti visibili in prima persona che delineano la storia pregressa dell’avatar in questione, il suo ruolo nel mondo e la sua classe di partenza. La combinazione di razze e classi dà vita sei origini di base, suddivise in: guerriero o ladro umano nobile, mago umano o elfo, elfo di città, elfo Dalish, nano nobile e nano popolano.

Cosa importantissima, poi, esse sono direttamente giocabili e sono legate a personaggi e storie spiccatamente personali, destinati a ricomparire anche più avanti nel gioco. A ciò si aggiunge il più che discreto livello dei dialoghi, che si distinguono anche nella gamma tonale di risposte possibili e che possono presentare alcune piccole variazioni in base alla propria origine, le numerose decisioni che è possibile compiere nel corso dell’avventura (alcune piuttosto difficili moralmente), e all’assenza di un indicatore di moralità del personaggio – una scelta precisa da parte di Bioware e anche piuttosto coraggiosa, se consideriamo che proprio tale software house non si era mai particolarmente distinta nel proporre sistemi di moralità particolarmente complessi, ancorata a rappresentazioni formulaiche “buono/cattivo” dai tempi di Knights of the Old Republic.

A tutto questo si accompagna un sistema di gioco che riprende le più attempate tradizioni del genere, non disdegnando comunque un approccio sincretico tendente a riassumere – rimodernandole adeguatamente – talune meccaniche classiche, ma decisamente troppo arcaiche per essere riproposte tali e quali: Origins somiglia, così, ad un incrocio fra Baldur’s Gate 2 e il suddetto KOTOR, configurandosi come un gioco di ruolo lineare, focalizzato sulla gestione del party, gestito da un sistema di regole “simil-tabletop” semplice ma al tempo stesso in grado di fornire una discreta varietà di build e un certo grado di complessità, mai troppo astrusa. Il sistema di combattimento – che mantiene la classica formula del tempo reale con pausa tattica – riesce a raggiungere un buon equilibrio tra complessità e accessibilità, e non mancano nemmeno alcune finezze visive come delle brutali “finisher” con copiosi ettolitri di sangue versato che sottolineano, ancora di più, la crudezza del setting, forse rappresentata in maniera un po’ ingenua ma comunque volenterosa.

Alcune intuizioni di gameplay, dalle complesse tattiche impostabili per la gestione dei combattimenti da parte dell’IA, all’interfaccia pensata per passare senza soluzione di continuità dalla terza persona ad una simil-isometrica, completano un quadro generale che segna, a parere di chi vi scrive, la definitiva maturazione di Bioware per quanto riguarda il concetto “classico” di CRPG della software house canadese: quello, per intenderci, con linee di testo completamente visibili, personaggio senza voce, design tradizionale basato sui classici meccanismi di un party “alla D&D”. In effetti, proprio Origins – insieme all’espansione Awakening – potrebbe rappresentare l’ultimo esemplare di una sotto-razza specifica di giochi di ruolo che è oggi quasi del tutto scomparsa, almeno se consideriamo il solo mercato tripla A, sopravvivendo solo in epigoni finanziati tramite Kickstarter come lo splendido Pillars of Eternity.

LA GRANDE AVVENTURA DI HAWKE (E DEI SUOI AMICI)

Già con Dragon Age II (8 marzo 2011), infatti, ci troviamo davanti ad un cavallo di razza completamente differente. Ad oggi, in effetti, il capitolo di mezzo della trilogia è uno dei prodotti generalmente considerati più divisivi e controversi di Bioware, e nella stessa discussione sul titolo in questione può essere assai probabile trovare le lodi più sperticate insieme a ferocissime critiche al vetriolo.

Di certo, al contrario di quanto è avvenuto con il “rivale” Mass Effect 2, c’è che il secondo Dragon Age fin dall’inizio non partì sotto i migliori auspici: il successo di critica, pubblico e vendite dell’immediato predecessore spinse infatti il publisher Electronic Arts a maggiori interferenze nel processo creativo degli sviluppatori, spingendo maggiormente sul pedale dell’acceleratore per consegnare quanto prima possibile un seguito ad un pubblico avido di contenuti legati a questo nuovo franchise e ansioso di tornare a percorrere le lande di Thedas. Il risultato è stato un ciclo di sviluppo che lo ha visto pubblicato dopo soli sedici mesi dall’immediato predecessore, con tutto ciò che ne consegue.

In realtà Dragon Age II non parte nemmeno da cattive premesse: l’idea di base dell’intreccio è quella di seguire i destini di una famiglia di rifugiati fereldani in fuga dal Flagello del primo capitolo, i quali in seguito alle peripezie del prologo giungeranno nella città di Kirkwall, nei Liberi Confini (una regione composta da città stato immediatamente a nord del Ferelden). In tale luogo si svilupperà una vicenda incentrata particolarmente sul conflitto esplosivo tra maghi oppressi dalle proprie catene e templari (“braccio armato” della religione fittizia principale della serie) oppressori, con – nelle intenzioni degli sviluppatori, quantomeno – diverse sfumature di grigio tra le fazioni e tanto, tantissimo sangue.

Già dalle primissime fasi di gioco, tuttavia, si può percepire distintamente un diverso “feeling” rispetto alla precedente iterazione, e non sempre in positivo. Tra i primissimi cambiamenti che è possibile notare figura, nettamente e distintamente, la scomparsa delle linee di dialogo testuali classiche, sostituita da una ruota di risposte possibili che, se non si trattasse di un parto della stessa casa di sviluppo, costituirebbe nulla di meno che un plagio nei confronti di Mass Effect. Proprio come nella saga fantascientifica di Shepard e soci, il ventaglio di risposte selezionabili è limitato a tre, con le scelte posizionate in alto e in basso nella ruota che indicano, rispettivamente, un atteggiamento diplomatico e uno spietato, e l’unica differenza costituita dalla frase posta in mezzo, che denota adesso un atteggiamento non più neutrale, bensì irriverente e sarcastico da parte del protagonista Hawke.

Sì, perché un altro cambiamento sostanziale rispetto ad Origins è l’eliminazione delle variegate origini e della possibilità di selezionare una razza diversa da quella umana, sostituita ora da una figura “simil-Shepard” che se da un lato permette una maggiore integrazione con la sceneggiatura, dall’altro toglie al giocatore la libertà di scelta ruolistica che aveva contraddistinto lo splendido predecessore.

In realtà, vi è forse un’altra possibile motivazione per una tale scelta, apparentemente scellerata: la trama, infatti, si focalizza in particolar modo – come già accennato – sulle alterne fortune del protagonista e dei suoi familiari (la madre, il fratello e la sorella minori), delineando un plot che rappresenta una novità di assoluto rilievo per Bioware. Sparite sono, infatti, tutte quelle velleità da prescelto e salvatore del mondo che avevano invariabilmente determinato le precedenti sceneggiature della casa canadese, sostituite da un intreccio che preferisce piuttosto puntare i riflettori sul piano personale, focalizzandosi sull’ascesa di Hawke e degli altri componenti del suo nucleo familiare, da esiliati senza un soldo in tasca a potenti membri della classe media di Kirkwall, fino ad arrivare addirittura ad influenzare le alte sfere della politica, il tutto in un viaggio lungo una decina d’anni circa, con un pesante accento sui rapporti intimi del protagonista e dei suoi comprimari.

Sulla carta, si tratta di intenzioni senza dubbio lodevoli: un tentativo, insomma, di cambiare regime rispetto ai tropi che avevano contraddistinto le sceneggiature realizzate in quel di Bioware fino a questo momento. Il risultato? Un po’ come il titolo nel suo complesso, esso viene oggi considerato di altalenante fattura, viaggiando da un capo all’altro della qualità tra punti particolarmente ispirati, e financo pregni un pathos senza dubbio notevole, e altri momenti decisamente sottotono, di tutt’altra schiatta rispetto al livello cui la software house ci ha abituato nel corso degli anni. E anche i PNG che si possono unire al party non hanno incontrato l’unanime consenso dei fan, dato che alcuni di loro hanno dato la distinta sensazione di essere peggio caratterizzati e sfaccettati rispetto ad altri comprimari (vedasi Sebastian Vael, che guarda caso era disponibile agli acquirenti del day-one solamente tramite dlc dedicato).

Meccanicamente parlando, sebbene Dragon Age II mantenga apparentemente inalterati i punti di forza del precedente capitolo (combattimento strategico in tempo reale con pausa e tattiche personalizzabili), sussistono tuttavia delle enormi differenze concettuali e stilistiche che sono risultate invise a gran parte dei fan di Origins. Intanto, il combattimento in generale è stato reso molto più veloce e fluido nell’azione, “spettacolarizzando” (in mancanza di un termine migliore) al massimo e cercando di rimediare ad una delle critiche più frequenti rivolte al predecessore, spesso accusato di un’eccessiva legnosità. Sfortunatamente il risultato finale sfiora spesso il parossismo, con una rapidità del flusso di gioco che mal si accompagna al focus tattico che dovrebbe, in teoria, essere il vero e proprio punto di forza delle meccaniche della serie. E non aiuta il fatto che i nemici arrivano grazie ad ondate decisamente mal concepite e messe in atto, catapultandosi letteralmente sul campo di battaglia da ogni punto – invalidando così la maggior parte delle volte tutta la precedente preparazione tattica messa in atto.

I ridottissimi tempi di gestazione cui abbiamo già fatto cenno, si concretizzano, più precisamente, in un level design capace spesso di far accapponare la pelle: parliamo di dungeon ripetuti nel loro esatto layout tra una missione e l’altra, con pochissime differenze l’uno dall’altro, difetto ravvisabile in particolare nelle istanze di dungeon crawling delle missioni secondarie – fortunatamente gran parte della quest principale non soffre di questo problema. È chiaro che i designer non hanno avuto fisicamente il tempo di modellare dei livelli differenti dati i ristrettissimi tempi di produzione e lancio, cosicché la mole di contenuti narrativi del gioco (che poca cosa non è) non risulta adeguatamente supportata da un lato artistico e tecnico all’altezza

Questi difetti che abbiamo appena sottolineato, e che furono evidenziati già dalla maggior parte delle testate dell’epoca, colpirono profondamente – con tutta probabilità – gli animi di Bioware, se consideriamo che il successivo seguito adotterà alcune particolari filosofie di design proprio in risposta a tali critiche.

INQUISITION: OVVERO, UN RITORNO ALLE ORIGINI?

Con Dragon Age II avevamo deciso di provare a fare qualcosa di narrativamente molto diverso, molto più personale, qualcosa di molto più chiuso in sé stesso. Nessun prescelto, nessuna chiara minaccia che aleggia sul destino del mondo. Non credo sia stato un successo perfetto, ma quella era l’intenzione. Tutti gli altri cambiamenti percepiti, come il presunto combattimento troppo semplificato, le ondate, e tutte quelle cose… in teoria doveva trattarsi più di una evoluzione. Penso che abbiamo semplicemente fatto il passo più lungo della gamba. Ci siamo spinti troppo oltre.

Proprio a causa di Dragon Age II, Inquisition dovrà essere ancora più ambizioso, per poter affrontare queste critiche e poter davvero tornare alle radici della serie. Verterà molto di più sul combattimento tattico e su un livello più alto di difficoltà ben calibrata. Una storia più chiara, sempre con le classiche scelte morali ma narrativamente più sullo stile di Dragon Age: Origins. Avete ragione a chiedere. L’obiettivo non è mai stato quello di rivoluzionare la serie ad ogni episodio, ma Dragon Age II ci ha forzato un po’ la mano.

In effetti, queste sono state proprio le parole di Mark Darrah, produttore esecutivo di Bioware, nel corso di questa intervista con la rivista online PC Gamer. Dal tono generale del buon Darrah, si poteva distintamente capire come tutte le critiche – alcune meritate, spesso decisamente impietose, a volte feroci – rivolte a Dragon Age II abbiamo fatto seriamente riconsiderare le priorità della software house, nonché il suo rapporto con una serie che, fino a quel momento, non era mai riuscita veramente a costruirsi una propria, precisa identità, perennemente sospesa fra passato e futuro, tra velleità da gioco di ruolo dei “bei tempi andati” e istanze di modernizzazione più o meno estreme

Più in generale, però, Dragon Age: Inquisition (18 novembre 2014) arrivò proprio agli inizi di quella che oggi è la “current gen”, e si configurò fin da subito come un passo fondamentale per Bioware: un’occasione per riscattarsi agli occhi dei fan e del pubblico degli appassionati non solo di fronte all’insuccesso (oggettivo, se parliamo in termini di vendite – che non sono state soddisfacenti quanto quelle di Origins) di Dragon Age II, ma anche davanti a tutte quelle polemiche che si sono scatenate in occasione del discutissimo finale di Mass Effect 3, con tutti gli strascichi che ben conosciamo e che non abbiamo assolutamente intenzione di riprendere in questa sede.

Un nuovo inizio insomma, confermato anche dalle prime indiscrezioni, che vedevano per il titolo un design improntato all’open world più spinto, un elemento che Bioware stessa non utilizzava in una sua opera fin dai tempi del primo, seminale Baldur’s Gate, classe 1998. Altri auspici, più negativi, volevano Inquisition, come una sorta di progetto “recuperato” partendo da una prima bozza di un mmorpg ambientato proprio nel mondo di Thedas, ma tali dicerie non sono mai state esattamente confermate.

Ciò che conta è che Inquisition costituisce un vero blockbuster videoludico, in particolare se guardiamo alla quantità di contenuti ad ogni livello, sia esso narrativo o ludico. Il passaggio all’estrema libertà garantita dalle meccaniche open world – che però vero open world non sono, dato che si tratta semplicemente di gigantesche “macro-aree” – ha permesso ai designer di dare compiutamente vita alle regioni di Ferelden e Orlais, quest’ultima percorribile per la prima volta nel franchise. Il plot di base vede la riformazione dell’Inquisizione, un’organizzazione militaresca prima facente parte della Chiesa ma ora separata, sotto la guida del nostro personaggio principale, e chiamata a rispondere alla minaccia di Corypheus, un essere demoniaco che è riuscito a varcare la soglia tra il mondo reale e il Velo che separa il piano materiale da quello spirituale.

Si torna quindi non solo, come anticipato da Darrah, ad una impostazione più classicheggiante con antagonisti ben chiari e una minaccia su scala globale, ma anche ad una maggiore libertà di espressione nella creazione del proprio Inquisitore, che potrà essere a scelta umano, elfo, nano o, per la prima volta nella saga, qunari. Più in generale c’è, in Inquisition, una chiara volontà di riscatto, di ritorno in auge di quello stile tipico che ha contraddistinto le maggiori produzioni di ruolo tradizionale di Bioware: pur venendo mantenuta, per esempio, la ruota della conversazione di Dragon Age II, adesso le risposte sono più variegate nella gamma tonale e negli approcci, non disdegnando neppure alcuni battibecchi esclusivi di certe classi, razze o background. Per esempio, l’Inquisitore potrà rispondere in modo diverso se in una precedente discussione si è affermata una sua fede nel divino oppure no.

Questa benvenuta attenzione verso le parole va di pari passo con un cast di personaggi secondari semplicemente vastissimo, che comprende non solo i classici compagni di viaggio che accompagnano il giocatore nel corso delle sue avventure, ma anche una vasta serie di comprimari non giocanti che svolgeranno vari ruoli all’interno della neonata Inquisizione. Sì, perché uno dei fattori più importanti e più caratteristici di Inquisition, soprattutto rispetto agli altri episodi della serie, è rappresentato dall’avere il completo controllo della propria organizzazione, con tanto di fortezza – che risponde al nome di Skyhold – che fa da “hub” e quartier generale, all’interno della quale poter intavolare discussioni con i propri sottoposti, risolvere i dilemmi morali proposti dal proprio comando e organizzare operazioni di guerra contro le forze di Corypheus grazie al tavolo da guerra, ovvero una mappa interattiva delle regioni di gioco.

Quest’ultima rappresenta un’aggiunta che in parte si configura senza dubbio come sostanziale, dando al giocatore la possibilità di ottenere bonus di grande consistenza grazie all’invio di emissari che svolgeranno diverse missioni in “background”, magari mentre il giocatore è impegnato in tutt’altre faccende; il completamento di tali incarichi dopo un timer prestabilito offrirà ricompense di ogni sorta, che vanno dai materiali necessari per sfruttare appieno il ricchissimo sistema di crafting, a nuove voci del Codex, arrivando persino ad influenzare il corso di determinati eventi in gioco. Dall’altra parte, molti appassionati hanno ritenuto il tavolo da guerra una componente in un certo senso sottosfruttata del gioco, con conseguenze fini a sé stesse per la stragrande maggioranza delle subquest.

C’è, infatti, in Inquisition, una sorta di “doppia natura”: da un lato, la quest principale e i personaggi collegati ad essa rappresentano Bioware al suo meglio, con un intreccio ben confezionato e ricco di colpi di scena e caratteri sufficientemente sfaccettati (tranne forse per il principale antagonista) coadiuvati da un doppiaggio sontuoso e alcuni momenti contraddistinti da una sceneggiatura onestamente impressionante; non mancano neppure certi punti davvero sconvolgenti, capaci di gettare una luce completamente nuova sulla “lore” fino a quel momento prestabilita dell’universo fantasy di Thedas.

Dall’altro lato, sfortunatamente, una tale attenzione non è stata chiaramente rivolta alle quest secondarie, che spesso e volentieri si riducono in nulla di più che in una raccolta ad nauseam di svariati oggetti oppure nel percorrere in lungo e in largo le regioni di gioco alla ricerca dei punti di interesse segnati sulla mappa a mo’ di lista della spesa, nella peggiore tradizione di Assassin’s Creed e simili. La sensazione costante è che Bioware, pur avendo puntato tutto sul mondo aperto e sulla vastità delle ambientazioni, non sia effettivamente riuscita a riempirlo a sufficienza con contenuti di spessore, denotando forse la scarsa esperienza del team con questo tipo di design.

Nonostante la qualità altalenante del narrato, pad o tastiera alla mano Inquisition si dimostra fortunatamente un buon successore di Origins, dimenticando lo scellerato approccio spettacolarizzato agli scontri del precedente capitolo in favore di una mentalità spesso più ragionata, con un sistema di combattimento che riesce – anche se solo parzialmente – a ricreare il tatticismo di Origins. La varietà degli approcci è data soprattutto dalla selezione della difficoltà, con le prime due tappe dello slider dedicato che privilegiano il più puro hack & slash, mentre le altre favoriscono una maggiore attenzione strategica.

Si tratta, insomma, sempre del tentativo di raggiungere quel paventato delicato equilibrio fra azione e tattica, fra dinamismo e riflessione, che rappresenta fin dagli albori della serie un po’ il Santo Graal degli sviluppatori canadesi, e in effetti Inquisition sembra fornire, la maggior parte delle volte, un buon feedback strategico grazie alla possibilità di gestire le tattiche dei compagni e alla necessità di saper giostrare i diversi attacchi delle varie classi in modo da creare letali combo di effetti; d’altro canto, alcune meccaniche si dimostrano, di nuovo, assai deficitarie, in particolare per quanto concerne l’ingombrante e decisamente macchinosa nuova visuale tattica, che non riesce affatto a svolgere adeguatamente la propria funzione.

L’intento, chiaro e tondo, di Bioware, insomma, è quello di accontentare qualunque possibile acquirente, sia chi vagheggia un ritorno alle passate radici strategiche del genere, sia chi cerca una sorta di gioco di ruolo action un po’ più complesso della media. E se Inquisition non sempre riesce nella propria cerca, unendo come la mitica chimera queste due istanze così differenti dello stesso genere, è pur vero che si tratta comunque di uno dei tentativi più interessanti mai effettuati in questo senso.

QUALE FUTURO PER IL THEDAS?

In questo 2018 ormai inoltrato da tre mesi, è questa la domanda che più spesso si pongono gli appassionati della serie, mai come adesso così in bilico tra passato, presente e futuro.
Se, infatti, Inquisition si è dimostrato tutto sommato fruttifero a livello meramente commerciale, configurandosi come il miglior lancio nella storia di Bioware secondo gli ultimi report, è anche vero che la débâcle di Mass Effect Andromeda – più sul piano della reputazione della software house piuttosto che sulla qualità vera e propria del titolo in questione – ha ridimensionato in più di un verso la storica casa canadese, ora impegnata con una scommessa: il mastodontico e complessissimo progetto Anthem.

Ad ogni modo, la serie Dragon Age, pur con i suoi alti e bassi, rimane comunque un vero punto di riferimento tripla A per gli appassionati del gioco di ruolo più tradizionale, e questo nonostante le ibridazioni che si sono susseguite nel corso delle varie iterazioni.
Ben pochi altri titoli di questo genere, d’altronde, possono vantare la stessa attenzione verso i caratteri dei personaggi e verso le storie intime, seppur virtuali, proposte dalle vicende narrate, da sempre vero marchio di fabbrica della casa; il tutto, naturalmente, insieme ad un universo digitale creato da zero, sempre coerente con sé stesso e affascinante nei suoi principi fondamentali, tra magia e intrighi politici, mitologia e cultura approfondite e dettaglio sempre nulla di meno che maniacale.

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L’amore ai tempi di Elder Scrolls Online

L’amore, versione 2.0. In versione digitale. In occasione di San Valentino, la festa degli innamorati, Bethesda racconta alcune storie particolari che vedono come protagonisti dei giocatori che divertendosi alla serie The Elder Scrolls (fin dai tempi di Arena nel lontano 1994), si sono poi uniti nella realtà.

Dal suo debutto, la saga di The Elder Scrolls ha appassionato milioni di utenti in tutto il mondo. Negli ultimi anni, precisamente dal 2014 con il lancio di The Elder Scrolls Online, è – però – riuscita a unire persone nei modi più incredibili, ed a volte, persino a farle innamorare.

Ecco uno speciale dove la software house ha raccolto alcune delle testimonianze più curiose che fanno capire una volta di più quanto nell’epoca digitale, l’amore possa sbocciare dal fiore più nascosto, magari proprio dietro a quel Troll che vi sta attaccando, nelle lontane terre di Tamriel…

ECCO LE VARIE STORIE

La Storia di Kristie


Elder Scrolls mi ha cambiato la vita in più di un modo. Ho acquistato ESO e una nuovissima PS4 per giocare online insieme a mio fratello e a mio cugino. Era un modo per rimanere in contatto con la mia famiglia, dato che viviamo lontani. Il fatto poi di poter entrare nelle varie Gilde, mi dava l’opportunità di conoscere nuove persone, aspetto social molto gradito. Certo, l’ultima cosa che mi sarei aspettata era incontrare l’amore della mia vita.

Un giorno mi imbattei in un messaggio di un giocatore di Perth, che cercava nuovi compagni della sua zona. Essendo di Sidney, risposi: “Beh, io non vivo nell’ovest dell’Australia, ma almeno siamo nello stesso continente – LOL”. Iniziammo così a giocare insieme, a svolgere le quest giornaliere, a craftare, e di lì a poco cominciamo a scriverci e telefonarci nella vita vera.

Eravamo però separati da oltre 3.000km, e l’unico modo che avevamo per entrare in contatto reciproco era ‘abbracciarci’ in game, e una volta, durante un lungo abbraccio digitale, fummo interrotti da un altro giocatore che passava per Belkarth, che si unì nel nostro abbraccio collettivo provocando grandi risate.

Sono grata ad ESO, perchè durante le feste natalizie ho attraversato l’Australia e mi sono trasferita, ora posso vivere la mia vita assieme a lui e a sua figlia sia nel gioco che nella vita reale.

Buon San Valentino e continuate ad avventurarvi gente! ESO per la vita!

 

La Storia di Beverly


Cari avventurieri, voglio raccontarvi la storia di come ho conosciuto mio marito, su ESO ovviamente.

Ero una casual-player del gioco, di cui amavo la lore e il crafting, oltre ovviamente alle varie quest.

Un giorno, durante un dungeon particolarmente complicato, incontrai una fantastica guaritrice di nome Fiora Starbreeze, che mi tenne in vita durante tutta la missione, invitandomi poi nella sua gilda.

Iniziammo a sentirci spesso, e a giocare sempre insieme. Gli anni passarono, la gilda mutò e gran parte dei giocatori cambiarono, ma noi continuammo a restare in contatto. Il grande passo fu fare 1400 Km per incontrarci nella vita reale, cosa che facemmo nel giugno 2015. Grazie a lui, capii che non ero mai stata tanto felice in vita mia, sia nella vita reale che in ESO, decidemmo quindi di sposarci nel febbraio del 2017.

Ora, dopo anni di gioco, sono agli scoccioli della mia avventura su ESO, ma per fortuna, ora l’avventura della mia vita reale ha un compagno con cui vale la pena viverla.

Quindi grazie ESO, grazie per avermi fatto raggiungere la Felicità!

Beverly Nutcrusher, Tanker of Things

La Storia di Ding Dong


Ho cominciato a giocare ad ESO appena è stato lanciato per Xbox one. Quando iniziai a giocare per la prima volta, purtroppo nessuno dei miei amici era interessato a provarlo con me. Dopo l’uscita di One Tamriel mi sono ritrovato a dover comparare un Xbox anche per mia moglie, in modo da poter giocare ad ESO insieme. Qualche anno dopo, anche mia suocera acquistò una console per suo figlio, ma quando provò il gioco se ne innamorò a tal punto da comprare un Xbox anche per lei.

Ora, mia suocera, mia moglie e io, giochiamo tutti insieme. Eravamo abituati ad interpretare più o meno gli stessi ruoli, tuttavia ultimamente ci stiamo alternando un po’. In questo modo non solo impariamo ad usare meglio ogni ruolo, ma inoltre ci permette di apprezzare meglio il nostro Team. Non importa cosa conquisteremo o quello che troveremo ad attenderci sulla nostra strada. Il nostro maggior risultato probabilmente è stato quello di completare la Dragonstar Arena in 3 giocatori, con mia moglie che si è divertita come una bambina. Persino i nostri ragazzi (4 e 5 anni) amano avventurarsi e perdersi nella fantastica trama di questo gioco. Sono sicuro che continueremo a giocare ad ESO come famiglia.

Qualcuno ha ancora bisogno dei giochi da tavolo?

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I migliori Gdr/hack and slash del 2017

Anche il 2017 si è rivelato un anno molto interessante per i giochi di ruolo. Che siano di stampo classico o giapponesi (jrpg) o, ancora, action gdr.

Tante le novità per una cinquina piuttosto eterogenea che vi proponiamo nell’ambito dei nostri GOTY 2017 che stanno per concludersi ma ci sembra giusto far notare qualche gioco ed espansione degni di nota. L’anno appena passato è stato segnato da tre espansioni per tre hack and slash importanti: Diablo III ha avuto il Negromante, Grim Dawn (vincitore della categoria lo scorso anno) ha ricevuto Ashes of Malmouth (che ha aggiunto due nuove maestrie una nuova vasta regione e tanti nemici inediti da combattere ed oggetti da raccogliere), e – questa è più clamorosa – a novembre Titan Quest Anniversary Edition ha accolto Ragnarok con un tante altre novità a più di 10 anni dall’ultima espansione (Immortal Throne).

Il 2017 in ambito ruolistico è stato l’anno del ritorno di Piranha Games con Elex, buon gioco e dal potenziale sicuramente più ampio rispetto a quanto mostrato. La sorpresa più grande è stata West of Loathing che con la sua grafica Stick in bianco e nero e la sua trama scanzonata ma misteriosa ambientata nel vecchio e selvaggio West stava per entrare nella top five. Notevole anche la Complete Edition di Pillars of Eternity per PS4 ed Xbox One, non inserita in classifica in quanto il titolo originale è datato 2015 su Pc. Non si può, infine, non menzionare Nioh, davvero un bel titolo per gli amanti delle sfide.

Prima di lasciarvi allo speciale, è giusto parlare un attimino di Divinity Original Sin 2. Lo abbiamo giocato poco per una recensione ma abbastanza per poter affermare e giustificare la sua presenza in questa cinquina. Sicuramente uno dei migliori titoli del genere degli ultimi anni e complessivamente del 2017.

Ecco le nostre scelte (nei titoli abbiamo linkato le rispettive recensioni):

6

5) NIER AUTOMATA

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Platinum Games ha saputo forgiare un titolo solidissimo ricco d’azione ma anche di quest e tante storie interessanti da raccontare. Gioco di ruolo d’azione ma non solo, Nier Automata sorprende per non rispondere ad un genere preciso ma a tanti e contemporaneamente, con un modo di fare firmato “Yoko Taro” che è inconfondibile. L’aspetto tecnico di Nier: Automata, è quello che più di tutti gli altri mostra i compromessi attuati dagli sviluppatori per poter garantire la massima fluidità e la massima varietà di contenuti possibile.

Oltre alle fondamenta da gioco di ruolo d’azione, senza soluzione di continuità, può mutare in sparatutto a due dimensioni, dual stick shooter (come Halo: Spartan Assault o Helldivers, per intenderci) passando per uno sparatutto come Metal Slug e un Metroidvania (un po’ Metroid, un po’ Castlevania).

Tecnicamente punta tutto sulla fluidità, per questo scende a non pochi compromessi grafici per cercare di offrire sempre prestazioni superiori. Purtroppo non riesce sempre ed ovunque nel suo scopo, mostrando il fianco ad una realizzazione tecnica buona ma non eccelsa. Ma è longevo, divertente e fa il suo dovere fino in fondo.

4) TORMENT: TIDES OF NUMENERA

Torment Tides of numenera

C’era tantissima curiosità su Torment: Tides of Numenera. Il gdr sequel spirituale di quel Planescape Torment che fece sognare tanti e tanti anni fa moltissimi videogiocatori appassionati di ruolo arrivò dopo una super campagna su Kickstarter avvenuta nel 2013.

Quattro anni dopo, InXile Entertainment ha sfornato un capolavoro. I dubbi erano tanti e potevano essere legittimati dalle troppe attese. In parte c’è stata anche un po’ di delusione soprattutto per noi italiani visto che la localizzazione del gioco nella nostra lingua, peraltro promessa, è venuta a mancare poco prima che il titolo venisse pubblicato. A questo, però, ha fatto seguito una realizzazione squisita e di spessore con un’ambientazione firmata da Monte Cook, una garanzia per i più esperti giocatori di ruolo.

Il nostro Giuseppe Filiti ha commentato così Torment: Tides of Numenera elogiandone i contenuti e storia che esaltano il concetto di gdr:

“I timori e le pare che hanno a lungo circondato lo sviluppo possono ora essere dissipati: il titolo è un gioco di ruolo come pochi, pochissimi altri, capace di suggestioni al limite dell’impossibile, artisticamente ispiratissimo e tematicamente profondo. Sa essere ermetico, a volte quasi impossibile da decifrare nei suoi significati, e per questo magari può essere inapprezzabile da chi cerca un’esperienza più ordinaria, o forse più tradizionale. Ciononostante, a dispetto delle premesse non esaltanti e di alcuni difetti che non incidono sul valore complessivo dell’opera, Tides of Numenera si rivela un vero e proprio gioiello, un titolo coraggioso che osa oscillare fra trattato filosofico e insegnamento morale”.

3) PERSONA 5

Persona 5 B

Persona 5 è senza dubbio uno dei migliori giochi di questa generazione di console, e non solo per via di un gameplay ben stratificato e ricco di sfaccettature. Il titolo targato Atlus mette infatti in scena uno dei migliori capitoli della saga raccontando una storia molto profonda e dai risvolti drammatici celati dietro a una patina sottile di ironia.

Una satira interattiva della società giapponese, di tutti i suoi pregi ma anche delle sue contraddizioni, e forse anche per questo piacerà di più a tutti coloro che amano e conoscono la cultura del Paese del Sol Levante. Il tutto accompagnato da un’eccellente realizzazione tecnica e da un gameplay profondo.

2) DIVINITY ORIGINAL SIN 2

Divinity-Original-Sin-2-header

Su Divinity Original Sin 2 potremmo scrivere fiumi di parola. Il problema è che dovrebbero essere bene incanalati. Larian Studios ha saputo migliorare non poco quanto proposto col primo capitolo della saga regalando agli appassionati di gioco di ruolo classico un autentico capolavoro. A nostro avviso il migliore in salsa europea degli ultimi due anni.

In Divinity Original Sin 2, a parte la localizzazione in italiano, c’è tutto quello che serve ad un gioco per essere ricordato e mandato ai posteri come esempio da seguire. Una trama monumentale, tantissime cose da fare, personaggi fuori dall’ordinario ed un mondo vasto, bello da esplorare, ricco di insidie e con un livello di interattività assurdo. Senza dimenticare la possibilità di giocare con amici in party (con infinite possibilità di azione anche tra i compagni di ventura) e la modalità Game Master che permette di realizzare le proprie avventure e quest in modo del tutto autonomo. In poche parole il gdr occidentale per eccellenza.

5

1) And the winner is… HORIZON ZERO DAWN

Horizon Zero Dawn A

Sicuramente uno dei migliori titoli in assoluto del 2017 ed una delle migliori esclusive per PS4. Stiamo parlando di Horizon Zero Dawn, action gdr firmato da Platinum Games che ci racconta la storia di Aloy, una forte e giovane ragazza che nel tempo ha imparato a sviluppare buone capacità di sopravvivenza in un mondo post-apocalittico dove macchine e natura si sono ribellate all’uomo.

Una realizzazione tecnica mostruosa, una longevità interessante, aumentata anche dall’espansione The Frozen Wilds che aumenta tutto, fanno di Horizon Zero Dawn un titolo da avere e consegnano alla storia Aloy, un nuovo personaggio in grado di poter dire la sua nell’Olimpo dei protagonisti da ricordare. Scrive il nostro Antonio Patti:

Horizon: Zero Dawn riesce nell’impresa di tenere l’interesse sempre alto, la varietà garantita – anche da ambientazioni non troppo uguali tra di loro – e sfide sempre all’altezza. L’assenza di caricamenti tra una zona e l’altra e i ritmi di gioco mai sotto il livello di guardia contribuiscono a rendere Horizon: Zero Dawn uno dei pochi titoli esclusivi degni di nota, longevi, gradevoli, tecnicamente impressionanti sotto tutti i punti di vista. Un nuovo standard di qualità per i titoli che seguiranno.

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I migliori sparatutto del 2017

L’anno appena trascorso è stato foriero di tante novità per il genere shooter (o sparatutto se gradite), sia su console che su Pc sia che si tratti di fps, in prima persona, o in altre visuali. Non sono mancate le uscite di qualità, che si sono distinte, di volta in volta, per eccellenza nella narrazione, per le esperienze multiplayer sempre più ricche, per la capacità di far immergere il giocatore in un mondo costruito ad arte, per il design accattivante.

Da Prey a Splatoon 2, la classifica che troverete qui di seguito mostra un mercato videoludico degli sparatutto davvero in gran forma, e poco importa che si tratti di titoli che abbiano mantenuto l’essenza pura del genere oppure ibridazioni estese e complesse con altre tipologie di videogioco. In questa sistematizzazione abbiamo voluto includere tutti gli esponenti più importanti dell’anno scorso per quanto riguarda l’azione in prima persona, e questo è il motivo per cui potrete trovare titoli concettualmente assai differenti l’uno dall’altro. E il fatto che ci sia così tanta varietà a disposizione dell’appassionato è, a nostro parere, sicuramente una vittoria non di poco conto.

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Ecco qui di seguito le nostre scelte (nei titoli abbiamo posizionato un link alle rispettive recensioni):

5) CALL OF DUTY: WORLD WAR II

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Quest’anno l’amato/odiato franchise di Activision cambia faccia e dà uno sguardo al passato: World War II rappresenta un ritorno ad un’epoca storica che da un po’ di tempo non veniva esplorata dal genere, dopo un inizio degli anni 2000 contraddistinto da una vera e propria epidemia di nazisti digitali da combattere. E il ritorno è davvero in pompa magna perché, al netto di tutti i difetti storici della serie, questo nuovo Call of Duty riesce a rinverdire un brand che l’anno scorso aveva certamente toccato i minimi storici di apprezzamento.

Tre modalità distinte per un’esperienza di gioco capace di soddisfare tutti i palati: la campagna single-player è un passo verso la giusta direzione, non mancando di alcuni momenti genuinamente esaltanti ma nemmeno distinguendosi particolarmente per il suo carisma. La modalità multigiocatore, invece, vero fiore all’occhiello della produzione, si presenta ricchissima in progressione e varietà, nonché meno confusionaria e maggiormente concentrata sugli scontri a terra senza diavolerie tecnologiche come i jetpack dell’episodio precedente. L’ormai immancabile modalità dedicata agli zombi nazisti, infine, è più “survival” e completa che mai, persino terrificante nelle giuste condizioni. In generale, si tratta di un pacchetto senza dubbio allettante per chi da tempo auspica un ritorno del genere alle atmosfere della guerra più grande di sempre.

4) DESTINY 2

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Il sequel dell’mmofps targato Bungie si pone come uno “step” successivo e incrementale all’interno di una saga concepita fin dal primo momento con grande lungimiranza. Il “progetto Destiny” è destinato a durare 10 anni, divisi tra tre titoli elaborati con la massima coordinazione e sequenzialità l’uno con l’altro, ed è per tale motivo che questo secondo episodio della saga si è da subito contraddistinto come una sorta di ripresa del primo, con qualche aggiustamento qua e là ma senza alcuna variazione fondamentale nel tessuto di base.

Tessuto che è sempre quello: un fps in singolo ma anche da giocare in compagnia, profondamente connesso eppure privo di caratteristiche fondamentali per il genere, un titolo contraddistinto da ispirazioni di grandissimo impatto (per esempio la tanto criticata “lore”, che si rivela essere in realtà assai complessa e intrigante ad uno sguardo più approfondito) e al tempo stesso da ingenuità che lasciano basiti. Eppure è facile lasciarsi affascinare da Destiny 2, anche perché risolve alcuni problemi che avevano tanto messo in difficoltà l’immediato predecessore – come l’endgame contraddistinto da un grindind eccessivo – mantenendo intatti i suoi punti di forza, come il “gunplay” assolutamente incredibile, sia su console che su Pc. Destiny 2 è più elegante e coerente nella presentazione dei contenuti e maggiormente focalizzato nella struttura, ed è senza dubbio destinato a migliorare con l’entrata in gioco delle prossime, immancabili espansioni.

3) SPLATOON 2

Go4 Splatoon 2

L’anno del grande ritorno in auge di Nintendo porta con sé non solo capolavori come Breath of the Wild e Super Mario Odyssey, ma anche, quatto quatto, Splatoon 2. Vivace, eccentrico e, naturalmente, coloratissimo, questo nuovo Splatoon migliora praticamente tutto rispetto all’originale del 2015, offrendo anche una gamma di contenuti non di poco conto.

La campagna in singolo è composta da 32 missioni (per un totale di circa sei ore di gioco) che esplorano idee di gameplay già di per sé interessanti, ma è la modalità online il vero e proprio punto forte del titolo: essa offre una gamma di opzioni tale da non sfigurare neppure davanti a titani del calibro di Call of Duty e Battlefield, tra punti esperienza, prestigio, possibilità di sbloccare armi, vestiti e collezionabili. Ci sono persino delle velleità da e-sport, in quanto non mancano alcune modalità orientate pesantemente al professionismo, e se a questo aggiungiamo una robusta componente cooperativa e uno stile visivo e artistico da capogiro allora otteniamo un titolo che non può assolutamente mancare nella ludoteca di qualunque possessore di Switch.

2) PREY

Prey 050617 B

Mettiamo subito le mani avanti: scegliere i titoli appartenenti alle prime due posizioni di questa classifica è stato per noi estremamente difficile. Non certo perché mancassero i candidati ideali, attenzione, ma piuttosto perché sia Prey che il titolo che noi tra poco premieremo come miglior sparatutto del 2017 sono giochi di così elevata caratura, di così grandi qualità oggettive che, se avessimo potuto, avremmo voluto premiare tutte e due vendendoli entrambi sulla sommità del podio. Purtroppo, ciò non è possibile.

Non certo per demerito di Prey in ogni caso, il quale si pone come una cosiddetta “immersive sim” che non solo rispetta tutti i canoni di questo particolare sotto-genere (dal mai troppo osannato System Shock 2 a Deus Ex e i suoi epigoni), ma si rivela essere anche un titolo davvero fantastico, addirittura geniale sotto diversi aspetti. Conoscevamo già le grandi capacità del team di Arkane  Studios (già celebre per la serie Dishonored, per citare solo un nome illustre), ma nella nostra opinione questa software house ha davvero superato sé stessa, stavolta: Prey è un survival fantascientifico aperto ad ogni possibilità, è una stazione spaziale esplorabile in ogni direzione, è complesso ma equilibrato in ogni sua componente interna, è un sottile gioco di meccanismi che, fra azione e reazione, scelta e conseguenza, dimostra cosa è veramente possibile fare quando si pone l’immersione del giocatore in un universo fittizio sopra ogni altra cosa, e quando gli si danno in mano strumenti che permettono in ogni momento di “giocare” con l’universo di gioco. Recuperatelo, perché con tutta probabilità non vedremo di nuovo un titolo come questo per parecchio tempo ancora.

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1) And the Winner is… WOLFENSTEIN II: THE NEW COLOSSUS

Wolfenstein II 160817

Era inevitabile. Già nel 2014 il predecessore, The New Order, si configurò come una vera e propria “sleeper hit” venuta quasi dal nulla, un titolo di culto capace di esplodere tra appassionati e non con la forza di un uragano. Tre anni dopo, il seguito The New Colossus è uno dei titoli prima più attesi e poi più apprezzati dell’anno. E a ragion veduta, perché si tratta di nulla di meno che di un incredibile capolavoro del genere.

Ritorna il mix di ironia, gore, sesso, azione da B-movie e profonda riflessione al tempo stesso che già aveva contraddistinto l’episodio precedente, ma stavolta al cubo, tra cinematiche girate con competenza da maestri e un cast di personaggi eclettici interpretati in modo eccezionale, soprattutto se si sceglie di giocarlo in lingua originale. Ma se già The New Colossus merita per la sua capacità di mettere in piedi una narrazione coraggiosa e appassionata come poche al giorno d’oggi, il vero valore aggiunto e immancabile è ovviamente il gameplay, vario e pregevole come non mai grazie ad un sistema di dual-wielding migliorato e all’entrata in scena delle missioni. Ma ciò che più contraddistingue The New Colossus è l’azione ipercinetica dichiaratamente “vecchia scuola”, vero marchio di fabbrica degli sviluppatori di MachineGames, che ne fa uno degli sparatutto più viscerali, sopra le righe e appassionanti di sempre.

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I migliori strategici/gestionali del 2017

Ecco il nostro secondo speciale sui GOTY 2017. Dopo un 2016 che – come già visto in occasione dei nostri GOTY 2016 – si è contraddistinto per la grande qualità e quantità di uscite per quanto riguarda il genere strategico/gestionale, sia su console che su Pc, il 2017 appena trascorso è parimenti stato caratterizzato per la solidità e i risultati raggiunti dai titoli appartenenti a tali, specifici sotto-generi videoludici che si sono susseguiti nell’arco di questi dodici mesi.

A fronte di una netta – ma consueta e abbondantemente prevista – abbondanza di seguiti e riconferme da parte di team ormai conosciuti per le loro comprovate capacità, non sono mancate comunque delle gradite sorprese capaci di distinguersi all’interno di un panorama che, in generale, si conferma davvero ricchissimo e assai accattivante per chi apprezza soprattutto l’utilizzo del cervello nella fruizione della propria passione giocosa.

Nella classifica che ci accingiamo a proporre qui di seguito – al netto dei propri gusti personali e della legittimità o meno, puramente soggettiva, di alcune scelte – possiamo dunque elencare, tuttalpiù, una mera summa di un anno che, per vastità e valore delle offerte proposte al pubblico, non ha certo nulla da invidiare alle annate precedenti, anzi. Ma veniamo alle nostre scelte, presentate qui in basso in ordine con relativi collegamenti alle rispettive recensioni:

Miglior strategico gestionale 2017 b

5) WARHAMMER 40.000: DAWN OF WAR III

Dawn-of-War-III-Logo

Criticatissimo e severamente bacchettato sia da critica che da pubblico (a volte anche ingiustamente), questo ultimo esponente della serie Dawn of War è stato da noi giudicato positivamente, per quello che è: ovvero una delle migliori rappresentazioni su Pc, ad oggi, del celebre e amatissimo gioco da tavolo fantascientifico di Games Workshop. Dawn of War III cerca costantemente di mediare fra le pulsioni “vecchia scuola” tanto desiderate dai fan e le più moderne sensibilità del genere degli strategici in tempo reale, il quale sta da tempo provando a svecchiare le proprie più obsolete strutture da certi stilemi prendendo più di qualche spunto dai sempre più popolari MOBA.

L’e-sport è dunque la fonte di diverse ispirazioni che hanno contraddistinto questo titolo, dagli eroi capaci da soli di ribaltare le sorti di uno scontro al pesante accento posto sulla microgestione delle unità. Un comparto grafico e fisico di prim’ordine completa il tutto, capace com’è di restituire un impatto visivo assolutamente spettacolare ed un’estetica che riesce pienamente nel duro compito di riproporre su pixel il tetro universo di Warhammer 40.000. Certo, ci sono diversi passi falsi, e il bilanciamento non è sempre perfetto. Ma Dawn of War III è un titolo che guarda anche al futuro, e il lavoro di patch e modifiche tramite aggiornamenti svolto finora dagli sviluppatori di Relic Entertainment sta lentamente riuscendo a raffinare un prodotto che, magari con qualche espansione o due nel corso dei prossimi anni, potrebbe finalmente assurgere alla gloria che merita.

4) ENDLESS SPACE 2

Endless Space 2 A

Seguito dell’interessante ma leggermente derivativo Endless Space, questo titolo rappresenta un altro, ulteriore salto di qualità da parte dello studio Amplitude, dopo il già eccelso Endless Legends; si distingue non solo per la proposizione di un gameplay assolutamente solido e incredibilmente raffinato e migliorato rispetto al predecessore, ma anche per il grado quasi inedito di collaborazione raggiunto fra creatori e fruitori del prodotto videoludico, che è risultato addirittura nella creazione “a quattro mani” di un’intera fazione.

Al giocatore viene, in ogni caso, lasciata la libertà decisionale completa riguardo agli aspetti su cui intervenire nella gestione del proprio impero galattico: è possibile procedere per grandi linee, definendo obiettivi di grande portata e focalizzandosi sulla macrogestione, oppure immergersi pienamente in ogni aspetto politico, economico, sociale e militare della fazione scelta, grazie ad un pesante (ma facoltativo) accento posto sulla microgestione. Una flessibilità che è degnamente accompagnata non solo da un versante estetico e sonoro di eccellente impatto, ma anche da un’intelligenza artificiale da non sottovalutare. Endless Space 2 è l’ultimo, ottimo esponente di un genere, quello dei cosiddetti strategici “4X”, ormai considerabile in piena rinascita.

3) XCOM 2: WAR OF THE CHOSEN

XCOM 2 War of Chosen D

Ebbene sì, stiamo usando una sorta di “cheat” proponendo una espansione di un titolo che – per quanto assolutamente meritevole – è stato originariamente rilasciato l’anno scorso, e perciò non avrebbe teoricamente senso la sua inclusione in questa classifica. Tuttavia, l’incredibile mole di contenuti e novità di War of the Chosen è tale da far impallidire titoli completi offerti al pubblico a 50-60 euro, e da giustificare pienamente il suo inserimento tra i titoli strategici migliori del 2017.

War of the Chosen si innesta sull’originale senza soluzione di continuità e in modo uniforme, inserendo all’interno della campagna base di XCOM 2 una vera e propria cornucopia di cinematiche inedite, stage, nemici, armi, fazioni e dinamiche completamente nuove. Un bagaglio di contenuti (che, tra l’altro, può essere attivato o disattivato a piacimento) che espande e migliora in modo esponenziale una campagna di base già davvero molto ricca: tra pericolosissimi nemici equiparabili, per difficoltà, a dei veri e propri boss, tre fazioni che propongono stili di gioco radicalmente diversi, tantissime possibilità tattiche sia sulla mappa strategica che su quella tattica e un aspetto tecnico finalmente rifinito a dovere, è semplicemente impossibile non considerare War of the Chosen, nonostante il suo status di espansione, quantomeno un serio candidato al titolo di GOTY 2017 per la strategia.

2) MARIO + RABBIDS: KINGDOM BATTLE

Mario + Rabbids Kingdom Battle Keyart

Prodotto tanto unico quanto insperato, questo Mario + Rabbids: Kingdom Battle. Unico perché, fedele all’annuncio originale di Shigeru Miyamoto, non si era mai visto un titolo appartenente al brand Mario di questo tipo. Insperato perché si tratta del lavoro di un team tutto italiano, quello di Ubisoft Milano, capitanato da un Davide Soliani che è riuscito a coronare il proprio sogno di lavorare con Miyamoto-san in persona.

Lungi da noi, in ogni caso, voler fare del campanilismo patriottico fine a sé stesso. Mario + Rabbids si pone, anzi, come uno strategico di sopraffina caratura, erede di tante suggestioni diverse (prima fra tutte il recente reboot di XCOM) ma dotato di una propria, precisa identità. Che è quella di un Mario diverso da tutti gli altri, eppure dotato di un impareggiabile e inconfondibile carisma, supportato da un gameplay solido come una roccia e da meccaniche semplici eppure profonde e complesse al punto giusto, il tutto accompagnato, inoltre, da una presentazione audiovisiva pulita, efficace e coloratissima. Mario + Rabbids è senza dubbio alcuno un titolo imprescindibile per ogni possessore di Nintendo Switch.

GOTY 2017

1) And winner is… TOTAL WAR: WARHAMMER II

Total War Warhammer II (21)

Già l’anno scorso il primo Total War: Warhammer ci aveva profondamente colpiti, ma con il suo seguito i ragazzi inglesi di Creative Assembly hanno a dir poco superato sé stessi. Total War: Warhammer II è un inno all’asimmetricità e alla spettacolarità che solo il genere fantasy epico può offrire, uno strategico profondo e complesso eppure accessibile, un titolo denso di contenuti (destinati tra l’altro ad essere enormemente espansi nel tempo, grazie a dlc come quello, già annunciato, che introdurrà i Tomb Kings), una pressoché perfetta trasposizione digitale di Warhammer Fantasy Battles e un gioco visivamente mastodontico. Le quattro razze che formano il “roster” di base del gioco non differiscono semplicemente per colori o unità, ma presentano delle distinzioni che sono intrinseche nella loro stessa natura e nella propria “lore”, risultando in stili di gioco così diversi da rendere perfettamente auspicabile giocare la stessa campagna quattro volte diverse, ognuna nei panni di una delle quattro fazioni.

Fazioni che vengono presentate in tutta la loro gloria da un motore, il Warscape, ormai giunto a completa maturazione: gli scorci mozzafiato si sprecano, e le linee di battaglia di un Total War non sono mai state così epiche e ricche graficamente. Ma lungi dall’essere solo un semplice aggiornamento grafico, rispetto al predecessore questo Warhammer II ha anche il merito di saper evolvere nei punti giusti un gameplay già ottimamente rifinito in partenza, grazie ad una interfaccia sulla quale sono state innestate delle piccole, ma sostanziali, modifiche, e ad una struttura della campagna dotata di un inedito e benvenuto accento narrativo – che permette comunque un’ampia varietà di approcci al gioco, da quello più difensivista a quello più aggressivo. Ad oggi, Total War: Warhammer II è, semplicemente, uno dei migliori esponenti della serie, se non il migliore in assoluto, e permane come punto fermo e importantissimo caposaldo della strategia su Pc.

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I migliori giochi italiani del 2017

Eccoci ai nostri GOTY, giunti alla seconda edizione. Dopo un 2017 ricco di contenuti, iniziamo i nostri speciali sui migliori giochi dell’anno appena andato agli archivi.

Sono stati 365 giorni intensi, ricchi di tante novità e con i prodotti made in Italy di rilievo. Per farvi un’idea, qui la nostra carrellata sui giochi italiani da ricordare.

Ma adesso si fa sul serio. Quali saranno i migliori? Ecco la nostra top 5. Con i candidati ed il vincitore piuttosto vicini. E questo a far capire come la qualità media dei giochi italiani sia sempre più in crescita. Non si può non menzionare la conversione di Redout su PS4 e PS4 Pro, ma il titolo originale è uscito su Pc lo scorso anno ed ha avuto un grandissimo riscontro.

Bando alle ciance ed ecco quelli che per noi, sono stati i cinque migliori giochi italiani del 2017 (nei titoli abbiamo linkato le nostre relative recensioni). Buona lettura.

miglior gioco italiano 2017 candidato

5) MXGP3

MXGP3 H

Milestone ha iniziato il suo percorso di cambiamento con MXGP3. Puntando sull’Unreal Engine 4, ha infatti abbandonato la vecchia strada. Il primo risultato tangibile di questo cambio di rotta è un buonissimo MXGP3 che – pur non esente da difetti – è riuscito a divertirci.

Inoltre, dal punto di vista tecnico, abbiamo fatto notato passi in avanti sul piano grafico e con effetti ambientali buoni. Il gameplay, però, è il punto forte del gioco che a livello contenutistico punta tanto sulla modalità Carriera, lunga ed interessante ma che certamente avrebbe potuto essere ulteriormente più dettagliata. Chi però ama il motocross può senza dubbio puntare su questo titolo forte anche delle licenze ufficiali del Mondiale dedicato alle due ruote scoperte.

4) THE WARDROBE

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L’avventura grafica punta e clicca firmata da C.I.N.I.C. Games ci ha sorpreso piacevolmente. Ricchissima di citazioni nerd nonché di buoni dialoghi, The Wardrobe ci ha fatto divertire. La storia un po’ folle unita, inoltre, alle ambientazioni che davano un po’ sul lugubre ha dato vita ad un mix che ci ha convinti.

Lo stile grafico, pur di ottima fattura, a nostro avviso, presenta alti e bassi ma questo non ci ha impedito di menzionare The Wardrobe tra i migliori giochi italiani del 2017. Merito anche di una buonissima struttura, dialoghi ragionati (anche se alcuni totalmente strampalati) e di una longevità di rilievo. Siamo convinti, a distanza di qualche mese dalla nostra recensione, che con qualche dettaglio in più avrebbe fatto ulteriormente breccia perché alcune trovate sono davvero degne di nota. Se, comunque, amate gli scheletri saccenti che vi insultano perché vi considerano inferiori, avete fatto centro.

3) IRON WINGS

Iron Wings 080517R

Naps Team è riuscita nell’impresa di realizzare un titolo complesso come Iron Wings da sola. Dopo una campagna Kickstarter poco fortunata ma con la donazione di Brian Fargo che nel novembre 2016 testimoniò, e condivise il suo supporto al progetto, la piccola software house messinese, ricca di esperienza (Gekido e molti altri titoli al suo attivo, ndr), si è rimboccata le maniche sfornando un buon gioco sotto tutti gli aspetti. Forse avulso qua e là di alcune rifiniture (tipico delle produzioni strettamente indie) ma dall’ottimo peso specifico.

Iron Wings racconta la storia di due amici americani che vanno a combattere in Italia nella Seconda Guerra Mondiale pilotando aeroplani. Il gioco ha una forma arcade molo solida e divertente con possibilità non solo di partecipare a missioni incentrate sul combattimento ma anche un po’ più tattiche. I crediti guadagnati servono poi a migliorare i nostri aerei e così via. Se amate i titoli che possono ricordarvi un po’ Wings un po’ Ace Combat: Assault Horizon, Iron Wings può darvi quello che cercate.

2) FORMA.8

Il Metroidvania italiano porta il nome di forma.8. Un gioco quasi enigmatico dall’aspetto grafico minimale quanto affascinante che ci riporta alla mente il classico Amiga chiamato Another World. MixedBag ha fatto centro offrendo sul piatto un piccolo gioiello. Tosto da affrontare, lungo, enigmatico, a tratti criptico, ma davvero molto affascinante. Almeno per chi come noi apprezza il genere.

Un po’ sparatutto, un po’ avventura, un po’ tattico, forma.8 è un titolo delizioso che vuole ed esige attenzione per essere apprezzato al meglio anche se riconosciamo una certa difficoltà nel superare certi passaggi e l’essere un po’ troppo criptico per coglierne fin da subito la totale essenza. Ad ogni modo un titolo da avere e da godersi perché di grandissimo spessore ed in grado, se preso col piglio giusto, di regalare tante soddisfazioni esplorando il vastissimo pianeta in cui si è capitati e scoprendone i vari segreti.

Miglior gioco italiano 2017

1) And the winner is… THE LAST DAY OF JUNE

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Il vincitore è The Last Day of June. Il Goty 2017 è il titolo di Ovo Sonico in grado di emozionare i giocatori che l’hanno provato.

Non diciamo nulla sulla trama che è il fulcro del gioco per non fare anticipazione. Ma è davvero qualcosa di emozionante in grado di riportarci alla memoria alle vicende del celebre film “Al di là dei Sogni” con Robin Williams. Se conoscete questo film, apprezzerete ulteriormente le vicende del protagonista.

Il tutto accompagnato da una realizzazione artistica molto interessante con una grafica ed un sonoro che colpiscono. Anche The Last Day of June non è un titolo perfetto, ma la bontà artistica (e tecnica) generale gli permettono di soprassedere ad alcune mancanze. Chiudiamo con la parte conclusiva del commento di Massimo Reina che ha recensito il gioco:

Last Day of June è emozionante, commovente, capace di far riflettere sull’amore e sul significato della vita, è un titolo che deve essere assolutamente provato da chiunque, a prescindere dalle sue discrete meccaniche e dal suo azzeccato stile visivo.

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I giochi italiani del 2017 da ricordare

Il 2017 si è chiuso da tre giorni ed in attesa dei nostri GOTY, vi proponiamo una rapida carrellata di titoli made in Italy che vale la pena ricordare.

Anche l’anno appena passato ha fatto registrare l’uscita di ottimi giochi nuovi nonché l’arrivo su console delle versioni Pc di alcune uscite del 2016. Questi dati, certamente fanno crescere le speranze di vedere nostri prodotti invadere il mercato estero.

Eccoli in ordine sparso. La top 5 con il primo GOTY sarà pubblicata nei prossimi giorni e sarà dedicato proprio ai migliori giochi italiani.

Siete pronti per questo giro in ordine sparso? Buona lettura ricordandovi che sui titoli dei giochi menzionati (laddove disponibile) è inserito il link della recensione o dell’anteprima se si parla di titoli in accesso anticipato.

IRON WINGS

Iron Wings 080517S

Cominciamo il nostro tour del 2017 italiano con un giro in aereo. Iron Wings di Naps Team si è fatto apprezzare su Steam. Si tratta di un gioco incentrato sui combattimenti aerei ambientato nella Seconda Guerra Mondiale. Gli sviluppatori messinesi hanno realizzato un prodotto godibile che offre una buona sfida ed è divertente.

È il risultato di uno sforzo finanziario senza grandi publisher alle spalle, una produzione nostrana del tutto indipendente e per questo ancora più impressionante. Graficamente ci è apparso solido e piacevolmente fluido. Il titolo si lascia giocare benissimo tramite controller (nel nostro caso di Xbox 360) e la sensazione è quella di trascorrere il tempo con una versione storica dei più blasonati Ace Combat. Tra le tante caratteristiche segnaliamo la possibilità di fare zoom con la visuale per focalizzare attenzione e fuoco delle mitragliatrici ci ha ricordato da vicino Ace Combat: Assault Horizon.

Iron Wings ha una discreta storia da raccontare, a tratti avvincente e non limita a gettarci sulle nuvole per abbattere tutto quello che ci capita a tiro. A volte dobbiamo fare lavoro di intelligence, altre volte invece di cacciare dobbiamo bombardare, per fare un esempio. Il titolo è uscito su Xbox One lo scorso 31 ottobre.

ZHEROS ED IL DLC FORGOTTEN LANDS

Zheroes Dlc Header

Restiamo in Sicilia per parlare di Zheros. Il gioco, uscito lo scorso anno su Pc a firma di Rimlight Studios è approdato su PS4 ad aprile assieme al dlc Forgotten Lands. Questo ha portato alcune novità al prodotto con un nuovo mondo da esplorare ed un nuovo personaggio (Thione) con relative mosse speciali in grado di far danni con le sue arti marziali.

La versione PS4 migliora quella vista su Pc l’anno precedente e rende più pulito e fluido il gameplay che nel frattempo è progredito anche su Windows. Ne esce fuori un titolo gradevole e sicuramente godibile dagli amanti dei giochi vecchia scuola col Dottor Vendetta, il cattivone di turno, tornato per fare ancora più male in un beat’em up in 2,5d gradevolissimo. Grazie a The Forgotten Lands, infatti, si ha la possibilità di giocare con un nuovo personaggio ed in altri 8 livelli che fanno aumentare la longevità (e rigiocabilità). Una run adesso è completabile anche in 12-13 ore. Da tenere d’occhio.

FORMA.8

Forma.8 Nintendo Switch B

MixedBag ha fatto centro col suo misterioso forma.8. La software house torinese ha, infatti, realizzato un titolo in grado di stuzzicare la fantasia dei giocatori in tutto il mondo.

Dall’aspetto minimale che ci ricorda un po’ le linee aggressive del classico Another World, ma non per questo meno affascinante di altri giochi, questo metroidvania fantascientifico si è affermato grazie ad un’ambientazione splendida e ad un gameplay che unisce al tempo stesso l’esplorazione alla riflessione ma anche all’uso della forza.

I giocatori devono guidare un drone alla ricerca di una fonte di energia indispensabile per la sopravvivenza del pianeta Terra. Il pianeta da esplorare è vastissimo e non è per niente tranquillo come sembra a prima vista.

Il tutto diventa inospitale ed aggressivo ed ogni contrasto può essere fatale per la nostra sonda che man mano andrà avanti potrà scoprire nuove vie, ma anche avere nuovi armamenti per avere ragione dei nemici.

Sicuramente interessante, il titolo è uscito su Pc, PS4 e Switch.

MOTOGP 17

MotoGP 17 F

Milestone si conferma solida nella realizzazione di titoli motociclistici e con MotoGP 17 ha certamente soddisfatto buona parte degli amanti del motociclismo.

L’edizione di quest’anno dovrebbe essere l’ultima col motore proprietario che, seppur garantisca prestazioni discrete, frena la serie a livello visivo. Siamo piuttosto certi di questa affermazione perché MXGP3 uscito nello stesso periodo ha utilizzato l’Unreal Engine 4 che è muoverà Gravel, tra l’altro.

Le qualità di MotoGp 17 sono però altre: joypad alla mano il gioco si difende piuttosto bene grazie ad un sistema di controllo della moto, del peso del pilota e del mezzo sono estremamente rodati. Non si perde molto tempo prima di “domare” la cavalcatura a due ruote e sfrecciare in pista emulando i nostri campioni preferiti. Gara veloce, Campionato, Carriera pilota e Manager di scuderia, senza dimenticare l’ormai onnipresente modalità online chiudono il cerchio di un’offerta motoristica che fa felici tutti gli appassionati delle due ruote.

Quello che dispiace, però, è la mancanza di volontà di stupire: la sensazione è quella di rigiocare qualcosa che abbiamo già sperimentato (e spolpato a suo tempo) già dalla scorsa generazione. E qui ritorna il discorso fatto per il motore grafico. A parte questo, tuttavia, tra quantità di modalità di gioco e un gameplay che definire rodato e a prova di bomba è eufemistico, MotoGP 17 risulta essere il solito, imperdibile “must” per tutti gli appassionati.

CHRONICLE OF INNSMOUTH

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Le avventure grafiche sono certamente uno dei generi più amati di sempre. I punta e clicca alla Monkey Island sono ancora in grado di attirare un certo numero di appassionati. Così ha fatto Chronicle of Innsmouth, titolo firmato da PsychoDev, una micro software house formata da due appassionati, Umberto Parisi ed Amedeo Vasaturo che si sono avvalsi della collaborazione di Ross Moffat che ha scritto ed adattato i dialoghi inglesi e fatto i test.

Il gioco, nato come un progetto amatoriale, ed a tratti ancora oggi si nota nonostante le numerose migliorie apportate, ci porta in una Inghilterra oscura ed al tempo stesso affascinante. Un ragazzo, appena diciottenne, si sta godendo il suo regalo per la maggiore età: un viaggio nell’entroterra inglese dove però sarà attratto da un mistero che ben presto si rivelerà scottante e pericolosissimo.

I sorrisi delle battute iniziali lasceranno spazio all’ansia ed a qualche fase action convulsa per tentare di salvare la pelle.

Chronicle of Innsmouth nasce dal connubio tra i racconti del maestro dell’horror Howard Phillips Lovecraft e lo stile delle avventure grafiche anni ‘90 della Lucas. Gradevole la pixel art che, appunto, ci riporta ai primi anni ’90, anzi, a quelli di fine anni ’80 ed un ottimo commento sonoro, il titolo si è fatto apprezzare anche per un buon mix tra ironia (alcune citazioni e situazioni sono riconducibili ad alcuni classici del passato, ndr) e trama.

MXGP3

MXGP3 A

Se siete appassionati di Motocross, il titolo sportivo di Milestone fa certamente al caso vostro. Grazie all’Unreal Engine 4, il gioco ufficiale del Mondiale delle due ruote scoperte, permette di affrontare la stagione 2016 in ogni sua sfaccettatura.

Anche qui non manca la possibilità di far carriera facendosi largo nelle gare di contorno e poi in campionati e stagioni intere.

Tecnicamente, infine, le prodezze permesse con l’Unreal Engine sono tante (effetti atmosferici, particellari, luci ed ombre davvero di rilievo, ndr) e sono tangibili grazie ad un gameplay interessante e scalabile adatto a tutte le esigenze: da chi inizia a chi ama una sfida più ardua. Da notare come ogni passaggio delle moto deformi il terreno e come questo poi si faccia sentire nel gameplay. Si può fare di più, certo, ma il nuovo inizio con questo blasonato engine sicuramente è positivo e fa ben sperare per il futuro.

UNIT 4

Unit 4 B

Gamera Interactive, guidata da Alberto Belli, ha sfornato nel 2017 l’interessante Unit 4. Un action platform vecchio stile ma con l’ambizione di potenziare tutti quelli che sono i canoni antichi del genere.

Unit 4 si contraddistingue per la presenza di quattro protagonisti, quattro eroi che possono agire da soli ma anche in combo. La natura stessa del gameplay lo imporrebbe in certi passaggi. Ogni personaggio ha infatti una caratteristica unica che gli permette di superare un determinato ostacolo o di eliminare un nemico. Caratterizzati da colori e stazze diverse, le loro capacità speciali possono essere comunque utilizzate in contemporanea grazie al multiplayer locale. I nostri moschettieri dello spazio hanno nomi non certo blasonati, trattasi di: Blue, Red, Yellow e Green.

Generalmente, questo platform offre una grafica in pixel art interessante e varia con buone animazioni mentre le musiche in chiptune sono orecchiabili e gradevoli. Il gameplay è bello tosto ed offre un interessante grado di sfida.

Maledettamente all’antica e forse per questo in alcuni punti davvero problematica ma offre tanti spunti visto che i quattro personaggi possono essere utilizzati in modo intelligente per riuscire a superare determinati punti. È anche vero che è possibile utilizzare un solo personaggio per chiudere l’avventura ma non tutta perché alcuni personaggi possono andare in zone impossibili da raggiungere. Chi vuole fare un bel salto indietro nel tempo è accontentato.

LAST DAY OF JUNE

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È probabilmente uno dei titoli italiani più attesi. Sviluppata da Ovo Sonico, team indie italiano guidato dall’eclettico ed esperto Massimo Guarini, e pubblicata da 505 Games, questa avventura punta fortemente sullo stile grafico e sonoro grazie ad una direzione artistica di livello eccelso e sulle emozioni dovute ad una storia toccante.

Non vi diremo nulla sulla trama ma accenniamo al film “Al di là dei Sogni” per darvi una traccia importante senza anticiparvi nulla. Il gioco, grazie ad un’ottima realizzazione tecnica, è commovente ed emozionante. Last day of June è una lettera d’amore digitale sotto forma di videogioco.

THE WARDROBE

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Altra avventura grafica punta e clicca che strizza l’occhio ai classici del passato, The Wardrobe porta la firma di C.I.N.I.C. Games. Skinny è il protagonista di questo gioco. È uno scheletro che è rimasto in vita per vegliare sull’amico che cinque anni prima era stato l’inconsapevole colpevole della sua dipartita. Colpa di un’allergia.

Da quel giorno, il protagonista ha deciso di vegliare sull’amico che si sentiva in colpa per l’accaduto. Ovviamente all’insaputa anche perché vedere uno scheletro che parla e cammina non sarebbe salutare per nessuno.

Ma ad un certo punto, la routine quotidiana viene stravolta dal trasloco della famiglia del suo amico. Proprio nel giorno in cui lui aveva deciso di palesarsi all’amico per non fargli più pesare l’accaduto.

Ne nasce una serie di puzzle e dialoghi divertenti. Una bella avventura grafica in grado di offrire una bella sfida. Tecnicamente valido, il titolo merita di essere ricordato.

ARENA AN AGE OF BARBARIANS STORY

Arena an Age of Barbarians Story

Ambientato in un misto fritto tra Conan il Barbaro, Rastan, Golden Axe e tutto quello che riguarda il truculento mondo dei barbari visti in salsa fantasy e portati in un calderone degno dei film di serie B che diventano cult, Arena An Age of Barbarians Story è il nuovo titolo firmato da Crian Soft. Non abbiamo avuto il tempo di recensirlo ma ne parliamo proprio qui approfittando dello speciale.

Il gioco propone una storia dalle tantissime sfaccettature con quattro personaggi giocabili (recentemente si è aggiunto il quinto disponibile tramite dlc, ndr) e diversi finali differenti. È un misto tra beat’em up, picchiaduro ed azione. Non possono mancare anche la sensualità, le nudità, il gore (ci sono squartamenti alla Mortal Kombat) e l’heavy metal della colonna sonora.

Dal punto di vista artistico, l’effetto anni ’80 da cult movie è ben fatto ed è possibile, inoltre, accentuare il tutto applicando diversi filtri. Il grado di sfida è arduo visto che i nemici e le prove da affrontare sono davvero insidiosi. Se vi piacciono il trash ed un gameplay all’antica, certamente Arena An Age of Barbarians Story (che continua la tradizione della software house dopo Age of Barbarian Extended Cut che ha anche un’anima ruolistica) fa al caso vostro. Ad ogni modo è un buon titolo da consigliare a chi ama l’azione ed i beat’em up. Un titolo che complessivamente offre tanto gameplay, possibilità di essere rigiocato ed un buon livello tecnico anche se i comandi non sono troppo reattivi. Merita comunque un voto sicuramente positivo che indicheremo prossimamente perché vogliamo dedicare una recensione più accurata.

GIOCHI IN EARLY ACCESS

ALL-STAR FRUIT RACING

All-Star Fruit Racing (1)

Un po’ a sorpresa, a fine estate è stato annunciato e presentato All-Star Fruit Racing. Un titolo sui kart dall’ambientazione coloratissima e fruttata visto che i nostri piloti ed i go kart sono ispirati proprio alla frutta.

Una spremuta ben riuscita con un comparto tecnico di grande livello. Graficamente il gioco offre varietà e piste piene di dettagli e di passaggi notevoli. Buoni fin da ora gli effetti particellari con un gameplay discreto ma ancora da bilanciare sebbene con buone idee di base. Gli sviluppatori di 3DClouds hanno al momento svolto un lavoro mirabile anche dal punto di vista contenutistico senza dimenticare che chi ama la personalizzazione può sbizzarrirsi con la conquista di numerose parti per rendere il proprio mezzo unico. Ci sono ben 26.000 combinazioni. Sono presenti 22 piloti ed è supportato il multiplay in locale con schermo condiviso fino a quattro giocatori ed online fino ad otto appassionati.

Ci aspettiamo, in questo 2018, ulteriori novità. Magari non sarà la risposta definitiva a Mario Kart ma senza dubbio può esserne una validissima alternativa. Riaffermiamo il concetto che se ben sfruttato, il gioco potrebbe essere tra i protagonisti in assoluto di questo 2018 e non solo sul mercato italiano.

STEEL ALIVE

SteelAlive_Shot_05

Sylphe Labs, già autrice di Occultus Cabala Mediterranea che l’anno scorso abbiamo anche recensito e menzionato, ha cambiato orizzonte. Non più la calda e misteriosa Palermo di inizio secolo scorso ma un freddo e meno esoterico futuro (magari prossimo) con Steel Alive.

Si tratta di un action in prima persona per visore Samsung Gear e destinato quindi ai dispositivi mobile che supportano questa periferica. Il risultato è incoraggiante sia a livello tecnico con luci ed ombre al proprio posto e con un buon dettaglio.

Una sfida interessante che già trasuda ottima qualità per essere un titolo mobile. Il gameplay appare già a buon punto con ambientazioni claustrofobiche che sembrano attingere (e gli sviluppatori lo hanno confermato in questa nostra intervista) a The Cube ed Alien. Vedremo se nel 2018 questo progetto, che dovrebbe essere episodico, decollerà definitivamente.

SLAPS AND BEANS

Slaps and Beans A

Trinity Team ha pubblicato su Steam poche settimane fa, a metà dicembre, la versione Early Access di Slaps and Beans. Si tratta di una versione molto simile a quella che dovrebbe essere quella finale in arrivo prossimamente su Steam.

Quello che abbiamo provato è un beat’em up a scorrimento vecchio stile che vede protagonisti Bud Spencer e Terence Hill in vari stage che ripercorrono alcune ambientazioni e scene dei loro (tanti) film. Il tutto intervallato da mini-games e sessioni di guida: poteva mancare la dune buggy con cappottina gialla? Tante citazioni, le canzoni degli Oliver Onions e Franco Micalizzi nonché una finissima e dettagliatissima grafica in pixel art da applausi.

Il tutto condito da un gameplay già maturo e ben bilanciato anche se nelle fasi di guida, ameno nel nostro provato, abbiamo avuto diverse difficoltà. Il titolo promette molto bene e può essere tra i protagonisti di questo 2018.

SEMPRE IN AUGE

Assetto Corsa 1305C

Sempre in auge Assetto Corsa che quest’anno ha portato alcuni dlc di peso, uno dedicato al settantesimo anniversario della Ferrari ed un aggiornamento gratuito di fine anno che ha aggiunto sette vetture ed il tracciato di Laguna Seca facendo lievitare ulteriormente i numeri sui contenuti. Ad oggi il titolo di Kunos Simulazioni include 177 vetture (suddivise in 20 classi e generi), 19 circuiti in 35 configurazioni, una carriera offline, campionati personalizzati, esperienza multiplayer e supporto alle modd.

The Town of Light 070617 D

Non poteva mancare una menzione per The Town of Light che quest’anno, dopo il debutto su Pc dello scorso anno, è approdato in estate su PS4 ed Xbox One. L’avventura in prima persona che racconta le vicissitudini della giovane Reneé, una giovane affetta da disturbi mentali, porta alla luce anche gli orrori di chi in passato e prima della chiusura dei manicomi, era costretto a vivere in queste strutture.

Un tema importante ma anche un incoraggiamento. Vale la pena ricordare come il team ed il publisher per l’edizione console Wired Productions abbiano lanciato un’iniziativa benefica intitolata “You not are alone” (Non sei solo) che fruttato 10.000 dollari donati a Take This.

SAF 240716

Super Arcade Football. Il gioco calcistico indie di OutOfTheBit è sempre in fase di sviluppo e con tanti aggiustamenti. Allo stato attuale il gameplay è divertentissimo (complice anche la possibilità di modificare alcune regole) ma l’intelligenza artificiale è da rivedere soprattutto nei portieri troppo facili da battere dalla distanza ed anche nelle marcature da rivedere.

DA PROVARE

Riot C

Riot – Civil Unreast. Purtroppo non abbiamo avuto tempo di provare questo titolo uscito in early access lo scorso 6 dicembre. Colpa nostra ma presto lo faremo. C’è stato un gran parlare di questo titolo strategico in tempo reale con tanta azione a condire il gameplay che punta a ricreare alcuni disordini che hanno infarcito la cronaca (anche nera, purtroppo) nel corso di questi anni. Il titolo sviluppato da Leonard Menchiari ed IV Productions edito da Merge Games ci offre 16 livelli da affrontare sia come riottosi, sia come poliziotti, con molteplici opzioni sia per il single player che per il multiplayer.

Sine Requie Snake Eyes A

Sine Requie – Snake Eyes. Unreal Vision, il team di sviluppo che sta portando avanti questo progetto non è riuscito nell’impresa di raccogliere i fondi necessari su Kickstarter. La campagna poco fortunata non è andata a buon fine. Tuttavia, a quanto, pare, i lavori su questo gdr basato sul quasi omonimo gioco cartaceo di Leonardo Moretti e Matteo Cortini, distribuito da Asmodee Italia, continua. Per quel poco che si è visto, c’è un bel lavoro artistico dietro ed un’ambientazione, con setting in Italia nel corso della Seconda Guerra Mondiale, interessante.

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