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Sails of Doom sbarca per Atari XL/XE

Sails of Doom è il nuovo gioco di Antoin Holi disponibile per Atari XL/XE. Si tratta di un titolo homebrew (prettamente casalingo). Riporta la notizia IndieRetroGames.

Il video ci mostra anche il gameplay che sembra riprendere un po’ di Sid Meier’s Pirates e mescolarlo con l’azione deathmatch multiplayer. Si naviga in una mappa con più schermate governando la propria fregata. Il gameplay supporta fino ad 8 giocatori multiplayer.

La clip ci mostra anche, naturalmente, l’aspetto visivo molto semplicistico ed una colonna sonora chiptune. Vi mostriamo la clip mentre chi vuole scaricare il gioco, può andare a questo indirizzo.

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Limbo, disponibile una demo per C64

Se siete fan di Limbo ed amanti del C64 questa notizia può interessarvi. È infatti disponibile una preview dell’action platform uscito a firma di Playdead nel lontano 2010 attraverso questo link.

Søren Trautner Madsen si sta occupando della realizzazione di una versione per Commodore 64 che è disponibile a questo indirizzo (noi l’abbiamo provata). Come scrive Indie Retro News, il progetto è stato benedetto dagli sviluppatori originari che gli hanno permesso di portare Limbo su C64.

Da quel poco che abbiamo visto, comunque, ci sembra piuttosto impressionante ed il risultato è apprezzabile. Una piccola nota sul periodo di uscita: si parla del 2024 ma è molto probabile che si tratti di uno scherzo e che molto prima possa essere giocato in versione finale sul biscottone di casa Commodore vista la qualità della demo giocata.

Ecco il video.

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Varchi spazio-temporali, fruttini e fondi di caffè: l’epopea di Zaxxon

È difficile descrivere le emozioni offerte da un gioco arcade come Zaxxon. Siamo nel 1982: gran parte dei videogiochi arcade offriva un comparto grafico molto semplice, spesso a schermo fisso e con elementi stilizzati, mentre i prodotti casalinghi erano dotati di una resa visiva molto inferiore alle controparti arcade.

“I giochi con i fruttini” era il triste epiteto con cui alcune persone indicavano i colorati bonus dei primi giochi arcade, spesso rappresentati da elementi semplici come un frutto o una stellina. Solo in rari casi la qualità dei titoli per le macchine casalinghe riusciva a rivaleggiare con i videogiochi arcade (volendo essere ottimisti): si trattava di mosche bianche come ad esempio le conversioni di Donkey Kong per Colecovision o di Mikie della Konami per Commodore 64.

Zaxxon era un’altra cosa. Nonostante la buona conversione disponibile per Colecovision e altri sistemi casalinghi, il titolo Sega restava un traguardo irraggiungibile in termini di risoluzione, fluidità e colori anche per sistemi per l’epoca molto potenti.
Le conversioni di Zaxxon apparivano lontane anni luce dall’originale, anche se la scheda arcade del gioco Sega non utilizzava un hardware fantascientifico: una CPU Zilog Z80 a 3 Mhz, la stessa in dotazione al Sinclair ZX Spectrum e a tanti altri home computer, ma dotata di una generosa quantità di memoria video e altri intelligenti accorgimenti. Zaxxon sembrava una artefatto inviato da una civiltà aliena per insegnare ai terrestri il concetto di videogioco. Durante le interazioni con Zaxxon, l’universo quotidiano dei nerd degli anni ’80 svaniva in un soffio: delusioni scolastiche, compagne di banco a cui tirare le trecce, Deejay Television, videoclip di Sabrina Salerno e stampanti ad aghi. Zaxxon incuteva una soggezione tecnologica difficile da descrivere, che in un attimo rendeva obsoleti oggetti straordinari come Commodore 64, Datassette, zainetto e calcolatrice Casio. Zaxxon era qualcosa di IMPOSSIBILE per il 1982: un film in stile Tron o Guerre Stellari inserito in un ordinario cabinato “prontoscheda” installato nei lerci retrobottega di quei bar con gli inserti in legno e formica e la puzza dei filtri di caffè riciclati.



Intorno al gioco circolavano le più stravaganti leggende metropolitane: “Si controlla con il pensiero”, “C’è la cloche del Millennium Falcon”, “A un certo punto viene fuori Obi Wan Kenobi”, “Lo schermo si apre ed esce il robot” e via dicendo.
Dopo aver ammirato per qualche minuto lo spettacolare “attract mode” del gioco, portavamo le pacioccose manine alle tasche per prelevare le monetine necessarie per giocare, cercando di dissipare l’intensa soggezione tecnologica.

Le prime partite erano un fiasco totale: il gioco era molto difficile a causa dell’inedita e complessa prospettiva isometrica con ombre dinamiche, una novità per il mondo arcade dell’epoca. Zaxxon consentiva di pilotare una navetta attraverso diverse fortezze collocate su asteroidi piatti (!) con l’obiettivo di compiere la consueta strage di nemici. Inoltre, occorreva rifornire periodicamente il proprio caccia distruggendo una serie di serbatoi di carburante inspiegabilmente collocati dai nemici sul percorso di gioco.

L’usanza di inserire serbatoi di combustibile nei livelli di gioco risale a titoli come Scramble della Konami, uscito solo un anno prima ma tecnicamente ormai di un’altra era. Forse questi serbatoi erano una reminiscenza della crisi energetica degli anni ’70, oppure fra le fila dei cattivoni era presente il classico cattivo dal cuore d’oro tipico dei film action degli anni ’80. Non lo sapremo mai.

I livelli di Zaxxon offrivano una qualità grafica impossibile per l’epoca: muri dettagliati che sembravano avvolti da campi di forza in stile TRON, il celebre film di fantascienza della Disney, strutture avveniristiche al suolo, barriere elettriche animate, razzi scagliati in cielo senza motivo, muri di mattoni bianchi (!), stretti passaggi e un boss robotico enorme. Si trattava di elementi in grado di mandare in visibilio un giovane degli anni ’70-80, caratteristiche impossibili da eguagliare per i “giochi con i fruttini”, che scivolavano sempre più indietro nei retrobottega dei bar con gli inserti in legno e formica e la puzza dei filtri di caffè.

Alla fine della partita, i nerd pacioccosi entravano in uno stato di sospensione dalla realtà: avevano interagito con un film “alla Guerre Stellari” e, stravolti dall’emozione e dalla meraviglia, DOVEVANO lanciarsi in una seconda avventura per fare sul serio (“Era una prova, adesso vedrete”). Per giocare a Zaxxon occorreva destreggiarsi fra altitudini variabili, cabrate, picchiate e beccheggi, per poi evitare nemici e colpi in uno spazio isometrico pseudo3D, elemento del tutto inconsueto per i giochi dell’epoca. Il gioco era complesso anche per i più grandicelli e i primi bulli da sala (“Ti faccio vedere io come si gioca”).

Gettone dopo gettone, partita dopo partita, era possibile domare Zaxxon usando lo sparo per individuare il punto in cui attraversare gli stretti passaggi, per poi calibrare le furiose battaglie da ingaggiare nello spazio interposto fra le fortezze. La prospettiva delle sequenze di volo spaziale era realizzata in modo approssimativo: a causa della mancanza di riferimenti, gli aerei venivano rimpiccioliti in modo barbaro per restituire il senso di allontanamento prospettico. All’epoca nessuno faceva caso a questi dettagli, così come all’assurda presenza di un satellite artificiale per telecomunicazioni nello spazio profondo interposto fra le fortezze galleggianti.

 

Una volta raggiunto il decimo livello, il gioco visualizzava un messaggio implorante: “GIVE UP”, ovvero “Ho perso, ma puoi continuare a umiliarmi”. Questa singolare dicitura, una rarità nel campo dei videogiochi, consentiva di continuare il gioco per ottenere un punteggio elevato, essendo ormai la missione completa. Gli anni ’80 erano anche questo.

Zaxxon era uno dei tanti giochi afflitti dalla piaga dei “bootleg”, repliche non autorizzate delle schede arcade realizzate da aziende senza scrupoli al fine di ottenere lauti profitti in modo illegale. Uno dei bootleg più celebri di Zaxxon era denominato “Jackson”, nome vagamente somigliante all’originale ma del tutto estraneo al contesto spaziale del gioco. Chi era questo Jackson? Un cantante alieno? Il presidente della colonia spaziale? Non lo sapremo mai.

Nonostante i quasi 40 anni trascorsi dalla sua pubblicazione, Zaxxon conserva ancor oggi un enorme fascino che lascia intravedere l’impatto deflagrante del titolo Sega sul mondo dei giochi da bar dei primi anni ottanta. Stava per nascere una nuova generazione di titoli in grado di meravigliare attraverso un’estetica fuori dal comune e meccaniche all’avanguardia: i giochi con i fruttini erano ormai sul viale del tramonto e indietreggiavano mestamente nel retro di quei bar con gli inserti in legno e formica e l’odore dei fondi di caffè riciclati.

Adriano Avecone

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Online il numero 10 di RetroMagazine

È disponibile il nuovo numero della fanzine RetroMagazine dedicata al mondo retro. Il numero 10 offre 50 pagine di articoli, speciali e recensioni per festeggiare Halloween.

Troveremo analisi ed approfondimenti per celebrare la classica festa che chiude il mese di ottobre. Gli autori, e tra questi c’è anche chi vi scrive, diretti da Francesco Fiorentini, hanno lavorato all’unisono per offrire uno speciale per Halloween. Un numero da paura con alcune recensioni come Stellar 7, Elvira Mistress of the Darkness, Hellnight, Castlevania Spectarl Interlude e molti altri titoli del passato e del recente passato.

Troviamo anche alcuni approfondimenti interessanti quali “Esoterismo e C64”, nonché alcuni speciali come quello dedicato all’Oric, il primo home computer sotto le 100 sterline e molto, molto altro. Insomma, se volete passare un Halloween in salsa retro questo nuovo albo può fare al caso vostro.

Potete consultarlo e scaricarlo attraverso questo link. Questo è invece il link del sito dove trovate l’archivio per leggere ed effettuare il download dei numeri precedenti.

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Holcan Warrior of the Sun, un altro gioco C64 firmato da Trevor Storey

Holcan Warrior of the Sun è il nuovo progetto di Trevor Storey e del suo team. La peculiarità di questo titolo in sviluppo per Commodore 64 è la sua fonte di ispirazione: The Last Ninja.

Le immagini, come scrive IndieRetroNews, promettono davvero bene portandoci in un mondo isometrico che ricorda davvero, almeno per qualità di quel poco che abbiamo visto, il capolavoro immortale di System 3.

Holcan Warrior of the Sun sarà il nuovo The Last Ninja?

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Chibi Akumas, uno sparatutto bullet hell in arrivo su ZX Spectrum

Dal solito IndieRetroNews arriva una notizia interessante per gli utenti ZX Spectrum. Lo sviluppatore keith56 ha annunciato con un video, l’arrivo di Chibi Akumas. Si tratta di uno shoo’tem up del genere bullet hell che sarà disponibile a partire dal prossimo 26 ottobre in download gratuito ed in edizione fisica a seguire.

Il titolo è fortemente ispirato a Death Smiles (gioco del 2007 uscito in sala e poi su Xbox 360 e dispositivi mobile)  on una sfumatura horror che presenterà livelli unici, diversi nemici e boss di fine livello. Chibi Akumas è stato già pubblicato su Amstrad portando il genere ad un nuovo livello vista la presenza di centinaia di proiettili su schermo per un gioco retrò. Ma la peculiarità della versione Spectrum è che avrà non solo migliaia di proiettili su schermo ma si potrà giocare in compagnia con un altro giocatore e ci saranno i controlli multidirezionali.



A questo link potrete acquistare la versione fisica del gioco. Questo, infine, è il sito ufficiale.

Vi lasciamo al trailer. Buona visione.

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Sid Meier’s Pirates! è in sviluppo per ZX Spectrum

È incredibile pensare che l’originale successo di Sid Meier’s Pirates! possa arrivare su ZX Spectrum. Proprio così. Il titolo uscito originariamente su Pc, Amiga, C64, Amstrad CPC e molti altri nel 1987, non era stato pensato per il piccolo Speccy. Tuttavia, uno sviluppatore chiamato Catmeows, ha annunciato via ZX-DEV (news ripresa da IndieRetroNews), una conversione per il glorioso computer Sinclair. Meglio tardi che mai, anche se 31 anni sono tanti.

Ma non finisce qui: dai primi dettagli sembra che questa versione usufruisca anche di alcune novità che vennero aggiunte nell’edizione 2004 del gioco. È prevista la presenza delle fazioni degli indiani, missionari ed ovviamente dei pirati, oltre alle quattro potenze coloniali: Inghilterra, Spagna, Francia ed Olanda.

Per chi non conoscesse Sid Meier’s Pirates!, ricordiamo che si tratta di uno strategico ambientato nell’epoca d’oro dei pirati. Interpretiamo il ruolo di un giovane reietto che cerca gloria, vendetta e la sua famiglia per i Caraibi al soldo di una (o più) imperi coloniali presenti. Per farsi strada dovrà saccheggiare e conquistare città, navi e svolgere più compiti raccogliendo indizi su dove siano i familiari ma al contempo cercare di accumulare ricchezze attraverso la conquista di taglie e tesori nonché di diventare un buon partito per sposarsi.

Un autentico capolavoro senza tempo che presto, si spera, anche i giocatori Spectrum potranno avere tra le mani.

2016 Image by 4thRock

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Eye of the Beholder su C64, il lavoro continua

Continua il lavoro del porting su C64 di Eye of the Beholder. E grazie all’aggiornamento sui i gruppi Facebook Dungeon Crawlers e Game Dev: RetroGaming abbiamo ulteriori novità sullo sviluppo.

Andreas Larsson, il capo di questo progetto ha mostrato alcune nuove immagini ed IndieRetroNews ha pubblicato la notizia.

Vediamo, così, il ivello Xanathar di Ilkka Sjöstedt, oltre a una nuova grafica di Larsson con contrasto migliore per favorire la lettura del testo. Per quanto riguarda eventuali sviluppi imminenti, ora riprenderà a lavorare sulla generazione dei personaggi.

Come abbiamo detto prima Black Crypt, Dungeon Master, Lands of Lore e molti altri sono stati i capostipiti dell’esperienza dungeon crawling. Tutti questi presentano uno stile di gameplay basato su una griglia mentre si va alla ricerca di oggetti, si tirano leve, si risolvono enigmi più o meno letali e si combattendo orrori indicibili ad ogni livello profondo visitato.

Uno di questi giochi che si distingue tra tutti gli altri è ovviamente Eye of the Beholder, che come molti di voi sono stati informati sta arrivando al C64 grazie a un team formato, appunto da, Andreas Larsson, Micke Backlund, Ilkka Sjöstedt, Oliver Lindau, Lars Verhoff e Linus.



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Defender of the Crown sta arrivando su Atari Jaguar

Scrivere nel 2018 di Defender of the Crown ha qualcosa di magico. Soprattutto se riferito al fatto che questo classico, uscito 32 anni fa su Amiga ed altri computer dell’epoca, stia per arrivare su Atari Jaguar, una console di nicchia.

La notizia è battuta da IndieRetroNews che a sua volta la ha appresa da Atariage. Vediamo anche il trailer di annuncio.

Sono, infatti, aperti i preorder. Questa versione è limitata a 250 copie (fisiche, su cartuccia) che saranno spedite a metà novembre. Il prezzo è di 70 dollari ma per un pezzo di storia potrebbe valerne la pena.

Non c’è tanto altro da aggiungere su un gioco che ha fatto la storia soprattutto su Amiga. Riteniamo, infatti, che il titolo firmato da Cinemaware, sia uno dei più importanti per il computer a 16 bit di casa Commodore, e che maggiormente abbia contribuito a far scoprire al grande pubblico le potenzialità.

In Defender of the Crown gli appassionati saranno chiamati a guidare una fazione nel medioevo e conquistare i territori nemici per unificare sotto la stessa corona l’Inghilterra. Si potranno quindi organizzare raid, vincere tornei dove si potranno portare a casa terre e denari, conquistare castelli con potenti catapulte e così via… oltre a salvare principesse in pericolo.

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SEGA Ages arriva in Occidente con Sonic e Thunder Force IV su Switch

La raccolta Sega Ages debutta oggi in Europa su Switch con due titoli: Sonic the Hedgehog e Thunder Force IV. Lo rende noto SEGA of America. I giochi sono disponibile in formato digitale scaricabili da Nintendo eShop, al prezzo di 6,99 euro ciascuno.

Vediamo il trailer di debutto.

Per chi non lo sapesse, SEGA Ages è una serie di grandi classici della casa giapponese composta da conversioni di alta qualità sviluppate da M2. La raccolta fa parte di un ampio discorso di preservazione del retrogaming, che include anche la pubblicazione di SEGA Genesis Classics per Nintendo Switch, in arrivo durante l’inverno.

SONIC THE HEDGEHOG

Il grande debutto del porcospino blu. È qui che cominciò la ricerca degli Smeraldi del Caos. La versione definitiva del grande classico introduce nuove funzioni come il Drop Dash e rappresenta il debutto su console della leggendaria versione arcade Mega Play.

THUNDER FORCE IV

Azione frenetica, scrolling verticale e orizzontale, musica che spacca e un’incredibile varietà di armi devastanti: Thunder Force IV è considerato uno dei migliori sparatutto del suo periodo storico. Questa versione introduce la nuova modalità STYX che permette di pilotare la navicella del capitolo precedente, la modalità KIDS per i giocatori meno esperti e le classifiche per i veri campioni di shmup.

PROSSIMI TITOLI SEGA AGES

La line-up sarà ampliata nei prossimi mesi, con i fan dei giochi SEGA e i nuovi appassionati di titoli retro che potranno godersi grandi classici come Sonic the Hedgehog 2, Out Run, Space Harrier, Columns II e Thunder Force AC, oltre che, ovviamente, Phantasy Star (l’annuncio della data precisa arriverà presto).

Phantasy Star è un caposaldo degli RPG di fantascienza e racconta l’avventura di Alis in viaggio di pianeta in pianeta per vendicare la morte di suo fratello e rovesciare un regime dittatoriale. Oltre a ricreare fedelmente l’esperienza originale, questa versione presenta qualche novità per tutti i giocatori, come una nuova tipologia di visualizzazione della mappa per aiutare gli avventurieri meno esperti e un compendio dove i fan di lunga data possono trovare tutte le informazioni sui loro mostri preferiti.

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L’alfa di Toki per Amstrad si mostra in video

Dopo essere stato annunciato per ZX Spectrum e per Amstrad, gli sviluppatori continuano il loro lavoro e ci aggiornano.
Gli amanti dell’Amstrad CPC saranno contenti di sapere che AGGP ha pubblicato un video sulla versione alfa del classico arcade uscito originariamente in sala giochi e poi sui computer e console a 16 bit ed 8 bit dell’epoca tranne che su Spectrum e CPC per il quale il titolo è, appunto, in sviluppo.

Il video ci mostra sfondi, animazioni ed una boss fight di fine livello. Lo apprendiamo da IndieRetroNews.

Ricordiamo sempre che Toki vede protagonista un umano trasformato in uno scimpanzé in grado di sparare sfere di energia dalla sua bocca sconfiggendo strane creature per sconfiggere un mago malvagio.

 

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Legends of Amberland, un nuovo gdr classico si dirige per Pc

Un altro dungeon crawler dai toni classici si prepara all’uscita su Pc. Si chiama Legends of Amberland, di Silver Lemu Games. È un gdr dai toni fantasy e tipicamente occidentali che è nelle fasi iniziali di sviluppo. Dovrebbe arrivare su Pc tra fine anno e l’inizio del 2019.

Si ispira, come facile intuire, a titoli che hanno fatto la storia del genere negli anni ’90 come Dungeon Master, Eye of The Beholder 2, Might & Magic 3-5, Crystals of Arborea ed anche la serie formata da Champions of Krynn, Dark Queen of Krynn e così via.

Vediamo un trailer che mostra la grafica in pixel art di Legends of Amberland.

Come sempre, un party formato da eroi si traduce nell’unica soluzione per salvare il mondo dalle forze del male. Da IndieRetroNews apprendiamo che ci sarà libertà d’azione e sarà possibile viaggiare per il mondo come si preferisce: il gioco non sarà lineare e ci saranno quest che potranno essere affrontate in qualsiasi ordine dando la possibilità di esplorare il mondo di gioco come si desidera.

Per quanto riguarda le caratteristiche principali per stuzzicare l’appetito, Legends of Amberland sarà caratterizzato da rotazione dei personaggi in prima persona classica a rotazione di 90 gradi, controllo basato sul party, un enorme mondo aperto, un combattimento veloce senza macchinazioni e molto altro. A seguire le caratteristiche chiave a questo link sul sito ufficiale del gioco ulteriori dettagli in inglese.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

  • Ambientazione classica, rotazione di 90 gradi visuale in prima persona, movimenti su “griglia”, a turni.
  • Basato sul party, 7 componenti faranno parte del gruppo all’inizio.
  • Scelte principali del design:
  • Mondo aperto (open world) con una grande estensione sotterranea da esplorare
  • Combattimenti veloci. Viaggi veloci. Facile gestione dell’inventario.
  • Storia epica e fantastica di eroi impegnati in una nobile missione.

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Neo Geo Mini arriva in Europa la settimana prossima

SNK ha annunciato la data di lancio europea del Neo Geo Mini. La console che includerà diversi classici farà il suo debutto dalle nostre parti il prossimo 10 settembre, ossia lunedì prossimo. Il prezzo consigliato è di 129,99 euro. Così scrive GameReactor.

I grandi appassionati possono quindi cominciare a fare il conto alla rovescia per poter mettere le mani sia sulla console che rievoca i fasti del Neo Geo, sia per giocare ad alcuni titoli immortali:  Metal Slug, The King of Fighters ed altri.

 

Le specifiche della console sono le seguenti:

  • Display: 3,5 pollici
  • Misure e peso: W135mm x D108mm x H162mm / 600 grammi.
  • Accessori: cavo per l’alimentazione (adattatore non disponibile)
  • Collegamenti: porta HDMI per allaccio a Tv e monitor, jack per cuffie e porte due controller

Ecco la lista completa della versione internazionale.

  • 3 Count Bout
  • Art of Fighting
  • Blazing Star
  • Blue’s Journey
  • Crossed Swords
  • Fatal Fury Special
  • Foot Ball Frenzy
  • Garou: Mark of the Wolves
  • Ghost Pilots
  • King of the Monsters
  • King of the Monsters 2
  • Kizuna Encounter: Super Tag Battle
  • Last Resort
  • Magician Lord
  • Metal Slug
  • Metal Slug 2
  • Metal Slug 3
  • Metal Slug 4
  • Metal Slug 5
  • Metal Slug X
  • Mutation Nation
  • Ninja Master’s: Haou Ninpou Chou
  • Puzzled
  • Real Bout: Fatal Fury
  • Robo Army
  • Samurai Shodown II
  • Samurai Shodown IV: Amakusa’s Revenge
  • Samurai Shodown V Special
  • Sengoku 3
  • Shock Troopers
  • Shock Troopers: 2nd Squad
  • Super Sidekicks
  • The King of Fighters ’95
  • The King of Fighters ’97
  • The King of Fighters ’98
  • The King of Fighters 2000
  • The King of Fighters 2002
  • The Last Blade 2
  • Top Player’s Golf
  • World Heroes Perfect.

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Toki, una versione è in sviluppo per ZX Spectrum

Toki è stato e continua a rimanere un platform arcade shooter molto amato. Uscito ormai nel lontano 1989 dalla penna del designer Akira Sakuma per diverse console e computer casalinghi dell’epoca dove si fece apprezzare soprattutto su Amiga.

Qualche settimana fa abbiamo dato notizia di un porting per Amstrad CPC. Torniamo sull’argomento perché dalle pagine di IndieRetroNews apprendiamo come lo sviluppatore Radastan stia realizzando una versione di Toki per ZX Spectrum che potrebbe arrivare tramite ZX Dev Mia & Remakes compo entro la fine dell’anno.



Radastan ha detto via Twitter che questi screenshot sono un test con un tileset ottimizzato e non si vedranno più test al momento. Se, dopo l’estate, i tileset e gli sprite per il primo livello saranno completati, verranno mostrate prove soddisfacenti per lo ZXDEV. Gli amanti dello “Speccy” sperano.

Ecco, nel frattempo, il cinguettio dell’autore.

Prueba con tileset optimizado… ya no veréis más pruebas de momento. Si para después del verano, con el tileset y sprites de todo el primer nivel terminados, salen pruebas satisfactorias, mostraré progresos y lo anuncio para la @ZXDev2015 pic.twitter.com/diBsrmYTcx

— Radastan (@Bytemaniacos) July 20, 2018

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Puzzle Bobble e The Chaos Engine si dirigono su C64

Si prospetta un fine settimana molto caldo per gli amanti retro. Almeno dal punto di vista delle notizie. Qualcuno sta infatti sviluppando due chicche per C64: Puzzle Bobble e The Chaos Engine. Due titoli che mai avremmo sognato (soprattutto il secondo) neppure di immaginare sull’8bit di casa Commodore.

Andiamo con ordine. Entrambe le notizie arrivano da IndieRetroNews. Iniziamo a parlare rapidissimamente di Puzzle Bobble. Uscito originariamente nel lontanissimo 1994 da Tanito, sta per toccare, a distanza di 24 anni, anche i lidi del Commodore 64.
Questo grazie a due sviluppatori ed utenti di Lemon64 (ACIED ed NM1564) che mostrano alcune schermate ed un video sul gameplay apparentemente abbastanza fedele all’originale. Ed hanno un ottimo aspetto: dopotutto, uno dei porting più belli di Bubble Bobble, il platform che ha dato vita alla serie anche ai vari puzzle dedicati, era proprio su C64.

Le informazioni, però, si fermano qui ed i timori che Taito possa fermare la produzione ci sono: si tratta di un gioco fanmade ossia di un progetto realizzato da appassionati. La software house francese potrebbe comunque non obiettare più di tanto a meno che non abbia qualche cosa in mente sul marchio da proporre in un futuro non troppo lontano.

Mal che vada – si legge – potrebbe esser chiesto agli autori di cambiare il nome e gli sprite dei personaggi principali.

E passiamo ad un’altra chicca venuta a galla nelle scorse ore. Sembra che effettivamente qualcuno voglia portare The Chaos Engine sul mitico 8bit di casa Commodore.

Il titolo, uscito nel lontano 1993 su Amiga grazie al talento dei Bitmap Brothers, è stato uno dei capostipiti dei top down shooter. Con quattro ambientazioni da attraversare ed armi da utilizzare è stato comunque popolare su tutte le piattaforme per le quali è stato pubblicato. E potrebbe, ribadiamo, arrivare anche su C64.

Lo si legge in questo post su Lemon64 dove sono state pubblicate anche delle immagini impressionati. Due utenti (saulc12 e Gorak) stanno lavorando su differenti aspetti di un porting ma la strada è ancora lunga e probabilmente si attende che qualche utente con talento si unisca ai due “temerari” per questo porting che avrebbe dell’incredibile.




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