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Zeroptian Invasion, Recensione

Il Natale si avvicina. Non c’entra molto con la recensione ma era verso questo periodo che chi vi scrive ricorda con piacere le primissime esperienze in sala giochi davanti agli Arcade. Eravamo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 quando la fantasia dei più giovani era esaltata dai primi videogiochi.

Erano gli anni di Space Invaders, che uscì però nel 1978, e Galaga pubblicato tre anni dopo. Ma perché abbiamo nominato questi due classici? Semplice: per parlare di Zeroptian Invasion, un nuovo sparatutto arcade firmato dallo sviluppatore indie Josyanf1, uno sviluppatore indie spagnolo, che omaggia i titoli sopracitati.

Questo gioco trasuda atmosfera arcade da tutti i pori. Anzi, da tutti i pixel e da tutte le note dell’ottima colonna sonora in chiptune. Il titolo, uscito lo scorso 28 novembre su Steam per Pc, ma dovrebbe essere disponibile presto anche per Mac e Linux, è rivolto agli appassionati retro, saprà conquistare anche gli altri utenti?

Ecco la nostra (rapida) recensione. Buona lettura.

TRA SPACE INVADERS E GALAGA, GAMEPLAY IMMEDIATO ED IPNOTICO

Non c’è molto da dire sulla trama. L’incipit è lo stesso che accomuna i cartoni animati giapponesi a tema robottoni che gli shoot’em up a partire dagli anni ’70. Gli alieni cattivi invadono il nostro settore della galassia. Ovviamente siamo l’ultima speranza, il baluardo tra noi e loro, tra la sopravvivenza e l’annientamento, tra il buio e la luce.

Il gameplay è semplice, immediato, quasi primitivo ma sempre vincente anche perché è un mix tra Space Invaders, Galaga o Centipete visto che chi ha qualche annetto sopra la trentina (ma anche i più giovani, i titoli sopracitati sono davvero famosi, ndr), troverà queste meccaniche (nonché i movimenti e le situazioni di gameplay) davvero familiari.

Le ondate dei nemici, infatti, prendono spunto da loro. Ci sono anche i boss ogni tre stage con un livello di difficoltà che cresce e che diventa subito frizzante. Non mancano i bonus che si dovranno raccogliere una volta colpita l’astronave “madre” che passa di tanto in tanto. Sparo rapido e scudi saranno fondamentali per avere la meglio di ondate di nemici sempre più forti.

C’è da rimanere ipnotizzati vista l’immediatezza e la rapidità che ci fa tornare alla mente i tanti momenti spensierati (e gettoni spesi) nelle sale arcade.

GRAFICA AD “1 BIT” E CHIPTUNE D’AUTORE






La parte tecnica di Zeroptian Invasion esalta il lavoro certosino dello sviluppatore. Josyfan1 ha puntato forte (All in, oseremmo dire) sull’effetto nostalgia dipingendo una grafica con pochissimi colori a bassissima risoluzione. Tutto rigorosamente in 2d con la nostra navetta nella parte inferiore dello schermo ad aspettare le orde di nemici dall’alto. L’impatto? Efficacissimo. Il nero dello spazio predomina e fa da sfondo ai vari (sono tanti) settori della galassia e ci rapisce catturando i nostri ricordi e fantasie da giovani videogiocatori di allora da vecchie, presumibilmente e preferibilmente, volpi del joypad.

Apprezzabile anche la varietà delle aree da ripulire dei nemici nonché quella dei cattivoni di turni, boss compresi. Troviamo anche fluide le animazioni ma oggettivamente non ci è sembrato un compito di elevatissima difficoltà. Non può mancare la possibilità di applicare anche il filtro CRT per simulare l’effetto tubo catodico e rimarcare la nostalgia degli anni ’80 per quella che viene nominata grafica ad “1 bit”.

Di livello sono anche i brani della colonna sonora firmati da Bibiki in apprezzabilissima chip tune. Le musiche sono molto orecchiabili e si sposano perfettamente con l’azione dettata dal gameplay.

COMMENTO FINALE

Cercate un passatempo rapido ma in grado di tenervi impegnati per qualche minuto (che facilmente si trasforma in qualche ora)? Benissimo, Zeroptian Invasion fa al caso vostro anche perché offre una sfida dal sapore classico ed al tempo stesso impegnativo.

Ottimo il gameplay arcade con un buon livello di difficoltà ed una longevità senza dubbio adeguata al genere di gioco. Dal punto di vista tecnico, il titolo, è senza dubbio gradevole perché può far palpitare i più nostalgici grazie ad una pixel art semplice ma al tempo stesso efficace in gradevole pixel art.

Stesso discorso per la musica in chip tune che accompagna splendidamente le nostre evoluzioni. Se siete amanti dei titoli senza fronzoli e dal gusto retrò, potete dare una chance a Zeroptian Invasion al cui va il merito di aver ricordato egregiamente Space Invaders e Galaga. Forse qualche rimpianto per non aver puntato su qualche innovazione favorita dal tempo: leggasi altre modalità di gioco. Ma probabilmente, l’obiettivo dello sviluppatore era diverso.

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Sega Mega Drive Classics debutta domani su Switch

Sega Mega Drive Classics, ovvero la raccolta di oltre 50 titoli arcade firmati dalla nota casa giapponese, sarà disponibile da domani anche su Switch.

Lo rende noto SEGA Europe che ha pubblicato per l’occasione un nuovo trailer.

I fan nostalgici potranno finalmente rigiocare a diversi titoli arcade, sparatutto, beat’m up e puzzle, accedendovi attraverso una camera retro in stile anni ’90. C’è un titolo classico per ogni giocatore, oltre a nuovissime caratteristiche tra cui: multiplayer online, obiettivi, mirror mode, modalità coop locale, riavvolgimento e salvataggio degli stati. Qui la nostra recensione della versione PS4.

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Portal, c’è la versione per C64

Non ci sono notizie su Portal 3. Tuttavia è uscita, a sorpresa, la versione per Commodore 64 del primo Portal. Si, avete letto bene. Il capolavoro di Valve (datato 2007) è disponibile per l’8 bit di casa Commodore e su VICE, l’emulatore più fedele di questo glorioso computer che non smette di essere ancora utilizzato.

Si tratta comunque di un puzzle in 2d dalla grafica essenziale ma gli autori, guidati da Jamie Fuller, sono riusciti ad inserire tutte le caratteristiche essenziali del titolo di Valve.

Vi lasciamo al trailer di lancio di questa nuove (ed incredibile) versione per C64 mentre il download gratuito si può effettuare sul sito ufficiale del titolo. Li si trovano anche il manuale e le informazioni utili per configurare il mouse col VICE. Ultima ma non ultima una precisazione: Valve non ha alcun collegamento con questo progetto amatoriale.

Vi lasciamo al video con gameplay con i primi tre livelli di Portal. Buona visione.

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Rogue, il roguelike di Dmitry Krapivin arriva su ZX Spectrum

Un nuovo gioco per ZX Spectrum è disponibile in rete grazie al lavoro di Dmitry Krapivin. Il gioco si chiama Rogue. Il protagonista è un ladro. Il compito dei giocatori è semplice: attraversare livelli e combattere contro nemici mortali, scheletri ed altre creature.

IndieRetroGames ne parla qui. Il gameplay è elementare: combattere contro i nemici, raccogliere monete e cuoricini per ripristinare l’energia.

Ciò che rende questo gioco leggermente diverso rispetto ad altri titoli rogue, è il fatto che se non si hanno abbastanza monete per livello, si dovrà attraversare un altro labirinto per raccogliere una chiave e raggiungere l’uscita. A meno che non raccogliate 10 monete o più per saltarlo. Queste fasi, questi mini livelli tra gli stage principali, sembrano le meno riuscite.

Vediamo il video con gameplay di Rogue. Buona visione.

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PlayStation Classic si mostra in un trailer

Sony ha pubblicato un nuovo spot pubblicitario sulla PlayStation Classic, la mini-console con 20 giochi pre-caricati, che debutterà il prossimo 3 dicembre.

Ricordiamo che tale mini-console rievoca ed omaggia la PlayStation One, la prima di Sony. Nella clip, della durata di 30 secondi, che vi mostriamo, sono protagonisti i protagonisti dei giochi che si alternano in modo dinamico nello schermo facendo, inoltre, evincere (e ricordare) i loro modelli poligonali alquanto spigolosi ma che a metà anni ’90 rappresentavano un miracolo.

Buona visione.

La PlayStation Classic includerà questi titoli:

  1. Battle Arena Toshinden
  2. Cool Boarders 2
  3. Destruction Derby
  4. Final Fantasy VII
  5. Grand Theft Auto
  6. Intelligent Qube
  7. Jumping Flash!
  8. Metal Gear Solid
  9. Mr. Driller
  10. Oddworld: Abe’s Oddysee
  11. Rayman
  12. Resident Evil Director’s Cut
  13. Revelations: Persona
  14. Ridge Racer Type 4
  15. Super Puzzle Fighter II Turbo
  16. Syphon Filter
  17. Tekken 3
  18. Tom Clancy’s Rainbow Six
  19. Twisted Metal
  20. Wild Arms.

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Sails of Doom sbarca per Atari XL/XE

Sails of Doom è il nuovo gioco di Antoin Holi disponibile per Atari XL/XE. Si tratta di un titolo homebrew (prettamente casalingo). Riporta la notizia IndieRetroGames.

Il video ci mostra anche il gameplay che sembra riprendere un po’ di Sid Meier’s Pirates e mescolarlo con l’azione deathmatch multiplayer. Si naviga in una mappa con più schermate governando la propria fregata. Il gameplay supporta fino ad 8 giocatori multiplayer.

La clip ci mostra anche, naturalmente, l’aspetto visivo molto semplicistico ed una colonna sonora chiptune. Vi mostriamo la clip mentre chi vuole scaricare il gioco, può andare a questo indirizzo.

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Limbo, disponibile una demo per C64

Se siete fan di Limbo ed amanti del C64 questa notizia può interessarvi. È infatti disponibile una preview dell’action platform uscito a firma di Playdead nel lontano 2010 attraverso questo link.

Søren Trautner Madsen si sta occupando della realizzazione di una versione per Commodore 64 che è disponibile a questo indirizzo (noi l’abbiamo provata). Come scrive Indie Retro News, il progetto è stato benedetto dagli sviluppatori originari che gli hanno permesso di portare Limbo su C64.

Da quel poco che abbiamo visto, comunque, ci sembra piuttosto impressionante ed il risultato è apprezzabile. Una piccola nota sul periodo di uscita: si parla del 2024 ma è molto probabile che si tratti di uno scherzo e che molto prima possa essere giocato in versione finale sul biscottone di casa Commodore vista la qualità della demo giocata.

Ecco il video.

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Varchi spazio-temporali, fruttini e fondi di caffè: l’epopea di Zaxxon

È difficile descrivere le emozioni offerte da un gioco arcade come Zaxxon. Siamo nel 1982: gran parte dei videogiochi arcade offriva un comparto grafico molto semplice, spesso a schermo fisso e con elementi stilizzati, mentre i prodotti casalinghi erano dotati di una resa visiva molto inferiore alle controparti arcade.

“I giochi con i fruttini” era il triste epiteto con cui alcune persone indicavano i colorati bonus dei primi giochi arcade, spesso rappresentati da elementi semplici come un frutto o una stellina. Solo in rari casi la qualità dei titoli per le macchine casalinghe riusciva a rivaleggiare con i videogiochi arcade (volendo essere ottimisti): si trattava di mosche bianche come ad esempio le conversioni di Donkey Kong per Colecovision o di Mikie della Konami per Commodore 64.

Zaxxon era un’altra cosa. Nonostante la buona conversione disponibile per Colecovision e altri sistemi casalinghi, il titolo Sega restava un traguardo irraggiungibile in termini di risoluzione, fluidità e colori anche per sistemi per l’epoca molto potenti.
Le conversioni di Zaxxon apparivano lontane anni luce dall’originale, anche se la scheda arcade del gioco Sega non utilizzava un hardware fantascientifico: una CPU Zilog Z80 a 3 Mhz, la stessa in dotazione al Sinclair ZX Spectrum e a tanti altri home computer, ma dotata di una generosa quantità di memoria video e altri intelligenti accorgimenti. Zaxxon sembrava una artefatto inviato da una civiltà aliena per insegnare ai terrestri il concetto di videogioco. Durante le interazioni con Zaxxon, l’universo quotidiano dei nerd degli anni ’80 svaniva in un soffio: delusioni scolastiche, compagne di banco a cui tirare le trecce, Deejay Television, videoclip di Sabrina Salerno e stampanti ad aghi. Zaxxon incuteva una soggezione tecnologica difficile da descrivere, che in un attimo rendeva obsoleti oggetti straordinari come Commodore 64, Datassette, zainetto e calcolatrice Casio. Zaxxon era qualcosa di IMPOSSIBILE per il 1982: un film in stile Tron o Guerre Stellari inserito in un ordinario cabinato “prontoscheda” installato nei lerci retrobottega di quei bar con gli inserti in legno e formica e la puzza dei filtri di caffè riciclati.



Intorno al gioco circolavano le più stravaganti leggende metropolitane: “Si controlla con il pensiero”, “C’è la cloche del Millennium Falcon”, “A un certo punto viene fuori Obi Wan Kenobi”, “Lo schermo si apre ed esce il robot” e via dicendo.
Dopo aver ammirato per qualche minuto lo spettacolare “attract mode” del gioco, portavamo le pacioccose manine alle tasche per prelevare le monetine necessarie per giocare, cercando di dissipare l’intensa soggezione tecnologica.

Le prime partite erano un fiasco totale: il gioco era molto difficile a causa dell’inedita e complessa prospettiva isometrica con ombre dinamiche, una novità per il mondo arcade dell’epoca. Zaxxon consentiva di pilotare una navetta attraverso diverse fortezze collocate su asteroidi piatti (!) con l’obiettivo di compiere la consueta strage di nemici. Inoltre, occorreva rifornire periodicamente il proprio caccia distruggendo una serie di serbatoi di carburante inspiegabilmente collocati dai nemici sul percorso di gioco.

L’usanza di inserire serbatoi di combustibile nei livelli di gioco risale a titoli come Scramble della Konami, uscito solo un anno prima ma tecnicamente ormai di un’altra era. Forse questi serbatoi erano una reminiscenza della crisi energetica degli anni ’70, oppure fra le fila dei cattivoni era presente il classico cattivo dal cuore d’oro tipico dei film action degli anni ’80. Non lo sapremo mai.

I livelli di Zaxxon offrivano una qualità grafica impossibile per l’epoca: muri dettagliati che sembravano avvolti da campi di forza in stile TRON, il celebre film di fantascienza della Disney, strutture avveniristiche al suolo, barriere elettriche animate, razzi scagliati in cielo senza motivo, muri di mattoni bianchi (!), stretti passaggi e un boss robotico enorme. Si trattava di elementi in grado di mandare in visibilio un giovane degli anni ’70-80, caratteristiche impossibili da eguagliare per i “giochi con i fruttini”, che scivolavano sempre più indietro nei retrobottega dei bar con gli inserti in legno e formica e la puzza dei filtri di caffè.

Alla fine della partita, i nerd pacioccosi entravano in uno stato di sospensione dalla realtà: avevano interagito con un film “alla Guerre Stellari” e, stravolti dall’emozione e dalla meraviglia, DOVEVANO lanciarsi in una seconda avventura per fare sul serio (“Era una prova, adesso vedrete”). Per giocare a Zaxxon occorreva destreggiarsi fra altitudini variabili, cabrate, picchiate e beccheggi, per poi evitare nemici e colpi in uno spazio isometrico pseudo3D, elemento del tutto inconsueto per i giochi dell’epoca. Il gioco era complesso anche per i più grandicelli e i primi bulli da sala (“Ti faccio vedere io come si gioca”).

Gettone dopo gettone, partita dopo partita, era possibile domare Zaxxon usando lo sparo per individuare il punto in cui attraversare gli stretti passaggi, per poi calibrare le furiose battaglie da ingaggiare nello spazio interposto fra le fortezze. La prospettiva delle sequenze di volo spaziale era realizzata in modo approssimativo: a causa della mancanza di riferimenti, gli aerei venivano rimpiccioliti in modo barbaro per restituire il senso di allontanamento prospettico. All’epoca nessuno faceva caso a questi dettagli, così come all’assurda presenza di un satellite artificiale per telecomunicazioni nello spazio profondo interposto fra le fortezze galleggianti.

 

Una volta raggiunto il decimo livello, il gioco visualizzava un messaggio implorante: “GIVE UP”, ovvero “Ho perso, ma puoi continuare a umiliarmi”. Questa singolare dicitura, una rarità nel campo dei videogiochi, consentiva di continuare il gioco per ottenere un punteggio elevato, essendo ormai la missione completa. Gli anni ’80 erano anche questo.

Zaxxon era uno dei tanti giochi afflitti dalla piaga dei “bootleg”, repliche non autorizzate delle schede arcade realizzate da aziende senza scrupoli al fine di ottenere lauti profitti in modo illegale. Uno dei bootleg più celebri di Zaxxon era denominato “Jackson”, nome vagamente somigliante all’originale ma del tutto estraneo al contesto spaziale del gioco. Chi era questo Jackson? Un cantante alieno? Il presidente della colonia spaziale? Non lo sapremo mai.

Nonostante i quasi 40 anni trascorsi dalla sua pubblicazione, Zaxxon conserva ancor oggi un enorme fascino che lascia intravedere l’impatto deflagrante del titolo Sega sul mondo dei giochi da bar dei primi anni ottanta. Stava per nascere una nuova generazione di titoli in grado di meravigliare attraverso un’estetica fuori dal comune e meccaniche all’avanguardia: i giochi con i fruttini erano ormai sul viale del tramonto e indietreggiavano mestamente nel retro di quei bar con gli inserti in legno e formica e l’odore dei fondi di caffè riciclati.

Adriano Avecone

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Online il numero 10 di RetroMagazine

È disponibile il nuovo numero della fanzine RetroMagazine dedicata al mondo retro. Il numero 10 offre 50 pagine di articoli, speciali e recensioni per festeggiare Halloween.

Troveremo analisi ed approfondimenti per celebrare la classica festa che chiude il mese di ottobre. Gli autori, e tra questi c’è anche chi vi scrive, diretti da Francesco Fiorentini, hanno lavorato all’unisono per offrire uno speciale per Halloween. Un numero da paura con alcune recensioni come Stellar 7, Elvira Mistress of the Darkness, Hellnight, Castlevania Spectarl Interlude e molti altri titoli del passato e del recente passato.

Troviamo anche alcuni approfondimenti interessanti quali “Esoterismo e C64”, nonché alcuni speciali come quello dedicato all’Oric, il primo home computer sotto le 100 sterline e molto, molto altro. Insomma, se volete passare un Halloween in salsa retro questo nuovo albo può fare al caso vostro.

Potete consultarlo e scaricarlo attraverso questo link. Questo è invece il link del sito dove trovate l’archivio per leggere ed effettuare il download dei numeri precedenti.

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Holcan Warrior of the Sun, un altro gioco C64 firmato da Trevor Storey

Holcan Warrior of the Sun è il nuovo progetto di Trevor Storey e del suo team. La peculiarità di questo titolo in sviluppo per Commodore 64 è la sua fonte di ispirazione: The Last Ninja.

Le immagini, come scrive IndieRetroNews, promettono davvero bene portandoci in un mondo isometrico che ricorda davvero, almeno per qualità di quel poco che abbiamo visto, il capolavoro immortale di System 3.

Holcan Warrior of the Sun sarà il nuovo The Last Ninja?

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Chibi Akumas, uno sparatutto bullet hell in arrivo su ZX Spectrum

Dal solito IndieRetroNews arriva una notizia interessante per gli utenti ZX Spectrum. Lo sviluppatore keith56 ha annunciato con un video, l’arrivo di Chibi Akumas. Si tratta di uno shoo’tem up del genere bullet hell che sarà disponibile a partire dal prossimo 26 ottobre in download gratuito ed in edizione fisica a seguire.

Il titolo è fortemente ispirato a Death Smiles (gioco del 2007 uscito in sala e poi su Xbox 360 e dispositivi mobile)  on una sfumatura horror che presenterà livelli unici, diversi nemici e boss di fine livello. Chibi Akumas è stato già pubblicato su Amstrad portando il genere ad un nuovo livello vista la presenza di centinaia di proiettili su schermo per un gioco retrò. Ma la peculiarità della versione Spectrum è che avrà non solo migliaia di proiettili su schermo ma si potrà giocare in compagnia con un altro giocatore e ci saranno i controlli multidirezionali.



A questo link potrete acquistare la versione fisica del gioco. Questo, infine, è il sito ufficiale.

Vi lasciamo al trailer. Buona visione.

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Sid Meier’s Pirates! è in sviluppo per ZX Spectrum

È incredibile pensare che l’originale successo di Sid Meier’s Pirates! possa arrivare su ZX Spectrum. Proprio così. Il titolo uscito originariamente su Pc, Amiga, C64, Amstrad CPC e molti altri nel 1987, non era stato pensato per il piccolo Speccy. Tuttavia, uno sviluppatore chiamato Catmeows, ha annunciato via ZX-DEV (news ripresa da IndieRetroNews), una conversione per il glorioso computer Sinclair. Meglio tardi che mai, anche se 31 anni sono tanti.

Ma non finisce qui: dai primi dettagli sembra che questa versione usufruisca anche di alcune novità che vennero aggiunte nell’edizione 2004 del gioco. È prevista la presenza delle fazioni degli indiani, missionari ed ovviamente dei pirati, oltre alle quattro potenze coloniali: Inghilterra, Spagna, Francia ed Olanda.

Per chi non conoscesse Sid Meier’s Pirates!, ricordiamo che si tratta di uno strategico ambientato nell’epoca d’oro dei pirati. Interpretiamo il ruolo di un giovane reietto che cerca gloria, vendetta e la sua famiglia per i Caraibi al soldo di una (o più) imperi coloniali presenti. Per farsi strada dovrà saccheggiare e conquistare città, navi e svolgere più compiti raccogliendo indizi su dove siano i familiari ma al contempo cercare di accumulare ricchezze attraverso la conquista di taglie e tesori nonché di diventare un buon partito per sposarsi.

Un autentico capolavoro senza tempo che presto, si spera, anche i giocatori Spectrum potranno avere tra le mani.

2016 Image by 4thRock

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Eye of the Beholder su C64, il lavoro continua

Continua il lavoro del porting su C64 di Eye of the Beholder. E grazie all’aggiornamento sui i gruppi Facebook Dungeon Crawlers e Game Dev: RetroGaming abbiamo ulteriori novità sullo sviluppo.

Andreas Larsson, il capo di questo progetto ha mostrato alcune nuove immagini ed IndieRetroNews ha pubblicato la notizia.

Vediamo, così, il ivello Xanathar di Ilkka Sjöstedt, oltre a una nuova grafica di Larsson con contrasto migliore per favorire la lettura del testo. Per quanto riguarda eventuali sviluppi imminenti, ora riprenderà a lavorare sulla generazione dei personaggi.

Come abbiamo detto prima Black Crypt, Dungeon Master, Lands of Lore e molti altri sono stati i capostipiti dell’esperienza dungeon crawling. Tutti questi presentano uno stile di gameplay basato su una griglia mentre si va alla ricerca di oggetti, si tirano leve, si risolvono enigmi più o meno letali e si combattendo orrori indicibili ad ogni livello profondo visitato.

Uno di questi giochi che si distingue tra tutti gli altri è ovviamente Eye of the Beholder, che come molti di voi sono stati informati sta arrivando al C64 grazie a un team formato, appunto da, Andreas Larsson, Micke Backlund, Ilkka Sjöstedt, Oliver Lindau, Lars Verhoff e Linus.



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Defender of the Crown sta arrivando su Atari Jaguar

Scrivere nel 2018 di Defender of the Crown ha qualcosa di magico. Soprattutto se riferito al fatto che questo classico, uscito 32 anni fa su Amiga ed altri computer dell’epoca, stia per arrivare su Atari Jaguar, una console di nicchia.

La notizia è battuta da IndieRetroNews che a sua volta la ha appresa da Atariage. Vediamo anche il trailer di annuncio.

Sono, infatti, aperti i preorder. Questa versione è limitata a 250 copie (fisiche, su cartuccia) che saranno spedite a metà novembre. Il prezzo è di 70 dollari ma per un pezzo di storia potrebbe valerne la pena.

Non c’è tanto altro da aggiungere su un gioco che ha fatto la storia soprattutto su Amiga. Riteniamo, infatti, che il titolo firmato da Cinemaware, sia uno dei più importanti per il computer a 16 bit di casa Commodore, e che maggiormente abbia contribuito a far scoprire al grande pubblico le potenzialità.

In Defender of the Crown gli appassionati saranno chiamati a guidare una fazione nel medioevo e conquistare i territori nemici per unificare sotto la stessa corona l’Inghilterra. Si potranno quindi organizzare raid, vincere tornei dove si potranno portare a casa terre e denari, conquistare castelli con potenti catapulte e così via… oltre a salvare principesse in pericolo.

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SEGA Ages arriva in Occidente con Sonic e Thunder Force IV su Switch

La raccolta Sega Ages debutta oggi in Europa su Switch con due titoli: Sonic the Hedgehog e Thunder Force IV. Lo rende noto SEGA of America. I giochi sono disponibile in formato digitale scaricabili da Nintendo eShop, al prezzo di 6,99 euro ciascuno.

Vediamo il trailer di debutto.

Per chi non lo sapesse, SEGA Ages è una serie di grandi classici della casa giapponese composta da conversioni di alta qualità sviluppate da M2. La raccolta fa parte di un ampio discorso di preservazione del retrogaming, che include anche la pubblicazione di SEGA Genesis Classics per Nintendo Switch, in arrivo durante l’inverno.

SONIC THE HEDGEHOG

Il grande debutto del porcospino blu. È qui che cominciò la ricerca degli Smeraldi del Caos. La versione definitiva del grande classico introduce nuove funzioni come il Drop Dash e rappresenta il debutto su console della leggendaria versione arcade Mega Play.

THUNDER FORCE IV

Azione frenetica, scrolling verticale e orizzontale, musica che spacca e un’incredibile varietà di armi devastanti: Thunder Force IV è considerato uno dei migliori sparatutto del suo periodo storico. Questa versione introduce la nuova modalità STYX che permette di pilotare la navicella del capitolo precedente, la modalità KIDS per i giocatori meno esperti e le classifiche per i veri campioni di shmup.

PROSSIMI TITOLI SEGA AGES

La line-up sarà ampliata nei prossimi mesi, con i fan dei giochi SEGA e i nuovi appassionati di titoli retro che potranno godersi grandi classici come Sonic the Hedgehog 2, Out Run, Space Harrier, Columns II e Thunder Force AC, oltre che, ovviamente, Phantasy Star (l’annuncio della data precisa arriverà presto).

Phantasy Star è un caposaldo degli RPG di fantascienza e racconta l’avventura di Alis in viaggio di pianeta in pianeta per vendicare la morte di suo fratello e rovesciare un regime dittatoriale. Oltre a ricreare fedelmente l’esperienza originale, questa versione presenta qualche novità per tutti i giocatori, come una nuova tipologia di visualizzazione della mappa per aiutare gli avventurieri meno esperti e un compendio dove i fan di lunga data possono trovare tutte le informazioni sui loro mostri preferiti.

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