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SEGA Ages arriva in Occidente con Sonic e Thunder Force IV su Switch

La raccolta Sega Ages debutta oggi in Europa su Switch con due titoli: Sonic the Hedgehog e Thunder Force IV. Lo rende noto SEGA of America. I giochi sono disponibile in formato digitale scaricabili da Nintendo eShop, al prezzo di 6,99 euro ciascuno.

Vediamo il trailer di debutto.

Per chi non lo sapesse, SEGA Ages è una serie di grandi classici della casa giapponese composta da conversioni di alta qualità sviluppate da M2. La raccolta fa parte di un ampio discorso di preservazione del retrogaming, che include anche la pubblicazione di SEGA Genesis Classics per Nintendo Switch, in arrivo durante l’inverno.

SONIC THE HEDGEHOG

Il grande debutto del porcospino blu. È qui che cominciò la ricerca degli Smeraldi del Caos. La versione definitiva del grande classico introduce nuove funzioni come il Drop Dash e rappresenta il debutto su console della leggendaria versione arcade Mega Play.

THUNDER FORCE IV

Azione frenetica, scrolling verticale e orizzontale, musica che spacca e un’incredibile varietà di armi devastanti: Thunder Force IV è considerato uno dei migliori sparatutto del suo periodo storico. Questa versione introduce la nuova modalità STYX che permette di pilotare la navicella del capitolo precedente, la modalità KIDS per i giocatori meno esperti e le classifiche per i veri campioni di shmup.

PROSSIMI TITOLI SEGA AGES

La line-up sarà ampliata nei prossimi mesi, con i fan dei giochi SEGA e i nuovi appassionati di titoli retro che potranno godersi grandi classici come Sonic the Hedgehog 2, Out Run, Space Harrier, Columns II e Thunder Force AC, oltre che, ovviamente, Phantasy Star (l’annuncio della data precisa arriverà presto).

Phantasy Star è un caposaldo degli RPG di fantascienza e racconta l’avventura di Alis in viaggio di pianeta in pianeta per vendicare la morte di suo fratello e rovesciare un regime dittatoriale. Oltre a ricreare fedelmente l’esperienza originale, questa versione presenta qualche novità per tutti i giocatori, come una nuova tipologia di visualizzazione della mappa per aiutare gli avventurieri meno esperti e un compendio dove i fan di lunga data possono trovare tutte le informazioni sui loro mostri preferiti.

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L’alfa di Toki per Amstrad si mostra in video

Dopo essere stato annunciato per ZX Spectrum e per Amstrad, gli sviluppatori continuano il loro lavoro e ci aggiornano.
Gli amanti dell’Amstrad CPC saranno contenti di sapere che AGGP ha pubblicato un video sulla versione alfa del classico arcade uscito originariamente in sala giochi e poi sui computer e console a 16 bit ed 8 bit dell’epoca tranne che su Spectrum e CPC per il quale il titolo è, appunto, in sviluppo.

Il video ci mostra sfondi, animazioni ed una boss fight di fine livello. Lo apprendiamo da IndieRetroNews.

Ricordiamo sempre che Toki vede protagonista un umano trasformato in uno scimpanzé in grado di sparare sfere di energia dalla sua bocca sconfiggendo strane creature per sconfiggere un mago malvagio.

 

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Legends of Amberland, un nuovo gdr classico si dirige per Pc

Un altro dungeon crawler dai toni classici si prepara all’uscita su Pc. Si chiama Legends of Amberland, di Silver Lemu Games. È un gdr dai toni fantasy e tipicamente occidentali che è nelle fasi iniziali di sviluppo. Dovrebbe arrivare su Pc tra fine anno e l’inizio del 2019.

Si ispira, come facile intuire, a titoli che hanno fatto la storia del genere negli anni ’90 come Dungeon Master, Eye of The Beholder 2, Might & Magic 3-5, Crystals of Arborea ed anche la serie formata da Champions of Krynn, Dark Queen of Krynn e così via.

Vediamo un trailer che mostra la grafica in pixel art di Legends of Amberland.

Come sempre, un party formato da eroi si traduce nell’unica soluzione per salvare il mondo dalle forze del male. Da IndieRetroNews apprendiamo che ci sarà libertà d’azione e sarà possibile viaggiare per il mondo come si preferisce: il gioco non sarà lineare e ci saranno quest che potranno essere affrontate in qualsiasi ordine dando la possibilità di esplorare il mondo di gioco come si desidera.

Per quanto riguarda le caratteristiche principali per stuzzicare l’appetito, Legends of Amberland sarà caratterizzato da rotazione dei personaggi in prima persona classica a rotazione di 90 gradi, controllo basato sul party, un enorme mondo aperto, un combattimento veloce senza macchinazioni e molto altro. A seguire le caratteristiche chiave a questo link sul sito ufficiale del gioco ulteriori dettagli in inglese.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

  • Ambientazione classica, rotazione di 90 gradi visuale in prima persona, movimenti su “griglia”, a turni.
  • Basato sul party, 7 componenti faranno parte del gruppo all’inizio.
  • Scelte principali del design:
  • Mondo aperto (open world) con una grande estensione sotterranea da esplorare
  • Combattimenti veloci. Viaggi veloci. Facile gestione dell’inventario.
  • Storia epica e fantastica di eroi impegnati in una nobile missione.

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Neo Geo Mini arriva in Europa la settimana prossima

SNK ha annunciato la data di lancio europea del Neo Geo Mini. La console che includerà diversi classici farà il suo debutto dalle nostre parti il prossimo 10 settembre, ossia lunedì prossimo. Il prezzo consigliato è di 129,99 euro. Così scrive GameReactor.

I grandi appassionati possono quindi cominciare a fare il conto alla rovescia per poter mettere le mani sia sulla console che rievoca i fasti del Neo Geo, sia per giocare ad alcuni titoli immortali:  Metal Slug, The King of Fighters ed altri.

 

Le specifiche della console sono le seguenti:

  • Display: 3,5 pollici
  • Misure e peso: W135mm x D108mm x H162mm / 600 grammi.
  • Accessori: cavo per l’alimentazione (adattatore non disponibile)
  • Collegamenti: porta HDMI per allaccio a Tv e monitor, jack per cuffie e porte due controller

Ecco la lista completa della versione internazionale.

  • 3 Count Bout
  • Art of Fighting
  • Blazing Star
  • Blue’s Journey
  • Crossed Swords
  • Fatal Fury Special
  • Foot Ball Frenzy
  • Garou: Mark of the Wolves
  • Ghost Pilots
  • King of the Monsters
  • King of the Monsters 2
  • Kizuna Encounter: Super Tag Battle
  • Last Resort
  • Magician Lord
  • Metal Slug
  • Metal Slug 2
  • Metal Slug 3
  • Metal Slug 4
  • Metal Slug 5
  • Metal Slug X
  • Mutation Nation
  • Ninja Master’s: Haou Ninpou Chou
  • Puzzled
  • Real Bout: Fatal Fury
  • Robo Army
  • Samurai Shodown II
  • Samurai Shodown IV: Amakusa’s Revenge
  • Samurai Shodown V Special
  • Sengoku 3
  • Shock Troopers
  • Shock Troopers: 2nd Squad
  • Super Sidekicks
  • The King of Fighters ’95
  • The King of Fighters ’97
  • The King of Fighters ’98
  • The King of Fighters 2000
  • The King of Fighters 2002
  • The Last Blade 2
  • Top Player’s Golf
  • World Heroes Perfect.

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Toki, una versione è in sviluppo per ZX Spectrum

Toki è stato e continua a rimanere un platform arcade shooter molto amato. Uscito ormai nel lontano 1989 dalla penna del designer Akira Sakuma per diverse console e computer casalinghi dell’epoca dove si fece apprezzare soprattutto su Amiga.

Qualche settimana fa abbiamo dato notizia di un porting per Amstrad CPC. Torniamo sull’argomento perché dalle pagine di IndieRetroNews apprendiamo come lo sviluppatore Radastan stia realizzando una versione di Toki per ZX Spectrum che potrebbe arrivare tramite ZX Dev Mia & Remakes compo entro la fine dell’anno.



Radastan ha detto via Twitter che questi screenshot sono un test con un tileset ottimizzato e non si vedranno più test al momento. Se, dopo l’estate, i tileset e gli sprite per il primo livello saranno completati, verranno mostrate prove soddisfacenti per lo ZXDEV. Gli amanti dello “Speccy” sperano.

Ecco, nel frattempo, il cinguettio dell’autore.

Prueba con tileset optimizado… ya no veréis más pruebas de momento. Si para después del verano, con el tileset y sprites de todo el primer nivel terminados, salen pruebas satisfactorias, mostraré progresos y lo anuncio para la @ZXDev2015 pic.twitter.com/diBsrmYTcx

— Radastan (@Bytemaniacos) July 20, 2018

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Puzzle Bobble e The Chaos Engine si dirigono su C64

Si prospetta un fine settimana molto caldo per gli amanti retro. Almeno dal punto di vista delle notizie. Qualcuno sta infatti sviluppando due chicche per C64: Puzzle Bobble e The Chaos Engine. Due titoli che mai avremmo sognato (soprattutto il secondo) neppure di immaginare sull’8bit di casa Commodore.

Andiamo con ordine. Entrambe le notizie arrivano da IndieRetroNews. Iniziamo a parlare rapidissimamente di Puzzle Bobble. Uscito originariamente nel lontanissimo 1994 da Tanito, sta per toccare, a distanza di 24 anni, anche i lidi del Commodore 64.
Questo grazie a due sviluppatori ed utenti di Lemon64 (ACIED ed NM1564) che mostrano alcune schermate ed un video sul gameplay apparentemente abbastanza fedele all’originale. Ed hanno un ottimo aspetto: dopotutto, uno dei porting più belli di Bubble Bobble, il platform che ha dato vita alla serie anche ai vari puzzle dedicati, era proprio su C64.

Le informazioni, però, si fermano qui ed i timori che Taito possa fermare la produzione ci sono: si tratta di un gioco fanmade ossia di un progetto realizzato da appassionati. La software house francese potrebbe comunque non obiettare più di tanto a meno che non abbia qualche cosa in mente sul marchio da proporre in un futuro non troppo lontano.

Mal che vada – si legge – potrebbe esser chiesto agli autori di cambiare il nome e gli sprite dei personaggi principali.

E passiamo ad un’altra chicca venuta a galla nelle scorse ore. Sembra che effettivamente qualcuno voglia portare The Chaos Engine sul mitico 8bit di casa Commodore.

Il titolo, uscito nel lontano 1993 su Amiga grazie al talento dei Bitmap Brothers, è stato uno dei capostipiti dei top down shooter. Con quattro ambientazioni da attraversare ed armi da utilizzare è stato comunque popolare su tutte le piattaforme per le quali è stato pubblicato. E potrebbe, ribadiamo, arrivare anche su C64.

Lo si legge in questo post su Lemon64 dove sono state pubblicate anche delle immagini impressionati. Due utenti (saulc12 e Gorak) stanno lavorando su differenti aspetti di un porting ma la strada è ancora lunga e probabilmente si attende che qualche utente con talento si unisca ai due “temerari” per questo porting che avrebbe dell’incredibile.




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Aggelos si ispira a Wonder Boy ed è disponibile su Steam

Gli amanti della serie Wonder Boy potrebbero essere seriamente interessati a questa notizia. Aggelos, un action gdr a scorrimento che ricorda moltissimo lo stile grafico del classico di Escape, SEGA ed Activision, è disponibile su Steam.

Il titolo è firmato dal team indipendente Storybird Games ed è dito sulla piattaforma di Valve sotto il marchio di PQube Limited e Look At My Game. Lo apprendiamo da IndieRetroNews.

Aggelos sembra uscito da una sala giochi di fine anni ’80, inizio anni ’90 grazie alla sua grafica in stile 16 bit. Secondo gli sviluppatori, il titolo si ispira ad avventure retro giapponesi non lineari come Wonder Boy In Monster Land e lancia gli appassionati nel mezzo di una grande lotta per la sopravvivenza mentre esseri di un’altra dimensione insidiano il Regno di Lumen.

Il gioco propone molti segreti da scoprire, tante missioni secondarie ed un vasto mondo da esplorare pieno zeppo di incontri mortali. Un vero e proprio metroidvania con sfumature ruolistiche che permettono di sbloccare abilità magiche ed attacchi di più alto livello per combattere adeguatamente nemici sempre più temibili.

La grafica è di stampo antico in 2d e, sempre dal punto di vista tecnico come si evince dalle immagini, lo stile retro in 16bit è evidente. Nondimeno il titolo si avvale di una colonna sonora in chip-tune.





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Ultimate Racing 2D, Recensione Pc

Non è facile trovare un racing sportivo 2d nel 2018. Il genere andava di moda soprattutto negli anni ’80 e fino ai primi anni ’90. Poi titoli sempre più complessi e votati alla simulazione hanno avuto il sopravvento.

Ricordiamo tra questi Hot Rod, di SEGA, titolo arcade uscito nel 1988 e convertito anche per i computer e console ad 8 e 16 bit dell’epoca, e l’italianissimo Warm Up firmato da Genias e pubblicato nel 1991

In tempi più recenti, il mercato indie ricorda New Star GP.  Ecco quindi che arriviamo rapidissimamente ai nostri giorni per parlarvi di un nuovo titolo che va a rinfoltire i ranghi di questo genere dedicato soprattutto ai nostalgici o a chi ama il 2d.

Ultimate Racing 2D, pubblicato lo scorso 24 maggio su Steam per Pc, è la nuova fatica di Applimazing, un team indie olandese che ha maturato esperienza in campo mobile pubblicando anche Formula Racing 2D che in sostanza ha fatto da base per questo nuovo gioco di cui vi parleremo.

Buona lettura.

TANTI CONTENUTI

Ultimate Racing 2D si presenta subito per la mole di contenuti presenti. L’offerta per il giocatore è veramente ampia. Sembra quasi di trovarsi di fronte ad una sorta di Gran Turismo, che come si sa offre una quantità invidiabile di contenuti. Soltanto che anziché trovarsi di fronte ad un titolo che ha le velleità di simulare in modo approfondito, qui il tono è piuttosto arcade e votato all’action ma ne parleremo a breve.

Nel gioco troviamo una lista di tracciati interessante con quasi 50 circuiti internazionali di tutti i continenti e di tutte le tipologie. Troviamo location prestigiose e conosciute come Montecarlo o Monza, o anche kartodromi, o ovali con manto diverso tra i quali asfalto, fango e ghiaccio.

Diversi campionati e discipline disponibili con monoposto, kart, ma anche vetture a ruote coperte (turismo ad esempio). Non mancano le gare stravaganti come quelle su limousine o sui trattori e segnaliamo ancora la presenza delle auto storiche, quad e motorbike. Ci sono oltre 300 vetture diverse.

Le modalità variano dalla gara veloce che consente di manipolare diversi dettagli dalle opzioni come ad esempio il numero di concorrenti in pista (fino ad un massimo di 20), il numero di giri o l’usura delle gomme che se attivata obbliga alla sosta ai box. Opzioni un po’ più limitate, ma è giusto che sia così, per le modalità Campionato e per la modalità Carriera che permette di fare una panoramica interessante di tutti i contenuti. È presente anche l’editor per editare i nomi dei team e dei piloti.

Si parte dalla base, ossia dai kart, se si termina il campionato almeno al sesto posto di questa kermesse si sblocca la categoria successiva e così via. Ogni campionato ha regole, tracciati e numero di “tappe” differenti. Si arriva alle formule più prestigiose come la Formula A ed andare oltre. Ogni piazzamento offre sia punti per il campionato che premi in denaro che variano a seconda della difficoltà scelta per l’intelligenza artificiale (facile, media, difficile) e per il campionato (Amatore, Professionista ed Esperto). Con questi proventi è possibile acquistare mezzi sempre più potenti tra quelli messi a disposizione (10 per ogni campionato). Ogni veicolo ha infatti le sue caratteristiche (che non possono essere modificate, però) riguardanti la velocità, il grip, accelerazione e turbo.

Si può scegliere in questa modalità anche, ed è interessantissimo, se effettuare dei giri di prove cronometrate per determinare la posizione in griglia di partenza nella gara: diversamente si parte sempre dal fondo dello schieramento e non è sempre facile trovare la rimonta.

Va da sé che ogni campionato ha il suo iter per numero di gare o meno. Alcune competizioni prevedono anche l’uso del turbo (nei kart ad esempio è precluso).

Insomma, dal punto di vista contenutistico è senza dubbio un’offerta interessante anche per varietà e longevità: c’è anche la possibilità di giocare online con altri 19 avversari.

Manca, però, se vogliamo essere puntigliosi, un editor reale per le vetture e la possibilità di personalizzarle modificandone le caratteristiche che rimangono fisse e non possono essere aggiornate. L’unico “aggiornamento” che si può fare è quello di cambiare i nomi a squadra e piloti ed acquistare un veicolo più potente. Manca così una vera e propria sensazione di progressione che si avverte solo nell’accumulo di soldi e nella possibilità di acquistare veicoli più potenti che permettono per forza di cose, prestazioni migliori anche se è possibile fare un buon lavoro anche con mezzi meno performanti. Per il resto, c’è massima libertà di giocare quante volte si voglia qualsiasi campionato e con qualsiasi vettura a patto di aver sbloccato quel determinato campionato ed avere la moneta per acquistare quell’auto.

Mentre mancano alcune opzioni per la personalizzazione delle stagioni e dei campionati a nostro avviso. Sarebbe utile, infatti, poter modificare il sistema di punteggio che non ci piace un granché. Inoltre sarebbe stato bello offrire punti per la pole position o per il giro veloce come in alcuni campionati GT o di Formula viene fatto.

GAMEPLAY IMMEDIATO E DISCRETAMENTE PROFONDO VOTATO ALL’ACTION

Il gameplay di Ultimate Racing 2D è immediato. Tantissima azione ovviamente ma c’è anche un po’ spazio per un pizzico di tatticismo e per l’attenzione perché ogni uscita di strada ed ogni contatto può essere decisivo. Inoltre le prestazioni tra un veicolo all’altro sono effettivamente differenti per cui anche lo stile di gioco ne risente.

È positivo che anche con un mezzo più scarso si possa competere con gli altri ma a patto, giustamente, di dosare bene la velocità e di trovare traiettorie pulite. Le uscite di pista rallentano parecchio e rendono arduo il recupero a meno che il proprio veicolo non sia nettamente superiore e quindi permetta un poderoso recupero. La “guidabilità” di ogni macchina, kart, monoposto e così via è diversa e troviamo alcune differenze. Ma queste, paradossalmente, sono più evidenti tra i mezzi della stessa categoria che non tra auto di diverse categorie. Guidare un kart sarà certamente diverso dal condurre la motrice di un camion (truck) o un trattore ma, paradossalmente la differenza non si avverte troppo tra camion o limousine o tra una formula o un kart ma tra mezzi della stessa categoria. Tra il kart base e quello più potente c’è un enorme divario, così come tra un trattore ed un altro trattore.

La sfida, comunque, rimane interessante anche perché l’intelligenza artificiale si comporta discretamente bene: aggressiva quanto basta ma anche in grado di fare una buona opposizione e di sfruttare gli errori ed in alcuni casi è brava anche a fare ostruzionismo o a indurre all’errore. Certo, fa poco per evitare gli impatti che però non hanno conseguenze sulle prestazioni della vettura che non subisce danno, ma sono molto influenti dal punto di vista prestazionale perché comunque rallentano parecchio.
Un giusto equilibrio per una coperta un po’ corta dovuta sicuramente a questioni di budget. E qui la capacità degli sviluppatori di saper ovviare ad alcune mancanze è evidente. Inoltre, a dare ulteriore pepe, è la possibilità di usufruire del boost. Una sorta di turbo da dosare giro per giro.
Come detto, inoltre, le uscite di pista e le escursioni in superfici diverse dall’asfalto sono rese molto bene e penalizzano, giustamente, le prestazioni. Andare sull’erba o sulla sabbia equivale a compromettere il giro se non la gara stessa soprattutto se condensata in poche tornate. Difficile, ma non impossibile, recuperare. Gioco votato all’azione pura ma senza disdegnare un po’ la sensibilità: non basterà solo pigiare sull’acceleratore.

Inoltre, non c’è una gara monotona in Ultimate Racing 2D e l’azione è molto condensata e divertente. Un pizzico di profondità in più è dato dalla possibilità di entrare ai box per l’usura delle gomme. E questa è tangibile: i tempi con pneumatici non al top si alzano vertiginosamente. Una pecca, però, da segnalare: esiste solo una mescola e tutte le gomme si consumano alla stessa velocità. Se questo in futuro cambiasse e se ci fosse anche la possibilità di scegliere con un altro tipo di mescola (morbida o dura ad esempio ed utilizzare pneumatici da qualifica nei giri di qualificazione) darebbe più profondità e tatticismo ad un titolo votato tantissimo sull’azione.

Tuttavia, una volta trovata la quadra che si concretizza con una discreta sensibilità nei comandi e con la conoscenza delle vetture e dei circuiti i compiti vengono facilitati ed i risultati positivi diventano sempre più costanti.

VISTA DALL’ALTO CON QUALCHE DETTAGLIO GRAZIOSO

L’occhio vuole la sua parte ed anche in un titolo come Ultimate Racing 2D pur presentando un comparto grafico datato ed all’apparenza modesto offre qualche spunto interessante.

La visuale dall’alto, pratica per questo tipo di giochi, in rigoroso 2d (come da titolo, ovviamente) offre delle piste ben riprodotte e con dovizia di particolari nonché di finezze. Montecarlo, Monza ma anche tanti tracciati e kartodromi sono ben riportati. Ve ne sono quasi una cinquantina, un numero interessante per un tipo di giochi del genere, tutti diversi e con proprie caratteristiche. Le tribunette, le protezioni con muretti o con gomme, vie di fuga e quant’altro con contorni abitativi o la presenza di alberi di vario genere. Monza ad esempio è caratterizzato da un’enorme macchia verde, in Bahrein troveremo la sabbia mentre nelle gare con le moto troveremo lo sterrato e così via. Quantità e varietà grafica per le location che fanno certamente bene.

Le vetture, dal canto loro, non differiscono troppo se non per il colore della livrea e per qualche piccolo dettaglio quasi impercettibile. I modelli sono praticamente quelli ed ovviamente differiscono di categoria in categoria. Ci sono anche inquadrature che permettono una sorta di zoom dal quale si evincono di più i singoli particolari ma che non favoriscono il gameplay almeno nelle fasi iniziali perché riducono la visuale d’insieme utile soprattutto per imparare a memorizzare il circuito e vedere il comportamento degli avversari.

Buone, invece, alcune animazioni quando si esce fuori pista: il contatto degli pneumatici con il terriccio o con l’erba fa sollevare materiale per un effetto simil particellare interessante. Ovviamente se pensiamo che si tratta sempre di un titolo che si rifà alla scuola retro.

Il sonoro svolge il suo compito senza particolari estri sia per quanto riguarda la colonna sonora che per gli effetti. Quest’ultimi hanno lasciato più il segno rispetto alle musiche.

COMMENTO FINALE

Ultimate Racing 2D è un titolo da tenere sott’occhio. Gli appassionati dei titoli di corse sportive in stile retro possono esultare perché si tratta di un piccolo gioiello. Allo stato grezzo, tuttavia. Se da un lato i contenuti non mancano (sono anche generosi) e la giocabilità è comunque buona, dall’altro mancano alcune piccolezze che se fossero state presenti (e non è detto che non vengano aggiunte in futuro), avrebbero consegnato Ultimate Racing 2D alla storia.

Ci ha convinto sotto quasi tutti i punti di vista ma in alcuni dettagli un po’ meno. È vero: il gioco offre numeri importanti ma le vetture, anche se sono oltre 300, hanno differenze sostanziali sono minime. Esistono, e ne avevamo parlato, ma le particolarità prestazionali hanno sfumature molto ridotte e sono più evidenti tra i mezzi della stessa categoria.

Inoltre, benché l’intelligenza artificiale sia discreta, avremmo preferito un filino più di tatticismo. Poteva essere il cambio gomme che esiste ma che è sostanzialmente uguale per tutti.

È comunque altrettanto vero che si tratta di un titolo arcade vecchio stile e come tale va preso. Ai tempi in cui giocavamo ad Hot Rod o a Warm Up, tutto questo sarebbe stato un sogno quindi è giusto ricordare questo dettaglio che non è secondario. Il comparto tecnico è semplice (e qui la natura del progetto indie e destinato inizialmente al mercato mobile si fa sentire), ma non per questo poco gradevole. Anzi, colpisce la varietà e la ricerca del dettaglio a qualunque livello di zoom della telecamera. Ma la cosa più importante da dire è che si tratta di un gioco molto divertente. Questo grazie alla sua immediatezza che esalta fin da subito un feeling retro da non sottovalutare. Non si può pretendere oltre, visto anche il prezzo offerto.

Insomma, Ultimate Racing 2D è dedicato ai fan retro ma anche a chi si diverte con questo tipo di titoli che vanno direttamente al sodo puntando sull’azione. Assolutamente consigliato in tal senso e con qualche limatura sarebbe perfetto.

 

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Organism è disponibile su C64

C’è sempre una strana, ma bella, sensazione nello scrivere di una nuova uscita per Commodore 64 nel 2018. Non dovrebbe neppure essere una novità visto quanto ben di Dio pubblicato dagli sviluppatori indie negli ultimi anni ma è sempre piacevole.

Ed è così che scriviamo della disponibilità di Organism, nuovo titolo firmato da Psytronik Software, publisher indie che in questo campo si è assicurato molti giochi per l’8 bit di casa Commodore. Ne dà notizia IndieRetroNews.

Il titolo è sviluppato da Trevor Storey, Achim Volkers, Saul Cross e Jason “Kenz” Mackenzie che hanno confezionato un’atmosfera alla Aliens.

Ecco il trailer con gameplay dal quale possiamo apprezzare la qualità di questa produzione indipendente. Buona visione.

Disponibile in questo momento su cassetta, dischetto e download digitale, Organism entusiasmerà anche i proprietari di C64 più tradizionalisti. La descrizione parla di un gioco arcade ad ambientazione fantascientifica nel quale si dovranno esplorare i ponti della nave da trasporto Heracles e cercare di trovare un mezzo di fuga. Bisognerà fare attenzione ai componenti dell’equipaggio che potrebbero essere stati infettati da qualcosa che è in agguato su questa nave ormai alla deriva e condannata… qualcosa che da eludere o distruggere a tutti i costi.

CARATTERISTICHE DI ORGANISM

  • Grafica ad alta risoluzione dettagliata
  • Enorme nave multi-ponte da esplorare
  • Musica d’atmosfera
  • Storia immersiva in stile film
  • Sequenze introduttive e finali
  • Sottotitoli hacking terminale
  • Compatibile SD2IEC
  • Compatibile PAL e NTSC

Crediti:

  • Game Design & Graphics di Trevor Storey
  • Coding di Achim Volkers
  • Musica di Saul Cross
  • Opere di Packaging di Trevor Storey
  • Progetto di packaging aggiuntivo di Jason “Kenz” Mackenzie.

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Toki arriva su Amstrad CPC

Nel lontanissimo 1989, Akira Sakuma, pubblicò Toki, un platform arcade nel quale si controllava uno scimpanzé che poteva sparare energia sconfiggendo vari nemici per aver la meglio su un mago malvagio che in precedenza aveva rapito la sua donna e lo aveva trasformato in questa scimmia antropomorfa.

Un titolo che ebbe molto successo sia in sala giochi che sul mercato casalingo grazie ad ottime conversioni su Amiga, Atari ST, C64, NES, Sega Mega Drive ed Atari Lynx.

Qualcuno sta realizzando la conversione per Amstrad CPC. Il team si chiama AmstradGGP ed è formato da due appassionati francesi. Lo leggiamo su IndieRetroNews.

Questo possibile sviluppo dovrebbe essere finito e dovrebbe uscire per il trentesimo anniversario del gioco arcade. Sarà supportato su piattaforme CPC e GX4000. Gli sviluppatori affermano che si tratta di una versione amatoriale e non userà tutte le funzionalità del CPC ma includerà tutti i livelli ed altre caratteristiche soprattutto in ambito sonoro.

Qui le prime immagini.



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E3 2018, le line-up dei giochi Neo Geo Mini

Torniamo a parlare del Neo Geo Mini dopo l’annuncio ufficiale di qualche giorno fa. Nelle ore scorse si è tenuta la presentazione ufficiale della console in miniatura della macchina SNK.

La console debutterà in estate in Giappone e successivamente in Occidente. Manca ancora il prezzo al quale l’azienda sta ancora lavorando. Tuttavia sono state annunciate le liste dei 40 giochi presenti. Parliamo al plurale perché il Neo Geo Mini avrà due versioni: una per il Giappone, l’altra per il mercato occidentale.

Prima di vedere le due line-up, vi lasciamo al video di presentazione, lungo una dozzina di minuti. Buona visione e buona lettura.

NEO GEO MINI (GIAPPONE)

  • Aggressors of Dark Kombat
  • Alpha Mission II
  • Art of Fighting
  • Blazing Star
  • Burning Fight
  • Cyber-Up
  • Fatal Fury Special
  • Garou: Mark of the Wolves
  • King of Monsters 2
    Kizuna Encounter: Super Tag Battle
  • Metal Slug
  • Metal Slug 2
  • Metal Slug 3
  • Ninja Commando
  • Ninja Master’s: Haou Ninpou Chou
  • Puzzled
  • Real Bout Fatal Fury 2: The Newcomers
  • Real Bout: Fatal Fury
  • Samurai Shodown II
  • Samurai Shodown IV: Amakusa’s Revenge
  • Samurai Shodown V Special
  • Sengoku 3
  • Shock Troopers: 2nd Squad
  • Super Sidekicks
  • The King of Fighters ’94
  • The King of Fighters ’95
  • The King of Fighters ’96
  • The King of Fighters ’97
  • The King of Fighters ’98
  • The King of Fighters ’99
  • The King of Fighters 2000
  • The King of Fighters 2001
  • The King of Fighters 2002
  • The King of Fighters 2003
  • The Last Blade
  • The Last Blade 2
  • Top Hunter: Roddy & Cathy
  • Top Player’s Golf
  • Twinkle Star Sprites
  • World Heroes Perfect.

NEO GEO MINI (INTERNAZIONALE)

  • 3 Count Bout
  • Art of Fighting
  • Blazing Star
  • Blue’s Journey
  • Crossed Swords
  • Fatal Fury Special
  • Foot Ball Frenzy
  • Garou: Mark of the Wolves
  • Ghost Pilots
  • King of the Monsters
  • King of the Monsters 2
  • Kizuna Encounter: Super Tag Battle
  • Last Resort
  • Magician Lord
  • Metal Slug
  • Metal Slug 2
  • Metal Slug 3
  • Metal Slug 4
  • Metal Slug 5
  • Metal Slug X
  • Mutation Nation
  • Ninja Master’s: Haou Ninpou Chou
  • Puzzled
  • Real Bout: Fatal Fury
  • Robo Army
  • Samurai Shodown II
  • Samurai Shodown IV: Amakusa’s Revenge
  • Samurai Shodown V Special
  • Sengoku 3
  • Shock Troopers
  • Shock Troopers: 2nd Squad
  • Super Sidekicks
  • The King of Fighters ’95
  • The King of Fighters ’97
  • The King of Fighters ’98
  • The King of Fighters 2000
  • The King of Fighters 2002
  • The Last Blade 2
  • Top Player’s Golf
  • World Heroes Perfect.

 

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Annunciato MW Ultra per C64

Cover Bitops, gli autori di Hessian, stanno sviluppando MW Ultra per C64. Il team torna dopo la pubblicazione dell’action adventure Hessian uscito nel 2016, molto apprezzato in quanto estremamente longevo (667 schermate dettagliate con nemici dotati di una buona intelligenza artificiale) e dopo il più recente Steel Rangers, uscito lo scorso gennaio.

Da IndieRetroNews apprendiamo che MW Ultra è un remake del primo Metal Warrior, pubblicato originariamente nel lontano 1999, che vuole sfruttare tutto il potenziale del Commodore 64. Il gioco è previsto per il 2019.

Il video che alleghiamo, mostra un po’ di gameplay, le prime ambientazioni ed i primi effetti sonori.

Il lavoro di remake si basa sul ridisegno totale della grafica e diversi accorgimenti tecnici che sfruttano al meglio l’hardware dell’8 bit di casa Commodore che, tanto per ricordarlo, ha 36 anni.

Il team di sviluppo ha già all’attivo diversi altri titoli oltre a questo in lavorazione ed ai già citati Hessian e Steel Rangers. Sul sito di Cover Bitops troviamo: Advanced Action Move Simulator (2001); BOFH:Servers Under Siege (2002); Escape From New York (1999) e molti altri.

Ecco la clip, buona visione.

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Slipstream, Recensione Pc

L’amore per i racing arcade in stile retro è una di quelle cariche che spingono molti sviluppatori indie a realizzare titoli in modo costante e con risultati, spesso e volentieri, molto soddisfacenti.

Diverse volte giochiamo a tributi che sono vere e proprie compensazioni a quello che avevamo giocato tanti anni addietro e che avremmo desiderato. Merito senza dubbio dell’hardware e di software ma anche dell’abilità e della passione degli sviluppatori (spesso e volentieri indie) che si cimentano in questa missione.

Tra i titoli più interessanti usciti in questo periodo piuttosto intenso, c’è sicuramente Slipstream. Sviluppato da Ansdor (al secolo Sandro Luiz de Paula), autore indipendente brasiliano, il gioco è un vero e proprio tributo ad OutRun, celebre titolo firmato da SEGA che imperversò in sala e nelle piattaforme casalinghe di tutto il mondo a metà anni ’80.

Slipstream è un vero e proprio omaggio al classico dei classici ed è stato pubblicato pochi giorni fa su Steam, lo scorso 21 maggio dopo qualche anno di lavorazione ed una campagna Kickstarter vittoriosa che permise all’autore di raccogliere quasi 7.000 dollari grazie ai quasi 500 appassionati che diedero il loro contributo. Sarà, dunque, in grado di regalare emozioni ed offrire un appeal tale da essere ricordato?

Leggete la nostra recensione per scoprirlo.

IMMAGINIAMO OUTRUN CON PIU’ CONTENUTI

Iniziamo col fatto che Slipstream propone una dinamica simile ad OutRun ma offre qualche cosa in più in termini di contenuto.

La modalità Arcade è quella regina e si comporta sostanzialmente come quella del gioco firmato SEGA. Al volante della propria vettura e si cerca di completare un percorso ad albero nel più breve tempo possibile. Per percorso ad albero intendiamo un percorso che propone dei bivi in modo da chiudere il proprio percorso personalizzato. Quindici gli stage di questa modalità per cinque traguardi finali.

C’è anche il gusto della sfida contro dei rivali che bisognerà precedere al traguardo dopo duelli a tutta velocità.

È possibile anche affrontare (fin da subito) i percorsi al contrario. Inoltre, possiamo scegliere tra cinque vetture che si differenziano per velocità massima, manovrabilità ed accelerazione.

Ma non finisce qui. Troviamo anche le modalità Quick Race e Grand Prix Nella prima si fa una corsa su uno dei 15 scenari standard messi a disposizione. Queste gare si svolgono in circuiti chiusi, negli stessi scenari della modalità Arcade ma senza i bivi in una sorta gran premio. Si può personalizzare il numero dei partenti e quello dei giri da percorrere nonché la propria posizione sulla griglia di partenza.



Di interesse è senza dubbio l’appendice Grand Prix che offre dei veri e propri campionati a punti con premi in denaro per i primi 8 classificati (come in Formula 1 dal 2003 al 2009 visto che il sistema di punteggio è lo stesso ed assegna 10 punti al primo, 8 al secondo, 6 al terzo 4 al quinto 3 al sesto, 2 al settimo ed uno all’ottavo).

I premi in denaro servono per potenziare le componenti della propria vettura. Tre le tipologie. Si potranno migliorare il motore (per la velocità massima) le marce (che influiranno sull’accelerazione) e le gomme che aggiorneranno la guidabilità.

Ogni campionato ha cinque gare.

ARRIVERANNO L’EDITOR DEI TRACCIATI E IL MULTIPLAYER LOCALE

A questo quadro contenutistico tutto sommato positivo considerando che si tratta di un racing arcade indie in chiaro stile retrò, c’è anche la volontà, riportata anche sulla pagina Steam, di aggiungere ulteriori contenuti come ad esempio un editor di tracciati e una modalità multiplayer fino a 4 giocatori in locale. Sarebbe probabilmente la ciliegina sulla torta.

FACILE DA IMPARARE MA UNA SFIDA ARDUA

Il gameplay di Slipstream è semplice da imparare ma difficile da padroneggiare. Il motivo è presto detto: le gare impongono un sapiente utilizzo della derapata ma non sempre questa si riesce a fare. Resta comunque imperativo saper giocare di grilletti (freno ed accelerazione) per poterla attivare ed affrontare le curve in modo più rapido. Inoltre, i contatti sia con le vetture che con lo scenario fanno rallentare moltissimo.

Diversamente si farà troppa strada nella modalità Arcade mentre in Grand Prix o Quick Race, il tutto diventa molto complicato. Anche perché nelle prime gare, trovare la zona punti diventa arduo e senza risultati sarà impossibile migliorare la vettura palesemente inferiore alle altre.

I comandi hanno il feeling del retro ma non sono immediatissimi. Bisogna prendere la giusta confidenza per saper agire col tempismo giusto. Un po’ come nei vecchi arcade. Una volta presa la mano e le giuste tempistiche, tutto diventa familiare. Questo crea il grado di sfida adatto a chi ama mettersi a dura prova. Anche se a tratti, queste prove sono realmente ostiche.

GRAFICA EVOCATIVA, OTTIME MUSICHE



La magia della pixel art è un fenomeno affascinante. L’effetto del vecchio applicato a giochi nuovi per ritrovare il sapore degli anni ’80 e ’90 può essere un’arma a doppio taglio, ma non in questo caso.

Uno dei tratti distintivi di Slipstream è senza dubbio la sua grafica che ricorda moltissimo (a volte troppo) quella del grande classico SEGA al quale si ispira. Alcuni stage sembrano “cugini” molto stretti. Ammiriamo 15 diversi scenari di ogni genere, da quello cittadino ai prati in fiore o, ancora, al tracciato su spiaggia (Resort Island) che ci riporta alla mente lo stage iniziale di OutRun. Non mancano anche gli effetti meteo come la pioggia, la neve, o gareggiare in diverse condizioni di luce. Tante piccole chicche sono presenti, avvalorate anche da una palette di colori vivacissima.

Il tutto grazie ad un motore di gioco pseudo 3d con grafica 2d in grado di accendere subito i ricordi. Vale la pena ricordare come l’engine di gioco sia custom, ossia realizzato dallo sviluppatore stesso fatto specificatamente per questo titolo. I vari scenari sono deliziosi e tra questi c’è pure quello ispirato al Partenone. Bene anche le animazioni dove spiccano gli impatti violenti con lo scenario che fanno letteralmente volare la nostra vettura mentre quelli con le altre macchine ci fanno andare in testacoda.

Generalmente, comunque, l’aspetto è un inno ad OutRun. Così come le musiche scritte da Stefan Moser. Davvero gradevoli.

Ci sono inoltre, i vari effetti grafici da applicare. Pixel, CRT, NTSC ed altri filtri per accentuare l’effetto retro.

COMMENTO FINALE

Slipstream è un titolo in versione “finale” ancora in evoluzione benché sia uscito su Steam qualche giorno fa. Sia chiaro, non stiamo parlando di un titolo in Early Access, non ci sogneremo mai di recensire un titolo non ancora completo, ma è chiaro che lo sviluppatore lo stia ulteriormente puntellando anche sul piano dei bug fix come è ormai consuetudine nel mercato di oggi.

Poco male perché quello che offre questa produzione indie è sufficiente a fare apprezzare tanti aspetti. Colpisce di Slipstream l’aspetto grafico con ambientazioni veramente deliziose e musiche molto azzeccate. Un mix che è un inno d’amore ad OutRun ma anche ed in generale ai racing di una decade che va dalla metà degli anni ’80 alla metà degli anni ’90. Fascino ed a tratti magico, il richiamo a questo periodo offerto dal gioco.

Stesso dicasi per il gameplay. Facile nella sua teoria, difficile metterlo sempre in pratica. La derapata è la chiave di tutto ma questa non è semplicissima padroneggiarla a dovere sempre. A questa sfida si aggiungono anche le modalità Quick Race e Grand Prix con quest’ultima che ci permette di fare campionati veri e propri su più corse con classifiche cumulative. È un po’ come se OutRun si unisse a Lotus Esprit Turbo Challenge collegando il pittoresco viaggio della modalità Arcade ai campionati agonistici. Un peccato per le difficoltà iniziali che oggettivamente potrebbero scoraggiare i meno avvezzi. Bisogna avere pazienza: i risultati arriveranno.

L’azione è sufficientemente veloce e le animazioni fanno il resto. La longevità presto potrebbe avere un’impennata grazie all’implementazione prevista dell’editor dei tracciati. È prevista anche una modalità multiplayer in locale fino a quattro giocatori con schermo condiviso.

Insomma, Slipstream va preso per quello che è, un racing arcade vecchia scuola e dal fortissimo sapore retro, frutto di una produzione a bassissimo costo ma dal grande dispendio di energie da parte dell’unico sviluppatore. Un inno d’amore di buon livello ma forse ancora troppo ostico per le nuove generazioni. Gli amanti delle sfide, invece, avranno pane per i loro denti. Se siete tra questi, e soprattutto se amate OutRun, Slipstream deve far parte della vostra collezione. Lo apprezzerete.

 

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Ted Dabney, il cofondatore di Atari, è scomparso

Lutto nel mondo dell’industria dei videogiochi. Ted Dabney, cofondatore di Atari al fianco di Nolan Bushnell, è scomparso all’età di 81 anni. Lo si legge dalla pagina Facebook dello storico dei videogiochi Leonard Herman, autore tra le altre cose, della collana di libri della serie Phoenix.

Dabney, a sinistra nella foto che alleghiamo al pezzo, è stato una delle figure fondamentali del settore. Probabilmente meno in vista rispetto ai suoi compagni d’avventura, Debney ebbe un ruolo importante nella realizzazione dei coin-op sia a livello tecnico che ingegneristico ed in particolare nella creazione di Computer Space, l’adattamento di Spacewar in versione coin-op che fece nascere e crescere Atari. Computer Space è considerato il primo arcade della storia.

Kotaku riporta altri dettagli, in un’intervista pubblicata intitolata Replay: The History of Video Games, Bushnell rivelò che Dabney aveva una conoscenza dei computer analogici che lui non raggiungeva. Il primo era “il tizio digitale”, che conosceva il linguaggio macchina ma Dabney aveva una maggiore conoscenza della costruzione delle macchine e del modo di interfacciare i vari componenti in modo da mettere insieme un coin-op o un computer.

Ted Dabney, a sinistra ,e Nolan Bushnell, a destra, con un cabinato di Pong

 

I due fondarono una prima compagnia (Sygyzy) e poi Atari nel 1972 assieme a Bushnell per poi fare personale marcia indietro dopo appena un anno, quando la compagnia stava incassando enorme successo (di pubblico ed economico) grazie a Pong.

Episodio che rimane ancora piuttosto controverso: Bushnell affermò che fu a causa della sua mancanza di volontà nel gestire una grossa compagnia; Dabney svelò di essere stato spinto ad abbandonare proprio da Bushnell per la possibile decisione di spostare tutti gli asset in un’altra compagnia.

Questo episodio, però, non scalfì i buoni rapporti tra i due: a fine anni ’70 collaborarono nuovamente alla costruzione di videogiochi per Chuck E. Cheese’s Pizza Time Theater, la nuova compagnia di Bushnell nel post-Atari.

Successivamente, Dabney lavorò per varie altre compagnie di elettronica. Poi aprì una drogheria insieme alla moglie gestendola per molti anni, prima di trasferirsi a Washington.

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Age of Heroes, un nuovo gioco C64 che sembra stupire

Si chiama Age of Heroes ed è un nuovo progetto per C64. Il gioco sviluppato da Achim Volkers e soci, è stato annunciato sul gruppo Facebook “New c64 games by T Storey, G Rottensteiner, A Volkers and S Collier”.

Accolto con tanti “Mi piace”, reazioni positive e condivisioni, Age of Heroes ricorda moltissimo il classico Rastan. Dai quattro screenshots si può evincere un ottimo lavoro sul piano della qualità grafica ma mancano ancora altri dettagli. E sembra che dovremo aspettare un po’ per vederlo in azione. Il team composto anche da Saul Cross (musica ed effetti sonori), e Trevor Storey (artwork e design), sta lavorando prioritariamente su Blackstar.

Spazio alle immagini di Age of Heroes (grazie ad IndieRetroNews) che però fanno pensare ad un titolo di qualità in grado di stupire. Non sarebbe la prima volta che il C64 stupisca per la qualità dei suoi giochi. In 36 anni di storia ci siamo abituati.

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