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Arcadian, un libro per gli amanti del retro

Nel 2019 la lettura digitale è ormai predominante. Le informazioni, le notizie e molto altro corrono sul web a velocità che 20 o 30 anni fa ci sognavamo.

Fa, tuttavia, piacere riuscire a leggere un bel libro cartaceo ancor più se questo parla di uno dei nostri argomenti preferiti. In questo caso i videogiochi. Ma non titoli qualunque ma giochi retrò quelli che hanno segnato l’infanzia di molte generazioni a partire dalla fine degli anni ‘70 per continuare con i mitici anni ‘80 e ‘90.

Arcadian, il libro di Adriano Avecone, uno dei massimi esperti del settore nel nostro Paese, ci offre un bellissimo viaggio nel tempo facendo rivivere e riassaporare grazie ad un volume di oltre 400 pagine di ottima qualità rilegate interamente a colori.

Un viaggio fatto di molte tappe che ci permette di esplorare, rivivere l’epopea degli 8 e 16 bit. Oltre a sistemi più moderni o meno nuovi.




Il grande pregio di Arcadian è quello di essere molto diretto e sintetico al punto giusto. Informazioni essenziali in pillole, in grado di rimanere scolpite nella mente un po’ quando si leggevano le recensioni delle vecchie riviste dell’epoca (Zzapp, The Games Machine, K, Guida ai videogiochi e così via). Una scrittura vecchio stile, elegante e senza fronzoli in grado di offrire subito empatia con quello che si sta leggendo.

La lettura è assolutamente consigliata anche ai neofiti perché è snella, non ha eccessivi tecnicismi e permette di familiarizzare subito con l’argomento. Scorre leggera che è un piacere nonostante le oltre 400 pagine.

E non è solo per lo stile che Arcadian si fa apprezzare ma anche per la qualità dell’opera e dei suoi contenuti. Trasuda molto l’amore per la ricerca, per il racconto storico che va oltre la mera e chiara descrizione.

LE (TANTISSIME) CHICCHE

Ci sono davvero molti titoli che avranno fatto brillare gli occhi agli ultra 40enni ed incuriosito i più giovani. Tra giochi famosi possiamo trovare suddivisi nelle diverse sessioni troviamo:

per gli 8 bit troviamo Wizball, Nexus, Barbarian II: The Dungeon of Drax, Spy Hunter per ZX Spectrum, lo stralunato Peter Shilton’s Handball Maradona, Castlevania: Rondo of Blood, Advanced Dungeons and Dragons: Cloudy Mountain. Bruce Lee II e molti altri.

Tra i 16 biti, troviamo Floor 13, Fade to Black, Super Aleste, RoboCop vs Terminator. Tra i titoli Arcade, Wec Le Mans 24, Dragon Breed, Out Zone, King of Fighters XII, Alien Storm, Cabal, Arkanoid, Green Beret, Gals Panic, Bubble Bobble Lost Cave e così via.

Gli amanti dei 32 bit potranno gioire nel leggere e ricordare di OutRun 2, Resident Evil: Rebirth, Crazy Taxi, Metal Gear Solid 2, Metroid Prime e tantissimi altri.

La sessione si occupa, tra le altre cose, del Siga Teradrive, dell’Amiga Lorraine, Famico 3D System, Thoshiba HX-10D di Xbox ed emulazione, Nec PC-KD863G ed altro.

Tra gli speciali, segnaliamo quello su Come realizzare un Pc con Mame su TV CRT (tubo catodico), uno speciale su Access Software, sui primi 30 anni di Macintosh, su Frogger. Ma c’è moltissima carne al fuoco.

Vale la pena segnalare tra le biografie, quelle di Yoshiki Okamoto, Tokuro Fujiwara, Yu Suzuki ed Alexey Leonidovich Pajitnov.

I (GRANDI) NUMERI

Ricapitoliamo i grandi numeri di Arcadian che è già in seconda ristampa e che si avvia alla terza. Troviamo 38 schede di videogiochi a 8 bit, 10 schede di videogiochi a 16 bit, 76 schede di videogiochi arcade, 47 schede di videogiochi a 32 bit, 13 speciali sul mondo dei videogame, 41 schede sui peggiori giochi di sempre, 16 biografie di sviluppatori e molto altro ancora. Ce n’è per tutti i gusti.

Il libro, infatti,  prende in esame il periodo compreso fra gli albori del videogioco moderno e l’inizio dell’attuale era videoludica. E lo fa attraverso contenuti che spaziano fra diversi settori chiave del panorama retroludico in un percorso inquadrato in una serie di capitoli organizzati in senso logico e cronologico. Una facile fruizione.

La prima sezione analizza i videogiochi per i sistemi casalinghi a 8 bit in una serie di schede corredate da copertura fotografica. L’analisi passa ai titoli a 16 bit, che hanno sancito l’evoluzione del gaming casalingo in una fase che ha affascinato un’intera generazione a cavallo fra gli anni ‘80 e ‘90. Successivamente viene dedicata un’estesa sezione ai videogiochi arcade, ovvero ai titoli azionati a moneta diffusi in sale giochi, bar e locali pubblici. Da qui si passa a una serie di schede dedicate ad alcuni importanti videogiochi per i sistemi a 32 bit, il periodo che ha anticipato l’attuale fase del videogaming.

Quindi, vengono analizzati hardware poco conosciuti o mai importati in Occidente, ma in grado di lasciare una traccia nel mondo del videogioco e degli home e personal computer. Nella sezione dedicata agli speciali è presente una serie di approfondimenti, fra cui alcune riflessioni sulle esperienze in sala giochi degli anni ‘80, un resoconto sull’emulazione e molto altro ancora. Il volume si conclude con una sezione più leggera contenente recensioni ironiche di alcuni fra i peggiori videogiochi mai pubblicati, in una trattazione semiseria che riuscirà sicuramente a strappare più di un sorriso.

Il libro è disponibile al prezzo di euro 25+spedizioni (8 euro per l’Italia). Per informazioni e ordini potete scrivere ad adriano.avecone@tiscali.it.

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The Wild Wood, un nuovo gioco in arrivo per C64

Abbiamo un debole per il mondo retro. E cerchiamo sempre piccole – interessanti – chicche. Da IndieRetroNews apprendiamo dello sviluppo di un nuovo titolo per C64 chiamato The Wild Wood. Si conosce poco ancora di questo platform ma le immagini sono a dir poco spettacolari.

Secondo quanto riportato, The Wild Wood ha un team di tre programmatori che lavorano per la sua realizzazione: Achim, Wanax e Zirias (coders), con suoni e musica di NM156 e grafica e design di Hend. Sul C64 Forum si attesta che è il primo team di programmatori formato da tre persone in 25 anni che si occupa di sviluppatore un titolo per il biscottone ad 8 bit di casa Commodore.

Per quanto riguarda la storia, i giocatori dovranno aiutare a guidare la giovane Hare nella sua avventura nel cuore di Wild Woods. Attraverso i campi illuminati dalla luna, delle rovine antiche, sottoterra esplorando le magnifiche cattedrali, i cimiteri raccapriccianti e avventurarsi nelle profondità degli stessi “Ominous Woods”.

Le poche immagini che sono state condivise sono veramente incredibile ed il team punta a sviluppare il miglior gioco mai visto su C64. Oltre alla grafica si farà leve su un sonoro immersivo ed il gioco includerà livelli enormi e piattaforme multi-direzionali, sezioni a scorrimento orizzontale, boss e molto altro.

In sostanza saranno spremuti ogni byte di una cartuccia di 500kbyte sarà accompagnato da illustrazioni e presentazioni di qualità. Per l’uscita però dovremo aspettare: il tempo di produzione è attualmente previsto a 12 mesi.

 

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Legendary Eleven sta uscendo dall’accesso anticipato

Il divertente Legendary Eleven uscirà domani, 1 marzo, dall’accesso anticipato di Steam. Il gioco è anche disponibile su Xbox One e Switch. Lo rende noto Eclipse Games, il team indie che sviluppa questo gioco calcistico che si ispira ai fasti del passato targati anni ’70, ’80 e ’90.

Nondimeno apprendiamo che il titolo sarà disponibile su PlayStation 4 il 29 marzo. Il prezzo è di 14,99 euro.

Legendary Eleven propone un nuovo approccio al calcio, con un gameplay fluido e meccaniche uniche. Gli appassionati possono sviluppare giocate sorprendenti e mantenere il possesso della palla per eseguire Super Shot inarrestabili. Si possono tentare tackle in scivolata per rubare la palla senza fischiare l’arbitro per un fallo. Affidatevi ai vostri fan per sostenervi se state perdendo o usate carte speciali per aumentare le statistiche della vostra squadra. Legendary Eleven è tutto questo ed altro, un gioco di calcio sopra le righe, divertente e molto accessibile durante le coppe del mondo retrò che hanno fatto storia e ispirato generazioni di giocatori e fan. Ne abbiamo parlato in questa nostra anteprima.

CARATTERISTICHE

  • Più di 40 nazionali
  • 5 coppe da finire in single player e match leggendari per rivivere alcune sfide che hanno fatto la storia della Coppa del Mondo
  • 32 carte da sbloccare ed usare per migliorare le statistiche della propria squadra
  • Stile di football arcade ispirato ai classici videogiochi degli anni ’80 e ’90 come Super SideKicks, Nintendo World Cup ed anche i primi ISS Pro.
  • Sistema “Morale” che varia con squadre e giocatori
  • Gameplay profondo con passaggi filtranti, cross, strategie e Super Shots
  • Multiplayer locale fino a due giocatori
  • Multiplayer online fino a due giocatori.

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Amiamo il retro perché è storia e cultura

Carissimi lettori, buongiorno. Chi ci segue si sarà accorto che da qualche mese abbiamo iniziato una bellissima collaborazione con Adriano Avecone, uno dei massimi esperti di retrogaming. Il nostro amico ci onora mensilmente (in verità pressiamo da sempre per averne almeno uno ogni quindici giorni), della sua presenza sulle nostre pagine de IlVideogioco.com.

Lo fa con articoli che riassumono le atmosfere degli anni ’80 ed in generale di molti anni fa. È una cosa che a noi piace perché oltre a ricordare vere e proprie perle videoludiche, che spesso e volentieri hanno poi dato il là ad un’evoluzione che ci ha portato ai giorni nostri, ci fa rivivere uno spaccato di anni felici. Almeno per noi. Chi vi scrive, essendo un uomo nato nel ’77, legge con affetto questo o a quell’aneddoto. Ci si ricorda anche del costume dell’epoca e si parla – tra le righe – di quanto fosse bello o difficile quel particolare o di come tecnicamente il gioco si comportasse.

È un po’ come tornare indietro nel tempo. E per di più si fa cultura perché per chi ama i videogiochi è sempre interessante leggere di titoli che ai più oggi non dicono nulla ma che all’epoca hanno scritto la storia. Da pixel animati quasi a mano, a giochi con motori grafici da far paura grazie anche ad hardware sempre più performanti. Ma è la naturale evoluzione che in 40 anni ha fatto passi da gigante. 

La rubrica sta avendo successo sia per visualizzazioni (che per una realtà indipendente come la nostra sono dettagli da non sottovalutare) sia per l’eccelsa qualità di quanto proposto dal nostro amico Adriano Avecone.

Siamo contenti di proporre queste analisi perché ci permettono anche di staccare dalla cronaca quotidiana che ha i suoi ritmi e di offrire ai lettori articoli diversi da leggere. E vi potreste stupire del fatto che esistono anche news di cronaca retro visto che la platea di appassionati videogiocatori è supportata da sviluppatori che ancora oggi producono giochi su vecchie macchine quali C64, Amiga, Amstrad, Spectrum e così via.
Del resto fare cultura fa anche parte del nostro mestiere senza se e senza ma. Articoli che speriamo siano in grado di suscitare domande non troppo retoriche sull’utilità perché per ogni dubbio si può leggere questo editoriale.

Detto questo, vi auguriamo buona lettura.

 

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Zeroptian Invasion, Recensione

Il Natale si avvicina. Non c’entra molto con la recensione ma era verso questo periodo che chi vi scrive ricorda con piacere le primissime esperienze in sala giochi davanti agli Arcade. Eravamo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 quando la fantasia dei più giovani era esaltata dai primi videogiochi.

Erano gli anni di Space Invaders, che uscì però nel 1978, e Galaga pubblicato tre anni dopo. Ma perché abbiamo nominato questi due classici? Semplice: per parlare di Zeroptian Invasion, un nuovo sparatutto arcade firmato dallo sviluppatore indie Josyanf1, uno sviluppatore indie spagnolo, che omaggia i titoli sopracitati.

Questo gioco trasuda atmosfera arcade da tutti i pori. Anzi, da tutti i pixel e da tutte le note dell’ottima colonna sonora in chiptune. Il titolo, uscito lo scorso 28 novembre su Steam per Pc, ma dovrebbe essere disponibile presto anche per Mac e Linux, è rivolto agli appassionati retro, saprà conquistare anche gli altri utenti?

Ecco la nostra (rapida) recensione. Buona lettura.

TRA SPACE INVADERS E GALAGA, GAMEPLAY IMMEDIATO ED IPNOTICO

Non c’è molto da dire sulla trama. L’incipit è lo stesso che accomuna i cartoni animati giapponesi a tema robottoni che gli shoot’em up a partire dagli anni ’70. Gli alieni cattivi invadono il nostro settore della galassia. Ovviamente siamo l’ultima speranza, il baluardo tra noi e loro, tra la sopravvivenza e l’annientamento, tra il buio e la luce.

Il gameplay è semplice, immediato, quasi primitivo ma sempre vincente anche perché è un mix tra Space Invaders, Galaga o Centipete visto che chi ha qualche annetto sopra la trentina (ma anche i più giovani, i titoli sopracitati sono davvero famosi, ndr), troverà queste meccaniche (nonché i movimenti e le situazioni di gameplay) davvero familiari.

Le ondate dei nemici, infatti, prendono spunto da loro. Ci sono anche i boss ogni tre stage con un livello di difficoltà che cresce e che diventa subito frizzante. Non mancano i bonus che si dovranno raccogliere una volta colpita l’astronave “madre” che passa di tanto in tanto. Sparo rapido e scudi saranno fondamentali per avere la meglio di ondate di nemici sempre più forti.

C’è da rimanere ipnotizzati vista l’immediatezza e la rapidità che ci fa tornare alla mente i tanti momenti spensierati (e gettoni spesi) nelle sale arcade.

GRAFICA AD “1 BIT” E CHIPTUNE D’AUTORE






La parte tecnica di Zeroptian Invasion esalta il lavoro certosino dello sviluppatore. Josyfan1 ha puntato forte (All in, oseremmo dire) sull’effetto nostalgia dipingendo una grafica con pochissimi colori a bassissima risoluzione. Tutto rigorosamente in 2d con la nostra navetta nella parte inferiore dello schermo ad aspettare le orde di nemici dall’alto. L’impatto? Efficacissimo. Il nero dello spazio predomina e fa da sfondo ai vari (sono tanti) settori della galassia e ci rapisce catturando i nostri ricordi e fantasie da giovani videogiocatori di allora da vecchie, presumibilmente e preferibilmente, volpi del joypad.

Apprezzabile anche la varietà delle aree da ripulire dei nemici nonché quella dei cattivoni di turni, boss compresi. Troviamo anche fluide le animazioni ma oggettivamente non ci è sembrato un compito di elevatissima difficoltà. Non può mancare la possibilità di applicare anche il filtro CRT per simulare l’effetto tubo catodico e rimarcare la nostalgia degli anni ’80 per quella che viene nominata grafica ad “1 bit”.

Di livello sono anche i brani della colonna sonora firmati da Bibiki in apprezzabilissima chip tune. Le musiche sono molto orecchiabili e si sposano perfettamente con l’azione dettata dal gameplay.

COMMENTO FINALE

Cercate un passatempo rapido ma in grado di tenervi impegnati per qualche minuto (che facilmente si trasforma in qualche ora)? Benissimo, Zeroptian Invasion fa al caso vostro anche perché offre una sfida dal sapore classico ed al tempo stesso impegnativo.

Ottimo il gameplay arcade con un buon livello di difficoltà ed una longevità senza dubbio adeguata al genere di gioco. Dal punto di vista tecnico, il titolo, è senza dubbio gradevole perché può far palpitare i più nostalgici grazie ad una pixel art semplice ma al tempo stesso efficace in gradevole pixel art.

Stesso discorso per la musica in chip tune che accompagna splendidamente le nostre evoluzioni. Se siete amanti dei titoli senza fronzoli e dal gusto retrò, potete dare una chance a Zeroptian Invasion al cui va il merito di aver ricordato egregiamente Space Invaders e Galaga. Forse qualche rimpianto per non aver puntato su qualche innovazione favorita dal tempo: leggasi altre modalità di gioco. Ma probabilmente, l’obiettivo dello sviluppatore era diverso.

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Sega Mega Drive Classics debutta domani su Switch

Sega Mega Drive Classics, ovvero la raccolta di oltre 50 titoli arcade firmati dalla nota casa giapponese, sarà disponibile da domani anche su Switch.

Lo rende noto SEGA Europe che ha pubblicato per l’occasione un nuovo trailer.

I fan nostalgici potranno finalmente rigiocare a diversi titoli arcade, sparatutto, beat’m up e puzzle, accedendovi attraverso una camera retro in stile anni ’90. C’è un titolo classico per ogni giocatore, oltre a nuovissime caratteristiche tra cui: multiplayer online, obiettivi, mirror mode, modalità coop locale, riavvolgimento e salvataggio degli stati. Qui la nostra recensione della versione PS4.

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Portal, c’è la versione per C64

Non ci sono notizie su Portal 3. Tuttavia è uscita, a sorpresa, la versione per Commodore 64 del primo Portal. Si, avete letto bene. Il capolavoro di Valve (datato 2007) è disponibile per l’8 bit di casa Commodore e su VICE, l’emulatore più fedele di questo glorioso computer che non smette di essere ancora utilizzato.

Si tratta comunque di un puzzle in 2d dalla grafica essenziale ma gli autori, guidati da Jamie Fuller, sono riusciti ad inserire tutte le caratteristiche essenziali del titolo di Valve.

Vi lasciamo al trailer di lancio di questa nuove (ed incredibile) versione per C64 mentre il download gratuito si può effettuare sul sito ufficiale del titolo. Li si trovano anche il manuale e le informazioni utili per configurare il mouse col VICE. Ultima ma non ultima una precisazione: Valve non ha alcun collegamento con questo progetto amatoriale.

Vi lasciamo al video con gameplay con i primi tre livelli di Portal. Buona visione.

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Rogue, il roguelike di Dmitry Krapivin arriva su ZX Spectrum

Un nuovo gioco per ZX Spectrum è disponibile in rete grazie al lavoro di Dmitry Krapivin. Il gioco si chiama Rogue. Il protagonista è un ladro. Il compito dei giocatori è semplice: attraversare livelli e combattere contro nemici mortali, scheletri ed altre creature.

IndieRetroGames ne parla qui. Il gameplay è elementare: combattere contro i nemici, raccogliere monete e cuoricini per ripristinare l’energia.

Ciò che rende questo gioco leggermente diverso rispetto ad altri titoli rogue, è il fatto che se non si hanno abbastanza monete per livello, si dovrà attraversare un altro labirinto per raccogliere una chiave e raggiungere l’uscita. A meno che non raccogliate 10 monete o più per saltarlo. Queste fasi, questi mini livelli tra gli stage principali, sembrano le meno riuscite.

Vediamo il video con gameplay di Rogue. Buona visione.

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PlayStation Classic si mostra in un trailer

Sony ha pubblicato un nuovo spot pubblicitario sulla PlayStation Classic, la mini-console con 20 giochi pre-caricati, che debutterà il prossimo 3 dicembre.

Ricordiamo che tale mini-console rievoca ed omaggia la PlayStation One, la prima di Sony. Nella clip, della durata di 30 secondi, che vi mostriamo, sono protagonisti i protagonisti dei giochi che si alternano in modo dinamico nello schermo facendo, inoltre, evincere (e ricordare) i loro modelli poligonali alquanto spigolosi ma che a metà anni ’90 rappresentavano un miracolo.

Buona visione.

La PlayStation Classic includerà questi titoli:

  1. Battle Arena Toshinden
  2. Cool Boarders 2
  3. Destruction Derby
  4. Final Fantasy VII
  5. Grand Theft Auto
  6. Intelligent Qube
  7. Jumping Flash!
  8. Metal Gear Solid
  9. Mr. Driller
  10. Oddworld: Abe’s Oddysee
  11. Rayman
  12. Resident Evil Director’s Cut
  13. Revelations: Persona
  14. Ridge Racer Type 4
  15. Super Puzzle Fighter II Turbo
  16. Syphon Filter
  17. Tekken 3
  18. Tom Clancy’s Rainbow Six
  19. Twisted Metal
  20. Wild Arms.

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Sails of Doom sbarca per Atari XL/XE

Sails of Doom è il nuovo gioco di Antoin Holi disponibile per Atari XL/XE. Si tratta di un titolo homebrew (prettamente casalingo). Riporta la notizia IndieRetroGames.

Il video ci mostra anche il gameplay che sembra riprendere un po’ di Sid Meier’s Pirates e mescolarlo con l’azione deathmatch multiplayer. Si naviga in una mappa con più schermate governando la propria fregata. Il gameplay supporta fino ad 8 giocatori multiplayer.

La clip ci mostra anche, naturalmente, l’aspetto visivo molto semplicistico ed una colonna sonora chiptune. Vi mostriamo la clip mentre chi vuole scaricare il gioco, può andare a questo indirizzo.

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Limbo, disponibile una demo per C64

Se siete fan di Limbo ed amanti del C64 questa notizia può interessarvi. È infatti disponibile una preview dell’action platform uscito a firma di Playdead nel lontano 2010 attraverso questo link.

Søren Trautner Madsen si sta occupando della realizzazione di una versione per Commodore 64 che è disponibile a questo indirizzo (noi l’abbiamo provata). Come scrive Indie Retro News, il progetto è stato benedetto dagli sviluppatori originari che gli hanno permesso di portare Limbo su C64.

Da quel poco che abbiamo visto, comunque, ci sembra piuttosto impressionante ed il risultato è apprezzabile. Una piccola nota sul periodo di uscita: si parla del 2024 ma è molto probabile che si tratti di uno scherzo e che molto prima possa essere giocato in versione finale sul biscottone di casa Commodore vista la qualità della demo giocata.

Ecco il video.

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Varchi spazio-temporali, fruttini e fondi di caffè: l’epopea di Zaxxon

È difficile descrivere le emozioni offerte da un gioco arcade come Zaxxon. Siamo nel 1982: gran parte dei videogiochi arcade offriva un comparto grafico molto semplice, spesso a schermo fisso e con elementi stilizzati, mentre i prodotti casalinghi erano dotati di una resa visiva molto inferiore alle controparti arcade.

“I giochi con i fruttini” era il triste epiteto con cui alcune persone indicavano i colorati bonus dei primi giochi arcade, spesso rappresentati da elementi semplici come un frutto o una stellina. Solo in rari casi la qualità dei titoli per le macchine casalinghe riusciva a rivaleggiare con i videogiochi arcade (volendo essere ottimisti): si trattava di mosche bianche come ad esempio le conversioni di Donkey Kong per Colecovision o di Mikie della Konami per Commodore 64.

Zaxxon era un’altra cosa. Nonostante la buona conversione disponibile per Colecovision e altri sistemi casalinghi, il titolo Sega restava un traguardo irraggiungibile in termini di risoluzione, fluidità e colori anche per sistemi per l’epoca molto potenti.
Le conversioni di Zaxxon apparivano lontane anni luce dall’originale, anche se la scheda arcade del gioco Sega non utilizzava un hardware fantascientifico: una CPU Zilog Z80 a 3 Mhz, la stessa in dotazione al Sinclair ZX Spectrum e a tanti altri home computer, ma dotata di una generosa quantità di memoria video e altri intelligenti accorgimenti. Zaxxon sembrava una artefatto inviato da una civiltà aliena per insegnare ai terrestri il concetto di videogioco. Durante le interazioni con Zaxxon, l’universo quotidiano dei nerd degli anni ’80 svaniva in un soffio: delusioni scolastiche, compagne di banco a cui tirare le trecce, Deejay Television, videoclip di Sabrina Salerno e stampanti ad aghi. Zaxxon incuteva una soggezione tecnologica difficile da descrivere, che in un attimo rendeva obsoleti oggetti straordinari come Commodore 64, Datassette, zainetto e calcolatrice Casio. Zaxxon era qualcosa di IMPOSSIBILE per il 1982: un film in stile Tron o Guerre Stellari inserito in un ordinario cabinato “prontoscheda” installato nei lerci retrobottega di quei bar con gli inserti in legno e formica e la puzza dei filtri di caffè riciclati.



Intorno al gioco circolavano le più stravaganti leggende metropolitane: “Si controlla con il pensiero”, “C’è la cloche del Millennium Falcon”, “A un certo punto viene fuori Obi Wan Kenobi”, “Lo schermo si apre ed esce il robot” e via dicendo.
Dopo aver ammirato per qualche minuto lo spettacolare “attract mode” del gioco, portavamo le pacioccose manine alle tasche per prelevare le monetine necessarie per giocare, cercando di dissipare l’intensa soggezione tecnologica.

Le prime partite erano un fiasco totale: il gioco era molto difficile a causa dell’inedita e complessa prospettiva isometrica con ombre dinamiche, una novità per il mondo arcade dell’epoca. Zaxxon consentiva di pilotare una navetta attraverso diverse fortezze collocate su asteroidi piatti (!) con l’obiettivo di compiere la consueta strage di nemici. Inoltre, occorreva rifornire periodicamente il proprio caccia distruggendo una serie di serbatoi di carburante inspiegabilmente collocati dai nemici sul percorso di gioco.

L’usanza di inserire serbatoi di combustibile nei livelli di gioco risale a titoli come Scramble della Konami, uscito solo un anno prima ma tecnicamente ormai di un’altra era. Forse questi serbatoi erano una reminiscenza della crisi energetica degli anni ’70, oppure fra le fila dei cattivoni era presente il classico cattivo dal cuore d’oro tipico dei film action degli anni ’80. Non lo sapremo mai.

I livelli di Zaxxon offrivano una qualità grafica impossibile per l’epoca: muri dettagliati che sembravano avvolti da campi di forza in stile TRON, il celebre film di fantascienza della Disney, strutture avveniristiche al suolo, barriere elettriche animate, razzi scagliati in cielo senza motivo, muri di mattoni bianchi (!), stretti passaggi e un boss robotico enorme. Si trattava di elementi in grado di mandare in visibilio un giovane degli anni ’70-80, caratteristiche impossibili da eguagliare per i “giochi con i fruttini”, che scivolavano sempre più indietro nei retrobottega dei bar con gli inserti in legno e formica e la puzza dei filtri di caffè.

Alla fine della partita, i nerd pacioccosi entravano in uno stato di sospensione dalla realtà: avevano interagito con un film “alla Guerre Stellari” e, stravolti dall’emozione e dalla meraviglia, DOVEVANO lanciarsi in una seconda avventura per fare sul serio (“Era una prova, adesso vedrete”). Per giocare a Zaxxon occorreva destreggiarsi fra altitudini variabili, cabrate, picchiate e beccheggi, per poi evitare nemici e colpi in uno spazio isometrico pseudo3D, elemento del tutto inconsueto per i giochi dell’epoca. Il gioco era complesso anche per i più grandicelli e i primi bulli da sala (“Ti faccio vedere io come si gioca”).

Gettone dopo gettone, partita dopo partita, era possibile domare Zaxxon usando lo sparo per individuare il punto in cui attraversare gli stretti passaggi, per poi calibrare le furiose battaglie da ingaggiare nello spazio interposto fra le fortezze. La prospettiva delle sequenze di volo spaziale era realizzata in modo approssimativo: a causa della mancanza di riferimenti, gli aerei venivano rimpiccioliti in modo barbaro per restituire il senso di allontanamento prospettico. All’epoca nessuno faceva caso a questi dettagli, così come all’assurda presenza di un satellite artificiale per telecomunicazioni nello spazio profondo interposto fra le fortezze galleggianti.

 

Una volta raggiunto il decimo livello, il gioco visualizzava un messaggio implorante: “GIVE UP”, ovvero “Ho perso, ma puoi continuare a umiliarmi”. Questa singolare dicitura, una rarità nel campo dei videogiochi, consentiva di continuare il gioco per ottenere un punteggio elevato, essendo ormai la missione completa. Gli anni ’80 erano anche questo.

Zaxxon era uno dei tanti giochi afflitti dalla piaga dei “bootleg”, repliche non autorizzate delle schede arcade realizzate da aziende senza scrupoli al fine di ottenere lauti profitti in modo illegale. Uno dei bootleg più celebri di Zaxxon era denominato “Jackson”, nome vagamente somigliante all’originale ma del tutto estraneo al contesto spaziale del gioco. Chi era questo Jackson? Un cantante alieno? Il presidente della colonia spaziale? Non lo sapremo mai.

Nonostante i quasi 40 anni trascorsi dalla sua pubblicazione, Zaxxon conserva ancor oggi un enorme fascino che lascia intravedere l’impatto deflagrante del titolo Sega sul mondo dei giochi da bar dei primi anni ottanta. Stava per nascere una nuova generazione di titoli in grado di meravigliare attraverso un’estetica fuori dal comune e meccaniche all’avanguardia: i giochi con i fruttini erano ormai sul viale del tramonto e indietreggiavano mestamente nel retro di quei bar con gli inserti in legno e formica e l’odore dei fondi di caffè riciclati.

Adriano Avecone

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Online il numero 10 di RetroMagazine

È disponibile il nuovo numero della fanzine RetroMagazine dedicata al mondo retro. Il numero 10 offre 50 pagine di articoli, speciali e recensioni per festeggiare Halloween.

Troveremo analisi ed approfondimenti per celebrare la classica festa che chiude il mese di ottobre. Gli autori, e tra questi c’è anche chi vi scrive, diretti da Francesco Fiorentini, hanno lavorato all’unisono per offrire uno speciale per Halloween. Un numero da paura con alcune recensioni come Stellar 7, Elvira Mistress of the Darkness, Hellnight, Castlevania Spectarl Interlude e molti altri titoli del passato e del recente passato.

Troviamo anche alcuni approfondimenti interessanti quali “Esoterismo e C64”, nonché alcuni speciali come quello dedicato all’Oric, il primo home computer sotto le 100 sterline e molto, molto altro. Insomma, se volete passare un Halloween in salsa retro questo nuovo albo può fare al caso vostro.

Potete consultarlo e scaricarlo attraverso questo link. Questo è invece il link del sito dove trovate l’archivio per leggere ed effettuare il download dei numeri precedenti.

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Holcan Warrior of the Sun, un altro gioco C64 firmato da Trevor Storey

Holcan Warrior of the Sun è il nuovo progetto di Trevor Storey e del suo team. La peculiarità di questo titolo in sviluppo per Commodore 64 è la sua fonte di ispirazione: The Last Ninja.

Le immagini, come scrive IndieRetroNews, promettono davvero bene portandoci in un mondo isometrico che ricorda davvero, almeno per qualità di quel poco che abbiamo visto, il capolavoro immortale di System 3.

Holcan Warrior of the Sun sarà il nuovo The Last Ninja?

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Chibi Akumas, uno sparatutto bullet hell in arrivo su ZX Spectrum

Dal solito IndieRetroNews arriva una notizia interessante per gli utenti ZX Spectrum. Lo sviluppatore keith56 ha annunciato con un video, l’arrivo di Chibi Akumas. Si tratta di uno shoo’tem up del genere bullet hell che sarà disponibile a partire dal prossimo 26 ottobre in download gratuito ed in edizione fisica a seguire.

Il titolo è fortemente ispirato a Death Smiles (gioco del 2007 uscito in sala e poi su Xbox 360 e dispositivi mobile)  on una sfumatura horror che presenterà livelli unici, diversi nemici e boss di fine livello. Chibi Akumas è stato già pubblicato su Amstrad portando il genere ad un nuovo livello vista la presenza di centinaia di proiettili su schermo per un gioco retrò. Ma la peculiarità della versione Spectrum è che avrà non solo migliaia di proiettili su schermo ma si potrà giocare in compagnia con un altro giocatore e ci saranno i controlli multidirezionali.



A questo link potrete acquistare la versione fisica del gioco. Questo, infine, è il sito ufficiale.

Vi lasciamo al trailer. Buona visione.

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