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Puzzle Bobble e The Chaos Engine si dirigono su C64

Si prospetta un fine settimana molto caldo per gli amanti retro. Almeno dal punto di vista delle notizie. Qualcuno sta infatti sviluppando due chicche per C64: Puzzle Bobble e The Chaos Engine. Due titoli che mai avremmo sognato (soprattutto il secondo) neppure di immaginare sull’8bit di casa Commodore.

Andiamo con ordine. Entrambe le notizie arrivano da IndieRetroNews. Iniziamo a parlare rapidissimamente di Puzzle Bobble. Uscito originariamente nel lontanissimo 1994 da Tanito, sta per toccare, a distanza di 24 anni, anche i lidi del Commodore 64.
Questo grazie a due sviluppatori ed utenti di Lemon64 (ACIED ed NM1564) che mostrano alcune schermate ed un video sul gameplay apparentemente abbastanza fedele all’originale. Ed hanno un ottimo aspetto: dopotutto, uno dei porting più belli di Bubble Bobble, il platform che ha dato vita alla serie anche ai vari puzzle dedicati, era proprio su C64.

Le informazioni, però, si fermano qui ed i timori che Taito possa fermare la produzione ci sono: si tratta di un gioco fanmade ossia di un progetto realizzato da appassionati. La software house francese potrebbe comunque non obiettare più di tanto a meno che non abbia qualche cosa in mente sul marchio da proporre in un futuro non troppo lontano.

Mal che vada – si legge – potrebbe esser chiesto agli autori di cambiare il nome e gli sprite dei personaggi principali.

E passiamo ad un’altra chicca venuta a galla nelle scorse ore. Sembra che effettivamente qualcuno voglia portare The Chaos Engine sul mitico 8bit di casa Commodore.

Il titolo, uscito nel lontano 1993 su Amiga grazie al talento dei Bitmap Brothers, è stato uno dei capostipiti dei top down shooter. Con quattro ambientazioni da attraversare ed armi da utilizzare è stato comunque popolare su tutte le piattaforme per le quali è stato pubblicato. E potrebbe, ribadiamo, arrivare anche su C64.

Lo si legge in questo post su Lemon64 dove sono state pubblicate anche delle immagini impressionati. Due utenti (saulc12 e Gorak) stanno lavorando su differenti aspetti di un porting ma la strada è ancora lunga e probabilmente si attende che qualche utente con talento si unisca ai due “temerari” per questo porting che avrebbe dell’incredibile.




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Aggelos si ispira a Wonder Boy ed è disponibile su Steam

Gli amanti della serie Wonder Boy potrebbero essere seriamente interessati a questa notizia. Aggelos, un action gdr a scorrimento che ricorda moltissimo lo stile grafico del classico di Escape, SEGA ed Activision, è disponibile su Steam.

Il titolo è firmato dal team indipendente Storybird Games ed è dito sulla piattaforma di Valve sotto il marchio di PQube Limited e Look At My Game. Lo apprendiamo da IndieRetroNews.

Aggelos sembra uscito da una sala giochi di fine anni ’80, inizio anni ’90 grazie alla sua grafica in stile 16 bit. Secondo gli sviluppatori, il titolo si ispira ad avventure retro giapponesi non lineari come Wonder Boy In Monster Land e lancia gli appassionati nel mezzo di una grande lotta per la sopravvivenza mentre esseri di un’altra dimensione insidiano il Regno di Lumen.

Il gioco propone molti segreti da scoprire, tante missioni secondarie ed un vasto mondo da esplorare pieno zeppo di incontri mortali. Un vero e proprio metroidvania con sfumature ruolistiche che permettono di sbloccare abilità magiche ed attacchi di più alto livello per combattere adeguatamente nemici sempre più temibili.

La grafica è di stampo antico in 2d e, sempre dal punto di vista tecnico come si evince dalle immagini, lo stile retro in 16bit è evidente. Nondimeno il titolo si avvale di una colonna sonora in chip-tune.





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Ultimate Racing 2D, Recensione Pc

Non è facile trovare un racing sportivo 2d nel 2018. Il genere andava di moda soprattutto negli anni ’80 e fino ai primi anni ’90. Poi titoli sempre più complessi e votati alla simulazione hanno avuto il sopravvento.

Ricordiamo tra questi Hot Rod, di SEGA, titolo arcade uscito nel 1988 e convertito anche per i computer e console ad 8 e 16 bit dell’epoca, e l’italianissimo Warm Up firmato da Genias e pubblicato nel 1991

In tempi più recenti, il mercato indie ricorda New Star GP.  Ecco quindi che arriviamo rapidissimamente ai nostri giorni per parlarvi di un nuovo titolo che va a rinfoltire i ranghi di questo genere dedicato soprattutto ai nostalgici o a chi ama il 2d.

Ultimate Racing 2D, pubblicato lo scorso 24 maggio su Steam per Pc, è la nuova fatica di Applimazing, un team indie olandese che ha maturato esperienza in campo mobile pubblicando anche Formula Racing 2D che in sostanza ha fatto da base per questo nuovo gioco di cui vi parleremo.

Buona lettura.

TANTI CONTENUTI

Ultimate Racing 2D si presenta subito per la mole di contenuti presenti. L’offerta per il giocatore è veramente ampia. Sembra quasi di trovarsi di fronte ad una sorta di Gran Turismo, che come si sa offre una quantità invidiabile di contenuti. Soltanto che anziché trovarsi di fronte ad un titolo che ha le velleità di simulare in modo approfondito, qui il tono è piuttosto arcade e votato all’action ma ne parleremo a breve.

Nel gioco troviamo una lista di tracciati interessante con quasi 50 circuiti internazionali di tutti i continenti e di tutte le tipologie. Troviamo location prestigiose e conosciute come Montecarlo o Monza, o anche kartodromi, o ovali con manto diverso tra i quali asfalto, fango e ghiaccio.

Diversi campionati e discipline disponibili con monoposto, kart, ma anche vetture a ruote coperte (turismo ad esempio). Non mancano le gare stravaganti come quelle su limousine o sui trattori e segnaliamo ancora la presenza delle auto storiche, quad e motorbike. Ci sono oltre 300 vetture diverse.

Le modalità variano dalla gara veloce che consente di manipolare diversi dettagli dalle opzioni come ad esempio il numero di concorrenti in pista (fino ad un massimo di 20), il numero di giri o l’usura delle gomme che se attivata obbliga alla sosta ai box. Opzioni un po’ più limitate, ma è giusto che sia così, per le modalità Campionato e per la modalità Carriera che permette di fare una panoramica interessante di tutti i contenuti. È presente anche l’editor per editare i nomi dei team e dei piloti.

Si parte dalla base, ossia dai kart, se si termina il campionato almeno al sesto posto di questa kermesse si sblocca la categoria successiva e così via. Ogni campionato ha regole, tracciati e numero di “tappe” differenti. Si arriva alle formule più prestigiose come la Formula A ed andare oltre. Ogni piazzamento offre sia punti per il campionato che premi in denaro che variano a seconda della difficoltà scelta per l’intelligenza artificiale (facile, media, difficile) e per il campionato (Amatore, Professionista ed Esperto). Con questi proventi è possibile acquistare mezzi sempre più potenti tra quelli messi a disposizione (10 per ogni campionato). Ogni veicolo ha infatti le sue caratteristiche (che non possono essere modificate, però) riguardanti la velocità, il grip, accelerazione e turbo.

Si può scegliere in questa modalità anche, ed è interessantissimo, se effettuare dei giri di prove cronometrate per determinare la posizione in griglia di partenza nella gara: diversamente si parte sempre dal fondo dello schieramento e non è sempre facile trovare la rimonta.

Va da sé che ogni campionato ha il suo iter per numero di gare o meno. Alcune competizioni prevedono anche l’uso del turbo (nei kart ad esempio è precluso).

Insomma, dal punto di vista contenutistico è senza dubbio un’offerta interessante anche per varietà e longevità: c’è anche la possibilità di giocare online con altri 19 avversari.

Manca, però, se vogliamo essere puntigliosi, un editor reale per le vetture e la possibilità di personalizzarle modificandone le caratteristiche che rimangono fisse e non possono essere aggiornate. L’unico “aggiornamento” che si può fare è quello di cambiare i nomi a squadra e piloti ed acquistare un veicolo più potente. Manca così una vera e propria sensazione di progressione che si avverte solo nell’accumulo di soldi e nella possibilità di acquistare veicoli più potenti che permettono per forza di cose, prestazioni migliori anche se è possibile fare un buon lavoro anche con mezzi meno performanti. Per il resto, c’è massima libertà di giocare quante volte si voglia qualsiasi campionato e con qualsiasi vettura a patto di aver sbloccato quel determinato campionato ed avere la moneta per acquistare quell’auto.

Mentre mancano alcune opzioni per la personalizzazione delle stagioni e dei campionati a nostro avviso. Sarebbe utile, infatti, poter modificare il sistema di punteggio che non ci piace un granché. Inoltre sarebbe stato bello offrire punti per la pole position o per il giro veloce come in alcuni campionati GT o di Formula viene fatto.

GAMEPLAY IMMEDIATO E DISCRETAMENTE PROFONDO VOTATO ALL’ACTION

Il gameplay di Ultimate Racing 2D è immediato. Tantissima azione ovviamente ma c’è anche un po’ spazio per un pizzico di tatticismo e per l’attenzione perché ogni uscita di strada ed ogni contatto può essere decisivo. Inoltre le prestazioni tra un veicolo all’altro sono effettivamente differenti per cui anche lo stile di gioco ne risente.

È positivo che anche con un mezzo più scarso si possa competere con gli altri ma a patto, giustamente, di dosare bene la velocità e di trovare traiettorie pulite. Le uscite di pista rallentano parecchio e rendono arduo il recupero a meno che il proprio veicolo non sia nettamente superiore e quindi permetta un poderoso recupero. La “guidabilità” di ogni macchina, kart, monoposto e così via è diversa e troviamo alcune differenze. Ma queste, paradossalmente, sono più evidenti tra i mezzi della stessa categoria che non tra auto di diverse categorie. Guidare un kart sarà certamente diverso dal condurre la motrice di un camion (truck) o un trattore ma, paradossalmente la differenza non si avverte troppo tra camion o limousine o tra una formula o un kart ma tra mezzi della stessa categoria. Tra il kart base e quello più potente c’è un enorme divario, così come tra un trattore ed un altro trattore.

La sfida, comunque, rimane interessante anche perché l’intelligenza artificiale si comporta discretamente bene: aggressiva quanto basta ma anche in grado di fare una buona opposizione e di sfruttare gli errori ed in alcuni casi è brava anche a fare ostruzionismo o a indurre all’errore. Certo, fa poco per evitare gli impatti che però non hanno conseguenze sulle prestazioni della vettura che non subisce danno, ma sono molto influenti dal punto di vista prestazionale perché comunque rallentano parecchio.
Un giusto equilibrio per una coperta un po’ corta dovuta sicuramente a questioni di budget. E qui la capacità degli sviluppatori di saper ovviare ad alcune mancanze è evidente. Inoltre, a dare ulteriore pepe, è la possibilità di usufruire del boost. Una sorta di turbo da dosare giro per giro.
Come detto, inoltre, le uscite di pista e le escursioni in superfici diverse dall’asfalto sono rese molto bene e penalizzano, giustamente, le prestazioni. Andare sull’erba o sulla sabbia equivale a compromettere il giro se non la gara stessa soprattutto se condensata in poche tornate. Difficile, ma non impossibile, recuperare. Gioco votato all’azione pura ma senza disdegnare un po’ la sensibilità: non basterà solo pigiare sull’acceleratore.

Inoltre, non c’è una gara monotona in Ultimate Racing 2D e l’azione è molto condensata e divertente. Un pizzico di profondità in più è dato dalla possibilità di entrare ai box per l’usura delle gomme. E questa è tangibile: i tempi con pneumatici non al top si alzano vertiginosamente. Una pecca, però, da segnalare: esiste solo una mescola e tutte le gomme si consumano alla stessa velocità. Se questo in futuro cambiasse e se ci fosse anche la possibilità di scegliere con un altro tipo di mescola (morbida o dura ad esempio ed utilizzare pneumatici da qualifica nei giri di qualificazione) darebbe più profondità e tatticismo ad un titolo votato tantissimo sull’azione.

Tuttavia, una volta trovata la quadra che si concretizza con una discreta sensibilità nei comandi e con la conoscenza delle vetture e dei circuiti i compiti vengono facilitati ed i risultati positivi diventano sempre più costanti.

VISTA DALL’ALTO CON QUALCHE DETTAGLIO GRAZIOSO

L’occhio vuole la sua parte ed anche in un titolo come Ultimate Racing 2D pur presentando un comparto grafico datato ed all’apparenza modesto offre qualche spunto interessante.

La visuale dall’alto, pratica per questo tipo di giochi, in rigoroso 2d (come da titolo, ovviamente) offre delle piste ben riprodotte e con dovizia di particolari nonché di finezze. Montecarlo, Monza ma anche tanti tracciati e kartodromi sono ben riportati. Ve ne sono quasi una cinquantina, un numero interessante per un tipo di giochi del genere, tutti diversi e con proprie caratteristiche. Le tribunette, le protezioni con muretti o con gomme, vie di fuga e quant’altro con contorni abitativi o la presenza di alberi di vario genere. Monza ad esempio è caratterizzato da un’enorme macchia verde, in Bahrein troveremo la sabbia mentre nelle gare con le moto troveremo lo sterrato e così via. Quantità e varietà grafica per le location che fanno certamente bene.

Le vetture, dal canto loro, non differiscono troppo se non per il colore della livrea e per qualche piccolo dettaglio quasi impercettibile. I modelli sono praticamente quelli ed ovviamente differiscono di categoria in categoria. Ci sono anche inquadrature che permettono una sorta di zoom dal quale si evincono di più i singoli particolari ma che non favoriscono il gameplay almeno nelle fasi iniziali perché riducono la visuale d’insieme utile soprattutto per imparare a memorizzare il circuito e vedere il comportamento degli avversari.

Buone, invece, alcune animazioni quando si esce fuori pista: il contatto degli pneumatici con il terriccio o con l’erba fa sollevare materiale per un effetto simil particellare interessante. Ovviamente se pensiamo che si tratta sempre di un titolo che si rifà alla scuola retro.

Il sonoro svolge il suo compito senza particolari estri sia per quanto riguarda la colonna sonora che per gli effetti. Quest’ultimi hanno lasciato più il segno rispetto alle musiche.

COMMENTO FINALE

Ultimate Racing 2D è un titolo da tenere sott’occhio. Gli appassionati dei titoli di corse sportive in stile retro possono esultare perché si tratta di un piccolo gioiello. Allo stato grezzo, tuttavia. Se da un lato i contenuti non mancano (sono anche generosi) e la giocabilità è comunque buona, dall’altro mancano alcune piccolezze che se fossero state presenti (e non è detto che non vengano aggiunte in futuro), avrebbero consegnato Ultimate Racing 2D alla storia.

Ci ha convinto sotto quasi tutti i punti di vista ma in alcuni dettagli un po’ meno. È vero: il gioco offre numeri importanti ma le vetture, anche se sono oltre 300, hanno differenze sostanziali sono minime. Esistono, e ne avevamo parlato, ma le particolarità prestazionali hanno sfumature molto ridotte e sono più evidenti tra i mezzi della stessa categoria.

Inoltre, benché l’intelligenza artificiale sia discreta, avremmo preferito un filino più di tatticismo. Poteva essere il cambio gomme che esiste ma che è sostanzialmente uguale per tutti.

È comunque altrettanto vero che si tratta di un titolo arcade vecchio stile e come tale va preso. Ai tempi in cui giocavamo ad Hot Rod o a Warm Up, tutto questo sarebbe stato un sogno quindi è giusto ricordare questo dettaglio che non è secondario. Il comparto tecnico è semplice (e qui la natura del progetto indie e destinato inizialmente al mercato mobile si fa sentire), ma non per questo poco gradevole. Anzi, colpisce la varietà e la ricerca del dettaglio a qualunque livello di zoom della telecamera. Ma la cosa più importante da dire è che si tratta di un gioco molto divertente. Questo grazie alla sua immediatezza che esalta fin da subito un feeling retro da non sottovalutare. Non si può pretendere oltre, visto anche il prezzo offerto.

Insomma, Ultimate Racing 2D è dedicato ai fan retro ma anche a chi si diverte con questo tipo di titoli che vanno direttamente al sodo puntando sull’azione. Assolutamente consigliato in tal senso e con qualche limatura sarebbe perfetto.

 

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Organism è disponibile su C64

C’è sempre una strana, ma bella, sensazione nello scrivere di una nuova uscita per Commodore 64 nel 2018. Non dovrebbe neppure essere una novità visto quanto ben di Dio pubblicato dagli sviluppatori indie negli ultimi anni ma è sempre piacevole.

Ed è così che scriviamo della disponibilità di Organism, nuovo titolo firmato da Psytronik Software, publisher indie che in questo campo si è assicurato molti giochi per l’8 bit di casa Commodore. Ne dà notizia IndieRetroNews.

Il titolo è sviluppato da Trevor Storey, Achim Volkers, Saul Cross e Jason “Kenz” Mackenzie che hanno confezionato un’atmosfera alla Aliens.

Ecco il trailer con gameplay dal quale possiamo apprezzare la qualità di questa produzione indipendente. Buona visione.

Disponibile in questo momento su cassetta, dischetto e download digitale, Organism entusiasmerà anche i proprietari di C64 più tradizionalisti. La descrizione parla di un gioco arcade ad ambientazione fantascientifica nel quale si dovranno esplorare i ponti della nave da trasporto Heracles e cercare di trovare un mezzo di fuga. Bisognerà fare attenzione ai componenti dell’equipaggio che potrebbero essere stati infettati da qualcosa che è in agguato su questa nave ormai alla deriva e condannata… qualcosa che da eludere o distruggere a tutti i costi.

CARATTERISTICHE DI ORGANISM

  • Grafica ad alta risoluzione dettagliata
  • Enorme nave multi-ponte da esplorare
  • Musica d’atmosfera
  • Storia immersiva in stile film
  • Sequenze introduttive e finali
  • Sottotitoli hacking terminale
  • Compatibile SD2IEC
  • Compatibile PAL e NTSC

Crediti:

  • Game Design & Graphics di Trevor Storey
  • Coding di Achim Volkers
  • Musica di Saul Cross
  • Opere di Packaging di Trevor Storey
  • Progetto di packaging aggiuntivo di Jason “Kenz” Mackenzie.

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Toki arriva su Amstrad CPC

Nel lontanissimo 1989, Akira Sakuma, pubblicò Toki, un platform arcade nel quale si controllava uno scimpanzé che poteva sparare energia sconfiggendo vari nemici per aver la meglio su un mago malvagio che in precedenza aveva rapito la sua donna e lo aveva trasformato in questa scimmia antropomorfa.

Un titolo che ebbe molto successo sia in sala giochi che sul mercato casalingo grazie ad ottime conversioni su Amiga, Atari ST, C64, NES, Sega Mega Drive ed Atari Lynx.

Qualcuno sta realizzando la conversione per Amstrad CPC. Il team si chiama AmstradGGP ed è formato da due appassionati francesi. Lo leggiamo su IndieRetroNews.

Questo possibile sviluppo dovrebbe essere finito e dovrebbe uscire per il trentesimo anniversario del gioco arcade. Sarà supportato su piattaforme CPC e GX4000. Gli sviluppatori affermano che si tratta di una versione amatoriale e non userà tutte le funzionalità del CPC ma includerà tutti i livelli ed altre caratteristiche soprattutto in ambito sonoro.

Qui le prime immagini.



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E3 2018, le line-up dei giochi Neo Geo Mini

Torniamo a parlare del Neo Geo Mini dopo l’annuncio ufficiale di qualche giorno fa. Nelle ore scorse si è tenuta la presentazione ufficiale della console in miniatura della macchina SNK.

La console debutterà in estate in Giappone e successivamente in Occidente. Manca ancora il prezzo al quale l’azienda sta ancora lavorando. Tuttavia sono state annunciate le liste dei 40 giochi presenti. Parliamo al plurale perché il Neo Geo Mini avrà due versioni: una per il Giappone, l’altra per il mercato occidentale.

Prima di vedere le due line-up, vi lasciamo al video di presentazione, lungo una dozzina di minuti. Buona visione e buona lettura.

NEO GEO MINI (GIAPPONE)

  • Aggressors of Dark Kombat
  • Alpha Mission II
  • Art of Fighting
  • Blazing Star
  • Burning Fight
  • Cyber-Up
  • Fatal Fury Special
  • Garou: Mark of the Wolves
  • King of Monsters 2
    Kizuna Encounter: Super Tag Battle
  • Metal Slug
  • Metal Slug 2
  • Metal Slug 3
  • Ninja Commando
  • Ninja Master’s: Haou Ninpou Chou
  • Puzzled
  • Real Bout Fatal Fury 2: The Newcomers
  • Real Bout: Fatal Fury
  • Samurai Shodown II
  • Samurai Shodown IV: Amakusa’s Revenge
  • Samurai Shodown V Special
  • Sengoku 3
  • Shock Troopers: 2nd Squad
  • Super Sidekicks
  • The King of Fighters ’94
  • The King of Fighters ’95
  • The King of Fighters ’96
  • The King of Fighters ’97
  • The King of Fighters ’98
  • The King of Fighters ’99
  • The King of Fighters 2000
  • The King of Fighters 2001
  • The King of Fighters 2002
  • The King of Fighters 2003
  • The Last Blade
  • The Last Blade 2
  • Top Hunter: Roddy & Cathy
  • Top Player’s Golf
  • Twinkle Star Sprites
  • World Heroes Perfect.

NEO GEO MINI (INTERNAZIONALE)

  • 3 Count Bout
  • Art of Fighting
  • Blazing Star
  • Blue’s Journey
  • Crossed Swords
  • Fatal Fury Special
  • Foot Ball Frenzy
  • Garou: Mark of the Wolves
  • Ghost Pilots
  • King of the Monsters
  • King of the Monsters 2
  • Kizuna Encounter: Super Tag Battle
  • Last Resort
  • Magician Lord
  • Metal Slug
  • Metal Slug 2
  • Metal Slug 3
  • Metal Slug 4
  • Metal Slug 5
  • Metal Slug X
  • Mutation Nation
  • Ninja Master’s: Haou Ninpou Chou
  • Puzzled
  • Real Bout: Fatal Fury
  • Robo Army
  • Samurai Shodown II
  • Samurai Shodown IV: Amakusa’s Revenge
  • Samurai Shodown V Special
  • Sengoku 3
  • Shock Troopers
  • Shock Troopers: 2nd Squad
  • Super Sidekicks
  • The King of Fighters ’95
  • The King of Fighters ’97
  • The King of Fighters ’98
  • The King of Fighters 2000
  • The King of Fighters 2002
  • The Last Blade 2
  • Top Player’s Golf
  • World Heroes Perfect.

 

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Annunciato MW Ultra per C64

Cover Bitops, gli autori di Hessian, stanno sviluppando MW Ultra per C64. Il team torna dopo la pubblicazione dell’action adventure Hessian uscito nel 2016, molto apprezzato in quanto estremamente longevo (667 schermate dettagliate con nemici dotati di una buona intelligenza artificiale) e dopo il più recente Steel Rangers, uscito lo scorso gennaio.

Da IndieRetroNews apprendiamo che MW Ultra è un remake del primo Metal Warrior, pubblicato originariamente nel lontano 1999, che vuole sfruttare tutto il potenziale del Commodore 64. Il gioco è previsto per il 2019.

Il video che alleghiamo, mostra un po’ di gameplay, le prime ambientazioni ed i primi effetti sonori.

Il lavoro di remake si basa sul ridisegno totale della grafica e diversi accorgimenti tecnici che sfruttano al meglio l’hardware dell’8 bit di casa Commodore che, tanto per ricordarlo, ha 36 anni.

Il team di sviluppo ha già all’attivo diversi altri titoli oltre a questo in lavorazione ed ai già citati Hessian e Steel Rangers. Sul sito di Cover Bitops troviamo: Advanced Action Move Simulator (2001); BOFH:Servers Under Siege (2002); Escape From New York (1999) e molti altri.

Ecco la clip, buona visione.

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Slipstream, Recensione Pc

L’amore per i racing arcade in stile retro è una di quelle cariche che spingono molti sviluppatori indie a realizzare titoli in modo costante e con risultati, spesso e volentieri, molto soddisfacenti.

Diverse volte giochiamo a tributi che sono vere e proprie compensazioni a quello che avevamo giocato tanti anni addietro e che avremmo desiderato. Merito senza dubbio dell’hardware e di software ma anche dell’abilità e della passione degli sviluppatori (spesso e volentieri indie) che si cimentano in questa missione.

Tra i titoli più interessanti usciti in questo periodo piuttosto intenso, c’è sicuramente Slipstream. Sviluppato da Ansdor (al secolo Sandro Luiz de Paula), autore indipendente brasiliano, il gioco è un vero e proprio tributo ad OutRun, celebre titolo firmato da SEGA che imperversò in sala e nelle piattaforme casalinghe di tutto il mondo a metà anni ’80.

Slipstream è un vero e proprio omaggio al classico dei classici ed è stato pubblicato pochi giorni fa su Steam, lo scorso 21 maggio dopo qualche anno di lavorazione ed una campagna Kickstarter vittoriosa che permise all’autore di raccogliere quasi 7.000 dollari grazie ai quasi 500 appassionati che diedero il loro contributo. Sarà, dunque, in grado di regalare emozioni ed offrire un appeal tale da essere ricordato?

Leggete la nostra recensione per scoprirlo.

IMMAGINIAMO OUTRUN CON PIU’ CONTENUTI

Iniziamo col fatto che Slipstream propone una dinamica simile ad OutRun ma offre qualche cosa in più in termini di contenuto.

La modalità Arcade è quella regina e si comporta sostanzialmente come quella del gioco firmato SEGA. Al volante della propria vettura e si cerca di completare un percorso ad albero nel più breve tempo possibile. Per percorso ad albero intendiamo un percorso che propone dei bivi in modo da chiudere il proprio percorso personalizzato. Quindici gli stage di questa modalità per cinque traguardi finali.

C’è anche il gusto della sfida contro dei rivali che bisognerà precedere al traguardo dopo duelli a tutta velocità.

È possibile anche affrontare (fin da subito) i percorsi al contrario. Inoltre, possiamo scegliere tra cinque vetture che si differenziano per velocità massima, manovrabilità ed accelerazione.

Ma non finisce qui. Troviamo anche le modalità Quick Race e Grand Prix Nella prima si fa una corsa su uno dei 15 scenari standard messi a disposizione. Queste gare si svolgono in circuiti chiusi, negli stessi scenari della modalità Arcade ma senza i bivi in una sorta gran premio. Si può personalizzare il numero dei partenti e quello dei giri da percorrere nonché la propria posizione sulla griglia di partenza.



Di interesse è senza dubbio l’appendice Grand Prix che offre dei veri e propri campionati a punti con premi in denaro per i primi 8 classificati (come in Formula 1 dal 2003 al 2009 visto che il sistema di punteggio è lo stesso ed assegna 10 punti al primo, 8 al secondo, 6 al terzo 4 al quinto 3 al sesto, 2 al settimo ed uno all’ottavo).

I premi in denaro servono per potenziare le componenti della propria vettura. Tre le tipologie. Si potranno migliorare il motore (per la velocità massima) le marce (che influiranno sull’accelerazione) e le gomme che aggiorneranno la guidabilità.

Ogni campionato ha cinque gare.

ARRIVERANNO L’EDITOR DEI TRACCIATI E IL MULTIPLAYER LOCALE

A questo quadro contenutistico tutto sommato positivo considerando che si tratta di un racing arcade indie in chiaro stile retrò, c’è anche la volontà, riportata anche sulla pagina Steam, di aggiungere ulteriori contenuti come ad esempio un editor di tracciati e una modalità multiplayer fino a 4 giocatori in locale. Sarebbe probabilmente la ciliegina sulla torta.

FACILE DA IMPARARE MA UNA SFIDA ARDUA

Il gameplay di Slipstream è semplice da imparare ma difficile da padroneggiare. Il motivo è presto detto: le gare impongono un sapiente utilizzo della derapata ma non sempre questa si riesce a fare. Resta comunque imperativo saper giocare di grilletti (freno ed accelerazione) per poterla attivare ed affrontare le curve in modo più rapido. Inoltre, i contatti sia con le vetture che con lo scenario fanno rallentare moltissimo.

Diversamente si farà troppa strada nella modalità Arcade mentre in Grand Prix o Quick Race, il tutto diventa molto complicato. Anche perché nelle prime gare, trovare la zona punti diventa arduo e senza risultati sarà impossibile migliorare la vettura palesemente inferiore alle altre.

I comandi hanno il feeling del retro ma non sono immediatissimi. Bisogna prendere la giusta confidenza per saper agire col tempismo giusto. Un po’ come nei vecchi arcade. Una volta presa la mano e le giuste tempistiche, tutto diventa familiare. Questo crea il grado di sfida adatto a chi ama mettersi a dura prova. Anche se a tratti, queste prove sono realmente ostiche.

GRAFICA EVOCATIVA, OTTIME MUSICHE



La magia della pixel art è un fenomeno affascinante. L’effetto del vecchio applicato a giochi nuovi per ritrovare il sapore degli anni ’80 e ’90 può essere un’arma a doppio taglio, ma non in questo caso.

Uno dei tratti distintivi di Slipstream è senza dubbio la sua grafica che ricorda moltissimo (a volte troppo) quella del grande classico SEGA al quale si ispira. Alcuni stage sembrano “cugini” molto stretti. Ammiriamo 15 diversi scenari di ogni genere, da quello cittadino ai prati in fiore o, ancora, al tracciato su spiaggia (Resort Island) che ci riporta alla mente lo stage iniziale di OutRun. Non mancano anche gli effetti meteo come la pioggia, la neve, o gareggiare in diverse condizioni di luce. Tante piccole chicche sono presenti, avvalorate anche da una palette di colori vivacissima.

Il tutto grazie ad un motore di gioco pseudo 3d con grafica 2d in grado di accendere subito i ricordi. Vale la pena ricordare come l’engine di gioco sia custom, ossia realizzato dallo sviluppatore stesso fatto specificatamente per questo titolo. I vari scenari sono deliziosi e tra questi c’è pure quello ispirato al Partenone. Bene anche le animazioni dove spiccano gli impatti violenti con lo scenario che fanno letteralmente volare la nostra vettura mentre quelli con le altre macchine ci fanno andare in testacoda.

Generalmente, comunque, l’aspetto è un inno ad OutRun. Così come le musiche scritte da Stefan Moser. Davvero gradevoli.

Ci sono inoltre, i vari effetti grafici da applicare. Pixel, CRT, NTSC ed altri filtri per accentuare l’effetto retro.

COMMENTO FINALE

Slipstream è un titolo in versione “finale” ancora in evoluzione benché sia uscito su Steam qualche giorno fa. Sia chiaro, non stiamo parlando di un titolo in Early Access, non ci sogneremo mai di recensire un titolo non ancora completo, ma è chiaro che lo sviluppatore lo stia ulteriormente puntellando anche sul piano dei bug fix come è ormai consuetudine nel mercato di oggi.

Poco male perché quello che offre questa produzione indie è sufficiente a fare apprezzare tanti aspetti. Colpisce di Slipstream l’aspetto grafico con ambientazioni veramente deliziose e musiche molto azzeccate. Un mix che è un inno d’amore ad OutRun ma anche ed in generale ai racing di una decade che va dalla metà degli anni ’80 alla metà degli anni ’90. Fascino ed a tratti magico, il richiamo a questo periodo offerto dal gioco.

Stesso dicasi per il gameplay. Facile nella sua teoria, difficile metterlo sempre in pratica. La derapata è la chiave di tutto ma questa non è semplicissima padroneggiarla a dovere sempre. A questa sfida si aggiungono anche le modalità Quick Race e Grand Prix con quest’ultima che ci permette di fare campionati veri e propri su più corse con classifiche cumulative. È un po’ come se OutRun si unisse a Lotus Esprit Turbo Challenge collegando il pittoresco viaggio della modalità Arcade ai campionati agonistici. Un peccato per le difficoltà iniziali che oggettivamente potrebbero scoraggiare i meno avvezzi. Bisogna avere pazienza: i risultati arriveranno.

L’azione è sufficientemente veloce e le animazioni fanno il resto. La longevità presto potrebbe avere un’impennata grazie all’implementazione prevista dell’editor dei tracciati. È prevista anche una modalità multiplayer in locale fino a quattro giocatori con schermo condiviso.

Insomma, Slipstream va preso per quello che è, un racing arcade vecchia scuola e dal fortissimo sapore retro, frutto di una produzione a bassissimo costo ma dal grande dispendio di energie da parte dell’unico sviluppatore. Un inno d’amore di buon livello ma forse ancora troppo ostico per le nuove generazioni. Gli amanti delle sfide, invece, avranno pane per i loro denti. Se siete tra questi, e soprattutto se amate OutRun, Slipstream deve far parte della vostra collezione. Lo apprezzerete.

 

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Ted Dabney, il cofondatore di Atari, è scomparso

Lutto nel mondo dell’industria dei videogiochi. Ted Dabney, cofondatore di Atari al fianco di Nolan Bushnell, è scomparso all’età di 81 anni. Lo si legge dalla pagina Facebook dello storico dei videogiochi Leonard Herman, autore tra le altre cose, della collana di libri della serie Phoenix.

Dabney, a sinistra nella foto che alleghiamo al pezzo, è stato una delle figure fondamentali del settore. Probabilmente meno in vista rispetto ai suoi compagni d’avventura, Debney ebbe un ruolo importante nella realizzazione dei coin-op sia a livello tecnico che ingegneristico ed in particolare nella creazione di Computer Space, l’adattamento di Spacewar in versione coin-op che fece nascere e crescere Atari. Computer Space è considerato il primo arcade della storia.

Kotaku riporta altri dettagli, in un’intervista pubblicata intitolata Replay: The History of Video Games, Bushnell rivelò che Dabney aveva una conoscenza dei computer analogici che lui non raggiungeva. Il primo era “il tizio digitale”, che conosceva il linguaggio macchina ma Dabney aveva una maggiore conoscenza della costruzione delle macchine e del modo di interfacciare i vari componenti in modo da mettere insieme un coin-op o un computer.

Ted Dabney, a sinistra ,e Nolan Bushnell, a destra, con un cabinato di Pong

 

I due fondarono una prima compagnia (Sygyzy) e poi Atari nel 1972 assieme a Bushnell per poi fare personale marcia indietro dopo appena un anno, quando la compagnia stava incassando enorme successo (di pubblico ed economico) grazie a Pong.

Episodio che rimane ancora piuttosto controverso: Bushnell affermò che fu a causa della sua mancanza di volontà nel gestire una grossa compagnia; Dabney svelò di essere stato spinto ad abbandonare proprio da Bushnell per la possibile decisione di spostare tutti gli asset in un’altra compagnia.

Questo episodio, però, non scalfì i buoni rapporti tra i due: a fine anni ’70 collaborarono nuovamente alla costruzione di videogiochi per Chuck E. Cheese’s Pizza Time Theater, la nuova compagnia di Bushnell nel post-Atari.

Successivamente, Dabney lavorò per varie altre compagnie di elettronica. Poi aprì una drogheria insieme alla moglie gestendola per molti anni, prima di trasferirsi a Washington.

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Age of Heroes, un nuovo gioco C64 che sembra stupire

Si chiama Age of Heroes ed è un nuovo progetto per C64. Il gioco sviluppato da Achim Volkers e soci, è stato annunciato sul gruppo Facebook “New c64 games by T Storey, G Rottensteiner, A Volkers and S Collier”.

Accolto con tanti “Mi piace”, reazioni positive e condivisioni, Age of Heroes ricorda moltissimo il classico Rastan. Dai quattro screenshots si può evincere un ottimo lavoro sul piano della qualità grafica ma mancano ancora altri dettagli. E sembra che dovremo aspettare un po’ per vederlo in azione. Il team composto anche da Saul Cross (musica ed effetti sonori), e Trevor Storey (artwork e design), sta lavorando prioritariamente su Blackstar.

Spazio alle immagini di Age of Heroes (grazie ad IndieRetroNews) che però fanno pensare ad un titolo di qualità in grado di stupire. Non sarebbe la prima volta che il C64 stupisca per la qualità dei suoi giochi. In 36 anni di storia ci siamo abituati.

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Fox n Forests debutta su Pc e console

Fox n Forests è disponibile su Pc (via Steam), PS4 e Switch. Arriverà su Xbox One a fine maggio. Si tratta di un action platform in 2d con elementi gdr che si ispira fortemente alla gloriosa epoca dei giochi 16 bit quali Ghouls ‘n Ghosts, Mickey Mouse o altri classici. Ne parla IndieRetroNews.

Il titolo dello studio indie Bonus Level Entertainment ci porta in un mondo coloratissimo e ricco di pericoli. Il nostro obiettivo è aiutare Rick, una volpe, che deve trovare il segreto della quinta stagione e riportare la pace nella foresta.

Il gioco è giunto a noi grazie ad una campagna Kickstarter finanziata con quasi 108.000 euro grazie a più di 1.450 sostenitori.




CARATTERISTICHE

5 STAGIONI

Evocate cambi fulminei tra una stagione e l’altra per esplorare nuove aree, raggirare I vostri nemici e scoprire incredibili segreti.

MAGICA BALESTRA MELEE

Utilizzate un’arma mai vista prima in grado di sparare, affettare e… cambiare stagione.

UNA FIABA FAVOLPOSA

Aiutate Rick la Volpe a svelare il segreto della quinta stagione e riporta la pace nella foresta.

RETROTAINMENT

16 Bit come nei nostri ricordi, con tanto di grafica pixel art e la colonna sonora orecchiabile.

ACTION PLATFORMER

Un’avventura avvincente con elementi di gdr (o RPG se preferite), puzzle rompicapo e gameplay “pixel perfect”.

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THEC64 Mini, c’è il firmware 1.0.8

Un flash sul THEC64 Mini. È, infatti, disponibile un nuovo aggiornamento firmware, l’1.0.8 che si può scaricare sul sito ufficiale a questo link. Si tratta di un update “minore” ma che potrebbe essere utile: serve ad ottimizzare e migliorare i tempi di risposta del joystick della console. In pratica dovrebbe eliminare, o ridurre, gli episodi di input lag.

Come sempre, per applicare la patch, si dovrà scaricarla in una pendrive formattata in Fat 32, andare sul menu principale della console e scegliere tra le opzioni quella dell’aggiornamento firmware. A quel punto sarà riconosciuta la patch e si chiederà se applicarla o meno.

In programma altri aggiornamenti attesi dagli appassionati come quello che darà la possibilità di scegliere con più semplicità i giochi su più dischetti o di caricare immagini di gioco (i file .D64) nella stessa chiavetta.

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Annunciato Bloodstained: Curse of the Moon

Inti Creates ed Artplay hanno annunciato Bloodstained: Curse of the Moon. La notizia, battuta da DualShockers, arriva nel corso di un incontro al Bitsummit di Kyoto.

Per chi non lo ricordasse, nel corso della campagna Kickstarter per Bloodstained: Ritual of the Night, era stato promesso un gioco in stile 8 bit come parte degli stretch goal. Course of the Moon è proprio quel gioco e sarà un’appendice del capitolo principale.
Sarà disponibile dal 24 maggio per Pc, via Steam, PS4, Xbox One, Switch e 3DS. Chi ha sostenuto il progetto principale, ossia Bloodstained: Ritual of the Night con almeno 28 dollari, lo riceverà gratuitamente. Ricordiamo che la campagna Kickstarter si chiuse con un bottino di oltre 5,5 milioni di dollari nel giugno del 2015.

Sarà un titolo che ricalca i classici di Koji Igarashi ed i fan della serie Castlevania senza dubbio apprezzeranno. Ci saranno quattro personaggi giocabili: Miriam, Zangetsu, Alfred e Gebel.

C’è anche un interessante video di presentazione e gameplay che dura quasi quattro minuti. Eccolo. Buona visione.

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Knight Lore, dopo 34 anni lo stanno sviluppando per C64

Knight Lore è uno dei titoli più iconici per lo ZX Spectrum. Si tratta di un adventure isometrico sviluppato nel 1984 da Ultimate Play The Game (dei fratelli Tim e Chris Stamper che poi, l’anno dopo, avrebbero fondato Rare) che ha fatto sicuramente la storia. All’epoca ebbe tanti riconoscimenti dalla stampa specializzata. Ed ancora oggi è riconosciuto come uno dei titoli più importanti di quell’epoca.

Ma la notizia è di pochi giorni fa: qualcuno lo sta sviluppando per Commodore 64. Lo ha riferito un utente del forum Lemon64 (sito di riferimento per quanto riguarda il C64) mentre riporta la notizia Indieretronews. Ci sono anche alcune immagini tratte dall’emulatore Vice.

L’utente Emu ha descritto quanto fatto finora sul forum. Ecco un estratto:

“Ho lavorato a una conversione completa di Knight Lore da Z80 a 6502 (i processori rispettivamente di Spectrum e C64, ndr) negli ultimi due mesi ed ora ho una versione più o meno funzionante. Mille grazie a Mariuszw per il suo Recompilier e per il suo grande aiuto.

Ci sono ancora alcuni bug da correggere ed alcune routine da riscrivere. Una volta risolti i bug, cercherò di aggiungere le ottimizzazioni di Pentagram.

C’è ancora molto lavoro da fare, quindi ci vorranno alcuni mesi prima che sia completato”.

Siamo oggettivamente curiosi. Ed ovviamente, quando ne sapremo di più ve ne parleremo.

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The Shadows of Sergoth, il dungon crawler debutta su CPC

Scrivere nel 2018 di nuove uscite per computer ad 8 bit è qualcosa di strano ma al tempo stesso la cosa ci esalta. Ed è così che accogliamo su Amstrad CPC 6128 The Shadows of Sergoth. Il gioco è un dungeon crawler alla Eye of Beholder o Dungeon Master per intenderci, dalla pallette davvero vivace.

Il gioco, si legge su IndieRetroNews, si ispira proprio ai due celebri titoli ed è realizzato da Christophe (Chris94).

L’autore, noto dagli utenti del computer Amstrad per aver realizzato CPC Aventure nel 2005, ha realizzato il gioco con un numero di amici ed è tradotto in inglese, francese e spagnolo. Tra le curiosità, Chris94 ha riferito di aver sviluppato il gioco con oltre 46.000 linee di codice assembly e sarà un vero gioco con grafica codificata, azione veloce, mostri fantastici e bottini da trovare.

Ecco un video (piuttosto datato a dire il vero, visto che è stato pubblicato ad inizio ottobre scorso, 2017) con un quarto d’ora di gameplay. Qui, invece, il link su CPC Power dove è possibile scaricare The Shadows of Sergoth. Buona visione.

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