Archivi categoria: Recensioni

[Recensione] VOYO Q101: il tablet da 10.1″, con Android 6.0 e slot dual sim 4G, a circa 100€

SpazioAndroid.com Italia

I tablet con slot sim, quindi da poter usare anche senza la necessità del Wi-Fi, non sono tantissimi e solitamente hanno un prezzo sempre un po’ più alto, ma noi siamo riusciti a mettere le mani sull’interessante tablet VOYO Q101, con schermo da 10.1″, Android 6.0 Marshmallow, CPU Mediatek MTK6753 Octa Core 1.5GHz e slot […]

The post [Recensione] VOYO Q101: il tablet da 10.1″, con Android 6.0 e slot dual sim 4G, a circa 100€ appeared first on Spazio Android Italia.

Continua la lettura di [Recensione] VOYO Q101: il tablet da 10.1″, con Android 6.0 e slot dual sim 4G, a circa 100€

[Recensione] Set Rusee di 2 cavi micro USB da 2m in nylon intrecciato

SpazioAndroid.com Italia

Avere più cavi di ricarica per i propri smartphone e tablet può essere sempre utile, perchè con il tempo si deteriorano, ma anche per poterne tenere in altri luoghi, come ad esempio in auto; per l’occasione abbiamo provato il set di Rusee di 2 cavi micro USB da 2m in nylon intrecciato. Contenuto della confezione: […]

The post [Recensione] Set Rusee di 2 cavi micro USB da 2m in nylon intrecciato appeared first on Spazio Android Italia.

Continua la lettura di [Recensione] Set Rusee di 2 cavi micro USB da 2m in nylon intrecciato

Valter Buio 1-2 di Alessandro Bilotta – Recensione

Autore: Alessandro Bilotta, Sergio Gerasi, Andrea Del Campo, Andrea Rossetto, Ivan Vitolo, Francesco Bonanno, Sergio Gerasi, Dario Sansone, Andrea Del Campo Genere: Horror, Thriller Editore: Star Comics Pagine: 304 Star Comics è una casa editrice che abbiamo imparato a conoscere la una quantità enorme di titoli classici del genere dei

L’articolo Valter Buio 1-2 di Alessandro Bilotta – Recensione sembra essere il primo su Havoc Point.

Mobile Suit Gundam: Thunderbolt – December Sky – Recensione

Genere: Azione, Fantascienza, Animazione Regia: Ko Matsuo Durata: 107 minuti Produzione: Sotsu Sunrise Distribuzione: Dynit Uscita: 16 e 17 maggio 2017 La serie televisiva Mobile Suit Gundam nacque verso la fine degli anni ’70 in Giappone. Il suo successo mediatico, anche se non immediato, portò ben presto alla realizzazione di numerosi nuovi manga

L’articolo Mobile Suit Gundam: Thunderbolt – December Sky – Recensione sembra essere il primo su Havoc Point.

[Recensione] QCY Q29: le cuffie bluetooth completamente wireless, ottima alternativa alle Apple AirPods

SpazioAndroid.com Italia

Dopo che la Apple ha deciso di eliminare dai nuovi iPhone il jack delle cuffie, anche altri produttori hanno deciso di percorrere questa strada, perciò l’uso di cuffie bluetooth andrà sempre più ad aumentare, noi oggi ne abbiamo provato un paio davvero interessante e completamente wireless (ebbene sì non c’è neanche un filo che unisce […]

The post [Recensione] QCY Q29: le cuffie bluetooth completamente wireless, ottima alternativa alle Apple AirPods appeared first on Spazio Android Italia.

Continua la lettura di [Recensione] QCY Q29: le cuffie bluetooth completamente wireless, ottima alternativa alle Apple AirPods

Chronicle of Innsmouth, Recensione Pc

Si può accostare l’ironia delle avventure grafiche punta e clicca come The Secret of Monkey Island alle atmosfere cupe e sicuramente meno gioviali dei racconti di H. P. Lovercraft? La risposta non è per niente semplice.

Ma a provarci è Psychodev un piccolo team (un tandem, anzi, un trio) di sviluppatori indipendenti, all’esordio assoluto in ambito videoludico. Lo scorso 5 maggio, infatti, è uscito su Steam, ed in altri store digitali, Chronicle of Innsmouth, avventura grafica punta e clicca in pixel art per Pc che ci offre una storia interessante basata su uno dei racconti del maestro americano dell’horror: La Maschera di Innsmouth (conosciuto anche come L’Ombra di Innsmouth) pubblicato nel lontano 1936.

Abbiamo già parlato del gioco indie nelle nostre Prime Impressioni di qualche giorno fa. Sarà stato in grado di riuscire a confermare quanto di buono aveva mostrato?

RISATE ALL’INIZIO, ANGOSCIA DOPO

Chronicle of Innsmouth è un gioco a double face. Ce ne siamo resi conto andando avanti con la trama (che citeremo soltanto in grandi linee per non fare anticipazioni di sorta) che all’inizio mostra il lato quasi goliardico della produzione e che però torna su registri canonici quando si comincia a far sul serio.

Gli sviluppatori hanno voluto rendere omaggio molto apertamente non solo alle atmosfere lovercraftiane, comunque presenti fin dall’inizio, ma anche ai grandi classici come The Secret of Monkey Island. Anzi, queste ultime tonalità sono state vivide per una buona prima metà del gioco. Gli autori hanno di fatto danzato in un difficile valzer tra battute ironiche e situazioni decisamente più seriose. Questo può far piacere agli appassionati del genere punta e clicca ma potrebbe far storcere il naso agli estimatori più puristi di Lovercraft.

La struttura dell’avventura è classica: interfaccia dei verbi per fare le azioni principali (parlare con gli altri personaggi, interagire con gli oggetti e con l’ambiente) ed accanto inventario per usare ma anche combinare tra loro quanto trovato e raccolto.

Siamo negli Anni ’30, in una località del Massachussets. Il protagonista è un giovane ragazzo biondo (che a nostro avviso ci ricorda un po’ il primo Guybrush Treepwood per modo di fare, invettiva ed inventiva, ndr) che si trova nella piccola città di Newsburyport deciso ad andare ad Arkham. Tuttavia, decide di fare una deviazione per Innsmouth per festeggiare la maggiore età. Un posto questo dimenticato da tutto e da tutti. Una volta fiorente adesso cancellato dalle mappe ed addirittura boicottato al punto che non passano più nemmeno i treni.

Trovato il modo, più o meno rocambolesco, per arrivare a questa Innsmouth, il tutto cambierà. Il gameplay si unirà anche ad alcune, piccolissime, sessioni action (un po’ come accadeva in Indiana Jones the Fate of Atlantis, ndr).

Andando avanti nelle sue indagini, infatti, il nostro protagonista dovrà fare i conti con una realtà decisamente più problematica ed a dover lottare addirittura per la sua stessa vita.

Vi diciamo che il gameplay si manifesterà in diverse occasioni ma per fortuna si potrà riprendere in punti abbastanza vicini grazie ad un intelligente sistema di autosalvataggio.

Chronicles of Innsmouth F
Chronicles of Innsmouth D
Chronicles of Innsmouth C

Se Newsburyport è ombrosa ma tutto sommato tranquilla, Innsmouth è davvero spettrale e mette fin da subito a disagio (e questo è un pregio, ndr).

Personaggi sinistri popolano questi luoghi poco ospitali e tanti segreti cominciano ad emergere… assieme ad altrettanti dubbi che spingeranno ad andare avanti nella trama. Non andiamo oltre ma possiamo confermare la bontà dei dialoghi (sebbene qualche errore di punteggiatura sia presente, ma nulla che non si possa correggere con degli aggiornamenti, ndr), e tante situazioni grottesche ed al tempo stesso divertenti imbottite da tante citazioni (il treno a tre locomotive è solo una delle tante… ed a Palermo può prendere coloriti riferimenti che è meglio non mostrare qui) che poi vengono, come da contraltare crudele, sostituite più in là da situazioni ricche di tensione.

Dal punto di vista della difficoltà, il titolo si fa giocare piuttosto agevolmente salvo qualche passaggio un po’ più problematico. Gli enigmi sono piuttosto coerenti e danno anche una certa soddisfazione nel risolverli. Ci sono, come anche detto precedentemente, delle fasi action che danno più brio al ritmo e che si manifestano con sequenze QTE (Quick Time Event) basate quindi sul tempismo di esecuzione. Nulla di impossibile ma è una sfida che richiede le sue ore di gioco: dalle 5 alle 10, a seconda dall’esperienza dei giocatori..

PIXEL ART CON TANTE SFUMATURE, COLONNA SONORA D’AUTORE

Chronicles of Innsmouth G

Andiamo a parlare del comparto tecnico del gioco. Abbiamo accennato alla Pixel Art di Chronicle of Innsmouth e ne avevamo descritto come un arazzo in risoluzione 320×200 di stampo davvero classico ma non per questo privo di particolari. Anzi. Confermiamo in toto questa nostra affermazione aggiungendo anche che la varietà non è indifferente.

Tante le location ben congegnate ed Innsmouth è davvero un dedalo che a prima vista fa comprendere che il viaggio del protagonista non sarà una salutare passeggiata di piacere ma anzi che sarà una permanenza ricchissima di pericoli. E questo è un merito perché non è facile trasmettere emozioni con pixel così grandi su schermi abituati a supportare ben altro genere di grafica.

Proprio per questo l’unico vero appunto che ci sentiamo di fare è la mancanza di un supporto a risoluzioni più definite (anche una vecchissima 640×480 avrebbe fatto al nostro caso, a nostro avviso), che avrebbero, senza dubbio, dato ulteriore risalto al lavoro artistico svolto con oculatezza ma che a volte soffre di questa mancanza di definizione. Bisogna ricordare, inoltre, che tale lavoro è stato realizzato con Adventure Game Studios. Ci sono alcune piccole imprecisioni, inoltre, che denotano la natura indie (ed anche amatoriale) della produzione. Troviamo alti e bassi ed è un peccato.

Il contesto sonoro è probabilmente una delle parti migliori del lavoro fatto da Psychodev formato da Umberto Parisi e da Amedeo Vasaturo. Tanti i brani originari ricchi di atmosfera che accompagnano in modo decisamente adeguato il nostro cammino. Bene anche gli effetti sonori fatti da zero.

Insomma, per essere il loro primo lavoro sono riusciti a fare qualche cosa di positivo. A tal proposito abbiamo preparato un box con tante curiosità sullo sviluppo che vi proponiamo a seguire.

Chronicles of Innsmouth I

TUTTE LE CURIOSITA’, PIU’ O MENO DELLA PRODUZIONE

  • Il gruppo whateley hillbillies, che si esibisce nella location dell’hotel YMCA, esiste davvero: è composto da Umberto Parisi, Osvaldo Costabile ed Alberto Maria Langella. Questa è la loro pagina Facebook
  • L’esterno della biblioteca di Newburyport è preso da una foto della vera biblioteca.
  • Hopelow e lo strillone sono due amici degli sviluppatori.
  • I due contrabbandieri sono i due autori del gioco.
  • La voce di sottofondo che si sente ad innsmouth ad intervalli regolari è quella di Parisi.
  • Il pezzo jazz al Cafe’ Ogi e di un amico di Parisi, il jazzista Massimo Barrella che ha creato la musica appositamente per la location
  • Il brano sui titoli di coda è da considerarsi la title track ufficiale ed è eseguita e composta da Parisi, la voce è di Gandolfo Ferro cantante che suona insieme a lui nella band heimdall attiva da 99 e con 5 dischi pubblicati
  • Tutte le musiche sono composte e suonate da Parisi, tutti gli strumenti sono veri tranne il trombone sul pezzo noir del flashback e naturalmente i synth.
  • Il cane che ascolta i Whateley Hillbillies si chiama Junior ed è uno dei cani di Parisi a cui si sono aggiunti dopo Wendy e Zelda che non sono, però, stati disegnati ed inseriti nel gioco
  • La raffineria è una struttura dei cantieri navali di Portoferraio che l’autore vedeva dal bar in cui ha preso il caffè per un anno ed in cui sono nate le prime tavole di Chronicle of Innsmouth;

Chronicles of Innsmouth E

  • La voglia di voler creare un videogame è nata nel contesto di un canale Youtube gli Psychotronici purtroppo scomparso causa mio trasferimento;
  • I suoni della Tilton che pulisce sono io che pulisco le corde della chitarra;
  • Il gioco è nato per caso e nessuno di noi ha mai fatto nulla del genere prima, l’unica abilità già presente era quella musicale tutto il resto l’abbiamo imparato da zero;
  • Per rendere la storia più credibile abbiamo realizzato un background su cui esso poggia, questo può permetterci di portare avanti la saga con coerenza;
  • Essendo il gioco realizzato mentre imparavamo si può notare una miglioria nei background andando avanti nel gioco purtroppo tecnica sbagliata quando il mercato si basa sui primi dieci minuti;
  • Tutte le musiche sono registrate in home recording per la precisa volontà di occuparsi di tutti gli aspetti del gioco;
  • Riguardo questo anche la scelta di proseguire in due dopo una piccola ricerca di altre figure ci ha portato a capire i problemi e le criticità di tutti gli aspetti della produzione di un gioco con tutto il beneficio che questo potrà portare nei lavori futuri;
  • Il personaggio di Lone Carter è stato aggiunto successivamente alla creazione del background per fare da contraltare al personaggio principale decisamente ingenuo e un po’ tonto. questo perché l’introspezione psicologica del racconto porta a non meravigliarsi della sua estrema curiosità per Innsmouth mente nel gioco questa cosa non funzionava ed abbiamo dovuto renderlo un tipo un po’ in balia degli eventi;
  • Il gioco in principio era molto più difficile abbiamo limato pian piano il tutto per evitare che le persone dovessero trovarsi più spesso del solito ad usare tutto con tutto per andare avanti inficiando quello che era lo scopo prefissatoci e cioè raccontare una storia;
  • Il primo sprite realizzato è l’uomo che puzza alla stazione. In principio doveva essere Sargent l’autista dell’autobus per innsmouth;
  • Il bar a Newburyport ha l’insegna di oldgamesitalia per ringraziarli del supporto;
  • Il diario di sviluppo è sul forum di oldgamesitalia
  • E’ paradossale ma se c’è un gioco che non ha influenzato Chronicle è Shadow of the Comet.

Chronicles of Innsmouth B

COMMENTO FINALE

Cosa aggiungere di più? Difficile. Chronicle of Innsmouth è una buonissima avventura grafica punta e clicca che strizza l’occhio più volte agli anni ’90, ai classici del genere ed ha il difficile compito di fondere goliardia ed ironia ai toni tetri e tutt’altro che scanzonati delle tonalità del maestro dell’horror H. P. Lovercraft omaggiandone uno dei suoi racconti più famosi.

Possiamo dire che il compito di Psychodev è ben svolto. Con tutte le limitazioni del caso, ovviamente. Non dobbiamo dimenticarci, infatti, di essere di fronte ad una produzione amatoriale realizzata nel corso degli anni da due autori (ai quali si è aggiunto anche Ross Moffat – Mandle – che si è prodigato nella traduzione ed adattamento in inglese nonché dei test) che hanno imparato a sviluppare in corso d’opera. Non è un colossal (né vuole esserlo) ma un gioco indipendente che fa la sua figura soprattutto se consideriamo che questa sia la prima fatica in assoluto degli autori.

Chi ama le avventure grafiche in generale potrà senza dubbio apprezzare la bontà dei contenuti dei dialoghi ed i loro toni, spesso brillanti, le tante citazioni e situazioni grottesche ma anche la sfida che alza l’asticella nella seconda parte della storia.

Dal punto di vista tecnico, fermo restando la natura indie, possiamo apprezzare gli sforzi degli autori per offrire una buona grafica in pixel art (con alcune schermate migliorabili), ed un’ottima colonna sonora oltre che ad una storia double face che parte con tante risate e che continua con toni sempre via via più drammatici. Un’alternanza che può essere interessante ed intrigante ma che comunque potrebbe non piacere a tutti, soprattutto a chi ama in modo integrale le atmosfere cupe di Lovercraft.

Bene anche la difficoltà, la varietà ed il grado di sfida. Inoltre, Chronicle of Innsmouth a noi ci ha divertito (soprattutto all’inizio) e ci ha spinto ad andare verso la fine. Lo consigliamo agli amanti delle avventure grafiche ed anche a chi si vuole cimentare in un genere classico che grazie anche a queste produzioni indie sta vivendo da tempo una seconda giovinezza.

 

Pregi

Avventura grafica interessante. Buone, sebbene un po’ altalenanti, le atmosfere. Tantissime citazioni divertenti e brillanti. Intrigante grado di sfida. Dualismo comico-drammatico che funziona.
Colonna sonora di livello e sostanza. Buona Pixel Art…

Difetti

… Avremmo gradito, però, la possibilità di giocare a risoluzioni più alte. Alcune scelte stilistiche potevano essere più “definite”.

Voto

7,5

Condividi questo articolo


L’articolo Chronicle of Innsmouth, Recensione Pc sembra essere il primo su IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Chronicle of Innsmouth, Recensione Pc

[Recensione] Dr.Meter ES-PS01: il bilancino pesavaligie/bagagli fino a 50kg con schermo LCD retro-illuminato e metro

SpazioAndroid.com Italia

Circa un anno fa vi avevamo recensito un bilancino pesavaligie Dr.Meter, oggi ve ne recensiremo un altro, il Dr.Meter ES-PS01, più preciso e con metro incorporato, utile sia per chi viaggia ma anche per tante altre occasioni, come ad esempio chi va a pesca. Contenuto della confezione: 1 x Dr.Meter ES-PS01 2 x Batteria AAA […]

The post [Recensione] Dr.Meter ES-PS01: il bilancino pesavaligie/bagagli fino a 50kg con schermo LCD retro-illuminato e metro appeared first on Spazio Android Italia.

Continua la lettura di [Recensione] Dr.Meter ES-PS01: il bilancino pesavaligie/bagagli fino a 50kg con schermo LCD retro-illuminato e metro

[Recensione] CHOETECH Wireless Sport Earphones BH-001: le cuffie sport bluetooth V4.1 ed antisudore IPX5

SpazioAndroid.com Italia

Se siete delle persone a cui piace fare sport ed allo stesso tempo ascoltare musica, oggi vi presentiamo le CHOETECH Wireless Sport Earphones BH-001, delle cuffie bluetooth V4.1 e con certificazione antisudore IPX5. Contenuto della confezione: 1 x CHOETECH Wireless Sport Earphones BH-001 1 x Cavo di Ricarica Micro USB 3 x Paia di tappi […]

The post [Recensione] CHOETECH Wireless Sport Earphones BH-001: le cuffie sport bluetooth V4.1 ed antisudore IPX5 appeared first on Spazio Android Italia.

Continua la lettura di [Recensione] CHOETECH Wireless Sport Earphones BH-001: le cuffie sport bluetooth V4.1 ed antisudore IPX5

L’incantevole Creamy di Kazunori Ito e Yuko Kitagawa – Recensione

Autore: Kazunori Ito, Yuko Kitagawa Editore: Star Comics Volumi: 2 Prezzo: 4,50 L’umanità è forse il concetto più contorto ed oscuro che possiamo dire di conoscere senza, effettivamente, saperne molto al riguardo. Ci fermiamo spesso a chiederci quale sia il senso della nostra vita, delle nostre azioni, ma raramente ne

L’articolo L’incantevole Creamy di Kazunori Ito e Yuko Kitagawa – Recensione sembra essere il primo su Havoc Point.

Residenza Arcadia di Daniel Cuello – Recensione

Autore: Daniel Cuello Genere: Sedimentazione del rancore Editore: BAO Publishing Prezzo: 20.00€ Se avete vissuto in un condominio allora sapete benissimo che è impossibile essere indifferenti alle sorti degli altri. Anche se non te ne frega assolutamente niente di chi abita oltre il muro, sapremo sempre delle faccende degli altri.

L’articolo Residenza Arcadia di Daniel Cuello – Recensione sembra essere il primo su Havoc Point.

Dylan Dog 368: Il Passo dell’Angelo – Recensione

Autore: Gigi Simeoni (disegni e testi), Gigi Cavenago (copertina) Genere: Horror, Thriller Editore: Bonelli Editore Prezzo: 3.20€ Il suicidio è un tema caldo in quest’ultimo periodo. Quello dei giovani ragazzi lo è ancora di più, soprattutto grazie alla recente serie televisiva 13 Reasons Why, visibile su Netflix. Caso vuole che

L’articolo Dylan Dog 368: Il Passo dell’Angelo – Recensione sembra essere il primo su Havoc Point.

Little Nightmares, Recensione PlayStation 4

Immaginate una bambina di nove anni, rapita e rinchiusa nei recessi di un girone dantesco che si chiama The Maw, traducibile in “Le Fauci” oppure “Lo Stomaco”. Sola, affamata, infreddolita, coperta da un impermeabile giallo e armata di un piccolo accendino, voglia di sopravvivere e intelligenza. Si chiama Six (Sei, in italiano) e vuole solo andare via da quel postaccio. Queste sono le premesse di Little Nightmares, l’ultima fatica di Tarsier Studios – gli stessi di Tearaway – per il pubblico di PlayStation 4, Xbox One e Steam.

Platform poligonale mosso dall’Unreal Engine 4 che promette di intrattenere, ma anche di impressionare parecchio, per la manciata d’ore che separano l’inizio dai titoli di coda.

DALLE STALLE ALLE STELLE

Little Nightmares B
Little Nightmares D
Little Nightmares C

Little Nightmares è suddiviso in quattro capitoli che ci portano alla scoperta del sinistro “resort” in cui i bambini – nella migliore delle ipotesi– vengono segregati in piccole gabbie come animali da laboratorio. A dar loro la caccia, in ordine, incontriamo bidelli ciechi ma più sensibili di un segugio, cuochi inferociti, clienti impazziti di un ristorante sopra le righe e strane entità che vi lasciamo il piacere di scoprire. Ogni livello si porta a termine nel giro di mezz’ora, massimo un’ora e si intuisce subito quanto breve ma altrettanto intensa è l’esperienza offerta dall’ultimo lavoro di Tarsier Studios.

Si procede dalle profondità più recondite e oscure del Maw e si risale, a fatica e lentamente, verso l’agognata superficie dovendosela vedere con minacce sempre più grandi (anche letteralmente). Dalla nostra c’è soltanto l’acume, l’ingegno, il sotterfugio, lo sgattaiolare non visti né sentiti, il distrarre per spianare la strada di fuga. Per arrivare in posti che, fisicamente, non può raggiungere, Six deve tirare o trascinare rialzi, attivare meccanismi, scalare, correre e scivolare. Tutto questo lo si fa tramite joypad, con i canonici tasti deputati al salto, alla corsa e all’afferrare gli oggetti ammissibili. In alcune circostante, soprattutto in scene piuttosto oscure e ombrose, viene in nostro soccorso un piccolo accendino, che illumina di fioca luce quel poco intorno alla figura della bambina.

TANTO SEMPLICE QUANTO PROFONDO

Little Nightmares A

Little Nightamares è davvero tutto qui. E parlarne di più significa rovinarvi il piacere di scoprire un gioco che fa della metafora, dell’allegoria e delle congetture i suoi massimi punti di forza. Ispirandosi a giochi quali Limbo, o il recente Inside (dagli stessi creatori di Limbo), il lavoro di Tarsier Studios ammalia, affascina, impressiona, desta interesse ma anche scandalo.

E’ un gioco diverso da quelli ordinari, non si spara, bisogna ragionare, spinge a pensare e a guardarsi un po’ dentro. Spinge anche a riflettere sulla società e sul tempo che stiamo vivendo, a suo modo. E’ un titolo impegnativo, dunque, poetico, allegorico, metaforico, non smetteremo mai di ribadirlo. E’ il suo più grande pregio ma anche il suo più grande difetto, perché molti non apprezzano il doversi “impegnare”, per tanti il videogioco è – giustamente – sfogo e relax.

Little Nightmares non è sfogo né relax. E’ una passeggiata, lunga un pomeriggio, nelle paure di bambini, sia che abbiano realmente nove anni, come la protagonista Six, sia che ne abbiamo qualcuno in più ma hanno paura di ritrovarsi in un ambiente sempre più ostile e fuori controllo, sempre più disumano, come quello di The Maw, che non fa altro che privarci dell’umanità che ci distingue.

COMMENTO FINALE

Little Nightmares si presenta come un platform classico, con semplici elementi di logica e situazioni in cui il ragionamento ha la meglio sulla velocità di esecuzione. Si affida ai poligoni e ai giochi di luci ed ombre dell’Unreal Engine 4 e si può giocare su Steam, su PlayStation 4 e su Xbox One.

Dopo i fasti di Tearaway, insomma, Tarsier Studios torna a far parlare di sé con questo gioco tanto breve quanto intenso. Molto allegorico da una parte e molto ermetico dall’altra, con luoghi, persone ed entità non perfettamente spiegate o giustificate, che lasciano spazio alla libera interpretazione. Molto gradevole da vedere, seppure semplice. Non scade mai nel banale ed ogni ambientazione è ricostruita minuziosamente. I giocatori più sensibili saranno in grado, quasi, di percepire freddo, umidità, paura e ansia mentre giocano.

Il gameplay si affida a stilemi estremamente classici e rodati, tipi dei platform degli anni ‘80: si procede da sinistra a destra con poca licenza di andare su e giù oppure in senso opposto. Six, la protagonista, è fragile, lenta, debole, ma grazie alla nostra intelligenza e alle nostre intuizioni può sopravvivere. E quando gli ambienti si fanno troppo oscuri può affidarsi alla tenue fiamma di un piccolo accendino. Six può camminare, correre, scalare, tirare, spingere, raccogliere e scagliare poco lontano e non può far nulla contro tutte le minacce che le si parano di fronte: più veloci, più grandi, più forti di lei in ogni aspetto meno che l’intelligenza.

Little Nightmares è un gioco alla portata di tutti, ma non è un gioco per tutti. Non si spara, non è psichedelico, è adrenalinico ma non vertiginoso, i ritmi sono lenti e ragionati, non ci sono spiegazioni prolisse e lunghe scene di intermezzo, non ci sono dialoghi. E’ un piccolo viaggio negli incubi di una bambina di nove anni, che deve fuggire da un infernale ristorante in cui si mangia in eterno, come in un girone dantesco.

Pregi

Ambientazioni disturbanti ed inquietanti al punto giusto. Mai banale e mai frustrante. A tratti molto metaforico e altre volte piacevolmente ermetico.

Difetti

Estremamente breve e lineare. Oscuro, serioso e ben lontano dal risultare rilassante.

Voto

8,5

Condividi questo articolo


L’articolo Little Nightmares, Recensione PlayStation 4 sembra essere il primo su IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Little Nightmares, Recensione PlayStation 4

[Recensione] Xiaomi Xiaofang: l’ottima IP camera per la sicurezza controllabile da smartphone

SpazioAndroid.com Italia

Xiaomi è una delle migliori case cinesi, che oltre a smartphone e tablet, produce anche tanti altri dispositivi hi-tech e non; oggi vi mostreremo nella nostra recensione la straordinaria Xiaomi Xiaofang, una IP camera adatta alla sicurezza casalinga, controllabile sia tramite smartphone/tablet Android che iOS, che costa solitamente meno di 30€, ma grazie al coupon […]

The post [Recensione] Xiaomi Xiaofang: l’ottima IP camera per la sicurezza controllabile da smartphone appeared first on Spazio Android Italia.

Continua la lettura di [Recensione] Xiaomi Xiaofang: l’ottima IP camera per la sicurezza controllabile da smartphone

Puyo Puyo Tetris, Recensione PlayStation 4

Cosa succederebbe su due dei più famosi puzzle game si unissero? Difficile dare una risposta diretta: la cosa più difficile probabilmente sarebbe bilanciare le caratteristiche dei giochi offrendo al tempo stesso un gameplay interessante.

Ad ogni modo a questa domanda legittima c’è già una risposta visto che a tre anni di distanza dalla sua uscita in Giappone su Nintendo 3DS, PlayStation 3, PlayStation 4 e Wii U,  Puyo Puyo Tetris approda in Europa su PlayStation 4 e Nintendo Switch.

Noi vi parleremo dell’edizione PlayStation 4 di questo puzzle targato SEGA e sviluppato da Sonic Team arrivato sul mercato occidentale grazie a Deep Silver lo scorso 28 aprile e quindi poco più di una settimana fa. Riuscirà questo gioco ad essere divertente ed appassionante?

Ecco cosa ne pensiamo in questa recensione.

QUANDO SI INCONTRANO DUE MITI

Prima di parlare del gioco è doveroso fare un piccolo riassunto. Puyo Puyo Tetris è un titolo che, come ben si evince dal nome, unisce (o collide, a seconda i punti di vista) due dei puzzle game che hanno fatto la storia non solo del genere ma anche dei videogiochi in assoluto.

Puyo Puyo è nato nel lontanissimo 1991 a firma di Compile ed è basato su Tetris e Dr. Mario. Per andare avanti bisogna superare l’avversario di turno unendo gruppi di almeno quattro puyo (che non è altri che il nome delle piccole creature che controlleremo) dello stesso colore che scendono verticalmente da una schermata. E’ possibile anche realizzare delle combo che permettono non solo punteggi più alti ma anche la formazione di puyo trasparenti che cadono nel “campo” avversario intralciando le mosse altrui. Quando la schermata è piena di puyo finisce la partita ed il vincitore è chi può ancora effettuare mosse.

Di Tetris ci sembra quasi avulso parlarne. Nato nell’ancor più lontano 1984, è il puzzle game per eccellenza: completare linee con i tetramini che scendono dallo schermo e man mano la caduta dei pezzi diventa sempre più veloce rendendo difficile posizionarli in modo corretto… un concetto così semplice dall’essere geniale ed estremamente popolare.

UN GAMEPLAY DAVVERO INTELLIGENTE CON TANTISSIME MODALITA’

PPT Screenshot 3

Va da se che unire le peculiarità dei due giochi sarebbe stato un affare delicato. Tuttavia SEGA, o meglio Sonic Team, seppe, all’epoca, realizzare un gran lavoro riuscendo a fondere le caratteristiche dei giochi in Puyo Puyo Tetris riuscendo a miscelare con sapienza tutto.

Il gioco è godibile da soli ma è in compagnia che rende al massimo grazie a sfide interessanti e frenetiche con gli amici fino a quattro giocatori in locale.

Uno dei punti forti di Puyo Puyo Tetris, inoltre, è senza dubbio la miriade di modalità presenti dedicate alle due “specialità” nonché i tanti capitoli della modalità Storia che collega entrambi i giochi e che richiede attenzione ed abilità sia nell’utilizzo dei tetramini che dei puyo.

Il risultato è eccellente sia in termini di qualità del gameplay, che in termini di sfida che di longevità e varietà. Il piatto è sempre lo stesso, ma cambia il contorno della pietanza servita in varie salse e sempre stimolante. Vi piacciono le sfide a tempo? Bene, ci sono, o amate cambiare (alternandovi) tra Tetris e Puyo Puyo, c’è la modalità adatta, o ancora adorate la fusione? Si, c’è. E per gli amanti delle sfide troviamo il Big Bang che si basa sulla velocità d’azione.

PPT Screenshot 4

In sostanza gli sviluppatori hanno lavorato più sulle modalità che sul gameplay vero e proprio portando pochissimi ritocchi offrendo, al tempo stesso, agli appassionati e non solo, un carnet succoso. Un insieme di pietanze adatto sia ai neofiti (ci sono anche i tutorial) che ai più smaliziati.

Che siate soli o in compagnia, il discorso non cambia di molto. La storia, ad esempio è davvero lunga e permette di provare vari capitoli (e discipline) con tante sfide tra i numerosi personaggi presenti. Da ricordare che esiste un sistema di valutazione delle partite (scontri) che si basa sul tempo, sulla tecnica (ovvero sulla bravura di effettuare concatenazioni di combinazioni puyo o più linee tetris, ndr) che offrono tanti crediti, a patto che si vinca lo scontro. Con questi crediti è possibile acquistare internamente avatar ed altri abbellimenti.

TUTTE LE MODALITA’ MINUTO PER MINUTO

Trattandosi di una recensione è anche giusto dopo avere descritto sommariamente cosa offre, proporre un pratico specchietto dei contenuti. Eccolo, tratto da questo nostro articolo. Non vi perdete.

Avventura – la modalità Single-player offre 10 livelli, in ognuno dei quali potrete trovare diversi personaggi dagli universi di Puyo Puyo e Tetris. Ogni stage contiene delle sfide uniche che dovrete superare per vincere e andare avanti.

Multiplayer Arcade – Nella modalità Arcade Multiplayer, fino a 4 giocatori in locale, il titolo offre moltissime varianti di gioco che tireranno fuori la competitività di tutti i partecipanti!
·        Versus – I giocatori si dovranno sfidare in un testa a testa in Puyo Puyo o Tetris.
·        Swap – Le abilità dei giocatori saranno messe a dura prova nel test definitivo quando dovranno competere sia nei livelli di Puyo Puyo che in quelli di Tetris, che si intervalleranno durante la competizione.
·        Fusion – Un vero gioco ibrido dove i giocatori si possono confrontare con Puyos e Tetriminos insieme nello stesso stage, richiede abilità e astuzia per vincere
·        Big Bang – Una corsa contro il tempo in cui giocatori dovranno completare il livello nel minor tempo possibile per vincere.
·        Party – I giocatori possono darsi battaglia in Puyo o Tetris, ma i puzzle presentano degli oggetti speciali che una volta attivati possono aiutarli o danneggiarli.

Online – I giocatori possono dare prova delle loro abilità su scala globale nella modalità  multiplayer online fino a 4 giocatori nella Puzzle League o nella modalità di gioco Free
·        Puzzle League – Incrementate la posizione in classifica dei giocatori guadagnando punti e aspirando a nuove league, una modalità per chi ama la competizione.
·        Modalità Free – Un’esperienza di gioco più casual dove non vengono annotati i record e dove i giocatori possono personalizzare le partite con delle impostazioni uniche e invitare gli amici a provarle.
·        Modalità Replays – I giocatori possono salvare e caricare qualsiasi partita online da mostrare ai loro amici, o cercare le partite di altri giocatori utilizzando il sistema di tag e filtri.

Solo Arcade – Provate le modalità Arcade Multiplayer contro la CPU in match Battle o Endurance o provate le sfide single-player:
·        Battle – Sostituite i giocatori umani per sfidare in un match 1 contro 3, degli sfidanti della CPU contemporaneamente.
·        Endurance – Giocate sulla distanza in una sfida senza fine contro la CPU, cercando di ottenere il maggior numero di vittorie di fila.
·        Challenge – Dimenticatevi degli avversari e metti alla prova le tue abilità nei test Sprint, Marathon e molto altro.

 

TUTTO COLORATO, ACCESSIBILE ED ORECCHIABILE

PPT Screenshot 1

Difficile parlare del comparto tecnico di un gioco del genere: Puyo Puyo Tetris è più contenuto che apparenza. Certo, non mancano gli spunti grafici con scenette di intermezzo ben disegnate ed una grafica estremamente chiara, dai contorni netti e cartooneschi molto efficace.

A questo bisogna unire anche il sonoro azzeccato ed evocativo con un doppiaggio credibile benché un po’ strillato come da tradizione giapponese.

In sostanza è un abito fatto su misura ad un gioco che ha nei contenuti, nella varietà, nel gameplay, nella sfida e nella longevità (elevatissima) quanto di migliore possa offrire.

PPT Screenshot 2

COMMENTO FINALE

Se siete amanti dei puzzle game non dovete farvi sfuggire questo titolo. Puyo Puyo Tetris è la summa perpetua di due classici. Si tratta sostanzialmente di un titolo autoreferenziale che racchiude due giochi famosissimi in tutto il mondo.
SEGA e Deep Silver hanno portato questo gioco in Europa dopo tre anni dal suo debutto giapponese ed il titolo offre grandissima varietà e longevità. Puyo Puyo Tetris dà il meglio di sé in multiplayer (sia in locale che online con sfide classificate e non) ma è in grado di offrire, grazie ad un’intelligenza artificiale di buonissimo livello, una valida alternativa anche in solitario.

Difficile, viste le tante varianti, annoiarsi o fare partite identiche. E poi c’è la modalità Storia, davvero lunga, che può essere una buona sfida per andare avanti. Assolutamente consigliato agli utenti PS4 e Switch.

 

Pregi

Splendido abbraccio tra Tetris e Puyo Puyo. Praticamente due giochi in uno. Gameplay eccellente. Vario e vasto. Grado di sfida elevatissimo. Pulizia grafica. Sonoro gradevole.

Difetti

Manca la traduzione italiana (non influisce sul voto). A volte la sfida si fa davvero dura. Troppi testi nella modalità storia.

Voto

8,5

Condividi questo articolo


L’articolo Puyo Puyo Tetris, Recensione PlayStation 4 sembra essere il primo su IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Puyo Puyo Tetris, Recensione PlayStation 4

Erased di Kei Sanbe – Recensione

Autore: Kei Sanbe Genere: Drammatico, Thriller, Mistery, Fantasy Editore: Star Comics Dimensione: 13×18 Satoru è un 29enne single che lavora come fumettista, ma a causa di alcuni suoi blocchi mentali non riesce ad esprimersi nelle sue opere, finendo per creare prodotti insoddisfacenti. Dopo la morte di una sua compagna di

L’articolo Erased di Kei Sanbe – Recensione sembra essere il primo su Havoc Point.