Archivi categoria: Recensioni

Dragonero Speciale 4 – La Principessa delle Sabbie – Recensione

Meno di una settimana fa abbiamo affrontato un grande traguardo raggiunto dall’opera di Luca Enoch e Stefano Vietti, Dragonero, il numero 50. Stavolta sono però qui a raccontarvi il mio resoconto del quarto speciale, La Principessa delle Sabbie. Il fumetto in questione è uscito qualche giorno prima del numero 50,

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DC Rinascita: Justice League 3-5 – Recensione

Le avventure dei compagni della Justice League non sembrano più avere fine e la nuova gigantesca minaccia sta per incombere sul pianeta terra. Abbiamo lasciato Superman dell’altro universo immerso al centro della terra nella lava bollente e la restate JL in cerca di una qualche forma di debolezza da parte

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Speciale Storie – Lavennder – Recensione

Le favole che ci hanno accompagnato durante la nostra infanzia sono sempre caratterizzate da un bel personaggio che salva la situazione, nonostante magari sia pieno di difetti. Talvolta sono personaggi che hanno davvero poco di eroistico e risolvono i problemi grazie alla semplice e pura fortuna. Lavennlder di Giacomo Bevilacqua

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Dragonero #50 – La Vendetta – Recensione

Qualche anno fa, quando è iniziata l’avventura di Dragonero, in pochi credevano nel suo successo. Un fantasy abbastanza classico che inizialmente non riusciva a dare quelle emozioni ricercate dai fan. Successivamente, la storia ha preso una piega sempre più complessa e con una scrittura che migliorava di volume in volume.

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[Recensione] Aukey Auricolare Sport Stereo EP-B26: le comode cuffie on-ear bluetooth 4.1 con microfono

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Le cuffie in-ear ormai vanno molto di moda grazie anche alla loro dimensione contenuta, ma le cuffie on-ear le ho sempre ritenute più comode, ed oggi vi abbiamo recensito le Aukey Auricolare Sport Stereo EP-B26. Contenuto della confezione: 1 x Aukey Auricolare Sport Stereo EP-B26 1 x Cavo di Ricarica USB 1 x Certificato di […]

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[Recensione] Aukey Umidificatore Ultrasuoni BE-A11: adatto per purificare l’aria e rilassarsi, con luce LED a 7 colori

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Siete un po’ tesi ed affaticati? Grazie ad Aukey Umidificatore Ultrasuoni BE-A11 potrete rilassarvi umidificando e purificando l’aria, mantenendo la pelle umida, adatto anche per oli essenziali e con luce LED a 7 colori, di seguito la nostra recensione. Contenuto della confezione: 1 x Aukey Umidificatore Ultrasuoni BE-A11 1 x Alimentatore 1 x Misurino 1 […]

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The Books of Magic di Neil Gaiman – Recensione

Ci sono delle storie che andrebbero lettere, indipendentemente dal loro formato. Ci sono autori che andrebbero letti a tutti i costi e attualmente, se dovessi nominarvi alcuni nomi, tra questi ci sarebbe Neil Gaiman al 1000%. Vincitore di tantissimi premi, egli è l’autore del capolavoro come Sandman o American Gods:

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Valter Buio di Alessandro Bilotta 3-4 – Recensione

Da quando la Star Comics decise di ristampare quel piccolo capolavoro di Valter Buio, io ne rimasi molto più che contento. Avere di nuovo a che fare con questo strambo e oscuro personaggio non era una cosa aspettata, ma molto voluta da me. Nella prima recensione cercai di spiegare che

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Maison Ikkoku #2 a 6 – Recensione

All’interno dell’appartamento dove si svolgono le vicende vive Godai, un giovane ragazzo svogliato che nonostante i vari tentativi non è ancora riuscito a passare l’esame di ammissione all’università. Spinto dai dispetti dei vicini, Godai decide di trasferirsi, ma è proprio a quel punto che la bella Kyoko fa la sua

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Superman: Alieno Americano di Max Landis – Recensione

Il passato di un eroe è quasi sempre pieno di mistero, ma allo stesso tempo è uno scrigno che al suo interno contiene gioie e dolori. Aperto lo scrigno, possiamo vedere i motivi che hanno reso tale un eroe o un villain e talvolta, comprendere delle decisioni sbagliate. Superman, l’eroe

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Batman Europa di Matteo Casali e Brian Azzarello – Recensione

Bruce Wayne è un ricco uomo d’affari che in tutta la sua vita ha visitato parecchi posti magnifici, ma sempre in veste del grande magnate e non del detective. Affrontare invece un lungo viaggio attraverso diversi paesi nei panni del crociato incappucciato era un desiderio davvero immenso per tutti i

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[Recensione] Xiaomi mijia Smart 720P WiFi IP camera: l’ottima IP camera comandabile a 360°

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A distanza di 2 mesi dalla nostra prova della Xiaomi Xiaofang (di cui purtroppo non si trova più la versione compatibile in suolo europeo), abbiamo provato e recensito la Xiaomi mijia Smart 720P WiFi IP camera, una IP camera adatta alla sicurezza casalinga, controllabile a 360° sia tramite smartphone/tablet Android che iOS, stavolta compatibile con […]

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Torment: Tides of Numenera, Recensione Pc

Cosa pensare di un titolo che si rivela capace di emozionare il giocatore più e volte con il semplice utilizzo della parola? Senza sequenze cinematiche mozzafiato o doppiaggi di qualità cinematografica, bensì con la sola forza di un testo scritto? Seppur ci sia stato un tempo in cui i videogiochi, privi dell’ausilio delle moderne tecnologie grafiche, si affidassero molto più spesso a lunghi paragrafi di testo, non necessariamente tali produzioni scritte si rivelavano di buona qualità, o meritevoli di attenzione.

Se Planescape: Torment (Black Isle, 1999) riuscì a colpire i giocatori con la forza di un uragano e a diventare un vero e proprio titolo cult – purtroppo passato un po’ in sordina tra il grande pubblico – è perché riuscì brillantemente a coniugare una trama coinvolgente, un setting, quello del gioco di ruolo da tavolo Planescape, incredibilmente affascinante e una scrittura spesso volutamente ermetica e fine a sé stessa, eppure proprio per questo incredibilmente stupefacente, diversa per tono e tematiche affrontate da qualunque cosa i giocatori dell’epoca avevano visto.

Torment Tides of Numenera - Recensione PC 1

Torment, ancora oggi, è apprezzato per le non banali questioni filosofico-morali che solleva (“cosa può cambiare la natura di un uomo?”, chiede uno dei PNG più importanti del gioco), per il carisma emanato dal suo variopinto e stravagante cast di personaggi, per la sua rappresentazione di un Multiverso pericoloso e multiforme eppure ammaliante, che poteva mutare in modo radicale anche solo con il potere delle credenze e del pensiero. Sono passati 17 anni dalla sua uscita, e ancora oggi Torment è considerato una delle massime vette raggiunte dal GDR occidentale. Fatte tali premesse, si può perfettamente capire come il ruolo di seguito spirituale assegnato a Torment: Tides of Numenera sia di quelli scomodi, capace di far tremare anche il publisher più grande.

Eppure il team di InXile Entertainment, capitanato dal visionario Brian Fargo, si è comunque voluto sobbarcare un’impresa improba, grazie ad una campagna Kickstarter che nel 2013 riuscì a raccogliere più di quattro milioni di dollari di finanziamento, per quella che si proponeva come una sorta di continuazione tematica al predecessore e, per certi versi, anche stilistica.

UNA NUOVA STORIA DI ANIME TORMENTATE

Basato direttamente sull’ambientazione del gioco da tavolo Numenera firmato dal game designer Monte Cook, Torment: Tides of Numenera si presenta al pubblico su Pc, Xbox One e PlayStation 4 non scevro di alcuni problemi che ne hanno parzialmente inficiato lo sviluppo, e che per il pubblico italiano in particolare non rappresentano certo un buon biglietto da visita: i tagli rispetto alle promesse della campagna sono estesi, e vanno da singoli PNG (alcuni di loro erano persino componenti del gruppo principale di protagonisti) a intere funzionalità totalmente rimosse, e solo una parte di tutto questo è ora in corso di reintroduzione mediante un processo di patching costante.

La mancanza totale di una traduzione in italiano, per giunta promessa nel corso della campagna di finanziamento, è però senza dubbio l’elemento che più ha condizionato l’accoglienza del gioco nelle sponde italiane. E se è pur vero che il budget a disposizione non era elevatissimo, e che una traduzione di pessima qualità non avrebbe comunque giovato al titolo, rimane comunque il fatto che questo improbabile, secondo Torment non si è certo presentato al mercato sotto i migliori auspici.

Nonostante le premesse non esaltanti, una volta avviato, Tides of Numenera non manca di colpire subito il giocatore grazie ad una calcolata, quasi programmatica assenza di una qualunque sequenza cinematica che presenti trama o personaggi principali. Una volta iniziata una nuova partita, il titolo si apre con un lungo incipit presentato in forma quasi interamente testuale, a sottolineare ancora una volta che quello che attende il giocatore è un viaggio – lungo una quarantina di ore circa – fatto di lunghi periodi di testo recanti il compito di descrivere ogni singola sensazione evocata dal mondo che si troverà ad esplorare, dai colori agli odori, dagli stati d’animo all’intricato funzionamento interno di un misterioso meccanismo.
Già i primissimi minuti della trama sono capaci di solleticare quel giocatore alla ricerca di un’esperienza diversa dal resto dei blockbuster del Gdr, incentrata com’è più sulla ricerca personale di significati che sulla salvezza del mondo: ci troviamo un miliardo di anni nel futuro, in un’epoca che è stata definita “il Nono Mondo”; otto grandi epoche si sono infatti susseguite in precedenza, lasciando dietro di loro altrettante civiltà ormai perdute, con il loro carico di segreti oscuri e tecnologie dimenticate, oggetti e meccanismi talmente avanzati tecnologicamente da essere quasi considerati magici dagli abitanti del Nono Mondo, in una riproposizione quasi pedissequa della Terza Legge di Clarke.

Torment Tides of Numenera (9)

All’interno di questo inusuale universo, prende vita una storia che riecheggia, per tematiche affrontate e modalità di esecuzione, l’ispiratissimo predecessore: protagonista assoluto degli eventi è il Dio Mutevole, un uomo che nel corso delle ere è riuscito a scoprire il segreto dell’immortalità, creando corpi artificiali all’interno dei quali trasferire la propria coscienza, vivendo così centinaia – se non migliaia – di “vite”. Peccato che l’effetto collaterale maggiore di tale procedura sia che i corpi lasciati indietro acquisiscono una propria autocoscienza, diventando persone a tutti gli effetti.

Il giocatore assumerà dunque il ruolo dell’ultimo di questi “scarti”, chiamato per l’appunto The Last Castoff, proprio nel momento della sua nascita, ovvero quando viene abbandonato dal Dio Mutevole, e da lì prenderà avvio un intreccio che non disdegna di presentare al giocatore serie questioni etiche, il tutto teso alla ricerca di una risposta alla ben precisa domanda: che valore ha una vita?

NE FERISCE PIÙ LA PENNA DELLA SPADA

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Questo perché è proprio sulle vite, sia dei personaggi giocanti che degli innumerevoli PNG, che si concentra Tides of Numenera, all’interno di una fittissima rete di relazioni umane che riesce a dare profondità ad ogni singolo personaggio, non importa quanto secondario: nel gioco si parla tantissimo, e ogni elemento con il quale è possibile interagire ha una propria storia e un proprio ruolo, dal taverniere apparentemente più ordinario all’oggetto più enigmatico. Ciò che colpisce di più, però, sono il senso di estraneità e le incredibili suggestioni che l’ambientazione è capace di donare al giocatore, grazie alla profonda alterità rispetto a qualunque altra ambientazione fantasy o fantascientifica vista finora: certi design incredibilmente stravaganti ed eccentrici riportano alla mente, alternativamente, Jules Verne e lo Star Wars più esoterico, mentre tutto nel gioco sembra concepito per giocare continuamente con le aspettative del giocatore-lettore, tra esseri multidimensionali, viaggi nello spazio-tempo, tatuaggi che prendono vita e nanomacchine lasciate in eredità da civiltà scomparse.

Tutto questa cornucopia di influenze, lungi dall’essere fine a sé stessa, serve per dare carattere e sostanza fisica ad un mondo che è così singolare ed originale che, è bene affermarlo subito, saprà essere apprezzato solo da una ristretta cerchia di giocatori: Tides of Numenera è un titolo che non ha paura di offrire un’esperienza complessa ed intrigante, il tutto grazie al potere di muri e muri di testo che sembrano farne, a volte, quasi un ideale discendente di un libro-game o di una visual novel giapponese. Opera di un vero e proprio “dream team” di scrittori e sceneggiatori, tra i quali si annoverano Chris Avellone e George Ziets, che ha saputo sfornare una prosa variopinta e ricchissima, contraddistinta da una densità e profondità raggiunta da ben pochi giochi di ruolo presenti al momento sul mercato, incluse le recenti sperimentazioni partorite dalla florida fucina di Kickstarter o dalle menti più fieramente indipendenti, come Pillars of Eternity e Age of Decadence. Certo, questa particolare impostazione ha l’innegabile effetto di rendere Torment un titolo difficilmente approcciabile da una mente non preparata, complice il linguaggio usato che spesso e volentieri preferisce la dizione più aulica e letteraria: ben più della media del genere, si tratta di un titolo che richiede dedizione, impegno, disponibilità ad immergersi in un universo alternativo leggendone con attenzione le rappresentazioni offerte dalla parola. Superate le difficoltà, la ricompensa è un’esperienza come poche nel videogioco moderno: totalmente aliena e spesso indecifrabile, eppure proprio per questo così ammaliante.

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Non mancano, però, alcune criticità, dovute con tutta probabilità alla mancanza di sufficiente tempo a disposizione per lo sviluppo: se la grande maggioranza del gioco è sufficientemente completa sul piano dei contenuti, lo stesso non si può dire dei propri compagni di squadra, che si dimostrano per la maggior parte piuttosto deludenti: gran parte di loro si rivelano personalità piuttosto semplici e non molto sfaccettate, e i loro rapporti con la trama principale e con il protagonista sono piuttosto labili, privi della giusta importanza. A parte forse Rhin e Matkina, nessuno di loro si presenta veramente approfondito, e questo è di certo un gran peccato se consideriamo i loro illustri e magnifici predecessori nel primo Torment

IL POTERE DELLE SCELTE

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La complessità di questo vero e proprio romanzo interattivo è sostenuta da un motore di gioco mutuato da quello usato nel recente Pillars of Eternity e basato sull’ultima versione di Unity. Nulla che faccia gridare al miracolo, in quanto presenta solamente qualche effetto particellare di ottima fattura e modelli discreti ma non terribilmente ricchi di dettagli; siamo ben lontani, naturalmente, dalla potenza grafica dei tripla A più blasonati, ma di certo non è questo ciò su cui Tides of Numenera si concentra.

L’approccio è quello dei Gdr tradizionali di fine anni ’90 – ovviamente con qualche necessario ammodernamento – con una visuale dall’alto e un sistema di controllo via mouse che ricorda i titoli strategici. Il gioco presenta una notevole ricchezza di missioni e sottomissioni affrontabili dal giocatore, il quale avrà sempre a sua disposizione un’ampia varietà di modi per affrontarle. Ogni quest, infatti, fornisce diversi tipi di risoluzioni possibili a seconda delle inclinazioni del personaggio che il giocatore decide di sviluppare, dalla rapidità di mano alla persuasione, che il sistema di regole interno del gioco raggruppa genericamente in tre macro-categorie: Forza, Velocità e Intelletto. Passivamente, le abilità scelte all’inizio con la creazione del personaggio (secondo la classica tripartizione “guerriero/ladro/mago”), e poi sviluppate mediante il tradizionale passaggio di livello con accumulo di punti esperienza, permettono di ottenere maggiori informazioni dal mondo di gioco, attivandosi automaticamente durante le conversazioni per fornire maggiori dettagli, a seconda del contesto, con una sorta di “controllo” sull’abilità necessaria, superato il quale si accederà alle nuove informazioni.

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Nelle situazioni più importanti o concitate, entra invece in gioco il sistema di “Impegno” (“effort” nell’originale inglese), ovvero una sorta di classica prova di abilità, tanto cara ai Gdr tradizionali da tavolo, che prevede la spesa di alcuni punti di Forza, Velocità o Intelletto – a seconda della situazione – per ottenere il successo in una particolare circostanza. Per scassinare una porta, quindi, dovremo investire un determinato valore di velocità, e altrettanto per assestare un colpo ad un avversario, con l’ammontare standard di punti caratteristica che si rigenera ad ogni riposo o con l’utilizzo di oggetti particolari.

Tale sistema, solo in apparenza macchinoso, è capace di offrire un grande ventaglio di possibilità nell’approccio ad ogni quest, che da parte loro sono strutturate in modo da rendere possibile ogni tipo di risoluzione – e non è sempre detto che l’opzione più pacifica sia necessariamente la migliore, o nemmeno la più consigliabile sul piano morale.
Ne deriva che in Tides of Numenera ogni tipo di personaggio, dal guerriero che pensa solo a menare le mani al mago talmente potente da poter leggere le menti (sì, è una possibilità), ha un suo senso logico e un suo modo di proseguire nel gioco, magari perdendosi inevitabilmente alcuni contenuti, ma comunque avendo sempre a sua disposizione i mezzi per risolvere le sfide da affrontare. A contribuire al senso di reattività del gioco ci sono le Tides, le cosiddette “maree”, che rappresentano determinati allineamenti morali ed etici cui il nostro alter ego si avvicinerà nel corso della partita, e che sono ben più complessi dell’ormai abusatissimo binomio “bene/male”. Se c’è, però,  da ravvisare un leggero difetto in questa meccanica, esso sta nel fatto che è possibile usare anche le capacità dei membri del gruppo, rendendo così magari un po’ inutile farsi troppi problemi sul tipo di “build” da intraprendere nel caso si disponga di un party sufficientemente bilanciato.

Il combattimento di Tides of Numenera, organizzato in turni, cerca anch’esso di differenziarsi dalla media del genere, anche se non sempre riesce nelle proprie intenzioni. Di base, il gioco intende proporre un sistema grazie al quale ogni “crisi” – così vengono chiamate le singole battaglie – è risolvibile in più modi: non solo, quindi, limitandosi a far fuori tutti i nemici, ma anche, secondo le circostanze, intimidendo il leader del gruppo avversario, oppure attivando dei congegni decisivi per debellare la minaccia, il tutto superando le necessarie prove di difficoltà con il sistema di Impegno.
Il problema è che, probabilmente per motivi di tempo, non tutte le crisi sono state trattate con la stessa accortezza o con sufficiente cura, e mentre quelle maggiori – magari legate alla trama – si presentano sufficientemente profonde e tatticamente allettanti, gran parte di quelle minori non godono della stessa quantità di possibilità. Sta di fatto, in ogni caso, che Tides of Numenera non dovrebbe essere giocato da chi è in cerca di grandi velleità strategiche.

COMMENTO FINALE

I timori e le pare che hanno a lungo circondato lo sviluppo di Torment: Tides of Numenera possono ora essere dissipati: il titolo è un gioco di ruolo come pochi, pochissimi altri, capace di suggestioni al limite dell’impossibile, artisticamente ispiratissimo e tematicamente profondo. Sa essere ermetico, a volte quasi impossibile da decifrare nei suoi significati, e per questo magari può essere inapprezzabile da chi cerca un’esperienza più ordinaria, o forse più tradizionale. Ciononostante, a dispetto delle premesse non esaltanti e di alcuni difetti che non incidono sul valore complessivo dell’opera, Tides of Numenera si rivela un vero e proprio gioiello, un titolo coraggioso che osa oscillare fra trattato filosofico e insegnamento morale.

Pregi

Intreccio dalla grande complessità filosofica e morale. Universo narrativo originale e affascinante. Grande varietà di approcci possibili alle situazioni. Sistema di sviluppo del personaggio ben congegnato.

Difetti

Non è un titolo per i meno pazienti. Alcuni personaggi secondari non sono caratterizzati quanto dovrebbero. Si sente la mancanza di una traduzione in italiano.

Voto

9

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Serious Sam’s Bogus Detour, Recensione Pc

Dal 3d in prima persona al 2d con visuale a “volo d’uccello”. Dall’alta definizione alla Pixel Art. Dal ritmo frenetico ad uno altrettanto frenetico che però costringe anche prendere rapidissime decisioni e (brevi) pause. Serious Sam’s Bogus Detour si presenta così su Steam agli utenti Pc Windows e Linux.

Gli sviluppatori di Croteam (titolari della saga) e di Crackshell (autori del frenetico Hammerwatch) sfornano, così, un titolo dal fortissimo sapore retro che è stato anche tra i protagonisti della folle conferenza E3 del publisher Devolver Digital, editore questa produzione indie.

Troviamo così il protagonista Sam Stone, meglio conosciuto col nomignolo “Serious”, porsi di fronte alle terribili e temibili forze dei Mental, una razza aliena che punta a conquistare anche la Terra. La trama che in questi casi è piuttosto irrisoria, fa da collante per i tanti livelli che andremo ad affrontare e si svela attraverso delle note che vengono notificate durante le concitate fasi di gioco e che potremo leggere in qualsiasi momento assieme alle note “biografiche” dei vari nemici e delle novità che via via incontreremo.

Ed ecco la nostra recensione di questo nuovo titolo della serie uscito lo scorso 20 giugno che, come abbiamo già accennato, da fps si trasforma in sparatutto twin stick.

GAMEPLAY FRENETICO, AZIONE SANGINOLENTA CON RITMI ALTALENANTI

Serious Sam’s Bogus Detour porta i giocatori nel cuore di un’azione frenetica dove le fasi sanguinolente (vere e proprie carneficine) mitigate dalla Pixel Art, non si fanno attendere.

Per riuscire nell’impresa di salvare ancora una volta l’inconsapevole Pianeta, potremo avvalerci del joypad ma anche della combinazione tastiera (con comandi configurabili a piacimento) e mouse. In entrambi i casi, combattere e muoverci attraverso i meandri delle varie mappe ambientate nel Mediterraneo (Egitto, Grecia, Mar Egeo, Turchia ed altro) il gameplay si comporta bene con una certa fluidità sui comandi che ci permette un rapido cambio d’arma, o le capriole per eludere, o limitare, gli attacchi ed i colpi nemici. Merito anche dell’ottima e funzionale interfaccia con comandi immediati.

Serious Sam Bogus Detour Map

Facile giocare ma non vincere perché il grado di sfida, realizzato piuttosto bene e con oculatezza, è comunque elevato. Le mappe non sono lineari e permettono percorsi alternativi che possono essere più o meno redditizi ma anche, al tempo stesso, irti di pericoli. Purtuttavia, queste strade secondarie possono anche offrire segreti interessanti ed “omaggiare” di bonus, armi e munizioni supplementari non certo indifferenti. Per qualcuno potrebbe essere un problema perché il ritmo frenetico che raggiunge punte di follia assoluta come è ovvio che un gioco della serie Serious Sam sia, ma per noi si è rivelato un ulteriore asso nella manica di questo titolo.

Nondimeno è possibile selezionare alcuni parametri prima delle partite come il livello di difficoltà ed altro che rendono i match ancora più ardui o più agevoli.

Il nostro cammino, come detto, è irto di pericoli perché ci sono tantissimi nemici, e molte vecchie conoscenze, da eliminare. I folli kamikaze con le bombe al posto delle mani sono sicuramente tra i più famosi e tra quelli che mettono i giocatori della saga in un contesto quasi familiare vista la loro presenza costante.

Serious Sam Bogus Detour B
Serious Sam Bogus Detour A
Serious Sam Bogus Detour E

Quello che frammenta (solo a tratti) la pazza azione di Serious Sam’s Bogus Deour, è sicuramente la vastità delle mappe alla caccia di armi che si adattano ad ogni soluzione e la ricerca di munizioni per poterle usare. Ma questa viene ricompensata con una varietà molto interessante. La scelta è davvero vasta e va dai pugni (si, il nostro eroe potrà prendere a pugni i vari alieni), ai martelli da guerra fino ai lanciarazzi, pistole, fucili, mitragliatrici, (armi storiche come la Tommy Gun) lanciafiamme, ma anche laser ed armi sempre più sofisticate ed esotiche anche di natura aliena che sono potentissime e che in certi casi possono fare la differenza tra la vita e la morte.
A rendere ancora più tattico il tutto è, come detto, la spasmodica ricerca di munizioni e chiavi speciali per poter sbloccare alcune porzioni di mappa altrimenti irraggiungibili che però si colloca in un crescendo sempre più spasmodico che si traduce, spesso e volentieri, parafrasando una frase di un celebre film catastrofista, in un costosissimo (e coloratissimo) spettacolo pirotecnico.

A dare, secondo noi, più profondità al gameplay, c’è anche l’avanzamento di livello del personaggio che offre una spruzzata ruolistica. Come in un comune gdr, infatti, raccoglieremo punti esperienza attraverso le uccisioni di nemici o ritrovamenti di determinati oggi. Sarà possibile così sbloccare abilità attive e passive in tre rami principali: personaggio, sopravvivenza, arsenale. Attivate queste abilità si miglioreranno le prestazioni del nostro Sam. Più vita, più precisione, più danni con determinati tipi di armi, più resistenza a determinati tipi di armi e così via. Questa nota ruolistica permette anche di orientarsi in un determinato stile di gameplay.

Serious Sam Bogus Detour D
Serious Sam Bogus Detour C
Serious Sam Bogus Detour O

Il punto meno forte del gioco, però, è il continuo tornare sui propri passi per trovare la strada giusta. Se, infatti, nel percorso di andata, non mancherà l’azione, nel ritorno per trovare altre vie, ci faremo largo in assoluta tranquillità. Questo, in effetti, potrebbe annoiare non poco chi è abituato a ritmi elevati costanti.

A compensare un po’ il tutto ci sono le battaglie con i boss che sono dannatamente frenetiche. Si direbbe oggi che sono dei bullet hell (inferno di proiettili) che esaltano i riflessi dei giocatori più attivi e frustrano le ambizioni degli altri.

ALTRE MODALITA’ ED EDITOR

A rendere Bogus Detour un titolo piuttosto completo è la presenza di diverse modalità con la possibilità anche di giocare in multiplayer per scontri divertentissimi. PvP frenetici a 12 giocatori e la modalità Survival, faranno il resto. Ovviamente c’è anche la cooperativa online fino a quattro giocatori che rende l’azione sempre più folle.

Ma non finisce qui. L’ultima fatica di Croteam e Crackshell propone anche un editor per la realizzazione delle proprie mappe personalizzate con mostri da affrontare o per il comparto multiplayer da condividere con gli altri utenti su Steam Workshop. Ampio spazio, quindi, per le mod con tante opzioni già realizzate ed altre in arrivo con aggiornamenti. Sono già decine le proposte degli utenti con quest alternative e molto altro. Vi lasciamo, a tal proposito, a questa guida rapida pubblicata dagli sviluppatori.

QUEL SAPORE RETRO PROPOSTO ALLA GRANDE

Serious Sam Bogus Detour O

Ma cosa c’è sotto il cofano di Serious Sam’s Bogus Detour? Tanto. Perché realizzare una grafica in pixel art e proporre al tempo stesso tante finezze non è sempre un compito semplice.

L’aspetto grafico ci riporta ai gloriosi anni ’90 quando questo genere di grafica in pixel andava per la maggiore visto il periodo storico ancora un po’ lontano dall’imperante presenza di un 3d credibile. La varietà degli ambienti, gli effetti, le tante animazioni differenti sullo schermo ma anche gli effetti fisici, i giochi di luce e di ombre, sono decisamente ben fatti. Una vera e propria festa (esplosiva) del pixel.

Non mancano le finezze come ad esempio la presenza costante dei resti e brandelli dei nemici. Giusto ricordare che nonostante ci sia un aspetto a 16-bit, la vocazione splatter del gioco sia piuttosto elevata. Nel complesso, la grafica ci è piaciuta molto facendoci fare un bel viaggio indietro nel tempo ma anche ricordare che se 20 o 25 anni fa avessimo avuto questo tipo di effetti, avremmo gridato al miracolo.

Serious Sam Bogus Detour H

Di atmosfera il sonoro con un’ottima musica anch’essa dallo stile retrò e con il nostro protagonista che ogni tanto commenta in modo colorito alcune fasi di gioco. Da notare come i brani si alternino e si adattino al rimo dell’azione con un tema d’accompagnamento che viene sostituito quando ci si trova davanti a frotte di nemici più o meno forti. Questo contribuisce a creare la giusta tensione.

Ricordiamo che questo nuovo Serious Sam ha una fortissima vena indie e pesa soltanto 500mb. Ci fa piacere sottolinearlo perché spesso e volentieri questa grandezza equivale a quella dei soli filmati delle produzioni tripla A.

Serious Sam Bogus Detour G
Serious Sam Bogus Detour I
Serious Sam Bogus Detour M

COMMENTO FINALE

Serious Sam celebra sé stesso con Serious Sam’s Bogus Detour. Questo gioco, infatti, ci offre la summa della saga fps portandola in un contesto in Pixel Art ed in visuale dall’alto (a volo d’uccello) che ci ha ricordato alcuni classici degli anni ’80, fra tutti Commando anche se poi un po’ differente o, meno lontano nel tempo, Alien Breed.

Divertente fin dall’inizio grazie anche a tante piccole chicche che gli amanti della serie ma anche di chi apprezza il genere degli sparatutto twin stick e l’atmosfera fortemente retro, potranno senza dubbio ammirare.

Frenetico a tratti ma anche tattico, in altri, Croteam e Crakshell propongono un gioco che a nostro avviso equilibrato (anche se arduo già a difficoltà normale, una delle quattro selezionabili, ndr) e piuttosto vario. La campagna, da affrontare da soli o in cooperativa fino a quattro giocatori, è molto interessante ma le modalità multiplayer nonché la presenza di un editor per realizzare i propri contenuti e condividerli tramite Steam Workshop, dà ancora più peso al titolo.

Ci è piaciuto particolarmente anche la presenza di un pizzico di gdr con i punti esperienza e le varie abilità da migliorare in tre rami.

Peccato solo che i ritmi siano alternati. A volte troppo frenetici altre volte un po’ vuoti perché costretti a tornare avanti ed indietro nelle mappe. Peccato anche per l’assenza, al lancio del gioco ed al momento in cui scriviamo questa recensione, della cooperativa locale che, comunque, come hanno spiegato a fine giugno su Steam gli sviluppatori, arriverà a breve e solo dopo test soddisfacenti. Pazienza. Tuttavia, Bogus Detour offre sani momenti di divertimento e lo fa anche grazie ad un comparto tecnico che non fa gridare al miracolo ma che rende perfettamente con l’idea degli sviluppatori dando fluidità ed immediatezza fin da subito. Se amate il genere non potete farvi scappare questo gioco. Se vi piacciono titoli all’antica (che però offrono tante caratteristiche moderne, leggasi editor, ndr), siete praticamente obbligati al suo acquisto.

 

Pregi

Decisamente divertente. Ottima pixel art e colonna sonora. Vasto e variegato. Gameplay difficile ma tutto sommato equilibrato. Editor contenuti. Lo spruzzo gdr dà profondità al gameplay. Multiplayer e cooperativa online interessanti.

Difetti

Ritmi elevati ma con alcuni passaggi a vuoto. A volte la sfida è davvero difficile.

Voto

8,5

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[Recensione] Set di 5 cavi USB Type-C Aukey in nylon intrecciato (1m*3 + 2m*1 + 0.3m*1)

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Se possedete diversi dispositivi, come smartphone e tablet, con porta USB Type-C, avere più cavi di ricarica può risultare sempre utile, perchè con il tempo si deteriorano, e per l’occasione abbiamo provato il set di 5 cavi USB Type-C Aukey in nylon intrecciato. Contenuto della confezione: 1 x Cavo Aukey CB-CMD2 USB 3.0 A maschio […]

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