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Shadow of the Colossus, Recensione PS4

Il mondo dei videogiochi è da sempre fucina di grandi talenti. Uno degli autori più talentuosi, è in tal senso Fumito Ueda, genio che per anni ha meravigliato e fatto innamorare il pubblico con le sue opere caratterizzate da uno stile unico, quasi ipnotico e onirico, che catturano il giocatore e lo trasportano magicamente in un universo parallelo, arcaico in cui la natura, il paesaggio, l’antico si fondono in scenari enormi in cui perdersi come in un viaggio verso l’ignoto.

Una di queste, Shadow of the Colossus, vede la luce su PlayStation 4 grazie a una nuova edizione rimasterizzata e ritoccata realizzata da Bluepoint Games, team di sviluppo che si era già occupato della remaster dello stesso titolo qualche anno fa su PlayStation 3.
Con la differenza però che stavolta, pur lasciando intatto gameplay, storia e contenuti, il gruppo ha operato massicciamente sul lato tecnico, compresi i comandi, disponibili sia con l’interfaccia originale, sia con una moderna e una terza a metà tra le due. Ma procediamo con ordine e facciamo un riepilogo del gioco, a cominciare dalla storia.

DAVIDE CONTRO GOLIA

In Shadow of the Colossus il giocatore interpreta un ragazzo di nome Wander che, a cavallo del suo inseparabile quadrupede, Agro, raggiunge una terra misteriosa nel tentativo di riportare in vita una misteriosa ragazza. Per riuscire nel suo scopo deve però affrontare sedici Colossi che rappresentano altrettante statue presenti all’interno del tempio, il Sacrario del Culto, nel quale il protagonista si è avventurato portandovi il corpo della giovane.

Queste creature, alcune delle quali davvero enormi, sono sparse per le vaste lande che popolano il gioco, che dunque devono essere attraversate a piedi o a cavallo, per sfidarle una alla volta e cercare di abbatterle. Per trovarle viene in aiuto la spada di Wander, che una volta innalzata al cielo emette un fascio di luce che indica la direzione da seguire per raggiungere il prossimo avversario. Da questo punto di vista, una volta raggiunta la preda, è importantissimo studiarne il comportamento e l’ambiente circostante, visto che dalla combinazione di diversi fattori e di diversi elementi, anche di gameplay (gli scontri uniscono elementi action, puzzle e platform) può dipendere l’esito di una battaglia.



In tal senso c’è da dire che ciascuna creatura ha modi di agire e punti deboli differenti (evidenziati anche dalla spada), pertanto bisogna sempre approntare una nuova tattica per ogni “mostro”, puntando sull’arma più adatta (Wander ne ha due, cioè a dire un arco e la sopra citata spada) e sulle capacità di Agro.

Questi è dotato di un’intelligenza artificiale indipendente che lo fa agire con una sua logica (è possibile richiamarlo con la voce o con un fischio, saltarci sopra e indirizzarlo verso una direzione, ma non salterà mai da un dirupo o ostacoli insormontabili).
Tra lui e il ragazzo c’è infatti una forte connessione che si sviluppa per tutta la durata dell’avventura: saltando dalla sua groppa, per esempio si può tentare di risalire sul corpo di un colosso per poi attaccarlo colpendolo nelle parti alte, oppure lanciandolo al galoppo si possono affrontare i Colossi volanti. In ogni caso occorre un certo tempismo per manovrare bene il cavallo ed evitare di cadere, magari mentre si cerca di saltare verso la gamba di un “mostro” per aggrapparsi. E fare attenzione anche a fattori quali la barra di energia del destriero, e quello della resistenza di Wander: se si esaurisce la prima, Agro può stramazzare al suolo, mentre nel secondo caso il protagonista rischia di stancarsi, di perdere la presa e di non riuscire più a mantenere l’equilibrio o a rimanere appeso al quadrupede e dunque cadere giù.

UN MONDO MAGICO… MA MENO ONIRICO

Tra la caccia a un Colosso e la successiva c’è poi tutto un mondo da esplorare, reso disponibile e “aperto” fin dall’inizio, per semplice curiosità o per scoprire eventuali segreti. In Shadow of the Colossus si può fare quasi di tutto: dal bagno in un laghetto ad attraversare il deserto o affrontare la pioggia, dal cavalcare senza una meta ben precisa verso un particolare spuntone di roccia o albero al cavalcare sulla spiaggia per godersi il tramonto.

Tra l’altro la componente artistica del progetto e la “magicità” delle ambientazioni, resa anche dalla loro caratterizzazione e dalla bontà degli effetti visivi come l’alternarsi degli eventi atmosferici, spingono quasi a essere visitate e scoperte, angolo dopo angolo. Certo, è vero che la nuova e più dettagliata grafica ha privato il gioco di quella atmosfera quasi onirica che si respirava nell’edizione su PlayStation 2, grazie al particolare uso della luce e di una palette cromatica con colori quasi spenti. Ma l’evocatività degli scenari, complici anche le dimensioni stesse del mondo di gioco che fanno sentire il videogiocatore quasi impotente e solo, c’è tutta.



Anche la realizzazione dei Colossi poi è davvero encomiabile: sono grandi nel vero senso della parola e il restyling grafico ce li restituisce più realistici e belli che mai, valorizzando ulteriormente il lavoro fatto sull’originale dal team di Fumito Ueda che studiò diverse strutture architettoniche, cercando di adattarle e di riproporle nella forma di queste creature viventi. Il tutto a 1080p e 30 frame per secondo su PlayStation 4 “liscia” (quella usata per questa prova), mentre su quella Pro sono attivabili alcune opzioni come i 60 Fps.

Completa il quadro un comparto sonoro veramente azzeccato che espande l’atmosfera di gioco grazie sia ai suoni ambientali, da cinguettare di uccelli al rumore del vento, fino alla musica vera e propria, che si attivano quando inizia un combattimento e ne sottolineano i vari passaggi e le varie fasi con diversi quanto giusti gradi di intensità, contribuendo a rendere più epici gli scontri. Anche perché ciascun brano è una piccola opera a sé, e contribuisce con gli altri a formare una delle migliori colonne sonore disponibili in questo settore.

COMMENTO FINALE

Anche in questa sua nuova veste Shadow of the Colossus mantiene le caratteristiche che lo hanno reso così amato dal pubblico già ai tempi di PlayStation 2, cioè a dire delle meccaniche sia tecniche che emotive che fanno leva sull’alchimia tra i due personaggi e sull’atmosfera, più un game design come raramente si è visto in un videogioco. Un capolavoro capace ancora di evocare emozioni, da scoprire e riscoprire, oggi più che mai.

 

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Ubisoft presenta Assassin’s Creed Rogue Remastered, debutta il 20 marzo

Giornata campale per i remastered e ritorni di vecchie glorie. Poco fa Ubisoft ha annunciato il ritorno di Assassin’s Creed Rogue… in versione remastered naturalmente.

Il debutto è fissato per il 20 marzo su PS4 ed Xbox One. Assassin’s Creed Rogue Remastered includerà tutti i contenuti scaricabili del gioco originale, quindi due missioni bonus (La Ricerca dell’Armatura di Sir Gunn e L’Assedio del Fort de Sable), oltre ai Pack Maestro Templare ed Esploratore, che contengono armi, oggetti per la personalizzazione e abiti speciali, tra cui il completo originale di Bayek di Assassin’s Creed Origins.

Creato dallo studio Ubisoft di Sofia che ha sviluppato il titolo originale, questa versione rimasterizzata arricchisce ulteriormente il catalogo del franchise su questa generazione di console offrendo una fantastica grafica in 4K su PlayStation 4 Pro e Xbox One X (1080p su PS4 e Xbox One). Grazie ad una maggiore risoluzione, rendering e texture delle ambientazioni migliorate, upscale della risoluzione delle ombre e molti altri nuovi effetti grafici, Assassin’s Creed Rogue Remastered offrirà un’esperienza di gioco ancora più splendida e coinvolgente, che inviterà i nuovi giocatori e tutti gli appassionati della serie a scoprire o riscoprire le avventure di Shay nel Nord America del XVIII secolo.

Lanciato inizialmente su PlayStation 3 e Xbox 360 nel 2014, Assassin’s Creed Rogue racconta la storia di Shay Patrick Cormac, un giovane e audace membro della Confraternita degli Assassini, che subisce un lento e oscuro cambiamento, trasformandosi da un Assassino a uno spietato e fervente Templare, che darà la caccia ai suoi ex confratelli. L’avventura condurrà i giocatori dalla splendida città di New York alle selvagge valli fluviali, fino a raggiungere le gelide acque dell’Atlantico del Nord.

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Gran Turismo Sport, Recensione PS4

Lo si attendeva da tempo Gran Turismo Sport. Si, perché questo gioco porta la serie – da sempre tratto distintivo PlayStation – sulla nuova ammiraglia e lo fa, come sempre, con tante novità.

Del resto, la serie automobilistica firmata Polyphony Digital, ha sempre fatto parlare di sé fin dal suo esordio nel lontano 1998 sulla prima PlayStation. Vuoi per l’elevato numero di vetture a propria disposizione, per una cura quasi maniacale ai dettagli anche dei tracciati, e vuoi per i contenuti oltre che per un gameplay che nel bene o nel male è stato sempre fonte di divertimento oltre che di tante discussioni tra appassionati e puristi.

Gran Turismo Sport è approdato due mesetti fa su PlayStation 4 non senza qualche mancanza che è stata colmata solo pochi giorni fa con l’arrivo della patch 1.10 che ha portato, finalmente, la tanto attesa modalità carriera in single player. Si perché GT Sport ha portato alcune innovazioni importanti come il supporto al PlayStation VR, ossia al visore per la realtà virtuale ma la versione uscita lo scorso ottobre non prevedeva la modalità carriera in singolo spostando il baricentro contenutistico sulle gare online.

Siamo però pronti a parlare velocemente di questa attesissima esclusiva PS4, PS4 Pro e PS VR.

GAMEPLAY NON ESENTE DA DIFETTI MA SOLIDO

Parliamo subito, senza troppi indugi, del gameplay del titolo. Diciamo subito che dal lato guida, Gran Turismo Sport ha fatto passi in avanti rispetto ai capitoli precedenti ma gli sviluppatori guidati da Kazunori Yamauchi hanno comunque voluto rendere il gameplay alla portata di tutti.

È possibile selezionare diverse opzioni basate su tre livelli di esperienza con i titoli di guida. Ci sono opzioni per l’attivazione degli aiuti (traiettorie consigliate, avviso di frenata, trazione e stabilità nonché guida assistita e molto altro). Questi vanno ovviamente ad influire sul gameplay rendendo il tutto piuttosto semplice o più professionale. Insomma, il modello di guida è accessibile e scalabile a tutti.

Inutile dire che con la disattivazione di tutti gli aiuti, si può apprendere al meglio la guida e verificare la fisica piuttosto credibile. Le varie opzioni anche sulla vettura ed i tipi di trazione incidono realmente sulle reazioni della nostra vettura durante la gara. Stesso dicasi per l’aderenza delle varie mescole degli pneumatici sulle varie superfici.

Inoltre per rendere la nostra vettura competitiva per ogni evenienza sarà possibile creare dei livelli di sviluppo (differenti per ogni modello) e sfruttare le modifiche introdotte al peso della vettura, alla potenza del propulsore e così via. Questi livelli si sbloccano scambiando i punti miglia che si accumulano giocando, un po’ come quando si entrava nel negozio elaborazioni in GT5 e si compravano a suon di crediti le componentistiche per migliorare la propria auto.

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I punti miglia si possono anche scambiare per ottenere oggetti speciali: colori particolari per le nostre vetture, o acquistare auto speciali, o ruote ed altro materiale che può essere utilizzato nell’editor Livrea.

Quest’ultimo permette di cambiare la verniciatura, applicare adesivi, personalizzare i cerchioni e molto altro della nostra vettura, o cambiare il colore del nostro casco e tuta.

Ovviamente, accumulando risultati in ogni gare si spenderanno i crediti per acquistare le vetture nei Brand Central che non solo sono le concessionarie che man mano vengono sbloccate a seconda del livello raggiunto dal nostro pilota ma ci offrono oltre allo showroom anche informazioni storiche su ogni marchio presente nonché filmati e pagine utilissime.

Nondimeno oltre allo showroom è possibile acquistare le vetture Vision, quelle concepite proprio per il gioco. Si tratta di modelli costosissimi ed al tempo stesso fantastici. Vere e proprie bombe che ogni collezionista vorrebbe avere.

Toyota TS050 Hybrid GT Sport

Ed in pista? Beh, il gioco è divertente ed offre generalmente un gameplay solido con un ottimo grado di sfida. Gran Turismo Sport, però, non è esente da difetti. Come sempre il sistema di danni e collisioni se ne infischia del realismo. I danni sono ridotti all’osso anche dal punto di vista visivo (qualche ammaccatura e graffi) mentre se si ha un incidente ad alta velocità, al massimo si perderanno secondi preziosi ma si potrà sempre concludere la gara.

Si possono anche effettuare gare personalizzate dove si può scegliere attraverso un ventaglio di opzioni molto ampio per cambiare ad esempio il consumo di benzina o inserire i danni meccanici, restrizioni di potenza e tanto altro.

Ma non è solo una questione di guida. In precedenza ci si lamentava anche dell’intelligenza artificiale dei nostri avversari computerizzati. I trenini, molto frequenti in gare estremamente combattute, adesso vengono spezzati più facilmente da attacchi o manovre più sensate da parte della cpu. Si può assistere a duelli in pista interessanti e si può anche esserne protagonisti. Insomma, anche all’intelligenza artificiale, una volta indossato il casco, spuntano i canini. Un detto per dire che i piloti, indossato il casco, vedono solo il modo più pratico per superare tutti e vincere.

Certo, in alcuni casi la stessa intelligenza artificiale ha dei cali ma sicuramente ha fatto un passo in avanti rispetto al passato offrendoci competizioni più vivaci nonché un vero pericolo anche per noi visto che è in grado di sfruttare le nostre incertezze.

Le gare endurance danno ulteriore sfumature al gameplay visto che dovremo stare attenti all’usura delle gomme nonché a centrare una tattica giusta per i pit-stop ed i rifornimenti di carburante. Peccato, però, manchino le condizioni atmosferiche variabili.

CARRIERA, MODALITA’ E CONTENUTI

Gran Turismo Sport Demo D

Uno dei punti forti della serie Gran Turismo è stato sempre il lato contenutistico. Accedendo a Gran Turismo Sport, il menu propone tantissime cose da fare. L’aggiunta della modalità GT League con campionati per Principianti, Dilettanti, Professionisti e gare di Durata, ha senza dubbio dato quello che mancava all’offerta iniziale. Si spera che queste competizioni, così come avviene per quelle online, possano essere aggiornate o ampliate ulteriormente.

Continuiamo quindi a parlare della Campagna di cui fa parte la GT League, ultima arrivata. Troviamo l’accademia di guida che sostanzialmente sostituisce le patenti grazie a 48 lezioni pratiche da superare che permettono di acquisire i rudimenti delle tecniche di guida come, ad esempio, l’inserimento in curva, ci farà capire come evitare o “domare” il sottosterzo o il sovrasterzo, ci darà nozioni sulla guida su sterrato e molto altro. Ogni lezione è supportata da un video di spiegazione utilissimo. Come in passato, anche qui per passare alla prova successiva si dovrà ottenere almeno il risultato di bronzo.

La modalità Missioni offre 64 sfide tra gare complete e monomarca nonché su sterrato e di resistenza su 15 o 30 tornate fino alla fase dedicata esclusivamente al Nurburgring Nordschleife, uno dei templi della velocità mondiale vista la particolarità del tracciato, la durezza, bellezza e lunghezza.

Chiude la modalità Campagna l’Esperienza su Circuito che ci catapulta su ogni tracciato e configurazione presente per poter affrontare determinate sfide ed accumulare punti esperienza affrontando e conoscendo al meglio le piste presenti.

Per gli amanti delle partite in solitaria, in locale ed in VR c’è la modalità Arcade con tantissime gare che via via si sbloccano grazie al livello raggiunto dal nostro pilota e tre livelli di difficoltà. Un ottimo modo per far pratica e conquistare crediti. Troviamo anche la prova derapata, nonché lo schermo condiviso per due giocatori in locale oltre, come detto, al Tour Virtuale.

E c’è la partita personalizzata dove è possibile variare tantissimi parametri.

GT Sport Cockpit

Il comparto multiplayer online è però quello che va per la maggiore. Per accedere alla modalità Sport bisogna prima guardare due filmati sulla “sportività”. Cinque minuti per imparare le nozioni su cosa non si deve fare durante una gara ed apprendere una sorta di decalogo del bon ton in pista.

Ricevuto l’attestato per il fair play dopo aver visto i filmati “Etichetta di corsa” si potrà gareggiare nella modalità Sport.

Qui troviamo gare quotidiane (dove è possibile anche effettuare giri di qualificazione) e molto altro che gira a rotazione ed offre tantissimi contenuti. Non per niente… parliamo di Gran Turismo Sport.

Ogni corsa ha il proprio regolamento e valutazione. I piloti in erba cresceranno grazie alla bontà delle prestazione oltre che di risultati.

TECNICAMENTE SPLENDIDO

Gran Turismo Sport Demo C

Gran Turismo Sport offre un ottimo comparto tecnico. Graficamente, Polyphony Digital, ha sicuramente realizzato un lavoro eccellente sotto tutti i punti di vista.

Partendo dalla grafica, le vetture sono davvero splendide e si differenziano tutte. Il gioco è partito con 163 auto, davvero “poche” rispetto ad uno dei tratti distintivi della serie che in Gran Turismo 6 su PS3, ad esempio, ha proposto circa 1.200 auto. Con gli aggiornamenti in questo lasso di tempo, sono stati aggiunte altre macchine e la lista aggiornata alla settimana scorsa ha fatto salire il numero a quasi 200.

Questa riduzione drastica, però, ha portato alla presenza di modelli qualitativamente eccelsi. Kazunori Yamauchi, che lo scorso ottobre ha ricevuto una laurea ad honorem in “Ingegneria del Veicolo” all’università di Modena, aveva descritto questi modelli come i migliori in assoluto ed inferiori soltanto a quelli delle case produttrici. Beh, non ha tutti i torti.

Nota a margine, in Gran Turismo Sport questi modelli sono anche animati e girano fino a risoluzioni 4K.

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Lo stesso dicasi per i tracciati. Splendidi sotto ogni punto di vista ed in ogni visuale del gioco, che sia da quella in terza persona o quella direttamente dall’abitacolo. Su quest’ultima possiamo notare le diverse “strumentazioni” tra un veicolo e l’altro ed apprezzare quelle delle vetture più lussuose e tecnologiche. Si può, inoltre, gareggiare in diverse ore del giorno in modo da poter apprezzare le differenze di luce.

Molto bene anche i vari effetti luce ed ombra anche se ogni tanto troviamo qualche piccolo effetto pop-up (su PS4). Le configurazioni delle piste sono più delle 40 iniziali grazie agli update. Un buon numero ma meno della metà di quelli presenti in Gran Turismo 6 su PS3. Anche su questo piano, gli sviluppatori stanno lavorando per aumentare. Bella la varietà anche se si può solo migliorare con futuri aggiornamenti ed a tal proposito, Kazunori Yamauchi ne ha promessi tanti.

La maestosità visiva di Gran Turismo Sport si apprezza nei replay che esaltano le bellezze delle vetture con primi piani e così via.

Tanti i brani, invece, sono presenti nella colonna sonora del gioco mentre gli effetti sonori sono davvero soddisfacenti con ogni vettura che ha il proprio rombo differente.

COMMENTO FINALE

Gran Turismo Sport è una di quelle esclusive che può far scegliere o meno l’acquisto di una console PlayStation. Anche questo nuovo capitolo della serie non fa eccezione. Troviamo il solito lavoro mastodontico da parte di Yamauchi (dottore dalle nostre parti) e di Polyphony Digital. La partenza forse è stata in sordina vista la mancanza di una modalità “carriera” per gli utenti (e non sono pochi) che preferiscono muoversi in single player.

Gran Turismo Sport è stato concepito per le competizioni online che sono presenti in massa e che variano quotidianamente. Finalmente, però, da qualche giorno è possibile correre da soli grazie alla GT League. Auspichiamo maggiori aggiornamenti che in verità in questi due mesi dal suo debutto non sono mancati, anche per questa nuova appendice.

Ci ha soddisfatto il gameplay, migliore rispetto al passato ed adatto a tutti con una buona intelligenza artificiale anche se, come sempre, il sistema di danni è irrisorio e non incide troppo sulle prestazioni. Mai quanto le modifiche personalizzate che si possono fare su diversi aspetti della vettura. In questo senso, il gioco si riprende alla grande.

Mentre, al di là dell’essere dispiaciuti per il numero relativamente basso di vetture e di circuiti presenti (che comunque aumentano grazie anche ad upgrade gratuiti), non possiamo che riscontrare una qualità eccellente di quanto fin qui proposto. A volte graficamente è davvero spettacolare e grazie alla risoluzione 4K, al supporto dell’HDR ed all’utilizzo di luci ed ombre ben architettati. Su PS4 abbiamo notato qualche effetto pop up.

Si ha però la sensazione di un titolo non ancora concluso. Non sappiamo se sia un bene o un male. Certo, ai giorni d’oggi e con internet all’ennesima potenza non possiamo più pretendere che un gioco sia “completo”. In questo caso è stato un bene perché un Gran Turismo senza la sua carriera avrebbe fatto malissimo.

Per il resto non possiamo che attendere ulteriori novità.

 

Pregi

Stupendo dal punto di vista tecnologico. Grafica e sonoro di prim’ordine. Sistema di guida molto bilanciato ed adatto a tutti anche se non “perfettamente” simulativo. Sostanzialmente un gameplay molto solido e divertente. Tante gare da fare e sfide sempre aperte. In certi aspetti maniacale. Supporto costante con aggiunte…

Difetti

… non possiamo, però, dimenticare che la carriera in singolo non abbia fatto parte dell’offerta iniziale del gioco. Impatti e sistema dei danni da rivedere. “Poche” vetture rispetto a quanto siamo abituati dalla saga. Manca il tempo dinamico.

Voto

9-

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The Last Guardian, demo VR per la settimana prossima

Sony ha annunciato, nel corso della conferenza della PlayStation Experience 2017, una demo di The Last Guardian VR. Tale esperienza sarà disponibile per la settimana prossima, ovvero dal 12 dicembre.

La versione di prova durerà venti minuti e permetterà di risolvere alcuni puzzle oltre che interagire da vicino con Trico. Qui la nostra recensione della remastered su PS4 uscita lo scorso anno. Ecco il cinguettio relativo alla notizia, a seguire alcune immagini di questa demo per la realtà virtuale. Buona visione.

The Last Guardian VR demo is coming to PS VR! pic.twitter.com/8zUbFNOrTp

— PlayStation (@PlayStation) December 9, 2017

The Last Guardian VR B
The Last Guardian VR C
The Last Guardian VR D

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God of War, la longevità si attesterà tra le 25 e le 35 ore

Alla PlayStation Experience 2017, in corso di svolgimento ad Anaheim (California), si è parlato anche di God of War.

Cory Barlog, direttore dei lavori sul gioco in fase di sviluppo presso i Santa Monica Studios, ha rivelato alcune informazioni interessanti. Lo sviluppo sta andando nel verso giusto e sta volgendo al termine ma al momento non è stata diffusa una data di uscita precisa per il nuovo capitolo della serie. Si parla di un generico 2018.

Ma la cosa più interessante è senza dubbio il dettaglio sulla longevità: si attesterà tra le 25 e le 35 ore. Un dato sicuramente superiore rispetto alla media degli altri titoli della serie.

Barlog ha poi discusso sul trailer del gameplay mostrato alla Paris Games Week svelando come gli sviluppatori stiano lavorando attentamente al bilanciamento di Atreus (il figlio di Kratos) e su come si comporterà con il protagonista. Un altro dettaglio dal video: il Revenant mostrato alla fine del trailer è una creatura che ha perso buona parte di umanità.

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Sony annuncia la remaster di MediEvil

Una sorpresa gradita. Shawn Layden, presidente e CEO di Sony Interactive Entertainment America, ha annunciato dal palco della PlayStation Exeprience la remaster di MediEvil che arriverà su PS4 e supporterà anche i 4K su PS4 Pro.

È stato mostrato anche il primo trailer che vi proponiamo al termine di questa notizia. Sir Daniel Fortesque ritorna, dunque, ma non si sa ancora molto sui dettagli di questa remaster che riprenderà il titolo originale uscito nell’ormai lontano 1998.

Di certo, questo ritorno, farà felici molti. Ecco il trailer che preannuncia l’arrivo di ulteriori dettagli a breve. Buona visione.

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Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds, Recensione PS4

Soltanto otto mesi sono passati da Horizon Zero Dawn, ultima fatica di Guerrilla Games in esclusiva per PS4 e capace di vendere più di due milioni di copie in due settimane. Dal 7 novembre di quest’anno, infatti, possiamo godere di Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds, corposissima espansione – non chiamatelo Dlc, non rende giustizia – che, sulla falsariga di Blood & Wine di The Witcher 3, aggiunge un’inedita area di gioco, raggiungibile dalla mappa di base senza soluzione di continuità. Le avventure si Aloy, in sostanza, non sono affatto terminate e nuovi segreti sono pronti per essere scoperti.

LO SQUARCIO DOVE VIVONO I BANUK

Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds espande la mappa di gioco base con un’area molto grande e raggiungibile seguendo la strada maestra nord orientale. Lì, questa strada, si interrompe lasciando posto ad un sentiero montano piuttosto ripido, scosceso e per il quale possono proseguire solo pochi, temerari, esploratori. Aloy è uno di questi, non si ferma di fronte a nulla e a nessuno, neppure all’evidenza del fatto che quella strana regione che riposa oltre lo Squarcio sia infestata da indicibili avversità.

Strada facendo, dunque, la nostra eroina raggiunge il primo insediamento abitato da temerari Banuk e viene a conoscenza di quella che sembra delinearsi come una nuova, concreta, inquietante, minaccia per la poca umanità rimasta in vita sul pianeta: un vulcano attivo presso cui vivono e proliferano terribili biomacchine mai viste prima. Essendo Aloy, in quelle terre, una straniera, deve prima guadagnarsi la fiducia delle nuove tribù, poi ottenere gli strumenti adatti allo scopo, ed infine cercare di risolvere problemi che sembrano fuori portata di tutti.

Questa, per sommi capi, è la trama che gravita intorno a Horizon Zero Dawn The Frozen Wilds senza scendere nei particolari.

AMBIENTAZIONE INDIMENTICABILE

Se foste tra coloro che hanno apprezzato la bellissima ambientazione di Horizon Zero Dawn, vi inviteremmo a prendere un profondo respiro. Perché troviamo che la regione dello Squarcio, queste terre selvagge eternamente ghiacciate all’estremo nord del mondo di gioco, siano semplicemente fantastiche. La luce del Sole arriva debolmente, lasciando molto in penombra o eterno crepuscolo. Quando cala la notte, la volta celeste si illumina di costellazioni e l’aurora boreale dipinge dei suoi colori sfumati grandi tratti del cielo, lasciando lo spettatore davvero senza parole.

Raramente ci è capitato di stare a contemplare la vastità dell’ambientazione e ogni suo aspetto sullo sfondo. Raramente abbiamo sentito “freddo” quando si trattava di avventurarsi in luoghi freddi e inospitali ma gli sforzi di Guerrilla Games per trasmettere la durezza e la bellezza di questa nuova parte esplorabile sono da applaudire.

La mappa di The Frozen Wilds equivale a quella di una regione del gioco base. E’ davvero grande, sebbene non abbiamo misurato se fosse effettivamente la più grande a disposizione, ma quel che importa è che non si tratta di un semplice fazzoletto di terra da cui trarre pochi vantaggi. Parliamo di una vera regione di gioco in aggiunta con un’avventura ad essa dedicata, sotto-trame, incarichi, missioni di caccia e non meno di una decina d’ore in cui perdersi.

COME PRIMA E ANCHE MEGLIO

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Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds non si limita ad aggiungere un’area alla già enorme mappa di gioco. Né si limita a rimpolpare l’offerta con missioni e qualcosa da comprare da nuovi mercanti infreddoliti nello Squarcio. Anche a livello di gameplay troviamo qualche novità: Aloy, adesso, può attingere da nuovi materiali da riforgiare, nuovi elementi ottenibili e scambiabili, nuove armature, armi, oggetti di varia utilità. Anche le mostruose bio-macchine che abitano Lo Squarcio sono diverse dalle solite a cui siamo abituati: più forti, resistenti, crudeli, difficili da buttare giù ma soprattutto nulla che avessimo visto prima, non le varianti corrotte di bio-macchine di base ma qualcosa di più inquietante. Per fare fronte a queste, gli sviluppatori hanno pensato bene di dotare Aloy di nuove abilità che possano aiutarla a contrastare le nuove minacce.

Nondimeno, abbiamo avuto l’impressione che concentrarsi su una singola regione abbia giovato alla profondità e alla complessità della stessa. Fin da subito emergono tantissime sfumature e non poche curiosità sulla cultura della tribù Banuk, e non soltanto tramite qualche linea di dialogo con i personaggi secondari.
Tutto, in The Frozen Wilds, “parla” e suggerisce al giocatore: dal modo in cui sono costruiti gli avamposti a quello in cui sono sorti i villaggi, dal modo di vestire e di parlare dei Banuk, dal tipo di equipaggiamenti che si portano dietro. Ci ha impressionato parecchio tutta questa attenzione per i particolari, qualcosa che dal gioco base non era emersa così tanto.

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COMMENTO FINALE

Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds è un’espansione al gioco, concessa da Sony per permetterci di produrre questa recensione in tempo utile entro il day one del titolo e nel rispetto dell’embargo indicato. Horizon Zero Dawn, lo ricordiamo, è un’esclusiva PS4 pubblicata il primo marzo di quest’anno. Si tratta di un gioco di avventura, azione ed elementi di sopravvivenza e di ruolo, ambientato in un futuro in cui l’umanità è sull’orlo dell’estinzione, mentre la fauna è costituita da poche specie animali e numerose specie di biomacchine.

The Frozen Wilds, per chi ha terminato il gioco di base a suo tempo, rappresenta l’espansione della mappa di base con una nuova regione esplorabile, piena di missioni, equipaggiamenti, personaggi, tipi di macchine da cacciare. Anche Aloy si ritrova un ventaglio di abilità ed equipaggiamenti aggiuntivi, di vitale importanza per poter affrontare Lo Squarcio. E’ questo il nome della regione dove abitano numerosi Banuk, una delle tribù di esseri umani sopravvissute all’olocausto di un remoto futuro.

Tecnicamente parlando ci ritroviamo di fronte ad un’espansione e – in quanto tale – poco o nulla ci è dato da segnalare riguardo a variazioni visive pesanti. Il motore grafico è sempre il Decima di Guerrilla Games e c’erano ben pochi motivi di dubitare di questo. Quello che salta subito all’occhio è lo stile che pervade tutta la nuova ambientazione: per diverse ore abbiamo camminato, esplorato e scalato i territori dello Squarcio sotto aurore boreali che tolgono il fiato, con un terribile vulcano fumante sullo sfondo, inquietanti creature metalliche e volteggianti sulla nostra testa, paurose macchine di morte mai viste prima di oggi.

Sul fronte della giocabilità non c’è nulla di negativo da segnalare, nulla che non avessimo mancato di sottolineare nella recensione del gioco base. Ci è parso che animazioni ed espressioni facciali siano stati, nel complesso, migliorati e questo non può che far bene alla valutazione complessiva di questo solido, corposissimo, ben realizzato, Dlc (meglio dire espansione vista la mole di contenuti) che risulta imperdibile se aveste apprezzato il gioco di base. Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds è dunque consigliata a pieno titolo.

Pregi

Una nuova, enorme, mappa che espande quella del gioco di base. Ambientazione artica estremamente suggestiva. Nuovi nemici, nuove abilità e nuovi equipaggiamenti a disposizione di Aloy. Per chi ha adorato Horizon Zero Dawn e non ne ha ancora abbastanza.

Difetti

Necessita del gioco di base per funzionare. Non aggiunge nulla di scandalosamente nuovo.

Voto

8,5

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The Witcher 3: Wild Hunt, c’è la patch con il supporto a PS4 Pro

CD Projekt RED ha pubblicato la patch 1.50 per The Witcher 3: Wild Hunt. Questo aggiornamento porta il supporto a PS4 Pro ed arriverà a breve anche quello per Xbox One X. Chiaramente per quest’ultimo sene parla dopo l’esordio della console di casa Microsoft.

Videogamer parla dell’aggiornamento che permetterà di godere delle novità tecniche di PS4 Pro. Un motivo in più per tornare a vestire i panni di Geralt di Rivia. La patch pesa circa 100mb. Qui la recensione di The Witcher 3: Wild Hunt, il nostro primo 10 assegnato.

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Uncharted: L’Eredità Perduta pesa quasi 45 GB

L’arrivo di Uncharted: L’Eredità Perduta è sempre più imminente: il 23 agosto debutterà su PS4. Nelle scorse ore sul web si è venuto a sapere il peso in termini di gigabyte. Bene, da Gamingbolt apprendiamo che l’espansione stand alone occuperà qualcosa come 44,7 GB.

Dimensioni di poco inferiori a quelle di Uncharted 4: Fine di un Ladro che pesa 48 GB. E’ possibile che tali dimensioni siano dovute al fatto che L’Eredità Perduta supporti la PS4 Pro. Ma a questo punto riteniamo che anche i contenuti non saranno troppo inferiori a quelli di un gioco vero e proprio anziché di una espansione, sia pure indipendente.

Vedremo. Ricordiamo che tale espansione si è mostrata in un brevissimo trailer di 30 secondi qualche giorno fa e che vestiremo i panni di Chloe Frazer che vuole ritrovare un tesoro nascosto sui Ghati Occidentali, una catena montuosa situata nella parte sud-ovest nella penisola indiana. Partner d’eccezione: Nadine Ross.

Uncharted L’Eredità Perduta

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Uncharted: L’Eredità Perduta, nuova (breve) clip

Sony ha pubblicato nelle scorse ore un nuovo trailer di Uncharted: L’Eredità Perduta. Molto breve ma intenso: dura 30 secondi ed offre un rapidissimo riepilogo di quello che sarà la nuova avventura in arrivo per PlayStation 4 e PlayStation 4 Pro il prossimo 23 agosto.

Vi lasciamo alla clip intrisa d’azione. Buona visione.

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Van Helsing II è disponibile per PS4

The Incredible Adventures of Van Helsing II approda su PS4 e PS4 Pro. Il prezzo è di 14,99 euro. Lo ha annunciato NeoCore Games che ha ufficializzato anche l’arrivo sul PS store americano per il 15 agosto.

Il secondo capitolo dell’apprezzata serie action gdr Fantasy già conosciuta dagli utenti Pc, si mostra nel trailer di lancio.

Il cammino del nostro eroe riparte dalla sua vittoria contro lo scienziato pazzo nel primo episodio. Sembrava tutto così semplice ma a volte (ed è questo il nostro caso) un successo può aprire strade ben peggiori. Il male torna e Van Helsing torna in scena per salvare nuovamente Borgovia accompagnato da Lady Katarina. Ovviamente tornando in un’ambientazione gotica mista a sfumature di steampunk.

Si attraverserà anche il deserto selvaggio. L’edizione PlayStation 4 offrirà nuove funzionalità, trofei unici ed il supporto completo al DualShock 4 oltre ad una modalità rielaborata ed un mini-gioco Tower Defense. Su PS4 sarà possibile, inoltre, scegliere fra tre diverse impostazioni grafiche: base, con risoluzione a 1920X1080p e 60 fps; intermedia con risoluzione a 2880X1620 e 50 fps e per chi volesse una qualità nei dettagli massima, si può optare per i 4K natii a 30 fps.

Nelle settimane successive tutti i contenuti scaricabili gratuiti ed a pagamento saranno disponibili, tra cui il dlc di Ink Hunt che aggiunge nuove missioni alla modalità Storia. Oltre a nuovi avatar e temi gratuiti per gli utenti PS4.

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Annunciati i bundle PS4-Fifa 18

Sony ha annunciato attraverso le pagine del PlayStation Blog i bundle PS4-Fifa 18. Ovviamente tali offerte saranno disponibili a fine settembre, quando uscirà il gioco calcistico di EA Sports. Per la precisione le confezioni di PS4 Pro e P4 1 TB con Fifa 18 Ronaldo Edition saranno sul mercato dal 26 settembre garantendo così tre giorni di accesso anticipato a Fifa 18 che uscirà, appunto, il 29 settembre.

PS4 bundle

Troviamo, dunque, la confezione PS4 Pro e Fifa 18 Ronaldo Edition ad essere in pole position. PS4 Pro permette di scoprire il titolo calcistico con una resa grafica superiore grazie alla risoluzione a 4K dinamici e al supporto HDR. La versione del gioco inclusa nella confezione contiene FIFA 18 su Blu-ray disc e vari oggetti Fifa Ultimate Team come Cristiano Ronaldo in prestito per cinque partite, 20 pacchetti oro premium maxi (1 a settimana per 20 settimane) e divise FUT aggiuntive.

Le confezioni includeranno anche in esclusiva, un pacchetto giocatori rari di Ultimate Team e tre icone in prestito per dare un calcio di inizio alla vostra squadra FUT.

Gli altri bundle (quelli con l’edizione “liscia” del gioco) usciranno il 29 settembre. Eccoli:

  • PS4 500GB + FIFA 18
  • PS4 500GB + FIFA 18 + secondo controller DUALSHOCK 4
  • PS4 1TB + FIFA 18
  • PS4 1TB + FIFA 18 + secondo controller DUALSHOCK 4
  • PS4 Pro + FIFA 18.

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Crash Bandicoot N. Sane Trilogy è disponibile su PS4

Finalmente. Ci siamo. I fan di Crash possono esultare: Crash Bandicoot N. Sane Trilogy è disponibile da oggi per PS4 e PS4 Pro. Il prezzo è di 39,99 euro. Una delle icone del mondo videoludico torna nelle case dei suoi fan con una grafica HD che potranno scegliere di giocare con Crash o con sua sorella Coco nei tre titoli che hanno dato il via alla saga: Crash Bandicoot, Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back e Crash Bandicoot 3: Warped.

Oggi è anche il giorno del lancio del video Crash Bandicoot Comeback Speech Green Screen che dà la possibilità ai fan di creare un video nei panni del loro marsupiale preferito. A tal proposito alcuni dei migliori contenuti #CustomCrash saranno immortalati su www.crashbandicoot.com. Anche la Musica di Crash Bandicoot N. Sane Trilogy è disponibile da oggi.

“Tantissime persone in tutto il mondo (me compreso) considerano i primi Crash Bandicoot una delle più amate esperienze di gioco della loro vita. E’ stato quindi davvero un onore per tutti noi di Activision riproporlo nel 2017, con una veste grafica e un gameplay estremamente migliorati – ha commentato Eric Hirshberg, CEO di Activision – il nostro team di Vicarious Visions ha fatto un lavoro incredibile, permettendo ai fan di giocare al Crash che tutti ricordano ma con tutti i benefici delle console di nuova generazione”.

Il commento di Jennifer Oneal, capo di Vicarious Visions dice:

“Siamo davvero entusiasti del fatto che i fan del gioco potranno rivivere momenti memorabili con Crash Bandicoot N. Sane Trilogy. Abbiamo lavorato duramente per fare in modo che questa remaster AAA fosse un’esperienza fantastica per tutti i videogiocatori, sia quelli che ci hanno già giocato in passato che i neofiti della serie”.

Come accennato è disponibile anche Music from Crash Bandicoot N. Sane Trilogy. La nuova colonna sonora, creata da Vicarious Visions, si ispira a quella originale creata da Mark Mothersbaugh e Josh Mancell. Con 47 tracce, Music from Crash Bandicoot N. Sane Trilogy è disponibile gratuitamente in streaming su Spotify.

Con oltre 100 livelli da esplorare, i fan potranno divertirsi con l’amatissima icona videoludica degli anni ’90 in questa collection. Crash Bandicoot N. Sane Trilogy sfrutta al meglio le funzionalità di PlayStation 4 con nuove animazioni, texture, modelli e video – il tutto in un fantastico “N. Hanced Fur-K” e PS4 Pro HD.

Per la prima volta, inoltre, i fan potranno misurare le loro abilità con amici e con tutto il mondo, grazie alla bacheca dei risultati online. Grazie al supporto delle levette analogiche, anche i nuovi fan potranno godersi al meglio il gioco, mentre i miglioramenti nei bonus level e nelle prove a tempo metteranno alla prova anche i giocatori più incalliti.

Nel nuovo Crash Bandicoot N. Sane Trilogy, i giocatori potranno scegliere se giocare con Crash o Coco. Coco è diventata infatti un personaggio giocabile in tutti e tre i giochi. Entrambi i personaggi hanno un set unico di attacchi speciali, ognuno con il suo personalissimo stile.

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WipEout Omega Collection sfreccia ora su PS4 e PS4 Pro

WipEout torna a sfrecciare e debutta su PlayStation 4 e PlayStation 4 Pro. E’ infatti disponibile Wipeout Omega Collection.

La serie racing a gravità zero che ha fatto la storia di questo genere fin dal lontano 1995 torna quindi sul mercato con una raccolta che include le edizioni rimasterizzate di WipEout HD, WipEout HD Fury e WipEout 2048.

Il titolo presenta una grafica ancora più accurata, un sistema di corsa e combattimento dinamico e avvincente e una modalità multiplayer competitiva che permette di coinvolgere fino a 8 giocatori online.

Raccogliendo i contenuti di WipEout HD, WipEout HD Fury (entrambi per PlayStation 3) e WipEout 2048 (uscito per PlayStation Vita), questa Collection offre ai fan del passato e del presente 26 circuiti reversibili, 46 navicelle uniche, una miriade di modalità di gioco e, last but not least, una colonna sonora incalzante e all’avanguardia, con contaminazioni dalla musica dance elettronica.

Le musiche hanno avuto un ruolo determinante nell’alimentare il mito di questo franchise: WipEout è stata infatti una delle prime serie nella storia videoludica a presentare al suo interno brani di artisti come The Chemical Brothers,The Prodigy e molti altri ancora.

La storia del franchise è ripercorsa dal seguente video-diario, pubblicato da Sony Interactive Entertainment, in cui gli sviluppatori e i collaboratori della community di WipEout raccontano quali sono state le loro fonti di ispirazione.

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Pro Evolution Scorrer 2017, disponibile la patch per il supporto a PS4 Pro

Risoluzione 4K ed altre migliorie tecniche. Da adesso Pro Evolution Soccer 2017 supporta la PlayStation 4 Pro. Lo ha confermato Konami che ha reso disponibile il nuovo aggiornamento per il suo gioco calcistico.

PES 2017 di recente è stato aggiornato col secondo pacchetto dati che include diversi contenuti. Qui i dettagli.

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