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Guacamelee! 2 piomba su Xbox One tra due settimane

Dopo il debutto estivo su Pc e PS4, Guacamelee! 2 ha una data di lancio su Xbox One. L’eccellente metroidvania di DrinkBoxStudios sarà disponibile sulla console Microsoft dal prossimo 18 gennaio. Due settimane ed anche gli utenti Xbox One potranno cimentarsi in questo titolo.

Tale versione includerà i dlc Three Enemigos e Providing Grounds. Inoltre, su Xbox One supporta il Play Anywhere e quindi permette il download anche della versione Pc Windows 10… e viceversa con la compatibilità cross-save tra le due versioni. Sarà così possibile andare avanti nel gioco indifferentemente dalle due piattaforme senza perdere i proprio progressi.

Guacamelee! 2 ci porta in un’ambientazione coloratissima molto stilizzata che riporta alle fantasie e mitologie messicane.

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Guacamelee 2, Recensione PS4

Approdato nel lontano (videoludicamente parlando) 10 aprile 2013 su PS3 e PS-Vita, il primo Guacamelee ha conquistato la simpatia del pubblico grazie a due enormi pregi: presentazione visiva coloratissima e un modo di fare che non prendere con troppa serietà nessuno, né i giocatori né se stesso.

Il risultato è un metroidvania frizzante, veloce, vivace e divertentissimo, da giocare da soli o in compagnia: il risultato è sempre lo stesso, puro divertimento. A cinque anni di distanza, dopo essere approdato praticamente su ogni recente piattaforma di gioco esistente, arriva il figlio legittimo di quella scommessa vinta dai DrinkBox Studios: Guacamelee 2. E lo fa su PS4 e su Pc con il titolo uscito lo scorso 20 agosto.

Vi parliamo della versione PS4. Buona lettura.

IL RIPOSO DEL GUERRIERO

Il protagonista di Guacamelee 2 è lo stesso del prequel: il lottatore (luchador) messicano di nome Juan che, dopo aver conquistato il cuore della ragazza più bella del villaggio mette su famiglia e si lascia andare ad una dieta degna di un combattente in pensione. Tutto questo idillio dura relativamente poco, qualche anno, giusto il tempo di far leccare le ferite agli storici nemici, che tornano alla carica minacciando l’intero “Mexiverso” creando un’instabilità critica fra piani di esistenza (mondo dei vivi e dei morti) e multiversi assortiti.

A Juan non resta altro da fare che tirare indietro la pancia, trattenere il respiro, spolverare la mitica maschera da lottatore e rispedire i nemici nell’ombra da cui sono venuti. Può farlo da solo o affiancato da vecchie conoscenze che uniscono le forze per il bene e la salvezza di tutti.

AZIONE CLASSICA, PLATFORM D’ALTA SCUOLA



Guacamelee 2 alterna, di base, due fasi di gioco. La prima è quella esplorativa, condita da veloci dialoghi di poche battute e che serve a raggiungere punti nevralgici della storia, boss da combattere e abbattere, potenziamenti di abilità o oggetti necessari al superamento dei vari livelli.
La seconda fare è quella che viene immersa nella prima, rendendola meno noiosa, e riguarda le fasi di combattimento. Fasi di combattimento, lo ripetiamo, che diventano vere e proprie boss fight in concomitanza di un nemico (o gruppo di nemici) particolarmente forti che impediscono al protagonista di proseguire nel suo cammino.

Le fasi platform sono quelle che ci hanno colpito di più, perché sono palesemente ereditate dal prequel, tuttavia sono state arricchite da situazioni e punti dello scenario che prima non conoscevamo. Interagire con tutto quello che ci è stato messo a disposizione è la condizione necessaria per raggiungere, di base, la fine del livello e del gioco, ma a livello più avanzato è l’unica via per ottenere i bonus più rari.

Superare le fasi di platform, specie le più difficili, è anche questa una ricompensa non dichiarata, perché ci spinge a padroneggiare elementi di gameplay e movenze che, altrimenti, non saremmo mai stati capaci di apprendere. La sensazione di bravura, soddisfazione e appagamento che se ne ricava è tanto rara quanto genuina.

Le fasi di combattimento non ci hanno entusiasmato più di tanto e sono prese quasi fedelmente dal predecessore. Quasi, perché anche qui gli sviluppatori non si sono risparmiati nel voler inserire quante più novità possibili senza per questo snaturare una parte del gameplay che era abbastanza solida e soddisfacente. Juan, adesso, ha tre rami di abilità da apprendere, ogni ramo ha le sue peculiarità (uno è marcatamente più offensivo, uno più difensivo, il terzo è più bilanciato: ne consegue che possiamo plasmare il nostro lottatore secondo i nostri stili di gioco, senza obblighi di avanzamento su binari.

FIANCHI POCO SCOPERTI

Per quel che riguarda il risultato finale, Guacamelee 2 si dimostra un ottimo sequel o meglio: quel che un seguito dovrebbe sempre saper fare, cioè migliorare il predecessore senza snaturare i punti di forza. In questo senso la fatica di DrinkBox Studios è stata ampiamente ripagata, perché Guacamelee 2 è almeno una spanna sopra il prequel, da ogni parte lo si guarda.

Una nota di colore va dedicata alla presenza di citazioni di videogiochi più o meno illustri, provenienti praticamente da tutta la storia dei videogiochi. Queste citazioni sono tacite ed eleganti come poster o insegne sullo sfondo, oppure evidenti ed esilaranti come veri e propri “livelli bonus” che sembrano essere stati presi in prestito da illustri concorrenti o esponenti di tutti i generi, di quelli che hanno scritto la storia nei picchiaduro, negli sparatutto, nei platform, negli action adventure e così via.

Cosa si può bocciare a Guacamelee 2? Molto poco, secondo noi: a molti non piace l’impostazione da metroidvania e l’accenno al backtracking (tornare indietro, anche di molto, sui propri passi). Ad altri, la prospettiva di cadere miseramente e morire in fasi platform troppo ardite potrebbe dispiacere molto fino a sfociare in spiacevolissima frustrazione. A questi giocatori poco pazienti non possiamo fare a meno di sconsigliare l’acquisto.

COMMENTO FINALE

Guacamelee 2 è il degno seguito del primo titolo di DrinkBox Studios, che prende i punti di forza del “padre” e li evolve in una forma ancora migliore. Tutto, in questo sequel, suggerisce miglioramento ed esperienza. A distanza di cinque anni (Guacamelee è stato pubblicato nel 2013), si può dire che l’attesa ne è valsa la pena.

Si tratta di un videogioco di impostazione platform, aderente ai canoni dettati da Metroid e Castlevania (che danno il nome al genere di riferimento: i Metroidvania). Non lesina fasi d’azione in cui si tramuta in uno spettacolare picchiaduro di scorrimento, il cui progresso permette di arricchire l’arsenale di colpi e combo dei protagonisti, nonché colpi speciali che permettono il raggiungimento di aree altrimenti impossibili da esplorare.

Quando non si combatte, si affronta un titolo dalle fasi di piattaforme sopraffine, dove esperienza, tentativi, studio e tempismo la fanno da padroni e alla fine delle ardue prove si trova, oltre alla ricompensa di gioco, un profondissimo senso di appagamento e soddisfazione.

Longevo quanto basta (una decina di ore per completarne la storia ed esplorare gli incarichi secondari), include la possibilità di essere giocato da quattro giocatori in contemporanea, anche sullo stesso schermo, ridisegnando almeno un poco tutto l’approccio a combattimenti ed esplorazione, incoraggiando la cooperazione e la combinazione delle forze di ciascun giocatore.

Per farla breve: se avete apprezzato, almeno un po’, il primo, difficilmente resterete delusi Guacamelee 2.

 

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Debutta oggi Ghostly Matter in esclusiva Steam

Da oggi, gli appassionati di metroidvania avranno un nuovo gioco con cui divertirsi. Si tratta di Ghostly Matter, un titolo sviluppato da Small Bros e distribuito da Milestone che è disponibile in esclusiva su Steam per Pc.

Il gioco prende in prestito elementi alle avventure di fine anni ‘80, ed è caratterizzato da una grafica in pixel art e da una trama ricca di misteri soprannaturali e citazioni alla cultura pop anni ‘80 e all’horror italiano anni ‘60.

Ghostly Matter è un’opera realizzata con passione e amore, ma, cosa ancora più particolare, è soprattutto un videogame realizzato da una sola persona: Ivan Porrini, classe 1986, che ha investito tre anni della sua vita in questo incredibile progetto, oggi pubblicato da Milestone.

Ecco il trailer di lancio, buona visione.

SINOSSI DEL GIOCO

Il professor Penderghast, massimo esperto mondiale nella cattura di fantasmi, riceve via radio una disperata richiesta d’aiuto: è Melvil, suo vecchio amico e collega.

Gli indizi portano alla misteriosa magione Blackwood, una tenuta situata in una remota zona della Scozia. Risoluzione di enigmi, esplorazione, oggetti da trovare e una componente narrativa di primo piano formano le basi del gioco, ma non mancheranno armi micidiali ed esplosioni, nemici ripugnanti e azione frenetica.

CARATTERISTICHE CHIAVE



  • Mappa open world liberamente esplorabile
  • 40+ tipologie di nemici, suddivise in 3 categorie
  • 14 potenziamenti da conquistare
  • 6 armi, ognuna delle quali dotata di effetti diversi in base alla classe del nemico
  • Oltre 100 oggetti da trovare
  • Usa il visore Polterscope per vedere i fantasmi e altri oggetti segreti
  • Filtro CRT completamente personalizzabile: decidete la sfocatura, la curvatura del monitor, la desaturazione e i glitch
  • Tantissimi rompicapo da risolvere
  • Scoprite poco a poco la storia trovando gli indizi e parlando con i PNG (personaggi non giocanti).

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Indivisible posticipato al 2019

La giornata di oggi è stata quasi un bollettino sui rinvii al 2019. Dopo quelli di Metro Exodus e Shenmue III, segnaliamo anche quello di Indivisible.

L’action in 2d che mischia elementi metroidvania a sfumature gdr non uscirà quindi quest’anno. Zero Lab Games ha bisogno di più tempo per essere ultimato.

Su Twitter gli sviluppatori spiegano che Indivisible è cresciuto molto di più di quanto era preventivato inizialmente. A questo si è aggiunta anche la lavorazione per la versione Switch.

Hey, everyone. We need more time to make #IndivisibleRPG the game we know it can be, so we’re pushing the release to the first half of 2019. We guarantee it’ll be worth the wait!

More info at the link, along with the latest on the Backer Preview Update.https://t.co/8PsE5aJGBw pic.twitter.com/9oyY1ltlrJ

— Indivisible (@IndivisibleRPG) May 16, 2018

Ci sono stati anche alcuni problemi tecnici che hanno convinto gli autori, costretti ad un lavoro supplementare, ad annunciare lo slittamento del gioco.

“Non è stata una decisione semplice – sottolineano sul sito ufficiale – ed abbiamo bisogno di più tempo per terminare i lavori sul gioco. Questo significa spendere più fondi. Fortunatamente, 505 Games ci è venuta incontro con un finanziamento extra mentre il resto dei costi sarà coperta con gli introiti delle royalties di Skullgirls”.

Il messaggio si conclude:

“Non solo vogliamo consegnare il gioco che avevamo immaginato, la struttura del gioco e la sua storia hanno reso praticamente impossibile tagliare i livelli o fare altri tipi di tagli “facili” . Come sempre, continueremo a condividere tutto ciò su cui stiamo lavorando attraverso post, stream ed eventi del blog. Lab Zero non sarebbe qui senza il tuo supporto, finanziario e non. E ci impegniamo a rendere Indivisible il miglior gioco possibile. Apprezziamo la vostra pazienza.

Grazie per la comprensione”.

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Annunciato Bloodstained: Curse of the Moon

Inti Creates ed Artplay hanno annunciato Bloodstained: Curse of the Moon. La notizia, battuta da DualShockers, arriva nel corso di un incontro al Bitsummit di Kyoto.

Per chi non lo ricordasse, nel corso della campagna Kickstarter per Bloodstained: Ritual of the Night, era stato promesso un gioco in stile 8 bit come parte degli stretch goal. Course of the Moon è proprio quel gioco e sarà un’appendice del capitolo principale.
Sarà disponibile dal 24 maggio per Pc, via Steam, PS4, Xbox One, Switch e 3DS. Chi ha sostenuto il progetto principale, ossia Bloodstained: Ritual of the Night con almeno 28 dollari, lo riceverà gratuitamente. Ricordiamo che la campagna Kickstarter si chiuse con un bottino di oltre 5,5 milioni di dollari nel giugno del 2015.

Sarà un titolo che ricalca i classici di Koji Igarashi ed i fan della serie Castlevania senza dubbio apprezzeranno. Ci saranno quattro personaggi giocabili: Miriam, Zangetsu, Alfred e Gebel.

C’è anche un interessante video di presentazione e gameplay che dura quasi quattro minuti. Eccolo. Buona visione.

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Forma.8 approda su iOS la settimana prossima

MixedBag ha ufficializzato che il suo Forma.8 sarà disponibile su iOS e su Apple TV dal 15 giugno. Si tratta di un interessantissimo metroidvania ambientato nella fantascienza già disponibile su Pc, PS4, Xbox One, PS Vita, Xbox One e Wii u ed in procinto anche di arrivare su Nintendo Switch.

In Forma.8 si guida una sonda in missione su un pianeta sconosciuto, solo apparentemente disabitato ma ricco di insidie. Un titolo di spessore dall’aspetto grafico minimale ma artisticamente molto interessante, sviluppato dalla software house torinese che tra qualche gioco sarà giocabile tramite i dispositivi touch iOS.

Vi lasciamo al trailer di presentazione ed al relativo cinguettio. Buona visione. Qui, invece, la nostra recensione su PlayStation 4.

We can finally announce that forma.8 is coming out on iOS + Apple TV on June 15! #indiegamehttps://t.co/LuGzm8hHaE

— MixedBag Games (@MixedBagGames) June 9, 2017

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Forma.8 debutta il 23 febbraio su Pc, PS4 e PS Vita, trailer di lancio

MixedBag, dalle pagine del PlayStation Blog ufficiale, ha ufficializzato la data di lancio per il suo atteso Forma.8. Sapevamo già che il titolo, dall’aspetto grafico minimale, sarebbe arrivato a febbraio. Ma oggi abbiamo anche il giorno preciso: 23 febbraio.

Il metroidvania fantascientifico realizzato dalla software house torinese arriverà, dopo uno sviluppo iniziato nel 2013, su PS4 e PlayStation Vita con supporto al cross-buy. Ovviamente, il titolo farà il suo debutto anche su Steam per gli utenti Pc Windows e Mac.

Mauro Fanelli, di MixedBag, ha raccontato sul PlayStation Blog italiano alcuni dettagli sulla lavorazione del gioco:

“Siamo molto legati a forma.8, è stato il primo gioco a cui abbiamo lavorato, il progetto dei nostri sogni da quando MixedBag era un team composto da due sole persone: un’enorme avventura in 2d con dinamiche di gioco ingegnose e uno stile grafico eccezionale.
Lo sviluppo, naturalmente, ha richiesto molto più tempo del previsto. Abbiamo annunciato il gioco nel 2013 con l’intenzione di farlo uscire nel 2014, ma siamo arrivati al 2017. Ci sono stati alti e bassi e nel frattempo abbiamo lavorato su altri giochi. Il team si è ampliato insieme al progetto. Abbiamo aggiunto tantissime cose e ne abbiamo scartate altre, puntando sempre a realizzare il ‘miglior gioco possibile’”.

Detto questo, vi lasciamo al trailer di lancio di forma.8. buona visione.

Nei panni della sonda d’esplorazione forma.8 siete dispersi sulla superficie di un pianeta alieno. Separati dai vostri compagni per un incidente, avete una missione di vita o di morte da portare a termine: trovare e recuperare una potente fonte d’energia perduta prima che sia troppo tardi. Ci si aggirerà tra antiche civiltà, grandi pericoli e visioni distopiche. E non tutto è come sembra…

  • Esplorate un enorme mondo aperto pieno di segreti
  • Risolvete antichi misteri
  • Ottienete nuovi poteri per avanzare nella vostra missione
  • Combattete nemici mortali e affronta potenti boss
  • Immergitevi in una storia ricca di segreti
  • Stupenda grafica vettoriale disegnata a mano, presentata a schermo a 60 frame al secondo.

Forma.8

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Darksiders: Warmastered Edition, Recensione PC

Vi avevamo parlato al tempo di Darksiders II: Deathinitive Edition con toni alquanto lusinghieri e soddisfatti. La stessa cosa, forse, non si poteva dire subito riguardo la riproposizione del primo capitolo della saga. Darksiders: Warmastered Edition, infatti, è stato colpito al lancio da diversi problemi di prestazioni legate ai componenti AMD, nonché ad un memory leak che si mangiava progressivamente le risorse portando qualsiasi configurazione, prima o poi, all’uscita forzata (è successo anche a noi, con un Intel i5 6600 e una Gtx 970 nell’arco di 2 ore e mezza).

A seguito di una patch correttiva, tuttavia, le cose sembrano essersi sistemate, e quindi ora siamo pronti per affrontare questa rivisitazione del predecessore senza doverci dilungare in problemi tecnici la cui validità sarebbe scaduta inevitabilmente. È strano dover esaminare il primo esponente di una saga dopo il secondo, ma, che volete, di questi tempi tutto è possibile. Nel caso siate in possesso già del titolo originale, inoltre, avrete accesso in maniera gratuita a questa rivisitazione tramite Steam.

Darksiders: Warmastered Edition
Ho detto “È pronto!”

TEORIA, NOIOSA TEORIA

Leviamoci subito il dente delle migliorie tecniche, vi va? Tra le aggiunte effettuate per opera di Vigil Games e KAIKO per volontà di THQ Nordic, figurano ben più opzioni grafiche rispetto a Darksiders II: Deathinitive Edition (rispetto a quando lo avevamo giocato noi almeno), oltre al raddoppio della risoluzione delle texture, alla riesportazione in alta definizione delle scene non interattive e un rendering migliore.

Darksiders: Warmastered Edition
Darksiders: Warmastered Edition
Darksiders: Warmastered Edition

Come si traduce tutto questo ai nostri occhi? Beh, il risultato finale è piacevole e rimane fedele all’originale in quanto a “fotografia” (mentre si era fatta una variazione in questo senso per Darksiders 2: Deathinitive Edition), rimanendo quindi su toni accesi che, accompagnata sia a luoghi che a nemici accattivanti e decadenti, crea un effetto estetico agrodolce che si ritrova anche nel secondo capitolo.

SEI IN ANTICIPO, SEI LICENZIATO

Guerra, il protagonista di questo primo Darksiders, si è trovato nel mezzo di una congiura. Qualcuno ha fatto in modo che venisse destato e portato sulla terra, facendolo diventare il capro espiatorio di una fine del mondo anticipata la cui distruzione è stata adoperata dal conflitto violentissimo tra angeli e demoni. Il Consiglio quindi decide di spogliare Guerra di tutti i suoi poteri, ma accetta in seguito la sua proposta di tornare sulla terra per fare chiarezza. Il rischio è alto e perire sarà nel caso la sua punizione, in quanto egli è ormai l’ombra di se stesso in quanto a potenza.

Darksiders: Warmastered Edition
Guerra, per arrotondare, si occupa anche di odontoiatria.

Il nostro sventurato avatar, doppiato da Liam O’Brien (per noi legato indissolubilmente a Grimoire Weiss di Nier, con quel suo tono vellutato e un poco ruvido), tornerà su un mondo ormai finito e invaso da creature temibili e letali. Per chiunque non sia armato a puntino e robusto come noi, naturalmente! Il sistema di combattimento del primo Darksiders in principio risulta piuttosto elementare a causa della mancanza di varietà delle mosse da poter effettuare con la nostra spada gigante alta quanto noi. Non solo: a nostro avviso le meccaniche quali la parata e la “parata migliore” con conseguente contrattacco subentrano un po’ troppo a rilento, dando l’illusione al giocatore che Darksiders sia effettivamente privo di un comparto “mazzate” degno di nota.
La stessa impressione potrebbe essere data dalla scarsa varietà di mosse finali da compiere premendo B vicino ai nemici una volta indeboliti (o fin da subito nel caso siano “gracilini”). Solo due nemici annoverano infatti due varianti in questo senso (gli “zombi” e i demoni a quattro zampe), mentre tutti gli altri ne vanteranno solo una per tutto il gioco e, per quanto siano ben realizzate e squisitamente truculente, alla lunga potrebbero risultare deleterie.

Darksiders: Warmastered Edition
“Cos’è questa puzza? Ah, i soldi. Già” – Vulgrim

Tuttavia, con un poco di pazienza, la parte riguardante il combattimento si arricchirà puntualmente, sia di armi nuove “chiave” che ci permetteranno di accedere a nuove aree della mappa aperta (di ispirazione Metroidvania, se vogliamo) che di mosse e abilità acquistabili e potenziabili presso Vulgrim, il nostro viscido demone di fiducia, in cambio di anime sonanti. La progressione lungo la mappa e i territori è graduale e lineare, dettata da un ritmo che vede l’alternarsi dei fattori “sblocco arma/oggetto e relativa abilità” e il conseguente “sblocco della nuova area”. Darksiders tuttavia lascia spazio anche ai completisti, che potranno accedere alle aree prima inaccessibili nei luoghi visitati in precedenza in tutta libertà. A questo proposito, trovare i punti dove è solito commerciare Vulgrim sarà importante, in quanto a un tratto potremo usarli come veri e propri portali per accorciare di parecchio i nostri viaggi.

Tuttavia in Darksiders non si menano solo fendenti con la spada, ma sono presenti anche degli enigmi ambientali semplici e puntualmente basati sulle abilità giusto acquisite. I cattivissimi boss di fine area, invece, ci hanno sempre obbligato ad adottare approcci precisi e a mettere da parte l’illusione che si sarebbe trattato semplicemente dell’ennesimo scontro a base di colpi e schivate (con alti e bassi per quanto riguarda le dinamiche di questi scontri).

PARAGONE INGIUSTO MA DOVEROSO

Il primo Darksiders è, a nostro avviso, lodevole dal punto di vista estetico e, per essere precisi, per il modo in cui sono state caratterizzati il protagonista, le aree e i nemici. Dal punto di vista strettamente ludico, invece, risulta più acerbo rispetto al successore.
In questo senso, il sistema di combattimento non è assolutamente povero ma per diverse ore non lascia tanto spazio alla creatività, e ci ritroveremo spesso a basarci sulle stesse successioni di colpi sfruttando la nostra spada principale che ci contraddistingue.

Nelle prime battute del gioco, inoltre, gli sviluppatori hanno delegato lo sblocco di due vie principali al completamento di alcune sfide che hanno un sapore che rimanda innegabilmente a contenuti di natura secondaria e che non dovrebbero mai essere annoverate in un titolo come obbligatorie al fine di proseguire (“elimina 30 nemici lanciando loro addosso solo  le auto”, ad esempio).

Darksiders: Warmastered Edition
Guerra può afferrare gli oggetti circostanti per usarli come arma impropria o scagliarli lontano.

La compagine dei nostri avversari, pur essendo molto curati e ben caratterizzati, talvolta si arricchisce semplicemente di “varianti” più che di nemici nuovi veri e propri, con il riciclo conseguente dell’animazione della mossa finale che Guerra compirà sui poveretti. Alcune di queste, inoltre, sono di durata leggermente eccessiva, quel tanto che basta per renderle tediose con la semplice ripetizione nel tempo.

In tutto ciò, le ambientazioni si rinnovano puntualmente, sia nello stile che nel modo in cui andranno affrontate, riuscendo quindi a controbilanciare in parte il piccolo effetto deleterio dei punti sopracitati. Difficile, infine, curarsi più di tanto dell’intreccio, in quanto ci entreremo in contatto sporadicamente e solo in seguito al perseguimento di un obiettivo principale (che spesso coincide con la vittoria contro un’entità mostruosa “di fama”). In una fase avanzata del gioco, inoltre, è presente una chicca che fa il verso a un titolo estremamente popolare (di più non diciamo).

COMMENTO FINALE

Darksiders: Warmastered Edition, grazie alle sue opzioni grafiche ben più numerose, si è rivelata una rivisitazione tecnica più profonda rispetto a Darksiders II: Deathinitive Edition. Se possedete l’originale, manco a dirlo, non esitate a riscattarla gratuitamente attraverso Steam e a farvi un giro. In caso contrario, il titolo rimane comunque valido e merita di essere provato da tutti coloro che non disdegnano le avventure improntate all’azione, a un poco di sana violenza “fumettosa” e alla cura per il dettaglio. Darksiders, inoltre, ha dalla sua un lavoro di stilizzazione degno di nota che è ben presente anche nel capitolo successivo.

Unica pecca oltre a quelle citate? Per qualche motivo le scene non interattive hanno un volume molto più basso rispetto a quello riscontrato nell’azione di gioco, e talvolta gli effetti sonori risultano un po’ “ingenui” e un attimo fuori tempo.

Insomma, Darksiders: Warmastered Edition è a tutti gli effetti un titolo divertente e valido, ma scalfito da un paio di ingenuità di design che, non a caso, saranno corrette nel suo successore.

Pregi

Le opzioni grafiche multiple e il lavoro svolto creano una riproposizione degna di essere provata. Il titolo, a parte le piccole pecche di design che si trascina, è tuttora divertente e valido. Grande cura estetica per il dettaglio, le ambientazioni e i nemici.

Difetti

Il sistema di combattimento si arricchisce di abilità un poco a rilento. Poca varietà effettiva di nemici. Durata di alcune mosse finali leggermente eccessiva e che, alla lunga, potrebbe stancare.

Voto

7,5

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The Fall Part 2: Unbound, arriverà su Pc, PS4, Xbox One e Wii U nel primo trimestre del 2017

Lo sviluppatore indipendente Over The Moon ha annunciato oggi che The Fall Part 2: Unbound, che fa parte della trilogia di The Fall, sarà disponibile nel primo trimestre del… Vai all’articolo

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