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Indie Highlights, domani alle 15 una nuova presentazione

Giochi indie protagonisti su Switch. È in arrivo domani, infatti, l’ultimo video Indie Highlights di Nintendo of Europe che offrirà una panoramica di alcuni nuovi titoli indie che verranno pubblicati su Switch quest’anno.

La clip verrà postata sul canale YouTube di Nintendo Italia  domani, mercoledì 23 gennaio, alle 15.

 

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Riot: Civil Unrest, disponibile a febbraio su Pc e console

Riot: Civil Unrest, simulazione di sommossa (ed antisommossa), sarà disponibile dai primi giorni di febbraio su Pc, Xbox One, PS4 e Switch. Lo rende noto Merge Games.

Distribuito su quattro campagne e oltre 30 scenari individuali, da Oakland in California a Tahrir Square in Egitto e Caracas in Venezuela, Riot: Civil Unrest consente ai giocatori di controllare i manifestanti o le forze dell’ordine nel tentativo di riprodurre fedelmente ogni evento. Dopo aver impostato gli obiettivi per ogni scenario, il giocatore deve scegliere come affrontare ogni situazione, utilizzando strategie e tattiche diverse per ottenere il risultato perfetto: dissipare una folla arrabbiata o superare un gruppo di poliziotti ben equipaggiati?

Ogni singolo personaggio, grazie alla sua intelligenza artificiale, fa si che la folla si muova in maniera realistica e fluida. La versione per Pc inoltre, vanta anche un potente editor che consente agli utenti di creare e condividere i propri scenari. L’editor viene fornito con ulteriori scenari realizzati dal team di sviluppo di Bologna, tra cui: G20 – Amburgo, Gilets Jaunes – Parigi, Piazza Shohada, Iran e Buenos Aires.

Riot è nato grazie alle esperienze vissute dal suo artista e creatore, Leonard Menchiari. Durante l’estate del 2011 infatti, Menchiari ha partecipato alle proteste NO-TAV nel nord Italia. Lì ha assistito in prima persona alle azioni di entrambi i manifestanti e le forze dell’ordine che lo hanno portato a creare questo titolo. Lo ha creato per raccontare le storie ed esprimere le emozioni provate durante questi scontri.

















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I migliori giochi indie del 2018

Continua la nostra carrellata sui GOTY. Vi parliamo di una novità assoluta per noi perché per la prima volta parleremo di migliori giochi indie del 2018.

Siamo un piccolo team che vuole crescere e ci sforziamo sempre di più nonostante i mezzi siano davvero pochini. Vogliamo offrire sempre di più al nostro pubblico e completare al meglio il nostro lavoro. Inoltre ci specchiamo in quello che è il concetto di indipendente.

Il 2018, nemmeno a dirlo, è stato un anno eccellente per le etichette e per i team indipendenti che hanno sfornato diversi giochi di altissimo livello sotto tutti gli aspetti. Qualità, riscoperta del passato – arma primaria degli indie – il tutto condito da una volontà di rinnovarsi sicuramente più ampia rispetto all’industria di settore a tripla A.

Troverete moltissimi titoli menzionati che, nonostante l’ottimo livello, non entrati nella top five a riprova di un anno memorabile.

Detto questo, ecco la nostra top 5 (+1). Buona lettura.

5+1) NEW STAR MANAGER

Il calcio manageriale è uno di quei generi evergreen. Sempre verde e sempre in grado di catalizzare attenzione. La paura più grande in agguato, però, è quella della gestione di tante cose. Non solo le tattiche ma anche i rapporti con giocatori, manager e così via.

New Star Manager, nuovo titolo di Simon Read, riesce a semplificare una moltitudine di aspetti offrendo ai neofiti tantissimi spunti interessanti. Forse anche troppo ma è in grado di catalizzare l’attenzione. Punto forte è l’immediatezza e l’intuitività del gameplay che pur imponendo l’attenzione a più dettagli gestionali come formazioni, gestione squadra ed economica, ampliamento delle strutture sportive, mercato, sponsor e così via, riesce ad essere profondo. La partita, inoltre, permette di fare azioni in diretta giocando in punta di mouse e creando – quando la bravura dei giocatori in campo lo consente – azioni spettacolari. Passa in secondo piano l’assoluta mancanza di licenze, ma i campionati sono tanti ed è possibile anche cambiare nazione per ricominciare un nuovo segmento di una carriera infinita.

Forse con qualche cosa da gestire in più, New Star Manager avrebbe concorso ad altro, ma tutto sommato, è un titolo quasi eccellente, figlio dell’apprezzatissimo New Star Soccer e che merita la candidatura.

5) FOOTBALL TACTICS & GLORY

Strategia a turni applicata ad un campo di calcio. Un’idea quanto semplice quanto geniale. Football Tactics & Glory applica il concetto alla grande grazie ad un gameplay arricchito da molteplici sfumature (anche gdr).

Il gioco è al tempo stesso immediato perché le meccaniche che si intuiscono sono intuibili, ma difficile perché le tante cose a cui pensare si incastrano molto bene. Una sfida ardua ed avvincente. Inoltre il titolo è divertente. Croteam ha davvero fatto centro grazie ad un’idea coraggiosa. Ecco come abbiamo concluso la nostra recensione:

Creoteam propone quindi la sua visione particolare del gioco più bello del mondo. Una scelta coraggiosa che apprezziamo perché vuol dare una ventata di novità. In campo si schiererà la formazione migliore e si darà fondo al proprio acume tattico per vincere partite sempre più complicate con giocatori sempre migliori. I contenuti non mancano, la parte gestionale benché molto più semplice di quella che possiamo trovare in titoli manageriali più famosi è equilibrata mentre in gameplay a turni in campo è un’idea valida ma migliorabile perché poi tende alla ripetitività anche se il numero di colpi e scelte da fare aumenta sempre più con il miglioramento della squadra (ed avversari).

4) UNAVOWED

Una delle migliori avventure grafiche degli ultimi tempi grazie ad un’ottima realizzazione tecnica e ad una trama molto interessante. Unavowed, l’ultima fatica di Dave Gilbert per Wadjet Eye Games, ci offre tantissima carne al fuoco ma anche una bella atmosfera, una buona libertà d’agire, enigmi da affrontare e misteri da svelare con finale multiplo e la possibilità di scegliere tra quattro personaggi. Opzione che avrà la sua importanza: ogni personaggio ha le proprie peculiarità e, quindi, il gameplay della partita in corso subirà le dovute variazioni. Non abbiamo avuto il tempo di recensirlo (speriamo di farlo presto, nostra culpa) ma lo abbiamo provato lungamente e ne abbiamo apprezzato le ottime qualità.

La sua presenza in questa cinquina “allargata” è giustificata da quanto scritto in questo speciale. Gli amanti delle avventure grafiche punta e clicca lo apprezzeranno sicuramente.

3) NANTUCKET

Lo abbiamo eletto miglior titolo italiano dello scorso anno. Ne abbiamo parlato in questo nostro speciale. Una sintesi qui? Va bene: ottimo gameplay (a tratti sopraffino) e dai tratti ipnotici che ricordano i fasti di Sid Meier’s Pirates!, nondimeno Nantucket si fa apprezzare per un eccellente lato artistico.  Di certo non poteva mancare in questa nostra classifica generale degli indie.

2) GUACAMELEE! 2

Drinkbox Studios aveva un compito complicato: riuscire a non far rimpiangere i giocatori dopo l’ottimo Guacamelee. Il Mexiverso è tornato in grande spolvero in estate sempre più colorato, con una nuova trama da seguire e con tante altre cose da fare e conoscere. Un gioco che migliora tutto tutto quello che c’era nell’ottimo predecessore. Aggiungiamo che ha tutti gli ingredienti per l’essere un grande Metroidvania.
Chi ama il genere non può non prendere in considerazione il gioco. Ecco parte del commento finale della nostra recensione.

Si tratta di un videogioco di impostazione platform, aderente ai canoni dettati da Metroid e Castlevania (che danno il nome al genere di riferimento: i Metroidvania). Non lesina fasi d’azione in cui si tramuta in uno spettacolare picchiaduro di scorrimento, il cui progresso permette di arricchire l’arsenale di colpi e combo dei protagonisti, nonché colpi speciali che permettono il raggiungimento di aree altrimenti impossibili da esplorare. Quando non si combatte, si affronta un titolo dalle fasi di piattaforme sopraffine, dove esperienza, tentativi, studio e tempismo la fanno da padroni e alla fine delle ardue prove si trova, oltre alla ricompensa di gioco, un profondissimo senso di appagamento e soddisfazione. Longevo quanto basta (una decina di ore per completarne la storia ed esplorare gli incarichi secondari), include la possibilità di essere giocato da quattro giocatori in contemporanea, anche sullo stesso schermo, ridisegnando almeno un poco tutto l’approccio a combattimenti ed esplorazione, incoraggiando la cooperazione e la combinazione delle forze di ciascun giocatore.

 

1) and the winnter is…  HORIZON CHASE TURBO

Un titolo eccellente, divertente e longevo. Difficilmente Aquiris Studio Games avrebbe potuto fare meglio con il suo Horizon Chase Turbo. L’unica pecca secondo noi è la mancanza di un editor (ma speriamo che arrivi) che avrebbe potuto alzare ulteriormente la valutazione più che lusinghiera che abbiamo dato in sede di recensione su  Pc e PS4.

Horizon Chase Turbo, già tra i candidati nella categoria migliori sportivi/racing, è il nostro trionfatore. I motivi? Beh, eccoli: splendida realizzazione tecnica (grafica low poly da applausi e senza nessun tentennamento), gameplay che richiama i fasti dei classici a 16 bit degli anni ’90, un grado di sfida esaltante e tantissime cose da fare. Horizon Chase Turbo migliora il concetto di capolavori quali Lotus Esprit Turbo Challenge e Jaguar XJ 220.  E lo fa con una classe immensa donandoci due cose importanti: divertimento e tante emozioni.

Questo è il commento entusiastico della recensione PS4 realizzata dal nostro DannyDSC:

Horizon Chase Turbo è un sogno che si avvera per qualunque amante delle gare Arcade, o per un giovinastro che voglia provare sfide che vanno oltre il semplice “save&reload”. È affascinante, veloce, adatto per lunghe sessioni o per brevi e fugaci toccate e fughe. Il framerate su PS4 Pro è perfetto, il sonoro azzeccato, è anche tutto in italiano. Insomma, questi ragazzi (ai quali invitiamo di potersi in futuro cimentare con un’uguale operazione per After Burner) meritano davvero tanta stima e supporto per un gioco venduto a prezzo budget ma completo, appagante e divertente, sempre in grado di proporre sfide.

Parole che confermano la bontà di quanto già fatto su Pc e che suggellano questo risultato per il team indie brasiliano.

Menzioni: Battle Princess Madelyn, Football Tactics & Glory, Sailaway Simulator, Apocalipsis: Harry at the end of the World, Nairi: Tower of Shirin, Haimrik e Warhammer: Vermintide 2.

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Endless Space e Legend, ecco due espansioni: Penumbra e Symbiosis

Continua ad espandersi l’universo di Endless. La serie strategica firmato da Amplitude, infatti, si arricchirà a breve con due nuovi corposi dlc. Il team di sviluppo, che festeggia gli otto anni, svela i contenuti di Penumbra e Symbiosis. La prima è destinata ad Endless Space 2, l’altra, invece, è l’ultima del capitolo originale di Endless Legend.

Ecco i contenuti ricordando che Amplitude ha anche aperto i pre-ordini.

PENUMBRA

L’oscura e spettrale fazione di spie conosciuta come Umbral Choir si infiltrerà nell’universo Endless, portando con sé nuove meccaniche di spionaggio come l’hacking e l’invisibilità.
Gli Ubral Choir vagano per l’universo sin dall’alba dei tempi e sono testimoni silenziosi di tutti i mali della galassia. Alla fine, hanno ascoltato il grido di morte da un’altra dimensione e hanno deciso di correre in aiuto di coloro che soffrono.

Umbral Choir

Dieci mesi fa gli sviluppatori hanno iniziato il percorso di cocreazione della fazione Umbral Choir con la community del gioco.
Gli autori hanno proposto una serie di votazioni riguardanti diversi aspetti, come l’origine della specie, la morfologia, la nomenclatura, la struttura delle navi, il lore e altro ancora… La serie di undici votazioni della community ha portato alla creazione della fazione spettrale che conosciamo oggi, che ha aspetti decisamente diversi dalle altre fazioni che abbiamo creato in precedenza.

Hacking & invisibilità

Avete sempre sognato di sentirti come un vero e proprio h4ck3r? Bene, questa è la vostra occasione. Non importa quale fazione utilizzerete, avrete la possibilità di provare ad hackerare i sistemi altrui. Penumbra introduce moduli di invisibilità per le navicelle, dispositivi avanzati per aiutarvi a nascondervi dai nemici. Ovviamente, sono disponibili anche i moduli di rilevamento per neutralizzarli.




SYMBIOSIS

Amplitude ha collaborato un’altra volta con il team di sviluppo argentino NGD Studios per creare Symbiosis, che sarà l’ultima espansione di Endless Legends. Symbiosis introduce la nuova fazione di Mykara e gli Urkan, bestie giganti e addomesticabili.

Mykara

I Mykara sono una razza di vegetali senzienti e funghi, un singolo organismo che si estende attraverso migliaia di agenti semi-autonomi da tempo immemore, adattandosi a ogni condizione per sopravvivere. Si sono diffusi su tutto Auriga come un massiccio sistema di radici sotterranee, che spuntano ai margini della mappa, attecchendo nelle regioni che le altre fazioni lasciano incustodite.

Urkan

Gli Urkan sono enormi bestie che appaiono casualmente sulla mappa e prendono il controllo di territori neutrali. Per addomesticare le creature, gli imperi devono corromperle o sconfiggerle in battaglia insieme ai loro sottoposti. Addomesticare un Urkan sblocca una serie di nuove abilità uniche che tornano utili sia per gli stili di gioco difensivi che offensivi…




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Katana Zero, nuovo titolo di Askiisoft e Devolver Digital

Katana Zero, titolo nato dalla collaborazione tra gli sviluppatori di Askiisoft e Devolver Digital, arriverà su Pc e console questo marzo. Katana Zero è un elegante neo-noir, platform d’azione che vedrà protagonista un samurai, ambientato in un futuro non troppo lontano.

Il titolo sarà giocabile al PAX South questo fine settimana allo stand di Devolver Digital e chi indosserà i panni di un samurai riceverà il gioco in regalo.

Vi lasciamo a trailer ed immagini. Buona visione.















 

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Degrees of Separation, nuovo trailer con guida al gioco

Degrees of Separation, titolo sviluppato Moondrop, si mostra in un nuovo trailer che consente di analizzare la narrativa e il gameplay più nel dettaglio.

Il gioco realizzato con la collaborazione con l’autore fantasy Chris Avellone, racconta la storia di un ragazzo e di una ragazza provenienti da due diversi mondi, le cui vite si intrecciano. Ember e Rime, legati rispettivamente alle forze del caldo e del freddo, cominciano un viaggio in cui non appena si incontrano vengono divisi dalla differenza tra i loro mondi.

Impossibilitati infatti, dal toccare l’altro a causa delle diverse affinità elementali, Ember e Rime esplorano il potenziale di queste due forze opposte. Ogni livello in Degrees of Separation rappresenta una diversa fase della relazione della coppia, pertanto offre una nuova meccaniche che i due protagonisti dovranno padroneggiare per poter andare avanti. C’è la possibilità per i giocatori di avventurarsi in giocatore singolo o co-op con qualcuno – sia locale sia online – i due protagonisti fanno uso delle proprie abilità elementali per risolvere rompicapi man mano che attraversano svariati e unici mondi.

Ecco nello specifico, le funzionalità di gioco:

  • Gioco d’avventura a piattaforme 2d: un’esperienza ambientata in un mondo 2d, con uno stile basato sugli aspetti delle contrastanti temperature.
  • Narrazione innovativa: un viaggio alla ricerca del potenziale dei due protagonisti Ember e Rime.
  • Rompicapo ambientali: mondi diversi ed enigmi complessi caratterizzano la storia dei due protagonisti.
  • Gameplay in co-op: possibilità di utilizzare Ember e Rime sia in single-player che in multiplayer co-op.
  • Livelli non lineari: numerosi paesaggi che introducono meccaniche di gioco nuove, mischiando gameplay, narrativa ed evoluzione dei personaggi.

Ricordiamo che Degrees of Separation arriverà il 14 febbraio su Switch, PlayStation 4, Xbox One e Steam, a 19,99 euro prezzo di 19,99 euro.









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Cursed Castilla, dal 24 gennaio disponibile su Switch

Cursed Castilla, titolo di Locomalito, dopo essere uscito nel 2016 su PS4, Xbox One, Steam e 3DS, ritornerà su Switch il 24 gennaio a 13,99 euro, Inoltre, sul Nintendo eShop, ci sarà uno sconto del 10% per i pre-ordini a partire dal 17 gennaio.

I giocatori impersoneranno Don Ramiro, convocato dal re di Castiglia, Alphonse VI, per liberare il regno di Tolomera del Rey da una forza oscura e malvagia.

Cursed Castilla è un titolo arcade pieno di azione a 60fps, 4 finali diversi, 4 diverse modalità di visualizzazione. Nello specifico ecco le sue caratteristiche:

  • Possibilità di esplorare Tolomera del Rey in profondità attraverso 8 fasi di gioco.
  • Combattimenti contro più di 48 tipi di nemici e 19 boss finali.
  • Nuove abilità di combattimento da sbloccare.
  • Bestiario illustrato indicanti tutti i nemici.
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Jon Shafer’s At the Gate su Steam la settimana prossima

Ci siamo quasi. Jon Shafer’s At the Gate, il nuovo grand strategy realizzato dal designer di Civilization V, debutterà la settimana prossima su Steam. Precisamente il 23 gennaio e per Pc Windows, Mac e Linux.

I giocatori vestono i panni di un signore dell’era oscura che deve costruire un reame per rimpiazzare le rovine dell’Impero Romano. Ma non sarà facile. Bisognerà gestire i propri clan, esplorare le terre confinanti, trovare risorse e costruire una forte economia ed una macchina militare.

Il gioco, sviluppato e pubblicato da Conifer Games, costerà 29,99 euro e sarà scontato del 10% per la prima settimana. Jon Shafer, inoltre, sarà presente al PAX South di San Antonio che si terrà dal 18 al 20 gennaio.

CARATTERISTICHE

Una mappa in evoluzione

Le stagioni e il tempo trasformano radicalmente il paesaggio intorno a voi. Il fiume che un tempo fungeva da barriera in estate potrebbe diventare un’autostrada in inverno – sia per voi… che per i vostri nemici.

Gestione dei personaggi

Ognuno dei vostri clan ha tratti e desideri unici, quindi scegliete attentamente come utilizzarli.

Elementi di sopravvivenza e Roguelike

Mantenete i vostri clan nutriti durante l’inverno rigido. Le risorse si esauriscono quindi cerca sempre di più. I tuoi vicini possono essere immensamente forti. Ogni gioco pone nuove sfide e opportunità.

Stile acquerello

Un bellissimo paesaggio acquarello serve da tela per le vostre intelligenti strategie economiche e militari.

Tooltip-in-Tooltips!

Il gioco presenta un’interfaccia utente rivoluzionaria che utilizza “tooltips-in-tooltips” per la prima volta, semplificando notevolmente l’apprendimento senza sacrificare la profondità del gameplay.







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Medieval Kingdom Wars, Recensione

Qualunque sia il sottogenere dei videogiochi di strategia, l’obiettivo in comune è uno solo: la conquista.

Che arrivi grazie ad una supremazia diplomatica, o ad una lunga ed interminabile guerra che alla fine ci vede vincitori, o tramite un predominio culturale o mercantile, la conquista sarà il nostro obbiettivo finale.

Anche le ambientazioni saranno differenti! Avremo titoli a sfondo storico, fantasy, di fantascienza, guerra moderna, e altri.

Medieval Kingdom Wars, il titolo che il nostro DannyDSC ha provato per noi e recensito, ha come ambientazione quella medievale. Andando nello specifico, il titolo ci porta nella Guerra dei Cent’anni, ed inizia nel 1336, alla vigilia del conflitto che iniziò l’anno dopo.

Il gioco è disponibile da inizio anno sulla piattaforma di Steam ed è sviluppato da Reverie World Studios. Con base ad Ontario, nel Canada, la software house vanta già due titoli alle spalle, Kingdom Wars (Ex Dawn of Fantasy) e Kingdom Wars 2. Il terzogenito riuscirà a far centro?

Vi lasciamo alla nostra recensione. Buona lettura.

STUDIAMO UN PO’

Medieval Kingdom Wars è un grand strategy game. A questo genere, appartengono tutti quei titoli strategici dove la parte militare è preponderante. Ma non direttamente collegata allo sviluppo e alla produzione di unità e armate. In questo genere di giochi, quello che conta maggiormente, è il “teatro delle operazioni”, ossia la mappa. Dato che il titolo è un indie, per darvi un’idea su cosa siano i grand strategy games, vi citiamo giochi quali la serie di Hearts of Iron (II Guerra Mondiale), e la famosissima Europa Universalis (Rinascimento).

Reverie World Studios ha però deciso di differenziarsi, sviluppando un prodotto che avesse un’identità propria, portando la sua creatura ad essere un grand strategy game con elementi rts (strategia in tempo reale) presi dalle serie Total War, Lords of the Realm 2 e qualcosina da Age of Empire.

Quindi non si tratta di un classico gioco di strategia dove muoveremo armate solo sulla mappa di gioco, ma potremo anche entrare “realmente” nel teatro delle operazioni, guidando i nostri eserciti e sviluppando mezzi d’assedio in tempo reale. Un bel po’ di carne al fuoco!

INCHIOSTRO E CALAMAIO






Prima di buttarci su quello che il gioco ha da offrire, spendiamo due parole sulla traduzione, visto che Medieval Kingdom Wars è interamente sottotitolato in italiano. Ad oggi, il genere degli strategici conta sempre meno titoli localizzati nella nostra lingua, ma anche titoli di generi differenti come i city builder (date un’occhiata a Cities Skyline) hanno abbandonato il nostro paese, favorendo localizzazioni di paesi emergenti ma che hanno più mercato, quali per esempio la Polonia.

L’ultimo esponente di questa categoria è sicuramente Anno 2205, che anche se non è una perla unica, rimane una prova tangibile di quanto il nostro paese conti poco nel panorama internazionale. Di discorsi su cosa sia giusto, cosa si dovrebbe fare, cosa no, si è parlato fino allo sfinimento. Ci teniamo a ringraziare Reverie World Studios per non essersi dimenticati di noi, ed anche se la traduzione italiana non è perfetta, la software house merita il giusto credito per una scelta che altri definirebbero “coraggiosa”.

COTTA DI MAGLIA E STENDARDO



Avviato il gioco, prima di addentrarci nella campagna, modalità principale di Medieval Kingdom Wars, scegliamo di seguire il tutorial, così da capir meglio le meccaniche di gioco e prendere confidenza con i vari comandi.

Il tutorial è sviluppato attraverso dieci scenari che seguono il corso di una storia che inizia nel 1336 e che ha come protagonista il fratello del Re di Francia. Scappando dalle lande della Scozia, farà ritorno alle terre natie, con le armate inglesi che si preparano alla guerra.

Interessante la scelta di sviluppare gli scenari come fossero l’avventura di una “guerra mai raccontata”, è piacevole ed appassiona. Il tutorial inizia con la presentazione della mappa tattica, posizione dove andremo a muovere le nostre truppe in tempo reale, commerceremo in materie prime, svilupperemo contatti diplomatici, e miglioreremo le nostre città. Durante le varie fasi del tutorial che seguiranno le avventure del nostro eroe, prenderemo anche confidenza con la parte RTS che ci preparerà alle battaglie e agli assedi.

MAPPA TATTICA



Come in altri grand strategy games, la mappa europea è ben rappresentata nel suo contesto storico. In alto troviamo i dati relativi al mese, all’anno, e abbiamo anche il susseguirsi delle stagioni (con tutti i malus/bonus che comporta al movimento delle truppe e durante le battaglie). A sinistra abbiamo i dati relativi alla tesoreria, ossia alla “vil moneta”. Elemento indispensabile che ci permetterà l’addestramento di truppe ed il miglioramento dei nostri possedimenti, quelli relativi agli introiti e alle spese di mantenimento, l’ammontare delle entrate dovute al commercio, ed il pulsante che ci permetterà di riscuotere le entrate delle tasse. In basso, oltre ad una mini-mappa, troveremo i consiglieri.
Il loro compito, sarà quello di aiutarci a carpire nuove informazioni sugli eserciti rivali, ed aggiornarci sulle ricerche ed i movimenti dei nostri eserciti.

DENTRO LA CITTÀ

In qualsiasi momento (non nei tutorial però) potremo passare dalla mappa tattica alla componente rts del gioco. Se non siamo in battaglia, “entrare” in una delle nostre città ci permetterà di svilupparla come in diversi altri titoli similari. Ogni città a seconda del livello, avrà più o meno appezzamenti liberi dove potremo edificare nuove strutture, che ci permetteranno di produrre materie prime, bestiame, cibo e ovviamente, reclutare eserciti. Un altro fattore molto importante sarà il favore del nostro popolo, che aumenterà o crollerà a seconda delle strutture presenti tra le nostre mura e il livello delle tasse. Un livello troppo basso scatenerà una rivolta.

Durante le fasi di battaglia invece, gli sviluppatori hanno avuto un’idea davvero fantastica per fare di Kingdom Medieval Wars un titolo con un’identità tutta sua. In pratica, all’arrivo di uno dei vostri eserciti in una città nemica, non partirà la “solita” battaglia che ci vedrà vincitori, sconfitti, o in stallo. L’assedio di del nemico, realisticamente, poteva richiedere mesi e mesi, perfino anni.
Quindi, quando il nostro esercito si posizionerà nelle terre nemiche, avrà necessità di carne per sfamare i nostri soldati, legna da ardere e per costruire, pietra e ferro. Verrà edificato un municipio, una sorta di base temporanea, e potrà essere migliorato, permettendoci di avere più appezzamenti di terreno per creare strutture quali ad esempio una cava di pietra, un granaio. Oltre ai nostri eserciti, necessiteremo anche di contadini, che potranno essere reclutati, e che andranno a tagliar legna, fornirci la carne utile a sfamare le truppe, e saccheggiare i cadaveri nemici per recuperare utili risorse. Questa meccanica di gioco è davvero avvincente!

L’ARTE DELLA GUERRA DI MEDIEVAL KINGDOM WARS

Sempre rimanendo dentro la fase rts del gioco, il comportamento delle truppe in battaglia è molto buono, e le tattiche che le unità possono utilizzare non sono dei complementi, ma davvero utili. Anche l’AI nemica ha un buon grado di sfida, e difficilmente cercherà di ammassarsi davanti ai nostri arcieri e picchieri per sacrificarsi. Anzi, spesso e volentieri cercherà di attirarci in vere e proprie imboscate, con arcieri in bella mostra con una ballista o catapulta dietro che prima non potevamo vedere perché nascosta. Non si raggiungono le vette dei Total War, che sono praticamente specializzati in questo contesto, ma il risultato è davvero buono considerando che ci troviamo di fronte ad un titolo indie.

CAMPAGNA

La modalità campagna riprende ciò che abbiamo visto nei tutorial, ma prima di iniziare dovremo scegliere una delle fazioni a nostra disposizione. Sacro Romano Impero, Regno d’Inghilterra, Regno di Francia, persino la Repubblica di Venezia. C’è davvero molta scelta, un peccato non vedere la Repubblica di Genova, quella di Pisa, quella di Amalfi. Speriamo vengano aggiunte in futuro! Deciso il nostro impero, potremo anche scegliere l’eroe che andremo ad impersonare, che potrà avere più o meno “fama”.

Tale elemento è importante perché rifletterà anche la fiducia del popolo che andiamo a guidare, rendendoci più semplice o meno il mantenimento delle nostre città. E’ importante considerare che più città non significa più introiti. Il costo della vita, del mantenimento delle strutture e degli eserciti sarà un fattore che graverà sempre sulle nostre casse. Resta fondamentale un’attenta pianificazione durante lo sviluppo delle nostre terre e le rotte commerciali.

Anche la diplomazia rivestirà un ruolo molto importante, per due fattori. Se i rapporti con i nostri “vicini” saranno troppo burrascosi, avere troppi fronti in cui combattere consumerà le risorse, portando ad un’inevitabile disfatta. Il secondo fattore, è che il nostro ruolo all’interno del gioco non è quello di Re di un impero, non subito almeno! Inizieremo come lord di medio rango, dovendo quindi sottostare al nostro sovrano. Se i rapporti dovessero incrinarsi, ci ritroveremo con la guerra alle porte contro un nemico ben più forte di noi da affrontare. Sarà quindi importante tenere il nostro Re sempre dalla nostra parte, compiacerlo, ad esempio con moneta sonante. Se saremo bravi a sviluppare le nostre terre però, la fama che acquisiremo ci permetterà di spodestare il nostro attuale sovrano, prendendone il posto.

TECNICAMENTE

Finito tutto l’excursus su ciò che il titolo ha da offrire, parliamo un po’ della parte tecnica. Il gioco è un’indie, e spesso ciò va ad impattare principalmente nella parte tecnica, favorendo gameplay e profondità di gioco. Beh, in questo caso possiamo dire che Reverie World Studios ha fatto davvero un buon lavoro. ci ha donato una mappa del mondo che non ha nulla da invidiare a titoli di ben altro budget e una parte rts dove il level design è davvero buono.

Quello che mostra il fianco questa volta sono le unità. Le animazioni sono poche e molto legnose, e sembrano davvero tutte uguali distinguendosi soltanto per le armi, cosa che risulta ostica durante una battaglia. Hotkey e pratici pulsanti posti sulla parte alta della hud di gioco ci permetteranno di ovviare a questo inconveniente. Gli sviluppatori però, sono davvero attivi e siamo convinti che nel tempo andranno a migliorare o quanto mento mitigare queste piccole sbavature.

COMMENTO FINALE

Ci è piaciuto Medieval Kingdom Wars? Assolutamente sì! Nonostante sia un titolo prodotto da un team di sole 3 persone, i ragazzi di Reverie hanno svolto un lavoro egregio. Ed hanno donando all’utenza un gioco di ottima qualità e con una profondità di gioco davvero degna di pregio. La grafica è gradevole, l’engine di gioco e le opzioni scalabili, permettendo anche a chi non ha un pc high-end di godersi l’esperienza senza troppe difficoltà.

Gli aggiornamenti sono continui (uno uscito proprio due giorni fa va a migliorare la diplomazia), e la roadmap proposta all’utenza dalla stessa software house, è davvero ricca. Quest’ultimi garantisco un supporto al gioco che sistemerà i bug, ed introdurrà nuove funzionalità. Vogliamo vedere la modalità zombie!

Segnaliamo qualche sbavatura nella traduzione (che in una missione del tutorial non ci ha inizialmente permesso di continuarlo, salvo poi capire cosa dovevamo realmente fare), dovuta forse ad un testing non troppo profondo.
Anche i nomi delle ricerche localizzate in italiano, sebbene nella modalità campagna non creino problemi, durante il tutorial ci hanno dato filo da torcere perché quello che ci veniva imposto di fare non era in linea con il nome scritto sulla ricerca stessa. Nulla di gravissimo per carità, però ci auguriamo che la traduzione venga quantomeno rivista.

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Rising Lords, Anteprima

Il panorama degli indie a sfondo strategico è ricco di diversi titoli interessanti ma l’approccio di Rising Lords, prima fatica dello sviluppatore indipendente Argonwood, merita di essere osservato da vicino. Il motivo è presto detto: nasconde un potenziale davvero superiore alla media.

Abbiamo colto l’opportunità di provare la prima alpha (un ciclo di alpha testing chiuso solo per tester e personale interno) di questo strategico medievale. Gioco, ricordiamo, presente su Steam e dedicato agli utenti Pc. Un titolo dove tattica e pianificazione degli attacchi sono al centro del gameplay. Il gioco è stato provato per noi dal nostro DannyDSC.

ESAGONI E SCACCHI

Al momento, l’alpha concede la possibilità di provare battaglie veloci contro l’intelligenza artificiale (o IA se preferite) di gioco o sfide personalizzate scegliendo tra una delle mappe a disposizione. Avviata la partita ci troveremo di fronte alla mappa di gioco formata da differenti esagoni collegati tra loro.

Ogni esagono, rappresenterà una pianura, una collina, una montagna invalicabile, una palude, una foresta o un paesino, tutte con i bonus e i malus che comportano a seconda dell’unità che vi risiederà.

Come prima scelta, sarà nostra cura piazzare il generale d’armata accorpato ad una delle unità presenti in gioco, quali al momento cavalleria leggera, guerrieri armati di spada, arcieri. Ogni unità ha dei valori che andiamo ad analizzare di seguito: Attacco, Difesa, Morale ed Iniziativa.

Attacco e difesa si spiegano tranquillamente da soli, mentre è utile soffermarci sul morale e l’iniziativa. Il morale è determinato dalla presenza o meno sul campo del generale, e dalla possibilità che il nemico conquisti la nostra città.

Nel caso il nostro generale dovesse per qualche motivo cadere durante una battaglia, il morale delle nostre truppe scenderà, andando a diminuirne il fattore Attacco. Lo stesso accadrà nel caso il nemico vada a conquistare la nostra capitale. Per quel che riguarda l’iniziativa invece, determina quale delle nostre unità muoverà per prima. Più iniziativa quindi, permettere a questa o quell’unità di muoversi ed eventualmente attaccare prima delle altre. Scopo del gioco, sconfiggere l’armata nemica.

L’ARTE DELLA GUERRA

Dopo il breve excursus sulle unità e la mappa di gioco, si passa all’azione. Posizionato il generale la partita inizierà e ad ogni turno a seconda del fattore iniziativa, si andranno a muovere le unità. Posizionare il nostro esercito in caselle che possano fornire bonus (arcieri sulle colline e cavalleria leggera sulle pianure, giusto per fare due esempi) sarà fondamentale per un buon esito dello scontro.

L’AI di gioco è davvero furba e cerca continuamente di attirare le nostre unità in imboscate o nel raggio dei propri arcieri/balestrieri. Insomma, troveremo una CPU molto attenta anche nel posizionamento delle proprie truppe.

Plauso quindi ad Argonwood che già in questa alpha ha portato in gioco un’intelligenza artificiale interessante. e piuttosto raffinata. Infatti, non bara, fornisce un grado di sfida davvero elevato anche a livello medio, e si comporta in modo intelligente.



Ma non finisce qui, perché oltre alle truppe, il gioco prevede un sistema di carte che possono letteralmente cambiare l’esito di uno scontro portandoci ad una insperata vittoria dopo aver perso due unità all’inizio della guerra, o portandoci ad una sconfitta che fino a qualche minuto prima sembrava impossibile. Ad ogni turno, sia il giocatore che l’intelligenza artificiale pescheranno una carta che può rendere un’unità invincibile al prossimo attacco, ignorare i malus di un terreno, aumentare il morale di tutte le unità adiacenti al generale, e così via.

Un uso saggio e ponderato delle carte sarà cruciale per portare a casa la vittoria, tenendo bene a mente che la CPU, potendo fare lo stesso, userà ogni mezzo per intralciare i nostri piani, rendendo ad esempio un’imboscata pianificata con attenzione “nulla”, sfruttando la carta che rende quella determinata unità (di cui volevamo sbarazzarci a tutti i costi) invincibile.

Il ritmo di gioco, nonostante pianificazione e uso delle carte, è davvero veloce ed una partita si completa anche in una decina di minuti, cosa che rende Rising Lords tanto strategico quanto frenetico e veloce nel suo svolgimento, adatto quindi anche per brevi sessioni.

GRAFICA 2D CARTONNESCA E GRADEVOLE





Il gioco tradisce la sua natura indie, quindi scordatevi grafica 3D, foto realismo e panorami mozzafiato. Il piano di gioco come le unità sono in 2d, ma gli sviluppatori hanno puntato ad uno stile cartoonesco molto colorato che rende il tutto davvero gradevole. Le animazioni, seppur poche e limitate, si sposano bene con i movimenti delle truppe. Si plaude a qualche dettaglio che ci fa apprezzare lo stile medievale di Rising Lords.

Plauso alla colonna sonora, che pur in questa alpha presenta pochi brani ma davvero orecchiabili ed incalzanti, mai troppo ripetitivi che si sposano bene con l’atmosfera di gioco.

COMMENTO FINALE

Ci è piaciuta questa prima prova? Assolutamente si! Il gioco è solo un’alpha, quindi tutto può essere migliorato, ampliato, sistemato. Gli sviluppatori hanno più volte dichiarato che Rising Lords sarà orientato alle sfide in multiplayer. Dettaglio, questo, che renderà felici tutti quei utenti che non vedono l’ora di sfidare a singolar tenzone, altri giocatori online.

Inoltre, a grande richiesta della community, verrà implementata anche una campagna in singleplayer, così da accontentare anche chi preferisce godersi il titolo per conto proprio. Cosa che oggettivamente darà valore in più perché nonostante tutto, le campagne in single player sono sempre ben accettate da molti utenti. Complimenti ad Argonwood, nella speranza che il tutto continui così e che si possa espandere in tempi non troppo lunghi. L’appuntamento, quindi, dovremmo riproporlo per la beta con una nuova anteprima ma è chiaro che terremo sempre questo titolo indie sott’occhio.

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Guacamelee! 2 piomba su Xbox One tra due settimane

Dopo il debutto estivo su Pc e PS4, Guacamelee! 2 ha una data di lancio su Xbox One. L’eccellente metroidvania di DrinkBoxStudios sarà disponibile sulla console Microsoft dal prossimo 18 gennaio. Due settimane ed anche gli utenti Xbox One potranno cimentarsi in questo titolo.

Tale versione includerà i dlc Three Enemigos e Providing Grounds. Inoltre, su Xbox One supporta il Play Anywhere e quindi permette il download anche della versione Pc Windows 10… e viceversa con la compatibilità cross-save tra le due versioni. Sarà così possibile andare avanti nel gioco indifferentemente dalle due piattaforme senza perdere i proprio progressi.

Guacamelee! 2 ci porta in un’ambientazione coloratissima molto stilizzata che riporta alle fantasie e mitologie messicane.

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Battle Princess Madelyn su Switch dal 7 gennaio

Ha finalmente una data di lancio la versione Switch di Battle Princess Madelyn. L’ottimo action platform firmato da Casual Games che omaggia i classici del passato come Ghosts ‘n Goblins e soci debutterà sulla console Nintendo lunedì prossimo, ossia il 7 gennaio.

Il titolo indie, lo ricordiamo, è già uscito su Pc. Qui la nostra recensione. Battle Princess Madelyn, lo ricordiamo, offre una grafica in pixel art ed una colonna sonora che ricalca i capolavori arcade di Capcom della serie avviata con Ghost ‘n Goblins. Tante le caratteristiche come la presenza di due modalità: Arcade e Storia che garantiscono un’ottima longevità e rigiocabilità.

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JackQuest: Tale of the Sword debutterà il 24 gennaio

JackQuest: Tale of the Sword, il platform di azione fantasy della casa editrice Blowfish Studios e lo sviluppatore NX Games, inizierà il suo epico viaggio il 24 gennaio per Pc, PS4, Xbox One e Switch.

Gli appassionati intraprenderanno una missione di salvataggio per salvare l’amata Nara dal disgustoso orco Korg, che ha catturato la bella fanciulla e la ha trascinata nella sua tana sotterranea. I giocatori esploreranno le caverne e scoprire Kuro, uno spirito imprigionato in una lama incantata. L’improbabile coppia di Jack e Kuro si avventurerà in un labirinto sotterraneo per liberare Nara, sconfiggere il suo rapitore e forse anche rompere la maledizione su Kuro.

Ambientato in un enorme mondo interconnesso, JackQuest pullula di enigmi ambientali, potenziamenti inestimabili, abilità speciali e magnifiche armi per aiutare il protagonista a sopravvivere nel nascondiglio di Korg ed agli abitanti del luogo. Al fianco ad un esercito di servitori sulla strada di Jack ci sono boss colossali che dovranno essere abbattuti prima che i nostri eroi realizzino i loro obiettivi.

JackQuest non perde tempo con il suo combattimento rapido e la progressione costante. I “completisti”, inoltre, vorranno esplorare ogni angolo del mondo per trovare i segreti ben piazzati e gli speedrunner saranno incoraggiati a rivisitare i dungeon di JackQuest per ottenere tempi più veloci.

Ben Lee, CEO di Blowfish Studios, ha detto:

Questo è uno di quei giochi che raccolgo e quindi non posso smettere di suonare perché mi sento sempre come se facessi qualcosa di significativo ogni volta che suono. Il mix di azione ed esplorazione frenetica di JackQuest rende difficile mettere giù, ed è stato un onore lavorare con NX Games per dare vita a questo gioco.

Vediamo le nuove immagini.













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MINImax Tinyverse disponibile su Steam in early access

MINImax Tinyverse, il titolo free-to-play sviluppato dallo studio indipendente O’ol Blue, è disponibile da oggi su Steam in early access. Il rilascio del titolo di strategia in tempo reale (Rts) è accompagnato da un pacchetto che include i due reami.
Questo dlc consente di rimuovere tutti i blocchi dei reami e fornisce inoltre, la valuta di gioco necessaria per sbloccare i personaggi bloccati su entrambi i reami.

Kim Nam Seok, CEO e produttore esecutivo di O’ol Blue, ha sottolineato:

Volevamo creare una versione competitiva del gameplay PvP di Lemmings quando abbiamo iniziato a creare MINImax Tinyverse. Anche Warcraft 3 ci ha aiutato a cristallizzare alcune meccaniche di gioco, e siamo stati ispirati dalla semplicità del gameplay come quella di Clash of Clans.

MINImax Tinyverse è un free-to-play in 3d e in tempo reale in cui il giocatore, a capo del proprio regno, deve tentare di conquistare le torri di quello rivale. Bisogna quindi, controllare tutta la mappa, evocare miracoli e condurre la propria squadra alla vittoria. Prima di entrare in battaglia, si può selezionare uno specialista tra un totale di 4 combattenti, riunire truppe con 11 diverse opzioni e scegliere fino a 6 miracoli diversi da un totale di 22.

Ecco il video con il gameplay. Buona visione.

CARATTERISTICHE

  • Battaglie strategiche 1v1 a ritmo frenetico.
  • Personaggi affascinanti, come Ortto, Aidel, Kaya, Nia e tanti altri
  • Abilità dei campioni utili per attaccare i nemici o proteggere gli alleati.
  • Telecamera libera, utile per poter vedere i propri campioni in azione.
  • 11 diversi soldati da selezionare e combinare per creare il miglior esercito.
  • 24 miracoli per garantire la vittoria per il proprio.

Giuseppe Stecchi

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Eons of War, Prime Impressioni sulla Beta

Il genere degli strategici ha radici profonde nell’ambito del gaming. Partendo da giochi come Civilization, Command & Conquer, Age of Empire, Stacraft, Master of Orion 2 e molti altri, si arriva ai giorni nostri dove il genere continua a produrre buoni titoli con diversi spunti interessanti.

Per chi non è avvezzo al genere, i giochi strategici possono essere a turni ed in tempo reale. Questi due sono i due sottoinsiemi principali, dai quali partono poi ramificazioni di vario tipo che andranno ad identificare questo o quel titolo.

Eons of War, fa parte della famiglia dei videogiochi strategici a turni. Lo sviluppatore indie Vasinov Games, ci ha concesso la prova sulla versione preliminare (attualmente in beta chiusa). Ed ecco che il nostro Danny DSC ha giocato il titolo e ci racconta le sue sensazioni. Ricordiamo che il gioco è uscito lo scorso maggio su Steam in early access per Pc Windows, Mac e Linux.

UN PO’ DI GAMEPLAY



Lo sviluppatore americano è partito subito con un’idea molto chiara su quello che vuole proporre al pubblico. Uno strategico a sfondo spaziale veloce ed immediato che fa del pragmatismo e dell’arguzia nel dispiegamento delle proprie forze, il cardine del gameplay.

Superato il menu iniziale (al momento è disponibile solo la modalità skirmish, ma in seguito verrà implementata una campagna ed il multiplayer) avvieremo la nostra mappa libera dove potremo decidere diversi parametri. Si va dall’estensione della galassia, alla quantità di pianeti disponibile per ogni giocatore, al numero di avversari, alla quantità di risorse ed eventuali punti d’interesse e altri piccoli bilanciamenti. Avviata la mappa ci troveremo nella schermata principale che sarà anche la plancia dalla quale sferreremo gli attacchi e partiremo per la conquista dello spazio.

Quale che sia la quantità di pianeti di partenza, il numero di avversari, e l’estensione della galassia, i valori che dovremo tenere a mente sono: Energia, Popolazione, Minerale.

Questi tre parametri determineranno la possibilità di aprire tunnel spaziali verso altri mondi o punti d’interesse, la “forza” dei nostri attacchi e la possibilità di accedere a potenziamenti per le strutture che andremo a costruire. Già all’inizio della partita sarà fondamentale scegliere oculatamente cosa costruire e potenziare prima. Soprattutto nelle mappe di media e piccola dimensione. Il perché è presto detto: gli avversari si dimostreranno subito decisamente aggressivi. Scegliere di potenziare la nostra produzione di energia senza provvedere ad una giusta acquisizione di minerali ci impedirà di aggiornare le nostre strutture, che a loro volta, producendo meno risorse ci impediranno di progredire, facendoci trovare scoperti ad eventuali attacchi.

Il gameplay è piuttosto veloce, soprattutto perché in questa build preliminare il numero di costruzioni è limitato, l’unico attacco disponibile è quello deciso dalla “forza bruta” della popolazione a disposizione in un sistema, e anche il comparto ricerche si completa dopo una ventina di minuti. Però l’idea di base è di avere uno strategico con un buon grado di sfida (soprattutto nel multiplayer) senza rinunciare all’imediatezza di un gioco come Risiko (titolo dal quale Eons of War prende spunto in larga parte).

Gli spunti che rendono Eons of War davvero interessante, partono dalla possibilità di costruire dei tunnel spaziali tra sistemi distanti, dandoci quindi la possibilità di pianificare strategie e attacchi anche a sorpresa che possono risultare micidiali. Ovviamente anche i nemici possono fare la stessa cosa. Bisognerà, quindi, stare attenti e valutare i pro ed i contro. I tunnel ci permetteranno anche di spostare la popolazione (le truppe) tra pianeti vicini già collegati, e qui la pianificazione sarà davvero importante.

Altra peculiarità di Eons of War è la quantità di turni che portano un sistema a diventare una supernova o un buco nero. In pratica, andando a guardare la schermata delle informazioni di uno dei nostri sistemi, troveremo una voce che ci indicherà entro quanti turni il sistema si trasformerà in una nova o in un buco nero. Questo avrà effetti molto importanti sia nel sistema stesso che in quelli adiacenti. Il motivo è semplice: nel momento in cui la stella collasserà, il sistema rimarrà sempre di nostra proprietà ma potrà risultare vuoto, o con solo uno o due potenziamenti rimasti. I sistemi adiacenti invece, perderanno popolazione, e quindi forza (sia in attacco che in difesa, questo valore vale per entrambi).

La caratteristica sopracitata è davvero una bella trovata (e sempre veloce) perché nel momento in cui mancherà un turno alla trasformazione di una delle vostre stelle, farete di tutto per spostare la popolazione altrove, e se uno dei sistemi adiacenti è in mano nemica, potreste usare la cosa a vostro vantaggio attendendo che l’esplosione danneggi quel sistema così da poterlo attaccare senza sforzi. Per la serie, non tutti i mali vengono per nuocere. Oltre a questo, la trasformazione garantirà un nuovo afflusso di minerali che ci permetteranno di ricostruire le difese. E così si potranno anche seguire i miglioramenti necessari alla sopravvivenza della nostra gente.

TECNICAMENTE PARLANDO

Il comparto tecnico ci sembra adeguato al contesto. La grafica non fa gridare al miracolo ma è efficace e fa il suo dovere senza troppe complicazioni. Il sonoro che accompagna le nostre azioni ci pare abbastanza buono. C’è davvero poco da aggiungere sotto questo aspetto. Il titolo si basa sostanzialmente sul gameplay e non punta a stupire per la sua beltà. In sostanza Eons of War punta molto al sodo ed al gameply.




COMMENTO FINALE

Ovviamente stiamo parlando di una beta, quindi molto verrà migliorato, implementato e modificato. Ma già da queste battute iniziali si capisce come il titolo abbia una sua identità molto marcata. Caratteristica che affiora grazie anche al gran lavoro di Vasily Vasinov, lo sviluppatore del titolo. Eons of War ha davvero buone potenzialità.

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