Archivi categoria: Indie

Auto Added by WPeMatico

The Wild Wood, un nuovo gioco in arrivo per C64

Abbiamo un debole per il mondo retro. E cerchiamo sempre piccole – interessanti – chicche. Da IndieRetroNews apprendiamo dello sviluppo di un nuovo titolo per C64 chiamato The Wild Wood. Si conosce poco ancora di questo platform ma le immagini sono a dir poco spettacolari.

Secondo quanto riportato, The Wild Wood ha un team di tre programmatori che lavorano per la sua realizzazione: Achim, Wanax e Zirias (coders), con suoni e musica di NM156 e grafica e design di Hend. Sul C64 Forum si attesta che è il primo team di programmatori formato da tre persone in 25 anni che si occupa di sviluppatore un titolo per il biscottone ad 8 bit di casa Commodore.

Per quanto riguarda la storia, i giocatori dovranno aiutare a guidare la giovane Hare nella sua avventura nel cuore di Wild Woods. Attraverso i campi illuminati dalla luna, delle rovine antiche, sottoterra esplorando le magnifiche cattedrali, i cimiteri raccapriccianti e avventurarsi nelle profondità degli stessi “Ominous Woods”.

Le poche immagini che sono state condivise sono veramente incredibile ed il team punta a sviluppare il miglior gioco mai visto su C64. Oltre alla grafica si farà leve su un sonoro immersivo ed il gioco includerà livelli enormi e piattaforme multi-direzionali, sezioni a scorrimento orizzontale, boss e molto altro.

In sostanza saranno spremuti ogni byte di una cartuccia di 500kbyte sarà accompagnato da illustrazioni e presentazioni di qualità. Per l’uscita però dovremo aspettare: il tempo di produzione è attualmente previsto a 12 mesi.

 

L’articolo The Wild Wood, un nuovo gioco in arrivo per C64 proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di The Wild Wood, un nuovo gioco in arrivo per C64

Tales of the Neon Sea ha una data di lancio

Zodiac Interactive ha ufficializzato la data di lancio di Tales of the Neon Sea. L’avventura cyberpunk neo-noir farà il suo debutto su Steam per Pc il prossimo 30 aprile.

Il gioco sviluppato dal team indie Palm Pioneer è in pixel art ed è ispirato ai generi cyberpunk come Blade Runner e Ghost in the Shell, si mostra in un nuovo trailer che evidenzia il suo gameplay e la sua estetica.

In un mondo cyberpunk pienamente realizzato di intrighi e sospetti, in cui uomini e robot lottano contro crescenti tensioni e reciproca sfiducia e dove i felini gangster si fanno strada verso la cima della catena alimentare. Si dovrà utilizzare il proprio ingegno ed abilità di risoluzione dei puzzle per determinare il corso di questa storia unica.

Dopo quasi tre anni di sviluppo, il team di sviluppo di di stanza a Chengdu, in Cina, Palm Pioneer ha perfezionato e messo a punto il prodotto finale. Ecco il trailer più recente che riporta la data di lancio.

Il produttore, Tian Chao, ha detto:

Siamo cresciuti come amanti della fantascienza su anime e film classici, con la loro variazione su un futuro cyberpunk allettante e terrificante. Allo stesso tempo, crescendo in Cina durante il boom economico in corso ha dato a molti di noi la sensazione di vivere realmente in un mondo di grattacieli altissimi e strade nebulose al neon! Anche Denis Villeneuve, direttore del recente sequel di Blade Runner, ha fatto riferimento a Pechino durante la progettazione di quel film. Questo ci dà una prospettiva unica da inserire nella visione cyberpunk ormai familiare. Nel gioco, i giocatori troveranno molti enigmi e storie con caratteristiche orientali, ma gli elementi orientali sono solo parte della visione del mondo Tales of the Neon Sea. Anche altri elementi del gioco occupano una posizione molto importante. Crediamo che l’integrazione di questi elementi crei un’esperienza interessante e unica.

Il progetto è stato finanziato con successo su Kickstarter grazie all’aiuto di 845 sostenitori nell’agosto 2018 raccogliendo oltre 22.000 dollari neozelandesi. Inoltre ha vinto numerosi premi come Excellence in Visual Art a indiePlay 2018 e Most Mostable Game e Best Game Design a INDIE PRIZE 2018.








REQUISITI DI SISTEMA

  • Sistema operativo: Windows 7-32/64-bit
  • Processore: Inter Core i3-4150
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Scheda video: Nvidia Geforce GTX 760 or better
  • DirectX: Versione 11
  • Memoria: 2 GB di spazio disponibile
  • Scheda audio: DirectX compatible sound card

L’articolo Tales of the Neon Sea ha una data di lancio proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Tales of the Neon Sea ha una data di lancio

Cyber Ops: Tactical Hacking Support, nuovi dettagli sul titolo targato Games Operators

Games Operators, publisher dell’apprezzato manageriale 911 Operator, ha quest’oggi rivelato nuovi dettagli del suo prossimo progetto, chiamato Cyber Ops: Tactical Hacking Support sviluppato dalla software house cilena Octeto Studios. Il titolo, uno strategico di stampo tattico, tratterà temi inerenti lo spionaggio, il cracking e l’utilizzo di tecnologie hi-tec, in un universo distopico che ricorda molto da vicino le atmosfere dei cyber noir in stile Blade Runner, Escalpe from New York e così via.

Nel gioco, vestiremo i panni di un esperto di sicurezza informatica il quale avrà il delicato compito di supportare la sua squadra in una esperienza profonda in cui saremo chiamati a prendere decisioni in tempo reale. Cyber Ops: Tactical Hacking Support sarà rilasciato alla fine del 2019 su Steam.

Donato Marchisiello




 

L’articolo Cyber Ops: Tactical Hacking Support, nuovi dettagli sul titolo targato Games Operators proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Cyber Ops: Tactical Hacking Support, nuovi dettagli sul titolo targato Games Operators

Annunciato Fallen Dungeons, nuova fatica di Vita Software

Si chiama Fallen Dungeons ed è un dungeon crawler dalle tonalità oscure e fantasy firmato da Vita Software, un team indie che da due anni sta lavorando su questo gioco.

Il titolo, basato sull’Unreal Engine (e quindi possiamo aspettarci cose belle dal punto di vista tecnico), vuole unire le antiche meccaniche dei classici del genere all’estetica moderna. Gli sviluppatori, infatti, si ispirano chiaramente a titoli come Eye of Beholder, Dungeon Master ed al più recente Legend of Grimrock. In sostanza si esploreranno ambienti in prima persona in party e si avranno elementi ruolistici, di avventura e di puzzle.

Fallen Dungeons è su Steam (a questo indirizzo) ed entrerà in accesso anticipato. Non sappiamo, al momento, se sono previste altre versioni. Ecco qualche dettaglio sulla storia, immagini e trailer di questo titolo che sembra avere un buon potenziale. Soprattutto se amate i dungeon crawler.

QUALCHE DETTAGLIO SULLA STORIA

La storia di Fallen Dungeon porta l’ambientazione su una remota penisola, un vasto relitto abbandonato rimane immobile e silenzioso. Le sue grandi porte sigillate e impenetrabili hanno protetto i suoi segreti per decenni.
Il popolo di Taurial parla della sua imponente statura, del suo isolamento geografico e del fascino dei suoi incalcolabili tesori. Situato in alto sulle scogliere, la Fortezza è chiaramente visibile dalle acque circostanti. Non occupato e dormiente, i brandelli di striscioni volano ancora dai bastioni per tornare ad un’era orgogliosa per l’ex fortezza. I racconti di ciò che si trova dietro le mura parlano di una rete diabolica di tunnel tortuosi che conducono in profondità nella terra delle rocce su cui poggia.

Il folklore che circonda la Fortezza si è diffuso in tutto il Regno. I coraggiosi e disperati hanno fatto tentativi di raggiungere la Fortezza via terra attraverso la foresta aberrante conosciuta come Blightwood. Nessuno è tornato.

Cacciatori locali e non ipotizzano che molti cadano preda degli abitanti dei boschi oscuri o vaghino troppo vicino alle arpie locali che occupano le falesie vicine. In ogni caso, la Fortezza rimane al sicuro e i suoi segreti rimangono tali.

Dopo un incontro casuale nella taverna degli Orchi macellati nella città di pescatori di Gallowsfall, i nostri avventurieri iniziano a schiudere un piano per assaltare la Fortezza. Un misterioso vecchio di nome Logan desidera tornare alla Fortezza ma teme le terre che lo circondano, chiede che si uniscano a lui nella sua spedizione. La sua insistenza e la promessa di fama e fortuna influenzano la festa.

CARATTERISTICHE












  • Esplorate le profondità della Fortezza e altri ambienti. I livelli progettati in modo complesso si estendono su spazi enormi (fino a 40×40 tessere).
  • Sistemi di incantesimi basati su rune. Mentre i vostri incantatori acquisiscono esperienza dal combattimento, aumenteranno la loro conoscenza delle arti arcane diventando formidabili alleati all’avventura.
  • Farmaci e pozioni possono essere fabbricati con materiali trovati sparsi in tutto il mondo.
  • I mostri tradizionali ispirati ai classici miti e alle leggende fanno nemici minacciosi.
  • Create il vostro gruppo di quattro personaggi. Personalizzate ciascun componente selezionando razza, classe, genere e aspetto.
  • Immergetevi in un mondo più credibile che utilizza la fisica in tempo reale per migliorare l’esperienza.

L’articolo Annunciato Fallen Dungeons, nuova fatica di Vita Software proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Annunciato Fallen Dungeons, nuova fatica di Vita Software

Commando Fodder: War Dogs, anteprima

Altro giro, altro indie in arrivo. DPAD-FTW, sviluppatore indipendente che ha già all’attivo l’interessante e visionario Ye Fenny, ci ha invitato a provare il nuovo gioco di strategia che ha rilasciato da pochi giorni su Steam in accesso anticipato. Si chiama Commando Fodder: War Dogs, titolo che i più esperti avranno già accostato al celebre Cannon Fodder.

DannyDSC  lo ha provato e ci propone questa anteprima basata sulla primissima versione del titolo che conta, al momento in cui scriviamo 20 in questa versione 1. Nel gioco finale saranno oltre 100.

Buona lettura.

UN GIORNO SENZA SANGUE È COME UN GIORNO SENZA SOLE

Avviato il gioco, veniamo accolti da una bella schermata in stile Windows 3.1, molto “retrostyle” ma davvero accattivante. Da qui potremo lanciare il gioco, sperimentare un breve benchmark, formattare gli slot di salvataggio nel caso volessimo ricominciare da zero.

Dato che non abbiamo ancora fatto una partita, ci buttiamo e dopo aver scelto lo slot di salvataggio, partiamo con la prima missione, niente tutorial. I comandi comunque non sono molti, e molto semplici. Con il tasto sinistro del mouse muoveremo le nostre truppe, il tasto destro servirà per mirare.



I tasti Q, W, ed E sono riservati alla scelta delle armi. Si parte dal nostro fidato AK-47, passando per le mine antiuomo, concludendo con l’ineffabile bazooka. Ogni missione prevede determinati obbiettivi da portare a termine. Dall’eliminare tutti i nemici presenti sulla mappa, al distruggere tutti i veicoli e gli edifici che incontreremo, la missione avrà termine solo quando avremo portato a termine tutti i compiti, non prima. Inizialmente, le missioni sono piuttosto semplici, utili per prendere confidenza sia con i meccanismi di gioco che con l’arsenale a nostra disposizione.

Andando avanti però, obbiettivi e difficoltà aumentano parecchio. Ad inizio partita, avremo a disposizione 10 plotoni, in pratica le “vite” che potremo usare prima del game over. Durante le fasi di gioco potremo prendere il controllo di tutti i nostri soldati, o di uno per volta muovendoli strategicamente.

Il tutto in maniera molto simile alla serie Commandos, o meglio ancora, alla serie Cannon Fodder, sopratuttto se consideriamo il primo. La differenza principale tra i titoli citati e Commando Fodder: War Dogs, è che quest’ultimo è più immediato e la strategia si sviluppa tramite il posizionamento dei nostri uomini che di volta in volta dovranno cercare di evitare i colpi dei nemici, e anche le esplosioni, che daranno il via a divertenti reazioni a catena dal risultato spesso deleterio per il nostro party.

NONNO, COM’ERI DA GIOVANE?

Come scritto sopra, il gioco a cui più si avvicina Commando Fodder: War Dogs, è il primo Cannon Fodder. Questa serie di giochi venne introdotta ad inizio anni 90 dalla Sensible Software, team famoso per la serie calcistica Sensible Soccer (poi Sensible World of Soccer).

Il gioco era diviso in missioni che venivano svolte da uno ad otto soldati. Ogni personaggio che riusciva a terminarla riceveva punti esperienza sotto forma di gradi che davano accesso ad armi migliori. A seconda del tipo di missioni era possibile dividere il proprio gruppo in più squadre, richiamabili tramite hotkey numeriche, e l’IA era discretamente ben fatta considerando l’epoca.

 

All’uscita su Amiga, la critica lo promosse come il gioco dell’anno, anche se il suo “rendere la guerra divertente” creò non pochi problemi. Ad oggi, conta ancora una nicchia di appassionati. Ed è rimasta viva nei ricordi la colonna sonora.

Il secondo Cannon Fodder espandeva ulteriormente il raggio d’azione portando i nostri soldati addirittura in mondi alieni e in epoche diverse, dopo essere stati rapiti dagli alieni. Anche il seguito venne molto apprezzato dalla critica, seppur considerato più difficile da portare a termine rispetto al primo capitolo. Il terzo capitolo, venne sviluppato dalla russa Game Factory Interactive, coadiuvata da Jon Hare e dalla stessa Sensible Software. Il titolo però non ebbe il successo sperato per via di una realizzazione raffazzonata, un doppiaggio mediocre ed una regia appena sufficiente. Un peccato perché l’aggiunta delle 3 dimensioni e la possibilità di guidare veicoli aggiungeva un tocco innovativo alla serie.

I MORTI SANNO SOLO UNA COSA: CHE È MEGLIO ESSERE VIVI








La grafica di Commando Fodder: War Dogs è minimale, in pieno stile primi anni ’90. Quindi abbiamo personaggi dai toni abbozzati, veicoli ed edifici graficamente semplici e mappe che ricordano Cannon Fodder.

Anche le animazioni sono poche, ed in certi casi anche comiche, come quelle delle uccisioni nemiche. Belli gli effetti delle esplosioni, che danno spesso vita a risultati inaspettati con pezzi di edifici o veicoli che vagando per lo schermo, finiscono a terra scoppiando a loro volta. Anche le tracce sonore pur non brillando per quantità sono incalzanti ed in pieno stile “Solo contro tutti”, e rendono le nostre partite gradevoli e non ripetitive.

COMMENTO FINALE

Tra Full Metal Jacket e Rambo, il gioco proposto da DPAD-FTW è uno shooter strategico dai toni adulti e dalla grafica retrostyle. Il prezzo con il quale è proposto in early access è aggressivo e lo rende davvero appetibile, anche senza i famosi sconti di Steam. La curva di apprendimento è ben calibrata, ma rimane un gioco che ai livelli più alti richiede astuzia e un’accurata pianificazione.

È divertente da giocare e speriamo che in futuro venga aggiunta la possibilità di gestire il proprio party in maniera più approfondita.
Più armi, equipaggiamenti, e la possibilità di essere promossi e passare di grado ad esempio. Anche l’inserimento di una storia di fondo, potrebbe rendere Commando Fodder: War Dogs un gioco non solo entusiasmante, ma con un’anima davvero unica.

L’articolo Commando Fodder: War Dogs, anteprima proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Commando Fodder: War Dogs, anteprima

Legenday Eleven, Recensione

La storia dei giochi calcistici in stile Arcade è lunga e costellata da titoli di assoluto rilievo. I frequentatori delle sale giochi ricorderanno nomi altisonanti come Exciting Soccer, Football Champ, Virtua Striker e così via dicendo benché gli autori si siano ispirati a Super SideKicks, Nintendo World Cup ed anche i primi ISS Pro.

Nelle scorse ore è uscito dall’accesso anticipato per essere pubblicato in “versione finale”, Legendary Eleven, titolo sviluppato da Eclipse Games e che offre un tuffo nel passato facendoci tornare ai fasti degli anni ’70, ’80 e ’90. Periodo d’oro per molti. Gli (ultimi) anni di Pelè, ma anche di Maradona, Cruijff, e di assi più recenti, Conti, Rossi, Zoff, Valderrama, Higuita e così via. Erano gli anni di un calcio diverso, forse meno fisico ma ugualmente spettacolare ed in piena evoluzione. Perché bastava un pallonetto di Maradona o una punizione di Platini e Zico per far saltare in aria uno stadio e far applaudire anche i tifosi avversari.

Il team indipendente ha voluto ricreare quelle atmosfere. Ci sarà riuscito? Noi, dopo le prime impressioni di un paio di settimane fa, siamo pronti per la recensione della versione Pc anticipando, inoltre, che si tratta di un gioco di calcio arcade comunque di discreta fattura ed interessante sotto tutti i punti di vista.

Ricordiamo anche che Legendary Eleven è disponibile anche per Xbox One e Switch e che a fine mese arriverà anche su PS4.

RITMO FLUIDO E COMPASSATO, ARCADE MA DISCRETAMENTE PROFONDO

Come già intuito e come già fatto notare nelle nostre prime impressioni, il gameplay di Legendary Eleven punta all’arcade. I più smaliziati troveranno un mix ed alcune caratteristiche che hanno reso grandi e famosi alcuni giochi già nominati. Di Exciting Soccer prende il fatto di avere in dote l’offside, ovvero il fuorigioco. Da Football Champ prende la presenza del super tiro mentre da Virtua Strike prende la profondità del gameplay con presenza di finezze e di giocate spettacolari, efficaci e comunque varie.

Si può segnare, infatti, in tantissimi modi più o meno spettacolari con cross e conclusioni al volo o ancora con forti botte da lontano o con azioni ben coordinate. Legendary Eleven permette tanto se si considera che stiamo parlando di una concezione prettamente arcade lontana dall’essere simulativa benché i falli ed i fuorigioco siano sanzionati.

Filtranti e sprint danno ulteriore profondità e danno quel tocco di classe alle rifiniture di un gameplay arcade di pregio ed al tempo stesso di sostanza in grado di divertire grazie ad una discreta profondità.

Non sono male neppure i portieri che anche con interventi a volte poco ortodossi riescono nella maggior parte dei casi a sventare situazioni pericolose o anche di salvare (letteralmente) la partita.

Tutto quello che di buono abbiamo notato nelle prime impressioni è stato confermato ulteriormente in questa versione “finale” ed è bello alternare conclusioni a rete spettacolari o in acrobazia a quelle di potenza o di giustezza. I sistemi di calci piazzati sono rimasti quelli della early access e quindi è positivo.
A dare ulteriore pepe la possibilità di sfruttare “carte” che si applicano durante il match. Queste danno bonus temporanei come, ad esempio, usare lo sprint più a lungo, avere la barra pronta per il super shot (che si carica col possesso di palla), avere arbitri più permissivi e molto, molto altro.

Abbiamo, trovato un buon titolo con ritmi arcade fluidi ma al tempo stesso coerenti con la velocità dei match di quelle epoche che a noi sembrano lontane. In sostanza ritmi buoni ma più compassati rispetto ad ora.

Essendo un gioco ispirato al passato è contemplata la regola del retropassaggio al portiere che prenderà con le mani la sfera dai nostri piedi. I tre punti a vittoria, invece, è – probabilmente – un piccolo controsenso.

Il gioco è piuttosto divertente e coerente con i valori in campo che ci sono sembrati equi. Legendary Eleven si basa sulle nazionali. Colossi come Germania Ovest (già), Italia, Brasile, Argentina ed Uruguay sono molto forti con valutazioni attorno alle cinque stelle (o quattro). Troviamo oltre 40 nazionali del passato. Consigliamo di giocare il titolo a livello più difficile perché offre il meglio di se con partite equilibrate e comunque un giusto grado di sfida che non è mai frustrante ed anzi spinge a migliorarsi ed a trovare la giusta soluzione di gioco. Gli altri due livelli sono oggettivamente facili. Li ci aspettiamo un lavoro di bilanciamento che possa rendere la sfida più stuzzicante. I portieri, invece, fanno il loro dovere ma a volte fanno alcune ingenuità alternando interventi strappa applausi e molto eleganti ad altri veramente goffi.

MONDIALI, COPPE CONTINENTALI, PARTITE LEGGENDARIE ED AMICHEVOLI

Proprio come nell’accesso anticipato, Legenday Eleven offre un discreto quantitativo di contenuti. Andiamo con ordine: oltre al match amichevole, ed ai match multigiocatore locale ed online, si possono disputare partite di Coppa Del Mondo (formula nomala con ben cinque partite di eliminatorie e poi ottavi, quarti, semifinali e finale) nonché organizzare tornei continentali (Europei, Coppa D’Asia, D’Africa). Ci sono anche le Partite Leggendarie, ovvero degli scenari che hanno fatto la storia della Coppa del Mondo partendo dal ’70. Peccato che, stranamente, manchi la partita del Secolo, ossia la semifinale di Messico ’70 tra Italia e Germania finita 4-3 per noi.

Troviamo però alcune partite importanti come ad esempio il derby tedesco da Germania dell’Ovest e DDR nel ’74, la tanto chiacchierata partita tra Argentina e Perù del 1978 (vinsero i padroni di casa per 6-0, risultato ampio che permise loro di raggiungere la finalissima davanti al pubblico di casa, ndr), o la storica vittoria dell’Algeria sulla Germania ai Mondiali dell’82 e tanti altri match nei quali bisogna conseguire un determinato risultato. Ah, si, c’è Italia-Brasile 3-2.

Legendary Eleven ha pure un editor per modificare le squadre dove è possibile intervenire su nomi, attributi (giostrandoli però attraverso un massimale predefinito: in pratica si possono ridistribuire i punti esistenti tra le varie abilità) e caratteristiche fisiche come l’altezza, i baffi, la barba ed i vari (e stravaganti) tagli di capelli. Piccola nota di colore: abbiamo aperto l’editor sulla nostra nazionale con tanti giocatori bassi, o meglio alti 1,70 o poco più. Al giorno d’oggi l’altezza media è sicuramente aumentata di almeno una decina-quindicina di centimetri. Una piccola chicca per segnalare la coerenza di gioco.

QUELLA GRAFICA CHE HA UN SUO STILE… E QUALCHE INCERTEZZA

Eclipse Games ha svolto un discreto dal punto di vista tecnico. I bug non mancano ed alcuni piuttosto strani come ad esempio il pallone che esce fuori dal campo, non viene sanzionata la rimessa laterale o dal fondo ed il tempo continua a scorrere. Per fortuna capita raramente.

Il lato visivo è senza dubbio quello più appariscente con le figure sinuose e stilizzate dei giocatori che si muovono molto fluidamente in campo. Si viva appieno l’atmosfera più anni ’70 ed ’80 che quella dei più recenti anni ’90. Un lato artistico, dunque, da apprezzare. Peccato ci sia un numero di stadi davvero inadeguato.

Le animazioni sono molto buone e fluide sia nei giocatori di movimento che nei portieri che, però, alternano movimenti eleganti e spettacolari ad alcuni movimenti goffi e fuori tempo.

Troviamo interessanti come gli effetti particellari: neve, pioggia, tramonto, ombre, luci, partite notturne e quant’altro sono quasi tutte al loro posto. Forse c’è troppo effetto sfumato frutto probabilmente di un uso eccessivo dell’anti-aliasing soprattutto quando le inquadrature si soffermano sui calci piazzati (punizioni, angolo e rimesse dal fondo che siano).

Confermiamo la bontà delle musiche (quelle dei menu) e degli effetti sonori.

COMMENTO FINALE

Legendary Eleven è un titolo rivolto agli appassionati di calcio che cercano un po’ di divertimento. Abbraccia in toto il passato prendendo a piene mani dai miti degli anni ’70, ’80 e ‘90. E per miti non parliamo di giochi arcade del passato ma proprio del calcio e dei calciatori di quegli anni. E lo fa con un suo stile particolare, artisticamente interessante che ne fa respirare più che degnamente l’atmosfera. Almeno secondo il nostro punto di vista.

Gradevole sotto diversi aspetti. Nulla di rivoluzionario ma il gameplay arcade è ben strutturato e può offrire la via della rete in diversi modi dandoci anche la sensazione di ricordare i fasti di molti classici.

A volte sembra di trovarsi di fronte ad una delle ultime versioni di Virtua Striker ma con un aspetto molto più “stiloso” ed una intelligenza artificiale comunque migliore. Si può segnare in ogni modo: di potenza, di astuzia o in modi spettacolari o con azioni manovrate. Il gioco è divertente, non ha tante pretese se non quella di far passare qualche ora in allegria. Certo, se aggiungessero una modalità carriera come si usa oggi staremmo parlando d’altro ma sarebbe comunque una componente da studiare bene per integrarla in un contesto che fino ad ora funziona senza grossi fronzoli. Legendary Eleven è consigliato se amate divertirvi. Chi vuole un titolo simulativo passi altrove.

L’articolo Legenday Eleven, Recensione proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Legenday Eleven, Recensione

Gekido Kintaro’s Revenge approda su Steam il 4 marzo

Dopo aver fatto il giro di tutte le console ed essere approdato lo scorso dicembre su GOG, Gekido Kintato’s Revenge sarà disponibile anche su Steam.

Lo rende noto Naps Team, la software house indie messinese che ha sviluppato il remake del beat’em up uscito nel lontanissimo 2000 su Game Boy Advance.

Gekido: Kintaro’s Revenge mette il giocatore nei panni di un ragazzo di nome Testuo, che è addestrato alle arti marziali e viene inviato, dal proprio maestro, ad indagare su strani avvenimenti che capitano alla periferia di una grande città.
Si mormora che la gente sparisca dalle strade e che i morti tornino a camminare tra i vivi: ce n’è abbastanza per stuzzicare tanta curiosità quanta inquietudine, nel buon Tetsuo, che alla prima occasione entra in guardia e inizia a menare le mani ai criminali (e ai mostri) che si accalcano tra le schermate di gioco.

CARATTERISTICHE

Ricapitoliamo le peculiarità di Gekido,

  • 2 giocatori in modalità cooperativa
  • Diverse modalità video per giocare ed esplorare sia i livelli originali che quelli nuovi.
  • Nuova colonna sonora.
  • Nuovi filmati.
  • 2 modalità di gioco completamente nuove.
  • Tasti di opzioni video / audio e originali e nuove opzioni per personalizzare la tua esperienza.
  • Controller completamente configurabili e completamente supportati.
  • Modalità Sopravvivenza in cui 1 o 2 giocatori possono procedere attraverso una vasta gamma di livelli completamente nuovi, semplicemente dando fuoriosamente pugni e calci per sopravvivere a orde di spietati nemici.
  • Modalità caccia alla reliquia, in cui 1 o 2 giocatori possono esplorare i dungeon generati proceduralmente per trovare reliquie antiche e collezionarle.

 

L’articolo Gekido Kintaro’s Revenge approda su Steam il 4 marzo proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Gekido Kintaro’s Revenge approda su Steam il 4 marzo

Legendary Eleven sta uscendo dall’accesso anticipato

Il divertente Legendary Eleven uscirà domani, 1 marzo, dall’accesso anticipato di Steam. Il gioco è anche disponibile su Xbox One e Switch. Lo rende noto Eclipse Games, il team indie che sviluppa questo gioco calcistico che si ispira ai fasti del passato targati anni ’70, ’80 e ’90.

Nondimeno apprendiamo che il titolo sarà disponibile su PlayStation 4 il 29 marzo. Il prezzo è di 14,99 euro.

Legendary Eleven propone un nuovo approccio al calcio, con un gameplay fluido e meccaniche uniche. Gli appassionati possono sviluppare giocate sorprendenti e mantenere il possesso della palla per eseguire Super Shot inarrestabili. Si possono tentare tackle in scivolata per rubare la palla senza fischiare l’arbitro per un fallo. Affidatevi ai vostri fan per sostenervi se state perdendo o usate carte speciali per aumentare le statistiche della vostra squadra. Legendary Eleven è tutto questo ed altro, un gioco di calcio sopra le righe, divertente e molto accessibile durante le coppe del mondo retrò che hanno fatto storia e ispirato generazioni di giocatori e fan. Ne abbiamo parlato in questa nostra anteprima.

CARATTERISTICHE

  • Più di 40 nazionali
  • 5 coppe da finire in single player e match leggendari per rivivere alcune sfide che hanno fatto la storia della Coppa del Mondo
  • 32 carte da sbloccare ed usare per migliorare le statistiche della propria squadra
  • Stile di football arcade ispirato ai classici videogiochi degli anni ’80 e ’90 come Super SideKicks, Nintendo World Cup ed anche i primi ISS Pro.
  • Sistema “Morale” che varia con squadre e giocatori
  • Gameplay profondo con passaggi filtranti, cross, strategie e Super Shots
  • Multiplayer locale fino a due giocatori
  • Multiplayer online fino a due giocatori.

L’articolo Legendary Eleven sta uscendo dall’accesso anticipato proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Legendary Eleven sta uscendo dall’accesso anticipato

Do not Escape: 4 Days in Wasteland arriverà a marzo

L’avventura di pixel art post-apocalittica Do not Escape: 4 Days in a Wasteland sarà distribuito l’11 marzo per PC e Mac, sviluppato da Scriptwelder e pubblicato da Armor Games Studios. Il gioco prende proprio il nome dalla serie web popolare originale di Sciptwlder stesso

In Do not Escape: 4 Days in a Wasteland, i giocatori guideranno David, un solitario sopravvissuto che lotta per cavarsela dopo che uno sconosciuto evento catastrofico ha spezzato la luna a metà, provocando una devastazione ambientale che ha decimato la Terra. Deve quindi capire come sopravvivere ogni notte contro minacce mortali, fortificando una casa abbandonata, mentre apprende la verità sull’apocalisse e su ciò che gli sta accadendo.

In ogni capitolo, il giocatore affronta i numerosi pericoli, ognuno con il proprio modo, usando armi e oggetti per sopravvivere. I giocatori che completano determinate condizioni potrebbero persino scoprire ulteriori contenuti.


L’articolo Do not Escape: 4 Days in Wasteland arriverà a marzo proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Do not Escape: 4 Days in Wasteland arriverà a marzo

Legendary Eleven, prime impressioni

Il paragone tra il calcio moderno e quello degli anni ’70 ed ’80 è sempre incalzante. Soprattutto per chi ha cominciato a respirare aria di pallone in quel periodo e cominciava a seguire le gesta dei miti di quei tempi da Pelè a Maradona, da Cruijff a Mazzola, da Rivera a Riva, per continuare con Platini, Boniek e concludere a stelle meno conosciute ma altrettanto iconiche come Challe (peruviano dal tiro fortissimo e dal dribbling secco).

Bene, Legendary Eleven, gioco firmato da Eclipse Games è su Steam in early access e punta proprio – anche senza licenze ufficiali – a far rivivere l’emozione e l’adrenalina di quel tipo di calcio, magari più lento nei ritmi, meno atletico (probabilmente) ma con la stessa magia. Perché se si tocca bene quel pallone, anche se lo si fa alla metà della velocità odierna, si riesce sempre a dare emozioni.

Il titolo di Eclipse Games, quindi, ci fa immergere in questa atmosfera. Ecco le nostre prime impressioni.

ARCADE PURO MA CON STILE

Il gameplay di Legendary Eleven è decisamente arcade. Ma con stile. In tutti i sensi. Il fatto che lo stile non sia simulativo non significa che le regole non esistano. Anzi: falli, calci di punizioni, ammonizioni, espulsioni e fuorigioco sono sanzionati. Possiamo quindi parlare di un arcade moderno, come è giusto – aggiungiamo noi – che sia.

Il ritmo è elevato ed i giocatori in campo possono anche risentire della stanchezza. In Legendary Eleven è possibile sfruttare passaggi filtranti ed anche fare degli sprint decisivi per tentare di anticipare l’avversario e concludere a rete.

Ne nascono trame di gioco interessanti con conclusioni spettacolari. L’intelligenza artificiale è decente perché raramente fa errori pacchiani mentre le possibili combinazioni per trovare la rete sono davvero tante. Esistono anche i supershots, un po’ come quelli che vedevamo in Football Champ (leggendario arcade di Taito uscito ad inizio anni ’90 e conosciuto anche col nome di Hat Trick Hero).

Si tratta di conclusioni quasi imparabili che nascono dalla pressione prolungata del tasto specifico quando appare sul giocatore la scritta “super shot”. Quando riesce, il nostro atleta si prodiga in una acrobazia poderosa liberandosi di forza o di classe delle marcature e lasciando partire una bordata che nove volte su dieci (almeno nelle nostre prove) si infila in fondo al sacco. Una mossa spettacolare che ricorda il famoso gol di Manuel Negrete in Messico-Bulgaria ai Mondiali del 1986 anche se quello fu frutto di un’azione fatta di prima e conclusa al volo.

A dare ulteriore profondità e pepe al gameplay è la possibilità di utilizzare dei bonus supplementari dati da alcune carte che possono essere selezionate prima del calcio di inizio. Possiamo sfruttare in certi momenti la possibilità di avere – ad esempio – arbitri più permissivi (e colpire gli avversari in scivolata senza problemi disciplinari se si sbaglia il tempo di entrata), o utilizzare lo sprint più a lungo e così via.

Interessanti, ma non rivoluzionarie le meccaniche di tiro dai calci da fermo, si sfrutta un mirino e si cerca di rilasciare la potenza di tiro nella tempistica migliore. Questo per ottenere il risultato più efficace. Stesso dicasi per i calci d’angolo e per i rinvii dal fondo. I rigori portano la visuale in terza persona ed hanno una meccanica simile ma a quanto sembra, in futuro, gli sviluppatori rivedranno questo sistema per i tiri dagli undici metri. Ah, ultima nota, come nota di coerenza segnaliamo che i portieri toccheranno (pareranno) i retropassaggi dei compagni con le mani. Tale regola, infatti, venne introdotta nel 1992. Se qualcuno dovesse segnalare la cosa come errore farebbe un grandissimo torto.

Il gioco è piuttosto divertente e coerente con i valori in gampo che ci sono sembrati equi. Legendary Eleven si basa sulle nazionali. Colossi come Germania Ovest (già), Italia, Brasile, Argentina ed Uruguay sono molto forti con valutazioni attorno alle cinque stelle (o quattro). Al momento sono presenti 36 formazioni ma in futuro se ne aggiungeranno altre secondo la roadmap pubblicata qualche giorno fa su Steam dagli autori. Consigliamo di giocare il titolo a livello più difficile perché offre il meglio di se. Gli altri due livelli sono oggettivamente facili. Li ci aspettiamo un lavoro di bilanciamento che possa rendere la sfida più stuzzicante. I portieri, invece, fanno il loro ma a volte fanno alcune ingenuità alternando interventi strappa applausi e molto eleganti.

SCENARI, COPPA DEL MONDO, COPPE CONTINENTALI…

Legenday Eleven offre un discreto quantitativo di contenuti. Oltre alla classica partita amichevole, si possono giocare partite online, partite di Coppa Del Mondo nonché organizzare tornei continentali (Europei, Coppa D’Asia, D’Africa). Ci sono anche gli scenari (Partite Leggendarie nel menu principale, ndr), ossia partite che hanno fatto la storia della Coppa del Mondo partendo dal ’70. Peccato che, stranamente, manchi la partita del Secolo, ossia la semifinale di Messico ’70 tra Italia e Germania finita 4-3 per noi.

Troviamo però alcune partite importanti come ad esempio il derby tedesco da Germania dell’Ovest e DDR nel ’74, la tanto chiacchierata partita tra Argentina e Perù del 1978 (vinsero i padroni di casa per 6-0, risultato ampio che permise loro di raggiungere la finalissima davanti al pubblico di casa, ndr), o la storica vittoria dell’Algeria sulla Germania ai Mondiali dell’82 e tanti altri match nei quali bisogna conseguire un determinato risultato. Ah, si, c’è Italia-Brasile 3-2.






Nondimeno, Legendary Eleven ha anche un editor per le squadre dove è possibile modificare nome, attributi (giostrandoli però attraverso un massimale predefinito: in pratica si possono ridistribuire i punti esistenti tra le varie abilità) e caratteristiche fisiche come l’altezza, i baffi, la barba ed i vari (e stravaganti) tagli di capelli. Piccola nota di colore: abbiamo aperto l’editor sulla nostra nazionale con tanti giocatori bassi, o meglio alti 1,70 o poco più. Al giorno d’oggi l’altezza media è sicuramente aumentata di almeno una decina-quindicina di centimetri. Una piccola chicca per segnalare la coerenza di gioco.

UNA GRAFICA CON STILE

Eclipse Games ha svolto un lavoro dal punto di vista tecnico. Possiamo affermarlo fin da ora. Il lato visivo è senza dubbio quello più appariscente con le figure sinuose e stilizzate dei giocatori che si muovono molto fluidamente in campo.

Le animazioni sono molto buone così come gli effetti particellari. Belli anche i dettagli delle varie superfici di gioco. In Legendary Eleven è possibile cimentarsi in match in diverse condizioni climatiche: pioggia, nuvoloso, sera e neve oltre che, naturalmente, in condizioni normali. Tutte rese molto bene dal buon lavoro di questo team indie. La visuale aiuta a godere sia del lato tecnico (ed artistico) che dal punto di vista prettamente del gameplay. Peccato che ci sia solo uno stadio al momento e che nei replay si noti troppo un uso eccessivo dell’anti-aliasing.

È proprio il lato artistico che sorprende in Legendary Eleven al punto di diventarne un vero e proprio biglietto da visita. Il titolo, infatti, è piuttosto gradevole da guardare.

Buonissime anche le musiche di gioco e gli effetti sonori.







COMMENTO FINALE

Legendary Eleven può essere una vera e propria sorpresa. Strizza l’occhio al passato trattandosi di un gioco di calcio che si ispira ai miti degli anni ’70 e ’80. E lo fa con un suo stile particolare, artisticamente interessante.

Gradevole dal punto di vista visivo (grazie proprio ad uno stile peculiare e ad un lavoro fin qui molto pulito), il titolo è anche gradevole sul fronte del gameplay. Nulla di rivoluzionario ma è un arcade fin qui ben strutturato dove si può trovare la via della rete in diversi modi. Di potenza, di astuzia o in modi spettacolari. Il gioco è divertente, non ha tante pretese se non quella di far passare qualche ora in allegria. Certo, se aggiungessero una modalità carriera come si usa oggi non sarebbe male ma sarebbe comunque una componente da studiare bene per integrarla in un contesto che fino ad ora funziona senza grossi fronzoli.

Se si vede come titolo prettamente arcade allora date una chance a Legendary Eleven che potrà solo migliorare in questo percorso di early access (inserire Italia-Germania tra e partite leggendarie sarebbe anche cosa dovuta). Idem se si vede come un tributo al calcio vecchio stile degli anni ’70 ed ’80. Se volete una simulazione accurata, invece, cercate altro. Siamo curiosi di vedere come evolverà il titolo e cosa gli sviluppatori di Eclipse Games potranno offrire col gioco completo.

L’articolo Legendary Eleven, prime impressioni proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Legendary Eleven, prime impressioni

The Ballad Singer, Recensione

Leggere una delle attività fondamentali dell’uomo. Così come ascoltare. Fanno parte integrante anche del gioco, oltre che dell’apprendimento. Azioni naturali che fin dalle prime avventure testuali di inizio anni ’80 sono state protagoniste nei videogiochi.

Il mondo delle avventure testuali, giochi in cui logica e decisioni (nonché la fantasia del giocatore) erano fondamentali, si è chiaramente evoluto. E senza fare troppi viaggi storici arriviamo al nocciolo della questione: i libri game che offrono grafica e sonoro a iosa rispetto al passato.

Tra questi spicca un progetto tutto italiano firmato dalla software house indipendente Curtel Games che nei mesi scorsi si è fatto strada prima su Kickstarter, raccogliendo più di 33.000 euro nel dicembre del 2017, e poi su Steam in early access. Avrete già capito che si tratta di The Ballad Singer che è uscito dalla fase di accesso anticipato nelle scorse ore ed è disponibile per gli utenti Pc e Mac.

Torniamo, quindi, sull’argomento per approfondirlo nella nostra recensione che segue di qualche mese le nostre Prime Impressioni. Da allora (era fine settembre), il titolo si è naturalmente evoluto ed avendolo giocato lungamente siamo in grado di dire la nostra su quello che è un interessantissimo libro game fantasy.

Ecco cosa ne pensiamo. Buona lettura.

QUALCHE NUMERO, PRIMA DI INIZIARE

Prima di tornare a parlare della storia di The Ballad Singer, naturalmente saltando i punti salienti visto che non ci perdoneremmo mai delle inutili anticipazioni (o spoiler) sui punti salienti. Ci occuperemo solo di alcuni dettagli di “pubblico dominio”. Ma è giusto elencare qualche numero di questo gioco.

Essendo una produzione che si basa essenzialmente sul testo e sulle decisioni, oltre naturalmente che sulla grafica, il testo ed il doppiaggio, The Ballad Singer offre una trama estremamente ramificata fatta di oltre 40 finali, articolata con oltre 400.000 parole, centinaia di snodi narrativi (1.700 storie) ed oltre 400 morti diverse. Su quest’ultimo numero già in passato abbiamo speso un paragone con Games of Thrones che ci va di ripetere vista anche la splendida ambientazione fantasy che ci ritroviamo di fronte. Ci arriveremo a breve. Gli snodi narrativi, inoltre, sono molti visto che ognuno dei quattro eroi ha tantissimi finali a disposizione e la morte, come viene citato dagli stessi sviluppatori, fa parte del gioco e non è un game over. Questo grazie anche al Sistema Destino.

Questo permette al giocatore di sapere cosa sarebbe successo se fosse morto e nel caso accetti il suo “destino” (quindi la morte in questo caso) di selezionare un secondo personaggio per continuare l’avventura in un mondo influenzato dall’eroe precedente.  In pratica, quando un eroe termina il proprio cammino, in qualsiasi modo, si può passare la “palla” ad un altro ma le azioni precedenti rimangono “attive” nel mondo di gioco così come le conseguenze che modificano ulteriormente il nostro cammino e la partita in corso.

UNA TRAMA, TANTE STORIE, QUATTRO EROI

Visti i grandi numeri appena nominati, va da sé che la trama abbia tante storie. Ma è giusto anche parlare dei personaggi che guideremo nel vasto mondo fantasy di Hesperia, il grande continente dove si svolge il tutto. Il tutto è incentrato sulla guerra per il controllo del continente. I due principali contendenti sono il mago Leon e la Resistenza.  E ci fermiamo qui.

Quattro gli eroi con cui poter girovagare nelle tante storie che The Ballad Singer offre. Conoscerli sarà fondamentale per giocare “di ruolo” e quindi essere coerenti con questo o quel personaggio. Ognuno chiaramente ha i suoi pregi ed i suoi difetti. Il lato gdr (o RPG) si concretizzerà in questo modo ma non ci saranno avanzamento di livello o statistiche da aggiornare ma i nostri eroi hanno delle caratteristiche preconfezionate: Grado di sfida; Abilità in combattimento; Fama nel mondo di Hesperia ed Allineamento iniziale. Su questi quattro cardini si basa la nostra giocata di ruolo.

Conosciamo, quindi, Leon, un mago temuto, gran maestro di elementi ed arti magiche; Ancoran, una ragazza silfide brava nella caccia e con arco e frecce (il tipico ranger “elfico di D&D” se vogliamo fare un paragone); Ancalimo, un elfo oscuro assassino dal passato oscuro e Dagarast il bardo guerriero di mezza età abile con la spada che in passato è stato il mentore di Leon.

Questi eroi sono nati dall’idea di Alberto De Stefano, autore della Saga dei Kalesin che fa da prequel alle vicende del gioco. A dare corpo a tutto sono le illustrazioni di Federico Mussetti.

MILLE DECISIONI, IN BILICO TRA LA VITE E LA MORTE

Il gameplay di The Ballad Singer si materializza nelle scelte che faremo. Si tratta di un libro game, quindi chi si aspetta azione può senz’altro andare oltre e cambiare gioco. In questo titolo dovremo leggere e prendere le proprie decisioni, giuste o sbagliate che siano.

Il gioco invita molto alla riflessione ed è interessante notare come alcune deduzioni logiche siano molto efficaci in determinati frangenti. Si va spesso e volentieri in bilico nella risoluzione di enigmi ma anche in altri tipi di scelte come alleanze o risposte o ancora si può optare per una deviazione per aiutare un amico o per cercare altre notizie, piuttosto che andare dritti al sodo.

I finali sono molteplici e stimolano a rigiocare The Ballad Singer più volte. In questa versione finale abbiamo anche apprezzato l’aggiunta dei vari Achievements di Steam che danno ulteriore stimolo a continuare ancora a girovagare per Hesperia.
La morte è, come più volte detto, dietro l’angolo e la sua descrizione è molto importante perché può fornire indicazioni sul come evitarla la volta successiva.

Si può decidere di essere coerenti o meno e quindi anche di rischiare. In questo senso il gioco apre tantissime diramazioni in grado di offrire tante sfide soddisfacenti per le proprie meningi.

Chi ama immergersi in un mondo fantasy, non può non pensare a questo titolo che regala tante storie diverse e moltissime ore di gameplay. Nondimeno, le sfide, possono essere adattate a tutti i gusti grazie ai quattro livelli di difficoltà presenti che vanno dal facile al più estremo. Il tutto dipende dai punti destino a disposizione. Un modo per evitare la frustrazione e di permettere di andare avanti anche se qualche cosa va storto.
In Cittadino di Hesperia (livello più semplice), si ha il maggior numero di punti destino. Si va avanti con Soldato di Hesperia (normale), Campione di Hesperia (difficile) e Leggenda di Hesperia.

Inoltre, tali livelli di difficoltà si differenziano per il numero di salvataggi manuali presenti. Inoltre, nella modalità Esploratore (che si sblocca dopo aver concluso per la prima volta la campagna) non ci saranno limiti al Destino.

Sia i neofiti che vogliono godersi il racconto, sia i più smaliziati che vogliono la sfida estrema, sono accontentati. In entrambi i casi, i giocatori hanno piena padronanza nel proprio destino e non solo per decisioni difficili ma anche per quelle (apparentemente) più leggere.

UN GIOCO DA LEGGERE MA ANCHE DA GUARDARE ED ASCOLTARE






Ma come è The Ballad Singer dal punto di vista tecnico? Il grosso è dato dalla storia da leggere e dalle decisioni che daranno un senso ai nostri tanti cammini… ma se la scrittura risulta gradevolissima, questa deve essere accompagnata a dovere. Il lavoro fatto da The Curtel Games è di una superba fattura artistica. Sotto tutti i punti di vista.

L’aspetto grafico è probabilmente il punto forte. Se nelle Prime Impressioni avevamo dato per certo questo dato, in sede di recensione diciamo che questo è accompagnano degnamente dalle musiche. Ma andiamo con ordine.

Il lavoro visivo si basa su tantissimi artwork animati che fanno da sfondo ed illustrano le diverse situazioni. Nel gioco ne conteremo oltre 700, una più bella dell’altra. Un lavoro enciclopedico, mastodontico, di altissimo pregio. I disegni, infatti, riescono a creare quell’atmosfera che tipicamente si accosta e si accompagna alla lettura. Si apprezza davvero l’area fantasy in ogni angolo di Hesperia: che si tratti di una foresta abitata da silfidi o che si esplori una grotta ghiacciata o ancora che si combatta per i viali di una città fortificata o che si vaghi lungo i sentieri naturali del Continente.

Ottima anche l’interfaccia: chiara, semplice, efficace: a sinistra le pagine del libro col testo della storia, sotto i vari pulsanti con i quali potremo velocizzare la lettura del narratore (fino a raddoppiarla) ed ovviamente la possibilità di girare le pagine. A destre le opzioni da scegliere. Un applauso a Federico Musetti, autore di queste scene che ci immergono letteralmente in un contesto che ricorda quello tolkeniano.






Le varie voci narranti aiutano tantissimo ad immergersi nella storia e le musiche fanno il loro dovere appieno. Abbiamo apprezzato più le voci femminili mentre in qualche passaggio, le voci maschili sono sembrate quasi un po’ frettolose. Generalmente, però, il doppiaggio è da promuovere a pieni voti.

Ma non possiamo non menzionare anche le musiche. Il gioco ne conta più di 40. Alcune hanno toni epici, altri più solenni, altri accompagnano la lettura e fissano al meglio la determinata scena che ci si propone davanti.

Insomma, manca soltanto un bel bicchiere di buon vino da sorseggiare, tanta serenità, e tuffarsi in questo mondo fantasy fatto di parole, storie, decisioni ed acume. Chiudere gli occhi per concentrarsi e riaprirli per ammirare ancora una volta il lavoro artistico di Musetti riflettendo sulle nostre scelte e sui nostri passi.












COMMENTO FINALE

The Ballad Singer conferma appieno, oltre alle più nostre rosee aspettative, quanto di buono e bello abbiamo visto e giocato nelle Prime Impressioni. Il lavoro di The Curtel Games è davvero mastodontico ed offre tante avventure da leggere, guardare, ascoltare e giocare a seconda della nostra inclinazione del momento.

Giocabile e rigiocabile ma sempre bello da vedere ed ascoltare con una grafica ancora più rifinita rispetto alle prove precedenti ed un sonoro alla massima potenza. Bene anche il doppiaggio seppur in qualche frangente altalenante.

The Ballad Singer non è un gioco per chi ama l’azione. È giusto ribadire il concetto. Ma chi adora leggere, ascoltare e far girare gli ingranaggi della propria testa nelle decisioni trova pane per i propri denti ed una superba atmosfera fantasy appagante. È vero: si può anche concludere il gioco in qualche ora e riprovare con le diverse decisioni con tutti e quattro personaggi; è altrettanto vero che il gameplay nudo e crudo si può ridurre ad un meccanico sistema di trial and error ma questo equivarrebbe a violentare un’opera che ha bisogno del suo tempo per essere giocato. Ed esige quel tempo per essere apprezzato ulteriormente.

The Ballad Singer non è un semplice libro game. È il libro game, adatto, peraltro, tanto ai neofiti (grazie al Sistema Destino) quanto agli esperti. Consigliatissimo agli amanti delle storie fantasy.

L’articolo The Ballad Singer, Recensione proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di The Ballad Singer, Recensione

Chained Echoes, in corso la campagna Kickstarter

Chained Echoes, avventura rpg che combina fantasy con elementi futuristici, si trova nel pieno della sua campagna Kickstarter e la sua data di rilascio è prevista per settembre del 2021.

Il titolo, sviluppato da Matthias Linda e Eddie Marianukroh, combina la semplicità dei giochi di ruolo classici con un gameplay moderno. Al momento, l’uscita è prevista su Pc, Mac e Linux, mentre per la versione Switch e PS4 l’eventuale raggiungimento dello stretch goal. Nel caso in cui questo non venisse raggiunto, la versione console potrebbe arrivare in un momento successivo.

Gli autori chiedono 60.000 euro e mancano 22 giorni alla fine delle “danze” sulla famosa piattaforma di crowdfunding. Al momento sono stati raccolto oltre 31.000 euro grazie agli oltre 1.000 supporter che hanno donato il loro contributo. Due, per ora, gli obiettivi secondari dichiarati: uno a quota 70.000 (non ancora illustrato), l’altro è a 80.000 e prevede la versione Switch. Qui su Kickstarter più dettagli.

Vediamo il trailer di presentazione.

Chained Echoes racconta la storia di un gruppo di eroi e del loro viaggio all’interno del vasto continente di Valandis, caratterizzato da una diversità di paesaggi, per porre fine alla guerra tra i suoi tre regni. Le battaglie si svolgono con un sistema a turni veloci. Non ci saranno incontri casuali: si potrà vedere il nemico sulla mappa e scegliere se combatterlo o evitarlo e nel momento in cui si decide di intraprendere la lotta, il tutto avverrà in maniera fluida senza alcun tipo di schermata di caricamento. I nemici inoltre, saranno molto vari: vermi giganti, goblyn, fino ad arrivare ai krakens nascosti nei dungeon.

Due gli li elementi innovativi: il mech e il dirigibile. Con entrambi ci si potrà spostare all’interno della mappa ed entrambi potranno essere equipaggiati con varie armi per poter affrontare i nemici in aria.

Nello specifico, ecco le caratteristiche principali:

  • 20-25 ore di gioco
  • battaglie veloci a turni
  • nessun incontro casuale
  • tonnellate di oggetti da saccheggiare, rubare o fabbricare
  • complesso sistema di abilità e attrezzature
  • dirigibile e mech da personalizzare
  • grafica in stile Snes a 16 bit
  • musica ispirata ai giochi di ruolo PSX

Attualmente, la maggior parte dei sistemi di base del gioco sono stati collaudati ed implementati. Altri invece, come le battaglie tra mech, devono ancora essere perfezionati.




 

L’articolo Chained Echoes, in corso la campagna Kickstarter proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Chained Echoes, in corso la campagna Kickstarter

Massira si mostra nel trailer di lancio per PS4

Si chiama Massira ed è un puzzle adventure che vuole raccontare una storia di spessore e che è in arrivo il 20 febbraio su PS4 e più in la per Pc. Si tratta del primo gioco firmato da Frost Monkey, uno studio indie che ha voluto realizzare un titolo nel quale si riflette sui problemi della attuale società.

Massira si ispira a fatti realmente accaduti e dove gli utenti affronteranno i problemi da una prospettiva fantastica della piccola protagonista. Il titolo ci parla della storia di Numi e Yara due rifugiate siriane che fanno un viaggio attraverso l’Europa.

Vediamo il trailer di lancio per la versione PS4.

Orientato ad un pubblico sensibile e con un gusto per i giochi con background sociali, si può scoprire la realtà nascosta dietro la fantasia mentre si apprezza lo stile artistico attento e basato su una grafica lowpoly (con pochi poligoni).

Con questo progetto, gli sviluppatori sperano di risvegliare l’empatia del giocatore per le difficoltà che i rifugiati stanno vivendo attualmente.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

  • Storia con un background sociale
  • Stile artistico che ritrae un mondo sospeso tra realtà e fantasia
  • Scenari ispirati a viaggi reali dei rifugiati.






L’articolo Massira si mostra nel trailer di lancio per PS4 proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Massira si mostra nel trailer di lancio per PS4

Summer in Mara ha già centrato l’obiettivo su Kickstarter

Summer in Mara ha raggiunto in poco più di 48 ore l’obiettivo minimo su Kickstarter. Il progetto firmato da Chibig Studio ha evidentemente convinto il pubblico. Sono, infatti, stati raccolti i 20.000 euro necessari per lo sviluppo dell’action-adventure-rpg per Pc, PS4 e Switch.

Al momento in cui scriviamo, Summer in Mara ha già superato quota 22.700 euro grazie al contributo di oltre mille utenti. Con 28 giorni di campagna rimanenti, adesso lo studio indipendente spagnolo, può pensare agli stretch goals, ovvero agli obiettivi secondari.

Annunciati su Kickstarter senza, però, ulteriori dettagli.

  • A 30.000 euro il gioco usufruirà del Koa backpack set.
  • A 45.000 euro ci sarà il mini-game sul surf
  • A 90.000 euro il filmato d’apertura in 2d
  • A 250.000 euro, infine, la versione Xbox One.

È possibile che nei giorni futuri possano essere svelati ulteriori obiettivi. Ricordiamo che Summer in Mara dovrebbe arrivare entro l’anno e permetterà ai giocatori di sfidare le intemperie nella propria isola, plasmare la propria terra e fabbricare nuovi oggetti per poter anche spiegare le vele ed esplorare l’oceano.

Protagonista di questo titolo è Koa che vive nella sua isola nativa. Mara, l’oceano che porta la vita nel mondo di gioco, ha però un forte richiamo su di lei. Per questo gli appassionati dovranno aiutarla a costruire una barca per esplorare l’oceano e scoprire nuove isole.

Incontrando le popolazioni di nuove isole potrà anche iniziare a commerciare con loro. Ma l’oceano è vasto e pericoloso ed una corporazione malefica chiamata Elite vuole conquistare ed esportare le risorse di Mara.

L’articolo Summer in Mara ha già centrato l’obiettivo su Kickstarter proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Summer in Mara ha già centrato l’obiettivo su Kickstarter

Weedcraft Inc sarà disponibile su Pc ad aprile

Weedcraft Inc, sarà disponibile su Pc ad aprile. Nel frattempo, lo sviluppatore Vile Monarch e l’editore Devolver Digital hanno pubblicato un video che mostra frammenti di vari scenari del gioco.

Il titolo esplora l’industria della produzione, dell’allevamento e della vendita di erba in America, in cui i giocatori scelgono come vogliono avvicinarsi e costruire il proprio business. I giocatori possono gestire piccole imprese in stile mom-and-pop, ed arrivare a espandersi a livello nazionale.

Nel primo scenario di Weedcraft Inc, i giocatori devono costruire e gestire tutti gli aspetti del loro marchio: personale, vendite, spedizione, servizio clienti, marketing, politica e governance statale e federale. Con le leggi sulla marijuana statale in costante flusso, conoscere le leggi è la chiave del tuo successo.

Kacper Kwiatkowski di Vile Monarch, ha dichiarato:

Dopo aver trascorso oltre un decennio in prigione per coltivazione illegale, finalmente il giocatore potrà uscire, e anche se i suoi crimini passati non sono più considerati tali dalla legge vigente, rimarrà comunque perseguitato da una condanna federale e dalle implicazioni legali che ciò comporta.

Ecco, il trailer del gioco:

L’articolo Weedcraft Inc sarà disponibile su Pc ad aprile proviene da IlVideogioco.com.

Continua la lettura di Weedcraft Inc sarà disponibile su Pc ad aprile