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Kingdom Come: Deliverance, qualche dettagli sulla patch

Warhorse Studios ha pubblicato su Reddit alcune novità sui contenuti della prossima patch per il suo Kingdom Come: Deliverance.

Sono in verità due gli aggiornamenti previsti. Il primo, l’1.2.5, risolverà i bug più pesanti tra quelli rimasti. Soprattutto per quanto riguarda le quest ed il sistema di controllo. L’altra patch, 1.3.0, migliorerà il sistema dei salvataggi ed il mini-game relativo allo scassinamento, al borseggio e quello per le ricette alchemiche.

Qui le note in inglese dei futuri aggiornamenti dai quali si evince che la patch 1.2.5 dovrebbe passare oggi le certificazioni per essere poi effettivamente distribuita in tempi davvero rapidi nei canali ufficiali Microsoft, Sony e Steam (per la versione Pc).

 

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Wartile, Recensione Pc

Lo sviluppo di Wartile non è stato facile. La strada di Playwood Project è stata costellata da alti e bassi. Una campagna Kickstarter promettente ma non andata come voluto e cancellata. Ma il piccolo team danese non si è arreso ed è andato avanti per la sua strada trovando anche l’accordo col publisher Deck13 Games per la distribuzione su Steam del suo titolo.

Finalmente, dopo il nuovo arrivo sulla piattaforma digitale di Valve in early access, il titolo è uscito definitivamente su Pc lo scorso 9 febbraio. Ma cosa è Wartile? Si chiederanno in molti. Si tratta di uno strategico che vede protagonisti miniature e diorami ambientato nel Valhalla. Un misto con i vecchi giochi da tavolo con tanto di spruzzatina gdr. Ne abbiamo parlato tanto anche nelle nostre pagine in due anteprime. La prima durante l’infruttuosa campagna Kickstarter del 2016 (che, per la cronaca, si concluse con 23.735 sterline contro le 55.000 richieste) ed un’altra, più recente, lo scorso anno.

Adesso possiamo finalmente dare il nostro giudizio alla versione “finale” del titolo che nel frattempo è stato raffinato ulteriormente dagli autori. Sarà in grado Wartile di dire la sua?

DIORAMA, MINIATURE, CARTE E LA MITOLOGIA NORRENA

Playwood Project fin dalla versione Alpha, mise subito le cose in chiaro: offrire agli appassionati dei giochi da tavolo delle ambientazioni basate sui diorami popolati da creature della mitologia norrena dove con proprie pedine, dei guerrieri vichinghi, devono portare a termine delle missioni di vitale importanza. Questi titoli rappresentano un po’ il sogno di ama i board game che da sempre sono si ricchi di fascino ma sono anche costosi e richiedono di quel tempo e quella dedizione che – col passare degli anni – viene sempre meno. Oltre che, generalmente, a costare.

Wartile è stato da subito un titolo pieno di fascino perché ha saputo immediatamente offrire quelle emozioni che gli appassionati di fantasy, miniature e board game, hanno sempre desiderato.

Il gioco offre diverse tipologie di guerrieri, da mischia (armati con asce, mazze o lance) ma anche arcieri e sciamani. E viene ulteriormente arricchito da altri fattori.

Del gameplay parleremo a breve perché è un mix piuttosto ben equilibrato. I contenuti della versione 1.0 offrono la campagna completa che però non sarà lunghissima, la traduzione in italiano (amatoriale, non perfetta ma comunque funzionale ed utilissima a far capire a chi non è avvezzo con la lingua di Albione, l’inglese, le dinamiche). Non ci sono altre modalità di gioco. Si potranno rigiocare le mappe via via sbloccate a livelli di difficoltà più alti ma non ci saranno ulteriori modalità – almeno per ora – alternative alla storia. Questo, ad ora, è il grande limite di questo titolo. Almeno secondo noi. Ma andiamo avanti.



Ad ogni missione, dopo aver guadagnato anche soldini e punti esperienza, potremo acquistare nuove miniature, un equipaggiamento migliore (sbloccato sempre durante le nostre missioni) e cambiare le carte a nostra disposizione. Quest’ultime serviranno per dare bonus o malus alle miniature sul campo scelte.

L’interfaccia utente è piuttosto facile da leggere ed offre una completa panoramica delle azioni da fare. Peccato, ripetiamo, che a livello contenutistico ci sia un’unica modalità di gameplay.

La storia, infine, è semplice ed esalta la mitologia nordica, con la presenza di Yggdrasil e divinità della guerra. Un filo conduttore per legare le missioni e le mappe che compongono la storia. Sbloccando le quest si avrà accesso anche a nuove miniature, armi, equipaggiamento e carte che potranno poi essere acquistate dal mercante o alla taverna e poi equipaggiate prima di imbarcarci (letteralmente) nelle quest scegliendo un punto sulla mappa.

GAMEPLAY PROFONDO: UN MIX TRA STRATEGIA, ESPLORAZIONE ED UN PIZZICO DI GDR



Andiamo ad uno dei punti forti di Wartile, il gameplay. Da subito – anche se acerbo – questa fase ci era sembrata molto ispirata fin dai tempi delle versioni preliminari. Adesso, tutto questo è stato affinato nella versione 1.0. Il tutorial è molto chiaro e spiega passo dopo passo quello che serve per conoscere le dinamiche ed agire di conseguenza.

In Wartile sposteremo le nostre pedine raffiguranti guerrieri norreni armati di tutto punto (più in là visto che all’inizio non saremo messi benissimo, come è normale che sia, ndr) che avranno l’imperativo di raggiungere i vari obiettivi della missione per concludere positivamente la sortita.

Scenari (magnifici, ne parleremo dopo) sono i vari diorami in 3d che compongono le mappe suddivise in esagoni. Ciascuno di essi equivale ad un passo che la nostra unità compirà. Ogni ambientazione ha le sue peculiarità sia per altezza che per differenza di terreno. Ogni pedina, ovviamente, ha le sue caratteristiche ma anche il suo livello di esperienza. La fase gdr si materializza con i punti esperienza dati ad ogni combattimenti. Questo farà aumentare il livello della nostra miniatura e, conseguentemente, le sue statistiche su resistenza fisica, punti vita ma anche efficacia in attacco e difesa.
Queste caratteristiche, inoltre, vengono modificate ulteriormente attraverso l’equipaggiamento che acquisteremo tra una missione e l’altra dal mercante che ci venderà la summa di quanto sbloccato (grazie ai ritrovamenti nell’esplorazione delle mappe) durante le nostre missioni.

Ma non finisce qui: nelle fasi di esplorazione troveremo anche delle carte che possono essere utilizzate in modo strategico. Tali carte, infatti, possono essere applicate alle pedine desiderate per offrire bonus o malus. Gli effetti sono vari e descritti nel testo sotto l’illustrazione. Alcune (come le trappole) bloccano e danneggiano la miniatura per un determinato numero di secondi dandoci l’opportunità di massimizzare i danni per la mancata difesa. Altre aumentano o diminuiscono, sempre per un determinato periodo di tempo, alcune peculiarità. Anche in questo caso, il “deck” viene allestito prima di ogni missione. Le carte hanno un sistema drag & drop per il loro utilizzo ma questo modo può anche andare a vuoto: la carta può essere persa durante il nostro tragitto, o il bersaglio si sposta mentre si sta giocando quella determinata carta.

Focus del gameplay sono gli spostamenti ed i combattimenti. Il tutto si svolge in tempo reale per cui bisognerà essere rapidi sia nel posizionamento delle varie pedine sia nel trovare la posizione più favorevole per attaccare. Conterà anche questa per sperare di vincere le schermaglie.
Le mappe si estendono un lungo ed in largo ma c’è una certa “verticalità” come già fatto notare nella nostra anteprima. Ed è ovvio che attaccando dall’alto si possano avere vantaggi tattici da non sottovalutare. Inoltre, sparsi qua e la ci sono vari obiettivi della quest ma anche forzieri con tanto di monete preziose da spendere dopo la missione e molto altro, o carte da sbloccare.

Si può anche tentare (si ha la massima libertà) di sorprendere i nostri nemici e di attaccare le pedine nemiche da dietro. Ma bisognerà stare attenti a non subire le imboscate nemiche. I combattimenti si svolgono automaticamente, quando si ha il “contatto” tra le unità, ma potremo piazzare una carta per avvantaggiarci o potremo “raddoppiare la marcatura” posizionando un’altra miniatura a supporto. Va da sé che è mandare in avanscoperta gli arcieri sarebbe una follia. La salute della miniatura viene espressa in una barra che si trova alla base. Più si restringe, meno punti vita si hanno. Conterà molto l’equipaggiamento nonché l’arma utilizzata. Se in buono stato saranno saremo molto efficaci. Quando la vita della pedina sarà esaurita, questa andrà in frantumi.

Dietro una immediatezza (di fatto si spostano le miniature entro il loro arco d’azione e si punta ad un nemico per combattere in modo estremamente facile) c’è comunque molta profondità. Ogni classe ha le proprie peculiarità: dicevamo che mandare gli arcieri contro dei guerrieri armati di ascia è follia. Le tattiche devono essere ben congegnate anche perché spesso e volentieri saremo in inferiorità numerica. Per fortuna si ha la possibilità – premendo la barra spaziatrice – di attivare la pausa tattica e quindi di impartire facilmente gli ordini alle nostre unità… e piazzare le carte desiderate.

Questo mix è davvero ben miscelato e sicuramente uno dei punti forti del gioco. Più raffinato rispetto alle versioni di prova.
L’approccio nella versione “definitiva” è più compassato e raramente – salvo nostri errori – si attaccherà in modo sconsiderato. Il connubio tra i bellissimi Diorami (davvero dettagliati con tanti punti strategici focali), le accurate miniature (che salgono anche di livello come in un gdr che si rispetti) e l’intervento delle carte, rendono Wartile un boardgame con tutti i crismi con l’unica differenza è che anziché giocarlo nella propria stanza o in una ludoteca, lo si gioca comodamente su Pc.

GRAFICAMENTE STUPENDO E DETTAGLIATO

Un’altra peculiarità di Wartile è senza dubbio il suo aspetto. Abbiamo più volte parlato dei diorami che fanno da sfondo al gioco ed alle nostre missioni. Bene, il lavoro tecnico ed artistico di Playwood Project è sublime. Fin dall’inizio abbiamo notato una cura per le varie ambientazioni, una bella varietà e soprattutto un lato artistico da applausi.

Ogni diorama è un’ambientazione indipendente con tante caratteristiche, tipi di terreni ma anche punti focali: ponti levatoi da attivare, sterpaglie da estirpare per colpire i nemici, palizzate da abbattere, e molto altro. ancora dove è nascosto anche il loot.
Splendidi anche i dettagli delle miniature con un 3d davvero raffinato quanto a livello tecnico tanto quello artistico. Wartile è un piacere da vedere sia che lo si veda dall’alto sia che lo si guardi al massimo del dettaglio con lo zoom. Discreta anche la telecamera che però – in alcune fasi – ha dei passaggi a vuoto ed alcune volte non fa ben comprendere il tipo di percorso ottimale tra le caselle che dovremmo scegliere per le nostre pedine ed anche nei combattimenti (di tanto in tanto) non è efficace come dovrebbe. Per fortuna c’è la pausa tattica.
Gli sviluppatori hanno senza dubbio sfruttato al meglio l’Unreal Engine vincendo la loro sfida per portare un titolo strappa applausi a livello tecnico ed artistico dando la sensazione di giocare ad un board game vero e proprio.



Il commento sonoro è adeguato con brani che ben si adattano alle nostre avventure tant’è che la colonna sonora è anche disponibile per l’acquisto attraverso un dlc che include 21 brani composti da Simon Holm List, autore tra le altre cose, delle musiche della serie Hitman, Kane & Lynch 1 e 2 e Freedom Fighters.

COMMENTO FINALE

Wartile è finalmente giunto tra noi dopo uno sviluppo non certo semplice. Playwood Project, dopo aver trovato l’accordo col publisher Deck13, ha trovato la via per pubblicare il gioco su Steam. La scommessa, per quanto ci riguarda, è vinta soprattutto a livello tecnico.

Graficamente ed artisticamente, lo ripetiamo, il titolo è un trionfo regalando le atmosfere vichinghe grazie a diorami realizzati in modo superbo ed a miniature decisamente ben particolareggiate.

Degno di nota anche il gameplay che riesce a farsi apprezzare per la sua immediatezza e profondità. Non era facile offrire una lotta così ben congegnata dove sfumature ruolistiche e tattiche si fondono quasi alla perfezione. Il vedere le proprie miniature salire di livello e crescere, superando prove difficili e sempre più probanti, è un piacere. Allestire ad inizio missione la nostra “squadra” nel modo più equilibrato possibile è appagante così come sfruttare le peculiarità delle varie mappe.

L’unico grande rammarico è l’esistenza dell’unica modalità Storia che si chiude in una manciata di ore. Si potranno rigiocare le mappe a livelli di difficoltà superiori, cambiare tipi di miniature, equipaggiamento ed affrontare come si preferisce la mappa desiderata (precedentemente sbloccata), cambiare tattica in corso d’opera, ma la storia rimarrà quella. Ci auspichiamo a questo punto delle espansioni. Sarebbe magnifico. Ad oggi, però, dobbiamo soltanto aggiungere un’altra conferma al famoso detto: “un bel gioco dura poco”.

Per il momento, accontentiamoci di un lavoro svolto splendidamente ed adatto agli appassionati degli strategico-ruolistici ma anche per chi ama i diorami e, in ultima analisi, le ambientazioni basate sulla mitologia norrena.

 

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The Bard’s Tale IV, svelato il periodo di lancio

Inxile Entertainment ha ufficializzato attraverso un lunghissimo post su Kickstarter la finestra di lancio di The Bard’s Tale IV.

Il gdr arriverà nel corso del terzo trimestre di quest’anno. Nondimeno è stato ufficializzata una fase di test alpha che arriverà a, quanto pare, presto e poi arriverà una beta per tutti i backers (ossia per chi ha finanziato il progetto) tra qualche mese.

Gli amanti dei gdr fantasy alla Legend of Grimrock o alla Eye of the Beholder, potranno così cimentarsi in un titolo che sfrutterà l’Unreal Engine 4 con un sistema di combattimento a turni. Chiaramente, altre fasi importanti saranno la risoluzione degli enigmi (anche ambientali), l’esplorazione e tutti gli elementi gdr. Ricordiamo che The Bard’s Tale IV ha raccolto qualcosa come 1.519.680 dollari grazie alle donazioni di 33.741 appassionati.

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Portal Knights c’è l’“Adventurer’s Update”

Portal Knights, l’action gdr sandbox cooperativo sviluppato da Keen Games e pubblicato da 505 Games, permette ai giocatori nuove epiche avventure grazie al corposo aggiornamento “Adventurer’s Update”.

Da oggi disponibile su Steam per Pc e per dispositivi mobile, l’Adventurer’s Update contiene nuovi divertenti personaggi, missioni, oggetti e offre un miglioramento generale del gioco per rendere l’esperienza di Portal Knights ancora più coinvolgente.

Vediamo il trailer su questo nuovo aggiornamento.

Le più importanti novità portate dell’Adventurer’s Update includono:

  • Nuova Gilda dei Guerrieri: grazie all’inclusione di nuovi PNG, missioni e oggetti, i giocatori potranno avventurarsi a Fort Finch ed esplorare la leggendaria struttura che un tempo dominava la terra. Nuovi oggetti in vendita da commercianti, tra cui pompe per l’acqua e scarichi, un nuovo ponte levatoio, piante e altro ancora offriranno ai giocatori ulteriori possibilità per costruire e progettare i loro ambienti con creatività.
  • Nuovi server dedicati (esclusivamente per Pc): i giocatori potranno creare le proprie lobby per invitare amici o giocatori fidati e continuare la loro avventura online anche quando i loro compagni saranno offline.
  • Miglioramenti ai Dungeon: I più coraggiosi e audaci potranno riceveranno ricompense da sogno trovando nuovi tesori nascosti negli angoli più remoti, oscuri e profondi dei dungeon.




















  • Porta i Tesori e gli Avventurieri con te: Dopo avere completato determinate missioni i giocatori potranno portare i PNG nella loro isola base, pet inclusi, così da trasformare delle isole vuote in vere e proprie città brulicanti di vita!  Nuove interazioni anche con gli elementi di arredo, ora sarà possibile evitare i pericoli della notte dormendo in un letto.
  • Combattimento migliorato: Aggiunte oltre 20 nuove armi, divise per le 3 classi, oltre a varie migliorie al sistema di creazione delle armi. L’aggiornamento include anche un miglioramento della frequenza e della qualità delle armi che si trovano sconfiggendo i nemici, e una nuova meccanica di attacco alle spalle che permette di infliggere un danno maggiore agli avversari, attaccandoli da dietro.
  • Salvataggio sul Cloud: Scaricate i vostri salvataggi su qualsiasi Pc e continua la vostra avventura da dove l’avevate interrotta grazie al nuovo sistema di salvataggio sul Cloud di Steam.
  • Supporto per i controller (esclusivamente per Mobile): Portal Knights su dispositivi mobile è ora compatibile con la maggior parte dei controller MFi. 

I giocatori di Portal Knights su tutte le piattaforme potranno prendere parte al nuovo evento in-game “Spring Festival”, un omaggio ai festeggiamenti per il Capodanno Cinese. Questo evento speciale durerà fino al 5 marzo e affiderà ai “cavalieri dei portali” il compito di aiutare l’Imperatore a porre fine a una serie di misteriosi fenomeni che tormentano la sua isola.
I giocatori che porteranno a termine con successo questa missione otterranno in premio splendidi oggetti esclusivi e nuovi “pet” (tra cui draghi e panda) ispirati al Capodanno Cinese. Ai giocatori verrà data anche la possibilità di poter accedere a una nuova isola a tema.

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Kingdom Come: Deliverance si mostra nel trailer di lancio

È tempo per il trailer di lancio di Kingdom Come: Deliverance. Il gdr medievale farà il suo debutto domani, 13 febbraio 2018, su Pc, PS4 ed Xbox One dopo il successo del progetto Kickstarter partito 4 anni fa con oltre 1,1 milioni di sterline raccolti.

Il titolo, attesissimo, ricordiamo che riceverà una enorme patch di 23 GB. Ecco il trailer di lancio. Buona visione.

Assieme al video di oggi e al lancio del gioco di domani, Martin Klima, produttore esecutivo di Warhorse Studios si rivolge a sostenitori, giocatori, familiari e amici:

“Quattro anni dopo la nostra campagna Kickstarter, il nostro gioco è pronto per essere pubblicato domani. Il compito era davvero grande, e il nostro team, anche se ancora piuttosto piccolo, ha sempre lavorato sodo per consegnare e creare il gioco che avevamo in mente e che crediamo il pubblico volesse. Prima di parlare un po’ del background, tutti noi di Warhorse vorremmo ringraziare la nostra community, i sostenitori e gli amici che ci hanno aiutato a dare vita a questo sogno dandoci la possibilità di sviluppare quella che crediamo sia un’esperienza gdr unica!”

E continua:

“Le realtà produttive dello sviluppo di un videogioco prevedono che una versione “finale” debba essere conclusa qualche tempo prima della data di uscita effettiva. Avremmo potuto usare questo tempo per riposare, o avremmo potuto usarlo per creare dei contenuti aggiuntivi da rivendere come dlc, invece siamo tornati sulla versione originale e ci abbiamo lavorato ancora. I risultati sono evidenti: le missioni sono più bilanciate, la progressione dell’ gdr è più fluida, il gioco scorre più veloce e ogni aspetto è più vivido. Lo svantaggio è che la maggior parte dei dati della vecchia build sono stati sostituiti, quindi deve essere scaricata come patch. È di dimensioni ingenti, ci vorrà del tempo per scaricare tutto ed è un peccato. Tuttavia, siamo fermamente convinti che dopo quattro anni l’attesa sarà ripagata. Fidati di me, la patch del Day 1 offrirà la fantastica esperienza che ti meriti!”.

A proposito di Kingdom Come: Deliverance

Si tratta di un gdr open-world (ossia ad esplorazione libera) con una storia che immerge gli appassionati in un’avventura epica nel Sacro Romano Impero.
I giocatori dovranno vendicare la morte dei genitori del protagonista mentre combattono le forze nemiche. Si partirà per missioni rivoluzionarie e compiranno scelte importanti esplorando, al contempo, maestosi castelli, foreste lussureggianti, villaggi fiorenti e innumerevoli altri scenari realistici nella Boemia medievale.

  • Un open world concepito con il massimo del realismo: castelli incantati e lande vastissime, completamente realizzate con una grafica mozzafiato di altissimo livello.
  • Una storia non lineare: Risolvete le missioni in maniera differente e poi prendetevi la responsabilità delle vostre azioni.
  • Combattimenti impegnativi: A distanza, furtivamente o corpo a corpo. Scegliete le vostre armi ed eseguite dozzine di combo uniche in battaglie tanto elettrizzanti quanto spietate.
  • Sviluppo dei personaggi: Scegliete il vostro equipaggiamento, migliorate le vostre abilità e guadagnate nuovi vantaggi.
  • Un mondo dinamico: Le vostre azioni influenzano le reazioni delle persone intorno a voi. Combattere, rubare, sedurre, minacciare, persuadere o corrompere. Tutto dipende da voi.
  • Accuratezza storica: Incontrate personaggi realmente esistiti e provate le vere sensazioni e l’atmosfera della Boemia medioevale.

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Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno, ecco i requisiti della versione Pc

Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno avvicina il suo esordio fissato al 23 marzo su Pc e PS4 Bandai Namco ha pubblicato sulla pagina Steam i requisiti di sistema minimi e raccomandati per la versione computer del suo atteso gdr sviluppato da Level-5.

Ricordiamo che il titolo non avrà il DRM Denuvo. Detto questo, buona lettura.

REQUISITI MINIMI:

  • Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit.
  • Sistema operativo: Windows 7 SP1 64bit, Windows 8.1 64bit Windows 10 64bit.
  • Processore: Intel Core i5-4460 / AMD FX-6300.
  • Memoria: 4 GB di RAM.
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 750 Ti / AMD Radeon R7 260x (VRAM2GB or higher / VRAM2GB以上).
  • DirectX: Versione 11.
  • Rete: Connessione Internet a banda larga.
  • Memoria: 40 GB di spazio disponibile.
  • Scheda audio: DirectX 11 sound device.
  • Note aggiuntive: queste specifiche dovrebbero far girare il titolo ad una risoluzione di 1280×720 a 30 fotogrammi al secondo.

REQUISITI RACCOMANDATI:

  • Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit.
  • Sistema operativo: Windows 7 SP1 64bit, Windows 8.1 64bit Windows 10 64bit.
  • Processore: Intel Core i7-3770 / AMD FX-8350.
  • Memoria: 8 GB di RAM.
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 970 / ATI Radeon R9 series(VRAM3GB or higher / VRAM3GB以上).
  • DirectX: Versione 11.
  • Rete: Connessione Internet a banda larga.
  • Memoria: 40 GB di spazio disponibile.
  • Scheda audio: DirectX 11 sound device.
  • Note aggiuntive: queste specifiche dovrebbero far girare il titolo ad una risoluzione di 1920×1080 a 60 fotogrammi al secondo.

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Kingdom Come: Deliverance, già pronta una mod a tema Game of Thrones

Kingdom Come: Deliverance, attesissimo gdr di Warhorse Studios, arriverà tra dieci giorni su Pc, PS4 ed Xbox One ma è già pronta una mod. E che mod, oseremmo dire: il team amatoriale Seven Kingdoms ha annunciato una mod totale incentrata su Game of Thrones.

Saranno presenti più di 25 eserciti e 30 personaggi ricreati in modo fotorealistico. Tale progetto, si legge su DSOGaming, era iniziato su un altro gioco: Total War Attila ma gli autori hanno poi deciso di spostare il tutto su Kingdom Come: Deliverance dopo aver constatato i limiti per il modding sullo strategico di The Creative Assembly almeno rispetto a quanto è possibile fare col CryEngine del venturo gioco di ruolo atteso per il debutto il 13 febbraio.

Chi volesse, può dare un’occhiata alla mod a questa pagina.

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Nantucket, Recensione Pc

Ci sarebbero tante cose da dire sul mare e su quello che nei secoli, anzi, nei millenni, ha ispirato. Il mare, da sempre, protagonista indissolubile della nostra vita capace di essere generoso o traditore, teatro di grandi eventi, grandi battaglie e grandi tragedie. Non ultime quelle umane dei perenni sbarchi nelle nostre coste, ma questa è un’altra storia.

La storia che vi raccontiamo in questa recensione è ben diversa: ci porta indietro nel tempo, in pieno diciannovesimo secolo, all’epopea della caccia alle balene, e tutto si svolge accompagnato dalla narrativa affascinante di Moby Dick, il nome del capolavoro letterario di Herman Melville.

Nantucket è l’opera prima di una piccola software house italiana chiamata Picaresque Studio. Il gioco è un misto tra strategia, gestionale e gdr, disponibile su Steam da qualche giorno per Pc sotto etichetta Fish Eagle.

Saprà il primo titolo di Picaresque Studio far breccia? Ecco cosa ne pensiamo.

NANTUCKET È SOLO L’INIZIO…

Come detto, il gioco ci porta all’epopea della caccia alle balene e ci offre la possibilità di ripercorrere alcuni capitoli della storia originale di Moby Dick. E lo fa in modo sapiente.

Il nostro viaggio parte da Nantucket, un piccolo porto di pescatori e balenieri. Tipico posto marittimo frequentato da lupi di mare e gente poco raccomandabile. Al comando della nostra nave solcheremo i sette mari e gli oceani per dare la caccia a balene, squali, capodogli e ad altri “mostri” marini ma al tempo stesso seguiremo le orme del capitano Achab per dare la caccia alla balena per eccellenza.
Viaggeremo in diverse località di tutto il mondo (non tantissime ma sufficienti) dove andremo a prendere incarichi utili a fare accrescere il nostro prestigio ma anche per scoprire tante cose: da una nuova rotta per la caccia alle balene a frammenti di storia, anche personale.

Raccontato così sembra una cosa semplice, ma il titolo offre un equilibrio davvero invidiabile tra gameplay e narrativa. Il motivo è ben presto spiegato: la grande libertà d’azione che permette di formare e gestire un equipaggio facendolo anche crescere e convivere con una moltitudine di problemi più o meno piccoli ma in grado – secondo le nostre decisioni – di poter girare l’equilibrio.

UN GAMEPLAY GRANDIOSO, RAFFINATO ED IPNOTICO



Ma è giusto adesso scendere nei particolari del gameplay che riteniamo essere uno dei punti di forza di Nantucket. A tratti ricorda quello di Sid Meier’s Pirates! Con la differenza che li c’era un po’ più d’azione e la parte gestionale, benché curata, non era così approfondita come in questo titolo made in Italy.

Nantucket è certamente un gestionale nel quale, vestendo i panni di un capitano, andremo a formare un equipaggio reclutandolo nelle migliori taverne dei sette mari. Bisognerà fare attenzione nella scelta delle persone che governeranno la nave perché ogni imbarcazione ha le proprie esigenze.

Si inizierà con una modestissima sloop, discretamente veloce già all’inizio ma poco capiente, non armata, e con tecnologie piuttosto basilari. Basteranno tre uomini di equipaggio per riempirla. E come ogni party di estrazione ruolistica si rispetti, bisognerà scegliere accuratamente chi arruolare. In taverna troveremo cinque tipologie di “personale”: neutro, navigatori, abili nel combattimento, abili nel crafting e, infine, nella scienza.

I marinai neutri, che potremmo definire mozzi, possono essere assegnati a qualunque scompartimento della nave e dopo essere arrivati al primo livello, grazie all’esperienza accumulata, si potrà scegliere in quale delle quattro branche principali appena accennate farlo specializzare. Gli altri hanno compiti già specifici. Chi è abile nella navigazione sicuramente dovrà essere assegnato al timone (per guadagnare bonus e percorrere nel minore tempo possibile le rotte), o – se si preferisce – all’albero per gli avvistamenti (per ottenere bonus sul campo visivo); uno bravo nel crafting può essere il jolly della situazione (anche nei combattimenti) ma in cambusa rallenta il deterioramento delle merci e della struttura in genere. Chi combatte ha il suo momento di gloria negli scontri a fuoco con i pirati o con l’arpione nella caccia alle balene. Avere un marinaio propenso nelle scienze sarà utilissimo per poterlo sfruttare in ambito medico.

Le specializzazioni hanno a loro volta degli alberi di abilità che sbloccano ulteriori caratteristiche con vari bonus in ogni campo.

Sta proprio qui la bellezza di Nantucket. La fase ruolistica è delicata in quanto incide nelle prestazioni di uomini e mezzi ma è implementata molto bene e quasi non pesa in ambito gestionale, e questo perché è gestita da un ottimo sistema di icone che rende di facile intuizione il tutto nonostante i testi siano completamente in inglese.

Il nostro scopo è quello di guadagnare soldi e prestigio affrontando le varie missioni che si acquisiscono attraverso la lettura dei giornali in ogni porto che andremo a visitare. Le ricompense delle quest standard, certo, sono utili, ma è la caccia alla balena e la raccolta di grasso ed olio l’attività più redditizia. Inoltre, è bene stare attenti ai prezzi delle varie merci che variano costantemente e magari, affrontare un po’ di giorni in più di viaggio e vendere in una località dove il prezzo è favorevole. Questi incassi sono quelli che fanno arricchire veramente e fanno guadagnare soldi sonanti utili per cambiare la nave iniziale che – presto o tardi – dovremo abbandonare, ma anche per aggiornare le tecnologie (le migliorie tecniche studiate fortunatamente saranno acquisite in modo perenne e quindi trasferibili alle imbarcazioni che andremo a comprare) del nostro veliero. Ve ne sono diversi tipi, ognuno con la propria scheda.

Ma bisognerà acquisire tanti soldi per poter aggiornare le varie tecnologie dei velieri (ed alcune si sbloccheranno soltanto con la presenza degli uomini adatti: ad esempio un medico per attivare la tecnologia che permette l’implementazione delle cabine per curare l’equipaggio) ed acquistare navi da guerra possenti, resistenti e veloci che possano farci combattere anche contro i pirati.

La lotta non ci vedrà solo affrontare i giganti del mare, ma anche i bucanieri. Alcune missioni richiederanno di investigare sul destino di alcune imbarcazioni scomparse e spesso e volentieri ci troveremo di fronte navi da combattimento. Ma senza cannoni (che in una sloop o in un cutter, altro tipo di imbarcazione, non sono contemplati, ad esempio) è meglio fuggire via o – in caso di incontro casuale – magari pagare dazio perdendo soldi e un minimo di prestigio, ma portando a casa la pellaccia ed il carico.

Non finisce qui. La fase gestionale – simile ma più aggressiva a quella di Pirates! – porta l’occhio a controllare il nostro carico durante le traversate. Avremo abbastanza acqua? Il cibo basterà? Ma, visto che non si vive di solo “pane ed acqua” c’è abbastanza grog (in un gioco “marinaresco” e con i pirati poteva mancare?) nella stiva? Altra finezza è la presenza del legno. Si perché più si naviga e più lo scafo e gli esterni si logorano. Serve, appunto, il legno per operare le riparazioni necessarie. In questo caso, migliore il marinaio specializzato preposto alle operazioni, più questo legno durerà.

NAVIGAZIONE E COMBATTIMENTI

Tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare. I sette mari da navigare vengono scanditi in ore e giorni dove la noia potrebbe regnare sovrana. Per evitare questo fattore sono stati aggiunti diversi elementi random: incontri casuali, ma anche episodi che richiedono la nostra scelta e conseguenze più o meno importanti. Si va da diatribe facilissime come ad esempio scegliere se bere il rum da soli o condividerlo con tutti i componenti dell’equipaggio o se vendere alcuni barili di merci ad altre navi incontrate, o ancora se aiutare un nostro sottoposto a risolvere grane personali e così via. Le conseguenze sono molteplici e spaziano dalla variazione di status di ogni componente dell’equipaggio (con la possibilità di contrarre malattie se non si è accorti nelle decisioni) all’aumentare o diminuire del morale, e così via.

Da notare come malattie e loro effetti vengano curati una volta sbarcati nelle location.

Un paragrafo a parte meritano i combattimenti. Andare per mari a caccia di balene non è una cosa semplice. Avvistate le creature e scelto di combatterle si avrà accesso alla schermata di combattimento che ci descrive le varie condizioni meteo e dell’acqua (che portano alcuni effetti casuali alle due parti, ndr), si dovranno scegliere i tre uomini che occuperanno la lancia da combattimento. O le lance se la nostra nave ha almeno sei uomini di equipaggio, capitano a parte. Il vantaggio di avere navi grosse sta proprio in questo, nell’avere due o più lance da poter scendere in acqua per affrontare il combattimento.

Ci troveremo di fronte da una a tre creature con tanto di scheda che indica i punti vita ed altre caratteristiche peculiari come attacchi speciali e così via. Il combattimento è a turni ed è gestito dai dadi.

Anche qui è importante saper scegliere il tipo di formazione da mandare in camp… in acqua. Ci vuole necessariamente l’abilità con l’arpione per infliggere i danni ma avere un buon marinaio capace di manovre elusive in grado di proteggere dagli effetti degli attacchi nemici è utile. Ma cosa può fare uno abile nel crafting in combattimento? Semplice, può far ritirare il dado al personaggio della scialuppa che vogliamo. Utilissimo ad avere un’altra chance. Anche un medico può essere utile: cura gli effetti delle ferite e fa recuperare punti vita al personaggio interessato.

Le creature non staranno certo a guardare anche perché avranno diversi assi nella manica: potranno schivare ma anche immergersi rendendo vano ogni tentativo di arpionaggio. La difficoltà dei combattimenti è proporzionata al nostro livello. Non ci saranno scontri facili o scontri impossibili: tutti, però, possono creare seri grattacapi o anche provocare la morte di uno o più uomini dell’equipaggio. O peggio ancora, la morte del capitano che equivale al Game Over.

Se, invece, muore un personaggio, si tratta sempre di una tragedia dal punto di vista umano… ma visto che tutti sono utili e nessuno indispensabile (tranne voi), basterà – come già saprete – andare nella taverna di un porto e cercare un sostituto. Servirà anche tanto prestigio per accaparrarsi gli uomini più valenti e quello lo si accumula attraverso il successo nelle varie quest minori o per altri meriti.

Discorso simile quando si affrontano i soldati o i pirati che sono contemplati nel gioco. Ci sarebbero tante altre sfumature sul gameplay ma ci fermiamo qui. Nantucket veste l’anima più seriosa di Pirates è la trasporta nell’epoca d’oro della caccia alle balene ed offre tante sfumature interessanti. Un gioco ricchissimo.

ARTISTICAMENTE SUGGESTIVO, COLONNA SONORA PRETTAMENTE PIRATESCA

Ma come si presenta Nantucket? Beh, dal punto di vista tecnico il compito svolto è stato relativamente semplice: non ci sono modelli in 3d o grafica da urlo. Gli uomini di Picaresque Studio, però, hanno puntato decisamente sulla componente artistica.

Protagonista è la splendida mappa del mondo. Una carta nautica gigante che ci offre una panoramica delle acque di tutto il globo con tanto di informazioni sui venti, sulla presenza di pirati, sulle città da visitare, sui luoghi delle quest e sulle zone in cui è favorevole la caccia ai vari tipi di balene, capodogli, squali, orche e così via.

Ogni capitolo della quest principale è seguita da una bella scena animata mentre le varie schermate di gestione sono fatte magistralmente e permettono una consultazione esemplare su quello da tenere sott’occhio. L’interfaccia, infatti, è perfetta ed ottempera ai propri scopi.

Ottima sia la colonna sonora, con brani strumentali e canzoni piratesche che si alternano, una voce narrante piuttosto credibile e tanti buoni effetti sonori.

COMMENTO FINALE

Nantucket è un fulmine a ciel sereno. Una piccola (grande) perla da scoprire, da giocare e rigiocare in grado di offrire una sfida interessante e costante.

Il lavoro di Picaresque mette insieme più generi, li fonde in maniera sublime tra loro e li accosta ad una trama liberamente giocabile che segue le “orme” di capitan Achab alla disperata ricerca di Moby Dick.

Il gioco trasmette, in parte, quella maledizione nella ricerca della leggendaria balena grazie ad un gameplay ipnotico. Il classico “un’altra azione e poi smetto” potrebbe diventare una costante. Il sistema di crescita del proprio personaggio e dell’equipaggio oltre allo studio di tecnologie ed al comprare navi sempre più performanti danno molta soddisfazione.

I combattimenti sono una storia a sé: niente di impossibile ma sempre ostici ed in grado quasi sempre di mettere in difficoltà. Spesso e volentieri, infatti, i dadi non aiutano. La morte è dietro l’angolo. E ricaricare sarà sempre una seccatura a meno che non abbiate salvato di recente.

Artisticamente parlando, il lavoro è lodevole sotto tutti i punti di vista ed anche i colori forti e vivaci, ma al tempo stesso dai tratti duri e cupi, nonché i brani e le musiche da ciurma, contribuiscono ad un’atmosfera che ci imporrebbe anche di riesumare il capolavoro letterario di Melville, che – sicuramente – in gioventù non abbiamo apprezzato come meriterebbe.

Nantucket è poesia perché ai giocatori di vecchia scuola sembrerà tornare all’epoca d’oro di Sid Meier’s Pirates!, titolo che non ha bisogno di presentazioni. Ma con un’anima senza dubbio più scura, tematiche più difficili e sicuramente più profondo dal punto di vista gestionale e ruolistico.

Non mancano i difetti. A volte i combattimenti non sembrano equi per colpa dei dadi, mentre avremmo preferito più contenuti grafici o più ambientazioni. Il gameplay è vario, ricco ed offre una longevità interessante visto che ogni partita è comunque diversa grazie alle diverse tipologie di quest da affrontare (principale, secondarie, minori e così via) ed ai tanti eventi casuali. Ma diventa comunque ripetitivo a lungo andare. Per quanto splendidamente riportato in inglese, avremmo anche voluto una localizzazione italiana, ma tant’è.

Nantucket è promosso a voti pieni. Anzi, pienissimi ed è consigliato a tutti gli amanti dei titoli strategici, di ruolo e gestionali grazie ad un gameplay sontuoso che per quanto complicato non sfocia (quasi) mai nella frustrazione.

 

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Pillars of Eternity II: Deadfire esce il 3 aprile, aperti i pre-order

L’atteso Pillars of Eternity II: Deadfire ha una data di lancio. Versus Evil ed Obisidian hanno comunicato che il sequel dell’eccellente gdr vecchio stile debutterà il prossimo 3 aprile su Pc Windows, Mac e Linux. Publisher e sviluppatore hanno anche annunciato l’apertura dei preordini sul gioco.

Da adesso, gli appassionati possono preordinare digitalmente le edizioni Standard, Deluxe ed Obsidian tramite Steam, GOG.com e Obsidian.net, così come altri rivenditori digitali. L’Obsidian Edition fisica del gioco, che include ulteriori contenuti in game e articoli fisici per i giocatori, è disponibile per il preordine in tutti i principali negozi di giochi al dettaglio.

Preordinando l’Edizione Standard, Deluxe o Obsidian, i fan riceveranno tre oggetti digitali unici nel gioco:

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  • Drogga’s Skull: Creato da una sciabola ed il teschio di un martire, taglierà e brucerà i nemici in combattimento guidando anche i giocatori nelle zone più oscure del Deadfire.
  • Beakhead, the Haw (In-Game Pet): Beakhead, il falco bianco, ha preso in simpatia la vostra nave poco dopo l’arrivo a Deadfire. I Capitani nel Deadfire hanno la stessa efficacia del loro equipaggio e con questo spaccone primo arrivato al tuo fianco, sei destinato a trovare il successo in mare.
  • The Black Flag; si dice che questa bandiera sia stata portata da una misteriosa e turbolenta banda di pastori di una terra lontana, che tingeva le loro vele nere con una macchia fatta di vetro di drago. Oscura ed intimidatoria, ma in qualche modo attraente, tuttavia.

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L’edizione standard di Pillars of Eternity II: Deadfire avrà un costo di 49,99 euro, mentre l’edizione Deluxe avrà un prezzo di 59,99 euro. Quest’ultima includerà la colonna sonora ufficiale composta da Justin Bell, già compositore delle musiche del primo capitolo. Inoltre, l’edizione Deluxe offre anche una guida digitale di avviamento con penna e carta, una mappa di gioco ad alta risoluzione ed Volume II della guida digitale, pubblicata da Dark Horse.

The Obsidian Edition ha un prezzo di 74,99 euro per la versione digitale ed include tutto ciò che viene fornito nell’edizione Deluxe e le prime tre espansioni in digitale (dlc) per Pillars of Eternity II, ciascuna delle quali costa 9,99 euro sebbene queste non siano disponibili per acquisto fino al lancio ufficiale del gioco.

La versione fisica di Obsidian Edition costerà 79,99 euro e includerà lo stesso contenuto del cugino digitale, ma anche ricompense fisiche aggiuntive: una mappa di stoffa della regione Deadfire, un blocco note di Explorer e una serie di cartoline sull’arcipelago Deadfire in bellissimi dettagli


“Pillars of Eternity II: Deadfire è il nostro primo sequel qui a Obsidian e abbiamo creato qualcosa di incredibile – dice Feargus Urquhart, CEO di Obisidian – ci occupiamo di storie, mondi e personaggi, e in Deadfire lo abbiamo fatto di nuovo con un vasto mondo aperto esplorabile. Così come la nave personalizzabile del giocatore ma anche quella del personaggio con abbastanza opzioni per fare in modo che chiunque appassionati gdr possa realizzare cento personaggi ed una narrativa emozionante che rende speciali i nostri giochi. Siamo fiduciosi sul fatto che i giocatori nuovi e quelli che già conoscano Pillars of Eternity, possano trovare Deadfire l’esperienza ruolistica dell’anno”.

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Kingdom Come: Deliverance, nuovo gameplay

Il 13 febbraio si avvicina e con esso il debutto di Kingdom Come: Deliverance. Warhorse Studios e Deep Silver hanno pubblicato un nuovo video sul gameplay di questo attesissimo gdr ad ambientazione medievale.

Il video, lungo 16 minuti abbondanti, getta uno sguardo su tutti gli aspetti chiave di Kingdom Come: Deliverance, incluso il sistema di combattimento molto dettagliato. Per sopravvivere bisogna combattere in una terra desolata e devastata internamente che è, inoltre, invasa da forze straniere e dove le probabilità sono la chiave quando si prende parte ad una battaglia. Il gioco offre una serie di approcci molto particolari che richiedono prudenza e che impongono ai giocatori di tenere gli occhi ben aperti.

Ogni scelta impone un prezzo da pagare e costringe i giocatori ad affrontarne le conseguenze quando procedono per la loro strada e si immergono a pieno nella storia di Kingdom Come: Deliverance. Scegliere il tuo percorso e farlo con saggezza è la cosa più difficile e vera, quando i giocatori dovranno intraprendere numerose missioni, battaglie e opportunità lungo il loro cammino. Bisogna farsi una reputazione tra la gente comune e quella più importante, mentre si seguono le avventure del figlio di un fabbro che vuole vendetta. Oltre a vederlo combattere, leggere, contrattare, usare l’alchimia e molte altre abilità, conoscerai meglio Henry in un mondo sull’orlo di una sanguinosa guerra civile.

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Banner Saga 3 esce in estate, la serie Vignette Trailer inizia con Fasolt

Fasolt The Loyalist è protagonista del primo video della serie Vignette Trailer dedicata a Banner Saga 3. Lo ha pubblicato l’etichetta indipendente Versus Evil che ha anche annunciato tale serie di trailer per l’eccellente strategico-ruolistico firmato Stoic.

Con l’occasione, publisher e sviluppatore hanno annunciato che il gioco sarà disponibile in estate.

Spazio adesso alla clip della durata di un minuto e 18 secondi con Fasolt. Conosciamo meglio questo guerriero ed i suoi veri motivi che lo faranno tornare indietro alla civilizzazione. Farà questo per il suo grande bisogno nella vendetta contro un passato oscuro?

Buona visione.

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Pillars of Eternity II, THQ Nordic e Versus Evil si accordano per la distribuzione

THQ Nordic e Versus Evil annunciano un accordo per la distribuzione globale (Corea esclusa) di Pillars of Eternity II: Deadfire.

Attualmente in sviluppo per Pc, Mac e Linux presso Obsidian Entertainment, la versione fisica del gdr verrà distribuita da THQ Nordic. Ulteriori informazioni in merito ai contenuti delle varie edizioni così come il prezzo e la data di lancio verranno annunciate molto presto.

“Quando abbiamo iniziato a lavorare con Obsidian su Pillars of Eternity II: Deadfire, la nostra intenzione era quella di creare una versione fisica di questo RPG – ha dichiarato Steve Escalante, general manager di Versus Evil – grazie a THQ Nordic, non solo abbiamo trovato un team appassionato al progetto ma anche una distribuzione capillare e speriamo di raggiungere ottimi risultati con questa versione fisica di Pillars of Eternity II: Deadfire”.

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Jan Binsmaier, direttore publishing di THQ Nordic:

“Siamo molto entusiasti di questo gioco e delle sue differenti edizioni. È sempre un piacere lavorare con un team di grandi professionisti, motivati e di talento, come quelli di Versus Evil e di Obsidian. Ha aiutato molto anche il fatto di essere tutti quanti grandi fan del genere. Inoltre, Versus Evil è un partner forte ed affidabile ed è sempre un piacere sapere di poter condividere il nostro modo di pensare e la nostra etica. È un accordo perfetto”.

In Pillars of Eternity II: Deadfire, i giocatori intraprendono un viaggio fatto di scoperte per catturare una divinità e salvare le loro stesse anime. Basato sul gameplay del primo Pillars of Eternity, ogni aspetto di Deadfire è stato migliorato ed ampliato.

Il titolo promette una grafica molto più dettagliata, una meccanica di gioco più accurata, una maggiore capacità di scelta e di reattività da parte del giocatore, un nuovo sistema di relazioni, un combattimento semplificato e un’avventura completamente nuova e ideata ad hoc vogliono permettere a Deadfire di essere la migliore esperienza di cRPG.

I giocatori percorreranno la vasta regione dell’Arcipelago di Deadfire con la nave, dove scopriranno nuove razze, visiteranno isole misteriose, difenderanno le loro navi contro i pirati e, soprattutto, sceglieranno attentamente i loro alleati, dal momento che si sono create potenti fazioni da affrontare quasi in ogni porto.

CARATTERISTICHE

  • Immergetevi totalmente in un’esperienza di gioco gdr con un giocatore singolo arricchita con tecnologia e funzionalità all’avanguardia, Deadfire si basa sulle fondamenta del classico gameplay D & D con una grafica notevolmente migliorata, meccaniche di gioco accurate ed una nuova avventura praticamente concepita solo per questo, in cui le scelte sono davvero importanti e fanno la differenza.
  • Scoprite la nuova regione del Deadfire –  organizzate il vostro percorso per nave ed esplora isole ricche e misteriose della regione dell’arcipelago, scopri nuovi luoghi e interagisci con i loro abitanti e impegnati in una varietà di missioni in ogni porto.
  • Mettete in piedi la vostra flotta e personalizzate i vostri compagni –  scegliete tra 7 diverse fazioni da aggregare alla missione e assegnate classi ed abilità particolareggiate a ciascuno. Siate testimoni delle loro relazioni personali e delle interazioni che avvengono grazie ad un nuovo sistema legato alla costruzione delle compagnie.
  • Comandate la vostra nave attraverso i mari – come se fosse la vostra roccaforte, la vostra non è solo una semplice nave da esplorazione ma qualcosa di più. Aggiornatela assieme al vostro equipaggio e scegliete quali abilità migliorare per sopravvivere a pericolosi incontri lungo il tragitto.

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Epic Tavern, Prime Impressioni early access

Nell’immaginario collettivo, le taverne sono luoghi frequentati da ubriaconi e da persone poco raccomandabili, in ambienti umidi, sporchi e maleodoranti. La realtà odierna è chiaramente diversa ma il marketing oggigiorno fa miracoli elevando il concetto di bettola per paragonarlo ai migliori ristoranti gourmet. Il bello che molte persone ci credono… potenza del marketing, dicevamo.

Nel fantasy, invece, le taverne sono posti che, ogni qualvolta vengono visitate oltre ad offrire ristoro con pasti di dubbia qualità e birra normale o nanica insulsa mischiata, quando va bene, con acqua, portano novità. Sono posti abietti per lo più delle volte che portano, però, vitalità alle avventure: si incontrano sempre loschi figuri ma anche possibili eroi e o altri personaggi che offrono delle missioni più o meno importanti.

Bene, questo concetto è stato ampliato e sfruttato in Epic Tavern, gioco a metà tra un gestionale ed un gdr che da settembre scorso (2017) è in early access su Steam a firma del piccolo studio indie Hyperkinetic Studios che in precedenza aveva concluso positivamente una campagna su Kickstarter che ha portato alle casse degli sviluppatori quasi 70.000 dollari con oltre 1.600 appassionati che hanno donato per la causa.

L’idea, a nostro avviso, ci sembra davvero carina ed offre già abbastanza spunti per un gameplay interessante. Ve ne parliamo in queste nostre prime impressioni.

VINOH… OSTE, VINOH… MA C’E’ ANCHE DA MANGIARE

I giocatori vestono i panni del gestore di questa taverna immersa in un mondo popolato da umani, elfi, nani, orchi ed altre razze e creature inclusi nella flora e nella fauna fantasy. Da taverniere dovremo innanzitutto acquistare le merci da servire, sceglierne il prezzo ed inserirle nel menu. E poi attendere, sperando che gli avventori arrivino copiosi.

Si inizierà chiaramente con poche cose (da qualche parte si dovrà pur partire) e, grazie alla crescita della frequentazione, potremo far salire di livello la nostra osteria. I clienti potranno anche proporsi per essere assunti e partecipare a delle missioni che verranno proposte da altri avventori. Dalla dimensione e dal livello del locale derivano anche altre cose come la grandezza della cantina, la possibilità di avere un’infermeria (sbloccando lo slot attraverso un’apposita quest) con tanto di dottore al nostro servizio, o se aumentare altre caratteristiche che servono per offrire più varietà e comodità ai clienti, cucina più grande, cantina vini e tanto altro.

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Tutto è correlato naturalmente. Le missioni all’inizio sono davvero semplici ma bisogna sempre riunire il gruppo di eroi eterogenei per affrontare qualsiasi evenienza.

Ma andiamo con ordine partendo con la gestione del locale. Aspetteremo che entrino gli avventori per lavorare. Ognuno ha le proprie richieste che vengono espresse da un’icona. Possono proporci quest, possono chiederci una camera da letto, oppure da bere e da mangiare. Ogni nostro intervento, come quello di accoglierli, costerà un determinato costo in punti azione. Ogni giorno potremo fare 50 azioni e se all’inizio sembra molto, quando gli avventori aumenteranno bisognerà fare attenzione a come trattare i nostri clienti.

Dovremo essere veloci nell’accogliere le loro richieste: i clienti accresceranno il loro senso di amicizia. Ovviamente, ogni ordine che soddisferemo ci farà incassare il costo della pietanza che potremo, cambiare in ogni momento assieme al menu. Ovviamente bisognerà stare attenti alle scorte di cibarie e di alcol (che sia birra, vino o altre bevande alcoliche e superalcoliche che siano) che devono regolarmente essere acquistate per non disattendere le esigenze della nostra clientela. Ogni giorno la taverna si rianimerà e ci saranno anche novità sul fronte quest…

QUEST, FAMA E POTERE, POTERE, POTERE! PERMETTE UNA LIEVE SGHIGNAZZATA… POTERE! (CIT.)

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Ma fuori dalla taverna il mondo è in tumulto come ogni luogo fantasy che si rispetti. E così capiterà che il nostro luogo diventerà un centro di arruolamento di avventurieri di ogni specie ed aspiranti eroi.

Potremo infatti accettare missioni e mettere sotto contratto questi avventurieri. Ovviamente i nuovi arrivi partiranno dal livello 1 e con il passare del tempo e delle quest andate a buon fine si potranno acquisire punti esperienza e fare evolvere ogni avventuriero.

Le missioni si moltiplicheranno e saranno diverse. Queste, se risolte, oltre a dare punti esperienza, porteranno soldi che potranno essere suddivisi tra noi, gestori di questa taverna che assurge al ruolo di gilda, e il party che ha concluso l’avventura. Anche in questo caso potremo decidere come dividere il compenso. Solitamente dividere a metà è una soluzione buona.

In Epic Tavern, gli avventurieri hanno classi prestabilite ed a seconda di queste (e della razza) avranno caratteristiche più o meno accentuate. Lo scout ad esempio sarà abile nell’orientamento e nell’individuazione delle tracce. Il ladro sarà eccellente per agire di soppiatto e scovare (anche lui) trappole, il mercante sarà abile nel parlare e quindi nel convincere gli altri con la sua diplomazia. Anche il pirata può essere abile a parlare ma intimidire è il suo forte unito all’abilità con le armi.

Un negromante sarà abile nella divinazione e così via. Potremmo continuare per tanto ancora vista la varietà di classi e razze come il barbaro, il difensore, il performer, il classico bardo, il mago e via via dicendo.

Le quest, dicevamo, sono di diverso genere e richiedono generalmente una dote peculiare. Che sia l’abilità in combattimento, o la diplomazia, o quella di scovare le trappole o che richieda il ragionamento per risolvere intricati puzzle o situazioni difficili.

Le missioni in Epic Tavern si svolgono in modo semplice: si va sulla lista delle quest, si seleziona quella che si vuole e si allestisce il party da mandare fuori. Più crescerà la taverna, più crescerà il roster degli eroi assunti che è possibile suddividere in più party per fare più missioni in contemporanea.

Selezionato il nostro party secondo le nostre esigenze e soprattutto le caratteristiche della missione si va avanti guardando anche un’importante statistica: la possibilità di concludere al meglio il nostro compito: più attinente saranno le nostre abilità alle richieste, più alta sarà la percentuale di successo. Questo vale anche per superare le varie prove randomiche che la missione includerà.

Fatte tutte le nostre scelte e dato l’ok, la quest partirà in automatico e vedremo il nostro manipolo di eroi muoversi attraverso la mappa verso l’obiettivo segnato. Il tutto è automatizzato così come gli accadimenti casuali “di contorno” che ci saranno, questi possono richiedere altre caratteristiche che nella missione principale non sono evidenziate. Ecco perché è fondamentale allestire un team in grado di sapere fare più cose.

Non avremo azioni da fare ma solo da leggere e, ad ogni evento nella quest, sperare che il calcolo delle possibilità si concretizzi in nostro favore. Se dovremo combattere ed avremo abbastanza abilità in tal senso, le possibilità di superare la prova saranno altissime (dal 60 percento in poi si può ragionevolmente essere sicuri). Ogni evento andato bene aumenterà i punti esperienza e magari il bottino della quest.

Fondamentale la crescita dei nostri eroi che potranno anche subire danni e che potranno essere curati in taverna oppure far riposare per essere efficienti per i prossimi compiti.

BUONA MUSICA E TANTA CARNE AL FUOCO

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Il mix gestionale-ruolistico ci è piaciuto molto. E dal punto di vista tecnico possiamo dire che sia gradevole anche se naturalmente si basa su tutt’altro.

La grafica è molto semplice con la mappa dettagliata mentre la taverna ha una sala in 3d. Poi è tutto gestito dai menu che sono piuttosto chiari ed un’interfaccia che per quanto possa sembrare spartane è efficace.

Buoni, invece, i brani musicali che rendono bene l’atmosfera ed accompagnano le nostre gesta.

COMMENTO FINALE

Dopo qualche oretta che sembra essere volata, le nostre prime impressioni su Epic Tavern sono senza dubbio positive. Al netto di una realizzazione ancora incompleta, ma già a buon punto, il titolo di Hyperkinetic Studio è divertente ed unisce i generi dello strategico e del gioco di ruolo in modo più che soddisfacente. L’idea di far diventare la taverna fulcro di tutto è semplice ma è perfetta in questo caso. 

Può sembrare semplice, e per certi versi lo è, gestire il tutto ma andando avanti, il grado di sfida aumenterà. Sarà bellissimo vedere la nostra taverna diventare fiorente ed accogliere trionfanti i nostri eroi ma le missioni (ve ne sono centinaia e centinaia) a volte non perdonano e potremmo anche assistere ad una disfatta clamorosa con i nostri beniamini feriti o addirittura morti.

Epic Tavern è un titolo che, nonostante sia completamente in inglese, è pienamente godibile da tutti. Forse qualche effetto grafico supplementare e varietà (soprattutto sui personaggi che tendono troppo ad assomigliarsi tra loro, ndr) sarebbe gradita ma vista la natura indie del progetto, possiamo anche soprassedere puntando su un gameplay interessante che potrebbe essere arricchito ulteriormente da altri eventi per dare più pepe alla struttura ed evitare che molti aspetti siano ripetitivi.

Se vi piace leggere, mercanteggiare e studiare party invincibili, questo Epic Tavern sarà pane per i vostri denti.

PREGI: Idea di base semplice, ma quasi geniale. Immediato. Ottimo mix tra gestionale e gdr. Gestione Party intelligente. Tantissime quest randomiche. Musica gradevole…

DIFETTI: … aspetto grafico gradevole ma ripetitivo. Il gameplay potrebbe risultare ripetitivo.

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I migliori Gdr/hack and slash del 2017

Anche il 2017 si è rivelato un anno molto interessante per i giochi di ruolo. Che siano di stampo classico o giapponesi (jrpg) o, ancora, action gdr.

Tante le novità per una cinquina piuttosto eterogenea che vi proponiamo nell’ambito dei nostri GOTY 2017 che stanno per concludersi ma ci sembra giusto far notare qualche gioco ed espansione degni di nota. L’anno appena passato è stato segnato da tre espansioni per tre hack and slash importanti: Diablo III ha avuto il Negromante, Grim Dawn (vincitore della categoria lo scorso anno) ha ricevuto Ashes of Malmouth (che ha aggiunto due nuove maestrie una nuova vasta regione e tanti nemici inediti da combattere ed oggetti da raccogliere), e – questa è più clamorosa – a novembre Titan Quest Anniversary Edition ha accolto Ragnarok con un tante altre novità a più di 10 anni dall’ultima espansione (Immortal Throne).

Il 2017 in ambito ruolistico è stato l’anno del ritorno di Piranha Games con Elex, buon gioco e dal potenziale sicuramente più ampio rispetto a quanto mostrato. La sorpresa più grande è stata West of Loathing che con la sua grafica Stick in bianco e nero e la sua trama scanzonata ma misteriosa ambientata nel vecchio e selvaggio West stava per entrare nella top five. Notevole anche la Complete Edition di Pillars of Eternity per PS4 ed Xbox One, non inserita in classifica in quanto il titolo originale è datato 2015 su Pc. Non si può, infine, non menzionare Nioh, davvero un bel titolo per gli amanti delle sfide.

Prima di lasciarvi allo speciale, è giusto parlare un attimino di Divinity Original Sin 2. Lo abbiamo giocato poco per una recensione ma abbastanza per poter affermare e giustificare la sua presenza in questa cinquina. Sicuramente uno dei migliori titoli del genere degli ultimi anni e complessivamente del 2017.

Ecco le nostre scelte (nei titoli abbiamo linkato le rispettive recensioni):

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5) NIER AUTOMATA

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Platinum Games ha saputo forgiare un titolo solidissimo ricco d’azione ma anche di quest e tante storie interessanti da raccontare. Gioco di ruolo d’azione ma non solo, Nier Automata sorprende per non rispondere ad un genere preciso ma a tanti e contemporaneamente, con un modo di fare firmato “Yoko Taro” che è inconfondibile. L’aspetto tecnico di Nier: Automata, è quello che più di tutti gli altri mostra i compromessi attuati dagli sviluppatori per poter garantire la massima fluidità e la massima varietà di contenuti possibile.

Oltre alle fondamenta da gioco di ruolo d’azione, senza soluzione di continuità, può mutare in sparatutto a due dimensioni, dual stick shooter (come Halo: Spartan Assault o Helldivers, per intenderci) passando per uno sparatutto come Metal Slug e un Metroidvania (un po’ Metroid, un po’ Castlevania).

Tecnicamente punta tutto sulla fluidità, per questo scende a non pochi compromessi grafici per cercare di offrire sempre prestazioni superiori. Purtroppo non riesce sempre ed ovunque nel suo scopo, mostrando il fianco ad una realizzazione tecnica buona ma non eccelsa. Ma è longevo, divertente e fa il suo dovere fino in fondo.

4) TORMENT: TIDES OF NUMENERA

Torment Tides of numenera

C’era tantissima curiosità su Torment: Tides of Numenera. Il gdr sequel spirituale di quel Planescape Torment che fece sognare tanti e tanti anni fa moltissimi videogiocatori appassionati di ruolo arrivò dopo una super campagna su Kickstarter avvenuta nel 2013.

Quattro anni dopo, InXile Entertainment ha sfornato un capolavoro. I dubbi erano tanti e potevano essere legittimati dalle troppe attese. In parte c’è stata anche un po’ di delusione soprattutto per noi italiani visto che la localizzazione del gioco nella nostra lingua, peraltro promessa, è venuta a mancare poco prima che il titolo venisse pubblicato. A questo, però, ha fatto seguito una realizzazione squisita e di spessore con un’ambientazione firmata da Monte Cook, una garanzia per i più esperti giocatori di ruolo.

Il nostro Giuseppe Filiti ha commentato così Torment: Tides of Numenera elogiandone i contenuti e storia che esaltano il concetto di gdr:

“I timori e le pare che hanno a lungo circondato lo sviluppo possono ora essere dissipati: il titolo è un gioco di ruolo come pochi, pochissimi altri, capace di suggestioni al limite dell’impossibile, artisticamente ispiratissimo e tematicamente profondo. Sa essere ermetico, a volte quasi impossibile da decifrare nei suoi significati, e per questo magari può essere inapprezzabile da chi cerca un’esperienza più ordinaria, o forse più tradizionale. Ciononostante, a dispetto delle premesse non esaltanti e di alcuni difetti che non incidono sul valore complessivo dell’opera, Tides of Numenera si rivela un vero e proprio gioiello, un titolo coraggioso che osa oscillare fra trattato filosofico e insegnamento morale”.

3) PERSONA 5

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Persona 5 è senza dubbio uno dei migliori giochi di questa generazione di console, e non solo per via di un gameplay ben stratificato e ricco di sfaccettature. Il titolo targato Atlus mette infatti in scena uno dei migliori capitoli della saga raccontando una storia molto profonda e dai risvolti drammatici celati dietro a una patina sottile di ironia.

Una satira interattiva della società giapponese, di tutti i suoi pregi ma anche delle sue contraddizioni, e forse anche per questo piacerà di più a tutti coloro che amano e conoscono la cultura del Paese del Sol Levante. Il tutto accompagnato da un’eccellente realizzazione tecnica e da un gameplay profondo.

2) DIVINITY ORIGINAL SIN 2

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Su Divinity Original Sin 2 potremmo scrivere fiumi di parola. Il problema è che dovrebbero essere bene incanalati. Larian Studios ha saputo migliorare non poco quanto proposto col primo capitolo della saga regalando agli appassionati di gioco di ruolo classico un autentico capolavoro. A nostro avviso il migliore in salsa europea degli ultimi due anni.

In Divinity Original Sin 2, a parte la localizzazione in italiano, c’è tutto quello che serve ad un gioco per essere ricordato e mandato ai posteri come esempio da seguire. Una trama monumentale, tantissime cose da fare, personaggi fuori dall’ordinario ed un mondo vasto, bello da esplorare, ricco di insidie e con un livello di interattività assurdo. Senza dimenticare la possibilità di giocare con amici in party (con infinite possibilità di azione anche tra i compagni di ventura) e la modalità Game Master che permette di realizzare le proprie avventure e quest in modo del tutto autonomo. In poche parole il gdr occidentale per eccellenza.

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1) And the winner is… HORIZON ZERO DAWN

Horizon Zero Dawn A

Sicuramente uno dei migliori titoli in assoluto del 2017 ed una delle migliori esclusive per PS4. Stiamo parlando di Horizon Zero Dawn, action gdr firmato da Platinum Games che ci racconta la storia di Aloy, una forte e giovane ragazza che nel tempo ha imparato a sviluppare buone capacità di sopravvivenza in un mondo post-apocalittico dove macchine e natura si sono ribellate all’uomo.

Una realizzazione tecnica mostruosa, una longevità interessante, aumentata anche dall’espansione The Frozen Wilds che aumenta tutto, fanno di Horizon Zero Dawn un titolo da avere e consegnano alla storia Aloy, un nuovo personaggio in grado di poter dire la sua nell’Olimpo dei protagonisti da ricordare. Scrive il nostro Antonio Patti:

Horizon: Zero Dawn riesce nell’impresa di tenere l’interesse sempre alto, la varietà garantita – anche da ambientazioni non troppo uguali tra di loro – e sfide sempre all’altezza. L’assenza di caricamenti tra una zona e l’altra e i ritmi di gioco mai sotto il livello di guardia contribuiscono a rendere Horizon: Zero Dawn uno dei pochi titoli esclusivi degni di nota, longevi, gradevoli, tecnicamente impressionanti sotto tutti i punti di vista. Un nuovo standard di qualità per i titoli che seguiranno.

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Nantucket debutta oggi sui mari di Steam ed altri distributori digitali

Puntuale come da annuncio, Nantucket, titolo d’esordio degli italiani di Picareque Studio, è disponibile su Steam, GOG.com, Humble Store, GreenManGaming, Gamersgate ed altri distributori digitali.

Pubblicato sotto l’etichetta indie portoghese Fish Eagle, il titolo porta i giocatori nelle atmosfere tratte dal famoso racconto di Moby Dick. Il prezzo è di 17,99 euro.

In Nantucket si solcheranno i sette mari alla caccia di balene in un’ambientazione che riporta all’inizio del 19° secolo al tempo in cui il capitano Achab ed il suo equipaggio non davano tregua a Moby Dick. Nei panni di Ishmael, l’unico sopravvissuto del Pequod, i giocatori capiteranno la loro nave, combatteranno i pirati e cacceranno balene in cerca dell’antico nemico, Moby Dick, ed a caccia dell’ultima redenzione.

Ecco il trailer di lancio, buona visione. A seguire le caratteristiche del gioco. Buona lettura.

Si tratta di un gioco strategico con sfumature gdr, ecco le sue caratteristiche:

  • Esplorate i sette mari: ambientato nel mondo visitate città per migliorare il proprio prestigio attraverso la caccia alle balene, altre attività e ricerca di nuove avventure.
  • Siate il capitano che volete essere: sviluppate il vostro personaggio in un vero stile gdr grazie all’aumento le proprie statistiche, scegliendo le vostre reazioni e sviluppando le vostre abilità di navigatore.
  • Gestite la vostra nave ed il vostro equipaggio: assumete e gestite il vostro equipaggio, gestendo la vostra nave migliorandola con nuovi compartimenti, espandendo la propria capienza.
  • Esperienza nell’era d’oro della caccia alle balene: ci saranno oltre  un migliaio di eventi unici che saranno cesellati attraverso le proprie scelte ed in conseguenza delle proprie azioni.
  • Cacciate balene e combattete i pirati: viaggiando attraverso nuove aree alla caccia delle balene si potranno anche incontrare i pirati. Sarà fondamentale proteggere la propria nave e combattere i bucanieri attraverso un sistema di combattimento a turni.
  • Il dopo Moby Dick: seguite una storia originale e completando quest per scoprire i segreti dietro Mody Dick e dissolvere la  maledizione di Achab.

“Siamo assolutamente deliziati per il lancio di Nantucket nei “mari digitali – ha detto Mario Mantoan, designer di Picaresque Studio – è stato un lungo viaggio dove nei mesi scorsi abbiamo testato la beta ed abbiamo sentito la nostra community vicina aiutandoci a consegnare quello che crediamo sia uno scorcio del mondo unico narrato da Herman Melville in Moby Dick”.

Richard Benn, direttore del managing di Fish Eagle ha aggiunto:

“Fish Eagle ha raggiunto giornalisti, Youtubers e streamer su Twitch negli ultimi mesi. Le loro opinioni sono state valutate dal team di sviluppo e la loro passione dimostrata per il progetto ci ha fatto lavorare al meglio per consegnare loro un titolo unico che gli utenti volevano e dimostrando che nonostante l’inflazione del mercato si possa offrire qualche cosa di unico”.

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