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World War Z, Recensione

Nonostante sia passato ormai del tempo, rispondere alla domanda “Chi ha preso il posto di Left 4 Dead?” è un po’ complicato. Nessuno, sin d’ora, è riuscito ad offrire un’esperienza cooperativa semplice ma divertente, unita ad una struttura di gioco lineare ma avvincente ed altamente rigiocabile. In quest’ottica, il nuovo arrivato World War Z tenta di inserirsi esattamente nello stesso genere, offrendo una sua visione cooperativa online dell’universo infestato di zombie fuoriuscito dalla penna di Max Brooks, con il suo “World War Z. La guerra mondiale degli zombi” uscito nel 2006. E naturalmente al film quasi omonimo di Paramount.

Riuscirà il titolo firmato da Saber Interactive per Focus Home Interactive arrivato su PS4Xbox One ed, in esclusiva Epic Games Store, per Pc, il 16 aprile scorso, a spodestare il re degli shooter cooperativi online?

Ecco la nostra recensione a cura di Donato Marchisiello che ha provato per noi la versione Xbox One. Buona lettura.

GLI ZOMBIE INVADONO IL MONDO

World War Z è uno sparatutto in terza persona cooperativo online ambientato in un mondo totalmente sconvolto da un’epidemia, trasformatasi ben presto in una classica invasione zombi. Quest’ultimi, al contempo, sono differenti dal classico “lento mangiatore di cervelli”: i non morti del gioco sono veloci, si muovono in branco e sono tantissimi, in grado di creare delle vere e proprie torri di corpi in grado di valicare qualsiasi ostacolo. Il titolo, come già citato, offrirà la possibilità di affrontare l’intera campagna ludica, che consta di quattro capitoli e 11 missioni differenti, in cooperativo online con altri giocatori.
Ogni capitolo sarà ambientato in uno dei quattro “set” prescelti da Saber Interactive, ovvero New York, Gerusalemme, Mosca e Tokyo (ripresi anche dal film del 2013 con Brad Pitt protagonista ndr).

GAMEPLAY MISTO TRA STEALTH E TOWER DEFENSE

Il gioco, sostanzialmente, ci vedrà fronteggiare una serie di stage il cui gameplay sarà sostanzialmente suddiviso in due sezioni distinte, ovvero una stealth in cui dovremo far fuori una serie di nemici nel silenzio assoluto e procedere verso un luogo specifico per compiere un’azione (solitamente attivare un qualche tipo di switch), l’altra più tower defense in cui saremo chiamati a difendere un obiettivo e resistere al flusso continuo di zombi.

Gli stessi che, rispetto ad altri survival horror o pseudo tali, saranno piuttosto semplici da eliminare singolarmente, scelta logicamente intrapresa per rendere le orde affrontabili. Ovviamente, prendendo sin troppo visibilmente spunto dal retaggio offerto anche da Left 4 Dead, in World War Z avremo una serie differente di nemici da affrontare, da urlatori a nemici bardati e difficili da abbattere, ad altri che cacceranno nell’ombra e ci attaccheranno d’improvviso.

LA COMPONENTE RUOLISTICA CHE DA’ QUALCHE COSA IN PIU’

World War Z ripropone un gameplay sostanzialmente identico a quanto già fatto da Left 4 Dead lustri fa, con l’unica caratteristica di offrire un’ambientazione “realistica”. Persino i nemici speciali, nella stragrande maggioranza dei casi, saranno concettualmente vicini a quelli elaborati nel titolo Valve. È divertente? Sicuramente si. È originale? Sicuramente no. Quindi è un mero copia-incolla? La risposta è, ancora, no: rispetto a Left 4 Dead, World War Z si distinguerà per la presenza di una componente ruolistica che aggiungerà qualcosa alla longevità generale del gioco, non particolarmente elevata. Avremo facoltà, infatti, di scegliere fra una delle sei classi, ognuna con al centro un’arma di riferimento differente assieme ad una serie di abilità speciali. In aggiunta, potremo utilizzare una nutrita selezione di armi (anch’esse aumenteranno di livello) che ci consentiranno di sbloccare ulteriori caratteristiche e componenti da aggiungere.

Nonostante le possibilità offerte, il comparto gdr soffre di una certa semplicità strutturale ed un senso di “non necessario”: in sostanza, la caratterizzazione delle classi non sarà così netta e specifica, rendendole sostanzialmente tutte diverse esteticamente ma molto simili in concreto, fatta eccezione per il medico ed il meccanico che avranno alcune abilità distintive piuttosto utili per il team.
Come detto, il gioco si può affrontare in cooperativa online e, al contempo, anche in singolo, esperienza un po’ carente soprattutto a causa di un livello di intelligenza artificiale dei nostri compagni bot non particolarmente esaltante. World War Z ha anche una componente PVP concettualmente standard ma che è, al contempo, piuttosto divertente e sicuramente la sezione ludica meglio riuscita del gioco, con unlock progressivi specifici della sezione e differenti modalità competitive a se stanti.

UN COMPARTO TECNICO DI TUTTO RISPETTO

Da un punto di vista tecnico, World War Z offrirà un comparto di tutto rispetto con delle punte di qualità sicuramente ragguardevoli. Utilizzando la stessa tecnologia dietro le riprese cinematografiche, il motore grafico del gioco riesce a gestire in modo ottimale veri e propri torrenti di non morti che riempiranno lo schermo in pochi attimi. Lo Swarm Engine fa, dunque, il suo dovere.

L’aspetto rilevante e da sottolineare energicamente è anche la versatilità dell’engine di offrire tanti modelli poligonali in movimento, renderizzati in tempo reale, ad un un frame rate sostanzialmente solido e piuttosto fluido.

Tecnicamente, il gioco ha degli evidenti problemi di netcoding, con lobby malfunzionanti e spawn in partite già pressoché finite: questioni che, tuttavia, sono piuttosto classiche al day one in giochi dalla forte componente online e che, parzialmente, sono già state affrontate con la patch 1.02. Graficamente, pur mostrando il fianco a causa di una qualitatà altalenante delle texture relativa soprattutto ai modelli degli zombie generici e ad alcuni dettaglia ambientali, il gioco mette sul piatto un look di discreto livello e più che dignitoso.

È da sottolineare anche il buon lavoro generale svolto a livello di comparto audio, dove la qualità dei suoni e dei rumori è omogeneamente buona e di livello.

COMMENTO FINALE

World War Z è uno shooter online cooperativo a tema zombie, discreto e ad un prezzo accessibile. Nonostante alcuni evidenti problemi e limiti, sia strutturali che a livello di contenuti, il gioco è divertente e spettacolare. Con un supporto adeguato post lancio, potrebbe diventare uno dei punti di riferimento del settore.

Donato Marchisiello

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Overwatch “apre” gli Archivi

L’evento Archivi irrompe in Overwatch. Lo rende noto Blizzard. Gli Archivi saranno “aperti” fino al 6 maggio su Pc, PS4 ed Xbox One.

SINOSSI

Una corsa contro il tempo quella di Tracer, Genji, Winston e Mercy, diretti a Cuba per catturare Maximilien, un importante Omnic di Talon, mentre sull’isola incombe un uragano. La nuova missione ripetibile degli Archivi di Overwatch, Tempesta imminente, ora è disponibile.

Saranno presenti anche le missioni di Rivolta e Ritorsione, che permetteranno di approfondire i momenti più importanti della storia del gioco. Inoltre, sarà possibile sbloccare più di 160 oggetti cosmetici.

TORNA LA FREE TRIAL

Torna anche la Free Trial che durerà fino al 23 aprile. Tutti i 30 eroi saranno giocabili, incluso il neoarrivato medico da campo Baptiste. Gli appassionati potranno esplorare tutte le potenzialità che il gioco può offrire sulle 27 mappe disponibili in diverse modalità, tra cui Partita rapida, Partite personalizzate e Arcade.

I giocatori della Free Trial potranno anche progredire di livello, ottenere forzieri, sbloccare diverse opzioni di personalizzazione per i propri eroi e conservare tutti i progressi fatti durante la prova, a patto che il gioco sia poi acquistato con lo stesso account Blizzard o della console.

SALDI DI APRILE: SCONTI PER I NUOVI GIOCATORI

Sarà un aprile da ricordare grazie alle offerte di Overwatch. Chi non ha ancora provato il gioco può approfittare degli enormi sconti nel negozio Blizzard su Legendary Edition, Edizione standard e aggiornamento digitale dall’Edizione standard. Gli sconti terminano lunedì 29 aprile alle 8,59 CEST.

  • 50% di sconto sulla Legendary Edition
  • 25% di sconto sull’Edizione standard
  • 75% di sconto sull’aggiornamento digitale dall’Edizione standard

I giocatori possono anche approfittare di sconti su Overwatch: Legendary Edition per PlayStation 4 e Xbox One oltre che sulla Overwatch: Game of the Year Edition presso i rivenditori che aderiscono all’iniziativa.

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Warhammer: Vermintide 2, a giugno la versione fisica per console

La deluxe edition in formato fisico di Warhammer: Vermintide 2 sarà disponibile dal 14 giugno. Il prezzo consigliato è di 49,99 euro. Lo rendono noto il publisher internazionale 505 Games e lo studio di sviluppo indipendente  Fatshark.

Questa deluxe edition di Warhammer: Vermintide 2 includerà i due dlc “Ombre su Bögenhafen” e “Di Nuovo a Ubersreik” nonché ulteriori contenuti premium tra cui: Imprese Eroiche, skin esclusive tema araldica di Helmgart, una cornice ritratto e la statua di Sigmar nella Fortezza.

Warhammer: Vermintide 2 è un videogioco di azione cooperativa a quattro giocatori ambientato nel mondo di Warhammer Fantasy Battles. In questo sequel di Warhammer: End Times – Vermintide, i cinque eroi di Ubersreik sono tornati per affrontare l’armata degli Skaven e l’esercito del Chaos. Vermintide 2 mette alla prova i giocatori incrementando l’intensità dei combattimenti in prima persona, introducendo una nuova fazione di nemici, 15 diversi percorsi di specializzazione, nuovi alberi delle abilità, nuove armi, un loot system più sofisticato e molto altro ancora.

Ecco il trailer di annuncio. Buona visione. Qui, invece, la recensione della versione Pc.

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Metro Exodus debutta oggi

Giornata di grandi esordi oggi. C’è anche quello di Metro Exodus da segnalare. L’attesa per il nuovo capitolo della serie fps ad ambientazione post-apocalittica è disponibile, infatti, per Pc, PS4 ed Xbox One. A firma di 4A Games per il publisher Deep Silver.

Metro Exodus vede Artyom e una banda di Spartan Rangers fuggire dalla metropolitana di Mosca e intraprendere un viaggio epico attraverso la Russia post-apocalittica.

Ispirato ai romanzi di Dmitry Glukhovsky, Metro Exodus intreccia una potente storia con un’immensa campagna single-player che combina combattimenti feroci, esplorazione, sopravvivenza e furtività in uno dei mondi di gioco che si propone di essere tra i più coinvolgenti di sempre.

Guardiamo il trailer di lancio, buona visione.

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Far Cry New Dawn è disponibile da oggi

Oggi è il giorno di Far Cry New Dawn. Ubisoft ci ricorda che il titolo è disponibile per Pc, PS4 ed Xbox One. Il prezzo è di 40 euro.

Sviluppato da Ubisoft Montreal con la collaborazione gli studi di Shangai, Kiev e Bucarest, Far Cry New Dawn è uno sparatutto in prima persona ambientato in un mondo aperto totalmente esplorabile. Il titolo getta i giocatori in un coloratissimo mondo post-apocalittico. In questo contesto si incontreranno una doppia minaccia, le gemelle Mickey e Lou.
I giocatori potranno contare sul supporto di un cast eclettico composto da compagni d’armi e animali selvatici o su quello di un amico da reclutare per una partita in modalità co-op. In entrambi i casi vivranno un’esperienza imprevedibile e una serie di momenti degni della serie di Far Cry, in cui tutto è possibile.

TRAILER DI LANCIO

STORIA

Diciassette anni dopo un olocausto nucleare che ha trasformato drammaticamente il mondo, Far Cry New Dawn introduce il giocatore in un ambiente selvaggio e pericoloso, rivendicato dalla natura e caratterizzato da una rigogliosa vegetazione. Nei panni di un soldato che combatte per un uomo chiamato Thomas Rush, i giocatori torneranno a Hope County per aiutare i sopravvissuti all’esplosione nucleare nella lotta contro la banda degli Highwaymen. Le nuove antagoniste, le gemelle Mickey e Lou, sono cresciute senza alcuna regola alla frontiera del nuovo mondo post-apocalittico e la loro unica regola è vivere alla giornata. Ciascuna con il proprio approccio riconoscibile, entrambe combinano la mente e la forza bruta per guidare gli Highwaymen e superare tutte le difficoltà che incontrano sul proprio cammino.

I giocatori dovranno aiutare I Sopravvissuti a rinforzarsi potenziando Prosperity, la Casa Base. Avanzando nell’avventura, potranno potenziare la Casa Base in modo da costruire armi ed equipaggiamenti più efficaci, da impiegare negli scontri con i nemici più potenti di Far Cry New Dawn, arricchiti da meccaniche RPG “leggere”. Sul proprio cammino incontreranno un mix di personaggi familiari e nuovi volti, tra cui ci saranno il fedele Akita Timber e il cinghiale Horatio. Inoltre, il gioco introdurrà una novità per le serie: le Spedizioni, una serie di missioni rigiocabili ambientate in diverse località degli USA, in cui i giocatori dovranno ottenere preziose risorse e fuggire al più presto.

LE VARIE VERSIONI

Far Cry New Dawn edizione Standard – 45 euro

  • Include il gioco base

Far Cry New Dawn edizione Deluxe – 55 euro

  • Include il gioco base e il Deluxe Pack (Knight Pack, Hurk Legacy Pack, Shotgun M133M, Lanciamissili RAT4)

Far Cry New Dawn Complete Edition – 100 euro

  • Include l’edizione Deluxe di Far Cry New Dawn e Far Cry 5

Far Cry New Dawn Ultimate Edition – 120 euro

  • Include l’edizione Deluxe di Far Cry New Dawn e l’edizione Gold di Far Cry 5.

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Ecco il video Metro Exodus Uncovered

Deep Silver e 4A Games hanno oggi pubblicato Metro Exodus Uncovered, un nuovo video di gameplay dedicato ai neofiti che hanno voglia di immergersi nel mondo della serie.

Noti per la loro atmosfera avvincente, per il gameplay intenso, il potente story-telling e per il loro mondo di gioco, Metro 2033 e Metro: Last Light sono ormai riconosciuti come classici di culto. Ora, publisher e sviluppatori sono pronti a pubblicare il tanto atteso Metro Exodus.

Dopo cinque anni di lavoro, il terzo capitolo raccoglie tutti i punti di forza della serie offrendo ai giocatori una nuova sensazione di libertà e di esplorazione nelle desolate terre della Russia post-apocalittica. Per i neofiti della serie, questo video esplora il peculiare mondo e le caratteristiche di gameplay del titolo.

Ecco il video, buona visione.

Metro Exodus, lo ricordiamo, sarà disponibile il 15 febbraio 2019 per Xbox One, PlayStation 4 e Pc.

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Metro Exodus, nuovo trailer sulle pistole

Metro Exodus sarà disponibile il 15 febbraio per Pc, PS4 ed Xbox One, nel frattempo, Deep Silver e 4A Games hanno pubblicato un nuovo trailer.

La clip in questione ci offre una panoramica sulle pistole che saranno presenti nel nuovo capitolo della serie post-apocalittica ambientata in Russia. Continua, così, la serie di trailer dedicata al gioco.

Vi lasciamo al video augurandovi una buona visione.

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Metro Exodus, personaggi e creature in immagini

Metro Exodus, in prossimità di arrivo su Pc, PS4 ed Xbox One, si mostra in una bella galleria di immagini. Protagonisti sono Artyom e soci nonché alcune delle creature che incontreremo nella Russia post apocalittica e che sicuramente proveranno ad eliminarci.

Conosciamoli meglio, anzi, vediamoli, in questa interessante rassegna di screenshots (tratta da AllGames Delta) sull’fps firmato da 4A Games che debutterà il 15 febbraio.

Buona visione.

PERSONAGGI











CREATURE







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Metro Exodus, vediamo lo Story Trailer

Puntuale come da annuncio, Deep Silver e 4A Games hanno pubblicato lo Story Trailer di Metro Exodus che debutterà il prossimo 15 febbraio su Pc, PS4 ed Xbox One.

Nel gioco saranno presenti nuovi personaggi e nuove location che Artyom e la sua band di Spartans visiteranno mentre attraverseranno la Russia post-apocalittica, dalle ghiacciate strade invernali di Mosca fino alle ardenti sabbie estive del deserto del Caspio.

Narrato da Anna, top sniper dello Spartan Order e moglie di Artyom, lo Story Trailer esplora l’ostile mondo di Metro Exodus che attende l’equipaggio dell’Aurora, mentre fugge dalle rovine di Mosca per imbarcarsi in un epico e lungo viaggio verso l’ignoto. Il nostro eroe ha sempre creduto che ci fosse vita oltre la Metro, ora le sue speranze e i suoi sogni saranno messi alla prova dalle desolate terre russe.

ANNUNCIATO IL BUNDLE XBOX ONE X

Deep Silver e Microsoft sono inoltre annunciano il bundle Xbox One X della Saga di Metro, ora disponibile per il pre-order. Questo bundle contiene una console Microsoft da 1TB e tutti e tre i giochi della serie: Metro 2033 Redux, Metro: Last Light Redux e il prossimo Metro Exodus. Per i neofiti della serie, è il modo perfetto per immergersi in questo coinvolgente franchise.

Ed ecco, infine, qualche immagine inedita. Buona visione.






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Doom è “Eternal” e festeggia i 25 anni

È passato un quarto di secolo da quando DOOM ha fatto la sua comparsa, lasciando tutti a bocca aperta. Per un quarto di secolo questo franchise ha generato diversi seguiti ufficiali, spin-off, film e fumetti, entrando prepotentemente a far parte del lessico della cultura popolare.

Il prossimo anno Bethesda festeggerà ben 25 anni di squartamenti e massacri. Venticinque anni di mod, armi, demoni, budella e la fan base più ardente e incrollabile che abbia mai calcato il suolo di Phobos. Che abbiate fatto le ossa nel ‘93 o messo piede all’inferno per la prima volta con DOOM (2016), gli sviluppatori chiedono ad ogni fan del passato, presente e futuro di unirsi ai festeggiamenti verso uno dei franchise più iconici di sempre.

Trailer ufficiale del 25° anniversario della serie:

 

Entrate nel fan club ufficiale per ricevere, al lancio di DOOM Eternal, un’esclusiva Skin Zombie DOOM Slayer. Nelle prossime settimane, tieniti aggiornato per scoprire come partecipare all’evento Year of DOOM e per avere informazioni sui contenuti esclusivi, le ricompense, gli eventi, i contest e molto altro ancora.

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Project Warlock sbarca domani su Steam

Buckshot Software ha annunciato per domani il debutto su Steam di Project Warlock, fps indie vecchia scuola uscito a metà ottobre su GOG.com. Lo abbiamo recensito proprio qui, accogliendolo favorevolmente.

Il titolo sarà dunque disponibile al prezzo di circa 11 euro, pronto a fare nuovi proseliti fra gli appassionati di sparatutto degli anni ’90, titoli ai quali Project Warlock è fortemente ispirato. Il gioco, scopriamo dalle parole del lead developer Jakub Cislo, ha venduto 10.000 copie in tre settimane, superando qualunque aspettativa.

Il lancio su Steam sarà accompagnato anche da una nuova patch, naturalmente in contemporanea su tutte le piattaforme.

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Project Warlock, Recensione

Il mercato dei titoli indipendenti rappresenta, ormai da diversi anni a questa parte, il giardino ideale nel quale far fiorire produzioni medie e piccole che strizzano l’occhio ai titoli più attempati. E la cosa vale ancor di più se parliamo dell’era risalente alla metà degli anni ’90: un’epoca storica che ormai, nella percezione dei più, è salita alla ribalta come un periodo di grandi sconvolgimenti tecnologici, esperimenti azzardati e produzioni indimenticabili, da Doom a Metal Gear Solid. Che poi tale prospettiva sia storicamente realistica o solo una romantica e nostalgica mitizzazione dei tempi andati, poco importa

Perché proprio agli shooter “di una volta”, meglio se sviluppati mediante il mai troppo osannato Build Engine, si ispira Project Warlock. Tra Doom, Heretic, Blood e Wolfenstein 3D, il gioco firmato da Buckshot Software vuole recuperare, secondo le stesse dichiarazioni del giovanissimo lead designer Jakub Cislo, tutte quelle tendenze e pulsioni che contraddistinguevano gli fps dei tempi andati. Il che vuol dire, naturalmente, velocità di corsa sovrumane, decine di nemici a schermo, azione senza pause, zero (o quasi) storia di sorta.

GET PSYCHED!

Disponibile su Pc, al momento in esclusiva temporale su GOG.com, Project Warlock si presenta subito al giocatore con una dichiarazione d’intenti che non lascia dubbio alcuno: un’illustrazione a tutto campo del nostro protagonista, il warlock del titolo, impegnato a combattere le orde del male. Insomma, un riferimento nemmeno troppo velato alla celeberrima copertina del primo Doom.

Ad accompagnare, v’è una traccia heavy metal che ricorda, per toni e sonorità, le epiche composizioni della serie Quake, firmate Trent Reznor e Sonic Mayhem. Parla dunque con il cuore in mano, Project Warlock. Senza nascondersi dietro un cespuglio, affermando con convinzione e assoluta mancanza di vergogna i propri modelli di ispirazione, e preparando programmaticamente il giocatore al genere di carneficina che potrà aspettarsi.





E in effetti, si clicca sul pulsante “Nuova Partita” e subito si entra nell’azione, senza andare troppo per il sottile. In Project Warlock, infatti, la trama è pressoché quasi del tutto assente, raccontata – proprio come i suoi antesignani – esclusivamente mediante brevi testi nelle schermate di caricamento. Scopriamo dunque che l’innominato protagonista deve sconfiggere la progenie infernale attraversando cinque tipi di ambientazioni lungo diverse epoche temporali. Partendo, dunque, da un oscuro medioevo gotico per arrivare all’inferno, passando per l’Antartico e l’antico Egitto, attraverso ben 60 livelli di azione pura e semplice. Come fa a farlo? Irrilevante. Approfondimento psicologico? Praticamente nullo.

Non si tratta, insomma, di un titolo certo consigliabile a chi cerca una robusta componente narrativa. Nei primissimi minuti di Project Warlock si entrerà nel laboratorio del protagonista, che fa da hub generale e permette subito di dare un’occhiata al sistema di potenziamento di armi e incantesimi – sul quale torneremo più tardi – e di selezionare il livello da cui partire. Senza troppi fronzoli, come si diceva.

COME GET SOME

Il gameplay, come ci si può immaginare da tali premesse, è semplice, funzionale, diretto e brutale come un colpo ravvicinato di fucile a pompa. Le somiglianze più marcate si ravvisano con gli FPS pre-Quake II, uno dei primi shooter ad introdurre un sistema complesso di obiettivi. Prima di tale spartiacque, infatti, il genere si contraddistingueva per la ricerca forsennata di chiavi di diverso colore per aprire le corrispondenti porte, arrivando poi alla fine di livelli piuttosto labirintici ma sufficientemente lineari.

E così è pure con il titolo di Buckshot Software: si parte all’inizio dello stage, si procede per le varie zone massacrando qualunque pixel si muova, si raccolgono chiavi blu, gialle o rosse, si premono pulsanti, si aprono porte e si arriva alla fine del livello. Punto. Fine. Il design estetico e strutturale, come detto, riprende la migliore tradizione del genere, ricodificando in chiave moderna prevalentemente quel tipo di soluzioni che si potevano trovare nei titoli costruiti con il Build Engine, da Duke Nukem a Blood.

Ciò vuol dire, per esempio, una estetica caratterizzata da una percezione più “2D e mezzo” piuttosto che vero 3D, così come l’utilizzo di alcune particolari tecniche di prospettiva, come i corpi che ruotano allo spostarsi del giocatore.

A questa percezione contribuisce il design estetico, che fa della pixel art sapientemente utilizzata il proprio punto di forza, il tutto sempre in chiave rievocativa e nostalgica. Gli sprite 2D dei nemici sono sufficientemente definiti e ben animati, le texture dei livelli semplici ma ben modellate; la colonna sonora retrò, ad onor del vero, è un po’ altalenante, e alcuni bug grafici affossano un po’ l’impatto tecnico complessivo. Considerando, tuttavia, il budget complessivo del gioco, drammaticamente basso, un risultato di questa qualità era comunque insperato.

A mancare, in Project Warlock, è però la varietà, proprio per le sue ispirazioni strutturali: che sia per incapacità dei designer stessi, per effettiva scarsità tecnica dei tool, o per un eccesso di zelo nella propria visione “archeologica”, gli stage si sviluppano seguendo sempre gli stessi stilemi. Manca, per esempio, una verticalità che sarebbe stata più che benvenuta, dato che i livelli si sviluppano quasi sempre sul piano orizzontale; oltre ad essere, nella maggioranza dei casi, davvero troppo chiusi e limitati nella loro espansione. Mancano, insomma, quelle grandi arene che avevano reso gli scontri dei vari Serious Sam così epici e frenetici.

Assente è una vera complessità delle conformazioni, che non riesce a sopperire ad una certa banalità del level design complessivo. E non si può fare a meno di notare come, lungo gli oltre 60 stage, siano ben poche le cose che cambiano: le ambientazioni, insomma, nonostante siano situate in tempi e luoghi diversi, presentano sempre le stesse cose da fare. Cercare le chiavi, aprire le porte, arrivare al portale finale, come già spiegato.

Occasionalmente, bisognerà combattere contro giganteschi boss, che inevitabilmente marcano la fine di un determinato periodo temporale. Tali scontri sono invariabilmente ambientati in arene molto grandi (le uniche del gioco, in effetti) e ricche di power-up di ogni sorta, lasciando quindi al giocatore solamente il compito di far cantare le proprie bocche da fuoco preferite, preferibilmente con un sapiente utilizzo di tecniche di movimento classiche come lo strafe laterale. Ciò, però, poco modifica l’impatto complessivo dell’esperienza, che giocoforza risulta, dopo un po’, abbastanza ripetitiva. E questo nonostante la durata media si assesti su cifre piuttosto basse, ovvero nell’ordine delle 6-8 ore di gioco totali.





ULTRA-VIOLENCE

Per fortuna, Project Warlock riesce a sopperire, quanto meno in parte, a tali mancanze grazie ad un robusto sistema di combattimento, che come in Heretic e Hexen – di nuovo, altri riferimenti nel calderone – mescola armi più tradizionali e magie di vario tipo. L’eroe senza nome ha, infatti, a sua disposizione un vasto campionario di moderne sputafuoco, partendo da pistole e mitragliette, passando per balestre e candelotti di dinamite, per arrivare a minigun, lanciarazzi e persino una railgun (poteva forse mancare?).

L’altra faccia del combat system è rappresentata dalla decina circa di incantesimi che è possibile utilizzare spendendo una certa quantità di mana, da rigenerare poi con i dovuti power-up. Tali stregonerie si ottengono nel corso del gioco, e variano per complessità, capacità offensive o difensive e utilità: e di nuovo, tra scudi che diminuiscono i danni in arrivo, tempeste elettriche, la possibilità di illuminare i dintorni, e la capacità di congelare i nemici, sembra non manchi proprio nulla al repertorio di uno stregone degno di questo nome.

Ora, mentre le magie possono essere esclusivamente acquistate, l’arsenale vero e proprio può essere invece potenziato, come accennato, all’inizio di ogni serie di livelli, tramite un laboratorio nel quale si possono spendere i punti potenziamento trovati in giro negli stage. È anche presente un sistema di livelli per il protagonista, invero piuttosto basilare, grazie al quale potremo migliorare alcune caratteristiche come la salute e la forza in mischia, e scegliere alcune perk dotate di specifici vantaggi. Queste ultime variano per efficacia e utilità, da una maggiore velocità di corsa (abbastanza inutile, dato che già normalmente si è già sufficientemente rapidi) alla capacità di ottenere mana raccogliendo le anime dei nemici caduti.

La cosa interessante è che ogni arma potrà essere migliorata in due modi diversi e mutualmente esclusivi: la pistola di base può, quindi, diventare un potente revolver di grosso calibro oppure una pistola di segnalazione con la quale incendiare i nemici. Allo stesso modo, la mitragliatrice a canne rotanti può essere sviluppata ulteriormente per trasformarsi in una torretta fissa, oppure per sparare automaticamente senza attendere la rotazione delle canne. Saper scegliere la giusta variante tattica fra le due possibilità permette, quindi, di sviluppare un proprio stile di gioco personale.

HURT ME PLENTY

Le parole d’ordine del gameplay sembrano, quindi, essere brutalità, velocità, nessun compromesso. E in effetti, quando le circostanze sono giuste, in Project Warlock ci si diverte parecchio, tra decine di nemici a schermo da far fuori in ogni modo possibile e un ritmo di gioco elevatissimo. Il feeling delle armi è eccellente, soprattutto grazie agli ottimi campionamenti sonori, gli sprite dei nemici rispondono bene ai colpi, il sangue e le budella abbondano; insomma, tutto è come dovrebbe essere.

È un peccato, dunque, che diversi elementi costituiscano delle vere e proprie spine nel fianco, che impediscono al gioco di raggiungere quell’eccellenza che vorrebbe così disperatamente imitare.





A parte le lacune del level design, già spiegate, ciò che affossa tutti i buoni propositi di Buckshot Software è soprattutto la bassa difficoltà complessiva anche al livello più alto selezionabile, cosa che, insieme al bilanciamento tutt’altro che perfetto, rende la gran parte dell’esperienza molto più vuota di quanto, legittimamente, dovrebbe essere.

Negli ultimi livelli ci siamo ritrovati, per esempio, ad utilizzare una sola arma, particolarmente potente, in accoppiata con un incantesimo che permetteva di rigenerare costantemente le munizioni. E la noia, ne consegue, è presto subentrata, e per un titolo di questo genere ciò rappresenta nulla di meno che una condanna a morte. A poco è valsa la presenza di alcuni meccanismi che, in teoria, dovrebbero costituire un fattore di sfida aggiuntivo, come le vite limitate e l’assenza di quicksave (si salva solo nel laboratorio).

COMMENTO FINALE

Tra rievocazione storica e nostalgia a dosi misurate, ma anche una certa voglia di dire la sua, Project Warlock si pone, quantomeno nelle intenzioni, come un must per tutti coloro che sono cresciuti a pane e Shadow Warrior, e similari.

I fan del Duca e di tutte le icone degli sparatutto anni ’90 sapranno senza dubbio apprezzare l’elevatissima velocità di esecuzione, la brutalità dell’azione e le innumerevoli influenze dai grandi del passato

Ma anche il fan più accanito dovrà fare i conti con delle oggettive lacune, alcune forse risolvibili con il dovuto lavoro di patching, altre invece insite nella stessa natura nostalgica dell’operazione.

Il level design insicuro e traballante e una difficoltà assolutamente deficitaria riescono, quasi da soli, ad affossare un esperimento che, in un clima di sviluppo più lungimirante, avrebbe forse potuto legittimamente costituire un nuovo classico moderno.

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Quake Champions, un milione di partite al Portale Vacuo

L’evento speciale Portale Vacuo di Quake Champions è stato un successo.  I giocatori hanno fatto più di un milione di partite da quando è iniziato il tutto, ovvero due settimane e mezzo fa per festeggiare l’introduzione di questa nuova modalità a squadre.

Bethesda premia così tutta la community dell’fps competitivo. Il nuovo campione Athena è stato sbloccato per tutti gratuitamente, anche per chi non possiede il Pacchetto Campioni.

E chi è già in possesso di Athena non deve temere: a loro viene assegnata la rarissima skin mimetica della storia del personaggio, ovviamente gratis.

Nelle prime fasi dell’evento Portale Vacuo Bethesda ha assegnato la skin tentacolare per tutte le armi iniziali come premio per l’accesso; la mitragliatrice pesante Annientatrice per il completamento di 100.000 partite; e la skin della storia di Scalebearer per il completamento di 500.000 partite.

COS’È LA MODALITÀ PORTALE VACUO?

Questa recente modalità di Quake Champions a obiettivi vede scontrarsi due squadre di quattro giocatori in un’intensa competizione di attacco e difesa. I giocatori entrano con tutte le armi, salute e corazza al massimo. Mentre una squadra attacca per chiudere il Portale Vacuo, l’altra squadra deve difenderlo. Senza possibilità di rientro, abilità e strategia sono cruciali per conquistare il round,

Quake Champions è ora disponibile gratuitamente in accesso anticipato tramite Bethesda.net e su Steam. Il pacchetto speciale Scalebearer, che comprende una statuetta del signore della guerra galattico, un’esclusiva skin Oni per Scalebearer e altre ricompense di gioco, si può prenotare anche presso GameStop.

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Call of Duty: Black Ops IV, Recensione

Call of Duty è una di quelle serie ludiche destinate sempre e comunque a far discutere e a dividere l’opinione pubblica: di fatto, ogni gioco di questa saga o lo si ama, o lo si odia, quasi mai senza vie di mezzo. La conferma la si è avuta anche quest’anno, con l’uscita sul mercato di Black Ops IV, l’ultimo capitolo della serie, il primo nel quale manca totalmente una campagna single player.

Una scelta che, appunto, ha fatto molto discutere i fan, divisi tra quelli che amavano la modalità e coloro che invece la giocavano solo come contorno, prima di tuffarsi “anima e core” nelle varie modalità multigiocatore. Proprio verso questi ultimi Treyarch e Activision, evidentemente attenti al mercato e alle mode, hanno deciso di indirizzare la loro ultima fatica, che come scritto prima elimina la campagna in favore di un’offerta multiplayer più ricca che mai, all’interno della quale è disponibile pure un’interessante modalità Battle Royale.

Ecco quindi la nostra recensione Di Call of Duty: Black Ops IV su PS4. Buona lettura.

LO SPECIALISTA

Call of Duty: Black Ops IV “parte” proponendo una serie di tutorial narrativi legati al passato dei dieci specialisti del gioco.

Già visti in numero minore e caratteristiche differenti in Call of Duty: Black Ops III, questa categoria di personaggi come vedremo meglio più avanti aggiunge ulteriore pepe al sistema di combattimento del gioco.

Ad ogni modo, sono disponibili in una modalità offline chiamata Quartier Generale Specialisti, dove ciascuno di loro viene impegnato in una breve sezione d’addestramento. Questo è seguito da un filmato introduttivo e da un vero e proprio combattimento contro dei bot. La sezione è utile per prendere confidenza col gioco e con le sue meccaniche prima di tuffarsi a capofitto nelle partite online, anche se in linea di massima il feeling con i comandi per chi ha giocato ai vecchi Call of Duty rimane intatto. Molti dei contenuti disponibili in questa area, infatti, replicano a grandi linee quelli del multiplayer: ritmo incalzante, tanta varietà e le giuste trovate create ad hoc per ravvivare situazioni usuali.

Ma questo è solo un assaggio. Call of Duty: Black Ops 4 offre infatti tre diverse modalità principali di gioco: Multiplayer, Zombi e Blackout. Cuore pulsante della produzione è il comparto multigiocatore, che propone otto modalità e un sistema di gioco estremamente “semplice”, ma al contempo ricco di possibilità e combinazioni.

Eliminati super-salti, jetpack e camminate sui muri si ritorna al combattimento classico, quello duro e “piedi a terra” dei capitoli passati. I combattimenti si svolgono sulla falsariga dei precedenti capitoli della saga, anche se gli sviluppatori si sono impegnati per rendere gli ambienti più ricchi in termini di verticalità e ancora più variegati gli scontri.

In tal senso un ruolo importante lo recitano i sopracitati Specialisti, soldati dotati di un’abilità e una mossa speciale a tempo specifici, più un gadget personale. Tale qualità è però legata al sistema “Pick 10”, la possibilità cioè di scegliere dieci tra perk, potenziamenti e modificatori ed equipaggiarli per definire una Classe. Armi, ottiche, granate e addirittura le “Killstreak” possono essere tutte equipaggiate in modo libero, a patto di avere i relativi punti necessari per il loro sblocco.
Ebbene, fino a quando l’equipaggiamento speciale che caratterizza l’abilità dello Specialista è equipaggiato, la sua adozione è gratuita, ma nel momento in cui si decide di sostituirlo con un accessorio “normale”, viene consumato uno dei dieci punti a disposizione per creare una classe.

Sul campo, la presenza degli Specialisti aggiunge maggiore strategia all’impianto costruito da Treyarch, come accennato prima, soprattutto nel gioco di squadra, visto che alcuni “poteri” sono molto utili in qualsiasi circostanza, altri solo in alcune modalità e il giocatore è spinto quindi a trovare, a seconda degli scenari, la giusta combinazione di elementi nel gruppo per superare al meglio ciascuna sfida. Proprio per adeguarle alla loro presenza, il team di sviluppo ha lavorato molto sulle mappe. In Black Ops IV ce ne sono quattordici, in un pacchetto adatto per tutti gli stili e le modalità di gioco.

Ci sono scenari ideali per imboscate, e più in generale per frenetiche partite di Deathmatch, altre piene di punti di accesso, defilamenti e zone “calde” da dove godere di un buon punto di cecchinaggio o da affrontare correndo impazziti tra strette viuzze. Altri campi da gioco sono progettati su più livelli, e dotati di una spiccata verticalità capace di garantire un approccio per tutte le tipologie di giocatori. Altre novità in ambito gameplay sono la nebbia di guerra, un effetto che oscura porzioni della mappa sul piccolo radar di riferimento, mostrando solo zone circoscritte intorno ai giocatori costretti a quel punto a sfruttare la comunicazione di squadra e il piazzamento degli uomini, un miglior rinculo dell’arma e l’eliminazione della rigenerazione automatica della salute, sostituita da un sistema di recupero vita manuale delegata a un’abilità.

MODALITÀ ZOMBI

Anche la modalità Zombi mantiene una struttura simile a quella delle passate edizioni, ma viene proposta in ben tre modalità e con qualche piccola ma interessante novità, a cominciare dalla presenza della modalità Rush, che offre un’alternativa arcade alle meccaniche principali, incentrando tutto sul punteggio, sulla velocità d’azione e su quel pizzico di competizione nel rubare potenziamenti e moltiplicatori ai compagni per vincere.

Quella classica, invece, rimane la stessa, con una sorta di avventura condita da dialoghi piuttosto fuori di testa dove i personaggi lottano per sopravvivere e progredire, attivando trappole improvvisate o utilizzando postazioni fisse per eliminare i morti viventi e accumulare quindi punti, coi quali ottenere nuovi accessori, elisir e talismani. Ogni personaggio è dotato di un ruolo e di tratti offensivi e difensivi specifici che coinvolgono tutto il team, per cui si agisce insieme nel più classico gioco di squadra.

Dulcis in fundo, attraverso le opzioni si può intervenire sul livello di difficoltà e su alcuni modificatori che vanno a incidere sull’esperienza, personalizzandola al massimo. Il tutto è tenuto insieme da una trama come sempre un po’ fuori di testa: Scarlett Rhodes sta indagando sulla misteriosa scomparsa del suo eccentrico padre, e con l’aiuto di tre fedeli reietti dovrà viaggiare nel tempo per affrontare ondate di non morti e scoprire una preziosa reliquia dotata di uno straordinario potere capace di minacciare tutta l’umanità.

Questa sessione di gioco funziona e diverte, soprattutto in co-op, e a noi è piaciuta particolarmente la modalità zombi intitolata “Viaggio disperato”. Per la cronaca, una quarta mappa chiamata Classified è disponibile come bonus all’interno del Season Pass del gioco: si tratta del remake dell’originale Five di Call of Duty: Black Ops ambientata al Pentagono.

LA BATTLE ROYALE

Blackout è invece la modalità battle royale del gioco, e riunisce personaggi, ambientazioni, armi ed equipaggiamenti di tutta la serie, all’interno della più grande mappa mai realizzata in Call of Duty. Essa è in grado di ospitare fino a un centinaio di giocatori: come ambientazioni gli sviluppatori si sono ispirati ai luoghi iconici dei precedenti capitoli come Nuketown, Firing Range e Raid, mentre in termini strutturali, a prodotti come Playerunknown’s Battlegrounds, personalizzando il tutto con lo stile di CoD per realizzare una modalità divertente e immediata, ma al contempo capace di regalare soddisfazioni agli utenti più abili e preparati a livello di tattica, strategia e scambio di colpi.

Si può giocare in singolo, con un amico (coppie) o con un’intera squadra (quartetti) poi, una volta lanciatisi da un aereo con una tuta alare e scelto il luogo ideale della mappa dove atterrare, iniziare il combattimento.
Non prima ovviamente di essersi procurati armi ed equipaggiamento negli edifici incrociati.

La modalità funziona piuttosto bene, offre diversi spunti per partite divertenti e imprevedibili (ci sono delle missioni alternative che si attivano a partita in corso, utili magari per sbloccare altri personaggi o ottenere particolari bottini), ma manca ancora di qualcosina a livello di contenuti per essere davvero completa. E qui subentra l’unica perplessità al riguardo del gioco in generale: data la sua natura puramente online, quanto durerà il supporto? E questi sarà quasi esclusivamente a pagamento, pesando ulteriormente sulle tasche dei giocatori, o i contenuti saranno in buona parte a titolo gratuito?

Ad ogni modo, controlli alla mano le sparatorie risultano piacevoli grazie anche a un arsenale che propone le tantissime armi della saga. La loro distribuzione casuale sulla mappa è abbastanza oculata, così come quella di kit medici, armature, power-up, munizioni e accessori. Sono tutti elementi che al momento giusto possono spesso fare la differenza in battaglia.
Come del resto gli zombi, presenti in alcune aree, variabile impazzita pronta a divorare chiunque osi avventurarsi dalle loro parti. Ma non possiamo chiudere questa nostra recensione senza gettare prima uno sguardo  all’aspetto tecnico del prodotto.

Da questo punto di vista il gioco è caratterizzato da una grafica pulita e da una buona fluidità generale a 60Fps, con solo qualche lieve calo di frame rate in Blackout. Ma questo va a discapito di un abbassamento tangibile del dettaglio e della pulizia, con texture non sempre all’altezza e aliasing spalmato a schermo che gravano molto sulla qualità totale delle immagini. Per non parlare dei modelli dei protagonisti non di altissimo livello, così come le loro animazioni che risultano un tantino legnosette a vedersi.

Eppure nonostante tutto ciò,  Call of Duty: Black Ops IV resta abbastanza valido dal punto di vista estetico generale. Questo grazie al buon utilizzo degli effetti di luce e di quelli particellari. Al pari della colonna sonora, delle voci e degli effetti audio, decisamente buoni seppur nella media.

COMMENTO FINALE

Call of Duty: Black Ops IV si conferma sui livelli di eccellenza del passato per il multiplayer grazie a un comparto come al solito ricco di contenuti, ben ingegnato e molto divertente.

Eliminata la campagna per singolo giocatore, il team di sviluppo ha incrementato l’offerta online con una mole più che abbondante di modalità multigiocatore.
La giocabilità, poi, è quella classica della serie, con in più qualche aggiunta che non stravolge l’impianto strutturale di certe meccaniche, ma dona comunque una maggiore profondità tattica e strategica alle sfide, complice la figura dei cosiddetti specialisti, senza per questo mettere da parte l’azione personale. In più ci sono gli zombi con tre modalità molto divertenti e impegnative e una inedita Battle Royale ben concepita, seppur bisognosa ancora di qualche intervento per limarne alcune piccole imperfezioni.

Gli unici dubbi riguardano invece il costo a nostro modo eccessivo del prodotto, considerandone la natura. Ed il timore che il supporto da parte di Activision non sia poi costante e lungo come promesso, e necessiti di ulteriori spese da parte dell’utenza.

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Call of Duty: Black Ops 4 è disponibile

Oggi è il day one di Call of Duty: Black Ops 4. La serie fps di Activision torna con un nuovo capitolo firmato dagli sviluppatori di Treyarch che debutta oggi in tutto il mondo su Pc, PS4 ed Xbox One.

Vediamo il trailer di lancio.

Rob Kotish, di Call of Duty, ha detto:

Call of Duty: Black Ops 4 offre un straordinario schieramento e una grande quantità di contenuti su Multiplayer, Zombi e Blackout, e il lancio del titolo segna solo l’inizio di un incredibile viaggio. Quando scegli un gioco Black Ops, sai di avere scelto qualcosa che giocherai per molto tempo, ma Black Ops 4 arriva ad un livello completamente nuovo. L’impegno del team è chiaro: non importa che tipo di giocatore sei, ci sono un sacco di contenuti da sfruttare e c’è ancora molto da fare per tutti nella community. Black Ops 4 è diverso da qualsiasi cosa Treyarch abbia mai creato e pensiamo che i fan si divertiranno un sacco.

Dan Bunting, uno dei capi di Treyarch, lo studio che sviluppa il gioco, ha sottolineato:

Abbiamo reso disponibile Multiplayer prima che mai, messo più Zombi al Day One rispetto a qualsiasi altro gioco, tenuto due Beta, e nel frattempo la risposta della community di Black Ops è stata a dir poco incredibile. La nostra missione era quella di costruire un gioco da zero che permettesse ai fan di divertirsi insieme e giocare l’uno con l’altro in modi nuovi, ed è proprio quello che abbiamo fatto; il lancio di Black Ops 4 è solo l’inizio, vogliamo sostenere questo gioco nel lungo termine.

Mark Gordon, altro capo di Treyarch, ha parlato della versione Pc:

L’ambizione che guida gli sforzi dello studio non finisce qui. In effetti, è stato uno lavoro colossale: creare una versione unica di Battle Royale con Blackout, uscire su Pc con Beenox e lavorare con Blizzard per portare il gioco su Battle.net per la prima volta, ci siamo spinti molto oltre rispetto a qualsiasi altro gioco che abbiamo mai fatto. Questo significa molto e crediamo che si percepisca. Abbiamo sviluppato i giochi Black Ops per dieci anni e non ho mai visto lo studio creare qualcosa di queste dimensioni.

CARATTERISTICHE 

Il gioco offre tre diverse modalità di gioco: Multiplayer, Zombi e Blackout. La modalità multigiocatore offre coraggiosi combattimenti a terra, nell’esperienza di squadra più tattica della serie Black Ops fino ad oggi. Presenta il ritorno del famoso sistema Pick 10, insieme a una serie di innovazioni per il controllo delle armi, il flusso di combattimento, la rigenerazione della salute e il movimento del giocatore. Black Ops 4 offre anche una combinazione di Specialisti nuovi e classici, ognuno con le proprie attrezzature e stili di gioco, che consentono ai giocatori di essere potenti da soli, ma anche di essere devastanti come squadra che lavora insieme.

Festeggiando l’anniversario di 10 anni di Call of Duty Zombi, Call of Duty: Black Ops 4 presenta una nuova esperienza Zombi che è la più grande offerta al Day One nella storia del franchise, con tre esperienze Zombi complete al lancio: IX, Voyage of Despair e Blood of the Dead. Con l’azione più personalizzabile ad oggi, la modalità introduce nuovi sistemi per la creazione e il completamento di sfide nella community e sistemi social progettati per far collegare i giocatori.

Call of Duty: Black Ops 4 presenta Blackout, una nuovissima modalità Battle Royale che riunisce personaggi, ambientazioni, armi e equipaggiamenti di tutta la serie in combattimenti di sopravvivenza a tutto campo, con il distintivo gameplay di Black Ops. Blackout include veicoli terrestri, marittimi e aerei, e offre una varietà di personaggi nuovi e classici con cui giocare, inclusi personaggi della campagna come Mason, Reznov e Woods; personaggi di Zombi come Richtofen e Takeo, e Specialisti come Crash, Battery e Seraph, solo per citarne alcuni. Nella vasta mappa di Blackout, la più grande nella storia di Call of Duty, i giocatori combatteranno in luoghi ispirati alle mappe preferite dai fan come Nuketown, Firing Range, Raid, Cargo e altre ancora.

STAGIONI ESPORT

L’uscita di Call of Duty: Black Ops 4 annuncia anche la stagione più lunga ad oggi negli Esports Call of Duty con 6 milioni di dollari in palio per la stagione. La Call of Duty World League prenderà il via con il primo evento open LAN della nuova stagione dal 7 al 9 dicembre, a Las Vegas. Per ulteriori informazioni, visitare CallofDuty.com/CWL.

In concomitanza con l’uscita del giocoCall of Duty  Endowment ha dato il via alla sfida #CODNATION, un evento benefico di tre giorni in diretta con Black Ops 4. Conosciuto in passato come Race to Prestige, lo stream annuale annuale riunisce una serie di personalità dei videogiochi in una maratona di gioco a staffetta per una raccolta fondi. Nei suoi nove anni di storia, la community di Call of Duty ha contribuito a supportare l’iniziativa di Endowment che ha permesso di dare lavoro a 50.000 veterani. La sfida #CODNATION è iniziata ieri e continua fino a domani. I fan possono guardare tutti i live su Twitch.tv/TheRace e seguire @CODE4Vets per gli ultimi aggiornamenti e informazioni su #CODNATION.

Inoltre, il lancio è solo l’inizio per Call of Duty: Black Ops 4, che offrirà un flusso costante di contenuti post-lancio per tutte le modalità e una varietà di contenuti gratuiti per l’intera community attraverso un robusto calendario di eventi, disponibili prima su PlayStation 4.

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