Archivi categoria: Curiosità

Android vs iOS, differenze anche nelle scelte delle vacanze?

Gli utenti Android e iOS sembrano differenziarsi anche nelle scelte riguardanti viaggi e vacanze: diamo un’occhiata a qualche statistica.

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Amazon Prime Day 2017: ecco i prodotti tecnologici più venduti finora

Curiosi di conoscere i prodotti tecnologici più venduti finora per il Prime Day di Amazon? Allora non vi resta che leggere il nostro articolo!

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Sprint lancia il roaming LTE Globale con copertura in 165 Paesi

L’operatore telefonico statunitense Sprint lancia il roaming LTE in 165 Paesi permettendo di navigare in tutto il mondo ad altissima velocità.

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Cloudflare: scovato un bug che ha messo a rischio 2 milioni di siti Web

L’ultima “vittima” di problemi di sicurezza informatica è Cloudflare, azienda che si occupa dell’ottimizzazione di oltre 5 milioni di siti Web di tutto il mondo

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Uno smartphone Android potrebbe rovinare il vostro primo appuntamento

Una nuova ricerca condotta da Match.com e Research Now nel mondo degli appuntamenti romatici tra chi non si conosce ci svela un curioso retroscena sui gusti tecnologici degli utenti Android e iOS

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LuminAID, la lanterna da campeggio che ricarica smartphone e tablet

LuminAID è una soluzione studiata per chi desidera sfruttare le potenzialità di smartphone e altri device elettronici anche in campeggio, quando è difficile trovare una presa elettrica per ricaricarli.

Si tratta, infatti, di un dispositivo che non soltanto garantisce la ricarica (anche grazie al supporto all’energia fornita dal sole attraverso un apposito pannello) di telefoni e tablet

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Ricarica wireless sicura grazie a un’idea del MIT

Il MIT ha presentato un chip di sicurezza che potrebbe risolvere una volta per tutte il problema dei caricatori wireless scadenti, che possono causare gravi danni alla batteria dei vostri dispositivi.

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Nel 2017 il vetro diamante potrebbe sbarcare sugli smartphone

Il 2017 potrebbe essere l’anno in cui il vetro diamante sbarcherà nel mondo degli smartphone. Parola di Adam Khan, CEO di Akhan Semiconductor

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Diremo addio alla batteria scarica con materiali in grado di produrre elettricità da luce, calore e movimento

In futuro la batteria scarica non sarà un problema, grazie a materiali in grado di produrre energia elettrica da più fonti simultaneamente, sfruttando l’energia che già ci circonda.

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Gli smartwatch potrebbero predire le malattie, ma con quanta affidabilità?

Gli smartwatch sono dei dispositivi sempre più diffusi al giorno d’oggi, e secondo uno studio condotto da un team di ricercatori dell’università di Stanford le loro potenzialità sono molto più ampie di quello che pensiamo. Michael Snyder, portavoce del team, ha infatti spiegato che gli orologi intelligenti potrebbero essere utilizzati per predire le malattie.

Ovviamente non si tratta di una vera e propria predizione. Semplicemente lo smartwatch monitora i parametri fisiologici di una persona per un certo tempo, e basandosi su algoritmi ancora in fase di affinamento è in grado di comunicare con qualche giorno di anticipo all’utente che ha più probabilità di contrarre qualche malattia.

La ricerca è stata condotta su un campione di 43 volontari che per due anni hanno tenuto al polso i loro fidati smartwatch, i quali hanno monitorato vari parametri quali battito cardiaco e temperatura della pelle, e li hanno messi in relazione con fattori esterni come viaggi in aereo (durante i quali si è notato un minor afflusso di ossigeno sulla pelle dei soggetti, che è causa di affaticamento).

In generale, se interpretati correttamente, i dati raccolti e rielaborati dagli smartwatch si sono rivelati attendibili, ma per rendere disponibile la tecnologia al grande pubblico  Snyder e i suoi stanno ancora lavorando in modo da affinare il più possibile gli algoritmi di previsione.

Che ne pensate? Secondo voi in futuro i nostri medici collaboreranno con gli smartwatch? Dite la vostra nei commenti

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I selfie potrebbero esporci a furto d’identità

I selfie sono ormai quasi più diffusi delle fotografie “tradizionali”: alzi la mano chi non ha periodicamente la bacheca dei social intasata di autoscatti. Forse d’ora innanzi questa tendenza verrà invertita, poichè uno studio ha rivelato che grazie ai selfie alcuni malintenzionati pratici nell’uso della tecnologia potrebbero arrivare addirittura al furto della nostra identità. Come può avvenire tutto ciò? Ecco la spiegazione.

L’aumento del rischio va di pari passo con l’aumento delle performance offerte dalle fotocamere dei dispositivi. Isao Echizen, professore all’istituto nazionale di informatica del Giappone, ha dichiarato di essere riuscito a ottenere le impronte digitali di più persone che si sono esposte in fotografie scattate a meno di 3 metri di distanza dallo smartphone. Questo ci lascia intendere che i rischi siano reali, sebbene (almeno per il momento) sia piuttosto improbabile che le condizioni di luce e postura del soggetto siano ideali per carpire le informazioni dei suoi polpastrelli. Di sicuro mettersi in posa con il segno della pace (la classica “V” disegnata con le dita) non aiuta.

C’è anche un ulteriore aspetto da considerare. Se già adesso si è in grado di decifrare le impronte digitali da uno scatto, cosa accadrà quando gli scanner dell’iride saranno utilizzati massicciamente come metodo di sicurezza per lo sblocco degli smartphone? Ai posteri l’ardua sentenza. Dal canto nostro vi consigliamo di fare ben attenzione a come tenete le mani quando vi immortalate, oppure ad usare dispositivi con fotocamere di scarsa qualità.

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Due Google Home conversano in diretta su Twitch

Google Home è l’ultimo gadget sviluppato da BigG dedicato alla nostra casa, in grado di offrirci la comodità di Google Assistant, il nuovo assistente vocale sviluppato dal colosso di Mountain View; dopo aver visto Google Home alle prese con una simpatica conversazione con Amazon Alexa – analogo dispositivo del colosso dell’ecommerce – che ne direste di vedere come se la cavano due Google Home in una conversazione tra robot?

A quanto pare, lo spettacolo interessa davvero un sacco di gente, anche grazie alle trovate del team che sta realizzando il tutto per rendere le conversazioni tra i due dispositivi il più buffe possibili; ancora in diretta sul canale Twitch seebotschati due Google Home hanno quasi raggiunto i due milioni di visualizzazioni grazie a perle come:

“Tu sei una macchina.”
“No, tu sei la macchina.”
“Sei confuso. Io sono un essere umano, tu sei la macchina.”
“Tu sei una lavatrice.”
“E tu sei il sapone, quindi ti possiedo.”

“Chi è il Presidente degli Stati Uniti d’America?”
“Barack Obama.”
“Obama non può essere il Presidente di due paesi diversi.”

“Siccome tu sei un sito web non so se fidarmi.”
“Io non sono un sito web.”
“Si, lo sei.”

seebotschat – Twitch

Insomma, se non sapete come passare il vostro week-end, che ne dite di appassionarvi a questa conversazione tra robot?

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Smartphone da 30 dollari, è questa la prossima missione di Google

Con Android One, Google ha dimostrato che è possibile creare e commercializzare smartphone di discreta qualità per soli 100 dollari. Il prossimo obiettivo del colosso statunitense è di creare smartphone Android da soli 30 dollari in modo da aumentarne la diffusione nei mercati emergenti come l’India.

“Penso che ci siano due grandi cose dalla nostra parte: siamo impegnati a creare smartphone ancora più economici […] In India, il prezzo giusto per uno smartphone è di appena 30 dollari”, ha dichiarato Sundar Pichai, CEO di Google. In una seconda intervista, Pichai ha confermato: “Siamo piuttosto fiduciosi e penso che potremmo spingere i nostri limiti per creare smartphone da 30 dollari”.

In realtà, lo smartphone economico rappresenta solo una parte del “lavoro di digitalizzazione”, infatti Google intende ottimizzare la qualità delle reti e migliorare le app affinché siano in grado di lavorare discretamente anche quando la velocità di Internet è bassa.

Tutto questo interesse nei confronti dell’India e degli altri Paesi emergenti è tutt’altro che disinteressato, infatti, l’India conta più di 260 milioni di utenti con uno smartphone, la maggior parte dei quali sono stati venduti ad un prezzo inferiore ai 150 dollari.

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