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Resident Evil 2, trailer di lancio

Il conto alla rovescia per il debutto di Resident Evil 2 è entrato nella fase caldissima. Capcom ha pubblicato il trailer di lancio della nuova riproposizione del suo classico uscito originariamente venti anni fa.

Il remake di Resident Evil 2 esordirà il 25 gennaio su Pc, PS4 ed Xbox One con una una versione moderna del capitolo della saga survival horror con un fotorealismo molto spinto, audio coinvolgente, una nuova visuale in terza persona e controlli di gioco modernizzati.

Ritornano gli elementi che hanno reso grande questa serie come il classico gameplay action, l’esplorazione ansiogena e la risoluzione dei puzzle. I giocatori si uniscono alla recluta di polizia Leon Kennedy e alla studentessa universitaria Claire Redfield, che si incontrano durante la disastrosa epidemia di Raccoon City che ne ha trasformato la popolazione in zombie letali. Sia Leon che Claire avranno campagne giocabili separatamente consentendo ai giocatori di vivere la storia attraverso gli occhi di entrambi i personaggi.

Ecco la clip. Buona visione.

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Amiamo il retro perché è storia e cultura

Carissimi lettori, buongiorno. Chi ci segue si sarà accorto che da qualche mese abbiamo iniziato una bellissima collaborazione con Adriano Avecone, uno dei massimi esperti di retrogaming. Il nostro amico ci onora mensilmente (in verità pressiamo da sempre per averne almeno uno ogni quindici giorni), della sua presenza sulle nostre pagine de IlVideogioco.com.

Lo fa con articoli che riassumono le atmosfere degli anni ’80 ed in generale di molti anni fa. È una cosa che a noi piace perché oltre a ricordare vere e proprie perle videoludiche, che spesso e volentieri hanno poi dato il là ad un’evoluzione che ci ha portato ai giorni nostri, ci fa rivivere uno spaccato di anni felici. Almeno per noi. Chi vi scrive, essendo un uomo nato nel ’77, legge con affetto questo o a quell’aneddoto. Ci si ricorda anche del costume dell’epoca e si parla – tra le righe – di quanto fosse bello o difficile quel particolare o di come tecnicamente il gioco si comportasse.

È un po’ come tornare indietro nel tempo. E per di più si fa cultura perché per chi ama i videogiochi è sempre interessante leggere di titoli che ai più oggi non dicono nulla ma che all’epoca hanno scritto la storia. Da pixel animati quasi a mano, a giochi con motori grafici da far paura grazie anche ad hardware sempre più performanti. Ma è la naturale evoluzione che in 40 anni ha fatto passi da gigante. 

La rubrica sta avendo successo sia per visualizzazioni (che per una realtà indipendente come la nostra sono dettagli da non sottovalutare) sia per l’eccelsa qualità di quanto proposto dal nostro amico Adriano Avecone.

Siamo contenti di proporre queste analisi perché ci permettono anche di staccare dalla cronaca quotidiana che ha i suoi ritmi e di offrire ai lettori articoli diversi da leggere. E vi potreste stupire del fatto che esistono anche news di cronaca retro visto che la platea di appassionati videogiocatori è supportata da sviluppatori che ancora oggi producono giochi su vecchie macchine quali C64, Amiga, Amstrad, Spectrum e così via.
Del resto fare cultura fa anche parte del nostro mestiere senza se e senza ma. Articoli che speriamo siano in grado di suscitare domande non troppo retoriche sull’utilità perché per ogni dubbio si può leggere questo editoriale.

Detto questo, vi auguriamo buona lettura.

 

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Anthem, video approfondimento di EA

Electronic Arts ha pubblicato un nuovo trailer su Anthem intitolato This Is Anthem. Si tratta di una video anteprima sul gameplay del nuovo gioco griffato BioWare in uscita tra qualche settimana.

Il primo approfondimento mostra gli spettacolari scenari del gioco e permette di dare un’occhiata particolare alla Storia, alla Progressione e alla Personalizzazione.

Buona visione.

 

 

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I migliori giochi indie del 2018

Continua la nostra carrellata sui GOTY. Vi parliamo di una novità assoluta per noi perché per la prima volta parleremo di migliori giochi indie del 2018.

Siamo un piccolo team che vuole crescere e ci sforziamo sempre di più nonostante i mezzi siano davvero pochini. Vogliamo offrire sempre di più al nostro pubblico e completare al meglio il nostro lavoro. Inoltre ci specchiamo in quello che è il concetto di indipendente.

Il 2018, nemmeno a dirlo, è stato un anno eccellente per le etichette e per i team indipendenti che hanno sfornato diversi giochi di altissimo livello sotto tutti gli aspetti. Qualità, riscoperta del passato – arma primaria degli indie – il tutto condito da una volontà di rinnovarsi sicuramente più ampia rispetto all’industria di settore a tripla A.

Troverete moltissimi titoli menzionati che, nonostante l’ottimo livello, non entrati nella top five a riprova di un anno memorabile.

Detto questo, ecco la nostra top 5 (+1). Buona lettura.

5+1) NEW STAR MANAGER

Il calcio manageriale è uno di quei generi evergreen. Sempre verde e sempre in grado di catalizzare attenzione. La paura più grande in agguato, però, è quella della gestione di tante cose. Non solo le tattiche ma anche i rapporti con giocatori, manager e così via.

New Star Manager, nuovo titolo di Simon Read, riesce a semplificare una moltitudine di aspetti offrendo ai neofiti tantissimi spunti interessanti. Forse anche troppo ma è in grado di catalizzare l’attenzione. Punto forte è l’immediatezza e l’intuitività del gameplay che pur imponendo l’attenzione a più dettagli gestionali come formazioni, gestione squadra ed economica, ampliamento delle strutture sportive, mercato, sponsor e così via, riesce ad essere profondo. La partita, inoltre, permette di fare azioni in diretta giocando in punta di mouse e creando – quando la bravura dei giocatori in campo lo consente – azioni spettacolari. Passa in secondo piano l’assoluta mancanza di licenze, ma i campionati sono tanti ed è possibile anche cambiare nazione per ricominciare un nuovo segmento di una carriera infinita.

Forse con qualche cosa da gestire in più, New Star Manager avrebbe concorso ad altro, ma tutto sommato, è un titolo quasi eccellente, figlio dell’apprezzatissimo New Star Soccer e che merita la candidatura.

5) FOOTBALL TACTICS & GLORY

Strategia a turni applicata ad un campo di calcio. Un’idea quanto semplice quanto geniale. Football Tactics & Glory applica il concetto alla grande grazie ad un gameplay arricchito da molteplici sfumature (anche gdr).

Il gioco è al tempo stesso immediato perché le meccaniche che si intuiscono sono intuibili, ma difficile perché le tante cose a cui pensare si incastrano molto bene. Una sfida ardua ed avvincente. Inoltre il titolo è divertente. Croteam ha davvero fatto centro grazie ad un’idea coraggiosa. Ecco come abbiamo concluso la nostra recensione:

Creoteam propone quindi la sua visione particolare del gioco più bello del mondo. Una scelta coraggiosa che apprezziamo perché vuol dare una ventata di novità. In campo si schiererà la formazione migliore e si darà fondo al proprio acume tattico per vincere partite sempre più complicate con giocatori sempre migliori. I contenuti non mancano, la parte gestionale benché molto più semplice di quella che possiamo trovare in titoli manageriali più famosi è equilibrata mentre in gameplay a turni in campo è un’idea valida ma migliorabile perché poi tende alla ripetitività anche se il numero di colpi e scelte da fare aumenta sempre più con il miglioramento della squadra (ed avversari).

4) UNAVOWED

Una delle migliori avventure grafiche degli ultimi tempi grazie ad un’ottima realizzazione tecnica e ad una trama molto interessante. Unavowed, l’ultima fatica di Dave Gilbert per Wadjet Eye Games, ci offre tantissima carne al fuoco ma anche una bella atmosfera, una buona libertà d’agire, enigmi da affrontare e misteri da svelare con finale multiplo e la possibilità di scegliere tra quattro personaggi. Opzione che avrà la sua importanza: ogni personaggio ha le proprie peculiarità e, quindi, il gameplay della partita in corso subirà le dovute variazioni. Non abbiamo avuto il tempo di recensirlo (speriamo di farlo presto, nostra culpa) ma lo abbiamo provato lungamente e ne abbiamo apprezzato le ottime qualità.

La sua presenza in questa cinquina “allargata” è giustificata da quanto scritto in questo speciale. Gli amanti delle avventure grafiche punta e clicca lo apprezzeranno sicuramente.

3) NANTUCKET

Lo abbiamo eletto miglior titolo italiano dello scorso anno. Ne abbiamo parlato in questo nostro speciale. Una sintesi qui? Va bene: ottimo gameplay (a tratti sopraffino) e dai tratti ipnotici che ricordano i fasti di Sid Meier’s Pirates!, nondimeno Nantucket si fa apprezzare per un eccellente lato artistico.  Di certo non poteva mancare in questa nostra classifica generale degli indie.

2) GUACAMELEE! 2

Drinkbox Studios aveva un compito complicato: riuscire a non far rimpiangere i giocatori dopo l’ottimo Guacamelee. Il Mexiverso è tornato in grande spolvero in estate sempre più colorato, con una nuova trama da seguire e con tante altre cose da fare e conoscere. Un gioco che migliora tutto tutto quello che c’era nell’ottimo predecessore. Aggiungiamo che ha tutti gli ingredienti per l’essere un grande Metroidvania.
Chi ama il genere non può non prendere in considerazione il gioco. Ecco parte del commento finale della nostra recensione.

Si tratta di un videogioco di impostazione platform, aderente ai canoni dettati da Metroid e Castlevania (che danno il nome al genere di riferimento: i Metroidvania). Non lesina fasi d’azione in cui si tramuta in uno spettacolare picchiaduro di scorrimento, il cui progresso permette di arricchire l’arsenale di colpi e combo dei protagonisti, nonché colpi speciali che permettono il raggiungimento di aree altrimenti impossibili da esplorare. Quando non si combatte, si affronta un titolo dalle fasi di piattaforme sopraffine, dove esperienza, tentativi, studio e tempismo la fanno da padroni e alla fine delle ardue prove si trova, oltre alla ricompensa di gioco, un profondissimo senso di appagamento e soddisfazione. Longevo quanto basta (una decina di ore per completarne la storia ed esplorare gli incarichi secondari), include la possibilità di essere giocato da quattro giocatori in contemporanea, anche sullo stesso schermo, ridisegnando almeno un poco tutto l’approccio a combattimenti ed esplorazione, incoraggiando la cooperazione e la combinazione delle forze di ciascun giocatore.

 

1) and the winnter is…  HORIZON CHASE TURBO

Un titolo eccellente, divertente e longevo. Difficilmente Aquiris Studio Games avrebbe potuto fare meglio con il suo Horizon Chase Turbo. L’unica pecca secondo noi è la mancanza di un editor (ma speriamo che arrivi) che avrebbe potuto alzare ulteriormente la valutazione più che lusinghiera che abbiamo dato in sede di recensione su  Pc e PS4.

Horizon Chase Turbo, già tra i candidati nella categoria migliori sportivi/racing, è il nostro trionfatore. I motivi? Beh, eccoli: splendida realizzazione tecnica (grafica low poly da applausi e senza nessun tentennamento), gameplay che richiama i fasti dei classici a 16 bit degli anni ’90, un grado di sfida esaltante e tantissime cose da fare. Horizon Chase Turbo migliora il concetto di capolavori quali Lotus Esprit Turbo Challenge e Jaguar XJ 220.  E lo fa con una classe immensa donandoci due cose importanti: divertimento e tante emozioni.

Questo è il commento entusiastico della recensione PS4 realizzata dal nostro DannyDSC:

Horizon Chase Turbo è un sogno che si avvera per qualunque amante delle gare Arcade, o per un giovinastro che voglia provare sfide che vanno oltre il semplice “save&reload”. È affascinante, veloce, adatto per lunghe sessioni o per brevi e fugaci toccate e fughe. Il framerate su PS4 Pro è perfetto, il sonoro azzeccato, è anche tutto in italiano. Insomma, questi ragazzi (ai quali invitiamo di potersi in futuro cimentare con un’uguale operazione per After Burner) meritano davvero tanta stima e supporto per un gioco venduto a prezzo budget ma completo, appagante e divertente, sempre in grado di proporre sfide.

Parole che confermano la bontà di quanto già fatto su Pc e che suggellano questo risultato per il team indie brasiliano.

Menzioni: Battle Princess Madelyn, Football Tactics & Glory, Sailaway Simulator, Apocalipsis: Harry at the end of the World, Nairi: Tower of Shirin, Haimrik e Warhammer: Vermintide 2.

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Xenon Racer debutta a fine marzo

Il gioco futuristico Xenon Racer ha una data di lancio. Il titolo sviluppato da 3D Clouds debutterà il prossimo 26 marzo sia in digitale che in formato fisico per PS4 ed Xbox One. Su Pc, il titolo sarà disponibile soltanto su Steam.

Per l’occasione, SOEDESCO – publisher del gioco – ha pubblicato un nuovo trailer che mostra tutte e sette le diverse località del gioco, inclusi quattro nuovi tracciati in Nord America, Francia e Cina. Ogni località offre multiple opportunità di corsa, con diversi tracciati che possono essere percorsi in entrambe le direzioni.










Ricordiamo che Xenon Race è ambientato nel 2030, anno in cui sono state inventate le prime macchine volanti e la Federazione Mondiale del Campionato di Corse si sta preparando per una nuova era di competizioni con le macchine ibride. Per dare tempo alle squadre di abituarsi a questa transizione fondamentale, la Federazione ha proclamato una pausa della stagione. Quattro dei maggiori produttori del mondo di macchine elettriche ibride si uniscono e decidono di colmare questo divario organizzando “Xenon”, un campionato da tenere una sola volta per i nuovi guidatori che aiuterebbe a testare una nuova tecnologia con prototipi di macchina che usano una combinazione di elettricità e benzina Xenon.

La Federazione non approva questo campionato clandestino e la mancanza del suo appoggio comporta il non poter utilizzare i soliti tracciati di corsa internazionali. Quindi, l’azione delle corse anti gravità avrà luogo nelle frenetiche strade delle città del mondo, come Shanghai in Cina e Miami negli Stati Uniti. Ci sono corse anche in luoghi più tranquilli; Costa Azzurra in Francia e Lake Louise in Canada.

Tutte queste località sono mostrate nel nuovo trailer.

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DiRT Rally 2.0 un trailer sui contenuti del Mondiale Rallycross

DiRT Rally 2.0 si mostra in un nuovo trailer. Protagonisti sono i contenuti del mondiale di Rallycross che farà parte del gioco in arrivo il 26 febbraio su Pc, PS4 ed Xbox One.

Spazio alla clip, della durata di poco meno di un minuto. Buona visione.

Oltre a tutti i tradizionali contenuti di rally presenti nelle modalità Carriera ed Historic Rally, Dirt Rally 2.0 includerà otto piste della FIA World Rallycross Championship 2018 e nuove location per la serie: Mettet, Silverstone e Circuit de Barcelona – Catalunya. Al lancio del gioco saranno disponibili quattro diverse classi di auto rallycross: le Supercars ufficiali del campionato FIA World Rallycross, RX2, RX Super 1600s e RX Crosskarts. Le nuove Supercars del franchise DiRT Rally includono la Megarel RS RX del team GCKompetition World Rallycross, la Audi S1 EKS RX quattro e la PSRX Volkswagen Polo R Supercar di Johan Kristofferson della FIA World Rallycross Champion 2018.

Paul Bellamy, vicepresidente senior di IMG Motorsports, i promotori della FIA World Rallycross Championship, ha dichiarato:

La partnership con Codemasters ci dà la possibilità di ispirare la prossima generazione di piloti World RX attraverso il nostro impegno con la vasta community di gioco di Codemasters. Con l’uscita di DiRT Rally 2.0, che include otto piste della FIA World Rallycross, siamo in grado di fornire ai giocatori più contenuti di rallycross, come mai prima d’ora. Le innovazioni che Codemasters ha apportato al gioco attraverso effetti visivi migliorati, l’introduzione delle condizioni meteorologiche e il Joker Lap, mettono i fan al centro dell’azione.

Jonathan Bunney, SVP of Publishing presso Codemasters, ha sottolineato:

Lavorare a stretto contatto con IMG e World Rallycross ci ha permesso di creare la più accurata esperienza World Rallycross. Lavorare con i dati ufficiali di riferimento delle piste, avere ottimi rapporti con i team e un accesso ravvicinato ai piloti di incredibile talento ci dà una visione straordinaria di questo sport davvero emozionante e accessibile. Siamo estremamente lieti di avere otto delle piste del World Rallycross nel gioco, con altre ancora in arrivo con i contenuti post-lancio.

Ulteriori circuiti e veicoli del World Rallycross arriveranno dopo il lancio attraverso il season content di DiRT Rally 2.0, inclusa l’introduzione della classe Rallycross del Gruppo B.

Rallycross si configurerà anche come parte dell’offerta multiplayer online di DiRT Rally 2.0, dando agli appassionati l’opportunità di gareggiare con qualsiasi veicoli con i propri amici in sessioni online di otto giocatori.

È stata aggiunta al gioco anche una nuova modalità Rallycross Championship, in modo che i giocatori possano scegliere di concentrare la propria esperienza sulle corse di più auto. I giocatori avranno la possibilità di saltare nell’auto del loro pilota preferito e passare attraverso le manche complete, la semifinale e la struttura finale di un evento ufficiale della FIA World Rallycross nella loro corsa verso la vittoria.

Le versioni fisiche della DiRT Rally 2.0 Day One Edition includono la Porsche 911 RGT Rally Spec insieme agli early unlocks per la Fiat 131 Abarth Rally e Alpine Renault A110 1600 S. I giocatori possono effettuare il pre-order dell’edizione Deluxe e garantirsi l’early access al gioco dal 22 febbraio ricevendo anche i primi due season content post lancio, una volta disponibili.








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Onimusha: Warlords, la classica avventura samurai debutta oggi

La leggendaria avventura samurai di Onimusha: Warlords torna oggi su Pc, PS4, Xbox One e Switch. Lo rende noto Capcom. Ambientato in un mondo feudale pieno di magia, samurai e guerrieri demoniaci, questo classico è da oggi disponibile in formato digitale su tutte le piattaforme moderne, al prezzo di 19,99 euro.

Questa versione di Onimusha: Warlords ripropone l’azione di gioco e la coinvolgente storia che ha caratterizzato l’uscita originale del 2001 – il quale ha venduto oltre 2 milioni di copie globalmente – e include nuove caratteristiche per adattarsi alle necessità delle piattaforme di gioco moderne. Il titolo ora supporta una grafica in alta-definizione, un’opzione video widescreen, il supporto agli stick analogici, una “Modalità Facile” disponibile fin dall’inizio, una nuova colonna sonora e un nuovissimo sistema di achievement in-game (denominati “Onori”).

Per celebrare il rilascio, Capcom ha pubblicato il trailer di lancio che vi proponiamo in questo post in cui potrete osservare gli abili guerrieri Samanosuke e Kaede in azione, mentre si fanno strada verso la vittoria a colpi di lame. Il video mostra anche tutte le moderne implementazioni e le nuove caratteristiche incluse in questa iterazione del titolo.

Onimusha: Warlords segue le pericolose vicende del samurai Samanosuke Akechi e la kunoichi Kaede, in missione per salvare la principessa Yuki da una legione di demoni misteriosi che ha invaso il castello Inabayama. Addentrandosi nel castello però scopriranno i piani malvagi dei servitori di Nobunaga Oda, un terribile Signore feudale resuscitato dai demoni per portare a compimento i loro oscuri desideri. Utilizzando il combattimento all’ arma bianca, il magico Guanto degli Oni e risolvendo puzzle, i giocatori si ritroveranno a sfruttare sia la forza bruta che la creatività per sconfiggere le forze demoniache e salvare la principessa Yuki.

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Medieval Kingdom Wars, Recensione

Qualunque sia il sottogenere dei videogiochi di strategia, l’obiettivo in comune è uno solo: la conquista.

Che arrivi grazie ad una supremazia diplomatica, o ad una lunga ed interminabile guerra che alla fine ci vede vincitori, o tramite un predominio culturale o mercantile, la conquista sarà il nostro obbiettivo finale.

Anche le ambientazioni saranno differenti! Avremo titoli a sfondo storico, fantasy, di fantascienza, guerra moderna, e altri.

Medieval Kingdom Wars, il titolo che il nostro DannyDSC ha provato per noi e recensito, ha come ambientazione quella medievale. Andando nello specifico, il titolo ci porta nella Guerra dei Cent’anni, ed inizia nel 1336, alla vigilia del conflitto che iniziò l’anno dopo.

Il gioco è disponibile da inizio anno sulla piattaforma di Steam ed è sviluppato da Reverie World Studios. Con base ad Ontario, nel Canada, la software house vanta già due titoli alle spalle, Kingdom Wars (Ex Dawn of Fantasy) e Kingdom Wars 2. Il terzogenito riuscirà a far centro?

Vi lasciamo alla nostra recensione. Buona lettura.

STUDIAMO UN PO’

Medieval Kingdom Wars è un grand strategy game. A questo genere, appartengono tutti quei titoli strategici dove la parte militare è preponderante. Ma non direttamente collegata allo sviluppo e alla produzione di unità e armate. In questo genere di giochi, quello che conta maggiormente, è il “teatro delle operazioni”, ossia la mappa. Dato che il titolo è un indie, per darvi un’idea su cosa siano i grand strategy games, vi citiamo giochi quali la serie di Hearts of Iron (II Guerra Mondiale), e la famosissima Europa Universalis (Rinascimento).

Reverie World Studios ha però deciso di differenziarsi, sviluppando un prodotto che avesse un’identità propria, portando la sua creatura ad essere un grand strategy game con elementi rts (strategia in tempo reale) presi dalle serie Total War, Lords of the Realm 2 e qualcosina da Age of Empire.

Quindi non si tratta di un classico gioco di strategia dove muoveremo armate solo sulla mappa di gioco, ma potremo anche entrare “realmente” nel teatro delle operazioni, guidando i nostri eserciti e sviluppando mezzi d’assedio in tempo reale. Un bel po’ di carne al fuoco!

INCHIOSTRO E CALAMAIO






Prima di buttarci su quello che il gioco ha da offrire, spendiamo due parole sulla traduzione, visto che Medieval Kingdom Wars è interamente sottotitolato in italiano. Ad oggi, il genere degli strategici conta sempre meno titoli localizzati nella nostra lingua, ma anche titoli di generi differenti come i city builder (date un’occhiata a Cities Skyline) hanno abbandonato il nostro paese, favorendo localizzazioni di paesi emergenti ma che hanno più mercato, quali per esempio la Polonia.

L’ultimo esponente di questa categoria è sicuramente Anno 2205, che anche se non è una perla unica, rimane una prova tangibile di quanto il nostro paese conti poco nel panorama internazionale. Di discorsi su cosa sia giusto, cosa si dovrebbe fare, cosa no, si è parlato fino allo sfinimento. Ci teniamo a ringraziare Reverie World Studios per non essersi dimenticati di noi, ed anche se la traduzione italiana non è perfetta, la software house merita il giusto credito per una scelta che altri definirebbero “coraggiosa”.

COTTA DI MAGLIA E STENDARDO



Avviato il gioco, prima di addentrarci nella campagna, modalità principale di Medieval Kingdom Wars, scegliamo di seguire il tutorial, così da capir meglio le meccaniche di gioco e prendere confidenza con i vari comandi.

Il tutorial è sviluppato attraverso dieci scenari che seguono il corso di una storia che inizia nel 1336 e che ha come protagonista il fratello del Re di Francia. Scappando dalle lande della Scozia, farà ritorno alle terre natie, con le armate inglesi che si preparano alla guerra.

Interessante la scelta di sviluppare gli scenari come fossero l’avventura di una “guerra mai raccontata”, è piacevole ed appassiona. Il tutorial inizia con la presentazione della mappa tattica, posizione dove andremo a muovere le nostre truppe in tempo reale, commerceremo in materie prime, svilupperemo contatti diplomatici, e miglioreremo le nostre città. Durante le varie fasi del tutorial che seguiranno le avventure del nostro eroe, prenderemo anche confidenza con la parte RTS che ci preparerà alle battaglie e agli assedi.

MAPPA TATTICA



Come in altri grand strategy games, la mappa europea è ben rappresentata nel suo contesto storico. In alto troviamo i dati relativi al mese, all’anno, e abbiamo anche il susseguirsi delle stagioni (con tutti i malus/bonus che comporta al movimento delle truppe e durante le battaglie). A sinistra abbiamo i dati relativi alla tesoreria, ossia alla “vil moneta”. Elemento indispensabile che ci permetterà l’addestramento di truppe ed il miglioramento dei nostri possedimenti, quelli relativi agli introiti e alle spese di mantenimento, l’ammontare delle entrate dovute al commercio, ed il pulsante che ci permetterà di riscuotere le entrate delle tasse. In basso, oltre ad una mini-mappa, troveremo i consiglieri.
Il loro compito, sarà quello di aiutarci a carpire nuove informazioni sugli eserciti rivali, ed aggiornarci sulle ricerche ed i movimenti dei nostri eserciti.

DENTRO LA CITTÀ

In qualsiasi momento (non nei tutorial però) potremo passare dalla mappa tattica alla componente rts del gioco. Se non siamo in battaglia, “entrare” in una delle nostre città ci permetterà di svilupparla come in diversi altri titoli similari. Ogni città a seconda del livello, avrà più o meno appezzamenti liberi dove potremo edificare nuove strutture, che ci permetteranno di produrre materie prime, bestiame, cibo e ovviamente, reclutare eserciti. Un altro fattore molto importante sarà il favore del nostro popolo, che aumenterà o crollerà a seconda delle strutture presenti tra le nostre mura e il livello delle tasse. Un livello troppo basso scatenerà una rivolta.

Durante le fasi di battaglia invece, gli sviluppatori hanno avuto un’idea davvero fantastica per fare di Kingdom Medieval Wars un titolo con un’identità tutta sua. In pratica, all’arrivo di uno dei vostri eserciti in una città nemica, non partirà la “solita” battaglia che ci vedrà vincitori, sconfitti, o in stallo. L’assedio di del nemico, realisticamente, poteva richiedere mesi e mesi, perfino anni.
Quindi, quando il nostro esercito si posizionerà nelle terre nemiche, avrà necessità di carne per sfamare i nostri soldati, legna da ardere e per costruire, pietra e ferro. Verrà edificato un municipio, una sorta di base temporanea, e potrà essere migliorato, permettendoci di avere più appezzamenti di terreno per creare strutture quali ad esempio una cava di pietra, un granaio. Oltre ai nostri eserciti, necessiteremo anche di contadini, che potranno essere reclutati, e che andranno a tagliar legna, fornirci la carne utile a sfamare le truppe, e saccheggiare i cadaveri nemici per recuperare utili risorse. Questa meccanica di gioco è davvero avvincente!

L’ARTE DELLA GUERRA DI MEDIEVAL KINGDOM WARS

Sempre rimanendo dentro la fase rts del gioco, il comportamento delle truppe in battaglia è molto buono, e le tattiche che le unità possono utilizzare non sono dei complementi, ma davvero utili. Anche l’AI nemica ha un buon grado di sfida, e difficilmente cercherà di ammassarsi davanti ai nostri arcieri e picchieri per sacrificarsi. Anzi, spesso e volentieri cercherà di attirarci in vere e proprie imboscate, con arcieri in bella mostra con una ballista o catapulta dietro che prima non potevamo vedere perché nascosta. Non si raggiungono le vette dei Total War, che sono praticamente specializzati in questo contesto, ma il risultato è davvero buono considerando che ci troviamo di fronte ad un titolo indie.

CAMPAGNA

La modalità campagna riprende ciò che abbiamo visto nei tutorial, ma prima di iniziare dovremo scegliere una delle fazioni a nostra disposizione. Sacro Romano Impero, Regno d’Inghilterra, Regno di Francia, persino la Repubblica di Venezia. C’è davvero molta scelta, un peccato non vedere la Repubblica di Genova, quella di Pisa, quella di Amalfi. Speriamo vengano aggiunte in futuro! Deciso il nostro impero, potremo anche scegliere l’eroe che andremo ad impersonare, che potrà avere più o meno “fama”.

Tale elemento è importante perché rifletterà anche la fiducia del popolo che andiamo a guidare, rendendoci più semplice o meno il mantenimento delle nostre città. E’ importante considerare che più città non significa più introiti. Il costo della vita, del mantenimento delle strutture e degli eserciti sarà un fattore che graverà sempre sulle nostre casse. Resta fondamentale un’attenta pianificazione durante lo sviluppo delle nostre terre e le rotte commerciali.

Anche la diplomazia rivestirà un ruolo molto importante, per due fattori. Se i rapporti con i nostri “vicini” saranno troppo burrascosi, avere troppi fronti in cui combattere consumerà le risorse, portando ad un’inevitabile disfatta. Il secondo fattore, è che il nostro ruolo all’interno del gioco non è quello di Re di un impero, non subito almeno! Inizieremo come lord di medio rango, dovendo quindi sottostare al nostro sovrano. Se i rapporti dovessero incrinarsi, ci ritroveremo con la guerra alle porte contro un nemico ben più forte di noi da affrontare. Sarà quindi importante tenere il nostro Re sempre dalla nostra parte, compiacerlo, ad esempio con moneta sonante. Se saremo bravi a sviluppare le nostre terre però, la fama che acquisiremo ci permetterà di spodestare il nostro attuale sovrano, prendendone il posto.

TECNICAMENTE

Finito tutto l’excursus su ciò che il titolo ha da offrire, parliamo un po’ della parte tecnica. Il gioco è un’indie, e spesso ciò va ad impattare principalmente nella parte tecnica, favorendo gameplay e profondità di gioco. Beh, in questo caso possiamo dire che Reverie World Studios ha fatto davvero un buon lavoro. ci ha donato una mappa del mondo che non ha nulla da invidiare a titoli di ben altro budget e una parte rts dove il level design è davvero buono.

Quello che mostra il fianco questa volta sono le unità. Le animazioni sono poche e molto legnose, e sembrano davvero tutte uguali distinguendosi soltanto per le armi, cosa che risulta ostica durante una battaglia. Hotkey e pratici pulsanti posti sulla parte alta della hud di gioco ci permetteranno di ovviare a questo inconveniente. Gli sviluppatori però, sono davvero attivi e siamo convinti che nel tempo andranno a migliorare o quanto mento mitigare queste piccole sbavature.

COMMENTO FINALE

Ci è piaciuto Medieval Kingdom Wars? Assolutamente sì! Nonostante sia un titolo prodotto da un team di sole 3 persone, i ragazzi di Reverie hanno svolto un lavoro egregio. Ed hanno donando all’utenza un gioco di ottima qualità e con una profondità di gioco davvero degna di pregio. La grafica è gradevole, l’engine di gioco e le opzioni scalabili, permettendo anche a chi non ha un pc high-end di godersi l’esperienza senza troppe difficoltà.

Gli aggiornamenti sono continui (uno uscito proprio due giorni fa va a migliorare la diplomazia), e la roadmap proposta all’utenza dalla stessa software house, è davvero ricca. Quest’ultimi garantisco un supporto al gioco che sistemerà i bug, ed introdurrà nuove funzionalità. Vogliamo vedere la modalità zombie!

Segnaliamo qualche sbavatura nella traduzione (che in una missione del tutorial non ci ha inizialmente permesso di continuarlo, salvo poi capire cosa dovevamo realmente fare), dovuta forse ad un testing non troppo profondo.
Anche i nomi delle ricerche localizzate in italiano, sebbene nella modalità campagna non creino problemi, durante il tutorial ci hanno dato filo da torcere perché quello che ci veniva imposto di fare non era in linea con il nome scritto sulla ricerca stessa. Nulla di gravissimo per carità, però ci auguriamo che la traduzione venga quantomeno rivista.

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I migliori Action/Adventure del 2018

Continuano i nostri speciali sui Goty dell’anno appena trascorso. Questa volta parleremo dei migliori action/adventure del 2018.
La qualità è stata stratosferica con tantissimi giochi meritevoli di entrare in nomination. Molto probabile che diversi titoli ce li ritroveremo anche nella graduatoria finale per il Goty complessivo.

Nel frattempo, godetevi questa splendida cinquina. Prima di dimenticarlo: vi sorprenderà la mancanza di un titolo decisamente importante, ambientato nell’antica Grecia con sfumature gdr e che potenzialmente è entusiasmante. Non lo abbiamo potuto recensire e quindi – pur riconoscendone la bellezza – non ci sentiamo di inserirlo in questa cinquina. Lo troverete nell’editoriale realizzato dal nostro amico Massimo Reina sui suoi migliori 10 giochi del 2018. Basta ed avanza a nostro avviso. Ci spiace per questo “inconveniente” ma il publisher in questione non ha ci ha fatto pervenire la copia e neppure il codice. Ancora aspettiamo in stile Godot.

Vi lasciamo allo speciale. Buona lettura.

5) DETROIT: BECOME HUMAN

Quantic Dream ha sempre realizzato titoli destinati a far discutere. Da Heavy Rain a Beyond: Two Souls che hanno spaccato pubblico e critica. Non ha fatto accezione il più recente Detroit: Become Human. Anche questa esclusiva PS4, infatti, uscita a maggio, ha fatto parlare di sé.

Da un lato si è acclamato il lato tecnico con un aspetto grafico e sonoro a livello altissimo e dai toni cinematografici. Stesso dicasi per la trama in grado di appassionare grazie alla sua profondità ed alle sue innumerevoli sfumature.

Lo si è premiato soprattutto per questo. Massimo Reina ha scritto nella sua recensione per noi:

La difficile convivenza tra macchina e uomo, lo sviluppo di una coscienza artificiale, la “diversità” e le differenze sociali sono i punti cardine della storia raccontata nel nuovo progetto di Quantic Dream in un prodotto che strizza l’occhio a Asimov, Clarke e Dick, ma che al contempo presenta qualche spunto originale tale da non farlo scadere nel “già visto”.

In molti, però, additano il gioco per i troppi QTE (Quick Time Event) che infarciscono il gameplay. Ma è nello stile di Quantic. Prendere o lasciare. E noi abbiamo, comunque, apprezzato.

4) SHADOW OF THE TOMB RAIDER

L’anno passato agli archivi è stato importante anche per il ritorno di una serie storica: Tomb Raider. Il nuovo capitolo della saga, Shadow of the Tomb Raider ha chiuso, infatti, la nuova trilogia di Lara Croft (composta da Tomb Raider,, uscito nel 2013 e da Rise of the Tomb Raider, pubblicato nel 2016) consegnandoci un personaggio – già iconico – ancora più maturo.

Il titolo ha tutto quello che serve per entusiasmare i fan della serie e non solo. Ha un’ottima grafica, una buona giocabilità generale ed un’ambientazione affascinante. L’unica pecca è, probabilmente, la longevità visto che la modalità Storia può essere conclusa anche in meno di quindici ore.

Tuttavia stiamo parlando di un ottimo titolo, molto appetibile sotto tutti i punti di vista e che si sta arricchendo anche con i vari dlc. Ah, inoltre è anche divertente, quindi, fa appieno il suo dovere. Niente male per il gioco di una serie che va per i 22 anni.

3) SPIDER-MAN

Era uno dei giochi più attesi del 2018. E Spider-Man, esclusiva PS4, non ha mancato l’appuntamento. Anzi, ha fatto centro sotto tutti i punti di vista. Anche commerciale viste le numerose prime posizioni anche in Italia.

Il lavoro di Insomniac Games è ammirevole per qualità e quantità. Certo, alla lunga, magari, potrebbe il gameplay essere ripetitivo ma complessivamente, stiamo parlando di un capolavoro che ha mantenuto sostanzialmente le attese.

È un’avventura story-driven ma a mondo apertoche strizza l’occhio a Batman Arkham di Rocksteady Studios.

Il gameplay si sviluppa anche in verticale ed è vincente grazie a tantissime cose da fare. Non ci si annoia (quasi) mai in questa New York riprodotta. Il punto debole è l’intelligenza artificiale di alcuni nemici che non è propriamente il massimo. Ed a questo si aggiunge anche una scarsa originalità. Rimane un titolo ben realizzato e parecchio divertente nonché molto bello da vedere e da interpretare grazie ad una storia raccontata molto bene ed a un personaggio fantastico ed affascinante. Sicuramente uno dei giochi più importanti del 2018.

2) GOD OF WAR

Il ritorno di Kratos era molto atteso e non solo dagli utenti PS4 che in effetti sono stati i soli a poter godere del gioco, esclusiva Sony. Il nuovo God of War è la maturazione, in tutti i sensi, della serie con un nuovo capitolo ricco di novità. In primis l’invecchiamento (o stagionatura) di uno dei personaggi più amati dell’Olimpo videoludico: Kratos, già Dio della Guerra. Bene, il nostro ora è diventato padre e crescere da soli un figlio non è per niente facile.

Oltre a questo, il setting è spostato dall’antica Grecia al freddo del Nord Europa. “Vittime” dell’ira funesta dell’iconico personaggio sono le divinità norrene.

C’è anche qualche sfumatura gdr che esalta non poco e che rende un po’ più profondo il gameplay che, ovviamente, è incentrato sull’azione ma lo è anche una trama di livello superiore.

Le parole in sede di commento del nostro Antonio Patti che ha recensito il titolo chiudono questo nostro intervento sul gioco:

“God of War non inventa o rinnova assolutamente niente sul fronte giocoso: tutto quello che troviamo qui, si giocava già in Darksiders o nei primi Legend of Zelda. Ma quello che offre, lo offre in una maniera più unica che rara. Un bellissimo titolo da giocare tutto d’un fiato cercando di esplorarne ogni contenuto, ma è presto per decretarlo il migliore dell’anno e fazioso etichettarlo come il migliore fino ad oggi: quando c’è un solo candidato c’è una sola scelta e vincere così è fin troppo facile”.

Titolo che è poi migliorato ulteriormente con la Photo Mode ed altre caratteristiche aggiunte con puntuali aggiornamenti.

1) And the winner is… RED DEAD REDEMPTION 2

Il vecchio West è sempre stato foriero di grandi storie. L’ambientazione sconfinata in una natura selvaggia, le avventure in terre contese dove la legge del più forte è ancora lampante in un periodo di grandi innovazioni tecniche e la grande spaccatura tra la voglia di innovazione con il tradizionale hanno creato sempre contrasti molto affascinanti.

Red Dead Redemption 2 incarna i sogni degli amanti delle ambientazioni Western grazie ad un vero e proprio kolossal. Rockstar Games si è fatta aspettare prima di portare Red Dead Redempton 2 in pubblico. Ma al netto di difetti umani come alcuni glitch (anche assurdi), è un gioco che racconta non una grande storia ma tantissime grandi storie. E lo fa con dovizia di particolari, con sfumature narrative davvero interessanti.

Inoltre, al di là dei difetti (anche evidenti), presenta un mondo aperto (o open world se preferite) di eccezionale impatto, in grado di portare il giocatore in un’atmosfera molto bella e profonda. A tratti vivida vista la presenza di tantissimi dettagli (quelli che fanno la differenza tra il normale e l’eccelso). Red Dead Redemption 2 è un affresco di un’era che fu di altissimo livello. Da giocare e rigiocare grazie alle innumerevoli cose da fare, anche secondarie, e perché no, anche ricreative. Una battuta di caccia o una pesca, girovagando per location influenzate dagli effetti del Meteo che non sono meramente visivi ma effettivi.

Ed in più si è pure aggiunta la modalità online che rende il titolo rigiocabile all’infinito viste le sempre diverse attività in rete che affiancano un titolo mastodontico di per se per storia, ambientazione ed “estensione”.

Red Dead Redemption 2 è uno dei titoli più importanti degli ultimi anni, non solo del 2018, degno erede del suo predecessore uscito ormai 9 anni fa.

Menzioni: a confermare la grandissima qualità di action/adventure, non possiamo non ricordare alcuni titoli che per qualche sfumatura non sono entrati in nomination ma che ugualmente – a seconda anche dei gusti personali – possono essere (e lo meritano) ricordati. Il 2018 è stato anche l’anno di State of Decay 2, del contestato Sea of Thieves, di Just Cause 4 e di Darksiders 3. Titoli di un certo peso specifico così come Fist of the North Star: Lost Paradise, il gioco su Ken il Guerriero realizzato dagli autori di Yakuza e che ha anche una inflessione gdr.

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Dragon’s Lair Trilogy arriva su Switch la settimana prossima

Anche gli utenti Switch potranno giocare presto a Dragon’s Lair. Sul canale YouTube di Digital Leisure, infatti, c’è un video che annuncia l’arrivo per la settimana prossima della Dragon’s Lair Trilogy sulla console ibrida di Nintendo. Il debutto è fissato per il 17 gennaio, ossia per giovedì. Lo scrive Destructoid.

La raccolta racchiude i capolavori artistici di Don Bluth, ovvero i due Dragon’s Lair (come è normale che sia visto il nome della compilation), nonché Space Ace.

Gli appassionati di vecchia guardia ed anche le nuove leve, quindi, potranno vestire i panni (scomodi) di Dirk the Daring in missione per salvare la principessa Daphne. In Space Ace, l’eroico Ace dovrà vedersela col malefico comandante Borf.

Per chi non li conoscesse si tratta di titoli storici che hanno fatto la loro comparsa in sala giochi e furono capisaldi dell’era laser disc (durata pochissimo tra l’altro). All’epoca stupirono per la grafica e le animazioni che erano davvero paragonabili a quelle dei cartoni animati Disney. Del resto Don Bluth ha lavorato per anni proprio in Disney. Il gameplay era, invece, elementare e si traduceva in una sorta di colossale Quick Time Event ma senza istruzioni. Si doveva agire nel modo giusto al momento giusto senza indicazioni. Un po’ frustrante a dire il vero ma questi giochi ebbero altri meriti, come abbiamo già accennato.

Vi lasciamo alla clip. Buona visione.

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I migliori 10 giochi del 2018 secondo Massimo Reina

Ritengo personalmente l’anno appena terminato come uno dei migliori in assoluto in termini di rilasci sul mercato di giochi di una certa qualità. Ovviamente parlo a titolo personale, in base a quelli che sono i miei gusti. In tal senso ne ho selezionato dieci che più di ogni altro mi hanno colpito e conquistato per un motivo o per l’altro, spingendomi a giocarli più o meno a fondo al di là di motivi di lavoro.

La mia è stata una scelta fatta senza la volontà di creare una lista definitiva, completa o che metta d’accordo tutti, ma come scritto prima basata su ciò che mi piace ed è piaciuto, e ogni titolo è rappresentato senza un’ordine di preferenza preciso e con accanto il nome delle piattaforme dove il videogioco ha visto la luce. Iniziamo.

Vampyr (PlayStation 4)

Uno dei miei due giochi preferiti in assoluto dell’anno appena passato è Vampyr di Dontnod Entertainment. Questo action con elementi GDR forse è poco originale a livello di gameplay, non ha una grafica all’avanguardia né fa gridare al miracolo tecnicamente, ma dal punto di vista dell’atmosfera, delle ambientazioni e della trama ha davvero tanto da offrire e poco da invidiare ad altre produzioni più famose.

God of War (PlayStation 4)

Nonostante il passaggio alla mitologia norrena e i cambiamenti strutturali alla giocabilità, correlati alla nuova struttura open world, God of War ha mantenuto tutto il fascino dei precedenti capitoli rivelandosi a mio parere divertente da vedere e da giocare. Caratterizzato da un sistema di combattimento più rifinito e “pesante”, ma sempre spettacolare, da un livello di sfida adeguato e da una bella storia, ha finito per tenermi incollato davanti alla TV per intere giornate conquistandomi appieno.

Dragon Quest XI (PlayStation 4)

Indubbiamente uno dei migliori RPG degli ultimi anni, Dragon Quest XI mi è piaciuto particolarmente perché mi ha fatto rivivere quel feeling, quell’atmosfera e quella giocabilità, seppur semplificata in alcuni punti, dei classici del passato. Leggero, ma al contempo anche divertente, longevo e profondo più di quanto possa sembrare di primo acchito, Dragon Quest XI è un GDR alla giapponese vecchia maniera che sembra essere stato pensato appositamente per gli appassionati di genere. In un momento storico nel quale assistiamo spesso a continui stravolgimenti tecnici in molte saghe storiche, fa piacere ritrovare un titolo completo sotto tutti i punti di vista, capace di emozionare e far divertire chiunque ami sul serio i giochi di ruolo.

FIFA 19 (PlayStation 4, Xbox One e Microsoft Windows)

Il calcio giocato sul divano di casa. Licenza ufficiale per la Champions League a parte, infatti, a mio parere FIFA 19 migliora un po’ tutto rispetto allo scorso anno e si rivela estremamente divertente da giocare da soli e in compagnia di amici, magari come piace  a me, coi settaggi in parte manuali e in parte semi assistiti, la velocità di gioco ridotta e qualche piccolo intervento sugli elidersi relativi ad alcuni aspetti del gameplay (dipende dai gusti).

Celeste (PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e Microsoft Windows)

Un videogioco a piattaforme, indie,ispirato ai giochi a piattaforme di un tempo, quelli  impegnativi dell’era del Super Nintendo. Celeste è tutto questo e molto di più: sviluppato da Matt Thorson e Noel Berry, vanta anche una trama davvero carina e soprattutto una giocabilità fuori parametro, secondo me, dove sono richiesti abilità, riflessi veloci e precisi per superare i vari ostacoli che si frappongono tra la protagonista e i vari scenari che compongono le aree e i livelli.

Red Dead Redemption 2 (PlayStation 4 e Xbox One)

Sarà il fascino del selvaggio west, sarà che amo spaziare in mondi vasti e vivi, pieni zeppi di cose da fare, ma Red Dead Redemption 2 è il mio titolo preferito dell’anno al pari di Vampyr. Perché se il merito di tale successo è da ascrivere a diversi fattori, compresi la giocabilità, il protagonista principale e la storia, di certo un ruolo primario lo si deve attribuire anche allo  scenario in cui tutto è ambientato. Una rappresentazione del vecchio west americano e del suo “mondo” imperfetto, affascinante ma spietato allo stesso tempo, capace di offrire un’esperienza emozionante già a partire dai paesaggi incontaminati, fino ad arrivare ai personaggi, alcuni dei quali particolarmente carismatici.

Assassin’s Creed: Odyssey (PlayStation 4, Xbox One e Microsoft Windows)

Altra epoca storica che amo particolarmente è quella dell’Antica Grecia. Se poi questo scenario viene utilizzato in una delle mie serie preferite, allora il “gioco” è fatto. La Grecia del 431 A.C., coi suoi templi, i suoi miti, le sue enormi statue dedicate agli dei dell’Olimpo, le sue polis e la sua cultura è davvero riprodotta fedelmente in tutto il suo splendore, e personalmente ho trovato estremamente affascinante cavalcare sulle sue strade o solcare i suoi fiumi e mari per esplorarla a fondo. Assassin’s Creed: Odyssey è il nuovo capitolo della popolare serie di Ubisoft, che torna quindi al rilascio a cadenza annuale dopo la parentesi di Assassin’s Creed: Origins, da cui riprende gran parte delle meccaniche rifinendole e migliorandole.

Detroit: Become Human (PlayStation 4)

Al di là all’attinenza o meno con fatti attuali e alle connotazioni politiche che qualcuno ha voluto attribuire a trama e personaggi, Detroit: Become Human resta un titolo assolutamente coinvolgente dal punto di vista narrativo e capace di far riflettere ed emozionare come pochi. Di autori che hanno trattato l’argomento di creature capaci di essere soggetti autonomi di decisioni e obiettivi ce ne sono stati infatti tanti, da Mary Shelley col suo Frankenstein, ai robot di Karel Capek,  Philip K. Dick e di Isaac Asimov. Ma Quantic Dream è riuscita ugualmente a dire la sua, ovviamente in un “racconto” digitale bello e coinvolgente.

Forza Horizon 4 (Xbox One e Microsoft Windows)

“Miglior gioco sportivo/racing” agli ultimi Game Award e una media voti spaventosa che arriva quasi a cento sui principali aggregatori internazionali di recensioni: basterebbe solo questo per descrivere in  un attimo la bontà di un gioco ricco di qualità come Forza Horizon 4. Gli sviluppatori, Turn 10 Studios e Playground Games hanno davvero compiuto un’impresa secondo me, cioè quella di riuscire a “prendere e a mettere dentro una console” la vera essenza del divertimento della guida. Un capolavoro.

State of Decay 2 (Xbox One e Microsoft Windows)

Sono un fan degli zombi e dei giochi di sopravvivenza, ragion per cui avevo amato già il primo. Ma è con State of Decay 2 che mi sono davvero divertito con queste mie due passioni: è il classico “more of the same”, ma arricchito nei suoi punti di forza e migliorato in quelli deboli che avevamo visto nel predecessore, che regalano al titolo una maggiore profondità e un maggior livello di immersività nell’universo post-apocalittico di Undead Labs.

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I migliori strategici/gestionali del 2018

Continuano i nostri speciali sui Goty dello scorso anno. Questa volta ci occupiamo dei migliori strategici/gestionali del 2018. Due generi  che hanno da sempre appassionato schiere di fan e che nel 2018 hanno avuto una buona rappresentanza.

Non possiamo non citare The Banner Saga 3 (presente peraltro in questa nostra cinquina) che ha chiuso l’arco narrativo di una trilogia in grado di scaldare i cuori di moltissimi giocatori in tutto il mondo. Alcuni titoli sono stati ulteriormente aggiornati con dlc ed espansioni, ma anche grossi aggiornamenti (vedi Total War: Warhammer 2, Civlization VI: Rise and Fall, Stellaris, Europa Universalis IV e Cities Kylines solo per fare qualche esempio) ma non mancano le sorprese. In tutti i sensi. Ed a noi piacciono le sorprese.

Ecco la nostra top five. Buona lettura

5) A TOTAL WAR SAGA: THRONES OF BRITANNIA

Forse un po’ a sorpresa ma A Total War Saga: Thrones of Britannia fa parte della top five. I motivi sono spiegati nel commento finale della recensione scritta dal nostro buon Antonio Patti.

Thrones of Britannia è un graditissimo ritorno alle battaglie storiche, alla scoperta delle civiltà realmente esistite, allo stuzzicare la ricerca storica per saperne di più su un periodo, quello tra Roma e i Normanni, che non ci è mai stato del tutto chiaro a causa delle scarse testimonianze storiche.

Il tutto condito da un buon gameplay ed un comparto tecnico che, pur non facendo gridare al miracolo, fa la sua parte. Gli appassionati di storia apprezzeranno sicuramente. E poi il binomio Creative Assembly-SEGA è sinonimo di garanzia. Forse non il top ma sufficiente a farlo apparire nella nostra lista dedicata agli strategici/gestionali usciti nel 2018.

4) ASH OF GODS

Una delle sorprese più interessanti del 2018 per questo genere è senza dubbio Ash of Gods. A primo acchito, e lo abbiamo riportato ampiamente in sede di recensione, sembra un vero e proprio clone di The Banner Saga. Le dinamiche sono molto simili in effetti ma lo sviluppo iniziò, almeno a livello embrionale, 12 anni fa.

La sfumatura gdr (o rpg se vi piace la dizione inglese), si concretizza nel gameplay e dopo le battaglie a turni. La storia ci porta in un mondo vasto, flagellato da un male oscuro che si va facendo sempre più strada e prende le varie sfumature di decine di personaggi molto interessanti.
Una narrativa molto interessante e dettagliata con “tonnellate di testi” discretamente tradotti in italiano. Anzi, più che discretamente. Un lato artistico sublime sia a livello visivo che per quanto riguarda il commento sonoro. Tutto molto bello, anche il gameplay in grado di diversificarsi in diversi segmenti: dal gestionale a quello narrativo o anche le semplici scelte che possono portare alla morte personaggi importanti. Si può arrivare alla fine del gioco ma bisogna vedere come si ci arriva. Da eroi vittoriosi o da sopravvissuti. Ash of Gods ha molto da dire, “peccato” che davvero per lunghi tratti e, ad uno sguardo non molto attento, possa sembrare troppo (e per molti versi lo è) simile a Banner Saga.

3) WARTILE

La genesi di Wartile è stata molto travagliata. Nel 2016 Playwood Project, sviluppatore indie danese, iniziò una campagna Kickstarter che però non ebbe successo. Il progetto, però, continuò ugualmente. Il titolo arrivò nel 2017 su Steam in early access per poi uscire dalla fase di accesso anticipato lo scorso anno.

A sviluppo concluso, tutto il potenziale del progetto Wartile emerse assieme ad alcune caratteristiche che sarebbero potute emergere ulteriormente. Il gioco ci porta in un mondo fatto da diorami ambientato nella mitologia norrena al tempo dei vichinghi. Mitologia Norrena protagonista, dunque.

I giocatori guidano delle miniature che possono essere usate per esplorare e combattere secondo i propri parametri prestabiliti ma che possono anche essere migliorate con equipaggiamento adeguato (e punti esperienza). Al termine delle varie missioni si possono acquisire oro e punti esperienza da utilizzare per migliorare o comprare equipaggiamento ed ulteriori classi di miniature da schierare nella quest successiva. Inoltre le carte da raccogliere possono dare dei bonus/malus che possono variare le sorti in battaglia.

Tecnicamente Wartile è molto ben fatto sotto tutti i punti di vista ma anche artisticamente si difende. Le mappe compongono un mondo di diorami che sono capolavori. Alcuni dettagli sono impressionanti. Peccato per i contenuti: la campagna non dura troppo e non è troppo rigiocabile. Ma per gli amanti delle miniature, il titolo firmato da Playwood Project, è un toccasana. Con qualche espansione potrebbe avere ulteriore seguito.

And the winners are…:

Si, avete letto bene: abbiamo un ex aequo nonostante i voti diversi. Il motivo è anche il peso storico. The Banner Saga merita questo riconoscimento per la summa di tanti motivi. Railway Empire perché è stata la vera sorpresa. Una volta tanto, concedeteci il piacere di nominare due vincitori.

1) THE BANNER SAGA 3

Il 2018 è andato agli archivi registrando il gran finale di The Banner Saga. La trilogia di Stoic ha sicuramente fatto storia. Dalla raccolta Kickstarter di 7 anni fa archiviata con quasi 725.000 dollari a quella di due anni fa che si rese necessaria per la realizzazione del terzo episodio in grado di totalizzare quasi mezzo milione di dollari. Dalla pubblicazione del primo episodio, uscito 5 anni fa, agli ultimi mesi e con un terzo capitolo supportato con nuovi aggiornamenti che hanno aggiunto ulteriori funzionalità.

In mezzo un secondo capitolo minacciato dalle assurde richieste, poi ritirate per fortuna, degli sviluppatori di Candy Crush Saga che intimarono azione legale per far cambiare nome alla serie. Colpa della parola “Saga” dicevano…

Il gran finale di The Banner Saga, quindi, era molto atteso per tanti motivi. E come sempre a trionfare è stato il lato artistico. Quello con la A maiuscola. Dall’aspetto grafico, sempre delizioso ed in grado di incarnare le aspettative di chi ama questo genere di ambientazioni dove l’ambientazione vichinga appare pittoresca ma al tempo stesso elegante come un’opera d’arte in movimento, a quello sonoro.  Comparto audio guidato da Austin Wintory.  The Banner Saga 3 ne è la summa. E nobilita la trilogia intera con gli altri due capitoli che si congiungono al terzo episodio.

Il nostro Antonio Patti ha descritto così il gioco:

Al giocatore è lasciato l’epilogo di una delle più belle storie di fantasy vichingo mai concepite, dense di temi importanti quali la fiducia, la giustizia, il viaggio, l’accoglienza, il bene e il male in forme confuse e sfaccettate. Graficamente parlando si allinea con i precedenti due ma offre, ovviamente, scorci visivi inediti e una presentazione generalmente ottima, disegnata a mano e animata benissimo. Le musiche che accompagnano gli eventi sono semplicemente indimenticabili, ben orchestrate, coinvolgenti.

Per continuare così:

Graficamente parlando si allinea con i precedenti due ma offre, ovviamente, scorci visivi inediti e una presentazione generalmente ottima, disegnata a mano e animata benissimo. Le musiche che accompagnano gli eventi sono semplicemente indimenticabili, ben orchestrate, coinvolgenti.

Crediamo sia più che sufficiente per dare al titolo di Stoic questo premio.

1) RAILWAY EMPIRE

Il 2018 è stato ricco di sorprese e Railway Empire è stata una delle più grandi e gradite. Un gestionale (più che strategico) che come è facile intuire, si incentra sulla costruzione di imperi ferroviari. Il gameplay è immediato ma al tempo stesso in grado di dare soddisfazioni perché l’ottimo livello di sfida permette sessioni non impossibili. Complicate al limite, ma nulla di irrisolvibile. E laddove si scelgono gli aiuti, gli stimoli a far sempre bene non mancano.

Il tutto è accompagnato da un buon comparto grafico con un 3d interessante ed un buon sonoro. Ma il punto di forza è senza dubbio il gameplay che permette di realizzare in pochi click ferrovie, stazioni e di creare una linea ferrata dei sogni.

Le diverse modalità offrono ulteriori stimoli. E ci sono anche i dlc che hanno ulteriormente arricchito i contenuti. Per non dimenticare anche i contenuti della community. Gaming Minds Studios ha fatto sicuramente centro.

È sempre esaltante partire da locomotive piccole e poco potenti e migliorare sempre più con treni superveloci e sempre migliorabili dal punto di vista tecnologico. È uno dei nuovi eredi di Railroad Tycoon. Basterebbe questo a farlo già amare dagli appassionati del genere. Forse meno cattivo dell’illustre “capostipite” ma con tutte le caratteristiche di un gioco moderno con caratteristiche interessanti come la possibilità di assumere spie per lo spionaggio industriale… e molto altro. Ah, è parecchio divertente e nel corso dei mesi sono arrivati anche alcune espansioni. Proprio quelle che chiedevamo. Meglio di così…

Menzioni:  Achtung! Cthulhu Tactics in grado comunque di offrire un’ottima atmosfera che immerge i giocatori nella Seconda Guerra Mondiale dai toni esoterici, l’italiano Mars or Die, anche qui ricordato; il futuristico Battletech per gli amanti dei Mech.

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Catherine Classic è disponibile per Pc

Gli avvistamenti su ESRB avevano preceduto l’ufficialità. Catherine Classic è disponibile su Pc su Steam. Lo rende noto SEGA Europe.

Catherine Classic esplora ancora una volta i misteri, i piaceri e gli aspetti più inquietanti dell’amore, attraverso decisioni morali impegnative e mettendo alla prova i giocatori con subdoli enigmi, in un’edizione del gioco completamente ottimizzata per Pc, che restituisce tutta la bellezza della versione classica.

Vediamo il trailer di lancio.

Il gioco racconta una contorta e complessa storia d’amore e tradimenti, ma soprattutto della paura di impegnarsi in una relazione matura. Durante la giornata Vincent deve compiere una scelta molto difficile: convolare finalmente a nozze con la sua storica fidanzata Katherine o lanciarsi in una relazione con la seducente ragazza bionda accanto a cui si è appena svegliato… e il cui nome è Catherine.

La storia può seguire diverse diramazioni e una scelta sbagliata può condurre alla morte. Durante la notte, infatti, la disperazione di Vincent si trasforma in incubi terrificanti dove si ritrova a dover arrampicarsi verso la cima di enormi scalinate per sopravvivere, evitando diversi ostacoli mortali per raggiungere la vetta. Ma soprattutto, occhio alle pecore.

I giocatori possono scegliere la modalità single player, oppure quella coop locale, o ancora quella competitiva per affrontare le sfide delle scalate e scoprire chi sia più bravo ad arrampicarsi verso la cima! Catherine Classic porta su Pc il celebre action con elementi puzzle apprezzatissimo dalla critica, appositamente migliorato per le configurazioni Pc più moderne, grazie al supporto per le risoluzioni 4K, framerate sbloccato, controlli con mouse e tastiera completamente personalizzabili e la possibilità di scegliere il doppiaggio originale giapponese. I giocatori riceveranno anche contenuti digitali deluxe gratuiti, come sfondi per il desktop e per il cellulare, avatar e alcuni brani della colonna sonora, nel caso in cui acquistino il gioco nelle due settimane seguenti l’uscita.

La versione originale del classico di Atlus è disponibile per la prima volta su Pc, poco prima dell’arrivo di Catherine Full Body, in uscita il 14 febbraio su PlayStation 4 e PS Vita in Giappone, seguito dopo poco dalla pubblicazione di Full Body in Occidente.





























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Final Fantasy X/ X-2 HD Remaster e Final Fantasy XII The Zodiac Age in arrivo su Switch ed Xbox One

Due capitoli della serie Final Fantasy stanno arrivando su Switch ed Xbox One. Final Fantasy X/X-2 HD Remaster debutterà il 16 aprile. Due settimane più tardi, il 30 aprile, sarà il turno di Final Fantasy XII The Zodiac Age. Lo ha ufficializzato Square Enix che conferma il suo programma di portare i suoi titoli Final Fantasy sulle console sopracitate.

La remaster in alta risoluzione di uno dei capitoli più amati della serie porta i giocatori a riassaporare la storia di Tidus, un campione di Blitzball che, con l’aiuto di Yuna, tanta di salvare il mondo di Spira durante la sua avventura. Final Fantasy X-2, invece, è ambientato due anni dopo il primo titolo e segue le vicende di Yuna, Rikku e Paine durante un’avventura piena di antichi segreti e potentissimi nemici da affrontare. Final Fantasy X / X-2 HD Remaster, che ha venduto più di 14 milioni di copie in tutto il mondo ad oggi, invita i nuovi giocatori a scoprire un indimenticabile gioco di ruolo.


Final Fantasy XII The Zodiac Age, invece è basato sul 12° capitolo della serie principale, un titolo che ha venduto più di 6 milioni di copie in tutto il mondo.

The Zodiac Age offre delle meccaniche di gioco rielaborate e una grafica rimasterizzata in full HD, utilizzando la tecnologia hardware più all’avanguardia per migliorare la qualità grafica e sonora e offrire la miglior esperienza di gioco possibile. Il titolo è ambientato nel meraviglioso mondo di Ivalice, un luogo dove regna la magia e le aeronavi solcano i cieli. Mentre il piccolo regno di Dalmasca si trova catapultato nel mezzo di una guerra tra gli Imperi di Archadia e Rozaria, la principessa Ashe, sola e unica erede al trono, guida la Resistenza con la speranza di porre fine all’occupazione della sua terra. La storia inizia quando Ashe incontra Vaan, un giovane ladro che sogna di volare libero nei cieli, e la loro avventura cambierà il destino delle nazioni più importanti del mondo.



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Out Run sfreccia su Switch grazie a SEGA Ages

Out Run, lo storico racing arcade, sfreccia anche su Switch grazie alla collana SEGA Ages. Il classicissimo di Yu Suzuki è disponibile al prezzo di 6,99 euro.

Arricchito di un nuovo sistema di controllo tramite sensore di movimento e di un sistema di classifiche, SEGA Ages Out Run riporta su strada a tutta velocità il titolo che ha dato il via al genere dei giochi di guida arcade. In questa versione sono inclusi tutti gli iconici stage e i brani della famosissima colonna sonora.

Vediamo il trailer di lancio.

La storia dei giochi SEGA: alcuni aneddoti e curiosità su Out Run

  • Out Run fu inizialmente concepito come un racing game dal titolo Dead heat, in cui ci si trovava a bordo di una vettura di Formula Uno, prima di trasformarsi poi nel gioco di guida con una macchina su licenza commerciale che aiutava a distinguerla dalle altre.
  • Out Run inizialmente avrebbe dovuto ricalcare la corsa su strada che attraversava l’America nel film The Cannonball Run. In seguito Yoji Ishii e Yu Suzuki decisero di ispirarsi all’Europa per avere una maggiore varietà di panorami.
  • L’edizione SEGA AGES contiene alcuni brani aggiunti nella versione di Out Run pubblicata per Nintendo 3DS, insieme ad alcuni nuovi arrangiamenti delle canzoni dell’epoca Master System e Mega Drive, come Midnight Highway – Playback. C’è anche una versione chiptune di Radiation, brano che compare originariamente in Out Run 2006: Coast 2 Coast.

Se si firma un record con il nome di “YU.”, punto incluso e si tiene premuto X alla fine dello Stage 2, vedreteOutOu comparire sullo schermo un ringraziamento speciale dedicato al leggendario game designer Yu Suzuki.



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