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Thronebreaker e Gwent sbarcano su console

Cd Projekt Red annunciano il lancio delle versioni Xbox One e PlayStation 4 di Thronebreaker: The Witcher Tales e GWENT: The Witcher Card Game.

Thronebreaker è un gioco di ruolo ambientato nel mondo di The Witcher che combina esplorazione basata sulla narrativa con puzzle unici e battaglie a carte. Il titolo può essere acquistato su Microsoft Store e PlayStation Store, e contiene oggetti di gioco digitali (link qui). Il gioco è anche disponibile su GOG.com e Steam. Qui c’è la nostra recensione della versione Pc.

GWENT è un gioco di carte fatto di scelte e conseguenze, in cui l’abilità, non la fortuna, è la miglior arma del giocatore. Il titolo è disponibile gratuitamente sia su Microsoft Store sia su PlayStation Store. I giocatori che hanno partecipato alla beta pubblica riceveranno uno speciale titolo giocatore all’avvio della versione di lancio. GWENT è anche disponibile su PC tramite GOG.

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Cyberpunk 2077, altri dettagli sulla grandezza della mappa

Arrivano altri dettagli sulla mappa di Cyberpunk 2077. Sappiamo già che l’area esplorabile del nuovo gioco di CD Projekt RED sarà estremamente grande. Dalle dimensioni di una vera città.

Tuttavia, gli sviluppatori, non hanno mai fatto dei confronti diretti tra il mondo di gameplay di Cyberpunk 2077 e di The Witcher 3. Per CD Projekt RED è estremamente  problematico fare un paragone per le nature diverse dei due mondi.

Il team, scrive WCCFTech, ha risposto su Facebook a chi lo aveva chiesto così facendo intendere le effettive difficoltà in termini di paragone tra i due giochi:

Night City ospita sei distretti, ma non possiamo indicarti con precisione i chilometri quadrati, perché nessuno ha ancora effettuato un conteggio. Inoltre si tratta di un metodo ingannevole per un’ambientazione urbana: Night City ha un sacco di palazzi con molti piani. Tecnicamente è possibile avere 120 metri quadrati di spazio occupandone solo 60. Nei palazzi più alti, e ce ne saranno molti esplorabili, ogni piano prevede molte attività. The Witcher 3 in un certo senso era più lineare, le attività erano sparse. In questo caso il mondo può essere imponente, ma lo è sia verso l’alto che verso il basso.

Ovviamente l’attesa per il nuovo gioco di ruolo è dovuta anche ad altri fattori. Ad esempio l‘importanza delle scelte morali che modelleranno le partite.  Il titolo non ha ancora una data di lancio ma uscirà per Pc, PS4 ed Xbox One. Infine ricordiamo che il titolo è stato tra i protagonisti dei recenti Golden Joytick Awards 2018 con il premio per il titolo “Più atteso per il futuro”.

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Thronebreaker: The Witcher Tales è su Steam

L’ottimo Thronebreaker approda su Steam. L’ultima fatica di CD Projekt RED, già uscito qualche giorno fa su GOG, è adesso disponibile sulla piattaforma di Valve.

Tale versione include alcuni contenuti. Eccoli:

  • Colonna sonora ufficiale di Thronebreaker, creata dal trio di compositori di The Witcher 3: Wild Hunt e GWENT: The Witcher Card Game: Marcin Przybyłowicz, Mikolai Stroinski, e Piotr Adamczyk.
  • Edizione digitale del libro GWENT: Art of The Witcher Card Game prodotto da Dark Horse
  • Bozzetti grafici tra cui la mappa di Lyria
  • Fox Children, la graphic novel di The Witcher prodotta da Dark Horse
  • Una copia su Steam di The Witcher: Enhanced Edition Director’s Cut

L’annuncio è accompagnato da un nuovo trailer che mostra alcuni voti e premi ricevuti da Thronebreaker finora.

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Thronebreaker: The Witcher Tales, Recensione

Quando CD Projekt Red si imbarca in un nuovo progetto, si può essere quantomeno sicuri del fatto che si tratti di qualcosa che vale assolutamente la pena tenere d’occhio. Perché la casa polacca, partendo da umili origini come software house specializzata nella pubblicazione nell’est Europa di titoli più o meno blasonati, ha saputo ormai ritagliarsi un posto di tutto rispetto all’interno dell’attuale publishing videoludico, con centinaia di dipendenti al proprio soldo e la forza di IP sempre più amate e blasonate.

E così, in attesa di un Cyberpunk 2077 attorno al quale si sta sviluppando un’atmosfera sempre più messianica – soprattutto per gli amanti di William Gibson e soci – quietamente, lo studio fa uscire dal proprio cilindro su Pc un lavoro come Tronebreaker: The Witcher Tales, apparentemente di lega piuttosto bassa, eppure in grado di sottolineare, contro tutti i pronostici, tutte le qualità per cui CD Projekt ha conquistato il cuore dei propri aficionados. Una sorta di “firma” digitale caratteristica, insomma, costruita miscelando sapientemente scelte morali in varie tonalità di grigi, attenzione verso la narrazione e ambizione senza limiti.

UN GIOCO DI TRONI (E CARTE)

L’ambizione scaturisce, in primo luogo, dalla genesi stessa del prodotto: nato come semplice modulo single-player integrativo del gioco di carte da collezione  free-to-play Gwent (a sua volta costruito sulla base del coinvolgente e omonimo mini-gioco del capolavoro The Witcher 3), Thronebreaker è reduce da un ciclo di sviluppo a lungo tortuoso e incerto.

Lungi, però, dall’uscirne ridimensionato, magari rattoppato alla bell’e meglio come il mostro di Frankenstein come succede spesso in questi casi, il progetto si è esteso a dismisura nel corso del tempo, il suo percorso guidato dalla volontà degli sviluppatori di offrire un’esperienza che potesse essere qualcosa di più che un mero tutorial per gli scontri online di Gwent.





Detto, fatto: il Thronebreaker che abbiamo davanti agli occhi adesso è un titolo indipendente, slegato dal proprio “genitore” e pronto ad offrire, ancora una volta, la possibilità di immergersi all’interno di quel vasto mondo di witcher, sangue, magia ed intrighi immaginato per la prima volta dallo scrittore Andrzej Sapkowski nel 1990.

A tale, ricca portata (il titolo si snoda lungo 25-30 ore di contenuti), CD Projekt accompagna il corposo aggiornamento Homecoming per Gwent, approfittando di tutti i consigli e gli input ricevuti dai far per portare finalmente a maturazione il gioco, dopo una lunga fase di beta. I due componenti, dunque, sono strettamente correlati, tant’è che in Thronebreaker è possibile sbloccare delle carte che si potranno poi utilizzare nella parte multiplayer.

LA REGINA GUERRIERA

Ma partiamo con ordine. Nel gioco, impersoneremo Meve, regina dei due regni gemelli di Lyria e Rivia. Il periodo temporale di riferimento è quello della seconda guerra settentrionale, che per intenderci è quello esplorato principalmente dal ciclo di romanzi dedicato allo strigo dai capelli bianchi. Nell’ambito degli scritti di Sapkowski, la figura di Meve è sì presente, ma delineata in pochi caratteri essenziali che la rendono piuttosto fumosa: di lei si sa solo che è una degli artefici principali della sconfitta delle forze invasori dell’Impero di Nilfgaard, e che fu proprio lei ad insignire Geralt del cavalierato – da qui l’origine dell’onorifico “Di Rivia”.

Da questo spunto partono gli sceneggiatori, con l’intenzione di offrire un punto di vista ulteriore e specifico su eventi magari poco conosciuti, sui quali poter costruire personaggi inediti e sviluppi appassionanti. Si tratta di un meccanismo narrativo consolidato di lunga tradizione, sul quale CD Projekt ha capitalizzato al massimo: l’intreccio di Thronebreaker si snoda fra combattimenti, scelte morali complesse e mai banali, tradimenti, intrighi, guerre, miserie, personaggi con la propria agenda da seguire. Un mix dal sapore ricercato che già aveva fatto la felicità degli appassionati del franchise.

Fin dall’inizio del gioco, infatti, saremo liberi di scolpire e modellare Meve come più ci aggrada. Come già avviene in The Witcher 3, pur trattandosi di un personaggio già delineato in diverse sfaccettature fisiche, e financo caratteriali, al giocatore spetta il compito di determinare le sfumature di grigio all’interno delle quali la regina dovrà muoversi: nel corso del gioco Meve diventa necessariamente giudice, giuria ed esecutore, misura quantomai fisiologica in tempo di guerra aperta e in una situazione assai confusa come quella in cui versano i Regni del Nord.

Ella si ritroverà quindi a dover radunare un esercito bene armato per contrastare gli invasori, conciliare le divergenti istanze dei propri luogotenenti – ognuno dei quali con filosofie e opinioni ben precise relative alla guerra -, decidere il fato di interi popoli o villaggi e scegliere, in definitiva, quasi sempre tra il minore tra i due mali.

“SE DEVO SCEGLIERE TRA UN MALE E UN ALTRO, PREFERISCO NON SCEGLIERE AFFATTO”





Come in ogni buon gioco di ruolo degno di questo nome, le scelte prese dal giocatore-Meve avranno effetti concreti sul gameplay: decidere, per esempio, di sobbarcarsi la protezione di una massa di rifugiati aedirniani in fuga dalle orde imperiali potrebbe incidere sulle risorse del giocatore, nonché sulle relazioni con un paio di personaggi secondari, ma, al tempo stesso, rimanere fermi sulla propria decisione condurrà, in futuro, a ricevere una particolare (e potente) carta da usare poi nel proprio mazzo.

Thronebreaker è pieno zeppo di queste occasioni, dalle più piccole alle più grandi, coadiuvate da una scrittura che si pone ad un livello decisamente sopra la media. Che si tratti di seppellire un terrorista o lasciarlo ai corvi, assaltare un convoglio in territorio neutrale a discapito delle relazioni con i nani di Mahakam, ascoltare opinioni contrastanti fra loro, per tutto il gioco non mancheranno momenti in cui fermarsi a riflettere, con cognizione di causa, alle conseguenze delle proprie azioni, valutandone ogni aspetto. Come già detto, poi, ogni esito avrà impatti minori o maggiori sulla campagna, che possono andare da un semplice bonus al morale, o magari ad una ricompensa maggiore in denaro, fino all’ottenimento di una nuova carta, magari impossibile da ottenere in altro modo. La ciliegina sulla enorme torta preparata da CD Projekt è poi, addirittura, l’eventualità di perdere o meno l’assistenza di determinati compagni, che potrebbero allontanarsi definitivamente dal gruppo (e insieme a loro ovviamente la propria, magari utilissima, carta) qualora le decisioni di Meve avessero l’effetto di farli particolarmente irritare.

Naturalmente, anche considerata la natura prettamente low budget del gioco, non bisogna comunque aspettarsi un livello di consequenzialità capace di alterare completamente la portata dell’intreccio principale, che al netto delle variazioni continuerà a dipanarsi secondo ben precise direttive. E a ben vedere, bisogna anche segnalare come non tutti i dilemmi morali risultino, poi, in conseguenze davvero tangibili; si potrà stare sempre certi, ad esempio, del fatto che varrà la pena affrontare scontri da cui, a rigor di logica, sarebbe meglio allontanarsi. Ciononostante, la portata delle ramificazioni di Thronebreaker riesce, spesso, a sorprendere e stupire in positivo.

A METÀ FRA DUE MONDI

Le ispirazioni e i modelli di riferimento sono sufficientemente palesi: il feeling complessivo si pone ad un ideale crocevia tra The Banner Saga e Heroes of Might and Magic.

Le molteplici componenti si avvicendano senza soluzione di continuità: un po’ strategia, un po’ survival, un po’ gioco di ruolo tradizionale, un po’ card game. Thronebreaker si sviluppa lungo più mappe, in visuale isometrica, muovendo il modello 3d di Meve con il solo ausilio del mouse.
Tali mappe, pur se certamente complesse, sono tutto sommato lineari, e contengono invariabilmente variegati punti interesse come png con cui parlare, tesori e risorse da raccogliere e scontri da combattere. I dialoghi si sviluppano tramite delle finestre separate, contornate da illustrazioni dei personaggi o degli eventi in corso, oppure tramite sequenze interamente animate nel caso di avvenimenti particolarmente importanti.

Fondamentale è poi la schermata dell’accampamento, selezionabile con un clic. Qui è possibile svolgere diverse azioni, come dialogare con i propri capitani e vassalli per scoprire le loro storie, leggere resoconti e lettere, edificare nuove strutture utilizzando le risorse raccolte durante il percorso (divise in oro, legname e reclute) e soprattutto gestire il proprio mazzo di carte. Quest’ultimo, come avviene poi anche in Gwent, si costruisce a partire dalle carte ottenute, ognuna delle quali ha un determinato costo che concorre al raggiungimento di un limite massimo di potere, che è tassativo non superare. È possibile anche craftare alcune categorie di carte, previa la presenza della struttura adeguata e, come sempre, la disponibilità delle risorse necessarie.

Gli scontri in sé, ovviamente, sono il piatto principale dell’offerta ludica. E se, tutto sommato, il classico match in due round che contraddistingue la tradizionale partita a Gwent è senza dubbio presente in abbondanza nel prosieguo del gioco, particolarmente nella main quest, il vero cavallo di battaglia della campagna è costituito dagli innumerevoli puzzle, ovvero sfide ad-hoc con modificatori, regole speciali e mazzi pre-costituiti, costruite sulla base di ciò che avviene nella narrazione.





Si tratta di incontri occasionali, quasi sempre secondari, con obiettivi diversi dalla consueta vittoria al meglio delle tre, tarate appositamente per sottolineare i differenti scontri affrontati dall’esercito di Meve: un determinato puzzle, per esempio, potrebbe richiedere il superamento di un ponte di fronte ad un troll inferocito, mentre un altro può chiedere al giocatore di eliminare dal campo di battaglia tutti i cadaveri per scongiurare il rischio di un’epidemia.

L’inventiva dei designer di CD Projekt ha qui la sua massima valvola di sfogo: ci troveremo davanti a situazioni incredibilmente eterogenee e più o meno seriose, dalla sopravvivenza disperata contro un drago inferocito fino all’assalto alle mura di una roccaforte (con una fila di carte intera a rappresentare le fortificazioni, e regole speciali ad accompagnare), passando per innumerevoli sorprese che non osiamo di certo svelarvi in questa sede.

Basti, ad ogni modo, sapere che questi piccoli enigmi, di natura prettamente matematica, costituiscono, in effetti, forse l’unico vero elemento di sfida seria di Thronebreaker, dato che la trama principale si contraddistingue per una difficoltà tarata decisamente verso il basso, quantomeno a livello di normale (il secondo dei tre selezionabili); questo non solo per quanto riguarda i match in sé, ma anche per le risorse davvero facili da accumulare, cosa che svilisce un po’ la componente survival. Gli enigmi, va detto tra l’altro, sono presenti in quantità particolarmente elevata, cosa che ha l’innegabile effetto di spezzettare un po’ il racconto, che ci è parso proprio per questa ragione anche eccessivamente esteso nella sua lunghezza, in particolare nella parte centrale dell’intreccio.

Le regole del Gwent sono sempre quelle, immutate fin dalla loro prima incarnazione in Wild Hunt, al netto di tutte le novità apportate dai successivi aggiornamenti. L’aggiornamento “Homecoming”, già menzionato, si occupa però di dare ulteriore spessore tattico e strategico al gioco, che ora presenta solo due file di un massimo di nove carte ciascuna. Quasi ognuna di queste ha, tra l’altro, una particolare abilità speciale, attivabile allo schieramento oppure a comando in un momento successivo. La maturità del regolamento è perfettamente testimoniata dalla sua complessità e intuitività al tempo stesso, nonché dalle innumerevoli dalle sinergie che è possibile creare con le proprie carte, grazie ad un mazzo che, soprattutto nelle fasi finali della campagna, contempla diverse categorie di strumenti sia offensivi che difensivi, combinabili in modi anche davvero ingegnosi.

IL MONDO IN UNA CARTA

Già con la versione preliminare di Gwent gli artisti polacchi ci avevano stupito in positivo, per la qualità delle illustrazioni e del tratto.
Con Thronebreaker, e la patch “Homecoming”, si è raggiunta a pieno titolo la maturità artistica.  Troviamo campi di battaglia riprodotti con dovizia di particolari, effetti scenici sapientemente ricreati e tantissimi tocchi di classe piccoli e grandi, come le numerose e spettacolari carte animate.

Lo stile non manca mai, né nelle illustrazioni fisse a mo’ di visual novel, né nelle scene d’intermezzo con modelli sufficientemente dettagliati, né nelle mappe vere e proprie, sempre ricchissime di particolari e artisticamente superbe; l’effetto finale è ottenuto tanche grazie ad un cel-shading sapientemente utilizzato e mai eccessivo.

A suggellare il tutto concorrono il doppiaggio integrale, esclusivamente in inglese, che mantiene nei toni, nelle caratterizzazioni e nelle atmosfere la stessa qualità della trilogia di The Witcher, e la splendida colonna sonora, consegnataci da un Marcin Przybyłowicz (stesso compositore di Wild Hunt) in grande stato di forma, come sempre assistito dalla band folk Percival che accompagna sonorità e voci.

COMMENTO FINALE

Diviso fra più tensioni, eppure (quasi) sempre capace di combinarle sincreticamente.

Questo è Thronebreaker: The Witcher Tales, titolo che conferma, se mai ce ne fosse bisogno, ancora una volta le capacità di una software house ormai sempre più convinta dei propri mezzi. A dispetto dello sviluppo difficoltoso, e di qualche ingenuità evitabile, il titolo si pone come una crasi quasi senza colpo ferire di gioco di ruolo, visual novel, card game e strategico.

Quando questi ingredienti riescono a mescolarsi, Thronebreaker è un’avventura decisamente inusuale ed eccezionale, forte di una narrazione di grande carattere, di un regolamento ormai giunto alla sua piena consacrazione e di un’inventiva apparentemente inesauribile. L’eccessiva frammentazione del racconto, una difficoltà generalmente davvero poco impegnativa e alcune mancanze nel sistema di scelte e conseguenze impediscono, sì, al gioco di raggiungere le vette più elevate; ma quello che rimane è comunque un viaggio sempre interessante, avvincente e mai banale, ancora di più se già si è avuto modo di apprezzare l’eccezionale lavoro svolto da CD Projekt con la serie principale.

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Gwent esce dalla beta; la nuova versione è disponibile su Pc

Giornata importante per CD Projekt Red. Dopo l’esordio odierno di Thronebreaker, infatti, c’è l’annuncio del lancio della versione Pc di Gwent: The Witcher Card Game.

Questo viene, naturalmente, accompagnato da un nuovo trailer cinematografico del gioco, un’offerta speciale in gioco ed una nuova stagione competitiva.

Ricordiamo che le versioni PlayStation 4 e Xbox One usciranno dalla beta il 4 dicembre.

Mateusz Tomaszkiewicz, game director di Gwent: The Witcher Card Game di CD Projekt Red, ha commentato l’uscita del gioco.

Gwent ne ha fatta di strada se ripensiamo ai giorni di Witcher 3: Wild Hunt. Da un mini gioco fino ad un gioco di carte standalone, il titolo è cresciuto esponenzialmente durante lo sviluppo. L’aggiornamento Homecoming mette al centro l’abilità e la profondità tattica, e introduce molti contenuti nuovi. Ecco perché  abbiamo preparato un sito speciale che descrive tutti i cambiamenti e vi suggerisco davvero di visitarlo – aggiunge Tomaszkiewicz – negli ultimi mesi, il team ha fatto l’impossibile per dare vita ad un gioco con cui i giocatori potessero innamorarsi, alcuni per la prima volta, e altri nuovamente. Tuttavia, questo non è un traguardo per noi. Homecoming è stato possibile grazie ai vostri feedback e stiamo facendo Gwent per voi, dunque non dimenticatevi di farci sapere cosa ne pensate.

Il lancio ufficiale segue il rilascio di Homecoming, un aggiornamento enorme che riporta Gwent alle sue origini, di pari passo con l’implementazione dei feedback ricevuti dai giocatori durante la beta pubblica. L’aggiornamento introduce una rivisitazione completa delle grafiche di gioco, un nuovo aspetto per il campo da gioco e i leader di fazione, nuove meccaniche di gameplay e una nuova tipologia di carte, oltre a 30 carte nuove ed un sistema di costruzione di mazzo affinato.

Per celebrare il lancio di Gwent su Pc, chiunque abbia partecipato alla beta riceverà un titolo giocatore. Inoltre, un “Pacchetto Festa di Lancio” è ora disponibile per tutti i giocatori per un periodo di tempo limitato. Maggiori informazioni riguardanti il contenuto del pacchetto sono disponibili sia in gioco, sia su playgwent.com. Il lancio di Gwent significa anche l’inizio di una nuova stagione competitiva, che includerà premi a tema Mahakam.

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Thronebreaker: The Witcher Tales, trailer con gameplay

Thronebreaker: The Witcher Tales si mostra in un nuovo trailer che ci offre un po’ di gameplay. Tre minuti per l’esattezza. CD Projekt presenta la sua nuova avventura gdr ambientata nello stesso universo di Geralt di Rivia.

Il clip mette in mostra l’esplorazione nel mondo di The Witcher, la narrativa basata sulle scelte del giocatore e stuzzica la fantasia con nuovi personaggi e location. Il video permette di dare un’occhiata alle meccaniche che permettono di gestire il proprio esercito e migliorare il campo di battaglia, assieme alle battaglie a cui prenderete parte.

Ecco il video.

Il titolo verrà pubblicato il 23 ottobre su Pc tramite GOG.COM. Le versioni PlayStation 4 e Xbox One verranno pubblicate il prossimo 4 dicembre. I preordini del gioco sono disponibili sul sito ufficiale.

Thronebreaker: The Witcher Tales è un gioco di ruolo ambientato nel mondo di The Witcher. Combina esplorazione basata sulla narrativa con puzzle unici e battaglie a carte. Realizzato dagli sviluppatori che hanno lavorato sui momenti più iconici di The Witcher 3: Wild Hunt, il gioco ruota attorno alla storia regale di Meve. Lei è veterana di guerra e regina di due Regni Settentrionali: Lyria e Rivia. Dovendo affrontare l’imminente invasione nilfgaardiana, Meve è costretta ad imbracciare nuovamente le armi ed incamminarsi in un percorso oscuro dominato da distruzione e vendetta.

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Annunciato il vincitore del GWENT Open di ottobre

CD Projekt Red ha annunciato il nome del vincitore dell’ultimo torneo di GWENT Open, tenutosi nel corso dello scorso fine settimana. Il vincitore ufficiale è dunque il britannico Frederick “Freddybabes” Bird.

Il torneo ha visto otto tra i migliori giocatori di GWENT competere per il montepremi di 25.000 dollari. A ciò si aggiungono una robusta quantità di Crown Points ed un posto nel prossimo GWENT Challenger — l’ultimo evento prima del gran finale della serie GWENT Masters.

Di seguito la classifica finale del torneo:

VINCITORE

  • Frederick “Freddybabes” Bird (Regno Unito)

FINALISTI

  • Frederick “Freddybabes” Bird (Regno Unito) — 9.650 dollari
  • Andrzej “Adzikov” Bal (Polonia) — 4.600 dollari

SEMIFINALISTI

  • Andrada “radu.andrada” Radu (Romania) — 2.800 dollari
  • Raffael “GameKingAT” Iciren (Austria) — 2.350 dollari

QUARTI DI FINALE

  • Damian “TailBot” Kaźmierczak (Polonia) — 1.400 dollari
  • Mikel “Nujwk” Besga Aristizabal (Spagna) — 1.400 dollari
  • Kacper “kacper322” Sobkowicz (Polonia) — 1.400 dollari
  • Paweł “kams134” Skoroda (Polonia) — 1.400 dollari

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Nuovo gameplay di Thronebreaker: The Witcher Tales

Cd Projekt Red presenta un nuovo video gameplay di Thronebreaker: The Witcher Tales, la nuova avventura gdr ambientata nel mondo di The Witcher.

Il walkthrough della durata di 37 minuti si concentra sul primo atto del gioco e mette in risalto sia la narrazione sia l’esplorazione, cosi come i combattimenti basati sui match a carte. Inoltre, il video è commentato da Paweł Burza (community manager), per fornire ai giocatori più dettagli sul mondo di Thronebreaker.

Il gioco verrà pubblicato il 23 ottobre su Pc tramite GOG.COM. L’uscita su PlayStation 4 e Xbox One è prevista il 4 dicembre.

Spazio ora ai 37 minuti di gameplay. Buona visione.

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Il Gwent Open di ottobre andrà in scena questo weekend

Cd Projekt Red invita tutti gli amanti degli esport ed i giocatori di tutto il mondo a guardare il settimo torneo della serie Gwent Open.

Questo weekend, 13-14 ottobre, otto tra i migliori giocatori al mondo lotteranno per una parte del montepremi di 25.000 dollari, Crown Points ed un posto garantito nel prossimo Gwent Challenger, l’ultimo torneo prima del gran finale della serie ufficiale esport del gioco.

Il gruppo di partecipanti include alcuni tra i più alti classificati in Pro Ladder ed i vincitori delle qualificazioni online. Inoltre, i commentatori del torneo comprendono le note personalità della scena esport di GWENT.

Ecco i partecipanti in foto.

Il Gwent Open numero 7 inizierà domani (sabato 13 ottobre) alle 16 (CEST), con le semifinali e finale trasmesse domenica, 14 ottobre, in diretta sui canali ufficiali Twitch e YouTube di Cd Projekt Red con il coverage in tempo reale sull’account Twitter di Gwent Masters.

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Sono aperti i preordini di Thronebreaker: The Witcher Tales

Cd Projekt Red ha alfine annunciato il lancio dei preordini per Thronebreaker: The Witcher Tales, una nuova avventura ambientata nell’universo dell’ammazza-mostri Geralt of Rivia. Il titolo, che originariamente era partito come campagna single-player di Gwent, uscirà su Pc tramite GOG.com il 23 ottobre, con l’uscita su Xbox One e PlayStation 4 prevista il 4 dicembre, e si configura come un titolo di tutto rispetto, a dispetto della portata iniziale del progetto.













Marcin Iwiński, cofondatore dello studio, ha intessuto, chiaramente inorgoglito, le lodi del gioco:

Thronebreaker è quasi tra noi e ne siamo davvero felici. Ciò che inizialmente doveva essere l’avventura single-player per un gioco di carte multigiocatore è divenuto un gioco a sè. Thronebreaker è una vera e propria storia di The Witcher, con oltre 30 ore di contenuti, oltre 75 missioni secondarie ed allo stesso tempo è un gioco che permette di guidare un esercito in posti inediti dell’universo di The Witcher. Tutto ciò è sorretto da un sistema di combattimento basato sulle scelte e sulle meccaniche di GWENT.  I preordini aprono oggi e Thronebreaker include degli ottimi oggetti di gioco. Tuttavia, credo sia importante sottolineare che questi oggetti di gioco non saranno esclusivi per chi preordina. Quando si comprano i nostri giochi, tutti ottengono gli stessi contenuti di gioco. Non importa se il gioco viene preordinato o acquistato dopo il lancio. Non vogliamo attirarvi con la stronzata dell’oggetto esclusivo. Per noi, i preordini significano attesa ed entusiasmo e, ancor più importante, supporto per gli studi di sviluppo e i videogiochi che si amano. Quindi, se ciò che leggete nelle anteprime è di vostro gradimento, accogliamo il vostro preordine a braccia aperte. Viceversa, se vi serve più tempo per decidere e preferite aspettare le recensioni, prendetevi il vostro tempo e acquistando dopo il lancio non vi perderete nessun oggetto di gioco.

Thronebreaker viene venduto ad un prezzo suggerito di circa 25 euro ed è disponibile al preordine da ora. Di seguito, presentiamo gli oggetti di gioco inclusi nell’acquisto e un filmato inedito.

  • Colonna sonora ufficiale di Thronebreaker
  • Versione digitale del libro illustrato di GWENT: Art of The Witcher Card Game di Dark Horse.
  • Concept art, inclusa la mappa di Lyria
  • Romanzo a fumetti di The Witcher “Fox Children” di Dark Horse
  • 2 titoli giocatore in GWENT: The Witcher Card Game
  • 2 avatar giocatore in GWENT: The Witcher Card Game
  • 5 barili di carte premium in GWENT: The Witcher Card Game

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Cyberpunk 2077, Night City fu progettata con Sim City

È ancora vivo l’incredibile dettaglio visto nel video di gameplay di Cyberpunk 2077 pubblicato qualche settimana fa. Protagonista assoluto  è stato anche il dettaglio di Night City che farà da sfondo a tutto questo ben di Dio.

Mike Pondsmith, il creatore del gioco da tavolo Cyberpunk 2020, ha fatto una rivelazione interessante al Pax West 2018. Il design originale di Night City è stato realizzato utilizzando SimCity per Apple II. Una vera e propria chicca riportata su VG247.

Ponsmith ha raccontato:

Lo realizzai su Apple II e pensai ‘quanto posso rovinare questa cosa?”. Night City si è evoluta perché volevo avere una città in cui le persone che non conoscevano nulla di Cyberpunk potessero davvero capire come fosse quel mondo. È progettato su quello che io definisco il principio di Disneyland. Se lo guardi c’è un territorio cinese, uno giapponese, uno in mano alla Mafia, il settore corporativo. È anche studiato piuttosto bene. Un motivo per cui Night City è interessante in Cyberpunk 2077? La metropoli è straordinariamente dettagliata. Sai cosa sta accadendo, non solo dove ti trovi; quali gang si stanno muovendo, quali sono le notizie, chi gestisce la politica, chi sono le persone importanti. Quando metti nelle mani di un team come CD Projeckt Red così tante informazioni, quelle stesse informazioni vengono utilizzate. Con le modifiche apportate per Cyberpunk 2077, Night City è un posto dannatamente divertente.

E Night City sarà grande oltre ad essere pullulante di attività e personaggi. Si avrà la sensazione di girare per una città di dimensioni reali così come svelato qualche giorno fa da Patrick Mills, quest designer del gioco.

Detto questo attendiamo ulteriori novità sul gioco che uscirà su Pc, PS4 ed Xbox One ancora in data ignota.

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Adam Kiciński sullo sviluppo di Cyberpunk 2077: “È in linea con il programma”

Un'immagine tratta dal gameplay di Cyberpunk 2077Adam Kiciński, CEO di CD Projekt Red, ha rivelato che Cyberpunk 2077 è ancora in sviluppo pre-alpha, il che implica che l’attesa è lunga prima di godercelo, ma non c’è bisogno di scoraggiarsi: tutto sta andando secondo i piani. “Lo sviluppo è in linea con il programma.Abbiamo ancora molto lavoro davanti a noi, perché abbiamo […]

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CD Projekt RED conferma che ci sarà un nuovo The Witcher

CD Projekt RED conferma la volontà di continuare la serie The Witcher anche se al momento la concentrazione è tutta su Cyberpunk 2077 di cui solo nel corso del recente E3 2018 di Los Angeles si è cominciato a scoprire qualche cosa di concreto.

Adam Kicinski, presidente e CEO della software house polacca, ha comunque ribadito a DualShockers che la serie The Witcher, sulla quale il team lavora da 12 anni, proseguirà ma non con un The Witcher 4. Ne aveva già parlato poco tempo addietro lasciando le porte aperte per un eventuale spin-off, o prequel. Da quel che afferma, apprendiamo che la saga sarà ancora molto importante per l’azienda.

“I primi tre episodi di sono stati definiti una trilogia, pertanto non possiamo semplicemente chiamare il prossimo gioco The Witcher 4 – afferma Kicinski – questo ovviamente non significa che abbandoneremo il mondo di The Witcher, su cui abbiamo lavorato per più di dodici anni, e che i giocatori di tutto il mondo desiderano e apprezzano. The Witcher è uno dei due franchise sui quali costruiremo le future attività dell’azienda. Sfortunatamente in questo momento non posso svelare nient’altro”.

E per ora è sostanzialmente tutto. Conoscendo il modus operandi di CD Projekt RED, avremo pochissimi dettagli sul nuovo The Witcher fino a quando Cyberpunk 2077 non arriverà nei negozi. E proprio su quest’ultimo dettaglio, la data di lancio del nuovo gioco, non si sa nulla ancora.

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E3 2018, ecco il Pc sul quale girava Cyberpunk 2077

Senza dubbio Cyberpunk 2077 è stato uno dei giochi più chiacchierati di questa edizione dell’E3. Dopo il trailer d’annuncio, arrivato dopo ben 6 anni dalla prima clip di presentazione, è partita la caccia alle informazioni.

Una domanda comune è stata quella sul Pc che faceva girare la demo a porte chiuse. La risposta l’ha data la community manager Alicja sul Discord ufficiale di CD Projekt RED mentre a riprendere il dato è DSOGaming.

Ecco le specifiche del computer sul quale girava la demo di Cyberpunk 2077.

  • CPU: Intel i7-8700K @ 3.70Ghz
  • MB: ASOS ROG STRIX Z370-I GAMING
  • RAM: G.SKILL RIPJAWS V, 2X16GB, 3000Mhz, CL15
  • GPU: NVIDIA GEFORCE GTX1080Ti
  • SSD: SAMSUNG 960 PRO 512GB M.2 PCIe
  • PSU: CORSAIR SF600 600W

E chiaro, però, che questi non debbano essere presi come i requisiti effettivi del gioco. Saranno più bassi anche per ovvi motivi commerciali ed è altrettanto facile intuire come il team polacco abbia scelto questa macchina così performante per far vedere le meraviglie tecniche della sua nuova creatura.

CD Projekt RED non ha ancora fornito né una data ufficiale di lancio né tanto meno una finestra per l’uscita del gioco, quindi, avremo ancora molto tempo prima di tornare sull’argomento requisiti di sistema.

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E3 2018, la demo di Cyberpunk 2077 era reale

Cyberpunk 2077 è stato certamente uno dei titoli più attesi tra quelli visti e presentati all’E3 2018. La demo mostrata ha confermato in parte le aspettative sul lavoro degli autori della serie The Witcher. Marcin Iwinski, il CEO di CD Projekt RED, parlando in un’intervista a Kotaku riportata da PCGamesN, ha rassicurato i fan sul fatto che la demo fosse una vera e propria build del gioco.

Nulla di artificioso per mostrare il titolo alla kermesse di Los Angeles, dunque, ma un build giocabile su quello a cui il team polacco sta effettivamente lavorando.

Iwinski ha spiegato:

“Per quanto ne so, alcune compagnie hanno team separati che si occupano di lavorare sulle demo dell’E3 e cose simili ma noi agiamo in altro modo. Non so se sia meglio o peggio, ma nello specifico lo consideriamo un ottimo risultato. Ovviamente dobbiamo creare un software più chiuso e pulito per poterlo mostrare ma la costruzione della demo fa parte a tutti gli effetti dello sviluppo del gioco vero e proprio. È una vera build, non mentiamo su nulla qui, tutto costruito sulla medesima base del RED Engine che venne usato su The Witcher 3 ma riscritto al 90%”.

Ed i fatti sembrano dargli ragione. Le opinioni di chi ha avuto la fortuna di provare il gioco sono state positive lasciando in loro la sensazione di trovarsi ad un gioco vero e non di fronte ad una demo pre-renderizzata.

“Abbiamo ricevuto molti feedback sul fatto che si nota che certe cose sembrano naturali, non pre-renderizzate o falsate – ha concluso il CEO di CD Projekt RED – questo ci rende particolarmente felici e orgogliosi, perché significa che siamo riusciti nel nostro intento”.

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