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Legendary Eleven, prime impressioni

Il paragone tra il calcio moderno e quello degli anni ’70 ed ’80 è sempre incalzante. Soprattutto per chi ha cominciato a respirare aria di pallone in quel periodo e cominciava a seguire le gesta dei miti di quei tempi da Pelè a Maradona, da Cruijff a Mazzola, da Rivera a Riva, per continuare con Platini, Boniek e concludere a stelle meno conosciute ma altrettanto iconiche come Challe (peruviano dal tiro fortissimo e dal dribbling secco).

Bene, Legendary Eleven, gioco firmato da Eclipse Games è su Steam in early access e punta proprio – anche senza licenze ufficiali – a far rivivere l’emozione e l’adrenalina di quel tipo di calcio, magari più lento nei ritmi, meno atletico (probabilmente) ma con la stessa magia. Perché se si tocca bene quel pallone, anche se lo si fa alla metà della velocità odierna, si riesce sempre a dare emozioni.

Il titolo di Eclipse Games, quindi, ci fa immergere in questa atmosfera. Ecco le nostre prime impressioni.

ARCADE PURO MA CON STILE

Il gameplay di Legendary Eleven è decisamente arcade. Ma con stile. In tutti i sensi. Il fatto che lo stile non sia simulativo non significa che le regole non esistano. Anzi: falli, calci di punizioni, ammonizioni, espulsioni e fuorigioco sono sanzionati. Possiamo quindi parlare di un arcade moderno, come è giusto – aggiungiamo noi – che sia.

Il ritmo è elevato ed i giocatori in campo possono anche risentire della stanchezza. In Legendary Eleven è possibile sfruttare passaggi filtranti ed anche fare degli sprint decisivi per tentare di anticipare l’avversario e concludere a rete.

Ne nascono trame di gioco interessanti con conclusioni spettacolari. L’intelligenza artificiale è decente perché raramente fa errori pacchiani mentre le possibili combinazioni per trovare la rete sono davvero tante. Esistono anche i supershots, un po’ come quelli che vedevamo in Football Champ (leggendario arcade di Taito uscito ad inizio anni ’90 e conosciuto anche col nome di Hat Trick Hero).

Si tratta di conclusioni quasi imparabili che nascono dalla pressione prolungata del tasto specifico quando appare sul giocatore la scritta “super shot”. Quando riesce, il nostro atleta si prodiga in una acrobazia poderosa liberandosi di forza o di classe delle marcature e lasciando partire una bordata che nove volte su dieci (almeno nelle nostre prove) si infila in fondo al sacco. Una mossa spettacolare che ricorda il famoso gol di Manuel Negrete in Messico-Bulgaria ai Mondiali del 1986 anche se quello fu frutto di un’azione fatta di prima e conclusa al volo.

A dare ulteriore profondità e pepe al gameplay è la possibilità di utilizzare dei bonus supplementari dati da alcune carte che possono essere selezionate prima del calcio di inizio. Possiamo sfruttare in certi momenti la possibilità di avere – ad esempio – arbitri più permissivi (e colpire gli avversari in scivolata senza problemi disciplinari se si sbaglia il tempo di entrata), o utilizzare lo sprint più a lungo e così via.

Interessanti, ma non rivoluzionarie le meccaniche di tiro dai calci da fermo, si sfrutta un mirino e si cerca di rilasciare la potenza di tiro nella tempistica migliore. Questo per ottenere il risultato più efficace. Stesso dicasi per i calci d’angolo e per i rinvii dal fondo. I rigori portano la visuale in terza persona ed hanno una meccanica simile ma a quanto sembra, in futuro, gli sviluppatori rivedranno questo sistema per i tiri dagli undici metri. Ah, ultima nota, come nota di coerenza segnaliamo che i portieri toccheranno (pareranno) i retropassaggi dei compagni con le mani. Tale regola, infatti, venne introdotta nel 1992. Se qualcuno dovesse segnalare la cosa come errore farebbe un grandissimo torto.

Il gioco è piuttosto divertente e coerente con i valori in gampo che ci sono sembrati equi. Legendary Eleven si basa sulle nazionali. Colossi come Germania Ovest (già), Italia, Brasile, Argentina ed Uruguay sono molto forti con valutazioni attorno alle cinque stelle (o quattro). Al momento sono presenti 36 formazioni ma in futuro se ne aggiungeranno altre secondo la roadmap pubblicata qualche giorno fa su Steam dagli autori. Consigliamo di giocare il titolo a livello più difficile perché offre il meglio di se. Gli altri due livelli sono oggettivamente facili. Li ci aspettiamo un lavoro di bilanciamento che possa rendere la sfida più stuzzicante. I portieri, invece, fanno il loro ma a volte fanno alcune ingenuità alternando interventi strappa applausi e molto eleganti.

SCENARI, COPPA DEL MONDO, COPPE CONTINENTALI…

Legenday Eleven offre un discreto quantitativo di contenuti. Oltre alla classica partita amichevole, si possono giocare partite online, partite di Coppa Del Mondo nonché organizzare tornei continentali (Europei, Coppa D’Asia, D’Africa). Ci sono anche gli scenari (Partite Leggendarie nel menu principale, ndr), ossia partite che hanno fatto la storia della Coppa del Mondo partendo dal ’70. Peccato che, stranamente, manchi la partita del Secolo, ossia la semifinale di Messico ’70 tra Italia e Germania finita 4-3 per noi.

Troviamo però alcune partite importanti come ad esempio il derby tedesco da Germania dell’Ovest e DDR nel ’74, la tanto chiacchierata partita tra Argentina e Perù del 1978 (vinsero i padroni di casa per 6-0, risultato ampio che permise loro di raggiungere la finalissima davanti al pubblico di casa, ndr), o la storica vittoria dell’Algeria sulla Germania ai Mondiali dell’82 e tanti altri match nei quali bisogna conseguire un determinato risultato. Ah, si, c’è Italia-Brasile 3-2.






Nondimeno, Legendary Eleven ha anche un editor per le squadre dove è possibile modificare nome, attributi (giostrandoli però attraverso un massimale predefinito: in pratica si possono ridistribuire i punti esistenti tra le varie abilità) e caratteristiche fisiche come l’altezza, i baffi, la barba ed i vari (e stravaganti) tagli di capelli. Piccola nota di colore: abbiamo aperto l’editor sulla nostra nazionale con tanti giocatori bassi, o meglio alti 1,70 o poco più. Al giorno d’oggi l’altezza media è sicuramente aumentata di almeno una decina-quindicina di centimetri. Una piccola chicca per segnalare la coerenza di gioco.

UNA GRAFICA CON STILE

Eclipse Games ha svolto un lavoro dal punto di vista tecnico. Possiamo affermarlo fin da ora. Il lato visivo è senza dubbio quello più appariscente con le figure sinuose e stilizzate dei giocatori che si muovono molto fluidamente in campo.

Le animazioni sono molto buone così come gli effetti particellari. Belli anche i dettagli delle varie superfici di gioco. In Legendary Eleven è possibile cimentarsi in match in diverse condizioni climatiche: pioggia, nuvoloso, sera e neve oltre che, naturalmente, in condizioni normali. Tutte rese molto bene dal buon lavoro di questo team indie. La visuale aiuta a godere sia del lato tecnico (ed artistico) che dal punto di vista prettamente del gameplay. Peccato che ci sia solo uno stadio al momento e che nei replay si noti troppo un uso eccessivo dell’anti-aliasing.

È proprio il lato artistico che sorprende in Legendary Eleven al punto di diventarne un vero e proprio biglietto da visita. Il titolo, infatti, è piuttosto gradevole da guardare.

Buonissime anche le musiche di gioco e gli effetti sonori.







COMMENTO FINALE

Legendary Eleven può essere una vera e propria sorpresa. Strizza l’occhio al passato trattandosi di un gioco di calcio che si ispira ai miti degli anni ’70 e ’80. E lo fa con un suo stile particolare, artisticamente interessante.

Gradevole dal punto di vista visivo (grazie proprio ad uno stile peculiare e ad un lavoro fin qui molto pulito), il titolo è anche gradevole sul fronte del gameplay. Nulla di rivoluzionario ma è un arcade fin qui ben strutturato dove si può trovare la via della rete in diversi modi. Di potenza, di astuzia o in modi spettacolari. Il gioco è divertente, non ha tante pretese se non quella di far passare qualche ora in allegria. Certo, se aggiungessero una modalità carriera come si usa oggi non sarebbe male ma sarebbe comunque una componente da studiare bene per integrarla in un contesto che fino ad ora funziona senza grossi fronzoli.

Se si vede come titolo prettamente arcade allora date una chance a Legendary Eleven che potrà solo migliorare in questo percorso di early access (inserire Italia-Germania tra e partite leggendarie sarebbe anche cosa dovuta). Idem se si vede come un tributo al calcio vecchio stile degli anni ’70 ed ’80. Se volete una simulazione accurata, invece, cercate altro. Siamo curiosi di vedere come evolverà il titolo e cosa gli sviluppatori di Eclipse Games potranno offrire col gioco completo.

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Football: Tactics & Glory, in arrivo un nuovo aggiornamento

Il titolo calcistico Football: Tactics & Glory, si arricchisce con nuovi contenuti. Annunciato infatti il sesto aggiornamento beta che andrà a migliorare alcune imperfezioni grafiche e tecniche.

Dopo aver creato l’editor Faces e animazioni varie, gli sviluppatori di Creoteam si sono concentrati in particolare, sul miglioramento grafico del manto erboso, rendendolo più realistico.

Nello specifico, ecco le caratteristiche chiave di questo aggiornamento:

  • erba più realistica. A seconda del tempo e dell’importanza dello stadio, il campo sarà bello, sporco o innevato.
  • possibilità di disabilitare l’opzione del manto erboso in 3D, per i computer meno potenti.

Sono stati inoltre, risolti vari problemi tra cui:

  • i colori dell’erba erano diversi a seconda della distanza della telecamera
  • durante il calcio d’inizio l’erba appare sfocata.
  • durante il calcio di rigore, gli elementi dell’interfaccia ostacolavano la visuale del portiere

Apportati miglioramenti aggiuntivi tra cui:

  • risolto il crash quando il giocatore creava più di 20 squadre in un campionato
  • rimossa la possibilità di creare un numero dispari di squadre in un campionato
  • risolti altri problemi relativi all’editor

Per saperne di più su questo aggiornamento, potete cliccare qui.



 

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Fifa 19, EA Sports sceglie le stelle del futuro

Ci sono anche i giovani talenti della Serie A tra le FUT Future Stars, le promesse del calcio internazionale selezionate da EA Sports che saranno disponibili come Oggetti Speciali nei pacchetti Fifa 19 Ultimate Team per un periodo limitato.

Le Stelle del Futuro di FUT 19 sono i giocatori più promettenti di questa stagione del calcio mondiale, a cui EA Sports ha voluto attribuire i valori che si aspetta possano raggiungere tra qualche anno, quando questi giovani campioni potranno essere all’apice della propria carriera e riconosciuti in tutto il panorama calcistico internazionale.

Tra questi nomi trovano posto Patrick Cutrone e Davide Calabria, classe ’98 e ’96, diventati irrinunciabili per i rossoneri nelle ultime stagioni. A rappresentare il campionato italiano ci sono anche il bianconero Rodrigo Bentancur, classe ’97, con il romanista Justin Kluivert e il portiere della Fiorentina Alban Lafont, entrambi classe ’99.

Tra gli enfants prodiges del calcio mondiale anche Vinicius Junior, attaccante diciottenne del Real Madrid, il capitano dell’Ajax Matthjiss De Ligt e il ventenne difensore dell’Olympique Lione Houssem Aouar.

Inoltre, i tifosi potranno eleggere la loro Stella del Futuro scegliendo tra 5 candidati, tra cui la rivelazione del campionato italiano Krzysztof Piątek.

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‘90s Football Stars, Anteprima

Da sempre il calcio ha raccontato storie, fatto vivere partite leggendarie e sfornato campioni che sono rimasti nell’immaginario collettivo, idoli delle folle. Non sono rari i dibattiti su quale decennio sia stato il più spettacolare. Ed ognuno di noi, figlio dei propri tempi, ha detto la sua.

Per chi vi scrive, il periodo più interessante è stato senza dubbio tra la fine degli anni ’70 e la prima metà degli anni ’90. Ma è chiaro che, come qualsiasi parere – anche se espresso al meglio – questo sia opinabile. Ad ogni modo, un piccolo team indie argentino chiamato Purple Tree, ha realizzato un gioco calcistico che si ispira alle stelle (e non solo) degli anni Novanta. Si chiama ’90s Football Stars ed è distribuito dall’etichetta indipendente polacca Klabater che ha pubblicato pochi giorni fa il titolo su Steam in early access. Il gioco, lo ricordiamo, è stato annunciato ad inizio dello scorso giugno  a pochi giorni dall’inizio dei Mondiali di Russia vinti poi, per la cronaca, dalla Francia.

Noi vi parleremo delle nostre prime impressioni, joypad alla mano (e palla al piede) di questo titolo che omaggia quel periodo ma anche alcuni arcade dell’epoca. Non è un retrogame ma è un prodotto che li osanna. Il primo impatto è divertente ma al tempo stesso abbiamo notato come il prodotto sia ancora grezzo. Ma bando alle ciance ed ecco cosa ne pensiamo.

Buona lettura.

QUELL’ATMOSFERA GIA’ VISTA, QUANDO ERAVAMO ADOLESCENTI

‘90s Football Stars vanta fin da subito un impatto interessante ed in grado di far rievocare i tempi che vuole riportare in auge. Caricato il gioco, si ha la sensazione di tornare indietro ad i primi anni ’90 e quindi prendere la macchina del tempo per piombare nel 1992. Anche quell’anno (come questo 2018 che sta per salutarci) per la nostra Nazionale fu funesto: mancammo la qualificazione agli Europei di quell’anno che a sorpresa vennero vinti dalla Danimarca di Laudrup e soci.

Ma generalmente quel periodo è florido di stelle che ‘90s Football Stars omaggia in ogni modo possibile ed immaginabile. Sono (ancora) gli anni di Gullit, Valderrama, Maradona (ovviamente) e di altre stelle di prima grandezza. Della grande Danimarca, dell’esplosione della Colombia, del ritorno del Brasile e delle alterne vicende di Italia (che però in questi anni ’90 ai mondiali uscì solo ai rigori perdendo un titolo contro il Brasile) e di tante altre nazionali.

La grafica, di cui parleremo a breve, omaggia parecchio quel periodo con una palette di colori accesa e degli effetti distorsione che ricordano le vecchie VHS. Nondimeno troviamo riferimenti ad alcuni titoli del passato, tra questi ci viene in mente Football Champ (soprattutto per il gameplay).

CONTENUTI IN DIVENIRE, ROAD MAP IN OTTO TAPPE

Questa prima versione del gioco in early access ci permette di giocare amichevoli, una coppa internazionale e partite classificate. Si seleziona la modalità desiderata e la nazionale desiderata. Al momento sono 32 le squadre presenti e manca l’Italia ma il gioco avrà anche i nostri Azzurri nonché altre selezioni.

La coppa internazionale è simile alla Coppa del Mondo: si giocano tre partite del girone ad eliminazione e poi partite ad eliminazione diretta dagli ottavi di finale a seguire.

Gli sviluppatori ed il publisher, però, stanno lavorando sodo sui contenuti e sul gameplay. La settimana prossima uscirà il primo aggiornamento che includerà l’aggiustamento di bug ed a di giocabilità nonché l’arrivo di cinque squadre nuove tra cui l’Italia. Il secondo update includerà altre cinque nazionali nonché i consueti aggiustamenti al gameplay ed il fix dei bug. Poi arriveranno anche ulteriori contenuti come divise speciali, palloni. Verso le ultime tappe dell’early access, sono previste anche l’aggiunta della modalità Capitano (Captain mode) e la beta della modalità Online.

La modalità Capitano permette di selezionare il proprio calciatore preferito e di fargli fare una carriera in tutto e per tutto. Siamo molto curiosi, oggettivamente.

GAMEPLAY MOLTO ARCADE






Il gameplay è senza dubbio uno dei tratti distintivi di ‘90s Football Stars. Gli sviluppatori hanno puntato senza dubbio ad un approccio arcade estremo. In primis si gioca sette contro sette e non in undici contro undici. Questo varia già molto la giocabilità. Inoltre non ci sono falli in mezzo al campo, né fuorigioco. La scivolata scorretta è sanzionata solo in area di rigore. L’arbitro, infatti, fischierà il penalty e si tirerà dagli 11 metri cambiando anche visuale.

I comandi sono intuitivi mentre al tiro, cross ed ai passaggi si aggiunge lo scatto. Quando si è in difesa si possono effettuare scivolate (occhio, però, a non farle nella propria area), ma anche spingere clamorosamente l’avversario. Sembra un po’ – ne avevamo parlato in precedenza – Football Champ anche se li i falli erano più brutali ed erano contemplati anche i calci di punizione.

Ma non finisce qui. L’enfasi arcade è data anche da alcuni bonus che si attivano durante la partita. Parliamo della Super Speed che per qualche secondo concede uno sprint illimitato a tutti i nostri giocatori, del Super Tackle e Power Up. Proprio a tal proposito, se il distacco tra le due squadre è almeno di tre reti, si attiva la “Double Goal Mode”, ovvero la prossima segnatura varrà due reti e quindi è possibile trovarsi – se la squadra in svantaggio riesce a concretizzare – improvvisamente sul 3-2 anziché sul 3-1 o andare addirittura sul 5-0. È probabile che vengano aggiunte altre modifiche al gameplay.





I ritmi sono molto veloci mentre i passaggi non sono molto precisi al momento. Se da un lato può essere un vantaggio, dall’altro diventa complicato fare belle azioni manovrate. Inoltre auspichiamo una maggior precisione nei tiri: troppo sovente non si ha la cognizione di dove si sia indirizzato il pallone. È vero che, però, si tratta di una prima build e che è comunque un gioco arcade. Da aggiustare l’intelligenza artificiale degli avversari e soprattutto dei portieri (anche il nostro) che vengono battuti sovente da colpi di testa da fuori area con palla rimbalzante…

Ad ogni modo il titolo è divertente fin da ora e con le dovute limature sarà in grado di offrire molto di più. A tratti sembra di giocare a Virtua Striker di SEGA dei primi anni 2000. Il motivo è semplice da spiegare: l’impatto col pallone è simile.

VHS, COLORI ACCESI, LOOK RIVEDIBILI… BEN TORNATI NEGLI ANNI ‘90

Dal punto di vista grafico, il lavoro di Purple Tree è già interessante e sicuramente caratteristico. Già dai menu si evince lo stile che ci riporta ai raggianti (e magari ruggenti) anni ’90. Sia lo stile delle linee nonché i colori sgargianti e la possibilità di usufruire di un filtro VHS che sporca ulteriormente l’immagine ad hoc sbavandola come se fosse una registrazione datata, fanno molto anni ’90.

In campo usufruiamo di una visuale da destra verso sinistra a tre quarti simile a quelle degli arcade dell’epoca: Football Champ, Tecmo World Cup 90, e così via. I calciatori sono ben stilizzati con modelli 3d che sembrano utilizzare il cell shading. Troviamo alcuni effetti extra gradevoli come la nuvoletta di polvere quando si effettua lo scatto, pioggia e neve ben implementate anche se non influiscono sul gameplay. Buonissime anche le ombre e le animazioni.




Tante le caricature dei manager e delle stelle di quel tempo. Riconoscibili Diego Armando Maradona e molti suoi colleghi, tutti con i nomi storpiati.

Di impatto e di ottimo livello il sonoro. Gli effetti sonori ambientali sono buoni, ma i brani della colonna sonora sono ottimi ed orecchiabili. Ci sono davvero piaciuti.

COMMENTO FINALE

’90 Football Stars si presenta con una prima versione in accesso anticipato su Steam di discreta fattura. Il gameplay è senza dubbio migliorabile ma pur se grezzo riesce a divertire a sprazzi. Gli sviluppatori, però, dovranno lavorare molto sugli aggiustamenti sull’intelligenza artificiale che deve sicuramente essere potenziata. I portieri sono capaci di miracoli clamorosi ma anche di pericolosissimi cali di zucchero ingiustificato.

Può passare qualche errore di piazzamento (non diciamo di eliminarli del tutto, ma almeno di limarli lievemente) ma subire gol col pallone che rimbalza dopo un colpo di testa da più di 20 metri no. Auspichiamo una miglior precisione nei passaggi ed anche nei tiri: almeno sette volte su dieci si ha la sensazione di tirare a casaccio.

Per il resto siamo curiosi sugli aggiornamenti futuri e nutriamo speranze per un gameplay migliorato e per la modalità Capitano (Captain mode). Sicuramente un gioco da tenere d’occhio se si vuole riassaporare il gusto degli anni ’90. Si tratta, ad ogni modo di un titolo che sicuramente non può essere paragonato né a Fifa, né a PES ma che può far rivivere momenti allegri grazie anche ad un gameplay divertente e – si spera – più maturo.

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PES 2019, gli stadi del Celtic e dei Rangers disponibili da febbraio

Konami ha appena confermato che gli stadi di Celtic e Rangers di Glasgow saranno presenti in PES 2019 da febbraio. Ecco quindi le immagini del Celtic Park e di Ibrox Stadium (casa dei Rangers).






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Fifa 19, Recensione Pc

L’inizio della nuova stagione calcistica su Pc e console è sempre un evento importante. Da anni Fifa e PES si contendono la palma del migliore in questo contesto. E da anni il pubblico si divide sul quale sia il re.

La settimana scorsa (28 settembre) ha fatto il suo debutto Fifa 19. Un’edizione particolarmente attesa perché presenta diverse novità. Tra queste la più importante è senza dubbio il ritorno dopo oltre dieci anni della Champions League. Una licenza, a dir poco, appetibile che offre ai giocatori la possibilità, sia pure virtuale, di affrontare da protagonisti il torneo continentale più importante per club.

Al tempo stesso, però, c’è sempre molta curiosità per vedere cosa EA Sports si inventi per offrire una ventata di novità adeguata alla nuova stagione. Se la Champions League è la vera novità, la modalità Il Viaggio si rinnova ancor di più offrendo un ruolo di particolare protagonista proprio alla competizione Uefa che fa da sfondo alle vicende di Hunter e soci.

Il tutto si affianca alle modalità già conosciute e soprattutto ad altre piccole novità che più avanti nella recensione andremo a trattare.

Ecco la nostra recensione della versione Pc. Buona lettura.

UN VIAGGIO CHIAMATO CHAMPIONS LEAGUE

Non si può non partire con il ritorno della Champions League. La serie Fifa torna ad ospitare ed offrire il massimo torneo continentale per club ai suoi utenti dopo oltre 10 anni. In passato aveva addirittura dedicato titoli standalone alla kermesse poi la licenza passò a Konami per il suo PES.

La presenza di questo torneo offre una variante contenutistica non da poco ed EA Sports, con la sua maestria, ha saputo catturare l’atmosfera delle partite. Giocare la Coppa dei Campioni (si, siamo nostalgici) in Fifa 19 vuol dire immergersi in battaglie calcistiche dove non ci si può distrarre dal pubblico né tanto meno fare impaurire dalla posta in gioco.

Ma la Champions è anche protagonista della modalità Il Viaggio. Il nostro Alex Hunter torna più forte che mai assieme alla sorella Kim ed all’amico-rivale (ma se non altro onesto) Danny Williams. La Storia di Fifa 19 è giunta al terzo appuntamento dopo l’esordio in Fifa 17 ed il ritorno nel 18.

Svelando poco o nulla della trama ma parlando di questa che è ormai diventata una modalità di rilievo nel gioco di EA, possiamo affermare che le novità di quest’anno sono parecchie. Come detto, saranno tre i protagonisti con Hunter andato finalmente al Real Madrid, sua sorellina di appena 16 anni che si propone come astro nascente della nazionale statunitense che – per inciso – è una delle potenze del calcio femminile mondiale, e di Danny Williams che tenta di salvare la sua carriera dopo prestazioni altalenanti dovute anche alla sua condotta fuori dal campo un po’ distratta.

Le tre storie personali sono molto interessanti e gli intrecci alcune volte sono sorprendenti. La trama si infittisce e gli autori hanno saputo offrire un validissimo canovaccio sfruttando sempre il taglio cinematografico che contraddistingue da sempre questa modalità.

Come da tradizione, ormai, anche in Fifa 19, Il Viaggio ci pone davanti a scene di intermezzo lunghe, dialoghi ai quali dovremo fare la massima attenzione e, come in un gioco di ruolo, alcune scelte da compiere seguendo tre principi di massima con risposte equilibrate, focose o più pacate che incideranno nell’impatto dei nostri protagonisti con chi li circonda.

Il gioco ci farà alternare (suggerendoci anche quando ma lasciandoci liberi di continuare liberamente) fra i tre protagonisti. Di Alex Hunter sappiamo molto e questa del 2018/19 vuole essere la stagione del rilancio, del riscatto con l’approdo ai Blancos che già nella scorsa stagione era stato solamente paventato e che fu l’inizio di tante tribolazioni. Il buon Hunter cerca la consacrazione internazionale.

Con Kim Hunter il calcio femminile avrà un ruolo da protagonista in questa modalità visto che dovremo guidare la giovanissima atleta.
Ci ha colpito, tra le fasi iniziali, un frammento colto nelle scene di intermezzo. Vedremo la Hunter tesissima al suo esordio da titolare (era già presente in Fifa 18, ricorderete) in nazionale nello scontro diretto con il Canada in una partita delle qualificazioni per la International Cup (la coppa del mondo femminile) dove però le due nazionali hanno già ottenuto il pass per la competizione. Si gioca per la prima posizione e per la supremazia in Nord America.

Siamo nel tunnel che conduce al campo e dopo le raccomandazioni delle sue compagne di squadra più esperte, una rivale canadese intuisce la tensione, palpabile, nel volto della Hunter. A quel punto la guarda ammiccando proprio come farebbe uno squalo con la sua preda. Non andiamo oltre.

Troverete altre chicche disseminate in questa lunga modalità come ad esempio nella partenza: giocheremo nei panni del nonno di Alex, in un Manchester United-Coventry degli anni ’70. Atmosfera splendida che ci ricorda quella delle finali del passato presenti nel vecchissimo e sempre osannato Fifa 98 World Cup. In questo mini-scenario troveremo tante cose dell’epoca e tutte coerenti (compresi i vestiti del pubblico e l’abbigliamento sportivo, meno ricercato). Vintage ma un sapore antico che personalmente ci è piaciuto tantissimo.

Ne Il Viaggio, chiaramente, si alterneranno dialoghi e scelte, con allenamenti (che suggeriamo di svolgere manualmente) per migliorare le caratteristiche di ognuno assegnando i vari punti abilità e scegliendo dove applicarli. In questo modo si sceglie, nelle fasi iniziali, il proprio ruolo. Finalizzatore, rifinitore, regista, uomo d’area e così via. Come sempre dovremo far colpo in allenamento ma anche in campo dovremo soddisfare certe richieste che varieranno a seconda della nostra posizione in campo.

Possiamo scegliere i mentori ed affinare la nostra affinità con loro nel tentativo di “ispirarci” alle loro caratteristiche.

Tutto molto interessante così come alcuni richiami che si rifanno ai salvataggi in Fifa 18. Unica nota negativa i tantissimi caricamenti tra un segmento e l’altro. Ma per il resto, una modalità da gustarsi con calma e che nel corso di questi anni ha sempre impressionato sia a livello contenutistico che in profondità.

LE ALTRE NOVITA’: OLTRE ALLA CHAMPIONS C’E’ DI PIU’

Continuiamo a parlare delle novità di Fifa 19. Gli sviluppatori hanno rivoluzionato la modalità calcio di Inizio. Fino a Fifa 18 era l’opzione per disputare le amichevoli. Ma qui il concetto è stato ampliato all’ennesima potenza potendo impostare da qui tante opzioni.

Potremo scegliere addirittura l’ambientazione come se fosse uno scenario incluse le varie fasi della Champions League ma anche la possibilità di giocare le finali delle coppe nazionali dove si potrà scegliere qualunque formazione e far giocare l’atto conclusivo.

Non finisce certamente qui. Si possono scegliere regole personalizzate capaci di “riscrivere” le dinamiche di questo sport. Nella modalità Sopravvivenza, ad esempio, ogni goal realizzato corrisponde ad un’espulsione di un giocatore random della propria squadra escluso il portiere. Questo per dare un po’ di pepe alla partita. Vincerà chi arriverà a cinque anche perché fedele al regolamento ufficiale, la partita non potrebbe continuare con meno di 7 giocatori.

Tiri da fuori ridisegna il calcio così: le conclusioni all’esterno dell’area di rigore valgono due punti, i gol all’interno uno. Un po’ come nel basket con i tiri da tre e da due.

Chi non volesse pensieri, invece, può cimentarsi nel Niente Regole dove è possibile fare di tutto senza preoccuparsi di espulsioni, punizioni e fuorigioco.

Inoltre si possono disputare partite “al meglio di” dove si tiene il conto dei risultati precedenti delle sfide.

Naturalmente si potrà giocare la Champions League in modo indipendente oltre che nella Carriera.

In quest’ultima modalità possiamo scegliere se fare l’allenatore e governare tutto il club e la squadra in campo. Abbiamo preso una simpatica squadra della serie A scozzese, il Livingston. Vi racconteremo tutto nella sessione del gampelay.

Mentre in singolo si può come sempre scegliere le proprie caratteristiche fisiche nonché il ruolo, portiere incluso naturalmente, nel tentativo di fare carriera e diventare una stella. Sono presenti quasi 40 campionati (non tutti su licenza, però). Torna la serie A Tim con le squadre ufficiali. La nostra cadetteria, però, si chiama Calcio B. Troviamo campionati esotici in tutto il mondo dai quali iniziare la nostra carriera sia da allenatore che da giocatore.

ULTIMATE FOOTBALL TEAM

Non poteva mancare l’Ultimate Football Team (FUT) che è ormai presente da 10 anni ed 11 edizioni. Una modalità familiare amata da milioni di utenti in tutto il mondo. Una modalità che fa sempre discutere ma che permette di realizzare il proprio dream team acquistando con moneta di gioco buste e carte singole che includono giocatori, potenziamenti ed accessori.

La novità più importante è la Division Rivals che prende il posto delle Stagioni. Una cosa simile a quanto visto in myClub di PES 2019.

Dopo alcune partite per determinare la posizione iniziale, il giocatore viene posto in una lega assieme ad altri utenti con abilità simili. Si può salire di settimana in settimana fino ai livelli più alti accumulando, chiaramente, premi da spendere per migliorare la propria squadra e qualificarsi nella Weekend League. Ad ogni modo ecco le novità per le qualificazioni agli eventi classificati di quest’anno nella Ea Sports Fifa 19 Global Series.

Quest’anno, la Weekend League continuerà ad essere un duro banco di prova da cui emergeranno i migliori giocatori ma senza la pressione dell’accesso diretto alla fase successiva.

Le fasi di qualificazione degli eventi seguiranno un nuovo sistema, che permetterà a tutti i migliori videogiocatori di provare, tentativo dopo tentativo, per conquistare un posto nelle ancora più numerose competizioni organizzate da EA e da terze parti in tutto il mondo.

Inoltre, non ci sarà più la qualificazione diretta, ma un sistema di ricompensa a punti che si baserà sulle performance dimostrate nel corso della stagione.

I videogiocatori potranno qualificarsi seguendo alcuni passaggi.

  1. Registrarsi su sito ufficiale (FUTCHAMPIONS.com) tra il 5 e il 31 ottobre prossimi.
  2. Ottenere almeno 27 Vittorie nella Weekend League per diventare FUT Champions Verified.
  3. I FUT Champions Verified potranno essere chiamati a partecipare tornei di qualificazione online, in sfide uno contro uno con gli altri giocatori per conquistare un posto in uno degli eventi live.
  4. Guadagnare EA SPORTS FIFA 19 Global Series Pro Points attraverso gli eventi live e la Weekend League per entrare nella classifica ufficiale.
  5. Posizionarsi nelle prime 60 posizioni della classifica ufficiale entro fine anno per accedere ai Playoff.

Troviamo anche le Squad Battles e c’è più libertà nelle Scelte Giocatori.

GAMEPLAY PUNTELLATO

Andiamo ad analizzare il punto focale di Fifa 19. Il gameplay? Come è cambiato dallo scorso anno? C’è stata una rivoluzione o solo un piccolo passo? La verità sta nel mezzo. Nessuna rivoluzione ma i ritocchi apportati sono decisivi e sicuramente di impatto.

Rispetto alla demo di cui abbiamo scritto qui le nostre Prime Impressioni c’è stato un grossissimo passo avanti sia in termini di fluidità che nell’intelligenza artificiale.

Il Timed Finishing (o Finalizzazione a Tempo) è una novità importante. Le conclusioni a rete saranno influenzate dalla tempistica con la quale si premerà due volte il pulsante del tiro. Dipenderà sia dalle caratteristiche del calciatore ma anche, come già detto, dalla tempistica. Si concretizzano più facilmente tiri da incorniciare che vanno ad alternarsi a finalizzazioni che definire opache sarebbe già un complimento.
Più volte abbiamo provato questa finalizzazione con diverse squadre. Pazzesche quelle con le solite big ma anche i campioni non sono esenti dalle figuracce con tiri scagliati in curva. Più realistiche, a nostro avviso, le ciabattate con i giocatori del Livingston e tantissime caramelle con squadre di categorie ancora inferiori o in campionati più scadenti. Ma il Livingston lo abbiamo nel cuore… se non altro per il suo attaccante Dolly Menga… generoso, fortissimo fisicamente e nelle sportellate, ma sotto-porta una sciagura peggio del buon Egidio Calloni.

Il tutto viene accentuato nelle conclusioni al volo. Per fortuna ci sono alcuni mini-giochi negli allenamenti pre-partita che ci insegnano a gestire la tempistica nelle conclusioni al volo ma è chiaro che in partita, soprattutto se marcati, le volée possono disegnare traiettorie tanto sublimi quanto allucinanti.

I contrasti sono più accentuati e la fisicità è ancora più alla base del gioco. Da questi, sempre più realistici (salvo alcuni cali dell’IA) dipende anche l’impatto con il pallone sia per i passaggi che per le conclusioni. Ma c’è più libertà nell’effettuare i dribbling o giocate ad effetto… a patto di avere atleti in grado di effettuare tecnicamente le giocate. Diversamente vedremo tentativi goffi e mal riusciti come è normale che sia. In questo c’è abbastanza coerenza anche se…

I colpi spettacolari non mancano e forse se ne abusa anche in fase difensiva con spazzate in rovesciata che alcune volte sono ok ma altre sembrano un po’ esagerate o quanto meno fuori luogo. Ad ogni modo, però, la fisicità e la fisica riprodotte in Fifa 19 sono cesellate molto bene e ci hanno lasciato favorevolmente impressionati anche rispetto alla demo che ci aveva un po’ fatto intravedere i “fasti” di Fifa 13 e più generalmente del passato senza il Frostbite.

Chiaramente la risposta dei giocatori cambia di squadra in squadra ma ad accentuare tutto anche la difficoltà ed i controlli. In semi-assistito ed in manuale si può pensare di fare qualunque giocata e chiaramente la varietà del gameplay aumenta in modo esponenziale anche se prima ci si dovrà abituare ai nuovi ritmi.

Generalmente l’intelligenza artificiale è di buon livello soprattutto quando si giocano partite a livelli di difficoltà alto. Pressing asfissiante, reti di passaggio, contrasti, conclusioni molto interessanti (qualche volta ci ha letteralmente fregato sfruttando i momenti di distrazione) per un gameplay oggettivamente ancora più rifinito rispetto a Fifa 18.

Ci hanno entusiasmato le nuove Tattiche Dinamiche, ossia quelle da applicare durante la partita. Quest’anno sono davvero più decisive e sono efficaci anche perché è possibile utilizzarle in contemporanea. Nel pressing, ad esempio, ci siamo accorti che l’aggressione agli avversari è più diretta nonché utile allo scopo perché si riesce a spezzare più facilmente la rete di passaggi ma è altrettanto più facile sbagliare passaggi elementari se sotto pressione. Ma anche altre fasi come il contropiede o le sovrapposizioni o i duelli uno contro uno sono più accentuate.

Più difficile, a meno di non trovarci di fronte ai classici squadroni, subire il tiki-taka ed applicarlo. C’è però da dire un’ultima cosa nel gameplay. Per intenderci, ci è piaciuto non poco ma riteniamo che il ritmo sia un filino veloce soprattutto se si utilizzano squadre da quattro stelle in più. Naturalmente è possibile rallentare a piacimento la velocità di gioco, gran cosa, ma riteniamo che il realismo più accentuato sia in partite con squadre da due a tre stelle e mezzo. Le più divertenti tra gli “scarpari” (termine arcaico per definire giocatore con i piedi di piombo e quindi non esattamente delicati) con team da mezza stella fino a due e mezzo anche se tra queste c’è già una differenza enorme.

Ah, si, ultimo, ma non ultimo, i portieri. Bravi, intelligenti, difficilmente fanno errori gravi ma nelle uscite alte sugli angoli rimangono un attimino timidi: difficilmente bloccano il pallone. Stesso discorso nei cross su azione.

Per il resto, chiudono degnamente la porta ed in diverse occasioni compiono interventi tanto belli quanto efficaci. Non mancano, ovviamente, le papere ma anche gli attaccanti sbagliano i gol a porta vuota… Infine una menzione sui voti. Ovvero sulle valutazioni a fine partita. Solo un dettaglio, è vero, ma anche se minimale questa volta accenniamo al fatto che, come in passato, le votazioni sono davvero incongruenti con voti spesso troppo alti o troppo bassi.

ATMOSFERA DA CHAMPIONS, TELECRONACA COSI’ COSI’

L’analisi tecnica di Fifa 19 parte dallo stesso principio del gameplay. Non si discosta troppo dallo scorso anno ma ne migliora i dettagli. Questo grazie alle nuove licenze, in primis Champions League che prepotentemente avete letto e sentito anche in questa nostra recensione.

Le partite hanno sempre più un taglio televisivo con tantissimi stadi ufficiali resi al meglio. Le presentazioni sono di livello eccelso e grazie alle tante licenze ed ai riferimenti di icone del passato, le finezze aumentano a dismisura. Le squadre ed i giocatori famosi sono impressionanti. Il Frostbite funziona sempre alla grande in Fifa 19. Tuttavia, la qualità scende quando ci troviamo di fronte a squadre meno blasonate. I loro modelli “generali” solo normali.

Quest’anno non solo la Premier League sarà spettacolare ma anche la Liga spagnola offre davvero tanto grazie alla nuova licenza ufficiale che ha aggiunto anche tanti stadi (sedici per l’esattezza) ed i volti di altre star del calcio europeo oltre ai soliti Barcellona, Real Madrid ed Atletico.

Insomma, tra alti davvero impressionanti, e bassi (quasi ai limiti dell’anonimato), Fifa 19 è comunque in generale un bel vedere perché comunque, almeno su Pc, non abbiamo avuto mai problemi di fluidità o di rallentamenti.

Fifa 19 presenta tantissimi stadi diversi nonché condizioni ambientali, come da tradizione. Davvero belli da vedere e le varie inquadrature hanno comunque un taglio cinematografico di buon livello.

Dal punto di vista sonoro, vogliamo partire con quello che pensiamo sia la vera colonna sonora del gioco, ossia i cori da stadio, le razioni del pubblico alle varie giocate, agli effetti ambientali e sul campo.

Nulla da dire sui brani scelti per la colonna sonora. Sono tante hit che come da tradizione accompagnano la serie di EA Sports.

Altalenante la telecronaca. Confermati Pierluigi Pardo e Stefano Nava. Generalmente troviamo un commento ampio ed adattato alle competizioni. Le presentazioni dei due sono buone ma in partita la cosa cambia. Diverse volte le frasi vengono detta a casaccio e poi ci sono alcuni interventi praticamente inutili da bordocampo. Spesso Pardo chiama in causa Barzaghi per chiedere quanto manchi alla fine della partita, un po’ come se non avessimo riferimento cronometrico. Un po’ fuori dal tempo e, ripetiamo, perfettamente superfluo. Inoltre il commento di Nava ad alcune giocate non ci è sembrato del tutto naturale con una lettura a volte troppo caricaturale.

Ultima menzione ai menu di gioco, ridisegnati e comunque quasi mai confusionari. Bene così.

COMMENTO FINALE

EA Sports con Fifa 19 continua il suo viaggio in tutto i sensi. L’attesa licenza della Champions League è sfruttata al meglio per offrire più contenuti in varie modalità. Le novità non sono tantissime ma contribuiscono a migliorare e cesellare il proprio gioco calcistico nel tentativo di renderlo sempre più realistico.

In questo tentativo, il gameplay ha subito alcune varianti interessanti, la finalizzazione a tempo riesce ad essere tutto sommato una dinamica interessante e non troppo invasiva, mentre le tattiche applicate funzionano davvero bene svolgendo (finalmente) il loro compito in modo intelligente e coerente. Non mancano alcune incongruenze: ritmo troppo veloce (che si può comunque abbassare) e giocate a dir poco incredibili se si utilizzano gli squadroni. Riteniamo, come già scritto, che con squadre di medio calibro ci si diverta di più e che quanto visto in campo sia più congruo.

Ottimo il Viaggio che con tre storie ci fa vivere un’esperienza longeva, divertente ed appassionante con tante chicche e molte sfumature. Imprescindibili le modalità Carriera (Allenatore o Calciatore) e la Ultimate Football Team che varia quel tanto che basta per essere più a tono con le modalità esportive competitive.

Ci piace la presenza del calcio femminile. Ci piace molto ma avremmo voluto più nazionali e magari qualche campionato, magari la Major League americana e la Bundesliga tedesca per iniziare con le competizioni di club. Vedremo se in Fifa 20 avremo questo piacere.

Le altre novità sono piccoline ma possono divertire: possiamo giocare una finale di un torneo in qualsiasi momento, possiamo giocare partite senza regole o con regole modificate con i tiri da lontano che valgono due punti o ancora giocare la modalità Sopravvivenza. Pochi puntelli ma nei punti giusti. Almeno la maggior parte di loro lo sono.

Tecnicamente non si discosta troppo dal passato. Ci sono ritocchi che migliorano ulteriormente la qualità generale anche se ci sono alti e bassi nei modelli dei calciatori. Quelli famosi, ripetiamo, sono davvero impressionanti. I generici fanno fede al loro nome… non sono un granché e basta anche selezionare squadre medie della A per aver questa sensazione.

Insomma, la politica dei piccoli passi va bene e Fifa 19 è quel che fa al caso vostro anche se la distanza con PES 2019 è ridotta più per merito degli sviluppatori della serie Konami… ma questa è un’altra storia.

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Calcio di inizio per Fifa 19

L’attesa è finita. In molti avrete capito. Gli appassionati di calcio possono scendere in campo su Fifa 19 disponibile per Pc, PS4, Xbox One e Switch. L’edizione di quest’anno del titolo firmato EA Sports porta diverse novità.

Come certamente saprete, la prima è la presenza della Uefa Champions League. Sarà possibile scegliere tra le nuove modalità di gioco Calcio d’Inizio, mentre le Regole Personalizzate e le nuove Statistiche disponibili rendono ancora più avvincenti le sfide con gli amici.
Tante nuove Icone entrano a far parte di FIFA Ultimate Team, che grazie alla nuova modalità Division Rivals offre un nuovo modo di giocare online. L’attesissimo capitolo della modalità Storia, “Il Viaggio: Campioni” vede intrecciarsi le carriere di tre personaggi, in un’appassionante scalata ai vertici del calcio mondiale.

Vi riproponiamo il trailer di lancio intitolato “L’ora dei Campioni”. Buona visione.

Aaron McHardy, produttore esecutivo della serie Fifa, sottolinea:

In questa edizione il videogioco è stato portato a nuovi livelli di autenticità, con la spettacolare entrata in scena della Uefa Champions LeagueLe nuove modalità Calcio d’Inizio e le innovazioni del gameplay sono state accolte con entusiasmo da chi avuto occasione di provarle nella demo, con EA Access e Origin Access. Non vediamo l’ora che i videogiocatori di tutto il mondo possano vivere a pieno l’esperienza di Fifa 19”.

Il giovane Alex Hunter tenta di conquistare la Champions League con la casacca del Real Madrid. Due personaggi, Danny Williams e Kim Hunter, intrecciano le loro carriere e le loro ambizioni con quelle del protagonista, che dopo aver firmato con i blancos è sotto i riflettori e deve gestire con attenzione il successo e gli affetti.
Danny Williams continua la sua scalata alla Premier League, con l’opportunità di ricoprire un nuovo ruolo nella sua squadra. Kim, nel frattempo, sta per terminare gli studi e deve prendere una decisione molto importante per il suo futuro ai livelli più alti del calcio femminile nella Women’s World Cup.  Ad arricchire “Il Viaggio: Campioni” anche la colonna sonora creata dal Premio Oscar Hans Zimmer e dal compositore Lorne Balfe.

Fifa 19 è disponibile anche su Nintendo Switch, creando un’esperienza da campioni dentro e fuori dal campo: contenuti aggiornati in tempo reale per FIFA Ultimate Team, la Modalità Carriera e l’esclusiva esperienza della Uefa Champions League, per dare ai videogiocatori l’opportunità di godersela ovunque si trovino. Questa versione offre squadre e giocatori dalle personalità uniche, elementi ufficiali dei campionati più importanti del mondo e prestazioni mai viste.

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Konami prolunga la parntership con l’Arsenal ed annuncia le leggende di PES 2019

Si prolunga la partnership mondiale tra Arsenal FC e PES 2019 come official football video game partner. Lo ha annunciato Konami, sviluppatore e produttore del titolo calcistico uscito a fine mese scorso su Pc, PS4 ed Xbox One.

L’Arsenal FC, fondato nel 1886, vanta una ricchissima tradizione di successi ed è il club che ha collezionato il più grande numero di vittorie nella più antica competizione calcistica del mondo, la leggendaria FA Cup. L’Arsenal si è, inoltre, aggiudicato 13 campionati inglesi, uno dei quali (nella stagione 2003/2004) concludendo il torneo senza sconfitte.

Grazie a questo accordo tutti i giocatori della rosa del prestigioso club inglese sono perfettamente ricreati all’interno di PES 2019 con la tecnologia proprietaria di scansione 3D di Konami. L’azienda giapponese ha avuto anche l’accesso completo all’Emirates Stadium per poterlo ricreare in ogni minimo dettaglio (misure del campo incluse) all’interno del gioco.

La scansione 3D non si limita a riprodurre perfettamente l’aspetto fisico dei giocatori ma imita, con estrema precisione, anche i movimenti, lo stile di gioco e le caratteristiche tecniche di ogni calciatore.

Konami ha inoltre annunciato che i fan avranno la possibilità di scendere in campo con alcune delle più celebri leggende dell’Arsenal come Robert Pires, Sol Campbell, Gilberto Silva, Emmanuel Petit e Fredrik Ljungberg all’interno di PES 2019.

Avete letto la nostra recensione sul gioco? Eccola.

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Fifa 19, prime impressioni sulla demo

Una delle sfide più importanti per gli sviluppatori è quella di rinnovare ed offrire sempre nuovi spunti su giochi a cadenza annuale. La serie Fifa ne è un fulgido esempio. Il calcio secondo EA Sports viene visto e rivisto ogni 12 mesi (così come fanno i “rivali” di Konami con Pes) in ogni serie. Partendo dal fatto che la perfezione non esista, si punta ogni anno a migliorare ed a rifinire, ad offrire uno spunto per far si che valga la pena acquistare un titolo che costa i suoi soldi.

Fifa 19 uscirà il 28 settembre ma da un paio di giorni è uscita l’attesissima demo del gioco calcistico firmato da EA Sports. Assaggio utile per fare un discreto riscaldamento. Diciamolo subito: i contenuti sono esigui ed è meglio concentrarci sul gameplay che sarà senza dubbio protagonista della versione finale del gioco.

Ecco quindi le nostre prime impressioni sulla base di quello che abbiamo provato (divertendoci).

TIME FINISHING ED ALTRE NOVITA SUL CAMPO

Ad un primo acchito, Fifa 19 non sembra essere troppo distante dal predecessore che tanto ha ben fatto. Il gameplay però ci mostra subito che dovremo imparare nuovamente alcune particolarità per godere al meglio del nuovo episodio.

Troviamo quindi il Time Finishing che ad ora è una grossa novità dal punto di vista pratico. Dà un po’ più di pepe alle finalizzazioni sotto porta. In sostanza premendo una seconda volta il tasto del tiro aggiungeremo precisione e pericolosità alla nostra botta a rete ma tutto deriverà dal tempismo.
La speranza per il futuro è che questa caratteristica non renda troppo arcade il gioco. A livelli di difficoltà elevanti il Time Finishing è comunque più difficile che vada a buon fine anche perché non è sempre facile trovare il tempo per la seconda pressione sul tasto.
Abbiamo arroccato molti palloni in curva o cestinato azioni favorevoli chiedendoci anche il perché avessimo premuto nuovamente il “dannato pulsante”. E questo è capitato con giocatori di livelli mondiale come quelli presenti nelle squadre della demo. Siamo ansiosi di inventare nuovi improperi con i giocatori della versione finale quando potremo scegliere squadre piccole con valutazione da mezza stella e guardare verso l’infinito (ed oltre) dei piedi a banana.

La nostra prova ha evidenziato altro, però. Sensazioni contrastanti sia pure molto positive. Da un lato molto positive perché oggettivamente le azioni sono molto interessante, la loro costruzione più perniciosa ma altrettanto spettacolare è a tratti esaltante. Sono alternate giocate splendide ad errori clamorosi. E questo vale per tutti e 22 i giocatori in campo.

Il sistema di passaggi è più profondo grazie all’Active Touch System che dona ulteriore realismo nel movimento con cui si calcia il pallone rendendo ogni tocco diverso e dando ancora più profondità al gameplay. Difficile trovare passaggi uguali e c’è bisogno di maggiore precisione per fare una ragnatela che avvolga gli avversari. Le partite sono così più equilibrate e tendenzialmente sarà difficile effettuare il “tiki-taka” o provare a dettare legge col possesso palla. Si, può fare senza dubbio sia con la squadra ed i calciatori adatti, sia con la pratica assidua.

Una cosa che ci è sembrata evidentissima è l’efficacia delle tattiche da applicare quando si gioca, quelle – per intenderci – che si attivano con i tasti della crocetta sinistra. Si attivano i soliti menu ma è possibile attivare più tattiche contemporaneamente. Il pressing è applicato in modo eccellente e questo contribuisce ulteriormente a dare realismo alle partite. Non è cieco, ma ben calcolato al punto che difficilmente troveremo buchi in difesa ed altrettanto difficilmente saremo scoperti. Eliminata inoltre l’opzione “attacco totale” che rende meno suicide anche le opzioni più spregiudicate.

 

Qualcosa che ci ha fatto un po’ pensare, invece, è la fisica. Per carità, molto interessante ma in questa demo abbiamo notato alcune sbavature ed abbiamo avuto alcuni flashback di Fifa 12. Ricordate il Player Impact che si dava profondità alla fisica degli impatti in quel gioco ma che in diverse occasioni creava scontri quanto meno irrealistici e comici? Bene, con tutte le dovute proporzioni del caso, a volte abbiamo visto a scontri tra calciatori non proprio ortodossi senza ovviamente allarmare nessuno. È soltanto una nostra sensazione. Probabilmente nella versione finale del gioco questo sarà un ricordo ma abbiamo avuto questa visione, ripetiamo dovuta ad alcuni impatti non troppo esaltanti ma non tanto plateali come l’edizione di diversi anni fa.

Inoltre i portieri ci sono sembrati poco attenti sui calci d’angolo. Puntuali nelle uscite il più delle volte ma difficilmente bloccano il pallone. Cosa diversa, invece, per quanto riguarda le azioni. Fanno il loro dovere anche in modo spettacolare ma è sui cross che nutriamo qualche dubbio.

Trovare la via della rete, comunque, non sarà semplice. Una sfida rinnovata che a noi abbiamo raccolto.

CHAMPIONS LEAGUE ED UN ASSAGGINO DEL VIAGGIO

 

Parliamo dei contenuti di questa demo. Questo assaggio ci permette di respirare l’aria della Champions League facendoci giocare amichevoli come se fossero partite dei gironi della manifestazione tornata in Fifa dopo oltre 10 anni.

Troveremo gli stadi agghindati con tanto di inno e grafica della manifestazione. Nella versione finale, l’opzione partita veloce permetterà anche di disputare altri tipi di partite come le finali di coppa (presumibilmente le competizioni nazionali), ed altri tipi di partite oltre alla semplice amichevole.

Giocheremo anche un mini segmento de Il Viaggio con Alex Hunter andato al Real Madrid che assiste ai sorteggi di Champions (tanto per rimanere in tema). Si potrà giocare uno spezzone di partita col Manchester United in uno dei tanti scenari che ci ritroveremo nuovamente ma prima dovremo fare un torello con giocatori mica da ridere: Modric, Marcelo e soci.

In questa modalità, la versione finale, ci farà giocare anche con Danny Williams, l’amico rivale (ma almeno sincero) di Alex e la sua sorellastra, Kim Hunter suggerendoci che per un altro anno sarà presente il calcio femminile e siamo curiosi di vedere cosa sarà aggiunto alla sezione “rosa” di Fifa 19.

SEMPRE BELLO DA VEDERE E DA ASCOLTARE

Un flash sul comparto tecnico che amplieremo nella recensione. Fifa 19 è sempre un piacere da vedere e da ascoltare. Graficamente in questa demo abbiamo notato alcuni cali di framerate ed alcuni difetti di compenetrazione soprattutto nelle scene di intermezzo (allenatori e pubblico) secondarie.

Per il resto è il solito Fifa con i giocatori famosi riconoscibili nelle movenze in tutte le inquadrature. Il tutto viene esaltato nei primi piani con Ronaldo, Pogba, Ribery, ed altri big davvero impressionanti così come gli effetti stadio. Ma questa non è una novità. Potremmo soprassedere sul sonoro ma la telecronaca inglese è davvero ben fatta. Sarebbe bello che anche quella italiana fosse di tal livello. Vedremo. Ottimi i cori del tifo, come sempre.

COMMENTO FINALE

La demo di Fifa 19 è stata molto attesa anche perché si tratta di uno degli appuntamenti videoludici dell’anno… ovviamente assieme all’uscita del gioco calcistico.  Questo assaggio ci propone dieci squadre da provare in partite dei gironi di Champions League. Troviamo anche un pizzico della modalità Il Viaggio con Alex Hunter. È possibile provare qualche nuovo giochino di allenamento.

Dal punto di vista del gameplay, troviamo il titolo sempre stimolante. Sensazioni positive con qualche piccolo dubbio. L’incognita del Time Finishing e di alcuni impatti tra i giocatori è sopita dal fatto che le tattiche funzionano in modo stupendo ed il pressing è efficace: non  si sarà più avvolti dai passaggi avversari. Almeno non sempre. E proprio i passaggi sono cambiati in meglio dando ancora più realismo. I portieri sono di buonissimo livello ma sui cross di qualunque tipo li vediamo ancora un po’ indecisi. Crediamo che nella versione finale tutto sarà limato. Siamo curiosissimi e non vediamo l’ora di scendere in campo per l’inizio del campionato secondo EA Sports.

PREGI: Time Finishing può portare pepe. Sistema passaggi ci è piaciuto molto. Le tattiche applicate funzionano alla grande. Pressing intelligente. Gameplay sempre interessantissimo. Graficamente molto bello. Atmosfera di Champions. Telecronaca inglese ed effetti stadio splendidi.

 

 

DIFETTI: Lo stesso Time Finishing lo dobbiamo finire di comprendere. Alcuni impatti non sono perfetti. Alcuni difettucci nelle scene di intermezzo. Qualche calo di framerate sparso.

 

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È uscita la demo di Fifa 19 su PS4, Xbox One e Pc

La demo di Fifa 19 è disponibile da qualche minuto su PS4, Xbox One e Pc. EA Sports, come da annuncio, ha pubblicato la versione dimostrativa che pesa 7,48GB e può essere scaricata dagli store digitali, PS Store, Xbox Store ed EA Origin.

Sarà possibile avere un assaggio del gioco che debutterà in versione completa il prossimo 28 settembre anche su Switch.

Intanto questa prova permette agli appassionati calciofili di testare le novità del gameplay che sono state annunciate in precedenza come l’Active Touch, la Finalizzazione e le Tattiche Dinamiche, giocare amichevoli con la modalità Calcio di inizio, godere di qualche scampolo della modalità Il Viaggio: Campioni con protagonista Alex Hunter nonché avere un assaggio della Champions League che torna dopo un decennio abbondante nella serie di EA Sports.

Qui i link per scaricare la demo:

PS4

Xbox One

Pc

La demo Fifa 19 permette inoltre di scegliere tra dieci squadre. Tra queste anche la Roma con la quale EA Sports ha stabilito una partnership di due anni.

  • Juventus,
  • Real Madrid,
  • Manchester United,
  • Manchester City,
  • Bayern Monaco,
  • Paris Saint-Germain,
  • Atlético Madrid,
  • Borussia Dortmund, 
  • A.S. Roma 
  • Tottenham. 

Ricordiamo che quando uscirà, Fifa 19 includerà anche tutta la serie A Tim che tornerà in grande stile ed avrà tutto su licenza, incluso il pallone nonché le divise.

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Fifa 19, ecco i migliori 10 calciatori

Un evento molto atteso e che ormai fa parte dell’attesa di Fifa negli ultimi anni è scoprire quali siano le valutazioni dei migliori calciatori. EA Sports ha appena svelato la top ten presente in Fifa 19 che, ricordiamo, farà il suo debutto il prossimo 28 settembre.

Neppure a dirlo, in vetta alla classifica Cristiano Ronaldo, uomo copertina di FIFA 19 e grande protagonista di questa stagione della Serie A, e Lionel Messi, entrambi con una valutazione di 94.

Li tallona Neymar, asso del Paris Saint-Germain e della Seleção brasiliana con un rating di 92. Seguono con rating di 91 le stelle del Real Madrid Luka Modrić e Sergio Ramos, i belgi di Manchester City e Chelsea De Bruyne e Hazard, l’attaccante blaugrana Luis Suárez e il portiere del Manchester United De Gea.

Chiude la Top Ten il centrocampista dei blancos Toni Kroos con un rating di 90.

CLASSIFICA

  1. Cristiano Ronaldo(Juventus) – 94
  2. Lionel Messi(Barcellona) –  94
  3. Neymar Jr(Paris Saint-Germain) – 92
  4. Luka Modrić(Real Madrid) – 91
  5. Kevin De Bruyne(Manchester City) – 91
  6. Eden Hazard(Chelsea) – 91
  7. Sergio Ramos(Real Madrid) – 91
  8. Luis Suárez(Barcellona) – 91
  9. David De Gea(Manchester United) – 91
  10. Toni Kroos(Real Madrid) – 90.

Nella classifica dei cento giocatori più quotati, oltre a Cristiano Ronaldo, anche altri gli campioni della Serie A tra cui Chiellini Dybala (89), Higuain, Handanovic Insigne (88), HamsikImmobile e Icardi (87). Questa la pubblicheremo nelle prossime ore.

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PES 2019, Recensione PS4

La stagione del calcio è partita da qualche giorno su Pc e console. Dal 31 agosto scorso, per l’esattezza, da quando Konami ha pubblicato ufficialmente PES 2019, nuovo capitolo della amata ed affermata serie calcistica che – assieme al duellante Fifa – la fa da padrona da diversi anni a questa parte in questo settore.

Negli ultimi anni il pubblico si è ulteriormente diviso su quale fosse il titolo più bello e più completo tra i due ma questa è un’altra storia. Noi parleremo di PES 2019 che come ogni anno la serie punti ad essere il gioco di calcio migliore di sempre. Ma al di là dei proclami e della concorrenza, dopo qualche anno non esattamente favorevole, Konami ha usato parecchio olio di gomito e la serie ha ricominciato a risalire la china con piccoli ma significativi passi.

Riuscirà il nuovo capitolo ad essere all’altezza? Leggetelo nella nostra recensione.

MANCA LA CHAMPIONS LEAGUE… E CHISSENE

Pro Evolution Soccer 2019 (usiamo una volta tanto il titolo per esteso), arriva in un momento storico particolare: dopo un decennio abbondante, la saga non ha più i diritti sulla Champions League ed il grande pubblico nonché qualche addetto ai lavori tra i più scettici, ha avanzato dei dubbi sul nuovo appuntamento con la serie targata Konami.

Questo perché senz’altro si tratta di una licenza estremamente appetibile: poter giocare la competizione europea per club più importante è sempre allettante. Ma come più spesso abbiamo evidenziato anche in altri speciali dedicati ai giochi di calcio, questa mancanza non può essere decisiva dal punto di vista globale.

Del resto gli appassionati di campionati un po’ esotici o comunque potenzialmente affascinanti non possono lamentarsi: sono arrivate le serie A di Argentina, Belgio, Cile, Colombia, Danimarca, Portogallo, (esclusiva) Russia, Turchia, Scozia e Svizzera che si aggiungono alle massime divisioni argentina, brasiliana, olandese e francese (con quest’ultima che ha pure la seconda serie). Per le altre rimangono le licenze dei club singoli come per la nostra serie A che ha tutte le formazioni tranne la Juve (che si chiama PM Black White) o diverse nazionali (sono un’ottantina quelle presenti in gioco).  In Inghilterra, invece, ritroviamo le solite London FC, Man Blue e Man Red per indicare Chelsea, Manchester United e Manchester City. La Liga spagnola, invece, di ufficiale ci propone soltanto il Barcellona da lungo tempo partner di Konami. Real Madrid ed Atletico Madrid sono chiamate molto informalmente MD White e KD Red White.

E, visto che stiamo elencando le cose che mancano, segnaliamo con rammarico  la mancanza della serie B. Dopo anni nella nostra Master League non potremo selezionare il Palermo. Si… ci manca il rosanero, siamo sentimentali, che ci possiamo fare?

PES 2019 vanterà un buon numero di stadi presenti. Alcuni riprodotti fedelmente come alcuni impianti storici quali San Siro, Anfield Road, il Maracana ed altri. Eccoli in lista.

  1. Camp Nou
  2. VELTINS-Arena
  3. Anfield
  4. Emirates Stadium
  5. Giuseppe Meazza
  6. San Siro
  7. Stadio Olimpico
  8. St. Jakob-Park
  9. Ülker Stadyumu Fenerbahçe Şükrü Saracoğlu Spor Kompleksi
  10. Estádio José Alvalade
  11. Johan Cruijff ArenA
  12. Estádio do Maracanã
  13. Estádio São Januário
  14. Allianz Parque
  15. Toca da Raposa III
  16. Arena Corinthians
  17. Estádio Beira-Rio
  18. Estádio do Morumbi
  19. Estadio Urbano Caldeira
  20. El Monumental
  21. Estádio Alberto J. Armando
  22. Estadio Monumental
  23. Estadio Nacional de Chile
  24. Estadio Alejandro Villanueva
  25. Saitama Stadium 2002

PES Original Stadiums

  1. KONAMI Stadium
  2. Neu Sonne Arena
  3. Metropole Arena
  4. Hoofdstad Stadion
  5. Estadio Campeones
  6. Estadio de Escorpião
  7. Estadio del Nuevo Triunfo
  8. Stade de Sagittaire
  9. Stadio Orione
  10. Burg Stadion
  11. Estadio del Martingal
  12. Rose Park Stadium
  13. Coliseo de los Deportes
  14. Sports Park
  15. Villege Road
  16. Stadio Nazionale
  17. Estadio del Tauro
  18. PES LEAGUE Stadium

SI APRONO I GIOCHI: IL GAMEPLAY E’ PADRONE

Detto questo, Konami ha puntato forte su ben altro: sul gameplay ovvero sulla base di qualunque videogioco, che sia un fps, o un gdr, che sia un punta e clicca o un puzzle game.

Più che ai contenuti che sostanzialmente sono rimasti integri rispetto allo scorso anno pur con qualche variazione, ovviamente, al loro interno, gli sviluppatori hanno voluto rinforzare il feeling con il campo e farci prendere confidenza col pallone nel tentativo di farcelo diventare il nostro migliore amico. E siamo sicuri di aver già sentito da qualche altra parte questa frase (il pallone è nostro migliore amico…) in qualche cartone animato giapponese… magari Holly e Benji.

L’obiettivo era quello di migliorare l’ottima base precedente: quel tanto apprezzato PES 2018 che lo scorso anno ha convinto tantissimo sia sul fatto del divertimento che sul profilo tecnico.

Ma cosa ne ha guadagnato PES 2019? Davvero tanto e decisamente di più rispetto a quanto provato nella demo qualche giorno prima. Scesi in campo, troviamo subito ritmi lenti e compassati. Molto più che nel recente passato. Questo favorisce i tatticismi, ma può permettere anche la ricerca di giocate ad effetto e ricercate. Va da se che giocando a livelli di difficoltà Campione o Superstar tutte le qualità migliori emergano perché l’intelligenza artificiale, salvo qualche sbavatura – ma esistono anche nel calcio reale visto che pure Cristiano Ronaldo sbaglia gol facili, o portieri di levatura internazionale facciano papere clamorose – è comunque convincente costringendoci sempre a cambiare gioco.

Le accelerazioni se fatte con il tempismo giusto vengono premiate, i tagli degli attaccanti ed i movimenti dei difensori sono adeguati e segnare una rete in contropiede proprio come se stessimo vedendo una partita in televisione dona soddisfazione.

PES 2019 premia la tattica e l’intelligenza  nonché la gestione delle proprie forze fisiche.  Lo dimostra con l’implementazione della stanchezza reale che influisce pesantemente sulle prestazioni e sulle giocate, anche quelle elementari.
A livelli di difficoltà medio il tutto è attenuato, però, facendo risultare un po’ troppo facili molte azioni e facendo saltare il banco difensivo più volte in modo elementare. Per questo consigliamo agli appassionati di giocare a difficoltà più alte e, magari anche gradualmente, riuscire a togliere le assistenze su tiri e passaggi. È vero che all’inizio sarà difficile anche imbroccare l’appoggio più facile, ma con un po’ di pratica si possono trovare giocate eccellenti e fuori dagli standard a cui molti sono abituati.

Le tattiche funzionano a dovere e sono sempre più affinate. Raramente, salvo errori nostri o cali della intelligenza artificiale, vedremo errori clamorosi dei centrali. Spesso e volentieri sarà la bravura nel dribbling o nel passaggio illuminante di chi è in campo ha trovare il colpo di genio. Sarà molto interessante da parte del difensore portare all’esasperazione gli attaccanti avversari giocando molto sul tempismo e sui contrasti. Spada e fioretto, quindi, per un ruolo, quello del difensore, che se sfruttato può anche essere divertente. Inoltre, col rallentamento del ritmo, l’impatto fisico è più notevole e questo consente di giocare la sporcata sia in ambito offensivo che difensivo. A volte l’utilizzo – razionale – dei “gomiti” può essere redditizio per mandare a vuoto un attaccante o per liberarsi da una marcatura ed andare a rete. Se favoriti dal fisico e da piedi decenti, ci si può divertire ulteriormente. Lo abbiamo notato soprattutto nei cross alti dove però è più difficile segnare di testa anche se i portieri qualche volta tendono a guardarli questi cross, o più generalmente nei duelli con palle alte o rimbalzanti. Tutto questo grazie al lavoro sulla fisica che dà “peso” al gameplay.

La fisica rivista, inoltre, ci fa fare azioni sempre più coerenti. Girarsi al volo e trovare la porta, soprattutto se stanchi, sarà un’impresa anche per i top player o per atleti dalle statistiche migliori. Chiaro che avendo un Cristiano Ronaldo, un Coutinho, o un Maradona (sono sempre presenti le leggende, ndr) la giocata difficile avrà maggiore possibilità di riuscita ma gli altri non staranno a guardare e sovente – se si gioca con superficialità – anche questi grandi campioni rischiano di fare ben poco e di incidere ancora meno. Ed il fattore stanchezza, ben implementato, fa il resto.

Insomma, c’è tanto lavoro oscuro in PES 2019 che permette di godere di un titolo sempre più simulativo senza disdegnare la facilità dei controlli. Nondimeno, chi non ama troppo tutti questi tatticismi ed accorgimenti, può sempre rilassarsi giocando a livelli più semplici (noi consigliamo di non scendere sotto il livello medio perché gli altri inferiori sono davvero per bambini).

Ed i portieri? Abbiamo visto buone cose. Ma anche qui il discorso è atavico: alternano momenti di eccellenza a momenti di minore reattività ed insicurezza. Tuttavia sono più le punte di splendore che i momenti bui. Anche nelle conclusioni ravvicinate ed a botta sicura, gli estremi difensori riescono a compiere miracoli facendo partire i più grandi improperi della storia in lingue ricercatissime ed a volte sconosciute ai più. Il difetto, però, che abbiamo notato, è qualche imprecisione nelle uscite, soprattutto sui cross alti mentre sono altalenanti nell’andare al duello col calciatore lanciato a rete.

Insomma, PES 2019 ci ha convinto e ci ha divertito non poco e rappresenta un ulteriore passo in avanti rispetto al capitolo passato.

MASTER LEAGUE, DIVENTA UN MITO, CAMPIONATI E MODALITA’

Dopo aver spulciato e promosso a pieni voti il gameplay, parliamo adesso dei contenuti. Iniziamo subito col dire che avremo sempre tante cose da fare ma che non troveremo novità sostanziali andandoci a confrontare con le solite modalità online ed offline conosciute.

Cosa sarebbe PES senza la Master League e la possibilità di prendere un club con giocatori sconosciuti e più scarsi probabilmente di quelli della Longobarda? Le differenze col passato sono minimali ma esiste il livello Sfida che rende più difficile alcuni dettagli nella gestione del nostro club. Troviamo così più opzioni nelle trattative del calcio mercato. È possibile scegliere tra i diversi campionati presenti ma manca la serie B italiana.

Sostanzialmente identica la modalità Diventa un Mito che da diversi anni permette agli appassionati di crearsi un proprio atleta grazie ad un editor piuttosto profondo (ma questo non è una novità) sempre più ricco di personalizzazioni e scegliere il ruolo (anche portiere dalle caratteristiche offensive o difensive) nel tentativo di diventare una stella di fama mondiale con prestazioni convincenti.

Ovviamente è possibile disputare i vari campionati su licenza che abbiamo elencato ad inizio recensione.

Manca, come ormai arcinoto, la Champions. Troviamo di contro la International Champions Cup, un appuntamento estivo diventato da qualche stagione fisso nel calendario reale e che è molto utile a far guadagnare soldi ai club blasonati di tutto il mondo e che è comunque un appuntamento internazionale che fa da rodaggio prima dell’apertura della stagione vera e propria.

Tra le modalità Online, c’è sempre la myClub, l’alternativa di Konami al FUT di Fifa. Gli sviluppatori hanno semplificato le cose e comunque non varia troppo rispetto alla scorsa stagione. Si gestisce un club con moneta di gioco (o con soldi reali anche se adesso le transazioni sono meno invasive) dove si possono comprare osservatori, allenatori e soprattutto giocatori per migliorare la rosa e giocare partire col “materiale umano” che si dispone.

La vera novità è la presenza della modalità tre contro tre cooperativa che offre un po’ di varietà. Infine, parlando di licenze, quelle che mancano possono essere facilmente sostituite importando le varie rose e cambiamenti che gli utenti fanno online superando così il problema.

GRAFICA A TRATTI IMPRESSIONATE. TELECRONACA ALTALENANTE

Dal punto di vista tecnico, possiamo parlare di un lavoro mirabile. Praticamente è quasi tutto con i controfiocchi con animazioni sempre più complesse e complete, ed una riproduzione dei volti, soprattutto quelli su dei calciatori su licenza e famosi davvero incredibile.

I giocatori di Barcellona, Liverpool, Milan, Inter ma anche quelli delle altre squadre su licenza quali Monaco, Glasgow Rangers, Celtic, e qualche altro prestigioso club, sono riprodotti alla grande. La differenza tra questo tipo di giocatori e gli altri è piuttosto netta anche se gli altri club avranno diversi giocatori con fattezze sempre più simili alla controparte. Ma pensiamo a tal proposito che il consueto supporto dei vari aggiornamenti sui dati non tarderà ad arrivare.

Si chiama Enlighten la novità tecnica più grossa. I nuovi effetti luce sono, a tratti, impressionanti. I dettagli sono valorizzati. Anche quelli più piccoli come i fili d’erba (che possono essere regolati tramite opzione nel menu partita). Se si ha la possibilità di godere di uno schermo grande in risoluzione 4K con HDR potrà ulteriormente godere di questo ritrovato che esalta davvero parecchi aspetti. Ci sono, tuttavia, alcune sporadiche spigolosità (pochissima roba e parliamo di dettagli di contorno come nel pubblico, per cui qui lo diciamo solo per dovere di cronaca ma per lo stesso dovere intellettuale affermiamo che non incidono minimamente sul gioco).

Pochissimi i passi falsi del framerate mentre i vari effetti ambientali, meteo, esultanze e tutto quello che concerne il lato visivo è di grande impatto. Un applauso agli sviluppatori. Non mancano anche i dettagli visivi sulla fatica: vedremo i calciatori stanchi avere movimenti meno armoniosi mentre concretamente abbiamo già parlato degli effetti prestazionali e, aggiungiamo a che ci siamo, il pericolo più concreto di farsi male per infortuni. Questo, mettiamo un ultimo inciso qui, deve ulteriormente far riflettere sul come gestire la rosa costringendo le sostituzioni.

Le varie inquadrature rendono giustizia al campo, ai dettagli, ai giocatori, agli oltre 40 stadi presenti in gioco di cui sopra, e ci è piaciuto moltissimo giocare sotto la neve. I replay sono sempre allo stato dell’arte. Del resto PES negli ultimi anni ha brillato.

Per quanto riguarda il sonoro, spicca la cronaca del duo di lunga data Caressa-Marchegiani. Qui il risultato è sempre altalenante anche se in alcuni casi abbiamo notato delle frasi più congrue con l’azione. Peccato, però, che di contro, ci siano gli stessi difetti di sempre: in molti episodi abbiamo ascoltato frasi a casaccio e comunque fuori luogo. Probabilmente il paragrafo telecronaca, pur con qualche aggiunta, deve però essere rivisto a livello di implementazione.

Il resto lo fa la colonna sonora adeguata con una buona scelta di brani di vari artisti ed il pubblico che in fatto di cori e reazioni alle varie fasi di gioco fa del suo meglio.

Facili, ultimo dettaglio, le letture dei vari menu ma questa è sempre stata una cosa che in PES non è mai mancata: la facilità di navigazione tra una opzione e l’altra.

COMMENTO FINALE

Facciamo un breve riassunto di quanto scritto. PES 2019 continua sostanzialmente il viaggio di Konami verso un perfezionamento che vuole essere graduale. Persa la licenza Champions League in favore del diretto rivale, quest’anno gli sviluppatori hanno puntato fortissimo sul gameplay ed hanno vinto in larga maggioranza la loro scommessa apportando tanto lavoro “oscuro” che offre un maggior realismo, soprattutto se giocato a livelli di difficoltà alto. Il lavoro di gomiti e di fisico è più redditizio e veritiero ed aggiorna quanto fatto vedere nel già ottimo PES 2018. Il gameplay, in parole povere, è molto gratificante ed al netto di alcune sbavature che a questo punto definiremmo fisiologiche. Del resto lo svarione capita a tutti.

A livello tecnico abbiamo notato altri ritocchi soprattutto su illuminazione ed ombre ma anche le animazioni hanno chicche niente male e poi nella stragrande maggioranza dei fatti sono molto fluide anche su PS4 normale che è la piattaforma sulla quale abbiamo effettuato le nostre partite. Buono il sonoro, buone le musiche, così così la telecronaca che però diventa marginale a questo punto.

Le pecche sono sui contenuti. Non ci sono rivoluzioni su di esse ma solo dei ritocchi. C’è la coop 3 contro 3 online ma sono rimaste invariate le altre varie modalità con qualche semplificazione nella gestione delle rose e del calcio mercato. Presenti i giocatori del passato ed avere il piacere di giocare con un Maradona è sempre molto gratificante.

Se non avete problemi con le licenze (ma il supporto anche dei fan è costante ed il problema si elude facilmente, ndr), se non siete fan accaniti della Champions League (grande assente oggettivamente) e se vi piace il gameplay che varia nelle sue varie difficoltà (ed aiuti), inteso come sfida allora potete acquistare PES 2019 senza remore. A livello di gameplay la serie è tornata quasi ai livelli che la contraddistinguevano in PES 5. che non è mai andato giù nei ricordi e che riteniamo uno dei migliori giochi di calcio di sempre a distanza di tantissimi anni. Quindi, ben tornato PES e pazienza, aggiungiamo noi, per le licenze ufficiali più blasonate andate via. La ripartenza, quest’anno, ci sembra eccellente.

 

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Fifa 19, la demo potrebbe uscire la settimana prossima

La demo di Fifa 19 è una delle cose più ricercate al momento. EA Sports ancora non ha ufficializzato quando sarà pubblicata la versione dimostrativa del suo gioco calcistico che debutterà il 28 settembre in versione definitiva su Pc, PS4, Xbox One e Switch.

Ma gli appassionati della serie (e non solo) attendono tantissimo anche la demo che secondo un’anticipazione di TrueAchievements potrebbe essere disponibile dal prossimo 13 settembre. EA Sports deve però confermare il tutto.

Sempre dallo stesso leak arrivano i primi dettagli tutti da confermare. Se EA dovesse ripetere quanto fatto vedere lo scorso anno, potremmo giocare alla modalità Kick Off scegliendo fra tredici squadre differenti. Inoltre si potrebbe sperimentare la modalità Il Viaggio – Campioni.

Vedremo se e quando il publisher darà l’ok. Ricordiamo che oltre al 28 settembre, gli appassionati che hanno acquistato la Champions Edition e la Ultimate Edition potranno accedere al gioco con tre giorni d’anticipo (il 25 settembre). Dal 20 settembre, infine, ci sarà una prova gratuita di Fifa 19 su EA Access.

Ricordiamo che tra le novità della nuova stagione calcistica seconda EA Sports, ci sarà il ritorno della Uefa Champion’s League ed avrà la nostra serie A su licenza. Tra le novità, infine, la modalità No Rules e la Survival di cui abbiamo accennato in questo nostro articolo.

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Fifa 19, vediamo i requisiti della versione Pc

Fifa 19 debutterà tra un mese, il prossimo 28 settembre. EA Sports ha svelato i requisiti di sistema della versione Pc del gioco che sarà disponibile anche su PS4, Xbox One e Switch.

La versione Windows, lo ricordiamo, sarà disponibile solo su Origin, la piattaforma digitale di Electronic Arts. Ecco le richieste hardware minime e raccomandate (diffuse sul sito ufficiale del gioco) che per fortuna non sono stroppo esose.

REQUISITI DI SISTEMA

MINIMI: 

  • SO: Windows 7/8.1/10 – 64-Bit
  • CPU:Intel Core i3-2100 @ 3,1GHz o AMD Phenom II X4 965 @ 3,4 GHz
  • RAM: 8 GB
  • LETTORE OTTICO: unità DVD-ROM richiesta solo per l’installazione
  • DISCO RIGIDO: almeno 50 GB liberi
  • VIDEO: NVIDIA GTX 460 1GB o AMD Radeon R7 260
  • DirectX: Compatibile con DirectX 11 (per DirectX 11 è necessario Windows 7)
  • PERIFERICHE: tastiera e mouse, controller con levette analogiche
  • REQUISITI CONNESSIONE ONLINE: è richiesta una connessione a Internet per l’installazione e per giocare.

CONSIGLIATI: 

  • SO: Windows 10 – 64-Bit
  • Processore: Intel i3 6300T o equivalente
  • RAM: 8 GB
  • LETTORE OTTICO: unità DVD-ROM richiesta solo per l’installazione
  • DISCO RIGIDO: almeno 50 GB liberi
  • VIDEO: NVIDIA GeForce GTX 670 o AMD Radeon R9 270X
  • DirectX: compatibile con DirectX 12
  • PERIFERICHE: tastiera e mouse, controller con levette analogiche
  • REQUISITI CONNESSIONE ONLINE: è richiesta una connessione a Internet per l’installazione e per giocare.

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Fifa 19 avrà la Chinese Super League

La Chinese Super League sarà presente nel novero dei campionati nazionali presenti e proposti in Fifa 19. Electronic Arts ha presentato la novità nelle ore scorse nel corso dell’Animation-Comic-Game Hong Kong 2018.

Per la prima volta il torneo cinese sarà presente con tutte le sue squadre nel gioco in arrivo il prossimo 28 settembre (tra due mesi esatti) su Pc, PS4, Xbox One e Switch.

China Super League will be included in FIFA19! Official confirm from ACGHK 2018! @lucaspezzatti @gamer_matheusx pic.twitter.com/jrhBv8cfls

— Steven Lai (@laichifung) July 27, 2018

Ecco l’elenco delle 16 squadre presenti tra le quali ricordiamo il Jiangsu Suning (che ha gli stessi proprietari dell’Inter) ed il Guangzhou Evergrande allenato da Fabio Cannavaro.

  1. Beijing Guoan
  2. Beijing Renhe
  3. Changchun Yatai
  4. Chongqing Lifan
  5. Dalian Yifang
  6. Guangzhou Ever.
  7. Guangzhou R&F
  8. Tianjin Quanjian
  9. Hebei CFFC
  10. Henan Jianye
  11. Jiangsu Suning
  12. Shandong Luneng
  13. Shanghai Shenhua
  14. Shanghai SIPG
  15. Guizhou Zhicheng
  16. Tianjin Teda.

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