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Bear with Me, disponibile il terzo episodio

Le indagini di Bear with Me volgono al termine. Exordium Games ha pubblicato oggi su Steam ed Humble Store per Pc Windows, Mac e Linux il terzo, ed ultimo, episodio dell’avventura grafica punta e clicca dai toni Noir.

Tornano, Amber, la piccola bambina di 10 anni, Ted E. Bear, ed il mondo di Paper City teatro di numerosi incendi e di strani episodi che si sono verificati da quando in città è giunto Il Rosso.

Questo losco figuro ha pure nel mirino la piccola protagonista Amber che, tra le altre cose, vuole ritrovare il fratellino scomparso misteriosamente in questo mondo immaginario.

Per farlo lei e Ted E. Bear hanno intrapreso un viaggio nella metropoli monocromatica di Paper City a caccia di indizi e di una pista valida per riuscire nell’impresa.

 “Bear with Me ci offre personaggi caratteristici ed un dialogo pungente che offrono ore di risate – spiega Andrej Kovacevic, direttore dei lavori di Exordium Games – ma il gameplay profondo ha tenuto sul filo di lana i giocatori che non vedevano l’ora di riprendere il loro cammino. Questo capitolo finale darà loro una conclusione memorabile e soddisfacente”.

L’episodio 3 di Bear with Me, spiegano gli sviluppatori, è tre volte più grande del primo episodio ed è disponibile con doppiaggio completo in inglese e doppiaggi in diverse lingue, italiano compreso. Il prezzo è di 4,99 euro.

Ecco il teaser trailer. Buona visione.

IMMAGINI

Gli sviluppatori hanno pubblicato anche queste nuove immagini del gioco che evidenziano, ancora una volta, l’interessante stile grafico ed artistico improntato per questa produzione indipendente. Buona visione.

Amber Walks Home
Back Room
Bargain
Doctors
East Tunnel - TEd
Hallway - Amber
Local Watering Hole
Lookout Point - Ted
Mirror Room
Paper City Police Station (1)
Paper City Police Station
Seaside Mansion
Study
the Docks
unknown

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Thimbleweed Park è disponibile per Nintendo Switch

Gli utenti Nintendo Switch possono finalmente giocare a Thimbleweed Park. L’avventura grafica punta e clicca di Ron Gilbert e Gary Winnick è disponibile per la console ibrida della casa della grande N dopo aver fatto il suo approdo trionfale su Pc, a fine marzo e successivamente su altre console. Il prezzo è di 19,99 euro ed il gioco può essere scaricato su eShop di Nintendo.

Thimbleweed Park porta gli appassionati, come saprete, nel lontano 1987 in una cittadina americana sperduta balzata agli onori delle cronache per uno strano omicidio. Inizia così un lungo, strano e divertente turbinio di situazioni. Cinque protagonisti, cinque storie che si intersecano in un quadro più vasto che porta l’atmosfera tipica delle avventure punta e clicca LucasArts. Qui la nostra recensione PS4.

CARATTERISTICHE VERSIONE NINTENDO SWITCH

  • Mistero neo-noir ambientato nel 1987
  • 5 Personaggi giocabili che possono lavorare assieme
  • Non è un walking simulator
  • Sistema di puzzle sofisticato che si interseca nelle storie
  • Un vasto e bizzarro mondo da esplorare
  • Modalità Casuale e Difficile
  • Aiuti telefonici (in stile anni ’80) per ricevere aiuti – se si vuole
  • Battute ogni due minuti… non garantito
  • Doppiaggio in inglese con sottotitoli in varie lingue, italiano incluso.

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Thimbleweed Park ha una data di lancio per Nintendo Switch

Gli utenti Nintendo Switch che vogliono Thimbleweed Park possono cominciare a fare il conto alla rovescia. L’avventura grafica punta e clicca firmata da Ron Gilbert, Gary Winnick, David Fox e soci, arriverà sulla console ibrida di casa Nintendo il 21 settembre. Da giovedì della prossima settimana, quindi, sarà possibile acquistare al prezzo di 19,99 euro su eShop questo titolo di cui abbiamo più volte parlato nelle nostre pagine con due recensioni (una Pc e l’altra PS4) ultra lusinghiere.

La versione Nintendo Switch supporterà sia i Joy-Con che i comandi touch e può essere giocato tranquillamente sia in modalità TV che in modalità portatile. Vi lasciamo al trailer sulla versione Switch. Buona visione.

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Thimbleweed Park, Recensione PS4

Sono passati circa cinque mesi dall’arrivo trionfale di Thimbleweed Park su Pc ed Xbox One. Uscito, infatti, lo scorso 30 marzo l’attesissimo titolo di Terrible Toybox, team indie guidato da due volpi quali Ron Gilbert e Gary Winnick, approda anche su PlayStation 4 ed a settembre toccherà anche alla versione Nintendo Switch.

Le surreali indagini noir dai toni surreali e scanzonati si spostano sulla ammiraglia di casa Sony grazie anche, ed è giusto ricordarlo, alla grandissima raccolta fondi su Kickstarter del 2014 che permise agli esperti e talentuosi sviluppatori di raccogliere oltre 625.000 dollari. Cifra che valse anche la promessa della realizzazione anche di una edizione per PlayStation 4. Tale edizione è arrivata il 22 agosto, martedì scorso. Riuscirà questa versione a non far rimpiangere quella Pc?

Ecco la nostra recensione. Buona lettura.

PUNTA E CLICCA… IN PUNTA DI JOYPAD

Per chi non conoscesse Thimbleweed Park, vi diciamo subito che si tratta di un’avventura grafica punta e clicca. Un genere quasi desueto, ahinoi, che trova “terreno naturale” su Pc e che grazie ad un mercato sempre in espansione trova un seguito anche su console.

Solitamente la sfida più grande è quella di sostituire mouse e tastiera, comandi che vestono come un guanto per questo genere di giochi. La versione PS4 può contare su un buonissimo utilizzo del DualShock 4. Il joypad, infatti, si comporta piuttosto bene nella gestione dei comandi di Thimbleweed Park che è un’avventura grafica molto articolata perché bisogna destreggiarsi tra cinque protagonisti, tanti dialoghi e moltissime cose da fare come la combinazione di più oggetti.

L’interfaccia riprende in toto la celeberrima interfaccia SCUMM già conosciuta nei grandi classici quali Maniac Mansion, Zak McKracken o ancora The Secret of Monkey Island, ed offre le nove azioni da selezionare (Esamina, Dai, Usa, Apri, Chiudi, Spingi, Parla, Raccogli, Premi), accanto, al classico inventario per gli oggetti raccolti.

Con la levetta sinistra del joypad possiamo guidare la crocetta che permette di muovere i personaggi ed interagire con l’ambiente.

Con il tasto X si convalidano le azioni e quindi si concretizzano anche le interazioni come la combinazione di più oggetti o il parlare con altre persone, col quadrato si esegue l’azione suggerita (generalmente esamina se è un posto, o apri se è una porta o una finestra, ndr), con i grilletti alti si selezionano i particolari degli ambienti con i quali si può interagire mentre con i grilletti bassi si cambiano i personaggi. Anche in questa versione è possibile far correre i personaggi tenendo premuto il tasto X o il quadrato con la parte touch è possibile anche simulare il mouse ma bisogna avere la mano davvero sensibile.

Tutto sommato, come già scritto in precedenza, l’utilizzo di joypad piuttosto che di mouse e tastiera non è stato così terribile. Anzi, è stata quasi una piacevole sorpresa soprattutto per la facilità nello “switchare” tra i protagonisti.

Ricordiamo, inoltre, che è possibile anche far correre i personaggi lungo le varie location (che sono tante ed anche grandi, vedasi il cimitero, ndr). Basterà tenere premuto X. Mentre il cursore a forma di croce, come già su Pc, è più “intelligente” indicando le possibili direzioni percorribili. Un’evoluzione naturale dello Scumm.

UN’AVVENTURA IN EVOLUZIONE

La sala giochi è aperta... adesso si dovranno cercare i gettoni per cimentarsi negli arcade presenti
La sala giochi è aperta… adesso si dovranno cercare i gettoni per cimentarsi negli arcade presenti

Tra le altre differenze tra questa versione e quella recensita (con uno stratosferico 9,5 lo scorso 30 marzo) ci sono alcune differenze. Il titolo ha ricevuto alcune patch che hanno aggiunto contenuti supplementari quali il sistema di aiuti piuttosto complesso e coerente col gioco (si potrà chiamare il numero d’emergenza per ricevere suggerimenti), nonché più dialoghi, anche tra i personaggi giocabili.

Mentre è di recentissima introduzione la nuova location: la sala giochi. Questa permetterà di cimentarsi in alcuni titoli arcade, a patto di trovare i gettoni. Una nuova attrazione, quindi, è aperta e con essa nuovi enigmi legati ad essa.

Tale caratteristica è stata una prerogativa PS4 per un paio di giorni. Poi è arrivato l’aggiornamento Pc che ha rimesso in pari la situazione. E non è detto che altre aggiunte non vengano fatte in futuro.

UN RITORNO ALLE ATMOSFERE DEL 1987

ThimbleweedPark-Agents-Body-Italian
ThimbleweedPark-Agents-Street-Italian
ThimbleweedPark-Delores-CityHall-Italian

Parliamo adesso dell’ambientazione del gioco. Thimbleweed Park ci fa tornare indietro di 30 anni, in una cittadina fittizia americana dove si è consumato un efferato delitto. E’ il 1987 e questa cittadina che fino a qualche giorno prima era tranquilla era ancora in lutto per la scomparsa di Chuck Edmund (Chuck… dove lo abbiamo già sentito questo nome?) del suo magnate.

Sembra di aver fatto un viaggio a ritroso nel tempo con ogni ambientazione che ci fa respirare aria vintage anni ’80. E non soltanto grazie alla grafica in pixel art molto curata ma anche per tantissime chicche che troveremo lungo il nostro cammino. Chicche come tante citazioni ma anche la presenza di tantissimi riferimenti dell’epoca. Troveremo, tra le tante cose, un Commodore 64 con doppio floppy disk 1541 ed un modem velocissimo a 1200 boud che appartiene a Dolores, una dei protagonisti. Lei sogna di diventare una sviluppatrice di videogiochi e le piacciono, tra le altre cose, le avventure grafiche testuali. Certamente i richiami non finiscono qui: le citazioni variano e richiamano altri capolavori del genere punta e clicca ai quali il maestro Gilber, Winnick e David Fox hanno lavorato in passato.

Anche su PS4 non è una eresia dire che il gioco ci ha riportato ai fasti di The Secret of Monkey Island e la sensazione di rivivere quel periodo è stata forte. E i molti riferimenti ad altri titoli accentua le note poetiche e nostalgiche.

DIALOGHI MAGNIFICI, STORIA STUZZICANTE

ThimbleweedPark-Ransome-PostOffice-Italian

Quello che ci colpì, assieme a tutto il resto, su Pc è stato riportato su PS4. Non poteva essere diversamente. E così tornare a parlare degli eccellenti dialoghi (sia doppiati che scritti e riportati anche nell’ottimo adattamento italiano a cura di Fabio “Kenobit” Bortolotti, qui da noi intervistato) ci fa ricordare molti passaggi epici. E ci fa tornare alla mente punte inarrivabili nei classici.

La scrittura è molto potente e la resa in italiano è all’altezza. Thimbleweed Park è una gradevole cittadina americana immersa nel verde con 81 abitant… 80 abitanti. L’omicidio porta in città i due agenti federali Angela Ray ed il novellino (ma non per questo troppo sprovveduto) Antonio Reyes.

Ma faremo ben presto la conoscenza di Ransome, un clown maledetto che ama le parolacce ed il politicamente scorretto; Dolores Edmund, la sviluppatrice di videogiochi nonché nipote dello zio ricco Chuck Edmund, il magnate recentemente scomparso; e l’introverso papà di Dolores.

La magnificenza del gioco sta nell’aver realizzato cinque storie uniche ed estremamente diverse tra loro molto interessanti, profonde ed in grado di intrecciarsi molto bene grazie a situazioni e gag esilaranti, surreali, taglienti che danno vita ad una trama principale originale con tante sorprese e molti enigmi interessanti. E chi ha giocato alle vecchie avventure punta e clicca troverà un ambiente naturale per le sue abitudini. Una piacevole riunione di famiglia tanti sono i richiami.

Ma questo oltre a far contenti i giocatori non deve far temere: Thimbleweed Park ha la sua identità data dalla eccentricità originale dei suoi personaggi, delle situazioni e dei dialoghi mai troppo osannati. A volte capiterà anche di andare fuori tema solo per sapere cosa risponde quel determinato personaggio o solo per sentirlo parlare tanto è divertente e profondo il suo essere.

La longevità è molto alta e supera le 12 ore (anche di più) mentre la rigiocabilità è giustificata dal fatto di conquistare i vari Trofei. Tra l’altro è possibile scegliere all’inizio se giocare in modalità facile o difficile. Cambieranno determinate cose nonché anche i Trofei. Il gioco offre tantissime chicche da trovare qua e là che spingeranno i puristi a iniziare nuovamente le indagini.

PIXEL ART RAFFINATA, DOPPIAGGIO E MUSICHE DA PREMIO

thimbleweedpark

Sarebbe facile fare copia ed incolla di quanto scritto su Pc, così come per il resto praticamente tutti gli aspetti della recensione passata. Ma è giusto descrivere un’altra volta, magari a mente più fredda le nostre sensazioni. Tecnicamente ci troviamo di fronte ad un lavoro impeccabile.

Apparentemente semplice ma complicato anche se non impossibile. L’aspetto visivo è davvero gradevole. Thimbleweed Park offre una splendida grafica in pixel art, una veste perfetta per farci tornare al 1987. Si tratta di una pixel art che però non lesina tantissime finezze e che pur se vuol imitare quanto proposto in passato dalle avventure grafiche, lo offre potenziato. Non solo per i dettagli ma anche per la fluidità eccellente anche su PS4 e per i tanti livelli di parallasse che alcune location hanno.

Le numerose animazioni di contorno fanno il resto. Un esempio di chicca? Nel flashback di Ransome. Fate attenzione alla roulotte del clown ed ai suoi movimenti. Ci è piaciuta moltissimo la varietà delle location. Sia per numero effettivo che per la loro realizzazione con posti veramente evocativi ed ispirati.

A questo bisogna ricordare l’eccellente doppiaggio che caratterizza praticamente in modo perfetto ogni personaggio presente, giocabile o meno, secondario o primario che sia. Memorabili il clown (un vero e proprio tormentone quel figlio di bip), lo sceriffo di Thimbleweed Park (a rino), il coroner (o medico legale) e… beh, non andiamo oltre perché in effetti meriterebbero tutti una menzione e capaci di regalare momenti esilaranti. Giusto ricordare anche l’omaggio degli sviluppatori ai tanti finanziatori: è possibile ascoltare la voce di molti di loro componendo i numeri telefonici presenti nell’elenco. Un diversivo che può occupare simpaticamente molto tempo.

E non sono da meno anche le musiche con brani che caricano ulteriormente di atmosfera le nostre vicissitudini. I toni sono cupi (con qualche variante più allegra) e fanno tanto. Non siamo al reggae di The Secret of Monkey Island, ma stiamo parlando di una signora colonna sonora.

In Thimbleweed Park, anche su PS4, non esitiamo a dire che tutto funziona alla grande.

ThimbleweedPark-Delores-Letter
ThimbleweedPark-Franklin-Cemetery
ThimbleweedPark-Franklin-Delores-HotelLobby
ThimbleweedPark-Ransome-Delores-Trampoline
ThimbleweedPark-Ransome-QuickiePal
ThimbleweedPark-Ransome-RadioTower
ThimbleweedPark-Ray-Vista
ThimbleweedPark-Reyes-Bathroom

COMMENTO FINALE

A differenza della versione Pc che aveva alla vigilia l’unica incognita del peso di un passato glorioso vissuto dai suoi sviluppatori (molti hanno contribuito a realizzare vere e proprie pietre miliari come i già citati Maniacs Manison, e The Secret of Monkey Island), l’edizione PS4 poteva essere una incognita per i controlli.

Il problema della sostituzione mouse-tastiera col joypad è stato risolto in scioltezza. Certo, si è un po’ più lenti rispetto alla classica combinazione che gli utenti Pc conoscono a memoria ma considerando le difficoltà per riportare e distribuire i comandi al DualShock 4 in modo intelligente, la sfida è stata vinta.

Per il resto, tolta anche la paura visto che Thimblweed Park ha una sua fortissima identità, stiamo parlando di una pietra miliare da avere su console. Il motivo è presto detto: oltre che essere un gioco davvero ben fatto e decisamente gradevole in ogni suo aspetto, possiamo trovare ben poche avventure grafiche punta e clicca su PS4 a parte qualche remastered LucasArts. Se siete appassionati di avventure grafiche e non avete un Pc o semplicemente volete vedere l’effetto che fa anche su console potete tranquillamente spendere i 19,99 euro del costo. Il gioco è comunque in continua evoluzione e lo dimostra il fatto che l’edizione per la console di casa Sony ha fatto il suo debutto con la sala giochi arcade aperta. Le versioni precedentemente uscite si sono adeguate un paio di giorni dopo. Possibile che in futuro ci siano altre novità sempre gradite.

Thimbleweed Park anche su PS4 conserva il suo fascino ed il suo divertimento. Pochissimi i passaggi a vuoto (fisiologici) con enigmi ben studiati e congegnati, dialoghi superbi e ben adattati nella nostra lingua. Perché ripetiamo quest’ultima cosa? Perché bisognerà leggere tantissimo in questo gioco e l’italiano espresso è di livello. Pixel art, doppiaggio e musiche di eccelso livello fanno tutto il resto. Se abbiamo dimenticato qualche cosa, potete rifarvi tranquillamente alla recensione Pc.

 

Pregi

Versione eccellente anche su PS4. Avventura grafica punta e clicca di sostanza. Storia molto bella. Pixel art ricca, varia ed a tratti sontuosa. Doppiaggio davvero convincente. Colonna sonora di livello. Gameplay di fattura eccelsa. Modalità facile per i neofiti. Citazioni a profusione. Atmosfera anni ’80 resa magnificamente. Carismatico. Longevo. Ancora in evoluzione. Non ci sono tante avventure punta e clicca su PS4. Buonissimo sistema di controlli col DualShock 4…

Difetti

… Ma la combinazione mouse-tastiera rimane al top. Beh, non si spara, non ancora.

Voto

9,5

Criteri di valutazione

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Thimbleweed Park debutta su PS4 il 22 agosto, su Switch a settembre

Quattro mesi dopo l’esordio trionfale di Thimbleweed Park su Pc, il titolo ha una data di lancio su PlayStation 4.

L’avventura firmata da Ron Gilbert, Gary Winnick, David Fox e soci – frutto di una raccolta fondi su Kickstarter di successo – sarà disponibile sulla console di Sony a partire dal 22 agosto ed il mese successivo arriverà anche su Nintendo Switch confermando ulteriormente quanto fatto vedere da Gilbert qualche settimana fa.

L’edizione PS4 sarà scaricabile dal PlayStation Store con i controlli ridisegnati per il DualShock 4 che offrirà caratteristiche uniche. Sulla console ibrida di Nintendo, invece, Thimbleweed Park supporterà entrambi i Joy-Con ed i comandi via touch screeen in modo da permettere agli appassionati di alternarsi senza problemi tra la modalità televisione e quella portatile.

Gli sviluppatori ricordano anche che il gioco, già disponibile su Pc Windows, Mac, Linux ed Xbox One è in sviluppo anche per iOS ed Android dove arriverà più avanti nel corso dell’anno.

Thimbleweed Park è un’eccellente avventura grafica punta e clicca che ci porta indietro di 30 anni anche per l’ambientazione. Una grafica in pixel-art ricca di dettagli, una trama molto bella con dialoghi articolati e ricchi di humor nonché puzzle interessanti ci hanno fatto esultare non poco. Qui la nostra recensione. Tanti, infatti, i riferimenti ai grandi classici del passato di cui Gilbert e Fox hanno scritto capitoli indelebili avendo contribuito alla realizzazione di capolavori. Di recente, ricordiamo, è stato pubblicato un importante aggiornamento che ha potenziato i dialoghi e messo un sistema di aiuti.

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The Wardrobe in saldo per una settimana su Steam

The Wardrobe, l’avventura punta e clicca degli italiani di C.I.N.I.C. Games, è stato tra i protagonisti degli sconti estivi su Steam che si sono chiusi la settimana scorsa (il 5 luglio).

Il titolo pubblicato dall’etichetta Adventure Productions è infatti uno dei titoli più ricercati dai giocatori italiani sul noto store digitale di Valve.

Publisher e sviluppatore hanno così deciso di festeggiare con una settimana intera di sconti su The Wardrobe che da ora, fino al 17 luglio sarà disponibile a poco più di 11 euro e cioè col 25% di taglio sul prezzo di listino.

E per i più curiosi sull’andamento di The Wardrobe nel corso della Steam Summer Sale 2017, vi mostriamo lo screenshot scattato il 5 luglio, al termine delle promozioni: classifica dei titoli più venduti, categorie: indie & avventure grafiche. Il gioco risulta secondo, alle spalle di Papers, Please che non proprio un’avventura grafica.

The Wardrobe secondo

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Chronicle of Innsmouth, Recensione Pc

Si può accostare l’ironia delle avventure grafiche punta e clicca come The Secret of Monkey Island alle atmosfere cupe e sicuramente meno gioviali dei racconti di H. P. Lovercraft? La risposta non è per niente semplice.

Ma a provarci è Psychodev un piccolo team (un tandem, anzi, un trio) di sviluppatori indipendenti, all’esordio assoluto in ambito videoludico. Lo scorso 5 maggio, infatti, è uscito su Steam, ed in altri store digitali, Chronicle of Innsmouth, avventura grafica punta e clicca in pixel art per Pc che ci offre una storia interessante basata su uno dei racconti del maestro americano dell’horror: La Maschera di Innsmouth (conosciuto anche come L’Ombra di Innsmouth) pubblicato nel lontano 1936.

Abbiamo già parlato del gioco indie nelle nostre Prime Impressioni di qualche giorno fa. Sarà stato in grado di riuscire a confermare quanto di buono aveva mostrato?

RISATE ALL’INIZIO, ANGOSCIA DOPO

Chronicle of Innsmouth è un gioco a double face. Ce ne siamo resi conto andando avanti con la trama (che citeremo soltanto in grandi linee per non fare anticipazioni di sorta) che all’inizio mostra il lato quasi goliardico della produzione e che però torna su registri canonici quando si comincia a far sul serio.

Gli sviluppatori hanno voluto rendere omaggio molto apertamente non solo alle atmosfere lovercraftiane, comunque presenti fin dall’inizio, ma anche ai grandi classici come The Secret of Monkey Island. Anzi, queste ultime tonalità sono state vivide per una buona prima metà del gioco. Gli autori hanno di fatto danzato in un difficile valzer tra battute ironiche e situazioni decisamente più seriose. Questo può far piacere agli appassionati del genere punta e clicca ma potrebbe far storcere il naso agli estimatori più puristi di Lovercraft.

La struttura dell’avventura è classica: interfaccia dei verbi per fare le azioni principali (parlare con gli altri personaggi, interagire con gli oggetti e con l’ambiente) ed accanto inventario per usare ma anche combinare tra loro quanto trovato e raccolto.

Siamo negli Anni ’30, in una località del Massachussets. Il protagonista è un giovane ragazzo biondo (che a nostro avviso ci ricorda un po’ il primo Guybrush Treepwood per modo di fare, invettiva ed inventiva, ndr) che si trova nella piccola città di Newsburyport deciso ad andare ad Arkham. Tuttavia, decide di fare una deviazione per Innsmouth per festeggiare la maggiore età. Un posto questo dimenticato da tutto e da tutti. Una volta fiorente adesso cancellato dalle mappe ed addirittura boicottato al punto che non passano più nemmeno i treni.

Trovato il modo, più o meno rocambolesco, per arrivare a questa Innsmouth, il tutto cambierà. Il gameplay si unirà anche ad alcune, piccolissime, sessioni action (un po’ come accadeva in Indiana Jones the Fate of Atlantis, ndr).

Andando avanti nelle sue indagini, infatti, il nostro protagonista dovrà fare i conti con una realtà decisamente più problematica ed a dover lottare addirittura per la sua stessa vita.

Vi diciamo che il gameplay si manifesterà in diverse occasioni ma per fortuna si potrà riprendere in punti abbastanza vicini grazie ad un intelligente sistema di autosalvataggio.

Chronicles of Innsmouth F
Chronicles of Innsmouth D
Chronicles of Innsmouth C

Se Newsburyport è ombrosa ma tutto sommato tranquilla, Innsmouth è davvero spettrale e mette fin da subito a disagio (e questo è un pregio, ndr).

Personaggi sinistri popolano questi luoghi poco ospitali e tanti segreti cominciano ad emergere… assieme ad altrettanti dubbi che spingeranno ad andare avanti nella trama. Non andiamo oltre ma possiamo confermare la bontà dei dialoghi (sebbene qualche errore di punteggiatura sia presente, ma nulla che non si possa correggere con degli aggiornamenti, ndr), e tante situazioni grottesche ed al tempo stesso divertenti imbottite da tante citazioni (il treno a tre locomotive è solo una delle tante… ed a Palermo può prendere coloriti riferimenti che è meglio non mostrare qui) che poi vengono, come da contraltare crudele, sostituite più in là da situazioni ricche di tensione.

Dal punto di vista della difficoltà, il titolo si fa giocare piuttosto agevolmente salvo qualche passaggio un po’ più problematico. Gli enigmi sono piuttosto coerenti e danno anche una certa soddisfazione nel risolverli. Ci sono, come anche detto precedentemente, delle fasi action che danno più brio al ritmo e che si manifestano con sequenze QTE (Quick Time Event) basate quindi sul tempismo di esecuzione. Nulla di impossibile ma è una sfida che richiede le sue ore di gioco: dalle 5 alle 10, a seconda dall’esperienza dei giocatori..

PIXEL ART CON TANTE SFUMATURE, COLONNA SONORA D’AUTORE

Chronicles of Innsmouth G

Andiamo a parlare del comparto tecnico del gioco. Abbiamo accennato alla Pixel Art di Chronicle of Innsmouth e ne avevamo descritto come un arazzo in risoluzione 320×200 di stampo davvero classico ma non per questo privo di particolari. Anzi. Confermiamo in toto questa nostra affermazione aggiungendo anche che la varietà non è indifferente.

Tante le location ben congegnate ed Innsmouth è davvero un dedalo che a prima vista fa comprendere che il viaggio del protagonista non sarà una salutare passeggiata di piacere ma anzi che sarà una permanenza ricchissima di pericoli. E questo è un merito perché non è facile trasmettere emozioni con pixel così grandi su schermi abituati a supportare ben altro genere di grafica.

Proprio per questo l’unico vero appunto che ci sentiamo di fare è la mancanza di un supporto a risoluzioni più definite (anche una vecchissima 640×480 avrebbe fatto al nostro caso, a nostro avviso), che avrebbero, senza dubbio, dato ulteriore risalto al lavoro artistico svolto con oculatezza ma che a volte soffre di questa mancanza di definizione. Bisogna ricordare, inoltre, che tale lavoro è stato realizzato con Adventure Game Studios. Ci sono alcune piccole imprecisioni, inoltre, che denotano la natura indie (ed anche amatoriale) della produzione. Troviamo alti e bassi ed è un peccato.

Il contesto sonoro è probabilmente una delle parti migliori del lavoro fatto da Psychodev formato da Umberto Parisi e da Amedeo Vasaturo. Tanti i brani originari ricchi di atmosfera che accompagnano in modo decisamente adeguato il nostro cammino. Bene anche gli effetti sonori fatti da zero.

Insomma, per essere il loro primo lavoro sono riusciti a fare qualche cosa di positivo. A tal proposito abbiamo preparato un box con tante curiosità sullo sviluppo che vi proponiamo a seguire.

Chronicles of Innsmouth I

TUTTE LE CURIOSITA’, PIU’ O MENO DELLA PRODUZIONE

  • Il gruppo whateley hillbillies, che si esibisce nella location dell’hotel YMCA, esiste davvero: è composto da Umberto Parisi, Osvaldo Costabile ed Alberto Maria Langella. Questa è la loro pagina Facebook
  • L’esterno della biblioteca di Newburyport è preso da una foto della vera biblioteca.
  • Hopelow e lo strillone sono due amici degli sviluppatori.
  • I due contrabbandieri sono i due autori del gioco.
  • La voce di sottofondo che si sente ad innsmouth ad intervalli regolari è quella di Parisi.
  • Il pezzo jazz al Cafe’ Ogi e di un amico di Parisi, il jazzista Massimo Barrella che ha creato la musica appositamente per la location
  • Il brano sui titoli di coda è da considerarsi la title track ufficiale ed è eseguita e composta da Parisi, la voce è di Gandolfo Ferro cantante che suona insieme a lui nella band heimdall attiva da 99 e con 5 dischi pubblicati
  • Tutte le musiche sono composte e suonate da Parisi, tutti gli strumenti sono veri tranne il trombone sul pezzo noir del flashback e naturalmente i synth.
  • Il cane che ascolta i Whateley Hillbillies si chiama Junior ed è uno dei cani di Parisi a cui si sono aggiunti dopo Wendy e Zelda che non sono, però, stati disegnati ed inseriti nel gioco
  • La raffineria è una struttura dei cantieri navali di Portoferraio che l’autore vedeva dal bar in cui ha preso il caffè per un anno ed in cui sono nate le prime tavole di Chronicle of Innsmouth;

Chronicles of Innsmouth E

  • La voglia di voler creare un videogame è nata nel contesto di un canale Youtube gli Psychotronici purtroppo scomparso causa mio trasferimento;
  • I suoni della Tilton che pulisce sono io che pulisco le corde della chitarra;
  • Il gioco è nato per caso e nessuno di noi ha mai fatto nulla del genere prima, l’unica abilità già presente era quella musicale tutto il resto l’abbiamo imparato da zero;
  • Per rendere la storia più credibile abbiamo realizzato un background su cui esso poggia, questo può permetterci di portare avanti la saga con coerenza;
  • Essendo il gioco realizzato mentre imparavamo si può notare una miglioria nei background andando avanti nel gioco purtroppo tecnica sbagliata quando il mercato si basa sui primi dieci minuti;
  • Tutte le musiche sono registrate in home recording per la precisa volontà di occuparsi di tutti gli aspetti del gioco;
  • Riguardo questo anche la scelta di proseguire in due dopo una piccola ricerca di altre figure ci ha portato a capire i problemi e le criticità di tutti gli aspetti della produzione di un gioco con tutto il beneficio che questo potrà portare nei lavori futuri;
  • Il personaggio di Lone Carter è stato aggiunto successivamente alla creazione del background per fare da contraltare al personaggio principale decisamente ingenuo e un po’ tonto. questo perché l’introspezione psicologica del racconto porta a non meravigliarsi della sua estrema curiosità per Innsmouth mente nel gioco questa cosa non funzionava ed abbiamo dovuto renderlo un tipo un po’ in balia degli eventi;
  • Il gioco in principio era molto più difficile abbiamo limato pian piano il tutto per evitare che le persone dovessero trovarsi più spesso del solito ad usare tutto con tutto per andare avanti inficiando quello che era lo scopo prefissatoci e cioè raccontare una storia;
  • Il primo sprite realizzato è l’uomo che puzza alla stazione. In principio doveva essere Sargent l’autista dell’autobus per innsmouth;
  • Il bar a Newburyport ha l’insegna di oldgamesitalia per ringraziarli del supporto;
  • Il diario di sviluppo è sul forum di oldgamesitalia
  • E’ paradossale ma se c’è un gioco che non ha influenzato Chronicle è Shadow of the Comet.

Chronicles of Innsmouth B

COMMENTO FINALE

Cosa aggiungere di più? Difficile. Chronicle of Innsmouth è una buonissima avventura grafica punta e clicca che strizza l’occhio più volte agli anni ’90, ai classici del genere ed ha il difficile compito di fondere goliardia ed ironia ai toni tetri e tutt’altro che scanzonati delle tonalità del maestro dell’horror H. P. Lovercraft omaggiandone uno dei suoi racconti più famosi.

Possiamo dire che il compito di Psychodev è ben svolto. Con tutte le limitazioni del caso, ovviamente. Non dobbiamo dimenticarci, infatti, di essere di fronte ad una produzione amatoriale realizzata nel corso degli anni da due autori (ai quali si è aggiunto anche Ross Moffat – Mandle – che si è prodigato nella traduzione ed adattamento in inglese nonché dei test) che hanno imparato a sviluppare in corso d’opera. Non è un colossal (né vuole esserlo) ma un gioco indipendente che fa la sua figura soprattutto se consideriamo che questa sia la prima fatica in assoluto degli autori.

Chi ama le avventure grafiche in generale potrà senza dubbio apprezzare la bontà dei contenuti dei dialoghi ed i loro toni, spesso brillanti, le tante citazioni e situazioni grottesche ma anche la sfida che alza l’asticella nella seconda parte della storia.

Dal punto di vista tecnico, fermo restando la natura indie, possiamo apprezzare gli sforzi degli autori per offrire una buona grafica in pixel art (con alcune schermate migliorabili), ed un’ottima colonna sonora oltre che ad una storia double face che parte con tante risate e che continua con toni sempre via via più drammatici. Un’alternanza che può essere interessante ed intrigante ma che comunque potrebbe non piacere a tutti, soprattutto a chi ama in modo integrale le atmosfere cupe di Lovercraft.

Bene anche la difficoltà, la varietà ed il grado di sfida. Inoltre, Chronicle of Innsmouth a noi ci ha divertito (soprattutto all’inizio) e ci ha spinto ad andare verso la fine. Lo consigliamo agli amanti delle avventure grafiche ed anche a chi si vuole cimentare in un genere classico che grazie anche a queste produzioni indie sta vivendo da tempo una seconda giovinezza.

 

Pregi

Avventura grafica interessante. Buone, sebbene un po’ altalenanti, le atmosfere. Tantissime citazioni divertenti e brillanti. Intrigante grado di sfida. Dualismo comico-drammatico che funziona.
Colonna sonora di livello e sostanza. Buona Pixel Art…

Difetti

… Avremmo gradito, però, la possibilità di giocare a risoluzioni più alte. Alcune scelte stilistiche potevano essere più “definite”.

Voto

7,5

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Chronicle of Innsmouth è disponibile su Steam

L’avventura made in Italy Chronicle of Innsmouth ad ambientazione lovercraftiana è disponibile per l’acquisto digitale su Steam. Il prezzo è di 7,99 ma al momento c’è uno sconto promozionale del 15% ed il titolo sarà disponibile a 6,79 euro fino alla settimana prossima, ossia fino al 12 maggio.

L’avventura grafica punta e clicca di Psycho Dev si basa sui lavori di H. P. Lovercraft ed in particolare su “L’Ombra di Innsmouth” ma nonostante un’ambientazione cupa e tetra come da tradizione per questo genere di racconti, sfrutta il connubio con l’ironia ed alcune situazioni paradossali ispirate dai titoli LucasArt.

Chronicles of Innsmouth D

Il gioco è stato realizzato con  Adveture Game studio, offre una grafica in pixel art (risoluzione all’antica di 320X200), e promette una storia intrigante oltre ad enigmi e situazioni di un certo livello. Chronicle of Innsmouth è disponibile sia in Italiano che in Inglese ed ovviamente non vi sono problemi di hardware per la sua installazione.

Noi ne abbiamo parlato in queste nostre Prime Impressioni. A breve pubblicheremo anche la recensione. Vi lasciamo col teaser trailer. Buona visione. A seguire, la descrizione del titolo sulla piattaforma di Valve:

Cronichle of Innsmouth nasce dal connubio tra i racconti del maestro dell’horror Howard Phillips Lovecraft e lo stile delle avventure grafiche anni 90 della Lucas.

Ambientazioni horror e momenti da brivido confluiscono in situazioni paradossali e grottesche.

Il gioco, come il racconto, ha inizio durante un viaggio attraverso il New England: Alla stazione di Newburyport senti nominare per la prima volta la detestata Innsmouth, cittadina costiera con strane storie di viaggi verso luoghi esotici ed un proprio, sconosciuto culto misteriosamente collegato alle radici della tua famiglia.

Indaga, raccogli informazioni, risolvi enigmi per raggiungere la spettrale Innsmouth, e forse trovare la risposta che non volevi…

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Chronicle of Innsmouth tra una risata ed un’indagine seriosa l’omaggio a H. P. Lovercraft

Manca meno di una settimana al cinque maggio quando su Steam ci sarà l’esordio di Chronicle of Innsmouth dopo essere stata approvata su Greenlight.

Il gioco, sviluppato PsychoDev un team indipendente formato da due appassionati originari di Salerno Umberto Parisi ed Amedeo Vasaturo, è un’avventura punta e clicca ambientata nel mondo di H. P. Lovercraft (Howard Phillips Lovecraft). in esclusiva Windows con possibilità – laddove il gioco dovesse andare forte – di versioni per Mac e dispositivi mobile.

Noi de IlVideogioco.com abbiamo provato il gioco in anteprima e vi scriviamo le nostre Prime Impressioni su questa che è stata una vera e propria sorpresa: il cosiddetto fulmine a ciel sereno e per di più realizzato da un team indie alla sua prima esperienza assoluta. Buona lettura.

OMAGGIO AI PUNTA E CLICCA DI UNA VOLTA

La realizzazione del gioco è stata confezionata con Adventure Game Studios ed il titolo offre una grafica in Pixel Art che omaggia volutamente in classici di una volta ed in particolar modo a The Secret of Monkey Island, pietra miliare delle avventure grafiche punta e clicca che di certo non ha bisogno di ulteriori presentazioni

L’interfaccia di gioco è, in sostanza, quella che vediamo nella stragrande maggioranza delle avventure con una parte dedicata ai verbi per le azioni da fare e l’altra occupata dall’inventario in modo da poter usare con massima semplicità e naturalezza gli oggetti ed interagire con gli ambienti dove possibile.

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Tornando all’aspetto visivo, il titolo è stato settato ad una risoluzione di 320X200 ma non per questo mancano i dettagli. Tutt’altro. Ogni ambientazione ha la sua storia, il suo perché e le sue sfumature nonché i suoi tocchi di classe sia statici che in termini di animazioni. Sono presenti anche dei flashback e molti i punti tetri. Un arazzo di pixel ben congegnato che rende davvero bene l’atmosfera. Laddove non arriva l’alta definizione la si percepisce molto bene in Chronicle of Innsmouth.

Si perché si parla pur sempre di un’ambientazione di un particolare racconto di Lovercraft, ossia “L’ombra di Innsmouth” e le ambientazioni sono rese davvero bene grazie ad un lavoro artistico che ci è sembrato comunque ispirato nonostante la fattura amatoriale. Bene anche le musiche con dei brani interessantissimi (in particolare quella negli esterni dell’hotel YMCA…) ed orecchiabili.

DIALOGHI SPENSIERATI IN UNA STORIA CUPA

Chronicles of Innsmouth A

L’azione ci porta nel bel mezzo dell’Inghilterra con il nostro protagonista, un ragazzotto biondo da poco diventato maggiorenne e con l’aspirazione di diventare un temib… no, scusate, quello è Monkey Island… E tra dialoghi più o meno spensierati ci si ritrova in una storia dalle tante sfumature cupe infarcita da luoghi e personaggi misteriosi nonché inquietanti.

Innsmouth è una cittadina una volta fiorente adesso avvolta misteriosamente nel nulla. Un posto ombroso e cupo al punto da essere cancellata dalle cartine geografiche e di avere informazioni, praticamente dei cenni didascalici, su alcuni libri trovati in biblioteca. Un postaccio oscuro dove non passa più la ferrovia ma proprio per questo capace di attirare la nostra attenzione e quella di altri brutti ceffi.

Narrativamente, abbiamo un canovaccio quasi spensierato in un contesto decisamente più serioso. Le due tonalità diametralmente opposte si abbracciano molto bene nella dinamica del gameplay che ovviamente alterna enigmi più o meno logici a dialoghi ai quali bisognerà senza dubbio fare molta attenzione.

L’atmosfera lovercraftiana è resa molto bene dal lavoro artistico ma è la storia che da quasi spensierata diventa via via sempre più ricca di interesse e di tensione. Al punto che il personaggio può anche morire (il Game Over appare anche in una schermata tra quelle di presentazione, ndr).

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CONCLUSIONI

Chronicle of Innsmouth è l’opera prima di PsycoDev. Si tratta di un’avventura grafica punta e clicca ad ambientazione Lovercraftiana che però strizza l’occhio a The Secret of Monkey Island (alcune citazioni sono estremamente palesi e fanno comunque la loro figura) con una storia seria, cupa ma dalle tantissime sfumature divertenti grazie ad un protagonista molto scanzonato in grado di fare il bello ed il cattivo tempo.

Il gameplay ci è parso di spessore con buoni enigmi che si incastonano in una trama ben strutturata con un contesto tecnico ben realizzato (anche se chi vi scrive avrebbe preferito la possibilità di giocare anche a risoluzioni un po’ più alte come, ad esempio una più “moderna” ma pur sempre fascinosa 640×480). Il gioco, inoltre, offre una lunga sfida (tra dialoghi, enigmi ed esplorazione) si possono toccare anche le 13 ore. Chronicle of Innsmouth è in doppia lingua: italiano ed in inglese grazie al lavoro di Ross Moffat (Mandle).

Il gioco ha tutte le carte in regola per essere tra le sorprese di quest’anno e potrebbe dare – se non altro per la sua storia e per la passione con il quale è stato sviluppato – una nuova alternativa a chi ama le avventure grafiche punta e clicca rivitalizzate recentemente dall’esordio trionfale di Thimbleweed Park dei maestri Ron Gilbert, Gary Winnik e David Fox. Ovviamente, fatte le dovute proporzioni, siamo su universi diversi ma questo progetto amatoriale trasuda tanta passione già apprezzata dagli utenti di Green Light, piattaforma per gli indie che hanno promosso il progetto in arrivo la settimana prossima.

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PREGI: Un’avventura grafica punta e clicca vecchio stile ben fatta. Atmosfera davvero ben riprodotta. Ottima colonna sonora. Dialoghi simpatici. Buona trama e ritmo narrativo.

DIFETTI: Avremmo preferito anche risoluzioni maggiori.

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Chronicle Of Innsmouth, l’avventura di PsychoDev, debutterà il 5 maggio su Steam

Chronicle Of Innsmouth, l’avventura punta e clicca basata sul mondo di Lovercraft, firmata dagli italiani di PsychoDev, farà il suo esordio su Steam il prossimo 5 maggio.

La prima opera del team indipendente di stanza a Piombino sarà un’esclusiva Windows anche se una versione per Mac e per dispositivi mobile potrebbe essere realizzata in futuro.

La descrizione parla di un titolo che vuole combinare le storie del maestro dell’orrore, H.P. Lovercraft (in particolare “L’ombra di Innsmouth”), e lo stile delle avventure grafiche degli anni ‘90. Atmosfere cupe e terrificanti porteranno il giocatore nel profondo di una rete di intrighi grotteschi e devianti.

Il gioco è stato creato con Adveture Game studio ed è stato realizzato in pixel art con una chiara ispirazione per le avventure dei prima anni ‘90 compresa l’interfaccia che strizza l’occhio ad alcuni capolavori assoluti come The Secret of Monkey Island e Simon the Sorcerer.

Il gioco ha inizio durante un viaggio attraverso il New England. Alla stazione di Newburyport il protagonista, ragazzo giovane ed ingenuo, sente nominare per la prima volta la detestata Innsmouth, cittadina costiera con strane storie di viaggi verso luoghi esotici ed un proprio, sconosciuto culto e ne viene stranamente affascinato. Qualche anno prima un investigatore privato veniva contattato dal curatore della biblioteca della Miskatonic University di Arkham per indagare su una misteriosa sparizione. Le due storie si intrecceranno ed avranno come centro degli eventi proprio la maledetta cittadina di pescatori, sotto l’occhio vigile dei misteriosi e schivi abitanti.

Il team nasce dall’idea di due persone Umberto Parisi ed Amedeo Vasaturo uniti dalla grande passione per i videogiochi in particolar modo quelli della nostra adolescenza che oggi definiremmo retrò. Da qui l’inizio del progetto Chronicle of Innsmouth avventura liberamente tratta da “L’ombra su Innsmouth” di H.P.Lovecraft (grande altra passione di entrambi) che troverà il sostegno della comunità di Adventure Game Studio e che porterà alla conoscenza di Ross Moffat (conosciuto come Mandle) che da allora si occuperà della traduzione e dell’adattamento dei dialoghi di gioco in lingua inglese ma anche di testing e promozione.

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Thimbleweed Park, trailer di lancio

Oggi è il grande giorno di Thimbleweed Park. L’avventura grafica di Ron Gilbert e soci è finalmente disponibile. E c’è il trailer di lancio che vi proponiamo dopo il testo della notizia.

Vi ricordiamo che il gioco, finanziato su Kickstarter tra novembre e dicembre del 2014, è disponibile per Pc Windows, Mac e Linux su Steam e GOG; per Xbox One e su Mac App Store al prezzo di 19,99 euro.

Detto questo ecco il trailer di lancio. Per tutti i dettagli, invece, dell’avventura, vi rimandiamo alla nostra recensione. Buona lettura e buona visione.

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Thimbleweed Park, Recensione Pc

Fin da quando venne annunciato il progetto, nel novembre del 2014, Thimbleweed Park è stato capace di attirare a sé moltissima attenzione dei videogiocatori di tutto il mondo.

In particolare quella degli amanti delle avventure grafiche punta e clicca che hanno aspettato questo titolo firmato da Ron Gilbert, Gary Winnick, già autori di due pietre miliari quali Maniac Mansion e The Secret of Monkey Island, e sviluppato dal team chiamato Terrible Toybox.

Il progetto su Kickstarter chiedeva 375.000 dollari ma, con molta facilità, venne finanziato in pochi giorni concludendo la sua corsa a quota 626.250 dollari grazie al contributo di 15.623 sostenitori. Un ottimo budget ed un pubblico decisamente superiore ai backers sulla nota piattaforma crowdfunding, hanno così dato il giusto propellente ai agli autori per lo sviluppo del gioco di cui – grazie a quanto pubblicato durante la campagna – se ne è subito intuito l’enorme potenziale.

Tutti questi fattori, assieme al dettaglio – non indifferente – che la coppia al timone del progetto aveva parte del team che ha partorito grandi capolavori come quelli sopracitati, nonché i dettagli che man mano sono emersi, non hanno fatto che aumentare l’attesa che si è conclusa oggi, 30 marzo 2017. Almeno per gli utenti Pc Windows, Mac e Linux. Il titolo arriverà anche su console e dispositivi mobile quanto prima.

Thimbleweed Park sarà in grado di rinverdire i fasti dei grandi classici? Sarà soltanto effetto nostalgia? Noi lo abbiamo provato. Leggete la nostra recensione. Buona lettura.

UN RITORNO AL 1987 E QUEL BUON VECCHIO SAPORE DI CLASSICO

Il gioco ci fa tornare al 1987 in una immaginaria cittadina americana quasi sospesa nel tempo ma ancorata a quello che era il periodo dei “mitici” anni ’80. Il team ha saputo ricreare ad arte l’atmosfera dell’epoca dando un piccolo ed intenso ecosistema in cui sembra che il tempo si sia fermato a trent’anni fa.

La grafica in Pixel Art molto curata e tutto quello che andremo a descrivere ci offrono un sapore di classico davvero esaltante. Fin dalle prime scene del gioco, infatti, si ha davvero la sensazione di trovarsi di fronte ad un’avventura grafica dell’epoca con tanti riferimenti temporali ad hoc. Dolores, una delle protagoniste, ad esempio, è una ragazza dotata di intelligenza e voglia di fare alla quale piacciono i videogiochi come le avventure grafiche e quelle testuali ed è votata alla programmazione ed allo sviluppo: nella sua stanza troveremo, e lei stessa ce lo descriverà per filo e per segno, un potentissimo Commodore 64 con due lettori floppy disk 1541 ed un velocissimo modem a 1200 boud.

O, ad esempio, uno dei personaggi con i quali interagiremo, il medico legale parlerà con enfasi dei computer a parete (con grosse valvole) utili alla risoluzione di molte indagini. “Sembrerà – dice – di essere nel futuro al 2017”.

E tanto, tanto, altro, ci fa tornare indietro anche ai costumi di 30 anni fa. Non è un’eresia affermare che la sensazione di avere tra le mani The Secret of Monkey Island è stata (ed è) davvero molto ma molto forte.

STORIA INTRIGANTE, DIALOGHI SPLENDIDI: IL MAESTRO GILBERT NON HA PERSO IL TOCCO

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La storia nei giochi è un elemento importante, anche se marginale in alcuni generi, ma ancor di più lo è nelle avventure grafiche punta e clicca. Thimbleweed Park si può definire un giallo sui generis che ci fa tornare nel 1987 in una sperduta cittadina americana immersa nella natura. Una piccola comunità di 81 abitant… 80 abitanti che sale alla ribalta delle cronache per un omicidio. Vengono così chiamati a condurre le indagini due agenti federali: l’esperta e supponente Angela Ray ed il novellino Antonio Reyes.

Il gioco però conta altri tre protagonisti giocabili: Dolores Edmund, sviluppatrice e nipote dello ricco zio Chuck Edmund possessore della fabbrica di cuscini ed inventore geniale, il boccaccesco e collerico (a dir poco), nonché maledetto (poverino) clown Ransome e Franklin Edmund, l’introverso papà di Dolores.

La magnificenza del gioco sta nell’aver realizzato cinque storie uniche ed estremamente diverse tra loro molto interessanti, profonde ed in grado di intrecciarsi molto bene grazie a situazioni e gag esilaranti, surreali, taglienti che danno vita ad una trama principale originale con tante sorprese e molti enigmi di un certo livello.

La mano di Ron Gilbert, Gary Winnick e di David Fox (altra vecchia volpe – anche di nome – del settore, nonché compagno di ventura dei due in molte occasioni, ndr) si vede, si sente ed è tangibile. Senza volere anticipare nulla vi diremo che troverete tantissime citazioni tratte dai lavori precedenti. E’ chiaro che siano presenti molti spunti da i già citati Zak McKracken and the Alien Mindbenders, Maniac Mansion e The Secret of Monkey Island 1 & 2 a The Day of the Tentacle. Chi ha giocato a queste vecchie avventure grafica punta e clicca di LucasFilm (poi LucasArts) coglierà sicuramente non solo le citazioni ma anche situazioni tipiche.

Vi facciamo un paio di esempi: è presente una libreria dell’occulto mentre proprietaria e location ricordano parecchio quelle di Lady Vodoo in Monkey Island e sempre per ricordare il celebre ed immortale capolavoro è presente nella mappa una piccola località labirintica, un bosco che riporta alla mente quello notturno di Melee Island.

Potremmo menzionare altre citazioni (la motosega della delusione… ad esempio) ma non vogliamo rovinarvi troppo il gusto di scoprire queste e le numerose chicche indirizzate anche al mondo nerd ed agli appassionati di Star Trek.

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Thimbleweed Park ha un altro grande merito: avere la propria identità, tanto carisma e saper regalare quell’atmosfera che solo i grandi titoli del passato sono stati in grado di offrire grazie ad un’ambientazione ed una trama nuove di zecca in cui queste citazioni che abbiamo appena descritto sono piccole perle che impreziosiscono un copione geniale.

I dialoghi sono molto interessanti ed anche se a volte avulsi dalla trama principale è sempre gradevole e divertente ascoltarli. Il tutto è avvalorato dall’ottima traduzione in italiano di Fabio “Kenobit” Bortolotti che ha curato molto bene i testi dei dialoghi dandoci non solo una buona traduzione ma anche un gioco da godersi pienamente nella nostra amata lingua. La differenza tra un buon gioco ed un capolavoro la fanno i dettagli. Il lavoro di Terrible Toybox è senza dubbio mirabile e gronda di finezze tutte da gustare.

GAMEPLAY OLD SCHOOL PLUS

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Thimbleweed Park è un’avventura grafica punta e clicca vecchio stile con l’interfaccia che riprende in pieno quelle realizzate con lo Scumm. Per chi non lo conoscesse, lo descriviamo. In basso ci saranno i verbi per le azioni da far fare ai nostri protagonisti: Esamina, Dai, Usa, Apri, Spingi, Parla, Raccogli e così via.
Accanto, ossia a destra in basso, troveremo l’inventario degli oggetti raccolti. Il movimento sullo schermo è intuitivo con una crocetta che al passaggio sopra determinati oggetti si illuminerà segnalandone la presenza. Starà a noi poi capire come interagire, o combinarli. In alto a destra troveremo i vari ritratti dei personaggi su un menu a tendina e potremo alternarci alla guida di ognuno. Nondimeno sarà possibile cliccando sulla rotellina dell’ingranaggio andare sulle opzioni per il salvataggio, il caricamento ed altro.
Meccaniche, dunque, vecchia scuola ma con il segno più. Il motivo è semplice: ci sono alcune piccole migliorie, frutto dei tempi e dell’esperienza. In primis è possibile accelerare tutte le azioni “morte” tenendo premuto il pulsante sinistro del mouse. Anziché camminare lungo le location sarà possibile correre per accelerare i tempi. Inoltre il cursore a croce indicherà con una freccia le possibili direzioni da prendere. Sono solo piccolezze, ma sono estremamente comode.

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Andando a parlare del gameplay vero e proprio e non solo delle meccaniche, possiamo dire che il titolo offre un eccellente mix tra dialoghi, esplorazione e risoluzione di enigmi. Alcuni puzzle sono davvero gradevoli e danno soddisfazione nella loro risoluzione. Altri saranno più problematici da risolvere ma se avete in mente i canoni LucasArt (del resto mezzo team di sviluppo si è attivato nella realizzazione del gioco), non sarà impossibile arrivarci. Anzi, sarà stimolante testare la propria logica calandosi nelle situazioni gradevolmente grottesche del contesto. Basterà comunque fare molta attenzione perché in alcune occasioni avremo sotto mano il bandolo della matassa. E poi il gioco va incontro anche ai neofiti permettendo di selezionare all’inizio della partita quante a che livello di difficoltà giocare facilitando magari le cose per chi si avvicina al magico mondo delle avventure grafiche.

La longevità è alta, la rigiocabilità anche in virtù degli Achievement su Steam che richiederanno diverse cose da fare non sempre realizzabili nel corso della run completa soprattutto se si gioca a livello facile.

Si può anche arrivare ad una ventina di ore per vedere i titoli di coda ma, a seconda di approccio, volontà di cercare le tante chicche nascoste, o di provare e riprovare la combinazione di alcuni oggetti, potrebbe anche volerci di più.

PIXEL ART SUBLIME E DETTAGLIATA, GRAN DOPPIAGGIO ED OTTIME MUSICHE

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Cosa offre dal punto di vista tecnico, Thimbleweed Park? Tanto. Molto. L’aspetto è sontuoso e gode di un abito in Pixel Art con le iniziali maiuscole. Davvero ben fatte e ricchissime di dettagli. Anche qui le finezze si sprecano, ombre, giochi di luce e, ribadiamo, tonnellate di dettagli che fanno il solco tra un buon gioco ed un capolavoro.

Siamo su livelli molto alti perché tutto ci pare assolutamente al proprio posto. La varietà delle ambientazioni, la loro grandezza, i colori utilizzati (splendida l’entrata del Circo), nonché le animazioni fanno il loro dovere in modo eccelso. Tutto si muove fluidamente e le location esterne presenti offrono anche diversi livelli di parallesse cosa che in passato, unitamente alla fluidità e velocità del tutto, non sarebbe mai potuto essere possibile. Anche l’interfaccia, come abbiamo già spiegato nel paragrafo precedente, è stata migliorata con piccolezze essenziali ma utili.

Quanto offerto graficamente ci fa ulteriormente fare un viaggio nel tempo, lo stesso che abbiamo descritto quando abbiamo parlato dell’atmosfera. Ed un altro dettaglio interessante è che non ci sono alti e bassi. Ogni schermata, ogni ambientazione vanta un design splendido e molte finezze (notate la carrozza del clown o quando… beh, giocatelo, non vi diremo dei fantasmi…).

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Dal punto di vista sonoro partiamo la nostra analisi dal doppiaggio. Convincente. Benché abbiamo descritto l’agente Angela Ray come un po’ stucchevole, non possiamo non apprezzare la sua voce matura ed affascinante, nonché risoluta. Ma anche Reyes, più giovane ed inesperto è stato ben interpretato. Caratterizzazione pressoché perfetta per Ransome con dialoghi pieni zeppi di parolacce puntualmente censurate, anzi “bippate” ad arte. Anche Dolores è perfetta mentre ci ha fatto tenerezza Franklin, il suo papà. Ve ne accorgerete con le ore di gioco.

Menzione a parte va per il tuttofare di Thimbleweed. Sceriffo, Medico Legale ed addetto alla reception dell’albergo. In Italia quest’uomo avrebbe i suoi problemi. Non lo dirà apertamente, ovviamente, ma si tratta (o no?) della stessa persona. Doppiaggio esilarante per personaggi strampalati che, lo vedrete, difficilmente ci aiuteranno nel corso delle indagini. O meglio: con i federali Ray e Reyes non sarà troppo tenero.

Anche il resto degli altri personaggi, come gli strampalati fratelli (fratelli?) Piccione, sono ben fatti. Splendide, ed orecchiabili, anche le musiche firmate da Steve Kirk (non pensiamo sia parente del capitano dell’Enterprise) con motivi intrisi di atmosfera ed estremamente orecchiabili. Quasi ad essere un tormentone. Non siamo al reggae di The Monkey Island, ma poco ci manca grazie ai toni cupi ed in grado di dare mistero.

Insomma, abbiamo un quadro artistico e tecnico di enorme spessore.

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COMMENTO FINALE

Anche noi avevamo molte aspettative su Thimbleweed Park. Le speranze erano tante sia perché il duo, anzi trio formato da Gilbert-Winnick-Fox fosse ben rodato e ricco di talento, sia perché quanto visto nel corso di questi lunghissimi mesi (quasi 30, ovvero quasi 2 anni e mezzo), ci ha fatto rincuorare ed al tempo stesso dato speranza.

La paura era una sola: l’ombra pesante del passato. Un passato glorioso al punto da poter privare di identità questo titolo. Tuttavia, il team di sviluppo è stato esemplare nel realizzare un’avventura vecchio stile molto bella, strampalata, sui generis, ironica e piena di finezze.

A Thimbleweed Park non manca nulla per essere annoverata tra le migliori avventure punta e clicca di questi ultimi anni. I motivi sono tanti: una storia intrigatissima ma ben raccontata, ricca di dettagli, sfaccettature, background personali, chicche, citazioni, stramberie, senso dell’umorismo e demenzialità raffinata che abbiamo visto in pochi casi.
Il gioco è molto divertente: leggere ed ascoltare i dialoghi ci ha strappato in diverse occasioni tanti sorrisi. Una summa di leggerezza scanzonata, tipica di un gioco che non vuol prendersi tanto sul serio ma che effettivamente lo è per tanti motivi unita ad una solidità mirabile. Ma non finisce qui: anche andare avanti nel racconto da vivere dall’inizio alla fine tutta d’un fiato, scoprire location nuove, risolvere enigmi ed ascoltare qualche brano ci ha dato soddisfazione videoludica ed artistica.

Tecnicamente, infatti, ci troviamo di fronte ad un signor lavoro con un’ambientazione coerente e forte, una Pixel Art d’autore, un design eccellente, ed un comparto sonoro ben realizzato in tutte le sue sfumature: dagli effetti sonori ai brani di sottofondo delle radio, al doppiaggio. Ci fa piacere citare l’ottima realizzazione dei testi in italiano: una volta tanto la nostra lingua viene trattata bene. Ad impreziosire il tutto anche un gameplay decisamente equilibrato con enigmi mai troppo difficili (si ma non impossibili), una varietà di situazioni, luoghi da visitare e cose da fare molto ampia anche in virtù di tante location. Abbiamo parlato di tante chicche, vale la pena citarne altre (che non c’entrano con la trama): sarà molto divertente interagire col telefono visto che nell’elenco telefonico troviamo oltre ai nomi dei personaggi di gioco anche quelli dei sostenitori e degli sviluppatori. Qui si vede la natura indie del progetto con gli sviluppatori che hanno voluto omaggiare così chi ha sostenuto attivamente lo sviluppo del gioco. Chiamando la stragrande maggioranza dei backers ascolteremo il loro messaggio in segreteria personalizzato. Vi consigliamo anche di dare un’occhiata alle librerie ed alla sede del giornale locale per leggere libri e titoli di vecchie edizioni del quotidiano di Thimbleweed.

Insomma, non un’operazione nostalgia ma una vera e propria perla incastonata nel firmamento delle avventure grafiche punta e clicca. Se ne siete appassionati dovete assolutamente puntare su Thimbleweed Park. Vi divertirete e riassaporerete quel bel sapore di avventura grafica punta e clicca che mancava da tempo.

 

Pregi

Avventura grafica punta e clicca di alto livello. Storia splendida. Personaggi dettagliati. Tecnicamente pulito. Pixel Art ricca e varia. Doppiaggio convincente. Colonna sonora di atmosfera. Gameplay estremamente equilibrato. Modalità facile per i neofiti. Tante citazioni ai grandi classici del passato e non solo. Atmosfera anni ’80 resa perfettamente. Ha carisma. Estremamente longeva. Testi in italiano (non influisce sul voto finale) d’autore.

Difetti

Non si spara?

Voto

9,5

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Bear With Me, Episodio 2, Recensione Pc

Si erano quasi perse le tracce, è il caso di dirlo, di Bear With Me. Dal suo debutto, risalente all’agosto dello scorso anno (2016), abbiamo aspettato sei mesi per il secondo episodio dell’avventura grafica punta e clicca firmata da Exordium Games.

Lo studio indipendente croato ha, infatti, pubblicato su Steam ed Humble Store per Pc Windows, Mac e Linux la seconda parte dell’avventura dai toni noir e dalle sfumature horror il mese scorso. Tanto tempo che, diciamo subito, è stato ben speso. E vi spiegheremo il perché in questa breve recensione.

LE INDAGINI DI AMBER E TED E. BEAR MATURANO

Questo nuovo segmento dell’avventura investigativa vede tornare il dinamico duo formato da Amber e Ted. E. Bear. Per chi non avesse letto la recensione della prima parte, ricordiamo velocissimamente che Amber è la protagonista indiscussa del gioco: è una bambina di 10 anni, molto graziosa e dalla fervida immaginazione che si trova in difficoltà perché il suo fratellino Flint è scomparso ed in più, a Paper City, la sua città (e questo poi lo scoprirete giocando), sono accaduti eventi strani, morti sospette e tanti incendi. Tutto questo è coinciso con l’arrivo in città di un losco individuo chiamato Il Rosso.

Decisa a far luce su tutto questo pastrocchio, la piccola Amber chiede aiuto a Ted E. Bear, un orsacchiotto di peluche vecchio ma al tempo stesso un detective esperto e navigato, dai toni spigolosi e dai modi risoluti, poco incline alla diplomazia. Tutto il contrario di Amber.

Saltando a piedi uniti il racconto (ed eventuali anticipazioni sulla trama del primo episodio soprattutto per chi non lo ha ancora giocato), riportiamo che i due nostri protagonisti arrivano finalmente a Paper City.

Bear With Me - Westpaw Casino - Elevator Lobby

Li conosceranno nuovi personaggi, più o meno carismatici, più o meno puliti ma anche, ancora di più, i caratteri diametralmente opposti dei due investigatori protagonisti. E si conoscerà qualche location di questa città. Le indagini entrano nel vivo perché forti di quanto ben fatto nel primo capitolo, gli sviluppatori sono andati dritti al sodo e se di Bear With Me avevamo intuito le potenzialità sei mesi fa, in questa seconda parte non possiamo che confermare ancora di più le nostre convinzioni.

I dialoghi sono ancora più profondi ed al tempo stesso ricchi di ironia. Abbiamo dei personaggi molto interessanti. A nostro avviso, il Re della Barriera (che conoscerete presto), ha un’ottima caratterizzazione e, come è giusto che sia, spicca sugli altri personaggi che rimangono di alto livello… eccetto un paio. Come sempre non mancano le citazioni a film, libri o canzoni famose. Gli enigmi ci sono sembrati ben costruiti ed architettati e non rallentano troppo le nostre ricerche. Se per gli esperti sarà relativamente facile trovare la via giusta, i neofiti non avranno troppe difficoltà con qualche ragionamento ad andare via. E forse potrebbe essere questo un appunto perché appaiono fin troppo semplici in alcuni passaggi.

Abbiamo trovato la trama matura con qualche sussulto (e qualche richiamo a qualche classico, Monkey Island in primis) che ovviamente non vogliamo raccontare perché vogliamo lasciare a voi il piacere di trovarlo. Abbiamo notato meno tratti horror rispetto al prologo (ambientato nella casa di Amber) ma molta più fluidità narrativa. Ci sono alcune risposte ma le domande più importanti sono ancora lontane da una soluzione. Ci chiediamo, fin da ora, come sarà la terza parte… il che è positivo.

PIU’ VARIO E SEMPRE NOIR DAI TRATTI MOLTO ELEGANTI

Bear With Me - Mayor's Mansion

Dal punto di vista tecnico non cambia poi tanto rispetto al primo episodio. Avevamo apprezzato lo stile grafico. Lo avevamo definito un bianco e nero d’autore e questa opinione naturalmente viene confermata. Anzi, rafforzata perché in questo secondo capitolo, notiamo una certa raffinatezza in più. Lo stile ricorda i polizieschi americani ambientati negli anni ’50.

Gli ambienti esterni ma anche le varie location hanno una marcia in più rispetto a quanto visto in precedenza. Troviamo più varietà con animazioni davvero notevoli (la pioggia che accompagna l’azione negli esterni è splendida) mentre i personaggi sono di tutto rispetto anche dal punto di vista visivo.

Bear With Me continua, quindi, a farsi apprezzare per un design (anche a tratti deformed) di finissimo livello. Bene anche le scene di intermezzo, in color seppia che uniscono la narrazione con una sottile linea rossa…

Apprezzabile è la colonna sonora. I brani che ci accompagnano lungo le nostre peripezie sono davvero azzeccati per ogni ambientazione ed occasione. Brillanti alcuni passaggi. Di buonissimo livello il doppiaggio che seppur in inglese riesce ad essere godibile e comprensibile. Per fortuna i sottotitoli in italiano sono validi ed aiutano ancora di più.

Insomma, anche tecnicamente parlando non ci sono cali di tensione. Anzi.

Bear With Me - Diner - Outside

COMMENTO FINALE

E’ il momento del verdetto per Bear With Me Episodio 2. Lo promuoviamo a pieni voti perché le piccole limature rispetto al primo episodio ci sono piaciute. Il gioco sta maturando, in tutto e per tutto, e si vede.

Ci è molto piaciuta la trama poliziesca che, unita ai dialoghi scanzonati benché le indagini siano “seriose” (si sta sempre cercando il fratellino della protagonista e capire chi sia e cosa voglia Il Rosso, l’antagonista del gioco, ndr), fa scappare quasi sempre un sorriso.

Sia narrativamente che tecnicamente tutto fila liscio. Magari senza troppi scossoni ma con tanti ottimi spunti che ci spingono a chiedere agli sviluppatori di sbrigarsi con la pubblicazione della terza parte: per certi versi, il gioco – almeno per noi – ci è sembrato magnetico. Siamo come dei lettori che chiedono altre pagine da leggere. 

Bene anche la longevità (anche se questo secondo capitolo ci è sembrato leggermente più breve del prologo, forse un po’ sbrigativo ndr) ma a questo punto, trattandosi di un’avventura episodica, questo dato va visto a giochi fatti e quindi nel suo complesso. Consigliato agli amanti delle avventure grafiche punta e clicca nonché ai neofiti. Ma è ovviamente doveroso partire dal primo capitolo. A quando Bear With Me Episodio 3?

 

Pregi

Tecnicamente limato. Trama che prende il decollo. Gioco complessivamente più maturo. Dialoghi interessanti. Buonissimo comparto artistico sia dal punto di vista grafico che sonoro.

Difetti

Forse qualche enigma leggermente più difficile avrebbe giovato. Il secondo episodio ci è parso troppo veloce.

Voto

8,5

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Bear With Me, l’episodio 2 ha una data di lancio

Si erano un po’ perse le tracce di Bear With Me, interessante avventura grafica punta e clicca dalle ambientazioni noir e surreali firmato da Exordium Games.

Ebbene, dopo il buonissimo esordio avvenuto ad inizio agosto scorso, le vicende di Amber e Ted E. Bear, continuano col secondo episodio che arriverà a metà febbraio. Esattamente per il 15 febbraio per Pc Windows, Mac e Linux. Gli sviluppatori hanno pubblicato una serie di nuove immagini ed il teaser trailer di presentazione.

Alla fine del primo episodio (qui la nostra recensione), le ricerche di Amber per il fratellino scomparso, portavano alla metropoli di Paper City alla caccia anche di notizie su Red Man (il Rosso), il sospettato numero uno per la scomparsa del fratello più piccolo della protagonista ma anche di numerosi incendi che stanno mettendo a soqquadro la città.

Le sue indagini continueranno quindi e porteranno alla conoscenza di nuovi alleati e nuovi sospetti, incluso CBG, un detective molto esperto. Conosceremo anche Tigren, la regina voodoo locale e molti altri personaggi. Non andiamo oltre benché nella nota a noi arrivata ci sia di più. Vogliamo evitare ulteriori anticipazioni.

Bear With Me - Bridge - Control Room
Bear With Me - Diner - Inside
Bear With Me - Diner - Outside
Bear With Me - Inventory
Bear With Me - Map
Bear With Me - Mayor's Mansion
Bear With Me - Mayor's Office
Bear With Me - Multiple Choice
Bear With Me - Westpaw Casino - Back Alley
Bear With Me - Westpaw Casino - Boiler Room
Bear With Me - Westpaw Casino - Crooked Room
Bear With Me - Westpaw Casino - Elevator Lobby

L’episodio 2 sarà disponibile al prezzo di 4,99 euro su Steam ed Humble Store con doppiaggio in inglese e sottotitoli in diverse lingue, italiano compreso.

Andrej Kovacevic, direttore dei lavori sul gioco di Exordium Games, ha detto:

“I giocatori saranno testimoni dell’ampio sviluppo delle relazioni Amber e Ted nell’Episodio 2, compreso il rapporto di fondo tra loro, e l’incontro di nuovi enigmi e misteri da risolvere. Il tutto affrontato col solito umorismo ma con un soggetto ancora più oscuro rispetto alla prima puntata”.

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Little Briar Rose, disponibile la nuova Mod Mighty Princess

Si chiama Mod Mighty Princess ed è la novità più grande per il nuovo aggiornamento di Little Briar Rose. La particolarissima avventura grafica firmata da Elf Games Works uscita ad inizio dicembre anche su Steam (qui la nostra recensione) si aggiorna con questa nuova modalità.

E dopo aver aggiornato il gioco sarà quindi possibile avventurarsi nei panni di una coraggiosa principessa. Chi ha detto, in effetti, che le imprese coraggiose siano prerogativa maschile? La Mod Mighty Princess lo afferma. E così in Little Briar Rose sarà possibile salvare anche il bel principe addormentato.

Nondimeno, il titolo è in saldo per una settimana ed è acquistabile col 33% di sconto. Un bel regalo per chi ancora non ha comprato il gioco. Lo si legge sulla pagina del gioco su Steam pubblicato da Mangatar.

Little Briar Rose Mighty Princesses

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