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Shadow of the Colossus, Recensione PS4

Il mondo dei videogiochi è da sempre fucina di grandi talenti. Uno degli autori più talentuosi, è in tal senso Fumito Ueda, genio che per anni ha meravigliato e fatto innamorare il pubblico con le sue opere caratterizzate da uno stile unico, quasi ipnotico e onirico, che catturano il giocatore e lo trasportano magicamente in un universo parallelo, arcaico in cui la natura, il paesaggio, l’antico si fondono in scenari enormi in cui perdersi come in un viaggio verso l’ignoto.

Una di queste, Shadow of the Colossus, vede la luce su PlayStation 4 grazie a una nuova edizione rimasterizzata e ritoccata realizzata da Bluepoint Games, team di sviluppo che si era già occupato della remaster dello stesso titolo qualche anno fa su PlayStation 3.
Con la differenza però che stavolta, pur lasciando intatto gameplay, storia e contenuti, il gruppo ha operato massicciamente sul lato tecnico, compresi i comandi, disponibili sia con l’interfaccia originale, sia con una moderna e una terza a metà tra le due. Ma procediamo con ordine e facciamo un riepilogo del gioco, a cominciare dalla storia.

DAVIDE CONTRO GOLIA

In Shadow of the Colossus il giocatore interpreta un ragazzo di nome Wander che, a cavallo del suo inseparabile quadrupede, Agro, raggiunge una terra misteriosa nel tentativo di riportare in vita una misteriosa ragazza. Per riuscire nel suo scopo deve però affrontare sedici Colossi che rappresentano altrettante statue presenti all’interno del tempio, il Sacrario del Culto, nel quale il protagonista si è avventurato portandovi il corpo della giovane.

Queste creature, alcune delle quali davvero enormi, sono sparse per le vaste lande che popolano il gioco, che dunque devono essere attraversate a piedi o a cavallo, per sfidarle una alla volta e cercare di abbatterle. Per trovarle viene in aiuto la spada di Wander, che una volta innalzata al cielo emette un fascio di luce che indica la direzione da seguire per raggiungere il prossimo avversario. Da questo punto di vista, una volta raggiunta la preda, è importantissimo studiarne il comportamento e l’ambiente circostante, visto che dalla combinazione di diversi fattori e di diversi elementi, anche di gameplay (gli scontri uniscono elementi action, puzzle e platform) può dipendere l’esito di una battaglia.



In tal senso c’è da dire che ciascuna creatura ha modi di agire e punti deboli differenti (evidenziati anche dalla spada), pertanto bisogna sempre approntare una nuova tattica per ogni “mostro”, puntando sull’arma più adatta (Wander ne ha due, cioè a dire un arco e la sopra citata spada) e sulle capacità di Agro.

Questi è dotato di un’intelligenza artificiale indipendente che lo fa agire con una sua logica (è possibile richiamarlo con la voce o con un fischio, saltarci sopra e indirizzarlo verso una direzione, ma non salterà mai da un dirupo o ostacoli insormontabili).
Tra lui e il ragazzo c’è infatti una forte connessione che si sviluppa per tutta la durata dell’avventura: saltando dalla sua groppa, per esempio si può tentare di risalire sul corpo di un colosso per poi attaccarlo colpendolo nelle parti alte, oppure lanciandolo al galoppo si possono affrontare i Colossi volanti. In ogni caso occorre un certo tempismo per manovrare bene il cavallo ed evitare di cadere, magari mentre si cerca di saltare verso la gamba di un “mostro” per aggrapparsi. E fare attenzione anche a fattori quali la barra di energia del destriero, e quello della resistenza di Wander: se si esaurisce la prima, Agro può stramazzare al suolo, mentre nel secondo caso il protagonista rischia di stancarsi, di perdere la presa e di non riuscire più a mantenere l’equilibrio o a rimanere appeso al quadrupede e dunque cadere giù.

UN MONDO MAGICO… MA MENO ONIRICO

Tra la caccia a un Colosso e la successiva c’è poi tutto un mondo da esplorare, reso disponibile e “aperto” fin dall’inizio, per semplice curiosità o per scoprire eventuali segreti. In Shadow of the Colossus si può fare quasi di tutto: dal bagno in un laghetto ad attraversare il deserto o affrontare la pioggia, dal cavalcare senza una meta ben precisa verso un particolare spuntone di roccia o albero al cavalcare sulla spiaggia per godersi il tramonto.

Tra l’altro la componente artistica del progetto e la “magicità” delle ambientazioni, resa anche dalla loro caratterizzazione e dalla bontà degli effetti visivi come l’alternarsi degli eventi atmosferici, spingono quasi a essere visitate e scoperte, angolo dopo angolo. Certo, è vero che la nuova e più dettagliata grafica ha privato il gioco di quella atmosfera quasi onirica che si respirava nell’edizione su PlayStation 2, grazie al particolare uso della luce e di una palette cromatica con colori quasi spenti. Ma l’evocatività degli scenari, complici anche le dimensioni stesse del mondo di gioco che fanno sentire il videogiocatore quasi impotente e solo, c’è tutta.



Anche la realizzazione dei Colossi poi è davvero encomiabile: sono grandi nel vero senso della parola e il restyling grafico ce li restituisce più realistici e belli che mai, valorizzando ulteriormente il lavoro fatto sull’originale dal team di Fumito Ueda che studiò diverse strutture architettoniche, cercando di adattarle e di riproporle nella forma di queste creature viventi. Il tutto a 1080p e 30 frame per secondo su PlayStation 4 “liscia” (quella usata per questa prova), mentre su quella Pro sono attivabili alcune opzioni come i 60 Fps.

Completa il quadro un comparto sonoro veramente azzeccato che espande l’atmosfera di gioco grazie sia ai suoni ambientali, da cinguettare di uccelli al rumore del vento, fino alla musica vera e propria, che si attivano quando inizia un combattimento e ne sottolineano i vari passaggi e le varie fasi con diversi quanto giusti gradi di intensità, contribuendo a rendere più epici gli scontri. Anche perché ciascun brano è una piccola opera a sé, e contribuisce con gli altri a formare una delle migliori colonne sonore disponibili in questo settore.

COMMENTO FINALE

Anche in questa sua nuova veste Shadow of the Colossus mantiene le caratteristiche che lo hanno reso così amato dal pubblico già ai tempi di PlayStation 2, cioè a dire delle meccaniche sia tecniche che emotive che fanno leva sull’alchimia tra i due personaggi e sull’atmosfera, più un game design come raramente si è visto in un videogioco. Un capolavoro capace ancora di evocare emozioni, da scoprire e riscoprire, oggi più che mai.

 

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Fe debutta oggi su Pc, PS4, Xbox One e Switch

Oggi è il grande giorno di Fe. L’avventura firmata da Zoink Games (software house svedese famosa per Stick it to the Man, e Zombie Vikings) è, infatti, disponibile su Pc, PS4, Xbox One e Nintendo Switch distribuita da Electronic Arts.

In Fe, i giocatori potranno arrampicarsi sugli enormi alberi di antiche e fitte foreste, scalare le montagne più gelide e desolate ed esplorare i sentieri che si snodano nei boschi popolati da migliaia di creature mistiche. Il gameplay si sviluppa in una sensazione di costante meraviglia e in un continuo cambio di prospettive, grazie alla scoperta di segreti utili per sbloccare nuovi scenari e ampliare ulteriormente il mondo attorno a sé.









Il cuore dell’esperienza di gioco è infatti una meccanica di canto tattile e analogica che consente di comunicare e parlare con ogni essere vivente nel bosco. Dietro ogni angolo si nasconde un segreto che potrà essere fondamentale per imparare il linguaggio della foresta, comunicare le piante e gli animali che la abitano e difendersi dai Silenti, le oscure creature che vagano senza sosta gelando ogni essere vivente e catturando tutto ciò che si muove sul loro cammino.

Il giocatore dovrà apprendere una vasta gamma di versi degli animali che gli consentiranno di manipolare qualsiasi creatura, persino le piante. Gli uccelli diventeranno sagge guide nel buio della Foresta, gli orsi fedeli combattenti e ogni tipo di vegetale sarà una fondamentale fonte di nutrimento per affrontare il lungo percorso.

Nel mondo di Fe è il suono a mettere in contatto ogni essere vivente che popola l’ecosistema –  spiega Klaus Lyngeled, CEO e direttore creativo di Zoink Games – l’esperienza è davvero indescrivibile, perché la storia si presta all’interpretazione di ciascun giocatore che la percorre muovendosi per l’ambientazione. Fe è il mondo che i giocatori non vorranno più lasciare”.

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The Forbidden Arts, Prime Impressioni

Dopo un periodo di duro lavoro, Stingbot Games, un microstudio californiano indie, porta su Steam The Forbidden Arts in accesso anticipato.

Si tratta di un action platform adventure che, diciamo subito, ha uno schema tutto sommato classico. Il gioco strizza l’occhio a tanti titoli del passato ed attualmente è in lavorazione per Pc. È stato pubblicato mercoledì scorso (7 febbraio) in early access per Pc Windows. Ma non finisce qui: quando il titolo uscirà dall’accesso anticipato saranno pubblicate anche le edizioni per console (PS4, Xbox One e Nintendo Switch) nei primi mesi del 2019. Questo è l’obiettivo di Stingbot Games.

The Forbidden Arts è basato sull’azione e sull’esplorazione di una vasta area di gioco suddivisa in diversi livelli differenti. Ecco cosa ne pensiamo in queste nostre Prime Impressioni.

VESTIAMO I PANNI DI PHOENIX, IL NOSTRO EROE RAGAZZINO

Protagonista di The Forbidden Arts è un ragazzino di nome Phoenix che armato inizialmente di lame dovrà intraprendere un cammino lungo e rischioso per salvare il mondo di Chora dalla follia del negromante di nome Voltaire che con la sua magia nera vuole soggiogare quello che un tempo era un regno tranquillo, quasi da favola.

Phoenix, però, è un ragazzino speciale: dentro di sé ha i sette poteri principali (piromanzia, idromanzia, geomanzia, aeromanzia, incantamento, chiromanzia e… la negromanzia) per controllare i vari elementi, fuoco, acqua, aria, terra e così via. Sono arti dimenticate (da qui il titolo del gioco) che però il nostro eroe deve risvegliare per combattere le creature ed i vari nemici corrotti che incontreremo lungo il nostro cammino. Per iniziare, però, deve incontrare il druido Elia nella foresta vicino al villaggio.città. Dopo questa visita Phoenix viene quindi informato dei suoi poteri magici latenti che possono essere risvegliati da dentro di lui…

Come vedete, nulla che non sia mai stato trattato in passato. Nulla di particolarmente originale ma l’obiettivo è senza dubbio quello di offrire al pubblico un titolo divertente che si faccia giocare. Riuscirà nell’impresa?

IL GAMEPLAY HA UNO SCHEMA CLASSICO, ANCORA UN PO’ ROZZO

Andiamo a parlare del gameplay del gioco che ci ricorda un misto di tanti classici. E partiamo da molto lontano come ad esempio Flimbo’s Quest per C64 o Amiga, o per alcuni movimenti del personaggio anche Strider benché riteniamo che il titolo si ispiri ad altri titoli, magari più recenti ed appartenenti all’era 32-64 bit.

All’inizio impareremo l’arte del fuoco. Phoenix sarà così in grado di sparare utilissime palle di fuoco contro i nemici. I comandi sono piuttosto semplici e si baseranno molto sulla tempistica come da prassi in un puzzle game. Il nostro eroe avrà anche il doppio salto (sempre onorando la tempistica, però), e spesso e volentieri dovrà arrampicarsi evitando trappole mortali. Qua e la si incontreranno anche dei personaggi non giocanti che ci forniranno alcuni dettagli sulla trama e comprendere meglio la storia ed i motivi per i quali stiamo lottando.

A rendere leggermente più profondo il gameplay il fatto che le nostre palle di fuoco non saranno infinite e consumeranno una barra di energia dedicata. Così come nelle altre arti che impareremo ad utilizzare.
Nulla di grave: Phoenix si ricaricherà nei pressi di fonti di calore (falò per l’occasione). Si ha una discreta libertà d’azione e si potrà andare avanti ed indietro lungo gli stage sono a scorrimento prevalentemente orizzontale ma offrono anche spunti “verticali” ed includono anche delle aree difficili da raggiungere o quasi nascoste a primo acchito che includeranno alcuni oggetti da collezionare. Sono presenti anche aree segrete.
I combattimenti sono immediati, con un tasto si utilizzeranno le lame, con un altro (l’Y nel joypad Xbox) si spareranno le palle di fuoco. Ogni nemico avrà le sue peculiarità: le guardie ombre sono in grado di sorprendere con movimenti improvvisi, gli orsi sono piuttosto potenti, i lupi sono rapidi ma ci sono anche alcuni nemici più potenti come i boss che si dovranno studiare al meglio per vincere questi duelli.

Il gameplay è gradevole ma è ancora legnoso: colpa dei comandi non ancora affinati del tutto a nostro avviso. Alcuni punti sono davvero complicati ed i doppi salti a volte non sono precisi.
A volte, inoltre, ci è parso che i nemici siano duri a morire: capita di eliminarli ma questi si rialzano (succede con le guardie ombre). Mentre la stragrande maggioranza dei combattimenti è piuttosto limitata: le movenze sono sempre le stesse quindi basteranno uno o due tentativi per non subire danni.

TECNICAMENTE ANCORA ACERBO MA CON BUONI SPUNTI

Siamo giunti, con l’ultimo aggiornamento pubblicato qualche giorno fa, alla versione 0.4.1.0 di Forbidden Arts. Basta questo per farci comprendere come lo stato dei lavori sia ancora lontano dall’essere finito.

Possiamo comunque apprezzare un aspetto grafico generale carino, a volte evocativo benché siamo ben consci che ancora sia tutto piuttosto acerbo: lo notiamo dai modelli poligonali ancora rozzi e nelle texture a tratti scialbe e prive di effettivi dettagli.



La struttura in 2,5d è abbastanza netta ma la qualità è altalenante: alcuni dettagli sono ben definiti ma in altre zone mancano quasi del tutto i particolari che fanno la differenza tra un gioco completo ed uno no. Discreti alcuni modelli di nemici (il grifone è ben fatto), ma altri devono essere ridefiniti. Complessivamente, però, le ambientazioni sono piuttosto varie e gradevoli grazie anche ad un utilizzo di colori piuttosto vivaci che trasmettono empatia e ad un design che punta ad essere cartoonesco.

Mentre i vari stage sono piuttosto vari ed “a tema” con flora e fauna ben diversa e collegati da una mappa “3d” che sembra una sorta di hub e che include anche alcuni oggetti da raccogliere ma davvero scarna dal punto di vista dei particolari.

Buone le animazioni (con alcune finezze). Nota di merito, invece, per i caricamenti delle aree: rapidi e praticamente indolore.

Buono fin da ora, invece, l’accompagnamento sonoro con brani ispirati che ben stanno con l’atmosfera. Insomma, gli spunti di interesse non mancano così come le tante cose da migliorare. Ma a nostro avviso la strada è quella giusta.

COMMENTO FINALE

Sostanzialmente, Forbidden Arts promette di essere un action platform vecchia maniera che vuole puntare fin da subito all’affetto degli appassionati del genere offrendo una storia piuttosto semplice ed una sfida sempre accesa grazie ad un’ampia ambientazione.

Abbiamo apprezzato vari spunti come un aspetto grafico generale gradevole. Non certamente impegnativo ma per la maggior parte delle volte pulito, anche fin troppo, al punto di risultare a tratti scarno e sicuramente di qualità altalenante. La qualità tecnica ci è sembrata ancora altalenante ma riteniamo siamo normale in questa fase di sviluppo considerando anche che il team indie sia composto da due persone (marito e moglie) che stanno dando vita a The Forbidden Arts. Il gioco non è giunto nemmeno alla versione 0.5: seguendo la numerazione non siamo neppure a metà dell’opera.

Non mancano i buoni spunti, ci mancherebbe: alcuni dettagli carini ed evocativi ben fatti ed una più che discreta colonna sonora sono i punti cardini dai quali partire. Oltre all’idea generale gradevole che, se ben sviluppata siamo sicuri potrebbe attrarre anche nuove leve.

Il gameplay è piuttosto classico e vuole essere un mix di azione, platform con un qualche nota profonda legata alla storia e sul fatto di affrontare i vari nemici in modo diverso. Tanti anche gli ostacoli ambientali mentre una parte focale dell’esperienza sta nell’esplorazione per trovare i vari oggetti da collezione ed individuare aree segrete. I problemi più grossi però stanno nei comandi ancora legnosi che rischiano di minare il gameplay e rovinare l’idea.

Siamo però convinti che molte cose saranno aggiustate lungo la strada ed anche a livello tecnico.

PREGI: Atmosfera che riporta ai classici del passato a 16-32 bit. Generalmente, graficamente è carino grazie ad un discreto stile. Buon sonoro. Gameplay misto, votato all’azione ma anche alla riflessione ed all’esplorazione.

DIFETTI: Comandi piuttosto legnosi ed imprecisi che potrebbero rovinare il gameplay. Qualità grafica altalenante perché alcune parti sono più definite di altre.

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Far Cry 5, ecco i dettagli sul season pass

Far Cry 5 si avvicina ed Ubisoft svela maggiori dettagli sul season pass. Questo sarà integrato nella Gold Edition o si potrà acquistare separatamente su Pc, PS4 ed Xbox One.

Dopo il lancio del gioco, infatti, previsto per il 27 marzo, il season pass offrirà una serie di esperienze che porteranno i giocatori a vivere alcune avventure straordinarie in tre scenari unici:

  • Ore di tenebra, in cui i giocatori viaggeranno indietro nel tempo fino alla guerra del Vietnam per combattere contro i soldati Việt Cộng.
  • Dannati Luridi Zombi, che vedrà i giocatori impegnati ad affrontare orde di zombie in una serie di scenari in perfetto stile B-movie.
  • A spasso su Marte, in cui i giocatori lasceranno la Terra per affrontare alcuni aracnidi marziani.

C’E’ LA FAR CRY 3 CLASSIC EDITION PER L’ESTATE

Inoltre, tutti i possessori del season pass di Far Cry 5 che giocano su console riceveranno Far Cry 3 Classic Edition, che sarà disponibile per gli acquirenti quattro settimane prima del suo lancio e come titolo indipendente nell’estate 2018 su console.

Far Cry 3 Classic Edition consentirà agli appassionati della saga e ai nuovi giocatori di rivisitare l’isola di Rook e incontrare uno dei più famigerati villain di Far Cry, Vaas, interpretato da Michael Mando. Nei panni di Jason Brody, i giocatori dovranno esplorare una fantastica isola tropicale per trovare e salvare i suoi amici, che sono tenuti prigionieri.

I giocatori Pc che acquistano il season pass o la Far Cry 5 Gold Edition riceveranno la versione completa di Far Cry 3.

Maggiori dettagli sul supporto post-lancio del gioco, inclusa una panoramica delle tre avventure e il ritorno dell’editor di mappe, saranno condivisi nel corso dei prossimi mesi.

TRAILER SULLA STORIA

Ubisoft ha inoltre pubblicato il trailer sulla storia. Ambientato per la prima volta in America, Far Cry 5 offre ai giocatori la totale libertà di esplorare un vasto scenario in apparenza tranquillo, ma in realtà tormentato, nei panni del nuovo vice sceriffo dell’immaginaria Hope County, nel Montana.

I giocatori scopriranno presto che il loro arrivo ha scatenato un malvagio piano, rimasto nascosto per anni da parte di un gruppo di fanatici apocalittici, il Progetto Eden’s Gate, che intende conquistare l’intera contea a qualunque costo. Sotto assedio e isolati dal resto del mondo, i giocatori uniranno le proprie forze con gli abitanti di Hope County per formare la Resistenza.

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Yakuza 6 The Song of Life, trailer sui mini-games

I mini-games di Yakuza 6 The Song of Life sono protagonisti di questo nuovo trailer pubblicato da SEGA. Ecco la clip nella quale riconoscerete anche qualche classico Arcade come Super Hang On, Space Harrier e Puyo Puyo oltre ad alcune attività di contorno, come baseball ed altro.

Buona visione.

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Assassin’s Creeed Origins, il dlc Gli Occulti arriva il 23 gennaio

Ubisoft annuncia che Gli Occulti, il primo contenuto scaricabile per Assassin’s Creed Origins, sarà disponibile a partire dalla settimana prossima, ovvero dal 23 gennaio su tutte le piattaforme.

La software house francese ha svelato anche le date di uscita per i prossimi contenuti post lancio del suo ottimo titolo, tra cui contenuti del Season Pass e add-on gratuiti per tutti i giocatori. Gli appassionati potranno continuare la propria avventura nell’Antico Egitto con una vasta gamma di contenuti inediti per molte ore di gioco aggiuntive, tra cui nuove missioni, espansioni della trama, eventi a tempo e oggetti di personalizzazione.

Fai clic qui per vedere lo slideshow.

DLC 1 – Gli Occulti: ambientato quattro anni dopo gli eventi di Assassin’s Creed Origins, in questo dlc la Confraternita degli Assassini si scontra con una forza di occupazione romana in una nuova regione dello scenario, il Sinai.

L’espansione aumenterà anche il limite del livello a 45, consentendo ai giocatori di continuare a potenziare e personalizzare il proprio personaggio. Inoltre, potranno accedere a quattro nuove armi Leggendarie, un nuovo abito, due nuove cavalcature e svariate nuove armi, oltre a due nuovi livelli per tutti gli equipaggiamenti creati. Il dlc Gli Occulti è disponibile per tutti i possessori del Season Pass oppure è possibile acquistarlo separatamente al costo di 9,99 € dal 23 gennaio.

Discovery Tour: questa nuova modalità educativa consente a chiunque, dai giocatori appassionati di storia ai non giocatori, di esplorare liberamente lo splendido scenario dell’Antico Egitto per scoprire maggiori informazioni sulla sua storia e la sua vita quotidiana, grazie a una serie di visite guidate da parte di storici ed Egittologi.

Gli utenti potranno scoprire ed esplorare lo scenario senza conflitti, limitazioni di tempo o di gioco, dove la trama principale e le missioni non saranno attive, e il mondo dell’Antico Egitto si evolverà in un museo vivente e privo di combattimenti.

Il Discovery Tour sarà disponibile come aggiornamento gratuito per tutti i possessori di Assassin’s Creed Origins e sarà acquistabile anche separatamente al costo di 19,99 € su Uplay e Steam per Windows Pc dal 20 febbraio prossimo.

DLC 2 – La Maledizione dei Faraoni: questa nuova espansione offre ai giocatori una trama inedita in cui viaggeranno verso Tebe per indagare su un’antica maledizione che sta colpendo l’intera regione. La Maledizione dei Faraoni è focalizzata soprattutto sulla mitologia egizia e vedrà i giocatori opporsi a famosi faraoni e creature egiziane, mentre indagheranno sulle cause della maledizione che ha riportato in vita i faraoni defunti. Questo nuovo contenuto aumenterà il limite del livello a 55 e darà accesso a nuovi abiti ed equipaggiamenti, tra cui armi leggendarie e rare, a tema con la tradizionale mitologia egizia. Il dlc La Maledizione dei Faraoni sarà disponibile per i possessori del Season Pass oppure sarà possibile acquistarlo al costo di 19,99 € dal 6 marzo.

Il Season Pass è incluso nella Assassin’s Creed Origins Gold Edition oppure è acquistabile separatamente al costo di 39,99 €.

Inoltre, presto saranno disponibili per tutti i giocatori di Assassin’s Creed Origins molti altri contenuti gratuiti, tra cui nuove Prove degli dei e una nuova missione, Minaccia Incombente, un preludio del dlc Gli Occulti, in cui i giocatori dovranno respingere un’incursione imminente e scoprirne l’origine.

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Ubisoft presenta Assassin’s Creed Rogue Remastered, debutta il 20 marzo

Giornata campale per i remastered e ritorni di vecchie glorie. Poco fa Ubisoft ha annunciato il ritorno di Assassin’s Creed Rogue… in versione remastered naturalmente.

Il debutto è fissato per il 20 marzo su PS4 ed Xbox One. Assassin’s Creed Rogue Remastered includerà tutti i contenuti scaricabili del gioco originale, quindi due missioni bonus (La Ricerca dell’Armatura di Sir Gunn e L’Assedio del Fort de Sable), oltre ai Pack Maestro Templare ed Esploratore, che contengono armi, oggetti per la personalizzazione e abiti speciali, tra cui il completo originale di Bayek di Assassin’s Creed Origins.

Creato dallo studio Ubisoft di Sofia che ha sviluppato il titolo originale, questa versione rimasterizzata arricchisce ulteriormente il catalogo del franchise su questa generazione di console offrendo una fantastica grafica in 4K su PlayStation 4 Pro e Xbox One X (1080p su PS4 e Xbox One). Grazie ad una maggiore risoluzione, rendering e texture delle ambientazioni migliorate, upscale della risoluzione delle ombre e molti altri nuovi effetti grafici, Assassin’s Creed Rogue Remastered offrirà un’esperienza di gioco ancora più splendida e coinvolgente, che inviterà i nuovi giocatori e tutti gli appassionati della serie a scoprire o riscoprire le avventure di Shay nel Nord America del XVIII secolo.

Lanciato inizialmente su PlayStation 3 e Xbox 360 nel 2014, Assassin’s Creed Rogue racconta la storia di Shay Patrick Cormac, un giovane e audace membro della Confraternita degli Assassini, che subisce un lento e oscuro cambiamento, trasformandosi da un Assassino a uno spietato e fervente Templare, che darà la caccia ai suoi ex confratelli. L’avventura condurrà i giocatori dalla splendida città di New York alle selvagge valli fluviali, fino a raggiungere le gelide acque dell’Atlantico del Nord.

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Fallen Legion+, Recensione Pc

La scorsa estate, Fallen Legion arrivò su PS4 e PS Vita con due giochi: Sins of an Empire e Flames of Rebellion. YumyYummyTummy e Mintsphere a distanza di qualche mese hanno unito due giochi in Fallen Legion+ ed hanno pubblicato il titolo nelle scorse su Steam.

Troviamo così un mix tra action gdr ed avventura dal gameplay con meccaniche che strizzano l’occhio ai giochi di ruolo giapponesi.

Ecco la nostra recensione della versione Pc uscita il 5 gennaio, ossia ieri.

FENUMIA, UN VASTO CONTINENTE IN CONFLITTO TRA IL REGNO ED I RIBELLI

Fallen Legion+ ci fa conoscere l’enorme continente di Fenumia, un mondo prima splendente ma adesso in decadenza ed in conflitto perenne da diverso tempo e cioè da quando il vecchio imperatore è morto.

Deceduto lui, Fenumia è caduta in disgrazia, da un lato i ribelli e la popolazione hanno cominciato una guerriglia che ha rovinato quella che un tempo era una gloriosa nazione.

Il titolo, come accennato, unisce Sins of an Empire e Flames of Rebellion che narrano una storia vista da due punti di vista opposti per mostrarci tutti i segreti, intrighi politici ed altri dettagli dal passato.

In Fallen Legion: Sins of an Empire vestiremo i panni della Principessa Cecille e di un enigmatico grimorio (un libro di magie) parlate che le è stato donato alla morte dell’amato padre. Tale libro permette di dare vita alle armi ed è l’alleato più forte contro Legatus Leandur, un eroico generale che guida questa ribellione e che è quindi attore principale in Fallen Legion: Flames of Rebellion.

Fallen Legion (8)

L’obiettivo dei due è quello di riportare il vasto continente di Fenumia ai fasti del passato; in Flames of Rebellion, faremo la conoscenza di Legatus Laendur seguendo, così, il percorso opposto. In entrambi i modi, però, saremo in grado di vedere le ferite della guerra dai due punti di vista diametralmente opposti entrambi desiderosi di costruire un futuro ricco per la propria vasta nazione.

Chiaramente, andando avanti, si scopriranno diversi dettagli sulla trama grazie anche ai tantissimi (troppi, a dire il vero) dialoghi ed ai vari personaggi avranno lungo i rispettivi viaggi verso la gloria e la conquista di Fenumia.

GAMEPLAY, DI TUTTO UN PO’, FACILE DA IMPARARE MA CON UN BUON GRADO DI SFIDA

Fallen Legion+ propone un gameplay interessante che strizza l’occhio soprattutto ai giochi di ruolo orientali (Jrpg). I giocatori controllano un party che può includere fino ad un massimo di quattro personaggi che affronteranno battaglie in tempo reale. Tali componenti li conosceremo man mano che andremo avanti. Giusto ricordare che saranno gli stessi nelle due campagne anche se gli incontri, naturalmente, cambieranno a seconda del leader che sceglieremo di seguire.

Uno sarà sempre fisso, e sarà il rispettivo eroe (Cecille o Legatus) gli altri tre possono essere scelti a discrezione dopo averli sbloccati e prima di ogni “quest”, che sostanzialmente si materializza col passaggio su ogni punto della vasta mappa di gioco.

Si potrà così preparare un team sempre diverso che combatterà in tempo reale contro le varie orde di nemici che appariranno. Il combattimento è una delle fasi nevralgiche del gioco. Sarà importante saper miscelare bene le varie caratteristiche dei componenti del gruppo, conoscere pregi e difetti anche perché sarà possibile effettuare combo di attacco letteralmente devastanti ed in grado di eliminare i nemici più forti ed all’apparenza più impenetrabili. Se, infatti, si azzecca una combinazione interessante, il nemico di turno o, meglio ancora, il boss avrà un momento di stasi nel quale sarà possibile infierire massimizzando il danno. Nondimeno si ricarica anche il mana delle tre magie/azioni del personaggio principale.

Fallen Legion (3)

Ma conterà anche la tempistica soprattutto nell’attivare lo scudo. Se attivato al momento giusto, infatti, lo scudo non solo para l’attacco ricevuto ma riflette, a volte, il danno ma anche a recuperare preziosi punti vita. A volte, alcuni scontri si possono risolvere con delle parate in grado di sovvertire l’esito. Si potrà anche tentare di schivare il colpo. Ogni personaggio avrà le sue mosse (che si ampliano man mano si va avanti visto che si sbloccheranno ulteriori attacchi speciali) che richiedono un determinato periodo di tempo per ricaricarsi. Ogni attacco a diverse cariche e relativi tempi di ripresa.

È interessante il ruolo del nostro eroe: sta nelle retrovie e “guida” i compagni di ventura. A seconda delle gemme raccolte ed equipaggiate, le sue magie possono variare gli effetti. Sostanzialmente può fare tre cose… mana permettendo: attaccare con un potente colpo i nemici, resuscitare un compagno e curare il team.

Fallen Legion (2)

Ci sono anche dei bonus che vengono elargiti attraverso delle scelte “volanti”. Tra un combattimento all’altro, infatti, si verificano in diversi casi alcuni accadimenti che esigono una scelta. Ad esempio ci viene chiesto di scegliere se punire una guardia del nostro reggimento che non aveva fatto il saluto al nostro passaggio o ignorare il fatto o ancora cambiargli la razione. A seconda della scelta ci saranno conseguenze come ad esempio un bonus del 25% al blocco o uno del 10% alla velocità di un determinato personaggio che si attivano nella battaglia successiva. Ovviamente ci sono decisioni più importanti che vanno a cambiare gli esiti (ad esempio mandare dei rinforzi agli alleati) e che danno anche bonus importanti come delle reliquie o altri equipaggiamenti da poter utilizzare una volta con effetti davvero utili anche per tutto il party in generale.

Insomma, le tante sfumature non mancano ed anche a livello narrativo possiamo contare su una buona trama. Nulla di rivoluzionario, intendiamoci, ma un lavoro solido godibile anche in inglese.

La sfida è longeva, diverse e diverse ore per concludere una run, ma come detto si possono scegliere due vie per cui varrà la pena rigiocarlo. Inoltre la difficoltà è ben bilanciata ed offre buone prove. Nulla di veramente impossibile. Se, ad esempio, dovessimo perire in battaglia, sarà possibile rifarla ripartendo dall’inizio di ogni stage in modo da poter modificare il nostro party o dalla schermaglia persa.

BUONA DISEGNATA A MANO E BUON SONORO GRAFICA

Fallen Legion (7)
Fallen Legion (6)
Fallen Legion (1)

Il lavoro tecnico fatto per Fallen Legion+ è sicuramente discreto. La grafica è disegnata a mano ed artisticamente è abbastanza gradevole.  Le ambientazioni che si alternano sono convincenti anche se avremmo desiderato una maggiore varietà visto il numero di ore di gameplay che il titolo offre.

Le scene di intermezzo, infatti, sarebbero certamente potute essere di più. Se i lineamenti, tipici dello stile giapponese sono ben realizzati, anche le ambientazioni sono ben caratterizzate. Ci sono piaciuti moltissimo i boss davvero ben caratterizzati e tosti.

Le animazioni sono ben rifinite e sono gradevoli negli effetti speciali che ci riportano alla memoria alcune scene arcade. Non ci hanno impressionato le ombre, appena accennate.

Il sonoro fa il suo lavoro con buone musiche anche pertinenti che accompagnano le nostre gesta sia in battaglia che durante le altre fasi con un doppiaggio in inglese professionale ma non troppo accentuato. Complessivamente un lavoro di sostanza dal punto di vista artistico e discreto dal lato tecnico. Qualche estro supplementare avrebbe sicuramente giovato.

COMMENTO FINALE

Fallen Angel+ è un gioco dedicato agli amanti del genere jrpg che strizzano l’occhio ai vari Final Fantasy IV, V e VI per intenderci.

Interessante la storia che può essere giocata da due punti di vista per salvare Fenumia, il continente in disgrazia che fa da sfondo alle gesta dei due eroi: la principessa Cecille ed il generale Legatus spinti da motivazioni di base diverse ma che al tempo stesso mirano al trono per far rifiorire il regno devastato da conflitti interni e battaglie logoranti.

Ci ha sorpreso positivamente il sistema di combattimento che è in tempo reale ed è in una visuale orizzontale. Gradevole, quindi, il gameplay che permette diversi approcci nelle battaglie in tempo reale. O estremamente aggressivo ma col rischio di farsi male; o estremamente più tattico con tanto di parate ed attacchi mirati. Bene anche l’aspetto tattico della preparazione del party che di tappa in tappa può variare. Fallen Angel+ può soddisfare le esigenze di molti, soprattutto degli amanti di questo tipo di giochi ma anche di chi inizia ad affacciarsi a questo tipo di giochi. Manca, però, un vero e proprio sistema di progressione classico che fa perdere alcuni aspetti ruolistici che si limitano all’equipaggiamento delle rune dai diversi effetti lungo il nostro cammino.

Tecnicamente ribadiamo che si tratti di un compito svolto senza troppe difficoltà anche si sarebbe, a nostro modesto avviso, osare di più. Artisticamente parlando, invece, promuoviamo il gioco che offre un gradevole aspetto grafico e buone musiche. Forse, un po’ ripetitivo, ma il gameplay e la voglia di andare avanti spingono oltre.

Pregi

Gameplay immediato e facile da apprendere. Buon grado di sfida. Longevo. Titolo adatto anche ai neofiti… gradevole artisticamente…

Difetti

… ma tecnicamente si poteva osare di più. Alcune fasi sono ripetitive. Troppi dialoghi.

Voto

7

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Fallen Legion+ è disponibile su Steam

Fallen Legion+ approda su Steam. Il titolo firmato da YummyYummyTummy e Mintsphere porta su Pc le vicissitudini e le avventure di Fenumia che gli utenti PS4 e PS Vita hanno già giocato.

Si tratta di un mix tra jrpg ed avventura che include due giochi uniti tra loro: Fallen Legion: Sins of an Empire e Fallen Legion: Flames of Rebellion che narrano la storia vista da due punti di vista opposti per mostrarci tutti i segreti, intrighi politici ed altri dettagli dal passato.

In Sins of an Empire vestiremo i panni della Principessa Cecille e di un enigmatico grimorio parlate. L’obiettivo è quello di riportare il vasto continente di Fenumia ai fasti del passato; in Flames of Rebellion, faremo la conoscenza di Legatus Laendur. In entrambi i modi, però, saremo in grado di vedere le ferite della guerra dai due punti di vista diametralmente opposti entrambi desiderosi di costruire un futuro ricco per la propria vasta nazione.

Ecco i due protagonisti in azione in questi due trailer.

CARATTERISITCHE PRINCIPALI

  • Una legione al vostro comando: Si controlla un party fino a quattro personaggi ma nel corso delle varie missioni si potranno assoldare più personaggi che potranno essere sostituti ad inizio di ogni quest. Possono nascere diverse combo devastanti dai vari attacchi offerti dalle caratteristiche dei personaggi che aumenteranno il loro potere man mano che andremo avanti.
  • Ogni scelta cambia il vostro Impero: Il gioco è costellato di decisioni immediate da prendere. Ognuna di esse avrà conseguenze ed impatto nella storia.
  • Magnifici artwork 2d disegnati a mano: Dalle zone fangose della Manticora, ai deserti, dalle parti innevate alle città di Fenumia. Tutte le ambientazioni sono state realizzate a mano.
  • Edizione internazionale: il gioco è stato tradotto oltre che dall’inglese anche in russo, cinese semplificato, cinese tradizionale, indonesiano (Bahasa). Manca, purtroppo, l’italiano.

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Inside di Playdead è disponibile per dispositivi iOS

Playdead annuncia che Inside è ora disponibile per iPhone, iPad e Apple TV. La versione di prova è scaricabile gratuitamente. Il gioco completo si sblocca al costo di 7,99 euro su iTunes.

Inside è un puzzle-game action-adventure, seguito spirituale dell’acclamato titolo di Playdead, Limbo, rilasciato nel 2010.

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Agents of Mayhem, conosciamo Safeword

Conosciamo Safeword, un nuovo personaggio di Agents of Mayhem pronto ad unirsi al team. Volition e Deep Silver ci presentano questo nuovo personaggio, un hacker eccezionale.

Ecco il trailer, alcune immagini ed una piccola biografia. Qui, invece, la nostra recensione su Pc.

 

“Se tu puoi costruirlo, lei può distruggerlo. Safeword ha poca pazienza con la stupidità e ancora meno con la Legion Mettere insieme un esercito di esperti in cybersecurity, nessun problema. Questa donna é una minaccia ambulante per l’infrastruttura e niente – dalla password della tua mail alla tua arma per la fine del mondo —è al sicuro.

Kinzie Kensington è un hacker eccezionale sin da quando è stata grande abbastanza per leggere e scrivere. Invece di lasciare che il suo talento fosse sprecato in carcere, l’Fbi ha deciso che per lei sarebbe stato meglio lavorare per loro, così ha iniziato a lavorare nell’unità dei cyber crimini all’età di 18 anni. Kenzie non ha mai apprezzato molto il fatto di essere bloccata in un lavoro estremamente noioso. Voleva azione, adrenalina, e soprattutto uno sfogo per punire le persone violentemente. Pur sapendo che Legion è un’organizzazione pericolosa che deve essere fermata, se non le avessero permesso di scendere in campo, probabilmente non le sarebbe importato più di tanto.

In qualità di Agent of Mayhem possiede strumentazioni high-tech, armi e una licenza per picchiare chiunque ostacoli la sua strada o chiunque pensi possa meritarsi un bel calcio nel sedere. Inoltre, la capacità di spiare così tante persone interessanti all’interno dell’agenzia la rende felice durante i momenti di inattività”.

Agents of Mayhem
Agents of Mayhem
Agents of Mayhem
Agents of Mayhem

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Assassin’s Creed Origins Gold Edition, Recensione PS4

Era il 13 novembre 2007 e quindi sono già passati dieci anni da quel giorno in cui un si affacciava al mondo dell’industria videoludica, un chiacchieratissimo, pubblicizzatissimo e controverso Assassin’s Creed approdava su PS3 e Xbox 360 con qualche mese di anticipo rispetto alla controparte Pc Windows. Assassin’s Creed Origins, è stato pubblicato il 27 ottobre scorso, contemporaneamente a Wolfenstein II: The New Colossus e Super Mario Odyssey. Action adventure in terza persona con predilezione alle fasi di infiltrazione, l’ultima fatica di Ubisoft Montreal arriva al grande pubblico dopo un anno di pausa forzata, mitigata in parte dal film con Michael Fassbender come protagonista. Ed arriva quindi dopo due anni da Syndicate, ambientato nella Londra Vittoriana, e con una importante sfumatura ruolistica.

Noi vi parliamo della Gold Edition per PS4 che include il season pass del gioco.

LE ORIGINI DELLA GUERRA ETERNA

Assassin’s Creed Origins ci riporta intorno al 50 a.C. per la prima volta nella storia dell’intera saga. Si era partiti dai tempi delle Crociate e poi si è andati sempre verso i giorni nostri. Dopo i fasti e i nefasti di epoca Vittoriana con Assassin’s Creed: Syndicate, quindi, si fa un bel salto nel passato di oltre duemila anni.

Siamo al tempo di Re Tolomeo XIII, fratello di Cleopatra, in guerra con la sorella e tiranno dal cuore poco tenero. Il giocatore assume le parti di Bayek di Siwa, l’ultimo dei Medjay, guardie del corpo del Faraone che hanno una tradizione millenaria. Andati in fumo millenni di fedeltà al proprio signore, a Bayek non resta che difendere con tutti i suoi mezzi il popolo dell’Antico Egitto dai soprusi, dalla tirannia e dall’ingiustizia.

Senza rivelare molto della trama, qui possiamo dire che Bayek – in maniera vagamente simile a Ezio Auditore da Firenze – è mosso principalmente da un’inesauribile sete di vendetta nei confronti di cinque congiurati che hanno attentato alla sua vita e all’esistenza stessa dell’impero egizio. Le origini, a cui il titolo del gioco accenna, sono quelle della Fratellanza degli Assassini o meglio: quella che sarebbe divenuta, secoli dopo, la Fratellanza. Qui si narra anche dell’eterna guerra tra coloro che abbiamo sempre conosciuto come Templari e Assassini ma, coerentemente, qui hanno nomi e diversi seppur analoghe motivazioni.

Altro piccolo dettaglio che possiamo accennare è la presenza, finalmente più interessante e ben orchestrata, di sessioni di indagine ai giorni nostri, affidati alla brillante scienziata Layla Hassan, che trova il modo di rivivere i ricordi di Bayek senza soffrire i terribili effetti collaterali dati dall’uso intensivo dell’Animus.

LA GUARDIA DEL FARAONE

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Come abbiamo accennato più su, Bayek di Siwa è il nome del protagonista di Assassin’s Creed Origins, alter-ego del giocatore per la maggior parte del tempo, insieme a Layla Hassan che, tuttavia, viene impersonata per meno tempo. Bayek è un Medjay, una figura molto vicina al Faraone, una guardia del corpo ma anche un addetto alla sicurezza, una sorta di poliziotto con poteri di giudice e boia, se lo volesse. Un vicario del Faraone, un suo rappresentante quando e dove il Faraone non può intervenire.

Questo, almeno, sulla carta, perché si fa molto presto a capire che Bayek è caduto in disgrazia, il suo status di Medjay è ricordato solo dal popolo e dai suoi amici e su questo egli adotta un codice di condotta che non può servire un Faraone corrotto e crudele come Tolomeo XIII, ma può servire a proteggere e servire un popolo sempre più disperato, come quello d’Egitto.

Come in ogni Assassin’s Creed, il protagonista può camminare, correre, arrampicarsi su edifici di ogni ordine di grandezza, buttarsi di sotto dove è morbido, gettarsi nelle acque del Nilo o dei laghi presenti, immergersi. Bayek può anche combattere ed è qui che entra in campo una clamorosa novità: è stato bandito il vecchio modo di ingaggiare e far fuori coloro che ci minacciano. Adesso le fasi di combattimento sono molto più profonde e curate, si nota moltissimo l’influenza di For Honor: possiamo portare fendenti leggeri e veloci, lenti e pesanti (utili anche a spezzare le difese degli avversari più ostici), caricare colpi potenti, schivare quelli non bloccabili, parare con lo scudo.

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A tanta varietà durante il combattimento viene in soccorso tantissima varietà di armi, scudi e archi: armi bianche, in asta, pesanti, mazze, bastoni, archi da guerra, da caccia e archi leggeri. Insomma, c’è tutto quello che serve per non stancare né limitare le possibilità offerte ai giocatori e allo stile di gioco di ciascuno.

Prendendo in prestito elementi da videogiochi di ruolo d’azione, Assassin’s Creed Origins pone sul piatto dell’offerta un sistema di punti esperienza da accumulare tramite esplorazione, combattimenti, incarichi portati a termine, missioni compiute. L’esperienza riempie una barra che, al suo completamento, fa scattare il livello di potenza superiore: danni e salute vengono aumentati automaticamente, mentre al giocatore è concessa la facoltà di scegliere quale ramo di tre espandere oppure tenerli tutti equilibrati: Cacciatore, Guerriero o Veggente recano con sé tutte le abilità che renderanno, Bayek, un’arma umana pronta ad uccidere le sue prede senza lasciare traccia o quasi.

Nulla di nuovo su questo fronte: tra videogiochi di ruolo che ci hanno abituati da decenni, e giochi d’azione quali Tomb Raider (dal 2013) con tutte le seguenti uscite che ammiccano al lavorone di Crystal Dynamics (Horizon Zero Dawn, giusto per citare uno degli ultimi) siamo abituati a vedere tre alberi di abilità da sbloccare. Quello che suona nuovo è vederlo in Assassin’s Creed Origins, unitamente alla presenza delle immancabili materie prime che vanno a potenziare anche armi e armature che usa Bayek. Se cercate un gioco vario nella gestione del personaggio, Origins potrebbe fare al vostro caso.

ANTICO EGITTO AL TRAMONTO

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L’Antico Egitto preparato per noi da Ubisoft è, di per sé, enorme (e col season pack ed ulteriori aggiornamenti gratuiti di cui abbiamo parlato qui e di cui segnaliamo velocissimamente la ventura Modalità chiamata Discovery Tour che permette di fare un giro turistico dell’Antico Egitto, lo sarà di più). Se si volesse percorrere la diagonale della mappa passerebbero davvero delle ore e quello che sorprende più di tutto è che non si tratta di una mappa vuota o sterile di contenuti. Bayek può viaggiare in lungo e in largo grazie a cammelli o cavalli, non manca il “viaggio rapido” per i giocatori più pigri ma previa scoperta del punto di interesse e del suo “sblocco” sulla mappa. Nulla che non fosse già in opera da The Elder Scrolls IV: Oblivion o il ben più recente The Legend of Zelda: Breath of the Wild. L’esplorazione, dunque, è una parte fondamentale in Assassin’s Creed Origins e un grande aiuto proviene da Senu, l’aquila di Bayek, che può aiutare tantissimo nello scovare punti, oggetti e personaggi di interesse.

Bayek parte da Siwa, piccola città d’origine del protagonista ma la sua epopea lo porterà ai quattro angoli dell’impero ellenistico che ha ereditato il millenario impero dei Faraoni. Giza e le sue Piramidi, Alessandria con la sua biblioteca ed il leggendario faro, Cirene la cosiddetta “Atene d’Africa” con i suoi templi in stile greco, Menfi l’antica capitale dell’Impero d’Egitto sono pronte per essere (ri)scoperte e visitate alla luce di un punto di vista che non è archeologico ma quello di un cittadino dell’Antico Egitto vissuto nel quinto decennio prima dell’arrivo di Cristo nella storia dell’umanità. Quel vago senso di “turismo virtuale” che non sentivamo dai tempi di Assassin’s Creed II, finalmente ritorna a dare un senso tutto nuovo e affascinante alle parole “esplorazione” e “scoperta”.

Per esplorare e scoprire, lo ribadiamo, ci si affida agli occhi di Senu, l’aquila di Bayek. Il famigerato “occhio dell’aquila” di Desmond, Altair ed Ezio, quindi, cede il posto al più corretto “impulso dell’Animus” che evidenzia oggetti e persone nelle immediate vicinanze. Per scovare invece nemici, obbiettivi e altri punti sensibili, bisogna affidarsi ad una vera aquila. Questa può arrivare ad aiutarci, sbloccandone un’abilità che permette di distrarre un nemico particolarmente zelante, permettendoci di sgattaiolare via o di neutralizzarlo con molta facilità.

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Assassin’s Creed Origins procede con i giusti ritmi narrativi, la presenza di scene d’azione, boss-fight ed evoluzione del personaggio tramite un sistema mutuato dai videogiochi di ruolo d’azione senza strappi, senza intoppi e senza aver generato, durante la prova, la delusione tipica dell’occasione sprecata: delusione che ci ha accompagnato dall’uscita di Assassin’s Creed III in poi.

Origins, invece, colpisce nel segno, sia il novello giocatore che colui che ha seguito la storia fin dal principio, fedelmente, nonostante tutto. Ammicca anche al lungometraggio con Michael Fassbender e Jeremy Irons, generando una “continuity” di contenuti e sotto-trame che, a chi vi scrive, fa solo piacere.
A pescare i soliti peli nell’uovo bisogna evidenziare la proverbiale, scarsa, percezione dei nemici, glitch grafici all’ordine del giorno (ma è anche naturale in un gioco immenso come questo, come lo è su Skyrim o Red Dead Redemption o GTA 5), fluidità che crolla rovinosamente durante i caricamenti (ma questa, forse, può essere dipesa da una scarsa manutenzione alla PS4 da parte nostra). Se, infine, come il sottoscritto, vi dedicate alle attività secondarie prima di proseguire, vi ritroverete ben più potenti del livello richiesto dalla trama del gioco, rendendo l’esperienza estremamente semplice anche a difficoltà più elevate. C’è ben poco da discutere sul fronte tecnico: il gioco è praticamente inattaccabile, bellissimo a vedersi, fluido e sempre più supportato e ottimizzato.

IL CONTENUTO DEL SEASON PASS

  • DLC 1 – The Hidden Ones: Questa espansione si concentra sulla storia e si basa sulla crescita della Confraternita, portando i giocatori anni dopo gli eventi di Assassin’s Creed: Origins e mettendoli di fronte alle ostili forze Romane in una nuova regione. Questa espansione amplierà il livello massimo, permettendo ai giocatori di far progredire ulteriormente il proprio personaggio. Disponibile da gennaio 2018.

  • DLC 2 – The Curse of the Pharaohs: In questa espansione incentrata sulla mitologia Egizia, i giocatori combatteranno contro faraoni non morti ed esploreranno un nuovo e mistico reame. Durante il viaggio, incontreranno famigerate bestie egiziane al pari dei guerrieri di Anubi, scorpioni e molto altro, mentre investigano la causa della maledizione che ha riportato in vita i faraoni. The Curse of the Pharaohs aumenterà ulteriormente il livello massimo e introdurrà nuove abilità. Disponibile da marzo 2018.

  • Pacchetti Horus e Centurione Romano: Due esclusivi contenuti aggiuntivi che includono nuovi outfit, armi, scudi e montature. Disponibile da novembre 2017.

  • Un pacchetto di 500 Crediti Helix. Disponibile al lancio del gioco.

  • Un’esclusiva arma rara, la Lama della Calamità. Disponibile al lancio del gioco.

COMMENTO FINALE

Assassin’s Creed Origins è un gioco d’azione e avventura in terza persona, con elementi da gioco di ruolo e free roaming, sviluppato da Ubisoft Montreal dopo un anno di pausa da Synidcate. Il nuovo capitolo della saga Racconta delle avventure di Bayek, una guardia del Faraone caduta in disgrazia e che deve vendicarsi di torti subiti, mentre in prospettiva si narrano le origini della Confraternita degli Assassini e del loro conflitto con quelli che poi diventeranno i Templari.

Sul versante grafico e sonoro c’è ben poco da sindacare. Il gioco offre un altissimo livello di dettaglio, ottime animazioni, pochi glitch e bug grafici in relazione alla vastità degli ambienti e del numero di personaggi che si muovono a schermo. La colonna sonora è di tutto rispetto, gli effetti sonori ben resi e il doppiaggio originale non ci è sembrato affatto male. C’è anche la possibilità di giocare con il doppiaggio in italiano, previo scaricamento di una patch di traduzione a parte: l’interpretazione delle voci nostrane è generalmente buona molto, con pochissimi picchi negativi.

Joypad alla mano, invece, abbiamo trovato sensibili differenze rispetto ai passati Assassin’s Creed e ben più di un’analogia con il più recente Watch Dogs 2 che “condividono lo stesso universo”. Le fasi di studio dell’area, di infiltrazione, di combattimento sono tutte ben studiate e ci sono risultate ben amalgamate tra loro. La gestione del personaggio, delle abilità e degli equipaggiamenti fa tanto videogioco di ruolo ma anche – tantissimo – Horizon Zero Dawn da cui sembra che Ubisoft abbia preso qualche licenza. Ma se guardassimo al passato sarebbe anche lecito affermare che il Tomb Raider del 2013 abbia imposto diversi standard agli aspetti legati ad oggetti e abilità.

Pregi

Tecnicamente valido. Varietà mista a quantità di cose da fare. Gli elementi da gioco di ruolo motivano a svolgere attività secondarie alla storia. Personaggi ben caratterizzati e trama avvincente. Sistema di combattimento più profondo. Fasi di infiltrazione ben rese. Ambientazione estremamente affascinante. Season Pass ed altri contenuti gratuiti di livello

Difetti

Intelligenza Artificiale ben poco intelligente in più di un’occasione. Sporadici (e fisiologici) glitch grafici. Dedicarsi alle attività secondarie rende il gioco più facile e meno bilanciato. Sul modello base PS4 la fluidità crolla pesantemente in più di un’occasione.

Voto

9-

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Nuova storia e demo per Little Nightmares

È tempo di novità per Little Nightmares. L’action adventure si arricchisce, infatti, con The Hideaway, la seconda storia di Secrets of the Maw. Qui, il Fuggiasco si risveglia nella sala motori de Le Fauci, un luogo sudicio, oscuro e popolato dai Nomes.

Incluso nell’expansion pass del titolo targato Tarsier Studios, The Hideaway (questo il nome del dlc) è ora disponibile su Pc (Steam, GOG ed altri distributori) PS4 ed Xbox One.

Sempre da oggi è disponibile anche una demo (naturalmente gratuita) su PlayStation Network ed XboxLive dell’avventura iniziale di Six. Il publisher Bandai Namco ha inoltre ufficializzato che la terza ed ultima storia di Secrets of the Maw sarà disponibile il 10 febbraio.

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Come illustrato nel nuovo video rilasciato oggi, il Fuggiasco dovrà trovare e salvare i Nomes, per riuscire a fuggire da questo lugubre luogo. Queste curiose creature nascondono un segreto, ma potranno aiutarlo a superare qualsiasi ostacolo! Da dove provengono tutti questi Nomes? Quali segreti si celano nel loro nido? Questa seconda storia introduce enigmi con meccaniche più complesse, che richiederanno di collaborare con i Nomes, e una struttura delle ambientazioni che offrirà più libertà nell’esplorazione.

Ecco il trailer di lancio.

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L. A. Noire, trailer per la versione Nintendo Swich

La versione Switch di L. A. Noire si mostra in questo trailer diffuso da Rockstar Games. Il titolo investigativo debutterà, anzi, tornerà, sul mercato, tra meno di una settimana, ovvero il 14 novembre anche per PS4 ed Xbox One.

Il titolo, ambientato nel mezzo del boom economico dell’epoca d’oro di Hollywood nel dopoguerra, vede protagonista il detective in erba Cole Phelps che è alla disperata ricerca della verità in una città dove tutti hanno qualcosa da nascondere.

Il suo compito è quello di risolvere crimini efferati in uno dei periodi più bui della Hollywood degli anni ’40 da casa o in movimento con L.A. Noire per the Nintendo Switch. I comandi touch contestuali, una modalità Joy-Con con comandi di movimento che sfruttano il giroscopio, il Rumble HD e la nuova visuale ampia e ravvicinata dietro le spalle permetteranno di portare le vostre indagini sempre con voi.

 

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AER – Memories of Old prende il volo su Pc e console

Daedalic e Forgotten Key annunciano che AER – Memories of Old è disponibile su Pc Windows, Mac, Linux, PlayStation 4 ed Xbox One. Il prezzo di 14,99 euro.

Il suo sviluppo è durato ben cinque anni e alla Gamescom 2017 ha ricevuto la nomination come Best Indie Game. AER – Memories of Old è un gioco di avventura con una forte componente esplorativa, ed è ambientato tra le nuvole in un fantastico mondo composto da isole galleggianti e misteriosi santuari.

Il giocatore seguirà le gesta di Auk, una ragazza che ha il potere di trasformarsi a piacimento in uccello per spostarsi senza sosta tra un’isola e l’altra alla scoperta delle rovine di un’antica civiltà. Durante il suo viaggio incontrerà nomadi e spiriti di animali, mentre si imbatterà in enigmi e templi antichi. I giocatori potranno passare rapidamente da una forma all’altra per esplorare il mondo di AER sia sulla terraferma che tra le nuvole, godendosi tutta la libertà che solo il volo sa offrire e la bellezza di un paesaggio mozzafiato.

STORIA

Molti anni fa una grande catastrofe si è abbattuta sul mondo i cui resti sono rappresentati soltanto dalle isole fluttuanti, frammenti di terra sospesi nel cielo. Auk ha il compito di scoprire cosa è successo davvero nel mondo antico, in modo da poter salvare la sua realtà, prima che una nuova catastrofe possa abbattersi di nuovo e spazzare via definitivamente la sua terra.

AER B

Grazie ad uno stile artistico low-poly, il mondo di AER è pensato per essere affascinante e misterioso, nonché per svelarsi lentamente mentre gli esploratori lo sorvolano o si avventurano tra le sue rovine e provano a risolvere gli enigmi celati al loro interno. I giocatori possono esplorare liberamente l’intero mondo di gioco, avanzando al proprio ritmo e scoprendo maggiori informazioni sull’ambiente circostante completando obiettivi e quest.

La trasformazione in forma volatile senza soluzione di continuità permette di spostarsi liberamente, inseguendo le cascate o sorvolando le montagne, e atterrare per esplorare le rovine e avventurarsi nei templi antichi della Terra delle divinità.

CARATTERISTICHE

  • Trasformatevi in un maestoso uccello per svolazzare tra le nuvole
  • Esplorate un vasto open world pieno di segreti da scoprire
  • Avventuratevi attraverso quest piene di sorprese, enigmi e misteriosi templi
  • Immergitevi in una fantastica atmosfera dall’estetica vibrante e minimale
  • Vincitore della Game Concept Challenge 2013 e di IndieCade Select 2016.

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