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Bungie si separa da Activision e mantiene diritti su Destiny

La notizia, giunta nelle scorse ore, è destinata a fare rumore. La separazione ufficiale tra lo sviluppatore Bungie e l’editore Activision sta scuotendo l’industria videoludica e vedrà la serie di Destiny entrare pienamente nel controllo di Bungie. Lo apprendiamo da Kotaku.

Questo esito non è altro che il capolinea di un rapporto di tensione durato tre anni. Condizione che persisteva da prima che persino il primo Destiny fosse pubblicato. Bungie, lo studio che ha creato e guidato lo sviluppo del franchise, lo ha comunicato ai dipendenti, inquadrandola come una notizia “fantastica” per uno studio che da tempo si era stancato di trattare con il suo editore.

Bungie ha detto la sua con un post sul proprio blog.

Abbiamo goduto di una corsa di otto anni piena di successi e vorremmo ringraziare Activision per la loro partnership su Destiny. I diritti di pubblicazione di Destiny verranno trasferiti a Bungie. Con la nostra straordinaria community di Destiny, siamo pronti a pubblicare da soli, mentre Activision aumenterà il focus su progetti IP di proprietà.

Una delle tensioni più significative tra le parti era stata per lungo tempo il programma annuale, che imponeva il rilascio di un nuovo gioco o espansione di Destiny ogni autunno. Ora, separato da Activision, Bungie non sarà più vincolata a quel programma.

Continueremo a rispettare l’attuale roadmap di Destiny e non vediamo l’ora di rilasciare altre esperienze stagionali nei prossimi mesi, oltre a sorprendere la nostra community con alcuni annunci entusiasmanti.

Cosi, ha continuato la società.

La notizia arriva durante un periodo difficile per Activision, che recentemente ha subito un risanamento esecutivo e ha ridotto i costi presso la sua più grande filiale, la Blizzard. La scuderia del publisher si è ridimensionata in maniera significativa, avendo abbandonato Skylander e ora, avendo perso Destiny. Resta ancora il dubbio in merito a due degli altri studi della casa editrice, High Moon e Vicarious Visions, che hanno lavorato ad espansioni e contenuti per Destiny 2.

Quindi questa separazione si è rivelata essere una liberazione per Bungie che ricordiamo, ha anche un nuovo gioco in sviluppo grazie a un investimento di 100 milioni di dollari da NetEase.

Ci si chiede, però, quale sia il futuro per Destiny, al di là delle dichiarazioni ufficiali e quale publisher voglia accogliere nella propria famiglia il team di Bungie.

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Nel 2019 potrebbe arrivare Call of Duty: Ghosts 2

Il Call of Duty del 2019 potrebbe essere Call of Duty: Ghosts 2 sebbene in molti tendano a preferire l’ipotesi di Modern Warfare 4.

A mettere il dubbio, un post su Twitter di Ashton Williams, la community manager di Infinity Ward. Lei ha infatti postato una gif animata di un teschio che secondo molti è un richiamo a Call of Duty: Ghosts.

Il 2019, quindi, potrebbe portare Ghosts 2 nonostante il primo capitolo della mini-serie all’interno della grande famiglia Call of Duty uscito nel lontano 2013, non sia stato all’altezza degli altri giochi.

Ad ogni modo non ci sono poi state risposte ufficiali anche a chi ha ipotizzato che il teschio fosse un riferimento al ghost di Modern Warfare 2 e quindi rinforzando l’ipotesi di Call of Duty: Modern Warfare 4. Insomma, è bastato poco per accendere il dibattito. Vedremo nelle prossime settimane chi avrà ragione.

pic.twitter.com/zsImJQULPt

— Ashton Williams (@ashtonisVULCAN) January 2, 2019

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Spyro: Reignited Trilogy, Recensione

La prima PlayStation è stata certamente una delle console più importanti della storia dei videogiochi, e tra i mille motivi per cui fu tale c’è senz’altro quello di aver visto nascere personaggi che si sarebbero poi affermati definitivamente nel panorama videoludico mondiale, diventando talvolta perfino il simbolo di una generazione di console o di una piattaforma specifica.

E’ il caso di Spyro, il simpatico draghetto inventato da Insomniac Games ai tempi della prima PlayStation, diventato una vera e propria icona dei videogiochi degli anni ’90. Un personaggio amatissimo dal pubblico, che da anni sognava un suo ritorno da protagonista in qualche nuovo videogioco, e che adesso vede in un certo senso soddisfatto questo desiderio grazie a una raccolta, Spyro: Reignited Trilogy a firma di Activision e Toys For Bob.

Questa è vero che contiene i primi tre episodi della saga originale, ma in versioni così ben rifatte per la nuova generazione di console (e in futuro per Pc), da sembrare nuovi. Ma facciamo prima un passo indietro per rinfrescare la memoria dei nostri lettori.

C’ERA UNA VOLTA UN DRAGHETTO VIOLA… 

A circa la metà degli anni ’90,  negli studi di Insomniac Games, Ted Price e i suoi colleghi stavano discutendo su un nuovo progetto per la prima PlayStation, precisamente un platform 3d, visto che il genere sembrava andare forte su quella piattaforma. Il problema era però inventarsi un personaggio che poteva rivaleggiare coi mostri sacri del periodo, risultando subito simpatico al pubblico: Crash Bandicoot di Naughty Dog era uscito appena un anno prima ed era per esempio amatissimo dal pubblico.
Dopo varie bozze, il disegnatore Craig Stitt creò un draghetto verde dall’aspetto carino ma dall’espressione “furba”, carismatico a suo modo. Il soggetto  piacque subito al resto del team di sviluppo, compreso il direttore artistico del progetto, Charles Zembillas, ex Naughty Dog a cui alcuni storici attribuiscono invece il merito dell’idea.

Insomniac Games decise però di modificarne il colore in viola per evitare che il modello poligonale di quello che venne poi ribattezzato Spyro si confondesse con l’erba che ricopriva il terreno di varie aree del gioco, che il tecnico Alex Hasting immaginava grandi e con un ampio campo visivo.  Non a caso realizzò una nuova tecnologia per il rendering dei livelli di dettaglio che consentì al suo gruppo di ridurre il problema del “fogging” che limitava la visione dell’orizzonte nei giochi 3d dell’epoca.

Quando nel 1998 Spyro the Dragon raggiunse gli scaffali fu un vero e proprio trionfo, con 5 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Il pubblico era rimasto ben impressionato da un comparto tecnico di primo livello, da mondi costituiti da zone ampie e spettacolari pieni di segreti da scoprire e vari potenziamenti che rendevano la progressione un po’ meno lineare rispetto ad altri titoli analoghi, e l’ottima giocabilità.

Il piccolo draghetto viola, insomma, aveva conquistato tutti, ragazzini e adulti: si, perché a dispetto delle apparenze, Spyro non era un gioco indirizzato soltanto ai più piccoli e per questo fu un enorme successo, diventando per molti giocatori una specie di mascotte della console Sony. Il franchise si sviluppò così a gran velocità e Insomniac di sequel ne realizzò due, uno all’anno: Spyro 2: Ripto’s Revenge nel 1999 e Spyro 3: Year of the Dragon nel 2000. Entrambi vennero accolti nuovamente bene da critica e pubblico: ma mentre il secondo episodio in linea di massima manteneva un forte legame col predecessore, il terzo Spyro, segnò anche l’addio degli Insomniac Games, seppe andare oltre, con una trama ancora più curata e una serie di personaggi secondari giocabili.

NON UN SEMPLICE RESTYLING 

In Spyro: Reignited Trilogy ritroviamo proprio questi tre episodi, “rifatti” per l’occasione da Toys for Bob: il primo gioco si trova già sul disco, gli altri due devono invece essere scaricati dallo store di PlayStation. La loro edizione non è dissimile da quanto visto in un altro progetto analogo, ovverosia Crash N. Sane Trilogy, con un totale restyling che ha riguardato soprattutto il comparto tecnologico (e non solo quello, come vedremo più avanti). Grazie all’utilizzo dell’Unreal Engine 4, infatti, i tre titoli godono di una grafica ricchissima di elementi, capace di restituire dei mondi da cartone animato tridimensionale fantasy, esaltati da una palette cromatica vivace e da un sistema di illuminazione che ne evidenzia ogni sfumatura.
Il tutto completato da una serie di riusciti effetti ambientali. Ma è soprattutto nei personaggi, anche in quelli secondari, che il team di sviluppo si è superato: Spyro è animato in maniera straordinaria, le sue movenze sono fluide in ogni momento, quando rotola, salta, incorna un nemico o plana lievemente dopo un volo. Allo stesso modo la figura del simpatico draghetto viola è stata ricostruita su un modello che riporta alla mente l’originale, ma che al contempo evidenzia dei tratti somatici più marcati e espressivi.

Lo stesso si può dire per le “spalle” di Spyro e per i nemici, particolarmente curati in ogni dettaglio, al punto che alcuni sembrano un po’ “diversi”  rispetto agli originali.

Attenzione però: il lavoro del team di sviluppo non si è limitato solo a migliorare gli elementi tecnologici dei tre titoli, ma ha riguardato anche altri aspetti come quelli relativi alla narrazione e alla giocabilità, nel tentativo riuscito di colmare quelle lacune che la tecnologia dell’epoca non era in grado di soddisfare.

Ecco quindi che alcuni personaggi, specie gli antagonisti principali, appaiono più definiti anche nella loro personalità, che le storie dei vari episodi risultano più “complete” e logiche nel loro sviluppo, pur mantenendosi ovviamente sul solco di quelle originali, e così via. Perfino gli scenari, al di là della migliore qualità estetica, hanno subito alcuni piccoli ritocchi tali da renderli un tantino meglio strutturati e di certo più vivi, così da garantire una maggiore interazione (emettendo fuoco l’erba si brucia lasciando il terreno spoglio e bruciacchiato, per esempio) e una  progressione nei livelli più fluida e naturale a 30fps. Insomma, Toys for Bob ha davvero svolto un ottimo lavoro rendendo la trilogia quasi un prodotto “nuovo” sotto diversi punti di vista, piuttosto che una mera “operazione nostalgia”.

Prova ne è che perfino i comandi sono stati rivisti, con una nuova mappatura dei controlli che se da un lato tiene conto del passato nella combinazione dei tasti per compiere delle mosse specifiche, dall’altro rende comunque più “maneggevole” Spyro grazie alla disposizione dei comandi.

Adesso, per esempio, si può richiamare tramite touchpad un menu con tutte le statistiche relative all’avventura che il giocatore sta vivendo, compresi i progressi e le sfide completate. C’è poi una mini mappa selezionabile, visibile in basso a sinistra dello schermo, utilissima per potersi orientare, ed è stato implementato il fast travel, per evitare di dover ripercorrere intere aree per tornare in certi livelli, che diventano invece raggiungibili in un attimo. Il risultato finale è una giocabilità ottima, che  nelle tre diverse avventure, simili ma allo stesso tempo diverse tra loro visto che con ogni capitolo evolve come gli originali, mantiene quindi lo stile di un tempo ma presenta quelle piccole quanto utilissime migliorie atte a renderla più fluida e “adatta” ai giorni nostri.

COMMENTO FINALE

Che siate dei “vecchi” e nostalgici videogiocatori desiderosi di rivivere certe emozioni passate o degli appassionati di platform avventurosi in terza persona dove esplorare enormi aree per accumulare gemme, “semplicemente” desiderosi di vivere un’esperienza estremamente divertente, allora non potete lasciarvi scappare Spyro: Reignited Trilogy.

Una trilogia godibile sotto tutti i punti di vista, ottimamente realizzata e dunque immancabile nella raccolta di ogni amante del genere

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Call of Duty: Black Ops IV, Recensione

Call of Duty è una di quelle serie ludiche destinate sempre e comunque a far discutere e a dividere l’opinione pubblica: di fatto, ogni gioco di questa saga o lo si ama, o lo si odia, quasi mai senza vie di mezzo. La conferma la si è avuta anche quest’anno, con l’uscita sul mercato di Black Ops IV, l’ultimo capitolo della serie, il primo nel quale manca totalmente una campagna single player.

Una scelta che, appunto, ha fatto molto discutere i fan, divisi tra quelli che amavano la modalità e coloro che invece la giocavano solo come contorno, prima di tuffarsi “anima e core” nelle varie modalità multigiocatore. Proprio verso questi ultimi Treyarch e Activision, evidentemente attenti al mercato e alle mode, hanno deciso di indirizzare la loro ultima fatica, che come scritto prima elimina la campagna in favore di un’offerta multiplayer più ricca che mai, all’interno della quale è disponibile pure un’interessante modalità Battle Royale.

Ecco quindi la nostra recensione Di Call of Duty: Black Ops IV su PS4. Buona lettura.

LO SPECIALISTA

Call of Duty: Black Ops IV “parte” proponendo una serie di tutorial narrativi legati al passato dei dieci specialisti del gioco.

Già visti in numero minore e caratteristiche differenti in Call of Duty: Black Ops III, questa categoria di personaggi come vedremo meglio più avanti aggiunge ulteriore pepe al sistema di combattimento del gioco.

Ad ogni modo, sono disponibili in una modalità offline chiamata Quartier Generale Specialisti, dove ciascuno di loro viene impegnato in una breve sezione d’addestramento. Questo è seguito da un filmato introduttivo e da un vero e proprio combattimento contro dei bot. La sezione è utile per prendere confidenza col gioco e con le sue meccaniche prima di tuffarsi a capofitto nelle partite online, anche se in linea di massima il feeling con i comandi per chi ha giocato ai vecchi Call of Duty rimane intatto. Molti dei contenuti disponibili in questa area, infatti, replicano a grandi linee quelli del multiplayer: ritmo incalzante, tanta varietà e le giuste trovate create ad hoc per ravvivare situazioni usuali.

Ma questo è solo un assaggio. Call of Duty: Black Ops 4 offre infatti tre diverse modalità principali di gioco: Multiplayer, Zombi e Blackout. Cuore pulsante della produzione è il comparto multigiocatore, che propone otto modalità e un sistema di gioco estremamente “semplice”, ma al contempo ricco di possibilità e combinazioni.

Eliminati super-salti, jetpack e camminate sui muri si ritorna al combattimento classico, quello duro e “piedi a terra” dei capitoli passati. I combattimenti si svolgono sulla falsariga dei precedenti capitoli della saga, anche se gli sviluppatori si sono impegnati per rendere gli ambienti più ricchi in termini di verticalità e ancora più variegati gli scontri.

In tal senso un ruolo importante lo recitano i sopracitati Specialisti, soldati dotati di un’abilità e una mossa speciale a tempo specifici, più un gadget personale. Tale qualità è però legata al sistema “Pick 10”, la possibilità cioè di scegliere dieci tra perk, potenziamenti e modificatori ed equipaggiarli per definire una Classe. Armi, ottiche, granate e addirittura le “Killstreak” possono essere tutte equipaggiate in modo libero, a patto di avere i relativi punti necessari per il loro sblocco.
Ebbene, fino a quando l’equipaggiamento speciale che caratterizza l’abilità dello Specialista è equipaggiato, la sua adozione è gratuita, ma nel momento in cui si decide di sostituirlo con un accessorio “normale”, viene consumato uno dei dieci punti a disposizione per creare una classe.

Sul campo, la presenza degli Specialisti aggiunge maggiore strategia all’impianto costruito da Treyarch, come accennato prima, soprattutto nel gioco di squadra, visto che alcuni “poteri” sono molto utili in qualsiasi circostanza, altri solo in alcune modalità e il giocatore è spinto quindi a trovare, a seconda degli scenari, la giusta combinazione di elementi nel gruppo per superare al meglio ciascuna sfida. Proprio per adeguarle alla loro presenza, il team di sviluppo ha lavorato molto sulle mappe. In Black Ops IV ce ne sono quattordici, in un pacchetto adatto per tutti gli stili e le modalità di gioco.

Ci sono scenari ideali per imboscate, e più in generale per frenetiche partite di Deathmatch, altre piene di punti di accesso, defilamenti e zone “calde” da dove godere di un buon punto di cecchinaggio o da affrontare correndo impazziti tra strette viuzze. Altri campi da gioco sono progettati su più livelli, e dotati di una spiccata verticalità capace di garantire un approccio per tutte le tipologie di giocatori. Altre novità in ambito gameplay sono la nebbia di guerra, un effetto che oscura porzioni della mappa sul piccolo radar di riferimento, mostrando solo zone circoscritte intorno ai giocatori costretti a quel punto a sfruttare la comunicazione di squadra e il piazzamento degli uomini, un miglior rinculo dell’arma e l’eliminazione della rigenerazione automatica della salute, sostituita da un sistema di recupero vita manuale delegata a un’abilità.

MODALITÀ ZOMBI

Anche la modalità Zombi mantiene una struttura simile a quella delle passate edizioni, ma viene proposta in ben tre modalità e con qualche piccola ma interessante novità, a cominciare dalla presenza della modalità Rush, che offre un’alternativa arcade alle meccaniche principali, incentrando tutto sul punteggio, sulla velocità d’azione e su quel pizzico di competizione nel rubare potenziamenti e moltiplicatori ai compagni per vincere.

Quella classica, invece, rimane la stessa, con una sorta di avventura condita da dialoghi piuttosto fuori di testa dove i personaggi lottano per sopravvivere e progredire, attivando trappole improvvisate o utilizzando postazioni fisse per eliminare i morti viventi e accumulare quindi punti, coi quali ottenere nuovi accessori, elisir e talismani. Ogni personaggio è dotato di un ruolo e di tratti offensivi e difensivi specifici che coinvolgono tutto il team, per cui si agisce insieme nel più classico gioco di squadra.

Dulcis in fundo, attraverso le opzioni si può intervenire sul livello di difficoltà e su alcuni modificatori che vanno a incidere sull’esperienza, personalizzandola al massimo. Il tutto è tenuto insieme da una trama come sempre un po’ fuori di testa: Scarlett Rhodes sta indagando sulla misteriosa scomparsa del suo eccentrico padre, e con l’aiuto di tre fedeli reietti dovrà viaggiare nel tempo per affrontare ondate di non morti e scoprire una preziosa reliquia dotata di uno straordinario potere capace di minacciare tutta l’umanità.

Questa sessione di gioco funziona e diverte, soprattutto in co-op, e a noi è piaciuta particolarmente la modalità zombi intitolata “Viaggio disperato”. Per la cronaca, una quarta mappa chiamata Classified è disponibile come bonus all’interno del Season Pass del gioco: si tratta del remake dell’originale Five di Call of Duty: Black Ops ambientata al Pentagono.

LA BATTLE ROYALE

Blackout è invece la modalità battle royale del gioco, e riunisce personaggi, ambientazioni, armi ed equipaggiamenti di tutta la serie, all’interno della più grande mappa mai realizzata in Call of Duty. Essa è in grado di ospitare fino a un centinaio di giocatori: come ambientazioni gli sviluppatori si sono ispirati ai luoghi iconici dei precedenti capitoli come Nuketown, Firing Range e Raid, mentre in termini strutturali, a prodotti come Playerunknown’s Battlegrounds, personalizzando il tutto con lo stile di CoD per realizzare una modalità divertente e immediata, ma al contempo capace di regalare soddisfazioni agli utenti più abili e preparati a livello di tattica, strategia e scambio di colpi.

Si può giocare in singolo, con un amico (coppie) o con un’intera squadra (quartetti) poi, una volta lanciatisi da un aereo con una tuta alare e scelto il luogo ideale della mappa dove atterrare, iniziare il combattimento.
Non prima ovviamente di essersi procurati armi ed equipaggiamento negli edifici incrociati.

La modalità funziona piuttosto bene, offre diversi spunti per partite divertenti e imprevedibili (ci sono delle missioni alternative che si attivano a partita in corso, utili magari per sbloccare altri personaggi o ottenere particolari bottini), ma manca ancora di qualcosina a livello di contenuti per essere davvero completa. E qui subentra l’unica perplessità al riguardo del gioco in generale: data la sua natura puramente online, quanto durerà il supporto? E questi sarà quasi esclusivamente a pagamento, pesando ulteriormente sulle tasche dei giocatori, o i contenuti saranno in buona parte a titolo gratuito?

Ad ogni modo, controlli alla mano le sparatorie risultano piacevoli grazie anche a un arsenale che propone le tantissime armi della saga. La loro distribuzione casuale sulla mappa è abbastanza oculata, così come quella di kit medici, armature, power-up, munizioni e accessori. Sono tutti elementi che al momento giusto possono spesso fare la differenza in battaglia.
Come del resto gli zombi, presenti in alcune aree, variabile impazzita pronta a divorare chiunque osi avventurarsi dalle loro parti. Ma non possiamo chiudere questa nostra recensione senza gettare prima uno sguardo  all’aspetto tecnico del prodotto.

Da questo punto di vista il gioco è caratterizzato da una grafica pulita e da una buona fluidità generale a 60Fps, con solo qualche lieve calo di frame rate in Blackout. Ma questo va a discapito di un abbassamento tangibile del dettaglio e della pulizia, con texture non sempre all’altezza e aliasing spalmato a schermo che gravano molto sulla qualità totale delle immagini. Per non parlare dei modelli dei protagonisti non di altissimo livello, così come le loro animazioni che risultano un tantino legnosette a vedersi.

Eppure nonostante tutto ciò,  Call of Duty: Black Ops IV resta abbastanza valido dal punto di vista estetico generale. Questo grazie al buon utilizzo degli effetti di luce e di quelli particellari. Al pari della colonna sonora, delle voci e degli effetti audio, decisamente buoni seppur nella media.

COMMENTO FINALE

Call of Duty: Black Ops IV si conferma sui livelli di eccellenza del passato per il multiplayer grazie a un comparto come al solito ricco di contenuti, ben ingegnato e molto divertente.

Eliminata la campagna per singolo giocatore, il team di sviluppo ha incrementato l’offerta online con una mole più che abbondante di modalità multigiocatore.
La giocabilità, poi, è quella classica della serie, con in più qualche aggiunta che non stravolge l’impianto strutturale di certe meccaniche, ma dona comunque una maggiore profondità tattica e strategica alle sfide, complice la figura dei cosiddetti specialisti, senza per questo mettere da parte l’azione personale. In più ci sono gli zombi con tre modalità molto divertenti e impegnative e una inedita Battle Royale ben concepita, seppur bisognosa ancora di qualche intervento per limarne alcune piccole imperfezioni.

Gli unici dubbi riguardano invece il costo a nostro modo eccessivo del prodotto, considerandone la natura. Ed il timore che il supporto da parte di Activision non sia poi costante e lungo come promesso, e necessiti di ulteriori spese da parte dell’utenza.

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Call of Duty: Black Ops 4 è disponibile

Oggi è il day one di Call of Duty: Black Ops 4. La serie fps di Activision torna con un nuovo capitolo firmato dagli sviluppatori di Treyarch che debutta oggi in tutto il mondo su Pc, PS4 ed Xbox One.

Vediamo il trailer di lancio.

Rob Kotish, di Call of Duty, ha detto:

Call of Duty: Black Ops 4 offre un straordinario schieramento e una grande quantità di contenuti su Multiplayer, Zombi e Blackout, e il lancio del titolo segna solo l’inizio di un incredibile viaggio. Quando scegli un gioco Black Ops, sai di avere scelto qualcosa che giocherai per molto tempo, ma Black Ops 4 arriva ad un livello completamente nuovo. L’impegno del team è chiaro: non importa che tipo di giocatore sei, ci sono un sacco di contenuti da sfruttare e c’è ancora molto da fare per tutti nella community. Black Ops 4 è diverso da qualsiasi cosa Treyarch abbia mai creato e pensiamo che i fan si divertiranno un sacco.

Dan Bunting, uno dei capi di Treyarch, lo studio che sviluppa il gioco, ha sottolineato:

Abbiamo reso disponibile Multiplayer prima che mai, messo più Zombi al Day One rispetto a qualsiasi altro gioco, tenuto due Beta, e nel frattempo la risposta della community di Black Ops è stata a dir poco incredibile. La nostra missione era quella di costruire un gioco da zero che permettesse ai fan di divertirsi insieme e giocare l’uno con l’altro in modi nuovi, ed è proprio quello che abbiamo fatto; il lancio di Black Ops 4 è solo l’inizio, vogliamo sostenere questo gioco nel lungo termine.

Mark Gordon, altro capo di Treyarch, ha parlato della versione Pc:

L’ambizione che guida gli sforzi dello studio non finisce qui. In effetti, è stato uno lavoro colossale: creare una versione unica di Battle Royale con Blackout, uscire su Pc con Beenox e lavorare con Blizzard per portare il gioco su Battle.net per la prima volta, ci siamo spinti molto oltre rispetto a qualsiasi altro gioco che abbiamo mai fatto. Questo significa molto e crediamo che si percepisca. Abbiamo sviluppato i giochi Black Ops per dieci anni e non ho mai visto lo studio creare qualcosa di queste dimensioni.

CARATTERISTICHE 

Il gioco offre tre diverse modalità di gioco: Multiplayer, Zombi e Blackout. La modalità multigiocatore offre coraggiosi combattimenti a terra, nell’esperienza di squadra più tattica della serie Black Ops fino ad oggi. Presenta il ritorno del famoso sistema Pick 10, insieme a una serie di innovazioni per il controllo delle armi, il flusso di combattimento, la rigenerazione della salute e il movimento del giocatore. Black Ops 4 offre anche una combinazione di Specialisti nuovi e classici, ognuno con le proprie attrezzature e stili di gioco, che consentono ai giocatori di essere potenti da soli, ma anche di essere devastanti come squadra che lavora insieme.

Festeggiando l’anniversario di 10 anni di Call of Duty Zombi, Call of Duty: Black Ops 4 presenta una nuova esperienza Zombi che è la più grande offerta al Day One nella storia del franchise, con tre esperienze Zombi complete al lancio: IX, Voyage of Despair e Blood of the Dead. Con l’azione più personalizzabile ad oggi, la modalità introduce nuovi sistemi per la creazione e il completamento di sfide nella community e sistemi social progettati per far collegare i giocatori.

Call of Duty: Black Ops 4 presenta Blackout, una nuovissima modalità Battle Royale che riunisce personaggi, ambientazioni, armi e equipaggiamenti di tutta la serie in combattimenti di sopravvivenza a tutto campo, con il distintivo gameplay di Black Ops. Blackout include veicoli terrestri, marittimi e aerei, e offre una varietà di personaggi nuovi e classici con cui giocare, inclusi personaggi della campagna come Mason, Reznov e Woods; personaggi di Zombi come Richtofen e Takeo, e Specialisti come Crash, Battery e Seraph, solo per citarne alcuni. Nella vasta mappa di Blackout, la più grande nella storia di Call of Duty, i giocatori combatteranno in luoghi ispirati alle mappe preferite dai fan come Nuketown, Firing Range, Raid, Cargo e altre ancora.

STAGIONI ESPORT

L’uscita di Call of Duty: Black Ops 4 annuncia anche la stagione più lunga ad oggi negli Esports Call of Duty con 6 milioni di dollari in palio per la stagione. La Call of Duty World League prenderà il via con il primo evento open LAN della nuova stagione dal 7 al 9 dicembre, a Las Vegas. Per ulteriori informazioni, visitare CallofDuty.com/CWL.

In concomitanza con l’uscita del giocoCall of Duty  Endowment ha dato il via alla sfida #CODNATION, un evento benefico di tre giorni in diretta con Black Ops 4. Conosciuto in passato come Race to Prestige, lo stream annuale annuale riunisce una serie di personalità dei videogiochi in una maratona di gioco a staffetta per una raccolta fondi. Nei suoi nove anni di storia, la community di Call of Duty ha contribuito a supportare l’iniziativa di Endowment che ha permesso di dare lavoro a 50.000 veterani. La sfida #CODNATION è iniziata ieri e continua fino a domani. I fan possono guardare tutti i live su Twitch.tv/TheRace e seguire @CODE4Vets per gli ultimi aggiornamenti e informazioni su #CODNATION.

Inoltre, il lancio è solo l’inizio per Call of Duty: Black Ops 4, che offrirà un flusso costante di contenuti post-lancio per tutte le modalità e una varietà di contenuti gratuiti per l’intera community attraverso un robusto calendario di eventi, disponibili prima su PlayStation 4.

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Activision si esprime sul cross-play di Call of Duty e Destiny 2

Call of DutyQualche giorno fa Sony ha finalmente aperto la strada della propria Playstation 4 al cross-play, una feature a lungo richiesta e voluta dai giocatori. Ora ovviamente alcune aziende hanno già iniziato a parlare del futuro dei loro titoli e tra queste c’è Activision, che ha contattato la redazione di IGN per parlarne. L’azienda ha parlato […]

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Destiny 2: I Rinnegati, Recensione PS4

Destiny 2 ha compiuto un anno lo scorso 6 settembre. Il suo cammino non è mai stato roseo e solo in concomitanza con l’ultima espansione, La Mente Bellica, di cui abbiamo parlato, ha iniziato ad accennare un nuovo modo di intendere ed offrire il divertimento concepito dagli sviluppatori di Bungie sotto bandiera Activision. Prima che Destiny 2: I Rinnegati fosse pubblicato, tuttavia, un esodo, che definiremmo comprensibile, ha coinvolto migliaia di appassionati che sono rimasti fondamentalmente delusi da quanto impiattato dagli sviluppatori americani. Scriviamo “prima” perché fin dall’annuncio di questa espansione è stato evidente un cambio di rotta che si potrebbe dire anche traumatico.

CAYDE E’ MORTO, VIVA CAYDE

Il trailer di lancio, che fino ad ora abbiamo cercato di aggirare e di cui non torneremo a parlare nemmeno tra qualche riga, è emblematico, cristallino, visceralmente commovente. Uno dei personaggi più iconici di Destiny 2, la macchietta che alleggeriva tutto il peso della drammaticità e della tragicità della storia, quell’apparentemente invincibile ed immortale personaggio “da cartone animato” che, da contratto, non avrebbe potuto lasciare la scena perché avrebbe significato (tra le tante cose) dare un brutto colpo agli affezionati ammiratori, Cayde-6 è morto.

Questa coraggiosa scelta narrativa offre a Bungie alla community che si è creata intorno al gioco, notevoli spunti di riflessione e di azione. Il trailer passa come un messaggio a tutti i videogiocatori, come se volesse chiedere “starete lì a vedere cadere i vostri amici, uno dietro l’altro?”. Il risultato è che Destiny 2: I Rinnegati ha attirato nuovamente l’attenzione dei “vecchi amici”, i giocatori più fedeli alla saga ma resta da dimostrare come e per quanto tempo ne sarà capace.

COSA CAMBIA

Se, come noi, al termine de La Mente Bellica aveste nuovamente riposto Destiny 2 in attesa di tempi migliori, tornare in Destiny 2: I Rinnegati potrebbe sortire un po’ di smarrimento. Molto è cambiato dall’ultima volta che siamo andati a darle di santa ragione a caduti, corrotti e compagnia assortita. Troviamo nuove mosse speciali, nuova gestione dell’inventario, nuovo modo di ottenere equipaggiamenti e nuove regole per ottenere armi e armature di un certo tipo. Il livello massimo è aumentato a 50 mentre quello di luce si innalza a 600. Seguire le principali attività e completare la storia ci ha portato a lambire il livello di potenza 530 e la scalata verso il punteggio massimo è di esclusiva competenza dei giocatori più pazienti e capaci, quelli dotati di un buon team che gli consenta di superare gli immancabili “Raid” che fruttano le ricompense migliori.

Sono state aggiunte due nuove mappe. La Città Sognante, in particolare, si profila come ambientazione che catalizzerà l’attenzione dei giocatori che cercano le sfide più ardue, alla fine del gioco. Offre anche una notevole dose di esplorazione, lautamente ricompensata. Immancabili le novità nel Crogiolo, il versante PvP, anche lui arricchito da nuove location.

Destiny 2: I Rinnegati porta in dote il degno erede della leggendaria “Volta di Vetro” del primo Destiny. Ci riferiamo ad una lunga, estenuante e divertentissima sessione, che arriva a durare anche venti ore di gioco, da fare rigorosamente in squadra e dove la coordinazione tra i giocatori è di vitale importanza ai fini della riuscita della missione. Al termine di quella, le ricompense più alte possibili sono garantite: quasi esclusivamente per mezzo di quella sarà possibile raggiungere il livello di potenza più alto in gioco. Si chiama Ultimo Desiderio ed è il più grande banco di prova per tutti i clan di Destiny 2 al mondo.

COSA NON CAMBIA

Destiny 2: I Rinnegati inaugura il secondo anno di Destiny 2 e spalanca le porte ad un futuro che si profila, certamente, diverso e radioso, rispetto al passato. Prima, scegliere di impegnarsi in Destiny 2 poteva essere una rischiosa scommessa ma allo stato attuale, i punti di forza iniziano decisamente a surclassare quelli di debolezza.

Tra i difetti che non ci sentiamo di tralasciare mai, evidenziamo la necessità di affidarsi al grinding più selvaggio, soprattutto per ottenere il livello più alto possibile. Altro “difetto” comune a giochi che condividono le stesse meccaniche di genere è legato alla sfera del tempo da dedicare al gioco: chi ha poco tempo a disposizione può trovare estremamente gradevole la storia, fino a reputarla memorabile per certi versi, tuttavia avrà goduto solo della metà dell’offerta che Destiny 2 pone sul piatto. Tempo e dedizione sono due pilastri fondamentali, se si pretende di voler “completare” un gioco come Destiny 2.

COMMENTO FINALE

Destiny 2: I Rinnegati è senza ombra di dubbio il miglior punto di arrivo di Destiny 2 dopo un anno in cui la community ha, lentamente, abbandonato i lidi Bungie perché insoddisfatta dalla piega che ha preso l’ambizioso progetto degli sviluppatori di Chicago.

Il netto taglio con il passato si vede fin dal filmato di anteprima, pubblicato già da tempo, che suggerisce un profondo cambio alla musica di fondo. Destiny 2 è diventato un gioco più serio, più maturo, difficile come pochi ma altrettanto stimolante, divertente e – soprattutto – soddisfacente. Premia i giocatori che gli dedicano più tempo ed energie (come è giusto che sia) e smette di essere quell’isola felice e democratica in cui anche i “giocatori della domenica” stavano tranquilli con le loro “leccornie garantite”.

Fra ore effettive di storia e quelle necessarie al raggiungimento del livello minimo per affrontare tutti i capitoli, Destiny 2: I Rinnegati si completa in non meno di una decina d’ore (qualcosa in più se, come chi vi scrive, vi perdete in decine di attività collaterali). E’ praticamente un gioco nuovo in aggiunta al gioco di base e alle due espansioni (La Mente Bellica soprattutto). Alla fine di questa nuova epopea vi attende un end-game, finalmente, brillante, mai banale e che richiede moltissima dedizione per essere portato a compimento.

Non mancano le aggiunzioni sul versante PvP e quell’interessante PvEvP, che aggiunge quel tocco di “mai visto prima” che non guasta mai, in questo campo. Destiny 2: I Rinnegati risulta essere, decisamente, il momento giusto per imbracciare le armi e difendere la Luce.

 

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Destiny 2: I Rinnegati, ecco il trailer di lancio

Manca sempre meno al debutto de I Rinnegati, la nuova espansione di Destiny 2 che sarà disponibile dal prossimo 4 settembre. Ecco quindi il trailer di lancio che vi proponiamo.

Cayde-6 ha pagato il prezzo più alto. Adesso inizia la caccia al responsabile, Uldren Sov. Vendica Cayde nell’esperienza più rivoluzionaria di Destiny vista sinora e scova Uldren e i suoi Baroni. Ci vorranno ogni Titano, Stregone e Cacciatore per assaltare l’Atollo e sconfiggere Uldren.

Spazio al trailer ricordando che su Bungie questa sera alle 20 ci sarà il ViDoc.

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Ecco le date della beta di Call of Duty Black Ops 4

Activision e Treyarch hanno annunciato le date in cui verrà resa disponibile la beta del nuovo Call of Duty Black Ops 4.

Dal 3 al 6 agosto, tutti i giocatori che hanno prenotato il titolo su PS4 potranno scaricare e partecipare, prima di tutti gli altri, a una sessione esclusiva della beta privata.

Il weekend successivo, dal 10 al 13 agosto, partirà la beta vera e propria per PlayStation 4 e Xbox One, aperta esclusivamente a coloro che hanno preordinato il gioco.

Su Pc, i giocatori avranno l’opportunità di tuffarsi nella prova aperta a tutti da sabato 11 agosto a lunedì 13 agosto, accedendo a Battle.net. Chi ha prenotato il titolo avrà invece l’accesso anticipato di un giorno.

Sessione esclusiva su PS4 (solo pre-order)

  • 03 agosto (ore 19:00) – 06 agosto (ore 19:00)

Playstation 4 e Xbox One (solo pre-order)

  • 10 agosto (ore 19:00) – 13 agosto (ore 19:00)

PC (solo pre-order)

  • 10 agosto (ore 19:00) – 13 agosto (ore 19:00)

PC (open beta)

  • 11 agosto (ore 19:00) – 13 agosto (ore 19:00)

Treyarch ha inoltre rivelato che rilascerà nel mese di settembre una seconda beta privata incentrata sulla nuova modalità Battle Royale di Call of Duty Black Ops 4 chiamata Blackout, i cui dettagli verranno rivelati nel corso dell’estate.

Call of Duty Black Ops 4 uscirà il 12 ottobre su Pc, PlayStation 4 e Xbox One.

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Crash Bandicoot N. Sane Trilogy – Recensione Switch

Abbiamo provato la versione Nintendo Switch della Crash Bandicoot N. Sane Trilogy, che è stata pubblicata esattamente ad un anno di distanza dalla versione PlayStation 4. Viene accompagnata dalle versioni Steam e Xbox One e avvalorata da un dlc aggiuntivo, acquistabile a parte e del tutto inedito.

Crash Bandicoot deve i suoi natali alle menti di Naughty Dog (quelli che ormai sfornano The Last of Us e Uncharted ad anni alterni, per intenderci), che ventidue anni fa ultimava e faceva pubblicare il primo Crash Bandicoot in esclusiva per PlayStation. Era la risposta – oggettivamente molto lontana in termi di qualità intrinseca – a quel Super Mario 64 che impazzava nella concorrente Nintendo 64 e che imponeva nuovi standard di qualità e gameplay in un campo del tutto nuovo: i platform a tre dimensioni e liberamente esplorabili.

Lungi da noi mettere a confronto due giochi che, a loro modo, hanno condizionato il divertimento di almeno due generazioni di videogiocatori. Qui si parla di Crash Bandicoot N. Sane Trilogy, un’operazione-nostalgia ad opera di Activision (detentore del marchio) e di Vicarious Visions, lo sviluppatore che ha messo mano al codice originale e ha sfornato una versione remaster con i fiocchi, pubblicata il 30 giugno dello scorso anno solo su PlayStation 4.

BELLO DA VEDERE E MUSICHE INDIMENTICABILI

Crash Bandicoot N. Sane Trilogy si presenta con un lavoro di rifacimento grafico che ha del sorprendente. Mentre sotto la veste grafica pulsa forte il codice di gioco sviluppato da Naughty Dog, con tanto di codice segreto per innescare messaggio della demo – a suo tempo segreta – di Spyro the Dragon di Insomniac Games.

Essendo, quindi, il codice di ventidue anni fa, quello che andiamo a giocare, aspettiamoci di vedere i livelli e muovere i passi nelle esatte riproduzioni dei titoli originali. La differenza sta in due cose: la presentazione visiva al passo con i tempi e le moderne tecnologie, unica ad un sistema di controllo ad uso quasi esclusivo (e caldamente consigliato) con lo stick analogico.



Tornando all’aspetto tecnico, ritroviamo su Nintendo Switch praticamente lo stesso gioco che approdò su PlayStation 4 un anno fa, con la consueta comodità di poter staccare la console dalla dock-station del televisore e continuare a giocare in portabilità, come se fosse un piccolo tablet, senza interruzioni e senza soluzione di continuità.

L’unica cosa che cambia, dal grande al piccolo schermo, è la definizione grafica: un termine che indica a quale risoluzione viene riprodotto il gioco su schermo. Su televisore il gioco si presenta in alta definizione mentre il modalità portatile questa risoluzione viene praticamente dimezzata. Se pensaste che questo taglio possa bruciarvi le retine oculari e provocare morte per attacchi epilettici sareste fuori strada: Crash Bandicoot N. Sane Trilogy resta comunque un bellissimo vedere e si lascia giocare tranquillamente, in barba alla risoluzione adottata.

IMPIETOSO E DIFFICILE COME MAI PRIMA

Il passaggio da una grafica poligonale ma essenziale come quella del 1996 ad un aspetto molto più coreografico e d’impatto come quello odierno ha provocato, fondamentalmente, due effetti.

Il primo effetto è quello di abbandonare il sistema di controllo con la croce direzionale per un più preciso e doveroso controllo affidato alla levetta analogica. Questo porta direttamente al secondo effetto: le collisioni e la posizione dei piedi del protagonista, sulle piattaforme, adesso sono calcolate al millimetro ed è tragicamente più facile perdere una vita perché si è calcolato male un salto o il tempo di innesco di una trappola. Nulla che fosse così scandalosamente difficile vent’anni fa, ma adesso è tutta un’altra storia.

Aggiungere un sistema di controllo e posizionamento ai limiti del maniacale, grazie al completo controllo tridimensionale del personaggio, accentua il rischio di errori, anche non voluti e fa rientrare, Crash Bandicoot N. Sane Trilogy, di diritto nel novero di videogiochi belli e facili da approcciare, ma assolutamente difficili da superare se non ci si impegna un po’ di più degli standard a cui – soprattutto le nuove generazioni – si è abituati da una quindicina d’anni a questa parte. Ad aggiungere ancora più pepe a questa difficoltà del tutto nuova in Crash Bandicoot, si aggiungono le levette analogiche di Nintendo Switch che, pur essendo assolutamente adatte allo scopo, non possono competere certamente con sistemi di controllo più sensibili e calibrati, come quelli di un joypad espressamente dedicato.

COMMENTO FINALE

Crash Bandicoot N. Sane Trilogy è una raccolta dei primi tre videogiochi che hanno per protagonista quel Crash Bandicoot che è stato ideato da Naughty Dog, per PlayStation, nel lontano 1996. Si innesta nel novero dei platform in 3D, quel genere che da Super Mario 64 in poi, ha conosciuto solo tanti (e anche bellissimi) tentativi di imitazione e Crash Bandicoot è uno di questi.

Pur con tutti i suoi difetti e un invecchiamento non proprio esaltante, l’opera di svecchiamento grafico ad opera di Vicarious Visions ha del prodigioso: texture, effetti speciali, solidità grafica e sonoro non si discutono. Quello che può fare storcere il naso è il sistema di controllo mutuato dall’originale senza mezze misure, delegato più alle levette analogiche che al d-pad (che ci crediate oppure no, nel 1996 su PlayStation si giocava tutto con le “freccette” direzionali). La perfetta ed impietosa gestione delle collisioni e dei pixel rende, Crash Bandicoot N. Sane Trilogy più difficile di quello che fosse ventidue anni fa.

La versione Nintendo Switch si fa notare per l’ottima gestione della fluidità del tutto, soprattutto in modalità portatile che è il fiore all’occhiello dell’offerta ibrida dell’ammiraglia di Nintendo. Pur sacrificando qualcosa sull’altare della definizione grafica, si lascia giocare che è un piacere e risulta gradevole anche alla vista grazie ad uno stile grafico che non punta sull’aspetto visivo, quando su quello giocoso.

Proprio sul fronte giocoso occorre stare attenti, perché le levette dello Switch fanno il loro dovere ma non sono il terreno ideale per farci giocare nel migliore dei modi. Il titolo è difficile di base e chiede un grande tributo in termini di vite perse e ripartente da game over: giocatori avvisati.

 

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Ecco la prima mod per Crash Bandicoot N. Sane Trilogy

A distanza da pochi giorni dall’uscita ufficiale di Crash Bandicoot N. Sane Trilogy su Pc (Steam), Xbox One e Switch, un utente ha già creato una mod che ha subito reso disponibile per il download gratuito a tutti gli utenti Pc.

La Skeleton Crash è in realtà una mod piuttosto semplice, di tipo Swap, che sostanzialmente sostituisce il modello poligonale originale di Crash con una sua versione scheletrica.

Per scaricare la mod, vi basterà collegarvi alla pagina del gioco su NexusMods e seguire le istruzioni per l’installazione.

Crash Bandicoot N. Sane Trilogy è disponibile su Pc, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch.

 

 

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Crash Bandicoot N. Sane Trilogy sbarca su Steam, Xbox One e Switch

È passato quasi un anno esatto dal debutto su PS4 di Crash Bandicoot N. Sane Trilogy che adesso è disponibile anche su Pc, via Steam, Xbox One e Switch.

L’arrivo della trilogia offre agli appassionati di queste piattaforme la possibilità di giocare per la prima volta a Crash Bandicoot, Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back e Crash Bandicoot 3: Warped.

Per celebrare il giorno di lancio, Activision, porta Stormy Ascent e Future Tense in Crash Bandicoot N. Sane Trilogy senza costi aggiuntivi.

Stormy Ascent, il famigerato livello incompiuto del gioco originale Crash Bandicoot, permetterà ai giocatori di intraprendere un viaggio insidioso, lungo le mura di un castello terrificante, in una notte tempestosa piena di feroci nemici di Crash. Nel 2017, Stormy Ascent è stato lanciato in esclusiva su PlayStation Store al prezzo consigliato di 2,99 euro.
Ora i giocatori di tutte le piattaforme potranno provare il divertimento di questo livello rimasterizzato noto per la sua difficoltà, pensato per sfidare anche i fan più accaniti di Crash. Gli attuali possessori della trilogia su PS4 possono scaricare gratuitamente Stormy Ascent dal PlayStation Store.

La community di Bandicoot riceverà anche un livello nuovo di zecca chiamato Future Tense. Sviluppato da Vicarious Visions, Future Tense apporta un ulteriore livello di difficoltà al mondo futuristico di Crash Bandicoot 3: Warped, in cui i giocatori dovranno schivare missili, distruggere robot e saltare pericolosi laser mentre saliranno su un enorme grattacielo futuristico. Future Tense rende omaggio a Waterfall, il livello mai rilasciato del gioco originale. Future Tense è ora disponibile gratuitamente per tutti i giocatori.

Crash Bandicoot N. Sane Trilogy è stata la collezione rimasterizzata numero uno nelle vendite nella storia della PS4¹ e siamo entusiasti di portare oggi Crash in tutta la sua gloria ‘Fur-K’ su tutte le principali piattaforme –  ha dichiarato Steve Young, Chief Revenue Officer di Activision – Crash ha unito le generazioni di giocatori e siamo onorati di continuare la sua eredità offrendo ai fan l’opportunità di provare il divertimento della trilogia rimasterizzata su più piattaforme“.

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Future Tense è il nuovo contenuto per Crash Bandicoot N. Sane Trilogy

Proprio mentre i fan pensavano di aver ormai dominato tutti i livelli di Crash Bandicoot N. Sane Trilogy, Activision annuncia l’introduzione di un nuovissimo livello chiamo Future Tense per avere una buona ragione per giocare tutta l’estate a Crash.

Il prossimo 29 giugno, il livello Future Tense sarà incluso come bonus in Crash Bandicoot 3: Warped, che è incluso nella trilogia.

Sviluppato da Vicarious Visions, Future Tense porta a un livello di difficoltà superiore il futuristico mondo di Crash Bandicoot 3: Warped, i giocatori dovranno schivare razzi, distruggere robot e saltare sopra i laser mentre scalano su un enorme grattacielo futuristico.

Questo inedito livello omaggia Waterfall, il livello non rilasciato dell’originale Crash Bandicoot. Presto i fan del franchise (e i velocisti) avranno qualcosa di veramente inedito che metterà alla prova anche i giocatori più esperti di Crash.

Inoltre, Crash e Coco affronteranno i rischi e i nemici di sempre in modi nuovi e divertenti. I giocatori ameranno esplorare, con il cuore a mille, le aree nascoste e vivere momenti inaspettati, tra cui una impegnativa Strada della Morte. Future Tense sarà accessibile tramite una nuova piattaforma nella Wrap Room di Crash Bandicoot 3: Warped e giocabile in qualsiasi momento nella progressione del gioco.

Jennifer Oneal di Vicarious Visions ha detto:

Aggiungere un nuovo livello a Crash Bandicoot N. Sane Trilogy era qualcosa che abbiamo sempre voluto fare, e l’introduzione di Future Tense ci permette di offrire a tutti i giocatori di Crash qualcosa di nuovo da giocare giusto in tempo per il rilascio della multi piattaforma”.

Ben Dorsey e Stephen Ivanauskas, gli autori del livello Tense, hanno commentato:

Speriamo che Future Tense permetterà ai giocatori di sperimentare nuovamente quella sensazione dei bei vecchi tempi di quando hanno aperto per la prima volta Crash Bandicoot e hanno dovuto capire come affrontare le nuove sfide, o trovare quell’ultima cassa. E francamente i livelli di Crash Bandicoot sono divertenti da fare!”.

In aggiunta all’arrivo di Future Tense all’interno della tricologia di Crash Bandicoot N. Sane Trilogy, sulle nuove piattaforme i fan potranno ricevere il bonus Stormy Ascent a partire dal 29 giugno. Chi ha già la trilogia su PS4 può già scaricare Stormy Ascent come bonus senza alcun pagamento aggiuntivo dal PlayStation Store. Rilasciato lo scorso anno sull’ammiraglia di Sony, Stormy Ascent è il livello notoriamente difficile e incompleto del Crash Bandicoot originale, finalizzato e rimasterizzato per sfidare i giocatori più duri di Crash.

Il marsupiale preferito del mondo va veloce per la sua strada verso i nuovi giocatori su Nintendo Switch, Xbox One e Steam dal prossimo 29 giugno, 2018, segnando la prima volta in cui i tre giochi originali – Crash Bandicoot, Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back, and Crash Bandicoot 3: Warped – saranno disponibili su queste piattaforme. Crash Bandicoot N. Sane Trilogy è al momento disponibile su PS4 al prezzo consigliato di 39,99 euro. Chi è già in possesso di Crash Bandicoot N. Sane Trilogy sulla console Sony può scaricare il livello bonus a partire dal 29 giugno dal PlayStation Store. I fan possono pre-ordinare Crash Bandicoot N. Sane Trilogy per le nuove piattaforme allo stesso prezzo consigliato.

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Trailer di presentazione ufficiale di Sekiro: Shadows Die Twice

Sekiro: Shadows Die Twice è il nuovo titolo di From Software che è stato presentato all’E3 2018. Ambientato nel Giappone di fine 1500, in pieno periodo Sengoku. A quel tempo, un’era violenta percorsa da conflitti brutali e in bilico tra la vita e la morte dilaniava la terra del Sol Levante.

I giocatori affronteranno straordinari nemici in un mondo oscuro e perverso. Scatenate protesi letali e potenti abilità ninja unendo azione furtiva, movimento verticale e combattimenti viscerali in un’avventura sanguinolenta.

Vendicatevi. Riscattate il vostro onore. Ecco la clip in italiano del gioco in arrivo ad inizio 2019 sotto il marchio Activision per Pc, PS4, Xbox One. Buona visione.

CARATTERISTICHE

  • Uccisioni ingegnose – From Software vuole proporre il meglio del combattimento di classe in questo frenetico gioco di azione e avventura con nuovi meccanismi.
  • L’esplorazione è fondamentale – I giocatori sperimenteranno il brivido dell’esplorazione e della scoperta in Sekiro: Shadows Die Twice come mai prima d’ora. Attraverso l’esplorazione si possono scoprire nuovi oggetti, incontrare nuovi personaggi e incontrare nemici nascosti.
  • Armati – Sekiro: Shadows Die Twice gameplay è incentrato sul combattimento con la spada, arricchito da una varietà di attacchi che integrano o modificano il modo in cui un giocatore combatte. Raggiungere la padronanza strategica delle tecniche e abilità del “Sekiro” o del “lupo con un braccio solo”, dagli strumenti protesici, dalla scherma alla furtività e all’aggancio del rampino non è un’impresa facile. Per superare le difficoltà e tenere sotto controllo ogni situazione, i giocatori devono scoprire, integrare e utilizzare una varietà di nuovi strumenti quando si dirigono verso il combattimento.












  • Lupo con un braccio solo – Giocate come uno shinobi di grande talento al servizio di un giovane signore cresciuto in isolamento. Dopo aver sofferto la sconfitta per mano di un oscuro samurai Ashina che cerca l’eredità unica del tuo maestro, voi due siete separati. Nel profondo delle montagne, in un tempio in rovina, ti risvegli al tuo destino. Dovete riprendere il vostro padrone e vendicarvi del vostro nemico a tutti i costi.
  • Hard to the core – Si tratta di un gioco hard-core degno di questo nome dal software. Miyazaki ha progettato Sekiro: Shadows Die Twice. I fan di From Software troveranno il gameplay avvincente, ma divertente e gratificante. La qualità del combattimento, il livello di sfida, i nemici e i boss creativi sono qualcosa che si può trovare solo nei giochi di From Software.
  • Mondo rivisitato – Questa rivisitazione dell’estetica giapponese fonde un mondo appassito, ma vivido, del Giappone dell’era Sengoku del tardo 1500, mentre l’era degli Stati belligeranti si avvicina alla sua fine. Testimone un mondo messo in ginocchio da un costante spargimento di sangue; un mondo devastato sull’orlo della distruzione. Esplorate questi ambienti, ricchi del design intricato di FromSoftware e ricchi di segreti da scoprire.

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Spyro Reignited Trilogy, ecco l’immagine di copertina

Da Twitter, il publisher Activision e lo sviluppatore Toys For Bob, hanno pubblicato l’immagine di copertina di Sypro Reignited Trilogy. Vediamo quindi il protagonista in primo piano, come è ovvio che sia.

Il remake della amata trilogia che vede protagonista il draghetto Spyro, è in arrivo su PS4 ed Xbox One il prossimo 21 settembre.

Ecco, infine, il cinguettio con l’immagine.

Spyro is coming with full wings blazing! Look at the new cover art for the Spyro Reignited Trilogy coming September 21, 2018. #UnleashTheDragon pic.twitter.com/cIQgF9aDOA

— Spyro (@SpyroTheDragon) June 8, 2018

 

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