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Degrees of Separation, nuovo trailer con guida al gioco

Degrees of Separation, titolo sviluppato Moondrop, si mostra in un nuovo trailer che consente di analizzare la narrativa e il gameplay più nel dettaglio.

Il gioco realizzato con la collaborazione con l’autore fantasy Chris Avellone, racconta la storia di un ragazzo e di una ragazza provenienti da due diversi mondi, le cui vite si intrecciano. Ember e Rime, legati rispettivamente alle forze del caldo e del freddo, cominciano un viaggio in cui non appena si incontrano vengono divisi dalla differenza tra i loro mondi.

Impossibilitati infatti, dal toccare l’altro a causa delle diverse affinità elementali, Ember e Rime esplorano il potenziale di queste due forze opposte. Ogni livello in Degrees of Separation rappresenta una diversa fase della relazione della coppia, pertanto offre una nuova meccaniche che i due protagonisti dovranno padroneggiare per poter andare avanti. C’è la possibilità per i giocatori di avventurarsi in giocatore singolo o co-op con qualcuno – sia locale sia online – i due protagonisti fanno uso delle proprie abilità elementali per risolvere rompicapi man mano che attraversano svariati e unici mondi.

Ecco nello specifico, le funzionalità di gioco:

  • Gioco d’avventura a piattaforme 2d: un’esperienza ambientata in un mondo 2d, con uno stile basato sugli aspetti delle contrastanti temperature.
  • Narrazione innovativa: un viaggio alla ricerca del potenziale dei due protagonisti Ember e Rime.
  • Rompicapo ambientali: mondi diversi ed enigmi complessi caratterizzano la storia dei due protagonisti.
  • Gameplay in co-op: possibilità di utilizzare Ember e Rime sia in single-player che in multiplayer co-op.
  • Livelli non lineari: numerosi paesaggi che introducono meccaniche di gioco nuove, mischiando gameplay, narrativa ed evoluzione dei personaggi.

Ricordiamo che Degrees of Separation arriverà il 14 febbraio su Switch, PlayStation 4, Xbox One e Steam, a 19,99 euro prezzo di 19,99 euro.









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Assassin’s Creed Odyssey, L’Eredità Oscura è disponibile

Ubisoft annuncia il lancio di Eredità Oscura, il secondo episodio del primo arco narrativo post lancio di Assassin’s Creed Odyssey L’Eredità della Prima Lama.

In questo nuovo capitolo, una lettera di Dario porta i giocatori a indagare su un mistero. Questo condurrà l’eroe ad affrontare una nuova minaccia, la Tempesta, una vera stratega delle battaglie navali al comando di una potente flotta. Con le sue tecniche navali superiori e il suo armamento letale, non si fermerà di fronte a nulla pur di annientare l’eroe.

Ogni episodio de L’Eredità della Prima Lama includerà una nuova capacità per ogni sezione dello schema di sviluppo delle abilità: Cacciatore, Guerriero e Assassino. Il primo episodio, Preda, ha introdotto una abilità da Assassino, mentre in Eredità Oscura. Adesso, i giocatori scopriranno una nuova abilità da Cacciatore, Fuoco rapido. Tale abilità consentirà di scagliare rapidamente le frecce senza dover ricaricare, con la velocità di fuoco che aumenterà a ogni livello dell’abilità, diventando così una capacità molto preziosa per ogni giocatore e non solo per i Cacciatori.

Per accedere a Eredità Oscura, i giocatori devono aver completato Preda, il primo episodio dell’Eredità della Prima Lama, e la questline di Naxos nel Capitolo 7 della storia principale del gioco, oltre ad aver raggiunto almeno il livello 28 con il proprio personaggio.

IL SEASON PASS

Il piano di supporto post-lancio di Assassin’s Creed Odyssey è il più grande e ambizioso che la serie abbia mai avuto, e il lancio de L’Eredità della Prima Lama è solo l’inizio per i giocatori che desiderano continuare la propria avventura nell’Antica Grecia. I possessori del season pass avranno accesso a due principali storie a episodi, L’Eredità della Prima Lama e Il Destino di Atlantide. I giocatori potranno immergersi nei nuovi episodi sin dal lancio, oppure vivere le epiche avventure integralmente una volta disponibili tutti gli episodi. Il season oass include anche Assassin’s Creed III Remastered e Assassin’s Creed Liberation Remastered, che saranno disponibili da marzo.

Il season pass di Assassin’s Creed Odyssey, che include i due archi narrativi del gioco L’Eredità della Prima Lama e Il Destino di Atlantide, può essere acquistato per 39,99 euro, mentre L’Eredità della Prima Lama è anche disponibile separatamente per 24,99 euro. Il primo episodio, Preda, e il secondo episodio, Eredità Oscura, sono ora scaricabili dai possessori del Season Pass o della Gold Edition, mentre il terzo episodio de L’Eredità della Prima Lama andrà a completare l’arco narrativo all’inizio di marzo.

IMMAGINI









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Onimusha: Warlords, la classica avventura samurai debutta oggi

La leggendaria avventura samurai di Onimusha: Warlords torna oggi su Pc, PS4, Xbox One e Switch. Lo rende noto Capcom. Ambientato in un mondo feudale pieno di magia, samurai e guerrieri demoniaci, questo classico è da oggi disponibile in formato digitale su tutte le piattaforme moderne, al prezzo di 19,99 euro.

Questa versione di Onimusha: Warlords ripropone l’azione di gioco e la coinvolgente storia che ha caratterizzato l’uscita originale del 2001 – il quale ha venduto oltre 2 milioni di copie globalmente – e include nuove caratteristiche per adattarsi alle necessità delle piattaforme di gioco moderne. Il titolo ora supporta una grafica in alta-definizione, un’opzione video widescreen, il supporto agli stick analogici, una “Modalità Facile” disponibile fin dall’inizio, una nuova colonna sonora e un nuovissimo sistema di achievement in-game (denominati “Onori”).

Per celebrare il rilascio, Capcom ha pubblicato il trailer di lancio che vi proponiamo in questo post in cui potrete osservare gli abili guerrieri Samanosuke e Kaede in azione, mentre si fanno strada verso la vittoria a colpi di lame. Il video mostra anche tutte le moderne implementazioni e le nuove caratteristiche incluse in questa iterazione del titolo.

Onimusha: Warlords segue le pericolose vicende del samurai Samanosuke Akechi e la kunoichi Kaede, in missione per salvare la principessa Yuki da una legione di demoni misteriosi che ha invaso il castello Inabayama. Addentrandosi nel castello però scopriranno i piani malvagi dei servitori di Nobunaga Oda, un terribile Signore feudale resuscitato dai demoni per portare a compimento i loro oscuri desideri. Utilizzando il combattimento all’ arma bianca, il magico Guanto degli Oni e risolvendo puzzle, i giocatori si ritroveranno a sfruttare sia la forza bruta che la creatività per sconfiggere le forze demoniache e salvare la principessa Yuki.

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Cursed Castilla, dal 24 gennaio disponibile su Switch

Cursed Castilla, titolo di Locomalito, dopo essere uscito nel 2016 su PS4, Xbox One, Steam e 3DS, ritornerà su Switch il 24 gennaio a 13,99 euro, Inoltre, sul Nintendo eShop, ci sarà uno sconto del 10% per i pre-ordini a partire dal 17 gennaio.

I giocatori impersoneranno Don Ramiro, convocato dal re di Castiglia, Alphonse VI, per liberare il regno di Tolomera del Rey da una forza oscura e malvagia.

Cursed Castilla è un titolo arcade pieno di azione a 60fps, 4 finali diversi, 4 diverse modalità di visualizzazione. Nello specifico ecco le sue caratteristiche:

  • Possibilità di esplorare Tolomera del Rey in profondità attraverso 8 fasi di gioco.
  • Combattimenti contro più di 48 tipi di nemici e 19 boss finali.
  • Nuove abilità di combattimento da sbloccare.
  • Bestiario illustrato indicanti tutti i nemici.
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Splatoon 2 European Championship 2018-2019, i Ninplayers rappresenteranno l’Italia

Il team dei Ninplayers rappresenterà l’Italia ai prossimi Splatoon 2 European Championship 2018-2019 che si terranno a Parigi il 19 e 10 marzo prossimi.

Quella dei Ninplayers, cinque ragazzi dai 14 ai 20 anni provenienti da ogni parte di Italia, è una storia fatta di successi e conquiste sul campo: per la seconda volta consecutiva vestiranno la maglia azzurra alla rassegna continentale dichiarandosi ancor più preparati e determinati a conquistare l’ambito titolo. La qualificazione è arrivata attraverso un torneo organizzato da Nintendo ed ESL che si è disputato sabato scorso, 12 gennaio.

Il capitano dei Ninplayer, Lion, ha detto:

 Quest’anno il team darà il massimo per provare a portare in Italia la coppa più ambita dai giocatori europei. Il consiglio principale che diamo ai team meno esperti è di rimanere calmi in partita, avere un atteggiamento sportivo nei confronti degli altri ed evitare di arrabbiarsi. Tutto questo insieme crea un’aria di gioco rilassante e senza conflitti, che porta a dare il massimo.

Di seguito la lista dei contendenti europei che il team italiano dovrà fronteggiare a marzo:

  • Germania: BackSquids (vincitori del torneo nazionale tedesco Splatoon 2 durante gamescon 2018)
  • Francia: Alliance Rogue (vincitori della Paris Games Week)
  • Spagna: Polarized (vincitori della Madrid Games Week)
  • Svizzera: Huitante (vincitori dello Zurich Game Show)
  • Olanda: Polderlantis (vincitori di First Look)
  • Belgio: Overtime (vincitori di Gameforce)
  • Austria: Team ? (vincitori di Game City)
  • Portogallo: Hexagone (vincitori della Lisbon Games Week)
  • UK: Team Mako (vincitori dell’MCM Comic Con di Birmingham)

Per partecipare ai tornei di Splatoon 2 è già online il sito web dedicato che permette di creare il proprio team, reclutare nuovi membri o trovare una squadra di splatter solitari e con le stesse caratteristiche a cui abbinarsi.

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Cyberpunk 2077 non avrà elementi procedurali

Cyberpunk 2077 presenterà un mondo estremamente ampio e dettagliato e sembra che lo sviluppatore CD Projekt Red sia determinato nel mantenere alta la qualità. Lo si intuisce da una recente dichiarazione fatta da un componente del team.

L’animatore cinematografico principale di Cyberpunk 2077, Maciej Pietras, ha rivelato che tutto l’attesissimo gdr (che ancora non ha una data di lancio, ndr) sarà creato a mano e nessuno dei suoi elementi sarà generato proceduralmente. Lo scrive WCCFTECH.

Misurare il mondo di Cyberpunk 2077 è difficile. Per paragonarlo a The Witcher 3, diciamo che il mondo di quest’ultimo era molto vasto nella sua lunghezza. Era un mondo aperto fatto di grandissimi paesaggi naturali. Passare dal punto A al punto B ha richiesto molto tempo, perché bisognava cavalcare, ma anche perché si trattava di un gioco che si estendeva orizzontalmente. Il mondo di Cyberpunk 2077 è soprattutto un mondo verticale, con edifici ovunque e proprio per questo è difficile fare un confronto metrico. Nella demo, il personaggio principale si svegliava nel suo appartamento, guardava fuori dalla finestra e vedeva un mondo vivente. Per uscire, si prende l’ascensore, si possono vedere che ci sono diversi piani in un edificio. Il gioco permetterà di entrare in molti edifici, sapendo che tutto è stato fatto a mano, perché crediamo che la qualità vera si vede attraverso la creazione manuale, nulla è procedurale nel nostro mondo. Grazie a questa verticalità, la città di Night City sarà vasta.

Parlando delle location del gioco, Maciej Pietras ha anche confermato che l’intero gioco si svolgerà a Night City e la fauna sarà estremamente limitata.

L’intero gioco si svolgerà nella città di Night City. È una grande metropoli da esplorare. Per quanto riguarda gli animali, troverai gatti e cani, ma sarà tutto qui.

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Anthem, il nuovo video incentrato sull’esplorazione

IGN ha pubblicato un nuovo video di Anthem nel quale viene mostrata la modalità di esplorazione del titolo Bioware. La clip dura 8 minuti.

Come si vede nel video, i giocatori, quando non saranno impegnati nelle missioni, potranno esplorare liberamente il mondo. Anthem offre altri contenuti come eventi mondiali e raccolta di risorse. Inoltre, come su Destiny, si potranno incontrare altri giocatori nel mondo, con cui puoi collaborare per completare questi eventi mondiali o semplicemente per esplorare.

Il mondo nasconde anche artefatti e vari bottini per coloro che sono disposti a uscire dai sentieri battuti, ma offre anche percorsi rivelati solo durante le missioni e al completamento di determinati obiettivi.

Ricordiamo che Anthem sarà disponibile dal 22 febbraio su Pc, PS4 e Xbox One. La prima di due demo pubbliche prenderà il via il 25 gennaio ma solo per i giocatori che hanno effettuato il pre-ordine.

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Jon Shafer’s At the Gate su Steam la settimana prossima

Ci siamo quasi. Jon Shafer’s At the Gate, il nuovo grand strategy realizzato dal designer di Civilization V, debutterà la settimana prossima su Steam. Precisamente il 23 gennaio e per Pc Windows, Mac e Linux.

I giocatori vestono i panni di un signore dell’era oscura che deve costruire un reame per rimpiazzare le rovine dell’Impero Romano. Ma non sarà facile. Bisognerà gestire i propri clan, esplorare le terre confinanti, trovare risorse e costruire una forte economia ed una macchina militare.

Il gioco, sviluppato e pubblicato da Conifer Games, costerà 29,99 euro e sarà scontato del 10% per la prima settimana. Jon Shafer, inoltre, sarà presente al PAX South di San Antonio che si terrà dal 18 al 20 gennaio.

CARATTERISTICHE

Una mappa in evoluzione

Le stagioni e il tempo trasformano radicalmente il paesaggio intorno a voi. Il fiume che un tempo fungeva da barriera in estate potrebbe diventare un’autostrada in inverno – sia per voi… che per i vostri nemici.

Gestione dei personaggi

Ognuno dei vostri clan ha tratti e desideri unici, quindi scegliete attentamente come utilizzarli.

Elementi di sopravvivenza e Roguelike

Mantenete i vostri clan nutriti durante l’inverno rigido. Le risorse si esauriscono quindi cerca sempre di più. I tuoi vicini possono essere immensamente forti. Ogni gioco pone nuove sfide e opportunità.

Stile acquerello

Un bellissimo paesaggio acquarello serve da tela per le vostre intelligenti strategie economiche e militari.

Tooltip-in-Tooltips!

Il gioco presenta un’interfaccia utente rivoluzionaria che utilizza “tooltips-in-tooltips” per la prima volta, semplificando notevolmente l’apprendimento senza sacrificare la profondità del gameplay.







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Creative e Super X-Fi, abbinata vincente al CES 2019

Creative, al CES 2019, è riuscita a vincere numerosi premi grazie alla tecnologia Super X-Fi delle cuffie olografiche. Sono stati 10 i riconoscimenti ottenuti dai principali media di elettronica di consumo mondiali.

Nell’ordine i premi vinti sono:

  1. AVS Forum “Best of CES 2019”
  2. TechRadar Award 2019 “CES Top Pick”
  3. Overclock “Best of CES 2019”
  4. “SoundGuys Best of CES Award”
  5. Eteknix “Best of CES 2019”
  6. Android Authority “Best Audio of CES 2019”
  7. PC World “Best of CES 2019” (per SXFI AIR)
  8. PC World “Best of CES 2019” (per SXFI THEATER)
  9. Aktualne “Best of CES 2019”
  10. Tech Buyer’s Guide “Best of CES 2019 (Personal Audio)”.

Sim Wong Hoo, ceo di Creative Technology, ha sottolineato:

Dieci premi?! Wow!! Cosa dire, sono senza parole! Siamo veramente, veramente onorati e incredibilmente entusiasti! Un grande “grazie” a tutti i media che ci hanno supportato. L’onore è tutto del team di Super X-Fi. Hanno lavorato duramente per ottenere questo punteggio senza precedenti e “quasi perfetto” con 10 premi per una singola tecnologia. È come vincere un gran numero di Oscar per un singolo film.

Questa nuova tecnologia rivoluzionaria, ha catturato l’immaginazione di molti al CES 2019 di Las Vegas e ha ottenuto un’approvazione di vasta portata, che si incarna del risultato di una tecnologia che ha vinto da sola tutti questi numerosi riconoscimenti al CES, dove in genere anche le innovazioni più creative vincono meno di una manciata di premi.

Altri stanno cercando di entrare in questa fetta di mercato cercando di copiare le nostre idee di marketing. Ma visto che l’imitazione è la migliore forma di adulazione, accolgo tutti questi tentativi. In realtà, questo “buzz” sarà utile a educare il mercato, facendo capire a più persone che l’audio attuale delle cuffie è sbagliato o innaturale. Solo la tecnologia Super X-Fi può darti ciò di cui hai bisogno qui e ora.

Ha continuato Sim Wong Hoo.

Dopo aver fatto incetta di premi al CES 209, Creative ha annunciato che entrerà nel mercato OEM con l’obiettivo di portare le soluzioni Super X-Fi a un numero molto più ampio di utenti.

Ed il ceo di Creative ha concluso:

Questa inedita serie di premi che dimostra una risposta estremamente positiva da parte di tutti i media e i partner OEM, ha accelerato i nostri piani di entrare immediatamente nel mercato OEM. Infatti, molti grandi partner OEM ci spingono ad integrare Super X-Fi sui loro prodotti il ​​prima possibile. Questa sarà una nuova entusiasmante fase per noi, in quanto il mercato OEM è potenzialmente centinaia di volte più grande del mercato attuale per i prodotti Creative Super X-Fi .

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Cuisine Royale è disponibile su Xbox Insider Hub

Cuisine Royale, titolo MMO di Darkflow Software, arriverà su Xbox One nel 2019. Prima del lancio ufficiale, il gioco è già disponibile su Xbox Insider Hub e Xbox Insiders. Ma per un numero limitato di utenti.

Si tratta un battle-royale con alcune particolarità. I giocatori possono infatti migliorare la loro inventario, ma invece della tradizionale armatura, si danno battaglia per mangiare e cucinare, indossando uno scolapasta come protezione per la testa o un wok come corazza.

Alexander Polyakov, senior producer di Darkflow Software, ha sottolinato:

Non lasciarti ingannare dagli utensili da cucina o dalle ciabatte a forma di coniglio, Cuisine Royale è la più realistica esperienza di battaglia che puoi avere sul tuo Pc e ora arriverà su Xbox One quest’anno. Stiamo inviando una chiamata alle armi a tutti i giocatori Xbox in tutto il mondo. I giocatori possono provare subito il gioco su Xbox Insider Hub.

Cuisine Royale offre inoltre vari contenuti a tema come la stagione del Wild West, recentemente annunciato, in cui cowboy, banditi, sceriffi, nativi americani e altri eroi della prateria si combattono a vicenda. I giocatori possono anche acquistare il libro opzionale “Wild West Stories” per ottenere ricompense aggiuntive e creare abiti e oggetti rari.







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Medieval Kingdom Wars, Recensione

Qualunque sia il sottogenere dei videogiochi di strategia, l’obiettivo in comune è uno solo: la conquista.

Che arrivi grazie ad una supremazia diplomatica, o ad una lunga ed interminabile guerra che alla fine ci vede vincitori, o tramite un predominio culturale o mercantile, la conquista sarà il nostro obbiettivo finale.

Anche le ambientazioni saranno differenti! Avremo titoli a sfondo storico, fantasy, di fantascienza, guerra moderna, e altri.

Medieval Kingdom Wars, il titolo che il nostro DannyDSC ha provato per noi e recensito, ha come ambientazione quella medievale. Andando nello specifico, il titolo ci porta nella Guerra dei Cent’anni, ed inizia nel 1336, alla vigilia del conflitto che iniziò l’anno dopo.

Il gioco è disponibile da inizio anno sulla piattaforma di Steam ed è sviluppato da Reverie World Studios. Con base ad Ontario, nel Canada, la software house vanta già due titoli alle spalle, Kingdom Wars (Ex Dawn of Fantasy) e Kingdom Wars 2. Il terzogenito riuscirà a far centro?

Vi lasciamo alla nostra recensione. Buona lettura.

STUDIAMO UN PO’

Medieval Kingdom Wars è un grand strategy game. A questo genere, appartengono tutti quei titoli strategici dove la parte militare è preponderante. Ma non direttamente collegata allo sviluppo e alla produzione di unità e armate. In questo genere di giochi, quello che conta maggiormente, è il “teatro delle operazioni”, ossia la mappa. Dato che il titolo è un indie, per darvi un’idea su cosa siano i grand strategy games, vi citiamo giochi quali la serie di Hearts of Iron (II Guerra Mondiale), e la famosissima Europa Universalis (Rinascimento).

Reverie World Studios ha però deciso di differenziarsi, sviluppando un prodotto che avesse un’identità propria, portando la sua creatura ad essere un grand strategy game con elementi rts (strategia in tempo reale) presi dalle serie Total War, Lords of the Realm 2 e qualcosina da Age of Empire.

Quindi non si tratta di un classico gioco di strategia dove muoveremo armate solo sulla mappa di gioco, ma potremo anche entrare “realmente” nel teatro delle operazioni, guidando i nostri eserciti e sviluppando mezzi d’assedio in tempo reale. Un bel po’ di carne al fuoco!

INCHIOSTRO E CALAMAIO






Prima di buttarci su quello che il gioco ha da offrire, spendiamo due parole sulla traduzione, visto che Medieval Kingdom Wars è interamente sottotitolato in italiano. Ad oggi, il genere degli strategici conta sempre meno titoli localizzati nella nostra lingua, ma anche titoli di generi differenti come i city builder (date un’occhiata a Cities Skyline) hanno abbandonato il nostro paese, favorendo localizzazioni di paesi emergenti ma che hanno più mercato, quali per esempio la Polonia.

L’ultimo esponente di questa categoria è sicuramente Anno 2205, che anche se non è una perla unica, rimane una prova tangibile di quanto il nostro paese conti poco nel panorama internazionale. Di discorsi su cosa sia giusto, cosa si dovrebbe fare, cosa no, si è parlato fino allo sfinimento. Ci teniamo a ringraziare Reverie World Studios per non essersi dimenticati di noi, ed anche se la traduzione italiana non è perfetta, la software house merita il giusto credito per una scelta che altri definirebbero “coraggiosa”.

COTTA DI MAGLIA E STENDARDO



Avviato il gioco, prima di addentrarci nella campagna, modalità principale di Medieval Kingdom Wars, scegliamo di seguire il tutorial, così da capir meglio le meccaniche di gioco e prendere confidenza con i vari comandi.

Il tutorial è sviluppato attraverso dieci scenari che seguono il corso di una storia che inizia nel 1336 e che ha come protagonista il fratello del Re di Francia. Scappando dalle lande della Scozia, farà ritorno alle terre natie, con le armate inglesi che si preparano alla guerra.

Interessante la scelta di sviluppare gli scenari come fossero l’avventura di una “guerra mai raccontata”, è piacevole ed appassiona. Il tutorial inizia con la presentazione della mappa tattica, posizione dove andremo a muovere le nostre truppe in tempo reale, commerceremo in materie prime, svilupperemo contatti diplomatici, e miglioreremo le nostre città. Durante le varie fasi del tutorial che seguiranno le avventure del nostro eroe, prenderemo anche confidenza con la parte RTS che ci preparerà alle battaglie e agli assedi.

MAPPA TATTICA



Come in altri grand strategy games, la mappa europea è ben rappresentata nel suo contesto storico. In alto troviamo i dati relativi al mese, all’anno, e abbiamo anche il susseguirsi delle stagioni (con tutti i malus/bonus che comporta al movimento delle truppe e durante le battaglie). A sinistra abbiamo i dati relativi alla tesoreria, ossia alla “vil moneta”. Elemento indispensabile che ci permetterà l’addestramento di truppe ed il miglioramento dei nostri possedimenti, quelli relativi agli introiti e alle spese di mantenimento, l’ammontare delle entrate dovute al commercio, ed il pulsante che ci permetterà di riscuotere le entrate delle tasse. In basso, oltre ad una mini-mappa, troveremo i consiglieri.
Il loro compito, sarà quello di aiutarci a carpire nuove informazioni sugli eserciti rivali, ed aggiornarci sulle ricerche ed i movimenti dei nostri eserciti.

DENTRO LA CITTÀ

In qualsiasi momento (non nei tutorial però) potremo passare dalla mappa tattica alla componente rts del gioco. Se non siamo in battaglia, “entrare” in una delle nostre città ci permetterà di svilupparla come in diversi altri titoli similari. Ogni città a seconda del livello, avrà più o meno appezzamenti liberi dove potremo edificare nuove strutture, che ci permetteranno di produrre materie prime, bestiame, cibo e ovviamente, reclutare eserciti. Un altro fattore molto importante sarà il favore del nostro popolo, che aumenterà o crollerà a seconda delle strutture presenti tra le nostre mura e il livello delle tasse. Un livello troppo basso scatenerà una rivolta.

Durante le fasi di battaglia invece, gli sviluppatori hanno avuto un’idea davvero fantastica per fare di Kingdom Medieval Wars un titolo con un’identità tutta sua. In pratica, all’arrivo di uno dei vostri eserciti in una città nemica, non partirà la “solita” battaglia che ci vedrà vincitori, sconfitti, o in stallo. L’assedio di del nemico, realisticamente, poteva richiedere mesi e mesi, perfino anni.
Quindi, quando il nostro esercito si posizionerà nelle terre nemiche, avrà necessità di carne per sfamare i nostri soldati, legna da ardere e per costruire, pietra e ferro. Verrà edificato un municipio, una sorta di base temporanea, e potrà essere migliorato, permettendoci di avere più appezzamenti di terreno per creare strutture quali ad esempio una cava di pietra, un granaio. Oltre ai nostri eserciti, necessiteremo anche di contadini, che potranno essere reclutati, e che andranno a tagliar legna, fornirci la carne utile a sfamare le truppe, e saccheggiare i cadaveri nemici per recuperare utili risorse. Questa meccanica di gioco è davvero avvincente!

L’ARTE DELLA GUERRA DI MEDIEVAL KINGDOM WARS

Sempre rimanendo dentro la fase rts del gioco, il comportamento delle truppe in battaglia è molto buono, e le tattiche che le unità possono utilizzare non sono dei complementi, ma davvero utili. Anche l’AI nemica ha un buon grado di sfida, e difficilmente cercherà di ammassarsi davanti ai nostri arcieri e picchieri per sacrificarsi. Anzi, spesso e volentieri cercherà di attirarci in vere e proprie imboscate, con arcieri in bella mostra con una ballista o catapulta dietro che prima non potevamo vedere perché nascosta. Non si raggiungono le vette dei Total War, che sono praticamente specializzati in questo contesto, ma il risultato è davvero buono considerando che ci troviamo di fronte ad un titolo indie.

CAMPAGNA

La modalità campagna riprende ciò che abbiamo visto nei tutorial, ma prima di iniziare dovremo scegliere una delle fazioni a nostra disposizione. Sacro Romano Impero, Regno d’Inghilterra, Regno di Francia, persino la Repubblica di Venezia. C’è davvero molta scelta, un peccato non vedere la Repubblica di Genova, quella di Pisa, quella di Amalfi. Speriamo vengano aggiunte in futuro! Deciso il nostro impero, potremo anche scegliere l’eroe che andremo ad impersonare, che potrà avere più o meno “fama”.

Tale elemento è importante perché rifletterà anche la fiducia del popolo che andiamo a guidare, rendendoci più semplice o meno il mantenimento delle nostre città. E’ importante considerare che più città non significa più introiti. Il costo della vita, del mantenimento delle strutture e degli eserciti sarà un fattore che graverà sempre sulle nostre casse. Resta fondamentale un’attenta pianificazione durante lo sviluppo delle nostre terre e le rotte commerciali.

Anche la diplomazia rivestirà un ruolo molto importante, per due fattori. Se i rapporti con i nostri “vicini” saranno troppo burrascosi, avere troppi fronti in cui combattere consumerà le risorse, portando ad un’inevitabile disfatta. Il secondo fattore, è che il nostro ruolo all’interno del gioco non è quello di Re di un impero, non subito almeno! Inizieremo come lord di medio rango, dovendo quindi sottostare al nostro sovrano. Se i rapporti dovessero incrinarsi, ci ritroveremo con la guerra alle porte contro un nemico ben più forte di noi da affrontare. Sarà quindi importante tenere il nostro Re sempre dalla nostra parte, compiacerlo, ad esempio con moneta sonante. Se saremo bravi a sviluppare le nostre terre però, la fama che acquisiremo ci permetterà di spodestare il nostro attuale sovrano, prendendone il posto.

TECNICAMENTE

Finito tutto l’excursus su ciò che il titolo ha da offrire, parliamo un po’ della parte tecnica. Il gioco è un’indie, e spesso ciò va ad impattare principalmente nella parte tecnica, favorendo gameplay e profondità di gioco. Beh, in questo caso possiamo dire che Reverie World Studios ha fatto davvero un buon lavoro. ci ha donato una mappa del mondo che non ha nulla da invidiare a titoli di ben altro budget e una parte rts dove il level design è davvero buono.

Quello che mostra il fianco questa volta sono le unità. Le animazioni sono poche e molto legnose, e sembrano davvero tutte uguali distinguendosi soltanto per le armi, cosa che risulta ostica durante una battaglia. Hotkey e pratici pulsanti posti sulla parte alta della hud di gioco ci permetteranno di ovviare a questo inconveniente. Gli sviluppatori però, sono davvero attivi e siamo convinti che nel tempo andranno a migliorare o quanto mento mitigare queste piccole sbavature.

COMMENTO FINALE

Ci è piaciuto Medieval Kingdom Wars? Assolutamente sì! Nonostante sia un titolo prodotto da un team di sole 3 persone, i ragazzi di Reverie hanno svolto un lavoro egregio. Ed hanno donando all’utenza un gioco di ottima qualità e con una profondità di gioco davvero degna di pregio. La grafica è gradevole, l’engine di gioco e le opzioni scalabili, permettendo anche a chi non ha un pc high-end di godersi l’esperienza senza troppe difficoltà.

Gli aggiornamenti sono continui (uno uscito proprio due giorni fa va a migliorare la diplomazia), e la roadmap proposta all’utenza dalla stessa software house, è davvero ricca. Quest’ultimi garantisco un supporto al gioco che sistemerà i bug, ed introdurrà nuove funzionalità. Vogliamo vedere la modalità zombie!

Segnaliamo qualche sbavatura nella traduzione (che in una missione del tutorial non ci ha inizialmente permesso di continuarlo, salvo poi capire cosa dovevamo realmente fare), dovuta forse ad un testing non troppo profondo.
Anche i nomi delle ricerche localizzate in italiano, sebbene nella modalità campagna non creino problemi, durante il tutorial ci hanno dato filo da torcere perché quello che ci veniva imposto di fare non era in linea con il nome scritto sulla ricerca stessa. Nulla di gravissimo per carità, però ci auguriamo che la traduzione venga quantomeno rivista.

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I migliori Action/Adventure del 2018

Continuano i nostri speciali sui Goty dell’anno appena trascorso. Questa volta parleremo dei migliori action/adventure del 2018.
La qualità è stata stratosferica con tantissimi giochi meritevoli di entrare in nomination. Molto probabile che diversi titoli ce li ritroveremo anche nella graduatoria finale per il Goty complessivo.

Nel frattempo, godetevi questa splendida cinquina. Prima di dimenticarlo: vi sorprenderà la mancanza di un titolo decisamente importante, ambientato nell’antica Grecia con sfumature gdr e che potenzialmente è entusiasmante. Non lo abbiamo potuto recensire e quindi – pur riconoscendone la bellezza – non ci sentiamo di inserirlo in questa cinquina. Lo troverete nell’editoriale realizzato dal nostro amico Massimo Reina sui suoi migliori 10 giochi del 2018. Basta ed avanza a nostro avviso. Ci spiace per questo “inconveniente” ma il publisher in questione non ha ci ha fatto pervenire la copia e neppure il codice. Ancora aspettiamo in stile Godot.

Vi lasciamo allo speciale. Buona lettura.

5) DETROIT: BECOME HUMAN

Quantic Dream ha sempre realizzato titoli destinati a far discutere. Da Heavy Rain a Beyond: Two Souls che hanno spaccato pubblico e critica. Non ha fatto accezione il più recente Detroit: Become Human. Anche questa esclusiva PS4, infatti, uscita a maggio, ha fatto parlare di sé.

Da un lato si è acclamato il lato tecnico con un aspetto grafico e sonoro a livello altissimo e dai toni cinematografici. Stesso dicasi per la trama in grado di appassionare grazie alla sua profondità ed alle sue innumerevoli sfumature.

Lo si è premiato soprattutto per questo. Massimo Reina ha scritto nella sua recensione per noi:

La difficile convivenza tra macchina e uomo, lo sviluppo di una coscienza artificiale, la “diversità” e le differenze sociali sono i punti cardine della storia raccontata nel nuovo progetto di Quantic Dream in un prodotto che strizza l’occhio a Asimov, Clarke e Dick, ma che al contempo presenta qualche spunto originale tale da non farlo scadere nel “già visto”.

In molti, però, additano il gioco per i troppi QTE (Quick Time Event) che infarciscono il gameplay. Ma è nello stile di Quantic. Prendere o lasciare. E noi abbiamo, comunque, apprezzato.

4) SHADOW OF THE TOMB RAIDER

L’anno passato agli archivi è stato importante anche per il ritorno di una serie storica: Tomb Raider. Il nuovo capitolo della saga, Shadow of the Tomb Raider ha chiuso, infatti, la nuova trilogia di Lara Croft (composta da Tomb Raider,, uscito nel 2013 e da Rise of the Tomb Raider, pubblicato nel 2016) consegnandoci un personaggio – già iconico – ancora più maturo.

Il titolo ha tutto quello che serve per entusiasmare i fan della serie e non solo. Ha un’ottima grafica, una buona giocabilità generale ed un’ambientazione affascinante. L’unica pecca è, probabilmente, la longevità visto che la modalità Storia può essere conclusa anche in meno di quindici ore.

Tuttavia stiamo parlando di un ottimo titolo, molto appetibile sotto tutti i punti di vista e che si sta arricchendo anche con i vari dlc. Ah, inoltre è anche divertente, quindi, fa appieno il suo dovere. Niente male per il gioco di una serie che va per i 22 anni.

3) SPIDER-MAN

Era uno dei giochi più attesi del 2018. E Spider-Man, esclusiva PS4, non ha mancato l’appuntamento. Anzi, ha fatto centro sotto tutti i punti di vista. Anche commerciale viste le numerose prime posizioni anche in Italia.

Il lavoro di Insomniac Games è ammirevole per qualità e quantità. Certo, alla lunga, magari, potrebbe il gameplay essere ripetitivo ma complessivamente, stiamo parlando di un capolavoro che ha mantenuto sostanzialmente le attese.

È un’avventura story-driven ma a mondo apertoche strizza l’occhio a Batman Arkham di Rocksteady Studios.

Il gameplay si sviluppa anche in verticale ed è vincente grazie a tantissime cose da fare. Non ci si annoia (quasi) mai in questa New York riprodotta. Il punto debole è l’intelligenza artificiale di alcuni nemici che non è propriamente il massimo. Ed a questo si aggiunge anche una scarsa originalità. Rimane un titolo ben realizzato e parecchio divertente nonché molto bello da vedere e da interpretare grazie ad una storia raccontata molto bene ed a un personaggio fantastico ed affascinante. Sicuramente uno dei giochi più importanti del 2018.

2) GOD OF WAR

Il ritorno di Kratos era molto atteso e non solo dagli utenti PS4 che in effetti sono stati i soli a poter godere del gioco, esclusiva Sony. Il nuovo God of War è la maturazione, in tutti i sensi, della serie con un nuovo capitolo ricco di novità. In primis l’invecchiamento (o stagionatura) di uno dei personaggi più amati dell’Olimpo videoludico: Kratos, già Dio della Guerra. Bene, il nostro ora è diventato padre e crescere da soli un figlio non è per niente facile.

Oltre a questo, il setting è spostato dall’antica Grecia al freddo del Nord Europa. “Vittime” dell’ira funesta dell’iconico personaggio sono le divinità norrene.

C’è anche qualche sfumatura gdr che esalta non poco e che rende un po’ più profondo il gameplay che, ovviamente, è incentrato sull’azione ma lo è anche una trama di livello superiore.

Le parole in sede di commento del nostro Antonio Patti che ha recensito il titolo chiudono questo nostro intervento sul gioco:

“God of War non inventa o rinnova assolutamente niente sul fronte giocoso: tutto quello che troviamo qui, si giocava già in Darksiders o nei primi Legend of Zelda. Ma quello che offre, lo offre in una maniera più unica che rara. Un bellissimo titolo da giocare tutto d’un fiato cercando di esplorarne ogni contenuto, ma è presto per decretarlo il migliore dell’anno e fazioso etichettarlo come il migliore fino ad oggi: quando c’è un solo candidato c’è una sola scelta e vincere così è fin troppo facile”.

Titolo che è poi migliorato ulteriormente con la Photo Mode ed altre caratteristiche aggiunte con puntuali aggiornamenti.

1) And the winner is… RED DEAD REDEMPTION 2

Il vecchio West è sempre stato foriero di grandi storie. L’ambientazione sconfinata in una natura selvaggia, le avventure in terre contese dove la legge del più forte è ancora lampante in un periodo di grandi innovazioni tecniche e la grande spaccatura tra la voglia di innovazione con il tradizionale hanno creato sempre contrasti molto affascinanti.

Red Dead Redemption 2 incarna i sogni degli amanti delle ambientazioni Western grazie ad un vero e proprio kolossal. Rockstar Games si è fatta aspettare prima di portare Red Dead Redempton 2 in pubblico. Ma al netto di difetti umani come alcuni glitch (anche assurdi), è un gioco che racconta non una grande storia ma tantissime grandi storie. E lo fa con dovizia di particolari, con sfumature narrative davvero interessanti.

Inoltre, al di là dei difetti (anche evidenti), presenta un mondo aperto (o open world se preferite) di eccezionale impatto, in grado di portare il giocatore in un’atmosfera molto bella e profonda. A tratti vivida vista la presenza di tantissimi dettagli (quelli che fanno la differenza tra il normale e l’eccelso). Red Dead Redemption 2 è un affresco di un’era che fu di altissimo livello. Da giocare e rigiocare grazie alle innumerevoli cose da fare, anche secondarie, e perché no, anche ricreative. Una battuta di caccia o una pesca, girovagando per location influenzate dagli effetti del Meteo che non sono meramente visivi ma effettivi.

Ed in più si è pure aggiunta la modalità online che rende il titolo rigiocabile all’infinito viste le sempre diverse attività in rete che affiancano un titolo mastodontico di per se per storia, ambientazione ed “estensione”.

Red Dead Redemption 2 è uno dei titoli più importanti degli ultimi anni, non solo del 2018, degno erede del suo predecessore uscito ormai 9 anni fa.

Menzioni: a confermare la grandissima qualità di action/adventure, non possiamo non ricordare alcuni titoli che per qualche sfumatura non sono entrati in nomination ma che ugualmente – a seconda anche dei gusti personali – possono essere (e lo meritano) ricordati. Il 2018 è stato anche l’anno di State of Decay 2, del contestato Sea of Thieves, di Just Cause 4 e di Darksiders 3. Titoli di un certo peso specifico così come Fist of the North Star: Lost Paradise, il gioco su Ken il Guerriero realizzato dagli autori di Yakuza e che ha anche una inflessione gdr.

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Dragon’s Lair Trilogy arriva su Switch la settimana prossima

Anche gli utenti Switch potranno giocare presto a Dragon’s Lair. Sul canale YouTube di Digital Leisure, infatti, c’è un video che annuncia l’arrivo per la settimana prossima della Dragon’s Lair Trilogy sulla console ibrida di Nintendo. Il debutto è fissato per il 17 gennaio, ossia per giovedì. Lo scrive Destructoid.

La raccolta racchiude i capolavori artistici di Don Bluth, ovvero i due Dragon’s Lair (come è normale che sia visto il nome della compilation), nonché Space Ace.

Gli appassionati di vecchia guardia ed anche le nuove leve, quindi, potranno vestire i panni (scomodi) di Dirk the Daring in missione per salvare la principessa Daphne. In Space Ace, l’eroico Ace dovrà vedersela col malefico comandante Borf.

Per chi non li conoscesse si tratta di titoli storici che hanno fatto la loro comparsa in sala giochi e furono capisaldi dell’era laser disc (durata pochissimo tra l’altro). All’epoca stupirono per la grafica e le animazioni che erano davvero paragonabili a quelle dei cartoni animati Disney. Del resto Don Bluth ha lavorato per anni proprio in Disney. Il gameplay era, invece, elementare e si traduceva in una sorta di colossale Quick Time Event ma senza istruzioni. Si doveva agire nel modo giusto al momento giusto senza indicazioni. Un po’ frustrante a dire il vero ma questi giochi ebbero altri meriti, come abbiamo già accennato.

Vi lasciamo alla clip. Buona visione.

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I migliori 10 giochi del 2018 secondo Massimo Reina

Ritengo personalmente l’anno appena terminato come uno dei migliori in assoluto in termini di rilasci sul mercato di giochi di una certa qualità. Ovviamente parlo a titolo personale, in base a quelli che sono i miei gusti. In tal senso ne ho selezionato dieci che più di ogni altro mi hanno colpito e conquistato per un motivo o per l’altro, spingendomi a giocarli più o meno a fondo al di là di motivi di lavoro.

La mia è stata una scelta fatta senza la volontà di creare una lista definitiva, completa o che metta d’accordo tutti, ma come scritto prima basata su ciò che mi piace ed è piaciuto, e ogni titolo è rappresentato senza un’ordine di preferenza preciso e con accanto il nome delle piattaforme dove il videogioco ha visto la luce. Iniziamo.

Vampyr (PlayStation 4)

Uno dei miei due giochi preferiti in assoluto dell’anno appena passato è Vampyr di Dontnod Entertainment. Questo action con elementi GDR forse è poco originale a livello di gameplay, non ha una grafica all’avanguardia né fa gridare al miracolo tecnicamente, ma dal punto di vista dell’atmosfera, delle ambientazioni e della trama ha davvero tanto da offrire e poco da invidiare ad altre produzioni più famose.

God of War (PlayStation 4)

Nonostante il passaggio alla mitologia norrena e i cambiamenti strutturali alla giocabilità, correlati alla nuova struttura open world, God of War ha mantenuto tutto il fascino dei precedenti capitoli rivelandosi a mio parere divertente da vedere e da giocare. Caratterizzato da un sistema di combattimento più rifinito e “pesante”, ma sempre spettacolare, da un livello di sfida adeguato e da una bella storia, ha finito per tenermi incollato davanti alla TV per intere giornate conquistandomi appieno.

Dragon Quest XI (PlayStation 4)

Indubbiamente uno dei migliori RPG degli ultimi anni, Dragon Quest XI mi è piaciuto particolarmente perché mi ha fatto rivivere quel feeling, quell’atmosfera e quella giocabilità, seppur semplificata in alcuni punti, dei classici del passato. Leggero, ma al contempo anche divertente, longevo e profondo più di quanto possa sembrare di primo acchito, Dragon Quest XI è un GDR alla giapponese vecchia maniera che sembra essere stato pensato appositamente per gli appassionati di genere. In un momento storico nel quale assistiamo spesso a continui stravolgimenti tecnici in molte saghe storiche, fa piacere ritrovare un titolo completo sotto tutti i punti di vista, capace di emozionare e far divertire chiunque ami sul serio i giochi di ruolo.

FIFA 19 (PlayStation 4, Xbox One e Microsoft Windows)

Il calcio giocato sul divano di casa. Licenza ufficiale per la Champions League a parte, infatti, a mio parere FIFA 19 migliora un po’ tutto rispetto allo scorso anno e si rivela estremamente divertente da giocare da soli e in compagnia di amici, magari come piace  a me, coi settaggi in parte manuali e in parte semi assistiti, la velocità di gioco ridotta e qualche piccolo intervento sugli elidersi relativi ad alcuni aspetti del gameplay (dipende dai gusti).

Celeste (PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e Microsoft Windows)

Un videogioco a piattaforme, indie,ispirato ai giochi a piattaforme di un tempo, quelli  impegnativi dell’era del Super Nintendo. Celeste è tutto questo e molto di più: sviluppato da Matt Thorson e Noel Berry, vanta anche una trama davvero carina e soprattutto una giocabilità fuori parametro, secondo me, dove sono richiesti abilità, riflessi veloci e precisi per superare i vari ostacoli che si frappongono tra la protagonista e i vari scenari che compongono le aree e i livelli.

Red Dead Redemption 2 (PlayStation 4 e Xbox One)

Sarà il fascino del selvaggio west, sarà che amo spaziare in mondi vasti e vivi, pieni zeppi di cose da fare, ma Red Dead Redemption 2 è il mio titolo preferito dell’anno al pari di Vampyr. Perché se il merito di tale successo è da ascrivere a diversi fattori, compresi la giocabilità, il protagonista principale e la storia, di certo un ruolo primario lo si deve attribuire anche allo  scenario in cui tutto è ambientato. Una rappresentazione del vecchio west americano e del suo “mondo” imperfetto, affascinante ma spietato allo stesso tempo, capace di offrire un’esperienza emozionante già a partire dai paesaggi incontaminati, fino ad arrivare ai personaggi, alcuni dei quali particolarmente carismatici.

Assassin’s Creed: Odyssey (PlayStation 4, Xbox One e Microsoft Windows)

Altra epoca storica che amo particolarmente è quella dell’Antica Grecia. Se poi questo scenario viene utilizzato in una delle mie serie preferite, allora il “gioco” è fatto. La Grecia del 431 A.C., coi suoi templi, i suoi miti, le sue enormi statue dedicate agli dei dell’Olimpo, le sue polis e la sua cultura è davvero riprodotta fedelmente in tutto il suo splendore, e personalmente ho trovato estremamente affascinante cavalcare sulle sue strade o solcare i suoi fiumi e mari per esplorarla a fondo. Assassin’s Creed: Odyssey è il nuovo capitolo della popolare serie di Ubisoft, che torna quindi al rilascio a cadenza annuale dopo la parentesi di Assassin’s Creed: Origins, da cui riprende gran parte delle meccaniche rifinendole e migliorandole.

Detroit: Become Human (PlayStation 4)

Al di là all’attinenza o meno con fatti attuali e alle connotazioni politiche che qualcuno ha voluto attribuire a trama e personaggi, Detroit: Become Human resta un titolo assolutamente coinvolgente dal punto di vista narrativo e capace di far riflettere ed emozionare come pochi. Di autori che hanno trattato l’argomento di creature capaci di essere soggetti autonomi di decisioni e obiettivi ce ne sono stati infatti tanti, da Mary Shelley col suo Frankenstein, ai robot di Karel Capek,  Philip K. Dick e di Isaac Asimov. Ma Quantic Dream è riuscita ugualmente a dire la sua, ovviamente in un “racconto” digitale bello e coinvolgente.

Forza Horizon 4 (Xbox One e Microsoft Windows)

“Miglior gioco sportivo/racing” agli ultimi Game Award e una media voti spaventosa che arriva quasi a cento sui principali aggregatori internazionali di recensioni: basterebbe solo questo per descrivere in  un attimo la bontà di un gioco ricco di qualità come Forza Horizon 4. Gli sviluppatori, Turn 10 Studios e Playground Games hanno davvero compiuto un’impresa secondo me, cioè quella di riuscire a “prendere e a mettere dentro una console” la vera essenza del divertimento della guida. Un capolavoro.

State of Decay 2 (Xbox One e Microsoft Windows)

Sono un fan degli zombi e dei giochi di sopravvivenza, ragion per cui avevo amato già il primo. Ma è con State of Decay 2 che mi sono davvero divertito con queste mie due passioni: è il classico “more of the same”, ma arricchito nei suoi punti di forza e migliorato in quelli deboli che avevamo visto nel predecessore, che regalano al titolo una maggiore profondità e un maggior livello di immersività nell’universo post-apocalittico di Undead Labs.

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THQ Nordic acquisisce l’IP di Outcast dai suoi autori

L’acquisizione della proprietà intellettuale Outcast è stata finalizzata da parte di THQ Nordic, con i tre creatori originali del gioco. Ad annunciarlo è stata la stessa THQ.

Questa operazione verrà gestita da THQ Nordic AB, con sede a Karlstad, in Svezia, mentre le operazioni di amministrazione ordinaria (vendita e distribuzione, valutazione di sequel e nuovi contenuti, ecc.) saranno effettuate tramite THQ Nordic GmbH con sede a Vienna.

L’avventura di Infogrames uscita nel 1999 mette i giocatori nei panni di Cutter Slade, ex Navy SEAL, nel bel mezzo del mondo alieno di Adelpha.  Con una sonda inviata in un universo parallelo, Cutter ha il compito di scortare tre scienziati, chiudere il buco nero e riportare tutti in sicurezza sulla Terra.

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