Chronicle of Innsmouth tra una risata ed un’indagine seriosa l’omaggio a H. P. Lovercraft

Manca meno di una settimana al cinque maggio quando su Steam ci sarà l’esordio di Chronicle of Innsmouth dopo essere stata approvata su Greenlight.

Il gioco, sviluppato PsychoDev un team indipendente formato da due appassionati originari di Salerno Umberto Parisi ed Amedeo Vasaturo, è un’avventura punta e clicca ambientata nel mondo di H. P. Lovercraft (Howard Phillips Lovecraft). in esclusiva Windows con possibilità – laddove il gioco dovesse andare forte – di versioni per Mac e dispositivi mobile.

Noi de IlVideogioco.com abbiamo provato il gioco in anteprima e vi scriviamo le nostre Prime Impressioni su questa che è stata una vera e propria sorpresa: il cosiddetto fulmine a ciel sereno e per di più realizzato da un team indie alla sua prima esperienza assoluta. Buona lettura.

OMAGGIO AI PUNTA E CLICCA DI UNA VOLTA

La realizzazione del gioco è stata confezionata con Adventure Game Studios ed il titolo offre una grafica in Pixel Art che omaggia volutamente in classici di una volta ed in particolar modo a The Secret of Monkey Island, pietra miliare delle avventure grafiche punta e clicca che di certo non ha bisogno di ulteriori presentazioni

L’interfaccia di gioco è, in sostanza, quella che vediamo nella stragrande maggioranza delle avventure con una parte dedicata ai verbi per le azioni da fare e l’altra occupata dall’inventario in modo da poter usare con massima semplicità e naturalezza gli oggetti ed interagire con gli ambienti dove possibile.

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Tornando all’aspetto visivo, il titolo è stato settato ad una risoluzione di 320X200 ma non per questo mancano i dettagli. Tutt’altro. Ogni ambientazione ha la sua storia, il suo perché e le sue sfumature nonché i suoi tocchi di classe sia statici che in termini di animazioni. Sono presenti anche dei flashback e molti i punti tetri. Un arazzo di pixel ben congegnato che rende davvero bene l’atmosfera. Laddove non arriva l’alta definizione la si percepisce molto bene in Chronicle of Innsmouth.

Si perché si parla pur sempre di un’ambientazione di un particolare racconto di Lovercraft, ossia “L’ombra di Innsmouth” e le ambientazioni sono rese davvero bene grazie ad un lavoro artistico che ci è sembrato comunque ispirato nonostante la fattura amatoriale. Bene anche le musiche con dei brani interessantissimi (in particolare quella negli esterni dell’hotel YMCA…) ed orecchiabili.

DIALOGHI SPENSIERATI IN UNA STORIA CUPA

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L’azione ci porta nel bel mezzo dell’Inghilterra con il nostro protagonista, un ragazzotto biondo da poco diventato maggiorenne e con l’aspirazione di diventare un temib… no, scusate, quello è Monkey Island… E tra dialoghi più o meno spensierati ci si ritrova in una storia dalle tante sfumature cupe infarcita da luoghi e personaggi misteriosi nonché inquietanti.

Innsmouth è una cittadina una volta fiorente adesso avvolta misteriosamente nel nulla. Un posto ombroso e cupo al punto da essere cancellata dalle cartine geografiche e di avere informazioni, praticamente dei cenni didascalici, su alcuni libri trovati in biblioteca. Un postaccio oscuro dove non passa più la ferrovia ma proprio per questo capace di attirare la nostra attenzione e quella di altri brutti ceffi.

Narrativamente, abbiamo un canovaccio quasi spensierato in un contesto decisamente più serioso. Le due tonalità diametralmente opposte si abbracciano molto bene nella dinamica del gameplay che ovviamente alterna enigmi più o meno logici a dialoghi ai quali bisognerà senza dubbio fare molta attenzione.

L’atmosfera lovercraftiana è resa molto bene dal lavoro artistico ma è la storia che da quasi spensierata diventa via via sempre più ricca di interesse e di tensione. Al punto che il personaggio può anche morire (il Game Over appare anche in una schermata tra quelle di presentazione, ndr).

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CONCLUSIONI

Chronicle of Innsmouth è l’opera prima di PsycoDev. Si tratta di un’avventura grafica punta e clicca ad ambientazione Lovercraftiana che però strizza l’occhio a The Secret of Monkey Island (alcune citazioni sono estremamente palesi e fanno comunque la loro figura) con una storia seria, cupa ma dalle tantissime sfumature divertenti grazie ad un protagonista molto scanzonato in grado di fare il bello ed il cattivo tempo.

Il gameplay ci è parso di spessore con buoni enigmi che si incastonano in una trama ben strutturata con un contesto tecnico ben realizzato (anche se chi vi scrive avrebbe preferito la possibilità di giocare anche a risoluzioni un po’ più alte come, ad esempio una più “moderna” ma pur sempre fascinosa 640×480). Il gioco, inoltre, offre una lunga sfida (tra dialoghi, enigmi ed esplorazione) si possono toccare anche le 13 ore. Chronicle of Innsmouth è in doppia lingua: italiano ed in inglese grazie al lavoro di Ross Moffat (Mandle).

Il gioco ha tutte le carte in regola per essere tra le sorprese di quest’anno e potrebbe dare – se non altro per la sua storia e per la passione con il quale è stato sviluppato – una nuova alternativa a chi ama le avventure grafiche punta e clicca rivitalizzate recentemente dall’esordio trionfale di Thimbleweed Park dei maestri Ron Gilbert, Gary Winnik e David Fox. Ovviamente, fatte le dovute proporzioni, siamo su universi diversi ma questo progetto amatoriale trasuda tanta passione già apprezzata dagli utenti di Green Light, piattaforma per gli indie che hanno promosso il progetto in arrivo la settimana prossima.

Chronicles of Innsmouth I

PREGI: Un’avventura grafica punta e clicca vecchio stile ben fatta. Atmosfera davvero ben riprodotta. Ottima colonna sonora. Dialoghi simpatici. Buona trama e ritmo narrativo.

DIFETTI: Avremmo preferito anche risoluzioni maggiori.

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Zheros e dlc The Forgotten Land, Recensione PlayStation 4

Il malefico Dottor Vendetta torna. E con esso Zheros che approda su PlayStation 4 con il primo dlc intitolato The Forgotten Land disponibile da qualche giorno anche per le versioni Pc ed Xbox One.

Rimlight Studios, software house indipendente siciliana di stanza a Catania, ha quindi portato il suo beat’em up a scorrimento di vecchia scuola ad ambientazione fantascientifica sull’ammiraglia di Sony assieme, all’espansione. Sarà in grado di farsi apprezzare anche in questa piattaforma?

Ecco la nostra recensione. Buona lettura.

LE NOVITA’ PORTATE DAL DLC THE FORGOTTEN LAND

Partiamo da subito con le novità di The Forgotten Land. Questo dlc aggiunge un nuovo personaggio, un nuovo veicolo, una nuova ambientazione che ricorda le località asiatiche (tra le tipiche cittadine della Cina Imperiale e lande selvagge) ed 8 nuovi stage che aumentano di un buon 30% l’offerta contenutistica e, di conseguenza, la longevità grazie ad un fattore di rigiocabilità più ampio. Anche così, a livello di difficoltà normale, ogni stage è completabile in una ventina di minuti (anche meno, dipende dal grado di difficoltà scelto).

La nuova protagonista, di nome Thione, ha il suo carnet di mosse piuttosto spettacolari ed efficaci. Le arti marziali, per lei non sono un segreto. Così come la sua leggerezza nei movimenti ed è in grado di fare davvero male con leggerezza.

Forte in attacco ma un po’ meno in difesa ma poco importa: quando esegue le sue combo è davvero devastante.

Le ambientazioni colorate sono ben ispirate e ci hanno ben impressionato così come le musiche dedicate a questi stage dalle sonorità spiccatamente orientalegganti. Insomma, una onestissima espansione che aggiunge carne e ciccia a Zheros. Il gioco, è bene ricordarlo, originariamente – e quindi senza dlc – ha 18 stage e due personaggi Mike e Dorian che hanno, ovviamente, il compito di eliminare il malvagio Dottor Vendetta, un tipino poco raccomandabile che vuole invadere il nostro pianeta e più in generale l’Universo inviando un esercito di minion. Il dlc aggiunge altri minion inediti.

SCAZZOTATE SPAZIALI A BUON RITMO

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Detto di Thione, la nuova compagna di scazzottate che ha uno stile orientale, anche Mike e Dorian offrono un quantitativo enorme di pugni, salti acrobatici, calci e combo sempre più spettacolari. E tutto per salvare l’universo.

Le meccaniche di Zheros sono piuttosto semplici e ricordano – fatti i dovuti paragoni – i classici degli anni ’80 e ’90 quali Double Dragon. Il gioco ha un gameplay che richiama questo stile ed è il punto forte della produzione risultando sempre divertente, mai (troppo) ripetitivo (e qui sta la bravura di Rimlight Studios) nonché profondo perché raccogliendo determinati bonus nel corso delle nostre scorribande otterremo dei “punti abilità” da accumulare per poi spendere al termine di ogni livello per migliorare le peculiarità dei nostri eroi. Ogni personaggio ha tre caratteristiche migliorabili: Attacco ravvicinato, Scudo ed Attacco lontano. Questi possono essere potenziati ed ampliati. Ad ogni punto aggiunto nell’Attacco si sbloccano combo sempre più devastanti ed efficaci. Lo scudo difensivo può essere rinforzato per sopportare più colpi e così come l’attacco da lontano che può risultare sempre più ampio, decisivo e duraturo.

Se Mike è possente ed è una vera montagna (bionda) di muscoli, Dorian nonostante il suo aspetto gracile è molto pericolosa grazie alla sua (incredibile) agilità ed è un ciclone di calci volanti, una sorta di Chuck Norris, ma senza barba e decisamente più carina e devastante come il famoso Walker Texas Ranger.

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Ma non ci saranno soltanto attacchi di furia cieca: avremo bisogno, di tanto, in tanto, di sferrare colpi mirati per togliere, ad esempio, lo scudo da alcuni nostri nemici, ma sarà fondamentale anche avere un buono scudo che ci protegga dagli attacchi nemici e dalle esplosioni ed ogni tanto si potranno guidare dei mecha potenti e devastanti che però avranno poca durata.

Il gameplay di questo gioco si sintetizza qui con la possibilità di andare avanti, saltare, schivare nell’arco di quasi trenta livelli (espansione inclusa) dotati anche di chackpoint. Quest’ultimi, tuttavia, non sono tantissimi e se si muore si rischia di ricominciare lo stage dall’inizio.

In coppia il gioco diventa divertentissimo ed è una tappa obbligata se si vuole tirare veramente il massimo dal titolo che offre una sfida interessante con tre livelli di difficoltà (Facile, Normale e, appunto, Difficile). Già a Normale, Zheros impegna, soprattutto negli stage avanzati.

ASPETTO PULITO E PIU’ VARIO MA MANCA ANCORA QUALCHE COSA

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Dal punto di vista tecnico, Zheros su PlayStation 4 è un lavoro di buona fattura. La grafica è quasi cartoonesca e molto pulita. Anche troppo a volte e priva di quelle piccolezze che avrebbero sicuramente strappato più consensi. Le ambientazioni originarie richiamano alcune sfumature di Ratchet & Clank o delle Tartarughe Ninja (in versione PS3 e per l’esattezza: Teenage Mutant Ninja Turtles: Turtles in Time Re-Shelled).

Non mancano i tocchi di classe: il robot è animato veramente bene mentre l’aspetto dei nemici oltre che dei personaggi, è piuttosto “rotondo” e ben definito. Un tocco artistico interessante ed il tutto viene migliorato ed ampliato grazie all’espansione. Effetti luce ed ombra nonché quelli particellari e delle esplosioni sono ben fatti.

Bene il comparto sonoro con brani techno per i primi stage e musiche ispirate all’estremo oriente per The Forgotten Land. Chi vuole può anche acquistare la colonna sonora firmata da Giovanni Leon Dall’Ò su SteamCd BabyiTunes e tutti i maggiori store musicali online sotto il marchio di Shine Studios, un’etichetta musicale indipendente di Ragusa.

COMMENTO FINALE

Come per la versione Pc, anche l’edizione PlayStation 4 di Zheros ci ha fatto fare un passo indietro nel passato, quando i beat’em up a scorrimento (all’epoca in rigoroso 2d e capaci, spesso e volentieri, di un level design artistico di rilievo) erano popolari come gli attuali fps.

Il gioco di Rimlight Studios ci ha fatto divertire non poco. Inoltre, la nuova offerta, abbinata all’espansione, può essere seriamente presa in considerazione da chi ama il genere. Grazie a The Forgotten Lands, infatti, si ha la possibilità di giocare con un nuovo personaggio ed in altri 8 livelli che fanno aumentare la longevità (e rigiocabilità). Una run adesso è completabile anche in 12-13 ore.

Chi cerca un gioco non troppo complicato, divertente in singolo e divertentissimo in coppia con un amico, deve senza dubbio puntare su Zheros che senza fronzoli e con tanti piccoli tocchi di classe (che si alternano, però, a qualche piccola sbavatura come qualche rallentamento sporadico e tempi di caricamento insolitamente lunghi, ndr), ricambia la spesa con un po’ di divertimento scanzonato ma con un buon grado di sfida.

Un beat’em up a scorrimento in 2,5d dove, nonostante si debba salvare il mondo e l’universo dal folle Dottor Vendetta, tutto appare leggero ma non per questo privo di fascino. Un gioco adatto a tutti e con belle sfumature di gameplay nonostante l’impostazione classica e con la presenza di un dlc che ha fatto molto bene a questa produzione indie.

 

Pregi

Divertente in single play, da provare assolutamente in coppia. Buon grado di sfida. Il dlc aggiunge più varietà e longevità. Buona colonna sonora. Grafica graziosa e molto colorata…

Difetti

… ma ci sarebbero piaciuti più particolari. Ci sono alcuni rallentamenti. Caricamenti rimangono lunghi.

Voto

8

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Ormai è quasi un appuntamento fisso quello con Star Citizen. Le ultime notizie parlano di un nuovo documentario sul simulatore spaziale di Cloud Imperium Games intitolato Around the Verse.

La clip dura 34 minuti e possiamo conoscere le lune che verranno introdotte nell’aggiornamento 3.0 pianificato per fine giugno (il 29 per l’esattezza). Inoltre è giusto ricordare come la raccolta fondi abbia superato i 148 milioni di dollari coinvolgendo quasi 1,8 milioni di sostenitori… Sempre più vicini ai 150 milioni di dollari. In una sola parola: pazzesco.

Ecco il video. Buona visione.

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